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Poste Italiane spa Anno 2 numero 4 lug - ago 2009. Sped. in abb. postale D.L. nr. 353/03 (conv. in L. 27/2/04 nr 46) art 1 comma 1 ROC DCB PO

Anno 2 - Numero 4 Luglio - Agosto 2009 Aut. Trib. Bologna n. 7880 del 7/10/2008

IN QUESTO NUMERO: Un milione di euro per le aziende Confartigianato

Proteggere le imprese: parla il nuovo sindaco Flavio Delbono

Crisi: intervista a Giuseppe Bortolussi, direttore CGIA Mestre

Made in Bologna

IL NOTIZIARIO DELL’ASSOCIAZIONE ARTIGIANI E PICCOLE MEDIE IMPRESE DELLA PROVINCIA DI BOLOGNA


Competere periodico bimestrale edito da Confartigianato Imprese di Bologna Reg. Tribunale di Bologna al nr 7880 il 7/10/08 Iscritto al ROC il 4/11/08 Direttore Responsabile Mauro Spinato Direttore Editoriale Gianluca Muratori Redazione Confartigianato Imprese di Bologna Via Papini, 18 - 40129 Bologna Tel. 051.4172311 Fax 051.326006 Coordinamento redazionale Ilaria Bellini i.bellini@confartigianatobologna.it Paolo Odoardi comunicazione@confartigianatobologna.it Sara Fiadone Progetto Grafico The Family Network info@thefamilynetwork.it Tipografia Nova Pubblicità To Do Communication Via dei Billi, 16 - Ozzano dell’Emilia (BO) Telefono 3400557799 promo@confartigianatobologna.it Immagini I volti di Confartigianato, nella fascia superiore di ogni pagina, sono degli uffici di Casalecchio, San Lazzaro e Bologna, via Tofane. Si ringrazia www.paololambertini.it Continua nelle prossime uscite.

Politica associativa Delbono: proteggere il lavoro delle imprese La piccola e media impresa oltre la crisi Cambiare per crescere, la nuova Confartigianato Credito: Accordo Confartigianato Banca AGCI Appalti, tolte le limitazioni Opinioni per competere Non dimentichiamoci del lavoro autonomo, intervista a Giuseppe Bertolussi CGIA Mestre Spazio imprese Fare impresa in montagna La categoria La figura professionale dell’odontotecnico Il servizio Assistenza e Affari Generali Le persone Assumere colf e badanti Conoscere per competere Normative La Posta Elettronica Certificata Formazione Innovazione e formazione per la competitività Lavoro Ferie, le norme fondamentali Fisco Il nuovo ravvedimento operoso Credito Come superare le difficoltà di accesso al credito Strumenti per competere Stress lavoro-correlato: dall’obbligo all’opportunità

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Servizio Formazione

Nuove

proposte

formative finanziate autunno 2009

CORSI FINANZIATI Il Servizio Formazione di Confartigianato Imprese di Bologna in collaborazione con FORM.ART presenta, per l’autunno, progetti formativi che puntano all’aggiornamento professionale di imprenditori e dipendenti delle aziende della Provincia di Bologna. Le proposte prevedono corsi di formazione trasversali in tema di Gestione finanziaria, Marketing e vendita, Risorse umane, Export e formazione specifica dedicata ai settori Impiantistica, Meccanica ed Estetica. Di seguito i nuovi corsi, le aziende possono segnalare il loro interessamento o semplicemente richiedere maggiori informazioni al Servizio Formazione di Confartigianato Imprese di Bologna.

Gestione Aziendale • La gestione efficace di liquidità e indebitamento • Recuperare i crediti aziendali. Dalle misure di prevenzione dell’insoluto alle tecniche e procedure per il recupero legale • La catena interna della fornitura: giocare in squadra per vincere la crisi • Marketing e vendita: le opportunità nascoste nei mercati in crisi • L’amministrazione del personale: avvio, gestione straordinaria e termine del rapporto di lavoro • Le transazioni estere – Export base e avanzato Meccanica • I materiali metallici - tipi, trattamenti ed impieghi • CAD 3d inventor • Introduzione all’oleodinamica - aspetti costruttivi e funzionali

Impiantistica • Domotica • La nuova progettazione ecosostenibile in ambito energetico • La manutenzione e le verifiche degli impianti elettrici secondo le recenti disposizioni • I campi elettromagnetici: come misurarli e valutarli alla luce delle nuove normative • Il nuovo quadro normativo elettrico Estetica • Il massaggio estetico drenante • I massaggi newellness (tecniche lomi lomi, pantha jama, hot stone) • Massaggio di luce vitalux (novità presentata al Cosmoprof 2009) • Il servizio globale - promozione, gestione e controllo

Il servizio formazione di Confartigianato Imprese di Bologna organizza e realizza corsi di formazione sulle tematiche di interesse per le aziende con l’ausilio di enti accreditati, di società di servizio e di consulenza.

Per informazioni

Servizio Formazione - Patrizia Lelli tel. 051 4172377 fax 051 326006 - p.lelli@confartigianatobologna.it


editoriale Già sfogliando le prime pagine di questo numero si percepisce come è cambiata Confartigianato in questi mesi: un nuovo modello di fare associazionismo attraverso una maggiore valorizzazione dei dipendenti, più vicinanza ai soci, per arrivare a nuovi servizi mirati agli artigiani e piccoli e medi imprenditori. I tempi mutano velocemente e così le esigenze delle imprese; l’associazione vuole stare al passo con i tempi e quindi propone più servizi e un nuovo modo di confrontarsi con l’associato. Che Confartigianato guardi al futuro ponendosi come un valido interlocutore non solo nei confronti degli associati , ma anche delle istituzioni, lo testimonia la strepitosa partecipazione alla recente assemblea di bilancio di centinaia di soci, autorità, imprenditori, ma anche tanti cittadini. A riconoscere il nuovo corso dell’associazione anche il sindaco Flavio Delbono che ha sottolineato l’importanza e il ruolo di Confartigianato e ricordato come le Pmi siano uno dei pilastri sui cui poggia l’economia bolognese. Riconoscimenti anche da parte di tante autorità politiche, istituzionali e del mondo economico-finanziario e dal presidente nazionale Confartigianato Giorgio Guerrini. Un crescendo di attenzioni alla nostra associazione anche dai mass media, sempre più attenti ad analizzare e dare rilievo alle nostre iniziative. Nel mese di luglio la nostra associazione ha concluso un accordo con Banca AGCI, accordo che prevede un plafond di un milione di euro a disposizione dei nostri associati a condizioni e tempi estremamente favorevoli.

Presidente Provinciale Confartigianato Gianluca Muratori

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politica associativa

Proteggere

il lavoro delle imprese per valorizzare la città () di Flavio Delbono

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Sindaco di Bologna Intervento tenuto in occasione dell’Assemblea Annuale di Confartigianato


Una prima considerazione, che credo abbia una rilevanza che va ben oltre le questioni degli artigiani a Bologna, muove dalle stime sul PIL, che in questi mesi hanno subito sistematiche correzioni al ribasso, con una probabile riduzione del PIL nel 2009 dell’ordine del 5%; speriamo che questo sia il tetto della decrescita. Cosa significano queste grandezze, questi indicatori macro-economici? Meno il 5% del PIL, se lo ribaltiamo in termini di occupazione, significa che andrebbe perso in media un posto di lavoro su 20. Io credo che la prima preoccupazione, non solo del settore pubblico, ma di chi ha a cuore le persone in carne ed ossa, debba essere quella di proteggere il lavoro, di fare in modo che quel –5% del PIL non si traduca in –5% di occupazione. Questo ovviamente richiede di difendere chi il lavoro lo crea, ovvero le imprese, con tutti gli strumenti che possono aiutarle non solo a sopravvivere ma anche a mettersi nelle condizioni di crescere. E questo richiede moltissimi interventi, non c’è una ricetta magica di fronte a un problema così complesso e che ha sfumature così diverse nei settori del territorio. Io mi impegno già da adesso pubblicamente a portare in Consiglio Comunale l’esito di quel tavolo tra le Associazioni per l’elaborazione di un ‘Piano di sviluppo dell’Area Metropolitana’ proposto da Confartigianato. Solo dall’analisi e dalla discussione delle varie proposte in modo trasparente possiamo trovare subito le misure più urgenti per tamponare la situazione di crisi, misure che vanno dall’utilizzo di ammortizzatori sociali per tutelare il potere di acquisto dei più colpiti (famiglie, lavoratori, disoccupati) alla modifica delle politiche tariffarie di tutti gli organi amministrativi, Regione, Provincia, aziende partecipate dal Comune, nessuno escluso. Non uso assolutamente contrapposizioni impresalavoro o impresa-lavoratori, sarebbe fuorviante dal punto di vista della buona ricerca delle soluzioni, perché, insisto, credo che se si vuole proteggere il lavoro si deve difendere e sostenere il sistema che il lavoro lo produce, lo alimenta e lo sostiene.

Dobbiamo difendere chi il lavoro lo crea, le imprese, con tutti gli strumenti che possono aiutarle a crescere

Sul tema delle infrastrutture, condivido appieno le proposte di Confartigianato. In questo caso, la vera sfida è sui tempi: dobbiamo passare il più rapidamente possibile al completamento delle opere in corso, e all’avvio di quelle in progetto, stando molto attenti a non restare bloccati quando altri soggetti sono rilevanti per il completamento dell’opera. Ci sono delle opere la cui realizzazione dipende esclusivamente da noi ma ci sono anche alcune infrastrutture che per le loro dimensioni richiedono delle partecipazioni di altri soggetti. Io mi auguro che, dopo una campagna elettorale che sicuramente non è stata svolta all’insegna del fair play, su un tema come questo, ci sia davvero un impegno della città e dei suoi rappresentanti nelle varie sedi per mettere almeno le infrastrutture, quelle che sono largamente condivise, al riparo da battibecchi e dispute ideologiche. Considero poi decisivo il rapporto con l’università. Abbiamo una concomitanza potenzialmente molto favorevole: nel giro di poche settimane si sono insediati sia il Magnifico Rettore dell’Università che la nuova amministrazione. Abbiamo davanti un lasso di tempo che ci consente, se opereremo assieme agli altri soggetti fondamentali per la città, di concentrarci su quelle tre o quattro priorità fondamentali che possono ulteriormente rendere l’università, la ricerca, la presenza dei giovani, il mantenimento dei talenti, una delle leve competitive di questa città.

rilevantissimo alla qualità della vita dei bolognesi, diventando uno degli elementi fondamentali di attrazione. Per questo deve diventare più bello e più sicuro, perché solo a queste condizioni è anche più attraente. Dobbiamo evitare gli estremi dell’anarchia selettiva, da un lato, e della sopravvivenza museale, dall’altro. Sono talmente convinto che questa sia la strada giusta che per quanto riguarda il centro storico ho in mente un’apposita delega, inevitabilmente trasversale, che investe aspetti del commercio, aspetti di altri comparti produttivi, riguarda la qualità urbana, la sicurezza, le varie misure di contrasto ai cattivi usi degli spazi di tutti. In conclusione, continuo a pensare che un’immagine che stilizza la figura di un buon sindaco è quella del cuoco. Bologna è piena di ottimi ingredienti, di energie, intelligenze, passioni; queste risorse, talenti, generosità, disponibilità, se rimangono da soli sono tanti buoni ingredienti che non fanno un buon piatto: io penso che un sindaco debba adoperarsi ad essere un buon cuoco che cucina bene assieme i tanti ingredienti buoni che sono a Bologna. Intendo, inoltre, fare in modo che a quella comprensibile nostalgia che si ha in molti casi nei confronti di un passato più o meno remoto, anche a Bologna, si sostituisca o si aggiunga anche soprattutto molta fiducia nel futuro, con la convinzione delle proprie forze. Quindi, nel cucinare questo piatto, non nel cucinare gli artigiani, io credo che il mio impegno sia garantito.

Da ultimo penso anch’io come voi che il centro storico possa essere molto di più di una buona vetrina della città, dando un contributo

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politica associativa

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La Piccola e Media Impresa

oltre la crisi: una nuova Confartigianato () di Sara Fiadone redazione di Competere


“Una nuova Confartigianato”, così, più volte, è stata presentata la nostra associazione all’Assemblea Annuale 2009 di Confartigianato Imprese di Bologna - che si è tenuta venerdì 26 giugno presso la nostra sede provinciale - a partire dal titolo dell’incontro:“La Piccola e Media Impresa oltre la crisi: una nuova Confartigianato”. In questa occasione sono state presentate le linee strategiche che l’Associazione intende attuare per favorire la crescita del nostro territorio. All’assemblea, presieduta dal presidente provinciale Gianluca Muratori, hanno preso parte il Presidente Nazionale di Confartigianato Giorgio Guerrini e il neo-sindaco di Bologna Flavio Delbono. Di fronte alla platea di imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni imprenditoriali, il Presidente Provinciale Muratori ha tracciato un bilancio di metà mandato e profilato il ruolo strategico della nuova Confartigianato a Bologna. “È una fase estremamente delicata per l’economia del nostro paese, con pochi segnali incoraggianti. I dati della nostra provincia non sono certo più confortanti. Si tratta sicuramente di una delle peggiori crisi economiche degli ultimi decenni, che porta in primo luogo sul banco degli imputati il sistema del credito. È indispensabile che le banche diano fiducia alle MPI per creare più occupazione, più reddito, favorendo la ripresa e lo sviluppo”. Riguardo l’operato delle istituzioni, il presidente Muratori prosegue: “Segnali positivi arrivano dalla Commissione Europea, che nel 2008 ha adottato lo ‘Small Business Act’, un ampio documento con proposte ed azioni politiche per valorizzare le piccole e medie imprese, che crediamo possa dare impulso al rilancio delle PMI. Ai governi non chiediamo nessun salvataggio speciale, ma solo le stesse chance delle grandi industrie. Vogliamo che il governo semplifichi gli iter burocratici, acceleri i tempi di pagamento, in un atteggiamento di confronto costruttivo che esca dalle vecchie logiche di parte”. Ponendo l’accento sull’importanza di intraprendere azioni coordinate tra mondo politico e mondo dell’impresa, il presidente prosegue: “Solo dalla collaborazione

tra istituzioni, realtà associative ed economiche, può nascere una proposta forte per andare oltre la ripresa ed avviare nuovi progetti: per questo lanciamo oggi una nuova proposta a tutte le associazioni della nostra provincia, al nuovo sindaco, alle fondazioni bancarie, per definire un documento programmatico che chiamerò ‘Piano di sviluppo dell’area metropolitana 2009-2014’, che ridisegni la Bologna del futuro su quattro assi prioritari: lo sviluppo del sistema impresa locale (promuovendo le reti d’impresa e i sistemi associativi, realizzando una più ampia collaborazione coi centri di ricerca dell’università, rilanciando il marchio ‘made in bo’); le infrastrutture (che costituiscono un gap non più rinviabile); un nuovo modello di welfare; la capacità attrattiva della città (a partire dal centro storico, per cui auspichiamo un differente modello di vivibilità). Confartigianato è determinata, desiderosa e capace di costruire, insieme ad altri, un progetto di grande respiro per la ‘Nuova Bologna’”. Rivolgendosi agli imprenditori, il presidente conclude: “Stiamo costruendo una nuova Confartigianato, più aperta, più dinamica, più innovativa, capace di fondere quel forte e profondo concetto di solidarietà che ci hanno trasmesso i nostri predecessori, con una visione nuova e moderna. Siamo orgogliosi del nostro passato e pronti ad accettare le sfide del futuro”.

sui media gli esempi vincenti sono quelli dei ‘furbetti’. Bisogna tornare a valorizzare il lavoro vero”. Sulle sfide della crisi e sulle misure da attuare per fronteggiarla, il presidente Guerrini prosegue: “Le prospettive di crescita per le nostre imprese non sono ora delle migliori, ma ogni giorno qualche migliaio di imprese si iscrive alla Camera di Commercio: la voglia e la capacità di rischiare c’è. Gli ostacoli però sono tanti. Noi non abbiamo reti protette come le aziende che operano nei lavori pubblici in regime di monopolio: bisogna liberalizzare questi mercati, nessun governo l’ha fatto finora, e bisogna anche valorizzare i nostri prodotti. Siamo in un paese democratico, le leggi dovrebbero essere per la maggior parte delle imprese, non ‘ad aziendam’. Dopo gli interventi in favore delle Banche, di Fiat e di Alitalia ci aspettiamo iniziative per tutte le piccole e medie imprese che rappresentano il 98.3% del tessuto produttivo nazionale”. Con una nota di ottimismo e di fiducia nelle capacità delle imprese italiane, il presidente Guerrini conclude: “Abbiamo avuto la fortuna di nascere in questo paese, ereditarne la cultura, la vocazione alla qualità. Tra le prime dieci province per qualità di vita, quattro sono province dell’Emilia-Romagna: questa qualità va preservata e valorizzata sempre di più”.

