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Istituto Comprensivo“Don Bosco” Piazza Don Bosco, 11-Tolentino (Mc) Plessi: “Don Bosco” Scuola Primaria e Secondaria di Primo Grado “Dante Alighieri” “A. Grandi” Scuola dell’ Infanzia e Primaria “G. Bezzi” Scuola dell’ Infanzia e Primaria E-mail: istituto@comprensivodonbosco.it http://www.comprensivodonbosco.it Tel: 0733/968969

N. 4 GIUGNO 2011

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RISPARMIO IDRICO, RISPARMIO ENERGETICO, MOBILITA’ SOSTENIBILE


LETTERA APERTA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

è trascorso un altro anno scolastico e con grande piacere presento la nuova edizione del giornalino di Istituto che si pone l’obiettivo di diffondere immagini e momenti delle innumerevoli iniziative didattiche e delle attività progettuali previste dal Piano dell’Offerta Formativa e realizzate nelle classi dagli alunni. Per il raggiungimento del nostro obiettivo comune, ovvero la migliore formazione umana e civile dei nostri bambini e ragazzi, come sempre sono stati determinanti l’impegno, la professionalità e la disponibilità profusi da tutto il personale docente e non docente. Molto positiva è stata anche la collaborazione con le famiglie, con le quali si rende necessario creare una sempre più concreta e sistematica alleanza educativa anche per fronteggiare ogni condizionamento dissonante con quei principi e valori che faticosamente ogni giorno siamo tutti impegnati ad affermare e trasmettere. Come sempre, per dare forza e coerenza alle nostre iniziative abbiamo cercato anche di fruire di ogni risorsa e di ogni opportunità che ci proveniva dal contesto territoriale partendo dal raccordo con gli enti locali e con le varie associazioni. L’edizione di quest’anno è dedicata, in particolare, all’educazione ambientale per la rilevanza educativa che hanno i temi della conoscenza e rispetto dell’ambiente, del risparmio energetico e dello sviluppo ecocompatibile. Spero che la lettura di questo numero risulti divertente e incuriosisca i lettori come pure sia da stimolo allo scrivere, al riflettere sugli avvenimenti e al farsi interpreti.

Il Dirigente Scolastico Prof.ssa Lauretta Corridoni

Sommario: LETTERA APERTA DEL DIRIGENTE SCOLASTICO

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE

3 - 11

PAROLA AI DOCENTI

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PAROLA AI RAGAZZI

12 - 17

ORIENTANDOCI

18 - 20

BIBLIODOC

20 - 22

L’ANGOLO DELL’ARTISTA / POESIE

22 - 24 24 - 26

LA SCUOLA NEL TERRITORIO, IL TERRITORIO NELLA SCUOLA SUONI E PAROLE

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MONDO A COLORI

28 –33

ALLA SCOPERTA DI …

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE / EDUCAZIONE AMBIENTALE ED ENERGIA ECOSOSTENIBILE

Anche quest’anno, come da tradizione, l’Istituto Comprensivo Don Bosco si distingue per il suo impegno nella salvaguardia del territorio e nell’importanza dedicata all’educazione ambientale. Proprio per questo motivo, al termine dell’anno scolastico le insegnanti delle classi terze, quarte e quinte, di tutti e tre i plessi, dietro suggerimento della Professoressa Rosaria Tonnarelli, attiva promotrice del progetto, hanno realizzato dei cartelloni murali e dei cartellini colorati di giallo, blu e verde ed hanno effettuato nelle suddette classi una vera e propria campagna “ecosostenibile” con i seguenti obiettivi: - educare alla MOBILITA’ SOSTENIBILE nei percorsi casa-scuola e viceversa, evidenziando i vantaggi per la salute e per l’ambiente; - incentivare nelle azioni quotidiane a scuola e a casa comportamenti eco sostenibili quali il “RISPARMIO DELLA LUCE” e il “RISPARMIO DELL’ACQUA”. Le attività svolte dai bambini sono state: 1) registrare il tempo impiegato per lavare i denti; 2)chiudere il rubinetto mentre spazzolano i denti; 3)controllare se chiudono l’acqua mentre insaponano capelli e corpo; 4)riutilizzare l’acqua usata per lavare frutta e verdura, per innaffiare le piante; 5) controllare se in casa o a scuola ci sono perdite dei rubinetti; 6) raccogliere l’acqua piovana per innaffiare o lavare cortili, porticati, ter-

razze; 7) ricordare alla mamma di usare la lavatrice a pieno carico per evitare sprechi, soprattutto dopo le 19, il sabato e i festivi; 8) a scuola un addetto dovrà spegnere gli interruttori ogni volta che si esce dall’aula; 9)a casa ognuno dovrà controllare se si tiene accesa la luce anche in stanze dove a volte non c’è nessuno; 10) controllare se di notte rimane acceso qualche lampadina o elettrodomestico; 11)controllare se di giorno si tiene accesa la luce anche in presenza della luce solare; 12) registrare i bambini che vanno a scuola a piedi; 13) registrare i bambini che vanno a scuola con mezzi pubblici; 14) registrare i bambini che vanno a scuola utilizzando “car pooling”. Al termine del progetto un alunno per classe verrà premiato come miglior “RISPARMIONE E RICICLONE”. La Redazione

CHE COSA VI ASPETTATE PER IL FUTURO?

Progetto dell’A.T.O. = ambito territoriale ottimale Se continuiamo a sprecare acqua, nel 2040, circa, questa risorsa importantissima si potrebbe esaurire. SAPETE QUANTA ACQUA SI SPRECA AL GIORNO??? DOCCIA DI 5 MINUTI = 25-30 litri BAGNO IN VASCA = 100-150 litri RUBINETTO CHE GOCCIA = 16 litri LAVARE A MANO I PIATTI =40 litri USO DELLO SCIACQUONE =10-12 litri USO DELLA LAVATRICE =30-40 litri Per non consumare acqua, prova a ricordare la formula delle 3R: -Ridurre gli sprechi; -Regolare i consumi; -Riparare le perdite

USO DELL’ACQUA L’acqua viene usata: nell’ AGRICOLTURA 69% ; nell’ INDUSTRIA 23% nelle CASE 8%

Per il futuro sono previsti degli impianti che aiuteranno a risparmiare acqua. Ad esempio: CASE CON SOPRA DEI CONTENITORI PER RACCOGLIERE L’ACQUA PIOVANA PER POI ESSERE RIUTILIZZATA; -L’ACQUA UTILIZZATA PER L’IGIENE ATTRAVERSO DEI TUBI,VIENE COLLEGATA ALLO SCARICO DEL WATER; -RIDUTTORI DI FLUSSO: COSTANO POCO, MA FANNO RISPARMIARE 6000 LITRI DI ACQUA ALL’ANNO. Sapete che…L’acqua del rubinetto è più buona di quella comprata, perché è più controllata e costa meno. Infatti: - diminuisce i trasporti e di conseguenza il traffico; - genera meno rifiuti; - fa risparmiare.

CONSIGLI PER NON SPRECARE ACQUA SE PUOI PREFERISCI LA DOCCIA AL BAGNO: OGNI VOLTA CHE FAI IL BAGNO CONSUMI FINO A 150 LITRI DI ACQUA; CON LA DOCCIA NE USI SOLO 30 . UN SOLO RUBINETTO LASCIATO APERTO MENTRE TI LAVI I DENTI, PORTA AD UN CONSUMO INUTILE DI 2.500 LITRI DI ACQUA ALL’ANNO QUINDI CHIUDI IL RUBINETTO MENTRE TI SPAZZOLI I DENTI. PER INNAFFIARE I FIORI E LE PIANTE DI CASA UTILIZZA L’ACQUA USATA PER LAVARE LA FRUTTA E VERDURA, PUOI RISPARMIARE 6.000 LITRI ALL’ANNO CONSIGLIA AI TUOI GENITORI DI USARE LA LAVATRICE E LA LAVASTOVIGLIE A PIENO CARICO.

Se l’acqua sa di cloro NON TI PREOCCUPARE!!! Lasciala mezz’ora affinché il cloro evapori. E’ importante che l’acqua sulla Terra, sia presente in tutti e tre gli stati: SOLIDO -LIQUIDO - AERIFORME Perché l’acqua salata, evaporando e ricadendo sotto forma di pioggia, diventa dolce. Secondaria di I° grado classe 1^ B Aurora Muscolini e Letizia Botta

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE / EDUCAZIONE AMBIENTALE ED ENERGIA ECOSOSTENIBILE

La biodiversità indica una misura della varietà di specie animali e vegetali nella biosfera; essa è il risultato di lunghi processi evolutivi. L'evoluzione è il meccanismo che da oltre tre miliardi di anni permette alla vita di adattarsi al variare delle condizioni sulla terra e che deve continuare a operare perchè questa possa ancora ospitare forme di vita in futuro. La diversità della vita sulla terra è costituita dall'insieme degli esseri viventi che popolano il Pianeta. Questa diversità prende il nome di BIODIVERSITA'. La biodiversità si può considerare almeno in tre livelli diversi: - a livello di geni in una specie (o popolazione) - a livello di specie - a livello di ecosistemi. Le caratteristiche morfologiche, ovvero tutte le caratteristiche visibili degli esseri viventi come ad esempio il colore degli occhi e dei capelli dell'uomo, il colore del pelo dei gatti, sono esempi della varietà che esiste a livello di geni all'interno di ogni singola specie. La varietà di specie di farfalle che frequentano il nostro giardino, l'incredibile numero di fiori diversi che possono essere trovati in un campo sono esempi della biodiversità a livello di specie. Infine, la varietà di ambienti in una determinata area naturale è l'espressione della biodiversità a livello di ecosistemi. La terra è popolata da numerosi esseri viventi, animali e vegetali che non conosciamo: oggi sono state classificate appena un milione di specie. Diventa, quindi,

ancora più urgente e importante occuparsi della conservazione di specie e ambienti che rischiano di sparire per sempre a causa dell'uomo, ancora prima di essere scoperti. E' noto che alcuni biomi risultano più importanti rispetto ad altri in termini di ricchezza di specie: le barriere coralline, gli estuari dei fiumi e le foreste tropicali che accolgono oltre la metà degli esseri viventi, pur ricoprendo il 6% della superficie terrestre, sono i più importanti. Perchè la diversità nell'ambito di una comunità biologica possa essere considerata una risorsa deve essere caratterizzata da un adeguato numero di specie, da un'alta valenza ecologica e da un legame con le condizioni ambientali. Inoltre è necessaria un'uniforme e approfondita conoscenza dei dati di base e la disponibilità di dati recenti. La biodiversità è l'assicurazione sulla vita del nostro pianeta. Quindi la conservazione della biodiversità deve essere perseguita senza limiti poiché essa costituisce un patrimonio universale, che può offrire vantaggi immediati per l'uomo: mantenimento degli equilibri climatici sia a scala locale che planetaria; infatti le specie vegetali oltre ad essere l'unica fonte di ossigeno sul nostro Pianeta, hanno anche un ruolo fondamentale negli equilibri idrici e in quelli gassosi. • fonte di materiale di studio: lo studio della biodiversità permette di avere fondamentali conoscenze anche per comprendere meccanismi biologici analoghi nell'uomo.

uso sostenibile della flora per fini alimentari e medicinali: per quanto riguarda l'uso della flora per l'alimentazione c'è da dire che oggi viene sfruttata solo una minima parte delle infinite possibilità alimentari fornite dalle piante. Invece utilizzando meglio tali risorse si potrebbero soddisfare i problemi di nutrizione in molte parti del mondo, senza alterare equilibri essenziali per l'ambiente. Riguardo ai fini medicinali dell'uso della flora invece c'è il rischio di perdere, prima ancora di scoprirle, piante che forniscono sostanze necessarie nella lotta contro patologie come il cancro e la leucemia. • soddisfacimento della richiesta sempre crescente di spazi naturali: l'istituzione di aree protette per un turismo ecocompatibile, può soddisfare la richiesta crescente di spazi per effettuare attività come l'escursionismo e il birdwatching. •

L’ARGOMENTO BIODIVERSITA’ L’ABBIAMO AFFRONTATO ANCHE NEL VIAGGIO D’I STRUZIONE a Città di Castello e soprattutto a San Sepolcro nel museo “ ERBE E SALUTE NEI SECOLI “, dove c’erano diverse frasi che ricordano all’uomo di trovare in natura i rimedi per i suoi mali. Nel prossimo viaggio di istruzione incontreremo di nuovo il tema della biodiversità, infatti li vedremo diversi tipi di alberi e di vegetali.

Orto botanico (in latino, hortus botanicus) è un ambiente naturale ricreato artificialmente che raccoglie una grande varietà di piante categorizzate per scopi scientifici e per l'educazione dei visitatori. Il termine giardino botanico viene considerato un sinonimo di orto botanico anche se taluni considerano il giardino botanico come un ambiente a scopo di ricreazione e di studio mentre l'orto botanico avrebbe storicamente una funzione di produzione di sostanze medicamentose, in quantità sufficienti a rifornire un vicino ospedale. Spesso associato ad esso vi sono una biblioteca ed un erbario per lo studio e la catalogazione delle specie.

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE / EDUCAZIONE AMBIENTALE ED ENERGIA ECOSOSTENIBILE

L’albero della morte… Quest’anno abbiamo iniziato una particolare attività: LABORATORIO AMBIENTALE. Questo ci fa scoprire degli aspetti della natura che non abbiamo mai considerato. Con questa attività siamo andati un po’ in giro per Tolentino e abbiamo osservato le piante che vi si trovano. Ci ha colpito particolarmente un albero, il tasso ( l’albero della morte );l’abbiamo trovato ai giardino John Lennon e la professoressa ci ha spiegato che questo albero ha dei frutti rossi, detti arilli, i cui i semi all’interno sono velenosi, mentre l’esterno è commestibile. NOME SCIENTIFICO: Taxus baccata L. FAMIGLIA: TAXACEAE CARATTETRISTICHE: albero di notevole longevità: se ne ritrovano fossili del Terziario e ne esistono esemplari di circa 1500 anni d’età. Secondo gli antichi abitanti del Galles, con i suoi 19.683 anni di vita, sarebbe il più antico essere vivente (!) DISTRIBUZIONE: Africa settentrionale, Asia minore ed Europa: piuttosto raro.

Didascalia dell'immagine o della fotografia

HABITAT: boschi di latifoglie, su terreni calcarei, sassosi, poco profondi e ricchi di sali. Ama l’ombra. Utilizzato malamente (di solito con portamento "a cespuglio") come pianta ornamentale nei giardini. LEGNO: lo usavano per i loro archi i famosi arcieri inglesi. Con il tempo il durame si distrugge e lascia cavo il centro che, privo di cerchie annuali, rende difficile calcolare l’esatta età degli alberi. USO MEDICINALE: contiene in tutte le parti della pianta, fatta eccezione per l’involucro rosso (= arillo) del frutto, un alcaloide MOLTO VELENOSO. Conosciuti casi di avvelenamento di animali, soprattutto di cavalli, per l’ingestione dei rami e sono stati osservati sintomi di avvelenamento in uomini, dopo il consumo dei frutti. Utilizzato in omeopatia per la cura di eruzioni cutanee, della gotta e dei reumatismi. Gli estratti venivano un tempo utilizzati come veleno per le frecce. CURIOSITA’: i tassi sono collegati a numerose leggende. Nelle religioni druidiche i templi erano sempre situati presso un tasso di grandi dimensioni e tuttora in Gran Bretagna i tassi più grandi e vecchi sono sui sagrati delle vecchie chiese. Sarà anche il colore scurissimo delle sue foglie ad aver favorito la pesante e cupa atmosfera di superstizione che circonda queste piante da tempo immemorabile. Già Plutarco sconsigliava di dormire alla loro ombra e vi sono giardinieri che non taglierebbero un tasso per tutto l’oro del mondo. Tuttavia “Per attirare l'attenzione del lettore, inserire qui una citazioneiocarrettieri, una frase tratta dal testo.” i tassi sono stati abbattuti forsennatamente in tutta l’Europa per il legno pregiato: alla loro distruzione contribuirono abbattendo gli esemplari lungo le vie di traffico, poiché, essendo la tassina velenosa, temevano per i cavalli da tiro..). Ti tol o b r ano in te rno

ORIGINE: Storicamente il tasso è il legno per eccellenza nella costruzione di archi,e sin dalla preistoria è attestato il suo utilizzo per la fabbricazione di quest’arma, per esempio, l’arco della mummia del Similaun(nota anche come Uomo venuto dal ghiaccio o, generalmente, Ötzi e spesso Iceman ) era di legno di tasso. Ma la fama acquisita dal legno di questa pianta è dovuto soprattutto alla larghissima diffusione che ebbe durante il medioevo nella costruzione di archi da guerra, soprattutto in Inghilterra ( il famoso arco lungo era di legno di tasso). Le caratteristiche che lo rendono così adatto alla fabbricazione di archi sono l’enorme resistenza sia alla compressione che alla trazione, e l’incredibile elasticità. Secondaria di I° grado “Dante Alighieri” - Ins. Tonnarelli Maria Rosaria Alunni 2° B : Tartagli Federica – Moschella Miriam – Noè Federica – Santecchia Sofia Ecco alcune delle nostre foto scattate durante le ore del laboratorio ambientale...

Gli arilli del tasso...

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE / EDUCAZIONE AMBIENTALE ED ENERGIA ECOSOSTENIBILE

Riciclando, riciclando…

riciclata come altre tipologie di rifiuti, LABORATORIO COGNITIVO-SCIENTIFICO attraverso varie fasi, in occasione del Ogni giorno vengono eliminati grandi quan- progetto continuità i bambini hanno portato materiali vari da tità di oggetti a “perdere” che vanno ad agcasa, tra cui scatole di carta di vagiungersi alla massa enorme di rifiuti da rie dimensioni, per poter sperismaltire Lo studio dell’ambiente in questo mentare personalmente la costrulaboratorio è stato dapprima scoperta della zione di un plastico e la realizzarealtà e, successivamente, conoscenza e rizione di cartelloni con materiale flessione.. Il percorso di apprendimento ha di recupero. Alcune delle piccole portato il bambino ad assumere comportaconsiderazioni fatte dai bambini , menti corretti nella realtà in cui opera e, nello specifico di questo laboratorio il proce- che ci portano a riflettere ancor più sulla necessità di adottare atdimento più semplice e conosciuto per riciteggiamenti consoni al rispetto clare la carta. Dopo varie attività di gioco e di conversazioni, che hanno reso consapevo- dell’ ambiente sono state: “Maestra anche a casa con la mamle il bambino di come viene prodotta la ma mettiamo la carta nel cestino carta e del fatto che la carta può essere solo della carta, così i signori la conservata, riusata, buttata via, bruciata e

portano via, perché così poi viene riciclata e così non si devono buttare giù gli alberi”, “si, è vero” risponde un amico, “anche io a scuola metto la carta nel cestino della carta e anche a casa e poi se serve la possiamo usare, oppure la possono usare altre persone” , “si” risponde un’ altro al bambino di prima: “io voglio dire ai signori che segano gli alberi, che non devono più segarli, se ci sono tanti alberi si respira bene, proprio come la storia che ci ha raccontato la maestra” …La discussione è proseguita a lungo e noi siamo orgogliose dei nostri piccoli, per ciò che sapranno trasmettere agli altri, sicuramente un mondo migliore. Scuola dell’ Infanzia “G. Bezzi” Sez. C

Insieme per un ambiente ecosostenibile Attenzione le mascotte Diogene, Galileo, Talete e Archimede sono arrivate e tutti i bambini le hanno ascoltate, perché così il pianeta terra più pulito sarà e la salute guadagnarci potrà… Anche quest’ anno nella scuola dell’ Infanzia “G. Bezzi” sono state attivate attività laboratoriali , con l’ obiettivo specifico di sensibilizzare i bambini all'utilizzo delle risorse nel rispetto degli equilibri ambientali. I temi principali trattati periodicamente sono stati: l'acqua, i rifiuti, l'energia e la sostenibilità. Ciascun tema accompagnato e rappresentato da una propria "mascotte", ha reso la comunicazione più "simpatica" e "amichevole" per i piccoli alunni. Li ha invitati alla comprensione del concetto di risparmio idrico e energetico, aiutandoli ad imparare le buone pratiche per il loro uso quotidiano, e di raccolta differenziata promuovendo la consapevolezza del rifiuto come risorsa. Per i Rifiuti Diogene la lattina! Li ha accompagnati alla scoperta di materie prime che PAGINA 6

spesso...vengono gettate nella spazzatura, o addirittura cosa ancor più grave abbandonati per strada. Si è presentata ai bambini dicendo loro che attraverso, fiabe e giochi si sarebbero divertiti a scoprire la provenienza dei vari materiali, ma anche come sia possibile riciclarli usando una buona dose di fantasia! “Vedrete” ha detto tutta fiera di sé, “come sia facile con un po’ di pazienza, creare un giocattolo a partire da materiale di scarto, per divertirsi semplicemente rispettando l'ambiente”. E così è stato… i bambini sono riusciti a costruire una bellissima slitta di Babbo Natale, strumenti, piccole macchine e tanto altro ancora Ciao ha detto poi Galileo! , la mascotte della Sostenibilità. Il nostro pianeta ha bisogno di esperti speciali che sappiano dirci come dobbiamo comportarci affinché la terra potrà continuare a ospitarci tutti quanti! Quindi al lavoro: vi insegnerò cosa è giusto e cosa non lo è. Insieme con letture animate, giochi, attività pratiche, comprenderete l'importanza di capire bene per proteggere il pianeta terra, la vostra crescita, il vostro futuro e quello degli altri. Un giorno poi è arrivata Talete una goccia il simbolo dell’ acqua , che attraverso fiabe, esperienze pratiche e attività manuali, li ha accompa-

gnati in un appassionante viaggio per raccontarci l'importanza dell'acqua per la nostra vita e per il nostro benessere quotidiano. Ha quindi mostrato loro quale percorso compie ogni giorno e come sia possibile risparmiarla. Ci ha fatto capire come tutti ne abbiamo bisogno e poi..insieme abbiamo fatto un salto fra le nuvole! Non poteva certo mancare Archimede simbolo dell’ Energia che ha spiegato quali sono i tipi di energia…cos’è l’ effetto serra e quali conseguenze può avere sul pianeta terra. Ha spiegato anche come risparmiare l’ energia per salvaguardare l’ ambiente, nominando a turnazione come da calendario del giorno un controllore degli interruttori spenti e ha anche raccontato come è possibile produrre energia…pulita. Tutti giunti al terzo anno sono diventati espertissimi nella raccolta differenziata, hanno imparato divertendosi come si possono riciclare i rifiuti e sono esperti controllori nel risparmio di energia ed acqua, alcuni di loro hanno detto: “io dico sempre alla mamma e al babbo di chiudere l’ acqua mentre ci insaponiamo le mani” e altri anche a casa faccio il controllore della luce maestra” certo il contributo di bimbi così piccoli ci fa ben sperare in un futuro migliore… Scuola dell’ Infanzia “G.Bezzi” Sez.C


