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Edito da Communitas – www.communitasbs.it

anno II

Mensile gratuito di informazione locale – n° 5

MAGGIO 2006 In questo numero pag. 3

VILLACHIARA BORGO SAN GIACOMO • Genitori ed animatori per l’Oratorio • “Se son Rose fioriranno” giunge

alla quarta edizione pag. 4

ORZIVECCHI POMPIANO • Il Teatro Dialettale di Maria Filippini • La passione per il cinema passa dal "Giardino" • Staffetta podistica in pellegrinaggio a Lourdes

pag. 5

CORZANO - DELLO • Bargnano e Meano: dove il piccolo e' bello • La ProForma a Vancouver per la Fiera Internazionale "Globe 2006" • Sagra con il Vescovo

pag. 6

ORZINUOVI • Ovanengo e l'invernel de San Zors • Pannelli solari per la Casa di Riposo •Al Centro Diurno un corso di lingua che favorisce l'integrazione

pag. 7

ORZINUOVI • Grande successo del Cossali al Management Game • Primo maggio: il volo di "ALBATROS". •Quale destino per il campo sportivo comunale

Foto Valerio Gardoni

Editoriale

pagg. 8/9 SPECIALE REFERENDUM

La Costituzione, garanzia di democrazia e libertà La Costituzione non è una legge qualunque ma rappresenta nel contempo la base ed il vertice dell’ordinamento giuridico di un popolo e di una Nazione. Ma ancora prima del valore giuridico, essa ha un alto valore ideale in quanto nella Costituzione si raccolgono sinteticamente tutta la storia e le speranze di un popolo e di una nazione, cioè della Patria. Non è quindi un caso, citando due esempi molto vicini a noi, che la Costituzione degli Stati Uniti d’America, tutt’ora in vigore, risalga al 1787, cioè all’indomani della vittoriosa guerra di indipendenza delle tredici ex colonie nordamericane contro la madrepatria britannica e la Costituzione francese voluta da De Gaulle nel 1958 si apra richiamando solennemente la fedeltà del popolo francese ai diritti dell’uomo definiti dalla Dichirazione del 1789, all’inizio della rivoluzione francese. La Costituzione, quindi, segna i momenti fondamentali della storia di un popolo e per sua natura è destinata a durare nel tempo, rappresentando il solenne pactum societatis su cui si fonda la Nazione ed in cui tutti i cittadini si riconoscono. Come è stato detto, la Costituzione rappresenta la cosa più importante che la generazione dei padri fondatori, dopo tante lotte e sacrifici, lascia in eredità ai figli ed ai figli dei figli perché non debbano più essere rivissuti quei difficili eccezionali momenti.

La nostra Costituzione Anche per l’Italia, all’indomani della caduta del fascismo e della guerra di liberazione, per ricostruire la democrazia nella libertà riconquistata, parve quindi naturale pensare ad una nuova Costituzione che fosse nel contempo degna conclusione della vicenda risorgimentale che aveva portato alla nascita della Nazione e garanzia per un futuro di libertà e democrazia. Lo Statuto albertino, che era stata la legge fondamentale del Regno d’Italia, era stato infatti concesso dal Re, nel 1848, senza passare attraverso alcuna approvazione popolare. Il 2 giugno 1946 venne pertanto eletta a suffragio universale (con la partecipazione per la prima volta anche delle donne che sino al allora erano sempre state escluse dall’elettorato), l’Assemblea Costituente che lavorando dal giugno 1946 al dicembre 1947 redasse un testo che venne infine approvato dai rappresentanti eletti di tutti i partiti ricostituitisi all’indomani della caduta della dittatura fascista presenti alla Costituente, dalla democrazia cristiana al partito comunista, dal partito socialista al partito liberale. (continua a pag 8 nello speciale Costituzione) Gianni Sabbadini, magistrato Nel sessantesimo anniversario della Costituente, 1946/2006

pag. 10

SPAZIO COMMUNITAS • Communitas: è già solo un anno!

pag. 11

CULTURA • Lettere al Direttore • Cinema: "IL CAIMANO" • Lessico dell’Educare

pag. 12

GLOBALE/LOCALE • Cose da piccoli: Birbanda! • Un futuro meno amaro scende in piazza il 21 maggio

pag. 13

AMBIENTE • Il Tiglio • Mille Miglia: che passione

pag. 14

QUINZANO - LOGRATO • Torna "Libri in Concerto" • Associazione "Sinapsi": festa e impegno sociale


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VILLACHIARA - BORGO SAN GIACOMO | 3

MAGGIO 2006 Villachiara

Genitori ed animatori per l’Oratorio Un ampio salone a pian terreno, con tavoli, sedie, calcetto, tam tam e ping pong; quattro aule per il catechismo al primo piano, un portichetto sotto l’aguzzo campanile della chiesa Parrocchiale, un campetto da calcio in terra battuta lungo le rive di una roggia cinqecentenaria: questo è l’oratorio San Luigi di Villachiara. Un gruppo di genitori e qualche giovane che da qualche anno, si impegna e si organizza per tenere aperto l’oratorio. Una scelta assecondata e sostenuta da don Francesco. Un modo come un altro per occuparsi dei propri figli insieme a quelli degli altri. In una maniera molto semplice: mettendo a disposizione del tempo libero per l’oratorio. Sui giornali o nelle città esperienze di questo tipo le chiamano le “banche del tempo”: si mette liberamente a disposizione del tempo e grazie a ciò si usufruisce di un “servizio”, si ha un’opportunità, di cui altrimenti non si potrebbe disporre. Un calendario che stabilisce i turni di apertura: c’è chi dà la disponibilità per il pomeriggio, chi per la sera, chi per il giovedì piuttosto che il venerdì, altri il sabato o la domenica. Nel giorno stabilito gli incaricati passano dal parroco per ritirare le chiavi ed aprono l’oratorio. C’era un qualche imbarazzo all’inizio, specialmente negli adulti che non avevano mai provato un’esperienza simile. Non si sapeva bene come fare, come rapportarsi ai ragazzi. Poi col tempo si impara. Diventa anche piacevole. Ragazzi che arrivano, che si incontrano, che si raccontano, che ripartono, che tornano, che si fermano, che stan-

no insieme; bambini che giocano, che corrono, che strillano felici di incontrare gli amici e di muoversi in un ambiente spazioso… A volte numerosi, a volte meno. I genitori di turno danno un’occhiata ai ragazzi, distribuiscono i giochi eventualmente richiesti, tengono in ordine i locali. Di tanto in tanto delle riunioni con don Francesco per accordarsi su come procedere: proposte e pareri diversi che si confrontano, decisioni che si prendono e che si rinviano. Ogni lunedì pomeriggio poi, un gruppo di mamme si impegna nelle pulizie dei locali: pavimenti da lavare, vetri da pulire, servizi da sistemare, ce n’è da fare… Anche questo è l’oratorio San Luigi di Villachiara. Forse una sua particolarità nella zona. Una recente e profonda ristrutturazione, di un paio di anni fa, ha rimesso a nuovo tutti i locali e gli impianti e li ha adeguati alle norme di sicurezza. Un mutuo per pagare le spese sostenute. Un proliferare di iniziative per raccogliere fondi per far fronte alle rate del mutuo stesso. Da quelle più semplici, come le tombolate, le lotterie, fino alle due edizioni, pienamente riuscite, della “Festa della Solidarietà”, che si svolgono a settembre ed alla cui realizzazione hanno lavorato decine e decine di persone. Un gruppo di catechisti e catechiste che ogni domenica mattina, da ottobre a maggio, assicura il catechismo a tutti i ragazzi delle elementari e delle medie. Due papà chitarristi che ogni venerdì sera provano nuo-

ve canzoni con un coro di bambini e ragazze per accompagnare la messa domenicale con i canti imparati. Un gruppo di animatori, spronati dall’instancabile suor Rosangela, che allestisce il presepio e il carro del carnevale, organizza la serata in occasione della Santa Lucia e prepara la vecchia, prepara una castagnata e la festa di San Luigi e Santa Agnese con la rappresentazione teatrale del “Bibiù”. Un pugno di ragazzi che sotto la guida di don Francesco e suor Rosangela progetta e realizza il

grest nel periodo estivo. Pure questo è l’oratorio San Luigi di Villachiara. Un luogo per stare insieme. Per fare gruppo, per stringere amicizie, per sentirsi parte della comunità in cui si vive. Per crescere. Per acquisire, attraverso esperienze genuine, i valori fondamentali della vita. Una piacevole avventura che val la pena di provare. Giuseppe Riccardi

Borgo San Giacomo

“Se son rose fioriranno” La manifestazione giunge alla quarta edizione La Primavera è ricca di appuntamenti a Borgo San Giacomo. Molte le manifestazioni organizzate dopo il lungo periodo invernale. Il Castello di Pdernello ospita in questi giorni lo spettacolo “Galileo Galilei: un processo” di Giacomo Andrico.

Il comitato promotore, presieduto da Fausto Rubetti, è riuscito anche questa volta ad organizzare una manifestazione unica nel suo genere, arricchita, oltre che dai fiori, dalle attività legate alla rosa: cibi, profumi, prodotti specifici all'essenza di rose, decorazioni artistiche su ceramica, decoupage e bigiotteria, pubblicazioni.

giornata. Non solo per rispondere di giardinaggio, ma su tutto ciò che questa pianta ha rappresentato nella sua lunga storia: simbologia sacra e profana, scritti poetici e antiche pitture raffigurano il fiore ammantandolo di significati. La mano dell'uomo ha curato e creato infinite varietà e con esse ha ricoperto statue, templi, chiese e giardini. Tutto questo da scoprire nella manifestazione "Se son rose fioriranno", ormai atteso e abituale appuntamento primaverile, sempre ricco di novità e piacevoli scoperte, vero e proprio fiore all'occhiello nelle esposizioni del nostro territorio. L'intreccio tra natura e cultura si palesa nel migliore dei modi, un invito a tutti per passare una piacevole giornata a Borgo San Giacomo. Gianluca Bono

Gianluca Bono

Fiori

Ma anche quest'anno l'appuntamento primaverile più atteso è la mostra-mercato "Se son rose fioriranno". La manifestazione, giunta alla sua quarta edizione, rappresenta una rara occasione per trovare riunite molte varietà di rose, dalle antiche alle moderne, grandi rampicanti e minuscole, in tutti i loro colori e bellezza, dando al pubblico l'opportunità di ammirarle ed acquistarle. La manifestazione, patrocinata dal comune di Borgo San Giacomo, si terrà domenica 28 maggio, nella verde cornice di piazza Rimembranze, aperta tutto il giorno con ingresso gratuito.

Altro elemento di novità è la mostra fotografica dedicata al nobile fiore e la possibilità di visitare, con una guida, i luoghi caratteristici di Borgo San Giacomo, le sue chiese, i suoi monumenti e palazzi e, grazie alla disponibilità della Fondazione, il castello di Padernello. "Una manifestazione dunque che unisce momenti culturali ad altrettanti piacevoli itinerari nell'universo Rosa dove gli appassionati, gli amanti del verde o i semplici visitatori hanno la possibilità di trascorrere una gradevole e rilassante giornata" assicura Rubetti, il quale con l'affiatato gruppo del comitato, garantisce una qualificata presenza durante tutta la

Da un giardino d'oro, - fra i cordoni di seta, le organze grigie, i velluti verdi e i dischi di cristallo che anneriscono come bronzo al sole, io vedo la digitale che si schiude sopra un tappeto di filigrane d'argento, d'occhi e di capigliature. Monete d'oro giallo sparse sull'agata, pilastri di mogano che sorreggono una cupola di smeraldi, mazzi di raso bianco e sottili verghe di rubino circondano la rosa d'acqua. Simili a uno dio dagli occhi enormi e azzurri e dalle forme nivee, il mare e il cielo attirano alle terrazze di marmo la folla delle giovani e forti rose. Arthur Rimbaud

Editore: Communitas - Associazione Culturale Sede in Orzinuovi, via Beethoven n. 6 sito associazione: www.communitasbs.it e-mail associazione: info@communitasbs.it sito giornale: www.communitasbs.it/bassavoce e-mail giornale: bassavoce@communitasbs.it Autorizzazione del Tribunale di Brescia n. 7/2005 del 28/02/05 Direttore Responsabile: Riccardo Caffi Redazione: Carla Baronchelli, Stefania Biatta, Mauro Cinquetti, Fulvio Cominotti, Giorgio Ferrari, Valerio Gardoni, Angelo Zucchi Progetto grafico: San Giorgio Editrice srl Unipersonale Via Fieschi, 2/14 – 16121 Genova www.sangiorgioeditrice.it info@sangiorgioeditrice.it Stampa: Color Art srl. - V. Industriale 24/26 Rodengo Saiano - BS In distribuzione gratuita in 11.000 copie a: Orzinuovi, Villachiara, Orzivecchi, Pompiano, Quinzano, Borgo San Giacomo, San Paolo, Lograto, Barbariga, Corzano, Dello, Mairano, Maclodio, Longhena, Brandico


4 | ORZIVECCHI – POMPIANO

MAGGIO 2006 Orzivecchi

Risate in Dialetto Le commedie dialettali sono diventate nel tempo un appuntamento fisso per gli abitanti di Orzivecchi, legati affettivamente a questo genere di rappresentazioni per aver più volte ospitato personaggi e interpreti di compagnie teatrali bresciane. Ma c’è un altro motivo, essenziale, che diventa occasione di vanto per gli orceani, fieri di avere tra loro un’artista: Maria Filippini. La brava ideatrice dei testi dal 1997 ad oggi ha scritto e pubblicato più di sessanta commedie, messe in scena da diversi gruppi teatrali, alcune molto apprezzate dalla critica per la qualità dei dialoghi, il linguaggio semplice e pulito, la comicità dei personaggi. Del resto il dialetto è una lingua straordinaria, capace di tradurre una gamma infinita di toni e di sfumature, comunicando emozioni in modo talvolta più efficace rispetto alla lingua italiana. Leggendo i testi della signora Filippini ci ritroviamo in un mondo fatto di personaggi spontanei e originali, che con la loro saggezza ci regalano frammenti di vita che esprimono il legame profondo con la terra e le tradizioni; quel saper sognare stando coi piedi per terra, senza rinunciare a nuove idee, allo slancio verso il futuro. Mescolando abilmente la dimensione della realtà quotidiana a quello dei desideri e delle passioni, Maria Filippini non giudica ma lascia che siano i suoi personaggi a ritrovare l’equilibrio cercando, attraverso l’ironia, la soluzione magica ad ogni difficoltà. Un piccolo tributo alla compagnia teatrale “Il Loggione” di Passirano che nel mese di aprile ha rappresentato una delle commedie dialettali della nostra compaesana Maria, commedia in tre atti dal titolo curioso “Chi el-el mat”.

