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SPECIALE

N. 92 GENNAIO 2016

San Gavin

Monreale.Net CARNEVALE SANGAVINESE 2016

Speciale Carnevale: 32° edizione del Carnevale Sangavinese Hai BISOGNO DI UN

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CARNEVALE

32° edizione del Carnevale di San Gavino Quella che sta arrivando, sarà la trentaduesima edizione del “Carnevale Sangavinese”, storico carnevale sardo che da sempre ha attirato le attenzioni di curiosi e appassionati provenienti da tutta l’isola e non solo. In questo numero di Comprendo andremo a raccontare la storia del Carnevale, i tempi che furono e il programma dell’edizione 2016, passando dai personaggi caratterizzanti sino agli amministratori. Iniziamo proprio da questi ultimi, che nei giorni frenetici della preparazione all’evento, abbiamo incontrato per avere maggiori dettagli sulla manifestazione carnevalesca, partendo dal primo cittadino di San Gavino Monreale, il sindaco Carlo Tomasi: “quest’anno abbiamo messo in atto un grande sforzo economico, facendo crescere il budget dedicato all’evento da poco più di 5.000

euro della passata edizione a quasi 20.000 per l’edizione del 2016, budget che saremo in grado di ripetere nel 2017”. Un budget importante a cui vanno affiancate le idee, negli ultimi anni forse sottovalutate: “abbiamo partecipato di recente a un bando ministeriale per Carnevali Storici” ci fa sapere Tomasi, che continua

“abbiamo richiesto un finanziamento importante per far sì che il nostro carnevale non solo torni agli albori passati, ma diventi un evento d’elite a cui tutti vorrebbero partecipare”. Il vicesindaco Nicola Ennas, assessore alla cultura rimarca l’importanza della partecipazione collettiva: “Le nostre linee guida, già da quest’anno, prevedono il coinvolgimento delle associazioni e dei carristi per laboratori sulla cartapesta, rivolti alle scuole ai giovani interessati, per far sì che questa importante tradizione che possediamo non si perda nel tempo”. E a chi rimarca l’importanza di avere un Regolamento per la sfilata, il vicesindaco ci espone il punto di vista dell’amministrazione: “è fondamentale avere la consapevolezza che ci siano regole precise per puntare su un carnevale or-

ganizzato dove al centro ci sia il divertimento e non il disordine, senza disconoscere la vocazione dei carri in cartapesta”. Insomma, un ritorno alle origini per quello che era un evento “fiore all’occhiello” del paese e della Regione, trovando il giusto compromesso tra ciò che i carri, la cartapesta e i carristi rappresentano, e ciò che invece col tempo, a causa del “lasciare fare” tipico della nostra nazione, abbiamo rischiato di perdere, e che se non poniamo rimedio presto, perderemo. L’edizione 2016 del Carnevale Sangavinese sarà raccontata da queste pagine di Comprendo anche grazie all’aiuto dell’Amministrazione Comunale e della Pro Loco San Gavino che hanno contribuito alla realizzazione del numero 92. Buon carnevale a tutti! LA REDAZIONE


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Breve storia del Carne Era il 1984. Tutto cominciò per scherzo quando un gruppo di amici ebbe l’idea di far rivivere l’anima del Carnevale. Un po’ di passione, un po’ di gioia e un pizzico di follia, prende vita tra il non poco scetticismo iniziale, la prima edizione del Carnevale Sangavinese. I primi gruppi a rappresentare le maschere carnevalesche furono gli “Indigeni”, gli “Ufo”, i “Puffi”, “Sala Operatoria”, “MonteScimprorio” e i “Pirati”. Furono sei gruppi molto coraggiosi, che fecero da apripista a quello che poi negli anni ’90 è stato, probabilmente, il miglior carnevale della nostra zona. Dalla satira politica stile Viareggio, ai vestiti spettacolari, la linea tracciata era già ben evidente sin dalla prima edizione:

il Carnevale Sangavinese non sarebbe stato come tutti gli altri. Sarebbe stato molto di più. Il 1985 fu l’anno della conferma, nonostante le prime polemiche (come ogni paese che si rispetti) e una popolazione divisa tra “pro” e “contro” Carnevale, si andò avanti, e per fortuna. Fece il suo esordio la cartapesta grazie al gruppo dei “Diavoli” coordinato da Carlo Matzeu che proprio grazie a questa meravigliosa novità, vinse la seconda edizione del Carnevale. Il 1986 è il primo anno in

