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PERIODICO

Monreale.Net INDIPENDENTE DI COMMERCIO E ATTUALITÀ

N. 83 MARZO 2015

San Gavin

L’acqua di San Gavino Monreale Dal 1896 ai giorni nostri, passando per Esaf e Abbanoa, rabdomanti e trivellazioni, vi raccontiamo la storia dell’approvvigionamento idrico a San Gavino Monreale. Una storia che forse non tutti conoscono...

Gli studenti parlano di mafia Gli studenti del Liceo Lussu incontrano Attilio Bolzoni, giornalista impegnato contro le mafie.

Le strade di San Gavino Monreale La condizione delle strade come indice dell’attenzione al decoro urbano. Come si presenta San Gavino?

La truffa del quadro di Papa Francesco Un sistema subdolo per introdursi nelle case e raggirare gli anziani. Ecco la truffa del quadro del Papa.


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STORIA

La storia dell’acqua di San Gavino Monreale Vi raccontiamo una storia, ambientata nel 1896, anno delle prime olimpiadi moderne. Il luogo non è Atene ma San Gavino Monreale. A partire da quell’anno abbiamo le prime testimonianze di sangavinesi che iniziano a preoccuparsi dell’approvvigionamento idrico. L’idea è quella di costruire un acquedotto tra i comuni limitrofi, ma è del 1911 la costruzione della prima conduttura per l’acqua potabile, acqua definita “ottima”. Negli anni Trenta la situazione cambia, il Podestà chiede la costruzione di un pozzo dentro il centro abitato, dato che il pozzo da cui la popolazione si approvvigionava era distante oltre mille metri dal paese. L’acqua iniziava a non essere più buona e potabile, era sporca e inquinata. Il punto per il nuovo pozzo fu fatto scegliere a un esperto rabdomante, colui che, senza

soluzioni scientifiche, riusciva, tramite l’utilizzo di alcuni strumenti, a trovare l’acqua nel sottosuolo. Tra il ’30 e il ’31 furono costruiti due pozzi, ma è negli anni Quaranta che la situazione iniziò a diventare critica, a causa dello sviluppo demografico. Nel ’43 gli abitanti erano quasi 6.500 a cui si aggiungevano circa 600 vittime dei bombardamenti a Cagliari ospitati nel nostro paese. Negli anni Cinquanta la popolazione si serviva di un pozzo situato in Viale Trieste, che distribuiva due litri d’acqua, al giorno, per abitante, e siccome si stimava che negli anni Settanta ci sarebbe stato un incremento fino a 11.400 abitanti, la situazione stava diventando drammatica. A inizi anni Cinquanta il Ministero non finanziò i nuovi lavori per migliorare gli impianti di approvvigionamento, cosicché nel 1958 fu

il Comune stesso a costruire un altro pozzo di portata nettamente maggiore. Nel 1960 San Gavino adottò il primo “Regolamento Comunale” nel quale si specificava che si sarebbero fatte concessioni anche nelle strade sprovviste di condutture idriche purché i richiedenti contribuissero

a sostenere le spese della costruzione. Nel 1961 l’Esaf (Ente Sardo Acquedotti e Fognature) chiese al Comune la cessione dei propri impianti, a questa richiesta però, non arrivò alcuna risposta. Fu così che San Gavino prese completamente in mano la gestione autonoma del servizio

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dal 1896 fino ai giorni nostri

idrico e quello degli allacci alla rete. Nel 1962 il Comune acquistò dai Frati un terreno di quasi 500 metri quadrati in cambio di 10.000 litri di acqua al mese. Nello stesso anno, per risparmiare, si decise inoltre di eseguire in autonomia la parte riguardante gli allacci. All’epoca i pozzi

erano quattro, la popolazione era superiore alle 8.200 unità e il servizio di erogazione era garantito per sole quattro ore giornaliere, due la mattina, due la sera. Nel 1964 il Sindaco scrisse “è utilizzata al massimo tutta la disponibilità idrica e qualsiasi altra trivellazione sarebbe inutile. Manca la rete fognaria e la situazione igienica dell’abitato è piuttosto grave”. Negli anni a seguire fino alla seconda metà degli anni Ottanta il Comune di San Gavino, che continuava a gestire l’approvvigionamento idrico in autonomia, si occupò prevalentemente delle opere di manutenzione e potenziamento degli impianti, proseguendo l’ampliamento della rete fognaria. Nel 1987 San Gavino contava dieci pozzi, nonostante ciò il 48% dell’acqua arrivava dall’acquedotto di Villacidro, proprietà dell’Esaf. Nel 1991 la percentuale

