Dicembre 2021

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ANNO XXIX N. 3 - DICEMBRE 2021

L’editoriale

Poste Italiane SPA - Sped. in abb. postale D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 N. 46) Art. 1 comma 1 DCB Como.

di Giovanni Ferrari

La pandemia oltre ad aver falciate molte vite (chi non ha perso un amico, un conoscente, un parente) ha prodotto danni anche a livello psichico a causa delle chiusure forzate, dell’isolamento sociale delle persone, dei profondi mutamenti occorsi nella organizzazione del lavoro e delle attività scolastiche che solo ora cercano di ritornare alla perduta normalità. Si pensi alla famigerata didattica a distanza che ha prodotto conseguenze fortemente negative su una intera generazione di studenti (lo provano i controlli sullo sviluppo del loro livello culturale). Per non parlare dei danni all’economia di intere categorie di lavoratori, della crisi organizzativa degli ospedali che hanno visto mutare profondamente la loro missione di cura, prevalentemente dedicata alla patologia pandemica, con conseguenze negative sulla gestione delle altre forme morbose come infarti e tumori, con allungamenti insostenibili delle liste di attesa e conseguenti ritardi delle attività diagnostiche e operatorie. Importanti conseguenze anche per tutte le attività del cosiddetto terzo settore riguardante le associazioni di volontariato come la nostra, per l’impossibilità ad operare e per la crisi profonda riguardante la raccolta fondi indispensabile per l’attuazione dei progetti istituzionali. Grazie a una efficace campagna vaccinale stiamo lentamente uscendo dalla pandemia, nonostante l’opposizione di frange della popolazione che non hanno capito e che, per paura o per strane ideologie, rifiutano le regole dettate da una scienza in rapido sviluppo, anche per un malinteso senso di limitazione delle libertà. Rispetto ad altri Paesi europei la circolazione del virus e delle varianti in Italia è meglio controllata grazie anche

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alle disposizioni governative e sanitarie (green pass, mascherine ecc.), ma qualche segnale negativo relativo all’aumento dei contagi e dei ricoveri non deve essere trascurato. Perdipiù il tempo passa e si sta osservando come l’immunizzazione vaccinale decada dopo i 6 mesi dalla seconda inoculazione per cui è stata proposta la cosiddetta terza dose, un richiamo dopo questo periodo, in grado di stimolare il tasso anticorpale e di esercitare quindi una maggiore protezione (se ne parla anche all’interno di questo notiziario). Del resto stesso comportamento si attua col vaccino antinfluenzale che ogni anno va ripetuto anche con caratteristiche differenti per opporsi ai diversi ceppi che si presentano di anno in anno. La ricuperata libertà ha consentito anche a noi di riprendere alcune attività e, oltre alle manifestazioni di questi due mesi di cui viene data cronaca nelle pagine che seguono, anche gli incontri con la popolazione per la valutazione del profilo di rischio in prevenzione primaria, pure in ambito aziendale con check-up diagnostici ai dipendenti (progetto Welfare aziendale). La sede di via Rovelli è aperta per i nostri soci e per chi sia interessato ai problemi della prevenzione, per consigli sugli stili di vita e sui percorsi di diagnosi e cura delle malattie cardiovascolari, dal sito potrete dialogare con la rubrica “il medico risponde” ponendo quesiti sulla vostra salute, ricavando informazioni di tipo scientifico continuamente aggiornate. Oggi più che mai abbiamo bisogno del vostro sostegno per cui rinnovate la vostra quota associativa e fatene omaggio a qualche vostro parente o amico, chi non avesse dimestichezza con l’informatica potrà fare uso del bollettino postale che riceverete allegato al notiziario. Gli auguri più sentiti da tutta la squadra di Comocuore per un felice Natale e, si spera, per un 2022 più sereno.

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A NATALE BENNET SCALDA IL CUORE DI TUTTI.


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La “Via del cuore”, un utile percorso verso la prevenzione La morte cardiaca improvvisa è la terza causa di morte più frequente nel mondo, dopo il cancro e le altre malattie cardiovascolari. Ogni anno, in Italia, circa 60.000 persone muoiono per un arresto cardiaco, a insorgenza spesso talmente improvvisa da non essere preceduto da alcun sintomo premonitore. Si stima che la sopravvivenza potrebbe passare dal 10% al 60% se in attesa dei soccorsi venissero praticate manovre di rianimazione. L’Associazione Comocuore con Areu Lombardia e l’AAT 118 Como, Croce Rossa Italiana, Lariosoccorso, Anpas Lombardia e Croce Bianca sabato 16 ottobre 2021 hanno organizzato un importante evento per sensibilizzare la popolazione sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare (Rcp). Lungo un’ideale “Via del cuore”, allestita fra piazza Duomo (lato Broletto), piazza Grimoldi e l’imbocco dei Portici Plinio, sono stati allestiti stand a tema per offrire al pubblico informazioni e dimostrazioni pratiche sugli interventi che ciascuno può (e deve) adottare per “far ripartire il cuore in 3 semplici mosse”, che rappresentano i primi 3 anelli della cosiddetta “Catena della sopravvivenza”. Tre stand sono stati dedicati al riconoscimento dell’arresto cardiaco e al massaggio cardiaco con dimostrazioni pratiche su manichino, manovre per la disostruzione delle vie aeree nel lattante nel bambino e nell’adulto, apparecchiature dedicate al soccorso per la cura dell’arresto cardiaco: Defibrillatori automatici e semiautomatici (Dae), Massaggiatore cardiaco