E’ la storia di un uomo che, dopo vent’anni di coma, improvvisamente si risveglia e torna a casa; ad accoglierlo troverà un mondo sconosciuto e lontano dalle sue vecchie abitudini, trasformato dalla sete di ricchezza e benessere che ha reso i figli egoisti e indifferenti, la moglie infedele e il miglior amico un autentico opportunista, mentre il padre impazzito parla soltanto citando numeri che la badante russa riesce misteriosamente a tradurre.

Paradossalmente sarà proprio questo linguaggio privo di senso a dare lo spunto al protagonista, consentendogli di prendere le distanze dalle voci impazzite degli altri, per recuperare la propria identità. Luisa Paccani

Orzivecchi

La passione per il cinema passa dal "Giardino" Il cortometraggio STORIE INCOMPIUTE, già secondo classificato al Concorso Artistico Letterario LINETTI 2005 nella sezione Arti Gratifiche e Figurative, ha ricevuto anche una nomination al Concorso Nazionale per cortometraggi IL CORTO.IT, nella sezione "Corto Straniero". Realizzato dai ragazzi della classe seconda P del GIARDINO (sezione coordinata dell'I.I.S. "V.Dandolo" di Corzano) sotto la supervisione degli insegnanti coordinatori Vilma Razzi, Laura Zanazza e Giacomo Colossi, Storie Incompiute ha avuto per regista (ed attore) lo studente Ghous Mian Kaleem, ragazzo pachistano che studia ad Orzivecchi da tre anni, ed ha dovuto competere con ben 753 cortometraggi pervenuti a Roma da tutta l'Italia, e dall'estero. Il concorso IL CORTO.IT è sponsorizzato da alcuni anni direttamente dal Ministero dell'Istruzione, dalla Scuola di Cinema di Roma, dalla Magix (software house), da Musicfeel.com (realizza colonne sonore professionali per film), da Incomedia, da Tutto Digitale e dalla Casa Editrice Dino Audino. I cortometraggi premiati, come Storie Incompiute, sono stati poi inseriti nell'ARCHIVIO NAZIONALE DEI CORTOMETRAGGI di Roma, nato per scopi didattici, culturali e divulgativi. La premiazione dei Corti è avvenuta il cinque mar-

zo 2006 presso il WARNER VILLAGE MODERNO, in Piazza della Repubblica, sempre a Roma. La giuria che ha selezionato i vincitori ed ha elargito le nomination era composta da nomi prestigiosi del mondo del cinema italiano (ne ricordiamo solo uno, Romolo Guerrieri, regista che ha diretto Vittorio Gassman, Anita Ekberg, Eleonora Giorgi, Enrico Maria Salerno, Massimo Ranieri, Franco Nero, Tomas Milian, Lucia Bosè e molti altri ancora). Altro aspetto positivo per l'intero Istituto di Bargna-

no di Corzano, ed in particolare per il GIARDINO di Orzivecchi e per tutti i ragazzi ed i docenti che hanno lavorato con passione alla realizzazione del cortometraggio, riguarda il fatto che Storie Incompiute sarà proiettato in un cinema della capitale durante la "Notte Bianca Romana", il prossimo settembre. Sarebbe bello se qualche rappresentante della scuola potesse esserci. Manuel Merigo

Pompiano

Staffetta podistica: pellegrinaggio a Lourdes Il Gruppo Escursionisti e il Gruppo Podisti di Pompiano, collaborano all'organizzazione di uno speciale pellegrinaggio a Lourdes a piedi, con il sistema della staffetta in "contemporanea" (gruppetti di tre o quattro persone ciascuno, "seminati" lungo il percorso da automezzi, camminano per un tragitto di circa 20 chilometri, per essere poi "ripescati" dagli stessi automezzi e trasportati a fine tappa). Iniziativa ideata e programmata dal Parroco Don Carlo Gipponi. L'organizzazione (complicata ma non impossibile) presenta notevoli difficoltà, soprattutto dal punto di vista logistico, della sicurezza, dell'amalgama di un folto gruppo di persone, del trasporto, della parte turistico-religiosa, e del finanziamento. La parte logistica ci vede impegnati nello studio del percorso che abbiamo diviso in sei tappe (vedi allegato) ognuna delle quali suddivisa in tratti che verranno percorsi giornalmente dai vari gruppi. Prevede la partenza da Pompiano lunedì 26 giugno, tutti assieme fino alla Madonna dell'Oglio e poi a gruppetti, in 5 giorni raggiungeremo la città di Tarbes a circa 18 km. da Lourdes. Il sesto giorno tutti assieme percorreremo l'ultimo tragitto e a mezzogiorno dovremmo essere arrivati al Santuario. Due giorni di preghiera e, alle ore 13 di lunedì 3 luglio partenza per Montpellier dove trascorreremo la notte e, il giorno dopo, sosta a Nizza per il pranzo, visita al Santuario del Bambino di Praga a Arenzano e in serata arrivo a Pompiano. Nell'andata

pernotteremo in appositi centri (già prenotati in linea di massima per 40 posti). A Lourdes saremo alloggiati presso l'Hotel Miramont e a Montpellier presso l'Hotel Ibis Montpellier Centre (anche questi già preventivamente prenotati). Il problema della sicurezza prevede l'assicurazione degli automezzi e dei singoli "pellegrini" contro ogni forma di infortunio, malattia o qualsiasi accidente casuale. I partecipanti verranno organizzati in gruppetti legati da interesse personale e di affiatamento. Il trasporto verrà effettuato probabilmente con un pullman e due pulmini di supporto pronti ad intervenire in caso di forzata necessità. La parte turistico-religiosa è preparata dal nostro Parroco Don Carlo, ormai ottimo conoscitore del percorso in quanto ha già avuto esperienze simili in bicicletta. Il finanziamento di tutta l'operazione è l'ostacolo maggiore perché prevede oltre al vitto e all'alloggio per nove intere giornate, anche la spesa del trasporto (pullman e due pulmini) che verrà coperta da alcuni sponsor. Tutti i partecipanti avranno in dotazione apposite magliette offerte dalla Ditta Lartes di Pompiano. Luciano Ranzenigo


BARGNANO - DELLO | 5

MAGGIO 2006 Corzano

Bargnano e Meano: dove il piccolo e' bello Più che per il suo passato, Bargnano oggi è conosciuto per la presenza ed attività dell'Istituto di Istruzione Superiore " Vincenzo Dandolo", una prestigiosa realtà, nata dalla donazione della contessa Ermellina Maselli Dandolo nel 1909. L'Istituto è un bellissimo esempio di come un centro minore, fuori dalle grandi arterie di comunicazione, abbia saputo, con la qualità dei servizi offerti, sopperire a certi tipi di disagio che comunque, con le tecnologie oggi disponibili, rendono meno sfavorevole una siffatta dislocazione . Tornando tuttavia all'abitato, non si può sfuggire al suo prestigioso passato. Sicuramente già presente in età romana, unitamente alle altre due località comunali (significativi i loro suffissi), intorno all'anno mille vi si affermarono i Sala e poi i Bargnani che presero il nome dalla località. Nella chiesa di San Giovanni Battista, non più esistente dal 1570, sembrano siano stati sepolti i morti della battaglia di Maclodio dell'ottobre 1427. Storico evento che sancì il passaggio alla Serenissima Repubblica dell'ampio territorio che apparteneva al bresciano, bergamasco e cremasco. La parrocchiale, dedicata a San Pancrazio, pur ultimata nel 1473 grazie alla munificenza dei Bargnani, si presenta a noi essenzialmente nella versione della ricostruzione del 1742 e successivi apporti . L'interno, ad unica navata, oltre a tre pregevoli altari, conserva una pala attribuita ad Antonio Gandino . Le Via Crucis sono di un allievo di Sante Cattaneo, salodiano d'origine ma attivissimo anche nella Pianura (Verolavecchia, tanto per citare un luogo entro i confini provinciali). Poi i soliti Trainini, tra il 1908-1909 , restaurarono e decorarono volte

e pareti. Dell'antico castello non rimane praticamente nulla, se non una timida impronta nell'impianto urbanistico. Bella la vista sulla ruota del mulino, ora inattivo, e sulla retrostante torretta. A pochi chilometri Meano. Si presenta con un impianto urbanistico meno rilevante di Bargnano, ma più consistente come emergenza architettonica. La mole del "Castello", invero più dimora signorile che maniero fortificato, nonostante si presenti con i segni ancor ben evidenti del ponte levatoio, ha notevoli punti d'interesse. E' interamente realizzato in mattoni con altrettanti decori in cotto nelle finiture intorno alle aperture nord-ovest, con finissime formelle in cotto tutt'attorno alle finestre a forma arcuata. Disegni e tipologie d'esecuzione più proprie della cultura cremonese, comunque perlomeno dell'area geopolitica appartenuta al ducato di Milano che al mondo della Repubblica veneta in cui fra l'altro il bresciano era già inserito. Un comignolo monumentale, probabilmente tra i più possenti della provincia bresciana, caratterizza il prospetto d'ingresso. Anche tale presenza è poco bresciana visto che canne fumarie e comignoli nella nostra provincia non raggiungono quasi mai l'eccellenza. All'interno una sala con "elementi di pittura cortese nell'ambito del Ferramola". Sul lato meridionale, all'esterno della cinta muraria, una singolare ghiacciaia fuori terra, ormai snaturata dal suo utilizzo originario quantunque ancor ben attorniata da folta vegetazione, unico espediente allora per ottenere discreta

tenuta termica, prima dell'avvento della tecnologia del freddo. arch. Dezio Paoletti

Foto Dezio Paoletti

Dello

La ProForma a Vancouver per la Fiera Internazionale "Globe 2006" Chi va in Canada a Vancouver con l'idea e l'aspettativa di vedere una importante fiera internazionale nel settore ambientale come normalmente viene intesa in Italia, e in generale anche in Europa, può ad un primo momento rimanere spiazzato, ma dopo aver visto, alla fine di marzo, la manifestazione Globe 2006 di Vancouver, comprende perché questa iniziativa è definita "il più grande Evento del Nord America". In realtà questa fiera può essere definita come un incontro tecnico culturale sull'ambiente e su quanto di più innovativo esiste in campo ambientale dove, per assurdo, la parte minoritaria la giocavano proprio gli espositori, circa 200 complessivamente, ma in compenso erano quasi lo stesso numero le testate giornalistiche e televisive nazionali canadesi ed americane che davano visibilità alla manifestazione. Impressionante inoltre il numero di visitatori e delegazioni internazionali, tra cui quella italiana, presenti a questo incontro. In effetti gli organizzatori non potevano che puntare su una

forte presenza di stranieri per dare risalto alla manifestazione, visto l'ampio territorio canadese e la poca popolazione: la prima città importante del Canada considerabile

come bacino di utenza è Montreal che dista circa 2 ore di volo da Vancouver. Si pensi solo che dall'Italia in circa un'ora di volo si raggiungono tutte le maggiori città

Europee. Tra i visitatori vi era quindi una grandissima presenza dai vicini Stati Uniti, ed in ordine di presenza quantitativa America Latina, Cina e mondo asiatico in generale, Europei, mondo arabo e anche dal Sudafrica erano presenti esponenti delle istituzioni e degli industriali. La rappresentanza Italiana, ricevuta ufficialmente in due distinte occasioni sia dall'ambasciatore italiano a Vancouver sia dal Console Canadese dell'Ontario e dal Presidente della Camera di Commercio, era formata da circa 15 aziende. Brescia era rappresentata dalla PROFORMA di Dello, oltre che dal gruppo CONVECO di Capriano del Colle, operante nel settore del recupero energetico del biogas. Nei tre giorni della manifestazione, da Mercoledì a Venerdì, è stato un continuo di incontri tra delegazioni e i vari visitatori, più che tra le ditte espositrici, come se ogni visitatore fosse allo stesso tempo visitatore ed espositore. Un concetto quindi di manifestazione molto lontano dalla

nostra tradizionale fiera dove per riempire poli espostivi sempre più grandi ed i conseguenti costi di realizzazione si cerca di prendere più espositori possibili a volte anche poco inerenti al tema della fiera. Gli argomenti di maggior interesse presentati alla manifestazione sono state le fonti rinnovabili con particolare attenzione alle celle ad idrogeno per autotrazione. Il governo canadese sta infatti valutando l'ambizioso programma, visto che i veicoli funzionanti con questo carburante sono già disponibili sul mercato, di creare per il 2010, anno delle olimpiadi invernali proprio a Vancouver, una serie di distributori lungo la maggiore autostrada per consentire teoricamente a chi dovesse iniziare un viaggio con un auto ad idrogeno a Toronto di raggiungere Vancouver con punti di rifornimento garantiti. Barbara Forlani

