Page 1

AUSTIS

NUMERO 4

GENNAIO 2012

SAS NOVAS DE SU COMUNU EDITORIALE Sopravvivere quando non si è “baciati” dai parametri E’ dal 2008 che, un anno dopo l’altro le manovre finanziarie penalizzano i comuni e in particolare i piccoli comuni. Anche quei tagli lineari, approccio contabile che guarda all’immediato senza considerare gli effetti collaterali anche in termini economici. Piccoli risparmi al prezzo di gravosissimi costi sociali e di rappresentanza democratica. Contro i piccoli comuni è in atto un duro attacco che da un lato sta demolendo il sistema delle autonomie locali e dall’altro sta mettendo in seria discussione la rappresentanza democratica dei territori e dei cittadini. Sull’onda dei consensi facili suscitati da qualunque proposta antipolitica è partita la gara a chi alza più il tiro: abolire, rottamare, accorpare, ridurre sono parole a sicuro effetto, pazienza se le proposte sono superficiali, prive di una visione di insieme, lesive di diritti fondamentali e completamente ignoranti anche dei soli elementi di base di una democrazia. Non si riducono gli sprechi, non si interviene realmente nei centri della spesa indecorosa e dei privilegi, ma in compenso si tagliano le “poltrone” spesso scomodissime delle periferie istituzionali con buona pace della riforma costituzionale del 2001 che equiordinava Comuni, Provincie, Regioni e Stato. E’ in questo contesto che la minaccia estiva della abolizione dei comuni sotto i 1000 abitanti si è trasformata nell’obbligo all’accorpamento di tutte le funzioni e i servizi, secondo un percorso ancora non ben definito, e con l’obbligo sicuro di realizzare risparmi. Se il percorso non è chiarissimo, chiarissima è invece la sanzione per chi, entro il termine di pochi mesi non accorpa e

non realizza obiettivi di economicità: la sanzione è la perdita della autonomia finanziaria che equivale ad una chiusura di fatto del comune. In Sardegna i comuni sotto i 1000 abitanti sono un centinaio, come è ovvio localizzati prevalentemente nelle zone interne ed a forte disagio. In questi anni hanno subito tagli al sistema sanitario, al sistema di istruzione, ai servizi e ai loro bilanci e sono stati vittime di quell’approccio contabile che guarda all’immediato senza considerare gli effetti collaterali dei tagli: nello specifico l’accentuarsi della fuga dai piccoli centri privi di servizi essenziali verso le aree urbane e costiere. E’ evidente che tutto ciò non può essere ignorato. Non sfugge a nessuno l’urgenza di provvedimenti di riequilibrio che garantiscano la sopravvivenza dei piccoli comuni per il loro valore storico di presidio sociale, culturale, economico e di partecipazione democratica. La Regione Sardegna, che ha competenze a legiferare in materia di Enti Locali non sta esercitando questa sua funzione. Le politiche di riequilibrio territoriale non sono mai prioritarie nella agenda di questa giunta regionale e quando si fa un timido passo in avanti sul versante della attenzione alle zone interne e ai piccoli comuni, subito ce ne sono due in dietro. E mi spiego. La legge regionale n. 12 del 30 06 2011 a sostegno dei piccoli comuni, ha previsto una serie interventi in favore di coloro che trasferiscono la propria residenza o la propria attività economica da un comune con popolazione superiore a 5.000 abitanti ad un piccolo comune, impegnandosi a non modificarla per dieci anni; per effetto della stessa legge, entro tre mesi, la Giunta regionale, doveva definire le

modalità attuative degli interventi ma non lo ha fatto. Ne consegue una situazione paradossale. La Regione Sardegna, violando le regole che essa stessa si è data, di fatto priva il cittadino della possibilità di usufruire di un diritto che la regione stessa gli ha riconosciuto attraverso una legge regolarmente in vigore. E’ chiaro che qui sono messi in discussione due principi irrinunciabili: il primo è il rispetto delle regole e delle leggi da parte delle amministrazioni, il secondo è il diritto dei piccoli comuni a sopravvivere in rappresentanza dei cittadini delle aree rurali. Sono queste le ragioni per le quali il Comune di Austis sta procedendo ad un incarico legale per diffidare la Giunta regionale ad adempiere consentendo l’applicazione di una legge vigente che riconosce ai cittadini diritti altrimenti arbitrariamente violati. Come Amm.ne Comunale di questo paese auspichiamo politiche regionali volte a contrastare lo spopolamento dei nostri paesi, soprattutto delle forze giovani, a bloccare la desertificazione del territorio a causa dell’abbandono delle campagne, salvaguardando così le importanti e significative entità istituzionali più prossime alla vita dei cittadini. Il Sindaco Lucia Chessa


- IL LAVORO DELLA GIUNTA - CULTURA GLI SCANO DI AUSTIS “Kie ghirata a domo sua no est pèrditu. PER UN TERZO RISORGIMENTO Kie non ghirata a domo sua , Due scrittori sardi, Ilaria Muggiano Scano est pèrditu” di Meana Sardo e Mario Fadda di Iglesias, autori del libro: “Diario del Risorgi(Proverbio nuorese, dal libro di G. Chirra: mento sardo” ci hanno parlato di due per“Mortos in terra anzena”) sonaggi illustri che hanno le loro radici nel Si è snodato nella stagione autunnale un paese di Austis, Pietro Domenico e Gavino interessante percorso culturale. Numero- Scano, religioso - domenicano il primo, se iniziative, convegni, presentazione di parlamentare - senatore il secondo. Velibri, dibattiti, concerti che, per mancanza nendo a contatto con queste due figure di spazio, ne rinviamo la descrizione completa ad un prossimo numero. Riteniamo invece importante soffermarci su un aspetto del percorso, incentrato su avvenimenti storici, riguardanti le due guerre mondiali. Focalizzando il nostro piccolo paese, è stato evidenziato il contributo che anch’esso ha dato alla storia, ripercorrendo il cammino delle dolorose vicende della prima e seconda guerra mondiale.