All’intervento del presidente Muratori ha fatto seguito quello del presidente nazionale Guerrini, che si è mostrato pienamente in linea con quanto sottolineato ed auspicato da Muratori: “Condivido la volontà di portare all’attenzione dei decisori politici la riscoperta degli antichi ma modernissimi valori dell’impresa, che il nostro paese ha un po’ scordato. Chi tiene in piedi il Paese è questo straordinario reticolo di imprese: noi veniamo dalla cultura del fare, quella dell’artigiano è una cultura della concretezza, ed è questa la cultura da recuperare. Dobbiamo approfittare di questo momento per riscoprire il valore dell’economia reale. Ci hanno fatto credere che si poteva vivere bene senza lavorare,

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politica associativa

Cambiare per crescere, le idee e le persone al centro della nuova Confartigianato

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() di Stefano Serini Direttore Generale Confartigianato Bologna


La forza di un’Associazione sta nel non limitarsi a gestire l’esistente, ma nel trovare nuova motivazione interrogandosi sulle esigenze dei suoi associati e costruendo con loro un nuovo progetto. Dinnanzi a uno scenario socio-economico in rapida evoluzione, la funzione della nostra Associazione deve necessariamente modificarsi per intercettare al meglio le molteplici esigenze che sorgono oggi in capo alla PMI: saremo protagonisti solo se saremo capaci di costruire un reale valore aggiunto per i nostri associati. Occorre quindi ripensare le modalità di essere Associazione sindacale e rimodulare i servizi alle aziende partendo dalle loro concrete esigenze. Oggi stiamo disegnando una nuova Associazione: stiamo mettendo le basi per la Confartigianato del futuro. Nuovi contenuti nel concetto di “Associazione Sindacale” La vera sfida diventa dar vita a una più articolata presenza sul territorio per dare maggiore attenzione alle peculiarità delle singole realtà, in un rinnovato e costruttivo confronto con le Istituzioni locali. L’attività quotidiana delle PMI è sempre più influenzata e governata, otre che dalle disposizioni provenienti dal Governo centrale, anche e soprattutto dalle scelte e dalle decisioni amministrative maturate a livello locale. Occorre quindi un’attività sindacale più capillare e forte sul territorio, capace di affrontare i temi locali, mediante un’organizzazione più presente e un coinvolgimento diretto di chi “fa azienda”. Più informazione tecnica e maggiori occasioni di aggiornamento Offrire un valore aggiunto alle imprese oggi si traduce anche nell’amplificare i flussi informativi verso l’azienda e nell’implementare le attività formative destinate agli imprenditori. Vogliamo “costruire” nuovi moduli di aggiornamento costante nel rispetto dei tempi e delle esigenze dei titolari d’azienda che manifestino la necessità di accedere a conoscenze ed esperienze esterne.

Sviluppo delle potenzialità di networking fra le diverse realtà aziendali L’associazione diventerà il luogo dove le aziende si incontrano e si confrontano in una nuova dimensione di network. Una “associazione aperta” dove l’insieme delle aziende diventa una “rete di aziende”; il luogo dove scambiarsi conoscenze ed esperienze, ampliando il proprio orizzonte operativo con il supporto attivo ed esaustivo di staff competenti. L’Associazione deve diventare un moltiplicatore di opportunità, uno strumento a disposizione dell’impresa che amplifica, filtra, stimola, traduce, le esperienze utili alla crescita dell’impresa. La sfida dei servizi, per rispondere alle nuove esigenze Gli associati sono i nostri clienti La Confartigianato Bologna associa più di 4.500 aziende, 4.500 realtà importanti forti delle loro peculiarità. Crescere oggi significa appropriarsi di una nuova cultura aziendale e fornire in termini di servizi la risposta giusta per ognuno dei nostri Associati che diventa, in una logica di dinamica personalizzazione, un cliente. Dobbiamo fidelizzare, “coccolare” l’impresa, comprendere le diverse esigenze superando sterili standardizzazioni. Sarà una Confartigianato moderna e accogliente, consapevoli che ogni azienda non è “solo numeri”, bensì la storia e la vita quotidiana di persone; un’associazione fatta di persone per le persone che fanno impresa ogni giorno, con difficoltà e successi. Andare oltre la dimensione dei servizi base per l’azienda Più volte lo abbiamo affermato: vogliamo diventare partner delle nostre aziende. Non possiamo quindi fornire una risposta predefinita dinnanzi ai problemi e alle esigenze nuove degli artigiani. La complessità del mercato, l’articolazione normativa, l’importanza della dimensione finanziaria dell’azienda impongono una nuova visione dei servizi. Siamo già da oggi impegnati a innovare l’area dei servizi,

secondo due direttrici ben precise: migliorare ulteriormente gli standard qualitativi dei servizi base ( elaborazione paghe; gestione contabilità, sicurezza e ambiente) e contestualmente ampliare la gamma dei servizi consulenziali, avvalendoci di importanti collaborazioni esterne. Dobbiamo fornire una risposta esaustiva e articolata alle diverse problematiche. Nella “Casa della Confartigianato” ogni artigiano, piccolo o grande imprenditore deve trovare un interlocutore con cui costruire la soluzione adeguata alla sua realtà. Riorganizzazione della presenza sul territorio in una logica innovativa di creazione di punti di eccellenza Una nuova presenza sul territorio, capace di coniugare il principio della territorialità con l’obiettivo di creare veri e propri punti di eccellenza. Oggi sono presenti nella Provincia di Bologna ben trenta uffici Confartigianato; nel prossimo futuro lavoreremo nell’ottica dell’aggregazione di alcune sedi secondarie, per creare nuovi centri di produzione improntati all’efficienza e alla produttività. L’eccellenza non la ritroviamo più nella presenza capillare sul territorio, ma nella qualità globale dei servizi erogati e nella corretta valorizzazione delle risorse interne sempre più impegnate in un processo di specializzazione. Dalla carta ai servizi on line Il fattore tempo è diventato per ogni artigiano un fattore competitivo determinante e per questo siamo chiamati a fornire soluzioni e strumenti adeguati. Investiremo quindi sempre di più in servizi on line che permettano all’imprenditore di dialogare dalla sua azienda con i nostri uffici senza spostarsi dalla sua sede. “Efficienza e sicurezza” sono le caratteristiche di un sistema moderno di servizi che miri alla semplificazione dell’attività delle aziende. Nuovi gestionali contabili, servizi paghe on line, consulenza Ambiente e Sicurezza sono già realtà e il futuro è la condivisione completa dei servizi.

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Accordo Confartigianato - Banca AGCI una nuova opportunitĂ per accedere al credito

politica associativa

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() di Alberto Forni Ufficio Credito Confartigianato


Il nuovo accordo prevede lo stanziamento di un plafond di un milione di euro da destinare alle aziende associate a Confartigianato Bologna

Oggi viviamo un periodo difficile per la nostra economia e per le imprese in particolare, una situazione di disagio economico ancor più aggravata dalle difficoltà incontrate dalle imprese nell’accedere al credito. Queste difficoltà sono state attenuate solo in parte dai consorzi di garanzia, che oggi operano attraverso un soggetto unico a livello regionale. Il momento per le aziende è certamente critico ed è caratterizzato da cali di fatturato ormai generalizzati, difficoltà negli incassi, con insoluti o allungamento dei termini di pagamento, mancanza di rispetto degli impegni assunti, sia verso fornitori che verso le banche (per le rate dei mutui, per esempio). Sarebbe necessario dare impulso al mercato e respiro alle imprese, in primo luogo con l’attuazione di una politica di accesso al credito più flessibile ed adeguata alle loro attuali esigenze. Oggi però molte aziende, nonostante possano essere considerate sane, con problemi di liquidità solo temporanei, non sono in grado di presentarsi alle banche in condizioni tali da poter accedere al credito. Tuttavia sono proprio queste aziende, che stanno subendo i colpi della crisi in misura considerevole, ad aver maggior bisogno di fiducia e sostegno, facendo in modo che non si vedano del tutto preclusa la possibilità di ottenere l’apertura di credito che è necessaria per mantenere viva l’azienda in attesa di una auspicata ripresa.

Per il momento questa consapevolezza, che sembra essere condivisa da tutti gli operatori del mercato, non trova di fatto un riscontro nell’operatività pratica di tutti i giorni e molto forti sono i segnali di rabbia e preoccupazione che arrivano dalle imprese, soprattutto quelle medie e piccole.

aziende ampia e consolidata, rappresenta infatti un partner interessante per una realtà economica in espansione come BANCA A.G.C.I.. Su queste basi si è sviluppata così un’intesa che è una fondamentale occasione per concretizzare il nostro obiettivo: aiutare le aziende in questa difficile fase.

Confartigianato ha deciso di percorrere una strada alternativa per cercare di aiutare i propri associati in una fase così delicata. È stato scelto un partner nuovo, BANCA A.G.C.I.: una giovane banca che è oggi attivamente impegnata ad affermarsi, a pieno titolo, come soggetto produttivo e protagonista nel contesto economico bolognese. Insieme a BANCA A.G.C.I. abbiamo avviato una collaborazione per facilitare l’accesso al credito per le nostre imprese. Ne è nato un accordo importante, il cui aspetto più considerevole sta nello stanziamento, da parte della banca, di un plafond di un milione di euro da destinare alle aziende associate a Confartigianato Bologna. La nostra associazione, con la sua base di

L’accesso al credito per le aziende associate, garantito dall’accordo tra BANCA A.G.C.I. e Confartigianato, prevede condizioni favorevoli, istruttorie più snelle, tempi di erogazione più brevi, rispetto ai Consorzi Fidi. Abbiamo scelto di concentrarci su finanziamenti di importo limitato, nell’ordine dei 25/30.000 euro, in primo luogo per rispondere prontamente alle esigenze di liquidità che tante aziende hanno, le vere esigenze di questo periodo, e in secondo luogo per non dovere necessariamente giustificarne le ragioni con documentazione dettagliata. Nella maggior parte dei casi infatti le aziende “sane” hanno semplicemente bisogno di vera e propria liquidità, per non restare bloccate, ad esempio, in caso di ritardi negli incassi.

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Confartigianato è un interlocutore di cui la Banca ha piena fiducia: negli anni abbiamo tessuto una rete di imprese, e quindi di persone, di cui abbiamo una conoscenza diretta e profonda. Questa conoscenza delle nostre aziende è il nostro patrimonio, è la garanzia che offriamo alla banca. Avere la possibilità di poter acquisire clientela attraverso il canale diretto offerto da Confartigianato, assicura così l’avvio di rapporti tra banca e imprese meritevoli di essere seguite. Questo insieme di garanzie costituisce la base sulla quale è stato costruito questo progetto di collaborazione con BANCA A.G.C.I., che ha tutte le caratteristiche per essere utile e prezioso per tutti i soggetti coinvolti. I vantaggi sono evidenti prima di tutto per gli associati: potersi avvalere dell’attività di presentazione svolta dalla nostra associazione costituisce una via preferenziale per poter accedere al credito, e rappresenta un’opportunità preziosa per potersi assicurare liquidità in tempi relativamente rapidi. La procedura per accedere al credito è già operativa ed è aperta da subito alla

possibilità di presentare le richieste. La possibilità è quella di accedere al credito agevolato attraverso la convenzione già in essere sia per BANCA A.G.C.I. che per Confartigianato con il Consorzio di Garanzia EUROFIDI; per quanto riguarda, invece, il credito ordinario BANCA A.G.C.I. ha riservato alle imprese associate condizioni interessanti. Per i finanziamenti chirografari viene proposto uno spread (rispetto a EURIBOR) pari al 4,5/5,00%, che al momento equivale a tassi intorno al 6%, mentre per gli ipotecari lo spread è del 2,50% (tassi, quindi, inferiori al 4%); le spese di istruttoria sono previste in 300 €. Per le aperture di credito in c/c e gli affidamenti per smobilizzo di portafoglio si va da uno spread minimo pari a 2,50% (s.b.f.) ad un massimo pari al 4,50% per i fidi di cassa. La convenzione prevede anche condizioni molto interessanti per i conti correnti ordinari su basi attive e servizi collegati (tasso EURIBOR + 1,00%, circa 2,25% al momento, con spese limitate) e per gli investimenti in conto corrente senza vincoli (3% per giacenze fino a 50.000 €, 4% oltre).

L’accesso al credito per le aziende associate, garantito dall’accordo tra la banca AGCI e Confartigianato, prevede condizioni favorevoli, istruttorie snelle, tempi di arrivo all’erogazione relativamente rapidi

L’iter da seguire per poter accedere al credito è semplice: bisogna rivolgersi alla sede territoriale Confartigianato di riferimento o direttamente all’Ufficio Credito Provinciale. L’Ufficio cura poi la raccolta della documentazione necessaria, l’istruttoria e la presentazione della pratica alla banca, corredata da una relazione dettagliata. La banca si riserva comunque il diritto di deliberare autonomamente sulla concessione o meno del prestito. Il contratto di erogazione del credito è stipulato direttamente tra la banca e l’azienda richiedente: l’attività di Confartigianato è esclusivamente di mediazione in fase di presentazione. Il rapporto tra Confartigianato e le imprese associate, profondo e consolidato, diventa in questo modo una risorsa fondamentale per affrontare i problemi legati alla congiuntura economica e alla sostanziale stretta creditizia che si manifesta in questo periodo.

