Ampio raggio - Esperienze d'arte e di politica n. 3

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MARTA CASARINI: Per prima cosa c’è un ombelico, quindi per prima cosa c’è da riempire un buco, un tubo, che fa un rumore di gufo, per prima cosa ci soffio dentro ci entra il vento ed esce un gioco strano, esce il movimento, per prima cosa c’è un nome da dire sottovoce di un attore che è un capitombolo, per prima cosa sulle stelle mi dondolo, e dopo lo ripeto, che è bello, che ci sono gli insetti e gli scacchi in fila che di lato ballano, per prima cosa sono ancora al centro e sono contento, di aprire delle finestre d’inciampare sulle lampadine che illuminano delle storie, di un signore che sale sull’albero, e un’altra su un autobus e con la voce ci gioco e con le parole dipingo, con i nomi invento un altro cielo e per prima cosa c’è un filo che tiene appeso tutto, il suono, tutti i tasti e i pazzi, tutto quello che viene per primo per ora per adesso! Per prima cosa, ancora, qualcosa che viene da lontano ed è qui lo stesso, per prima e ultima e unica tutto quello che suona, che cade, che ride, tutto quello che vive e che diventa ORA!

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