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—Compassion Mag N. 03/2013 — Numero speciale

Il sostegno a distanza

funziona?

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Il sostegno a distanza funziona?

Bilancio sociale, un anno in numeri

Filippine, tempo di ricostruzione

Cinquantotto voci contro la povertà

Più di 9 milioni di bambini in tutto il mondo partecipano a programmi di adozione a distanza... »

Compassion è da sempre votata all’eccellenza, soprattutto nella gestione finanziaria e amministrativa… »

Il 7 novembre 2013 il più devastante ciclone tropicale che avesse mai toccato la terraferma si è abbattuto sull’area centrale delle Filippine... »

Il capitolo 58 di Isaia esprime il cuore di Dio per i poveri… »

Rivista periodica di COMPASSION ITALIA ONLUS | Poste Italiane | Spedizione in a.p. | Art. 2 Comma 20/C | Legge 662/96 | D.C. | D.C.I. Torino – N. 03/2013


— Compassion in azione Organo d’informazione di COMPASSION ITALIA ONLUS sostegno a distanza

COMPASSION ITALIA ONLUS Via Corio, 15 – 10143 Torino Tel. 011 7710212 – Fax 011 7768231 NUMERO VERDE 800 462999 www.compassion.it – info@compassion.it Direttore di COMPASSION ITALIA Silvio Galvano Direttore responsabile della rivista Luca Brignolo Progetto grafico Giuseppe De Chirico Redazione Ufficio Comunicazione di Compassion Italia Hanno collaborato a questo numero: Davide Fuligno, Christy Janssen, Noel Pabiona, Giacomo Romano. N. 03/2013 Autorizzazione del Tribunale di Torino n. 5619 del 21 giugno 2002 Chiuso in redazione il 10 dicembre 2013 © 2013 Compassion Italia Onlus Il materiale contenuto in questa pubblicazione non può essere riprodotto in alcuna forma senza il permesso scritto. Compassion Italia è un’Associazione senza fini di lucro. Aderisce al Coordinamento Nazionale per l’Adozione a Distanza. Dal 4 aprile 2008 è Socio dell’Istituto Italiano della Donazione (IID) che ne verifica annualmente la trasparenza e il corretto uso dei fondi raccolti. www.istitutoitalianodonazione.it È certificata ISO 9001:2008 Le quote mensili e le donazioni sono detraibili dal reddito in base alle normative vigenti. Compassion è presente su:

Grazie per la costanza con cui regali fiducia a chi spera nel futuro.


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— Editoriale Silvio Galvano | Direttore di COMPASSION ITALIA

C

A destra, e in copertina, Evans Kuya Ateku, 34 anni. È stato aiutato da Compassion in Kenya e oggi è un insegnante di matematica e chimica alla Emanynya Secondary School. Nelle immagini è ritratto mentre mostra la foto della sua sostenitrice, Kristen Albert, e mentre fa un esperimento di laboratorio con i suoi studenti.

