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INTENDENZA-

,

D E L L A P R O V I N C I A DI N A P O L I

MANIFESTO

fssendosi in questo sotto notato giorno proceduto nel locale di Mònteoliveto alle subaste per !o> appalto a ribasso de'Lavori da eseguirsi per la costruzione deL Camposanto promiscuo ai Comuni di Pollena, Tiocchia , S. Sebastiana , e Massa di Somma, l'appalto istesso è rimasto preparatoria mente aggiudicato al partitario Antonio Lombardo per la somma di ducati 18 5o, quanti ne sono stati'progettati dall' Architetto D. Francesco, de Cesare. Quindi si previene il Pubblico che* V aggiudicazione definitiva avrà luogo il mattino di Lunedi 18. del corrente mese alle ore 11. antimeridiane. ' , , , .; w .. . > * Saranno 'ammessi gii ad dita menti di decima, è di s e s t a / I primi potranno prodursi nel corso dì cinque giorni dopo, T aggiudicazione definitiva : gii ultimi poi ueì termine di altri cinque giorni consecutivi, qualora niuna offerta di decima fosse stata presentata. Chiunque vorrà concorrere al suddetto Appalto dovrà uniformarsi esattamente alle condizioni stabilite a l l ' u o p o , le'quali sono ostensive nel Uffizio delia Intendenza, Tutte le spese bisognevoli sino alla finalizzazione del contratti? cederanno a carico dell'ultimo aggiudicatàrio. ' •• 1 , ' ' .

IN^poli 13 Luglio 1842 II Segretario

Generaler

FJLANGIERÌ

.

'

V

Intendente

SANCIO,

Valiti Stamperia deWAmmvihirazì&Ke Provìncia^ t Comumìe . , ' « - • dt Napoli


B E L L A

P R O V I N C I A

D I

N A P O L I ,

UFFIZIO

REGOLAMENTO DI POLIZÌA PE'

CAMPOSANTI

BELLA PROVINCIA 1)1. NAPOLI,

approvato da S. M* ( X>. G£ )• nei Co tisigi io di Stato Ordinario de* io. Ouobré 1825*

'Ni B, Questo Regolamento riguarda i Cam* posanti costruiti per sepellire i cadàveri pe inumazione j ed è redatto Stermini Della Legge degli i-i Marzo 1817; . Delle, istruzioni annesse d détta \Lègge \ Delle Modificazioni esprèsse [nel Heal scritte* de) 10 Giugno 1827. »

1. Per ciascun Camposanto vi sarà mi Cappellano, una Deputazione sanitaria ? un Custode j due Sepellitori'^ e due Sépèllitrici* li Cappellano ha l'obbligo di Celebrare laMèssà ogni mattinalo ne dì festivi $ nella Cappella del Camposanto. Laddove non vi sia iin Prete $ che voglia assùmere tal obbìi; go gratis $ il Decutiohato proporrà i mezzi opportuni. A R T » L a Deputazione sarà compósta- dell' Eletto incaricato dèi ramo di Polizia, del Fjarfoco, e di non meno di due probi Naturali del Comi!ne i a scelta del DeCurionato 5 d'approvarsi dal? Intendente. ÀRT< Giusta P articolo ivj delle Istru?Joni annesse alla legge, degli 11 Marzo 181 ^ 5 sarà obbligo principale della Deputazione d* invigilare 5 sotto la sua respoBsafeilità ? air esatta 'ART*


esecuzione del presente Regolamento j di visi' tare almeno una vòlta il mese jl Camposanto^ .e di reprìmere ógni abuso ? che yi si trovasse introdotto. A%T? 5. 11 Custode è particolarmente incaricato i d ' invigilare alla esecuzione delle regole sulla inumazione de'cadaveri j, di tenere^il Registro prescritto dall' .Articolo 12 delle citate Istruzioni , 3.° delia conservazione .delie piante 5 degP istrumep.ti ? è di tutti gli oggetti appartenenti al Camposanto ? ed alla Cappella ^ 4-9 dslh nettezza e proprietà di tutto lo stabilimento ? facendosi in ciò ajutare dai «S'èp etti tori ^ e dalle SepelliirìcU Dipenderà direttamente dalia Deputazione sanitaria ? per tut- .1 to .ciò che riguarda il servizio del Camposanto, 6. I- Sepellìtorì sono tenuti a cavare i fossi, in cui debbonsi inumare i cadaveri ^ 2 a d f, ajutare le Sepellitrici a finir di covrire i caJ dayeri delle donne ? siccome si dirà nell'arti? colo 3.° a trasportare i cadaveri dal luoì 0 go del deposito al Camposanto j 4, ad ajutare . ^ ii Custode nella nettezza e proprietà di tutto f lo stabilimento, j A r t . 7» Le Sepellitrici sono tenuto i . ° a mette^ re ne*fossi, già. cavati dai Sepellitori 01 cada~ veli delle d o n n e a coyrir questi .con sufficiente parte di terra 5 a chiamare \SepeU litori v jyevchè da essi si finisca di covrirli^, 0 ad a j u t a r é ' i C u s t o d e ^ ^à i SepeUitari nelU xiet^ - .'-tersza e proprietà dèi Camposanto, $ 8, I Sepellitori e le Sepellitrici dipenderanj s o immediatamente dal Custode j per ciò che ]' riguarda P osservanza delle regolq dell'inuma: zione, k nettezza e proprietà del Camposanlo : per lo dippiu 5 dipenderanno dalia Deputazione Sanitaria, AHI;, g. È espressamente proibito ai Custode, ai Sepellitori , alle Sepellitrici. i.° ricevere mercede alcuna da* parenti o, amici del defunto 5 pel tristo uffizio che adempiono $ 2. 0 appropriarsi alcuna spoglia Q v.estinlenta 5 che si provasse sù Cadaveri. j ìq. 11 Camposanto sarà aperto per la I


ma volta con una sollennità religiosa , e col-* la' benedizione prescritta dai Rituale. lì Sindaco inviterà all'uopo tutto il Clero, è ìe altre Autorità Amministrative. Finita la sacra funzione j sarà espressamente vietata qualùnque coltura 9 o pastura nel Camposanto* ART. ILI I Cadaveri saranno , a cura de' Parenti o amici 9 trasportati in uria Chiesa o Cappella del Comune 5 la più prossima al Camposanto. Ivi ? resi loro gli ultimi uffizii religiosi j saranno depositati in un luogo chiuso , dà cui nella notte successiva saran presi dai Sepelliiori^ e trasportati in ima bara coverta, ò in un decente carro mortuario , al Camposanto* Laddove manchi al Comune la suddetta Chiesa o Cappella si potrà far' uso della Cappèlla del Camposanto $ sia per tenerv' il cadavere fino al momento dell'inumazione j sia per renderli gli ultimi uffizii religiósi. Può del pari farsi uso della detta Cappella del Camposanto > & _ .dr. qualunque altra Ghiesa^ sé i Parenti , o A** mici del defunto preferiscono di far renderà iii essa i cennati .uffìzi religiosi al cadavere. 'ARÌ\ %2ì I cadaveri non possono èssere sepelìiti inai prima che sia passato il termine prefisso da' regolamenti generali e ^ a d eccezione Una camicia ò abito di tela , non possono . restarvi Sopra altre vestimelifca^ a(^nchè_la^is^ _ Soiuzione su cceda^ più . presto^ _. • _ Afttr., 3S7l7inumazione sarà fatta allo spuntar del sole $ potendovi assistere i soli più stretti Parenti, se il vogliono. Durante l'operazione* il Camposatstó sarà chiuso* Aliti i4* Messo il cadavere nel fosso $ i Sépettitori lo covriranno col terretiù precedentetnente cavato, in modo però che la superficie del fosso rimanga' perfettamente piana. À t m i 5 . Ciascun fosso, dovendo servire per un cadavere $ sarà formato di figura rettangolare, avendo palmi due é mezzo di larghezza, palmi sette di lunghezza t ed altrettanti di pro« fondita, Il profilo superficiale sarà contornato da qualche arbusto ? come il Busso 9 il Rosmarino, lo Spi-» 2