Pagina 2 partigiana. Anche ad essa è stato dedicato un convegno di studi in cui è stato possibile ricostruire la sua storia abbondantemente documentata. Il convegnodibattito su F. Curreli si è tenuto ad Austis il 10 dicembre, alla presenza dei professori Aldo Borghesi e Calamandrei e in collaborazione con l’associazione “Terra Gramsci”. FOGLIO DI MATRICOLA DI TRE SOLDATO DI AUSTIS

FADDA DANIELE di Giovanni Michele e di

Zedda Anna Maria. Soldato del 29° Reggimento - Fanteria, nato il 27 giugno 1891 ad Austis, morto il 3 giugno 1918 in prigionia per malattia. Nei ruoli matricolari del distretto Militare di Cagliari, si legge: “.. di professione contadino .. chiamato alle armi il 20 novembre 1916 ..tale nel 29° Fanteria li 10 aprile 1917.. prigioniero di guerra nel fatto d’armi di Caporetto, li 28 ottobre 1917. Morto in prigionia come da atto di COMMEMORAZIONE DEL 4 NOVEMBRE morte nel comune di Arbus (sic!), il 3 giula Giornata non ha preso in consideraziogno 1918 Non è nota la località della ne solo gli aspetti celebrativi attorno al Il monumento dei caduti morte. monumento ai caduti come da consuetuPITZERI GIOVANNI di Francesco. ideologicamente distanti tra loro, abbiamo Soldato del 133° Reggimento di Fanteridine ma, nel pomeriggio, c’è stato uno potuto conoscere un altro spaccato della a, nato il 7 ottobre 1883 ad Austis , morspazio dedicato alla presentazione del storia risorgimentale sarda e austese. La to il 29 settembre 1918 in prigionia per libro di Giuliano Chirra, “Mortos in terra anzena” frutto di un’interessante ricerca giornata di studi per la presentazione del malattia. E’ morto in Austria, ed è sepolto sui combattenti sardi caduti fuori dai con- libro si è tenuta il 19 novembre ed è stata nel riquadro italiano del cimitero militare internazionale di Braunau Am Inn. fini d’Italia. I tre volumi che compongono curata, oltre che dagli autori del libro, da importanti studiosi di storia risorgimentale, FADDA GIUSEPPE di Battista. l’opera, descrivono attraverso schede e materiale fotografico “.. i nomi, le batta- teologica e archivistica di Cagliari e Nuoro. Soldato del 45° Reggimento di Fanteria , FRANCESCO CURRELI nato il 21 aprile 1898 ad Austis, morto il glie, i luoghi di sepoltura di 1800 soldati PARTIGIANO DI AUSTIS 30 Aprile 1918 in prigionia per malattia sardi”. Tra questi anche tre combattenti Nella storia cronologicamente più vicina a di Austis: Giuseppe Fadda, Daniele Fad(Dal libro di G. Chirra: Mortos in terra annoi, troviamo un’altra figura del nostro da,Giovanni Pitzeri. paese, protagonista importante nella lotta zena pagg 84-89) - IL LAVORO DELLA GIUNTA - SERVIZI SOCIALI

Laboratori in… partenza

“Impara s’arte e ponedda a parte” campo della sartoria, taglio e cucito; Sono già stati attivati o sono in fase di preparazione i numerosi Laboratori per l’anno 2010-2011, destinati alle persone adulte. Essendo molto vari e tutti di grande interesse, hanno coinvolto un grandissimo numero di persone, uomini e donne di varie età. CORSO DI INFORMATICA E’ stato il primo a partire e ha registrato un grande numero di frequenze, 40 corsisti. Ha avuto inizio Il 9 novembre nei locali della scuola media e avrà la durata di circa 40 ore. L’insegnante del corso è il docente d’informatica Giuseppe Sulis di Tonara. TAGLIO E CUCITO DI BASE E’stato un corso molto richiesto e frequentato prevalentemente dalla componente femminile. L’obiettivo del laboratorio è quello di dare le basi nel

è frequentato da numerosi corsisti. Il laboratorio, ancora in corso, si tiene nella scuola elementare e avrà la durata di 30 ore. Le maestre di questo corso sono quattro: Gemma Marcello, Annetta Sanna, Eta Sotgiu e Maria Onnis CORSO DI RICAMO DI BASE Attivato in continuità con i corsi degli anni precedenti e con l’obiettivo di un recupero dei ricami semplici tradizionali che abbellivano il corredo delle spose e gli spazi negli ambienti delle case e degli arredi del passato. Anch’esso avrà la durata di circa 30 ore. Il Corso è tenuto dalle Maestre di ricamo, Maria Giovanna e Gigliola Onnis, nella scuola elementare. CORSO DI PITTURA Siamo al secondo anno. Anche questo laboratorio ha avuto numerosi iscritti, adulti, ma anche qualche giovanissimo, persone appassionate di arte, desiderose di esprimere il loro talento attraverso questa forma artistica, attraverso il pennello e colore.

Conta circa 18 iscritti e si tiene nei locali del centro sociale dalla Professoressa Francesca Fadda. CORSO DI INGLESE Reso ormai indispensabile, dalle esigenze create dai rapidi mutamenti storici e sociali, dalle immigrazioni dalla mobilità sociale sempre più rapida e frequente, anche questo laboratorio è stato molto richiesto e si terra a breve.

Alla fine dei corsi ci saranno delle mostre con l’esposizione dei lavori realizzati durante i laboratori.


IL LAVORO DEGLI ASSESSORATI IL CENTRO COMMERCIALE NATURALE

do Pisano; Salvatore Pisu; Paolo Arru. Nel 2007 si è costituita nel Comune di Il Comune che ne ha appoggiato la costiAustis, l’Associazione: “Centro Commer- tuzione attraverso una serie di incontri ciale Naturale” formata da imprenditori, preliminari, è rappresentato dall’Ass.re commercianti, operatori turistici locali, alle attività produttive. rappresentanti del comune e della Ca- Il C.C.N. ha partecipato di recente ad un Bando di Finanziamento regionale con mera di commercio della Provincia di un progetto finalizzato al miglioramento Nuoro. L’Associazione si propone lo scopo di “..tutelare, valorizzare e incen- dell’arredo urbano nel centro abitato. P.I.P. PIANO DI INSEDIAMENTI PRODUTTIVI tivare le imprese associate..” come si legge nell’art 4 dello Statuto approvato La Giunta Comunale, con propria delibenello stesso anno. Le numerose e imra , n. 71, facendo seguito al Bando di portanti finalità dell’Associazione, sono Concorso, ha approvato l’elenco delle volte a promuovere il commercio e le assegnazioni delle aree P.I.P., Piano Inattività imprenditoriali nel centro urba- sediamenti Produttivi, per la cessione no, a realizzare o partecipare ad eventi delle stesse aree nella zona artigianale. socio culturali ed enogastronomici, alle Le richieste per l’assegnazione delle aremostre ed esposizioni, fiere o altre ma- e sono state quattro, un numero inferionifestazioni atte a incentivare la comre alla disponibilità dei lotti liberi. Agli mercializzazione dei beni e dei servizi interessati è stato inviato avviso di codelle imprese associate. I Centri Communicazione scritta. merciali Naturali possono anche parte- Il prezzo di vendita già stabilito in prececipare a bandi di finanziamento allo denza è di € 9,81 a mq per le aree in scopo di ottenere contributi per la nasci- diritto di proprietà piena e € 7,24 per le ta di nuove imprese e il loro sviluppo e aree con solo diritto di superficie. La beneficiare di premialità nell’ambito Giunta ha anche deliberato di aderire al delle leggi di settore. Alla fine del mese Bando Regionale con una richiesta di di ottobre di quest’ anno, c’è stata finanziamento per la realizzazione dei l’iscrizione di nuovi soci e il rinnovo del lavori di completameto del P.I.P. per Direttivo. Attualmente i soci sono: Pietro una somma di € 250.000,00. Arru, Letizia Marrocu, Mario sanna, Sal- TAGLIO LEGNATICO AUTUNNO- INVERNO vatore zede, Giovannangela zedde, Sal- 2011 – 2012 vatore Fadda e Salvatore Pisano. il taglio della legna da ardere ed ha apIl Direttivo è formato da Mariantonietta provato il piano per l’autunno-inverno Sanna –Pistis, presidente; Gian Leonar- 2011- 2012. Sono state individuate due COMUNITA’ MONTANA

