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Settembre 2010

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  Esponenti politici di vari colori, amministratori, associazioni di categoria sostengono che la Camionabile servirebbe per sgravare il traffico pesante della “Brentana”, ma il traffico che percorre la Riviera è prevalentemente costituito da auto private (soprattutto pendolari nelle ore di punta), mentre il traffico pesante residuo è causato dalla necessità di servire la miriade di zone produttive/ commerciali disseminate in tutto il territorio. Si sostiene poi la necessità di un collegamento diretto tra l’interporto di Padova e il Porto di Venezia, ma non si dice che questi due poli godono già di

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sicuro aumento del traffico di attraversamento della Riviera da e verso l’A4, e lunghe code in prossimità dei caselli, come del resto succede a Fiesso casello 9 o a Marano e Vetrego. Sicuri sono inoltre il forte impatto ambientale e la frammentazione territoriale. Il punto di attraversamento sul Brenta a Vigonovo

ampie possibilità di collegamento a Nord con l’autostrada A4 (ora potenziata dal Passante) e con la linea ferroviaria ad alta capacità PD-VE; a sud attraverso l’ormai

completa Strada dei Vivai e la Romea. La realtà evidente è che una nuova camionabile non solo non risolverebbe questi problemi, ma li aggraverebbe provocando un

 Si parla spesso nei documenti urbanistici veneti di “asse plurimodale” dell'Idrovia, vale a dire di un sistema di vie di comunicazione che dovrebbero includere l'acqua, l'Idrovia, appunto, un collegamento su rotaia e così via. Ma l’unica

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opera in progetto è una nuova strada chiusa a pagamento con una corsia per senso di marcia, praticamente un’autostrada a sud del Naviglio parallela alla A-4 che, intersecando la Romea Commerciale a Lughetto, darà il colpo

di grazia ai comuni a sud della Riviera. è strettamente legata a un altro progetto, il Grap, Grande Raccordo Anulare di Padova dichiarato di pubblica utilità dalla Giunta regionale di Galan nel novembre 2006 e il Continua pag 2

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  Lunghezza: 21,35 km Larghezza: 10,5 m Opere connesse: ponte sul Brenta a Vigonovo (380m), innesti a Mira e Padova, caselli a Sambruson, Paluello, Vigonovo Opera complementare: canale scolmatore da 250 mc/s Costo: 130 mln euro Proponente: società GRAP spa Durata concessione: 39 anni


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Camionabile sull’Idrovia

 La “camionabile” porterà con sé consumo di suolo agricolo (almeno 700.000 mq), aumento dell’inquinamento atmosferico, delle emissioni clima-alteranti, dell’inquinamento acustico, attraversamentodi numerosi corridoi ecologici, di due corsi d’acqua (tra cui il

Dalla prima e il progetto preliminare è stato presentato nel 2008.Inizialmente si sono espressi favorevolmente per la sua realizzazione i Comuni di Mira (pur esprimendo alcune osservazioni critiche), Dolo, Fossò, Fiesso, le province di P a do va e V e ne zia;contrari invece i Comuni di Vigonovo e Il vento semSaonara. bra ora cambiare di direzione, almeno un po’: la pressione esercitata dai Comitati di CAT ha infatti indotto molti Sindaci ad esprimere pareri sempre più critici su quest’opera

Brenta) tutelati da vincolo paesaggisticoambientale, e di vaste zone ad alto rischio idraulico. Ed è proprio il rischio idraulico a Destare la maggiore preoccupazione: infatti il canale scolmatore previsto come opera complementare in connessione

con il fiume Brenta a Vigonovo, avrebbe una portata massima di circa 250 mc/s.Secondo il Proff. D’Alpaos, dell’Università di Padova, in caso di piena, il Brenta travaserebbe sul canale scolmatore con una portata di 350-400 mc/s. In pratica,

e a riconoscere la fondatezza dell’Idrovia come valida alternativa. Emblematico da questo punto di vista l’inversione di rotta del Comune di Dolo, che con la nuova Sindaca Manuela Gottardo, si è decisamente espresso (anche se non ancora con atti formali) contro la nuova opera.

  La Regione Veneto aveva molta fretta, e non voleva intoppi; così, per bypassare il parere contrario di

alcuni Comuni, e accelerare l’iter di approvazione, ha pensato bene di procedere con le proce

il canale scolmatore, non essendo in grado di smaltire questa enorme quantità d’acqua, diventerebbe un formidabile distributore di esondazioni in tutta la Riviera, a nord come a sud, attraverso fiumi e canali collegati come il Nuovissimo.

dure speciali previste dalla Legge Obiettivo. Peccato che la Camionabile, ancora oggi, non sia stata inserita tra le opere di interesse nazionale. Scoperto l’inganno, CAT

insieme a centinaia di cittadini, ha smascherato la Regione in due assemblee pubbliche (2008), e presentato esposti e denunce. Risultato: la camionabile è rimasta ferma al palo.


