Issuu on Google+


è così che va a finire.

Mi dispiace, nonno.

molto.

Landra, piccola mia, ascoltami. Non devi farlo.

Sì che devo, me l’hai insegnato tu.


Il vecchio in ginocchio è mio nonno, il dottor Hugo Pecos. L’uomo più meraviglioso che ho conosciuto in vita mia.

Lo amo più di qualunque altra cosa in questo mondo dimenticato da Dio.

Ucciderlo mi spezzerà il cuore.

Ricordi la storia Uccidimi con un bacio?

Certo che la ricordo.


Le sue parole mi riportarono a quel momento, il momento in cui tutto è cominciato. Avevo 7 anni quando i miei genitori furono uccisi. Mio fratello, Vidal, ne aveva 6. Il nonno ci prese con sé nella sua casa nel deserto di Albuquerque, dove ci ha cresciuti…

…a modo suo, tutto speciale…

…così la principessa era rinchiusa lassù, in quella sua alta torre, dove nessuno poteva raggiungerla.

Sua madre e suo padre si comportavano così per il suo bene, secondo quello che il cuore dettava loro di fare. Pensavano che una volta rinchiusa, sarebbe stata al sicuro dai mali del mondo. Dai mostri…

La giovane sedeva alla finestra contemplava le colline e la foresta, dove non le era mai stato permesso camminare, e una notte vide un uomo fissarla al chiaro della luna con uno sguardo carico di desiderio.

Ogni notte se ne stava nello stesso posto, così vicino eppure così irraggiungibile. A poco a poco lei si innamorò dei suoi pallidi lineamenti, dei suoi tristi occhi scuri. Desiderava ardentemente di sentire le labbra di lui sulle sue. A volte sentiva che avrebbe dato la sua vita per un bacio.

Uccidimi con bacio era la mia storia preferita prima di dormire.


Disse al ragazzo che voleva parlare con i suoi genitori, certa che quando loro avessero saputo quanto si amavano, gli avrebbero permesso di sposarsi.

“Il giovane la supplicò di non dire nulla ai suoi genitori. Gli avrebbero dato la caccia fino a stanarlo e ucciderlo, perché lui era la cosa che loro temevano di più.”

“Un vampiro.”

Quando lei gli disse che era pronta a morire con lui, lui promise che niente li avrebbe divisi. La notte seguente la principessa udì dei rumori inquietanti fuori dalla sua porta, strazianti urla di paura e dolore. Lei temette per il giovane.

“Ma non era morto il suo amante.”


“Quando lui si girò per baciarla, lei rimase di sasso…”

“…poiché vide che le labbra di lui erano rosse del sangue dei suoi amati genitori.”

N-O-O-O-O Che male c’è ad avere paura? Voglio che tu sappia la verità.

Vieni qui, Vidal.

I mostri esistono.

Sono stati i mostri a uccidere mamma e papà?

Finisci la storia. Cosa gli fece la principessa?


La nostra vita non era come quella degli altri bambini. Studiavamo a casa, le sue lezioni vertevano sempre sulla sua ossessione.

…il vampirismo…

…e lo zombismo.

Due sono i fili conduttori nella storia di questo paese, come fiumi contaminati. Due virus che hanno quasi distrutto l’America... civilizzata.

PROCLAMA $500 RICOMPENSA per ogni vampiro riconosciuto tale il cui cadavere sia consegnato presso i depositi di risanamento autorizzati dello stato del Missouri. $200 in aggiunta per ogni codavere integro di zombie. Il presente avviso sostituisce i precedenti. R.C. Hughes governatore 12 Maggio 1829

“I vampiri arrivarono con la prima ondata di coloni, e presto seguirono notizie di attacchi di zombi.”

“All’inizio, gli zombi non erano un gran problema. I coloni erano dei duri e sapevano difendersi. Degli attacchi per lo più si occupavano i cacciatori di taglie.”


Bene. 1855?

Copper Creek. Una città mineraria infestata. Uomini, donne, bambini, tutti morti o infetti. Popolazione, 1500.

Meno di 150.

Perché?

l’assedio di copper creek.

Quindi, quanti vampiri, Landra?

Il tasso medio di mortalità tra gli infetti è del 90%.

Bene. Ma dimentichi che in una comunità mineraria, la maggior parte degli abitanti è in età da lavoro e ha un fisico più forte della media.

Una truppa di cavalleria e volontari dall’area circostante sterminò più di 250 vampiri in tre giorni.


“I caduti ammontarono a un centinaio.”

“Un morso era sinonimo di contagio.”

“Un morso significava essere abbattuti.”

“Senza eccezioni…”


FVZA