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Un aiuto concreto alla piccola media impresa. Intervista a Bruno Chiecchio, Direttore Generale di Banca A.G.C.I. L’iniziativa per favorire l’accesso al credito delle imprese di Confartigianato si fonda su una partnership forte con la banca che lei dirige. Quando nasce banca A.G.C.I.? Qual è la vostra vision? Quali i vostri obiettivi? Banca A.G.C.I. nasce per iniziativa dell’Associazione Generale Cooperative Italiane nel 2007 ed inizia la propria operatività nell’aprile del 2008 a Bologna in Via Alessandrini 15. L’A.G.C.I. è, in ordine di tempo e come dimensioni, la terza delle Centrali Cooperative costituite nel secondo dopoguerra in Italia; rappresenta oltre seimila cooperative di piccole e medie dimensioni presenti in tutte le regioni italiane ed in tutti i settori economici e sociali con oltre 300.000 soci. L’obiettivo della Banca è quello riuscire a servire nel modo più capillare possibile tutti i clienti, anche i privati, utilizzando canali evoluti e portando così tali servizi ad un livello “di massa”; questo permette alla Banca un contenimento delle operazioni allo sportello rispetto al numero degli utenti e conseguentemente un impiego di dipendenti con elevata professionalità per una consulenza di qualità. Ma, al di là degli aspetti tecnici ed operativi, Banca A.G.C.I. intende difendere ed affermare la propria reputazione attraverso la professionalità, la correttezza e la trasparenza del suo modo di svolgere l’attività e la qualità dei servizi resi. Il cliente e la soddisfazione delle sue necessità, sono al centro della missione della Banca che si è prefissata l’obiettivo di operare sempre nel rispetto dei seguenti principi: Valorizzare la crescita professionale e personale delle risorse umane, stimolandone l’orientamento verso livelli di eccellenza, nel quadro di comportamenti eticamente corretti; Rispettare le regole dell’organizzazione, tenendo conto dell’ottimizzazione dei costi e delle risorse; Essere sempre fedeli ai principi di un sano esercizio dell’attività bancaria per creare una banca solida, affidabile, esperta,

abbandonato il loro mestiere a favore di attività diverse che hanno generato problemi nei loro conti e deterioramento nei loro asset patrimoniali compromettendo così la loro piena capacità di svolgere la normale attività di finanziamento a famiglie ed imprese. Le Banche quindi devono tornare a fare il loro mestiere tradizionale; tuttavia questa fase non sarà facile né per gli istituti di credito né per l’utenza che continuerà a trovare difficoltà nell’accesso al credito. Banca A.G.C.I. intende concentrare il proprio operato su queste attività cercando di porgere un aiuto concreto alla piccola e media impresa e tentando di recuperare la fiducia dei piccoli risparmiatori. trasparente, aperta alle innovazioni ed interprete dei bisogni dei clienti; Perseguire gli interessi aziendali nel rispetto di leggi e regolamenti, con comportamenti leali e corretti, mirando ai massimi livelli di integrità professionale; Coltivare il prestigio aziendale quotidianamente, tenendo presente che la reputazione acquisita è preziosa ma allo stesso tempo facile ad essere compromessa da comportamenti anche solo apparentemente non chiari. In un periodo di crisi come quello attuale, quale crede debba essere il ruolo delle banche? Possono essere il motore di una nuova tendenza che favorisca la ripresa? La centralità delle banche nell’attuale scenario di crisi è del tutto evidente; le banche sono la componente cruciale per la ripresa dell’economia a livello globale. Gli economisti tengono sotto stretta osservazione il comportamento delle banche in questo periodo per meglio comprendere lo stato del sistema nel suo complesso e nelle sue componenti; recenti analisi hanno mostrato come le banche abbiano

Come nasce il rapporto con Confartigianato e l’idea di un accordo per facilitare l’accesso al credito? Cosa vi aspettate da questa iniziativa? La prima esigenza comune che abbiamo avvertito, in questo scenario di crisi, è quella di ricostruire il rapporto tra banca e impresa; è necessario tornare a finanziare la credibilità e la reputazione degli imprenditori. In momenti delicati come questo, il rapporto tra mondo bancario e impresa, con particolare attenzione alla piccola impresa, che rappresenta la grande maggioranza del tessuto imprenditoriale locale e nazionale, diventa essenziale. L’iniziativa nata dalla collaborazione tra Banca A.G.C.I. Spa e Confartigianato rappresenta un segnale importante di attenzione alle imprese bolognesi nella giusta direzione di un corretto e trasparente rapporto che deve esistere tra imprenditore ed istituto di credito. Banca A.G.C.I., con questo accordo, vuole essere vicina ad un settore storicamente vitale della nostra economia come quello dell’artigianato; in termini concreti questa vicinanza significa sostenere le imprese nell’attuale congiuntura economica attraverso rinnovate modalità di concessione del credito.

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politica associativa

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Consorzi:

tolte le limitazioni alla partecipazione negli appalti pubblici () di Emanuele Monaci Responsabile Sindacale Confartigianato


Grazie alla battaglia condotta da Confartigianato, le imprese e i consorzi artigiani del settore costruzioni possono tirare un sospiro di sollievo. L’Aula della Camera ha approvato un emendamento che a partire dal 1° luglio 2009 consentirà nuovamente ai consorzi di partecipare ad appalti pubblici ai quali partecipa singolarmente anche una delle aziende consorziate: si tratta di un cambiamento che restituisce allo strumento del consorzio la facoltà di sostenere realmente la competitività della categoria artigiana e delle piccole imprese, di fatto messa a rischio dalla precedente normativa. L’emendamento, fortemente sollecitato da Confartigianato, la cui approvazione arriva al termine di un iter lungo e pieno di ostacoli al Senato e alla Camera, ha riconosciuto le ragioni delle piccole imprese del settore costruzioni, penalizzate finora da una norma discriminatoria: il terzo decreto correttivo del “Codice degli appalti”. Questo decreto, approvato l’11 settembre 2008, vietava ai consorzi o alle cooperative, per gli appalti inferiori a 1 milione di euro, la partecipazione alle gare di affidamento di lavori in cui già partecipava singolarmente una delle aziende consorziate. Inizialmente accolto, ma successivamente accantonato, l’emendamento che cancellava i correttivi al “Codice degli appalti” è stato recuperato e approvato in extremis in sede di votazione in Senato, grazie alle sollecitazioni di Confartigianato. Nell’iter di approvazione, un ulteriore ostacolo, quello della compatibilità con le disposizioni comunitarie, è stato superato dalla tenacia con cui Confartigianato ha saputo sostenere la forza e la correttezza delle ragioni dei consorzi artigiani. Il testo tornerà ora all’esame di Palazzo Madama per la definitiva approvazione. “Apprezziamo - ha sottolineato il Presidente di Confartigianato Imprese, Giorgio Guerrini l’impegno e la sensibilità di quei Parlamentari che, al fine di fronteggiare la straordinaria situazione di crisi economica in atto, oltre

La Camera ha approvato un emendamento che consentirà nuovamente ai consorzi di partecipare ad appalti pubblici ai quali partecipa singolarmente anche una delle aziende consorziate

che per incentivare l’accesso alle commesse pubbliche da parte delle piccole e medie imprese, hanno recepito le sollecitazioni di Confartigianato volte a ristabilire i principi del ‘Codice degli appalti’. Si è evitato, così, che tante piccole e medie imprese finissero per essere escluse da una fascia di mercato per loro molto rilevante”. La piccola e media impresa è uno dei settori trainanti della nostra economia: le micro imprese, oltre a rappresentare la maggioranza in termini numerici, sono anche quelle che impiegano il maggior numero di addetti: 1.482.603, pari all’80,4% del totale (anno di riferimento 2006), contro il 41,7% della media europea. Secondo la più recente fotografia del comparto delle Costruzioni scattata dall’Ufficio Studi di Confartigianato (anno 2008), in Italia tra edilizia e installazioni impianti, operano 877.892 imprese. Di queste ben il 67,5% è rappresentato da imprese artigiane (592.399 a fine 2008). Gli addetti occupati complessivamente nelle imprese del comparto sono 1.845.000, di cui il 73,3% nell’edilizia.

Lo strumento del consorzio è un’opportunità di crescita per la micro e piccola impresa e costituisce una strada fondamentale per le MPI per arrivare a mercati altrimenti irraggiungibili. Il consorzio si coniuga perfettamente con lo spirito artigiano perché rimane alle aziende la libertà dell’organizzazione del lavoro e non sono intaccate così le peculiarità delle singole imprese. La sfida della globalizzazione dei mercati, il condividere servizi o beni, acquisire commesse e partecipare a gare d’appalto, spingono le MPI a cercare la strada del consorzio. In virtù di queste ragioni la possibilità per le piccole e medie imprese di beneficiare delle opportunità offerte da questo strumento associativo vanno tutelate, ed ancor più se si prende atto del fatto che il numero dei consorzi in Italia è in crescita costante: tra il 2004 e il 2007 sono aumentati del 22%, passando da 177 a 216. Sono circa 5.000 le imprese associate a Confartigianato ad aderire ai 165 Consorzi Costruzioni del Sistema confederale ( con 35mila addetti impiegati ed un fatturato annuo di circa 1 miliardo di euro). Il presidente di Confedim, l’associazione delle imprese operanti nei settori edili, impiantistico e affini, associate alla Confartigianato Imprese di Bologna, Arturo Tucci, saluta positivamente le modifiche apportate al ‘Codice degli appalti’: “È un segnale importante di presa di coscienza e riconoscimento anche da parte della classe politica del prezioso valore dell’attività svolta dall’imprenditoria edile di minori dimensioni. Siamo soddisfatti di aver conquistato anche sul terreno nazionale lo spazio per promuovere il nostro settore, cruciale per la crescita dell’economia del paese in termini di fatturato e di creazione di posti di lavoro. Delle quasi novemila imprese operanti nel settore dell’edilizia, più della metà è rappresentato da imprese artigiane, e lo strumento del consorzio è l’unico in grado di garantire a queste ultime l’accesso alle opportunità di mercato offerte dalle gare di appalti pubblici”.

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opinioni per competere

Crisi:

non dimentichiamoci del lavoro autonomo () Intervista di Mauro Spinato

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Direttore di Competere


Come valuta l’impatto della crisi sulle piccole realtà produttive, che rappresentano oltre il 90% del tessuto economico italiano? La crisi che il nostro Paese sta vivendo da quasi un anno è sicuramente molto pesante e le statistiche, pubblicate in questi ultimi mesi, in parte lo testimoniano. Ma gli effetti della crisi, a nostro avviso, non hanno riguardato tutti i lavoratori in egual misura. E i numeri, purtroppo, non sono stati in grado di evidenziarlo. Se è vero che il tasso di disoccupazione è in aumento, a causa soprattutto della perdita di posti di lavoro tra i cosiddetti “precari”, per coloro che hanno un contratto di lavoro stabile l’allargamento e il potenziamento degli ammortizzatori sociali effettuato dal Governo Berlusconi ha evitato l’esplosione di una grave crisi sociale. Purtroppo, questo pericolo per il mondo del lavoro autonomo non è, invece, del tutto scongiurato. Gli artigiani, i commercianti, i lavoratori autonomi stanno vivendo questa situazione di difficoltà economica con grande apprensione e, soprattutto, senza alcune rete di protezione sociale. Sono per loro natura i veri precari del nostro mercato del lavoro. L’impressione percepita da tanti piccoli imprenditori è quella che ad ottenere le maggiori garanzie, da parte degli istituti di credito in primis, siano sempre i soliti nomi della grande industria. In che modo le PMI risultano penalizzate da questa situazione? E’ assodato che in questi ultimi mesi le piccole realtà produttive non hanno trovato, se non in casi molto episodici, un sostegno da parte delle banche. Anzi, spesso sono state costrette da queste ultime a rientrare magari per “salvare” qualche grossa azienda con forti problemi di liquidità. Ora, dopo una sollevazione molto decisa da parte dell’intera opinione pubblica, le cose sono un po’ cambiate e l’intervento del Governo sulla vicenda della commissione di massimo

Gli artigiani, i commercianti e i lavoratori autonomi stanno vivendo l’attuale situazione economica con grande apprensione e senza alcune rete di protezione sociale. Sono loro i veri precari del mercato del lavoro

scoperto ha, almeno in parte, riequilibrato un rapporto che continua ad essere troppo sbilanciato a favore degli istituti di credito. Si pensi che nell’ultima indagine condotta dall’Unioncamere oltre il 32% delle aziende che si sono rivolte alle banche negli ultimi sei mesi hanno dovuto fronteggiare problemi legati alla limitazione nell’ammontare del credito erogabile, all’incremento degli spread, alla richiesta di maggiori garanzie reali o, addirittura, si sono viste respingere la richiesta di finanziamento. Una situazione che ci evidenzia come il lavoro da fare sia ancora molto e tutto in salita. Quali sono oggi i problemi più rilevanti per le imprese? Per milioni di artigiani e piccoli imprenditori si profila un un appuntamento per niente invidiabile: la presentazione della dichiarazione dei redditi. Nonostante le modifiche apportate in questi ultimi mesi agli studi di settore, è molto probabile che alcuni di loro (ovvero a quelli a cui si applica lo studio revisionato) dovranno versare di

più nonostante i ricavi del 2008 siano stati più contenuti di quelli registrati nell’anno precedente. E’ vero che l’Amministrazione finanziaria ha promesso che per coloro che non risulteranno essere congrui con gli studi di settore non scatteranno automaticamente gli accertamenti, ma la paura di dover comunque aprire un contenzioso con il fisco è, tra il mondo delle partite Iva, molto diffusa.

IL CENTRO STUDI CGIA L’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre CGIA Confartigianato ha da tempo consolidato la propria immagine e credibilità, sia a livello locale che nazionale, grazie ad un’attività di studio e di ricerca nel settore economico, fiscale e giuridico svolta da un apposito Ufficio Studi. La professionalità, le competenze specifiche e l’applicazione continua dei ricercatori di CGIA sono alla base dell’aggiornamento costante che caratterizza tutti i collaboratori che operano in questi uffici. Giuseppe Bertolussi è direttore della CGIA di Mestre, dal 1980. Sin dall’inizio ne ha rilanciato l’immagine ed il peso politico. Negli anni è stato attivo promotore di battaglie sindacali contro la minimum tax, di iniziative contro il concordato fiscale e di denunce contro l’aumento della tassazione a livello locale e le disfunzioni legate all’inefficienza della pubblica amministrazione. Attualmente è direttore sia dell’Ufficio Studi della CGIA di Mestre sia delle due riviste quadrimestrali “Veneto Economia & Società” e “Quaderni di ricerca sull’artigianato”. Da maggio 2005 è anche Assessore alle Attività produttive del Comune di Venezia.