Dello

Sagra con il Vescovo Tutto il paese festeggia i 40 anni di sacerdozio di monsignor Domenico Sigalini, Vescovo di Palestrina In occasione della festa del patrono San Giorgio, la comunità di Dello ha voluto ricordare il quarantesimo anno di ordinazione sacerdotale del suo illustre concittadino monsignor Domenico Sigalini, vescovo di Palestrina, invitandolo a presenziare alla cerimonia religiosa. Durante l'omelia il vescovo ha ripercorso brevemente le tappe del suo essere uomo di chiesa. E' stato ordinato sacerdote in una tiepida sera di aprile del 1966 nella chiesa parrocchiale di Dello dal vescovo di Brescia monsignor Luigi Morstabilini, alla presenza del giovane parroco don Serafino Capoferri e di tutti i componenti della sua numerosa famiglia, i nove fratelli e mamma e papà. Ha ricordato il contesto locale e sociale degli anni Sessanta: la vita del paese scorreva in maniera semplice, esistevano due canali televisivi nazionali, la voce della radio era il sistema informativo per eccellenza, si era concluso l'anno prima il Concilio Vaticano II. Si era anche alla vigilia dei grandi cambiamenti del '68, delle sommosse studentesche e delle rivolte sociali che di fatto, a distanza di tempo, hanno modificato il volto dell'Italia stessa. Alla sua ordinazione erano presenti anche i 25 diaconi della sua classe del seminario. Rievoca con piacere e con un filo di commozione la chiesa stracolma e le molte persone presenti del paese. Rammenta di quel giorno il suo passaggio da semplice diacono a sacerdote e come da giovane prete si sia sentito piacevolmente sradicato da se stesso, divenendo "uomo di chiesa". Le sue esperienze parrocchiali, Frontignano prima e Bargnano poi, sono state riportate alla memoria in modo molto lento, quasi come se si volesse riviverle. La voce ha iniziato invece a scorrere quando ha richiamato le altre tappe della sua carriera: gli anni

dell'insegnamento di matematica e fisica, i dodici anni di presenza a Roma e da ultimo la sua nomina a vescovo di Palestrina. Le ha passate in rassegna rapidamente, con l'umiltà e la semplicità che lo contraddistinguono. A Roma è stato assistente generale dell'Azione cattolica italiana, responsabile del Servizio Nazionale per la Pastorale Giovanile della Cei, assistente centrale del Mieac, Movimento di impegno educativo dell' Azione cattolica, ed esperto di pastorale giovanile per le diocesi italiane. Grande è la gioia nel ricordare le sue esperienze di prete, silenzioso e umile nel dimenticare di essere stato uno degli ideatori delle giornate mondiali della gioventù. Il vescovo ha tenuto a precisare di essere comunque e soprattutto un uomo di chiesa e un uomo della chiesa. Monsignor Sigalini ha avuto un pensiero speciale per Giovanni Paolo II che, incontrando i giovani durante la giornata mondiale della gioventù di Tor Vergata del 2000, aveva comunicato loro il significato e la grandezza dei valori religiosi che lui aveva portato nel mondo. Lo inorgoglisce la sequela delle vocazioni sopraggiunte a Dello dopo la sua, fra cui quella recente di don Ettore. Ha ringraziato il popolo palestrino per il suo affetto e ha espresso la propria gratitudine alla comunità dellese che gli regala, seppure a distanza, un grande sostegno. Vittorina Ferrari

..ma Tu conosci la BBS ? Vieni a Dello, a Palazzo Baronio in piazza Roma 72, Domenica 28 Maggio dalle 9 alle 18. I Volontari ti aspettano per farti conoscere L’Associazione , spiegarti che cosa facciamo, presentarti i Nuovi Volontari, farti salire sull’ambulanza e spiegarti come si utilizzano le attrezzature….. Sarà l’occasione per misurarti la Pressione Arteriosa e, se sei a digiuno, la glicemia.

Un simpatico palloncino omaggio per i più piccoli.


6 | ORZINUOVI

MAGGIO 2006 Orzinuovi

Pannelli solari per la Casa di Riposo Il CdA della Casa di riposo di Orzinuovi, centro di grandi dimensioni che ospita abitualmente più di 100 anziani, aveva maturato già da tempo l'esigenza di dotarsi di un impianto solare termico per la produzione di acqua calda in grado di ridurre sensibilmente la bolletta energetica, determinando un risparmio per le casse della fondazione. Nel caso specifico, l'uso dei pannelli solari si rivelava estremamente vantaggioso in quanto nelle case di riposo il consumo di acqua calda per usi sanitari raggiunge il picco durante il periodo estivo, in sintonia con l'andamento della produzione energetica di un impianto solare. L'ostacolo maggiore alla realizzazione dell'intervento era rappresentato dalla grande distanza (circa 50 metri) tra la centrale termica posta in un apposito locale a nord della struttura e la falda del tetto sulla quale dovevano essere installati i collettori solari. La sfida è stata raccolta dai tecnici della Elis Solare Srl, azienda di Trenzano attiva nel settore della energie rinnovabili e del risparmio energetico dal 2000, che ha curato la progettazione e l'installazione dell'impianto. Per l'intervento sono stati utilizzati 16 collettori solari piani di 2,57 mq ca-

Nella foto: I pannelli solari sul tetto della Casa di Riposo

dauno, dalle elevate prestazioni e resistenti a qualsiasi fattore meteorologico. I pannelli solari, raggruppati in moduli, sono stati disposti direttamente sulla copertura in tegole

creando una figura armonica sul tetto dell'edificio. Per rendere meno invasivo l'intervento, evitando fastidiose opere murarie, la caduta delle tubazioni è stata portata all'esterno e fatta correre lungo la parete dell'edificio in due falsi pluviali in rame. I circa 32000 kwh prodotti dall'impianto solare determinano una copertura complessiva superiore al 60% delle necessità energetiche ed un risparmio di 3600 mc di metano su base annuale. L'impianto solare è stato parzialmente finanziato dalla regione Lombardia con contributi a fondo perduto; la Regione riconosce infatti 0,30 euro per ogni kw termico prodotto dall'impianto fino ad un massimo del 25% del suo costo complessivo. L'azienda installatrice ha provveduto, oltre alla progettazione e alla posa dell'impianto, a presentare la pratica per l'ottenimento dei finanziamenti previsti. A.Z.

Orzinuovi

Ovanengo e l'invernel de San Zors Esile e aguzzo come la lancia di un cavaliere medievale. Così si presenta il campanile di Ovanengo a chi percorre il veloce rettilineo della strada provinciale tra Orzinuovi e Borgo San Giacomo. Appena sotto la torre, la semplice e slanciata facciata della parrocchiale esalta la verticalità dell'edificio religioso, quasi incombente sul basso profilo delle cascine e delle case rurali che gli stanno intorno. La chiesa di San Giorgio radica le sue fondamenta su un alto podio. In effetti il rilievo posto al centro del piccolo borgo ospitava un castello e la piazza e le strade che ne limitano il perimetro, ricalcano il fossato difensivo, in origine colmo d'acqua. Il nome Ovanengo ne svelerebbe l'ascendenza longobarda. E proprio agli ultimi decenni del secolo IX, in cui i Franchi di Carlo Magno si erano appena sostituiti al regno di Desiderio, risale l'inventario dei beni ordinato dalla badessa di San Salvatore di Brescia a tutela del patrimonio del suo monastero. Dal quale si ricava l'esistenza di una corte in Obeningus. Possessione che ad ovest confinava con la foresta planiziale influenzata dalle portate stagionali dell'Oglio, oggi parte integrante del territorio di Villachiara. Il bosco della corte era utilizzato per l'allevamento brado dei maiali; il pascolo per l'alimentazione degli ovini e dei buoi da lavoro; il seminativo, intervallato dalle vigne, forniva il sostentamento dei servi e dei manentes (livellari), oltre ai prodotti spettanti alle monache. Linea che toccava probabilmente la pieve di Mulzano dedicata a San Giorgio, oggi posta in fregio alla strada che da Orzinuovi scende a Villachiara. Il toponimo Mulzano indica un luogo umido e sortumoso. Dall'antica chiesa campestre che conobbe il massimo fulgore tra i secoli IX e XIV, prima di essere soppiantata dalle parrocchie, si incamminavano i

chierici per prestare i soccorsi spirituali alle rade popolazioni sparse sul territorio e ad essa accorrevano i fedeli per ricevere i conforti sacramentali. Stretto è sempre stato il legame di Ovanengo con la sua pieve. Con la crescita del vico (villaggio rurale), distante oltre un chilometro, la cura delle anime trasmigrò lentamente verso la chiesa di Santo Stefano sorta al suo centro, dove risiedeva un curato. Abbandonata dal capitolo dei presbiteri e dei chierici, la pieve decadde rapidamente. Con bolla papale del 1486, il suo cospicuo beneficio venne unito alla Mensa della Cattedrale di Brescia che assunse pure il patronato della nuova parrocchia di San Giorgio. Il degrado della vetusta chiesa giunse a tal punto che il vescovo Domenico Bollani nella sua visita pastorale del 1565 ne ordinò la demolizione. Compito portato a termine nel 1580 da San Carlo Borromeo che ne decretò l'abbattimento fino alle fondamenta e il recupero dei materiali a favore delle opere parrocchiali. A memoria dei posteri il cardinale volle che sul luogo fosse innalzata una croce. La parrocchia di Ovanengo ha ereditato dalla sua pieve la dedicazione a San Giorgio Martire che si festeggia il 23 aprile. Da un equivoco è nato il mito del santo cavaliere. Giorgio (nome greco dato a colui che lavora la terra), nativo della Cappadocia, venne infatti martirizzato a Lydda, in Palestina, forse nel 303, durante la persecuzione di Diocleziano. A trasformarne la figura leggendaria di cavaliere eroico e salvatore, che accese nel Medioevo la fantasia popolare e ispirò l'estro degli artisti, furono nel XII e XIII secolo il trovatore Wace e, soprattutto, Jacopo da Varagine (Varazze) con la sua Leggenda Aurea. Nota a tutti è la sua impresa liberatrice della città libica di Silene terrorizzata da un drago pestifero e sitibondo di sangue umano. Saputo che la

prossima vittima sacrificale sarebbe stata la giovane figlia del re, Giorgio montò a cavallo e affrontò il mostro trafiggendolo con la sua lancia. Nel tempo in cui le sagre di paese sono quasi del tutto scomparse, il 23 aprile si celebra ad Ovanengo solo una messa solenne. Dell'antica saggezza dei contadini sopravvive una espresione legata alle bizzarrie del tempo: l'invernel de San Zors (il piccolo inverno di San Giorgio). Capita spesso nell'ultima decade di aprile di imbattersi nel repentino ritorno della stagione fredda che interrompe brevemente la dolcezza e il rifiorire della primavera. Paolo Zanoni

Orzinuovi

Iniziative al Centro Diurno anziani “L. Nolli” Un corso di lingua che favorisce l’integrazione Nell'ottobre del 2001 il consiglio direttivo del Centro Diurno Anziani "L. Nolli" di Orzinuovi, decise di favorire l'incontro fra le famiglie orceane, che avevano come ospiti lavoratrici provenienti dai Paesi dell'Est e che operavano come assistenti di famigliari anziani, ma che, avendo poca dimestichezza con la lingua italiana, non riuscivano ad avere il necessario rapporto confidenziale con gli assistiti. Si diede vita ad una scuola di lingua italiana che aiutasse a superare l'ostacolo dell'incomunicabilità. Una scuola semplice, avente come finalità la possibilità, per chi la frequentava, di parlare correntemente l'italiano e quindi consentire alle assistenti domiciliari di integrarsi maggiormente con le famiglie ospitanti e anche con la comunità di Orzinuovi ed in particolare con il nostro Centro. Grazie all'impegno di Anna Maria Salvoni, responsabile dell'iniziativa, e di docenti, alcuni dei quali in pensione (Anna Maria Rubagotti, Maria Grandi, Gerevini Cominotti Enrica ed Egidio Iora) il Lunedì pomeriggio dalle ore 15 alle ore 17, incominciammo questa "avventura" che si è sviluppata anche con l'apporto di altre attività. Infatti, nel tempo, abbiamo organizzato gite a città d'arte con visite guidate a Cremona, Soncino, Caravaggio, favorendo approfondimenti culturali in luoghi significativi della cultura italiana a noi più vicina. Abbiamo posto anche particolare attenzione evidenziando alcuni aspetti di vita quotidiana di altri Paesi, in particolare dell'Ucraina, con la lettura di poesie tradotte in italiano, i Natali ortodossi, i canti popolari ucraini e quel-

li delle nostre "mondine". Nei tre anni di vita la scuola ha potuto incontrare 50 persone e continua la sua attività tuttora con la presenza ormai costante di 23/25 allieve che hanno ormai acquisito grande padronanza della lingua italiana e stanno ora approfondendo aspetti più ampi della nostra cultura quali la letteratura, la musica, la pittura e con alcuni cenni anche alla storia di Orzinuovi. La nostra associazione intende continuare questa opera mantenendo vivo il rapporto con le "badanti"di Orzinuovi e le famiglie che le ospitano e vorremmo programmare, in occasione del 10° anniversario di fondazione del Centro Diurno, che proporremo nel mese di settembre, una giornata che dia risalto al ruolo che le signore dell'Est hanno svolto, che stanno svolgendo e continueranno a svolgere nella nostra comunità. G. Paolo Festa