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meccanico ed elettrocardiografo. Negli altri stand Comocuore ha promosso i corsi di Blsd accreditati da Areu Lombardia effettuati tramite la sua “scuola” Comocuore Academy per la rianimazione cardio-polmonare con l’utilizzo di defibrillatori automatici/semiautomatici e le sue iniziative di prevenzione delle malattie cardiovascolari. Grazie alle Infermiere Volontarie della Croce Rossa è stata offerta al pubblico la possibilità di misurare la pressione arteriosa, la saturazione di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca. L’ultimo stand, ribattezzato “il Trucco del Cuore”, era riservato ai più piccoli vista la presenza di mani esperte che hanno truccato i bambini con disegni a forma di cuore e non solo. Quindi una giornata a “tutto cuore”, con un focus sulle manovre rianimatorie (massaggio cardiaco e ventilazione polmonare), fondamentali nel primo soccorso dell’arresto cardiaco. Tutti possiamo attivare la Catena della sopravvivenza e con una formazione adeguata utilizzare anche i defibrillatori, alla cui diffusione sul territorio lombardo Comocuore ha contribuito con l’installazione di oltre 800 dispositivi (60% nella provincia di Como). Un ruolo fondamentale in caso di soccorso a vittima di arresto cardiaco lo ha la tempestività, in questi termini la localizzazione esatta del chiamante che richiede soccorso assume un ruolo fondamentale. Con l’app “Where Are U”, puoi contattare i soccorsi (Forze di pubblica sicurezza, Vigili del fuoco e Soccorso sanitario) in caso di emergenza; sarai messo in contatto con la Centrale Unica di risposta 112 della tua zona. Essere individuati è fondamentale per inviare i soccorsi più rapidamente e con più precisione: Where Are U lo fa per te, inviando automaticamente la tua posizione all’operatore 112 che sta gestendo la tua emergenza. Con i QR code in immagine è possibile installare rapidamente l’App. Umberto Piccolo Infermiere Referente provinciale Defibrillazione Precoce AREU Lombardia AAT 118 Como

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Miocardite e vaccini anti Covid: facciamo il punto 4 Nel maggio 2021 il Centers for Disease Control and Prevention ha annunciato una possibile correlazione tra la somministrazione di vaccini anti Covid ad rna messaggero (Pfizer-BioNTech e Moderna) e l’insorgenza di miocarditi. Israele è stato il primo paese ad intraprendere una campagna nazionale di vaccinazione contro il coronavirus con vaccino Pfizer-BioNTech, campagna iniziata nel dicembre del 2020 e che nel maggio 2021 aveva portato alla vaccinazione completa con entrambe le dosi di oltre il 54% della popolazione. Witberg e coll. raccogliendo i dati del database del Clalit Health Services (la principale organizzazione sanitaria di Israele), hanno valutato l’incidenza, il decorso clinico e la severità delle miocarditi nella popolazione israeliana vaccinata contro il Covid ed i risultati sono stati recentemente pubblicati sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine. Tra il dicembre 2020 ed il maggio 2021 2.558.421 membri del Clalit Health Services hanno ricevuto almeno una dose di vaccino Pfizer-BioNTech, di questi 2.401.605 (94%) due dosi. I ricercatori hanno identificato i casi di miocardite diagnosticati entro 42 giorni dalla somministrazione della prima dose, individuando inizialmente 258 potenziali casi di miocardite. Dopo lo screening iniziale soltanto 54 pazienti hanno soddisfatto i criteri della diagnosi di miocardite secondo la definizione dell’American Heart Association che è stata quella impiegata nello studio. Per molti dei pazienti esclusi (78), la diagnosi di miocardite era pregressa ed antecedente alla vaccinazione. Per quanto riguarda la severità tra i 54 casi confermati: 41 pazienti si sono presentati con una miocardite lieve, 12 intermedia ed uno con miocardite fulminante. L’età mediana dei pazienti è stata di 27 anni con una netta prevalenza del sesso maschile (94%). La maggior parte dei pazienti (83%) non presentava comorbidità importanti, al contrario il 13% assumeva terapie per patologie croniche. Un paziente riferiva una lieve disfunzione ventricolare sinistra prima della vaccinazione. Il 67% dei casi ha ricevuto la diagnosi di miocardite dopo la seconda dose. L’incidenza generale di miocarditi entro 42 giorni dalla somministrazione della prima dose è stata di 2.13 casi ogni 100.000 persone vaccinate, incidenza che sale a 4.12 casi nel sesso maschile e scende a 0.23 casi per il sesso femminile. Per quanto riguarda invece l’incidenza in funzione dell’età, nella fascia d’età compresa tra 16 e 29 anni, l’incidenza è stata di 5.49 casi ogni 100.000 persone vaccinate, tale incidenza si riduce a 1.13 casi nella popolazione ultratrentenne. Pertanto l’incidenza maggiore è stata nel gruppo di pazien-

