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PERIODICO

INDIPENDENTE DI COMMERCIO E ATTUALITÀ

N. 76 LUG/AGO 2014

WWW.SANGAVINOMONREALE.NET

TURISMO ESTIVO, CROCE O DELIZIA? L’estate nella meravigliosa Costa Verde tra divieti e paragoni scomodi con altre località turistiche della Sardegna. Solo una lunga lista di opportunità mancate, oppure vi sono possibilità di crescita, imitando modelli che altrove funzionano?

LA FESTA DI SANTA CHIARA Il programma completo dei festeggiamenti in onore di Santa Chiara.

COSTA VERDE, VIETATO DIVERTIRSI

da oggi vi offriamo un nuovo servizio!

La lunga serie di incredibili divieti nelle più belle spiagge della Costa Verde.

MONREALE, STAGIONE 2014/2015 Alla scoperta della nuova stagione della Monreale, la prima squadra sarà affidata a Roberto Mingoia


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EDITORIALE

TURISMO, UN ABISSO TRA NORD E SUD INCIVILTÀ IN TEMPO DI VACANZA

In quale universo è davvero necessario un cartello, ai bordi di una strada sempre trafficata da turisti in cerca di una pizzeria, che dica “è vietato buttare rifiuti di qualsiasi genere“? E in quale tristissimo mondo, nonostante un divieto che dovrebbe essere sottinteso, la gente vi abbandona comunque i sacchetti dell’immondizia? Siamo in Sardegna, precisamente nella bellissima località marittima di Piscina Rei, nella costa sud-orientale dell’isola. Una triste diapositiva dell’inciviltà e sulla vana lotta di un cittadino solitario contro la maleducazione e la stupidità umana. (su)

C’è un abisso tra il turismo nella Nurra e Anglona rispetto a quello in Costa Verde e Iglesiente. Amministratori locali e operatori turistici delle bellissime zone meridionali della nostra Sardegna dovrebbero prendere esempio dal nord dell’isola per capire meglio il concetto di organizzazione e ospitalità verso i visitatori. Sono molteplici le differenze che possono far capire quanto siamo indietro da un punto di vista logistico e professionale. In molte località settentrionali, infatti, troviamo negozi aperti oltre la mezzanotte (e tutti sappiamo quanto sia importante, quando si è lontani da casa, poter acquistare beni di prima necessità in caso di emergenza). Nei ristoranti, i camerieri parlano almeno due lingue straniere e ti accolgono con cortesia e professionalità. I ristoratori sposano lo spirito del “fare sistema“ e pur di far restare il turista in quella località, segnalano eventi che si svolgono a chilometri di distanza. Non hanno un guadagno immediato, certo, ma of-

frono il servizio aggiuntivo di “info point” e fanno in modo che le persone continuino a spendere i loro soldi nelle vicinanze. Sono consapevoli dei vantaggi portati da questo circolo virtuoso. Le notti sono animate da musica e karaoke fino a tardi, nei locali o nelle piazze, senza che le persone chiamino i Carabinieri ogni giorno. I residenti “sopportano”, ben sapendo che senza animazione, le persone andrebbero a consumare altrove, impoverendo il territorio. È luogo comune pensare che i prezzi siano più alti, invece alberghi e ristoratori applicano tariffe medie in linea con il resto della Sardegna. Parlando invece delle spiagge, troviamo altri spunti interessanti. In quanto a bellezza, le nostre non hanno nulla da invidiare al resto del mondo, ma si fa fatica a trovare parcheggi a pagamento che costino solo 0,50 € all’ora (soluzione ideale per quelle famiglie che vogliono passare qualche ora al mare spendendo pochi euro, e non un pedaggio giorna-

liero spropositato). In alcuni litorali del nord Sardegna si possono trovare anche aree organizzate in cui gli ambulanti possono allestire le loro bancarelle. In questo modo si regolamenta la vendita nelle spiagge e si liberano i bagnanti dall’incombenza di dire “no grazie, non mi serve nulla” ogni cinque minuti. Dulcis in fundo, a differenza delle nostre località turistiche, si trovano cartelli stradali nuovi (non impallinati, non sbiaditi o illeggibili) che indicano direzione Sassari/Olbia/Cagliari, in modo che anche chi non è del posto sappia orientarsi senza navigatore satellitare. Questi semplici esempi sono una dimostrazione palese che se si vuole, si può fare turismo efficiente e organizzato. Ci sono molte differenze tra Iglesiente, Costa Verde e altre località, ma forse ci si dovrebbe fare un esame di coscienza e chiedersi come mai il turismo non decolli, in zone che hanno vissuto per decenni di industria sovvenzionata dallo Stato, nelle quali gli operatori abbassano le serrande la domenica (ad esempio i bar, ma il discorso vale per ogni tipologia di servizio), perché vogliono andare al mare assieme alle turiste tedesche. Allora non lamentiamoci della crisi, se siamo noi a far scappare i turisti con prezzi esagerati e servizi carenti. SIMONE USAI


