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Anno III - N. 14 1 SETTEMBRE 2011 DISTRIBUZIONE GRATUITA 20.000 COPIE

GIORNALE NAZIONALE D’INFORMAZIONE FUMETTISTICA

SI APRONO LE DANZE Ormai è così da sei anni. Narnia Fumetto apre le danze e inaugura la stagione delle fiere fumettistiche che per i prossimi mesi costelleranno numerose come astri tutto lo stivale italico. Che Narnia Fumetto sia il modo migliore di cominciare il tour de force che porterà editori, distributori, negozianti e, soprattutto, appassionati a spostarsi su e giù per l’Italia è opinione diffusa. A Narni si sta bene. La città è accogliente, l’organizzazione capace e volenterosa. Si respira un’aria di passione sincera per un media che da oltre 100 anni non fa che rincorrere se stesso, mutando, adeguandosi, anticipando e seguendo l’iter evolutivo che la nostra complessa società affronta quotidianamente. E così come il fumetto muta freneticamente, anche Comic-Soon inizia un nuovo percorso. Senza dimenticare la strada indicata e l’ottimo lavoro compiuto da chi mi ha preceduto, il nostro free press è pronto a diventare, uscita dopo uscita, qualcosa di nuovo. Già da questo numero rafforza la sua presenza nelle fumetterie, nelle scuole di fumetto e in tutto i luoghi in cui si pensa in nuvolette. Inoltre nuovi collaboratori prestigiosi come Roberto Recchioni, Michele Ginevra e Andrea Sani ci hanno concesso l’onore di mettere la loro penna al servizio del nostro desiderio di intrattenere e approfondire. Insomma, posate il vostro zaino a fianco della pila di fumetti che avete appena comprato e sedetevi vicino a quel cosplayer che non riconoscete, rilassatevi e gustatevi il vostro Comic-Soon. Ne leggerete delle belle. Andrea Mazzotta

Intervista ad Esad Ribic

(rivista in registrazione) Prossima uscita: 28 OTTOBRE 2011 - 50.000 COPIE A LUCCA COMICS & GAMES 2011 E NELLE MIGLIORI FUMETTERIE E SCUOLE DI FUMETTO

p. 5 Digital Divide di RRobe

p. 19 Focus On Dylan Dog

p. 21-22

Redazione Tespi - Via Vigna Fabbri, 5 - 00179 Roma; web: http://www.comic-soon.com; e-mail: info@comic-soon.com. Comic-Soon ® Tespi srl. Responsabile editoriale: Andrea Mazzotta; responsabile pubblicità e diffusione: Valentino Sergi (diffusione@comic-soon.com); grafica e impaginazione: Maryam Funicelli. I copyright, dove non diversamente indicato, sono degli aventi diritto.


2 Comic-Soon n14


MAPPA DI NARNI AL CENTRO DELLA RIVISTA PROGRAMMA

ASPETTANDO NARNIA FUMETTO presso l’auditorium San Domenico Mercoledì 31 agosto, ore 21: Francesco Cafiso 4th Giovedì 1 settembre, ore 21: Danilo Rea Trio Durante gli spettacoli, gli autori di Zagor e Dampyr, Stefano Andreucci e Mauro Laurenti, produrranno dei disegni dal vivo proiettati su un maxischermo, in una interessante commistione di musica ed immagini. Info: www.narniblackfestival.it VENERDÌ 2 SETTEMBRE

Preapertura dalle 15 alle 20: costo di ingresso 1 euro! Stand Sergio Bonelli Editore (Mostra Mercato) Ore 17 Fabiano Ambu (Dampyr) Ore 18 Marco Santucci (Dampyr)

SABATO 3 SETTEMBRE

Incontri e conferenze presso l’Auditorium della Mostra Mercato (San Domenico) Ore 12 Nicola Pesce Editore presenta: 2012 - La Fine del mondo - Istruzioni per l’uso.

Ore 15 Workshop: CONCEPT, MODELLO 3D, SET UP ED ANIMAZIONE DI UN PERSONAGGIO PER CARTONI ANIMATI – ad opera della CGK School© (marchio registrato della Dot Mind in Motion©) - ingresso libero. Ore 16 Premiazione del concorso CGK Creative Concept – consegna premi “miglior personaggio di fantasia” e “miglior soggetto creativo”. Ore 16,45 300 volte Dylan. L’Indagatore dell’Incubo compie 25 anni. Spegneranno le candeline Paola Barbato, Lola Airaghi, Alessandro Poli, Pasquale Ruju ed Angelo Stano. Incontro a cura dell’Associazione “Dylandogofili – collezionisti Dylan Dog dal 2003”. Ore 18 Zagor, cinquanta e non sentirli. Intervengono Renato Polese, Alessandro Chiarolla, Michele Rubini, Mauro Lanurenti e Stefano Andreucci. A cura di Alessandro Di Virgilio. Stand Sergio Bonelli Editore (Mostra Mercato) Ore 12 Andrea Del Campo (Dampyr) Ore 14 Michele Rubini (Zagor) Ore 16 Mauro Laurenti (Zagor) Ore 17 Massimo Carnevale (Dylan Dog) DOMENICA 4 SETTEMBRE

Incontri e conferenze presso l’Auditorium della Mostra Mercato

(San Domenico) Ore 12 Esad Ribic e Darick Robertson: Vecchio e Nuovo Mondo nella Casa delle Idee. Intervista di Davide Occhicone. Ore 14 Permette un osservazione? La critica del fumetto in Italia - Intervengono: Davide Occhicone (Lo Spazio Bianco), Lorenzo Corti (Double Shot), Andrea Mazzotta (Nicola Pesce Editore), Alessandro Bottero (Fumetto D’Autore), Nicola Peruzzi (saggista). A cura di Alessandro Di Virgilio. Ore 16 L’altra metà della scrittura? Incontro con Paola Barbato. A cura di Alessandro Di Virgilio

Stand Sergio Bonelli Editore (Mostra Mercato) Ore 12 Alessandro Bocci (Dampyr) Ore 14 Alessandro Chiarolla (Zagor) Ore 16 Maurizio Di Vincenzo (Dylan Dog) Ore 17 Stefano Andreucci (Tex) ALTRI APPUNTAMENTI

INCONTRI CON AUTORI Gli autori presenti alla manifestazione saranno disponibili presso lo stand dell’Artist Alley, nella mostra mercato a San Domenico in orari che renderemo noti durante i tre giorni della fiera, per sessioni di disegno ed autografi. Gli albi degli autori ospiti e il merchandising della manifestazione saranno acquistabili presso il punto-shop

dell’associazione Amici Miei, sempre all’Artist Alley.

