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NO17 . OCTOBER 2010

ALL OF A SUDDEN

OUTTA THE BLUE


Photo Alberto Sinigaglia Pietro Firrincieli

APPARTAMENTO LAGO VENEZIA RIALTO - APERTO DAL 15 LUGLIO APRI ANCHE TU UN APPARTAMENTO LAGO NELLA TUA CITTA始 SCOPRI COME SU: www.appartamentolago.com

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SOME IMPORTANT RULES TO GET OUT OF THE BLUE, TO GET OUT OF THE DEPRESSION HOW TO START A DESIGN PROGECT:


N OF WHITE

INTO THE BLACK


WFTE

WHITE IS NOT THE O

SHOOTING AT APPARTAM


ONLY ONE

MENTO LAGO

FUCKING RULES TO USE THIS DARK ERA OF OURS, AS A BLACKBOARD


THE OPPOSITE OF BLACK di Margherita Vajra L’Appartamento Lago è tutto bianco. ma ancora per poco.

Servono i cattivi per mettere in luce i buoni, così come serve il bianco per leggere meglio il nero. Eravamo alla ricerca di uno spazio bianco, che non fosse il solito limbo senza riferimenti e senza identità, ma che fosse uno spazio reale in cui ambientare le nostre immagini e questo numero di Commonuncommon. Abbiamo trovato a Milano, in Brera, l’Appartamento Lago, e ce ne siamo innamorati. Esattamente in via Brera, al numero 30, a pochi passi dall’Accademia, accanto al bar Jamaica, quello di Piero Manzoni e Lucio Fontana, una targa accanto ai citofoni invita a suonare il campanello e salire al secondo piano. Lì ci aspettano Marco, Michele e Vito di Nu Bureau, i padroni di casa, che ci raccontano cos’è questo spazio. L’Appartamento Lago a Brera è il centro di un network di appartamenti che si sta diffondendo in tutta Europa. E’ un progetto innovativo dell’omonima azienda che produce mobili e che ha creato questo nuovo concept per il retail: un po’ flagship store, in quanto i mobili sono in vendita, un po’ showroom per giornalisti e chiunque voglia conoscere la produzione dell’azienda, ma non una semplice esposizione di mobili. L’Appartamento nasce come luogo in cui condividere idee e progetti per una nuova dimensione dell’abitare, tramite l’organizzazione di workshop, eventi, mostre, cene, e con l’esposizione dei lavori di giovani designer ed artisti emergenti che contribuiscono con le loro opere a rendere ancora più accogliente e vivo lo spazio. Tutto è reale dentro l’appartamento: il frigo è pieno e la cucina è a disposizone per chi vuole cimentarsi in nuove ricette, in soggiorno è possibile sedersi e far quattro chiacchiere, mentre nella zona ufficio i ragazzi di Nu Bureau lavorano ai loro progetti. L’appartamento è uno spazio che evolve e cambia continuamente forma: pur essendo nota per la sua produzione multicolor, Lago ha scelto di allestire l’Appartamento nel suo primo anno di vita con mobili e complementi esclusivamente bianchi, come un libro bianco, per storia ancora tutta da scrivere, per sottolineare l’apertura di questo spazio ad ogni tipo di contaminazione. Un’invito a costruire in modo partecipato l’immagine dei


