Page 1

B7C799>?D7 F;HL;HI7 <[b_f[>$9WlW <[Z[h_Ye:[b8Whh_e

Introduzione di Manuel Vázquez Montalbán

B7C799>?D7F;HL;HI7

Felipe Hernández Cava Nato a Madrid nel 1953. Studia storia dell’arte e, all’inizio degli anni Settanta fonda con Saturio Alonso e Pedro Arjona il gruppo EL CUBRI, che in dieci anni di attività si distingue per l’impegno politico e le ricerche sul linguaggio ironico e del fumetto. Con Sombras e Cadáveres de permiso approda al noir. Sviluppa il lavoro di sceneggiatore di fumetti soprattutto con i disegnatori Raúl (tra gli altri Berlin 1931 in uscita per Comma 22, e Fe de erratas) e Federico del Barrio, collaborando con una ventina di disegnatori di diverse generazioni (tra cui Pizarro, Salinas, Usero, Luis García, Marika, Cánovas, Enrique Breccia, Juan Giménez, Víctor de la Fuente, Asun Bazola, Castells, Brocal, LPO, o Laura). È stato direttore artistico della rivista «Madriz» e co-direttore di «Medios Revueltos», e ha curato numerose mostre. Negli ultimi anni si è dedicato al lavoro di sceneggiatore per la televisione e di critico d’arte.

<;B?F;>$97L7#<;:;H?9E:;B87HH?E

Federico del Barrio Nato a Madrid nel 1957. Studia architettura. Dopo i primi tentativi, inizia a delineare uno stile personale su «Madriz», diventando una firma imprescindibile della rivista, e su «Medios Revueltos». La orilla del mar e León Doderlin raccolgono alcuni lavori di questo periodo. Coniugando sempre il mestiere di fumettista a quello di grafico e illustratore, disegna la serie Las memorias de Amorós e il secondo tomo di una trilogia su Lope de Aguirre (Eura Editoriale, 1991), tutti volumi sceneggiati da Felipe H. Cava, con cui nel 1994 realizza anche El artefacto perverso. Negli ultimi anni si è interessato più alla poesia e al teatro (portando in scena El día en que voló Renata e Viaje al Tártaro) e ha pubblicato in Francia una raccolta con lo pseudonimo di Silvestre (Relations), che tanto nelle tematiche quanto nella grafica mostra un nuovo tipo di preoccupazioni narrative.

Sugli spagnoli calò un velo di silenzio e di oblio quando prese il via quella fase di transizione politica di cui tanto è stato detto. Mirando a un passaggio dalla dittatura alla democrazia che fosse pacifico e senza traumi, si decise di prendere il passato, non troppo lontano e capace di riaprire ferite appena rimarginate, e metterci una pietra sopra. I giovani si videro quindi negata la memoria di quanto era accaduto sotto il regime franchista e prima ancora. Quando Federico del Barrio e io abbiamo iniziato a lavorare a questo libro, ci siamo posti l’obiettivo di ricostruire alcune di quelle zone d’ombra creando un’atmosfera particolarmente oppressiva, e a volte irreale, nella quale calare i nostri personaggi (spesso nei fumetti e nel cinema l’evocazione di epoche passate si avvale di un uso troppo asettico della documentazione), richiamata dai cavi della tranvia che incombono sulle teste come ragnatele. Allo stesso tempo, però, La macchina perversa è una sorta di omaggio a tutti i fumettisti del dopoguerra che la fede repubblicana allontanò dalle preoccupazioni professionali e spinse a cercare rifugio in questo mezzo di comunicazione popolare. La nostra letteratura di consumo e i nostri fumetti erano in buona misura prerogativa dei vecchi “rossi” che, come il nostro Enrique Ponce, alla fine trovarono nei cosiddetti sottogeneri narrativi una degna forma di sussistenza. Il tratto di questo personaggio di fantasia può sicuramente ricordare quello di Eduardo Vanñó Pastor (disegnatore di Roberto Alcázar y Pedrín), noi però avevamo in mente anche Ambrós, Blasco, e, perché no, scrittori come Eduardo de Guzmán, González Ledesma o Marcial Lafuente Estefanía. Che nessuno veda, tuttavia, in quest’opera, un puro e semplice lavoro di interesse storico e di omaggio a una delle generazioni più maltrattate, e a uno dei mestieri socialmente più oltraggiati; una lettura troppo superficiale sarebbe un errore. La macchina parla, ancora una volta, dell’importanza vitale della memoria, sempre tanto fragile nella nostra storia passata e recente, e di come sia inevitabile per quanti cercano di seppellirla, ritrovarsela davanti prima o poi.

Felipe Hernández Cava

€ 14,00

macchina perversa  

cover of a comic book on post civil war in spain