Sabato 3 settembre ore 19,15 Aperitivo con Zagor, presso il locale Caffè Gnocchetto e Gnocchetto Divino. Evento organizzato in collaborazione con il disegnatore di Zagor Mauro Laurenti. Domenica 4 settembre ore 15 presso lo stand Dylandogofili, nella mostra mercato, i disegnatori di Dylan Dog, Lola Airaghi e Alessandro Poli, firmeranno due litografie inedite e a tiratura limitata, realizzate per l’occasione. INFO

NARNIA FUMETTO 6° EDIZIONE (2, 3 e 4 settembre 2011) è organizzata dall’Associazione Culturale Amici Miei, dal Comune di Narni e dalla libreria del fumetto Antani Comics di Terni, col patrocinio della Provincia e del Comune di Terni. Venerdì dalle 15 alle 20. Biglietto d’ingresso: 1€ Sabato e domenica orario continuato 10-20. Biglietto d’ingresso: 5€ Per informazioni: www.narniafumetto.com Contatti: 0744.471523; 328.4122189

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PROGRAMMA LUDICO

Associazione Ludiche Menti (Chiostro San Francesco) L’associazione animerà l’area con la sua ludoteca e la possibilità sfidarsi o imparare a giocare a Risiko!, Monopoli, Coloni di Catan, Carcassone, Ticket to Ride, Scacchi, Dama, Villa Paletti, Cash’n Guns, Genga e tanti altri.

Associazione Legio Dracones (Chiostro San Francesco) L’associazione metterà a disposizione dei visitatori il proprio stand e il proprio personale sportivo per far conoscere la pratica del Softair, mettendo in mostra le attrezzature necessarie per il gioco e proiettando video dimostrativi, oltre a far partecipare i visitatori a una piccola dimostrazione.

La Locanda Dei Giullari (giardini di San Bernardo) Ludoteca con giochi di ruolo cartacei e di miniature offerti dall’associazione (Munchkin con le varie espansioni, Sì Oscuro Signore!, Lupus in Tabula) e tavoli dimostrativi di Dungeons & Dragons 3.5, Scion, Marvel Superheroes, Sine Requie, ecc. Scambio carte di Magic The Gathering! e Yu-Gi-Oh! Presentazione, con tavolo dimostrativo, della nuova e originale ambientazione per giochi di ruolo cartecei Arthrendaal – Il Mondo Celato ideata e scritta da S. Cipiccia, nonché della sua versione dal vivo attiva nella provincia di Terni, con la possibilità di provare l’attività durante un mini evento. Tavolo dimostrativo dei giochi prodotti dalla Ganesha a cura di A. Sfiligoi. Tornei di spada e combattimenti liberi nell’arena. Gli esperti truccatori della Locanda dei Giullari offriranno i loro servigi a chi vuole sperimentare qualche make up fantasy. REGOLAMENTO 3° EDIZIONE AMICI MIEI COSPLAY CONTEST

La gara cosplay si svolgerà Domenica 4 Settembre a partire dalle ore 16,00. Le premiazioni si svolgeranno a seguire, indicativamente alle ore 18,00. La partecipazione non prevede nessun costo di iscrizione, e le iscrizioni verranno raccolte domenica dalle 12 alle 15,30. I partecipanti sono pregati di presentare un’immagine del personaggio interpretato per facilitare il compito della giuria. Per il regolamento completo, visitate l’area GAMES e COSPLAY del sito www.narniafumetto.com

I premi saranno dei buoni acquisto da 60 euro, spendibili da Antani Comics (v. Armellini 6, Terni) e NetCityShop (v. Brin 91, Terni). Per informazioni: info.cosplaynarnia@gmail.com

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IL VINCITORE DEL CONCORSO VERTICALISMI LISTA OSPITI LOLA AIRAGHI FABIANO AMBU STEFANO ANDREUCCI PAOLA BARBATO FRANCESCO BIAGINI ALESSANDRO BOCCI MANUEL BRACCHI MASSIMO CARNEVALE ELENA CASAGRANDE GIANLUCA CESTARO RAUL CESTARO ALESSANDRO CHIAROLLA CRISTIANO CUCINA ANDREA DEL CAMPO DANIELA DI MATTEO GIUSEPPE DI PASCA MAURIZIO DI VINCENZO ALESSANDRO DI VIRGILIO RICCARDO RCK015 FIORINI ENRICO GALLI FABRIZIO GALLICCIA MARFISIA GIANNONI MAURO LAURENTI LUCA MARESCA LUCA MARRANDINO ELISABETTA MELARANCI MAURIZIO NARDIELLO ALESSANDRO POLI LUCA PIERSANTELLI RENATO POLESE GIORGIO PONTRELLI PHAB POSTINI PASQUALE QUALANO MASSIMO RAIMONDO ESAD RIBIC DARICK ROBERTSON PASQUALE RUJU TONY SANDOVAL MARCO SANTUCCI ANGELO STANO SILVIA ZICHE


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A cura di Emanuele Emma

er la prima volta a Narnia Fumetto sarà presente uno degli autori più apprezzati della new wave di talenti europei che stanno affluendo alla Marvel Comics: Esad Ribic.

Comic-Soon: bentornato in Italia, mr. Ribic! Prima di diventare un disegnatore di fumetti, la immaginiamo come un lettore: quali erano le sue letture preferite da ragazzo? E ora quali sono le uscite che non mancano mai nella sua libreria? Esad Ribic: ho iniziato con dei titoli Bonelli: il primo è stato Zagor, poi Martin Mystère, Ken Parker e altri. Sono stato anche lettore dei lavori di Magnus, nella fattispecie adoravo Alan Ford. Al liceo ho seguito una “dieta” franco-belga: Moebius, Hermann e Bilal erano i miei preferiti. In quel periodo ho scoperto anche Buscema, non che potessi definirmi un Marvel fan, ma di Buscema sì. Non appena iniziai a leggere fumetti scoprii anche il mondo dell’illustrazione e mi innamorai velocemente di Frazetta, Cornwall, N.C. Wyeth… Tutto ciò mi fece amare anche i fumetti dipinti, come quelli di Fernando Fernandez, Segrelles, Corben, Sienkiewicz… Ora come ora mi limito a osservare e raramente leggo. Ho amato Promethea e la serie dei Metabaroni, questo genere di opere. CS: alle fiere del fumetto ha la possibilità di incontrare i suoi fan: le piace ricevere feedback del proprio lavoro direttamente dai lettori? ER: sì, è questo il modo giusto di comunicare, deve essere a due vie! CS: spazia agevolmente da uno stile pittorico come quello usato in L o k i e in S i l v e r S u r f e r : R e q u i e m aduno più classico, come quello di Uncanny X-Force e U l t i m a t e C o m i c s : U l t i m a t e s . Con quale dei due si sente più a suo agio e in che modo cambia il suo approccio alla pagina? ER: non penso che siano stili

diversi anzi, quando dipingo, dipingo semplicemente sopra le matite che vedete in Ultimates. Ci sono piccoli cambiamenti nell’approccio alla pagina, ma sono di natura tecnica e di lieve entità. La principale differenza è che mi limito a schizzare la matita quando dipingo (nessuno la vedrà mai, quindi non devo abbellirla). Se proprio dovessi trovare una differenza tra i due “stili”, quella principale sarebbe che evito determinate soluzioni che sono legate alla scala tonale della pittura. CS: ha completa libertà nella costruzione della tavola? ER: il più delle volte, mi sforzo nell’inserire nella tavola tutte le informazioni contenute nella sceneggiatura, dopodiché aggiungo qualcosa di mio se sono trascinato dall’ispirazione.