SANTA CHIARA

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LA FESTA DI SANTA CHIARA Il Comitato di Santa Chiara con il Patrocinio del Comune di San Gavino Monreale e in collaborazione con la Pro Loco, presenta attraverso le pagine di Comprendo, il programma dei festeggiamenti in onore di Santa Chiara Vergine patrona del paese. Il programma religioso prevede le cinque giornate dedicate, sabato 9 “Giornata degli Anziani e dei Malati” con alle 19:00 la S.Messa e amministrazione del sacramento dell’Unzione degli Infermi ad alcuni malati della comunità. Domenica 10 “Giornata dei Ragazzi e dei Giovani” con alle 20:00 la S.Messa con la partecipazione dei ragazzi e dei giovani. Lunedì 11 “Giornata della Famiglia” con alle 19:00 la S.Messa con la partecipazione delle famiglie. Martedì 12 “Festa della Comunità” con alle 18:00 la S.Messa presieduta dal Vescovo Mons.Giovanni Dettori e concelebrata dai Sacerdoti delle Parrocchie di San Gavino, l’animazione del canto è affidata al coro interparrocchiale. Ore 19:15 processione solenne con il seguente itinerario: Parrocchia, via Trento, via Parrocchia, via Giolitti, via Baracca, via Matteotti, via Manca, via Garau, via Usai, via R.Margherita, via Trento, Parrocchia. Bacio della reliquia. Accompagnerà la Processione la banda musicale “Città di San Gavino” diretta dal Maestro Danilo Sanna,

MOSTRA FOTOGRAFICA Dal 7 al 13 Agosto, in concomitanza con la festa, presso il Civis (via Roma, 102) si terrà “Stazione Fotografica in Mostra” con 60 scatti realizzati dai soci della “Stazione Fotografica”, circolo formato da fotoamatori o semplici appassionati che periodicamente organizza corsi di fotografia, mostre, uscite fotografiche e si avvale della collaborazione dello Studio Altea. Apertura della Mostra: dalle ore 17 alle 21. Ingresso gratuito.

il gruppo “Sonus de Canna” del Maestro Bruno Loi e i Cavalieri di San Gavino con i cavalli bardati a festa. Si invitano i residenti nelle strade interessate al passaggio della processione a volersi gentilmente adoperare per il decoro delle strade e delle case. Mercoledì 13 le celebrazioni religiose si chiudono con la “Giornata dell’Emigrato” con la S.Messa alle ore 19:00. Per quanto riguarda i festeggiamenti civili invece sabato 9 alle ore 16:30 prenderà il via la terza edizione di “Trattorando” e si terrà dietro il Convento di Santa Lucia, alle 18:00 invece presso il CIVIS in via Roma si terrà l’inaugurazione

della mostra di pittura “Scurigadròxu” di Sergio Putzu. La mostra resterà aperta fino al 17 Agosto. Domenica 10 alle 22:00 serata musicale con il gruppo locale “Nous Autres”. Aprirà la serata il duo chitarra e voce “Davide e Simone”. Lunedì 11 alle ore 22:00 serata musicale con Massimo Pitzalis, Laura Spano e Carla Denule in “NOIS in pare tour 2014”. Martedì 12 ore 22:00 serata di liscio con l’orchestra spettacolo “La Romagna”. Mercoledì 13 si terrà la “Giornata dell’Emigrato” a cura della Pro Loco con la cena a base di piatti tipici e a seguire “Ballus in Pratz’e Crèsia”, una serata di balli sardi.

I RICAMI DI CHIARA Per tutta la durata dei festeggiamenti resterà aperta la mostra di ricamo di Chiara Atzori in via Diaz, 5 (adiacente piazza Marconi). Si potranno ammirare non soltanto i famosi ricami dell’artista sangavinese ma anche i suoi quadri artistici e le foto antiche. Novità per i festeggiamenti di Santa Chiara sarà la lavorazione dei fili d’oro e la dimostrazione che signora Chiara farà ai più curiosi. È possibile vedere i lavori anche su www.sangavinomonreale. net/ricamidichiara

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SAN GAVINO MONREALE

VIABILITÀ, I PROBLEMI DA RISOLVERE I più attenti e sicuramente anche i meno attenti, avranno notato delle novità per quanto riguarda il traffico cittadino. Ne abbiamo parlato con l’assessore ai lavori pubblici Stefano Musanti. Ma partiamo prima dalle strade extraurbane e dal purtroppo celebre incrocio per Villacidro. I lavori di messa in sicurezza dell’incrocio sono stati realizzati dall’Anas attraverso l’installazione di cartelli luminosi e di dissuasori acustici, poi il completamento della segnaletica orizzontale carente e poco visibile sino a qualche settimana fa. Ci sono novità per la realizzazione della “celebre” rotonda? “Abbiamo chiesto un’accelerazione sui tempi, la gara d’appalto dovrà essere espletata, giusto per dare dei tempi, entro la fine dell’anno. Presumibilmente verso marzo 2015 potrebbero iniziare i lavori che per un’opera del genere dureranno non meno di tre mesi. Il progetto di adeguamento di tutta la statale è di circa 4 milioni di euro, e abbiamo fatto mettere per iscritto che la priorità sia data al completamento degli incroci di immissione a San Gavino, quindi sia quello per Villacidro che quello per Guspini, anche in quest’ultimo è prevista una rotatoria. Come amministrazione stiamo dialogando a stretto contatto con la Provincia che, c’è da

dire, sta facendo la sua parte”. Per quanto riguarda il traffico urbano, abbiamo visto ad esempio la correzione della segnaletica orizzontale e l’istituzione del disco orario di un’ora nei parcheggi situati vicino al Municipio. Quali altri novità? “Per quanto riguarda il disco orario di cui parli, questo nasce anche dall’esigenza dei commercianti e degli operatori sul posto, ma anche dalla nostra esigenza di capire, sperimentare, se questa soluzione sia funzionale ad altri punti del paese. Anche noi cerchiamo di capire come reagiscono i cittadini e come riescono i nostri uffici a gestire certe situazioni. Per quanto riguarda il trasporto pubblico locale abbiamo preso i contatti con l’assessorato regionale, il territorio del paese