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conardo e simile, L'ajuola , racchiusa da detto profilo 5 potrà seminarsi di fiori erbacei, sia da'Parenti^ sia dagli Aulici del d e f u n t o ? a i quali è pure permesso di apporvi una picciola Croce di legno, o una sottile e pìccola tavola di pietra 9 o di legno , messa in coltello , per segoarvi qualche iscrizione. AKT. IS. A fianco a ciascun fosso vi sarà fabbricata una pietra o riggioìa , in cui verrà indicato il numero d'ordine de'cadaveri sepeìliti ? 'da servire pel Registro dei Custode, AKT. 17. I fossi debbono esser cavati in linea r e t t a , l ' u n o a fianco d e l l ' a l t r o , e cinti da nnà stradetta di terra salda , larga palmi due. ART. Ì8. Sarà cura del Custode il mantenere perfettamente pulite e spianate le stridette intorno ai fossi, e conservarv' i profili degli arbusti. ART. 19. Cominciato da un punto qualunque il sepellimento, verrà regolarmente continuato per ordine di morti. A r t . 20, Le Congregazioni 3 Corporazioni, o Particolari, possono acquistare , a' termini della Legge Amministrativa , un pezzo di terre« no del Camposanto, per sepelihV i loro Cadaveri. L ' i m p o r t o di tale acquisto s'impiegherà alla terminazione e perfezionamento del Camposanto istesso. .^Possono del pari acquistare Sina parìe dello spazio 3 che resterà intorno a] jnuro,discinta', per ergervi de" monumenti atti à deporvi le ossa de* defunti , che" li appartengono dopo però un decennio dal loro sepelìimento. Tali monumenti saranno semplicissimi , e dovranno fare composizione col Camposanto* Pria d'eseguirsi se ne dovrà p r e sentare il disegno all'Intendente , il quale ( consultati gli Architetti di sua fiducia ) v* impartirà la sua superiore approvazione. ART. 21. Dopo il decennio ( termine di r i g o r e ^ le ossa di que' cadaveri, i di cui Parenti non possono prenderne cura ? saranno depositate nel Gimiterio all'uopo formato sotto la Cappella del Camposanto ^ e , siccon^e que~ sio stabilimento deve avere un carattere. reM-


t

gioso e malinconico , ma non schifoso ? così è proibito che sia esposto al pubblico qualunque resto di ossame. ART. 22,» 11 Camposanto, e la Cappèlla saranno aperti tutt' i. giorni, dacché sarà finita P inu* reazione sino alle ore ART. Vicino all'ingresso principale vi sarà una cassetta ? per l'elemosina delle messe. La cassetta sarà consegnata al Custode 9 ed avrà due serrature 9 le1 dì cui chiavi si. conserveranno una dal Sindaco ? e l'altra dalla De-

puiaùone.

il Sindaco , e la

Deputazione

apriranno la cassetta ogni qua! volta lo credono necessario j e ? tenendo conto di ciò che vi rinvengono 9 lo impiegheranno in celebrazioni di messe, nel giorno de' morti , nella Cappella del Camposanto, ART. Una copia del presente Regolamento sarà affissa vicino la porta della Cappella, ART. 25. La Deputazione Sanitaria è autorizzata a" proporre ogni altro espediente, che pei bene dei servizio crederà doversi adottare.

JJ

intendente

O T T A JA NO.

,

( siegite la sovrana• approvazione

)

ECCELLENZA, MINISTERO s . M . , cui ho rassegnato il Regolamento di » AEAL SEGRETERIA DI STATO. Polizia, ch'Ella mi rimise e o a rapporto de 5 BEGLI AFFARI INTERNI * 6 Agosto ultimo , relativo alla inumazione de'cadaveri, ed-al servizio interno de' Cam2. RIPÀRTIMENTO, posanti della Provincia affidata- alla di lei am—— ministrazione 5 inteso l'avviso della Consulta 4. CARICO. eie' Reali Dominj di qua dal Faro ? nel Con8 ^«««««««v^ ®®^' giglio di Stato Ordinario de* io andante si è degnato di approvarlo, Nel Rea! Nome le comunico tale Sovran' approvazione 9 affinchè ne curi l'adempimento cor/ rispondente. j S. E. Napoli Ottobre i 8 s 5 . Zi Signor Intèndente

de Ila Proyincì a di' Napoli.

. .

Finn aio

M A UCHESE

AMATI.


•v- V.--'.

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PARCO NATURALE NAZIONALE DEL VESUVIO

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'v.^'/i-v. j PARCO j I VSgUVIOI

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Regione: Campania Provincia: Napoli Comuni: n. 13 Gestione : Regione Campania Istituzione dell'Ente Parco D.P.R. 5.6.1995 Estensione: circa 8500 ettari Abitanti: circa 270.000 (dato comprensivo di tutti i centri anche marginalmente compresi nel parco)