CS: quali sono i suoi disegnatori di fumetto preferiti? C’è qualche maestro del passato che è stato sua fonte di ispirazione per i suoi lavori? ER: il primo posto è a pari merito tra Caravaggio e Frazetta. Tra gli altri ci sono Moebius, Shirow, Buscema, i preraffaelliti, il Rinascimento, i film… Diverse influenze in diverse situazioni.

CS: le piacerebbe scrivere una storia anziché “semplicemente” disegnarla? ER: mi piacerebbe, ma il saper scrivere è un’arte che richiede molto tempo prima di poter essere padroneggiata a dovere, quindi preferisco che siano gli scrittori a farlo. Probabilmente riuscirei a scrivere una trama avvincente, un racconto forse, ma una sceneggiatura è tutta un’altra bestia! Ho iniziato come “autore completo” scrivendo e disegnando i miei primi lavori underground, ma ho presto deciso che ero meglio come disegnatore e ho seguito quella strada.

Nato a Zagabria nel 1972, iniziò la sua carriera indirizzato verso l’animazione, lavorando come assistente per la Zagreb Film, e creando fumetti per hobby. In seguito alla guerra lo studio fallì, e Ribic tentò di sfruttare l’esperienza maturata nel settore del fumetto,arrangiandosi anche come illustratore e grafico su qualunque progetto a disposizione. A metà degli anni ‘90 decise di buttarsi all’estero e riuscì ad entrare alla Antartic Press, piccola casa editrice del Texas: da lì ottenne un accesso più facile alla DC/Vertigo per cui realizzò alcune storie brevi, copertine e la miniserie Four Horsemen su testi di Robert Rodi; per lo stesso scrittore illustrò Loki, lavoro in stile pittorico unico nel suo genere, per la Marvel, a cui passò in seguito. Dopo il primo lavoro, cioè la conclusione di Children of The Atom, per la casa delle idee realizzò numerosi fill-in ma anche, e soprattutto, Silver Surfer - Requiem (con J. M. Straszinsky) e Submariner - Depths (con Peter Milligan). Attualmente sta realizzando la nuova serie di Ultimates per la Marvel.

© Studentski Kulturni Centar - www.skc.org.rs

INTERVISTA A ESAD RIBIC

fosse possibile costringerlo a scrivere una sceneggiatura per un fumetto

CS: come dicevamo qualche riga più in alto, attualmente sta lavorando ad U l t i m a t e C o m i c s : U l t i m a t e s sui testi di Jonathan Hickman. Visto che leggeremo questa serie soltanto l’anno prossimo che anticipazioni può darci? ER: non molto, la sceneggiatura è piena di azione e politica e mi sto divertendo molto nel disegnarla, vedremo cosa di-

ranno i fan. È liberatoria per me, perché ha un nuovo approccio visivo, spero che ai lettori piaccia!

CS: grazie mille per il tempo che ci ha concesso, speriamo di poterla incontrare di nuovo e ci auguriamo che trascorra dei bei momenti qui in Italia. ER: grazie a voi, mi diverto sempre molto quando vengo in Italia e sono sicuro che questa volta non farà eccezione! Ciao!

CS: legge i suoi fumetti una volta che sono stati pubblicati? ER: no. Se capita, dopo un paio di anni: questo mi permette, spero, di giudicarli a freddo e di analizzarli in maniera più oggettiva. Mi serve per cercare errori e ingenuità delle quali non ero consapevole all’epoca.

CS: c’è un personaggio che non ha ancora disegnato con cui le piacerebbe confrontarsi? ER: vedo i personaggio come degli strumenti, quindi se lo strumento calza bene nella storia sono contento. Se volessi disegnare un determinato personaggio solo perchè ha un design accattivante cercherei di disegnare una copertina o due. CS: c’è uno scrittore con il quale le piacerebbe lavorare? ER: qualsiasi bravo scrittore mi venga in mente! Lavorare con Gore Vidal sarebbe interessante, se

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IL TOPO, FUORI DALLA TRAPPOLA

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di Claudio Fe rracci

stremamente divertente, e quindi iniziativa editoriale assolutamente da lodare, la distribuzione in edicola della collana di cartonati I tesori Disney. Ritrovare vecchie storie di Topolino e Co. non è una novità, anzi è un tormentone della casa editrice; un collezionista tra ristampe, classici e polpettoni vari, spesso anche malamente rilegati, rischia di avere numerose copie e versioni delle storie importanti. Ma i Tesori sono un’altra cosa, divertenti dicevo, anche se le storie sono sempre quelle, per averle “accorpate” per tema, e non più per autore o per data o per personaggio. Così ti trovi tutte insieme le migliori storie di Paperino con Reginella, oppure tutto il ciclo DragonLords eccetera….e con i testi redazionali impedibili di Luca Boschi e Alberto Becattini, che da soli varrebbero la spesa. Ma quello che aspettavo di più, quello che tolkienamente potrei definire “il mio tesoro”, è il numero 11, intitolato Topolino e Atomino. Ciò è certamente legato alla mia età anagrafica, alle letture di un’infanzia con poca o nulla televisione e manco l’ombra di computer, e al fatto che il topo protagonista delle avventure contenute in questo impedibile volume è stato il compagno di assolati pomeriggi estivi. Ma come succede ai lettori esigenti, mi aspettavo che alla rilettura queste storie, al di là dell’aspetto affettivo, mi risultassero lente, melense... in poche parole, come si dice con un eufemismo, “datate”. E invece no, posso dire che oggi come allora il taglio dato da Romano Scarpa, riconosciuto maestro dei cosiddetti “Disney italiani”, alle topesche vicende eleva il livello della narrazione quanto a idee, sceneggiatura, trovate. Pur immaginando il contesto piuttosto artigianale degli autori dell’epoca (si parla della fine degli anni

Romano Scarpa, 1970 ©romanoscarpa.net

‘50) non riesco a non immaginarmi il signor Romano che si diverte come un matto a confezionare questi piccoli “film di carta”, col risultato di divertire anche il lettore. Anche se bisogna riconoscere che il nostro autore poteva contare su un’invidiabile e oggi impensabile libertà creativa, ma questo non ne sminuisce i meriti; gli autori di oggi dovrebbero comunque ammettere che con le idee, gli spunti che Scarpa infilava in un’unica storia, oggi ce ne confezionerebbero una decina. Ma oltre alla profusione di trovate avventurose e umoristiche, quello che rende la lettura di questi lavori ancora oggi estremamente piacevole è il ritmo. Non dà tregua Scarpa, infilando elementi necessari all’intreccio e inserti puramente comici, e da talento naturale dipana sceneggiature impeccabili, data anche la densità degli accadimenti, non si concede una vignetta di troppo.