L’assemblea pubblica con Abbanoa

passò al 51%. Per la manutenzione dell’acquedotto c’erano tre idraulici addetti, i quali garantivano la presenza anche nei giorni festivi. Nel 1997 la Regione Sardegna ha disciplinato la riorganizzazione del servizio idrico in base alla legge Galli del 1994 che a sua volta fu adottata in recepimento della normativa europea. Nel 2005 prende vita Sidris, una società che accorpava tutti gli enti pubblici esistenti che gestivano l’acqua in Sardegna. Nel 2006 il suo nome varierà in Abbanoa. Mancava l’ultimo passaggio, la ratifica dei Comuni ad aderire al gestore idrico unico regionale. Il 29 Settembre 2006, il Comune di San Gavino (delibera n.58) col voto favorevole di 13 su 14 consiglieri votanti, cede gli impianti e la gestione del servizio idrico ad Abbanoa SpA. L’unico voto contrario fu di Giovanni Tinti che disse “il 50% dell’acqua la fornisce l’Esaf, i maggiori costi di gestione saranno scaricati sui cittadini, il mio voto è contrario perché pur comprendendo la situazione questa imposizione non mi piace”. Votarono a favore gli attuali consiglieri: Sandro Atzori, Nicola Ennas, Nicola Garau, Silvia Mamusa e Stefano Musanti. Questa è la nostra “Storia dell’acqua”, non la chiamiamo favola, perché solitamente le favole hanno un lieto fine.

Il 16 marzo si è tenuta un’assemblea pubblica con Abbanoa. Ha aperto i lavori il sindaco “non tutto è andato per il verso giusto”esordisce Tomasi. Abbanoa era rappresentata da Ivo Picciau e Alberto Urpi. Picciau sostiene che l’85% delle pratiche gestite in conciliazione hanno esito positivo e che le bollette pazze sono dovute a perdita occulta nel 75% dei casi. Circa 400 gli spettatori, spesso attivi, dell’assemblea e Urpi sottolinea che “se ci sono così tante persone significa che Abbanoa qualche problema l’ha creato”. Sono intervenuti consiglieri ed ex amministratori, ma soprattutto è stata data la parola ai cittadini e la nostra redazione ha gestito la parte relativa alle domande del pubblico: vertevano quasi tutte sulla parte amministrativa. A breve sarà convocato un consiglio comunale aperto per discutere la petizione di 2.759 firme, in cui il “Coordinamento Cittadino Riformatori Sardi” chiede di valutare l’opportunità di rescindere il contratto che lega San Gavino ad Abbanoa SpA.

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4 Assemblea generale del CCN

Dopo un periodo di pausa post-natalizio, il direttivo del Centro Commerciale Naturale di San Gavino Monreale ha indetto un’assemblea generale, che si terrà lunedì 30 marzo 2015, alle ore 20:30, nel piano superiore del Supermercato Olivo in viale Rinascita. L’ordine del giorno sarà: resoconto Natale 2014, argomenti da portare alla prossima riunione con gli amministratori, mercatino, economie di vantaggio, varie ed eventuali.

SCUOLA

Gli studenti parlano di mafia Dal 1996, ogni 21 marzo, primo giorno di primavera, si celebra la Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti delle mafie. E quest’anno San Gavino ha preso parte all’avvicinarsi della ventesima edizione. La mattina dell’11 marzo, l’iniziativa di Libera Sardegna “I cento passi verso il 21 marzo”, ha fatto tappa al Teatro Comunale. Duecento studenti del liceo “Emilio Lussu” hanno incontrato Attilio Bolzoni, uno dei giornalisti italiani che meglio conosce il fenomeno mafioso, da anni racconta ai lettori del quotidiano “la Repubblica” gli intrecci tra criminalità organizzata e potere. Apre i lavori Gigi Pittau, professore e giornalista, a seguire gli interventi dell’assessore all’istruzione Bebo Casu, di professor Salvatore Manno, e di Claudio Seda, presidente