Il Parco Nazionale del Vesuvio nasce ufficialmente ii 5 giugno 1995. Viene istituito ai fine di conservare le specie animali e vegetali, le associazioni vegetali e forestali, le singolarità geologiche, le formazioni paleontologiche, le comunità biologiche, i biotopi, i valori scenici e panoramici, i processi naturali, gli equilibri idraulici e idrogeologici, gii equilibri ecologici. Le finalità vanno anche all'applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante fa salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attività agro-silvo-pastorali e tradizionali; alia promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche interdisciplinare, nonché dì attività ricreative compatibili; alla difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici. Nel caso del Parco Nazionale dei Vesuvio i compiti e le valenze si fanno decisamente più ampie tenendo in conto ii fatto che si tratta di dover difendere e valorizzare II vulcano più famoso dei mondo, ma, nel contempo, anche uno dei cinque vulcani più pericolosi al mondo per la fortissima conurbazione che negli anni si è andata formando intorno ad esso, irrispettosa delle leggi che proibivano la realizzazione degli edifici. Il Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta quindi un'anomalia nel panorama dei Parchi naturali europei, una sorta di scommessa deli'ambientaiismo mondiale tesa a recuperare la selvaticità e il fascino dei Vesuvio e dei Monte Somma, strappandoli all'incredibile degrado cui erano pervenuti e restituendoli al godimento delle attuali e future generazioni, a cui, in ultima analisi, appartengono. I territori vesuviano e sommano si differenziano per alcuni aspetti ambientali e si accomunano per altri, in particolare per la forte antropizzazione che caratterizza f versanti più bassi di entrambi i rilievi. Per quanto attiene le differenze, va detto che il primo si presenta più arido e assolato, con una tipica vegetazione spontanea di tipo mediterraneo, pinete artificiali e boschi di leccio, con questi ultimi che stanno lentamente recuperando rispetto ai pini e che stanno riformando la splendida foresta mediterranea; ii secondo è più umido con una vegetazione boschiva che ricorda quella di tipo appenninico, con boschi misti di castagno, querce, ontani, aceri e lecci; tra questi si incontra, anche se raramente, la splendida betulla, presenza davvero inconsueta in un ambito mediterraneo. La cotonizzazione dei suoli lavici ha inizio poco dopo il raffreddamento ed è dovuta al lichene Stereocaulon vesuvianum, che ha forma di corallo, colore grigio ed è il primo essere vivente a insediarsi sulla lava raffreddata preparando il suolo per l'attecchimento delle piante. Ricopre interamente le lave vesuviane e le colora di grigio, facendo assumere alla lava riflessi argentati nelle notti di luna piena. L'elenco florìstico comprende ben 906 specie diverse. Tra queste sono da evidenziare presenze di grande interesse, quali ad esempio l'Acero napoletano, l'Ontano napoletano e l'Helicrhysum litoreum, particolarmente frequente sul Vesuvio. Da segnalare anche l'alto numero di specie di orchidee, ben 23, e la ginestra, presente anch'essa in diverse specie: Genista tinctoria, Genista aetnensis, quest'ultima importata dall'Etna nel 1906 e oggi ampiamente distribuita su tutto 11 territorio vesuviano. La fauna dei Parco è particolarmente ricca e interessante. Tra i mammiferi spiccano la presenza del Topo quercinò, fattosi raro in altre parti d'Italia, del Moscardino, della Faina, della Volpe, dei Coniglio selvatico e della Lepre. Più di cento le specie d i uccelli tra residenti, migratrici, svernanti e nidificanti estive. Da segnalare le nidificazioni di Poiana, Gheppio, Sparviere, pellegrino, Upupa, Tortora, Colombaccio, Picchio rosso maggiore, Codirossone, Passero solitario, Codibugnolo, Picchio muratore, Corvo imperiale, Cincia mora, in inverno frequentano il Parco tra gli altri la Beccaccia, il Codirosso spazzacamino, ii Torcicollo, il Tordo bottaccio, il Lucherino. Nel periodo delie migrazioni transitano Beccafìchi, Sterpazzoline, Balie nere, Codirossi, Monachelle, Luì verde, Rigogoli, Gruccioni, Succiacapre e tantissime aitre specie, moite delle quali provenienti dai quartieri sud-sahariani di svernamento. Tra i rettili sono da citare il colorato Ramarro, l'innocuo serpente Biacco e l'Emidattilo verrucoso, interessante la presenza, tra gii anfibi, del Rospo smeraldino. Tra gli invertebrati vanno citate le coloratissime farfalle diurne e notturne che frequentano in gran numero le fioriture della flora mediterranea vesuviana. il Vesuvio è uno strato vulcano composto da un apparato più antico, il Somma, all'interno del quale si è costruito l'apparato più recente detto Vesuvio. L'inizio della attività può essere fatta risalire a circa 100.000 anni fa. Sono stati ritrovati i prodotti di circa 10 eruzioni pliniane avvenute prima di quella del 79 d.C. che distrusse le città di Ercolano, Pompei e Stabia. Eruzioni di intensità paragonabile a questa si sono avute nel 472, nel 1139 e nel 1631. L'eruzione dei 1631 provocò circa 8000 vittime. Il ciclo di attività aperto con tale eruzione si è probabilmente chiuso ne) 1944. I primi insediamenti umani localizzati nell'area risalgono al IX-VIII sec a.C., ma un effettivo sviluppo residenziale è avvenuto principalmente in epoca romana con la formazione di centri come Pompei, Ercolano, Stabia. Dopo la distruzione ed il seppellimento dell'area con l'eruzione del 79 d.C., l'area rimase praticamente disabitata per circa 500 anni. Nel corso del Medio Evo si ripopolarono alcuni centri soprattutto della fascia tirrenica. Il centro più' importante che si venne a formare fu Torre del Greco che acquisì questo nome nel XIII secolo. Successivamente l'area ha fatto parte del regno di Napoli e quindi è stata sottoposta alle dominazioni che lo hanno retto. Il maggiore sviluppo urbanistico si è avuto in epoca Spagnola e Borbonica, XVI-XIX sec. periodo nel quale si sono urbanizzate le zone immediatamente a ridosso di Napoli {S. Giorgio a Cremano, Portici) e sono state realizzate numerose ville e casali. La zona a Nord del Vesuvio (S. Anastasia, Somma Vesuviana, Ottaviano) ha invece sempre avuto una vocazione agricola fino al XX secolo.


PARCO NATURALE NAZIONALE DEL VESUVIO

X [VESUVIO] R~PAHC<RI

Regione: Campania Provincia: Napoli Comuni: n. 13 Gestione : Regione Campania Istituzione dell'Ente Parco D.P.R. 5.6.1995 Estensione: circa 8500 ettari Abitanti: circa 270.000 (dato comprensivo di tutti i centri anche marginalmente compresi nel parco)

Parco Nazionale dei Vesuvio nasce ufficialmente il 5 giugno 1995. Viene istituito al fine di conservare le specie animali e vegetali, le associazioni vegetali e forestali, le singolarità geologiche, le formazioni paleontologiche, le comunità biologiche, i biotopi, i valori scenici e panoramici, i processi naturali, gli equilibri Idraulici e idrogeologici, gli equilibri ecologici. Le finalità vanno anche all'applicazione di metodi di gestione o di restauro ambientale idonei a realizzare una integrazione tra uomo e ambiente naturale, anche mediante ia salvaguardia dei valori antropologici, archeologici, storici e architettonici e delle attivit à agro-silvo-pastoraii e tradizionali; alla promozione di attività di educazione, di formazione e di ricerca scientifica, anche i interdisciplinare, nonché di attività ricreative compatibili; alla difesa e ricostituzione degli equilibri idraulici e idrogeologici. Nel «caso del Parco Nazionale del Vesuvio i compiti e le valenze si fanno decisamente più ampie tenendo in conto il (atto che si tratta ci dover difendere e valorizzare il vulcano più famoso del mondo, ma, nei contempo, anche uno dei cinque vulcani più pericolosi al mondo per la fortissima conurbazione che negli anni si è andata formando intorno ad esso, irrispettosa delle leggi c h e proibivano la realizzazione degli edifici, li Parco Nazionale del Vesuvio rappresenta quindi un'anomalia nel panorama dei Inarchi naturali europei, una sorta di scommessa dell'ambientalismo mondiale tesa a recuperare la selvaticità e il fascino del Vesuvio e del Monte Somma, strappandoli all'incredibile degrado cui erano pervenuti e restituendoli al godimento delle attual i e future generazioni, a cui, in ullima analisi, appartengono. I territori vesuviano e sommano si differenziano per alcuni aspetti ambientali e si accomunano per altri, in particolare per la f o r t e antropizzazione che caratterizza i versanti più bassi di entrambi i rilievi. Per quanto attiene le differenze, va detto che il p r i m o si presenta più arido e assolato, con una tipica vegetazione spontanea di tipo mediterraneo, pinete artificiali e boschi c i j leccio, con questi ultimi che stanno lentamente recuperando rispetto ai pini e che stanno riformando la splendida foresta rrnediterranea; il secondo è più umido con una vegetazione boschiva che ricorda quella di tipo appenninico, con boschi misti e l i castagno, querce, ontani, aceri e lecci; tra questi si incontra, anche se raramente, ia splendida betulla, presenza davvero ir»consueta in un ambito mediterraneo. L_ .a colonizzazione dei suoli lavici ha inizio poco dopo il raffreddamento ed è dovuta al lichene Stereocauion vesuvianum, che hsS forma di corallo, colore grìgio ed è il primo essere vivente a insediarsi sulla lava raffreddata preparando il suolo per i'attocchimento delle piante. Ricopre interamente le lave vesuviane e te colora di grigio, facendo assumere alla lava riflessi argentati nelle notti dì luna piena. I_ y olenco floristico comprende ben 906 specie diverse. Tra queste sono da evidenziare presenze di grande interesse, quali ad e s e m p i o l'Acero napoletano, l'Ontano napoletano e i'Helicrhysum litoreum, particolarmente frequente sul Vesuvio. Da segna\ & r e anche t'aito numero di specie di orchidee, ben 23, e la ginestra, presente anch'essa in diverse specie: Genista linctoria, G e n i s t a aetnensis, quest'ultima importata dall'Etna nel 1906 e oggi ampiamente distribuita su tutto il territorio vesuviano. L s fauna del Parco è particolarmente ricca e interessante. Tra i mammiferi spiccano ia presenza del Topo quercino, fattosi r a r o in altre parti d'Italia, del Moscardino, della Faina, della Volpe, del Coniglio selvatico e della Lepre. Più di cento le specie d i uccelli tra residenti, migratrici, svernanti e nidificanti estive. Da segnalare le nidificazioni di Poiana, Gheppio, Sparviere, pellegrino, Upupa, Tortora, Colombaccio, Picchio rosso maggiore, Codirossone, Passero solitario, Codibugnolo, Picchio r n oratore, Corvo imperiale, Cincia mora. In inverno frequentano il Parco tra gli altri la Beccaccia, il Codirosso spazzacamino, jj Torcicollo, il Tordo bottaccio, il Lucherino. j g e l periodo delle migrazioni transitano Beccafichi, Sterpazzoline, Balie nere, Codirossi, Monachelle, Luì verde, Rigogoli, Gruccioni, Succiacapre e tantissime altre specie, molte delle quali provenienti dai quartieri sud-sahariani di svernamento. T r a i rettili sono da citare il colorato Ramarro, l'innocuo serpente Biacco e l'Emidattilo verrucoso. Interessante la presenza, t r a gii anfibi, del Rospo smeraldino. T r a 91' invertebrati vanno citate le coloratissime farfalle diurne e notturne che frequentano in gran numero le fioriture della f j o r a mediterranea vesuviana. Il Vesuvio è uno strato vulcano composto da un apparato più antico, il Somma, all'interno del quale si è costruito l'apparato p i ù recente detto Vesuvio. L'inizio della attività può essere fatta risalire a circa 100.000 anni fa. Sono stati ritrovati i prodotti di circa 10 eruzioni plinìane avvenute prima di quella del 79 d.C. che distrusse le città di Ercolano, Pompei e Stabia. Eruzioni dì intensità paragonabile a questa si sono avute nel 472, nei 1139 e nel 1631. L'eruzione del 1631 provocò circa 8000 vittim e . il ciclo di attività aperto con tale eruzione si è probabilmente chiuso nel 1944. I p r i m i insediamenti umani localizzati neli'area risalgono al IX-VIII sec a.C., ma un effettivo sviluppo residenziale è avvenuto principalmente in epoca romana con la formazione di centri come Pompei, Ercolano, Stabia. Dopo ia distruzione ed il seppellimento dell'area con l'eruzione dei 79 d.C., l'area rimase praticamente disabitata per circa 500 anni. Nei corso del Medio E v o si ripopolarono alcuni centri soprattutto della fascia tirrenica. Il centro più' importante che si venne a formare fu Torre del G r e c o che acquisì questo nome nel XIII secolo. Successivamente l'area ha fatto parte del regno di Napoli e quindi è stata sottoposta alle dominazioni che lo hanno retto. II maggiore sviluppo urbanistico si è avuto in epoca Spagnola e Borbonica, XVI-XIX sec. periodo nel quale si sono urbanizzate le zone immediatamente a ridosso di Napoli (S. Giorgio a Cremano, portici) e sono state realizzate numerose ville e casali. La zona a Nord del Vesuvio (S. Anastasia, Somma Vesuviana, O t t a ^ ' a n ° ) ha invece sempre avuto una vocazione agricola fino al XX secolo.