fondi per la montagna si realizzasse il porto di Santa Teresa di Gallura), noi ritenemmo che, in montagna, le comunità montane dovessero sopravvivere in ragione della specificità dei territori montani che esprimono istanze diverse dalle zone costiere e dalla pianura. Oggi siamo uno degli 11 comuni aggregati nella comunità montana governata con in modo unitario, superando le appartenenze politiche di ogni amministrazione, nell’ interesse del territorio. Siamo però un comune sotto i 1000 abitanti e, Facciamo parte della comunità monta- a causa di recenti provvedimenti del governo Berlusconi, che riteniamo massina Mandrolisai Gennargentu per la sopravvivenza della quale il comune di mamente ingiusti, ci aspettano mesi molto difficili, che mettono a rischio la Austis, ha preso posizioni decise. Quando la Regione di Renato Soru, con stessa sopravvivenza della nostra autonomia. E’ necessario che la comunità un provvedimento doveroso, ne ridimontana si faccia carico con la massima mensionò drasticamente il numero (evitando così che esistesse una comu- urgenza di avviare nel territorio una discussione seria sul percorso di accorpanità montana di Siniscola o che con i

Pagina 3

zone: “Ghea” e “Sa terra Arbina”. Il legnatico è destinato a tutti i cittadini Austesi che ne fanno richiesta, pagando Il prezzo così stabilito: legna da ardere di pino Euro 70,00 /8mts; legna da ardere di tipo misto Euro 90,00mts; legna da ardere di ceppaia di leccio esclusiva: Euro 140,00 / 8mts. Per qualsiasi informazione ci si può rivolgere alla Guardia campestre Davide Fadda. OCCUPAZIONE

L’ufficio finanziario del Comune ha avviato la richiesta all’ufficio del lavoro di n. sei giovani disoccupati da impiegare nel cantiere comunale occupazione in base alla L.R. del 19 gennaio 2011. L’ufficio competente ha inviato l’elenco dei disoccupati in ordine di graduatoria con la rispettiva qualifica e precisamente: n.2 braccianti agricoli; n.2 muratori ; n.1 operaio edile; n.3 amministrativi. Ora si procederà alla selezione e successiva assunzione .

mento dei servizi al quale siamo obbligati e successivamente che si renda attiva nel coordinare il percorso stesso. Stiamo sollecitando con forza questo impegno. Auspichiamo tempestive risposte improntate alla solidarietà ed alla coopeazione come è richiesto dalla situazione e dalla nostra comune appartenenza ad una Comunità Montana. Qualora le esigenze dei comuni sotto i 1000 abitanti non trovino adeguata sensibilità saremo costretti, nostro malgrado, ad altre decisioni, compresa quella estrema di lavorare a nuove aggregazioni.

Le colline del Mandrolisai e le montagne del Gennargentu innevate


SCUOLA

In concomitanza con l’apertura delle scuole, nel mese di settembre, l’Amm.ne Comunale ha avviato una serie di incontri informali con tutti gli operatori scolastici, gli addetti ai servizi bibliotecari e ludotecari del Comune, le catechiste in quanto operatrici educative parrocchiali e le famiglie. Gli incontri si sono protratti fino al mese di dicembre e avevano come contenuto la ‘funzione educativa’ partendo

dalla domanda: “Oggi l’educazione è un’emergenza?” Lo scopo di questi incontri è quello di ricercare un rapporto collaborativo e sinergico nel campo dell’educazione e formazione dei nostri bambini, ragazzi, adolescenti, fra tutte le componenti impegnate a diverso livello nel settore, per dare una formazione adeguata in cui comunitariamente ci si senta sia a livello singolo che comunitario, responsabili di questo importante ruolo. Gli incontri proseguiranno nel prossimo anno 2012 e sfoceranno in una fase di elaborazione di un progetto l’educazione alla cittadinanza, per gli studenti della scuola dell’obbligo del Comune. A questo scopo il sindaco e tutti gli amministratori, il giorno 13 dicembre hanno incontrato gli alunni della scuola dell’infanzia, la scuola primaria e

Pagina 4

secondaria di primo grado consegnando loro la costituzione italiana, uno strumento che servirà come base di partenza per il progetto educativo. Auguriamo ai giovani alunni, a tutti gli operatori educativi e scolastici, alle famiglie a cui chiediamo di supportare questo progetto, BUON LAVORO.

ASSOCIAZIONE TEATRALE AUSTIS

perché magari sfiorata da qualche ramo, ciò veniva lo stesso attribuito a questa figura mitica, e tra scherzi e risate i nostri nonni e genitori trascorrevano il tempo. La decisione di associarsi è scaturita a seguito di un cammino percorso insieme grazie ad un laboratorio teatrale per adulti, finanziato negli anni scorsi dall’Amministrazione Comunale, Momenti di teatro in “ pinocchio” sfociato in alcuni eventi che hanL’Associazione teatrale “Sas Maschin- no animato le nostre piazze, come gannas de Tannoro” di Austis nasce “Miracolo a Milano, “Novecento”, ufficialmente nel dicembre 2010. “Pinocchio” e “Giulietta”. Perché “Maschingannas de Tannoro”? Inoltre abbiamo realizzato l’animazione Tannoro è una bellissima località del delle “Cortes” di Austis con “Donne al territorio di Austis, attraversata da un fiume”, “Narciso” e “Panas” nel 2010, e piccolo ruscello, ed al tempo dei nostri “Madre terra”, tratto da Lettera ai connonni e genitori era molto popolata da tadini sulla povertà e la pace di Jean pastori e contadini. Giono, nel 2011. La leggenda narra che in quel territorio, Come Associazione vogliamo: oltre ai pastori, c’erano anche “sas ma- valorizzare e diffondere la cultura schingannas”, figure mitiche che si diteatrale tramite l’organizzazione, la provertivano a fare degli scherzetti ai vianmozione, l’allestimento di spettacoli e danti. Tutto quel che succedeva di stradi iniziative teatrali in genere; no veniva attribuito a questi personaggi - organizzare e gestire attività di forinvisibili e burloni. Se per caso attravermazione attraverso laboratori, seminari sando il ruscello, il pastorello inesperto e convegni, anche in riferimento alla scivolava su qualche pietra e finiva in sperimentazione didattica, di animazioacqua, il pastore adulto ridacchiava e ne e della ricerca in ambito teatrale; diceva :”attento a dove metti i piedi, qui - organizzare e promuovere iniziative ci sono “sas maschingannas”, e ogni culturali anche in riferimento alla cinetanto si divertono a spostare le pietre e matografia, alla musica, alle arti figuraridono di noi!” ; se passando nel fitto tive e alle lettere; bosco qualcuno perdeva “sa berritta”,