cui il clima non è amico, capiterà altre volte negli anni. La terza edizione fu denominata il “carnevale del gelo”, ma nonostante questo si presentarono ai nastri di partenza ben dieci gruppi, vinse “Aladino” che ottenne il celebre “Torraponi”, ovvero il premio che spettava al primo classificato che, l’anno successivo avrebbe dovuto cederlo al suo successore. Un po’ come fu per la Coppa Rimet per i Mondiali di Calcio, il primo gruppo che avesse vinto su “Torraponi” per tre volte, se lo sarebbe tenuto per sempre. Nel 1987, alla quarta edizione, avviene forse il primo salto di qualità, si iniziano a scorgere i primi segni di una qualità unica per il carnevale e tutta la comunità sangavinese iniziò a vederne i benefici. Ci si incuriosisce, ci si interessa, ci si appassiona ma soprattutto si partecipa attivamente. La manifestazione passa da essere un evento quasi di nicchia a un evento totalmente popolare, in cui chiunque voglia può fare la propria parte. Nel 1988 ci si conferma a livelli altissimi, i carri allegorici arrivano ad avere qualità di lavorazione e di raffinatezza da non credere per una manifestazione nata solo quattro anni prima. Inizia a prendere corpo inoltre, un fenomeno che rappresenterà il Carnevale Storico così come lo abbiamo conosciuto sino


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evale Sangavinese a qualche anno fa: i piccoli gruppi iniziano a sparire e prendono vita gruppi formati da persone più professionali. A questo punto, il nostro gioiello è a una svolta storica, sta per diventare grande. Il primo “compito in classe” arriva nel 1989, e viene superato ad altissimi voti. La sesta edizione può essere definita un’edizione di transizione, il fenomeno precedentemente descritto porta i risultati sperati, pochi carri rispetto alle edizioni passate, ma tutti di livello altissimo. Iniziano ad iscriversi alla manifestazione tantissimi giovani provenienti dai paesi limitrofi, portando il Carnevale Sangavinese fuori dai ranghi di semplice carnevale di paese, e ad assumere una prima connotazione di Carnevale Regionale. Non è più tempo quindi per l’improvvisazione, ancora oggi di quella sfilata ci ricordiamo “Sol Do Brasil” e gli “Indiani”. Il 1990 è l’anno in cui vede la luce un’organizzazione forte, si iniziano a dettare regole precise e codici di comportamento, i gruppi diventano sempre più numerosi e al divertimento si associa una grande responsabilità. Vincono gli “Tzigani”

e ancora oggi quel nome riecheggia quando gli artisti del settore parlano di ottimi carri allegorici. Nel 1991 la definitiva consacrazione, infatti per

la prima volta, partecipano alla sfilata anche carri provenienti da altre zone della Sardegna come Carbonia e Iglesias. Grazie al carro dei “Maya” vince per la terza volta il gruppo “Il Cordiandolo” a cui viene consegnato su “Torraponi” in maniera definitiva. Il Carnevale cresce sempre di più sino ad arrivare alla fine degli anni ’90 e inizi del millennio in cui raggiunge li-

velli forse anche troppo alti. Il gioco inizia a scricchiolare fino ad arrivare ai giorni nostri. Ancora oggi servirebbe quel po’ di passione, quel po’ di gioia e quel pizzico di follia che animò il Carnevale Sangavinese nel 1984. Sin dai primi giorni, la manifestazione ha il suo simbolo nel “Baballotti” che diede anche il nome al comitato che per anni e anni ha organizzato la manifestazione. “Su Baballotti” è un carro piccolo e non tanto bello, ma che i sangavinesi aspettano con grande curiosità e a cui spesso si affezionano. A conclusione della manifestazione viene bruciato pubblicamente ottenendo uno piacevole spettacolo di luci, sperando sia di buon auspicio per l’anno che verrà. Racconto liberamente tratto da “8 anni di Carnevale Sangavinese” di Mauro Virdis – Editrice Celt, 1991