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spazio imprese

Le imprese della montagna:

opportunitĂ e strategie per fare impresa 20

() di Sara Fiadone Redazione di Competere


La nostra montagna è una realtà diversificata sotto tanti aspetti, ma omogenea nella tendenza comune ad educare alla tenacia e alla determinazione

Il territorio della parte montuosa della provincia di Bologna è ricco di storia, tradizioni, paesaggi e suggestioni che col passare del tempo diventano sempre più difficili da valorizzare e utilizzare come risorse per far crescere l’economia del posto e per dare un futuro a chi lo abita. La lontananza dal rumore e dall’affollamento dei grandi centri urbani è un pregio di questi luoghi, ma quanto giova all’impresa? Abbiamo cercato di capirlo raccogliendo testimonianze dirette dalle voci di persone che quotidianamente affrontano e vivono questa realtà. Abbiamo cercato di scattare una fotografia più o meno nitida della situazione dell’impresa in montagna, chiedendo pareri su quelli che ci sembravano poter essere i punti di maggior interesse per le imprese che operano in montagna: le infrastrutture per il trasporto, il rapporto con l’amministrazione pubblica, lo sviluppo delle comunicazioni via internet. Abbiamo inoltre invitato le persone ad esporre le loro idee sulle possibili azioni ed iniziative da intraprendere per continuare a valorizzare il territorio, renderlo ancora più attrattivo e competitivo sullo scenario regionale e nazionale. Infine, abbiamo chiesto un breve resoconto del ruolo attuale di Confartigianato, e le aspettative circa quello futuro.

Quella che emersa è una realtà omogenea sotto alcuni punti di vista, ma profondamente diversa sotto altri. Proporzionalmente alle difficoltà, che restano sostanzialmente le stesse cambiando solo di dimensioni, da queste parti sembra aumentare anche la capacità di superarle: la montagna in qualche modo educa alla tenacia e alla determinazione. Giovanni Assaloni - fondatore di Assaloni s.p.a. www.assalonispa.it Il Gruppo Assaloni progetta e produce macchine ed attrezzature per la viabilità invernale e la pulizia e la manutenzione stradale. Prosegue la tradizione della storica f.lli Assaloni snc fondata nel 1920, tra i pionieri ad aver sostenuto la nascita di Confartigianato Bologna nel 1949. La ditta si trova nel comune di Lizzano in Belvedere, ai margini del Parco Regionale del Corno alle Scale. “Fare impresa in luoghi di rara bellezza come questi – ci dice Giovanni Assaloni – significa coniugare le esigenze imprenditoriali con quelle relative alla tutela del paesaggio”. Le zone montuose sono rinomate per la loro bellezza ma la conformazione del territorio può rendere talvolta difficili i trasporti. A tal proposito, il signor Giovanni ci racconta: “Abbiamo una sola strada importante che ci collega con la città di Bologna, ed è la statale porrettana. La distanza che ci separa dalla pianura è di soli 60 km, che diventano molti di più se si considerano il traffico e le condizioni del manto stradale. Interventi di ampliamento della strada sarebbero necessari. Qualcosa si è fatto ma a colpi, senza un intervento deciso, integrale e definitivo. La linea ferroviaria, poi, trasporta ogni giorno decine di persone: sarebbe proficuo utilizzarla anche per il trasporto delle merci”. Un ruolo fondamentale nello sviluppo dei trasporti è giocato dalle amministrazioni locali. Il ruolo delle PA nella vita dell’imprenditoria di un territorio è fondamentale anche sotto altri aspetti

importanti. “Le amministrazioni comunali della zona”- ci dice il signor Assaloni - “hanno sempre avuto un occhio di riguardo per le nostre attività artigianali, anche per quelle che non assecondano la forte vocazione turistica del nostro territorio. Per migliorare la qualità del loro supporto a tutto il tessuto produttivo, sarebbe auspicabile che le diverse amministrazioni agissero in maniera coordinata, portando avanti attività a livello intercomunale, e che dialogassero e collaborassero per fronteggiare insieme i problemi comuni a tutte le realtà del territorio”. Sull’operato finora soddisfacente delle PA, il signor Assaloni aggiunge: “Fino ad un anno fa le comunicazioni via internet erano sostanzialmente impossibili. Ora nel nostro comune, grazie anche ad una forte sollecitazione da parte dell’amministrazione, siamo coperti da una rete wireless. Dopo questa prima installazione, sono cominciate ad arrivare anche le reti dei principali gestori di telefonia fissa. I costi sono maggiori e la velocità di connessione minore rispetto a quella delle città, ma possiamo finalmente dire di poter usufruire anche noi di questo servizio”. Numerose sono quindi le difficoltà, ma la montagna ha anche i suoi vantaggi e i suoi pregi. Orgoglio e soddisfazione traspaiono dalle parole del signor Assaloni quando ci confessa: “Bisogna conquistarsi le cose una ad una, con fatica e perseveranza. Sono la bontà dei prodotti e la serietà con cui abbiamo affrontato negli anni il mercato e continuiamo ad affrontarlo anche oggi, in questo periodo di crisi, a dar valore a quello che facciamo. Bisogna lavorare duro, ma i traguardi raggiunti in montagna valgono doppio”. Il supporto di Confartigianato è importante in queste realtà: “Confartigianato ci permette di sbrigare tutte le faccende relative all’amministrazione e al rapporto con le istituzioni senza doverci ogni volta spostare per raggiungere le sedi centrali. Inoltre, ci permette di fare formazione al personale direttamente sul posto”.

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Le zone montuose sono rinomate per la loro bellezza ma la conformazione del territorio può penalizzare i trasporti. Potenziare le infrastrutture stradali è un obiettivo da continuare a perseguire

Paolo Mari – direttore commerciale Cedac Software www.cedac.com La Cedac Software S.r.l. nasce nel 1994 da un gruppo di consulenti aziendali. Oggi offre soluzioni hardware e software per Banca ed Impresa. Cedac ha sviluppato il primo dispositivo di protezione con carta a microprocessore presente in larga scala sui prodotti di Remote Banking offerti dagli Istituti Bancari italiani. In merito alle questioni relative allo sviluppo delle infrastrutture, il signor Mari sottolinea l’importanza di includere nella definizione di ‘infrastruttura’ non solo l’accezione classica di rete stradale ma anche quella più ampia di rete telematica, una rete altrettanto importante per le comunicazioni ed i “trasporti”, di informazione in particolare: “Sul piano lavorativo vanno distinte le infrastrutture per tipologia: per una società che sviluppa software e offre servizi via internet, il disporre di una connessione a banda larga, ma soprattutto efficiente (continuità al 99,999%, come richiesto dagli utenti ed in analogia alla qualità offerta da fornitori dislocati in centri urbani) è una

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infrastruttura imprescindibile per qualunque attività”. Sullo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture telematiche, nel territorio della montagna in particolare, il signor Mari aggiunge: “Gli oneri sostenuti dalle realtà di periferia sono significativamente più elevati per analoghi servizi, da quelli sostenuti da realtà dislocate in centri urbani, creando ostacoli competitivi rilevanti”. In merito al rapporto con le istituzioni, il signor Mari ci dice: “Il mondo del lavoro da sempre reclama maggior attenzione e non solo in momenti estremi quali quelli attuali; ma soprattutto reclama attenzione anche per i dettagli della attività lavorativa, dove per attenzione si intende non solo risposte possibilmente affermative alle richieste che possono essere rivolte alla Amministrazione locale, ma anche al tempismo delle risposte”. Nel tracciare il profilo di possibili strategie per essere competitivi, il signor Mari torna a sottolineare l’importanza dell’uso di internet e delle nuove tecnologie: “Bisogna fare propria la tecnologia informatica, che non equivale ad esserne esperti, ma ad adottarla in pieno senza esitazioni e balbettamenti, nella consapevolezza che a fronte di possibili ‘sofferenze’ iniziali, i vantaggi che ne derivano sono tali da fare la differenza nel proprio mercato. Non vi sono quindi alibi nel cercare di sfuggire all’uso della tecnologia, perché la tecnologia informatica è diventata ‘democratica’, ovvero a basso costo, permettendo anche a chi non è dotato di risorse finanziarie importanti, di non vedersi precludere per motivi di costo, l’obiettivo che intende conseguire”. Sul ruolo di Confartigianato, il signor Mari conclude: “La Confartigianato ha un ruolo decisivo e non solo per le imprese di montagna; per comprenderlo basti pensare che il 95% circa delle imprese italiane, ha una dimensione tale da non poter prescindere nel fare impresa dal ruolo di una Associazione. La componente montagna non può che accrescere la dimensione di questo ruolo

di aggregatore di servizi che da sempre Confartigianato svolge, oggi amplificato dall’importanza che sta assumendo la tecnologia informatica nelle attività di impresa”. Donatella Gabrielli – responsabile amministrativa GB plast GB plast nasce a San Benedetto Val di Sambro circa trent’anni fa, non con questo nome e come ditta individuale (l’attuale denominazione è conseguenza del mutamento e della crescita dell’azienda avvenuto nel tempo). L’azienda si occupa di stampaggio di materie plastiche e costruzione stampi. “Il fatto di essere in questa zona – ci dice la signora Gabrielli – di sicuro ci penalizza. Al di là dell’effettiva collocazione, la reputazione di zona montuosa crea un immaginario, in chi viene da fuori, non meglio definito di una montagna staccata dal resto, quasi isolata dal mondo circostante, mentre in realtà siamo a soli 8 km dal casello dell’autostrada”. La vicinanza all’autostrada accorcia quindi le distanze dai grandi centri, ma, ci dice la signora Gabrielli: “Quando nevica le strade sono inagibili. La pulizia


non è così immediata e spesso i mezzi coi quali effettuiamo i trasporti, che sono autotreni di grandi dimensioni, rimangono bloccati, col rischio di causare ritardi sulle consegne. La puntualità è un requisito imprescindibile per un’azienda, e il vedersi talvolta costretti a non poter rispettare le scadenze ci penalizza”. Analoghi problemi di viabilità si riscontrano d’inverno anche sul tratto di strada che conduce al casello. L’intervento delle amministrazioni locali sulla cura dello stato di salute di queste ed altre strade del territorio è secondo la signora Gabrielli piuttosto debole: “Le riparazioni del manto stradale sono sporadiche e poco puntuali. La rimozione della neve nella zona artigianale dove sono concentrate le nostre poche aziende è nell’immediato eseguita per proprio conto o attraverso l’ausilio di privati: ognuno nel proprio piccolo si impegna a fare quello che può, utilizzando, chi ne ha disponibilità, dei piccoli trattori. Solo in tal modo si riesce a soddisfare la necessità che le strade siano agibili in breve tempo, per consentire ai Tir ed ai lavoratori di accedere all’azienda, già in prima mattina”. Alla base di queste considerazioni

non c’è un atteggiamento di sfiducia, ma una volontà propositiva e costruttiva, alimentata dalla forte consapevolezza dell’importanza del proprio ruolo, e della forza che spinge ad assumerlo: “Siamo gente di montagna, ‘montanari di razza’, vogliamo restare qui, per valorizzare le nostre risorse, e un orientamento analogo alla valorizzazione del territorio sarebbe auspicabile anche da parte delle amministrazioni. Le nostre aziende danno lavoro a tante persone qui. Dare attenzione a noi significherebbe prendersi cura del territorio in generale e di tutte le persone che lo abitano”. Una nota positiva sull’operato delle amministrazioni locali arriva in merito allo sviluppo della rete internet: “Da un anno a questa parte andiamo meglio con le comunicazioni internet. Abbiamo avuto la Wi-Max con un tariffa fissa. Prima avevamo una linea lentissima e costi altissimi, ora con costi minimi, ridotti di quasi l’80% rispetto a prima, abbiamo una linea molto più veloce. Il merito è di un’iniziativa privata, affiancata dal sostegno del Comune”. Nonostante le difficoltà, fare impresa con successo in questo territorio è possibile”. Le strategie vincenti sono sempre le stesse: essere competitivi e puntare alla qualità”. Sul ruolo di Confartigianato, la signora Gabrielli conclude: “Confartigianato è cresciuta nel tempo. Per tutti col passare del tempo lavorare è diventato più complicato. Negli anni l’associazione ha fatto passi da gigante adeguandosi ai tempi. Noi siamo entrati in Confartigianato vent’anni fa, quando avevamo solo 5 dipendenti, e ci siamo cresciuti dentro. Abbiamo deciso di restare associati perché l’aiuto che offre l’associazione è valido e prezioso. Soprattutto per quanto riguarda il costante aggiornamento, offerto anche grazie al periodico, sintetico e utile, che informa sulle diverse leggi in continua evoluzione, e l’assistenza sulle diverse questioni amministrative ad opera di persone specializzate”.

Nonostante le difficoltà, le imprese di montagna riescono ad offrire prodotti e servizi di qualità e a garantire lavoro a tante persone che sarebbero altrimenti costrette ad andare fuori dal proprio paese

Ricardo Umberto Rondelli – direttore generale G.I.R. Gruppo Impiantisti Riuniti GIR è un’azienda con sede a Vergato operante nel settore privato e pubblico nel campo degli impianti elettrici, civili e industriali, e nel campo degli impianti termoidraulici e delle piccole opere edili. In merito ai possibili disagi derivanti dalla collocazione geografica dell’azienda, il signor Rondelli ci dice: “I disagi maggiori non provengono dalla collocazione in sé, ma dallo stato in cui versano le nostre strade. Sicuramente le infrastrutture attuali sono datate e non più adeguate. Alcuni lavori di collegamento alla rete viaria principale della montagna sono già stati progettati ed avviati, ma occorre uno sforzo congiunto di politica e associazioni di categoria per darvi maggior impulso”. La politica locale svolge pertanto un ruolo fondamentale nella vita delle imprese del proprio territorio. A tal proposito il signor Rondelli aggiunge: “È chiaro che l’operato delle amministrazioni locali è, soprattutto di questi tempi, vincolato dal governo centrale, che con il Patto di Stabilità penalizza anche quei comuni più virtuosi

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che avrebbero risorse da investire a favore delle piccole imprese che stanno soffrendo maggiormente la crisi. Occorre quindi che le amministrazioni locali si uniscano per poter meglio interagire con il governo centrale, chiedendo più ‘armi’ da usare contro la crisi a favore soprattutto delle piccole e medie imprese che sono l’ossatura della nostra imprenditoria”. Sull’importanza delle risorse finanziare e sul loro corretto utilizzo, il signor Rondelli aggiunge: “Un settore bisognoso di investimenti è quello del potenziamento della rete internet. Qui non abbiamo la banda larga, e questo penalizza enormemente le aziende del comprensorio della montagna: oggi gran parte del lavoro delle aziende viene effettuato attraverso internet. Occorre quindi reperire risorse da investire in banda larga, fibre ottiche e comunque in quelle tecnologie che possano permettere alle nostre aziende di essere collegate con il mondo e di essere sempre più competitive”. L’importanza di poter usufruire delle nuove tecnologie è in linea con un generale orientamento all’innovazione, che il signor Rondelli annovera tra le linee guida da seguire per tenere alti i propri risultati: “Mi sento di dire che non esistono strategie vincenti, ma il consiglio che si può dare è

Bisogna investire nell’innovazione: oggi le nuove tecnologie di comunicazione permettono alle imprese di colmare le distamze e di essere più vicini a clienti e fornitori

quello di essere costantemente aggiornati sulle nuove tecnologie, investire in ricerca, sviluppo e sul personale, e infine, per le nostre aziende in montagna, disagiate rispetto alla concorrenza, occorre essere sempre ‘svegli’ e cercare di arrivare prima degli altri”. Sul ruolo di Confartigianato, il signor Rondelli conclude: “Le associazioni di categoria come Confartigianato rivestono un ruolo importantissimo per le nostre piccole e medie imprese: offrono un servizio a 360 gradi assistendo l’imprenditore in tutte le sue problematiche in materia finanziaria, previdenziale, sicurezza, ecc. Ad oggi questo ruolo è ancora più importante visto il moltiplicarsi di norme e leggi che regolano la vita di un’impresa. Esortiamo quindi le associazioni a stare vicino alle imprese come hanno sempre fatto, anzi se possibile ancora di più”. Ginetta Bartolomei – fondatrice Mo.te.m. www.motem.it La Mo.te.m. è una società esperta in lavori meccanici di escavazione, movimento terra, demolizioni e affini, autotrasporto per conto terzi e produzione calcestruzzo. La Mo.te.m.