aro amico, cara amica, grazie per la tua generosità e per il tuo appoggio. Se sostieni a distanza un bambino, grazie anche per la costanza e l’impegno con cui porti avanti il suo futuro. Grazie perché non è facile in questi tempi “particolari” occuparsi della vita di un’altra persona. Chissà quante volte ti sarai chiesto se il tuo sostegno realmente “funziona”? Se la tua donazione sta cambiando veramente la vita del bambino o bambina che sostieni? Non so quali risposte hai dato a queste domande ma lasciami raccontare: Bruce Wydick, docente di economia e studi internazionali presso la University of San Francisco, si poneva spesso questa domanda e non riusciva a darsi delle risposte certe, basate su ricerche approfondite. Non esisteva infatti alcuno studio in grado di provare scientificamente l’efficacia del sostegno a distanza, sebbene nei fatti i risultati siano sempre stati indiscutibili. È stato proprio lui, assieme a un gruppo di ricercatori, a condurre il primo studio sull’effetto ottenuto dall’adozione a distanza. La prestigiosa rivista accademica Journal of Political Economy degli Stati Uniti ha pubblicato gli straordinari risultati che la ricerca evidenzia e che desideriamo condividere, in questa rivista, con i nostri sostenitori. Ciò che rende ancora più interessanti i risultati è che lo studio si è focalizzato su bambini aiutati proprio da Compassion! Ti invito ad approfondire l’argomento nell’articolo qui a lato. Per noi di Compassion sostenere un bambino e fare nostra la lotta alla povertà è importante non soltanto nei paesi in via di sviluppo ma anche nel nostro Paese. Per questo motivo abbiamo appena pubblicato il libro 58 voci contro la povertà, cinquantotto testimonianze che ci faranno riflettere e meditare. La scelta di pubblicare queste cinquantotto meditazioni di autori diversi non è casuale, ma trova ispirazione nel capitolo 58 del libro di Isaia, che fornisce degli ottimi spunti nella lotta a questa difficile e gigantesca sfida. Grazie al prezioso contributo di altrettante personalità evangeliche, questo lavoro suggerisce risorse e stimoli per lo svolgimento della nostra missione. Per me è un onore presentare questo libro che rivela aspetti fondamentali della responsabilità sociale affidataci. A pagina 12 troverai una presentazione del libro. Concludo: fedeli al nostro impegno verso la trasparenza, a pagina 9 condividiamo le cifre del bilancio relativo al periodo 2012-2013. Colgo l’occasione per augurare a te e a tutti i tuoi cari un buon anno 2014 e per ringraziarti ancora una volta, dell’impegno profuso nell’aiutare i bambini poveri attraverso Compassion. Dio ti benedica in questo nuovo anno 2014! —


— Il sostegno a distanza funziona? Il primo studio indipendente dice di sì.

Più di 9 milioni di bambini in tutto il mondo partecipano a programmi di adozione a distanza. Più di 3 miliardi di euro, ogni anno, vengono donati alle organizzazioni che si occupano di sostegno a distanza.


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Quindi, il sostegno a distanza funziona, vero? Questa era la domanda che Bruce Wydick, ricercatore ed esperto di sviluppo economico, si poneva; ma non esisteva alcuno studio in grado di provare l’efficacia del sostegno a distanza. Dal 1952, Compassion libera i bambini dalla povertà nel nome di Gesù. Abbiamo visto bambini che erano in pericolo di vita riuscire a crescere, ricevendo cure mediche, cibo, l’affetto di un sostenitore, la possibilità di sapere che Dio li ama... e molto, molto di più. Per anni abbiamo visto come il sostegno a distanza di Compassion sia riuscito a cambiare tante singole vite, ma ora, grazie a questa ricerca indipendente, anche i numeri ci dimostrano che funziona!

Il dott. Bruce Wydick ha conseguito un dottorato presso l’università di Berkeley, studiando con George Akerlof, Premio Nobel per l’Economia nel 2001. Docente all’Università di San Francisco, si occupa di attività di ricerca e sviluppo economico in Guatemala.

Per un periodo di due anni, infatti, un team di ricercatori guidato dal dr. Wydick ha effettuato studi su adulti che parteciparono al programma di sostegno a distanza tra il 1980 e il 1992. Fra queste 1.860 persone che erano state sostenute con Compassion, 3.704 fratelli e sorelle degli ex studenti Compassion, 2.136 persone che vivevano negli stessi villaggi degli ex studenti ma che non furono iscritte al programma di sostegno a distanza e 2.444 persone di villaggi in cui Compassion non è presente. I ricercatori hanno studiato se le loro condizioni di vita siano migliorate nel tempo, in confronto a quelle di persone degli stessi quartieri o comunità ma che non erano state sostenute. I risultati sono molto positivi e ci mostrano che il sostegno a distanza di Compassion funziona. Nelson Mandela disse che “l’istruzione è l’arma più efficace per cambiare il mondo”. E i bambini lo confermano: oggi, da adulti, dicono che l’aiuto scolastico fu l’aspetto più utile del programma di Compassion. I ricercatori hanno scoperto che i bambini sostenuti frequentano