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ti maschi con età compresa tra 16 e 29 anni, dove si sono registrati oltre 10 casi ogni 100000 soggetti vaccinati. Per quanto riguarda invece l’incidenza in funzione della severità, fortunatamente la più alta si è registrata per i casi di miocardite lieve (1.62 casi ogni 100.000 persone vaccinate) ed invece rarissimi possono essere definiti i casi di miocardite fulminante (0.04 casi 100.000 persone vaccinate). Per quanto riguarda la presentazione clinica il dolore toracico è stato il sintomo più frequente (82%); i parametri vitali all’ammissione sono risultati generalmente nei limiti, solo un paziente si è presentato con instabilità emodinamica ma nessuno ha richiesto inizialmente l’impiego di farmaci inotropi o di supporto meccanico. L’elettrocardiogramma ha evidenziato un sopraslivellamento del tratto ST nel 53% dei pazienti in cui i dati elettrocardiografici erano disponibili, il 21% presentava un ECG normale, altre anomalie (alterazioni delle onde T, fibrillazione atriale e tachicardia ventricolare non sostenuta) erano presenti nei rimanenti casi. Il picco mediano della troponina T è stato di 680 ng/L. Durante l’ospedalizzazione un paziente ha sviluppato shock cardiogeno che ha richiesto l’impiego dell’ECMO; nessuno degli altri casi ha invece necessitato di supporto inotropo, meccanico o ventilatorio. In un paziente è stata effettuata la biopsia miocardica che ha mostrato un’infiltrazione perivascolare di linfociti ed eosinofili. Il tempo medio di degenza è stato di tre giorni ed il 65% dei casi è stato dimesso senza indicazione ad assumere terapia a domicilio. I dati ecocardiografici sono disponibili per 48 pazienti. La frazione d’eiezione (FE) media è stata del 57.5 ± 6.1%. La funzione ventricolare sinistra è risultata normale all’ingresso nel 71% dei casi; dei 14 pazienti (29%) che presentavano un certo grado di disfunzione il 17% ha mostrato una disfunzione lieve, il 4% una disfunzione da lieve a moderata, il 4% una disfunzione moderata, il 2% una disfunzione da moderata a severa ed il 2% una disfunzione severa. All’ecocardiogramma pre-dimissione 4 di questi pazienti hanno presentato il pieno recupero della funzione sistolica ventricolare sinistra; di cinque dei restanti dieci si possiedono i dati del follow up ecocardiografico che anche in questo caso ha mostrato una FE nella norma. Un versamento pericardico è stato riscontrato in dieci pazienti. segue a pagina 5

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Covid, la partita non è affatto chiusa la poliomielite insegna Il 24 ottobre si è celebrata la Giornata mondiale della poliomielite. Chi è nato tra la fine e l’inizio della seconda metà del secolo scorso ha potuto conoscere persone colpite dalla malattia, ha visto alla televisione, o dal vero, i polmoni d’acciaio dentro ai quali erano costretti per tutta la vita i malati. Ma chi è nato in quel periodo ha anche potuto ricevere fra i primi il vaccino anti-polio, tanto atteso in tutto il mondo. Erano sulle prime pagine dei giornali le file delle madri che portavano i loro bambini a vaccinarsi. Ora alla poliomielite, grazie alla vaccinazione sistematica, non ci si pensa più: l’Italia è stata ufficialmente certificata “polio-free” il 21 giugno 2002, anche se l’ultimo caso che si è manifestato nel nostro Paese risale al 1982. Il traguardo dell’eradicazione definitiva del poliovirus dal mondo non è stato però ancora raggiunto e la poliomielite continua a essere endemica in alcune nazioni. E il fatto che il virus continui a circolare, pur se in zone relativamente limitate, pone a rischio anche quelle da cui è scomparso. Un caso di poliomielite, per esempio, è stato segnalato nel 2018 nella Papua Nuova Guinea, Paese dichiarato esente dalla patologia da quasi due decenni. segue da pagina 4 Lo studio presenta alcuni limiti, innanzitutto il periodo di osservazione troppo breve (circa 80 giorni) per giungere a conclusioni definitive riguardo la prognosi a lungo termine della miocardite post vaccinazione anti Covid. Inoltre la raccolta dati si è limitata al Clalit Health Services, senza considerare le miocarditi diagnosticate e gestite nella rete extra-ospedaliera con conseguente possibile sottostima dell’incidenza dei casi. Tuttavia i dati di Witberg e coll. hanno, a mio avviso, il merito di aver cercato di quantificare questo possibile effetto collaterale della vaccinazione, dimostrando che comunque si tratta di une evento raro e nella stragrande maggioranza dei casi con una presentazione clinica non seria e con una prognosi molto favorevole. Tale studio ha permesso inoltre di individuare un sottogruppo di pazienti più a rischio (maschi con età compresa tra 16 e 30 anni), in cui nella fase immediata post somministrazione del vaccino bisogna fare più attenzione in casa di comparsa di sintomi, come il dolore toracico, per giungere ad una diagnosi e ad un trattamento che siano il più tempestivi possibili. Questi risultati devo anche essere letti in un’ottica di positività, soprattutto in questo momento storico in cui si è intrapresa la somministrazione della terza dose nelle categorie più a rischio e negli operatori sanitari! Laura Gatto Centro per la lotta contro l’infarto

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Vale la pena tenerlo presente, perché, come scrive Agnese Collino nel suo bel libro sulla poliomielite La malattia da dieci centesimi (Codice edizioni): “Nell’ultimo periodo il trend di diffusione della poliomielite selvaggia non promette niente di buono. In Pakistan, dopo diversi anni in cui l’incidenza della malattia era in continuo calo (nel 2017 si erano registrati solo 8 casi), nel 2019 è schizzata nuovamente a 146 casi (84 nel 2020), anche a causa della diffusione su twitter di un video-bufala in cui alcuni ragazzi fingevano di svenire dopo aver ricevuto, a detta loro, un vaccino scaduto. Il video purtroppo è stato trasmesso dalle televisioni locali, scatenando il panico fra i genitori”. Chi è abbastanza vecchio da ricordare la polio inorridisce, anzi, diciamo pure che s’infuria, davanti a certi scherzi e quindi non può che rimanere perplesso, per usare un pallido eufemismo, anche dalla leggerezza o dall’incoscienza, di chi oggi dà prova di scarsa serietà o, peggio, di cinismo, quando parla di Covid senza aver rispetto di chi ne ha sofferto o ne è morto. Ci si può confrontare, si può discutere, con chi ha posizioni diverse dalle proprie sui provvedimenti adottati per arginare la pandemia, ovviamente se la volontà di dialogo è ricambiata e se il linguaggio adottato non è quello, inaccettabile, della violenza. Ma non si può tollerare chi usa i mezzi di comunicazione, a qualsiasi livello, per minimizzare ciò che è accaduto ora che l’andamento dell’epidemia sembra segnare miglioramenti soprattutto grazie ai vaccini, come accaduto per la poliomielite a suo tempo. Con il Covid la partita non è ancora definitivamente chiusa. Chi fa scherzi dementi su twitter a proposito del vaccino contro la poliomelite semina sofferenza e morte. Chi semina disinformazione e “scherza” con i dati sul Covid, prendendone a prestito qui e là senza considerare, per ignoranza o malafede, la visione d’insieme fa esattamente la stessa cosa. A costoro non rimane che dare il consueto consiglio di aprire le pagine di Nemesi, di Philip Roth: parla di poliomelite, ed è un gran bel romanzo. Buona lettura. Luigi Ripamonti Corriere.it