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snc nasce a Castiglione dei Pepoli circa 40 anni fa ad opera dei coniugi Enrico Nencini e Ginetta Bartolomei. Oggi Motem è sotto la direzione della famiglia Nencini, annovera la realizzazione di opere come il parcheggio sotterraneo in piazza VIII agosto, e, tuttora in corso, la galleria sotterranea per la Tav alla stazione centrale di Bologna. “La nostra azienda” - ci dice Ginetta Bartolomei “risente negativamente della posizione di montagna: sebbene la nostra zona sia ben servita dalle infrastrutture autostradali ed i collegamenti siano tutto sommato agevoli, il trasporto su strada per raggiungere i grandi centri, sede della maggior parte dei nostri cantieri, ha dei costi considerevoli”. In un territorio complesso come quello della montagna, le amministrazioni locali sono chiamate a svolgere un ruolo fondamentale di tutela e sostegno all’imprenditoria del proprio territorio. “L’operato delle PA – ci racconta la signora Bartolomei - spesso non risulta in linea con le aspettative e le esigenze delle piccole imprese. Le amministrazioni locali dovrebbero incentivare l’occupazione: interventi come la realizzazione di progetti intorno alla variante di valico autostradale, o una maggior flessibilità del piano regolatore che rallenti in misura minore i lavori di sviluppo urbanistico, potrebbero creare posti di lavoro all’interno del nostro territorio. Gli interventi pubblici finalizzati alla creazione di spazi di aggregazione sono importanti, ma senza un altrettanto adeguato sostegno all’impresa, c’è rischio che ad usufruire di parchi e palazzetti sportivi restino solo persone anziane. Ad oggi solo il 50% della nostra forza lavoro è impiegata sul territorio. Il restante 50% è costretto a fare il pendolare, e, a lungo termine, sarà costretto a trasferirsi nelle zone urbane più sviluppate”. Al di là delle varie difficoltà, Mo.te.m è in piedi da 40 anni e continua ad operare con successo. “Uno dei punti di forza della nostra azienda è il rapporto di fiducia che abbiamo con i nostri


dipendenti” – ci confessa subito la signora Ginetta. “Inoltre, per sopravvivere in uno spazio di mercato ristretto, ci siamo col tempo specializzati nello svolgimento di attività diversificate, cercando di sfruttare tutto il potenziale dei nostri mezzi”. Il ruolo di Confartigianato nel supporto a piccole imprese operanti in piccole realtà, è, a detta della signora Bartolomei “Importante, soprattutto nella gestione del rapporto con le PA, oltre che nel settore amministrativo. L’esser parte di un’associazione di categoria come Confartigianato costituisce una via preferenziale nel dialogo con le amministrazioni, nella richiesta di un finanziamento, di un’autorizzazione, di ascolto in generale”. Roberta Brusori - responsabile amministrativa Seriart www.seriartsas.com Seriart nasce a San Benedetto Val di Sambro come azienda serigrafica e stampa conto terzi. Nel corso degli anni diversifica la propria produzione producendo etichette adesive nei vari materiali, targhe e pannelli in alluminio, carpenteria in alluminio, lamiera di ferro e acciaio inox. “I nostri prodotti – ci dice la responsabile amministrativa Roberta Brusori – vengono distribuiti prevalentemente sul territorio di Emilia-Romagna e Lombardia. La lontananza dai grandi centri come Bologna, dove si concentrano la maggior parte delle nostre richieste, ci penalizza sui costi di trasporto. Per lo spostamento delle merci ci appoggiamo ai servizi dei corrieri, che, per ragioni di ottimizzazione di tempi e spese, non raggiungono quotidianamente i nostri paesi, e noi abbiamo talvolta delle difficoltà nelle spedizioni, che devono rispettare una tempistica diversa da quella a noi più congeniale, con conseguenti problemi di gestione delle scorte di magazzino”. La nascita di questa ed altre aziende in un’area geografica che può risultare penalizzante sotto l’aspetto dei trasporti è stata però fortemente

voluta e sostenuta dalle amministrazioni locali: “La nostra azienda – ci dice la signora Brusori - nasce grazie alla realizzazione di un consorzio su un’area industriale suddivisa in dieci lotti, uno per ogni azienda consorziata, e ad entrare nel consorzio è stata anche l’amministrazione comunale di San Benedetto di Val di Sambro, che si è accollata le spese di costruzione delle strade di collegamento per ciascun lotto, di fornitura dei servizi, di installazione di cavi per la rete elettrica, di realizzazione delle fognature. L’amministrazione è stata attiva sostenitrice della nascita del consorzio, ed i rapporti sono sempre stati ispirati da un grande spirito di collaborazione”. Tra le altre difficoltà, ci sono anche quelle relative allo sviluppo della rete internet: “Le comunicazioni via internet – racconta la signora Brusori - sono state difficili per noi: il territorio non

è servito da alcuna linea, abbiamo dovuto sostenere a nostre spese l’installazione di un router per avere l’adsl e poter contare su una banda larga capace di garantire le spedizioni di file anche pesanti”. “I costi del fare impresa – conclude la signora Brusori – sono senz’altro maggiori, in termini di trasporti e comunicazioni, soprattutto per un’azienda come la nostra, che ha bisogno di trasportare su strada le proprie merci. Di vantaggi però ce ne sono, uno su tutti: qui in paese ci si conosce tutti, quando dobbiamo selezionare del nuovo personale da assumere, nella quasi totalità dei casi, sai tutto della persona che hai di fronte, e la conoscenza diretta è molto più eloquente di un curriculum. Per tutte le pratiche di ordine amministrativo e contabile, infine, le aziende di montagna, come tutte le altre, possono contare sul supporto di Confartigianato”.

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L’odontotecnico:

la figura professionale

e l’andamento del settore dentale

la categoria

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() di Angela Parma Responsabile di Categoria Confartigianato


Il 20 dicembre 2008 è stato eletto il nuovo gruppo dirigente nazionale per il settore odontotecnici con la nomina a Presidente di Antonio Ziliotti, Referente dell’Associazione Artigiani della Provincia di Varese. Nel Direttivo sono stati nominati professionisti che negli anni hanno dimostrato capacità operative di alto profilo e che hanno posto alla base del programma la comunicazione, il profilo professionale, la direttiva 93/42, la rappresentanza europea e la formazione. Tra i temi principali presi in esame, grande attenzione è stata posta a quello del profilo professionale degli odontotecnici. Lo scorso 2 febbraio alla XII Commissione Affari sociali è arrivata la proposta di legge 1688 presentata il 23 settembre 2008 dall’On. Giuseppe Scalera, medico napoletano eletto nelle liste del Pdl, per disegnare il nuovo profilo dell’odontotecnico. Quanto previsto dalla proposta di fatto snatura le finalità di riconoscimento del proprio ruolo da parte della categoria degli odontotecnici, ruolo maturato attraverso un costante percorso di qualificazione e di aggiornamento professionale. Anche Confartigianato ha sviluppato una proposta in merito, che ha presentato all’esame della conferenza Stato Regioni. La nostra proposta, articolata in quattro articoli, prevede la definizione del profilo dell’odontotecnico, del contesto operativo, delle caratteristiche della abilitazione e le norme transitorie per garantire la congruità tra i vecchi e i nuovi titoli. Nel dettaglio, inquadra l’odontotecnico all’interno delle professioni sanitarie attraverso l’istituzione di un apposito corso di laurea abilitante. Il percorso formativo previsto dovrebbe ricomprendere non solo discipline mediche ma anche discipline tecniche riconducibili alle scienze fisiche. Le richieste che Confartigianato ha portato avanti vertono sulla qualificazione della figura professionale dell’odontotecnico elevandone la figura a professione sanitaria. La nostra proposta prevede inoltre che l’odontotecnico possa

collaborare con il medico, sotto la sua diretta responsabilità, solo all’interno di strutture sanitarie autorizzate, alla verifica tecnica del manufatto che egli stesso realizza. Altri aspetti salienti del profilo dell’odontotecnico che vogliamo proporre sono la possibilità di eseguire direttamente le modifiche sui dispositivi da lui prodotti, di svolgere attività didattica e di esercitare le sue funzioni all’interno di strutture sanitarie pubbliche in regime di lavoro autonomo. Le richieste di Confartigianato sono in sostanza finalizzate a qualificare la figura dell’odontotecnico con una regolamentazione che funga da base per definire i termini della collaborazione quotidiana tra laboratori e studi odontoiatrici. La proposta di Legge presentata dall’ On. Scalera, ora al vaglio della Commissione, vanifica questi sforzi: riporta la figura professionale dell’odontotecnico tra le professioni sanitarie ausiliarie, non prevede alcun corso di laurea, ripropone una figura sostanzialmente simile a quella prevista dal Regio Decreto del 1928. Questa proposta risulta anacronistica, pretende di regolamentare il lavoro di una categoria che negli anni ha di fatto acquisito uno status più elevato limitandosi a delineare approssimativamente le mansioni tecniche e le condizioni di esercizio della professione. Mancano un riconoscimento dell’alto profilo delle attività svolte, di cui si esalta la natura tecnica e artigianale a discapito della valenza medico-sanitaria. La proposta viene meno alla generale ambizione della categoria di poter gestire con maggior chiarezza i rapporti di lavoro con gli studi odontoiatrici. Per quanto concerne invece l’andamento del settore, è stato evidenziato come la crisi che ha colpito l’intero comparto ha riguardato in misura più pesante proprio gli odontotecnici, settore più vulnerabile dell’intera filiera, con punte di contrazione del 20%. In particolare, in una situazione di crisi generale di liquidità,

Le richieste di Confartigianato sono finalizzate a qualificare la figura dell’odontotecnico con una regolamentazione che definisca i termini della collaborazione quotidiana tra laboratori e studi odontoiatrici

il ritardo dei pagamenti si ripercuote in misura più grave proprio nei confronti dei piccoli laboratori artigianali, che si vedono costretti ad esposizioni bancarie spesso insostenibili. Per uscire da questa situazione il Presidente nazionale di categoria Ziliotti ha proposto un “contratto di fornitura” che lo studio dentistico potrebbe concordare con il laboratorio odontotecnico. La soluzione sarebbe a costo zero per il medico e contemporaneamente di grande utilità per il tecnico, garantendogli una maggiore facilità nell’ottenere finanziamenti. Tale sistema permetterebbe di salvaguardare l’impresa odontotecnica e nello stesso tempo risulterebbe vantaggioso per entrambe le parti. Per questo Confartigianato sta cercando di attivare un tavolo di confronto con i professionisti anche in questa materia.

Il responsabile sindacale della categoria è Angela Parma. Per una informazione piu’ dettagliata riguardo ai servizi e agli obiettivi della nostra azione sindacale scrivere a a.parma@confartigianatobologna.it o contattare il numero 051 4172311.

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il servizio

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Libera l’impresa: il servizio Assistenza e Affari Generali

() di Lazzaro Callegari Responsabile Servizio Assistenza Affari Generali


La battaglia per la semplificazione amministrativa, intesa come riduzione degli adempimenti a carico dell’azienda, è da anni condotta dalla nostra associazione sia a livello nazionale, nei confronti del governo centrale, sia sostenendo le proposte che su questo argomento stanno, negli ultimi anni, arrivando dall’Unione Europea. “Libera l’impresa”, “Più tempo per il tuo lavoro”, sono solo alcuni degli slogan che, nel tempo, hanno caratterizzato l’identità di Confartigianato. Crediamo che il ruolo dell’associazione sia anche quello di permettere all’imprenditore di concentrarsi sulle sue abilità e sul suo core business, la sua attività principale che è necessariamente la sua forza e il suo valore, delegando all’esterno gli oneri che necessariamente derivano dagli adempimenti di legge necessari per la conduzione dell’impresa. L’alleggerimento dell’imprenditore dagli adempimenti burocratici è riconosciuto a più livelli come leva strategica di sviluppo, soprattutto della Piccola e Media Impresa. È per questi motivi che Confartigianato sta puntando allo sviluppo di un Servizio che, sempre più, o meglio, fino a quando il processo di semplificazione non sarà giunto a termine, si propone di “sostituirsi” all’imprenditore nel rapporto con gli Enti per la presentazione e la gestione delle pratiche necessarie alla nascita e alla gestione ordinaria e straordinaria dell’azienda. L’imprenditore spesso deve rapportarsi con tutta una serie di enti ed amministrazioni per poter svolgere nel rispetto delle regole la propria attività, in altre parole, si deve confrontare con la burocrazia. Il compito del servizio Assistenza Affari Generali, in collaborazione con gli altri servizi strutturati dall’Associazione, è quello di affiancarlo in questo confronto fin dall’apertura dell’impresa, verificando ed eseguendo tutti gli adempimenti richiesti dalla Pubblica Amministrazione per lo svolgimento delle attività. Curiamo così i rapporti con numerosi interlocutori, per diverse pratiche, come presentato sinteticamente dalla tabella in questa pagina. L’elenco degli enti con i quali l’Ufficio Assistenza Affari generali dialoga è indicativo, ed è presentato a titolo di esempio: la lista potrebbe infatti continuare a lungo.