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  L’alternativa alla Camionabile c’è, ed è facilmente realizzabile: basta completare i 13 km dell’Idrovia Padova mare, un canale navigabile riconosciuto dall’accordo europeo sulle vie navigabili. Chi nel 2010 parla ancora di strade per risolvere i problemi di traffico, o ha interessi particolari o è culturalmente arretrato. Il trasporto fluvio-marittimo è ormai una realtà in tanti paesi d’Europa, ma anche nel sistema basso padano. I nuovi battelli a basso pescaggio possono navigare sia sui canali sia sotto costa , togliendo migliaia di TIR dalle strade,

con ovvi vantaggi per la diminuzione dei costi sociali e ambientali. Con anni di ritardo, ora sembra che anche il Porto di Venezia sia deciso a dare impulso alle autostrade del mare con il progetto di piattaforma off-shore per le grandi navi a largo del Lido. Unitamente alla

piattaforma e al sistema navigabile Po-FisseroCanal Bianco, l’Idrovia diventerebbe essenziale per rivoluzionare il sistema di trasporto dell’alto Adriatico, rendendo di fatto inutili sia la Camionabile che la Romea Commerciale. Inoltre la realizzazione dell’Idrovia

(e non di un semplice canale scolmatore) consentirebbe di mettere in sicurezza idraulica ampie zone di Padova e della Riviera del Brenta, senza contare i benefici dal punto di vista urbanistico e paesaggistico.

    La Legge italiana n.16/2000 recepisce l’accordo europeo sulle grandi vie navigabili (Ginevra 1996), che identifica l’Idrovia Padova-Venezia con il codice E 91-03 Il completamento costerebbe 60 milioni di euro, la camionabile 130 milioni.

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Il prof. E. Brizzolara dell’Università di Genova ha proposto un nuovo tipo di imbarcazione fluviomarittima per il Canal Bianco, che tuttavia potrebbe andar bene anche per l’ Idrovia Padova-Mare, se fosse completata al V° livello. Queste le caratteristiche: Lunghezza: 109,6 m Larghezza: 11,5 m Pieno carico: 3180 ton. Immersione: 2,8 m Altezza: 5,1 m Potenza tot. motori: Conca Gusso a Piazza 110kw Per una buona manovra Vecchia—Mira

bilità in acque ristrette è stato previsto anche un propulsore prodiero di manovra da 350 Kw a getto d’acqua, interno alla carena. Una simile imbarcazione può contenere fino a 98 containers (TEU) o anche un carico misto, con portata massima di 1800 tonnellate…con un unico motore ! Il suo costo è sostanzialmente simile a quello delle attuali imbarcazioni, ma potrebbe costituire un’occasione unica per l’industria cantieristica

veneta. È interessante notare che questa chiatta fluviomarittima offre un rapporto positivo di pesopotenza 20 volte superiore a quello di un TIR moderno. Entro il 2006 il nuovo battello verrà approvato dai Registi di classifica navale e potrà navigare anche nell’attuale Idrovia PD-VE senza alcun ampliamento. (tratto da inserto speciale Ass. Salvaguardia Idraulica)


 Serve al “Partito del Cemento” costituito da politici ed ex politici variamente assortiti, dai soliti imprenditori sempre in prima fila per i grandi appalti, e poi dalla nutrita schiera di progettisti e consulenti legati a questa o a quella cordata politica. Basta vedere chi c’è nel consiglio di amministrazione della GRAP spa: Amministratore delegato Lino Brentan (in quota al PD), Presidente Vittorio Casarin (ex presidente della Provincia di Padova per Forza Italia), vice presidente Piergiorgio Baita della Mantovani (ditta che ha praticamente il monopolio delle opere realizzate in finanza di progetto in Veneto), consigliere Flavio Zanonato (PD, sindaco di Padova). Proprio Brentan ha ammesso pubblicamente sui giornali che la Camionabile dovrà essere a pagamento perché altrimenti la società Autostrada Padova-Venezia, scaduta la concessione sulla tratta PD-VE (che passa alla Cav, la società che gestisce il Passante), non avrebbe introiti sufficienti per sopravvivere. In sostanza, la Camionabile non sarebbe altro che la continuazione in vita della società Autostrada Pd-Ve. Il fatto che si voglia realizzare questa strada ha inoltre già stimolando gli appetiti di numerosi speculatori edilizi, che a due passi da questa strada stanno già pensando di fare o ampliare numerose zone produttive/commerciali; si pensi a Città della Moda, l’ampliamento di almeno il 10% delle aree artigianali e commerciali esistenti di Giare, Fossò, Camponogara, etc.. (previsto nel nuovo PTCP), insediamento commerciale da 140.000 metri quadrati tra Calcroci e Lughetto

Una nota particolare merita il Polo Logistico di Dogaletto, una piattaforma da 4.000.000 di mq, prevista da un progetto strategico della regione Veneto, da realizzare nell’area agricola antistante alla Laguna, in piena zona SIC (vedi foto).Infine la camionabile costituirebbe la testa di ponte per l’arrivo della nuova autostrada “Romea Commerciale” in Riviera

con innesto a Roncoduro proprio dove dovrebbe sorgere Veneto City. Sarebbe il colpo di grazia per tutta la Riviera: Mira, Dolo, San Bruson, Paluello, Fossò e Vigonovo farebbero la fine di Vetrego. Ce n'è abbastanza perchè Comuni, Province e Regione stralcino definitivamente questo progetto. Molto più utile sarebbe finanziare uno studio autonomo sulle reali necessità di un nuovo collegamen-

-to Padova-Venezia, ed eventualmente verificare quale tra idrovia e ferrovia sia la migliore soluzione, mettendo al centro degli obiettivi delle future scelte la tutela della salute dei cittadini, la sicurezza idraulica, la salvaguardia ambientale, e del patrimonio storico-paesistico.

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