di Euro 2001. È poi il turno di Alberto Ibba, studente, che legge alcuni pensieri di Paolo Borsellino, avvicinando la platea al tema della mattinata. Prende la parola Gian Piero Farru di Libera Sardegna, racconta agli studenti la storia di una loro coetanea, Rita Atria, diciassettenne che decise di denunciare il sistema mafioso del suo paese, conobbe così il giudice Borsellino, che per lei sarà come un padre. Quando egli sarà ucciso, Rita si toglie la vita. La parola passa quindi a Bolzoni che, dopo un’introduzione sul suo libro “Uomini soli”, inizia a rispondere alle domande degli studenti. Noi, presenti all’evento, siamo attratti dalla domanda “La mafia è presente nel giornalismo?”. Il giornalista di Repubblica compiaciuto, risponde che “la stampa ha svilito il significato di mafia rappresentandola come stile

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di vita e non come associazione mafiosa. È un problema che esiste dall’800. L’atteggiamento della stampa verso la mafia cambia col maxiprocesso” e continua “la mafia è cambiata, assume forme più rassicuranti. Non è sparita anche se non spara più”. E a chi chiede se la mafia in Sardegna esiste, risponde “duecento beni mafiosi sequestrati in Sardegna. Come si fa a dire che in Sardegna non esiste?”. E noi chiudiamo con la frase rappresentativa dell’evento: “le mafie hanno più paura delle scuole che delle prigioni”.

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TEATRO

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“Is Nebodis De Su Sindigu” di Muredda La compagnia teatrale “Muredda” presenta “Is Nebodis De Su Sindigu”, la sua ultima commedia che sarà proposta al paese il 28 marzo presso il Teatro Comunale di San Gavino Monreale. Questa commedia è stata tradotta in lingua sarda da Patrizio Podda e verrà messa in scena alle ore 10:00 per cento studenti del Liceo “Marconi” e cento studenti del Liceo “Lussu”, nell’ambito della promozione e la diffusione della lingua sarda. La sera, alle 21 invece, la commedia sarà rappresentata “po tottu sa bìdda e po chi ddi praxit su teatru sardu”. I posti a disposizione saranno sempre duecento, data la capienza massima attuale del nostro teatro. Muredda, compagnia teatrale sangavinese nasce a inizi 2007 per volontà di un gruppo di appassionati per il teatro in lingua sarda e propone sin

dai suoi albori la rappresentazione di commedie in lingua sardo-campidanese, sia a San Gavino, sia ovviamente in altri paesi della Sardegna. La prima esibizione avvenne il 30 novembre 2007, la commedia era “L’ultimo infortunio di Vittorio” scritta da Antonio Contu. Questa era ambientata nel paese immaginario di Muredda, da cui appunto la compagnia prende il nome. Le commedie sono tutte in stile comico e hanno alle spalle un anno di lavoro con due incontri settimanali, ma come si può evincere, più componenti ci sono, più è difficile incontrarsi tutti insieme. Il presidente dell’associazione è Marco Ennas, il regista è Cristian Aru e tra i premi ricevuti dalla compagnia spicca quello di Antonio Figus come “miglior attore” presso la Rassegna “Dicembre Teatrale Guspini”. Attualmente

“Muredda” fa parte dell’associazione Teatro Insieme che conta ben tredici compagnie. “Is Nebodis De Su Sindigu è una commedia comica con situazioni esilaranti che non cade mai nella banalità e nel linguaggio scurrile. La riproporremo in estate” ci fa sapere Marco Ennas che continua “abbiamo proposto delle opere di assoluto valore come

L’Avaro di Molière adattata in sardo-campidanese da Giampaolo Pisu, attualmente abbiamo in lavorazione una piece del teatro popolare bergamasco adattata da Dario Fo oltre ad una reading dai Promessi Sposi, sempre in sardo-campidanese”. Non ci resta che dire: buon teatro a tutti! SIMONE USAI


6 L’associazione S’Araxi rinnova il direttivo

L’associazione culturale S’Araxi ha rinnovato il proprio direttivo. Sono state confermate le cariche di Valentina Atzeni nel ruolo di presidente, Federica Mura come tesoriere, Angelita Cinus segretaria, Silvia Achena consigliere. È stata eletta inoltre Michela Lixi come nuovo consigliere. In attesa di rivedere la piazza Marconi animata dalle note dei balli tipici sardi durante “Araxi de Ballus” edizione 2015.