Romano Scarpa all'Expocartoon del 2000 ©papersera.net

IL MAESTRO DEL MAESTRO

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Il vero padre del Topolino che noi italiani abbiamo nel cuore, quello strano detective candido e perspicace al tempo stesso, è Floyd Gottfredson. Ex proiezionista cinematografico, entrato alla Disney per fare i cartoni animati, fu “girato” momentaneamente al neonato settore fumetti per quotidiani, e vi restò per quarantacinque anni. Soggettista notevole oltre che disegnatore, dette maturità e completezza al Topolino a strisce specie nel periodo di collaborazione con lo scrittore Bill Walsh (1943-1956). È lui il maestro di Romano Scarpa, ed è la fine dell’avventura nelle strisce giornaliere americane (che a metà degli anni ’50 divennero umoristiche e autoconclusive) che lasciò orfani i lettori italiani dell’intreccio, del mistero, della sagacia del formidabile topo investigatore. Romano Scarpa, senza soluzione di continuità, ha proseguito un filone collaudato e che sarebbe venuto a mancare, prendendo tutto il meglio degli anni miglio-

ri del duo WalshGottfredson e, incredibile a dirsi, migliorandolo. Gli americani, pur avendo scritto una pagina fondamentale della storia del fumetto e dell’intrattenimento in genere, avevano il limite della “daily”, la striscia quotidiana. Le avventure del nostro topo si dipanavano ad una striscia al giorno, sui quotidiani, ma la loro edizione italiana ne richiedeva il montaggio a storie intere, al massimo divise in due parti, e questo non rendeva in termini di ritmo narrativo, nonostante i brillanti soggetti. Scarpa parte già per il Topolino libretto, del formato di quello attuale, riconvertito da Mondadori nel ’49 dal formato giornale, ormai superato, per adattarlo al formato di “Selezione dal Reader’s Digest”, un magazine che è stato quanto di peggio il colonialismo culturale americano ci abbia regalato (ma questa è un’altra storia). Il topo entra così in una “gabbia” di sei vignette per pagina, ma senza i tagli e i balbettii del rimontaggio dalle strisce; l’intreccio narrativo conosce così il ritmo. CHE ATTORE QUEL TOPO!

Questo “Tesoro” Disney raccoglie una serie di avventure che Topolino divide a vario titolo con Atomino BipBip, personaggio creato appositamente da Scarpa per la storia Topolino e la Dimensione Delta, e poi più volte utilizzato come comprimario, vistene le potenzialità, in diverse altre storie. Di queste, oltre alla prima, il volume raccoglie Topolino e Bip-Bip alle Sorgenti Mongole, Topolino e la collana Chirikawa e Topolino e il Bip-Bip 15, una selezione di tutto rispetto. Ma è la storia della collana Chirikawa, indossata in gioventù dalla zia Topolinda (altro personaggio creato per l’occasione dall’autore) che più di ogni altra ha dato da scrivere ai critici ed è rimasta nel cuore dei lettori. In questa storia del 1960, tra citazioni cinematografiche hitchcockiane (specie da Vertigo, 1958), inusitate -

all’epoca - sequenze in soggettiva e sapiente gestione e graficizzazione dei flashback, Scarpa scoperchia il lato oscuro, noir, di Topolino. Se nell’importante saggio di Antonio Faeti, In trappola col topo (Einaudi, 1986), lo studioso bolognese, analizzando il periodo d’oro del Topolino WalshGottfredson, teorizza una sorta di fil rouge tra Charles Dickens, Frank Capra e Walt Disney, non possiamo non notare come il principale interprete del cinema di Capra sia James Stewart e come il personaggio dell’americano qualunque, ingenuo e pieno di buoni sentimenti, ma acuto e capace di cavarsela in tutte le situazioni, fino all’immancabile lieto fine, sia vestito allo stesso modo dall’“attore” Topolino. Con Scarpa che mette il topo nelle stesse trappole in cui Alfred Hitchcock aveva messo James Stewart, in Vertigo – La donna che visse due volte, L’uomo che sapeva troppo, Nodo alla gola o La finestra sul cortile, il cerchio si chiude; Mickey e Jimmy hanno recitato lo stesso personaggio, con la stessa abilità e facendoci sognare allo stesso modo. NOTA BENE

Va ricordato che per necessità narrative di Topolino e la collana Chirikawa Scarpa crea il personaggio di Trudy, la passionale fidanzata di Gambadilegno. Per quanto riguarda questa edizione, ritengo sia molto da apprezzare la curatela, che ha indicato di riproporre le storie nell’originale versione con due pagine a quattro colori alternate con due pagine in bianco e nero (si trattava di un escamotage tipografico di tutto rispetto, se si tiene conto che la riduzione in questo modo dei costi di stampa di circa 3/8 ha consentito a rendere più economiche e quindi più popolari queste pubblicazioni). Mi sembra molto importante anche l’attenzione filologica per la quale il colore di Atomino, che nelle storie succedutesi negli anni era variato da celeste a rosa, non è stato uniformato e la cosa è stata spiegata nei testi redazionali. Sono questi elementi di qualità che concorrono a rendere anche un prodotto “da edicola” degno della libreria del salotto buono.


ROCKETEER TORNA A VOLARE IN ITALIA

personaggio capace di imporsi nel paronama fumettistico statunitense e mondiale. Si può amare il protagonista Cliff Secord, pilota scavezzacollo e temerario piombato in una situazione più grande di lui, senza aver mai letto di Doc Savage, The Shadow, Operator 5 e G-8, o aver mai visto una puntata di Spy Smasher o Commando Cody. Si può rimanere affascinati di fronte alla bellezza di Betty, la procace fidanzata di Cliff, senza aver mai visto una sola fotografia di Bettie Page. Per apprezzare le avventure di Rocketeer basta tornare con l’animo a quando si era bambini, quando si pensava che bastasse uno zaino jet per violare la gravità. Ciò che viene richiesto al lettore di oggi da Dave Stevens è quello stesso sense of wonder che avevano i lettori di riviste pulp o dei primi comic book: non ingenuità, ma innocenza e desiderio di evasione.