EDUCAZIONE ALLA SALUTE / EDUCAZIONE AMBIENTALE ED ENERGIA ECOSOSTENIBILE

Anche quest’anno la scuola primaria “Don Bosco” si è impegnata per sostenere l’ambiente. Come nel precedente anno scolastico i bambini delle classi III D e IV D insieme all’insegnante Barbara Tartabini, hanno creato dei cartelloni per spiegare a tutti gli altri bambini della scuola, specialmente ai piccolini delle classi prime, l’importanza del rispetto per l’ambiente. È stato essenziale anche l’aiuto degli altri insegnanti, i quali hanno spiegato ai bambini che bisogna avere a cuore il proprio territorio ed impegnarsi tutti insieme per proteggerlo dai pericoli quali l’inquinamento e l’accumulo dei rifiuti. Svolgere una corretta raccolta differenziata serve proprio a questo. In quest’ottica

i bambini hanno raccolto dei rifiuti durante la ricreazione, tipo contenitori di succhi di frutta, di yogurt, bottigliette di acqua e tè, penne usate, trucioli di matita temperata, fogli di carta usati, piatti e bicchieri di plastica ecc… Poi hanno realizzato dei cartelloni gialli, blu e marroni (per la carta) e li hanno collocati nei vari punti strategici del corridoio, dove ci sono i contenitori per la raccolta differenziata, e vi hanno incollato sopra i rifiuti “SIMBOLO”. Il giorno dopo hanno fatto capolino fuori dalla porta a ricreazione, per vedere se gli altri bambini della scuola tenevano con-

to di questi cartelli per gettare i loro rifiuti. Beh secondo le collaboratrici scolastiche ora tutti i bambini sono più attenti nel riciclare i resti delle loro merende, quindi… continuate così ragazzi!!! III D-IV D Scuola Primaria “Don Bosco”

EDUCAZIONE ALLA SALUTE / EDUCAZIONE ALIMENTARE

"LA SALUTE VIEN MANGIANDO" Il progetto nasce dalla necessità di far acquisire ai bambini di 3,4,5 anni corrette abitudini alimentari, di farli riflettere sull'alimentazione e sulle sostanze indispensabili per il nostro organismo. Ciò offre lo spunto, per far conoscere ai bambini il mondo naturale ,(attraverso l'osservazione e la registrazione dei dati in un diario), i ritmi della natura( attraverso l'allestimento e la coltivazione di un orto nel giardino della scuola) e i processi di trasformazione di alcuni alimenti ( con l'aiuto di libri e riviste e attraverso visite dirette ). Il progetto viene introdotto con l'arrivo di MARIA ROSA, una cuoca speciale, la quale scrive una lettera a tutti i bambini della "Scuola Grandi" invitandoli nell'aula Magna ad ascoltare la storia di "Carletto", un bambino capriccioso che non voleva mangiare quello che gli preparava la sua mamma, ma si nutriva solo di merendine, caramelle, patatine e cioccolata. Ma un bel giorno, Carletto piange disperato per un mal di pancia fortissimo ed anche mal di denti e sarà il dottore a fargli capire che il suo modo di mangiare è sbagliato e che, per star bene bisogna mangiare le cose sane che ci preparano le nostre mamme o le cuoche della scuola” I bambini dopo aver ascoltato la storia si sono divertiti a drammatizzare le scenette, a verbalizzarle e a colorarle in sequenza con diverse tecniche grafico pittoriche. Maria Rosa però, ci ha fatto anche un'altra sorpresa, ci ha fatto conoscere degli amici cuochi che un giorno sono arrivati nella nostra scuola e hanno deciso di rimanere con noi per aiutarci a preparare ed a assaggiare cose squisite: CUOCO VERDURINO ,CUOCO GOLOSONE, CUOCO SAPIENTE e CUOCO PASTICCIONE . Ma le sorprese non sono finite, perché i nostri amici cuochi ci hanno fatto assaggiare tante cose buone: carote e finocchi offerti dal cuoco verdurino, crostata preparata dal cuoco golosone, mele e mandarini preparati dal cuoco diligente e per finire pizza rossa pizza bianca impastata dal cuoco pasticcione.I nostri cuochi, nel corso dell'anno scolastico, aiuteranno i bambini a scoprire gli alimenti più utilizzati da loro e dalla loro famiglia, a conoscere il cibo e la sua funzione, a conoscere gli alimenti e la loro provenienza, a sperimentare la preparazione di un alimento , a seguire una procedura e a conoscere in maniera più approfondita categorie di alimenti: gruppo cereali (carboidrati), gruppo frutta-ortaggi (vitamine), gruppo carne – pesce -uova (proteine), gruppo latte e derivati (calcio). Il lavoro sarà svolto in sezione, intersezione , in gruppi omogenei oppure eterogenei a seconda delle situazioni, utilizzando lo spazio delle sezioni, del giardino e della palestra. Si è privilegiato il gioco, la vita di relazione, l'esplorazione, la ricerca. Sono state utilizzate inoltre, storie e racconti, drammatizzazioni, esperienze dirette di coltivazione, di preparazione e degustazione di alcuni alimenti (con la realizzazione di un ricettario) disegni liberi e cartelloni,foto ed oggetti di vario genere costruiti con materiale di recupero. INFANZIA" GRANDI" SEZ. A B C D

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE / EDUCAZIONE ALIMENTARE

Inerente al Progetto “LA SALUTE VIEN MANGIANDO” i bambini dell’Infanzia Grandi, nel corso dell’anno scolastico, hanno sperimentato le attività di coltivazione di un orto all’interno del giardino della scuola. Grazie alla partecipazione di un nonno davvero speciale, il terreno è stato preparato per essere seminato: zappato con la motozappa, vangato ed infine concimato. Anche i bambini con l’utilizzo di strumenti adatti a loro, come zappette e

“TANTI CUOCHI ALLA SCUOLA GRANDI “ Oggi la cuoca Mariarosa è ritornata nella nostra scuola portandoci tanti grembiulini e una busta della spesa piena di cose buone:uova, farina, olio, lievito, una busta di vaniglia e due arance profumate. -Chiede Giovanni: “Che facciamo? Cuciniamo?” -Si, risponde Mariarosa: insieme alle vostre maestre impasteremo dei biscotti profumati a forma di albero,di pupazzo di neve, di stella, che poi mangerete a casa.

rastrelli hanno tolto le erbacce, hanno frantumato le zolle di terra, e infine hanno piantato le piantine d’insalata, il prezzemolo, il rosmarino e il timo. Dice Tommaso: “Ma è difficile fare il buco con questo bastone! La terra è dura!” Più divertente, invece è stato seminare i piselli, gli spicchi di aglio, le cipolline, le fave. Dice la maestra insieme all’esperta del Riù : ”Noi facciamo il solco e voi mettete il semino!” “Ma poi prende freddo “ risponde Giovanni. La maestra lo assicura: ”E no! Perché poi dobbiamo coprirlo con la terra per farlo stare al calduccio tutto l’inverno fino a quando non spunteranno le prime foglio-

line. I bambini intanto, attendono con entusiasmo l’arrivo della primavera e sono pronti a tutte la attività che la terra richiede per piantare altre verdure, per innaffiare il terreno e per raccogliere i prodotti così da poterli assaggiare e gustare con amore. Scuola dell’ Infanzia “A. Grandi” Sez. A /B /C /D

per impastarle, un po’ di olio, la vaniglia che dà il profumo, insieme alla buccia di arancia che è ancora più profumata. “Che fatica grattugiare questa buccia !!” - Dice Federico – “Ci vuole tanta forza.” “E anche per impastare” - dice Sofia, mentre muove con le mani l’ impasto sulla tavoletta per farlo diventare liscio!! Ed ora via con le formine, premiamo forte ed eccoli tanti biscotti da mettere nel Pronti?.Via!.Tutti al lavoro!!!! forno della nostra mensa. E per finire? .cioccolata - Chiede la maestra: “secondo voi fondente per abbellirli e confezionarli in scatole tra tutti questi ingredienti, che natalizie da portare prendiamo per primo?” a casa come augu“Le uova” - risponde Tommaso rio. perché mia nonna le rompe sempre Infanzia “A. Gransubito quando fa il ciambellone!!” E di “ allora via, tanti colpi per rompere Sez. A/ B/ C/ D tutte le uova, poi la frusta per batterle, la farina che è soffice e bianca

EDUCAZIONE ALLA SALUTE / SICUREZZA /LEGALITA’

Molteplici sono state le iniziative Auguri italia… 150 anni verde, bianco e rosso organizzate nel nostro Istituto Comprensivo per festeggiare un compleanno dal Comune di Tolentino, attraverso Bosco. Infine sono stati distribuiti nei illustre: i 150 anni dell’Unità d’Italia, manifestazioni canore ed esposi- musei e nelle attività commerciali d’altronde si compiono una sola volta e sareb- zioni di lavori appositamente creati degli originali segnalibri, colorati ed be un peccato non ricordarli. Un gran fer- per questa occasione. Mercoledì 16 ognuno debitamente dedicato per un avmento ha, quindi, pervaso le aule della scuola Marzo, in Piazza della Libertà, una venimento così speciale. primaria: tutti gli alunni e i loro docenti, rappresentanza di alunni dei plessi Bezzi La serata è stata ricca di oltre alle specifiche attività didattiche svolte e Grandi, si sono esibiti in canti tra- significato e di sano ornelle rispettive classi, che riguardavano la dizionali e dialettali della cultura goglio e … come ha conoscenza di un periodo storico non più italiana. Nel contempo, all’interno scritto un alunno dietro trattato in questa fascia dì’età, hanno animato del palazzo Comunale, è stato espo- ad un segnalibro: Grazie la Notte Trico- sto un particolare tricolore realizzato Italia per tutto quello che PAGINA 8 lore organizzata da tutti gli alunni del plesso Don ci hai dato!


EDUCAZIONE ALLA SALUTE / SICUREZZA /LEGALITA’

Sabato 16 Aprile è stata inaugurata la mostra itinerante “I Carabinieri prima dell’era del computer”, organizzata dai delegati del Consiglio Intermedio di Rappresentanza Militare dell’Interregionale Carabinieri “Podgora” di Roma, patrocinata dal Comune di Tolentino – Assessorato alla Cultura e dall’ Ente Pro Loco. I responsabili hanno rivolto l’invito alle scuole richiedendo la loro partecipazione con elaborati degli alunni da esporre nelle sale di Palazzo “BezziParisani”

di Tolentino. Gli insegnanti del nostro Istituto nell’ accogliere l’ invito hanno pianificato attività specifiche riguardanti la figura del carabiniere da proporre agli alunni nell' ambito del progetto legalità. Nelle varie proposte didattiche è stato riconosciuto il diritto ad ogni bambino di esprimere liberamente la propria opinione e di effettuare approfondimenti sull' Arma dei Carabinieri in base all’ età e alla maturità. Gli alunni hanno partecipato con entusiasmo a tutte le attività e tanti sono stati i prodotti realizzati: disegni, filastrocche, riflessioni, segnalibri ecc... I visitatori intervenuti alla mostra, rimasta aperta dal 16 al 26 Aprile, hanno potuto visionare durante il percorso molti documenti storici ed oggetti del passato che testimoniano sia la vita dei militari e a quali regole erano soggetti, sia come fossero vissuti dalla cittadinanza i momenti

più significativi della nostra storia. In un'apposita sala sono stati apprezzati gli elaborati degli alunni delle Scuole Primarie “Don Bosco” e “Grandi” e della Scuola dell’ Infanzia “G. Bezzi” Sez. C e D del nostro Istituto. Questo importante appuntamento ha dato il via ad una serie di esposizioni che avranno luogo in altre importanti città d’Italia e si concluderanno nel dicembre 2011. All’ inaugurazione erano presenti autorità militari, civili e religiose, la nostra dirigente prof.ssa Lauretta Corridoni e alcuni dei piccoli artisti in rappresentanza delle classi/sezioni che hanno realizzato i seguenti capolavori. La Redazione

I BAMBINI HANNO INVENTATO UNA STORIA IN RIMA C’ ERA UNA VOLTA UN BAMBINO DI NOME PEPPINO, CARINO, MA ASSAI BIRICHINO. CARABINIERE VOLEVA DIVENTARE, MA LA SUA MAMMA MAI STAVA AD ASCOLTARE. GIOCAVA, SALTAVA E POI SI ARRAMPICAVA E CON I SUOI AMICI SPESSO LITIGAVA. “PEPPINO, PEPPINO,” DICEVA LA MAMMA … “CARABINIERE DA GRANDE TU VUOI DIVENTARE, MA I TUOI AMICI ALLORA LASCIALI STARE, NON PUOI CON LORO SEMPRE LITIGARE. A GUARDIE E LADRI SI POTETE GIOCARE, MA NON PUOI SEMPRE TU COMANDARE, SEMPRE LA GUARDIA TU VUOI FARE, MA I TUOI AMICI ATTENTO SI POSSONO STANCARE … UNA VOLTA CIA-

SCUNO TU SAI BENE NON FA MALE A NESSUNO, LASCIA CHE A VOLTE SIANO ANCHE LORO A DECIDERE A CHE GIOCO GIOCARE E QUALE RUOLO INTERPRETARE”. “NO” DICE PEPPINO “IL CARABINIERE SONO IO E SE LUCA IL LADRO NON VUOL FARE DA SUO PADRE LO FACCIO SGRIDARE”. MA

LA SUA MAMMA AVEVA RAGIONE, UNA MATTINA SUCCESSE UNA RIVOLUZIONE … CORSE DI FUORI PER POTER GIOCARE, MA I SUOI AMICI NON C’ ERANO PIÙ E LUI RIMASE CON IL NASO ALL’ INSÙ. COSÌ TRISTE E DISPERATO CORSE A PERDIFIATO A CERCARE I SUOI AMICI PER GIOCARE INSIEME FELICI. CHIEDER SCUSA A TUTTI QUANTI E CONDIVIDERE GIOCHI ASSAI TANTI. LA LEZIONE AVEVA IMPARATO, UN BRAVO BAMBINO È DIVENTATO COSÌ DA GRANDE IL SUO SOGNO HA REALIZZATO E NELL’ ARMA DEI CARABINIERI SI È ARRUOLATO. INFANZIA “G. BEZZI” SEZ. C E D

NASCITA: l’arma fu creata nel 1814 da Vittorio Emanuele SOPRANNOME. : La “Benemerita” COLORI: blu, nero e rosso FESTA: si festeggia il 5 giugno MOTTO: “ Nei secoli fedele” PROTETTRICE: Virgo fidelis NOME: Carabiniere deriva da carabina, arma in dotazione dal 1814 PREGHIERA: è un’invocazione alla “Vergine fedele” di protezione e di aiuto Scuola Primaria “Grandi”

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EDUCAZIONE ALLA SALUTE / SICUREZZA /LEGALITA’

Un bel giorno ai giardini ho incontrato dei bambini spaventati e terrorizzati: dai Carabinieri erano stati fermati. -Cosa fate bricconcelli! Non scavalcate quei cancelli, non dite parolacce , non fate le linguacce! Giocate a nascondino, è un gioco più carino… Guardate quelle ragazzine , sono veramente carine ! Se ci sapete fare, i vostri cuori faranno tremare ! I bambini all’improvviso cambiano l’espressione del viso. -Forse avete ragione, con un po’ di convinzione, riusciremo a cambiare direzione. E’ vero ,è più bello corteggiare e amare , la violenza lasciamola allontanare. Tutti dicono che fate paura, ma avervi incontrato è stata una bella avventura! Grazie di cuore, non vi dimenticheremo, forse in una barzelletta vi metteremo!-

Stella stellina, il Carabiniere si avvicina. Il cuore traballa, la multa è nella palla la palla con la paura fa la fifa a dismisura. Stella stellina , la vita è birichina, se ti sai comportare, le multe potrai evitare. Stella stellina, il Carabiniere è una sicurezza, se il bravo farai, quando lo incontrerai sorriderai! (classe III B Primaria Grandi )

LU RISORGIMENTU DALLA PARTE DE LI MARCHIGIANI (tra storia e stornelli) Quest’anno, oltre a tutto quello che c’è da fa ‘sse maestre, che altro non c’ha da pensà, s’è misse sulla testa che anche lu Risorgimentu ce tocca de ‘mparà. -“Fiore de zucca, statemo tantu vè a casa nostra, li preti se rtroava dietro a ogni porta; ma da che parte se dicia che li Carbonà sulle montagne s’era stufati de penà”. C’ha rimpito la testa co li nomi delle vie: Mazzini, Cavour, Garibaldi, Pellico, Mameli, tanto che babbo e mamma ha pensato: “Voli vedè che li vole fa diventà pustì? Non se po’ mai sapè, co’ l’aria che tira qui.” -“Fiore de lino, ce simo visti persi, mo’ che facimo? Tra suppliche e preghiere ce sarvirimo. Ma li pulintù e li tirrù insistentemente s’è fatti avanti e non c’è bono niente!” A lu re piemontese Vittò (dittu lu Baffò) l’idea de conquista che pizzittu de terra in più non glie dispiacia (ma troppi nemici se facia). Per fortuna mannò avanti lu Conte Camillo che, tra ‘mpicci e ‘mbrogli, trovò chi glie dacia retta e se convinse che, PAGINA 10

tutto sommato, de terra se ne putia piglià ‘na bella fetta. -“Fior de credenza, arte li patrioti per l’indipendenza; Milano in cinque giorni perse la pazienza. E’ morti tutti in nome della libertà e l’Austria è rtornata a commannà”. Mazzini era colto e intelligente ma, siccu com’era, più che scrive e parlà non putia fa. Per proseguire nella disperata impresa con un gran combattente occurria un’intesa. Cuscì Garibaldi con mille volontari salpò e in quattro e quattr’otto l’Italia Meridionale conquistò. -“Fior de lillà, de Garibaldi l’ha saputo pure li pecorà che quelle terre riccu lu putia fa diventà. Invece con la testa piena de idee de unità a Teano tutto a li Piemontesi s’è missu a regalà”. Li Francesi, che avia vistu che c’era da guadagnà, de schierasse con gli Italiani non se fece pregà. Adesso che avia pel’Austria rsu non c’era più da scherzà: dall’Italia se duvia ritirà. La Lombardia ormai c’era e l’Italia era quasi tutta intera. -“Fior de minetra, ‘stu 17 marzu, mittimocelo in testa, che loro è morti per aver tutta l’Italia in festa. Ha rinunciato a tutto, anche alla vita per la

libertà e noi, riconoscenti, li duvimo ringrazià”. Ce paria una storiella come tante e invece… come ha detto il nostro Presidente: “Buon compleanno Italia. Auguri al nostro paese, a tutti gli italiani e le italiane, di ogni età, di ogni condizione sociale e di ogni idea politica .Oggi festeggiamo il meglio della nostra storia. Il compleanno del paese è come per la vita di ogni persona: le cose possono essergli andate bene o male, ma festeggia sempre il meglio. Abbiamo passato momenti brutti, ci sono stati errori, pagine drammatiche. Ma abbiamo fatto cose grandi e importanti. Grazie all’unità, siamo diventati un paese moderno, se restavamo divisi, come nel 1860, in sette stati, senza libertà, sotto lo straniero, saremmo stati spazzati via dalla storia. Ne abbiamo passate tante. Affronteremo anche le prove che ci aspettano. Ognuno certo con le proprie idee, discutendo e battagliando, sempre ricordando però che ciascuno è parte di qualcosa di più grande: la nostra nazione, la nostra patria, la nostra Italia. E se saremo uniti, sapremo superare tutte le difficoltà che ci attendono”. CLASSI 4^C E 5^C SCUOLA PRIMARIA DON BOSCO