Confartigianato sta sviluppando un Servizio che si propone di “sostituirsi” all’imprenditore nel rapporto con gli Enti per la presentazione e la gestione delle pratiche necessarie alla nascita e alla gestione dell’azienda

Tra le proprie funzioni, l’ufficio Assistenza Affari Generali non annovera solo i rapporti con gli enti ma anche servizi di consulenza normativa di base, attraverso convenzioni con professionisti di primaria importanza, per inquadrare l’esatto contesto di determinate problematiche. Inoltre, l’ufficio fornisce un costante aggiornamento alle imprese associate sulle novità normative o procedurali che intervengono nei settori di loro competenza. Il continuo aggiornamento offerto direttamente dai nostri uffici permette di risparmiare tempo, evitando code agli sportelli dei diversi uffici pubblici, e fornisce risposte tempestive alle esigenze dell’imprenditore. Nei nostri uffici le pratiche sono predisposte da personale o consulenti specializzati: si evitano così errori nelle procedure burocratiche. L’imprenditore riesce così a trovare nell’Associazione un valido rappresentante nel confronto con la Pubblica Amministrazione. In sintesi, il servizio Assistenza Affari Generali, come del resto l’Associazione, è uno strumento

a disposizione dell’imprenditore. Una squadra di professionisti a cui chiedere quelle consulenze e quegli interventi utili ad analizzare la fattibilità del proprio progetto di impresa, o a cui rivolgersi per verificare la possibilità di rimuovere insieme quegli ostacoli che a volte la troppa burocrazia pone allo sviluppo dell’impresa. Presso i nostri uffici di zona un referente del servizio Assistenza Affari Generali è a disposizione degli Associati per ogni tipo di esigenza. Camera di Commercio, Albo delle Imprese Artigiane

pratiche di iscrizione o modifica; riconoscimento dei requisiti professionali per quelle attività sottoposte a leggi speciali quali ad esempio l’installazione di impianti, l’acconciatura e l’estetica, l’autoriparazione; rilascio ed il rinnovo del dispositivo di firma digitale; rilascio di certificati e visure camerali.

INPS

iscrizione dell'imprenditore negli elenchi previdenziali

Ufficio delle Entrate

richiesta della partita IVA o comunicazioni di eventuali modifiche dei dati

Asl

ottenimento delle varie autorizzazioni o nulla osta sanitari

Comuni

autorizzazioni comunali, Denuncie di Inizio Attività (DIA) e per la gestione dei tributi locali

Questura

autorizzazioni di pubblica sicurezza

Prefettura, Tribunale, Motorizzazione Civile

richiesta di certificati

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le persone

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Assumere colf e badanti:

l’aiuto di Confartigianato () di Sara Fiadone Redazione di Competere


Confartigianato, per dare concretezza al proprio scopo statutario, attraverso l’attività dei propri consorzi, fornisce consulenze e servizi alle imprese. Gli imprenditori però hanno esigenze non solo in ambito lavorativo, ma anche in quello familiare e domestico. Per questo abbiamo deciso di sviluppare un settore dedicato ai servizi e alle soluzioni di questioni che riguardano l’ambito personale. Confartigianato, quindi, vuole essere un’associazione a tutto campo, attiva sia sul versante delle esigenze dell’impresa che su quello delle esigenze della persona che fa impresa: la convinzione dell’importanza delle persone fa parte del nostro patrimonio culturale, dato il valore cruciale delle risorse umane nell’artigianato. Per questo vogliamo consolidare l’orientamento alla tutela della persona, alle sue necessità anche fuori dall’orario di lavoro. Alcune delle esigenze più sentite riguardano l’assistenza agli anziani e la cura delle abitazioni. Nella società odierna stiamo assistendo ad un progressivo invecchiamento della popolazione, dovuto ad un costante allungamento della durata della vita media. Vivere più a lungo significa però, sempre più spesso, aver bisogno di assistenza per periodi di tempo prolungati. La famiglia, da sola, nella maggior parte dei casi, non riesce ad assicurare la presenza a tempo pieno di cui un anziano ha bisogno: è per questo che la richiesta di badanti nel nostro paese è in forte aumento. Inoltre, in quasi tutte le famiglie, entrambi i coniugi lavorano, e di conseguenza hanno sempre meno tempo da poter dedicare alla cura e manutenzione della casa: anche la figura della colf è quindi attualmente molto richiesta. Per far fronte ad entrambe queste esigenze Confartigianato ha messo a punto numerosi servizi, all’interno del più vasto ambito dei servizi alle persone, che aiutano a regolamentare i rapporti di lavoro tra famiglie e badanti o colf. In particolare, i servizi offerti da Confartigianato garantiscono la copertura di tutto l’iter necessario, dall’assunzione, attraverso la compilazione della relativa pratica, alla compilazione mensile della

Gli imprenditori hanno esigenze non solo in ambito lavorativo, ma anche in quello familiare e domestico. Per questo offriamo servizi utili a regolamentare i rapporti di lavoro tra famiglie e badanti o colf

busta paga e del bollettino per versare i contributi, allo svolgimento delle attività di comunicazioni obbligatorie. Inoltre, offriamo consulenza legale al datore di lavoro in caso di contenzioso, con una particolare tendenza a risolvere le controversie attraverso la conciliazione, prima che possano arrivare in sede legale. Il nostro obiettivo è quello di orientare alla regolarizzazione di questi rapporti di lavoro a tutela sia della famiglia che il lavoro lo offre sia della persona che si rende disponibile: spesso quindi situazioni di lavoro irregolare riescono agevolmente ad essere regolamentate. Essere in regola è importante: la legge prevede sanzioni economiche pesanti per chi non regolarizza il rapporto con il lavoratore, aggravate nel caso di lavoratori stranieri senza permesso di soggiorno. Per quanto riguarda i lavoratori stranieri, infatti, Confartigianato, grazie ai consolidati rapporti con gli organi istituzionali che regolano i flussi di immigrazione, svolge anche la funzione di mediazione tra immigrato regolare e mondo del lavoro. L’insieme dei servizi di gestione dei rapporti di lavoro con colf e badanti non è riservato solo agli associati, ma è disponibile a tutte le persone che ne

fanno richiesta. La capillare diffusione sul territorio dei nostri uffici, rende questi servizi estremamente accessibili. Il nostro obiettivo non è solo quello di agevolare il rapporto fra cittadino ed Ente Pubblico, come per esempio il Centro per l’Impiego o l’INPS, ma anche assicurare assistenza nella compilazione dei moduli e della documentazione necessaria (compito, questo - in caso di un rapporto diretto con l’Ente - a carico dei richiedenti, che spesso, soprattutto se anziani, hanno difficoltà nell’adempiere in autonomia). Per il futuro stiamo potenziando e ampliando il servizio offerto. Uno degli obiettivi più importanti è quello di facilitare l’incontro tra la domanda e l’offerta, attraverso l’attivazione di collaborazioni con soggetti autorizzati alla gestione di banche dati in cui verranno inseriti i profili dettagliati delle aspiranti badanti, in modo da venire incontro alle esigenze di chi è in cerca di personale con determinate competenze specialistiche. Un altro obiettivo è quello di organizzare corsi di formazione finalizzati alla qualificazione del personale da poter assumere. Confartigianato si propone sempre di più come un soggetto di riferimento per le persone che fanno impresa per dare supporto sia nello svolgimento del loro lavoro che nella gestione della propria vita famigliare.

Mentre questo numero è nelle sue fasi finali di lavorazione, nel mese di luglio, in parlamento si sta discutendo di una norma, inserita all’interno del decreto legge “anticrisi”, che consentirebbe la regolarizzazione di colf e badanti irregolari. Il nostro servizio, quando le norme verranno approvate in via definitiva, gestirà anche le procedure per la regolarizzazione. Vi terremo informati sull’evoluzione del provvedimento attraverso i nostri periodici e il nostro sito www.confartigianatobologna.it. Per ulteriori informazioni è sempre possibile contattare il nostro Servizio Colf e Badanti chiamando lo 051250132 tutti i giorni dalle 9 alle 12.30.

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CONOSCERE PER COMPETERE

normative

La Posta Elettronica Certificata

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() di Massimo Orlandi Assistenza Affari Generali Confartigianato


La posta elettronica certificata (PEC), è un sistema di comunicazione informatico innovativo, capace di generare enormi risparmi sul piano economico nei settori pubblici e privati e di semplificare i rapporti tra privati - in particolare per quanto concerne le aziende - e tra questi e la pubblica amministrazione. Utilizzando un parallelo con il mondo cartaceo, potremmo dire che la posta elettronica sta alla lettera ordinaria come la posta elettronica certificata sta alla raccomandata. Inoltre il sistema di posta elettronica certificata risolve alcune carenze intrinseche della raccomandata tradizionale: la conoscibilità certa della casella mittente e quindi del titolare, mentre nel caso della raccomandata il nome del mittente non è visibile; la possibilità di legare in maniera certa ed opponibile la trasmissione con il documento trasmesso, mentre nella raccomandata tale possibilità è preclusa. L’utente abituato all’utilizzo della posta elettronica non dovrà cambiare abitudini operative o installare particolari software e potrà inviare o ricevere raccomandate elettroniche in qualsiasi ora e giorno dell’anno da un qualunque dispositivo collegato ad una rete telematica. L’utilizzo della PEC è assimilabile a quello della posta elettronica tradizionale, se si esclude la produzione delle ricevute e la gestione dei dati di certificazione. Per la fruizione del servizio si può impiegare sia un normale browser di pagine Internet, che uno dei client di posta tra quelli diffusi sul mercato. Mediante il servizio di posta elettronica certificata è possibile spedire ogni tipo di documento prodotto con strumenti informatici (anche sottoscritto con firma digitale), tuttavia – proprio per le sue caratteristiche peculiari – è preferibile utilizzarlo nelle comunicazioni “ufficiali” che richiedono la certificazione delle fasi di invio e ricezione del messaggio e degli eventuali allegati, come ad esempio l’invio di documentazione ad una Pubblica Amministrazione. L’utente del servizio di posta elettronica certificata riceve nella propria casella, se il processo di invio e ricezione va a buon fine, due ricevute: una

di accettazione da parte del proprio Gestore (Fornitore del servizio) e una di avvenuta consegna da parte del Gestore del destinatario. Qualora una ricevuta venga inavvertitamente cancellata oppure smarrita, l’utente può richiederne copia al proprio Gestore utilizzando i canali e le modalità che quest’ultimo mette a disposizione. Questa possibilità, garantita dalla normativa, è volta alla salvaguardia dell’utente in caso di contenzioso nel quale si richieda la documentazione attestante l’invio e la ricezione di un messaggio. È bene sottolineare tuttavia che l’archivio delle operazioni svolte, dal quale è possibile riprodurre le ricevute, viene tenuto a disposizione dal Gestore per trenta mesi. La disponibilità da parte del mittente della ricevuta di avvenuta consegna non garantisce la lettura del messaggio da parte del destinatario: è solo la certificazione che il messaggio spedito, eventualmente contenente allegati, è stato consegnato – inalterato – nella casella di Posta Elettronica Certificata del destinatario. Inoltre, il destinatario di un messaggio di PEC non può negarne l’avvenuta ricezione, dal momento che la ricevuta di avvenuta consegna, firmata ed inviata al mittente dal Gestore di PEC scelto dal destinatario, riporta la data e l’ora in cui il messaggio è stato consegnato nella casella di PEC del destinatario, certificandone, di fatto, l’avvenuta consegna. I principali punti di forza del sistema PEC sono: certificazione dell’avvenuta consegna del messaggio nella casella di posta del destinatario del messaggio e dei suoi contenuti; certificazione degli allegati al messaggio; possibilità di allegare al messaggio qualsiasi tipologia di informazione e/o documento in formato digitale; archiviazione da parte del gestore di tutti gli eventi, comprese le ricevute, con l’esclusione dei messaggi originari, per un periodo di trenta mesi; semplicità di trasmissione, inoltro, riproduzione, archiviazione e ricerca dei messaggi; economicità di trasmissione, inoltro, riproduzione, archiviazione e facilità di ricerca; possibilità di invio multiplo, cioè a più destinatari contemporaneamente;

La posta elettronica sta alla lettera ordinaria come la posta elettronica certificata sta alla raccomandata, risolvendo inoltre alcune carenze intrinseche della raccomandata tradizionale

identificazione della casella mittente e quindi del suo titolare; velocità della consegna; possibilità di consultazione ed uso anche da postazioni diverse da quella del proprio ufficio o abitazione, non necessariamente tramite un PC; elevati requisiti di qualità, economicità e continuità del servizio; applicazione delle procedure atte a garantire la privacy dei dati personali nonché la sicurezza; garanzia dell’identità del mittente. Si ricorda inoltre che una disposizione normativa dell’inizio del 2009 impone alle società in fase di costituzione di dotarsi di un indirizzo di posta elettronica certificata prima dell’iscrizione dell’impresa al Registro delle Imprese della Camera di Commercio provinciale. Per le aziende già costituite all’inizio del 2009, è obbligatorio comunicare al Registro delle Imprese un indirizzo di posta elettronica certificata entro la fine del 2011. Confartigianato offre l’opportunità di acquisire un inidirizzo di PEC a prezzi agevolati. Per informazioni è possibile rivolgersi al nostro Servizio Assistenza Affari Generali, Massimo Orlandi, m.orlandi@confartigianatobologna.it

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CONOSCERE PER COMPETERE

formazione

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Innovazione e formazione

per la competitività dell’impresa () di Patrizia Lelli Responsabile Formazione Confartigianato


La crisi economica, oltre a riportare d’attualità i valori e le performance espressi dall’artigianato e dalle piccole imprese italiane, costituisce un banco di prova per testare l’efficacia del ruolo delle Associazioni che le rappresentano e per verificare la tenuta delle relazioni di “sistema” che caratterizzano l’identità di organizzazioni articolate e complesse come Confartigianato. Rafforzare questi legami, consolidare il senso di appartenenza, condividere gli obiettivi, nella consapevolezza di un’identità collettiva, sono stati i temi dell’annuale Convention dei Servizi di Confartigianato a Castellaneta Marina. “Il Sistema per vincere: stringere i bulloni”: Confartigianato ha scelto questo titolo-slogan per i tre giorni dal 7 al 9 maggio, dedicati ad approfondire le sfide che attendono gli artigiani e, soprattutto, le modalità per saldare quei legami che da più di sessant’anni sono i presupposti che fanno di Confartigianato la più rappresentativa Organizzazione italiana dell’artigianato e della micro e piccola impresa. Quella che stiamo vivendo è una crisi globale, forse la prima che ha colpito le micro e piccole imprese e l’Associazione deve creare le condizioni per trasformare questa crisi in opportunità per un settore che ha saputo reagire prima e meglio di altri alle tempeste finanziarie. I fenomeni di mondializzazione dell’economia in corso in questi ultimi anni sono un elemento col quale - nel bene e nel male - siamo obbligati a convivere e, probabilmente, lo saremo a lungo. La necessità è quindi quella di anticipare, per quanto possibile, i processi di cambiamento, per produrre una più elevata qualità di vita in termini di sviluppo sostenibile e di equità sociale. Gestire l’evoluzione, che è tecnologica, di business e di mercato, non è cosa facile, ma rappresenta la chiave di successo delle imprese, come degli individui, ed è il fattore fondamentale per lo sviluppo e la crescita dell’occupazione.