CULTURA

L’arte del pane di Nonnòra Il 21 e 22 Marzo il Civis ha fatto da cornice alla mostra e laboratorio sul pane cerimoniale, decorativo e pasquale “Pani Pintau” di Nonnòra, a cura di Eleonora Virdis e Enrica Capraro. Un punto di incontro perfetto tra arte e tradizione, due artiste che hanno mostrato al proprio paese un’arte che ben presto sbarcherà in estremo oriente. Si terrà infatti il 29 Marzo a Tokyo, un evento dedicato al pane creato dalle due artiste sangavinesi. Una passione maturata grazie agli studi all’istituto d’arte e alla successiva passione per la ceramica, l’interesse verso l’arte, la creatività e le tradizioni ha fatto nascere Nonnòra. I riscontri positivi ottenuti agli inizi hanno dato la spinta necessaria per continuare con l’interpretazione che Eleonora e Enrica danno all’antichissima arte de “Su Pani Pintau”. Le due

artiste sono madre e figlia, si definiscono complementari nella realizzazione del pane, ognuna ha la sua fantasia ma entrambe sono sempre attente a non allontanarsi dai tagli antichi. Noi siamo rimasti colpiti dalla velocità con cui realizzano delle vere e proprie opere d’arte e la tranquillità che contraddistingue un momento in cui la precisione e la pazienza devono vincere su tutto. “Per nostra abitudine non facciamo mai progetti a lunga scadenza” ci dice Eleonora Virdis “abbiamo degli obiettivi che ci spronano a fare sempre meglio, ci piace studiare le vecchie usanze che facevano della panificazione una delle poche occasioni che le donne avevano per esprimere la propria bravura e creatività”. E sulla possibilità di tramandare l’arte ai bambini ci fanno

sapere che proprio i bambini adorano tantissimo mettere le mani in pasta, sfruttando ovviamente le proprie capacità di essere fonte inesauribile di entusiasmo e fantasia. Per quanto riguarda i corsi Eleonora e Enrica ne hanno concluso uno l’estate scorsa, presso il Teatro Civico di Cagliari, un successo a detta dei corsisti che ne hanno preso parte e “un’esperienza molto gratificante per noi, orgogliose di dimostrare il nostro lavoro e di insegnarlo a chi lo apprezza e vuole imparare” ci dicono le due artiste del pane. Se vi siete persi la mostra allestita al Civis, le occasioni sono due, o si va a Tokyo il 29 marzo oppure speriamo ben presto che Nonnòra torni ad esporre a San Gavino. E noi, ovviamente ce lo auguriamo. LUCA FOIS


LETTERE

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SAN GAVINO MONREALE

Guardate le strade di Se la civiltà di un popolo si misura dal modo in cui tratta gli animali, parafrasando Gandhi potremo dire che l’attenzione al decoro urbano del paese si misura dal numero di buche presenti nelle strade. E se così fosse, da tempo San Gavino non sarebbe annoverata tra i paesi più attenti alla propria bellezza. Se negli ultimi anni alcuni angoli del paese

hanno preso nuova vita, citiamo tra gli altri Piazza della Resistenza, Piazza Marconi e Piazza Sanna, le strade non sono migliorate allo stesso modo. Ci riferiamo alla zona della vecchia stazione, in cui le radici hanno rialzato il manto stradale in maniera molto pericolosa, fortuna (o sfortuna) vuole che in quel tratto di strada non ci sia più il traffico


SAN GAVINO MONREALE

San Gavino Monreale di un tempo. Un’altra strada che da anni soffre lo scorrere del tempo è la via Dante, la via della cultura, con l’ingresso del Teatro che meriterebbe ben altro. Menzione particolare meritano gli ingressi del paese, difficile trovarne uno accogliente e piacevole. Troviamo poi, all’interno di San Gavino, due strade non ancora asfaltate e che, in periodi

di particolare piovosità, non sono sicuramente simpatiche da attraversare, ci riferiamo a vico Convento e via Vespucci. Ma il premio come “Miglior Peggior Strada” non può che andare alla cosiddetta strada della Fonderia, che non può essere nominata “campo da golf” perché ha molte più buche del consentito! LUCA FOIS