- collaborare con persone, associazioni, enti pubblici e privati, anche in regime di convenzione, per il raggiungimento degli obiettivi. Siamo un gruppo che ama la nostra tradizione secolare, aperto ad ogni contributo, ad ogni consiglio, ad ogni nuova proposta, e soprattutto, ad ogni nuovo incontro. Il teatro è vita Questo è il messaggio che vogliamo dare alla nostra comunità. Associazione Teatrale di Austis Sas Maschingannas de Tannoro

Momenti di teatro in piazza


UNIVERSITA‘ : STUDENTI = CRISI : ITALIA

Cagliari - I termini chiave nella Capitale sono sempre gli stessi: crisi, timore, insicurezza. Dove si ripercuotono maggiormente? Senza dubbio nella vita dello studente universitario, che stretto dalla morsa dell'incertezza del futuro posto di lavoro, tra lezioni e vita privata, manda avanti la propria carriera. Per chi studia "in sede" meno problemi: niente affitti da pagare, la famiglia nella stanza accanto, più tranquillità dal punto di vista gestionale. Lo studente fuori sede vive, invece, diviso fra due universi paralleli, due vite speculari e quasi opposte: la vita del paese e la vita della città. Abbiamo preso in esame un gruppo di 15 studenti (in sede e fuori sede) appartenenti alle Università Di Cagliari di: Giurisprudenza, Economia, Medicina, Scienze Motorie, Lingue, Matematica, Ingegneria e Lettere, e abbiamo sottoposto loro un questionario, una sorta di tema libero dove potessero esprimere giudizi e opinionare sul proprio stile di vita, o sull organizzazione della Facoltà di appartenenza. Gli intervistati parlano in questi termini del rapporto tra le loro due vite, definendole come :"differenti e inconciliabili, due universi quasi impossibili da vivere contemporaneamente". Tra gli innumerevoli svantaggi, dovuti al dover rientrare a casa, ai servizi spesso insoddisfacenti forniti dalla città dove ci si trova e (spesso) anche ai rapporti con certi padroni delle case in affitto, per niente ben disposti nei confronti degli studenti, si possono trovare però dei lati positivi. Uno dei ragazzi, alla domanda su quali siano i vantaggi della vita dello studente fuori sede risponde: "vivere solo ti porta ad un livello di maturità abbastanza elevato, ti pone di fronte alle prime difficoltà della vita, ed è una vera e propria scelta, non un obbligo da rispettare." Imparare a cavarsela da soli, gestire la casa, il tempo, cucinare e intrattene le giuste relazioni sociali con i colleghi, riuscire a conciliare studio e divertimento: non è semplice, ma ognuno trova il suo equilibrio. Su un campione di 15 opinioni, 14 su 15 sono preoccupati per il futuro 10, in una scala da 1 a 10. Molti abbandonano gli studi, scoraggiati dall'idea di ritravarsi disoccupati dopo tanti anni di

Palazzo delle scienze di Cagliari

duri sacrifici, non solo personali quanto e soprattutto familiari, e preferiscono l'idea di gettarsi a capofitto nel mondo del lavoro, nei soliti disumani call-center, che attirano con offerte travianti che nascondono il "fattore sfruttamento". "Si approfittano della nostra condizione di studenti lavoratori, o ex studenti, che possono e devono far leva solo su quell'incarico per potersi mantenere, o per avere maggior sostegno dal punto di vista economico, e ti sfruttano, con raggiri di contratto, studiato a regola d'arte per pagarti il meno possibile, assumendoti in nero o trovando il modo di non pagarti mai il dovuto."

Ma la verità dei fatti è che non si può combattere una realtà tanto disastrosa come quella che ci circonda. C'è chi avanza anche le solite ipotesi: "Invece che tagliare i fondi all'istruzione, che dimezzino gli stipendi in parlamento!" Utopica come possibilità, ma accettabile come pensiero. Nessuno è ancora riuscito a bloccare lo scorrere dell'immaginazione e del flusso delle idee, per ora, quindi dando a Cesare quel che è di Cesare, lasciamo agli utopici la possibilità di sognare. Legato alla crisi anche il problema dei servizi offerti nelle Università: docenti poco preparati e professionali, corsi che

Pagina 5

vengono avviati con mesi di ritardo, se non addirittura definitivamente cancellati, così come certe specializzazioni, che ci si trova costretti a dover fare fuori dall'isola, servizi poco meritocratici e radicalmente basati su un sistema redditocratico ,diretto e governato ormai dai "furbi", più che dai realmente "bisognosi". In 10, sul campione di 15 studenti, preferirebbero trovare lavoro in Sardegna, sperando di riuscire a sfruttare i potenziali nascosti della nostra terra; i restanti 5 si vedrebbero volentieri in altre zone d' Italia, se non addirittura all'Estero. Tra vari scioperi, proteste e lotte, così come in tutta Italia, e in ogni campo settoriale della Nazione , anche lo studente universitario sardo lotta per i suoi diritti, cercando una possibile soluzione ad una realtà difficile da affrontare, con speranze riposte in un futuro sempre più lontano ed effimero, e la consapevolezza di potersi ritrovare con una laurea inutile tra le mani dal punto di vista lavorativo, ma con una ampliata cultura (fondamentale) dal punto di vista intellettuale e personale. Questo, infondo, ai più, basta come stimolo per andare avanti. Studiare qualcosa che ti appassiona, oggi, sembra la cosa migliore da poter fare, ed è il consiglio più gettonato dato dagli studenti laureandi alle matricole: "Scegli in base alla tua passione, non in base alla possibilità di lavoro futuro, perchè siamo tutti sulla stessa barca sotto quel punto di vista! Ma se fai qualcosa che ti piace, lo fai per te stesso, ed è il modo migliore per poter avere successo, perchè sei più motivato". Sarebbe bello se tutti potessimo riuscire a fare ciò che ci piace nella vita, ma se non altro, nel campo dell'istruzione, la scelta migliore sembrerebbe essere veramente quella suggerita. In fondo sempre meglio provare a realizzare i proprio sogni e non riuscirci, che rinunciare ancor prima di averci provato. Federica Pitzeri Studentessa universitaria di Austis


EMIGRAZIONE

Pagina 6

ANGELO TOMMASI, Gli emigranti (1895), Roma, Galleria Nazionale d'Arte

Parla un’emigrata di seconda generazione .. bellissima esperienza in amicizia e alle- chi mi ha insegnato, facendomi entrare