la scuola più a lungo degli altri. In media, circa un anno e mezzo in più di istruzione; in Uganda, quasi due anni e mezzo in più. Gli anni di studio in più possono avere un impatto incredibile. Ad esempio, l’Unicef ha scoperto che il reddito di una ragazza può aumentare tra il 10 e il 20% per ogni anno in più di scuola primaria, e dal 15 al 25% per ogni anno in più di scuola secondaria. I bambini sostenuti con Compassion hanno più possibilità di completare l’istruzione primaria, secondaria e di raggiungere la laurea universitaria. Una migliore istruzione può portare a migliori e più stabili condizioni di lavoro. In comunità segnate dalla povertà, molti vivono senza la certezza di un lavoro sicuro o di uno stipendio regolare. Lo studio ha dimostrato che i bambini seguiti da Compassion hanno dal 14 al 18% di possibilità in più di avere un lavoro retribuito e di circa il 35% in più la possibilità di avere un lavoro d’ufficio. Lo studio ha dimostrato ciò che i nostri ragazzi di tutto il mondo ripetono. Molti di loro sognano

un lavoro che permetta loro di aiutare i bambini dei loro villaggi: insegnante, infermiere, assistente sociale e amministratore locale. Liberare i bambini dalla povertà può portare a uno sviluppo progressivo nelle loro famiglie e comunità. Lo studio ha confermato che i bambini cresciuti nell’ambito del programma sviluppano sane capacità di leadership. Diventano responsabili nelle loro comunità e chiese. Significa che le future generazioni di bambini avranno migliori opportunità, buoni modelli di riferimento e maggiore tutela per i propri diritti. Tutto ciò comporterà un cambiamento duraturo. Quindi, il sostegno a distanza con Compassion funziona? Il primo studio indipendente di questo tipo dice di sì! Conferma quello che crediamo da oltre 60 anni, che abbiamo visto in migliaia di sorrisi, udito nelle risate e riconosciuto nelle storie dei bambini liberati dalla povertà nel nome di Gesù. Oltre 1 milione e 400 mila bambini in tutto il mondo sono la prova vivente. Il sostegno a distanza con Compassion funziona! (DF) —


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Leggi la ricerca completa, guarda il video delle interviste al dott. Wydick e scopri i dettagli più interessanti sul sito: www.compassion.it/funziona Gilda Mariela Chay Sión è un’insegnante di scuola superiore e vive a San Felipe, Retalhuleu (Guatemala). Qui è ripresa al lavoro e in alcune immagini di quando, bambina, frequentava il centro Compassion.


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Il nostro impegno costante è di ridurre i costi amministrativi per destinare più fondi al lavoro con i bambini. Allo stesso tempo ogni centesimo speso è un investimento per essere più efficaci.


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— Bilancio sociale, un anno in numeri Compassion è da sempre votata all’eccellenza, soprattutto nella gestione finanziaria e amministrativa: è il modo migliore per dimostrare che la fiducia dei nostri donatori è ben riposta. Nell’ottica della totale trasparenza indichiamo di seguito una breve sintesi dei risultati operativi che abbiamo potuto raggiungere l’anno scorso. Ben sapendo che per noi crescita significa un maggior numero di bambini liberati dalla povertà! Le cifre a livello internazionale Il programma “Mamma e Bambino” continua a crescere con 650 centri nel mondo e 26.751 mamme assistite, con una media di 41 unità mamma/bambino per centro. Il programma ha evidenziato un incremento dell’8%. Quest’anno si è iniziato in quattro nazioni (Bangladesh, Bolivia, Messico e Ruanda) un progetto pilota che prevede di inserire i bambini di età superiore a un anno nel programma di sostegno individuale; al momento sono 1.488. Il piano per l’anno fiscale prossimo è di aprire dei centri “Mamma e Bambino” anche in Brasile, Colombia, Guatemala, Honduras, Nicaragua e Togo. Infine, nel corso di quest’anno, 3.857 mamme hanno conosciuto Cristo e iniziato un cammino personale con Lui. Il sostegno a distanza, cuore dell’organizzazione, ha raggiunto la quota di 1.474.370 bambini registrati, di cui 1.338.663 già sostenuti individualmente, evidenziando una crescita pari al 10%. Il numero dei centri collegati a una chiesa locale ammonta a 6.216, con una media di 237 bambini per centro. L’America Latina, con 550.000 bambini, detiene il 42% della quota, seguita dall’Africa (33%) e dall’Asia (25%). A oggi i Paesi partner (esclusi gli USA) garantiscono il 36% dei sostegni, di cui quelli europei rappresentano il 12% del totale. Il programma “Università e Leadership” ha visto un incremento inferiore all’anno precedente, pari all’8%, per un totale di 3.172 studenti universitari beneficiati. Altri 532 studenti hanno finito con successo il percorso universitario, coronando anni di sforzi e sacrifici. Col supporto di questo programma, i ragazzi hanno in mano degli ottimi strumenti per creare un impatto strategico nella loro comunità. Per quanto riguarda i nostri Fondi Integrativi e le situazioni di