EDUCAZIONE ALLA SALUTE / GIOCO SPORT

Per l’Anno Scolastico 2010/2011 il Collegio dei Docenti ha approvato, come ormai da molti anni, il progetto GiocoSport. Questo progetto, iniziato nell’anno 1998/99, si è evoluto nel corso del tempo variando in base all’evolversi delle necessità di alunni, famiglie e docenti, cercando di rendere completa e valida l’offerta dell’Istituto rispetto all’attività sportiva. Il Progetto si sviluppa con orari diversi in più mesi dell’anno, con la rotazione delle attività e degli orari, per classi aperte, con flessibilità di orario per gli insegnanti e prevede la pratica di più discipline sportive nel corso dei cinque anni di scuola. Le attività hanno la finalità di contribuire ad una crescita armonica della persona, di formare una cultura sportiva e di facilitare l’orientamento nella pratica

dello sport. Infatti gli sport praticati, l’attività motoria di base e il minivolley per tutte le classi, il nuoto e il judo per le classi IV e V, tendono a favorire negli alunni la conoscenza di sé e l’interesse verso lo sport come attività sana e importante per la formazione psico-fisica dell’individuo. Questa iniziativa costituisce quindi un importante strumento di crescita per i ragazzi, anche dal punto di vista dell’autonomia personale. Da ottobre a febbraio, grazie al supporto dell’Associazione Lube - Futura Volley, tutte le classi di Scuola Primaria hanno svolto l’attività motoria con un esperto provvisto di diploma ISEF o Laurea in Scienze Motorie. A partire dal 22 febbraio le classi III hanno iniziato a praticare un’attività più specifica di minivolley per due ore a settimana, mentre le classi IV e V, ogni martedì, per otto giornate, si reca-

no all’impianto della Piscina Comunale dove prendono le lezioni di nuoto e judo offerte rispettivamente dall’ A.S. Nuoto Tolentino e Tatami Club Tolentino. Questa fase del progetto si concluderà poco prima delle vacanze di Pasqua, quando riprenderanno le normali lezioni di attività motoria presso i vari plessi scolastici. Tutte le classi festeggeranno un anno di sport insieme durante una grande manifestazione finale a cura dell’ Associazione Lube - Futura Volley, presso lo Stadio della Vittoria. Nel progetto d’Istituto sono coinvolti anche i più piccini, i bimbi della Scuola dell’Infanzia, seguiti da esperti forniti dal Coni, e i ragazzi della Scuola Secondaria di Primo Grado, per i quali l’offerta viene ampliata con lezioni di danza moderna e potenziamento muscolare dinamico tenute dall’Insegnante Alba Tiberi. (laureata presso l’Accademia di Roma), in orario extrascolastico. La referente Ins. Cristina Gobbi

Anche quest’anno, come ormai da molti anni, tutti gli alunni dei plessi dell’Istituto Don Bosco che frequentano la Scuola Primaria, possono partecipare all’iniziativa “Gioco-sport” che è un progetto molto apprezzato della nostra Scuola. Fino a poche settimane fa, si faceva una semplice ora di attività motoria con l’esperto. Ora, mentre i bambini delle classi I e II continuano e le classi III hanno raddoppiato le ore con l’esperto, le classi IV e V possono scegliere fra due alternative: nuoto o Judo, presso la Piscina Comunale. Questa proposta punta a far diventare i bambini più autonomi e più responsabili, oltre che a far capire loro l’importanza dello sport. Il referente del progetto Cristina Gobbi ha detto: - Penso che questo progetto sia un’offerta unica (infatti pochissimi Istituti lo propongono), e che sia importante per i ragazzi che imparano a sapersi organizzare e a gestire le proprie cose praticando attività divertenti e formative -.Ringraziata la referente siamo andati prima dai bambini che praticano il nuoto e poi da quelli del Judo. - Il nuoto è uno sport bellissimo! Mi piace perché si fanno i tuffi e anche perché a volte si nuota a stile rana - ci ha detto un alunno della IV del Bezzi. Un’ alunna del Judo ci ha invece detto: - Mi piace molto Judo. Mi piace fare le capriole e le altre mosse. Mi piace anche il Judoji ( la casacca che indossiamo) che è leggero e anche carino!- Ma ci siamo fatti anche raccontare come si svolge la giornata; ci hanno detto: - Noi del Bezzi, insieme ad una classe del Grandi e ad una del Don Bosco, alle 8,40 partiamo con il pullman per andare alla Piscina Comunale. Verso le 8,50 arriviamo, poi ci cambiamo e iniziamo la lezione. Alle 9,50 la lezione finisce. Chi fa nuoto, una volta uscito dall’acqua, deve fare la doccia e asciugarsi in fretta, prendere tutte le sue cose senza lasciare niente. Poi risaliamo sul pullman e alle 10,30 siamo di nuovo a scuola -. Alcuni bambini ci hanno chiesto di ringraziare tutte le maestre: - Per loro è molto impegnativo e noi le apprezziamo per la disponibilità -. Finite le interviste possiamo concludere che alla maggior parte degli alunni questo progetto è piaciuto perche è un’offerta unica che permette di fare sport gratis e insieme agli amici.

EVVIVA LO SPORT!! Matteo Falcioni, Luca Uguccioni, Sara Paoloni, Frosina Sako Classe V A - Scuola Primaria G. Bezzi

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PAROLA AI DOCENTI

Con te abbiamo condiviso un pezzo della nostra storia. Ci ritroviamo ora, raccontandoci negli sguardi, un po' delle nostre avventure: momenti lieti e gioiosi, situazioni difficili e dolorose, chiacchierate spontanee a volte spassose , altre intense e piene di noi... Mai è mancata una tua parola d'amore, di comprensione, di solidarietà e, perché no, di conforto! Certo, lascerai in noi quel sentimento di genuina bontà e di dedizione verso il lavoro e il prossimo, che hai amato tantissimo nei colleghi e nei bambini che ti sono stati affidati. Mancherà a noi tutti la tua solare disponibilità, la tua competenza nella professione docente e nel ruolo che, con mol-

ta sollecitudine e preparazione, hai svolto per molti anni come referente per la sicurezza. Stai pur certa, cara Anna, che quando suonerà la sirena, per la prova di evacuazione, i nostri pensieri voleranno a te!!! Adesso viene il bello! Una seconda giovinezza e tanto tempo libero. La tua pensione non sia un traguardo, ma la linea magica di un orizzonte dove poter rallentare per raccogliere i sogni di una vita... “Una storia è come una conchiglia. Se l'appoggi all'orecchio ti racconta l'oceano. Una storia è piena di echi. Risuona a lungo. Una storia è un battito di cuore. Un messaggio della vita”.

Il tempo della tua pensione sia il tempo della tua nuova storia, una storia colma di serenità e di tenerezza. Nel rappresentare il pensiero di tutti quelli che hanno avuto il piacere di conoscerti e di collaborare con te, ti esprimiamo il nostro affetto e la nostra amicizia e ti auguriamo un sereno futuro. I colleghi tutti e il personale della Scuola Primaria “A. Grandi”

“Era l’ inizio …” Scendevano lacrime salate ed eravamo sempre attaccati alle nostre maestre. Pian piano ci siamo lasciati,iniziando a giocare, poi a sorridere e poi ancora a giocare e sorridere. Dopo,le lacrime sono diventate dolci come zucchero che si scioglie al calore del sole nei nostri cuori. Scuola dell'infanzia “G. Bezzi “sezione B “I bruchetti” PAROLA AI RAGAZZI

mo perché uno dei tre c omba t t i menti era stato vinto da me. Feci i salti di gioia e dopo un po’ venne l’ora del secondo. Questo era molto tosto! Io ero ancora cintura bianca e la mia avversaria invece era cintura gialla!!!

L’anno scorso ho partecipato ad una gara di Judo nella città di Osimo. Quando entrai nel palazzetto dello sport mi diressi nello spogliatoio ed ero molto emozionata per il grande evento! Poi andai nel tappeto da combattimento e iniziai la gara. Era la prima che avevo PAGINA 12 fatto ma era andata benissi-

Non vinsi ma c’era ancora un combattimento che potevo vincere! Ecco, era giunto il momento di combattere per l’ultima volta e questa era alla pari: bianca VS bianca!!! Feci la prima mossa, ero sicura di me, andò bene e vinsi un’altra volta. Ero emozionata ma avevo creduto in me.

In classifica arrivai seconda grazie alla mia fiducia, essa mi aveva accompagnata per tutta la gara!!! Ero proprio brava! Classe III

Primaria “G. Bezzi”


PAROLA AI RAGAZZI

Egregio Signor Presidente, sono una ragazza afgana e vengo da Kabul, la capitale. Non appartenevo ad una famiglia benestante, ma anche se modesta, abbastanza agiata rispetto ad altre. Mio padre era un operaio in una fabbrica e mia madre una tessitrice, la quale vendeva i suoi prodotti al mercato. I miei genitori avevano sempre desiderato dei figli, così ho cinque fratelli più piccoli di me. Insomma, la mia vita non era certo ai livelli delle ragazze europee o americane, ma tutto sommato non mi potevo lamentare. Ma poi…..è arrivata. È arrivata quella bestia assetata di sangue e di potere: la guerra. Ha distrutto la mia città, la mia casa, ha stroncato la mia famiglia e ha rovinato le coscienze delle persone intorno a me. Kabul è sempre stata una città attiva, caotica, movimentata. Dopo i primi attentati le strade erano deserte, i negozi chiusi… Di conseguenza si è fermata anche l’economia del Paese. Ogni giorno che passava il cibo scarseggiava e l’acqua, bene prezioso quanto raro, mancava anche per più di un giorno. La guerra ha distrutto la mia casa servendosi di una bomba, mentre tutti noi eravamo fortunatamente in moschea. I miei genitori sono caduti lentamente in depressione. Essendo la primogenita, ho dovuto occuparmi io dei miei fratellini, quasi prendendo il ruolo di mia madre. Il giorno in cui i miei genitori sono morti avevo undici anni. Quando mi hanno detto che la moschea era esplosa, uccidendo tutta la gente, senza neanche un superstite, io non ho provato dolore, né altre particolari sensazioni, come se fosse stato prevedibile: la guerra indurisce l’animo delle persone. Signor Presidente, è stata molto, molto, molto dura. È stata dura sopportare i bombardamenti mostrandomi forte per i miei fratelli, è stata dura fare digiuno per giorni e giorni; è stata dura vedere morire tutti i miei fratelli uno ad uno, inevitabilmente e, infine, restare sola. Il peggio della guerra, secondo me, non è poi il danno materiale, ma quello morale. Quando si passa per strada non si trova nessun sorriso, nessuno sguardo. Sarei anche stata disposta a raccogliere insulti, purché qualcuno mi avesse parlato. E’ stato un incubo, da cui fortunatamente mi sono momentaneamente risvegliata. Sono riuscita ad emigrare, con un gruppo di persone, in Francia. Non dico certo che la vita qui sia tutta rosa e fiori, ma tutto è meglio della guerra, anche il carcere. Credo che abbia ben compreso il motivo della mia lettera: implorare i più potenti a fare il possibile per fermare la guerra perché, se è un fatto scioccante per gli adulti, come può non esserlo per bambini come me, costretti a crescere in fretta? La prego, la prego! Faccia qualcosa per fermare la guerra o almeno ci provi, con tutte le sue forze!. Grazie dell’attenzione che ha saputo prestarmi! La imploro di non lasciare nulla di intentato sulla strada della pace! Benedetta Bigotto, III C Scuola Secondaria di I° grado “D. Alighieri”

I genitori della classe IV della Scuola Bezzi hanno ricevuto una lettera… E’ arrivato il postino e ha detto: Noi alunni della classe IV con la maestra Tiziana abbiamo imparato a scrivere una lettera, così insieme abbiamo deciso di inviare gli auguri di Natale ai nostri genitori per posta. “Caro papà e cara mamma, vi scrivo questa lettera per dirvi che…” Non abbiamo avuto difficoltà nello scrivere una lettera perché le parole ci sono venute dal profondo del cuore e questo è stato bellissimo perché non sempre si ha il coraggio di esprimere ciò che si prova con i nostri genitori, ma così è stato molto più semplice. La maestra ci ha accompagnati prima a comprare il francobollo, poi all’ ufficio postale, dove una signora ci ha accolto e spiegato il percorso che fanno le lettere imbucate: prima esse vengono inviate ad Ancona, per essere “smistate”e poi mandate a destinazione.

Le lettere si possono imbucare nelle cassette postali, messe fuori dagli uffici e per le vie della città, oppure consegnarle all’interno agli impiegati. Noi bambini abbiamo scelto di lasciarle direttamente all’ufficio postale così partivano subito per il capoluogo.

La lettera è arrivata a casa e i nostri genitori si sono accorti che era scritta da noi. Eh sì, è stata proprio una sorpresa stupenda e una toccante lettera d’affetto! I nostri genitori, commossi ci hanno abbracciato e ringraziato, felici di aver letto parole meravigliose e noi ringraziamo la nostra maestra che ci ha fatto fare questa esperienza

indimenticabile.

Lavoro di gruppo CLASSE IV Bezzi

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PAROLA AI RAGAZZI

Egregio Signor Presidente, da molti anni io e la mia famiglia viviamo a Bassora, una città irachena situata nella parte meridionale del Paese, in pessime condizioni. Infatti, nella nostra città, la guerra ha provocato grandi devastazioni, tanto che la gente esce dalle case con il timore di essere dilaniata dalle mine antiuomo o uccise dagli attacchi aerei. Nel nostro Paese non vi è un giorno durante il quale non sia possibile sentire il rumore delle esplosioni. Tutte le persone cercano di non ascoltarlo e di far finta di nulla, ma in realtà sono molto angosciate per ciò che accade. La maggior parte delle case sono state distrutte, la polvere travolge le strade e ovunque vi sono soldati stesi a terra. Qui regnano soltanto la miseria e la disperazione e neanche di notte si riesce a star tranquilli, poiché il maggior numero di scontri si verifica proprio durante le ore notturne. Nel nostro Paese, alla maggior parte delle persone manca cibo e in particolare acqua, tanto che ogni settimana la mia famiglia è costretta ad andarsi a rifornire da un colto uomo di affari proveniente dall’Occidente, il quale ci sostiene anche economicamente. Non tutti, però, hanno una fortuna come la nostra e spesso mi domando come facciano gli altri a sopravvivere. Per non parlare poi delle condizioni igieniche! Nelle nostre case non mancano parassiti ed insetti molto fastidiosi e, non disponendo di molta acqua, non ci possiamo neanche lavare. Alcune famiglie irachene molto numerose possiedono delle case poco arredate e molto piccole! Insomma, le nostre condizioni sono davvero pessime e non vi è altra soluzione, se non quella di porre fine alla guerra. Infatti, tutto ciò che accade non può risolvere conflitti e controversie, contribuisce invece a peggiorare la situazione. Si potrebbe cercare di trovarne una soluzione semplicemente con trattative diplomatiche. Non riesco a capire perché sia così necessario ricorrere all’uso della violenza quando invece si può evitare di farlo. Inoltre, come può l’uomo uccidere i propri simili per i suoi interressi? Come può non capire che in questo modo porterà soltanto povertà e distruzione? Queste domande mi tormentano da molto tempo, ma non sono mai riuscita a dar loro una risposta. Credo infatti che coloro che decidono di prendere parte agli scontri siano degli uomini che non possono e non riescono a capire le persone che soffrono per questo! Dunque penso che la soluzione migliore sia quella di rivolgermi a lei, la sola ed unica persona che può sicuramente cercar di risolvere questo grande problema che devasta l’umanità da secoli. A me dispiace doverla disturbare, ma ritengo che sia davvero necessario porre fine a tutto ciò! La ringrazio molto per la sua disponibilità. Cordiali saluti Samanta Corsetti III C Scuola Secondaria primo grado”Dante Alighieri” Egregio Presidente dell’ Onu, mi chiamo Abdul e sono un ragazzino afghano di appena 14 anni. Penso sappia già che il nostro paese è ormai in guerra da moltissimi anni. Proprio l’altro giorno c’è stato un attentato a Kabul. Centinaia di famiglie hanno pianto morti o feriti gravi. Anche il mio miglior amico della mia stessa età è morto lì, era andato a soccorrere i feriti, ma una mina antiuomo, evidentemente ancora inesplosa, lo ha scaraventato a venti metri da suo fratello, il quale stava ricevendo il suo soccorso. Ho saputo solo ieri del suo decesso. Mi sono fiondato subito sul luogo dell’attentato senza neanche pensare a cosa mi sarebbe potuto succedere. Fra i numerosi corpi freddi e immobili e in quell’ immenso spargimento di sangue, ho riconosciuto il corpo di Ahmed. Se ne stava disteso con gli occhi ancora spalancati. Ho urlato, ho pianto, ho cercato di smuovere il corpo. Poi, piangendo, l’ho sollevato e l’ho caricato sulle mie spalle. Sarebbe stato bruciato se lo avessi lasciato lì e non era ciò che volevo venisse fatto alla persona con cui ero cresciuto. E’ stato Ahmed ad insegnarmi a scrivere. E’ solo merito suo se sto scrivendo questa lettera. Forse è solo per lui che lo sto facendo. La gente pensa che per noi tutto ciò sia un abitudine, ci siamo nati nella guerra e ormai non ci sorprendiamo più di niente. Non è così! Anche noi abbiamo un cuore e non vogliamo che quest’ inferno sia la nostra normalità! Non ho più una famiglia. Mia madre è morta quando ci è stata bombardata la casa, io e i miei fratelli abbiamo cercato il suo corpo tra le macerie ma non ne abbiamo trovato traccia. Mio padre è partito per il fronte: non abbiamo più ricevuto sue notizie. I miei fratelli minori dicono che è ancora vivo e che presto la guerra cesserà e papà tornerà a casa. Per me non è così e so che quasi sicuramente questa lettera finirà nel camino di qualche signorotto ma, forse, se la sto scrivendo è perché c’è ancora un filo di speranza in me. Non ho più niente! Tutto ciò che ho lo indosso in questo momento e sono un paio di panni stracciati. Prego ogni giorno Dio di morire e gli chiedo che cosa ho fatto di male per meritare tutto ciò. L’unica cosa che mi rincuora sono i miei fratelli, ma l’angoscia di doverli perdere regna su di me. Li vedo pian piano ammalarsi sempre di più. I loro fisici gracili non hanno saputo resistere alle tante epidemie che affliggono il nostro Paese. Vivo ogni giorno con la paura di svegliarmi e di vedere i loro corpi freddi, immobili nella loro stuoia. Non abbiamo cibo né acqua, devo rubare per poter portare ai miei fratelli un pezzo di pane o una mela. Dicono che combattiamo in nome di Dio, ma non credo che ciò sia quello che Dio vuole da noi. Mi appello a voi come ultima speranza. Spero di essere già morto per quando la guerra cesserà, se ci sarà mai tale giorno. Non so e non voglio immaginarmi la mia vita dopo questo inferno. Mi hanno portato via tutto e spero solo che porteranno via anche me. Chiedo solo aiuto per quelle poche famiglie che sono riuscite a rimanere unite. Salvatele! La guerra non porta niente di buono. La guerra porta distruzione, ecco cosa porta la guerra , toglie la voglia di vivere alle persone e a ragazzini come me. La guerra porta solo odio. Non siate indifferenti! PAGINA 14 Abbiate pietà! Miryam Bianchini, IIIC Scuola Secondaria di primo grado D.Alighieri


PAROLA AI RAGAZZI

E’ mattino, Riccardo si alza per andare a scuola, sbadiglia e mentre beve il latte si addormenta: Z … Z … Zzzzz …. E per fortuna, come sempre, arriva la mamma. Lui deve sprecare il latte e arrivare tardi a scuola! Il mio padroncino Riccardo ha i capelli color castano chiaro e li pettina sempre all’insù con il gel. Sopra il suo nasino a ciliegina vi sono molte lentiggini. Le sua labbra sono piene di pellicine perché fa i capricci e non vuole mettersi il burro di cacao, dice che è da femmine, anche se da femmine è il rossetto, tutt’altra cosa. E’ un bambino meraviglioso: è alto, i suoi occhi sono azzurri, ricoperti da una montatura di occhiali sottile e metallizzata. E’ fantastico! Suona la batteria, fa basket, nuota come un pesce; che padrone posso desiderare ?! Una volta, quando

stavamo andando via da un hotel a cinque stelle mi ha lasciato solo-soletto tra le lenzuola del lettone! Per fortuna, quando scendevamo dall’ascensore si sono ricordati di avermi lasciato solo nel letto! Anche se è un padrone smemorino, capriccioso, coccolone e imbranato è …UN PADRONE UNICO!!! Classe III Scuola Primaria “G. Bezzi”