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Difese immunitarie da Covid rafforzate con la terza dose 6 L’inserto Corriere Salute ha ospitato – il 26 ottobre scorso – secondo il seguente ordine di priorità: immunodepressi, over una lunga intervista alla professoressa Antonella Viola, immunologa della Università di Padova, in cui, fra l’altro, si è parlato anche di terza dose di vaccino. Il testo che segue è una sintesi di tale intervista e mette a fuoco in maniera chiara l’argomento. Perché le autorità sanitarie hanno indicato la necessità di sottoporsi a una terza somministrazione di vaccino? Perché si è visto che dopo i 6-9 mesi dalla seconda iniezione vaccinale il tasso anticorpale tende a diminuire soprattutto nelle persone anziane e più fragili, per cui, pur mantenendosi una protezione della malattia grave da Covid, aumenta il rischio di contagio. Un richiamo, quindi, un secondo ciclo vaccinale, in grado di riattivare la produzione di anticorpi deve essere programmata. Questa riduzione della difesa immunitaria si verifica per tutti i vaccini anche se Moderna sembra mantenere una maggiore efficacia e stabilità rispetto a Pfizer per una più elevata concentrazione di Rna messaggero. Johnson&Jonhson monodose ha dimostrato una minore efficacia rispetto agli altri vaccini per cui coloro che l’hanno ricevuto dovrebbero essere i primi a fare una dose aggiuntiva, un richiamo, senza aspettare i 6 mesi e indipendentemente dall’età. Il calendario per accedere alla terza dose è dettato dall’Ema (l’Agenzia del farmaco europea), applicato in Italia IL “BIGINO DEL CUORE” PRESENTATO A CERNOBBIO “Il bigino del cuore” realizzato dall’arch. Mario di Salvo d’intesa con la nostra associazione ha avuto una presentazione in una location prestigiosa come Villa Bernasconi di Cernobbio, nell’ambito della rassegna Parolario 2021, l’11 settembre scorso. Un pomeriggio ad affrontare le tematiche relative al cuore, illustrate dallo stesso autore e dal presidente di Comocuore, dott. Giovanni Ferrari. Un dialogo piacevole quello scaturito dal confronto fra i due che non ha mancato di riscuotere l’interesse del discreto pubblico presente. “Il bigino del cuore” è un piccolo manuale che vuole riassume i significati diversi che nel tempo il simbolo del ‘cuore’ ha rappresentato, e tuttora rappresenta. È un ventaglio di ampia ricchezza, senza voler rappresentare, né poter sostituire, un testo organico e completo. Il volumetto è in vendita nella sede di Comocuore e quanto prima sarà disponibile anche attraverso altri canali di acquisto.

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80, residenti nelle Rsa, personale sanitario, over 60 fragili. La terza dose viene effettuata con vaccino Pfizer o Moderna, attualmente gli unici prodotti utilizzati in Italia, indifferentemente per qualsiasi vaccino sia stato precedentemente utilizzato. Non sappiamo ancora quanto durerà il potenziamento della risposta anticorpale che ne deriverà, così come non si conosce come cambierà il virus. Per il momento il vaccino è in grado di contrastare la variante Delta, ma non è escluso che con ulteriori mutamenti del virus non si debba procedere a nuovi vaccini tra un anno. È possibile che, secondo l’andamento della pandemia, al momento della distribuzione del notiziario le indicazioni descritte possano essere superate da nuove disposizioni delle Autorità regolatorie. È RIPARTITA LA CAMPAGNA “LE NOCI DI COMOCUORE” Sono ben 36 anni che Comocuore conduce la sua opera di prevenzione delle malattie cardiovascolari, promuovendo anche iniziative di formazione di pronto soccorso cardiologico sul territorio per fronteggiare le emergenze e rispondere all’esigenza di prevenzione cardiologica. I progetti avviati e concretizzati nel corso degli anni hanno interessato tutta la popolazione e coinvolto migliaia di persone, adulti e adolescenti. Per continuare nella nostra azione preventiva abbiamo bisogno del sostegno di tutti: per questo ci rivolgiamo a tutti coloro che hanno a cuore i nostri progetti per aderire anche quest’anno all’iniziativa “Le noci di Comocuore”, per la campagna di sensibilizzazione sulle malattie cardiovascolari. L’invito è ad acquisire confezioni di noci il cui ricavato sarà destinato all’acquisto di apparecchiature per il soccorso cardiologico nell’ambito dell’organizzazione dell’AAT 118 di Como e al sostegno dei vari progetti di Comocuore. Acquistando un certo quantitativo di confezioni di noci per se stessi o, nel caso di aziende, da donare come omaggio ai collaboratori oppure ai clienti e fornitori, si avrà un positivo ritorno di immagine e si diventerà protagonisti anche nel campo del sociale con un gesto che sicuramente verrà gradito da tutti. Le noci sono un alimento salvacuore che favorisce il mantenimento di un ottimale livello di colesterolo, riducendo dunque i rischi cardiovascolari. Chiunque desiderasse avere maggiori informazioni sull’iniziativa e sulle modalità di adesione, contatti lo 031-278862.