è sempre più ampio e ci sarà quindi bisogno di un bus navetta che permetterà agli utenti di potersi muovere in sicurezza. Ripartiremo da un progetto già approvato dalla Regione nel 2008, riverificarlo per capire se è ancora funzionale e metterlo in atto. Anche questo ci permetterà di creare un’offerta sulla mobilità diversificata”. Parliamo ora di due zone un po’ pericolose del paese e che andrebbero messe in sicurezza, mi riferisco alla zona artigianale e alla zona della scuole medie e del parco Rolandi. Che idee avete per queste due zone? “La settimana scorsa abbiamo fatto i sopralluoghi sul P.I.P. per la messa in sicurezza dell’accesso all’area, gli uffici ci stanno già lavorando e naturalmente lo faremo subito seppur con le ridotte

risorse, anche se solamente nel tracciare la segnaletica orizzontale. In quell’area abbiamo fatto le fermate dei bus e le strisce pedonali. Stiamo facendo le valutazioni tecniche ed economiche per la messa in sicurezza dei ponti presenti che sono in condizioni indecorose e direi pericolose. Parlando di via Dante invece, ovviamente faremo la segnaletica, ma devo aggiungere che quel contesto merita di essere ridisegnato. C’è già un progetto per modificare la via Dante e serve riqualificare quella zona con un parco di lettura e il parco Rolandi. Bisogna trovare le risorse, non ne servono tantissime ma non si potrà fare nell’immediato, va programmato. Il confine tra fare le cose bene e farle male è davvero sottile”. LUCA FOIS


SAN GAVINO MONREALE

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IL PARCO ROLANDI CHE VORREI... Il parco Rolandi che vorrei ha grandi alberi maestosi e possenti, con verdi chiome che mi proteggono dall’alto e con i grossi tronchi da abbracciare senza mai riuscire ad incrociare le mani; ha l’erba verde su cui potersi sdraiare a leggere un libro, ad ascoltare la musica con gli occhi verso il cielo, a parlare del futuro con la persona amata e ridere fino alle lacrime con gli amici della vita. Il parco Rolandi che vorrei ha gli spazi per i bambini per poter correre mentre giocano a pallone; ha le panchine per gli anziani che si fanno cullare dal sollievo, che la brezza leggera dà, durante il caldo estivo; ha le famiglie che si incontrano dopo una lunga giornata di lavoro, donne e uomini saturi di stanchezza che si riposano e scherzano senza pensare alla nuova giornata che dopo la notte li attende. Il parco Rolandi che vorrei è l’ombelico del paese dove giovani, adolescenti, ragazzi e ragazze si incontrano per vivere liberamente la loro estate; è l’indirizzo nel quale fissare un appuntamento, è il luogo in cui organizzare una manifestazione, è il punto d’incontro nel quale ritrovarsi durante la settimana a mangiare un gelato o a bere una bibita ghiacciata. Il parco Rolandi che vorrei è il centro nel quale si mani-

festa la musica. La musica che unisce i popoli, la musica che è tra le arti quella che più di tutte ha il potere di far incontrare le genti. Nel parco Rolandi che vorrei infatti la musica la fa da padrona, tutta la musica, i concerti, i gruppi emergenti, musica italiana e straniera, moderna e di tradizione. Nel parco Rolandi che vorrei la musica non deve mancare mai. Il parco Rolandi che vorrei ama le arti e per questo deve essere la linea che le congiunge, che le fa unire, perché le arti sono la manifestazione più forte della bellezza e per questo devono essere fatte conoscere e devono essere apprezzate da tutti. La fotografia, la scrittura, la lettura e il disegno, sono la voce del parco Rolandi che vorrei, una voce comune a tutti, che non fa distinzione. Il parco Rolandi che vorrei non deve avere rivali, deve essere il parco più bello, il parco che tutti vogliono venire a visitare, deve attirare le genti, deve animare le persone, deve essere gioco e vita; deve insegnare lo sport, deve farlo ammirare in tutta la sua ricchezza, deve farne conoscere le regole, spiegarne la difficoltà, apprezzarne le vittorie e capire le sconfitte. Lo sport fa crescere, fa formare il carattere, ci insegna a stare in compagnia e a rapportarci con le persone. Lo sport,

come le arti, non deve mai mancare nel parco Rolandi che vorrei. Nel parco Rolandi che vorrei, inoltre, ci sono gli animali, gli amici animali, che sono i nostri compagni leali e fedeli; gli animali come le persone devono avere i loro spazi nel parco Rolandi che vorrei, gestiti, puliti e guidati, ma li devono avere. Chi già da piccolo impara ad apprezzare e ad amare un animale, da adulto diventerà sicuramente una bella persona. Gli animali sono stati creati come lo siamo stati noi, dobbiamo saperci convivere e insegnare a farlo a chi è più inesperto di noi. È questo il parco Rolandi che vorrei, il trionfo della natura, Madre Terra che ci culla nelle sue braccia, la vita, che nella

semplicità di un parco può essere il motore per una rispettosa convivenza. Il parco Rolandi che vorrei potrebbe esistere non solo nella mia fantasia ma anche nella realtà, se ci fosse la volontà di tutti per crearlo, se chi ne ha la possibilità e la facoltà per farlo, vedesse nel parco quello che vedo io e si rendesse conto del tesoro che ha tra le mani. Un tesoro che potrebbe portare altre ricchezze, altri tesori, economici e sociali, così come accade nei paesi vicini, che hanno già il loro parco dei desideri, perché negli anni sono stati in grado di valorizzarne l’aspetto e sfruttarne le potenzialità. Il parco Rolandi deve portare questo, ricchezza per il nostro paese e condivisione tra gli abitanti. ENRICA PORCELLA