ORZINUOVI | 7

MAGGIO 2006 Orzinuovi

Grande successo del Cossali al Management Game Da alcuni anni ormai gli studenti delle classi quarte dell'Istituto Cossali hanno l'opportunità di cimentarsi con un gioco di competizione aziendale proposto dall'Associazione Industriale Bresciana con l'obiettivo di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro e alle problematiche aziendali. Il Management Game prevede che gli studenti suddivisi in squadre formate da quattro persone ciascuna simulino di essere lo staff dirigenziale di un' azienda. Negli anni passati si è trattato di aziende tessili, di telefonia mobile, ….nell' ultima edizione si producevano prodotti farmaceutici. Non potendo contare su conoscenze pregresse, gli studenti hanno dovuto analizzare il caso aziendale proposto, districarsi tra termini di significato complesso, oltre a cimentarsi con un software creato ad hoc ogni anno da una società di Informatica di Milano e imparare a prendere decisioni in termini di costi, impianti di produzione, prezzi di vendita, a fare investimenti in ricerca e sviluppo, a valutare budget finanziari... La prima fase del gioco si è svolta in Istituto con la partecipazione di centoventi studenti. I ragazzi si sono sfidati suddivisi per indirizzi e quattro squadre ( Itis, Liceo, Geometri, Igea ) si sono qualificate alla Gara Provinciale, tenutasi il 1 aprile presso la facoltà di Ingegneria dell'Università Statale di Brescia. Le nostre squadre hanno giocato molto bene e due di esse hanno conquistato il podio: i ragazzi del Liceo (Bazzardi, Brignoli, Gardoni e Riccardi ) sono arrivati primi e quel-

li dei Geometri (Franzoni, Manini, Mariotti e Piovanelli ) sono arrivati terzi. Le due squadre del Cossali sono state perciò chiamate a rappresentare la provincia di Brescia, insieme all'Itis di Lonato, in un'altra importante sfida: la gara Regionale che si è disputata negli stessi ambienti della facoltà di Ingegneria dell'Università Statale di Brescia sabato 22 aprile. A concorrere con i nostri ragazzi per aggiudicarsi la vittoria c'erano tre squadre della provincia di Cremona, tre di Varese e tre di Monza. La sfida Regionale è stata appassionante, ben presentata ed organizzata, con livelli di complessità ancora maggiori rispetto alla gara d'Istituto e a quella Provinciale: la presenza di tre mercati, un'ulteriore area produttiva, la possibilità di poter emettere, vendere ed acquistare azioni, round di gioco molto brevi. Le nostre squadre si sono difese bene e un po' a sorpresa, in riferimento ad una partenza apparentemente in difficoltà, il team dei Geometri ha effettuato un grande rimonta e nell'ultimo round di gioco ha superato tutti gli avversari . Così Dario Franzoni, Christian Manini, Manuel Mariotti e Loris Piovanelli della classe 4° A Progetto Cinque si sono aggiudicati il titolo di Campioni Regionali e hanno ricevuto dai Giovani Imprenditori Bresciani e di Confindustria un computer portatile ciascuno. Particolarmente apprezzate dagli industriali sono state le strategie di gioco utilizzate dai ragazzi, le brillanti intuizioni e soprattutto la tenacia che li ha portati a non

Da sinistra verso destra ci sono i ragazzi dei Geometri: Dario Franzoni, Christian Manini, Manuel Mariotti e Loris Piovanelli, Campioni Regionali e i ragazzi del Liceo: Stefano Brignoli, Marco Riccardi, Andrea Gardoni e Fabio Bazzardi, Campioni Provinciali.

arrendersi sui primi risultati e a continuare a meditare sulle scelte effettuate, a consultarsi ed a correggere il tiro fino allo sprint finale. Festosa accoglienza ovviamente hanno avuto gli studenti al loro ritorno a scuola e molti complimenti da parte di compagni di classe, insegnanti e Dirigente Scolastico. Oltre alla vittoria resta comunque il valore di un progetto sì molto impegnativo ma che ha coinvolto un eleva-

to numero di studenti, ha suscitato interesse e ha portato i ragazzi ad affrontare problemi nuovi, a formulare ipotesi di soluzione, a lavorare in equipe, ad individuare correlazioni tra variabili, E' stata l'occasione di vedere una realtà diversa dalla routine scolastica, che non la sostituisce né la esclude, ma in qualche modo la arricchisce e la completa. Prof.ssa Santina Ratti

Lettere al Direttore

Quale destino per il campo sportivo comunale? Caro Direttore, Orzinuovi, città di fondazione nata nel 1193, durante i secoli si sviluppa, si dota di strutture difensive e con Venezia arriva ad essere una fortezza di eccezionale importanza militare.Con la caduta della Repubblica Veneta e la dominazione Austriaca la fortezza perde il suo valore strategico, le mura vanno in rovina e vengono in gran parte demolite, i bastioni ed i fossati difensivi vengono spianati dando origine a spazi notevoli esternamente al tracciato murario che i bisogni collettivi vanno man mano ad occupare: a nord lo spiazzo del mercato zootecnico-agricolo, a sud il parco delle Rimembranze ed il campo sportivo comunale che si salda ad un'altra importante struttura pubblica comunale che sono le scuole materne ed elementari, dando origine ad un continuum nord-sud di proprietà pubblica al servizio di tutta la comunità che è sempre stato salvaguardato.Il campo sportivo comunale si colloca a pieno titolo in questo contesto, così come la torre dell'acquedotto, realizzata appena dopo il campo e che, con la sua presenza, caratterizza l'intera zona: bell'esempio, insieme all'ingresso al campo, di architettura del Ventennio, che meritano ogni riguardo quali testimonianze storiche e culturali.Ogni struttura di contorno del campo sportivo è prova concreta di reali bisogni della popolazione orceana, emersi nei vari periodi storici: bisogno di difesa (le mura), bisogno di accrescimento culturale (le scuole), bisogno di migliorare la qualità della vita (lo stesso

campo, i giardini, la torre dell'acquedotto). Il campo sportivo è dentro un periodo storico - politico in cui si era iniziato a capire che lo sport e l'attività fisica in generale non erano solo esercizi per bontemponi, ma potenti mezzi di salutare crescita fisica e psicologica, in particolare per i giovani. Ed è stato elemento di coesione sociale sin dalla sua costruzione se è vero, come riferivano le cronache di allora, che molti orceani, sia economicamente sia con lavoro gratuito, hanno contribuito alla sua realizzazione. Uno slancio popolare, solidaristico e spontaneo che ricorda tempi antichi, in cui cittadini di ogni ceto sociale collaboravano alla costruzione di opere pubbliche: chiese, torri civiche, palazzi municipali, bonifiche. Il campo sportivo ha poi accomunato molte generazioni di giovani e meno giovani, nella passione per la pratica sportiva, sia come attori che come spettatori. Nel 1919 è nata la società di calcio "Orceana", tuttora attiva, che nella sua storia migliore ha dato lustro e rinomanza ad Orzinuovi, anche fuori dai confini provinciali e regionali. In definitiva il campo sportivo è una tessera importante del prezioso mosaico costituito dalle chiese orceane, dalle piazze, dal castello, dal municipio, dall'ospedale, dal parco caduti, dal notevole patrimonio artistico esistente. E' un mosaico costruito pezzo per pezzo nel tempo, identificativo di una comunità attiva e perspicace, attenta a soddisfare, con strutture adeguate, i bisogni e le necessità che l'evoluzione della vita comunitaria man mano faceva emergere. Per queste ra-

Orzinuovi

Primo maggio: il volo di "ALBATROS" L'albatro è uno strano uccello: elegante e possente quando si libra alto nel cielo, goffo e sbilenco quando è costretto a terra. Così alle volte è anche per noi del collettivo "ALBATROS", che da tre anni ci ostiniamo ad essere presenti in piazza ad Orzinuovi con una maniFESTAzione/concerto sui temi dello sfruttamento del lavoro dei bambini e delle bambine del sud del mondo, sui loro diritti ad una vita sana, libera e degna. Alle volte basta un tempo non propriamente amico come quello incontrato quest'anno, o un primo maggio arrivato alla fine di una lunga serie di ponti, e ci sentiamo un po' goffi e sbilenchi, di non essere "abbastanza" per il compito che ci siamo assunti. Ma poi basta che la musica cominci, che la gente intorno a noi cominci a muoversi, a vibrare di buone cose e ci sembra di tornare nel cielo aperto. Come è andata questa terza edizione del nostro Primo Maggio? Bene. C'era gente giovane e interessata ai messaggi delle molte organizzazioni di solidarietà che ormai tradizionalmente sono con noi e che hanno potuto illustrare anche ufficialmente le loro iniziative generali e specifiche per i bambini e i minori (citiamo a solo titolo d'esempio l'iniziativa di Amnesty International per i diritti dei bambini migranti). Soprattutto, ci è parso, c'era in tutti la voglia di non fare cadere l'attenzione dai problemi del lavoro minorile e dai problemi dei bambini di tutti i "sud"

del mondo, degli sfruttamenti di ogni tipo cui sono sottoposti ancora milioni e milioni di bambini e bambine, ma anche della condizione di degrado e miseria materiale e morale in cui sono costretti a vivere molti bambini e bambine anche nel nostro civilissimo occidente, sempre pronto a mettere sul mercato un nuovo tipo di pannolini o una nuova merendina e ancor più pronto a fingere di non vedere, non sentire e non parlare delle ingiustizie patite dai più deboli di noi. E' questo l'obiettivo che la nostra iniziativa si pone o almeno vorrebbe porsi: non fare scemare l'attenzione, informare, far passare dalla commozione che si scioglie in qualche invio di SMS per qualche iniziativa umanitaria a comportamenti personali e collettivi più giusti, rispettosi dei diritti di tutti, concretamente solidali.Soprattutto vorremmo riuscire a legare il nostro impegno per l'affermazione dei diritti dei bambini dei sud del mondo con le specificità e i problemi del "vissuto" che sta intorno a noi: la qualità della scuola, il precariato, la marginalizzazione e l'emarginazione di ampie fasce del mondo giovanile.Sono questi i temi su cui vorremmo riuscire a confrontarci da qui al prossimo maggio.. Perché ci sarà un prossimo Primo Maggio. E gli ALBATROS torneranno a volare. E chi vuole può sin d'ora farlo con noi. Cercateci. Collettivo ALBATROS Orzinuovi

gioni si è costituito il Comitato Civico per la salvaguardia dell'area del Campo Sportivo di Orzinuovi.Il Comitato si propone di esprimere il proprio parere e sottoporlo alle autorità politico amministrative di Orzinuovi, affinché l'area del campo sportivo di Viale Bainsizza rimanga interamente nelle disponibilità del Comune di Orzinuovi quando verrà costruito il nuovo campo di calcio in via Maglio. L'area non dovrà ad alcun titolo diventare luogo di costruzioni private né totalmente né parzialmente, in modo che possa rimanere un bene della comunità come lo è stato per tanti anni, per soddisfare i bisogni della stessa che si configurano o nella realizzazione di strutture per la vicina scuola e per l'Asilo Garibaldi (palestra, mensa, sala riunioni, teatro, campo per esercizi di sport all'aperto, giardini), o infrastrutture comunitarie.Il Comitato si attiverà per raccogliere il più largo numero di adesioni tra la cittadinanza. Comitato Civico per la salvaguardia dell'area del Campo Sportivo di Orzinuovi


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MAGGIO 2006

Referendum confermativo sulla riforma della Costituzione (continua da pagina 1)

Il contenuto della riforma

Nonostante la cortina di ferro scesa fra est e ovest e l’inizio della guerra fredda, in seno all’Assemblea Costituente non vennero infatti mai meno l’impegno e la solidarietà fra tutte queste forze nel redarre la Costituzione. E già questo ha del miracoloso! Da questo impegno è uscita una grande Costituzione, fondata sui principi di democrazia e di libertà, espressione della nostra storia e della migliore tradizione giuridica di questo Paese e nel contempo moderna ed aperta al futuro, specie nei principi e nei diritti che per la prima volta in Italia venivano solennemente affermati, pensiamo al diritto al lavoro o al diritto all’istruzione o al diritto alla salute. Ora, questa Costituzione che ha accompagnato l’Italia nella grande rivolu-

Il contenuto della riforma poi è ancora peggio da un punto di vista tecnico-giuridico e non a caso quasi tutti i professori di diritto costituzionale lo hanno praticamente bocciato. Sappiamo infatti che le costituzioni moderne si compongono generalmente di due parti, una dedicata ai diritti ed ai doveri dei cittadini ed una dedicata all'organizzazione dello Stato e degli altri Enti e poteri pubblici. Le due parti però sono fra loro collegate e l'una riverbera i suoi effetti sull'altra. Pensiamo ad esempio ai tradizionali diritti di libertà (libertà di parola, di pensiero, di stampa, etc.) che evidentemente possono trovare adeguata tutela, in concreto, solo all'interno di uno Stato di diritto in cui vi siano dei giudici veramente indipendenti che li possano garantire. Ebbene, nel nostro caso su 139 articoli della Costituzione, ne vengono modificati più di cinquanta, ed in particolare ne vengono modificati 53 su 70 della seconda parte della Costituzione che, evidentemente, ne esce così completamente stravolta nel suo insieme. Ad una repubblica parlamentare, incentrata sul Parlamento che dà o nega la fiducia al Governo e con un Presidente della Repubblica quale supremo garante ed equilibratore del sistema, viene sostituito un ordinamento il cui perno è rappresentato da un uomo solo, il Primo Ministro eletto direttamente dal popolo, che nomina e revoca i ministri e che ha nelle sua mani anche il potere di sciogliere la Camera dei deputati qualora questa lo sfiduci, essendo possibile la sostituzione del primo ministro solo nell'ambito della stessa maggioranza espressa dalle elezioni. A sua volta questo Primo Ministro così potente potrebbe però finire ostaggio dell'altro ramo del Parlamento, il Senato, che diventato Senato federale della Repubblica viene eletto contestualmente ai consigli regionali, non ha alcun rapporto fiduciario con il Primo Ministro e non può essere sciolto prima della scadenza del termine naturale. Nella nuova Costituzione infatti Camera e Senato hanno poteri e funzioni diversi e questa distinzione si giustifica, in teoria, con la suddivisione delle materie di rispettiva competenza. Si passa infatti da un sistema bicamerale perfetto molto semplice, in cui ognuna delle due camere ha i medesimi poteri e competenze, ad un sistema assai più complesso in cui vi sono materie di competenza esclusiva dello Stato su cui legifera la Camera dei Deputati, materie di legislazione concorrente (in cui la potestà legislativa dello Stato è limitata alla determinazione dei principi fondamentali) su cui è competente a legiferare il Senato federale ed infine materie per cui la funzione legislativa è esercitata collettivamente dalle due Camere. Per stabilire poi un minimo di collegamento fra Governo e Senato federale, si prevede che il Primo Ministro con l'autorizzazione del Presidente della Repubblica possa chiedere modifiche ad un disegno di legge all'esame del Senato federale quando si tratti di materie essenziali per l'attuazione del programma di governo o comunque rilevanti per l'interesse nazionale ed in questo caso, qualora il Senato non accolga queste modifiche, il disegno di legge è trasmesso per la sua approvazione alla Camera dei Deputati, sottraendolo al Senato. Infine, è riservata ai presidenti delle due camere, d'intesa tra loro, la non facile decisione sulla questione delle materie di rispettiva competenza delle due camere. Quanto al Presidente della Repubblica, esso viene ridotto ad un ruolo meramente notarile, privato com'è del fondamentale potere che oggi ha di scegliere il primo ministro e di sciogliere le camere. Viene poi parzialmente riscritto ancora una volta il sistema delle autonomie locali, peraltro già malamente riformato nel 2001, prevedendo materie di competenza esclusiva dello Stato, materie di competenza esclusiva