Stevens è riuscito a catturare quell’immaginario, quell’epoca che conosceva bene e amava tantissimo, riuscendo a far rivivere nel suo fumetto tutta l’atmosfera di una società che si avviava, nonostante l’ombra della Seconda Guerra Mondiale, verso un’era di progresso tecnologico e scientifico. Stevens rievoca l’America di fine anni ’30, la fa rivivere senza indulgere in citazioni superflue o ridondanti, senza pedanteria, ma con entusiasmo e nostalgia. Ora tutta la magia di questo inimitabile classico, di questo pezzo di storia del fumetto americano, torna in una prestigiosa edizione impreziosita da un ricco apparato di bozze, schizzi e studi preparatori, con una gustosa introduzione di un grande scrittore di fantascienza del calibro di Harlan Ellison, che può darci testimonianza viva di Stevens grazie ai suoi ricordi di amico. L’introduzione di Ellison fu scritta nel 1985, ma rimane ancora una testimonianza vivida e reale. È per gli appassionati un avvenimento a lungo atteso la riproposta dell’intera serie in due volumi editi da Salda Press. Per chi aveva letto di Rocketeer sulle pagine dell’Eternauta e sulla collana Best Comics della defunta Comic Art, per chi aveva apprezzato il film della Disney

del 1991, lo spericolato Rocketeer torna a sfrecciare nei cieli fumettistici d’Italia. Un evento che purtroppo lascia un po’ di amara tristezza e di rimpianto per un brillante autore che ci ha lasciato troppo, troppo presto. Stevens ci ha donato però la sua più riuscita creazione e il suo amore per l’azione e l’avventura, il suo tratto vivido e pulsante, attenuano un poco questo senso di perdita donando una vibrante e scintillante impronta di immortalità all’arte del fumetto.

Schiavo e nelle contrapposte fazioni e linee di pensiero nate attorno alla sua situazione. E poi, naturalmente, ci sono gli zombie, sempre diversi in ogni episodio ma sempre sanguinari e mortali. Questa impostazione così ricca, mai banale, permette quindi più livelli di lettura e ha fatto sì che la critica più attenta abbia avvicinato Rotten ai film diretti da George A. Romero. Sempre restando in ambito horror, Allagalla ha da poco presentato un corposo libro scritto da Carlos Trillo, autore di capolavori come Custer e Il Pellegrino delle stelle, e disegnato da uno dei nuovi maestri del bianco e nero, Eduardo Risso. Racconti del terrore è una riuscita raccolta di storie brevi in cui vengono reinterpretati, con la sensibilità e l’umorismo tipici del compianto sceneggiatore argentino, i grandi protagonisti dei classici del brivido come vampiri, mummie e il mostro di Frankenstein, assieme ai nuovi rappresentanti

della paura come gli spietati serial-killer. Passando al lato supereroistico, è imminente la serializzazione di Pantheon, l’osannata maxiserie creata da Bill Willingham, famoso e apprezzato anche da noi per il premiato ciclo narrativo di Fables. Si prospetta un’edizione integrale, corredata di note, interviste e interventi critici. Com’è consuetudine della casa editrice torinese, si cercherà di fornire al lettore un prodotto curato e completo, un’attenzione necessaria per un’opera così complessa e avvincente. La vicenda è un meccanismo perfetto in cui nulla viene presentato per puro caso. Qualsiasi partico-

lare, anche il più insignificante, non sarà mai superfluo ma troverà alla fine una propria collocazione. Veramente imperdibile!

V

di Fu lvio P azzaglia

i sono dei rischi nel comporre un’opera che trae ispirazione dall’immaginario di un’altra epoca. Il primo è che l’autore possa limitarsi a saccheggiare tale immaginario senza portare innovazione alcuna, limitandosi a riproporre personaggi e situazioni già visti e rivisti. Il secondo è che il suddetto autore si cimenti in un’operazione di puro feticismo, rendendo quindi il proprio lavoro un cervellotico gioco di rimandi e citazioni, spesso del tutto inaccessibili alla maggior parte dei lettori e destinati a essere compresi solo da una ristretta cerchia di questi. Un’opera così composta si riduce spesso a uno sfoggio narcisista, di innegabile competenza certo, ma anche il modo più antipatico di far la propria cultura. pesare Fortunatamente Rocketeer non ha corso nessuno dei due rischi sopracitati. Rocketeer non è né un tentativo di plagio né una forma di autocompiacimento, ma un classico che ha saputo fondere l’immaginario di una tradizione passata, quella delle riviste pulp anni ’30 e ’40, dei serial televisivi anni ’50 e dei vecchi programmi radiofonici, con una freschezza di idee e di innovazioni stilistiche. Dave Stevens colpì nel segno, quando creò la serie nel 1981, riuscendo a dar vita a un

LE NOVITÀ ALLAGALLA

Allagalla continua a farci conoscere opere di sicuro interesse anche quando si tratta di selezionarle in generi sovraffollati di proposte. Sono già due i volumi dedicati a quella che viene considerata la serie horror più riuscita tra tutte quelle nate sulla scia di Walking Dead: Rotten, scritta da Mark Rahner e Robert Horton, per i disegni di Dan Dougherty. Rotten è apparentemente ambientato negli Stati Uniti d’America di metà Ottocento. Infatti i suoi protagonisti, due agenti governativi, si muovono in una realtà che ha molti punti di contatto con l’attualità. Riecheggiano in molti punti le controversie dopo l’elezione di George Bush o quella di Obama, accusato di non essere un cittadino americano. Così come l’ispirazione degli stupendi capitoli di “Tracy Shilo” si può ricercare nel discusso caso di Terry

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- Concessione pubblicitaria


SCEGLIERE UNA SCUOLA DI FUMETTO

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A cura della redazione

ettembre è alle porte, il ricordo degli esami di maturità sta svanendo insieme all’abbronzatura, ed è tempo di scegliere quale corso dare al proprio futuro. Migliaia di giovani ogni anno sognano la carriera del fumettista e per questo si affidano a una scuola. Non in molti però conoscono la situazione del mercato, o di quali professionalità sia effettivamente composta una casa editrice. Per questo motivo molti istituti della nona arte integrano il loro programma con discipline legate alle nuove tecnologie, all’animazione, al diritto editoriale, in modo da formare una classe di mestieranti consapevoli e pronti a confrontarsi con un settore in mutamento, in cui è necessario sapersi adattare. Per questo motivo la scelta della scuola è un passo importante, non solo per un discorso di qualità dell’insegnamento, ma per l’inserimento dell’allievo in un percorso a lui utile e congeniale, in modo tale da scoprire e sviluppare al massimo le sue attitudini. Prima di firmare il modulo d’iscrizione, quindi, eccovi alcuni utili consigli per effettuare la vostra decisione: 1) INFORMATEVI – non accontentavi di visitare il sito della scuola di Fumetto a voi più vicina. Documentatevi anche sulle altre. Molti istituti offrono il servizio di orientamento, approfittatene. Spesso, inoltre, vengono offerte borse di studio a copertura dell’iscrizione, ma è necessario fare richiesta per tempo. 2) ESAMINATE GLI INSEGNAN-

TI – verificate il curriculum dei vostri futuri docenti e cercate di comprendere se, con loro, sarà possibile assimilare gli strumenti necessari a sviluppare le tecniche di vostro interesse. 3) SIATE UMILI – il mestiere del disegnatore, del colorista, dello sceneggiatore ecc. si sviluppa in un settore soggetto alle leggi del mercato. Gli editori hanno esigenze precise, degli standard di qualità e di puntualità a cui bisogna attenersi. È importante conoscerli e coltivare le proprie capacità relazionali, perché il mestiere del fumettista molto spesso si fa proprio in team e per conto di una casa editrice. 4) FATEVI VALUTARE – dovrete imparare a lavorare per mesi, anche più di otto ore al giorno, a una storia. Si tratta di saper essere versatili, di aver appreso le basi dell’anatomia umana e animale con lungo e faticoso esercizio, oltre a documentarsi e rispettare scadenze pressanti. Abbiate quindi la pazienza di ascoltare il parere di insegnanti e futuri colleghi, fate tesoro dei loro consigli per migliorarvi. Una buona critica può aiutarvi più di mille complimenti. 5) ABBIATE CORAGGIO – Non lasciatevi abbattere dagli articoli sulla crisi del fumetto, sul calo delle vendite, sulla disoccupazione... Seguite la vostra vocazione avendo cura di mantenere aperti i vostri orizzonti, focalizzandovi su ciò che vi piace, ma senza escludere discipline e strumenti che potrebbero tornarvi utili a trovare lavoro.