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Il programma del Carnevale Sangavinese Al momento di chiusura del giornale, il Carnevale Sangavinese non ha ancora un programma ufficiale ma, come tutti gli eventi di grande rilievo ha un programma in continuo divenire, frutto del fermento creato dalla nuova edizione. La manifestazione “32esima edizione del Carnevale Sangavinese” sarà organizzata dalla Pro Loco di San Gavino e dall’Amministrazione Comunale in collaborazione con un gruppo di coordinatori. La giornata clou sarà come sempre quella della domenica, il 7 febbraio, quando dalle tre del pomeriggio prenderà vita la tanto attesa celebre sfilata dei carri allegorici, dei gruppi a piedi e delle maschere singole, che animerà le vie del paese. L’antipasto della grande sfilata sarà il “giovedì grasso” appuntamento fisso dedicato ai più piccoli, la mattina si

terrà la sfilata delle scuole, il pomeriggio quella degli oratori. La mattina del 4 febbraio appunto, le classi della scuola dell’infanzia e della scuola primaria si incontreranno in piazza Marconi, ognuna proveniente dal proprio plesso,

per dar vita al “Carnevale dei Bambini”. Immancabile il trenino, che tanto piace ai più piccoli e che spesso riporta in mente l’infazia anche a chi bambino non lo è più da un po’. Quest’anno, il tema della scuola dell’infanzia sarà l’acqua, ci saranno tra gli altri gli scienziati pazzi e le nuvole, mentre per la scuola primaria il tema sarà libero. Il pomeriggio del “giovedì grasso”, sarà invece dedicato al Carnevale degli oratori, la formula rimane fedele a quella che tanto bene è andata negli anni precedenti. Si inizia con il raduno presso il piazzale del Convento, per proseguire poi con la sfilata lungo la via Roma che si concluderà presso il capannone polivalente, in cui è prevista l’animazione, i giochi, la merenda condivisa e tanto divertimento. Si arriva all’appuntamento più importante, quello di domenica 7 febbraio, quando dalle ore 15:00 prenderà il via l’evento tanto atteso della kermesse carnevalesca: la grande sfilata. La sfilata sarà aperta da sbandieratori e musicisti, e come sempre, oltre a poter ammirare i carri allegorici della scuola sangavinese, si potranno ammirare anche le opere provenienti dal circondario, sino agli ormai celebri

carristi di Nurri. Il Regolamento quest’anno prevede delle regole ben precise sulle dimensioni dei carri, sulle responsabilità dei gruppi e sul tipo di musica che dovrà essere prettamente carnevalesca. La giuria nel comporre la classifica finale, dovrà valutare infatti, non solo l’elaborazione della cartapesta ma anche il vestito, la coreografia e il comportamento dei mascheranti iscritti. Le votazioni sono previste sia per la sfilata dei carri allegorici che per i gruppi a piedi e le maschere singole. Alla conclusione della grande sfilata dei carri allegorici, la manifestazione troverà la sua conclusione in piazza Marconi con un concerto per tutti: mascheranti e spettatori. In contemporanea alla buona musica suonata, si terranno sia il classico rogo de “Su baballotti” che le premiazioni per i primi classificati di ogni categoria. Migliorare gli errori del passato senza dimenticare ciò che di buono si era costruito, sembra essere questo l’intento di chi ha messo mano alla 32esima edizione del Carnevale Sangavinese, che speriamo, sia ricordata come quella della rinascita di un evento che da sempre affascina tutte le fasce d’età.


FESTE

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Kikki Pilloni, il calzolaio mascherato Signor Francesco è una delle maschere carnevalesche più famose del Medio Campidano, siamo sicuri però che chiamandolo così solo pochi avranno capito di chi stiamo parlando. L’artista in questione è più noto al pubblico come Kikki “il calzolaio mascherato”. Delle trentuno edizioni trascorse del Carnevale Sangavinese ci dice “forse ne ho saltato una”. Il nome d’arte di Francesco Pilloni è appunto “Kikki”, questo deriva da un soprannome che porta con sé sin dall’infanzia, periodo in cui qualche difetto di balbuzie veniva sottolineato dagli amici con questo soprannome, a cui però or-

mai è affezionatissimo. “Se non mi maschero non sto bene con me stesso, anche se la mia famiglia non sempre è d’accordo, prendo il Carnevale come un impegno, scarico la tensione della vita di tutti i giorni, mi diverto e provo a far divertire” ci dice Kikki, che abbiamo incontrato nella sua bottega. Particolarmente legato ai travestimenti satirici di politici nazionali e locali, scopriamo però che il suo vestito preferito è stata la maschera “del manicomio”, realizzato durante il periodo in cui furono chiuse le strutture, per provare a smuovere le coscienze di chi ne sottovalutava il problema. Kikki,