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EVENTI

BICI, FISARMONICHE E TANTO ALTRO Un gruppo spontaneo di pensionati e non, la collaborazione di uno studio fotografico e l’aiuto di un’associazione culturale. Questo mix ha prodotto a cavallo tra maggio e giugno “C’era una volta la fisarmonica”, un’esposizione di fisarmoniche vecchie e nuove con più di cinquanta elementi esposti frutto di un’accurata ricerca in tutto il paese. Ricerca realizzata dai maestri fisarmonicisti Mario Marongiu e Lello Brau che hanno creato l’esposizione grazie all’aiuto del promotore del gruppo Franco Serrenti. Durante l’evento era presente anche una mostra fotografica che ha riscosso un enorme successo e che è stata curata

dal fotografo Stefano Altea. Abbiamo incontrato Franco Serrenti, ci ha parlato del futuro di questo gruppo che dopo il successo dell’esposizione di biciclette antiche durante la personale d’arte di Antonio Russo in inverno, ha costituito un gruppo spontaneo (costituito tra gli altri da Clemente Manieli e Carlo Spano) per organizzare diverse esposizioni. Curiosi di ciò, gli abbiamo chiesto quali siano le iniziative future: “Vorremo fare dodici mostre l’anno, una al mese, per ripercorrere l’economia e il passato locale, dopo le bici e le fisarmoniche, la prossima avrà come protagonista le macchine da cucire antiche con l’esposizione di elabora-

ti fatti a macchina, in più ci saranno dei sarti che dimostreranno nel banco di lavoro come si lavorava un tempo, successivamente arriveremo anche all’esposizione di vecchi motocicli”. Le due iniziative precedenti sono state un successo, oltre mille presenze ognuna, la prima svoltasi nel periodo natalizio, con circa 60 bici esposte degli anni ’30 ’40 e ’50, la bici più vecchia era il velocipede ristrutturato da Federico Sanna. La mostra ha avuto vita grazie alla ricerca di Antonello Corona, sono state poi ricreate le bici dei mestieri, dal lattaio al panettiere, dall’arrotino

UN’ESPOSIZIONE DI PIÙ DI CINQUANTA FISARMONICHE VECCHIE E NUOVE

al contadino, perché a San Gavino la bici è sempre stata un mezzo di trasporto e non di passeggio anche grazie alla Fonderia che le forniva ai suoi operai. È storico il gruppo di artigiani che ha dato valore alla bicicletta nel nostro paese: Murgia, Melis, Garofano, Mamusa e Peis. Entrambe le manifestazioni hanno avuto il supporto della Stazione Culturale del Medio Campidano. E anche nelle prossime mostre continuerà la proficua collaborazione con Stefano Altea e ci sarà quindi la possibilità di ammirare una mostra fotografica durante ogni evento. Chiunque voglia collaborare alle future iniziative sarà accolto dal gruppo a braccia aperte. LUCA FOIS


TURISMO

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COSTA VERDE, VIETATO DIVERTIRSI Nel nostro editoriale abbiamo cercato di evidenziare alcune differenze tra il turismo nel nord e nel sud della Sardegna. Dobbiamo ammettere che buona parte della nostra depressione estiva, a parte le condizioni meteo vagamente autunnali, è dovuta alle tragicomiche notizie che arrivano dalla Costa Verde. Vi chiederete cosa sia successo di strano, a parte i soliti incoscienti che rischiano di annegare (con la bandiera rossa nei giorni di maestrale) e a parte le aggressioni ai venditori di granite da parte di novelli “sceriffi” da spiaggia. Perché fin qui, niente di nuovo o inaspettato, direte voi. Quest’anno, però, il sindaco di Arbus ha pensato di aggiungere un tocco di creatività alla nostra estate, stilando una lunga serie di divieti su tutta la Costa Verde. All’ingresso delle spiagge più trafficate dai turisti, infatti, troviamo dei bellissimi cartelli (come quello che vi mostriamo nella foto a lato), un vero e proprio inno all’accoglienza e al buonsenso. Leggendoli, infatti, veniamo avvisati che su tutto l’arenile è vietato fare una lunga lista di cose. Ad esempio, ci viene vietato di portare con noi cani o altri animali. Caro signor Sindaco, ma lei lo sa che se il padrone è ben addestrato, il cane non dà alcun disturbo? Si dovrebbe vietare l’ingresso ai male-

ducati, ma probabilmente resterebbero fuori troppi esseri umani, per cui si è preferito spostare l’attenzione sui nostri amici a quattro zampe, che di colpe non ne hanno. Ha voglia il Ministero della Salute, ogni anno, a fare delle campagne contro l’abbandono, se poi lo Stato si rivolta contro se stesso, dicendo alle persone di non portare gli animali in vacanza! Ma dato che non siamo animalisti, passiamo oltre e scopriamo che è vietato svolgere attività a scopo di lucro (specificando in particolare volantinaggio, massaggi e piercing). Noi siamo ottimisti e crediamo fermamente che il Comune voglia tutelare chi paga le tasse regolarmente, vessando gli ambulanti e i ragazzi che per pochi soldi distribuiscono inviti alle serate in discoteca. Però alcuni professionisti, sui social network, denunciavano come sia incredibile dover perdere tempo in fila al Comune anche solo per poter scattare delle foto sul suolo pubblico. A nessuno forse è venuto in mente che è vietato, in assenza di esplicita autorizzazione, realizzare anche i book fotografici per gli sposi? Leggiamo oltre e troviamo il divieto di giocare a pallone, giocare a basket, giocare a tennis, giocare a pallavolo. A parte che ci dovranno spiegare perché “giocare a pallone” non era sufficiente a