Il Senatore a vita Scalfaro apre la raccolta delle firme per chiedere il Referendum

zione del dopoguerra che ha visto un Paese agricolo ed arretrato trasformarsi in un Paese sviluppato e moderno, questa Costituzione che ha permesso di superare momenti terribili come il terrorismo politico e mafioso, questa Costituzione ancora non applicata in tante parti importanti, viene messa in discussione da persone e per motivi che lasciano, a dir poco, perplessi. Per nostra fortuna, infatti, non vi sono all'orizzonte scelte storiche da compiere, non usciamo da una guerra interna o esterna nè si vedono grandi personaggi che hanno conquistato sul campo di battaglia il loro diritto a rifondare la nazione, non c'è nessun movimento di popolo che chiede una nuova costituzione e non è stata eletta nessuna assemblea costituente per questo compito…. All'origine di tutto ciò vi è solo una maggioranza di governo che si è arrogata il diritto di rappresentare tutta la Nazione, vi sono quattro, diconsi quattro, esponenti di partito, neppure fra i più illustri, i così detti quattro saggi, della cui attitudine a porsi come padri della Patria nessuno fino al allora si era accorto, che in una baita di montagna nell'agosto del 2003, in una decina di giorni, hanno predisposto un testo che è stato poi approvato dal Consiglio dei Ministri e quindi presentato al Parlamento che, sempre con i soli voti della maggioranza governativa, l'ha approvato, pur fra tante perplessità. Nessun emendamento proposto dall'opposizione è stato accolto; il testo definitivo è quindi quello voluto e approvato dalla sola maggioranza governativa della scorsa legislatura. Quindi, si può ben dire, che il nuovo testo costituzionale come risulta dalla riforma rappresenta solo ed esclusivamente quella maggioranza governativa che, all'esito delle recenti elezioni, abbiamo visto non rappresentare più la maggioranza degli italiani, e già questo è assolutamente anomalo per una testo costituzionale che deve rappresentare tutto il Paese, presente e futuro.

La firma solenne della Costituzione nel dicembre del 1947

delle Regioni (come l'assistenza e l'organizzazione sanitaria, l'organizzazione scolastica, la polizia amministrativa) e materie di legislazione concorrente Stato-Regioni. Il prolisso elenco delle varie materie di rispettiva competenza e la loro parziale sovrapposizione fa facilmente prevedere numerosi ed inevitabili conflitti fra Stato e Regioni che dovranno essere risolti dalla Corte Costituzionale. Non solo, ma qualora il Governo ritenga che una legge regionale pregiudichi comunque l'interesse nazionale della Repubblica, a prescindere quindi dalla valutazione della Corte Costituzionale, si prevede che la questione possa essere sottoposta al Parlamento in seduta comune, il quale potrà annullare la legge regionale in questione. Da ultimo, si ritocca la composizione e le comptenze della Corte Costituzionale prevedendo che quattro dei quindici giudici siano eletti dal Senato federale, così aumentando il numero dei giudici di nomina politica, e si estende ai comuni, alle provincie ed alle città metropolitane la possibilità di promuovere il giudizio di costituzionalità delle leggi dello Stato e delle Regioni. Conclusioni In definitiva, mi pare di poter ben dire che siamo di fronte ad una riforma costituzionale miope, che guarda all'indietro e cerca così di garantire alcuni specifici interessi di assai corto respiro, degni più della cronaca che della storia. Così abbiamo la norma anti ribaltone per garantire Berlusconi, il Senato federale per compiacere Bossi, l'elezione diretta del Primo Ministro per accontentare Fini, ma dalla giustapposizione dei vari interessi non ne esce un insieme armonioso ma piuttosto un sistema squilibrato, tendenzialmente centrifugo, in cui ogni potere è armato contro l'altro. E' facile prevedere che le nuove norme saranno fonte inevitabile di continui conflitti fra i poteri dello Stato e fra lo Stato e gli enti locali, conflitti che potrebbero portare anche alla paralisi delle istituzioni ed al loro degrado, posto che gli strumenti per la composizione delle liti appaiono assolutamente inadeguati ed impari al compito. Anche il linguaggio usato, così importante in un testo così solenne, appare retorico e vuoto, ai limiti dell'indeterminatezza, se pensiamo a parole come "unità federale della Repubblica" o "interesse nazionale della Repubblica". In definitiva, l'impressione è che siamo di fronte ad un gran pasticcio messo assieme per garantire interessi particolari e che potrebbe portare alla pratica ingovernabilità del Paese, un po' sull'esempio dell'esito dell'ultima legge elettorale approvata non a caso dalla medesima maggioranza e che ha portato alla difficile situazione a tutti nota. Ora, forse è il caso di ricordarci che la Costituzione e le Istituzioni del Paese sono di tutti, esse non possono essere lasciate nelle mani del Governo o di una semplice maggioranza parlamentare per definizione temporanei o peggio ancora, essere usate per regolare i conti fra i partiti della coalizione di governo. E' quindi auspicabile che nel prossimo referendum confermativo i cittadini rispondano con un preciso ed inequivoco no, no a questa riforma pasticciata, no a questo tentativo miope di stravolgere la Costituzione per l'interesse di pochi. Se alcune modifiche alla Costituzione sono da fare, esse dovranno comunque essere limitate e soprattutto condivise da tutti. Gianni Sabbadini, magistrato Nel sessantesimo anniversario della Costituente, 1946/2006


SPECIALE REFERENDUM | 9

MAGGIO 2006

Perchè il referendum confermativo del 25 giugno Per entrare in vigore, la riforma della Costituzione dovrà passare il giudizio del referendum confermativo. Il referendum è possibile quando, come è accaduto questa volta, la Costituzione è stata modificata senza la maggioranza dei due terzi dei votanti alla Camera e al Senato. Si tratta di un meccanismo di "difesa" della stessa Costituzione, che chiede al Parlamento una maggioranza ampia per procedere a modifiche della Carta fondamentale che riguarda la vita e le regole di tutti i cittadini. Così non è stato in questo caso: la modifica è passata infatti a maggioranza semplice (per esempio l'ultimo voto al senato: 170 sì, 132 no, 3 astenuti) Non c'è quorum Hanno diritto di partecipare al referendum tutti i cittadini chiamati ad eleggere la Camera dei deputati e per la sua validità non sono richiesti quorum pertanto la votazione sarà valida indipendentemente dal numero di persone che decideranno di esercitare il diritto di voto.

La consultazione referendaria, che si svolgerà il 25 e il 26 giugno 2006, deciderà definitivamente se la modifica introdotta dalla legge "sulla devolution e sul premierato forte" potrà entrare in vigore. Sì o No alla Riforma Il quesito che troveremo sulla scheda ci chiederà se approviamo il testo della legge costituzionale... Quindi, dal momento che non si tratta (come solitamente avviene ) di un referendum abrogativo, chi non è d'ccordo con la riforma della Costituzione risponderà con un no, mentre chi approva la riforma dovrà barrare il sì. Si tratta quindi un appuntamento importante che non va assolutamente sottovalutato.

Con la modifica di 52 articoli sui 78 effettivi della Parte II della Costituzione la Repubblica Italiana subisce un cambiamento radicale e vengono trasformate le istituzioni democratiche del paese. Ecco come: PARLAMENTO

Costituzione in vigore

Riforma

Camera: 630 deputati, la cui età minima deve essere 25 anni. Senato: 315 senatori, età minima 40 anni. A questi si aggiungono i senatori a vita (ex presidenti della Repubblica) e quelli nominati dal Capo dello Stato.

Camera: 518 deputati, di cui 18 eletti dagli italiani all'estero, più i deputati a vita (massimo tre); età minima 21 anni. Senato Federale : 252 senatori eletti in ciascuna regione insieme ai consigli regionali; età minima 25 anni.

ITER DELLE LEGGI Il "bicameralismo perfetto" attribuisce a Camera e Senato identiche competenze. Ogni legge per essere approvata deve ottenere il "si" di entrambi i rami del Parlamento.

La Camera discute e approva le leggi sulle materie riservate allo Stato. Il Senato ha 30 gg. per proporre modifiche ma è la Camera che decide in via definitiva. Al Senato spetta la competenza primaria sulle materie riservate sia allo Stato che alle Regioni.

PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

Salviamo la Costituzione Lo scorso 16 novembre, con i voti della sola maggioranza di Governo, è stata approvata una riforma che stravolge la Costituzione italiana, approvata nel dicembre del '47 pressochè all'unanimità (solo 62 "no" su 556 eletti). Troppi luoghi comuni accompagnano la riforma: vediamoli. Hanno detto che le Costituzioni vanno svecchiate. Ma gli Stati Uniti si tengono la loro Carta fondante da più di 2 secoli e ne vanno orgogliosi; la nostra ha solo 60 anni e, pur con inevitabili difetti, ci ha garantito 60 anni di vita democratica. Hanno detto che non c'è nulla di male a fare qualche modifica alla Costituzione. Ma l'attuale riforma tocca oltre un terzo degli articoli costituzionali (57 su 139 complessivi), e dunque più che di una riforma si tratta di un vero e proprio stravolgimento. Infatti, definita addirittura "incostituzionale" da autorevoli personalità, anche se non tutta da buttare, è stata giudicata negativamente dalla maggior parte dei più importanti costituzionalisti italiani. Hanno detto che finalmente ci libereremo del centralismo statale. Ma il Federalismo all'italiana, a ben guardare più di facciata che di sostanza, inquina pericolosamente il concetto di "Repubblica, una e indivisibile". Anziché potenziare il decentramento, si è preferito conferire competenza esclusiva alle Regioni in 3 materie delicatissime, come scuola, sanità e polizia locale e amministrativa. Hanno detto che la riforma velocizzerà la funzione le-

gislativa. Ma, in realtà, essa diventa un labirinto intricatissimo, per cui risulta difficile stabilire anche solo chi è competente a legiferare su una materia, se di una Camera, se dell'altra, se di entrambe, se delle Regioni. E' ragionevolmente prevedibile un alto livello di conflittualità istituzionale, che bloccherà, anziché rendere più efficiente, il nostro sistema politico. Hanno detto che il governo sarà reso più forte applicando il premierato all'inglese. Solo che il premierato italiano col modello inglese ha poco a che vedere. Più che all'esecutivo, vengono conferiti ampi poteri ad una persona, ovvero il premier eletto direttamente dai cittadini, quando questa elezione diretta non esiste in nessun'altra democrazia occidentale. Si ricalca solo formalmente il modello inglese senza premetterne la sostanza. Hanno detto che le funzioni di garanzia sono preservate. Ma nel caso della Corte Costituzionale si interviene pesantemente alterando l'equilibrio nella composizione dei giudici, tra i quali aumentano quelli di nomina politica. Il che vuol dire minarne l'autonomia complessiva. Il Presidente della Repubblica, poi, si vede anch'esso togliere alcune importanti prerogative. L'aumento dei poteri dell'esecutivo con contemporanea diminuzione di quelli del Parlamento, accompagnata ad una intromissione del primo nel secondo, mina la tripartizione dei poteri su cui si basa la nostra democrazia.

Il Presidente del Consiglio riceve l'incarico dal capo dello Stato per la formazione del Governo. Per insediarsi deve ottenere la fiducia delle Camere. Coordina l'attività del Governo.

Diventa Premier il candidato della coalizione che vince le elezioni. Per l'insediamento non deve ottenere la fiducia: illustra il suo programma e su esso la Camera dei deputati esprime un voto. Nomina e revoca i ministri . Determina la politica generale del Governo e dirige l'attività dei ministri.

PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA Eletto dalle Camere in seduta comune con l'integrazione dei rappresentanti delle regioni. Età minima 50 anni Rappresenta "l'unità nazionale". Ha il potere di sciogliere il Parlamento e affidare l'incarico di formare un nuovo governo a una personalità diversa dal presidente del Consiglio dimissionario. Nomina e revoca ministri (su proposta del presidente del Consiglio).

Eletto dall'Assemblea della Repubblica a scrutinio segreto con la maggioranza dei 2/3 dell'Assemblea. Età minima 40 anni. Rappresenta la nazione ed è garante della Costituzione e dell'unità federale della Repubblica.Nomina i presidenti delle Authority. Presiede il CSM e ne nomina il vice presidente.