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SOCIETÀ

La truffa del quadro di Papa Francesco I consigli dei Carabinieri

Abbiamo incontrato il maresciallo dei Carabinieri Sergio Passalacqua per ottenere qualche consiglio in modo da evitare in futuro truffe simili. “Da anni andiamo nelle case degli anziani per aggiornarli sulle truffe e su quali sono le possibili soluzioni per contrastarle. Nei limiti del possibile inizierei con l’accreditamento della pensione, non lasciarsi somme in casa, verificare di non essere seguiti quando si esce dalla banca o dall’ufficio postale. Nelle nostre case nessuno, dico nessuno, è autorizzato ad entrare. Nel dubbio chiamare il 112, sempre. Siamo a disposizione di tutti i cittadini, come sempre, se qualcuno ha bisogno di chiarimenti o di farsi una chiacchiera sanno dove trovarci.”

Di questi tempi, frugando su “Google”, ben presto si scopre se qualcosa che ci è capitato, è già successo a qualche altra persona. Ci è stata raccontata una truffa subita da un nostro concittadino e abbiamo scoperto che non è di certo una truffa originale. L’abbiamo denominata “la truffa del quadro del Papa” perché così come i greci per espugnare la città di Troia usarono un cavallo di legno, i malviventi in questione, per poter essere ben accolti si presentano dal malcapitato con un quadro raffigurante Papa Francesco. Quadro, se vogliamo essere sinceri e buoni, di dubbia qualità. Con una scusa il malvivente riesce ad entrare in casa di un anziano sangavinese, nella fattispecie attraverso il garage rimasto aperto quel tanto che basta per portare la macchina all’interno del cortile. In un batter d’occhio, il truffatore è dentro, ben vestito e con l’abilità che contraddistingue queste persone (chiamiamole persone), ben presto acquista fiducia nei confronti della sua vittima. Si presenta col quadro del Papa in mano dicendo che sia un regalo per la moglie, anch’essa anziana, che nel frattempo si trova in cucina, si accomoda in casa e con tranquillità chiacchiera con persone mai conosciute prima. La soggezione e l’imbarazzo fanno il

resto, nonostante dapprima si possa dire che “il quadro in regalo non ci interessa”. La situazione diventa più calda quando si prospetta l’obbligo di ricevere il regalo e il conseguente pagamento delle spese di viaggio. In questo caso la richiesta è stata di ben 190 euro! Il tono diventa minaccioso e per alleggerire il momento, spunterà fuori anche un orologio in regalo per la vittima della truffa. Il tutto succede in pochi minuti, per una persona abituata a vivere in modo onesto e tranquillo sembrerà solo un brutto sogno. Non è così dato che una volta ricevuta la somma, il farabutto scappa senza attendere un secondo in più. Il nostro lettore è stato addi-

rittura seguito dentro casa affinché il malvivente avesse la sicurezza che non stesse telefonando a qualcuno, ma che stesse semplicemente andando a prendere i soldi laddove fossero conservati. La macchina del “ladro” era verde, piccola e ha fatto perdere le sue tracce in pochissimo tempo. La denuncia tardiva della situazione in cui si è incappati, ha agevolato il delinquente. Denunciate subito questi episodi, non abbiate paura o vergogna di essere etichettati come boccaloni, quest’ultima è una delle cose che permettono maggiormente ai truffatori di ripetere le proprie truffe altrove. LUCA FOIS


SPORT

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Softair: ecco i Midnight Soldiers Il softair è un’attività sportiva basata su tattiche militari ed è caratterizzata da un approccio strategico, insomma uno sport in cui la testa conta più di tutto il resto. A San Gavino dal 2013 è l’A.S.D. Mightnight Soldiers a riunire gli appassionati del genere della zona, che provengono appunto anche dai paesi limitrofi. Affiliatasi al CoReSa, il comitato sardo di questa disciplina, la compagine sangavinese è impegnata nello svolgimento del campionato regionale e svolge tutte le attività ludiche promosse dal comitato. L’età minima è 14 anni, e i giovani fino ai 17 vengono chiamati juniores. Questi sono addestrati al gioco in totale sicurezza con l’obiettivo del divertimento e dell’apprendimento. Il softair è basato sulla lealtà tra giocatori, si può definire uno stile di vita, il rapporto tra partecipanti va

ben oltre il gioco dato che gli eventi si concludono spesso e volentieri in pranzi o cene. Nel dettaglio il softair è un gioco di squadra con tecniche operative simili alle forze armate ma nel quale non si usa mai la parola guerra, piuttosto “caccia”. Gli allenamenti dei Mightnight Soldiers si svolgono in un terreno tra San Gavino e Villacidro ma qualsiasi area può essere un campo di