L’innovazione è qualcosa di necessario e strategico per il contesto italiano. Per essere in grado di cambiare e di innovare bisogna apprendere ed applicare nuove capacità di agire, in altri termini bisogna imparare

Il gruppo innovatori della Confartigianato si è dato l’obiettivo di comprendere come, a partire dagli elementi di forza del sistema associativo Confartigianato, si possa mettere a punto un processo di innovazione delle MPI, tentando di cambiare il modello a cui la stragrande maggioranza degli attori istituzionali fa riferimento, cercando di far capire loro che l’innovazione, applicata alle piccole imprese, è qualcosa di necessario e strategico per il contesto italiano. Per fare innovazione, le piccole imprese devono unirsi per avvalersi insieme di competenze esterne, tecniche o manageriali, e collaborare in sinergia tra loro con centri di ricerca, Università, ecc. per sviluppare progetti e attività che singolarmente non riuscirebbero a realizzare. Ogni forma di cambiamento, nell’attività dell’impresa, richiede apprendimento. Laddove esso manca le difficoltà aumentano e il desiderio di ritornare alla situazione iniziale si fa sentire forte (e intanto i concorrenti avanzano aumentando il vantaggio competitivo). Le competenze stanno nella testa delle persone e nella capacità che esse hanno di presidiarle e gestirle, per questo

vanno acquisite ed affinate costantemente. Come e quanto la formazione può contribuire a tutto questo? Nel tempo, la formazione si è sostanzialmente mossa secondo due logiche: da un lato quella scolastica e accademica, con percorsi prestabiliti da esperti disciplinari; dall’altro, specialmente nei contesti lavorativi, con il ricorso a modelli che rispondevano a situazioni contingenti, non formalizzati ed attuati, in genere, nei momenti lasciati liberi dall’attività lavorativa. Sino a non molto tempo fa questi sistemi rispondevano sufficientemente bene ai bisogni: l’industria disponeva di abbondanza di risorse, l’evoluzione tecnologica di processo e di prodotto aveva tempi relativamente lunghi, la cultura di servizio era scarsa (se non inesistente). Il processo di trasferimento e presidio delle conoscenze non rappresentava un fattore critico di successo. Tutto ciò si è radicalmente modificato: la società della conoscenza è ormai una realtà sia per le organizzazioni che per le persone; la sopravvivenza e lo sviluppo dell’impresa sono legate alla sua capacità di individuare, disporre ed utilizzare competenze e conoscenze che siano in grado di generare valore. La formazione è oggi una risorsa preziosa, bisogna usarla col massimo di efficacia, sfruttando tutte le occasioni, le situazioni, i progetti, le risorse, che possano consentirle di raggiungere il suo scopo: quello di accrescere le competenze. Oggi è quindi lecito (e probabilmente necessario) parlare non tanto di formazione quanto di percorsi di formazione, costruiti all’interno di un piano di sviluppo e di cambiamento dell’impresa. Le imprese devono sempre più misurarsi con un livello di cambiamento d’intensità crescente, con una minore disponibilità di risorse (uomini, materiali e capitali); per essere in grado di cambiare e di innovare bisogna avere appreso, sperimentato e applicato nuove capacità di agire, in altri termini avere imparato.

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CONOSCERE PER COMPETERE

Ferie, le norme fondamentali

lavoro

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() di Pasquale Del Buono Consulente Confartigianato in Diritto del Lavoro


In questo articolo ripercorriamo insieme le norme fondamentali che regolano il diritto alle ferie dei lavoratori (così come emergono dal D.Lgs.66/03), con particolare attenzione agli obblighi per le aziende, nonché alle sanzioni e agli oneri previsti in caso di violazione. La scelta di tale argomento risulta doverosa in questo periodo dell’anno, tenuto conto dell’avvicinarsi dell’estate e dell’ulteriore obbligo, che la legge pone a carico delle imprese, di pagare con la mensilità di giugno anche i contributi relativi alle ferie maturate e non godute dai lavoratori. Vediamo da vicino quali sono i diritti dei lavoratori in merito alle ferie e quali i doveri da parte delle imprese - datori di lavoro. Iniziamo evidenziando come ogni lavoratore abbia diritto in un anno almeno a 4 settimane di ferie, se il Contratto Nazionale non prevede un periodo più lungo. Di queste quattro settimane, due devono essere obbligatoriamente godute nell’anno di maturazione e il lavoratore può pretendere di goderle in modo continuativo, mentre le restanti due settimane di ferie obbligatorie, se non diversamente previsto da parte del Contratto Nazionale, devono essere godute entro i diciotto mesi successivi. In merito a tale diritto la legge dispone che il datore di lavoro che non fa usufruire delle quattro settimane di ferie minime ed obbligatorie è passibile di sanzione amministrativa da €.130,00 a €.780,00 per ogni lavoratore e per ciascun periodo cui si riferisce la violazione. A questo proposito, si precisa che per le due settimane da godere nell’anno di riferimento la sanzione viene applicata anche se il lavoratore ha comunque fruito di una sola parte del periodo di ferie e la fruizione della parte restante sia ancora in corso al momento della scadenza dell’anno. Vediamo ora cosa succede sul piano degli obblighi contributivi dell’azienda nel caso in cui il lavoratore non abbia fruito delle ferie

Una normativa chiara che disciplina le ferie dei lavoratori impedisce possibili situazioni di ambiguità ed è un requisito indispensabile alla corretta gestione dei rapporti tra aziende e dipendenti

maturate entro il termine dei diciotto mesi successivi all’anno di maturazione. Al mancato godimento delle ferie entro i termini stabiliti dalla legge consegue comunque l’obbligo di versamento anticipato dei contributi sulle ferie maturate e non godute. Ed infatti, anche quest’anno è previsto che insieme ai contributi relativi alle retribuzioni del mese di giugno, da versare entro il 16.07.2009, i datori di lavoro devono versare anche i contributi per le ferie maturate e non godute relative all’anno 2007, sebbene non ancora realmente corrisposte in ragione dell’espresso divieto di monetizzazione (di cui al c. 2 dell’art. 10 del D.Lgs. n. 66/2003). Il pagamento infatti non fa venir meno il diritto del lavoratore a fruire del periodo di ferie, che sono comunque un diritto irrinunciabile e non monetizzabile (Inps, circolare n. 186/1999).

mesi, dall’altro lato sarebbe tenuto a versare ulteriori contributi, relativi alla retribuzione del lavoratore in occasione della fruizione delle ferie. Infatti, in questi casi, il datore di lavoro, in occasione della fruizione effettiva delle ferie da parte del lavoratore, può recuperare quanto ha già versato in precedenza per il periodo fruito attraverso il recupero contributivo o il metodo della decontribuzione. Ad esempio se nel mese di luglio è stata assoggettata a contribuzione l’indennità corrispondente a 30 giorni, e successivamente sono stati fruiti 5 giorni di ferie, il datore di lavoro ha diritto a recuperare la contribuzione relativa ai 5 giorni di ferie godute. Una regolamentazione chiara, come quella qui illustrata, impedisce l’insorgere di possibili situazioni di ambiguità e contraddizione ed è un requisito indispensabile alla corretta gestione dei rapporti tra le aziende ed i propri dipendenti. La consapevolezza da parte di imprese e lavoratori dei reciproci diritti e doveri semplifica la gestione delle risorse umane, migliorando l’ambiente di lavoro e rendendo la collaborazione più proficua.

Ma cosa succede nel caso in cui le ferie vengano effettivamente godute in un periodo successivo? Fortunatamente non si rischia di trovarsi in una situazione nella quale per il medesimo evento, il datore di lavoro ha da un lato già assolto all’obbligo contributivo versando quanto dovuto alla scadenza dei 18

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CONOSCERE PER COMPETERE

fisco

Il nuovo Ravvedimento

Operoso:

sanzioni ridotte per “posticipare gli obblighi finanziari verso il fisco” 38

() di Marco Scorzoni Responsabile Area Fiscale Confartigianato


Il “pacchetto anticrisi” interviene sulla disciplina del ravvedimento operoso, riducendo le sanzioni per il contribuente che spontaneamente corregge eventuali violazioni commesse alle norme tributarie

Il “pacchetto anticrisi” (D.L. n.185/08) interviene in modo rilevante sulla disciplina del ravvedimento operoso, provvedendo a dare una significativa riduzione delle sanzioni nel caso in cui sia il contribuente in modo spontaneo a correggere eventuali violazioni commesse alle norme di natura tributaria. Per poter fruire dei benefici correlati

all’attivazione della speciale procedura del ravvedimento operoso, occorre che la rimozione della violazione da parte del contribuente sia: spontanea (su iniziativa di parte); preventiva (nel senso che deve precedere l’attività di verifica o controllo); onerosa (il ravvedimento si perfeziona a condizione che si proceda al versamento delle maggiori imposte dovute oltre agli interessi e alle sanzioni ridotte); rispettosa della procedura e perfezionata nei termini di legge. Con questo sistema, il Legislatore è chiamato a “premiare”, in termini di sanzioni ridotte, i soggetti che spontaneamente provvedono a correggere la violazione commessa (cioè si ravvedono), rispetto a coloro che, invece, intervengono per sanare la propria posizione ex post e cioè a verifica o accertamento già concluso. In questa logica, riteniamo debba essere interpretato il fatto che si sono considerevolmente ridotte le sanzioni applicabili in caso di ravvedimento nelle misure entrate in vigore dal 29.11.2008 che sono schematizzate di seguito:

Termine per il ravvedimento

Sanzione

Riduzione

Sanzione ridotta

30 giorni

30,00%

1/12

2,5%

Presentazione dichiarazione dell’anno in cui è commessa la violazione

30%

1/10

3%

Dichiarazione Omessa

90 giorni

€ 258

1/12

€ 21

Dichiarazione irregolare

Presentazione Dichiarazione integrativa successiva

€ 258

1/10

€ 25

Dichiarazione infedele Omessa fatturazione Omessa registrazione Indebita detrazione IVA

Presentazione dichiarazione dell’anno in cui è commessa la violazione

1/10

10%

Violazione Omesso Insufficiente o tardivo versamento tributi

100% (fatta salva l’ipotesi di sanzione fissa)

Le importanti riduzioni fruibili potrebbero, in taluni casi, suggerire alle imprese in crisi di liquidità di finanziarsi a discapito degli interessi dell’erario. A questo proposito, le aziende in difficoltà, in un’ottica di programmazione finanziaria dei versamenti delle imposte dovute, potrebbero decidere di trattenere, temporaneamente, l’Iva dovuta o omettere di versare il saldo o gli acconti di imposta sopportando una sanzione del 3% (se si regolarizza nel termine lungo) a cui bisogna aggiungere il peso degli interessi passivi al tasso legale del 3%. In pratica, in questa ipotesi, il costo complessivo del ravvedimento su base annua sarebbe del 6%. L’unico vero rischio è quello di subire una verifica fiscale prima di aver regolarizzato la propria posizione cosa che inibirebbe la possibilità di regolarizzare la posizione accedendo, prima dello spirare dei termini utili, al ravvedimento. Per quanto riguarda invece le ipotesi di indebita compensazione dei crediti inesistenti, il citato decreto ha innalzato in maniera significativa le sanzioni applicabili, che passano quindi dal 30% al 100% dell’importo del credito indebitamente utilizzato. Tale intervento è finalizzato a contrastare la disdicevole abitudine di profittare dell’istituto della compensazione spendendo crediti inesistenti oppure mai risultanti da dichiarazioni o denunce. Gli importi utilizzati in eccesso possono riguardare sia crediti d’imposta derivanti da agevolazioni fiscali di vario tipo, sia i crediti che emergono dalle dichiarazioni fiscali. La nuova sanzione riguarda tutte le ipotesi in cui nel mod. F24 vengono esposti importi a credito per procedere alla compensazione ai sensi dell’art. 17, D.Lgs. n. 241/97 e successivamente viene riscontrato che il credito indicato è superiore a quello disponibile. In assenza di una norma specifica circa la decorrenza della nuova

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sanzione, la stessa risulta applicabile a partire dalle violazioni commesse dal 29.11.2008, data di entrata in vigore del Decreto in esame. Pertanto: con riferimento agli importi a credito compensati prima del 29.11.2008 (ad esempio, nel mod. F24 presentato il 16.11.2008 per il versamento del saldo della liquidazione di ottobre, ecc.) in misura eccedente a quanto esistente, in applicazione del principio del “favor rei” risulterà applicabile la sanzione del 30% del credito utilizzato in eccesso; per le compensazioni di crediti inesistenti o non spettanti effettuate a decorrere dal 29.11.2008 (ad esempio, in sede di versamento dell’acconto IVA) la sanzione applicabile sarà quella dal 100% al 200% del credito utilizzato in eccedenza.

La regolarizzazione della violazione relativa all’utilizzo in compensazione di un credito inesistente o non spettante comporta che la sanzione ridotta va commisurata alla nuova sanzione minima prevista nella misura del 100%. Vanno infine considerate anche le nuove riduzioni del costo del ravvedimento operoso introdotte dal medesimo DL n. 185/2008. Rimane invariata la modalità di regolarizzazione della violazione in esame e pertanto si dovrà procedere mediante versamento del credito utilizzato in eccesso, unitamente alla sanzione ridotta e agli interessi. Considerato che l’utilizzo di un credito inesistente o non spettante non costituisce più un’ipotesi di omesso versamento, l’unico ravvedimento ammesso risulterebbe quello di esposto di seguito.

Per quanto riguarda le ipotesi di indebita compensazione dei crediti inesistenti, il decreto ha innalzato in maniera significativa le sanzioni applicabili che salgono dal 30 al 100% dell’importo

Si ritiene che la regolarizzazione dell’utilizzo di un credito inesistente o non spettante nel mod. F24, a decorrere dal 29.11.2008, possa essere effettuata entro il termine di presentazione della dichiarazione dell’anno in cui è commessa la violazione, procedendo al versamento: del credito inesistente o non spettante utilizzato in compensazione; della sanzione ridotta pari al 10% del credito utilizzato in eccesso (1/10 del 100%); degli interessi nella misura del 3% annuo. Per le violazioni commesse fino al 28.11.2008, si ritiene possibile la regolarizzazione con il versamento della sanzione ridotta commisurata alla “vecchia” sanzione del 30% utilizzando le “nuove” riduzioni per il ravvedimento operoso di 1/12 in caso di regolarizzazione nei 30 giorni e 1/10 in caso di utilizzo del ravvedimento lungo.