Come spendiamo 1 Euro

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centesimi

10

centesimi

Destinati ai progetti Oneri di comunicazione

77

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Oneri di supporto generale

emergenza, sono stati stanziati complessivamente 39.500.000 dollari. L’investimento nell’ambito sanitario ha superato i 10 milioni di dollari, oltre ai 4 milioni destinati alla lotta contro l’AIDS. Lo sviluppo in Italia L’anno 2012-2013 è stato un anno di grandi sfide per Compassion Italia, ma molte sono state le iniziative mirate a un crescente sviluppo nel lungo termine. Nel 2012-2013 abbiamo direttamente raccolto 4.892.111 euro aiutando più di 14.300 beneficiari in 26 Paesi del mondo. La raccolta fondi totale rileva uno scostamento negativo del 5 % a confronto dell’anno precedente. Complessivamente la spesa totale in attività di programma raggiunge il 76,85 %, quella in attività di comunicazione e sensibilizzazione il 10,55 % mentre le spese di amministrazione corrispondono al 12,60%. Nell’ottica di una politica di contenimento dei costi, l’organizzazione è riuscita a razionalizzare e ridimensionare alcune voci importanti del bilancio (visionabile e scaricabile su www.compassion.it). (GR) —


— Filippine, tempo di ricostruzione Il 7 novembre 2013 il più devastante ciclone tropicale che avesse mai toccato la terraferma si è abbattuto sull’area centrale delle Filippine.

Compassion lavora qui, in collaborazione con le chiese locali, da oltre 41 anni e dei 66.400 bambini che frequentano i nostri centri, 11.419 sono stati colpiti a vario titolo. Nessuno di loro, alla data odierna, ha perso la vita ma le sfide che ci attendono sono molte. Le Filippine sono composte da 7.107 isole, molte delle quali montuose. Il modo più consueto per ricevere e distribuire beni è attraverso i porti, la maggior parte dei quali sono stati danneggiati o spazzati via. Non solo, nelle singole isole colpite tante strade e ponti sono stati distrutti. Com’è stato già mostrato dai media internazionali, i militari e le organizzazioni umanitarie hanno avuto difficoltà a distribuire aiuti di primo soccorso. La corrente elettrica, inoltre, continua ad essere fuori uso nelle zone colpite, soprattutto a Cebu, Iloilo, Masbate e Bohol. Si stima che quest’ultima isola riceverà la luce elettrica solo fra due mesi, dato che la situazione era già precaria a causa del terremoto che c’è stato nel mese di ottobre. Per quanto riguarda la comunicazione con le nostre chiese partner, tutte le informazioni sono raccolte dai nostri partnership facilitator. Per molti di loro al momento l’unico modo di interagire è attraverso sms dal loro cellulare, ma in alcune zone i ripetitori non funzionano e spesso non possono ricaricare la batteria del telefono. Come noto, Compassion non è un’organizzazione di risposta

generalizzata ai disastri naturali, ma si concentra nel rispondere ai bisogni che tali disastri creano nei bambini sostenuti e nelle loro famiglie. Lavoriamo per fare in modo che i bambini possano tornare a scuola e ai centri il più presto possibile e così facendo finiamo per aiutare intere famiglie o comunità. “Il nostro lavoro nelle Filippine è appena cominciato – ha dichiarato Noel Pabiona, direttore nazionale – e siamo consapevoli che il lavoro di ricostruzione sarà immenso. Ma siamo anche certi che Dio non ci abbandonerà e la generosità già dimostrata da tante persone ne è la riprova”. Compassion nel mondo ha finora raccolto 4,4 mi-