far rientrare tutte le categorie (forse il signor Sindaco intendeva “giocare a calcio”?), una domanda sorge spontanea. Come diavolo si può giocare a basket in spiaggia? A parte la totale assenza di canestri, la palla non rimbalza sulla sabbia! Lo sapranno? Comunque dato che non è espressamente vietato, potete sempre giocare a curling, a rugby oppure a hockey su spiaggia. Per finire, ecco i divieti di campeggio e tenere ad alto volume gli “apparecchi di diffusione sonore”. Quanto inchiostro sprecato sul cartello, quando sarebbe bastato un più stringato “COMUNE DI ARBUS - VIETATO DIVERTIRSI“. Davvero un bel biglietto da visita per i turisti che arrivano nei nostri mari, cercando dei luoghi in cui rilassarsi, certo, ma anche in cui passare qualche ora di svago con gli amici. Capiamo che l’amministrazione comunale voglia tutelare gli interessi delle attività locali, vietando qualsiasi forma di attività a scopo di lucro, capiamo anche che si voglia preservare la tranquillità dei bagnanti evitando che giovani un po’ troppo esuberanti coinvolgano i vicini di ombrellone nei loro giochi e passatempi. Noi capiamo tutto, ci mancherebbe. Quello che non capiscono certi amministratori ed esercenti locali, invece, è che se si fanno scappare le persone

verso spiagge in cui è consentito lavorare e divertirsi, chiuderanno anche le attività che si volevano tutelare inizialmente. È un concetto talmente elementare che risulta imbarazzante essere qui a ricordarlo. Imbarazzanti quasi come la postilla sul cartello: “Attenzione, balneazione non sicura per mancanza di apposito servizio di salvataggio, limite acque sicure non segnalato”. Caro signor Sindaco, è sicuro di aver bene in mente quali siano le priorità del territorio che è chiamato ad amministrare? Ci pensi, e faccia rimuovere quei cartelli. SIMONE USAI


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CRONACA

UNA BUCA PERICOLOSA IN VIA CAVOUR Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni da parte dei residenti di via Cavour, a proposito di un buco nel manto stradale che, nei mesi, è andata via via diventando sempre più largo e pericoloso, mettendo a repentaglio l’incolumità dei pedoni e dei ciclisti, soprattutto di notte o in condizioni di scarsa visibilità. Siamo andati a verificare, ed effettivamente all’ingresso

del vicolo, in corrispondenza di un vecchio “rattoppamento” della strada, il cemento si è consumato, lasciando intravedere una profonda cavità. Fortunatamente ci sono delle armature in ferro che in parte ostacolano il passaggio di un piede adulto, ma nel caso di un bambino, o di un ciclista che mantenga la destra, il pericolo diventa sicuramente maggiore. Raccogliamo quindi la richiesta di aiuto da parte dei nostri concittadini e sollecitiamo l’amministrazione comunale, anche tramite queste pagine, affinché possa prendere in carico il rifacimento di quel del manto stradale di via Cavour, che negli ultimi anni ha subito numerosi interventi per la manutenzione delle fognature, come si può facilmente evincere anche dalla foto a lato. SIMONE USAI

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CULTURA

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IL PERIODO ROMANO DI SAN GAVINO Dopo il lungo periodo autoctono dei nuragici e successivamente dei fenici, anche la Sardegna divenne una provincia romana a partire dal 235 a.C.. La presenza dei Romani è attestata, nel nostro territorio comunale, da diversi aspetti che andremo ad elencare. Si trovano tracce di insediamenti per prima cosa nella toponomastica: sia cuccu’e casu, ruinas mannas o corte stevini furono, probabilmente, centri di origine romana posti vicino all’importante via Karalis-Turrem, adibiti a grande latifondo aziendale, nei pressi dei quali furono rinvenuti dei corredi funerari. Di questi e di tombe sono esempi più importanti quelli di Giba Onidi e di via Vittorio Veneto. Il primo esempio è una lastra marmorea funeraria ritrovata nel 1947 per caso, databile tra il I e III secolo d.C., aven-

te una grandezza di circa 0,37 m x 0,25 m, e presenta la seguente epigrafe: D. M. SILVANUS. TAN. TILIANUS. VIXIT. ANN. L. FELICITAS. CONIUNX. KAR. FECIT. Cogliamo la dedica per questo Silvanus Tantilianus, che visse cinquant’anni e fu un buon marito. Oltre a questa iscrizione, in quella località furono rinvenuti anche numerosi frammenti ceramici di ottima fattura, segno di una presenza costante e abbondante di persone. Altre sepolture importanti di epoca romana furono quelle trovate, sempre per caso, nel 1967 durante la pulitura della rete idrica in via Vittorio Veneto. Si tratta in particolare di 19 tombe risalenti tra il 50 a.C. e il 50 d.C. (una vera e propria necropoli), con il rispettivo corredo; oltre a questo si segnala anche il ritrovamento di alcuni resti di

insediamenti tra la via Convento e la via Roma (vicino all’area di Santa Chiara), e quelli di alcune terme, ruderi di questa particolare epoca storica, in località della chiesa di Santa Severa, che testimonierebbero il lungo protrarsi della presenza romana nel nostro territorio, e anche gli usi e i costumi di quella determinata comunità. Risalente a quest’epoca è pure il peristilio di una villa di età imperiale, oltre al ponte del IV-V secolo d.C., posto sul rio Pardu. Esempio di come reperti si possano trovare dappertutto è il cippo posto in senso orizzontale, in particolare nel lato sinistro della facciata della chiesa di Santa Chiara, in cui è presente una epigrafe, ormai quasi completamente cancellata e poco visibile, che recita le seguenti parole: C. ASINIUS. T. URIAN. S. DES. CO. Que-

sto cippo, ancora abbastanza misterioso, potrebbe parlare di un certo Caio Asinius Traianus. Non si sa con certezza chi fosse questo personaggio, ma un nome così è ricorrente in almeno tre epoche di storia romana (repubblicana, principato e pieno impero) come Proconsole di Sardegna e Corsica. La lastra non era, probabilmente, posta per motivi funerari, ma come è stato riscontrato in alcuni esempi del Sulcis, cippi così erano posti nelle strade principali, quasi a mo di pietre miliari. ALBERTO SERRA