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Le difficoltà dell’accesso al credito delle PMI: CONOSCERE PER COMPETERE

come superarle

credito

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() di Luciano Moda Responsabile Credito Confartigianato


Secondo un primo bilancio sull’accesso al credito delle nostre aziende associate, l’impatto di Basilea 2 e dei nuovi modelli di rating/scoring applicati dal sistema bancario nei loro confronti, è stato pesante, soprattutto sulle imprese di minori dimensioni. Le nostre PMI presentano infatti, nella maggioranza dei casi, una struttura del passivo patrimoniale alquanto sbilanciata verso il capitale di debito e strutture finanziarie meno equilibrate di quelle delle aziende più strutturate e di larghe dimensioni. Questo ha spinto le PMI ad attivare un processo di miglioramento del proprio profilo di rischio sia attraverso una razionalizzazione di flussi finanziari e costi interni che mediante una idonea ricapitalizzazione (adoperando anche il D.L.185/2008 convertito dalla L.2/2009, e in particolare la misura riguardante la rivalutazione degli immobili strumentali dell’azienda ad aliquota agevolata). Le PMI inoltre, soprattutto quando non sono risultate “protette” da filiere incentrate su grandi imprese solide e redditizie, hanno dovuto operare anche sul piano strategico, attivando un ventaglio di iniziative e soluzioni realistiche, su diversi fronti (dalla rivisitazione dei piani a medio termine all’accelerazione dei programmi di investimento, alla ridefinizione del portafoglio prodotti, delle linee di business e dei mercati di sbocco). Nel contempo le PMI hanno dovuto verificare la possibilità di ottenere congrui finanziamenti di lungo periodo per dotarsi delle riserve di liquidità necessarie ad affrontare le turbolenze ed approfittare dei primi sintomi di ripresa. È opportuno ricordare anche i più significativi vincoli che storicamente hanno influenzato le scelte finanziarie delle PMI, condizionandone lo sviluppo. È emersa l’esistenza di una certa miopia nell’accrescere e diversificare gli investimenti, che sono quasi sempre diretti al core business e, spesso, in quantità inferiori alle occorrenze. Il livello e la variabilità dei tassi di interesse hanno notevolmente

Possiamo salvaguardare le nostre aziende e migliorarne la gestione operativa supportandole nel dialogo con l’interlocutore bancario, per superare efficacemente il problema dell’accesso al credito

condizionato la gestione finanziaria dell’impresa, anche se l’abbassamento del tasso di sconto e la disponibilità di credito agevolato hanno di recente abbassato gli oneri. Infine, la capacità di esportazione è stata penalizzata dall’andamento di un Euro forte negli ultimi anni, sia rispetto al dollaro sia rispetto ad altre valute. Nonostante tutto ciò, le nostre PMI devono cominciare a relazionarsi in modo più costruttivo con le banche e gli altri enti finanziatori. Non bisogna dimenticare che il principale risvolto pratico dell’attribuzione del rating da parte degli istituti di credito è che i tassi praticati possono migliorare solo per le imprese giudicate maggiormente affidabili, mentre per quelle che dimostrano una qualità inferiore si prospetta un peggioramento delle condizioni accordate. Per ottimizzare la propria valutazione, le PMI devono innanzitutto garantire una movimentazione dei conti bancari nel rispetto dei parametri concordati e, contestualmente, fornire in modo tempestivo tutte le informazioni richieste, che devono essere di più, di migliore

qualità e correttamente formulate. Le notizie su eventuali comportamenti anomali o temporanei vanno anticipate, e ogni quesito va sviluppato e discusso, chiarendo eventi e situazioni altrimenti opache: solo così le PMI possono aprirsi senza remore ad un franco colloquio con gli esponenti bancari che seguono lo specifico rapporto. Per migliorare il merito creditizio delle nostre imprese, noi come associazione ci avvaliamo di collaborazioni esterne di società riconosciute dal sistema bancario, e utilizziamo sistemi di calcolo dello scoring quali-quantitativo che siano accettati dallo stesso mondo bancario. In tal modo, possiamo affrontare il tema degli affidamenti creditizi e della loro revisione ciclica in maniera non solo “difensiva” rispetto a situazioni conclamate di enorme difficoltà finanziaria, ma in maniera “offensiva” e propositiva. Solo così possiamo salvaguardare gli interessi delle nostre aziende associate, vedendo, laddove possibile, di migliorarne anche la gestione operativa, tramite una vera e propria politica di pianificazione e controllo di gestione, in funzione anche della classe dimensionale del cliente. Pertanto, attraverso il compendio di notizie che compongono questo sistema informativo quali-quantitativo, che andremo a costruire insieme all’imprenditore, faremo capire all’interlocutore bancario quali sono le potenzialità economiche da un lato, ma anche, la rischiosità aziendale che ci troviamo ad affrontare dall’altro. Solo così, insieme agli strumenti di garanzia consortile fidi convenzionati con Confartigianato Imprese di Bologna, potremo continuare ad affrontare in maniera sistematica e strutturata quello “spauracchio” che si chiama “accesso al credito”. Purtroppo, chi non riuscirà ad applicare tale genere di correttivi, potrebbe trovarsi di fronte all’alternativa di ridurre le sue dimensioni operative o, peggio, di uscire dal mercato.

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strumenti per competere

Stress lavoro-correlato: dall’obbligo all’opportunità

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() di Maurizio Lancioni Specialista in Relazioni Industriali e del Lavoro


Il “Testo Unico sulla Sicurezza” (Decreto Legislativo 81/08) ha introdotto una serie di disposizioni che sono entrate in vigore lo scorso 16 maggio. In particolare, tra gli altri e oltre ai rischi più “tradizionali” per la sicurezza e la salute dei lavoratori (attrezzature di lavoro, sostanze chimiche, etc.) il decreto fa espressamente riferimento ai rischi collegati allo stress lavoro-correlato. Ciò che ha destato maggior interesse e sul quale ci soffermeremo è appunto il rischio da stress da lavoro per il quale l’art. 28 richiama espressamente l’ACCORDO europeo dell’8 ottobre 2004. Tale accodo è stato siglato a Bruxelles dal Sindacato Europeo CES, dall’Associazione Europea delle Piccole e Medie Imprese (UEAPME) e dall’Associazione europea delle imprese partecipate dal pubblico (CEEP). Lo stress non è una malattia ma una esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute. L’obiettivo è offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un modello che consenta di individuare e di prevenire o gestire i problemi di stress da lavoro. L’accordo riconosce che lo stress, potenzialmente, può colpire in qualunque luogo di lavoro e qualunque lavoratore, indipendentemente dal settore di attività, dal tipo di rapporto di lavoro e dalle dimensioni dell’azienda. Lo stress si manifesta attraverso malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche e sociali e può essere causato da vari fattori. L’individuazione e la valutazione di tale elemento di rischio, pertanto, necessita di un’approfondita analisi di elementi quali l’organizzazione e processi di lavoro (pianificazione, ripartizione del carico di lavoro, orario di lavoro, etc.); l’ambiente di lavoro (esposizione a rumore, temperature ed umidità troppo alte o basse, etc.); la comunicazione interna. La responsabilità di attuare misure di prevenzione, finalizzate all’eliminazione o riduzione dei rischi da stress da lavoro, ricade sul Datore di Lavoro; il mancato adempimento è sanzionato penalmente con l’arresto da 4 a 8 mesi o l’ammenda da 5.000 a 15.000 euro.

Stress lavoro-correlato Il 16 maggio 2009 è scaduta la consegna del documento di valutazione dei rischi su questo tema. Da mesi gli addetti ai lavori discutono di cosa significhi questo concetto e pare non si riesca a trovare il bandolo della matassa, eppure penso sia sufficiente leggere con attenzione l’accordo europeo per comprenderne il senso. È ciò che faremo, schematicamente, nei prossimi paragrafi, fornendo un estratto selezionato degli articoli e supportandoli da un commento critico in grado di spiegarne il senso strategico. Il concetto di lavoro L’accordo interviene in questo ambito e in nessun altro. A questo punto è doveroso puntualizzare che ogni lavoro ha una propria “natura”, ha delle proprie caratteristiche intrinseche che non si possono eliminare, la tecnica procede per facilitare la produttività, anche se rimangono ancora elementi da approfondire e migliorare. Efficienza L’accordo è scritto seguendo le logiche di efficienza e di efficacia organizzativa, mettendo a disposizione di tutti coloro che lavorano uno strumento in grado di giustificare dei cambiamenti migliorativi accedendo eventualmente a fondi specifici. Gli autori dell’accordo John Monks (Inghilterra), segretario generale ETUC: Confederazione europea dei sindacati Dr. Jurgen Strube (Germania), presidente UNICE, Pres. vigilanza BASF Paul Reckinger (Austria), Pres. Unione Europea per l’Artigianato e Piccole Medie Imprese Rainer Plassmann, Segretario generale Centro Europeo delle Imprese Pubbliche e delle imprese di interesse economico generale – consulente Paul Reckinger, piccolo imprenditore austriaco, è stato uno dei maggiori promotori di questo

Lo stress non è una malattia ma un’esposizione prolungata allo stress può ridurre l’efficienza sul lavoro e causare problemi di salute

accordo, al fine di migliorare il sistema e aiutare le imprese ad affrontare le sfide del futuro. L’accordo è volto a una semplice logica di profitto contemporanea: quando le persone possono lavorare meglio, produrranno di più e potranno quindi aumentare i profitti dell’impresa. Estratti dell’accordo Introduzione 1.2 Potenzialmente lo stress può riguardare ogni luogo di lavoro e ogni lavoratore, indipendentemente dalla dimensione dell’azienda, dal settore di attività o dalla tipologia del contratto o del rapporto di lavoro. Ciò significa che tutti i luoghi di lavoro e tutti i lavoratori ne sono necessariamente interessati 1.3 Affrontare il problema dello stress lavorocorrelato può condurre a una maggiore efficienza e a un miglioramento della salute e sicurezza dei lavoratori, con conseguenti benefici economici e sociali per le imprese, lavoratori e società nel suo complesso (come vedete gli autori esplicitano perfettamente il concetto di efficienza e di efficacia aziendale) Finalità 2.1 Accrescere la consapevolezza e la comprensione dello stress lavoro-correlato 2.2 Offrire ai datori di lavoro e ai lavoratori un quadro di riferimento per individuare e prevenire o gestire i problemi di stress (con

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questi parametri gli imprenditori hanno la possibilità di eseguire un primo check up della propria impresa) 2.3 Il presente accordo non concerne la violenza, le molestie e lo stress post-traumatico (qui si sostanzia la divisione tra i problemi di conflitto e malattie, con quelli propri dell’organizzazione e dell’efficienza) Lo stress 3.1 Lo stress è una condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale (sono le tre principali categorie di stress indicate da H. Selye, a cui si unisce quella di “alta prestazione”, come caso particolare di tutte e tre le classi: tutti questi fattori compongono la griglia che porta alla correlazione con le analisi delle caratteristiche del lavoro) ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o alle aspettative riposte in loro 3.4 Non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavorocorrelato (troviamo qui esplicitata la differenza tra lo stress in genere, i cui risvolti possono essere potenzialmente pericolosi, e lo stress lavoro-correlato, di cui forniscono i primi punti di riferimento). Lo stress lavoro-correlato può essere causato da fattori diversi come il contenuto del lavoro l’eventuale inadeguatezza nella gestione dell’organizzazione del lavoro e dell’ambiente di lavoro, carenza nella comunicazione, etc. Individuare lo stress (Vengono forniti dei parametri semplici e osservabili autonomamente, per comprendere come riconoscere situazioni in cui ci sia lo stress lavoro-correlato) 4.1 Questo accordo non intende fornire una lista esaustiva dei potenziali indicatori di stress. Comunque, un alto assenteismo o un’elevata rotazione del personale, frequenti conflitti interpersonali o lamentele da parte dei lavoratori sono alcuni dei segnali che possono denotare un problema di stress lavoro-correlato 4.2 Inadeguatezza nella gestione

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dell’organizzazione e dei processi di lavoro; condizioni di lavoro e ambientali; comunicazione; fattori soggettivi. Intervento (Vengono forniti dei parametri, per intervenire nell’ambito dello stress lavoro-correlato, questi esempi sono molto più deboli degli altri parametri: ogni azienda necessita di un proprio intervento specifico, spesso non riconducibile a criteri generali, in altri casi serve compiere esperimenti, laboratori, ricerche e inventare di sana pianta dei servizi ad hoc) 4.3 Occorre adottare delle misure per prevenirlo, eliminarlo o ridurlo. (questi te verbi sono fondamentali, prevenire significa individuare in anticipo sulle esperienze altrui, ridurre significa che la ricerca potrebbe non essere riuscita a cancellare le fonti di stress dalla natura del lavoro che si sta svolgendo) Il compito di stabilire le misure appropriate spetta al datore di lavoro. Queste misure saranno adottate con la partecipazione e la collaborazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti. 6.1 Possono essere introdotte sotto forma di specifiche misure mirate a fattori di stress che includa misure sia preventive che di risposta 6.4 Tali misure possono includere, per esempio: misure di gestione e di comunicazione, la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per accrescere la loro consapevolezza e conoscenza dello stress, l’informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti. Dove è citato l’accordo? D.LGS 9 04 2008, n. 81 SEZ II art. 28, comma 1: la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi quelli collegati allo stress lavorocorrelato, secondo i contenuti dell’accordo europeo dell’8 ottobre 2004. Applicazione del testo e conclusioni Come abbiamo visto i legislatori europei hanno proposto un accordo volto a favorire le imprese che potranno migliorare le loro prospettive

economiche alla luce di questo accordo, che al momento viene vissuto esclusivamente come un mero obbligo di legge, anziché un’opportunità per aumentare i propri profitti. In generale serve un’analisi organizzativa che metta in luce la natura dei lavori presenti in azienda, le mansioni, i compiti e le relazioni. Successivamente si dovrà rilevare la soggettività: i parametri considerati oggettivi, dovranno essere oggi rivisitati in base al benessere dichiarato dalle persone. Questa operazione avverrà attraverso un’analisi dei dati esistenti nell’impresa e da una riunione con i suoi maggiori referenti. Si effettueranno osservazioni del tipo di lavoro, interviste e al bisogno si useranno questionari per rilevare i dati che saranno incrociati con i parametri dello stress scientificamente riconosciuti. Ciò che più conta è che le soluzioni e i dati siano condivisi da tutte le parti sociali. A questo scopo ritengo che per le piccole e medie imprese sia indispensabile far nascere un osservatorio che fornisca in piena trasparenza dati, esperienze, servizi e metodi per migliorare le condizioni di efficienza, di efficacia delle unità produttive.

IL NOSTRO SERVIZIO A partire dal 16 maggio di quest’anno, tutti i datori di lavoro devono adeguare il proprio DVR “Documento Valutazione Rischi”, aggiungendovi l’allegato relativo alla valutazione dello Stress Lavoro Correlato. Il mancato adempimento comporta una possibile sanzione dagli Enti di Controllo. Le aziende che volessero informazioni e/o che non avessero adeguato il proprio documento, possono rivolgersi al Settore Ambiente & Sicurezza, che è a vostra disposizione per attività di affiancamento. Potete contattarci all’indirizzo email l.felicori@confartigianatobologna.it oppure recandovi presso l’ufficio territoriale a voi più vicino che vi indirizzerà verso il referente di area.


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