ha spesso rappresentato anche trasmissioni televisive con l’intento di prendersi gioco di quel tipo di televisione popolare che nonostante le critiche realizza sempre ottimi indici di ascolto: C’è Posta per Te, Affari Tuoi, ecc. Ma come dicevamo prima, anche la politica, spesso e volentieri, è stata presa di mira dal nostro Kikki, non manca all’appello il classico travestimento da Berlusconi ma anche il “nostrano” Mostallino, all’epoca del travestimento assessore allo sport che, ci dice l’artista, “a primo impatto non la prese benissimo”. Ma sì sa, se la satira piacesse ai “potenti” non avrebbe colpito nel segno. Ci togliamo una curiosità: ma come mai sfila sempre da solo? “Negli anni ho provato a collaborare con qualche altro mascherante, ma il mio modo di fare, di interpretare il

ruolo e di divertirmi insieme al pubblico, non è semplice da infondere agli altri, quindi ormai preferisco fare da solo aiutandomi con la collaborazione degli spettatori presenti lungo il percorso” ci dice Kikki, che continua “mi è sempre piaciuto fare scherzi ai miei parenti, che non mi riconoscevano, fare scenette divertenti per intrattenere il pubblico di grandi e piccini”. Kikki realizza da sé vestiti e sceneggiatura delle proprie maschere, è un artista simbolo di San Gavino Monreale, paese che proprio negli ultimi anni sta riscoprendo la propria vena artistica, sperando che questo si riversi anche o in parte, in una rinascita del Carnevale Sangavinese, che tanto deve a signor Francesco, quello che tutti noi sangavinesi affettuosamente chiamiamo Kikki. LUCA FOIS


San Gavin PERIODICO

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Premio “Tomasi Gioielli” Dopo una sfida all’ultimo sms e all’ultimo click sul sito “San Gavino Monreale . Net”, Alessandro Deiola si aggiudica la seconda edizione del premio che lo ha incoronato come “Sangavinese dell’Anno 2015”.

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SOCIETÀ

Il Sangavinese dell’anno 2015 Un premio nato per gioco un anno fa, ha già raggiunto una piccola consacrazione tra i Sangavinesi. Orgogliosi e anche un po’ spaventati da ciò che le nostre decisioni possono rappresentare, abbiamo candidato al Premio “Tomasi Gioielli” Sangavinese dell’anno, tre figure che potremo dire completamente diverse ma tutte e tre, a nostro parere, meritevoli del

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premio. Dopo la sostanziale parità tra i voti online e i voti ottenuti con gli sms, noi della redazione abbiamo deciso di “eleggere” Alessandro Deiola come Sangavinese dell’Anno. Centrocampista del Cagliari, che si è messo in mostra, soprattutto tra Agosto e Settembre, in serie B, ha quasi mandato in tilt i contatori del sito sangavinomonreale.net quando dopo ogni suo gol veniva pubblicata la notizia. L’abbiamo incontrato a casa sua dopo una stancante seduta di allenamento, i racconti, i sacrifici fatti per arrivare lì e quel pizzico di delusione per non giocare più così tanto come a inizio stagione. Per lui un bellissimo orologio offerto da “Tomasi Gioielli”, ci ringrazia emozionato e noi siamo sicuri che parleremo spesso delle sue prodezze. Seconda classificata Marcella Ibba, artista sangavinese che da un

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anno a questa parte ha portato una ventata di novità e eventi lungo la via Roma. Sapevamo sarebbe stata un’ottima avversaria di Alessandro, e anche per noi, non è stato semplice scegliere. Terzo classificato Giorgio Serci, musicista che ha portato le note della sua chitarra sangavinese in giro per il mondo, che una volta conosciuto il verdetto ci dice: “Penso che poche persone conoscano i gusti del paese come voi, per ciò che fate. Vi ringrazio tanto per avermi nominato, mi ha fatto molto piacere, anche se fa un effetto strano, devo ammettere. Comunque penso che la scelta di Alessandro sia stata quella più giusta, peccato per il bell’orologio però, non lo avrei rifiutato!”. Tempo al tempo, speriamo davvero che questo premio possa rappresentare qualcosa di importante, qualcosa che porti il nostro paese

a ragionare con la mente più aperta, superando invidie e gelosie di cui sentiamo parlare fin troppo spesso. Bravo Alessandro, ma brava Marcella e bravo Giorgio per aver accettato di mettersi in gioco, perché di gioco si tratta. Concludiamo ringraziando pubblicamente “Tomasi Gioielli” per aver accettato di collaborare con la nostra redazione. LUCA FOIS