Quest’anno ho deciso di regalarmi un’esperienza unica: partecipare attivamente a Cortes Apertas di Austis, il mio paese d’origine, un evento che mi entusiasma ed affascina per farmi vedere e toccare “con mano” la vita vissuta dai miei genitori, dai miei avi, quasi un viaggio a ritroso nel tempo. Storie vissute che conoscevo, per averle ascoltate nei racconti che, in mille occasioni della nostra vita di “emigrati” in continente, ho sentito dai miei familiari. Da sempre mi porto dentro la nostalgia della mia Terra, il rimpianto di aver “lasciato là” le mie radici. Un’amica gentile che ha capito il mio desiderio, mi ha offerto una casetta in Sant’ Austinu e da qui è nata la decisione di “fare” Cortes Apertas. É stata per me e Marco, mio marito, una esperienza bellissima, stancante, ma assolutamente entusiasmante. Abbiamo reso omaggio alla mia Terra nella “nostra” Corte. I miei compaesani mi hanno riconosciuto come una di loro. Mi hanno aiutato, hanno collaborato con me alla creazione della mia casa della Poesia che ho chiamata “Sa omo de tzia Caterina”, anche in ricordo di chi mi ha preceduta; chi mi ha portato erbe profumate, chi zucche colorate, chi mi ha donato fiori, chi rami di castagno, tutti abbiamo condiviso questa

gria. La sensazione di appartenere, di far parte di Austis, mi ha reso felice. La mia Corte era per me la più bella, la più colorata, la più fantasiosa. Io avevo ben poco da vendere, solo il mio libro “Tracce di vita”. Ma avevo tutto da mostrare e tutta me stessa per conoscere, ascoltare e raccontare. Nel mio libro di poesie sono racchiusi i miei sogni, la mia fantasia, le “tracce” che ho lasciato nel mondo, vivendo. In ogni luogo in cui sono stata ho portato via qualcosa, ma ho anche lasciato qualcosa di me. Quando sono emigrata dalla Sardegna in Toscana nel 1965, con i miei genitori, sapevo parlare l’italiano. Sembra una cosa banale, quasi stupida, ma la maggior parte dei bambini e dei ragazzi, figli di emigrati come me, parlava solo la lingua sarda. Avevano molte difficoltà a rapportarsi con gli altri bambini toscani, a comunicare con loro. Avevano grossi problemi a scuola. Credo sia bruttissimo per un bambino, per un ragazzo, sentirsi emarginato o escluso solo perché non riesce a farsi capire, portato dalle circostanze della vita a vivere in un luogo che non è il suo paese. Io sono stata una bambina estroversa, curiosa, avida di libri e di conoscenza, innamorata del mondo delle parole. Ovunque sono stata ho sempre trovato chi mi ha parlato,

nella propria vita ed entrando nella mia. Oggi, continuo a guardare il mondo con la stessa curiosità di quando ero bambina. Il mio figlio più grande è un sognatore, vuole conoscere il mondo, e da qualche anno a questa parte viaggia. É stato a Londra, in India, in Australia, in Nuova Zelanda. Di ogni luogo in cui ha vissuto porta con sé bellissime esperienze: i colori, i profumi, le usanze, ma più di tutto l’amicizia, il sorriso di persone sconosciute. Fanno ora parte di lui, del suo bagaglio privato, del suo tesoro personale che nessuno potrà mai rubargli. C’è una canzone che dice “sono un ragazzo fortunato perché mi hanno regalato un sogno”. É a questo che penso quando sulla spiaggia, o magari per strada, incontro ragazzi di altri paesi, ragazzi di un altro colore. Anche loro forse sono come mio figlio, che sogna di viaggiare per il mondo; oppure sono come mio padre e mia madre, che sono dovuti emigrare per cercare un futuro migliore. Magari non compro i loro prodotti, e non dò loro neanche l’elemosina; di sicuro non nego mai un sorriso, perché mai vorrò negare loro un sogno. Caterina Saias


IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA Nella 68°mostra del film di Venezia sono state presentate diverse pellicole di grande valore culturale, aventi come tema l’immigrazione. Meritano una particolare menzione,“Il villaggio di cartone” del regista Ermanno Olmi e “Terraferma” di Emanuele Crialese, ambedue italiani, che hanno messo a fuoco il fenomeno quanto mai attuale dell’immigrazione con tutti i risvolti di carattere umano, culturale e sociopolitico che esso porta con sé. La situazione di carattere globale, costringe singoli e collettività, governi nazionali e sovranazionali a ripensare e organizzare le proprie strutture economiche e sociali dei singoli stati, a confrontarsi con una umanità “diversa” per cultura, storia e religione. Anche Austis si è trovata di recente a fare i conti con una situazione particolare, che ha messo un po’ in subbuglio gli abitanti di questo piccolo paese, perché all’improvviso ci si è ritrovati con gli immigrati “in casa”. Con meraviglia e stupore, e non senza qualche diffidenza, la gente ha provato a chiedersi come mai. Siccome il nuovo è sempre difficile da accettare,soprattutto quando arriva all’improvviso e la“diversità”, oggi come ieri fa un po’paura, abbiamo voluto sentire da vicino l’esperienza dei ragazzi nigeriani presenti ad Austis ormai da circa tre mesi. Considerata l’importanza della loro presenza qui da noi e del vissuto che essi portano con sé, che va al di là delle proprie vicende personali, pensiamo non sia positivo porsi come osservatori impassibili, indifferenti o forse ostili. Ogni vicenda sto-

rica che passa in modo incisivo sulla pelle delle persone deve essere sicuramente osservata, analizzata, ma anche capita e, per certi aspetti condivisa. L’Amm.ne Comunale ha incontrato il gruppo subito dopo il suo arrivo, per acquisire le più elementari conoscenze, e per non creare in loro delle false aspettative. In questa successiva occasione abbiamo avuto con loro una semplice quanto spontanea conversazione per sentire dalla loro stessa voce ciò che hanno vissuto prima di lasciare l’Africa e come stanno vivendo la loro esperienza nella nostra Comunità. Ad Austis sono arrivati in sedici, originari della Nigeria, ma da un anno in Libia per motivi di lavoro, hanno svolto in quel paese, la loro attività come cuoco, fabbro, cameriere, piastrellista. Hanno vissuto in Libia finché non è arrivata la guerra. La disperazione, la paura, il terrore li ha spinti alla fuga. Cosa avete provato quando siete giunti in questo piccolo paese? Abbiamo chiesto. E’ stato come un sogno, dice Innocent, una cosa stranissima, Sono stato molto contento di essere qui, continua Jonatan, perché sono sfuggito agli spari; anche Brayt è stato felice, perché in Libia c’erano spari dappertutto; per Patric la gioia più grande è quella di essere sopravissuto e sentirsi vivo; mentre Good Luck afferma:“sono sopravissuto a qualcosa di terribile, arrivato qui mi sono sentito al sicuro.” “Sono contento di vivere in serenità con le persone che mi stanno vicino, con Anna ( la dirigente dell’azienda agrituristica che li ospita) e Manuela (la mediatrice culturale), è ciò che racconta