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Cuore in salita, successo assicurato anche questa volta 7

Un successo che ci ha ripagati di tante rinunce e amarezze: il “Cuore in salita” andato in scena sabato 18 settembre scorso - dopo oltre un anno di stop per la pandemia - si è rivelato come sempre imperdibile. Circa un centinaio le persone iscritte all’evento, suddivise in tre gruppi per evitare assembramenti e contatti troppo ravvicinati, che hanno potuto apprezzare la perfetta organizzazione di Comocuore realizzata d’intesa con il comando provinciale della Guardia di Finanza, cui va il nostro immenso grazie per essersi resi disponibili. Infatti la manifestazione si è svolta all’interno di Palazzo Terragni, ex Casa del Fascio, che appunto da diversi anni ospita il Corpo militare dove si sono svolte le consuete operazioni di prevenzione cardiovascolare. Ogni partecipante ha avuto modo di misurare in partenza la frequenza cardiaca e la saturazione dell’ossigeno nel sangue, poi ha potuto salire le due rampe di scale all’interno del palazzo e, una volta arrivato in cima, le infermiere volontarie della Croce Rossa affiancate da un medico di Comocuore, hanno provveduto a effettuare la medesime misurazioni per controllare i valori sotto sforzo. Una giornata decisamente speciale e per certi versi irripetibile, dal momento che non capita tutti i giorni di poter accedere liberamente a Palazzo Terragni e visitare il meraviglioso interno della struttura. Inoltre, a visita conclusa, i partecipanti hanno potuto ascoltare dalla voce di due fra i massimi esperti di architettura, l’arch. Mario di Salvo e l’ing. Clemente Taiana, una breve storia dell’ex Casa del Fascio, opera dell’architetto razionalista Giuseppe Terragni inaugurata nel 1936: l’edificio è stato utilizzato come sede del Partito Nazionale Fascista fino al 1945, quando la città di Como fu liberata dal regime fascista. Nell’occasione, inoltre, è stato con noi un artista che ha dimostrato di avere veramente un grande affetto verso Comocuore: Gregorio Mancino, poliedrico pittore milanese, il

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quale ha dipinto un centinaio di opere tutte a forma di cuore. Un immenso grazie, dunque, a tutti coloro che hanno favorito la perfetta esecuzione della giornata: dal colonnello Coppola della Guardia di Finanza, all’artista Gregorio Mancino, alle infermiere volontarie della Croce Rossa, ai nostri sponsor istituzionali, all’arch. Di Salvo e ing. Taiana, ai volontari di Comocuore che non mancano mai di essere presenti. Appuntamento per tutti all’anno prossimo!

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Olio extra vergine, le mille proprietà dell’oro verde 8

parte delle sue azioni virtuose, dalla protezione nei confronti del diabete e delle malattie cardiovascolari agli effetti antinfiammatori, dalla riduzione della pressione e del colesterolo al miglioramento della funzionalità gastrointestinale. E anche da cotto l’olio non perde molte delle sue qualità: uno studio dell’Università di Barcellona ha verificato che a 120° centigradi viene perso il 40% dei polifenoli, a 170° il 75%. “L’idrossitirosolo diminuisce più degli altri e complessivamente c’è una perdita, ma nonostante ciò i livelli di polifenoli presenti dopo la cottura restano elevati e sufficienti a raggiungere la dose che i regolamenti europei indicano come adeguata per proteggere da una dannosa ossidazione il colesterolo e gli altri lipidi nel sangue”, concludono gli autori. Alice Vigna Corriere.it LA FRUTTA SECCA INDIZIO DI SALUBRITÀ

Olio extravergine d’oliva: è uno degli alimenti su cui si sono accumulate le maggiori prove di utilità per la salute. Nuovi studi condotti grazie a Fondazione Umberto Veronesi stanno dimostrando che “l’oro verde” potrebbe anche contribuire a rallentare l’invecchiamento cognitivo: lo ha scoperto Giorgio D’Andrea, ricercatore dell’Istituto di biologia cellulare e neurobiologia del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) di Roma, con una ricerca che si sta focalizzando sull’idrossitirosolo, uno dei fenoli antiossidanti più abbondanti nell’olio extravergine d’oliva, e i suoi effetti sulle cellule staminali cerebrali. “Abbiamo già dimostrato che l’idrossitirosolo stimola la produzione di nuovi neuroni a partire da staminali – spiega D’Andrea -. Ora l’obiettivo è capire se aumentano effettivamente anche le capacità di apprendimento e di memoria”. L’effetto protettivo nei confronti della demenza, per esempio, è già stato provato negli animali da esperimento: Domenico Praticò della Temple University di Philadelphia lo ha verificato arricchendo con olio extravergine d’oliva la dieta di topolini modificati per sviluppare l’Alzheimer, scoprendo che riduce del 60% l’accumulo cerebrale di proteina tau, connessa alla patologia, e consente anche performance migliori nei test di memoria. Dati raccolti negli animali e da prendere con le pinze, ma sempre più prove comunque sembrano indicare che anche il sistema nervoso centrale tragga giovamento dal consumo di olio extravergine d’oliva grazie all’azione dei nutrienti di cui è ricco come le vitamine A ed E, i grassi mono e polinsaturi e soprattutto i polifenoli antiossidanti come l’idrossitirosolo, l’oleocantale e l’oleuropeina: diverse ricerche hanno dimostrato che possono proteggere dai danni dovuti allo stress ossidativo e l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, oltre ad averne approvato l’uso come integratori, ha raccomandato l’impiego di 20 grammi al giorno di olio extravergine d’oliva (pari a circa due cucchiai da tavola) per assicurarsi un effetto antiossidante sui lipidi del sangue. Proprio grazie ai polifenoli l’olio extravergine d’oliva esercita gran