ELENCO DELLE SCUOLE DI FUMETTO IN ITALIA:

Accademia Europea di Manga via Podere Fecciano 27, Orciatico comune di Lajatico (PI) Tel. 0587 641074 Sito: www.accademiamanga.it Accademia Pictor – Sito: http://www.pictor.it Mail: accademia@pictor.it Torino: via Pietro Micca 4, 10122 Tel. 011 5622969 Venaria: v.le Roma 26, 10078 Tel. 011 4593208 AccademiAnimata Piazza Santa Croce 8A, 00033 Cave (RM). Tel. 06 97244053 Sito: www.accademianimata.it Mail: info@accademianimata.it Centro del Fumetto Andrea Pazienza Piazza Giovanni XXIII 1, 26100 Cremona - Tel. 0372 22207 Sito: www.cfapaz.org Mail: info@cfapaz.org CGK School via Tommaso Caravita 10, 80134 Napoli - Tel. 081 5518659 Sito: www.cgkschool.it Mail: info@cgkschool.it Dalì School via Vecchia Ferriera 18/22, 36100 Vicenza - Tel. 0444 565006 Sito: www.dalischool.it Mail: info@dalischool.it La nuova Eloisa Strada Maggiore 96, 40125 Bologna - Tel. 051 6360180 Sito: www.lanuovaeloisa.it Mail: lanuovaeloisa@inwind.it Nemo NT – Accademia delle Arti digitali via della Colonna 35/a, Firenze Tel. 055 2466738 Sito: www.scuolanemo.com Mail: segreteria@scuolanemo.com NID / Nuovo Istituto di Design via Savonarola 76, 06121 Perugia - Tel. 075 34868 Sito: www.nuovoistitutodesign.it PGM Bologna via Santa Rita 4, 40138 Bologna Tel. 051 333303 / 051535615 Sito: www.pgmbologna.com Mail: info@pgm2.cjb.net RAM via San Valentino 1/f, 40122 Bologna - Tel. 051 6493296 Sito:www.ramdes.net Mail: info@ramdesign.it Scuola chiavarese del fumetto Piazza della Repubblica 64, 16039 Sestri levante - Tel. 333 2865801 Mail: scf@fastwebnet.it Scuola del fumetto di Cassino via bellini 5, 03043 Cassino Tel. 340 3442965 Sito: www.scuolafumettocassino.it Scuola del fumetto di Milano via Savona 10, 20144 Milano Tel: 02 8356371, 02 8393267 Sito: www.scuoladelfumetto.com Mail: info@scuoladelfumetto.com Scuola del fumetto di Pescara c.so Vittorio Emanuele II 209, 65122 Pescara - Tel. 085 4218036 Sito: www.scuoladelfumetto.net Mail: info@scuoladelfumetto.net Scuola del fumetto di Venezia ex Forte Militare, di Forte Marghera 30171 Venezia Tel. 346 1544101 Sito: www.veneziacomix.com Mail: segreteria@scuolafumettovenezia.it

Scuola del fumetto Palermo/Grafimated Cartoon via G. De Spuches, 6 90141 Palermo - Tel: 091 2514723 Sito: www.scuoladelfumetto.com Mail: grafimated@libero.it Scuola di fumetto Adriatica (varie sedi in Abruzzo e nelle Marche) Tel. 320 4205220 Sito: www.scuoladifumetto.net Mail: rossano.piccioni@gmail.com Scuola di fumetto di Asti Corso Alfieri 350, 14100 Asti Tel.0141 399573 Sito: http://www.comune.asti.it/SITOFUMETTO2010.it/index.html Mail: d.passarino@comune.asti.it Scuola di fumetto di Vercelli via A.Vescovo 4, 13100 Vercelli Tel. 0161 56285 Sito: www.unipopvercelli.it Mail: unipopvc@tiscali.it Scuola Internazionale di Comics Sito: www.scuolacomics.it Roma - circ. Ostiense 80, 00154 Tel. 06 5141120 Mail: roma@scuolacomics.it Firenze - via del Corso 1, 50122 Tel. 055 218950 Mail: firenze@scuolacomics.it Jesi - via Santa Maria 1/A, 60035 Tel. 0731 844181 Mail: jesi@scuolacomics.it Torino - c.so Peschiera 140/6, 10138 - Tel. 011 334940 Mail: torino@scuolacomics.it Pescara - via Regina Elena 88, 65123 - Tel. 085 4429080 Mail: pescara@scuolacomics.it Padova - via Castelfidardo 11, 35141 - Tel. 049.8752352 Mail: padova@scuolacomics.it Reggio Emilia - via Roma 20, 42100 - Tel. 0522 455063 Mail: reggioemilia@scuolacomics.it Brescia – c.so Cavour 17/a, 25121 - Tel. 327 2409951 Mail: brescia@scuolacomics.it Scuola italiana di Comix via Atri 21, 80100 Napoli Tel. 081 459643 Sito: www.scuolacomix.net Mail: info@scuolacomix.com Scuola Mohole via Privata Desiderio 3/9, 20131 Milano - Tel. 02 36513670 / 0236513696 Sito: http://scuola.mohole.it/ Mail: info@mohole.it Scuola Romana dei fumetti via Flaminia 29, 00196 Roma - Tel.: 06 3214609 Sito: www.scuolaromanadeifumetti.it Mail: scuolaromanafumetti@tiscali.it Scuola Superiore d’Arte del Castello Sforzesco via Giusti 42, 20514 Milano Tel. 02 34932021 Sito: www.scuolaartecastellosforzesco.it Mail: info@scuolaartecastellosforzesco.it SFEI - Scuola di Fumetto e Illustrazione via Edoardo Brizio 10, 12042 Bra (CN) - Tel: 0172 244701 Sito: www.sfei.it Mail: info@sfei.it Thelos Art & Technology school Via Tiziano 62, 09128 Cagliari Tel. 070 8570444 / 070 4560956 Sito: www.thelos.it Mail: info@thelos.it

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SOMMERSI DALLA CARTA

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ndrea Mazzotta di An

ovvero come sopravvivere alle usciti mensili!