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lioni di dollari, che sono stati destinati inizialmente a fornire cibo e acqua, tende, kit sanitari d’emergenza, materiale di igiene personale. Ci siamo attivati anche per fornire assistenza psicologica e pastorale, fondamentale per affrontare il trauma di questa terribile situazione. In particolare abbiamo fornito primo soccorso, medicine e cure a 4.234 persone e sono stati distribuiti 3.985 kit di aiuto immediato, che contenevano cibo, bevande e oggetti per la cura della persona. La seconda fase di recupero e ricostruzione prevede altri interventi, per i quali abbiamo necessità di raccogliere ancora circa 5 milioni di dollari. Circa il 10% dei bambini colpiti vive in aree ora sprovviste di acqua potabile. Vogliamo fornire a tutti loro dei filtri per la depurazione dell’acqua, che gli serviranno per tutta la vita, per tutta la famiglia. Vogliamo ridare a tutti gli 11.419 bambini colpiti nuove scarpe, uniformi scolastiche, libri e materiale sia per la scuola sia per la casa. La parte più consistente dei fondi servirà per riparare 1.383 case che sono state danneggiate e ricostruirne 761 che sono state completamente distrutte. Inoltre 62 chiese partner avranno bisogno di aiuto per riparare o ricostruire aule, cucine e servizi igienici. Infine circa 24.000 persone, i famigliari dei nostri bambini, hanno perso le loro piantagioni di palme per olio. Si stima che ci vorranno cinque anni prima che esse siano di nuovo produttive. Nelle Filippine si parlano circa 175 lingue diverse, ma noi siamo convinti che con un solo linguaggio, quello dell’amore, tutti insieme riusciremo a riportare la pace e la serenità alle popolazioni colpite. (CJ) —

Il tifone Haiyan ha colpito 11 milioni di persone, fra le più povere del paese. Dona su www.compassion.it per aiutare la ricostruzione!

In basso a sinistra, i ragazzi del centro Shekinah (PH600), aiutano nella preparazione e distribuzione dei kit di emergenza. Sotto e a destra, gli effetti distruttivi del tifone.


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— Cinquantotto voci contro la povertà Il capitolo 58 di Isaia esprime il cuore di Dio per i poveri. Con esso vogliamo coinvolgere tutta la chiesa nella lotta a un nemico comune: la povertà.

➽ Il libro è il frutto di 58 contributi di altrettanti autori, che hanno raccolto il nostro invito a commentare testi biblici legati alla povertà. Il risultato è una grande, forte, chiamata all’impegno personale in difesa dei poveri. Puoi richiedere il libro, distribuito a fronte di un’offerta libera, direttamente al nostro ufficio: libro58@compassion.it • 011 7710212

Il libro rientra nelle attività di advocacy (difesa della causa) che Compassion porta avanti per sensibilizzare le persone al problema della povertà.