La posta elettronica è conosciuta come e-mail, cioè un messaggio fatto di testo con eventualmente degli allegati. Per inviare la posta elettronica dobbiamo conoscere l’indirizzo e-mail dell’altra persona. E’semplicissimo,basta scrivere ciò che dobbiamo comunicare,mettere l’indirizzo del destinatario e con un semplice “click” inviare il messaggio. Dall’altra parte il destinatario può sapere chi è il mittente del messaggio e quando è stato spedito,data e ora. L’e-mail è molto simile alla posta tradizionale, uno dei suoi vantaggi è il costo che non varia a seconda di dove debba essere inviato: basta soltanto avere un collegamento a internet! Un altro vantaggio del nuovo modo di comunicare è che la mail è molto più rapida della posta tradizionale:quando si invia un messaggio, in pochi minuti il destinatario lo riceve e la stessa copia può essere inviata a più destinatari digitando diversi indirizzi. Con la posta tradizionale è più complicato perché bisogna fare più copie della lettera e sostenere delle spese per ognuna di esse. Un altro vantaggio della mail è il suo essere ecologica: quando si usa la posta tradizionale si ha bisogno di carta; con la posta elettronica non si usa la carta e nel caso desiderassimo archiviare le mail, possiamo usare le cartelle, facendo delle copie, con un risparmio di carta e dunque, in pratica, anche di alberi. Utilizzando l’e-mail non dobbiamo preoccuparci che il destinatario abbia ricevuto il nostro messaggio, il computer ci avvisa direttamente; è il PC ad avvisarci in tempo reale se è arrivato un messaggio senza bisogno di andare a controllare nella cassetta della posta. La posta elettronica ha sostituito alla grande la tradizionale! Eppure qualche pregio la posta tradizionale ce l’ha ancora secondo me: il documento su carta è maggiormente visibile e la sua lettura è molto più piacevole, specialmente se ben scritto; inoltre sono dell’idea che la posta tradizionale sia più romantica da usare, anche fra noi ragazzi del XXI esimo secolo! Lucia Passeri, II D Scuola Secondaria I° grado “D.Alighieri”

Tu sei per me… protettiva come la chioccia con i suoi pulcini, lucente come il mare sotto il tramonto, delicata come una farfalla in volo, soffice come le nuvole, preziosa come un diamante, dolce come una ciliegia matura, coraggiosa come una leonessa, splendente come la stella più luminosa del firmamento, forte come una tigre, sicura come una casa accogliente, intelligente come uno scienziato,

bella come la luna che si riflette nel mare, buona come l’angelo custode, premurosa come una mamma, profumata come un fiore di primavera, calma come il mare in un giorno di quiete, speciale come la vita! Tu sei stata per noi una maestra eccezionale. Grazie per averci insegnato a volare, a sognare e a non arrenderci mai ; grazie per esserci stata vicino nei momenti difficili! Sarai sempre nei nostri cuori e non ti dimenticheremo mai! Con grande affetto, i tuoi alunni. Classe seconda sez A Scuola Primaria “A. Grandi” PAGINA 15


PAROLA AI RAGAZZI

Londra, ore 8,30 del mattino, alla scuola St James, per la precisione nella classe seconda J, si viene a sapere della scomparsa di due block notes e una trasformazione da blocco a quadernino. La professoressa, Catherine, credette che le due alunne senza block lo avessero dimenticato a casa e che l'altro alunno, un po' distratto, non l'avesse ascoltata quando all'inizio dell'anno disse :"Solo block notes e nessun altro ciaffo strano". Quando i tre alunni tornarono a casa non trovarono più i blocchi! In camera? Nulla; in bagno? Solo acqua e sapone; forse sotto il letto? Macché, solo chewingum masticate, indurite e tarlate;cercarono anche nel freezer ma senza risultati tranne qualche lasagna e minestroni surgelati. Sembrava quasi che un mostro li avesse mangiati, ma forse non era un mostro. Ore 10, 20 del mattino successivo, nella classe seconda D si controllano i compiti assegnati dalla prof. Catherine, sembrava di essere in chiesa a fare le confessioni al parroco-professoressa, piuttosto infuriata, visto che alla solita conta "one two three", sei persone dissero solo "one two ". Altri due block notes scomparsi e uno rimpiazzato da un quadernino. Cominciarono i sospetti: il bullo "grizly", la gelosa e orripilante "Tu sai chi", il cervellone soprannominato "cervellone" o l'esperto in copiologia "Mr quatre" che scrisse il libro "copià vè" che ha venduto milioni di copie in libreria o, come la chiamerebbe lui, 'u libbrrà. Esaminai gli zaini dei sospettati, ma senza risultati! I block notes non c' erano; esaminai allora i banchi durante la ricreazione ma non trovai nulla tranne uno strano foglio sotto il banco di "mr quatre" con susscritto: BINGO BLOKK PUFF. Era indecifrabile in assenza di indizi ! Sembrava quasi il gioco del mimo, ma con la differenza che se sbagli sul gioco dei mimi perdi, ma, se sul gioco di BINGO BLOK PUFF non ti ritrovi il block notes, prendi quattro. Ma la cosa che più mi stupì fu che il giorno dopo, mr quatre, non ebbe il block notes nello zaino (che solitamente non lascia a casa perchè gli serve per distrarsi durante l’ora di francese). Il biglietto non poteva essere suo ma doveva venire da fuori, ma da chi? Rimanevano "grizly"," tu sai chi" e "il cervellone". Erano immacolati, non avevo uno straccio di prova per incrastarli tranne un indizio insignificante firmato" grizly" sul giornale che diceva: BLKK 3X3 A VLT PUFF QDRN CST 33.22 . Ancora più indecifrabile. Giovedì primo dicembre ore 10.20, si arriva alla cifra di sei block notes scomparsi e tre tramutati in quadernini: i sospetti si fanno più grandi: si allargano anche al serenissimo "re del blous" sempre rilassato, a differenza degli altri tesi e insicuri; il suo punto debole era che sorrideva sempre, sembrava quasi un emoticons:). Andai dal "re del blues" a chiedere perché sorrideva e con i denti stretti mi disse che era colpa del nuovo apparecchio. Un sospetto in meno. Il giorno dopo a scuola cercai sotto il banco di "tu sai chi"e trovai un quadernino. Molto probabilmente si trattava del medesimo furto; nel quadernino trovai una lettera indirizzata a "il cervellone" e c' era su scritto:-..._ / .../_ _ _/.../ .._/ _ _./ ..._ _STOP .._ _/ _ _ _/ .._ _./STOP. Era alfabeto morse, e io, conoscendolo, non ebbi difficoltà a tradurlo: MANCANO SOLO 3 ALUNNI. I tre alunni di cui parlava la lettera erano: io, "Baby english" e l' ultimo ma non ultimo "messere diablo on 124 cm". I soprannomi sono un pò strani ma il primo è semplicemente un pronome, il secondo era l' ultimo della stirpe di 74 professori e il terzo era una specie di diavoletto pressurizzato. Esplorai il banco del cervellone e, a parte tavole pitagoriche e divine commedie, c' erano solo un foglio con scrittura quasi latinesca che diceva: scripta volant, pergamena remanet: per una volta google traduttore e una lattina di chinotto servirono a uno scopo giusto e non terroristico; la frase diceva:"Gli scritti volano e i fogli rimangono". La cosa si complica. Ore 16.30 dello stesso giorno, andai a scuola a cercare nuovi indizi e li trovai. Di solito le chewingum non lampeggiano e di solito non sono masticate e attaccate sotto il banco da "baby english". Era una microcamera con un rullino all'interno, ero arrivato prima del cercatore di messaggi segreti e la sua faccia mi stupì molto! Dissi subito:"Che ci fai tu qui?" , lui mi prese a rincorrere sino a quando non feci un gesto disperato: saltai dal secondo piano schiantandomi a terra ad una velocità di 30 km orari; miracolato, non mi feci neanche una frattura mentre invece il mio inseguitore preferì le scale antincendio che gli crollarono sotto i piedi. Quando toccò terra non so se la sua anima sentì qualcosa , ma il suo corpo sentì bene il ferro che lo trapassò da parte a parte. Il resto carneo di "cervellone" giaceva immobile con una mano sul petto, dagli occhi e dal naso colava del sangue misto a catrame dal colore nerastro con striature violacee. Cominciai a correre con il filmino nel taschino destro della giacca. Dopo circa cinque minuti, vidi a terra uno zeus (petardo potente) acceso, mi scansai rotolando sulla schiena. Vidi un luccichio lontano, sembrava quasi carta vetrata scivolare su una superficie differente; mi guardai intorno e vidi una pietra sulla destra del mio piede, che presi subito e gli lanciai addosso colpendolo sulla nuca. Lo riconobbi: era "grizly": senza cure mediche era spacciato! Era un complotto, tutti contro di me e io solo al mondo. Gli unici vivi dei sospettati erano: "baby english"e "tu sai chi".Potrei anche uscirne vivo;il giorno dopo , durante francese, ricevetti un messaggio che mi avvertiva di comprarmi la lapide, la cosa più strana era che quella mattina i sospettati erano assenti per lutto , entrambi erano morti quella sera con una differenza di un' ora . Quel pomeriggio dimenticai un libro a scuola e vidi la professoressa Catherine che trafugava da sotto i banchi i block notes e fu in quel momento che capii che tutti i sospettati in realtà tentavano di avvertire la scuola dei furti commessi da Catherine: la professoressa ladra. SAMUELE PAZZELLI II D PAGINA 16 Scuola Secondaria di 1° grado “D. Alighieri”


PAROLA AI RAGAZZI

Eccomi qui,davanti alla stazione di polizia a riferire ai poliziotti i colpevoli di quel “tragico”furto commesso il 20 febbraio 2011 alla scuola Alessandro Manzoni......Ma cominciamo dall'inizio. Mi chiamo Sherlock. P. o per gli amici “l'investigatore”, perché ogni persona sospettata di un furto, riesco sempre a trovarla in poco tempo. E per un altro motivo:entro in classe con un berretto verde e una pipa in bocca (ovviamente finta), proprio come Sherlock Holmes . 20 febbraio ore 8.30.La campanella suona e tutti dentro a fare 5 ore stressanti di scuola. Mi sono dimenticato di dire che a scuola non ho proprio voti belli ma in qualche materia, come “intelligenza investigativa”, ho 10 e per il resto,tutti 5 e 6. E’ iniziata l'ora di religione e tutti sono attenti alla lavagna,o perlomeno quasi tutti, anzi, nessuno. Eravamo abbastanza distratti quando, alla porta, bussa qualcuno. Diciamo: “Avanti!” e un omaccione alto e muscoloso entra. Lo saluto e gli chiedo se per oggi avesse in mente di prendere qualche altro 4. Era T.M.M.N.C (tutto muscoli ma niente cervello):questo era il soprannome che gli avevo dato. Poi entra anche “il tosto”che con fare spavaldo e con il suo solito modo di entrare in ritardo fa impazzire la prof. che lo fa uscire dall'aula. 20 febbraio ore 9.15. Entra la prof di italiano(l'Alighieri)e un minuto dopo, quando dice di aprire il libro di grammatica, si spengono le luci e subito un urlo. Si riaccendono le luci e si scopre la prof senza testa. Poco dopo, fatta l’autopsia, dentro il corpo della prof. di italiano viene rinvenuto un oggetto strano, una pallina, di quelle che si mettono come portachiavi negli astucci. La “secchiona” disse che era la stessa che stava nel suo astuccio che era scomparso. 20 febbraio ore 10.15.Entra la prof di matematica, minacciosa come se sapesse di un pericolo incombente. Si chiudono le luci e si sente anche stavolta un urlo. Si riaccendono le luci e si trova anche la prof di matematica uccisa alla stessa maniera della prof. di italiano e dentro di essa si trova un lembo di astuccio della “secchiona”. Ero esterrefatto. Io,l'investigatore,avevo di fronte tre enigmi,tre misteri e,forse,tre colpevoli. Dovevo fare di tutto per risolverli.-Inizia il mistero-dissi. 21 febbraio. Non avevo una pista,niente di niente. Per una volta non avevo nessuna speranza. Ad un certo punto vidi una figura scura che si allontanava velocemente. Cercai di raggiungerlo inutilmente ma riuscii solo a vedere un omaccione grosso che aveva lasciato per terra un coltellino insanguinato dove c'era scritto:uccidere prof di italiano. In quel momento ragionai. Il furto coinvolgeva solo la mia classe e cercai disperatamente una persona grossa. Allora pensai che fosse T.M.M.N.C la persona grossa. Il mistero si era fatto sempre più intrigante. Il giorno dopo arrivai in classe e incolpai T.M.M.N.C per l' omicidio fatto alla prof di italiano. Allora lui fece un salto per sfuggirmi ma, con le sue doti atletiche, non aveva previsto di cadere fuori dalla finestra. Con le sue abilità si salvò e io,che avevo 10 in mira, presi il mio coltellino con sopra le iniziali del mio nome e cognome e lo lanciai a T.M.M.N.C in modo che lo trafiggesse su due lati,”da testa a testa”. Allora scesi le scale per vedere se era un manichino, ma non lo era. Per curiosità vidi dentro la sua testa e dentro c'erano due cervelli. Uno grandissimo dove c'era scritto”tutto sul calcio”;l'altro minuscolo dove c'era scritto”materie scolastiche”. Mi misi un attimo a ridere ma dopo ricominciai le indagini. Un mistero era risolto, ne rimanevano altri due. Il giorno dopo, prima di entrare a scuola,vidi il tosto correre con lo stesso coltellino di T.M.M.N.C e lo interrogai. Mi disse che era di suo padre e che voleva farlo vedere a tutta la classe. Ma io non ci credetti e ispezionai quel coltellino. In quest'ultimo c'era scritto:uccidere prof di matematica. In quel momento capii tutto. T.M.M.N.C e il tosto erano d'accordo di uccidere le due prof,a loro più antipatiche. Ma non mi resi conto che ormai il tosto era lontano, ma per me non era un problema perché non era veloce come T.M.M.N.C e quindi riuscii a raggiungerlo. Visto che era l'unico colpevole sopravvissuto e visto che era l'unica persona che poteva confessare,gli misi le manette e andai dalla Dirigente a fargli confessare tutto. Per punizione lo obbligò a fare il doppio delle ore di tutti gli altri:da 5 a 10! Poi andai, naturalmente, anche dalla polizia perché erano state uccise delle persone. Ma rimaneva ancora un mistero:dove poteva essere l'astuccio della secchiona?. Ispezionai tutta la scuola ma niente. Allora mi venne in mente che,dentro le prof,erano stati trovati dei pezzi di astuccio. I due colpevoli avevano lasciato dei segnali: mi decisi a rovistare tra le loro cose in classe ed ecco che magicamente l’ astuccio saltò fuori! La secchiona mi ringraziò e per qualche giorno divenni l'eroe della mia classe e della scuola e tutti si congratularono. Questa è la fine della storia: questo piano era diabolico e allo stesso tempo strategicamente ideato: ho dovuto fare di tutto per trovare un misero astuccio, ma tutto si è risolto bene alla fine …. o quasi … povere prof.!!!!!! RICCARDO PAGLIARI II D Scuola Secondaria di 1° grado “ D. Alighieri”

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ORIENTANDOCI

P i c c o l e m at r i c o l e i n v i s i t a a l P l e s s o D o n B o s c o

Gli insegnanti e gli alunni di quinta nell’'ultima settimana di gennaio e la prima di febbraio, hanno accolto i bambini dell'ultimo anno dell’infanzia dei plessi Grandi, Bezzi e della Scuola d’Infanzia Pie Venerine. Sono state loro proposte varie attività: ogni bambino dell’infanzia è stato affiancato da un alunno della classe quinta che lo ha aiutato nel riconoscere alcuni pagliacci con diverse caratteristiche, spiegate in rima e scritte sotto ogni figura. Una volta riconosciuti i clown dovevano essere colorati secondo quelle indicazioni. Tutti i disegni messi insieme hanno formato un libricino che è stato donato ai piccoli ospiti come

ricordo di una divertente attività. Poi i bambini hanno visitato la scuola, ritrovando anche vecchi compagni e hanno terminato la loro giornata in Aula Magna,dove i “grandi” hanno cantato loro l'Inno della scuola Don Bosco ( base Waka Waka, parole modificate). Queste attività e il canto finale sono piaciute tantissimo ai giovani ospiti e anche la vicinanza con i più grandi è stato per loro motivo di stimolo e confronto. Inno Plesso “Don Bosco “ ( base musicale Waka Waka) TUTTI A SCUOLA Tutti a scuola ( 4 volte) La scuola Don Bosco Io la conosco

È divertente, alleni la mente Allegramente. Incontri gli amici Che ridon felici Quante emozioni e soddisfazioni Nelle lezioni. Eccoci qui … si parte Nessuno stia … in disparte Tutti pronti all’appello Stare insieme che bello Grandi e piccoli tutti qua Viva la scuola ! Vieni vieni dai e e Al Don Bosco e e Tante cose imparerai E ti divertirai !

Scuola Aper ta al Plesso Don Bosco Il 26 gennaio è stata organizzata l’attività di “scuola aperta”: le insegnanti del plesso hanno accolto, in orario pomeridiano i bambini che il prossimo anno scolastico dovranno frequentare la classe prima e i loro genitori . All’interno del plesso sono stati allestiti dei laboratori didattici dove i bambini, intrattenuti mentre i genitori visitavano la scuola, potevano partecipare alle diverse attività che normalmente si svolgono all’interno delle classi durante l'anno. Variamente diversificati sono stati i laboratori che hanno animato il pomeriggio di “scuola aperta”: - laboratorio di inglese attraverso l’utilizzo della L.I.M., i bambini si sono divertiti ad interagire con semplici

giochi in lingua inglese , per poi colorare la bandiera inglese che hanno portato a casa; - laboratorio scientifico i bambini si sono molto divertiti ad osservare con il microscopio l'interno di un fiore e lo scheletro di un moscerino. Molto stupore ha provocato l’ esperimento con una bottiglietta d'acqua , dove all’interno si è aggiunta una bustina di idrolitica. A loro era stata presentata come polvere magica, che una volta mescolate facevano tanto gas da gonfiare un palloncino che poi ogni bambino ha portato a casa. - laboratorio espressivo - manipolativo in cui ogni bambino ha creato simpatiche mascherine prestampate dove

Il progetto “Il castello incantato di Babbo Natale” è una iniziativa dedicata a grandi e bambini, una grande kermesse espositiva di attività creative con l’utilizzo di materiali riciclati con l’intento di riprodurre in parte il clima natalizio, in particolare la dimora di Santa Claus. L’esposizione di tutti i lavori è avvenuta all’interno del castello della Rancia di Tolentino, dove è stato adibito uno spazio riservato agli elaborati presentati dalle Scuole entro il 28 Novembre 2010. Essendo la prima edizione di questo progetto, le docenti e i bambini della Scuola dell’Infanzia “G.Bezzi” in particolare le sezione dei 5 anni le “Tartarughe” e gli “Orsetti” insieme alle docenti e ai bambini dell’ultimo anno della Scuola Primaria “G.Bezzi”, hanno deciso di partecipare collaborando insiePAGINA 18 me per realizza-

ha incollato la pasta secca. Anche in questo laboratorio l’oggetto è stato donato al suo creatore. - laboratorio motorio sono stati proposti facili percorsi singoli e a coppie, esercizi di coordinamento,vari tipi di corsa, tiri a canestro... Tutte queste attività sono piaciute molto a tutti i bambini e anche ai genitori che hanno espresso molta soddisfazione e hanno fatto molte domande sull'organizzazione scolastica, sugli orari e sul numero degli alunni per classe.

re un plastico con materiale riciclato. Questa collaborazione fa parte di un progetto di continuità tra le classi dei bambini di 5 anni della Scuola dell’Infanzia e i bambini dell’ultimo anno della Scuola Primaria; questo progetto si estende per tutto l’arco dell’anno scolastico e ha lo scopo di far conoscere ai bambini della Scuola dell’Infanzia sia gli ambienti, sia le docenti che avranno nella Scuola Primaria. Noi bambini della sezione delle Tartarughe e la sezione degli Orsetti, non ci abbiamo pensato due volte a partecipare e con entusiasmo ci siamo messi alla ricerca del materiale di riciclaggio, abbiamo raccolto scatole di carta, bicchieri di plastica, vasetti dello yogurt ecc e raccolto tutto il necessario, siamo andati a trovare i bambini grandi ed insieme alle insegnanti abbiamo deciso di costruire: “un villaggio natalizio”,: “chi voleva mettere un albero, chi una casa, chi il castello insomma ognuno diceva la sua”. Poi in un secondo incontro

noi bambini piccoli con i bambini grandi, abbiamo realizzato il plastico: “c’era chi dipingeva, chi colorava, chi incollava, tutti eravamo impegnati grandi e piccoli”, “che spasso!!”. Ci siamo divertiti molto, perché i più grandi aiutavano noi piccoli che ci lasciavamo coinvolgere con entusiasmo, abbiamo tutti collaborato costruendo case, colorando alberi, mescolando i colori con i pennelli, dipingendo il castello, il fiume, ecc, “eravamo tutti impiastricciati con la colla, i colori”, “mamma mia!”, “ma alla fine il risultato era molto bello, un villaggio veramente natalizio. C’era anche babbo Natale con la slitta”. Siamo stati molto contenti di conoscere i bambini grandi e soprattutto la maestra Cristina che sarà la nostra futura insegnante, abbiamo visto la nostra nuova scuola e le classi dove saremo il prossimo anno, è stata un’esperienza molto coinvolgente anche perché eravamo molto curiosi di vedere presto il nostro villaggio completato. Sc. dell’ Infanzia “G. Bezzi” Sez. C/D