gioco dato lo stile ludico-teatrale dello sport, ovviamente si prediligono vegetazione e boschi. Le protezioni sono obbligatorie e le armi utilizzate sono ad uso sportivo, spesso modellate dallo stesso partecipante in base alle proprie esigenze così come l’abbigliamento, con l’unico vincolo societario di utilizzare una mimetica “vegetata italiana”. A Ottobre ci sarà un evento promozionale del softair a cura dell’A.S.D. Mightnight Soldiers. L’associazione nonostante non abbia ancora compiuto i due anni di vita, sta crescendo e conta attualmente venti tesserati che si propongono per eventuali prove o delucidazioni in merito. Per i più curiosi il sito internet è www.midnightsoldiers. com ma si può contattare telefonicamente il presidente, Andrea Merella, al numero 366.6553019. LUCA FOIS

Canto e danza al teatro

Sabato 7 Marzo il Lions Club di Villacidro ha organizzato uno spettacolo al Teatro Comunale di San Gavino. Il pubblico ha potuto godere del Coro Polifonico di San Gavino, la cui esibizione è stata alternata da tre performance della danzatrice Sara Perra. L’intento di raccogliere fondi per la casa d’accoglienza ASTAFOS per bambini malati di tumore è stato raggiunto. “Siamo felici di aver contribuito ad una così nobile causa attraverso un’operazione culturale” ci dice Tonina Fois, presidente del Lions Club “ringrazio gli artisti che hanno elargito il loro talento a titolo gratuito. Ringrazio il Comune e, non ultimi, tutti coloro che hanno contribuito con le loro donazioni”.


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STORIA

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San Gavino Monreale nel Medioevo Il paese di San Gavino Monreale, così come noi lo conosciamo, ebbe la sua origine nel Medioevo. L’ipotesi più accreditata riferisce dell’unione di tre grossi centri chiamati Nurazzeddu, Ruinas Mannas e Ruineddas - che congiunsero la loro popolazione attorno alla zona sacra della chiesetta intitolata a San Gavino Martire, intorno al X o XI secolo, durante le invasioni delle forze arabo saracene, o forse nel periodo successivo alle suddette invasioni, quando i 4 giudicati sardi iniziarono la guerra tra di loro per la spartizione del potere nell’isola. Fatto sta che, qualunque sia stata la sua origine, il villaggio mantenne la sua posizione di confine tra il Giudicato di Cagliari e quello di Arborèa, molto vicino all’importante Bia Turresa. La prima attestazione certa risale al 1206, nel così

detto “Diploma di Guglielmo di Massa”, documento in cui si specificano quali siano i confini tra il giudicato cagliaritano e quello arborense: da quel momento la villa appartenne al giudicato di Arborèa, inserita nella circoscrizione amministrativa denominata curatorìa di Bonorzuli. Diverso tempo prima nel suo territorio si erano insediati i monaci del culto greco di regola Basiliana, i quali edificarono il convento di Santa Lucia, dove vennero sepolti, attorno al 1202, gente di provenienza pisana e probabilmente mercanti, che si trovano nella villa. Durante i due secoli successivi, l’insediamento continuò a mantenere un ruolo importante dal punto di vista politico-economico: esso era al centro della curatorìa di Bonorzuli e, benché nel suo territorio fossero ancora presenti zone paludose

Foto tratta da Casti, Sa bidda de Santu ‘Engiu, pag. 19 ed insalubri, la popolazione aumentò e si formò un nuovo villaggio vicino, chiamato funtana fenugu. Nel XIV secolo prese anche il titolo di Villa Manna, in quanto la sua parrocchia versava la quota delle decime più alte alla Diocesi di Terralba (dalle 3 alle 6 lire e 12 soldi), oltre a possedere una popolazione di 450 fuochi (cioè tra i 1000 e i 2000 abitanti) e a resistere alle forti ondate di Peste Nera del 1348. Fu però durante gli anni della guerra tra i Catalano-Aragonesi e gli Arborèa che la villa di San Gavino ottenne un ruolo importante: il centro era probabilmente ben difeso e protetto, e da diversi anni era stata costruita la cappella Pantheon della

dinastia arborense, meta di pellegrinaggi; questo - insieme alla vicinanza del castello di Monreale - era il simbolo del potere giudicale in quella parte della Sardegna, elemento non trascurabile durante una guerra combattuta anche sul piano ideologico. Nel 1388, anno della pace firmata tra Eleonora d’Arborea e il sovrano Giovanni I, San Gavino mandò come suoi rappresentanti firmatari 17 uomini. Dovette arrivare il XV secolo, e la fine della guerra dopo la battaglia di Sanluri del 1409, per far passare il villaggio sotto il potere dei vari feudatari iberici, con una oscillazione tra i 110-157 fuochi di abitanti. ALBERTO SERRA