CORTE COSTITUZIONALE I 15 componenti sono nominati per un terzo dal Parlamento, per un terzo dal Presidente della Repubblica e per un terzo dai magistrati.

I giudici restano 15, ma 7 vengono scelti dal Parlamento, 4 dal Presidente della Repubblica e 4 dai magistrati.

FEDERALISMO Le Regioni hanno potestà legislativa in ogni materia non espressamente riservata allo Stato . Esistono poi le materie in cui lo Stato detta i principi fondamentali e le Regioni legiferano.

Alle Regioni passa legislazione esclusiva in tre settori: assistenza e organizzazione sanitaria, organizzazione scolastica con definizione di una parte del programma scolastico, polizia amministrativa regionale e locale.


10 | COMMUNITAS

MAGGIO 2006

COMMUNITAS

Communitas: è già solo un anno! Proprio in questi giorni, riguardando il numero di giugno 2004 di BassaVoce ho visto l'articolo che parlava della nostra prima assemblea, e mi sono reso improvvisamente conto che era già passato un anno. E che anno peraltro! Credo che possiamo essere complessivamente soddisfatti del lavoro svolto. Certo le difficoltà non sono mancate e non mancano. Abbiamo dovuto vincere diffidenze e sospetti spesso strumentali, ma agendo con onestà intellettuale ed intelligenza, siamo riusciti ad affermare l'immagine della Associazione come di un importante promotore culturale. Abbiamo saputo spaziare da temi più tradizionalmente culturali a temi di analisi economica e sociale, tutti estremamente utili alla comprensione ed alla crescita della nostra terra. Abbiamo rispettato l'impegno di essere presenti su tutto il territorio dei quindici comuni di riferimento con le nostre iniziative. Abbiamo saputo interagire con tutte le Associazioni che operano nel nostro territorio, dalle più importanti e strutturate come la Fondazione Civiltà Bresciana, alle più recenti come la Fondazione amici della Disciplina di Orzivcchi. Abbiamo costruito rapporti di collaborazione con la Fondazione Castello di Padernello e la Associazione Amici Fondazione Civiltà Bresciana della Bassa e del Parco dell'Oglio, così come abbiamo saputo presentarci e farci apprezzare da enti economici come la BCC di Pompiano e Franciacorta con cui abbiamo avviato una vera e propria partnership intorno ai temi dell'economia locale. Abbiamo saputo coinvolgere Scuole ed Enti locali. Abbiamo saputo interagire con la Regione ed ottenerne anche il patrocinio rispetto ad uno specifico progetto. Abbiamo saputo collaborare con oratori e parrocchie, così come con associazioni del volontariato e con il mondo della cooperazione sociale. E' stato un anno di lavoro duro ed al contempo entusiasmante. Ma non tutto è andato come avremmo sperato. Fatichiamo ad aprirci ulteriormente al territorio ed a trovare nuovi soci che vogliano essere attivi all'interno dell'Associazione. Nuove energie farebbero comodo, e ci permetterebbero di fare ancora di più (il bisogno di iniziative dei nostri paesi è sterminato!). Lancio da queste colonne un appello a chi vuole mettersi in gioco: nessuno gli domanderà da dove viene, tutti gli domanderemo dove vuole andare e se ci vuole andare con noi. E tanto ci basterà! Un'altra fatica è rappresentata dalla gestione del nostro giornale BassaVoce. Dobbiamo risolvere una volta per tutte il problema della distribuzione capillare del mensile e dobbiamo riuscire a strutturare definitivamente la gestione della raccolta pubblicitaria: il giornale piace e viene richiesto, la pubblicità disponibile c'è e dobbiamo raccoglierla. Questi sono gli unici punti deboli di quest'anno di lavoro. Non sono cose da poco, e stiamo lavorando per cercare di superare anche queste criticità . Ma se ci guardiamo indietro, anche se abbiamo l'impressione che Communitas rappresenti una presenza ormai da sempre radicata nella nostra realtà, ci rendiamo conto che alla fin fine la nostra Associazione esiste da meno di un anno e mezzo. Possiamo essere estremamente orgogliosi della strada percorsa in così poco tempo. Credo che se continueremo con lo stesso entusiasmo, la stessa volontà e lo stesso spirito di servizio alle nostre Comunità, potremo percorrere ancora

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tanto cammino favorendo la crescita culturale ed umana delle nostre realtà e contribuendo così a costruire per i nostri figli un modo più colorato, più felice e più giusto. Francesco Anselmi Presidente Associazione Culturale Communitas

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Prima convocazione: VENERDI' 26 MAGGIO 2006 ore 19.30 Seconda convocazione: VENERDI' 26 MAGGIO 2006 ore 19.45 Presso la "Locanda del Vegnot" - Loc. Padernello - Borgo San Giacomo (Bs) L'Ordine del Giorno prevede i seguenti punti: 123456-

Relazione sulle iniziative svolte e sui progetti futuri. Approvazione Bilancio Consuntivo 2005 Approvazione Bilancio di Previsione 2006 Elezione e ratifica dei Probi-Viri. Rinnovo tesseramento. Varie ed eventuali.

Al termine dei lavori, seguirà un piccolo rinfresco e, per chi lo desidera, la partecipazione allo spettacolo "Processo a Galileo" presso il Castello, ore 21.15 Il costo del biglietto è di Euro 15,00 e i posti a disposizione sono 70. "COMMUNITAS" - Associazione Culturale della Bassa bresciana www.communitasbs.it - info@commnnitasbs.it Via Cavour, 31 - 25034 Orzinuovi p.i. 02688830989 - c.f. 98118940174 Bcc. Pompiano e Franciacorta abi 8735 - cab 54970/9 - cc 53162/06

Associazione

AMICI DELLA DISCIPLINA DI ORZIVECCHI ONLUS Via Matteotti n. 33/1 Orzivecchi (BS) C.F.: 95003260171

La legge finanziaria 2006 prevede la possibilità per i contribuenti di devolvere una quota pari al 5 per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche a sostegno delle associazioni di volontariato, onlus, ecc. Il contribuente non avrà alcun aggravio di imposta, compilando la denuncia dei redditi mod. 730 dovrà firmare nell’apposito spazio del 5 per mille alla casella sostegno al volontariato,ecc. ed indicare il codice fiscale della nostra associazione: 95003260171 Per chi ha solo il CUD dovrà compilare l’apposito spazio del 5 per mille e consegnare il modello in banca o alla posta .

INDICANDO IL NOSTRO CODICE FISCALE CONTRIBUISCI A SALVARE LA STORIA DEL TUO PAESE.

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CONVOCAZIONE DI ASSEMBLEA ORDINARIA

LA CHIESA DEI DISCIPLINI DI ORZIVECCHI HA BISOGNO ANCHE DEL TUO AIUTO PER IL 5 PER MILLE SCRIVI QUESTO CODICE FISCALE:

95003260171

Il tuo 5 per mille alla Fondazione Sagittaria Gentile Signore/a Desideriamo informarla che per quest'anno , in via sperimentale, ogni contribuente potrà scegliere di destinare la quota del cinque per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, ad associazioni onlus, fondazioni e associazioni riconosciute.Nell'elenco delle Fondazioni, stilato dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, è presente anche la Fondazione Sagittaria.Le sempre minori risorse riservate al volontariato, ci portano a chiederLe di destinare il Suo cinque per mille alla nostra Fondazione. IL 5 PER MILLE PER IL VOLONTARIATO, NON SOSTITUISCE L'8 PER MILLE, INFATTI, ENTRAMBI POSSONO ESSERE DESTINATI. Se Lei sceglierà di destinare il 5 per mille della Sua imposta sul reddito nella dichiarazione di quest'anno ( mod. Cud, Unico, mod. 730) dovrà semplicemente apporre la Sua firma nell'apposito riquadro del modello di dichiarazione riservato al sostegno alle Associazioni, Fondazioni, ecc. e indicare il codice ficale della nostra Fondazione: 95003270170 La ringraziamo anticipatamente per la sua attenzione.

Orzivecchi – Chiesa dei Disciplini Bacio di Giuda – Sec. XV

Il Presidente, Bettera Maria Teresa

Info Orzivecchi I soci dell'Associazione Amici della Disciplina - Onlus si sono ritrovati a fine aprile per approvare il bilancio dell'esercizio 2005 e festeggiare l'ottenimento dell'autorizzazione della soprintendenza per l'inizio dei lavori di restauro dell'antica chiesa di Orzivecchi. In base del progetto definitivo predisposto dall'Ing. Sandro Guerini, il restauro conservativo della Disciplina dovrebbe iniziare nel corso del 2006, una volta assegnato l'appalto, con il primo stralcio dei lavori urgenti già preventivati e riguardanti il tetto della chiesa, intervento ritenuto prioritario per proteggerla dai danni delle infiltrazioni. Il Presidente dell'associazione Busetti Giuseppe, il Parroco Don Franco e tutto il Consiglio Direttivo, comunicano con orgoglio le ultime novità ai sostenitori dell'importante iniziativa, augurandosi che l'imminente inizio dei lavori consenta nuovi interessanti ritrovamenti (affreschi e significative indicazioni storiche), e ringraziando coloro che partecipano al progetto di recupero architettonico, mediante il rinnovo della quota associativa annuale, il versamento del 5 per mille effettuato nella dichiarazione dei redditi, la divulgazione dell'iniziativa e l'impegno concreto: tutto ciò testimonia l'attaccamento degli abitanti del paese alla storia del territorio e ai beni che il tempo ci consegna, la cui tutela richiede risorse, collaborazione e tanta passione. Luisa Paccani


SPAZIO CULTURA | 11

MAGGIO 2006 Lessico dell’Educare 4

Popolo bue t’amo! Non ti curar di nulla se non delle palanche tue Noi che nati fummo per produrre, guadagnare e scialare a manico e mola … a sperperare il soldo di due giornate di lavoro in una … noi padroni delle nostre ventiquattrore giornaliere sgobbate alla alziamoci un'ora prima per lavorarne venticinque … e l'ordinario mensile doppio, triplo … così che nessun ci tocchi il sabato e la domenica da santificare con la famiglia … guai ai blasfemi !!! … a trainar carrelli stracarichi di manna per la misera cifra di un marenghino in prestito … guai a chi ci vuol negare i nostri sani valori di libertà … liberi di lavorare, lavorare, lavorare … liberi di guadagnare, guadagnare, guadagnare, … liberi di consumare, consumare, consumare … A noi che nati fummo … che ce ne viene dei mangiapane a tradimento ? … dei frati sercotti, dei poveretti che elemosinano una paletta di farina rossa, un bicchiere di vino, una fetta di polenta fredda ? … che vadano a lavorare come la gente per bene … barboni !!! … che facciano la brave persone anche loro … se vogliono. Troppe razze strane, diverse … e vecchi, malati, invalidi … e chi li mantiene ? Sempre e solo la brava gente !!! Il soldo è mio e me lo gestisco io !!! … questo il nostro motto o amato popolo libero … questo il primo e unico articolo della costituzione di un vero paese libero e moderno … senza gabella alcuna!!! … scuola? sanità? ricerca? sport? che roba è ? … chi può, può … e chi non può … ma pensa te !!! … che s'arrangi !!! … o dobbiamo sempre pagare noi ? Oh come t'amo popolo bue !!! Giuliano Aradori

Fanciullezza Benedetta ha sei anni, e la mamma tutta orgogliosa l'accompagna a scuola: è il primo giorno tanto sospirato e atteso anche dalla figlia. Nel suo zainetto i primi libri, i quaderni, l'astuccio, la merendina sono il presagio di quello che diventerà la sua vita: una meravigliosa avventura alla scoperta di sé, degli altri, del mistero della vita. La scuola è il simbolo dell'età della fanciullezza (dai 6 ai 10 anni): per cui dopo l'importante travaglio dell'infanzia e prima del rimescolamento delle carte con l'adolescenza, Benedetta come ogni altro bambino beneficia di un tempo di riposo, utile per dedicarsi alla scuola, ma anche ai compagni di gioco, alle attività sportive, all'avventura. Benedetta sa che è un periodo di prodigiosi apprendimenti la sua età: in poco tempo entra in possesso dei codici che stanno alla base del grande libro del mondo, incontra molte persone e molte esperienze che la incoraggiano a percorrere il mondo e la storia dell'uomo 'armata' di speranza: ogni tanto sente parlare di lupi che assalgono, sbranano, a volte uccidono bambini come lei. Questo la fa riflettere, ma lei tra le braccia di suo papà e di sua mamma si sente sicura, forte. La mamma di Benedetta poi è molto brava: sa che sua figlia ha mille possibilità oltre alla scuola per fare sport, musica, danza, gioco, ma non vuole stordirla e dissiparla con troppo impegni, con un'agenda di vita dove non c'è spazio vuoto perché impari a gestire da sola dei tempi di vita. Del resto un bambino ha bisogno di sognare, immaginare, vivere il silenzio; se no che uomo o donna diventeranno se non avranno imparato a vivere la solitudine? Anche il papà di Benedetta è bravo perché l'aiuta, più che a fare molte esperienze, a gustare, vivere, assaporare in maniera significativa alcuni momenti della vita familiare che gli saranno necessari per il futuro: come imparare a stare a tavola per almeno mezz'ora tutti insieme per mangiare,

parlare, condividere; come dare una mano a preparare/ spreparare perché 'siamo tutti sulla stessa barca' -dice la mamma. La mamma e il papà di Benedetta inoltre sanno che la fanciullezza è figura preziosa della vita buona -ed è figura essenziale per giungere a conoscere e realizzare quello che è buono in ogni stagione successiva della vita- per cui non vogliono tradire questa promessa inscritta nel cuore d'ogni figlio. I loro gesti quotidiani sono perciò improntati alla fiducia e al senso del bene e del male. Non si stancano di dire a Benedetta che la vita è bella, ma fragile; che le cose degli altri vanno rispettate; che non si deve trattar male i compagni; che mentire non è bello; ma soprattutto che tutti i bambini hanno un Papà comune che abita nei cieli. Benedetta è figlia unica, e vorrebbe un fratellino. I suoi genitori non glielo possono dare, per cui si sono alleati con altre famiglie per condividere insieme l'avventura della vita. Benedetta è felice perché sa che ha tanti fratelli e sorelle che vivono in altre famiglie. antonio consonni