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L’aggettivo “secco” fa pensare all’aridità di un suolo consumato, alla metafora di morte racchiusa in una foglia d’autunno. Ma la parola diventa indizio di salubrità non appena si associa ai frutti. Per secca si intende un tipo di frutta con pochissima acqua, suddivisa in due categorie: la frutta a guscio e la frutta polposa disidratata. NOCI & CO. – Nocciole, mandorle e arachidi sono esempi di frutta secca a guscio, detta anche oleosa o lipidica in quanto ricca di grassi. Si tratta però di grassi insaturi, benefici. I pistacchi o le noci, poi sono come integratori naturali e possiedono una quota di proteine (con un impatto sul clima molto più basso rispetto alle proteine animali). Nelle linee guida nazionali per una sana alimentazione sono consigliate un paio di porzioni alla settimana, ciascuna da 30 grammi. Può voler dire 7-8 noci per volta o anche 2-3 al giorno. Chi però riduce o elimina la carne e i latticini aumenterà le porzioni, che diventeranno anche quotidiane per i vegani. CASTAGNE – Frutta secca a guscio sono anche le castagne, ma la grande quantità di amidi le avvicina al pane più che alle nocciole. Sono ottime fonti di fibra, che è pari all’11% del frutto e che smorza l’indice glicemico, oltre a essere protettiva per il colon retto. Buona idea mangiarle al vapore o arrostite come spuntino e la farina, priva di glutine, è da provare pere pasta e dolci. FRUTTA DISIDRATATA – Albicocche essiccate o uvetta sultanina sono esempi di frutta secca polposa, detta glucidica. Gli zuccheri concentrati del frutto originario disidratato costituiscono circa il 70% del totale, ma l’abbondanza di fibre ne frena l’assorbimento. E non dimentichiamo la concentrazione di sostanze salutari, dal potassio agli antiossidanti. Comoda da tenere a casa, la frutta essiccata può fare parte in piccole dosi di una strategia utile per mangiare almeno un paio di porzioni di frutta al giorno, come raccomanda l’Organizzazione mondiale della sanità. Elisabetta Macorsini Biologa nutrizionista di Humanitas

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Green heART, si ricomincia anche con l’arte Manca ancora qualche tempo, è vero, ma per organizzare bene gli eventi è più che mai opportuno cominciare a muoversi con largo anticipo. Così la nostra associazione ha il piacere di comunicare la ripresa delle iniziative anche per quanto concerne il settore che riguarda l’arte. Dopo il successo di “Al cuor non si comanda”, la prima mostra mercato organizzata nel 2018, desideriamo continuare nell’intento di coinvolgere artisti comaschi e coloro che amano ed apprezzano l’arte per un evento che vuole mettere al centro le attività sociali di Comocuore in stretta relazione ad artisticità e temi di attualità. La seconda edizione della mostra mercato infatti avrà come titolo “Green heART” e sarà un percorso tra opere d’arte che verranno esposte nella nostra sede di via Rovelli a Como con la possibilità di acquisto, il tutto per sostenere le iniziative che Comocuore metterà in atto nell’ambito della prevenzione e della ricerca su alcune patologie cardiovascolari, anche in età infantile. La mostra collegherà l’espressione artistica ai temi della sostenibilità, dell’ambiente e del rispetto e della tutela della terra che abitiamo, il tutto esponendo le opere degli artisti locali che recepiranno l’invito a donare una loro opera (quadro, scultura o piccola installazione) sul tema “Green heART”. La donazione contribuirà ad allestire la mostra nella nostra sede ed a partecipare alla mostra mercato, veicolo di raccolta fondi per le specifiche attività di Comocuore. Il percorso mostra consentirà di visitare la sede comprendendone la strutturazione, i diversi luoghi dove si effettuano anche visite di prevenzione e i corsi di formazione, di conoscere l’associazione da vicino, ma anche di essere a contatto con un’espressione artistica eterogenea, che, ispirandosi al tema Green heART, proporrà al pubblico una serie di contenuti: dal rapporto tra uomo e natura, a quello della cura dell’ambiente, a quello del riutilizzo degli elementi, a quello tout court della bellezza del verde che ci circonda.

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La mostra, salvo nuove disposizioni in materia sanitaria, sarà inaugurata venerdì 11 febbraio 2022, nella sede di via Rovelli, con un evento serale in cui si presenteranno artisti, opere e – ovviamente – lo spirito dell’iniziativa. All’inaugurazione interverrà un critico d’arte e dell’iniziativa verrà data notizia anche dalle principali testale giornalistiche locali. Per gli artisti che intendessero partecipare ricordiamo che le opere potranno essere a tecnica libera e le dimensioni massime dovranno essere di un metro per lato per i quadri, mentre per le sculture e le installazioni le dimensioni massime dovranno essere di 50x60x30cm.