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e parole di Isaia ci raccontano delle persone che, oggi, vivono nelle baraccopoli, che non hanno opportunità di lavoro, che sono vittime di istituzioni corrotte. Che vivono costantemente sotto la minaccia di violenze, che patiscono la denutrizione, che non hanno accesso ad acqua potabile. Che vedono i propri bambini morire per cause prevenibili. In questo straordinario passaggio biblico la parola di Dio si rivela con una forza che non può lasciare indifferenti. Isaia 58 ci sfida a prendere sul serio la lotta alla povertà, perché non si sconfigge Golia semplicemente parlando di lui. Se saremo intenzionali e strategici nei nostri sforzi, ci accorgeremo di come la ricchezza di Dio amplierà gli approcci, moltiplicherà le risorse, cambierà la cultura della solidarietà. Questo testo ci dice che è il momento di avere nuove aspettative. È il momento di essere forti, affrontando la povertà estrema con la prospettiva di Dio e con la convinzione di poterla sconfiggere. Fare sentire la propria voce, rompere il silenzio, toccare le coscienze è lo scopo di questo libro e delle cinquantotto personalità evangeliche che ne hanno sposato il progetto. Pastori, responsabili di missioni e servitori che offrono la propria personale lettura dei numerosi riferimenti biblici alla condizione di povertà. Ispirati dal capitolo 58 del libro di Isaia, affrontano questioni profonde, come la condizione femminile, lo sfruttamento minorile, l’ingiusta distribuzione delle risorse, a cui la Chiesa oggi può e deve dare risposte fondate sulla Parola di Dio. Il libro, strutturato in sei sezioni tematiche, offre uno spaccato delle principali sfide che stanno di fronte a chiunque voglia fare la propria parte, traducendo in pratica il principio dell’amore per il prossimo e per il bisognoso. Ricco di spunti dottrinali e di esperienze pratiche personali, l’insieme dei contributi anziché fermarsi a considerare le brutture della società in cui viviamo regala un grande incoraggiamento rimarcan-

«È forse questo il digiuno di cui mi compiaccio, il giorno in cui l’uomo si umilia? Curvare la testa come un giunco, sdraiarsi sul sacco e sulla cenere, è dunque questo ciò che chiami digiuno, giorno gradito al Signore? Il digiuno che io gradisco non è forse questo: che si spezzino le catene della malvagità, che si sciolgano i legami del giogo, che si lascino liberi gli oppressi e che si spezzi ogni tipo di giogo? Non è forse questo: che tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo, che quando vedi uno nudo tu lo copra e che tu non ti nasconda a colui che è carne della tua carne?» (Isaia 58:5-7) —

do l’amore sconfinato di Dio per tutti gli uomini. Secondo il filosofo e teologo americano Michael Novak, la vera ricchezza di una nazione sono le persone. E lo scopo degli interventi di sviluppo deve essere quello di realizzare un contesto dove le persone possano avere una vita lunga, sana e creativa. Per questa ragione Compassion ritiene che la povertà sia una condizione economica che richiede una comprensione e una risposta compiuta e omnicomprensiva in cui si contemplino anche gli aspetti cognitivi, sociali, emotivi e spirituali. La missione di Compassion è quella di aiutare i bambini privi di mezzi economici, per liberarli da tutte le forme di povertà, affinché diventino adulti responsabili e realizzati in grado di mettere in pratica l’amore e gli insegnamenti di Gesù. (LB) —


— Una missione presente sul territorio italiano Compassion non esisterebbe senza la chiesa cristiana. È solo attraverso le migliaia di chiese locali disseminate in tre continenti se siamo in grado di portare aiuto ai bambini, traendo il meglio dal generoso contributo dei sostenitori. Ma, allo stesso modo, è grazie soprattutto alle chiese locali italiane se la nostra missione può diffondere la causa del povero anche in questo Paese. Questa collaborazione naturale, nel nome di Gesù, rende la nostra missione perfettamente allineata ai principi cristiani e all’amore pratico che cerchiamo di dimostrare nei nostri centri. Per questa ragione è da sempre nostro desiderio garantire una presenza visibile sul territorio italiano, con una rete di collaboratori, sia staff sia volontari, che forniscano supporto ai singoli donatori e alle chiese locali. Siamo molto felici che la rete si stia allargando e che si siano aggiunti due responsabili area, il cui compito è di coordinare le attività in diverse regioni. A Giuseppe Costantino, responsabile per la Sicilia e la Calabria, si aggiungono Rino Sciaraffa (Area Nord) ed Emanuele Ciamei (Area Centro-Sud).