con uno sguardo felice Isioma; “in Libia soffrivo e basta, ora sono felice”,sono le parole di Chnedo. Continuando nell’esporre le loro impressioni affermano che,Certo ci sono difficoltà, la più grossa in questo momento è dovuta alla carenza di comunicazione, causata dalla lingua, facciamo fatica a capirci, parliamo lingue diverse. Vorremmo instaurare rapporti di amicizia con i giovani di Austis, andare al di là del semplice “ciao” con cui tutti ci salutano. Per la loro integrazione ritengono sia importante creare delle situazioni d’incontro, fare delle attività, qualsiasi cosa che li tenga impegnati e li faccia crescere come persone. Piacerebbe loro giocare a biliardo, tennis, vedere qualche film in inglese e fare una sorta di forum. Loro però sono anche consapevoli che non possono solo chiedere, ma vorrebbero anche dare, darci qualcosa della loro cultura, attraverso i loro cibi, la musica, il canto, la danza; questo sicuramente potrebbe favorire numerosi contatti e occasioni di incontro fra “due diversità”.

IMMIGRATION During the 68th edition of the “Venice film festival”, was presented a variety of movies of great cultural value, with immigration as theme,Deserve special mention, "The village board" by director Ermanno Olmi and "mainland" by Emanuele Crialese, both Italians, who have focused on a phenomenon as timely as ever, what with all the immigration implications of human character, cultural and sociopolitical that it brings. The situation of a global nature, forces individuals and communities, national governments and supranational institutions to rethink and organize their own social and economic structures of individual states, to confront with a "different" humanity in culture, history, religion. Even Austis was recently found to deal with a particular situation, which put a little in turmoil the inhabitants of this small town, because suddenly we are left with the immigrants ‘at home'. And with wonder and amazement, and not without some diffidence, people have tried to ask why. As the new is always difficult to accept, especially when it comes suddenly and "the diversity", today as yesterday is a little bit scary, we wanted to hear at first-hand the experience of the Nigerians boys present in Austis since the last three months. Given the importance of their presence here

with us and the experience that they bring with them, which goes beyond their personal circumstances, we think it is not a positive act to put ourselves as impassive observers, indifferent or perhaps hostile. Every historical event which passes in a decisive way on the skin of the people must surely be observed, analyzed, but also understood and, to some extent shared. The City Administration has met the group immediately after its arrival, to acquire the most elementary knowledge, and not to create in them false expectations. In this following occasion we had with them a simple, spontaneous conversation of their own voice to hear what they have lived before leaving Africa and how they are living their experience in our community. In Austis they arrived in sixteen (currently they are fifteen, all very young), native from Nigeria, but since one year ago they are in Libya for business, they worked in that country, as a cook, blacksmith, waiter, tiler. They lived in Libya for about a year, until the war came. Despair, fear, terror has led them to flee. How did you feel when you found yourself in this small country? We asked. It was like a dream, says Innocent, a very strange thing ... I was very happy to be here, Jonathan continues, because I missed the shots, even Brayt was happy because there were gunshots everywhere

in Libya, for Patric his biggest joy is that he survived and feel alive, while Good Luck said: "I survived something terrible, arrived here I felt safe."I'm happy to live in peace with the people who are near me, with Anna (the manager of the farm that hosts them) and Manuela (cultural mediator), this is what tells us with a happy look Isioma, "in Libya I suffered enough, now I'm happy," are the words of Chnedo. Continuing to present their impressions they say that ... Of course there are difficulties, the biggest at this time is due to the lack of communication caused by the language, we struggle to understand, we speak different languages. We would like to develop friendships with Austis young people, go beyond the simple "ciao” they all use to say hello to us. In order to integrate them I "believe is important to organize meetings, do business, anything that keeps them involved and let them grow as people. They would like to play pool, tennis, watch some movies in English and make a sort of forum. But they are also aware that there cannot only ask, but they would like also to give us a little about their culture through their food, music, song, dance, this could definitely help many contacts and opportunities of meeting between "two diversity "(different reality). (traduzione a cura di Fiorella Zucca)

Pagina 7

Alcuni amici Nigeriani


PILLOLE DI FOLKLORE Cultura e Artigianato, due “ingredienti” che hanno dato vita al costume di Austis, scomparso da decenni. Due aspetti che hanno trovato spazio all’interno dell’Istituzione scuola, quella scuola che oggi, una politica estremamente attenta ai numeri, ma poco sensibile alla cultura e alla storia identitaria delle Comunità cerca di sottrarre ai piccoli Comuni. E’ importante il lavoro certosino fatto dalla Scuola media negli anni 1984-85 per riportare alla luce e ricostruire, pezzo per pezzo il costume austese, ma è anche doveroso ricordare come in questo prezioso lavoro si siano inseriti in modo eccellente i genitori degli alunni, soprattutto le mamme che affiancandosi ai docenti e al preside hanno dato prova di un lavoro collegiale veramente proficuo creando un vero e proprio laboratorio culturale – artigianale che va oltre le conoscenze teoriche stabilite dai programmi ministeriali, sicuramente indispensabili, ma non sufficienti a coprire il bisogno di un sapere più vasto insito nei giovani studenti. Attivando tutte le possibili risorse, lavorando in sinergia e in armonia, è stato possibile ricostruire un pezzo della storia di Austis attraverso il modo di vestire dei suoi abitanti. Il risultato finale della creazione del costume, accanto ad altri fattori

Pagina 8

ha gettato anche le basi, per la costituzione, a distanza di anni, di un gruppo Folk. E’ doveroso dire grazie alle tante persone che si sono spese con convinzione e dedizione per valorizzare ciò che di bello c’è nel nostro paese. Grazie a tutti gli alunni della scuola media degli anni 1984-85. Ai docenti, Francescangela Onnis – Maria Fadda – Francesca Meloni – Maria An-