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LA COPPA ASTESANI IN FAVORE DI COMOCUORE

Si è svolta recentemente al Golf Club Lanzo la IX edizione della Coppa Popi Astesani, il cui ricavato è andato in beneficenza come ogni anno all’Associazione Comocuore Onlus. La gara è stata voluta dai famigliari di Popi Astesani, grande appassionato di golf e legato al Golf di Lanzo, per ricordarlo quando il 30 marzo 2013 è venuto a mancare improvvisamente a causa di un problema cardiaco e per aiutare chi del cuore ne ha fatto una ragione di vita come Comocuore che tanto ha fatto e sta facendo per le malattie cardiovascolari. Come ogni anno l’evento ha riscosso grande successo, la gara su 18 buche si è svolta con una formula luisiana medal a squadre di 4 giocatori e vi hanno preso parte 14 team complessivi per un totale di 56 giocatori. Una prova molto combattuta tant’è che le prime tre squadre hanno chiuso con lo stesso numero di colpi (53 colpi ovvero 15 colpi sotto al par). Oltre alle prime tre classificate cui è stata consegnata una coppa, è stata premiata anche la quarta squadra classificata con un buono cena all’Home Restaurant Palanzo. Durante la premiazione è intervenuto anche l’ex difensore dell’Inter e della nazionale Riccardo Ferri, il quale ha parlato di cuore e sport con particolare attenzione a quello che è successo al calciatore danese Christian Eriksen durante gli ultimi campionati Europei di calcio. Grazie a questa gara negli anni passati si sono potute sostenere le varie iniziative di Comocuore come “Il Cuore a scuola” grazie al quale è stato effettuato lo screening a circa 6000 bambini nelle scuole comasche, ed è stato possibile mantenere attivo il defibrillatore in uso al Golf di Lanzo e posizionarlo in una teca esterna così da essere a disposizione di tutta la comunità.

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Diabete e scompenso cardiaco: sorprese dai nuovi farmaci 10 di Santo Zerboni* Il diabete mellito tipo 2 rappresenta una delle malattie croniche più diffuse nella società moderna. Nel 2015, i soggetti diabetici nel mondo erano 415 milioni con una previsione di crescita fino a 642 milioni nel 2040. È noto l’impatto di questa malattia a livello cardiaco, renale e vascolare. Circa il 15% dei diabetici è affetto anche da coronaropatia, il 38% presenta una malattia renale cronica e il 3% una vasculopatia severa. Ne consegue la necessità del miglior trattamento possibile per il controllo della malattia e la prevenzione delle sue complicanze Fino a pochi anni fa nessun farmaco antidiabetico, oltre ad abbassare la glicemia, dimostrava avere un impatto sul rischio cardiovascolare di questi pazienti. Negli ultimi 10 anni sono state introdotte terapie innovative per il diabete e i nuovi farmaci sono stati valutati con ampi e numerosi studi clinici. Da segnalare due nuove classi di molecole, i GLP1- agonisti (acronimo che sta per Glucagon-Like Peptide Receptor Agonist) e i SGLT2 Inibitori (Sodium-Glucose CoTrasporter 2 Inibitors ). Queste ultime molecole, SGLP2-I, sono diventati capisaldi di terapia, per l’ intrinseca capacità nel garantire un miglior controllo della glicemia e per gli effetti che esercitano sull’apparato cardiovascolare. La terapia del diabete mellito tipo 2 sta pertanto subendo un radicale mutamento perché ora è possibile prefiggersi il duplice obbiettivo di controllare i livelli glicemici e contemporaneamente abbassare il rischio e complicanze cardiovascolari dei soggetti diabetici. Quattro diverse molecole di SGLT2 inibitori, note anche come Glifozine (Dapaglifozin Empaglifozim, Canagliflozin Ertuglifozin) sono state approvate dall’European Medicines Agency (EMA) dopo la conclusione di numerosi studi clinici, che avevano previsto anche valutazione di outcome (risultati) cardiovascolari. In questi studi, nei pazienti diabetici con malattia cardiovascolare, è stata raggiunta una riduzione del 38% della mortalità per eventi cardiovascolari con Empaglifozim, associata a una riduzione del tasso di ricoveri per scompenso cardiaco, del 33% con Canagliflozin. Le osservazioni derivate dagli studi farebbero emergere l’ipotesi di un “effetto di classe” delle glifozine. Sono stati pertanto costruiti due studi clinici per valutare se il beneficio su mortalità e riduzione del rischio recidiva di scompenso fosse presente e significativo anche nei pazienti non diabetici, con scompenso cardiaco già in terapia ottimale, utilizzando

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rispettivamente il Dapaglifozim e l’Empaglifozin. I due farmaci SGLT2, associati a terapia standard, hanno dimostrato di ridurre, in maniera significativa, le ospedalizzazioni per scompenso e i decessi per cause cardiovascolari sia nei diabetici che nei non diabetici. Come agiscono le glifozine? In un individuo con glicemia normale, la concentrazione di glucosio al rene, cioè ai nefroni, è pari a 162-180 grammi/die, quantità completamente riassorbita per opera dei co-trasportatori Sodio Glucosio (SGLT2 in particolare ): le “glifozine” bloccano il riassorbimento del glucosio e del sodio, favorendone l’escrezione renale; ne consegue una riduzione della glicemia, utile per il paziente diabetico e un effetto diuretico “intelligente” (diuresi osmotica), necessario al paziente scompensato. Sono stati segnalati altri effetti favorevoli di tali farmaci sul metabolismo mitocondriale delle cellule miocardiche, con conseguente miglioramento della attività contrattile. Per i promettenti risultati dimostrati nei primi studi clinici, l’EMA ha approvato l’utilizzo del dapaglifozin anche in assenza di diabete, nei pazienti con scompenso cardiaco e ridotta funzione ventricolare. Altri studi con dapagliflozin e empagliflozin hanno arruolato pazienti con insufficienza cardiaca ma con conservata funzione contrattile. I risultati, positivi, sono stati comunicati al recente Congresso Europeo di Cardiologia 2021 e sono di prossima pubblicazione. In conclusione: i farmaci SGLT2 inibitori pensati come terapia antidiabetica, validati da studi pubblicati, sono stati inseriti nelle linee guida ESC 2021. Si aggiunge pertanto un ulteriore supporto farmacologico alla categoria di pazienti diabetici o no, con scompenso cardiaco, già in terapia, alle dosi massimali tollerate, con quei farmaci che oggi sono i cardini della terapia dello scompenso, ovvero con i beta bloccanti, gli inibitori del sistema renina angiotensina, gli antagonisti dell’aldosterone. I SGLT2 inibitori si stanno affermando come una opzione terapeutica valida, sicura ed efficace, contribuendo a realizzare, con altri presidi, una vera e propria rivoluzione terapeutica nel trattamento dello scompenso cardiaco. *Cardiologo, vicepresidente di Comocuore