ORIENTANDOCI

La tartaruga Uga della sezione C racconta: “Ah!!!... Finalmente sono tornata a scuola, i bambini mi hanno fatto una gran festa non appena mi hanno vista, ho ritrovato tutti i miei compagni dell’anno scorso e anche bambini nuovi piccoli, piccoli… le maestre ci stavano aspettando a braccia aperte con un grosso sorriso. Siamo andati tutti in giardino, sia i grandi che i piccoli, ad un tratto mi giro e affacciata alla finestra: -“ Toh!.. Guarda chi è tornata, anche lei…FATA SMEMORINA, con il suo bel vestito bianco e celeste, i capelli lunghi e biondi e un cappellino in testa, proprio grazioso! Ci saluta tutta contenta, scende in giardino e ci invita a fare, tutti insieme, un grande girotondo al suono di una bella canzone dal titolo “Girotondo dell’amicizia”. Noi, tutti contenti abbiamo girato mano nella mano. Nella canzone c’è una frase molto bella che dice:

CIAO, CIAO BENVENUTI ! In questo anno scolastico, una simpatica mano appesa nella porta di ogni sezione, ha accolto i bambini dell’ Infanzia Grandi, come se volesse dire ad ognuno di loro “Ciao, ciao, benvenuto a scuola". I bambini, poi in classe hanno trovato tante mani (una per ogni bambino) da ritagliare e completare con gli occhi, il naso, la bocca e un bastoncino che permetteva di tenerla e muoverla , insieme a due simpatiche canzoni intitolate ‘Caramella” e “Girotondo dell’ amicizia da ascoltare e memorizzare”. Nei giorni seguenti tante attività e giochi da fare insieme a tutti i bambini della scuola in palestra oppure in giardino : girotondi, gioco della campana con i cerchi colorati e bambini

”Quanti amici ho trovato facendo un girotondo e chissà se tutti insieme cambieremo un po’ il mondo!” –“Forte, sono proprio belle queste parole! Speriamo davvero di riuscirci,! Mah si! Certo, con il nostro amore ce la faremo sicuramente!!!”. Poi ci siamo messi seduti, è arrivata la maestra Loredana che con la sua chitarra ha suonato tante canzoni e noi abbiamo cantato tutti in coro, “Uaoh! Ci siamo proprio divertiti un sacco!”. E non è mica finita li! Nei giorni successivi sono stati organizzati per tutti noi tanti giochi, non solo in giardino con le bolle di sapone, farina acqua e sale per poter impastare la pasta di sale, ma anche in palestra con tanti tantissimi percorsi motori, nel salone e in laboratorio con le attività di pittura e lo spettacolo dei burattini con “I tre porcellini”… “E’ proprio bello ritornare a scuola, ritrovare i vecchi amici, cantare, giocare, colorare e imparare tante cose, a casa non ci sono tutte queste cose, è proprio vero a scuola non ci si annoia mai!” Scuola dell’ Infanzia “G. Bezzi” Sez. A/B/C e D

divisi in gruppi di 3, 4 e 5 anni, in palestra gioco delle scatoline per i bambini di 3 anni. Per i bambini di 4 e 5 anni, invece, gioco con i cerchi colorati corrispondenti ognuno ad un animale da imitare: cerchio rosso al gatto, cerchio verde al canguro e giallo al cavallo al galoppo. Molto divertente è stato il gioco “Tiro al bersaglio” con un simpatico pagliaccio di legno, con la bocca aperta e una lampadina sul naso che si accendeva ogni volta che un bambino centrava la pallina dentro la bocca ed ancora il gioco in palestra "il gatto e il topo". A questo aspetto ludico - giocoso, le insegnanti hanno predisposto anche rappresentazioni grafiche da completare, disegnare o colorare con diverse tecniche graficopittoriche. Anche in questo hanno scolastico non potevano mancare le regole da imparare per i bambini piccoli, o semplicemente da ricordare per i bambini più

grandi. Infatti, i bambini di 4 e 5 anni sono saliti nel palco del teatrino della nostra scuola e si sono divertiti a fare diverse scenette sulle azioni giuste e sbagliate che ogni bambino può fare durante la giornata scolastica. Tutti gli altri, invece, hanno fatto gli spettatori, e con due palette in mano (rossa per l’azione sbagliata e verde per l’ azione giusta) hanno espresso la loro opinione alzando, di volta in volta, la paletta adeguata. In sezione, poi, ha fatto seguito la rielaborazione verbale, la discussione e la coloritura delle scenette rappresentate in teatrino. Tante risate e tanto divertimento per creare e predisporre un ambiente accogliente, gioioso e giocoso per tutti i nostri bambini . Tutti i bambini Sc. Infanzia “A.Grandi”

Stage alla “D. Alighieri” DIVERSI E’ BELLO! - Ludovica - Il giorno 26 Gennaio 2011, ci siamo recati presso la scuola Secondaria di I Grado “Dante Alighieri”. Appena arrivati ci ha accolto un professore che ci ha fatto visitare la scuola. Il mio gruppo si è recato subito in biblioteca, dove la prof. Prosdocimi ci ha spiegato che siamo tutti diversi e che dobbiamo accettare noi stessi e gli altri così come siamo. Ho intervistato Vittoria: “Ti è piaciuta la lezione della prof. Prosdocimi?”.“Penso che sia stata una lezione interessante. Anch’io credo che la diversità non conta, anzi, la diversità che c’è tra di noi è positiva!”. ALLA SCOPERTA DELLA SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO - Valerio - A metà del mese di gennaio ci siamo recati presso la scuola “D. Alighieri” per partecipare agli stage organizzati dai professori. Appena arrivati abbiamo sentito i ragazzi delle medie stavano suonando diversi strumenti musicali. C’erano chitarre, un basso, un pianoforte, diversi flauti traversi, lo xilofono ed addirittura il triangolo: gli strumenti sembravano volerci dire che tutti sono importanti. I ragazzi delle medie hanno suonato veramente molto bene i numerosi brani nei quali si sono esibiti. Noi non ci siamo annoiati per nulla, anzi, siamo rimasti colpiti dalla serietà con cui lavorano ma anche dalla gioia che trasmettono con la musica, soprattutto nei brani più orecchiabili. TUTTI A CERAMICA - Francesca - Martedì 26 gennaio ci siamo recati presso la scuola “Dante Alighieri”. per partecipare agli stage, ciò ci ha permesso di avere un’idea sulla futura esperienza scolastica. Il laboratorio di ceramica è stato molto divertente, lì abbiamo realizzato degli oggettini molto graziosi, aiutati dalla professoressa Giorgetti, laureata in arte e molto appassionata a questa disciplina. L’esperienza è stata positiva per tutti e tutti sono tornati a scuola soddisfatti. PAGINA 19

Le classi V della scuola Grandi alla scoperta della scuola Secondaria di primo grado


ORIENTANDOCI

I bambini delle classi prima A e B della Scuola Primaria Grandi iniziano il loro nuovo percorso sulla scia del mar! Un po’ spaventati, ma con tanta emozione nel cuore, il 16 settembre i piccoli alunni, hanno fatto il loro ingresso nella nuova realtà scolastica. Al loro arrivo sono stati calorosamente accolti dalle insegnanti che hanno fatto vivere loro momenti piacevoli, avviandoli nel mondo di Ondino e dei suoi amici, con una fantastica storia sul mare e i suoi sorprendenti abitanti. Gli alunni si sono poi cimentati nella realizzazione di un pesciolino tridimensionale, da portare a casa come ricordo del loro primo giorno di scuola. Dopo aver vissuto momenti di gioco e di socializzazione in classe, i bambini sono scesi nel salone della scuola e, salutati con entusiasmo dagli altri alunni del plesso, si sono timidamente presentati ai loro nuovi “ colleghi”. Al suono della campanella d’uscita, ancora un po’ storditi per la lunga giornata e carichi di entusiasmo e soddisfazione, si sono gettati con gioia tra le braccia dei loro genitori, ansiosi di raccontare la loro nuova esperienza. Classi I A e B

Quest’anno, alla scuola Primaria Grandi, ci hanno accolto due simpatiche mascotte: Lampo e Dina! In loro compagnia la scuola è iniziata in un clima di festa e di entusiasmo… Con loro, di sicuro, a scuola sarà tutto più semplice perché ci aiuteranno, con le loro “ splendide” lampadine, ad accendere la “luce” in matematica, in grammatica e in tutto ciò che ci richiede maggior attenzione… e sapete una cosa?? Vi vogliamo presentare con tutti gli onori queste piccole amiche, dedicando loro una bella filastrocca!!

FILASTROCCA “Lampo e Dina” Presentiamo a tutti voi Lampo e Dina i nostri eroi: rappresentano la scuola, quindi noi in una parola. Son due buffe lampadine Con gli occhietti, le manine, bocca, naso, gambe tese, su ogni porta sono appese. Ogni “idea” stanno a indicare, il pensare, il ragionare, ogni tipo di lavoro che è prezioso più dell’oro. Lampo e Dina, i nostri amici, che ci guardano felici, ci ricordano ogni istante,

che la scuola è sì importante che laddove non esiste ogni bimbo cresce … triste.

BIBLIODOC /PROGETTO LETTURA / CINEFORUM

ROBERTO VESPASIANI E LE SUE CANZONI Ieri sono andata con la maestra Michela e con i miei amici di classe all’Aula Magna della scuola “Don Bosco” per incontrare Roberto V es pasi ani, un auto-

re di filastrocche e di canzoni. Roberto è calvo e ha pochi capelli bianchi ai lati del capo, non è molto alto. Ieri indossava dei pantaloni con le bretelle e una camicia bianca. Quando siamo entrati ci siamo seduti sulle poltrone. Poco dopo è iniziato lo spettacolo e lui ha cominciato a cantare, ma prima ci ha presentato i suoi strumenti: le chitarre si chiamavano Carolina e Dozzina, il suo tamburello Katuba (con una b e mezza, come ci ha spiegato Roberto ), infine c’era la fisarmonica a bocca.

Le canzoni che mi sono piaciute di più sono “Io ciò un amico” perché parlava degli amici e “Abbecedario” che elencava le lettere dell’alfabeto. Mi sono divertita un mondo perché abbiamo ascoltato delle storie divertenti, abbiamo cantato e ballato, ma soprattutto perché abbiamo incontrato un autore davvero simpatico! ELISABETTA SABIE MICHEL CLASSE II A SCUOLA PRIMARIA BEZZI

INCONTRO CON IL “RIMAIOLO” VESPASIANI Il 12 Aprile, nel teatrino della scuola dell’infanzia Grandi, i bambini dell’ultimo anno dell’Infanzia e le due classi prime della Primaria del plesso Grandi hanno incontrato l’autore Vespasiani. Il “Rimaiolo”, così l’autore ama definirsi, ha calamitato l’attenzione dei bambini con uno spettacolo coinvolgente ricco di poesia e di musica. Accompagnato dalla chitarra “Carolina”, da tamburi, armonica e sonagli ha interpretato molte delle sue filastrocche e, con immensa felicità dei bambini della scuola dell’infanzia, ha presentato le due filastrocche scelte dai bambini di cinque anni e da lui musicate: “Le due brioche” e “ Strani modi di mangiare". Infine tutti i bambini hanno salutato con affetto il gradito ospite interpretando due delle sue canzoni: “Ma quell’albero siamo noi” (scuola infanzia) e “Nella città di NonsodoPAGINA 20 ve” (scuola primaria). VERAMENTE BELLO! Scuola dell’infanzia e scuola primaria Grandi


BIBLIODOC /PROGETTO LETTURA / CINEFORUM

Uno dei principali progetti a cui il nostro Istituto partecipa è il “Progetto Lettura”, quest’anno intitolato “Fratelli d’Italia.” Questo titolo, particolarmente patriottico, è stato scelto per celebrare i 150 anni dell’Unità d’Italia. Tutte le classi hanno partecipato attivamente ed hanno “conosciuto l’Italia” nei suoi diversi aspetti: le fiabe italiane sono state l’argomento trattato dalle classi prime, le seconde si sono dilettate tra ricette e spe-

cialità regionali, il Carnevale e le maschere italiane è stato il tema approfondito dalle terze, le classi quarte e la VC hanno conosciuto l’Italia attraverso i principali monumenti e la classe VD ha messo in scena la parodia dei “Promessi Sposi”. La manifestazione finale ha avuto luogo nel cortile del nostro Istituto, attraverso canti e poesie abbiamo trascorso una giornata che, non solo ha mostrato ai genitori

Se potessi vivere in un libro, mi piacerebbe tanto poterlo fare in “Harry Potter e la pietra filosofale” di J.K. Rowling, un libro per ragazzi ambientato in un mondo fantastico, Howords, dove ragazzi della mia età venivano invitati, in quanto figli di maghi e perciò ereditari di speciali poteri magici. Vorrei tanto rappresentare il protagonista Harry, che è stato investito dalla nascita di eccezionali facoltà in principio a lui non del tutto note. La vita di ogni giorno sarebbe per me una fantastica avventura ricca di insidie, si, ma sarei sempre sicuro di poter trovare dentro di me la forza di cavarmela contro il nemico: “Voldemort” e le sue malefatte. La scuola sarebbe per me l’occasione quotidiana di imparare nuove pozioni, di cimentarmi con incantesimi antichi usando la bacchetta magica, di allenarmi a cavalcare la mia scopa magica: la fenomenale “Nimbus 2000” nuova

tutto il lavoro svolto, ma ha promosso anche valori di unità e condivisione. Familiari e bambini hanno potuto ammirare la mostra allestita nei locali della Scuola: cartelloni, fotografie, libriccini, disegni e quant’altro, il tutto ad incorniciare la grande manifestazione e allo scopo di rendere tangibile l’impegno profuso in questi mesi nel realizzare quanto appreso circa il tema della costituzione dell’Italia unita. Scuola Primaria Don Bosco

fiammante! Sarebbe fantastico gareggiare con Draco Malfoy, la persona che più odio ad Howords, in una gara all’ultimo boccino d’oro di Quiddich, sport correntemente praticato alla scuola dei maghi dagli alunni. Il Quiddich consiste nell’afferrare una palla d’oro volante a cavallo della scopa magica, sport nel quale io ho scoperto di essere ineguagliabile! Certo le difficoltà sarebbero tante: trols, serpenti giganti, cani a tre teste, tuttavia sarà fantastico poter contare sull’inossidabile amicizia di Hermione e Ron: i miei compagni di avventure di sempre. Infine, vorrei tanto mettermi alla prova per ritrovare la mia stanza dove poter riposare dopo una durissima giornata, passando attraverso le scale mobili che si divertono a cambiare forma continuamente per

mettere in difficoltà chi le calpesta. Desidererei tanto avere un cellulare per poter comunicare con i miei cari cha abitano a Tolentino, tuttavia dovrei abituarmi a comunicare con loro attraverso le “strillettere”: delle lettere simili a quelle degli umani, ma caratterizzate da messaggi vocali registrati da chi scrive. Sarebbe veramente fantastico, no? Ma a pensarci bene, bé, forse è meglio la mia vita da studente all’Istituto Don Bosco di Tolentino! Riccardo Scattolini II D scuola media “ D. Alighieri”

Il racconto di cui vi voglio parlare si intitola “Il leone” ed è dell'autore Horacio Quiroga. Questo racconto è ambientato in una città costituita dal deserto. Una città dove tutti vivevano felici, dove tutto funzionava in modo perfetto e l'uomo godeva al massimo di ogni progresso. Nel deserto vivevano i leoni e si sa che sono animali feroci. Vicino alla città i leoni correvano, saltavano uccidevano e rimanevano vittima di altri leoni. Passavano accanto alla città con viso altero, quasi per sfidare gli uomini. Loro erano i padroni del deserto e gli uomini non erano mai riusciti a dominarli. Un giorno, però, un uomo ebbe un'idea. Propose di conquistare i leoni non con la forza o la durezza, ma con altri mezzi. Decisero così di dare un leone, il capo, come marito alla principessa di quella città, la più bella di tutte le donne. Questa idea venne accettata subito anche perché le donne erano considerate delle semidivinità capaci di ottenere qualsiasi cosa. La principessa viene, così, chiusa in una torre nel deserto e tutte le sere si affacciava alla finestra, piangendo. Tutti i leoni passavano senza fermarsi, mentre il giovane leone era attratto da quel pianto e da quella fanciulla. Alla fine quel leone che aveva resistito a tante violenze degli uomini, cadde in questa trappola costruita dietro all'amore e alla bellezza. I due si sposarono ed il leone scoprì le agiatezze della vita degli uomini. Bagni caldi, pranzi e cene appetitose. Addirittura l'uomo lo convinse a limarsi le unghie e i denti. Divenne così vecchio e così la vecchiaia, la sua natura originaria, si fece sentire si accorse di essere stato proprio sconfitto. Seppe che la moglie era incinta e questo lo fece disperare ancora di più, perché pensava che i suoi figli sarebbero stati uomini. Invece, i suoi figli erano due bei leoncini. Leoni come lui e che fece scappare nel deserto non appena ebbero la capacità di andare da soli. Questo racconto mi ha molto affascinato soprattutto perché attraverso tanta fantasia ci arriva un messaggio vero e importante: che l'uomo ha dei limiti grandi, che non può dominare sulla vita, sulla natura e sul destino di ognuno. Giulia Passacantando II D scuola media D. Alighieri PAGINA 21


BIBLIODOC /PROGETTO LETTURA / CINEFORUM

Un incontro con Maretti CONOSCERE A SCUOLA LA LETTERATURA Storie classiche raccontate a noi bambini Il giorno 8 Febbraio, io e la mia classe, accompagnati dalla maestra Sonia, siamo andati presso la scuola “D. Alighieri” per incontrare una persona molto speciale: il narratore Maretti. Il nostro scopo era quello di fare un’interessante esperienza e di ascoltare storie nuove. All’inizio ci ha parlato di libri e ci ha letto l’episodio del “Tamburino sardo”, tratto dal libro “Cuore”di Edmondo De Amicis. Poi ci ha raccontato un capitolo del libro “Tom Sawyer” e dell’amicizia tra Tom e Bekey. La

narrazione è stata veramente simpatica e divertente:erano compagni di banco e lei piaceva a lui. Un giorno Tom decise di attirare la sua attenzione e scrisse qualcosa sul quaderno; Bakey curiosa sbirciò. Sul quaderno c’era scritto TI AMO e i due diventarono tutti rossi dalla vergogna! In un secondo Tom si sentì l’orecchio afferrato dal professore che lo stava fissando da diverso tempo. E’ stato interessante! Subito dopo Maretti ci ha parlato di lui: da piccolo

amava leggere e da grande voleva raccontare storie ed è quello che tutt’ora fa per lavoro. Ho intervistato un mio compagno di classe e mi ha detto che l’esperienza gli è piaciuta: le storie erano belle ma era bello anche il modo di raccontarle. Finita la narrazione, abbiamo salutato i nostri amici che erano presenti, ma che frequentano altre scuole, e siamo tornati in classe. Classe V A Scuola Primaria Grandi

L’ANGOLO DELL’ARTISTA / POESIE

Cammino tutti i giorni Lungo la solita strada grigia Chiedendomi se troverò mai la felicità. Sarà un sorriso? Sarà un amico? Questo non lo so. Cerco da sempre qualcuno, Qualcuno che mi porti via, Via da questo dolore Facendomi conoscere l’amore. In una notte nera Sono diventata orfana, Da quel giorno sono entrata nella

Un sogno non ancora definito. Un momento nel tempo, perso. Una candela che si spegne E aspetta di essere di nuovo accesa. O forse un fiore, che un bambino raccoglie … Per alcuni ti sei persa in un mondo buio e sei dimenticata ormai … Per altri, adesso, sei un sole e con la tua luce risvegli il desiderio di vivere ancora! Sei un potePAGINA 22 re speciale

solitudine. Non sento più emozione, Non sento più dolore. Dentro il mio petto è rimasto poco, di un cuore. Ogni giorno che passa Mi spengo un po’ di più. Sento di essere un fantasma: Nessuno mi vede. Nessuno mi sente. Nessuno sa chi sono io. Una mattina, appena alzata, C’era qualcuno vicino a me, L’ho riconosciuto: era mia madre!