nuovi modi di vivere l’ambiente domestico. A coordinare le attività dell’Appartamento in Brera, Lago ha chiamato i ragazzi di Nu Bureau, con i quali condivide l’idea che l’innovazione nasce dalla contaminazione. Nu Bureau in francese significa “nudo ufficio” e in inglese suona come “nuovo ufficio”, due anni fa Marco Bravo, Michele Gasparoli e Vito Lassandro hanno scelto questo nome quando hanno iniziato a lavorare insieme in un piccolo studio vuoto, con l’obiettivo di unire diverse esperienze e complementari peculiarità (un architetto, un graphic designer e un food designer) mantenendo una struttura leggera per non perdere mai la freschezza della prima idea, e per gestire sempre nel modo più diretto e continuo possibile il rapporto con i propri clienti. Le loro attività si focalizzano sulla comunicazione visiva, su progetti di grafica e webdesign, ma grazie alla loro trasversalità nell’approccio ai progetti e ad un vastissimo network di amici e collaboratori, riescono ad offrire consulenze a tutto campo in ambito editoriale, formativo e in settori diversi e complementari, dal design al fashion, senza dimenticare il food, per il quale Vito ha addirittura creato la Food Design Association. I ragazzi curano anche il blog dell’Appartamento, su cui ci si può informare sulle mostre e sugli eventi in programma, e prenotare una visita. Vale proprio la pena di farci un salto ogni tanto, ci trovi sempre qualcuno, per una chiacchiera, un caffè... come a casa di amici, ed è così che ci siamo sentiti noi.


DARK LITTLE DRESS BY ALBERTO ANNIBALI VINTAGE DARK RUBBER NECKLACE (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO)


WHEN WHITE BECOMES BLACK


SUDDENLY IN A SPARK ALL THOSE NEGATIVE THOUGHTS TURNED INTO BEAUTIFUL INSPIRATION


BLACK AS ABSORPTION OF ALL


RULES OF DE

BLA


ESIGN NO. 1

ANK


TEE BY COMING SOON BY Y.YAMAMOTO BLACK PANTS BY COMING SOON HAT BY ASOS.COM


NOT TO BE AFRAID OF THE BLANK •••••••••••••••• IT’S THE VERY FIRST EMBRYA OF YOUR IDEA


WORD OF DE

A-VO


ESIGN NO. 1

OID


MAKE SOME VOID INSIDE YOU

DARK DRESS BY SEE BY CHLOÉ BLACK VINTAGE HEADBAND, MONO-EARRING & PATENT LEATHER BAG (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO) BLACK LEATHER GLOVES BY SEE BY CHLOÉ


AVOID PRESUMPTION


RULES OF DE

FRE


ESIGN NO. 2

EEZE


IN COLD BLOOD


DARK JACKET & PANTS BY COMING SOON PRINTED TEE BY LUCA LARENZA HAT BY ASOS.COM LITTLE TIE (COURTESY ART-HOUSE BERGMO) SUNGLASSES BY FARNELL


BETTER YOU COO AND WRITE MAKING ONTO B


R WHEN OL DOWN E AN IDEA, G SPACE BLACK


WORD OF D

A-S


DESIGN NO. 2

SIDE


STEP ASIDE OF YOUR OWN EGO, TALK TO YOURSELF, PUSH YOUR IMPURITY INTO A NEW TRUTH


SIDED BLACKNESS


BLACK SILK DRESS BY SEE BY CHLOÉ BLACK VINTAGE HEADBAND (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO)


CALCULATE IF THERE IS ANY UNDISCLOSED CIRCUMSTANCES NOT YET CONSIDERED IN THAT PROCESS


RULES OF DES

FULL


SIGN NO. 3

LEST


LOOKING FOR SOMETHING IS LOOKING FOR REAL


NOT TO GET DEVOURED BY YOUR REMARKS, FULLNESS OF TIME


BLACK WOOL CARDIGAN & TEE BY COMING SOON PINSTRIPE PANTS BY COMING SOON


DOODLES WORK


WORD OF D

A-P


DESIGN NO. 3

PART


BLACK DROPS BLACK SIGHTS SEEPING APART

BLACK LITTLE JACKET & BALLOON SKIRT BY SEE BY CHLOÉ BLACK LEATHER BAG BY L’ALÌ VINTAGE EVENING BLACK HAT (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO)