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Da sinistra: Rino Sciaraffa, Giuseppe Costantino e Emanuele Ciamei

RINO SCIARAFFA (responsabile Area Nord) Sono nato a Torino il 18 aprile 1970 e risiedo da sempre in questa città. Durante il periodo di formazione universitaria presso la Facoltà di Scienze Politiche di Torino cominciai a lavorare in un’importante azienda nazionale della grande distribuzione. Nel 1998, insieme a cinque colleghi avviammo un’azienda di consulenza amministrativa, fiscale e di gestione del personale. In quegli anni iniziai ad interessarmi alle attività missionarie della mia denominazione evangelica e nel 2000 effettuai il mio primo viaggio umanitario in Albania. Questa esperienza mi spinse ad approfondire le tematiche legate alla cooperazione internazionale e alla missione. Nel 2002 iniziai la mia formazione biblica e teologica presso il Centro Studi Teologici di Grosseto e quattro anni dopo diventai il Pastore Senior della Chiesa Apostolica di Torino. Il 2010 è stato invece l’anno del mio avvicinamento a Compassion, dato che ho cominciato a fare volontariato per alcuni progetti specifici. Questa attività mi ha permesso di comprendere quanto sia profondo e complesso il tema della povertà nel mondo e, dopo la mia visita ad Haiti e in Etiopia, ho capito il reale impatto che il sostegno a distanza ha per molti bambini, le loro famiglie e le loro comunità. Ed è così che quest’anno ho scelto di dedicarmi completamente alla diffusione della causa dei poveri, presentando questa missione fra le varie chiese evangeliche del nord Italia.— GIUSEPPE COSTANTINO (Responsabile Sicilia e Calabria) Ho 52 anni e vivo a Messina con mia moglie Giusy e i nostri due figli, Samuele e Sarah Jane. Nel 2001 ho sentito parlare per la prima volta di Compassion. La serietà dell’organizzazione e le sue finalità umanitarie nel nome di Gesù Cristo mi hanno spinto a diventare sostenitore. Ho adottato a distanza Moises, un bimbo peruviano, che con le sue lettere ha riempito di gioia la mia vita e la

mia casa. Subito dopo ho lasciato la mia azienda dove lavoravo come agente e sono entrato a far parte del team di Compassion. Provo tanta gioia per ogni nuovo sostenitore che strappa un bimbo innocente alla miseria e alla povertà, portandolo a conoscere il redentore della sua vita: Gesù il Signore. Oggi sono molti i collaboratori volontari che mi aiutano nella ricerca di cuori che sappiano amare i piccoli bisognosi. I vari viaggi organizzati allo scopo di fare incontrare i sostenitori con i bambini sostenuti hanno arricchito le mie conoscenze e mi spronano ad alzare la voce in favore dei miseri e dei bisognosi.— EMANUELE CIAMEI (responsabile Area Centro-Sud) Sono nato a Roma il 22 luglio 1966, dove vivo ancora oggi. Ho conosciuto il Signore all’età di 14 anni e in questi anni di cammino cristiano ho visto molte volte la fedeltà di Dio nella mia vita e nella mia famiglia. Frequento una comunità storica di Roma, quella che ha visto come pastore Luciano Crociani e nella quale da anni svolgo il ruolo di Anziano. Terminati gli studi, iniziai a lavorare nel settore della Ricerca Scientifica e Tecnologica e successivamente, nel 2006 iniziai, a collaborare con un’importante casa automobilistica. In questi anni tanti interessi legati al mondo del lavoro sono passati davanti alla mia vita e qualcuno di questi ha cercato di distogliermi da quello che Dio aveva preparato per me; ma ogni volta Dio girava il mio sguardo sui bisogni del prossimo. Iniziò così ad emergere dentro di me una chiamata alla quale dovevo dare una risposta. Nel 2011 è cominciata la mia collaborazione con Compassion, dapprima come volontario, ma ogni giorno che passava l’importanza del tema della povertà cresceva dentro di me. Tanto che alla fine mi ha portato a decidere di dedicare tutta la mia giornata a quest’opera meravigliosa.—


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