Ho sentito nascere qualcosa in fondo all’anima, Forse il sentimento dell’amore? Finalmente sul mio viso è comparso un sorriso, Ho realizzato un mio sogno. Nella mia vita è tornato il sereno, Finalmente qualcuno sa chi sono! Anche se questo fosse l’ultimo giorno Sento nuovamente la felicità dentro di me. ZEKA MEGI Classe I D Scuola Secondaria di I° grado “D. Alighieri” Referente: Prof.ssa Fabiana Moroni

ti rendi conto che è stata bella. Di tutto questo potrei ancora scrivere e parlare … che tutti noi abbiamo. Ma voi sapete Sbaglio? cos’è la vita, secondo voi? Sei mai stata così? Un tuono forte che toglie il respiro. Forse sei un’altra cosa Una nuvola di cotone, che protegge e nascono molte altre ancora … Una farfalla … che se la stringi forte, muore de la verità. Oh vita, come ma se la lasci andare … allora, muore. puoi entrare, Uno sbaglio si può rimediare tanto grande, tu però vita non puoi ritornare. in un’anima Oh vita che te ne vai! piccola come la Sei come l’infanzia: mia? quando la vivi non MAMALIGA DANIELA Classe I D sembra un Scuola Secondaria di I° grado “D. Alighieri” gran che Referente: Prof.ssa Fabiana Moroni Ma quando stai per I° classificata “Concorso di poesia” a bba n doAssociazione “La Guglia” di Agugliano narla


L’ANGOLO DELL’ARTISTA / POESIE

Sono arrivate le rondini Le rondini volano garrule nel cielo sfumato di azzurro come il mare luminoso. Le rondini si rincorrono felici nel cielo limpido e blu, sembrano piccoli puntini neri. Le rondini sfrecciano veloci nel cielo profumato di rose, sembrano saette giocose. Le rondini sono allegre come bambini che ridono. I colori della primavera La primavera è piena di colori: è gialla come un pulcino, è azzurra come il cielo, è bianca come una margherita, è rossa come una rosa, è verde come un prato. La primavera è piena di colori. Primavera è arrivata Primavera è arrivata tutta allegra e spensierata. La primavera è colorata come una fata che si è svegliata Nel giardino in primavera è tutta verde la bandiera. La bandiera è anche bianca e rossa come una nuvola dal vento mossa. Nel mio giardino ci son tanti fiori: viole viola, viole bianche e a colori. Il lucido sole picchia forte forte sulle rose sbocciate nella corte.

È festa La primavera è festa di cuori rallegrata da tanti colori,

sono i colori della felicità: azzurro e verde brillante a volontà. La primavera profuma di viole Che si nascondono dal sole, è il sole chiaro del mattino che illumina il giardino. La primavera e l’arcobaleno La primavera è colorata come l’arcobaleno nell’aria asciugata. La primavera è rossa al tramonto come un enorme fuoco rotondo. Il sole fa balzi e capriole illuminando il mare di viole. La fata turchina si è svegliata e nel cielo blu si è tuffata. È festa La primavera è festa di cuori rallegrata da tanti colori, sono i colori della felicità: azzurro e verde brillante a volontà. La primavera profuma di viole Che si nascondono dal sole, è il sole chiaro del mattino che illumina il giardino. Fiorita di primavera La primavera è verde come il prato del giardino, è rossa come le rose del cespuglio, è bianca come le nuvole nel cielo azzurro.

Ecco la primavera La primavera profuma l’aria come un mazzo di fiori, illumina il mattino come un raggio di sole, fa fiorire i prati come le stelle nel cielo, porta la gioia come il sorriso di un bambino, regala la serenità come il cuore di un amico, ricorda la Pasqua con la colomba e l’ulivo. I fiori di primavera Quando allegri i fiori sbocciano, quando i denti di leone fioriscono, quando le margherite imbiancano il prato, quando i meli profumano il vento, quando le uova son di tutti i colori, quando Pasqua risuona nei cuori, quando l’aria è piena di festa, quando d’amore è piena la testa, quando la musica si sente di sera, è primavera! (Raccolta di piccoli componimenti poetici) Classe terza sez. A. Scuola Primaria “Grandi”

Primavera è … Primavera è un campo fiorito.

IL CAVALLO Ti ho sognato alla prime luci dell’alba, immobile sulla spiaggia guardavi l’oceano infinito. Mi hai sentito, ti sei voltato e nei tuoi occhi ho visto le verdi praterie, le acque del torrente in piena, le vette delle montagne, la sabbia del deserto, il fragore della battaglia. Di scatto, con passo elegante, lungo la riva del mare veloce, libero come l’aria, vento che non si può catturare né mettere in gabbia, hai rincorso le onde del mare.

Nessuno ha mai provato ad immaginare che brutta figura potrebbe fare un principe azzurro che salva la sua bella , baldanzoso, a cavallo di un’ asinella.

Primavera è un prato abbellito. Primavera è un uovo colorato. Primavera è un fiore profumato. Primavera è un’allegra festa. Primavera è una musica in testa. Primavera è il cielo col sole. Primavera è un ciuffo di viole.

Pensate a Zorro che, abbandonato il suo destriero , fugga a bordo di un monopattino nero . Mentre il prode cavaliere si lancia in duello , cavalcando un pigro cammello . Certamente Napoleone non avrebbe fatto il gradasso , seduto in groppa ad un piccolo tasso . Gran condottiero Alessandro Magno , senza Bucefalo non riusciva neanche ad andare in bagno . Se Ulisse avesse offerto agli dei un’ orsacchiotta , all‘interno delle mura i troiani non l’avrebbero condotta . Il buffo capo indiano, con la sua bicicletta, di certo non sarebbe andato così in fretta . E poi … I grandi personaggi della storia , senza il cavallo non sarebbero così belli sopra un piedistallo. Classe quarta sez. A. Sc. Primaria “Grandi”

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L’ANGOLO DELL’ARTISTA / POESIE

E’ come un orologio che non Sbaglia mai, che non si ferma mai, Che non ha bisogno Noi guardiamo i nostri orologi, Invece gli uccelli, i fiori guardano il sole. Di nulla e di nessuno: è il sole! E mille orologi insieme E’ un orologio perfetto: Non convincerebbero un fiore Non resta mai indietro, A schiudere i suoi petali. Non corre mai avanti. Dopo la pioggia viene il sereno Prima che fossero inventati Brilla in cielo l’arcobaleno. Gli orologi meccanici Che bello è il sole, Solo il sole poteva permettere Fa rallegrare tutti! La misura del tempo. Giallo è il pulcino, è carino; Mentre “percorreva il suo giro”, il sole, Giallo è il fiore, è profumato… Il più bello, il più grande, il più perfetto Degli orologi, governava la vita di tutti gli Ma solo il sole riscalda, Solo il sole segna l’ora, esseri. Solo il sole ci fa sorridere, Gli uomini si esponevano alla luce Solo il sole sa abbagliare, E si scaldavano grazie ai suoi raggi.

Solo il sole sa donarti un attimo di serenità Perduto nell’anima… Nessuno è paragonabile al SOLE! CROCETTI GIULIA Classe I D Scuola Secondaria di I° grado “D.Alighieri” Referente: Prof.ssa Fabiana Moroni

LA SCUOLA NEL TERRITORIO, IL TERRITORIO NELLA SCUOLA

Il 14 dicembre 2010, noi alunni della classe 3C e 2C siamo andati a Roma per visitare la mostra “ I pittori del Risorgimento” e il Parco della musica. Siamo stati accompagnati da quattro insegnanti: la prof. Pettinari, la prof. Carboni, la prof. Curatolo e il prof. Cleto. Siamo partiti dal “ Piazzale Don Bosco” alle ore 7:00 e da quel momento è iniziata la nostra 1° uscita di quest’anno scolastico 2010-2011. Durante il viaggio abbiamo parlato tra noi, abbiamo cantato e ci siamo divertiti. Siamo entrati a Roma con molta fatica per il traffico perché c’era una manifestazione per il voto di fiducia a Berlusconi. Una volta entrati definitivamente a Roma ci siamo diretti alle “scuderie del Quirinale” per assistere alla mostra nata per celebrare gli

artisti del nostro Risorgimento. Le scuderie erano addobbate con dei teli verdi, rossi e bianchi a formare la bandiera italiana. La mostra era incentrata tutta sugli ideali patriottici e sull’ Unita dell’Italia ed era sviluppata in due piani dove si potevano contare una trentina di quadri. La visita è finita per l’ora di pranzo, ma, prima di trovare un posto per mangiare, siamo andati alla “ Fontana di Trevi” dove alcuni di noi hanno espresso un desiderio come tradizione tirando una monetina nella fontana. Dopo questa tappa turistica, in teoria, dovevamo recarci al Mc Donald’s in centro, visitando quindi anche “Piazza di Spagna” ma, sfortunatamente, c’era la manifestazione e quindi ci siamo dovuti fermare in via delle Maratte dove c’era un altro Mc Donald’s. Finito il pranzo siamo risaliti in pullman e abbiamo raggiunto la seconda meta del nostro viaggio di istruzione: il Parco della musica. Qui la giuda ci ha mostrato due della tre sale:

UNA VISITA AD URBINO Uscita ad Urbino, lunedì 28/03/2011…. Urbino è una città romana,si trova a 482 m sul livello del mare: moltissimi anni fa, nel 1400, era occupata da Federico da Montefeltro, che nel 1474 fu nominato Duca D’Urbino. Federico da Montefeltro diede un grande sviluppo ad Urbino, creando molti edifici e dipinti stupendi. Noi,classi 2A e 2D, siamo andati a visitare il Palazzo Ducale e la Cattedrale:il Palazzo Ducale è un edificio storico, ma importantissimo per i cittadini di Urbino e della storia dell’arte. Pochi anni fa era una residenza, ora fa parte della Galleria Nazionale delle Marche. Il palazzo è formato da moltissime PAGINA 24 stanze,tra cui l’Ap-

la più piccola e la più grande. Quella media non abbiamo potuto visitarla perché c’erano delle prove di musica in corso. La guida ci ha spiegato che la sala più piccola può essere usata anche come teatro e alle pareti ci sono infatti dei pannelli di legno, tipo delle tende, che si alzano e si abbassano in base alle necessità. Nella sala più grande oltre ai pannelli c’è un soffitto particolare dove le varie parti, in legno, dette in gergo “patatine”, formano chiudendosi un guscio di tartaruga. Finita la visita alla struttura siamo siamo saliti in pullman per il viaggio di ritorno. Prima di arrivare a Tolentino ci siamo fermati a Spoleto per far cena in un bar e poi siamo ripartiti per tornare a casa. Questa gita è piaciuta a tutti: l’unico rammarico è stato quello di non aver visitato altre molteplici e stupende attrazioni della bellissima capitale italiana,ROMA!! Alice Botta III C Scuola Secondaria di I° grado “D. Alighieri”

partamento delle Jole, una stanza povera, ma molto luminosa per quanto riguarda i suoi colori. Ci sono moltissime stanze,come quella dello studiolo: la parte bassa della stanza è formata da un enorme affresco in legno,dove sono raffigurati strumenti musicali, libri e tutto il materiale per uno scienziato; il soffitto è di una bellezza stupenda,dove il grigio e il blu spiccano di più; poi ci sono stanze in cui l’oro è il protagonista, altre in cui i dipinti sono incompleti, a causa del passare del tempo e dell’umidità,stanze dove al centro del soffitto è raffigurata un’aquila d’oro, simbolo della casata dei Montefeltro. Ci sono poi quelle stanze che ti tolgono il fiato, abbellite da 7 arazzi, tessuti meravigliosi che ancora oggi man-

tengono colori forti e stupendi. Subito dopo siamo andati a visitare la cattedrale, ancor più bella del palazzo,dove si poteva vedere lo splendore dei dipinti e le opere di alcuni pittori, come Raffaello. E come in ogni uscita,i momenti più belli sono stati quelli dentro al pullman , dove ridevamo e facevamo scherzi. Vi consiglio di visitare questa città e vi do un consiglio: prima di andare ad Urbino mangiate poco perché vi aspetterà una serie di scale in salita da non finir più e perché, detta proprio alla marchigiana, “simo crepati”!!!!!!!!!!!!! Letizia Ruggeri II D Scuola Secondaria di I° grado “D. Alighieri”


LA SCUOLA NEL TERRITORIO, IL TERRITORIO NELLA SCUOLA

Il castello vestito d’Autunno A riceverci un tappeto di foglie secche fragili,gialle. E alberi spogli, pronti all’inverno, due file di guardie dormenti. Poi la porta : gigante accogliente d’ingresso al castello.

Il castello… fortezza imponente, antico, eppure nuovo, trasformato in museo pieno di cose della storia passata. Al ritorno emozioni nel cuore per le tante cose imparate.

Al ritorno emozioni negli occhi: i colori del castello vestito d’autunno. Francesca Irene Alessandro G Alessia B Classe IV B Scuola Primaria Grandi

Tutti al castello di Caldarola per risolvere “Il mistero della Principessa rapita” Martedì 12 Aprile 2011 tutte le sezioni dell’infanzia “G. Bezzi” hanno effettuato l’uscita Didattica presso il castello di Caldarola .Il bel tempo sembra aver concordato il cambio proprio per questa occasione , infatti quel giorno pieno di sole ,per la gioia dei bambini è stato l’ultimo prima del nuovo ciclone di freddo e pioggia. L’emozione del pulman , l’ansia di arrivare al castello per conoscerne i luoghi, l’ entusiasmo di conoscere anche coloro che vi abitano, hanno reso l’uscita più emozionante. Arrivati all’ ingresso del castello, i bambini , ben accolti dalle principesse, hanno potuto gustare la merenda nel parco, all’ombra di uno dei Pini più antichi della nostra Regione Marche il Celtis Australis, in attesa di incontrare Re Ubaldo e sua figlia la principessa Esmeralda. Ma ahimè! quando il re è arrivato era preoccupatissimo perché la sua amata figlia era sparita e nessuno dei suoi sudditi era riuscito a trovarla. Così disperato e non sapendo

Il giorno 25 Marzo noi ragazzi delle classi 1^A e 1^B siamo andati in viaggio d’istruzione a Città di Castello e a San Sepolcro vicino Arezzo. Siamo partiti alle 6:30 da piazza Don Bosco e arrivati alle 9:30 a Città di Castello. Città di Castello Appena arrivati, abbiamo conosciuto le guide,( della società cooperativa sociale”Il Poliedro”), le quali hanno scelto le coppie per fare la caccia al tesoro, consegnando ad ognuna di esse un opuscolo. Subito, le coppie sono andate in piazza G. Matteotti, l’antica piazza Vitelli,che adesso è chiamata dagli abitanti piazza di Sopra. Qui,c’è un palazzo importante chiamato “Il palazzo del podestà”, perché anticamente vi risiedevano I PODESTA’. Poi siamo andati a Piazza Gabriotti, chiamata piazza di sotto,dove abbiamo visitato i palazzi più importanti della città, tra cui la torre civica. Torre civica Essa è alta 40 metri e nell’antichità era una prigione, ed è per questo, che ci sono piccole finestre chiamate “feritoie”. Poi abbiamo visto il campanile cilindrico , alto 43,05 metri : esso fa parte della cattedrale e il suo tetto ha una forma di cono. Alle

più come fare ha chiesto aiuto ai bambini che, visitando le stanze del Castello Pallotta sotto la guida della bellissima principessa Sonia, hanno fatto di tutto per ritrovare la principessa Esmeralda, forse rapita da un’ unica persona sospetta, che si nasconde nei locali della reggia. E chi mai poteva essere? un Mago un po’ Birichino che si diverte a fare dispetti: Mago Pino che a seguito della filastrocca dei bimbi: “ Mago Pino , Mago Pino , non far più il birichino !!” avrebbe dovuto riconsegnarla al re suo padre. Ma nonostante le ripetute richieste dei piccoli non ha voluto cedere, quindi tutti bardati di spade e abiti da popolani si sono preparati per affrontare il mago e liberare la Principessa, e … così è stato: rientrati all’interno del ponte levatoio, non appena il mago è apparso dalla torre del Castello con Esmeralda i bambini hanno ripetuto il ritornello e lo hanno invitato a scendere, simulando così una battaglia contro di lui. Il mago è scappato a gambe levate, con grande divertimento di tutti i bambini che finalmente hanno potuto conoscere la Principessa Esmeralda ormai libera e felice di conoscere tanti , ma tanti bambini …

ore 13:00 abbiamo preso il pullman per andare a pranzo a Villa Montesca. A Villa Montesca c’era un giardino grandissimo con tanti alberi con scritto vicino il loro nome e le loro caratteristiche. SAN SEPOLCRO CITTA’ D’ARTE E D’AUTORE Poco dopo siamo andati nella città di San Sepolcro e subito abbiamo visitato l’Aboca Museum. Essa si caratterizza come un percorso di riscoperta delle erbe medicinali attraverso le fonti del passato. In questo museo ci sono diverse sale : La sala dei mortai è la principale ed è dedicata al mortaio, che ha da sempre forti valenze simboliche per l’arte farmaceutica. La sala delle ceramiche, presenta una tipologia di recipienti da farmacia che ha goduto nei secoli di forti valenze artistiche. Brocche, vasi, boccali e bottiglie sono il frutto di una lunga tradizione specializzata. La sala dei vetri espone differenti tipologie di vetri che, variano nelle forme e nelle trasparenze:

Scuola Infanzia “G. Bezzi” Sez. A/B/C/D

bocce, fiale,vasi,brocche e strumenti da laboratorio. Sala delle erbe La sala delle erbe contiene una lunga serie di piante medicinali variopinte e profumate,ognuna col suo cartellino identificativo. Questa disposizione consentiva la giusta essiccazione delle erbe. La stanza dei veleni è un piccolo locale isolato da una cancellata, a salvaguardia di quelle droghe medicinali tossiche che solo il farmacista poteva dosare.La farmacia ha le pareti ricoperte su 3 lati da caratteristici stigli in pino con la materia medica dell’epoca. I diversi prodotti sono disposti per tipologie di contenitore e per epoca di realizzazione. Un banco centrale serviva allo speziale da piano di lavoro,ma anche da scrittoio o da tavolo. Le bilance servivano al farmacista per la vendita al minuto dei preparati e delle droghe medicinali. Alle 18:30 siamo ripartiti per ritornare a Tolentino tutti felici e contenti di questa esperienza fantastica!!!! Giulia Santecchia Chiara Darielli 1^B Scuola secondaria di I° grado Dante Alighieri PAGINA 25


LA SCUOLA NEL TERRITORIO, IL TERRITORIO NELLA SCUOLA

Martedì 3 maggio noi alunni delle classi 2^ A, 2^ B e 2^ C della Scuola Primaria “A. Grandi”, siamo andati in gita scolastica allo zoo di Falconara, una bella cittadina in riva al mare. Quando siamo partiti pioveva molto perciò le nostre mamme e le maestre erano molto preoccupate perché temevano che ci saremmo inzuppati tutti come pulcini, invece all’arrivo il cielo era sereno e faceva anche calDidascalia dell'immagine o della fotografia do. Appena siamo entrati nello zoo parco, siamo stati accolti da due guide, Valeria e Gioia, che ci hanno subito diviso in due gruppi e ci hanno nominato “investigatori speciali”: il nostro compito era quello di scoprire l’animale a cui apparteneva il “reperto” che le nostre esperte estraevano di volta in volta dal loro magico borsone. Quando lo avevamo individuato, la nostra guida ci accompagnava a vederlo e ci spiegava le sue abitudini e il suo comportamento. Così abbiamo imparato che le zebre e gli

struzzi vanno molto d’accordo tra loro e che i cuccioli di zebra riconoscono la loro mamma dal tipo di strisce che ha perché sono diverse da una zebra all’altra. Poi abbiamo saputo che i fenicotteri rosa, da adulti hanno quel colore perché mangiano i gamberetti rossi e che dormono sempre in piedi, su una sola zampa, per non farle raffreddare entrambe. Abbiamo appreso anche che solo il leone ha la criniera, perché gli serve come un casco protettivo, durante i feroci combattimenti per proteggere il suo territorio, mentre la leonessa non ne ha bisogno perché il suo compito è quello di procacciare il cibo per tutti. Infine la guida ci ha portato a vedere la voliera con il gufo, il rettilario e i lemuri con la coda a strisce. Il loro modo di prendere il sole con la pancia all’aria, le braccia

aperte e le gambe accavallate ci ha fatto morire dal ridere. Dopo che la visita guidata era finita abbiamo voluto fare un altro giro per il parco per vedere tutti gli altri animali: gibboni, tartarughe, ippopotamo, tigri, lupi e perfino le cavie peruviane. Ci siamo divertiti un mondo ad osservarli, imitarli e fotografarli e quando è venuto il momento di tornare a casa eravamo un po’ dispiaciuti ma anche desiderosi di raccontare tutto ai nostri genitori. Scuola Primaria “A. Grandi”