Rubrica Cinema IL CAIMANO (ITA 2006) Drammatico - 112 minuti di Nanni Moretti Per un bilancio morale de "IL CAIMANO" Conti alla mano, il film di Nanni Moretti è stato uno dei film più visti nel mese di aprile appena passato e permane tuttora in alcune sale cinematografiche.Inutile soffermarsi sulle polemiche suscitate da questa pellicola, già prima della sua proiezione. E' stato probabilmente questo uno dei segreti che, aggiunto all'estremo riserbo che lo ha accompagnato, ne ha fatto un "prodotto" vincente. Un successo dovuto in gran parte alla grancassa mediatico-politica che si è schierata pesantemente e pressoché all'unanimità, dividendosi equamente tra difensori e detrattori, per convogliare l'attenzione sull'apparente protagonista del film: ovvero Silvio Berlusconi. In realtà Il caimano è qualcos'altro, o meglio, è qualcosa di più rispetto ad un semplice documentario di finzione (passatemi l'ossimoro) che narra i lati oscuri del noto personaggio politico. Attraverso la figura di Bonomo, (alter ego di Nanni Moretti interpretato dall'ineccepibile Silvio Orlando) prodotture cinematografico, reduce dai fasti trash dei b-movies anni'70 tipo "Mocassini assassini" o "Maciste contro Freud" (divertente l'allusione cinefila di Moretti al clima attuale di revisionismo critico, sullo scia tarantiniana) ed in cerca di un nuovo riscatto finanziario, ci si trova nel mezzo di un film nel film in cui, all'esigenza di risolvere i problemi finanziari con una produzione coraggiosa, con un film appunto su mister B., si sovrappongono le vicende sentimentali dello stesso protagonista, angustiato dalla imminente separazione dalla moglie. E' forse da ricercare in questa "logica dei sentimenti", nella vena più intimista di Moretti, (quello de "la stanza del figlio") la giusta chiave interpretativa per il "Caimano". Sequenza dopo sequenza, (molto bella e delicata ad esempio quella in cui Orlando e la Buy incrociano i loro sguardi, sorpassandosi a vicenda nel traffico cittadino), tra visioni oniriche e momenti di intimità familiare travagliata, la pellicola si avviluppa in un affresco dell'Italia contemporanea, di un paese in cui il genere della commedia ( o forse sarebbe meglio dire della "farsa") sembra dominare su tutto il resto, e la tragedia culturale quotidiana si annida nel frastuono mediatico, nel vuoto dei talk show, nel popolo in "pantofole" (come lo stesso Moretti diceva in una sequenza di "Caro diario" a proposito di un quartiere romano); questo sì che potrebbe essere un piccolo bilancio morale del film; neppure il finale tragico e sublime, sullo sfondo di un palazzo di giustizia in fiamme, può farci dimenticare che l'irresponsabilità di un uomo politico non basta a giustificare il caos morale di una nazione, ma che ci vuole anche una sorta di consenso sociale a tutto questo. Ecco perché "il caimano" non è solo un film politico. Michele Scalvenzi


12 | GLOBALE/LOCALE

MAGGIO 2006 Nella Bottega dei Popoli di Orzinuovi

Cose da piccoli: Birbanda! A.P.E. NORD SUD LA DOLCE COOPERAZIONE DI MANI TESE Domenica 21 maggio, in corrispondenza dell'orario delle Messe, di fronte alla chiesa parrocchiale, con Mani Tese sosteniamo l'Africa, distribuendo miele biologico. I fondi raccolti saranno destinati ad un progetto per migliorare le capacità produt tive degli apicoltori delle isole Bijoagos, in Guinea Bissau Un gruppo di Studenti della Terza B Scientifico del "Cossali" Birbanda è la linea di abbigliamento per bimbi in cotone biologico nativo del Perù, nuova proposta di Ctm altromercato. Birbanda coniuga i valori del rispetto ambientale e la tutela della biodiversità con l'applicazione di condizioni eque e dignitose nelle relazioni con i lavoratori della catena produttiva tessile, tradizionalmente caratterizzata da forme di sfruttamento della mano d'opera. Vestire i nostri bimbi con capi Birbanda significa prendersi cura della loro pelle fin dai primi mesi, grazie all'impiego di cotone biologico; contribuire al recupero di una antica coltura tradizionale a rischio di estinzione; sostenere una produzione tessile responsabile, che rispetti i diritti dei lavoratori in ogni passaggio della filiera. Cose da piccoli con un grande valore: rispetto dell'ambiente, tutela della biodiversità, dignità nel lavoro. Cotone nativo del Perù: il recupero di un'antichissima coltura tradizionale Quando i primi Spagnoli sbarcarono sulle coste del Nord del Perù nel 1531, si accorsero che i nobili Indios vestivano con splendidi abiti e accessori, tessuti con fibre colorate naturalmente e filati con il pelo di alpaca. La gente comune, invece, indossava capi dal tessuto molto più semplice: poncho, fasce, cinture, mantelli e borse… tutti in cotone nativo (della specie Gossypium barbadense), una delle più antiche forme di coltura tradizionale praticata sin dall'epoca pre-incaica. Si ritiene che il cotone sia stato utilizzato per la prima volta in America proprio nelle Ande peruviane, da dove l'artigianato tessile si espanse verso nord ed ovest. Si tratta di una pianta a forte rischio di estinzione, che negli ultimi decenni ha subito un drastico calo a causa di costi di produzione e lavorazione più elevati rispetto ad altre specie. Coltivato nelle varietà di bianco panna, beige, marrone, caffè e malva, il cotone nativo ha la particolarità di nascere già colorato sulla pianta. Questa caratteristica, unita all'applicazione dei criteri di coltivazione biologica, fa sì che nessun pesticida, erbicida, regolatore di crescita artificiale, defogliante o altro additivo agro-chimico venga impiegato nella crescita o nella colorazione delle fibre utilizzate per i capi Birbanda. Il produttore: Naturtex Perù Naturtex Partners è un'organizzazione che si occupa dello sviluppo del cotone biologico nativo attraverso la

ricerca scientifica e la gestione dell'intera filiera tessile (dalla semina al prodotto finito), in rete con una catena integrata di fabbriche che operano nel rispetto dei criteri di responsabilità sociale. Naturtex è coinvolta nella realizzazione di due progetti strategici: la produzione di fibra di alpaca biologica nella zona andina e la riconversione di estese piantagioni di coca nell'Amazzonia peruviana in coltivazioni di cotone nativo. La perdita di interesse commerciale e gli alti costi necessari per il cotone avevano costretto molti campesinos a sostituirlo con foglie di coca per assicurarsi un reddito; il progetto di Naturtex, fondato sulla promozione dei prodotti in cotone, mira a rilanciarne la domanda e ad assicurare un mercato sostenibile per tale fibra. Oggi Naturtex mantiene relazioni commerciali con un centinaio di famiglie di produttori di cotone nativo. I campesinos ricevono la fornitura di semi organici certificati, supporto tecnico-logistico e il pagamento di un prezzo equo per la fibra. I prodotti Tutti i capi Birbanda sono realizzati con tessuti di alta qualità, progettati per garantire la massima praticità di utilizzo e disegnati secondo uno stile contemporaneo, con grande attenzione a dettagli e finiture. Vestire i nostri bimbi con capi Birbanda significa prendersi cura della loro pelle fin dai primi mesi, grazie all'impiego di cotone biologico; contribuire al recupero di una antica coltura tradizionale a rischio di estinzione; sostenere una produzione tessile responsabile, che rispetti i diritti dei lavoratori in ogni passaggio della catena (coltivazione, filatura e confezionamento). I Volontari della “Bottega”

Un futuro meno amaro scende in piazza il 21 maggio C'è una cooperazione dolce che nasce dalle esigenze degli essere umani, dalle necessità delle comunità del Sud del mondo che vengono coinvolte pienamente nei processi decisionali; è una cooperazione solidale che sostiene i progetti per l'autodeterminazione dei popoli, la giustizia sociale ed economica. È una cooperazione che ha scelto di stare dalla parte dei poveri che il mercato globale condanna alla sconfitta, e con loro cerca di costruire realtà in cui è l'essere umano a stare al centro e non il profitto. Consapevole che la dignità umana e l'ambiente sono un diritto di tutti e un bene comune da rispettare. Non esiste, a nostro giudizio, un bene superiore per cui valga la pena sacrificarli. A.P.E. Nord Sud vuole essere una campagna che parla di cooperazione e di sviluppo; gli A.P.E. (Accordi di Partenariato Economico) sono invece una forma di cooperazione scelta dall'Unione Europea per i Paesi africani. La Commissione Europea, al pari delle Istituzioni finanziare internazionali, promuove l'idea che lo sviluppo, in Africa, potrà essere portato solo da una maggiore apertura commerciale: la liberalizzazione dei mercati e il commercio internazionale sarebbero la panacea dello sviluppo. Noi non siamo d'accordo. I negoziati dell'A.P.E. termineranno entro il gennaio 2008: poi sarà davvero a rischio il futuro delle piccole economie (cooperative di artigiani; di produttori; di pescatori; di apicoltori) che Mani Tese ha contribuito a sviluppare nei suoi quarant'anni di storia. Sono a repentaglio esperienze come quella degli apicoltori delle Isole Bijagos, beneficiari dei fondi raccolti in piazza. Ha senso, perciò, che accanto al progetto di sviluppo realizzi un'azione di sensibilizzazione e d'informazione, per la creazione di un'opinione pubblica più attenta ai meccanismi che generano povertà e miseria. Mani Tese


AMBIENTE | 13

MAGGIO 2006 Lungo le rive dei fossi

Il Tiglio Tilia platyphyllos Scop. Il termine tìlia deriva dal greco ptilos, ala, per il peduncolo alato che sostiene i fiori e i frutti; platyphyllos sta per "foglie larghe". Nomi dialettali.: tìglio, tèi DESCRIZIONE: il tiglio comune o tiglio nostrano è un grande albero, in natura alto 20-28 (40) m, con tronco dritto, regolare, ramoso. La corteccia

è spessa, rugosa, nei giovani esemplari di colore grigio argenteo e poi, con l'età, bruno grigiastra, fessurata longitudinalmente, formante incisioni a forma di losanga allungata, spesso parzialmente ricoperta da colonie di licheni crostosi. Il sistema radicale è solido e voluminoso, formato da lunghe radici che si approfondiscono nel terreno. Chioma ovale larga fino a 7-10 m, formata da rami forti, slanciati, aperti in alto e un poco pendenti alle sommità. Giovani rametti con peli bianchi e gemme alterne ovoidali, glabre e spesso lucide, rossastre. Foglie con piccioli pubescenti e con ciuffi di peli biancastri alle biforcazioni delle nervature della pagina inferiore, a lamina ovato-cuoriforme, lunghe e larghe mediamente 12-14 cm, con una corta punta all'apice, acutamente dentate al margine, verde scuro nella pagina superiore, pallide di sotto, gialle in autunno. Fiori intensamente profumati, piccoli, di colore giallo-pallido, con cinque petali, raccolti a 2-5 in cime pendule. I frutti sono degli achéni legnosi rotondi, pubescenti, con 5 coste longitudinali. La fioritura avviene da maggio a luglio secondo le zone e le altitudini, i frutti maturano da ottobre a dicembre. Il legno del tiglio è biancastro o lievemente giallognolo, indifferenziato, leggero, omogeneo, con anelli visibili, ampi e regolari, a sezioni radiali dall'aspetto sericeo, a tessitura fine e fibratura generalmente dritta, leggero, poco fissile, facile da lavorare. Nonostante sia poco durevole, specie se lasciato all'aperto, è ottimo per l'incisione, lavori al tornio, casse di risonanza e tasti di pianoforti, mobili grossolani, intarsi; viene anche usato per fare taglieri, forme da cappelli, zoccoli, astucci per matite, rocchetti, dorsi di spazzole e pennelli, manici e oggetti di uso domestico, cornici e per la pasta da carta. E' un mediocre combustibile. Ha un peso specifico di 0,89 (fresco) e 0,62 (secco). CRESCITA E LONGEVITA': nel primo anno le piantine crescono lentamente, ma già verso il terzo-quarto anno raggiungono un discreto sviluppo e hanno in seguito crescita rapida che si assesta a 50-60 anni. Lo svilup-

po si raggiunge verso i 100 anni. Il tiglio è molto longevo, può superare il millennio e sviluppare tronchi con circonferenze di 6-7 m. ECOLOGIA E DISTRIBUZIONE: boschi umidi, forre, spesso con olmo, frassino, ontano e faggio. Il tiglio copre un vasto areale europeo-caucasico. E' diffuso nella penisola ed in Sicilia nordorientale dal piano sino a 10001200 (1400) m, manca allo stato spontaneo in Sardegna. Nella nostra provincia è rarissimo nella vegetazione naturale, è segnalato in pianura lungo l'Oglio, in Val Trompia e media Val Camonica, nell'entroterra gardesano, mentre è largamente coltivato come pianta da ombra e da ornamento di viali e parchi in tutto il territorio, particolarmente nelle zone urbane e sub-urbane. Oltre al tiglio nostrano, nella nostra provincia cresce spontaneo anche il tiglio selvatico (Tilia cordata), diffuso dalla zona submontana all'alta Val Camonica; e vengono coltivati l'ibrido fra queste due specie (Tilia x vulgaris), oltre al tiglio americano (Tilia americana), ai tigli argentati (Tilia tomentosa, Tilia olivieri, Tilia petiolaris), ecc. . I tigli sono spesso soggetti ad attacchi di afidi, cocciniglie, larve di lepidotteri, ed emettono polloni dalla base. Sono piante mellifere assai ricercate dalle api e nel momento della fioritura liberano nell'aria il loro caratteristico dolce profumo. Concludo con una considerazione che ritengo doverosa: è veramente triste vedere ancora oggi, nonostante continui richiami da parte degli organi tecnici e di informazione, il modo insensato col quale vengono effettuati gli impianti e le potature delle alberature pubbliche e private! Senza qui entrare in un tema che avrebbe bisogno di spazio e approfondimento, si auspica che durante la preparazione e la revisione degli strumenti urbanistici e le progettazioni venga richiesta la collaborazione di tecnici qualificati e, ogni qual volta occorra intervenire in tale settore, si operi solo dopo opportune consulenze. Eugenio Zanotti

