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Introduzione A
proposito
di
trasparenza Quando
 abbiamo
 organizzato
 questa
 serata
 l’inchiesta
 sulla
 Protezione
 Civile
 non era
ancora
esplosa.
Ma
le
indagini
della
magistratura
hanno
confermato,
a
un
livello macroscopico,
 le
 ragioni
 di
 una
 scelta
 che
 era
 stata
 fa;a
 pensando
 alla
 nostra esperienza
 qui
 a
 Pietrasanta.
 E
 cioè
 che
 il
 centrodestra
 considera
 trasparenza
 e controlli
come

un
impaccio,

mentre
noi
riteniamo
che
rappresen;no
una
garanzia per
i
ci<adini.
 
 Certo
l’efficienza
e
la
rapidità
di
esecuzione
dei
lavori
pubblici
è
indubbiamente
un fa;o
posi?vo,
sopra;u;o
in
un
paese
dove
domina
la
lentezza
burocra?ca,
 ma
se
si smantellano
i
controlli
allora
si
apre
la
strada
all’arbitrio.
E
a<raverso
la
Protezione Civile
sembra
che
l’arbitrio
sia
diventato
sistema
in
Italia,
 
così
come,
a<raverso
il metodo
Mallegni,
lo
è
diventato
a
Pietrasanta.
 La
 Protezione
 Civile
 
 è
 stata
 so;ra;a
 al
 controllo
 della
 Corte
 dei
 Con?
 ed
 è
 stata autorizzata,
 per
 legge,
 ad
 agire
 in
 deroga
 ad
 ogni
 disposizione
 vigente:
 dalle
 leggi sulla
trasparenza
a
quelle
sui
requisi?
dei
contraA,
dalle
norme
sulla
concorrenza
a quelle
sugli
appal?,
sulla
pubblicazione
dei
bandi,
sulle
verifiche
archeologiche,
sulla selezione
delle
offerte,
sull’adeguamento
dei
prezzi,
sulla
proge;azione.
In
sostanza al
 di
 fuori
 ogni
 controllo
 di
 legalità.
 Col
 risultato
 che
 invece
 di
 efficienza
 abbiamo avuto
spreco
e
malaffare.
Col
ché
si
conferma
che
invece
è
proprio
la
trasparenza
a garan;re
efficienza
e
competenza. Ma
anche
questo
sarebbe
solo
l’ennesimo
caso
giudiziario
di
ordinaria
corruzione
e immoralità,
 certo
 grave,
 gravissimo,
 se
 non
 fosse
 che
 
 questo
 caso
 giudiziario
 è in;mamente
 connesso
 con
 un
 proge<o
 poli;co‐is;tuzionale,
 quello
 di
 annullare
 i controlli
 sull’operato
 del
 governo
 e
 di
 indebolire
 i
 poteri
 di
 garanzia
 previs?
 dalla Cos?tuzione.

Me;endo
nel
contempo
a
tacere
l’informazione. Pensate
 se
 fosse
 già
 passata
 la
 legge
 sulle
 interce<azioni
 telefoniche
 di
 cui
 ora Berlusconi
vuol
accelerare
l’iter:
né
la
magistratura,
né
l’opinione
pubblica
avrebbero saputo
 niente
 di
 quanto
 è
 avvenuto.
 La
 trasparenza
 nell’azione
 amministra?va


sarebbe
 stata
 cancellata
 e
 le
 combriccole
 e
 i
 comita?
 d’affari
 avrebbero
 agito
 nel silenzio
e
nell’impunità.

A
proposito
di
legalità Sta
 uscendo
 in
 ques?
 giorni,
 per
 l’editore
 Aragno,
 la
 nuova
 edizione
 di
 un
 libro importante:
 L’Italia  corro,a.    Un  secolo  di  malcostume  poli6co
 di
 
 Alessandro Galante
 Garrone.
 Un
uomo
che
fino
alla
sua
morte,
nel
2003,
si
ba;è
senza
tregua contro
la
corruzione.
 Galante
 Garrone
 parte
 da
 quando
 nel
 1895
 Felice
 CavalloA
 scrisse
 la
 “Le<era
 agli ones;
 di
 tuN
 i
 par;;”
 per
 denunciare
 la
 corruzione
 e
 le
 malefa;e
 crispine.
 