NOTICE THAT A PART OF YOU WILL ALWAYS BE APART


PRINTED COLLANTS BY MARY QUANT


RULES OF D

GRA


DESIGN NO. 4

ACE


TEE BY COMING SOON PANTS BY COMING SOON VINTAGE BRACES PRINTED SOCKS BY ALEXANDER MCQUEEN VINTAGE WOOL HAT


THE STATE OF GRACE


WORD OF D

A-W


DESIGN NO. 4

WAY


WHEN YOU WALK A-WAY YOU SEE THE PATHS OF THE DESIGN EMERGENCIES


ONE WAY BOTHWAYS


RULES OF DESIGN

THE S


NO. 5

START


AFTER THE CALM THE STORM


BEAUTY COMES WITH SHUFFL COHERE


Y

LED ENCE

DARK WOOL FULL SUIT BY SEE BY CHLOÉ VINTAGE COLLIER (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO)


WORD OF DE

A-N


ESIGN NO. 5

NEW


BUILD A-NEW, BE PIONEER


PRINTED TEE BY LUCA LARENZA


DARK WOOL PANTS BY COMING SOON VINTAGE COLLIER (ON THE FLOOR) BLACK DRESS BY SEE BY CHLOÈ (ON THE FLOOR)


NOT A FOLLOWER


RULES OF DES

CRA


SIGN NO. 6

ASH


COAT BY ALBERTO ANNIBALI VINTAGE WOOL HAT VINTAGE MONO-EARRING (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO)


EVERY PROJECT IS DESTINED TO CRASH, SO TEST IT BEFORE


OBSCURE MATTER


WORD OF DE

A-F


ESIGN NO. 6

FAR


THE FA YOU G THE BE YOU A


AR GO EST ACHIEVE


FUNC FOLLO VISIO

JACQUARD SWEATER BY COMING SOON VINTAGE LEVI’S JEANS


CTION OWS ONS


RULES OF D

BE H


DESIGN NO. 7

HOT


IF YOU CAN MOVE SOMEONE YOUR DESIGN IS HOT

BLACK SHIRT BY M.GRIFONI VINTAGE LEVI’S JEANS VINTAGE BLACK BRACES & TIE SUNGLASSES BY FARNELL


BLACK DRESS BY SEE BY CHLOÉ VINTAGE BELT & LITTLE HAT (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO)


NO ONE BELONGS HE SUCCESSFUL PROJEC TO DO WITH THE SUC


ERE MORE THAN YOU, CTS HAVE NOTHING CCESS OF THE ONE


THE LOVE GAME


WORD OF DESI

A-ST


IGN NO. 7

TRAY


AT LEAST, LET YOU LEAD ASTRAY


WANNABE A DESIGNER? DON’T FALL FOR YOUR EGOTISM


DARK LIGHT WOOL JACKET BY COOMING SOON


RULES OF DES

BECO


SIGN NO. 8

OME


WHITE SHIRT & PINSTRIPE PANTS BY SEE BY CHLOÉ VINTAGE MONO-EARRING & BLACK WOOL HAT (COURTESY ART-HOUSE BERGAMO)


THANK YO FOR READ


OU DING


È BUIO di Beatrice Fossati È buio. Non riesco a distinguere forme, tracce ma sento che intorno a me lo spazio è pieno. Avanzo con passi indecisi, conosco il luogo si accendono tutti i sensi ma l’orientamento sembra essersi guastato. È Nero, denso come il petrolio, un intarsio fitto, una tela che non permette nuovi ingressi, il nero non accetta aperture. È già tutto lì. Contenuto, stretto, compatto. Antagonismo: siamo io il buio e le paure. Tutto si può nascondere lì dentro. Ingloba, assorbe. E che ne sarà di me senza contorni, senza confini? Ha vinto l’ombra, non c’è movimento qui attorno, è una vaga percezione quella che sento, non scelgo, sono mossa. Sento un incedere lento e costante, chissà se tutto questo ci porterà da qualche parte. Hai mai provato a camminare a occhi chiusi? Aprire gli occhi e ritrovarti in un luogo che non avresti mai immaginato? Orientamento perso. Completamente perso. Sono trasportata dalla marea. Dove andremo? Si dice che nello spazio non ci sia alcun rumore perché vuoto, ma qui non c’è più posto nemmeno per uno spillo e i rumori li avverto: un forte fruscio e voci, deboli in lontananza. Non distinguo. Non è chiaro. Il nero occulta i sensi.