Curiosità

Mille Miglia: che passione Per festeggiare il caro amico Piero che, dopo tanta attesa, ha potuto partecipare alla MM 2006 con una Porsche 356 del 1955 ( numero di partenza 260 ), stendo due ricordi che mi hanno segnato e non solo emotivamente nell'edizione "vera" del 23 Aprile 1950. Insieme ad altri amici, mi trovavo nel cortile dell'Istituto Luzzago in Via Monti a Brescia. Eravamo tutti in trepida attesa dell'agognato benestare da parte del vice- rettore che ci avrebbe permesso di presenziare alla punzonatura dei nostri idoli in Piazza della Vittoria. A me sembrava di attendere un verdetto dall'esito incerto ma tendente al negativo. Comunque, per allontanare i cattivi pronostici , avevamo deciso di fare una partita a bocce. Neanche il tempo di posare il pallino, che una tremenda "bocciata" mi ha aperto il dito medio della mano sinistra modificando lo stesso tipo portamonete a tacco con cerniera aperta alla ¾. Non dirò del male, che pure era tanto come si può immaginare, ma della preoccupazione-paura del divieto per me e per gli amici di non avere il "via libera". Ho tenuto ben stretto il mio segreto con l'aiuto di tutti i fazzoletti fuoriusciti da una ventina di minitasche a dimostrazione che il messaggio era arrivato e il complotto riuscito. Il signore che cito alla prima riga non aveva ancora compiuto 11mesi…allora. Il giorno della gara, con i soliti amici, (anche con quello che ha liberato la boccia anzitempo), mi sono recato in Viale Rebuffone per assistere al rientro dei nostri eroi. Quella domenica il tempo era in perfetto stile MM; acqua, neve, nebbia e quant'altro durante tutto il percorso e con un numero alto di ritiri ( non dimentichiamo che il 70% delle vetture da corsa era a cielo aperto ). L'arrivo del vincitore era previsto in tarda serata anziché verso le canoniche 17-18, dato le condizioni proibitive. Il trionfatore è stato il conte Giannino Marzotto da Valdagno su una Ferrari 195/S berlina con n. 724 di partenza che ha messo tutti in fila a cominciare dal campionissimo Manuel Fangio che, su Alfa Romeo 6C/2500, si è classificato al 3' posto. Curioso è stato veder scendere dalla vettura il vincitore in doppiopetto grigio a quadretti e cravatta scura ; con un sorriso malandrino sotto i baffetti ben curati, sembrava fosse appena arrivato da casa! Per riparami dal freddo pungente e dell'acqua, avevo pensato

bene di trovare riparo sotto i palchetti in legno che sostenevano i cronisti e le autorità , tanto il vincitore era ancora a Mantova. Non l'avessi mai fatto!!! Ad un tratto mi sono sentito prendere con forza le orecchie e tirato verso l'alto; (operazione non difficile allora, magrolino come ero). Ho patito subito un gran dolore alla testa e dintorni tanto da sentirmi mancare anche se, in verità, ero rimasto completamente sordo. Chi aveva avuto quella brillante idea punitiva era stato il professor Bruno Boni, mitico sindaco della città, al quale ho mandato mentalmente tante maledizioni, almeno fin che il male è durato; in serata poi ho dovuto essere portato alla casa Moro per accertamenti. Ovviamente non ho mai svelato l'autore del sollevamento, come non l'ho fatto con l'amico delle bocce. L'unica ad accorgersi che avevo tenuto in canna, pardon in gola, due nomi di persona è stata la graziosa suorina di turno al Pronto Soccorso che mi ha ricordato come si stesse avvicinando il mese di Maggio e pertanto…il confessore avrebbe avuto piacere ad incontrarmi.

Ora che gli "autori" degli episodi citati ci hanno da tempo lasciato, con la rievocazione annuale della corsa più bella del mondo, il ricordo torna spontaneo. In seguito , quando incrociavo il sindaco durante la giornaliera camminata sotto i portici immerso nell'inseparabile girocollo bianco, mi veniva voglia di fermarlo e ricordare l'episodio incriminato; poi salutavo, sempre ricambiato. Con Marsilio Pasotti, meglio conosciuto da amici e tifosi come PAM, amico di camera e compagno di scuola, facevamo interminabili discussioni su macchine e piloti fino a tarda ora incuranti delle lamentele dei compagni e del prefetto. Lui poi ha corso a livello agonistico tanto da inanellare vittorie e buoni piazzamenti in svariate classi ed in numerose competizioni. Era davvero determinato e veloce proprio come quella boccia scagliata troppo in fretta quel 22 Aprile di 56 anni fa... Giuseppe Gnocchi


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MAGGIO 2006 Quinzano

Sabato 27 maggio - Torna "Libri in Concerto" Dopo il buon successo degli ultimi due anni a Quinzano torna anche quest'anno "Libri in Concerto". La manifestazione, organizzata dall'Assessorato alla Cultura con le Commissioni Cultura e Biblioteca si terrà sabato 27 maggio 2006. Come ormai consolidato nelle precedenti edizioni si tratterà di un percorso attraverso il centro storico tra libri, musica e degustazioni. Obiettivo primario della serata sarà la promozione della lettura. In piazza Garibaldi protagonisti saranno infatti i libri in vendita su varie bancarelle "a tema" al centro della piazza. Ci saranno testi per bambini e ragazzi nello stand curato dalla biblioteca e dalle scuole elementari e medie, novità letterarie curate dalla cartolibreria "Il Papiro", saggistica, thriller, romanzi, umorismo, una bancarella sarà dedicata al commercio equo-solidale con alcuni libri sul tema della pace, dei diritti, della globalizzazione. I testi saranno disponibili a prezzi scontati del 10%. Saranno presenti anche alcuni stand dedicati alla solidarietà (Cooperativa di Bessimo, Solidarietà Quinzano-Nairobi, Emergency). Il GAFO (Gruppo Archeologico Fiume Oglio) curerà una mostra fotografica dedicata ai "caritì de la isitå", i mezzi usati dai coscritti negli anni scorsi per andare ai tre giorni della visita di leva. La mostra, aperta dal 20 maggio, sarà visitabile durante la serata presso i locali della vecchia sede municipale di piazza Aldo Moro. A fare da contorno ai libri ci sarà la musica. In vari punti della piazza si alterneranno alcuni gruppi musicali quinzanesi della "Casa della Musica", la struttura situata nel cortile delle scuole elementari che da anni ospita diversi gruppi musicali per le loro prove set-

timanali. Si tratterà prevalentemente giovanile, rock e blues. In piazza A.Moro è previsto invece spazio per musica più soft, alcuni giovani talenti quinzanesi della musica e del canto si esibiranno in pezzi di musica classica e leggera. Tutto sarà condito da un percorso di degustazioni offerto dai commercianti quinzanesi. Per i bambini e i ragazzi è previsto il regalo di un buono gelato per chi acquisterà un libro. Il percorso, tra libri, musica e degustazioni, si snoderà nel centro storico a partire dal tardo pomeriggio fino alle 24. L'iniziativa, che si ripete ormai per il terzo anno, riprende una manifestazione che si era svolta a Quinzano a partire dagli anni '90 quando su iniziativa della Biblioteca Comunale era nata l'idea di una "bancarella del libro" che per diversi anni si era svolta distribuita su due giorni (sabato e domenica) verso la metà di giugno. La manifestazione, dopo diverse edizioni caratterizzate da un'ottima partecipazione, si era andata però spegnendo nel corso degli anni, fino a scomparire a partire dal 2000. Solo nel 2004, su iniziativa delle commissioni Cultura e Biblioteca, è rinata con il nome di "Libri in Concerto" per sottolineare il matrimonio di musica e libri nel corso della serata. La manifestazione sarà il coronamento di altre due iniziative di carattere culturale. Domenica 21 maggio sarà la volta della III edizione di Artisti in piazza, una rassegna di artisti e artigiani locali, quinzanesi e della bassa bresciana, che si snoderà tra i portici di piazza Garibaldi e i rinnovati giardini di viale Gandini. Le opere d'arte, artigianato e hobbistica saranno esposte dalla mattina alle 8.30 fino alla sera. Nel pomeriggio l'AVIS Quinzano in piazza Garibaldi

Lograto

Associazione “Sinapsi”: festa e impegno sociale Anche quest'anno il "gruppo giovani" di Lograto ha organizzato la "Festa del giovane". Questa settima edizione della festa si terrà il 23, 24 e 25 giugno, e come tutti gli anni propone serate all'insegna di musica, cultura e spettacolo, che si svolgeranno nell'area comunale attrezzata, adiacente alla Villa Morando. La manifestazione non ha soltanto un fine ludico, ma si propone un significativo impegno sociale. C'è infatti da sottolineare che i soldi del ricavato sono sempre stati devoluti in beneficenza. Già gli scorsi anni ha sostenuto finanziariamente alcune associazioni logratesi e, ormai da due anni, ha collaborato alla realizzazione di importanti iniziative dell'associazione "Oasi". Questa associazione ha costruito, in una poverissima area della Tanzania, prima un bacino idrico e l'anno successivo un ospedale. E' stata Elena, una ragazza appartenente a questo gruppo giovanile, a recarsi in questo povero paese dell'Africa, a portare il proprio aiuto per la riuscita di questo progetto. Così facendo è stata non solo portavoce del proprio altruismo, ma anche di tutto il gruppo di amici che l'ha aspettata in Italia. Con la realizzazione di questi progetti il sano divertimento di una festa giovanile ha potuto conciliarsi ad un significativo impegno sociale. I ragazzi del gruppo hanno la consapevolezza di appartenere ad una società problematica, ed è questo il punto di partenza per dare un senso allo stare insieme e lavorare fianco a fianco per il raggiungimento di fini comuni. Inoltre il gruppo, composto da una trentina di ragazzi e ragazze, è da quest'anno diventato una vera e propria associazione culturale, battezzata con il nome di "Sinapsi". Come suggerisce la parola, essa si propone di dare ai giovani possibilità di incontro, di scambio, di contatto e quindi di crescita. Per i ragazzi, un paese di provincia come Lograto può risultare talvolta un ambiente sterile e "Sinapsi" si impegna per concretizzare iniziative a carattere sociale,

culturale o artistico, o semplicemente per offrire a tutti i giovani l'opportunità di incontrarsi. Quest'anno la "Festa del giovane" ci propone nuove iniziative. Oltre alla buona cucina bresciana, tanta musica ed il servizio "Informa giovani", già presente nelle scorse edizioni, quest'anno vi sarà anche uno spazio dedicato alla proiezione di film. Durante le serate della festa verranno proposti film trattanti problematiche sociali, come l'eutanasia, la tossicodipendenza, i pregiudizi razziali, la guerra ed altri ancora, con il fine dichiarato di far pensare la gente. Nei tre giorni di festa ci aspettano poi intriganti e spettacolari intrattenimenti, tra i quali la presentazione di un'arte al limite tre danza e lotta: la Capoeira. Non bisognerà perdere poi la straordinaria performance di esperti giocolieri alle prese con sbalorditivi esercizi con il fuoco. Inoltre, la "Festa del giovane" darà spazio ad un volontario di Emergency, il quale approfondirà sul palco della manifestazione obbiettivi, idee e progetti della nota organizzazione umanitaria. Una delle principali protagoniste della festa sarà comunque la musica, presentata da ben sei gruppi, due per serata. I gruppi musicali proporranno diversi generi, per accontentare svariati gusti. Naturalmente vi aspettiamo numerosi anche quest'anno! Alice Corsini

promuoverà un concorso di disegno estemporaneo aperto ai ragazzi delle scuole materne, elementari e medie con la presenza di artisti madonnari.Sono previsti piccoli premi per i disegni più belli. Venerdì 26 maggio alle 20.30 invece nel teatro sociale di piazza Garibaldi sarà messa in scena una rappresentazione teatrale ispirata dal testo di M.Lodi "Cipì", adattato e interpretato dai bambini delle classi seconde elementari.Si tratta del coronamento di un lavoro di laboratorio teatrale portato avanti dalle insegnanti della seconda elementare con Angelo Guarneri, cultore di teatro. Il lavoro durato tutto l'anno scolastico ha permesso di promuovere la lettura in classe di un classico della letteratura per l'infanzia, di stimolare l'espressività dei bambini e di coinvolgere le famiglie nella preparazione dei costumi e delle scenografie. Mauro Cinquetti


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pag. 12 GLOBALE/LOCALE • Cose da piccoli: Birbanda! • Un futuro meno amaro scende in piazza il 21 maggio ORZIVECCHI POMPIANO • Il Teatro Dia...

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