QUANDO GLI EMIGRATI ERAVAMO NOI Era settembre di 46 anni fa. Un tempo enorme distanza e al mare che ci separava. tanto lontano, ma vivo in noi come fosse La macchina correva veloce e dai finestrini ieri, quando decidemmo di emigrare. aperti potevamo sentire il profumo della Il continente era la meta di tanti come noi nostra Terra, ammirare la nostra campagna che, insoddisfatti della situazione esisten- e racchiudere tutto nella nostra mente, te in paese, cercavano altrove la stabilità. scacciando dal cuore la malinconia. Fu una decisione difficile e sofferta, ma La traversata fu un incubo, col mare grosso, allo stesso tempo presa con velocità, sen- sballottati gli uni contro gli altri. za perdere tempo. Eravamo consapevoli di Al nostro arrivo in Continente ci accolse un andare verso l'ignoto. Non sapevamo cosa cielo triste e buio. Tutto era avvolto nella avremmo trovato e ancora di più ci sentinebbia. Dove era il nostro sole? vamo degli sprovveduti. É stato duro laIl fattore della azienda dove eravamo diretti sciare la nostra casa, i nostri amici, il noci venne a prendere e ci accompagnò nella stro paese, le nostre abitudini, ma la voglia nostra nuova casa: un vecchio casolare di cambiare fu più forte del nostro buon illuminato da una lampada a gas, senza senso e delle nostre paure. Partimmo con luce elettrica e senza acqua potabile. La l'unico taxi del paese. Anche l'autista ci strada scivolosa e viscida, perchè aveva incoraggiò. «Vedrete» ci disse «un altr'anno piovuto la sera prima. Tutto intorno campi tornerete a trovarci», e noi pensavamo alla coltivati, ma silenzio totale, rotto solo dal CANDO SOS EMIGRANTES FIAUS Fìàda su mese de cabudanni de 46 annos fàede. Tempus colau de ora ma sempede in noso comente chi fèssede ìrìsero, cando aiaus detzidìu de partire. Non cuntentos de comente si bìviada in bidda, aìaus crìcau su traballu in continente. Est ìstètìa una cosa dìfìtzìle e suferta de fàede, ma aìaus detzìdìu in presse, chenza pèrdede tèmpusu. Ischìdiaus zai de andare in logu anzenu e no ìschidìaus ite aìaus potzìu agatare e nos ìntendiaus unu pagu macoso. Este ìstetìu dìfìtzìle a che lassare sa omo nosta, sos amìgoso, sa ìdda, sas abìtudìnese, ma sa gana de cambiare est ìstetìa prus forte de cussu chi naraìat sa conca e prus forte de sa tìmenza nosta.

NOSO Che seus partios cun s’autovetura chi che fìada in bìdda, che fìada solu cussa. S’autìsta puru po no si fàede corazu nos narait: “ais a bìede ca un’àteru annu aìs a torrare a nos cricare” e noso pentzaiaus a cantu fìàus a illargu e su mare chi nos dividìàda. S’autovetura andaìàda allestru e de sos finestrìnoso àpertos podiaus intèndede su “fragu” de sa terra nosta, pompiare sos montese e chistire totu in sa conca nosta, mandandeche de su coro sa tristura. Su viazu est ìstetìu malu meda, su mare malu, ìscùttoso de una parte a s’àtera. Una orta àrribaoso in Continente nos agatàusu unu chelu nieddu e tristu. Totu fìàda amantau de neula. Inue fìada su sole nostu? Su mere

tonietta Sanna. Al personale non docente, Antonio Salis – Giovanna Loddo – Peppina Onnis Al Preside, Tonino Mussoni AI genitori, Marinella Mascia - Eta Sotgiu AnnaMaria Pitzeri ….ed a tutte le persone che pur non comparendo in questo elenco, hanno collaborato nel silenzio.

gracidare delle rane. All'inizio, fu tutto un gran disagio, forti però della convinzione che ce l’avevamo fatta. Incoraggiandoci a vicenda, ci organizzammo per la nuova vita, delusi e consapevoli di essere appena arrivati, ma già pentiti di essere partiti. Un’ emigrata di Austis de s’azienda fìàda benìu a nos sì che pìgare po nos sì che acumpanzare a sa omo. Una omo betza cun d’una lampada a gasolìu chentza lughe e chentza abba. S’istrada fìàda totu issusta ca sa notte prima aìàda pròpìu meda. Totu a fùrriu tèrrasa semenadàsa e solu su sonu de sas arrànasa. A sas primas fìada totu malu e difìtzile, ma ischidìausu ca sì da podìàusu fàede. Faendenosi corazu a pare nos si seus preparàoso a sa vìda noa. Trìstoso de èssede arribàoso e pentìoso de èssede partìoso. (traduzione a cura di Stefania Sotgiu)


ATTIVITA CHE SCOMPAIONO Attività lavorative importanti, di antica data e tradizione, hanno rappresentato per decenni nella nostra Comunità, una vera e propria cultura imprenditoriale fondata sulla capacità di rischio, sulla autoformazione, sulla scommessa di un lavoro che puntava molto sul beneficio sociale più che sul profitto economico. Alcune di queste piccole imprese di carattere familiare, sono scomparse da tempo come il fabbro, il calzolaio, il barbiere, altre sono destinate oggi a scomparire. Esse hanno rappresentato per il nostro piccolo paese una grande risorsa e non solo perché un’impresa crea occupazione e mette in moto agenti economici diversi ma anche perché esse hanno una grande valenza sociale; rappresentano infatti un fattore pedagogico ed etico per le giovani generazioni, nonché elemento di coesione e animazione comunitaria. TONINO CONGIU “CREATORE DI GOMMISTI”

Tonino Congiu è stato il primo gommista del Mandrolisai. La storia che l’ha condotto a svolgere questo lavoro e che lui racconta con vivacità ed entusiasmo, è lunga e interessante. Ha iniziato L’attività di apprendista a Genova nel 1960 all’età di 16 anni ed è durata fino al 1968. Il periodo di apprendistato gli ha permesso di ottenere una qualifica e la specializzazione di responsabile tecnico, titoli che gli hanno garantito la possibilità di assicurarsi un lavoro qualificato e sicuro nel settore. Tonino però non intende fermarsi, ma sognando un futuro migliore, vuole sperimentare nuove strade, allargare suoi “IL PANE BUONO” DI MICHELINU

La storia del panificio di Michelino Cossu è un po’ singolare ed ha a che fare con un’attività correlata al pane; l’impianto del mulino di Rondoni vicino all’abitazione della sua famiglia. Fu infatti la presenza del nuovo mulino elettrico e il suggerimento delle sue zie, che fecero da stimolo all’acquisto del forno ed all’inizio dell’attività. Pur non sapendo nulla del mestiere, Michelino accolse l’idea di acquistare un forno per produrre il pane e, in breve tempo si avventurò con la sua “GAUBER” nel campo della “panetteria”. Assunse un panettiere di professione, un giovane di Sarule, che gli insegnò l”arte” e