Comune di MASSA DI SOMMA DI NAPOLI (Comune del Parco Nazionale del Vesuvio) CAP. 8 0 0 4 0 - Tel. (081) 7883211 - Fax {081) 7 8 8 3 2 2 3 !L S T O R I C I

Le origini dell'attuale ridente cittadina di Massa di Somma risalgono alla notte dei tempi. Alcuni storici propendono per la sua prima localizzazione già nel 73-71 a.C.p al tempo della ribellione dello schiavo tracio Spartaco contro i Romani. Rinvenimenti archeologici nella zona, comunque, risalgono a prima dell'eruzione del 79 d.C. Cortamente il nome della nostra cittadina trae origine dall'etimo latino "pars Massaricìa" o "Massaricium", termine con cui veniva designata la parte della villa riservata ai coloni servi della gleba "massari", i quali erano tenuti a corrispondere al "dominus" un canone fisso in prodotti e a prestare annualmente sulle terre del "dominicum" un certo numero di giornate lavorative gratuite. Il documento più antico che cita il "locus Massa" è datato 29 agosto 965 ed è riportato nei Monumenta dei Regii Neapolitani Archivi, in quell'atto si legge che Cicino e Lupo, figli del defunto Leone, tutti del loco Massa, vendono al medico Gregorio, monaco e custode della chiesa di S. Eufemio, due pez^i dì terra nel territorio appellato "Pumecaria" del loco Massa, Data la stretta vicinanza con il Vesuvio, Massa di Somma lungo i secoli ha visto le sue sorti intimamente legate alle vicende del vulcano. Numerose quindi le eruzioni che ne hanno devastato il territorio. Per brevità si ricordano quelle che più direttamente l'hanno interessato. Dopo quella catastrofica del 79 d.C., terribile e disastrosa fu quella del 1631. L'eruzione, che cominciò fin da! luglio con terremoti e scosse, durò fino alla fine di dicembre e distrusse quasi tutti gli abitati ai piedi del vulcano, bruciando casali e causando oltre 6.000 vittime. Il vulcano fu particolarmente attivo per tutto il Settecento. Nei mesi di luglio e agosto del 1779 l'attività vulcanica culminò in una spaccatura a due terzi del cono dalla parte di Somma dalla quale fuoriuscì una enorme quantità di corrente lavica, formando in alcuni punti vere cascate e torrenti di fuoco che si riversarono sugli abitati di Somma e dei suoi casali. In una successiva eruzione, che durò dal 1816 al 1817, la lava che calava dal Vesuvio tra i Comuni di Massa e S. Sebastiano produsse notevoli danni al territorio e alle popolazioni. L'eruzione del 1855 ci è così narrata dal Mercalli: Alimentata da ripetuti sgorghi la lava, eh© si era formata il giorno cinque aprile, si rimise in movimento H giorno sei, ed avanzò fino ai villaggi di Massa e S. Sebastiano. L'ignito toirente, superando il Ponte, s'immise nell'alveo artificiale, dove erano solite scorrere le acque discendenti pel Fosso di Faraone. La lava continuò a fluire sino al giorno undici, ma non si avanzò più di tre quarti di miglia al di là di Massa. JLÌ '\>\GiungÌamo così alla terribile eruzione del 1872 che investì e distrusse quasi per intero il centro abitato, ragion per cui gli abitanti si rifugiarono in località Cercula, luogo certamente più al sicuro dalla furia devastatrice del vulcano. Le popolazioni soffrirono ancora agli inizi del nuovo secolo con l'eruzione del 1906, che comportò disastrosi fenomeni susseguenti: * A partire dalla fine di aprile e fino alla metà di maggio, l'enorme quantità di materiale piroclastico sciolto che si era depositato sui fianchi del vulcano fu rimobilizzato dalle piogge dando origine ai cosiddetti lahar; veri e propri torrenti di fango, che invasero i paesi di S. Sebastiano, Massa, Pollena e Ottaviano.., Pochi giorni dopo altre lave di fango cagionarono danni gravi nei territori di Pollena, di Cercola, di Massa e S. Sebastiano e, se non vi furono vittime, lo si deve unicamente alla fotiunata circostanza che l'invasione dei paesi avvenne di giorno, cioè la mattina del 21*. Per completare questo sintetico excursus sulle eruzioni vulcaniche che più direttamente hanno interessato la nostra cittadina bisogna citare l'ultima, quella del 1944 che, se pur non causò vittime, produsse ingenti danni alle abitazioni con una colata lavica che segui un percorso pressoché identico a quello delle lave emesse durante le eruzioni del 1855-1872. Distrutti, in seguito all'eruzione del 1872, i più bei palazzi padronali di Massa, quello degli Ascoli, del Conte di Pianura, dei Principi Caracciolo, il Convento della Carità ecc., si rese necessario il trasferimento della sede comunale alla frazione della "Cercula", famosa per una sua taverna, per la salubrità del suo clima e per la fertilità dei suoi campi. Tale trasferimento venne formalizzato con Decreto Reale del 1° luglio 1877 con il quale veniva autorizzato il cambio della denominazione del Comune di Massa di Somma in quello di Cercola. Ai giorni nostri, a seguito di referendum popolare, con legge regionale n° 10 del 4 maggio 1988, la frazione Massa di Somma del Comune di Cercola è distaccata dal Comune di Cercola ed è costituita in Comune autonomo con la denominazione di "Massa di Somma". \s torio


REGIONALE 4 MAGGIO 1988, N. 10.