 La formula
“ques;one
morale”
nacque
allora,
fu
inventata
proprio
da
CavalloA. Francesco
 Crispi
 rispose
 alle
 accuse
 di
 CavalloA
 inventando
 un’altra
 formula
 che non
suona
nuova
alle
nostre
orecchie.
Rispose
 
affermando:
 “Contro
di
me
è
stata scatenata
una
lo<a
di
fango”. Ques;one
 Morale
 e
 Lo<a
 di
 fango
 sono
 formule
 che
 dopo
 oltre
 un
 secolo ritroviamo
 pari
 pari
 nel
 lessico
 poli?co
 dei
 nostri
 giorni,
 anche
 se
 l’Italia
 di
 fine O;ocento,
 malgrado
 lo
 scandalo
 della
 Banca
 Romana
 e
 la
 corruzione
 crispina, appare
un
paese
sostanzialmente
onesto
rispe;o
all’Italia
di
oggi. Anche
rispe<o
all’Italia
dopo
“Mani
Pulite”. 
Il
sussulto
di
“Mani
pulite”
fu
per
Galante
Garrone
un
fa;o
liberatorio.
 Ma
che
cosa resta
oggi
di
quel
sussulto? Il
 quadro
 fornito
 ieri
 dalla
 Corte
 dei
 Con;,
 nel
 18°
 anniversario
 di
 Mani
 Pulite,
 e impressionante.
In
un
solo
anno
la
corruzione
è
aumentata
del
229
per
cento.
Per
le mazze;e
lo
stato
ha
perso
in
un
anno
69
milioni
di
euro.
 In
testa,
oggi
come
allora, la
 Lombardia
 che
 distanzia
 anche
 la
 Campania
 e
 la
 Sicilia.
 Eppure
 secondo
 certe versioni
ufficiali
dei
nostri
giorni
 “Mani
pulite”
sarebbe
stato
tu<o
un
abbaglio,
una storia
di
eccessi
ed
errori
se
non
di
orrori.
I
magistra?
sono
 
talvolta
indica?
come carnefici
 e
 nemici
 del
 popolo
 e
 i
 corroA
 come
 viAme.
 Ai
 corroA,
 anche
 a
 quelli condanna?
 con
 sentenza
 defini?va
 in
 nome
 del
 popolo
 italiano,
 oggi
 si
 vogliono in?tolare
 strade
 e
 piazze
 d’Italia.
 E
 anche
 di
 Pietrasanta.
 
 E
 mentre
 si
 riscrive
 la storia
dalle
parte
dei
corroN
l’illegalità
dilaga
come
e
più
di
prima.


Secondo
 Transparency
 Interna;onal,
 un’organizzazione
 non
 governa?va
 che
 si propone
di
comba;ere
la
corruzione,
l’Italia
occupa
oggi
una
posizione
imbarazzante nella
classifica
della
legalità:
il
26°
posto
su
31
paesi
europei. A
proposito
di
diriN Ernesto
 Galli
 della
 Loggia
 ha
 scri;o
 l’altro
 giorno
 sul
 Corriere
 della
 Sera,
 non
 so
 se per
 pessimismo
 o
 per
 compiacenza,
 che
 non
basta
cambiar
governo
per
diventare ones;
 perché
 è
 il
 Paese
 che
 è
 corro<o.
 Certo
 il
 risanamento
 morale
 del
 Paese
 è impresa
complessa.
Resa
assai
più
complessa
dall’orgia
di
an;poli;ca
degli
ul;mi
15 anni,
 che
ha
spazzato
via
non
solo
le
vecchie
ideologie,
ma
in
grande
misura
 anche
il pensiero
 poli;co,
 la
 capacità
 della
 poli;ca
 di
 proge<are
 il
 futuro,
 di
 concepire grandi
 disegni.
 La
 poli?ca,
 e
 con
 essa
 le
 funzioni
 del
 governo
 e
 del
 parlamento,
 si sono
sempre
più
rido;e
a
mera
rou;ne
di
potere
con
tu<o
quel
che
ne
consegue. Esiste
 una
 ques?one
 morale
 scissa
 dalla
 ques?one
 poli?ca?
 Credo
 di
 no.
 Anzi
 è proprio
 la
 poli;ca
 che
 va
 cambiata,
 che
 deve
 riacquistare
 il
 senso
 dell’e;ca,
 la capacità
 di
 immaginare
 il
 futuro,
 di
 cambiare
 il
 mondo.
 E
 un
 primo
 passo
 avan? sarebbe
proprio,
malgrado
Galli
della
Loggia,
cambiare
 un
governo
che
fa
leggi
per nascondere
la
corruzione
e
garan;re
l’impunità
ai
disones;. La
cosa
che
più
mi
ha
colpito
leggendo
le
interce;azioni
telefoniche
pubblicate
sui giornali
 in
 ques?
 giorni,
 e
 che
 trovo
 davvero
 sconvolgente
 perché
 emblema;ca
 di un
sistema
di
governo
e
di
un
modo
di
pensare
che
non
conosce
vergogna,
non
è tanto
la
miseria
morale
di
cer?
personaggi
o
il
meccanismo
affaris?co
che
rivelano, quanto
 la
 disinvoltura
 con
 cui
 se
 ne
 vantano
 al
 telefono,
 come
 se
 fossero comunque
sicuri
del
loro
diri<o
all’impunità. Impunità sembra
ormai
diventata
una
parola
d’ordine.
La
si
vuole
per
tuA
gli
aA
e gli
uomini
del
presidente,
 e
sopra<u<o
la
si
vuole
per
il
presidente.
E
neanche
per rea?
commessi
nell’esercizio
delle
sue
funzioni,
ma
per
rea?
comuni,
compiu?
prima e
al
di
fuori
del
suo
ruolo
di
presidente
del
Consiglio. La
lista
delle
leggi
ad
personam
è
lunga
dal