iete lettori di fumetti professionisti o lettori di fumetti occasionali? Cioé, c’è uno schema e una programmazione nella vostra spesa cartacea mensile oppure andate in fumetteria e comprate quello che trovate e che più vi stuzzica l’appetito letterario? In questo secondo caso, a causa delle numerosissime uscite mensili, probabilmente qualche bel fumetto ve lo siete perso... o perché la vostra fumetteria l’aveva già finito o perché magari non l’ha ordinato (anche perché se ordinasse tutto quello che esce ogni mese dovrebbe avere gli spazi di un campo da calcio). I distributori di fumetti mettono a disposizione di negozianti e lettori degli strumenti per far fronte a questi problemi: sono dei cataloghi mensili che contengono tutte le uscite di tutte (più o meno) le case editrici! Anteprima per Pan, Mega per Alastor, Première per Messaggerie e GP Preview per GP. Da questo numero Comic-Soon le sfoglierà per voi per proporre

LA MORTE DI HELLBOY

N

qualche consiglio su cosa non lasciarsi sfuggire, concentrandosi soprattutto su nuove serie e volumi! Apriamo le danze: per Panini Comics parte questo mese il nuovo mega crossover della Casa delle Idee che ci terrà a lungo compagnia e Fear It self 0 è l’albo da cui tutto inizia. La casa editrice modenese ci propone anche il nuovo lavoro degli eclettici Paguri (Pagani-Caluri), Nirvana Numero 0. Sul fronte 100% Cult Comics, Scarlet della rodata coppia Bendis/Maleev sembra accattivante. Gli autori sono una garanzia. Imprescindibile per tutti i Rat-Fans, sempre targato Panini, The Art of the Rat, catalogo della fiera tenutasi questa estate a Rimini, raccoglie tutte le copertine e tanti studi preparatori del Ratto più amato d’Italia. La Planet Manga invece offre un bel pack dedicato a Tsutomo Nihei che contiene sia il primo numero della ristampa di Blame che quello della nuova serie Knights of Sidonia. Sempre sul fronte manga l’iper propositiva Star Comics lancia una nuova serie, Magi, rivisitazione della favola di Aladino. Cambiando genere, due giovani ma interessantissimi autori (Alessio D’Uva e Arjuna Susini) realizzano per le Edizioni BD Bullet Ballad, storia allucinogena ambientata dalle parti del Messico. Da leggere. Abbandoniamo per un attimo la fiction per addentrarci nella cronaca grazie alla Becco Giallo che affida a Marco Peroni e Riccardo Cecchetti la rievocazione della memoria di Adriano Olivetti, un uomo che ha cambiato il mondo di cui si parla ancora troppo poco. La discontinua Free Books ci sorprende questo mese con due proposte di alto livello. Metropolis del “Dio dei manga” Osamu Tezuka e The Greatest American Hero, che rievoca le vicende di un di V alent ino Sergi

o. He’s dead, and he’s not coming back in 12 minutes [No. È morto e non tornerà indietro in 12 minuti]. Questa la dichiarazione lapidaria di Mike Mignola in un’intervista rilasciata in esclusiva al sito comicbookresources.com in occasione dell’uscita di Hellboy: The Fury #3, l’ultimo numero della lunga saga articolata in 3 miniserie (le precedenti: Darkness Calls, The Wild Hunt and The Storm) che ci mostrano il demone investigatore alle prese con la battaglia finale, armato di Excalibur e alla guida di un esercito di non-morti contro la perfida Nimue e le sue schiere di dannati. “Ho già ucciso Hellboy una volta, ma è tornato indietro abbastanza in fretta” spiega l’autore californiano “aspettavo che le persone esclamassero ‘oh merda! Hellboy è morto!’, ma nessuno parve accorgersene.” Ma questa volta si fa sul serio e, con la complicità del disegnatore Duncan Fegredo (che, insieme a Richard Corben, ha sostituito nel corso degli anni lo stesso Mignola al tavolo da disegno), il personaggio marchiato Dark Horse è pronto a spiazzare ancora una volta il suo pubblico. I lettori italiani dovranno purtroppo attendere ancora qualche mese (Magic Press ha da poco pubblicato il decimo volume: L’uomo deforme e altre storie), mentre brutte nuove giungono sul destino della terza pellicola dedicata a Red e compagni: in un’altra intervista, questa volta al Daily Blam, Mike ha affermato che il progetto è al palo a causa dei contrasti tra il regista Guillermo Del Toro e i produttori della Universal Pictures, e la mancanza di tempo del filmmaker, impegnato in altri progetti.

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protagonista della televisione degli anni ’80, Ralph Megamaxieroe. Recuperi meritevoli. Colpo grosso per Bao Publishing, che ci offre il volume con miglior rapporto quantità/qualità delle pagine e prezzo, cioè l’integrale di Bone di Jeff Smith, mille mila pagine che ogni appassionato di fumetti dovrebbe fare sue. E dato che siete nel reparto Bao della fumetteria approfittatene per prendere anche Chagall in Russia di Joann Sfar. Non ve ne pentirete. La Magic Press invece riporta in Italia i Luna Brothers che ci avevano deliziato qualche anno fa con Girls. The Sword è il titolo della nuova proposta. Chiudono la nostra carrellata di consigli per gli acquisti due opere un po’ più autoriali: il secondo numero di quella esperienza mistica che è Cerebus (Chiesta e stato il titolo) e il nuovo lavoro di Marino Neri, La coda del lupo, edito da Canicola. Naturalmente questo elenco non può essere completo. Ha la funzione di essere una bussola per orientarsi nel mare di carta in cui il lettore professionista naviga ogni mese. Una bussola è solo uno strumento e quindi per tracciare la rotta delle proprie letture serve l’impegno e l’ingegno del lettore. In libreria, in fumetteria e in edicola bisogna sentirsi avventurieri e non avere paura di provare e assaggiare nuovi generi e nuovi personaggi. Di solito lo sperimentare riserva sorprese sconvolgenti che aprono strade fin ora mai battute. Insomma, scoprite i bisogni che non sapete di avere leggende sempre qualcosa di nuovo….e se si serve qualche consiglio per le letture, ritroverete questa rubrica sul prossimo numero di Comic-Soon!