«Costituzione in Comune autonomo della frazione Massa di Somma del Comune di Cercola in provincia di Napoli». (B.U. n. 29 del 30 maggio 1988) +

IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato IL COMMISSARIO DEL GOVERNO ha apposto il visto IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE promulga la seguente legge: Art. 1 La frazione di Massa di Somma del Comune di Cercola, in provincia di Napoli, è distaccata dal Comune stesso ed è costituita in comune autonomo con la denominazione di «Massa di Somma». La consistenza attuale della popolazione di Massa di Somma, secondo dati forniti dallTSTAT relativi al censimento del 1981, è di 5.400 abitanti. La consistenza dei territorio è quella corrispondente alla determinazione degli ambiti territoriali dei seguenti seggi elettorali dei Comune di Cercola: Sezione n. 19, 20, 21, 22, 23, e 24. Alt.

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Il territorio del Comune di Massa di Somma è quello descritto nella tabella A e riportato su planimetria in scala 1:10.000 allegata alla presente legge. Art. 3 La provincia di Napoli è delegata, a norma dell'art. 11 della Legge regionale 20 ottobre 1974, n. 54, a regolare i rapporti conseguenti all'istituzione del nuovo comune ivi compresi quelli relativi alla definizione delle questioni patrimoniali e finanziarie ea alla ripartizione del personale secondo i principi relativi alla successione tra le persone giuridiche. La presente Legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. E fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come Legge della Regione Campania. Napoli, 4 maggio 1988 FANTINI


Tabella A CONFINI DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MASSA DI SOMMA I confini sono delimitati come segue in conformità della planimetria che, allegata alla presente Legge, ne costituisce parte integrante: — col Comune di Cercola è costituito dalla strada provinciale Valente; — con il Comune di Pollena Trocchia è sulla linea dell'alveo Pollena e dell'alveo Molare; — con il Comune di S. Sebastiano al Vesuvio in base alla delimitazione stabilita dal decreto del Presidente della Provincia di Napoli. ELENCO DELLE VIE COMPRESE NEL COMUNE DI MASSA DI SOMMA 1. 2. 3. 4. 5. 6. 7. 8. 9. 10. 11. 12. 13. 14. 15. 16.

Via Orefice; Via Paparo e traverse; Via Boccarusso e traverse; Via Ascoli; Via De Filippo; Piazza Parrocchia; Via Carlo Raso; Via Pericoli; Via Capracotta; Via Vecchia Cario Raso e traverse; Via Conte di Pianura; Via Vesuvio; Via S. Nicola; Via Santi; Via Marini; Via Crocelie.


MASSA DI SOMMA - brevi cenni storici Massa, già capoluogo e successivamente frazione di Cercola, ha un passato storico molto più importante di quanto si crede. Incerte le origini, ma molti storici ne parlano, tra i quali il Villani cita un "CAMPUS ROMANI AT MiASSA" per cui si può parlare di quel periodo in cui i Romani estesero il loro dominio anche sul versante del Somma - Vesuvio. Ne deriva che Massa dovette essere un "Vicus" (Villaggio, borgo) romano, strettamente legato e perciò dipendente dalla antica "Somma Villa", ove la famiglia imperiale degli ottavi vi stabilì sontuosa dimora,come attestato da scoperte recenti di ruderi di una villa regale e dal ritrovamento di reperti archeologici. Naturalmente anche lungo il versante del Somma - Vesuvio che si stende fino ed oltre MASSA, dovettero sorgere imponenti edifici per ospitare principi e nobili del seguito imperiale; edifici di cui, fino ad oggi, vi sono vaghe e scarse tracce per mancanza di più approfondito impegno di ricerche, A MASSA è legato anche l'episodio eli Spartaco, il famoso schiavo dei Romani che con altri settanta ribelli, proprio sulla sovrastante altura di MASSA nella zona della Vetrana, sconfisse i forti legionari di Claudio Pulcro. Poi, MASSA, Casale più avanzato del feudo Sommese, nel corso dei secoli segui sempre le vicende storiche e politiche di Somma Vesuviana che, con gli Svevi prima, e gli Angioini e gli Aragonesi poi conservò il suo ruolo di redidenza regate. Questo ruolo si riflette pai ticolarmente sul Casale di MASSA che, circondato dal verde e dalle acque di limpidi ruscelli tra i quali il "Rio Ceraso" e il "Rio delle Rose", offre occasioni ottima per accogliere i cortigiani, mentre come è consuetudine dei tempi sorgono verso il 1200 chiesette e conventi come quelli famosi di S. Arcangelo e di S. Basilio travolti dalle vcuie eruzioni del Vesuvio che nel corso dei secoli hanno sconvolto la zona. I citali ruscelli scorrevano nel tratto o versante MASSA - RESINA e si riversavano in un fiume (Veseri ? . . .) che * scorreva alle falde del monte (il Somma) che guarda vero Capua*. II Casale di MASSA insieme ai casali di Pollena, S. Anastasia ed altri, nel 1586fu incorporalo nel Regno Demanio ed il suo "fuoco", riportato dal Mazzetta ha il n. 81 nell'archivio di Stato. Nel 600 e nel 700, alcune famiglie del più ricco patriziato napoletano, DAscoli, Capracotta, Marini, Caracciolo, fecero costruire in MASSA, ville e casini di campagna per trascorrere le loro lunghe vacanze estive. principio del secolo scorso MASSA con altri casali venne aggregata alla Provincia e al circondariato di Napoli, mandamento di S. Anastasia; finché con il famoso Decreto Reale di Gioacchino Murai del 1811 n. 923 MASSA divenne Comune Autonomo. L'antico Comune di MASSA fu privato poi della sua autonomia nel 1877 e con il pretesto della dannosa eruzione del Vesuvio del 1872, la sede municipale fu definitivamente trasferita a Cercola. MASSA con i suoi 250 ettari circa di territorio, confina con i comuni di Pollena, S. Sebastiano, Ercolano e via Valente: con un minimo di metri 75 di altitudine e raggiungendo i 975 metri sul cognolo Trocchia costeggiando l'osservatorio vesuviano e colle Umberto. Clima salubre, una vasta zona boscosa suscettibile di un sensibile sviluppo turistico. La popolazione è composta da 1493 nuclei familiari con 5499 abitanti di cui 2759 donne e 1749 uomini, (censimento anno 1991) L'edilizia abitativa è di 5011 staiìze + accessori MASSA, molto nota per la laboriosità e l'impiego civile in lutti i tempi, deve anche parte della sua notorietà al Vesuvio: E pur vero che esso riesce a rendere i prodotti della terra più prelibali, però il Vesuvio nella sua furia devastatrice - 1631, 1757, 1854, 1872, 1944 (senza citare più lontani precedenti) ne sconvolse ripetutamente il suo abitato. Ma giammai il Vesuvio è riuscito a sconvolgere la volontà dei Massesi tenaceme:iti legali alla loro terra. Con le loro forze con il loro lavoro, e solo con questo i Massesi sono riusciti a ricostmire le loro case.