Non vedo, vorrei non sentire. Singhiozzi, urla, risate, è tutto senza controllo nell’oscurità non esiste regola, è follia, è orrore legittimato. Essere sottoposti all’oscenità costante fa sembrare bello ciò che in realtà e ripugnante. È sempre il solito piatto, il solito cibo, che non dà più alcun nutrimento. È nero, nero, nero, senza alcuna sfumatura e non posso trovare nulla di meglio qui. Finché qualcuno apre una porta, uno spiraglio. Bianco. Sussulto. Il respiro ora guadagna centimetri. Ogni cosa torna al suo posto, come spostato da una calamita, è una danza: la danza dell’ordine. E tutto allora prende corpo, il negativo diventa positivo e quel che prima sembrava non avere sostanza acquista un senso. Il nero non ingloba più, ora definisce. Non è semplice contorno. imposizione, arroganza, decisione. Il nero nella luce è un livido sull’occhio, non si può nascondere. Il nero nella luce non si può più negare, anche se strascica, se procede, lento, funereo, afflitto. Il nero nella luce non si può negare, anche se fa invidia, per la sua innegabile eleganza. Il nero contiene tutte le risposte e quando una pagina è tutta nera, affogata nell’inchiostro, è perché forse non c’è più nulla da dire o non si ha il coraggio di aprire nuove porte.


The light side of the dark... In Fashion Che abito indosserà Madonna nella notte delle star? Un fantastico tubino nero. Il capo preferito dalle stars? Total black. Tutte le Celebrities le vediamo nelle occasioni pubbliche solitamente abbigliate nella tonalità preferita dal principe delle tenebre. E lo stesso vale per noi, comuni mortali. Cosa metto per cena? Il tubino, intramontabile purché nero. Domani al lavoro? Trench ma nero. Al cinema, al teatro, in un locale qualsiasi, ovunque tu vada, la platea è mortifera e monocroma nel colore più amato dal diavolo e pure da Prada. Ma perché amiamo questa indiscussa tirannia? Il nero ci ricorda chi siamo e da dove veniamo (nella mitologia greca la madre del cielo e della terra era Nyx, dea della notte)...O allude alla perdizione? Oppure, semplicemente, ci piace perché ci assottiglia e va bene con tutto/ed a tutti? C’è un saggio molto interessante su questo colore che si chiama “Nero” di Michel Pastoureau, e descrive il nero nella cultura e nel costume. Ma, attualmente, l’appeal che esercita su di noi, a cosa è dovuto? L’intimo, in questo caso, docet: un secolo fa era quasi impossibile per ladies e gentleman indossare direttamente a contatto della pelle capi che non fossero bianchi (considerati malsani e poco igienici). Quando il perturbante nero colorava bustini e guepières eccitava, sconvolgeva, aveva veramente il sentore del proibito. Anche se oggi, però, avviene l’esatto contrario... Which kind of dress will Madonna wear during the Night of the Stars? A fantastic black dress. Which is the favorite style of the Stars? Total black. All Celebrities we can see in public occasions usually wearing the Prince of the Darkness’ favorite color. And the same is for us, common mortals. What can I put on for dinner? The timeless little black dress. And tomorrow at work? Trench in black. At cinema, theatre, a disco, everywhere you go, the audience is deadly and monochrome dressed in the most loved color of the devil, and also of Prada. Why do we love this undisputed tyranny? Black reminds us who we are and where we come from (in Greek mythology the Heaven and Earth’s mother was Nyx, Goddess of the night) ... Or do it allude to perdition? Or, simply, we love it because it makes every person thinner and is good for everything/and for everybody? There is a very interesting essay about this color which is called “Nero” by Michel Pastoureau, and it describes the black in culture and in costume. But currently, to what is due the appeal that it exerts on us? The lingerie, in this case, docet: a century ago it was almost impossible, for ladies and gentleman, wearing something that weren’t white, directly in contact with the skin ( it was considered unhealthy and not hygienic). When the fascinating black coloring corsets and guepières, it excited, disrupted, it really had got the feeling of the Prohibited. Although today it is the exact opposite ...