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Girovagando a Torino poi per Capodanno ai Castelli romani 12

Gli incantevoli borghi medievali toscani, poi le due perle del Tirreno: Capri e Procida. Girovagando ha dato decisamente il meglio di sé nella programmazione autunnale che ha fatto segnare la ripresa dei viaggi promossi da Onia D’Antuono assieme a Comocuore. Ma la voglia di scoprire nuovi itinerari non si ferma qui: per fine anno e per i primissimi mesi del 2022 sono in preparazione alcune “chicche” da non perdere e nei confronti delle quali è bene muoversi per tempo. Cominciamo da un viaggio breve di due giorni (10 e 11 dicembre) a Torino, capoluogo piemontese dove si è scritta una pagina importante della storia d’Italia. Torino è una città piena di fascino e di sorprese, una metropoli che ha saputo conservare nei secoli quel sapore di arcaico difficilmente riscontrabile altrove. Il viaggio proposto da Comocuore prevede la visita al Museo del cinema, uno dei più importanti del mondo ed è l’unico del genere in Italia. Il Museo ha sede nella suggestiva Mole Antonelliana, monumento simbolo della città ed opera dell’architetto Alessandro Antonelli. Inaugurato nel luglio del 2000, in occasione dei Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006 l’allestimento è stato rinnovato con nuove postazioni multimediali e interattive e con tre nuovi spazi dedicati al cinema western, ai musical e ai film di fantascienza. Nei due giorni sarà anche possibile effettuare una visita del Palazzo Reale. Nel cuore più antico della città sorge questa struttura, con la sua elegante facciata finemente barocca. Il

Sede dell’Associazione via Rovelli 8 - Como tel. 031.278862 - fax 031.3302831 email: info@comocuore.org www.comocuore.org Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18

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Palazzo Reale di Torino fu antico e prestigioso centro di potere della famiglia sabauda per tre secoli. Patrimonio dell’Unesco dal 1997, oggi questa maestosa reggia mostra con orgoglio la mano di tutti i celebri artisti che vi lavorarono tra il XVII e il XIX secolo, rendendola uno dei più importanti siti di interesse artistico e culturale della città. Per Capodanno la programmazione prevede, dal 30 dicembre al 2 gennaio, un tour alla scoperta dei Castelli romani. Le tappe previste saranno il primo giorno Cortona e Frascati. Poi il 31 tappa a Castel Gandolfo affacciato sul lago Albano e conosciuto per essere la residenza estiva dei Pontefici. Visita del Palazzo Pontificio risalente al 1600 e fatto costruire da Papa Urbano VIII. Il gran galà di Capodanno sarà invece ad Albano Laziale, mentre il 1° gennaio si visiteranno Ariccia e i borghi di Nemi e di Rocca di Papa. Domenica 2, ultimo giorno, con visita di Frascati, famosa per la presenza di 12 ville Tuscolane costruite dalla nobiltà papale fin dal XVI secolo, visita dei Giardini di Villa Torlonia e alla Cattedrale di S. Pietro Apostolo risalente al XVIII. Prima del rientro, proseguimento per Grottaferrata. Febbraio sarà il mese dell’Expo che nel 2022 si terrà a Dubai e Girovagando sta prendendo gli ultimi contatti per portare il gruppo a visitare la rassegna internazionale. Maggio e giugno, invece, avranno nel mirino altre due destinazioni di alto livello: un tour della Calabria e, in ambito europeo, le notti bianche in Svezia. Infine, ma qui siamo davvero ancora ben lontani dalla messa a punto del programma, si fa largo l’ipotesi di preparare un bel soggiorno a New York, città che non ha bisogno di presentazioni e che non ci si stanca mai di visitare. Seguiteci e preparate le valigie! PUOI EFFETTUARE LE TUE DONAZIONI ANCHE TRAMITE BONIFICO BANCARIO Comocuore vive grazie all’aiuto di tanti amici: i soci, in primo luogo, che con la loro iscrizione confermano la vicinanza all’associazione, ma anche molti privati che con le loro donazioni ci sono vicini. Ecco, gli estremi, per chi desiderasse aiutarci.

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Comocuore Onlus

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Presidente: Giovanni Ferrari Presidente onorario: Emiliana Viganò Vice presidente: Santo Zerboni Consiglieri: Sergio Baccaglini, Livia Beretta, Gianluca Botto, Gianstefano Buzzi, Alessandro Colombo, Pierluigi Comerio, Giovanni Corrado, Angela Chianese, Onia D’Antuono, Andrea Di Gregorio, Sergio Peronese, Maurizio Volontè Tesoriere: Fausta Faccetti Comitato scientifico: Gianluca Botto, Alberico Catapano, Giovanni Corrado, Giovanni Ferrari, Giuseppe Mancia, Peter Schwartz, Maurizio Volontè

Direttore Responsabile: Pierluigi Comerio Direttore Scientifico: Giovanni Ferrari Progetto grafico e impaginazione Alice Fattorini - BonBon Design Stampa: 2MV Grafica srl - Moncalieri (To) Stampa periodica d’informazione dell’Associazione Gianmario Beretta per la lotta contro l’infarto - Reg. Tribunale Como n. 10/91 del 17/4/91

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