/ sirrj boli prescelti per lo stemma comunale sono stati: 2) il Somma-Vesuvio; 2) il campanile delia chiesa di S. Maria Assunta; 3J la vite; 4) lei pietra lavica. Questi

quattro simboli racchiudono i momenti di maggior importanza storica per la cittadina.

Essa è posta alle falde del Somma-Vesuvio, sulle ultime propaggini nord occidentali del vulcano, proprio di fronte al Fosso della Vetrana e la sua vita millenaria è legata in modo inscindibile allo "Sterminator Vesevo". II campanile della chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta, risalente al XVII secolo, unico monumento dell'antica commi ita masseserisparfniato dalla furia devastatrice del Vesuvio, si erge, seppur diruto, a testiniònjanza della religiosità popolare della cittadina. La vite ci ricorda l'agricoltura fioreme^ e il lavoro incessante, dei contadini massesi che in anti secoli hanno lottato con il Vesuvio, strappando adesso, un pezzoditérra fertile per produrvi quel nettare che è l'uva "catalanesca di Somma". \ La pietra lavica, infine, ci rammenta che Massa dì Somma éjStata più volte investita dai torrenti incandescenti del Vesuvio. Dal 1631 al 1944Ja paziente e laboriosa popolazione di questa cittadina, con grandi sacrifici, ha sempre ricostruito le proprie abitazioni, né ha mai pensato, nei momenti più bui della sua storia, di lasciare questo angolo di pamdiso sovrastato dal terribile monte. Questi simboli, come abbiamo accennato, sono racchiusi nell&stemma prescelto per Massa di Somma: Arma: "Troncato: nei primo, di azzurro, al campanile della chiesa della Beata Vergine Assunta in Massa di Somma, d'orò; aperto di tre aperture rettangolari, del campo, sostenuto dal blocco di lava di nero, fondato sulla linea di partizione, di forma approssimativamente trapezoidale, esso campanile accollato dalla vite di verde, IDI pampino a sinistra, due a destra, fruttato di tre grappoli d'uva, d'oro, due a sinistra, uno a destra; nel secondo, di rosso, al Monte Somma di verde, fondato in punta e uscente dai fianchi, sostenente a sinistra la parte superiore del Vesuvio, di argento, esso Vesuvio munito del pennacchio di fumo d'argento, diffuso in fascia sin quasi al fianco destro". Corona: formata da un cerchio 'aperto da quattro pusterle (tre visibili) con due cordonature a muro sui margini; sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove Visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, .editi tutto d'argento e murato di nerò. Scudo: di forma sannipea, circondato'da due rami- unodi alloro di verde, con bacche d'oro, ed uno di quercia di verde, con ghiande d'oro, decussati fra di loro sotto la punta dello scudo, e fra loro annodati da un nastro dei colorì nazionali : ..• Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, in lettere maiuscole d'oro: "TENACITER ! RESTITUÌ " (tenacemente ho ricostruito). , /)''".-'

Motto:

Gonfalone: drappo quadrangolare di un metro per due, di colóre giallo (oro), sospeso mediante un bilico mobile ad asta ricoperta di velluto dello stesso colore, con bullette poste a spirale, e term inata in punta da una freccia. Il drappo riccamente ornato e frangiato sarà caricato al centro dallo stemma del Comune, ornato della iscrizione centrata "Comune di Massa di Somma A conclusione, teniamo a sottolineare che, nella realizzazione dello stemma e del gonfalone di Massa di Somma, si è tenuto conto dei principali momenti storici della cittadina, riassumendoli nei simboli prescelti: il Somma-Vesuvio, il campanile della-chiesa della Beata Vergine Assunta, la pietra lavica, la '•viiè'.' ' ànch'e la-, la bòtfàSd • cipttidiHà hzà ' di Masè&di 'Sombta:dvm- ih suo ktetmiia,*simbolo kit -é&itp*:-nómid e libertà. : . V* . ... . ' ... .

FeUce MARCIANO : Ajigelandrea .CASALE .


LO STEMMA E IL GONFALONE DEL COMUNE DI MASSA DI SOMMA Cori ^eSge Regionale ri. 10 del 4 maggio 1988 ìa frazione Massa di Somma del Comune di Cercola è statéz costituita in Comune autonomo. Si è ripristinato l'antico Comune, già Università fin dal medioevo, che nel 1877, con Regio Decreto n 1 ^ ^ agosto, era stato autorizzato ad assumere la denominazione di Cercola, cioè in realtà iijot assorbito dalla sua maggiore frazione. veri j •• V' •'

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Quesi^ cittadina, che conta oggi rea 5500 abitanti, epostainridèijte posizione alle faide del Somma- %/e-suvÌG, L'area abitata fin dall'epoca romana (1 sec. a.C.), ' fu 'sede di ville rustiche per la produzioni di vino ed olio. Dopo l'eruzione vesuviana del 79 d.C Ih vitq/nprese ed il toponimo "massa" ci r j fl a testiti ? i M territorio nel medioèvo èra coltivato e numerose ville, sia di proprietà privata sia ecerano clesiói^tica> ai piedi deb monte. Documenti dell'età del Ducato Autonomo di Napoli (sec.X) e angioina (sec.XIII) citano ilviUàggio di Massa o suoi abitanti. Questo villaggio, che pian piano a)idò ingrandendosi, seguì le sorti della città di Somma, di cui fu "casa le " drì medioevo ai principi del 1800, pur avendo una propria i "Università " un proprio "Parlamento " e propri "Ufficiali". \ \ Il centro a n t l c o di Massa si sviluppo nel 1400 attorno alla chiesa parrocchiale di Scinta Maria Assunta. Massa- rìe^a sna vita millenaria, ha subito varie eruzioni del Vesuvio, alcune delle quali particolarmente disastrose. Ricordiamo quella del dicembre 1631, dell'aprile 1855, dell'aprile 1872 e del marzo 1944 Qtiest 'ultima; distrusse la chiesa parrocchiale e il flusso lavico circondò i/ seicentesco campanile. Con i >a detta feudalità nel Regno di Napoli, sotto Re Giuseppeponaparte, vennero creati, quali nuovi organismi amministrativi, i< Comuni (Legge n. 132 dell'8 agosto 1806), quindi anche l'Università di Mussa si trasformò in Comìine autonomo. Successiva meri te all'eruzione del 1872, andata distrutta buona parte del centro storico, il Municipiofutrasferitonella frazione Cercola e nel 1877, con il Regio /decreto suaccennato, ariete il glorioso nome del Comune di Massa di Soìuina venne soppresso. Con lei ricostUnzione del Gofyune\del 1988, Massa eli Somma necessita di un proprio stemma comunale simbolo di autonomia per tutti i cittadini. /•''•) > Lo sterrila civico, come ricorda ilDupré Weseider, "riunisce ed esprime, secondo i modi che sono pvopvi d e i linguaggio araldico, un certo numero, di cónnotati/ v quali, senza che occorra il sussidio della scrittura, bastano a identificare^ luogo di cui lo stemma e il signum". La comunità "si riconosce tutta nel proprio stemma., vi riscontra le prove del suo gassato, .^professa orgogliosamente attraverso quel l a sua fede nella continuità della vita della città e pfocìama infine l'intento di trasmettere questo patrimonio ideale alle future generazioni. Lo stemma cittadino sta- per la città, anzi è la città". Non tulli i Comuni meridionali hanno conservato lo stemma originario della propria Università, mentre altri non possedendolo, utiliztarono lo stemma del Regno. * Ricerche accurate presso l'Archivio di Stato di Napoli, l'Archivio Storico Diocesano di Napoli, la Società di Storia Patria di Napoli, Biblioteche pubbliche e private, effettuate dall'Ispettore Onorario ai Beni f*iihtfst'li AnQel'andrea Casàlp 'm^riihi-A n^u^ CV^.WA J.< ' Marcwto, .... ^ —«unvutaip -epe net i /uu e.nét 1800, Tnro at cambio di ^nominazióne Rivela') sia Wniierttà sia ilCommè .«lizzarono' 1 : v non un proprio stemma comunale, 'ma'quello del Regno/ " • '-i : ' •. ' . ' "'*• " •

Felice

Dopo uri annodi approfondite ricerche storiche, una apposita commissione composta dai suddetti esberti; dà siiìdiosi beali 'e -tonsigìieri comunali, haproùveduiva creare lo stemma-e iì gonfalone comunale di Massa di Somma da proporre all'approvazione dei Consiglio Comunale.