UNA GIORNATA AL “MUSEO DEL TERRITORIO” Il giorno 15 aprile 2011, noi alunni della III C ci siamo recati al “MUSEO DEL TERRITORIO” di San Severino Marche. Siamo partiti dalla stazione di Tolentino alle 9:10 e una volta scesi dal treno, ci siamo incamminati verso la scuola media “P. Tacchi Venturi” dove si trova il museo. Siamo stati accolti dall’ex preside dell’Istituto che ci ha guidati verso il museo, il quale nasce dall’idea di un bidello che iniziò a riunire e sistemare alcuni vecchi strumenti da lavoro in alcune stanze della scuola in cui lavorava; alla fine ne è venuto fuori un museo. Nelle prime due stanze c’erano strumenti agricoli realizzati in legno e acciaio e utilizzati nella lavorazione delle olive, del grano, dell’uva e del latte. La terza stanza, invece, faceva riferimento all’artigianato. Abbiamo visto gli strumenti utilizzati da alcuni artigiani come il cappellaio e il calzolaio; c’erano, poi, alcune vecchie macchine da scrivere e un telaio ben conservato. Nella stanza successiva abbiamo potuto osservare le carrozze utilizzate in passato dalla Croce Verde. C’era perfino uno scheletro vero in quella stanza! Poi abbiamo visto un plastico che rappresenta la piazza di San Severino in scala 1:100. Infine siamo entrati nella stanza in cui si faceva riferimento all’attività industriale: c’erano esposte due macchine, una da corsa e una da passeggio. Per concludere abbiamo visitato una casa colonica che si trova vicino la stessa scuola media. Ci siamo riavviati per fare rientro a scuola un pochino stanchi, ma tanto contenti! Scuola Primaria Don Bosco, classe III C troppo, molte di quelle pitture sono dai ragazzini di una scuola primaria, rovinate o scomparse. L’importanza di dimostra l’importanza di capire e apIl 19 aprile 2011 gli alunni della 5^C della scuola pri- Urbs Salvia è descritta anche da Dante profondire il legame con il territorio Questo brano può contenere immagini che risultino fuori maria Don Bosco sono andati a visitare il sito archeoloAlighieri nella Divina Commedia, circostante per comprendere la nostra parole. gico di Urbs Salvia, che nasce nel75-125 II secolo a.C. ed è dove ricordacontesto. il periodo di decadenza storia attraverso l’osservazione dei luocircondata da lunghissime mura; poco fuori le mura c’è della città e, un’iscrizione contiene i ghi dove viviamo. La selezione di immagini ed del grande In Microsoft Publisher sono l’anfiteatro. Nell’arena si svolgevano vari spettacoli versi poeta tratti dal XVI dove combattevano gli schiavi e i elementi plebei maschi; graficianche è un passaggio migliaia di di queimmagini del Paradiso.disponibili Ma l’importanza le donne potevano combattere importante ,ma, essendo meno questi sta città si capisce anche dal numerosi serbatoio struGloria Mogliani-5^C DON BOSCO in quanto ClipArt, nonché forti, combattevano contro i nani. L’anfiteatro fu co- delle acque, perché attraverso questo consentono aggiun- posizionato menti che in consentono di disestruito fuori le mura perché era elementi molto grande e così diserbatoio, alto sul colle gereIlimpatto allaUrbs pubblicaziognare forme e simboli.l’acnon occupava spazio dentro la città. nome di di San Biagio, veniva distribuita Salvia deriva dalla dea Salus, legatane. alle acque di sorgen- qua nella città con un sistema di tubi aver scelto l'immagine te che qui si trovavano e che avevano poteri curativi. In sotterranei. Dopo Il teatro arricchiva la suo onore fu costruito un Tempio-Criptoportico, unae valutare Analizzare l'articolo corretta, accanto struttura della città. posizionarla Ospitava spettastruttura semisotterranea circondata quattro inserite galle- coli scena da schiavi-attori se ledaimmagini sonomessi inall'articolo e inserire unaeddidaPAGINA 26 rie che lo circondavano. Le era diviso in due parti: la cavea, dove con il messaggio che si gliscalia. galleriecoerenti erano piene di af- sedevano spettatori e l’edificio PAGINA 26 freschi,desidera dispostitrasmettere. su tre fasce Evitare scenico dove recitavano gli attori. dette “registri”. Oggi, pur- Questa visita guidata, tanto apprezzata URBS SALVIA: UNA CITTA’ MOLTO ANTICA


SUONI E PAROLE

Saverio Marconi incontra gli alunni di Teatro Gli alunni del corso pomeridiano di teatro della scuola Secondaria di I grado “D.Alighieri” hanno incontrato lunedì 22 novembre l’attore e regista Saverio Marconi. “A 4 anni ho ricevuto in regalo un teatrino di burattini…” ha detto. E’ cresciuta dunque insieme con lui la sua passione per il teatro e la recitazione. Dal cinema al teatro, dalla televisione

all’opera, il grande regista di musical teatrali ha raccontato le tante esperienze della sua vita e del suo lavoro rispondendo alle domande dei ragazzi, impegnati nella realizzazione del loro spettacolo di fine anno. Non sono mancati consigli e suggerimenti su come recitare, su come vivere quella grande magia che si realizza la sera, a teatro, quando proprio in quel momento, dal vivo, lo spettatore è lì per te e tu attore sei lì per lui, per raccontargli

realizzando un cortometraggio dal titolo “Il Mondo sotto casa”. Questo progetto si svolge grazie al finanziamento dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Tolentino e coinvolge gli alunni delle classi 5^ delle Scuole Primarie “Bezzi”, “Don Bosco” e “Grandi” oltre ad un gruppo di circa 20 studenti della Scuola Media che partecipano ad un laboratorio in orario extrascolastico. l soggetto per il cortometraggio è stato scelto tra quelli ideati dai bambini delle classi 5^. La storia da cui i ragazzi delle medie hanno Continuano con successo le lezioni di tratto la sceneggiatura tratta di diversità e cinema del regista Damiano Giacomelli, di intercultura ed è stata scritta dagli alunni il quale con un gruppo di ragazzi della della classe VD della Scuola Primaria Don Bosco. Lo scorso 5 marzo, inoltre, si è svolScuola Secondaria di primo grado sta

Avete mai provato a togliere il sonoro ad un cartone animato ed a fare voi stessi i vari rumori ? Il mare che lambisce la spiaggia, la crema solare che esce dal tubetto, il mulinello della canna da pesca che

A

TUTTA

MUSICA !!!

una storia e farlo sognare… Ringraziamo di cuore Saverio Marconi, appena tornato dal successo di New York con il musical Pinocchio e gli facciamo ancora tanti auguri e complimenti per la sua splendida carriera.

to a Tolentino il primo Festival del Corto. In quell’occasione gli studenti dell’ Istituto Comprensivo “Don Bosco” insieme ad altri Istituti Scolastici hanno potuto apprezzare i cortometraggi realizzati dai loro colleghi nell’anno scolastico 2009/2010.

riavvolge il filo, Tom che cade nell’acqua… Vi assicuriamo che è veramente divertente! Provare per credere… Scuola Primaria Grandi

Gli alunni delle classi 4-5 C e 4-5 D del plesso Don Bosco, hanno aderito con entusiasmo al Progetto musicale svolto dai professori M. Scinti Roger, A.Achei, S.Salvemini e C. Virgili. Finalità del corso è stata quella di conoscere ed imparare a suonare strumenti musicali quali: pianoforte, chitarra, flauto traverso e percussioni. Dalle prime note suonate timidamente, siamo certi che i nostri piccoli “apprendisti musicisti” sapranno comprendere ed amare la bellezza della musica. Le insegnanti del plesso “Don Bosco”

MUSICA INSIEME È’ bello quando il corpo è... spazio, tempo, movimento, musica… Armonia di coordinate e non solo! Scuola Primaria “A. Grandi” PAGINA 27


MONDO A COLORI

“Insieme facciamo famiglia” per un Natale di solidarietà Il Natale a scuola assume un aspetto di gioia mista a riflessione, spensieratezza e solidarietà. Sembra impossibile che sentimenti così apparentemente contrastanti possano convivere, eppure nei bambini è così tutti i giorni: sono gli unici in grado di divertirsi e contemporaneamente esprimere solidarietà con chi soffre, di gioire e condividere il disagio stando empaticamente nei panni degli altri. Ed è in questo clima che nell’ Istituto Comprensivo “Don Bosco”, sono state proposte le iniziative didattiche, per il Natale, nate con lo scopo di mettere in relazione il mondo del volontariato con quello della scuola e sensibilizzare gli alunni Non importa alla solidarietà. Obiettivo del progetto era la raccolta di fondi a favore delle diverse associaquanto si dà, ma zioni di volontariato, che operano in città, per quanto amore si diffondere una maggiore cultura del sostegno a mette nel dare... chi è più sfortunato di noi, favorendo lo spirito di collaborazione tra i ragazzi e le stesse. Chi Madre Teresa ha partecipato alle varie Manifestazioni, avrà Di Calcutta constatato che è stato soprattutto questo il senso del nostro Natale: solidarietà, amicizia e rispetto, sentimenti che ci riempiono di gioia il cuore. Il sipario si è aperto il 5 dicembre, con la partecipazione degli alunni all’ inaugurazione del Presepe allestito in piazza della Libertà dall’ associazione “Amici per..”, per chiudersi il 22 Dicembre con una grande Manifestazione di solidarietà “Insieme facciamo famiglia”, svoltasi presso il Cine Teatro “Don Bosco”, organizzata in collaborazione con Multiradio e il Sermit.di Tolentino. L’ iniziativa ha avuto lo scopo di aiutare un Orfanotrofio Ugandese attraverso Suor Nakate Maria Goretti, che ospita in questa struttura ben 234 bambini orfani o abbandonati. L’ idea di riunire le famiglie

Una scuola senza frontiere Nel corso di questo anno scolastico l’Istituto ha messo in atto numerose iniziative a vantaggio dell’integrazione degli alunni e delle famiglie di lingua straniera. Il gruppo di lavoro per l’intercultura ha messo a punto interventi per il recupero linguistico sin dai primissimi giorni di settembre, con il progetto “Primi a scuola” che ha permesso a molti ragazzi con difficoltà linguistiche di iniziare le lezioni in anticipo rispetto al calendario ufficiale, riappropriandosi gradualmente dell’uso della lingua italiana dopo la pausa estiva e a coloro che erano appena giunti in Italia di avere un primo approccio con la nostra scuola e con la nostra lingua. Nel corso dell’anno scolastico gli interventi sono continuati con i corsi di “italiano seconda lingua”, che hanno accompagnato il percorso formativo degli alunni stranieri di ogni ordine e grado presenti nel nostro Istituto. Dal mese di dicembre è stato attivato un corso di italiano per le PAGINA 28 mamme degli alunni

per ritrovarsi più vicini e nello stesso tempo aiutare chi ha più bisogno di noi e non ha una famiglia propria, ha entusiasmato insegnanti e alunni vedendo così un ampia adesione degli stessi a questo appuntamento. Nel corso della serata si sono esibiti, alla presenza non solo dei genitori, ma anche delle Autorità civili, scolastiche, religiose e militari, nonché dei componenti il consiglio d’ istituto, ben 350 alunni di ogni ordine di scuola: Infanzia, Primaria e Secondaria di I° grado, del nostro Istituto, suddivisi in tre distinti spettacoli.. Presentatori ufficiali la speaker di Multiradio Ester De Troia, la proff. sa Laura Cannara e il prof. Edilio Venanzoni , sono stati bravissimi nel cogliere tutte le piccole sfumature durante le esibizioni degli alunni animandole ancor di più con i loro interventi. È stato davvero un serata speciale a dir poco meravigliosa, soprattutto per l’ atmosfera magica che si è venuta a creare … i bambini contenti di avere accanto a loro i genitori e di fare una cosa utile per i loro amici più sfortunati, hanno dato il meglio di loro stessi. La signora Oriana Forconi, il Presidente del SERMIT, il Dirigente scolastico prof. ssa Lauretta Corridoni e gli insegnanti tutti si sono ritenuti soddisfatti del risultato ottenuto Sicuri che un gesto positivo come questo abbia dato un senso più autentico al nostro/vostro Natale dando un aiuto concreto a chi sta peggio di noi, ringraziano tutti per aver partecipato, sottolineando che sarà sicuramente un’ esperienza da ripetere. Le Funzioni Strumentali alla Comunicazione Giuliana Del Bello - Annunziata Grieco

stranieri tenuto dall’Insegnante Daniela Rigobello e sovvenzionato dal Rotary, che, iniziato con poche iscritte, ha visto un incremento graduale nel numero delle partecipanti dovuto all’alto gradimento espresso riguardo a questa innovativa azione interculturale. Le “signore alunne” hanno colto lo spirito dell’iniziativa che, oltre a fornire dei mezzi linguistici più idonei, si proponeva anche come momento di scambio e di integrazione culturale. Grazie alla Comunità Montana dei Monti Azzurri e con la partecipazione dell’Associazione Glatad, da febbraio a maggio, è stato attivato il progetto “Una scuola per tutti” e molti alunni hanno potuto usufruire di un aiuto specializzato per i compiti in orario extrascolastico presso i locali della scuola. Il progetto “Oltre le frontiere” sempre a cura della Comunità Montana dei Monti Azzurri, ha messo invece a disposizione dell’ Istituto dei mediatori linguistici per facilitare la comunicazione con le famiglie non italofone ed il lavoro in classe con alcuni ragazzi in particolare difficoltà. Per tutti i docenti, inoltre, è stato organizzato un corso di aggiornamento sull’insegnamento dell’ italiano come seconda lingua, tenuto dalla Professoressa Lucia Di Lucca . In conclusione è stato un anno ricco di opportunità ed esperienze che pongono il nostro Istituto all’avanguardia in ambito transculturale. Le Funzioni Strumentali all’ Intercultura Cristina Gobbi e Simona Lombardelli


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dicazioni come cerotti, garze, disinfettanti … L’idea è partita da un’alunna molto sensibile, Elisa Scattolini che è riuscita a coinvolgere non solo la propria classe, ma anche tutte le altre classi del Plesso. Nel giro Quello che di pochi giorni è stato facciamo è raccolto tantissimo mate- soltanto una goccia riale perché tutti hanno nell’ oceano, ma se risposto con entusiasmo non ci fosse quella goccia all’ oceano all’iniziativa. Dalle parole mancherebbe degli alunni stessi le insegnanti hanno capito che i bambini della classe III D hanno tratto un insegnamento importante dall’incontro con l’associazione “ Amici per ”: aiutare chi è in difficoltà rende felici.

“A M I C I P E R. . . a iu t a r e ch i è i n d if f i co lt à ”

L’Istituto Comprensivo Don Bosco di Tolentino ha ricevuto la visita dell’associazione “ Amici per”, un’associazione di volontari che vuole aiutare le popolazioni del Burkina Faso.

Quest’anno le insegnanti di sostegno della scuola primaria Don Bosco hanno realizzato un interessante progetto di cooperazione e collaborazione finalizzato all’integrazione degli alunni diversamente abili, il cui titolo era: “VIVO LA NATURA DIVERSAMENTE… ARTE, MUSICA E CUCINA. I bambini diversamente abili scoprono la natura e il territorio attraverso i sensi”. La musicoterapia, la pittura e il laboratorio di cucina sono serviti all’interno di questo progetto come occasioni di

Durante la visita i volontari stessi hanno raccontato ai bambini le loro esperienze e i loro progetti di solidarietà, hanno mostrato immagini, foto e video che hanno colpito molto gli alunni e gli insegnanti. La classe III D del Plesso Don Bosco ha partecipato in modo attivo ai racconti facendo molte domande e importanti riflessioni, tanto da proporre spontaneamente una raccolta di materiale sanitario per le me-

integrazione sia sul piano intrapersonale che interpersonale e come esperienza formativa per tutti coloro che hanno partecipato. Sono stati realizzati dei pannelli di compensato con raffigurazioni inerenti le stagioni e i vari mesi dell’anno in cui i bambini hanno potuto riversare tutto il loro estro. Poi sono state scelte dalle insegnanti delle ricette culinarie “stagionali” da poter realizzare a scuola. I bambini diversamente abili, accompagnati a rotazione dai compagnetti delle loro classi e dell’intero plesso, hanno partecipato alla realizza-

zione di questi prelibati piatti, nel nostro fornitissimo laboratorio di cucina. È stata un’esperienza davvero unica vedere come questi bambini si sono divertiti ed hanno messo tutto il loro entusiasmo nel realizzare questi manicaretti, che poi hanno gustato insieme ai loro amici. Si sono anche dilettati nel realizzare allegre canzoncine durante gli incontri di musicoterapia, in cui oltre ad usare la voce ed il linguaggio corporeo, hanno potuto utilizzare dei simpatici strumenti a percussione. Il progetto è infine terminato con un incontro di pet terapy. Sono infatti arrivati nel cortile della scuola due simpatici cagnolini, accompagnati da due operatrici dell’organizzazione “Pet Village” che hanno fatto giocare ed interagire tra di loro questi bambini. L’intero progetto è stata un’esperienza davvero gratificante sia per i nostri alunni, che per noi insegnanti… Speriamo di poter ripetere l’esperienza anche il prossimo anno!

Scuole in rete che sperimentano… sperimentano…PROGETTO PROGETTO IN RETE DGR 1219 “LINGUE E LINGUAGGI: UNA RETE DI COLORI” Il nostro Istituto è scuola capofila del progetto “Lingue e linguaggi: una rete di colori” finanziato con il contributo della Regione Marche, per sostenere le autonomie scolastiche nella realizzazione del POF. nel corso degli anni scolastici 2009/2010 e 2010/2011. Afferiscono alla rete oltre al nostro Istituto, l’ Istituto Comprensivo Mestica di Macerata e il Circolo Didattico “Via Tacito” di Civitanova Marche. Il progetto è rivolto ai docenti e agli alunni delle scuole dell’

Infanzia e Primarie. Partendo dall’ analisi della realtà sociale e scolastica oggi multiculturale e multietnica e ancor più dal principio basilare che, nella scuola “è promosso l’ apprendimento per tutto l’ arco della vita e sono assicurate a TUTTI pari opportunità di raggiungere elevati livelli culturali (…) “ coerenti con le attitudini e le scelte personali, si è cercato di individuare all’ interno dei processi di apprendimento, un percorso formativo che avesse tutelato attraverso la motivazione, i mezzi e gli strumenti

idonei lo sviluppo armonico e globale della personalità e delle potenzialità del singolo alunno. Per questo motivo il percorso educativo/didattico individuato è stato quello di sperimentare una didattica laboratoriale applicata, che partendo dal linguaggio Musicale, in rapporto a tutti i linguaggi, verbali e non del bambino, li ha valorizzati, dando spazio alla creatività di ognuno nel rispetto dell’ altro e raggiungendo in tal modo una reale integrazione tra le diverse culture e forme di espressione. Il progetto, che ha avuto momenti di formazione genePAGINA 29 rale rivolta a tutti i docenti, è stato


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seguito e monitorato da esperti ricercatori, quali le dott. se Roberta Sala e Barbara Colombo dell’ Università Cattolica Sacro Cuore di Milano e Piacenza che, attraverso incontri di formazione in itinere, rivolti specificatamente ai docenti delle classi coinvolte nelle attività laboratoriali, hanno seguito nel corso della sperimentazione il lavoro svolto dai docenti e dagli alunni. Inizialmente ai bambini sono stati proposti due pretest, per verificare il livello di accettazione dell’ altro, la capacità di collaborare e cooperare con i coetanei ecc, successivamente gli insegnanti hanno pianificato il percorso /didattico metodologico partendo da uno spunto narrativo da proporre come stimolo iniziale delle attività. Attraverso incontri virtuali nel blog hanno elaborato cooperativamente due storie: “Il sogno di Rosinka” e “Fortunata e gli

UNA STORIA

amici del bosco” e successivamente pianificato tutte le attività da proporre nei laboratori, collegandole alle aree di apprendimento e agli obiettivi della programmazione di classe/sezione. Le proposte operative, applicate all’ interno dei vari laboratori, hanno permesso ai docenti di: approfondire la tematica del linguaggio sonoro-musicale in relazione ai vari registri espressivi: verbale, motorio, iconico, multimediale …; elaborare percorsi sonoromusicali come canale di comunicazione interculturale e come possibile ambito di mediazione del conflitto; sviluppare negli alunni il pensiero meta – cognitivo e la creatività; attivare forme di scambio interattivo sulle progettazioni e sulle esperienze, tra docenti di Istituti e scuole diverse, attraverso l’utilizzo di ambienti virtuali

come il blog. Di seguito piccoli esempi delle esperienze realizzate attraverso la realizzazione del percorso. La Referente di Progetto Ins. Giuliana Del Bello

IN MUSICA PER DIVENTARE AMICI:

“IL SOGNO DI

ROSINKA”

Una mattina a scuola è arrivata una e-mail di Fata Smemorina e del nostro nuovo amico Verdillo, il piccolo Extraterrestre, che ci invitavano ufficialmente nel laboratorio teatrale per raccontarci la loro ultima avventura e precisamente del loro ultimo viaggio in Bulgaria. Una bambina a Koskovo loro hanno conosciuto e con gioia a noi ci hanno presentato. È una bambina dolce e graziosa con una voce assai melodiosa, che anche i ghiacciai riusciva a sciogliere, così che il suo messaggio nel mondo poteva arrivare: augura giorni di felicità(…) dove non esiste la diversità. Rosinka si chiama e la sua storia è bella e ci piace perché lei nel mondo ha portato la pace … La sua canzone abbiamo ascoltato e ballato, poi la sua storia lei ci ha narrato. Questo è quanto successe: dalla sua voce melodiosa infastidita, una regina l’ aveva rapita. La regina delle nevi che nel suo regno in Lapponia l’ aveva portata e in una caverna di ghiaccio l’ aveva isolata. Una caverna dove non si potevano udire e produrre suoni. Ma un mago buono di nome Sognatore corse in suo aiuto e con le muse e la sua magia realizzò ciò che lei immaginava PAGINA 30 con la sua fantasia. Un mondo unito in un gran girotondo dove tutti i bim-

bi giocano in tondo. Il sogno di Rosinka così si avverò e anche la Regina buona diventò. Insieme a Rosinka e al mago partì e sul monte Elicona si stabilì, dove le muse Euterpe , Galliope e le sue sorelle esperte d’arte voleva sentire per imparare anche lei a cantare e ballare e con i bambini di tutto il mondo poi festeggiare. La storia era lunga, ma ci è tanto piaciuta, e abbiamo scoperto quanto importante è stata la musica. In ogni gioco l’ abbiamo trovata, nei giochi motori, nella pittura, parlando, scherzando, saltando e ballando, in un mondo fantastico lei ci ha portato. Il mondo dell’ arte e della poesia che la tristezza si porta via. Pittori famosi come Goughen, Vanghog e altri abbiam conosciuto e i loro quadri con tanti colori abbiam disegnato Colori caldi o colori freddi che poi mescolati si sono anche sfumati … e dei bei prati di girasoli son diventati. Di esperimenti scientifici ne abbiamo assai fatti e ci siamo divertiti come dei matti. Tanti linguaggi abbiamo conosciuto perché ogni bambino da un’ altro paese è venuto. Filastrocche in rima ci siamo inventati e poi all’ incontro con il rimaiolo Vespasiaani le abbiamo narrate, ma magia magia e ancora magia Ronsinka sta con noi e non andrà più via. In uno spettacolo in suo onore ci siamo esibiti per divertirci ed essere amici. Amici per sempre senza litigare perché mai la guerra noi vogliam fare. Scuola dell’ Infanzia “G.Bezzi” Sez. C e D


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TUTTI PER AQUILOTTO

UNA NUOVA AMICA

Era una notte buia e tempestosa, pioveva a dirotto; le aquile volavano impaurite in cerca di un riparo. Un violento fulmine all’improvviso colpì un nido di aquilotti. Aiuto! Aiuto!- gridò mamma aquila- Il mio nido è in fiamme! Il suo piccolo aveva paura perché era caduto. Cadde in picchiata e si fece male ad un’ala. Il giorno dopo Cinghialotto chiamò i suoi amici: Cinghiale Pigro, Rana Salterella e Lepre Saetta. Tutti si diedero un gran da fare e curarono il piccolo dell’aquila. Quando fu guarito, la mamma li ringraziò e portò il suo aquilotto a fare un volo in alta quota.