Lodo
Alfano
fino
al
Processo
breve,
 una legge,
 quest’ul;ma,
 che
 non
 abbrevia
 nessun
 processo,
 ma
 ne
 annulla
 mol; garantendo
nei
faA
l’impunità
anche
a
criminali
e
mafiosi,
e
impedendo
che
venga resa
gius?zia
a
tan?
ci;adini
ones?
viAme
di
crimini
e
soprusi,
non
ul?me
le
viAme della
strage
compiuta
tra
la
nostra
gente
qui
alla
stazione
di
Viareggio.
 Per
salvarne uno
si
negano
i
diriN
di
tuN.


Se
dunque
in
questa
campagna
ele;orale
amministra?va
abbiamo
voluto
sollevare
i temi
 della
 trasparenza,
 della
 legalità
 e
 dei
 diriA
 è
 perché
 non
 vogliamo
 che
 si dimen?chi,
in
Italia,
in
Versilia
e
a
Pietrasanta;
 non
vogliamo
che
ci
si
rassegni:
tanto le
cose
vanno
così. Per
questo
abbiamo
voluto
invitare
a
parlarne,
accanto
al
nostro
candidato
sindaco Domenico
Lombardi,
personalità
eminen?
per
esperienza,
competenza
e
do;rina. Prof.
Pizzorusso Da
anni
ormai
si
parla
e
ci
si
scontra
intorno
al
tema
delle
riforme
is?tuzionali.
C’è stata
 una
 riforma
 cos?tuzionale
 fa;a
 dal
 centro
 sinistra
 un
 po’
 in
 fre;a
 
 in
 fine
 di legislatura,
 c’è
 stata
 una
 riforma
 fa;a
 dal
 centrodestra,
 bocciata
 poi
 da
 un referendum
 popolare,
 c’è
 stata
 perfino
 una
 bicamerale
 che
 però
 non
 ha
 prodo;o risulta?.
 Perché
 tanta
 insistenza
 su
 questa
 riforme
 annunciate
 e
 mai
 portate
 a termine.
La
nostra
Cos?tuzione
non
è
più
a;uale?
I
principi
che
sancisce
non
sono più
validi? Do;.
Nannucci Non
le
sembra

che
lo
stato
di
eccezione,
al
di
fuori
dei
controlli
di
legge,
con
il
quale ormai
si
ges?scono
even?
che
non
rientrano
nell’emergenza,
prefiguri
già
una
nuova gerarchia
 is?tuzionale,
 che
 questa
 grande
 deroga
 configuri
 una
 nuova
 Cos?tuzione materiale? On.
Lumia L’intreccio
 
tra
poli?ca
e
corruzione,
malgrado
il
terremoto
di
mani
pulite,
con?nua ad
 essere
 un
 tema
 dominante
 nel
 nostro
 paese.
 Poli?ca
 e
 criminalità
 organizzata, poli?ca
 e
 affari.
 
 C’è
 un
 rischio
 di
 assuefazione
 dell’opinione
 pubblica?
 Ma
 quanto pesa
tu;o
questo
sullo
sviluppo
economico,
culturale,
sociale
del
paese? Domenico
Lombardi Perché,
 un
 candidato
 alla
 guida
 di
 un
 comune
 della
 Toscana,
 ha
 voluto
 me;ere
 al centro
della
sua
campagna
ele;orale
un
tema
come
quello
della
legalità?
Da
quale esperienza
esce
la
ci;à
di
Pietrasanta?




Introduzione Guido Bimbi