Pagina 9

orizzonti, perciò abbandonato il mestiere di gommista si proietta in una nuova e più affascinante avventura; Si avvia nei lidi Africani e Mediorientali, Algeria, Congo, Golfo Persico, Iran (allora Persia), cambiando radicalmente lavoro. Dal 1968 al 1978, lavorò come gruista, inizialmente con la multinazionale americana SADELMI e in seguito entrando alle dipendenze del gruppo ENI con la SAIPEM, sempre come operatore gruista sulle piattaforme in mare per la trivellazione nei pozzi di petrolio. L’esperienza lavorativa dura 10 anni e dopo questa lunga parentesi, nel 1978 rientrò in Sardegna con il suo bagaglio di conoscenze, di affermata operatività in campi diversi e un piccolo gruzzolo accumulato con il lavoro, seguendo la sua fantasia e il suo spirito d’intraprendenza, accanto a una buona dose di coraggio, tornò all’antico mestiere, decidendo di aprire un’officina di gommista a Sorgono. Ha lavorato nella sede del Mandrolisai, in modo serio e continuo per 19 anni, un lungo arco di tempo in cui abbiamo assistito al moltiplicarsi delle officii due lavorarono insieme per un anno finchè il ragazzo, senza nessun preavviso e senza motivazione convincente se non quella di dover partecipare alla festa di Gonare, comunicò la decisione di tornare al suo paese. La situazione di Michelino, trovatosi all’improvviso senza la guida dell’esperto diventò critica; non si sentiva ancora sicuro e pronto per lavorare in modo autonomo, non avendo acquisito bene la tecnica tuttavia, confidando nella sua pur breve esperienza, nel sostegno dei suoi familiari e nell’aiuto di Nostra Signora di Gonare, il sette settembre del 1964, affrontando la situazione con coraggio, preparò da solo il primo pane della sua vita. Sostiene Michelino con un po’ di emozione che quella notte fece tutto con calma e concentrazione, come se stesse adempiendo un “rito sacro” e quel pane, dice, fu il più buono e il meglio riuscito della sua carriera. Andò avanti così, lavorando con dedizione, anche la domenica fino agli anni ’70 e per circa 50 anni, dal 1963 fino ad oggi, la varietà del suo pane, “sa pasta dura a istella” “sa pasta dura tunda” “sos cornettoso”, “sa maninchedda”,” su pane soffice”, ha rappresentato un “eccellenza”. Esso veniva giornalmente acquistato e consumato non solo ad Au-

ne nei nostri piccoli centri, azioni di concorrenza, rispondenti alle nuove regole di mercato. Nel 1997 dopo aver “creato” un nuovo, giovane gommista, lasciò Sorgono per aprire un’officina ad Austis e svolgere con competenza il lavoro di assistente tecnico di pneumatici nel proprio paese. La sua officina è diventata oltre che luogo di alacre lavoro, punto di osservazione, di incontro e di relazioni umane così come si verificava nelle antiche botteghe artigiane. Tonino parla con entusiasmo del suo lavoro, svolto negli anni con fatica ma anche con passione, una caratteristica che egli vorrebbe trasmettere ai giovani che fossero interessati a continuare nel tempo questa attività, visto che lui crede sia arrivato il momento di cedere alla componente giovane, dotata di energie, questa interessante nonché promettente attività. Cosa si chiede? Sicuramente un modesto capitale economico, ma soprattutto un pizzico di coraggio, intraprendenza, capacità di rischio e fiducia nel futuro, dal momento che l’auto non pare essere un mezzo in via d’estinzione. Questo nostro concittadino è disposto a mettere a disposizione dei giovani della Comunità o del territorio esperienza e tecnica maturata negli anni, perciò parla della eventualità di organizzazione di corsi professionali di apprendistato in questo settore, dove lui sarebbe ben felice di seguire i corsi come assistente tecnico. Un’opportunità da cogliere al volo visti i tempi difficili che viviamo e che colpiscono soprattutto i giovani nella insicurezza occupazionale. stis, ma anche in alcuni paesi vicini e in molti decantavano la bontà di quel bene primario. Oggi Michelino sente di aver profuso su questo lavoro, che ha permesso a lui e alla sua famiglia di vivere dignitosamente, energie e risorse; motivi di salute e di età, non gli consentono di continuare il suo lavoro di “artista” del pane, e sente la preoccupazione che un servizio così importante per una Comunità rischia di essere perso, pur rappresentando un grande valore. Il suo desiderio è quello di consegnare a qualche giovane “capitale e mestiere” perché possa continuare l’attività magari ampliandola, e svolgendola in base alle esigenze dei nostri tempi. Forse non permetterà a chi volesse accogliere questo patrimonio, di arricchirsi, ma accanto ad un lavoro dignitoso avrà la gratificazione che ha avuto Michelino e che bene è stata espressa nel Diploma D’onore che ha ricevuto dalla ASCOM di Nuoro nel 2009, che reca queste parole:

“A Michele Cossu, per aver contribuito con la propria attività e la continua dedizione al lavoro, alla crescita economica, produttiva e sociale del nostro territorio”


MUSICA POESIA E ARTE

Pagina 10

NOTTE DI NATALE A RONDANINA

Là nella foresta già scende la neve, leggera ricopre il mondo e ogni cosa, ogni pino ogni filo di bianco riluce, ad ogni fiocco ogni bocca si tace. La volpe furtiva è giù nella tana, ogni uccello riposa nel caldo del nido, ogni bimbo stupito davanti ad un abete, ogni persona in ginocchio al presepe. In occasione di “Cortes Apertas”, Il grande miracolo si è rinnovato, abbiamo avuto modo di conoscere ancora una volta Gesù è nato. Caterina Saias, la scrittricepoetessa nativa di Austis, ma emiin ogni dove si accende una luce, grata fin da piccola, con la sua famiin ogni casa si sente una voce, glia, nella penisola. Abbiamo avuto un inno di grazie si innalza dal cuore , modo di “gustare” alcune delle sue ancora una volta rinasce l’Amore. poesie, lette, durante la presentaUna voce di mamma che canta leggera, zione, in un piacevole clima di atteuna campana che annuncia la sera, sa, di silenzio e di partecipazione emotiva. Nel libro “… Ogni poesia è è una nottata davvero speciale, la fotografia di un’emozione” , scrisaremo felici, ve Caterina, ma è anche un ricordaè già Natale. re e rivivere quel mondo “di paese” che ha lasciato da bambina ma che veniva quotidianamente raccontato con vivacità e con un pizzico di . . . nostalgia dai suoi genitori.

ATTI DELIBERATIVI

Consiglio Comunale N. Delibere: 10

NUMERI UTILI

Comune di Austis via Vittorio Emanuele 08030 Austis tel. 078467213 fax 0784 67058 Centro SocioCulturale/Biblioteca Via roma 3 Comunità Alloggio Via marcalai, tel. 0784 67297

Giunta Comunale N. Delibere: 31

Caterina Saias dal libro: Tracce di vita - Ed.Sollens

SITO INTERNET http://www.comune.austis.nu.it/

Proprietario: Comune di Austis. Periodicità: Quadrimestrale. Anno I, N 4. Registrazione Tribunale Oristano N.4 / 2010. Direttore Responsabile: Di Gaetano Maria Bonaria Redazione e coordinamento: Onnis Chiara. Imp. Grafica e Menabò: Mascia Federico. Stampa: tipografia Ghilarzese, via Zuri, Ghilarza(OR) E’ vietata la riproduzione di testi, grafica, immagini e impostazione.

04 - Sas Nova de su Comunu Ausits - Dicembre 2011  

Notiziario a cadenza quadrimestrale dell'Amministrazione Comunale di Austis, centro della Barbagia-Mandrolisai in Sardegna