AUTORI: ALESSANDRO A., MARCO, LORENZO, TIZIANO

E’ una splendida giornata di sole. Lo stagno al limitare del bosco è popolato da molti animaletti. Quel giorno va allo stagno Sara, una talpa che ama tanto l’acqua. Gli animaletti del bosco (Talpa Timiduccia, Lupo Forte, Dentone, Volpe Furba e Fortunata) fanno una gita allo stagno per divertirsi un po’. All’improvviso sentono un urlo: “Aiuto, aiuto! Non ce la faccio ad uscire dallo stagno, sono rimasta impigliata tra le radici di una ninfea! Qualcuno mi salvi!” Gli animali accorrono a vedere cosa è successo, vedono la talpa in difficoltà e la salvano. “Come ti chiami?” chiedono. La talpa risponde : “Io mi chiamo Sara e voi?” “Io mi chiamo Lupo Forte.” “Io sono Talpa Timiduccia.” “Io invece mi chiamo Fortunata.” “Io dono Dentone, lo scoiattolo pasticcione!” Infine fanno una gran festa, si divertono un mondo perché giocano, ballano con la musica classica, bevono e mangiano. Che bella giornata allo stagno! AUTRICI: SOFIA, ELISABETTA, STELLA E GIADA classe 2 A Scuola Primaria Bezzi

FESTA GRANDE NEL BOSCO Era una splendida giornata di sole. Lo stagno al limitare del bosco era popolato da molti animaletti. Quel giorno tutti gli animali andarono allo stagno e portarono delle maschere per festeggiare il compleanno di Fortunata. Talpa Timiduccia aveva preparato una grande torta, tanti palloncini colorati e uno striscione che diceva: BUON COMPLEANNO FORTUNATA ! TANTI AUGURI! Alcuni animali si erano organizzati per allietare la festa con della buona musica: le cicale, i grilli, gli usignoli e i lupi cantavano; Gufo Saggio, eccezionalmente sveglio di giorno per l’occasione, era il direttore d’orchestra; Dentone e il picchio suonavano le percussioni. La festa continuò per tutto il giorno. La sera gli animaletti tornarono nelle loro tane stanchi, ma felici. AUTORI: JASON, ALFREDO, ALESSIO, NICOLO’, ARTURO Scuola Primaria Bezzi classe 2 A

IL RITORNO DI FORTUNATA … CHE SORPRESA! E’ una splendida giornata di sole. Lo stagno al limitare del bosco è popolato da molti animaletti.Gli animaletti del bosco (Lupo Forte, Talpa Timiduccia, Volpe Furba e Dentone) hanno organizzato una gita per andare a trovare Fortunata, le altre anatre e gli animaletti dello stagno. Appena arrivati, incontrano l’airone cinerino, tre rane, dieci martin pescatore e delle carpe. Dov’è Fortunata?- chiede Dentone “Fortunata è partita con suo maritorispondono”.I nostri amici decidono allora di mandarle una lettera: Dove sei? Ci manchi tanto. I tuoi amici

Sono a Firenze, in uno stagno nel parco cittadino. Tra pochi giorni tornerò da voi.. Fortunata

Fortunata risponde: Gli animali si mettono all’opera: tagliano i tronchi secchi per fare dei sedili, preparano i festoni con rami e foglie, prendono i fiori colorati per abbellire tutto. Quando arriva Fortunata, si accorgono che ha con sé delle anatrelle: è diventata mamma! Tutti insieme fanno una grande festa. AUTORI: ALESSANDRO B., FRANCESCO, ALESSANDRO S. PAGINA 31

Classe 2 A Scuola Primaria Bezzi


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IL RITORNO DI FORTUNATA

Era una splendida giornata. Lo stagno al limitare del bosco era popolato da molti animaletti. Tutti erano assonnati. Il sole stava sorgendo. L’orso Bruno stava dormendo con suo cugino Bobo. Lo scoiattolo Dentone fu il primo a svegliarsi,

PAURA NEL BOSCO Leggi la filastrocca, completa i versi scegliendo tra le parole nel riquadro

stava guardando il sole che sorgeva dietro le lontane vecchie querce e disse: “Che bello questo sole!” Era una palla rossa e gialla: era magnifico! Quella mattina Talpa Timiduccia andò allo stagno per vedere se Fortunata era tornata, ma non c’era. Aspettò ore ed ore, ma di lei nessuna traccia. Venne il pomeriggio, Timiduccia era disperata. Per fortuna c’era con lei Lupo Forte che la consolava:

Non preoccuparti, vedrai che arriverà! Proprio in quel momento l’orso Bruno e suo cugino Bobo videro in cielo uno stormo di anatre guidate da un’anatra che aveva con sé delle anatrelle. Allora il cugino orso Bobo disse: Ma quella è Fortunata? Sì, è lei! Poi le anatre atterrarono planando sull’acqua. Timiduccia disse:- Oh, sei tu Fortunata! Che gioia rivederti! La sera fecero festa per il ritorno della loro amica. AUTRICI:MARGHERITA,CAROLINA, AURORA, MELISA, MAME DIARRA classe 2 A Scuola Primaria Bezzi

È scesa la notte nella foresta di suoni e rumori c’è una gran festa ! Si ode delle pigne il tonfo sordo insieme ai passi felpati di un lupo ingordo

addormentati – festa – cullareconfusione- calma – coraggio – radunati – ingordo

Ma Timiduccia, la dolce talpa ha riportato tutti alla calma : La musica del bosco dovete ascoltare! Loro si sono lasciati cullare Così, vicini e rassicurati, si sono tutti addormentati

Anche il vecchio Gufo Saggio ha perso il suo proverbiale coraggio ha scambiato il suo amico Dentone per un marziano, che confusione! Al suo grido gli animali si sono svegliati Sotto il grande pino si sono radunati . Sulla base musicale di “The Lion Sleeps Tonight”, abbiamo inventato la seguente canzone da cantare insieme, anche a più voci, e accompagnare con semplici strumenti.

C’è la neve, tanta neve Il bosco è bianco ormai Fortunata sta crescendo E lì sta bene assai … (musica)

Dentro il bosco, il fitto bosco Un uovo si schiude ormai Fortunata, l’anatrella, al mondo è giunta già.

La primavera è già arrivata Il bosco è in festa sai Gli animali si son svegliati Sono tutti indaffarati … (musica)

Ma sì, gli animaletti sono lì Ma sì, l’aiuteranno PAGINA 32

Ecco un giorno in piena estate .Le anatre incontrerà Lo stagno lei vedrà

Scuola Primaria “G. Bezzi” Sez.A Ma sì, si sente a casa, è così Ma sì, ripartirà con loro sì. Ma sì, si sente a casa, è così Ma sì, ripartirà con loro sì Spicca il volo Fortunata È un puntino nero ormai I suoi amici l’han salutata Ma lei ritornerà. Ma sì, ci rivedremo ancora qui Ma sì, ritornerai non è così? Scuola Primaria “G. Bezzi” 2^ A


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Anche la classe 2^ C della Scuola Primaria “A. Grandi” ha partecipato al progetto in rete “ Lingue e linguaggi: una rete di colori”. La storia di “Fortunata e gli amici del bosco” ha riscosso molto consenso tra i bambini che l’hanno perfino voluta drammatizzare, l’8 marzo, festa di Carnevale, con una piccola recita a scuola, con costumi e scenografie da loro stessi realizzati.

Gli animali del bosco (Lupo Forte, Gufo Saggio, Volpe Furba, Talpa Timiduccia e lo scoiattolo Dentone), ascoltano i suoni del bosco.

Arrivato l’inverno e gli animali restano più a lungo al calduccio delle loro tane

Una notte d’estate, l’anatra Fortunata recita una poesia alla luna: L’anatra Fortunata si appresta a partire verso i paesi caldi e saluta “Bella tu sei dolcissima luna, del tuo colore non c’è nessuna: grigia, i suoi vecchi amici che l’hanno accolta con tanta cura con la proazzurrina, a volte argentata vivi in un mondo di luce velata… messa che tornerà presto a trovarli. quando ti vedo è felice il mio cuore perché sei luce non solo colore!”

Che divertimento costruire le maschere dei nostri amici del bosco e mascherarsi poi a Carnevale...

Scuola Primaria “G. Bezzi” classe 2^ A

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ALLA SCOPERTA DI...

LO SPECCHIO MAGICO, LA REGINA E ROSINKA ABBIAMO DISEGNATO E CON LORO IL MONDO DEI COLORI ABBIAMO ESPLORATO

NEL MONDO DELL’ ARTE SIAMO ENTRATI E QUADRI FAMOSI ABBIAMO AMMIRATO ...TANTI COLORI I PITTORI HANNO USATO E ANCHE NOI ABBIAMO PROVATO, USANDO LE FORME E POI …..COLORI CALDI, FREDDI E SFUMATURE, CREANDO COSI’ NUOVE PITTURE

I bambini hanno elaborato una personale imitazione del quadro di Kandinskij “Alcuni Cerchi” . Nell’ osservare i suoi quadri hanno scoperto che ...Kandinskij è convinto che la pittura deve essere sempre simile alla musica, e che i colori devono sempre assimilarsi ai suoni; la musica come la pittura è pura espressione di esigenze interiori e non imita la natura infatti essa è astratta e a proposito di suoni e rumori...

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ALLA SCOPERTA DI...

Tante musiche con Rosinka abbiamo ascoltato e alla nostra gioia e paura abbiamo abbinato, con i colori, che ci accompagnano ogni momento, tante emozioni abbiamo provato….

Scuola dell’ Infanzia “G. Bezzi”

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ALLA SCOPERTA DI...

Scuola dell’ Infanzia “G.Bezzi” sez. C e D Dalla storia “Il sogno di Rosinka” RICORDANDO IL PAESAGGIO FREDDO DELLA LAPPONIA … I bambini ascoltando la musica delle “Quattro stagioni “di Vivaldi, rappresentano così l’ Inverno

...E SCELGONO TRA TANTI QUADRI...

Ho scelto questo perché mi sa che ha più neve, ( Marco) Ho scelto questo perché ci sono tanti alberi spogli di inverno (Federico ) Qui mi sembra Perché c’è troppa neve troppo silenzio qui , la’ ce n’è di meno (Giulia ) (Irma) Le case sono più bianche, quindi c’è più neve (Leonardo)

Ho scelto questo perché i tetti sono bianchi(Alessandro) Perché c’è la neve che scende ( Sofije)

...ma ben presto il sogno di Rosinka si realizza...ogni paese riacquista la sua caratteristica, spuntano di nuovo i fiori, torna la primavera e tutti i bambini del mondo diventano amici ..

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ALLA SCOPERTA DI...

Comprensivo “Don Bosco”: una scuola di eccellenza Sabato 30 Ottobre alle ore 11.30, presso l’Aula Magna dell’Istituto Comprensivo “Don Bosco” a Tolentino, si è tenuta la premiazione degli ex alunni della Scuola Secondaria di I° grado “Dante Alighieri” che, al termine degli Esami di Stato nell’A.S. 2009/2010, si sono distinti per gli ottimi risultati raggiunti. Alla presenza delle Autorità cittadine è stato pertanto conferito un “Attestato di Eccellenza” ai seguenti ragazzi/e: Ciavaroli Nicolò, Cristallini Gloria, Falconi Daniele, Falconi Letizia, Gattari Maria Stella, Giovenali Sofia, Kacani Donatela, Ranzuglia Sara, Rossini Lucia, Scarpacci Giulia, Scattolini Mara, Seghetti Paolo, Tombolini Rachele, Valpiani Riccardo. Il “Don Bosco” si conferma dunque una scuola di qualità, che fin dall’infanzia accompagna i propri allievi in un percorso educativo e formativo di alto profilo: un reale punto di riferimento per la crescita e lo sviluppo culturale delle nuove generazioni di Tolentino e dintorni. La Redazione

Attraverso la conoscenza di divertenti tribù,i bambini della Sez.A della Scuola dell’Infanzia Bezzi hanno intrapreso un percorso ludico-didattico che li ha condotti alla scoperta degli aspetti sensoriali del mondo che li circonda Tra le tante attività proposte hanno anche cantato questa simpatica canzone e con allegria l’hanno anche rappresenta con dei bei disegni. La tribù delle lingue verdi sono indiani diivertenti a cui piace assai mangiare e il buon cibo poter gustare dolce o amaro non importa... ma che gioia una bella torta!

La tribù dei pelle blu sperimentano di più e la realtà da esplorare con il corpo voglion toccare usan le mani oppure i piedi ma di ogni contatto son sempre fieri!

La tribù degli occhi rosa son curiosi di ogni cosa passano il tempo ad osservare e non si stancan mai di guardare ma il buio loro sanno che la vista trae in inganno!

La tribù dei nasi gialli qui gli indiani sono tanti tutto vogliono annusare per poter poi valutare i profumi che bontà ma le puzze invece... bleah!

La tribù delle orecchie rosse sono artisti di gran classe loro amano suonare e i rumori ascoltare ogni suono percepito è sempre ben gradito!

Tutte insieme queste tribù sono cinque e non di più con le loro facoltà scoprono il mondo e l'umanità per poter meglio capire tutto ciò che può stupire Le Ranocchiette- Sez. A Scuola dell’Infanzia Bezzi PAGINA 37


ALLA SCOPERTA DI...

Il percorso didattico proposto nella classe 1^ C è stato utilizzato per avvicinare i bambini ai numeri e alla soluzione di situazioni problematiche legate ai bisogni primari stimolando la loro curiosità, promuovendo la discussione e le possibili soluzioni. I bambini si sono immedesimati in una piccola tribù primitiva che per sopravvivere deve " contare " le pecore senza poter utilizzare i numeri perché sono ancora sconosciuti. Scrac, il guardiano delle pecore mette in una ciotola un sasso per ogni pecora che esce dal recinto. I sassi però cominciano ad essere pesanti, quindi il pastore prende l’osso di lupo ,che gli serve da bastone, e fa una tacca per ogni pecora. La tribù comincia ad aumentare di numero così anche le pecore e i tanti ossi di lupo non si riescono più a trasportare allora Scrac pensa a un nuovo sistema molto più comodo: costruire tante palline di argilla quante sono le pecore in suo possesso. Così gli ossi di lupo vengono sostituiti da palline chiamate “calculi”. Ma quando le pecore da scambiare diventano moltissime il guardiano delle pecore deve trovare un’altra soluzione. Intanto Scrac si è invecchiato quindi si fa aiutare da suo figlio Sumè che ha una brillante idea: prende 10 palline, tante quante le dita della mano, per farne una “pallona”( bulla). Ora è più veloce a contare e il numero di calculi diminuisce notevolmente. Un giorno però Sumè deve portare a vendere le sue numerosissime pecore e deve passare in una stretta gola fra due montagne; ha preso pochi calculi e le pecore scappano. Che fare? Sumè fa un solco a sinistra vicino a quello dove aveva messo i calculi e ogni 10 pecore mette una “bulla”. Sumè ha inventato l’abaco. Oggi noi chiamiamo unità i calculi che non riusciamo a raggruppare mentre 10 tutti insieme li chiamiamo decina. Obiettivi di apprendimento: - la corrispondenza biunivoca - i raggruppamenti in base dieci - la decina - decine e unità - il valore dello 0 - l'abaco e valore posizionale delle cifre - l'abaco come strumento di calcolo - inventare delle possibili soluzioni di fronte a situazioni problematiche.

Attività - drammatizzazioni - realizzazione di ossi di lupo con la creta - costruzioni dei calculi e delle bulle con la creta - costruzione dell'abaco sulla sabbia - costruzione dell'abaco con la creta - registrazione nel quaderno .

Scuola Primaria “Don Bosco”

La scienza raccontata ai più piccoli Da diversi anni ormai gli alunni frequentanti le classi terza, quarta e quinta della Scuola Primaria “Don Bosco” partecipano al progetto “La scienza raccontata ai più piccoli”. Si tratta di un’interessante attività di collaborazione della nostra scuola con l’Istituto “Filelfo”, in particolare con la Professoressa Silvana Bracaccini. Quest’ultima si è sempre resa disponibile ad aprire le porte del laboratorio scientifi PAGINA 38

co del suo Istituto ai piccoli alunni della Scuola Primaria proprio con la finalità di “raccontare” loro la scienza, cioè di parlare di argomenti anche difficili di natura scientifica con un linguaggio accessibile ai bambini e di farli cimentare in esperimenti da eseguire con gli strumenti veri degli scienziati: termometri, contagocce, bilance, microscopi,… Un altro elemento significativo di questo progetto sta nella scelta della professoressa Bracaccini di non condurre lei stessa l’attività laboratoriale, ma di affidarla ai suoi studenti che, per una volta,

hanno potuto fare l’esperienza di essere “dall’altra parte della cattedra” e di rendersi conto di come a volte possa essere difficile il mestiere di insegnante. Certamente la “regia” della professoressa non è mancata, ma i protagonisti veri sono stati i ragazzi e i bambini. Gli esperimenti affrontati in laboratorio, scelti sulla base degli argomenti di scienze trattati nelle varie classi, sono stati sull’acqua e sull’aria per la classe III C, mentre la IV C ha partecipato al processo della produzione del sapone e ha osservato al microscopio gli stomi e i cloroplasti delle foglie di tiglio. I bambini della Scuola Primaria hanno vissuto l’esperienza proposta con entusiasmo e partecipazione, ma anche con grande serietà: tutti erano intenti a prendere appunti e a maneggiare con cautela gli strumenti del laboratorio! Gli studenti impegnati a guidarli in quest’esperienza si sono tutti dimostrati molto preparati, disponibili a mettersi in relazione con loro e anche a rilasciarci una piccola “dichiarazione”. Manuela, Nicola e Carlo, gli studenti


ALLA SCOPERTA DI...

del II A che hanno insegnato ai bambini della IV C come si fa il sapone, ci hanno infatti detto: “Spiegare ai bambini come si fa il sapone ci è piaciuto tanto, perché ci ha permesso di capire meglio l’argomento e ci ha stupito moltissimo la curiosità e l’attenzione dei bambini che ci ascoltavano e guardavano mentre si procedeva nella spiegazione e nella produzione del sapone. Secondo il nostro punto di vista, l’esperienza al laboratorio è molto utile per apprendere meglio un argomento in un modo diverso rispetto alla lezione frontale in classe”. Un’esperienza, quella del laboratorio, positiva sotto tutti i punti di vista e certamente da ripetere anche negli anni futuri, in un’ottica di collaborazione tra istituti diversi ma uniti dall’obiettivo di promuovere il gusto dell’apprendimento delle scienze. Gli alunni e le insegnanti classi III C e IV C Scuola Primaria “Don Bosco”.

Gli studenti ci spiegano gli esperimenti

Ogni giorno è … un’ avventura …

“Un caldo dono per

Frutta

nelle

Che bel calduccio con tante coperte e tanti maglioni...ora mi manca solo un padrone

un amico fidato”

scuole

Gioco sport

Musica

a

scuola

Facciamo festa insieme

Scuola Primaria “G. Bezzi” classe 1^ A

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docenti, studenti, genitori e Amministrazione Comunale per la collaborazione e l’ attenzione. Per l’anniversario dei 150 anni dell’Unità d’Italia, un augurio particolare alla nostra amata Patria.. “Amo i tuoi mari splendidi e le tue Alpi sublimi, amo i tuoi monumenti solenni e le tue memorie immortali; amo la tua gloria e la tua bellezza.” Edmondo De Amicis, Cuore

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