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A Pieve di Cento Comune e cittadini dicono NO all'”antenna selvaggia” Sabato 20 febbraio s’è tenuto a Pieve di Cento un convegno dal titolo “Antenne telefoniche e campi elettromagnetici - Quante? dove? quali conseguenze sulla nostra salute?”. Sul palco dei relatori erano presenti, col sindaco Maccagnani, Morando Soffritti, ricercatore dell’Istituto Ramazzini di Bentivoglio, Roberto Tiberi, avvocato e consulente legale del comune di Pieve di Cento, e Gianni Rimondi, consulente del WWF per le medesime tematiche. Le telecomunicazioni sono considerate delle infrastrutture indispensabili. Ma fino ad un certo punto. Soprattutto se si accompagnano a dei rischi per la salute. A Pieve di Cento i cittadini stanno svolgendo da anni una battaglia contro l’installazione selvaggia delle antenne telefoniche per preservare territorio e salute. Succede infatti che mentre un cittadino prima di fare una ristrutturazione o un ampliamento deve verificare la compatibilità rispetto agli strumenti urbanistici, le compagnie telefoniche possono installare antenne senza alcuna regolamentazione. Inoltre è vero che la legge (Decreto legislativo 1 Agosto 2003 “codice delle comunicazioni elettroniche”) prevede un limite all’emissione delle onde elettromagnetiche (6v/m) ma è altrettanto vero che non esistono studi scientifici che dimostrino l’assenza di effetti negativi delle onde sulla salute dei cittadini. Alla fine degli anni ‘90 a Pieve furono installate 2 antenne telefoniche. Si trattava di antenne GSM utili per chiamare con il cellulare, tuttora attive. A partire dal 2005 le grandi compagnie telefoniche hanno iniziato a subissare il Comune di richieste per l’installazione di antenne UMTS utili per la trasmissione dati (navigazione Internet dai cellulari e utilizzo delle “chiavette”). Nel 2006 il Comune ha individuato due siti per l’installazione di dette antenne, non ritenuti però idonei dai gestori. Non concedendo, per ragioni di principio (urbanistico) e di tutela (salute dei cittadini), il permesso di costruire al di fuori dei luoghi identificati, il Comune in questi anni è stato coinvolto dai gestori in diverse cause legali. L’ultima è stata vinta presso il TAR di Bologna ma persa al Consiglio di Stato, e proprio mentre l’antenna sembrava dover essere installata, è successo che i cittadini hanno iniziato a mobilitarsi, hanno raccolto oltre 1.500 firme di quanti si impegnavano a non concedere il proprio terreno o tetto di casa per l’installazione di alcuna antenna telefonica UMTS, e sono riusciti a convincere il proprietario del terreno a recedere dal contratto con una grande compagnia telefonica nazionale. Risultato: l’antenna non è stata installata. Un bell’esempio di coesione sociale in un momento in cui sembrano regnare individualismo e utilitarismo. Comitato e Comune oggi sono però di nuovo in campo a lottare contro l’ennesimo gestore che tenta di installare l’antenna su di un sito non individuato dal piano del 2006. Il Comune non potrà sobbarcarsi l’onere economico derivante da un’eventuale ulteriore causa con un altro gestore, e la cittadinanza è preoccupata e arrabbiata, come ha dimostrato a gran voce durante il convegno, per aver scoperto che il recente decreto Gasparri non dà credito agli allarmi dei ricercatori sull’incidenza di malattie tumorali in soggetti esposti a radiazioni, per non avere alcuna tutela di legge se non un discusso limite in termini di potenza di segnale, e infine perché può contare sul solo appoggio istituzionale dell’Amministrazione Comunale – che, delegittimata, non può che ritardare l’effettiva installazione delle antenne. Per fronteggiare l'enorme potere degli operatori i cittadini non possono che organizzarsi localmente in comitati e cercare in tutti i modi di impedire che il rischio per la salute di tanti e il danno economico derivante dalla svalutazione degli immobili (-40%) vengano schiacciati dal peso del vantaggio di pochi. In conclusione è emersa la volontà da parte del comune di proseguire a farsi portavoce degli interessi di tutti i cittadini per la salvaguardia del territorio e della salute pubblica, e da parte del comitato di proseguire nel lavoro di sensibilizzazione e dissuasione di quanti hanno già stipulato o intendano stipulare contratti di locazione coi gestori: agendo anche – ed è questa l’importante novità emersa - per vie legali, che in altri casi hanno già dato buoni risultati.


Convegno antenne  

comunicato post convegno

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