NATALE SANGAVINESE

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Il resoconto del Natale Sangavinese Tra i tanti eventi importanti che allietano le giornate dei sangavinesi, abbiamo sempre catalogato il Carnevale Sangavinese, la Mostra Regionale dello Zafferano e negli ultimi anni sia Monumenti Aperti che il Natale Sangavinese. Un’edizione del Natale, quella iniziata il 18 Dicembre 2015 e conclusa il 10 Gennaio 2016, leggermente sottotono rispetto alle precedenti, ma comunque con alcuni picchi che hanno sicuramente impreziosito le nostre serate. L’inaugurazione di Piazza Trento ha raccolto attorno a sé tanti curiosi e tantissime persone vogliose di complimentarsi col gruppo “Sti Ragazzi” e con chiunque stia collaborando alla realizzazione di questi angoli meravogliosi del paese. Ottima partecipazione anche per la serata dell’A.S.D. Progetto Danza, che ha portato per

le vie del paese tantissime e bellissime befane, e per la serata dell’Associazione S’Araxi che grazie ai balli sardi ha popolato la piazza Marconi. Grande successo anche per il musical “L’atteso” messo in scena al Teatro Comunale dalla Compagnia Jesus in Music, il teatro che è stata la cornice anche di altre bellissime serate come i concerti della Scuola Media, del Coro Polifonico Sangavinese e della Banda Musicale Città di San Gavino. Questo a dimostrazione che il teatro, se utilizzato, è un ottimo elemento con cui rafforzare il movimento artistico che sta animando San Gavino. Durante il Natale Sangavinese non son mancate le manifestazioni sportive, l’A.S.D. Insieme ha organizzato un torneo di calcio a 5 integrato per atleti disabili, l’Italpiombo un torneo di calcio giovanile

e l’Atletica Podistica la corsa campestre sotto l’egidia del C.S.I.. Ki.Pa con due giornate dedicate a chi vuol bene agli animali, ha rallegrato i sangavinesi di tutte le età, grazie anche a musica e animazione. Hanno partecipato con ottimi eventi anche l’A.N.P.I. Medio Campidano, Chine Va-

ganti, il C.A.S., A.S.D. Fantasia, I&B, ME Salone di Bellezza, Bar Giovani, Oktoberfest, i Commercianti Zona Mercato, Avis, Thalassazione Medio Campidano, Delfino Onlus, Anziani Solidali, Anziani Sempre Giovani, Università della Terza Età e tanti hobbisti. All’anno prossimo.


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VIABILITÀ

I pericoli tra via Mazzini e viale Trieste Calendari, ultimi pezzi disponibili

Il Calendario 2016 di San Gavino Monreale, realizzato da Comprendo in collaborazione con Muzedon.Com e l’AVIS di San Gavino, è andato letteralmente a ruba! Chi è di passaggio a San Gavino Monreale può ancora trovarlo presso l’edicola Ortu in via Vittorio Emanuele, mentre i nostri lettori più lontani potranno riceverlo via posta contattando il 340.3432895

Se si parla di pali pericolosi o pericolanti a San Gavino Monreale, non si può non parlare di via Mazzini. Abbiamo parlato in diverse occasioni del grosso palo tra via Mazzini e viale Rinascita, pericoloso in quanto ostruisce la visuale degli automobilisti che attraversa-

no l’incrocio. Non solo, questo palo risulta corroso alla base, suscitando un po’ di paura nei passanti. Spostandoci di qualche decina di metri, in un

altro crocevia, tra via Mazzini e viale Trieste, la situazione è ancora peggiore, se possibile. Non ci sono problemi di visibilità (essendo invertito il senso unico di marcia) ma la condizione della base del palo è oggettivamente orribile, con il cemento sgretolato e le armature arrugginite in bella vista. Non essendo la prima volta che raccontiamo di pali caduti sulla strada, date le dimensioni e il peso del suddetto pilastro, non vorremmo assistere a una “tragedia annunciata” e probabilmente evitabile con un minimo impegno economico. Sul versante opposto dell’incrocio, anche la segnaletica stradale