Il nero, per secoli, è stato il colore più ambito e più difficile. Per tingere sete, lane e tessuti non si riusciva a ottenerlo omogeneo e brillante. L’ambita nuance si conquistava solo tramite una lavorazione lunga e difficoltosa. Giuristi, magistrati, accademici, banchieri, membri della corte lo adottarono entusiasti come colore simbolo del lusso che non mostrava di essere tale. Il nero della dittatura segnò, poi, il ‘900 ma intanto, in parallelo, si affermava il trionfante nero di lusso per upper class. Fu adottato da artisti, grafici, stilisti, dal sofisticato”Ritratto della duchessa de la Salle” di Tamara de Lempicka, al tubino di Coco Chanel. Simbolo al contempo della crisi e del lusso, ritornerà ciclicamente nel nostro vestiario. The black, for centuries, it was the most coveted and difficult color. To dye silk, wool and fabric you could not get it smooth and shiny. The coveted shades can only be achieved through a long and difficult work. Jurists, judges, academics, bankers, members of the court, they adopted enthusiastically this color as symbol of luxury that did not show this. The black marked the dictatorship, then, during the twentieth century, but in the meantime, in parallel, the triumphant black for upper class luxury reigned. It was adopted by artists, graphic designers, by the sophisticated “Portrait of the Duchess de la Salle” by Tamara de Lempicka, and by the little dress signed Coco Chanel. Symbol both of the crisis and luxury, it will come back cyclically in our clothing. Questa stagione è di gran moda il connubio tra grigio e nero. Perfetti entrambi per crack bancari... Un rappresentante contemporaneo dello stile total black è lo stilista giapponese Jun Takahashi, mago del mixaggio fra tradizione sartoriale e street style nipponico. Personaggio indecifrabile: lui stesso si definisce ‘fuori di testa’. Il suo concetto di total black si ispira ai manga ed al futurismo, minimalista quanto basta. Eterno Peter Pan, amante da sempre della musica punk ed ardito sperimentatore di proporzioni, volumi e tagli innovativi. Ci dimostra che il nero non deve avere una connotazione per forza negativa, bensì può rappresentare il punto di partenza di qualcosa di nuovo, in questo caso una collezione. This season the combination between gray and black it is really in fashion. Both are perfect for bank crack ... A contemporary representative of the total black style is the Japanese designer Jun Takahashi, magician of the mix between traditional tailoring and Japanese street style. Indecipherable character: he calls himself “crazy”. His concept of total black is based on the manga and the futurism, enough minimalist. An eternal Peter Pan, he’s a lover of punk music and a bold experimenter of proportions, volumes and innovative cuts. Shows us that black does not necessarily have a negative connotation, but it can represent a starting point for something new, in this case a Fashion Collection.

ALESSIA RUBAGOTTI, FASHION DESIGNER & FASHION EDITOR


COLOPHON

Creative direction /// Ivano Mansueto Photography /// Vanessa Garcia Sacristan, Giuseppe Vaccaro Styling & Visual Coordination /// Alessia Rubagotti Contents & Editing /// Alessia Rubagotti, Beatrice Fossati PR & Location Manager /// Stefania Loschi COMMONUNCOMMON is a digital magazine, monthly. A trimestral special edition issue is printed, seasonly. This month has been released a new website with a daily JOURNAL where you’ll find intriguing news and articles, tricky spoilers and making of and beautiful updates from the universes COMMON and UNCOMMON. VIsit http://www.commonuncommon.com

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LET’S SAVE THE WORLD

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