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SOLIDARIETÀ

LA PECORELLA SOLIDALE A S. CHIARA L’iniziativa “La Pecorella Solidale” è nata in seguito al progetto educativo-didattico di solidarietà, portato a conclusione il 18 marzo scorso e denominato “Doniamo una pecora ad un pastore che ha perso tutto durante l’alluvione del 18 novembre 2013”. Il progetto si è concluso appunto con la donazione ad un pastore, Pietro Marongiu di Posada, che ha consentito a quest’ultimo l’acquisto di ventiquattro pecore per ricreare il proprio gregge. “Sa Paradura” si è conclusa con un bellissimo risultato e con immensa gioia dei bambini e delle insegnanti delle classi dell’istituto comprensivo Pirri 1 e 2. “Sa Paradura” è un antichissimo istituto di natura solidale della Sardegna arcaica in cui i pastori cedono propri animali a un altro pastore meritevole e sfortunato per rimettere il malcapitato nelle condizioni di poter ricominciare la propria attività. Giorgia Meloni, coordinatrice del progetto, ha avviato una ricerca su Internet allo scopo di poter ottenere il maggior numero di informazioni utili al progetto. La stessa ha poi trovato un’Associazione Culturale “Isperas” di Posada con presidente Giorgio Fresu, che si è occupato dell’iniziativa in loco per rintracciare il destinatario della donazione. Si è poi unita al progetto anche la scuola primaria priva-

ta “Carlo Felice” di Cagliari. Il progetto ha riscosso un grande successo, sia mediatico che territoriale, ha dato modo ai bambini di poter “toccare con mano” il loro aiuto. Così la coordinatrice del progetto ha pensato di poter proseguire con un nuovo progetto di solidarietà, stavolta per aiutare due pastori del Medio Campidano, sempre danneggiati dal disastro del 18 Novembre scorso. L’idea è quella di sfruttare il disegno della “pecorella solidale” fatto a mano dalla coordinatrice e insegnante Giorgia Meloni, stampato poi nelle t-shirt utilizzate dai bambini e dalle insegnanti per l’occasione della cerimonia della donazione dell’assegno a Posada. Il fine è quello della diffusione delle t-shirt tramite due strade: nelle scuole ed ospedali del territorio, oppure partecipando ad eventi della città di Cagliari e provincia, ciò consentirà alla scuola di raccogliere i fondi da destinare al progetto. In cinque mesi sono stati raccolti complessivamente 4.700 euro di cui 1.500 donati al pastore di Posada, e 3.200 donati a due pastori del Medio Campidano. Si è così creata l’Associazione no profit de “La Pecorella Solidale” (in via di costituzione) con presidente Giorgia Meloni e vice-presidente Barbara Camedda, entrambe di San Gavino. Grazie all’aiuto e al

coordinamento di Dottor Salvatore Pani, presidente della SAIE S.r.l., nella seconda fase son stati identificati e aiutati i pastori Daniele Muscas di Uras e Ignazio Cotza di Serramanna. La maggiore soddisfazione è che spesso il cuore grande dei bambini, la scuola e il territorio possono collaborare anche laddove lo Stato non giunge per primo a mediare tra essi, per un fine ultimo che è l’aiuto concreto per la nostra stupenda Sardegna e per i nostri conterranei. E questa è una grande vittoria per noi, ma soprattutto un insegnamento di vita (per noi insegnanti e per i no-

stri allievi) che lascerà nelle nostre menti e nei nostri cuori ricordi indelebili. La raccolta fondi proseguirà durante la Festa di Santa Chiara a San Gavino, tramite la vendita delle t-shirt de “La Pecorella Solidale”, per proseguire in questa maniera la solidarietà. Inoltre per chiunque volesse contribuire spontaneamente alla raccolta fondi per continuare la solidarietà, può farlo scrivendo una mail a zoegimeloni@gmail.com o lapecorellasolidale@gmail.com; oppure attraverso Facebook nella pagina “La Pecorella Solidale”. Quindi Fortza Paris!


FILO DIRETTO CON IL COMUNE

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EVENTI

UN AGOSTO TRA IL CINEMA E LA MUSICA L’Associazione Culturale Kenemèri in collaborazione con l’associazione museale Sa Moba Sarda, invita i sangavinesi a partecipare alle tre serate dedicate al cinema all’aperto. La cornice sarà il bellissimo giardino della casa-museo Dona Maxima. La programmazione del “Cinema Sotto Le Stelle”, questo il nome dell’evento, inizierà mercoledì 6 agosto con “Bellas Mariposas” un film del 2012 scritto e diretto da Salvatore Mereu, tratto dall’omonimo libro di Sergio Atzeni. Si proseguirà dopo ferragosto, mercoledì 20 con “L’Arbitro” un film del 2013 scritto e diretto da Paolo Zucca. Terza e ultima serata, lunedì 25, dedicata alla proiezione de “Su Re” un film

del 2012 scritto e diretto da Giovanni Columbu. Tutte le serate avranno inizio alle ore 21:30, l’ingresso sarà libero. Sabato 30 Agosto invece sarà la volta della musica con l’ormai tradizionale KeneMusicFest, giunto alla sua quinta edizione e organizzato sempre dall’Associazione Culturale Kenemèri. Dalle ore 19:00 nella splendida cornice di Piazza Resistenza a San Gavino potrete trovare stand con artigiani, associazioni, da bere e da mangiare a prezzi popolarissimi e soprattutto quattro gruppi musicali formidabili che allieteranno la serata con i loro live: Redrum Experience, Too Much Distress, Boghes de Bagamundos e CSP Caskanolepiramidi.