14 Una giornata con Progetto Danza

Si terrà al capannone polivalente l’evento organizzato dall’associazione “ASD Progetto Danza”. Il 19 Aprile, mattina e sera, con la partecipazione di altre associazioni dei paesi limitrofi, si potrà scoprire e riscoprire il piacere del ballo. La mattina sarà la volta degli stage, delle esibizioni e delle dimostrazioni, si andrà dal ballo caraibico, al piloxing e la zumba, fino al tango da sala. Gli insegnanti saranno disponibili per aiutare i partecipanti sulla corretta postura del corpo durante il ballo. La manifestazione proseguirà la sera sino al rinfresco finale. Sono invitati a partecipare tutti gli amanti del ballo, tutti i curiosi e chiunque si voglia avvicinare a una disciplina che da sempre affascina grandi e piccini.

SPORT

Duathlon Città dello Zafferano

La Società A.S.D. Fuel Triathlon, con il patrocinio del Comune di San Gavino Monreale e con la collaborazione dell’Atletica Podistica San Gavino, della Pro Loco locale e del Comitato Regionale F.I.TRI, organizza il “15° Duathlon Città Dello Zafferano”. L’evento si terrà domenica 29 marzo con ritrovo alle ore 10 presso il Parco Rolandi. La disciplina del Duathlon prevede l’inizio della gara con la corsa, a seguire un tratto in bici e la conclusione ancora con la corsa con le distanze che variano in base alle categorie. Alla gara sono ammesse a partecipare tutte le società sportive affiliate alla F.I.TRI, con un numero illimitato di atleti tesserati. La manifestazione è aperta anche ai non tesserati. Le categorie saranno divise in maschile e femminile, per le gare dei più giovani ci saranno minicuccioli, cuccioli, esordienti e ragazzi, mentre per i più

grandi le gare “Sprint” si divideranno in Youth B, Junior, Senior, Master e Amatori. Le gare “Sprint” prevedono 5 km di corsa, 20 km di bici e ancora 2,5 km di corsa. Le categorie giovanili gareggeranno la mattina, le gare “Sprint” invece si svolgeranno il pomeriggio alle 15. Il montepremi della manifestazione è di 500 euro che sarà così suddiviso: 125 euro al primo classificato

della gara Sprint, 75 euro al secondo e 50 euro al terzo, sia per la gara maschile che per la gara femminile. Per le gare “Kids”, quelle delle categorie giovanili, ci sarà una medaglia per tutti. A seguire l’immancabile rinfresco per i partecipanti della quindicesima edizione del Duathlon Città Dello Zafferano. Una giornata all’insegna dello sport sano tra le vie della nostra cittadina.


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Amministrazione Luca Fois luca.comprendo@gmail.com 340.3432895 - Redattore editoriale Simone Usai simone.comprendo@gmail.com 349.5306966 Redazione Virtuale Online redazione.comprendo@ gmail.com - Stampa Grafiche Ghiani S.r.l. Industria Grafica S.S. 131 km 17,450 09023 Monastir (CA) - Registrato presso il Tribunale di Cagliari Registrazione N. 23/010 del 01-12-2010. La direzione di Comprendo si riserva il diritto di rifiutare o sospendere una inserzione a proprio insindacabile giudizio. L’Editore non risponde di eventuali errori di stampa, ritardi o danni causati dalla non pubblicazione di inserzioni per qualsiasi motivo. Quest'opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 2.5 Italia. Ogni pubblicazione su Comprendo è da intendersi in forma gratuita. Il materiale consegnato alla redazione non sarà restituito. Con l’invio di lettere, e-mail, foto, sms e mms se ne autorizza la pubblicazione. Le lettere non dovranno superare le 900 battute, spazi compresi.

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