è “discutibile“. Al netto della creatività con cui sono stati disposti i vari cartelli stradali, la foto in basso permette di notare l’altezza dal suolo (basta prendere come riferimento la porta del locale commerciale) delle indicazioni per le varie direzioni. Una posizione ad “altezza uomo” non proprio ottimale per chi cammina sul marciapiede. Anna, una nostra lettrice, ha commentato così la foto sul sito San Gavino Monreale . Net: “Più di un anno fa, venendo da viale Trieste ho sbattuto la testa in una di quelle indicazioni. Ho puntualmente segnalato agli uffici competenti e al comando dei vigili urbani l’accaduto, ma da allora niente è cambiato. Anzi sono cambiata io, ogni volta che esco dal centro estetico sto molto attenta a non fiondarmi di nuovo su quei cartelli”. Insomma, c’è molto da rivedere in questo angolo del paese, un tempo più trafficato, ora sempre più “periferico” a causa dello spostamento della stazione ferroviaria e dell’eliminazione di tutti i passaggi a livello cittadini. SIMONE USAI


STORIA

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STORIA

Le festività storiche a San Gavino In antichità erano tante le festività che si svolgevano in paese, e molte di queste sono scomparse. La festa di Santa Severa si celebrava la prima domenica di luglio e aveva un suo mercato e una corsa di cavalli. Gli orbieri erano soliti abbellire sa cadira de floris (una sorta di portantina fiorita) per la processione; ma il rettore Sanna Antonio nel XIX secolo, stanco dei balli, della musica e della confusione generata dalle persone, decise di abolire la festa e andare contro gli orbieri facendo costruire una nuova portantina: si scatenò così un tumulto che portò poi alla fine della ricorrenza civile e religiosa. Le celebrazioni per Santa Lucia – il 13 dicembre – erano una delle più sentite e più belle nel paese: solitamente in quell’occasione oltre al mercato si allestivano is buttegheddas

de guventu, che erano una lunga fila di stanzette messe a disposizione per i pellegrini che arrivavano numerosi: il rito si svolgeva ogni anno e con molta partecipazione dei villaggi limitrofi. Come festa patronale, quella di Santa Chiara venne festeggiata da tempo immemorabile il 12 e non l’11 agosto, per fare in modo che fosse agevole lo spostamento dei grandi mercati prima da Sanluri e poi verso Guspini. La festa per San Gavino Martire si teneva la prima domenica di maggio: era molto sentita, ma mancavano i commerci ambulanti. Il tutto consisteva nella processione che passava tra le viuzze - cosparse di fiori del paese; in coda alla lunga processione stava s’orberi, un cavaliere che, reggendo in mano lo stendardo religioso, procedeva con il cavallo a ritroso (a torradura a coa) e

Foto di Diego Cotza

senza mai rivolgere le spalle alla statua del santo guerriero. Si pensa che la festa abbia origini medievali, coincidenti con gli inizi dell’attività bellica in primavera: la chiesa non poteva però mai restare incustodita. Esistevano tante feste ormai dimenticate: quella per Santa Rosa era talmente sentita che molti erano soliti pagare per messe particolari (nel Settecento). Altra era quella dedicata a Santa Giuliana, di cui si ha menzione nel 1675: in un atto notarile alcune persone facoltose

stabilirono che i propri eredi provvedessero alle spese per la festività. In onore di Santa Maria Maddalena (visto che era presente la sua chiesetta), si celebrava una ricorrenza che tra il XVIII-XIX secolo richiedeva la manutenzione dell’edificio rurale. Anche il Carnevale, che avrà ulteriore fortuna in anni recenti, era celebrato almeno fin dal 1850 dai sangavinesi che “…si divertivano con il ballo a suon di zampogna, specie a carnevale…”. ALBERTO SERRA


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Direttore Responsabile Fausto Orrù Amministrazione Luca Fois luca.comprendo@gmail.com 340.3432895 - Redattore editoriale Simone Usai simone.comprendo@gmail.com 349.5306966 Redazione Virtuale Online redazione.comprendo@gmail.com Stampa Grafiche Ghiani S.r.l. Industria Grafica S.S. 131 km 17,450 09023 Monastir (CA) Registrato presso il Tribunale di Cagliari Registrazione N. 23/010 del 01-12-2010. La direzione di Comprendo si riserva il diritto di rifiutare o sospendere una inserzione a proprio insindacabile giudizio. L’Editore non risponde di eventuali errori di stampa, ritardi o danni causati dalla non pubblicazione di inserzioni per qualsiasi motivo. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia. Ogni pubblicazione su Comprendo è da intendersi in forma gratuita. Il materiale consegnato alla redazione non sarà restituito. Con l’invio di lettere, e-mail, foto, sms e mms se ne autorizza la pubblicazione. Le lettere non dovranno superare le 900 battute, spazi compresi.

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