MASSA DI SOMMA - brevi cenni storici Massa, già capoluogo e successivamente frazione di Cercola, ha un passato storico molto più importante di quanto si crede. Incerte le origini ma molli storici ne parlano, tra i quali il Villani cita un "CAMPUS ROMANI AT MASSA" per cui si può parlare di quel periodo in cui i Romani estesero il loro dominio anche sul versante del Somma - Vesuvio. Ne deriva che Massa dovette essere un "Vicus" (Villaggio, borgo) romano, strettamente legato e perciò dipendente dalla antica "Somma Villa", ove la famiglia imperiale degli ottavi vi stabilì sontuosa dimora,come attestalo da scoperte recenti di ruderi di una villa regale e dal ritrovamento di reperti archeologici Naturalmente anche lungo il versante del Somma - Vesuvio che si stende fino ed oltre MASSA, dovettero sorgere imponenti edifici per ospitare principi e nobili del seguito impeliate; edifìci di cui, fino ad oggi, vi sono vaghe e scarse tracce per mancanza di più approfondito impegno di ìicerche. A MASSA è legato anche l'episodio di Spartaco, il famoso schiavo dei Romani che con altri settanta libelli, proprio sulla sovrastante altura di MASSA nella zona della Vetrana, sconfisse i forti legioncui di Claudio Palerò. Poi, MASSA, Casale più avanzato del feudo Sommese, nel corso dei secoli seguì sempre le vicende storiche e politiche di Soiruna Vesuviana che, con gli Svevi prima, e gli Angioini e gli Aragonesi poi conservò il suo ruolo di redidenza regale. Questo ruolo si riflette particolarmente sul Casale di MASSA che, circondato dal verde e dalle acque di limpidi ruscelli tra i quali il "Rio Ceraso" e il "Rio delle Rose", offre occasioni ottima per accogliere i cortigiani, mentre come è consuetudine dei tempi sorgono verso il 1200 chiesette e conventi come quelli famosi di S. Arcangelo e di S. Basilio travolti dalle vcu ie eruzioni del Vesuvio che nel corso dei secoli hanno sconvolto la zona. I citati ruscelli scorrevano nel tratto o versante MASSA - RESINA e si riversavano in un fiume (Veseri ? . . .) che * scorreva alle falde del monte (il Somma) che guarda vero Capua*. II Casale di MASSA insieme ai casali di Pollena, S. Anastasia ed altri nel 1586fu incorporato nel Regno Demanio ed il suo "fuoco", riportato dal Mazzetta ha il n. 81 nell'archivio di Stato. Nel 600 e nel 700, alcune famiglie del più ricco patriziato napoletano, D'Ascoli, Capracotta, Marini, Caracciolo, fecero costruire in MASSA, ville e casini di campagna per trascorrere le loro lunghe vacanze estive. Al principio del secolo scorso MASSA con altri casali venne aggregata alla Provincia e al circondariato di Napoli, mandamento di S. Anastasia; finché con il famoso Decreto Reale di Gioacchino Murat del 1811 n. 923 MASSA divenne Comune Autonomo. L'antico Comune di MASSA fu privato poi della sua autonomia nel 1877 e con il pretesto della dannosa eruzione del Vesuvio del 1872, la sede municipale fu definitivamente trasferita a Cercola. MASSA con i suoi 250 ettari circa di territorio, confina con i comuni di Pollena, S. Sebastiano, Ercolano e via Valente: con un minimo di metri 75 di altitudine e raggiungendo i 975 metri sul cognolo Trocchia costeggiando l'osservatorio vesuviano e colle Umberto. Clima salubre, una vasta zona boscosa suscettibile di un sensibile sviluppo turistico. La popolazione è composta da 1493 nuclei familiari con 5499 abitanti di cui 2759 donne e 1749 uomini (censimento anno 1991) L'edilizia abitativa è di 5011 stanze + accessori MASSA, molto nota per la laboriosità e l'impiego civile in tutti i tempi, deve anche parte della sua notorietà al Vesuvio: E pur vero che esso riesce a rendere i prodotti della terra più prelibali però il Vesuvio nella sua furia devastatrice -- 1631, 1757, 1854, 1872, 1944 (senza citare più lontani precedenti) ne sconvolse ripetutamente il suo abitalo. Ma giammai il Vesuvio è riuscito a sconvolgere la volontà dei Massesi tenacementi legali alla loro terra. Con le loro forze con il loro lavoro, e solo con questo i Massesi sono riusciti a ricostruire le loro case.

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Stabilimento Giacomo Brogi, Napoli, Carrozza della funicolare del Vesuvio con passeggeri, 1895 ca. Archivi Minar!, Firenze.

Luigi Denza, volle scrivere una canzone dedicata alla funicolare: il successo di « Funiculà » decretò anche un largo uso del pregevole impianto che s'arrampicava fin sulla vetta del vulcano. Di qui poteva cogliersi l'impressionante spettacolo del cratere, una bocca di seicento metri di apertura, nell'articolato quadro di lapilli, sabbia, ceneri ed emissioni di fimo; mentre, volgendo k spalle al vulcano, si godeva il panorama dal monte, spaziando con l'occhio sulla costa e sul mare, dal golfo di Gaeta alla penisola sorrentina ed a Capri. La foto mostra l'ascesa della rudimentale vettura, tutta aperta e priva di sportelli, condotta dal manovratore in divisa, che ha appena azionato il fieno a cremagliera, portando alla bocca un corno per segnalare la sosta, certo richiesta dal fotografo; nello scompartimento immediatamente alle spalle sono due carabinieri, mentre negli altri due, di maggiore ampiezza, sono seduti otto viaggiatori, su sedili con frqppòstirUna ~sol{LSÌgnpra^ dqlgran cappello piumato con uccellini, è ira i passeggeri, tutti elegantemente vestiti e che si volgono verso l'operatore in attesa dello scatto.