TUTTI INSIEME PER IL TORNEO DI BOCCE Offrire un momento di svago, di incontro e di socializzazione, questi in sintesi gli obiettivi prefissati nella realizzazione del torneo di bocce disputatosi presso il Centro di Aggregazione Sociale, che lo ha organizzato, come consuetudine ormai da anni, in collaborazione con l’Associazione Anziani Solidali. È

stato un momento importante in cui vedere della buona tecnica per quanto riguarda uno sport tanto semplice nelle regole quanto complesso nella pratica; oltre al fatto, non meno importante, di incrementare buone prassi di collaborazione progettuale e operativa tra associazioni ed enti che operano, sinergi-

camente, nel sociale. Hanno preso parte al torneo dodici coppie per un totale di ventiquattro partecipanti, il partecipante più anziano è stato il presidente dell’Associazione Anziani Solidali, Salvatore Putzulu, ottant’anni compiuti lo scorso maggio, ma lo stesso entusiasmo di sempre. Il torneo, iniziato mer-

coledì 25 giugno, ha avuto la durata di circa venti giorni, impegnando i partecipanti ogni lunedì, mercoledì e venerdì, concludendosi poi con la giornata delle finali disputatesi lunedì 14 Luglio. Una bella giornata di sole, tanto rara in quest’estate un po’ cupa, in cui si sono disputate prima le semifinali in contemporanea nelle due corsie della bocciofila al coperto presente al C.A.S. di Via Pascoli, poi la classica “finalina” per decretare il terzo posto (ottenuto dalla coppia formata da Dante Vacca e Antonio Canargiu) e a seguire la finalissima per il primo posto. Il torneo è stato vinto dalla coppia Lorenzo Paccagnin e Giuseppe Ibba che in finale hanno avuto la meglio su Paola Cappeddu e Salvatore Tuveri, arrivati dunque secondi. Immancabile poi il rinfresco e le premiazioni con premi per i primi tre classificati e una foto ricordo per tutti. A tutti i partecipanti: A atrus annus!


LIBRI

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LE PRINCIPESSE CAPOVOLTE

“C’era una volta un re vecchio e triste che vagava solitario…”, così inizia l’opera a fumetti scritta da Daniele Mocci “La principessa che amava i film horror”, un libro dal titolo insolito che subito ci ha incuriositi. Abbiamo incontrato l’autore per una piacevole chiacchierata. Il libro contiene otto fiabe moderne. “L’elemento di modernità” ci dice Daniele “è dato dall’inserimento di persone reali dentro un mondo da fiaba, in questo modo si crea un cortocircuito col lettore”. Le otto protagoniste sono tutte principesse, ben lontane dai canoni Disney. Simbolo di questo distacco è il titolo dell’ottava

fiaba, “La principessa capovolta”. Il libro parla dei sogni di queste ragazze, dei loro obiettivi, dei loro amori, delle loro delusioni, dei loro errori, delle loro valutazioni giuste o sbagliate e di come tutte debbano trovare il coraggio di affrontare il mondo. Daniele ha lavorato al libro a fumetti con Alessio De Santa, di Trento, che si è occupato dei disegni, dei soggetti e di una minima parte della sceneggiatura, e con Elena Grigoli, di Verona che ha curato la colorazione. “Ogni storia ha un tratto comune” aggiunge Daniele “la principessa subisce una sorta di processo di iniziazione in

cui si trova costretta a prendere la propria vita in mano. Lasciare il castello significa allontanarsi dalla casa in cui tutti noi abbiamo vissuto l’infanzia. Il re e la regina sono il papà e la mamma. Come metafora di vita”. I finali non ve li sveliamo, ma sono più “realistici” rispetto al classico “e vissero tutti felici e contenti”. Il libro nasce da un’idea di Alessio De Santa ed è indirizzato ai ragazzi dai dieci anni in su, ai giovani e agli adulti. “Nel titolo e nella storia si parla di principesse, ma non è escluso che anche ragazzi e uomini possano immedesimarsi in esse” sottolinea l’autore. Vi segnaliamo che “La principessa che amava i film horror” ha ricevuto due nomination al prestigioso premio del “Treviso Comic Book Festival” dedicato a Carlo Boscarato, fumettista trevigiano celebre in tutto il mondo, una nomination per la sceneggiatura e una per i colori. Dal primo giorno di lavoro alla pubblicazione sono passati quattro anni, possiamo dire di intenso lavoro. La pubblicazione è stata curata dall’editore Tunué ed è inserita nella collana “Tipitondi” che contiene tra gli altri anche “Il Mago di Oz” e “Le avventure di Tom Sawyer”. Noi a settembre, in occasione del festival di Treviso, faremo il tifo per Daniele. LUCA FOIS

CHI È DANIELE MOCCI

Daniele è nato a San Gavino nel 1970. Legge, colleziona e scrive fumetti da quando aveva 7 anni. È laureato in Scienze Politiche. Nel 1997 ha fondato con altri soci l’Associazione Culturale Chine Vaganti. Nel 2003, con la Pseudo Compagnia Teatrale Burrumballà, ha messo in scena il suo primo spettacolo, La Figlia dell’Alcade. Nel 2005 si è trasferito a Milano, dove ha fatto il copywriter per alcune agenzie pubblicitarie e lo sceneggiatore di fumetti. Nel 2006 ha scritto e diretto uno spettacolo teatrale “con delitto”, messo in scena a bordo di una nave da crociera sul Nilo. Nel 2010 è tornato in Sardegna. Tra il 2010 e il 2011 ha pubblicato due libri a fumetti in Francia. Dal 2011 al 2013 ha collaborato con Atlantyca S.p.a e Piemme Edizioni ai testi della collana I Preistotopi (Geronimo Stilton).