A concedere ai napoletani ed ai forestieri un agevole ascesa al cratere del Vesuvio ci pensò la società Cook, che investi somme ingenti nella costruzione della celebre funicolare: ma, nonostante la pubblicizzazione del mezzo meccanico e l'esaltazione della sicurezza delle vetture, considerate avveniristiche, gli escursionisti continuarono a prediligere le passeggiate a dorso di mulo. Tappa obbligata per gli scienzia ti e studiosi che si recavano a far visita a Macedonio Melloni (primo direttore, 1798-1854) e poi a Luigi Palmieri (dal 1855 al 1856) era comunque — ad oltre 600 metri di altezza — l'Osservatorio Vesuviano, grandiosa costnizione eretta nel 1841 in forme neoclassiche da Gaetano Fazzin^per volere, di Ferdinando U (1841-45), per studiare il vulcanismo: costantemente rispettato dalla lava per la sua posizione sul colle detto dei Canterani, esfrema propaggine verso est del Monte Somma. Ma fu il giornalista Peppino Turco, direttore del « Don Marzio » — un © ARCHIYIAUHAM* S.p.A. •firerae,Uig> FtóeK A£WJÌ»15 ITA11A • 1950 diffuso giornale,satirico — ad avere la giusta trola pratili fciiffujii liat dislnldta a ali scopa prraiiwisf e. H ssa usa pir fdalrMsi dhtnofjx e talearipzr&uÌMt tpuihdcùJVM ccn ijwtfiin muzomio riservati eSa vata pubblicitaria per lanciare il nuovo mezzo di ÀRCHftl AWIAR] S.pA Fimit, pxpàcUsm id mgsÀvo i hieicn èli relitti, aiti, trasporto; egli> in collaborazione con il musicista cclzdii

la Repubblica • ALINARI


La chiesa dell'Assunta,risalente al XVI secolo, distrutta dalla lava dell'eruzione del 1944

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MANIFESTO

fssendosi in questo sotto notato giorno proceduto nel locale di Mònteoliveto alle subaste per !o> appalto a ribasso de'Lavori da eseguirsi per la costruzione deL Camposanto promiscuo ai Comuni di Pollena, Tiocchia , S. Sebastiana , e Massa di Somma, l'appalto istesso è rimasto preparatoria mente aggiudicato al paritario Antonio Lombardo per la somma di ducati 18 5o, quanti ne sono stati'progettati dall' Architetto D. Francesco, de Cesare. Quindi si previene il Pubblico che* V aggiudicazione definitiva avrà luogo il mattino di Lunedi 18. del corrente mese alle ore 11. antimeridiane. ' , , , .; w .. . > * Saranno 'ammessi gii ad dita menti di decima, è di s e s t a / I primi potranno prodursi nel corso dì cinque giorni dopo, T aggiudicazione definitiva : gii ultimi poi ueì termine di altri cinque giorni cpnsecutivi, qualora niuna offerta di decima fosse stata presentata. Chiunque vorrà concorrere al suddetto Appalto dovrà uniformarsi esattamente alle condizioni stabilite all'uopo, le'quali sono ostensive nel Uffizio delia Intendenza, Tutte le spese bisognevoli sino alla finalizzazione del contratti? cederanno a carico dell'ultimo aggiudicatàrio. ' •• 1 , ' ' . IN^poli 13 Luglio 1842 II Segretario Generaler FJLANGIERÌ

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V Intendente SANCiO,

Valiti Stamperia deWAmmvihirazì&KC Provìncia^ t Comumìe . , ' « - • dt Napoli


BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE CAMPANIA -

N. 29 DEL 30 MAGGIO 1988

3449 Tabella A

LEGGE REGIONALE 4 MAGGIO 1988, N. 10.

«Costituzione in Comune autonomo della frazione Massa di Somma del Comune di Cercola in provincia di Napoli». IL CONSIGLIO REGIONALE ha approvato

CONFINI DEL TERRITORIO DEL COMUNE DI MASSA DI SOMMA I confini sono delimitati come segue in confonnità della planimetria che, allegata alla presentò Legge, ne costituisce parté integrante: — col Comune di Cercola ò costituito dalla strada provinciale : Valente;

IL COMMISSARIO DEL GOVERNO ha apposto il visto IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE promulga

— con il Comune di Pollena Trocchia è sulla linea dell'alveo Pollena e dell'alveo Molare; — con il Comune di S. Sebastiano al Vesuvio in base alla delimitazione stabilita dal decreto del Presidente della Provincia di Napoli. ELENCO DELLE VIE COMPRESE NEL COMUNE DI MASSA DI SOMMA

la seguente legge:

1. Via Orefice;

Art. 1

La frazione di Massa di Somma del Comune di Cercola, in provincia di Napoli, è distaccata dal Comune stesso ed è costituita in comune autonomo con la denominazione di «Massa di Somma». La consistenza attuale della popolazione di Massa di Somma, secondo dati forniti dall'ISTÀT relativi al censimento del 1981, è di 5.400 abitanti. La consistenza del territorio è quella corrispondente alla determinazione degli ambiti territoriali dei seguenti seggi elettorali del Comune di Cercola: Sezione n. 19, 20, 21, 22, 23, e 24.

2: 3. 4. 5. 6.

Via Paparo e traverse; Via Boccarusso e traverse; Via Ascoli; Via De Filippo; Piazza Parrocchia;

7. Via Carlo Raso; 8. Via Pericoli; 9. Via Capracotta;

10. 11. 12. 13. 14. 15. 16.

Via Via Via Via Via Via Via

Vecchia Carlo Raso e traverse; Conte di Pianura; Vesuvio; S. Nicola; Santi; Marini; Crocelle.

Art. 2 Il territorio del Comune di Massa di Somma è quello descritto nella tabella A e riportato su planimetria in scala, 1:10.000 allegata alla presente legge.

ORDINANZA DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE DELLA CAMPANIA PREPOSTO ALL'ATTUAZIONE DELL'ART. 4 L 80/84 - 16 maggio 1988, n. 134. IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE PREPOSTO ALL'ATTUAZIONE DELL'ART. 4 L. 80/84 VISTA la Legge 80/84;

Art. 3 La provincia di Napoli è delegata, a norma dell'art. 11 della Legge regionale 20 ottobre 1974, n. 54, a regolare i rapporti conseguenti all'istituzione del nuovo comune ivi compresi quelli relativi alla definizione delle questioni patrimoniali e finanziàrie ed alla ripartizione del personale secondo i principi relativi alla successione tra le persone giuridiche.

RITENUTO: — che la emissione dei propri provvedimenti rivolti a pluralità di destinatari, aventi valore normativo, dèbba;essere preceduta da idonea pubblicazione dei medesimi; — che tale scopo potrà essere raggiunto mediante pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania; AVVALENDOSI dei poteri eccezionali conferitigli ai sensi dell'art. 4 quarto comma della Legge 80/84; D I S P O N E :

La presente Legge regionale sarà pubblicata nel Bollettino Ufficiale della Regione Campania. È fatto obbligo, a chiunque spetti, di osservarla e di farla osservare come Legge della Regione Campania. Napoli, 4 maggio 1988 FANTINI

I provvedimenti di cui in premessa aventi carattere normativo dovranno essere pubblicati sul Bollettino Ufficiale della Regione Campania ed entreranno in vigore non prima di 15 giorni dalla data di pubblicazione sullo stesso salva la motivala ricorrenza di ipotesi di eccezionale urgenza. II Servizio Cabinet lo della Presidenza della Giunta Regionale è incaricalo della esecuzione della presente ordinanza. Napoli, 16 maggio 1988

Fantini


MOD.

MODULARIO

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VISTA la legge regionale n»10 del 4 maggio 1988 con la quale la frazione di Massa di Somma è stata distaccata dal Comune di Percola e costituita in Comune autonomo denominalo "Ma£ sa di Somma"» CONSIDERATO che nella tabella A della citata legge regionale ed alla planimetria allegata alla stessa è stata determinata la estensione territoriale del nuovo Comune di Massa di Somma; RITENUTO, pertanto, di dover provvedere ad assicurare a mezzo di Commissario Prefettizio lfamministrazione dell'Ente fi no- alle elezioni del Consiglio Comunale; VISTA la legge 8/3/1949- n.277;

D E C R E T A

la dojt.saa Maria Elena STASI, Vice Prefetto Ispettore, e nominata Commissario Prefettizio per la temporanea^gestione del Comune di Massa di Somma» Allo stesso sono attribuiti i poteri del Consiglio» lì 15/6/1988 IL PREPETTO (Neri) o c o i v i u r ^ e f\l A

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