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SPORT

MONREALE, ECCO LA STAGIONE 2014/15 CHI È ROBERTO MINGOIA

Roberto Mingoia è nato a Decimomannu 37 anni fa e attualmente vive a San Gavino Monreale. Ha iniziato a giocare a calcio in strada, come tantissimi ragazzi e non appena arrivato al Decimomannu ha bruciato le tappe arrivando a vestire la maglia della prima squadra a soli quindici anni. Era il 1992 ed è restato nella stessa squadra per ben undici stagioni, arrivando sino alla Promozione. Poi il salto in Eccellenza col Sant’Elena, due anni alla Monreale, Decimese, Villacidro, Carloforte, Ghilarza e Senorbì. Chiude la carriera calcistica nel maggio 2014 indossando la maglia della Monreale e con oltre 200 gol all’attivo, giocando nel ruolo di trequartista. Parlando della nuova avventura come allenatore della Monreale, ha dichiarato ai microfoni di Comprendo: “Salviamoci il prima possibile per poi divertirci. Sono poche le possibilità di allestire una squadra per poter fare il salto di categoria”.

Quella che sta per iniziare, per la Monreale sarà la settima stagione della presidenza Porceddu. Una stagione che parte all’insegna del settore giovanile, vero fiore all’occhiello dell’anno scorso con oltre ottanta tesserati al di sotto dei dodici anni di età. Quest’anno si punterà a migliore i numeri già ottimi del 2013-2014 con l’ampliamento del settore giovanile e scolastico a tutte le categorie: Allievi, Giovanissimi, Esordienti, Pulcini Misti, Pulcini Primo Anno, Piccoli Amici, Micro Piccoli Amici, quest’ultima categoria, la più giovane, permette anche ai bambini con quattro anni di età di partecipare alle attività ludiche e motorie proposte dai tecnici qualificati. Se questa si può definire la base di ogni società calcistica, la Monreale non si ferma qui. Ovviamente c’è la prima squadra, partecipante al campionato di Seconda Categoria che avrà come guida tecnica Roberto Mingoia, allenatore all’esordio in panchina, che ha appeso le scarpe al chiodo da pochi mesi dopo un’ottima carriera da numero 10. “Migliorare i trentasei punti della passata stagione allestendo una squadra competitiva formata perlopiù da giovani sangavinesi” ci dice Patrick Porceddu, presidente della Monreale che continua “una squadra che si diverta e sappia far divertire i sangavinesi, senza grandi pretese di promozione anche se come sempre sarà il campo a parlare”. E proprio il presidente ci informa che l’aiuto della popolazione e delle attività

commerciali è sempre ben gradito da parte della società vista la stagione impegnativa sotto tutti i punti di vista. Proprio per questo dalla stagione 2014-2015 sarà possibile partecipare alla sottoscrizione popolare che prevede il versamento di 20 euro per ottenere la tessera di “socio sostenitore” che permetterà di entrare gratis al campo “Santa Lucia” per assistere alla prima partita del nuovo campionato e in più si riceverà un gadget della squadra biancorossa. Ultimo ma non meno importante, il progetto che accompagna la Monreale verso il sociale. Infatti da

due mesi è stato costituito un gruppo integrato di ragazzi disabili che, con l’aiuto di tecnici, educatori e animatori qualificati, si incontrano una volta alla settimana per giocare e divertirsi insieme. Con la speranza che a settembre si possa creare un torneo interno aumentando così il numero dei partecipanti. Per una Monreale impegnata nel sociale, un’altra sarà impegnata in campo e il nostro augurio è quello di vederla calcare al più presto i campi più prestigiosi della Sardegna in categorie ben più alte della seconda. LUCA FOIS


ANNUNCI E LETTERE

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Salve a tutti, vorrei scrivere e farvi sapere cioè che mi è successo la notte del 12 luglio nei pressi dei binari di via Mazzini. Premettendo che una trentina di minuti prima avevo visto i pompieri passare davanti a casa mia e girare l’angolo (oltre all’indicibile puzza di bruciato che ristagnava nell’aria), sono uscita insieme al mio fidanzato per una passeggiata. In prossimità dei binari riusciamo a scorgere una chiazza enorme nera e tantissimo fumo, con annesse braci che stavano riprendendo a bruciare poiché c’erano rampicanti nei muri delle case. Una signora ci vede e si avvicina commentando con noi l’accaduto, allorché io e il mio fidanzato decidiamo di spegnere i focolai rimasti, chiedendo alla signora un secchio con po’ d’acqua. Gente, finiamola di mettere a fuoco la nostra terra! Basta bruciare questa bellissima regione ricca di cultura e tradizione, e non parlo solo per San Gavino, ma per tutta la Sardegna. Prendete il mano il cuore e chiedetevi: ho fatto la cosa giusta mettendo a fuoco quel piccolo pezzo di terra che poteva causare un incendio sproporzionato e causare vittime? Grazie per l’attenzione. Lettera di Roberta Vendesi cuccioli, 2 femmine e due maschi, Espaniel Springer purissimi. Tel. 349.2262978 Vendo Silkepil della Braun (usato solo due volte) a € 25,00 345.2929370 Vendo per causa inutilizzo,ancora in buone condizioni triciclo per bimbo/a € 10,00 cel 345.2929370 Vendesi cucina a legna completa di tubi e gomiti, perfettamente funzionante. € 400. Per informazioni chiamare il 349.7828714

Comprendo - Periodico indipendente di commercio e attualità - Anno V - Numero 7 - Luglio/Agosto 2014

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