NARNI SCALO

TERNI


FOCUS ON: ONE PIECE ALL’ARREBAGGIO DEI LETTORI

V

di Andrea Ma zzo tta

i voglio proporre una sfida….fatevi venire un’ idea geniale, declinatela in modo tale da trasformarla sia nella prima tessera di un domino che ha come risultato finale di rinverdire un genere da anni dimenticato (le storie dei pirati) e poi il fumetto più venduto del mondo. Impossibile dite? Non per Eichiro Oda, autore di One Piece!, apparso per la prima volta 15 anni fa su Shonen Jump di Shueisha, serie che racconta le avventure di Monkey D. Rufy, giovane pirata, deciso a diventare il re dei sette mari, e della sua variegata ciurma. Un manga che ha saputo conquistare nel tempo centinaia di migliaia di lettori. Proposte sul suolo italico da Star Comics (e da poco raggiunte le 60 uscite, oltre a 4 speciali) le gesta di Cappello di Paglia (questo il sopranome con cui è conosciuto tra gli altri pirati Rufy) diventano numero dopo numero sempre più spettacolari ed entusiasmanti. Sfide impossibili, nemici imbattibili, situazioni senza via di fuga sono ormai parte integrante della narrazione coinvolgente, marchio di fabbrica dell’autore. One Piece è ambientato in un universo narrativo con delle regole e con un struttura politica ben definita. La società si basa sul delicato equilibrio che vede pro-

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tagoniste tre principali entità: La Marina, che controlla il governo mondiale, La Flotta dei Sette, cioè i sette più potenti e pericolosi pirati del mondo e le forze rivoluzionare di Monkey D. Dragon, padre di Rufy e figlio di Monkey D. Garp, vice ammiraglio della marina e nonno di Cappello di paglia! Come se le cose non fossero abbastanza complicate, Oda ha inserito nella narrazione i frutti del diavolo! Si tratta di frutti maledetti che conferiscono a chi li mangia straordinari poteri a discapito della capacità di nuotare. I frutti del diavolo sono di tre tipi: Paramisha, Rogia e Zoo-Zoo. I frutti Paramisha sono i più comuni e possono essere a loro volta divisi in due categorie: la prima attribuisce poteri legati a una abilità del corpo (elasticità, velocità), la seconda a un oggetto (capacità di usare il proprio corpo come lama, come forbici ecc.). I frutti Rogia, molto più rari e ricercati, invece permettono di legare la propria essenza a una delle forze della

natura (gravità, elettricità, fuoco) e di trasformarsi in una di esse. Sono i frutti più forti, ma non introvabili. Infine ci sono i frutti Zoo-Zoo che permettono a chi li ingerisce di mutarsi in un animale specifico e di acquistare tutte le caratteristiche e i punti di forza di quell’animale. Tra i più ambiti gli Zoo-Zoo ancestrali (che attribuiscono le capacità di animali estinti) e quelli mitologici, che attribuiscono i poteri di animali leggendari come la fenice. Tutti gli schieramenti in campo godono della benedizione e della maledizione di questi frutti. Quindi i lettori possono divertirsi a fantasticare su questi infiniti tipi di poteri e sulle loro applicazionegli scontri tra pirati. ni One Piece è anche la storia di Gol D. Roger, re dei pirati condannato a morte della marina. Il più grande pirata di tutti i tempi a cui Rufy si ispira per misurare le sue ambizioni. Gol D. Roger è un personaggio ormai entrato nella leggenda, insieme al suo tesoro, il mai ritrovato One Piece (da cui prende il titolo il manga). Impressionate è la capacità di Oda di creare una vicenda corale e muovere sullo scacchiere della narrazione un numero infinto di personaggi, a partire dalla ciurma del protagonista: lo spadaccino Zoro, il cuoco combattente Sanji, il medico Chopper (che ha

assunto il frutto del diavolo Zoo-Zoo tipo Homo-Homo ), la ladra e navigatrice Nami, l’archeologa Nico Robin, ammantata di segreti, Usop, il bugiardo Re dei Cecchini, Franky, l’ingegnere cyborg e Brook lo scheletro violinista. Ognuno di questi personaggi è caratterizzato con enorme attenzione. Pian piano l’autore ci rivela dettagli e racconta episodi chiave della vita di questi pirati, riuscendo a fornire tridimensionalità narrativa ai co-protagonisi. Una scelta stilistica che premia, sia in merito alla crescita di attenzione e di interesse del racconto, sia in termine di sfruttamento gadgettisco. Parlare di un solo protagonista sarebbe infatti limitativo per questo manga. One Piece racconta un mondo, complesso e fantastico. Insomma, un manga da leggere capace di tenere il lettore sempre sul filo del rasoio e l’adrenalina a mille... almeno per duecento pagine a numero.


GREEN LANTERN - UN ATTESO (?) RILANCIO

di V alent ino Se rgi

P

areggiato a fatica il budget di 200 milioni di dollari investiti da War ner Bros, il film di Martin Campbell sul giovane aviatore Hal Jordan impegnato a combattere minacce intergalattiche per conto del Corpo delle Lanterne Verdi è in uscita nelle nostre sale, atteso con un misto di ansia e trepidazione dai fan italiani della serie DC. A detta dello stesso regista in una recente intervista, la pellicola dovrebbe essere la prima di una trilogia e non a caso la sceneggiatura è stata affidata a un poker di firme a proprio agio con la scrittura di prodotti seriali: Greg Berlanti (Brothers and Sisters e No Ordinar y Family), Michael Green, una delle menti dietro Heroes e Smallville, Marc Guggenheim, talento televisivo prestato ai comics (da Wolverine per Marvel Comics alla Justice Society of America per la DC) e Michael Goldenberg, uno dei responsabili dell’adattamento di Harry Potter e L’ordine della Fenice.

Green Lantern ha avuto una lavorazione travagliata; era il 1997 quando Warner Bros ricevette il rifiuto di Kevin Smith, e il progetto fu accantonato sino al 2004, quando fu affidato a una delle menti del Saturday Night Live, il comico Robert Smigel, incaricato di costruire un’action-comedy con protagonista Jack Black, la star di School of Rock. La decisione scatenò le ire dei fan e la lavorazione venne sospesa. Solo nel 2008 il film entrò finalmente in pre-produzione e l’anno successivo i produttori resero noto l’attore protagonista (dopo che alcune agenzie di stampa avevano riportato persino il nome di Justin Timberlake): Hal Jordan sarebbe stato interpretato da Ryan Reynolds, nonostante avesse appena vestito i panni di Deadpool in X-Men le origini – Wolverine. Ad accompagnarlo nell’avventura la Gossip Girl Blake Lively nei panni di Carol Ferris, Mark Strong (dopo due ruoli da cattivo eccellenti in Sherlock Holmes e Kick-Ass) sotto il trucco di Sinestro, la star Tim Robbins nel ruolo di Robert Hammond, e ancora Geoffrey Rush, passato dal Discorso del Re a quello di Tomar-Re (a cui presta la voce), Michael Clark Duncan (Kilowog) e Clancy Brown (Parallax).

ll American La copertina di A mics. o C Comics #16. © DC

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Nonostante le tiepide reazioni di critica e pubblico la pellicola è al centro di una grande operazione di rilancio del personaggio che comincia proprio sulle pagine del fumetto. DC Comics ha infatti da poco azzerato ben 52 delle sue celebri testate (tra cui la storica Action Comics, dove debuttò Superman, che aveva appena superato il traguardo dei 900 numeri), compresa Green Lantern, pur mantenendo il precedente team creativo composto da Geoff Johns, Doug Mahnke e Christian Alamy. Guy Gardner, John Stewart e altri membri del

corpo delle Lanterne Verdi saranno invece i protagonisti di nuove battaglie cosmiche in Green Lantern Corps, per i testi di Peter Tomasi e i disegni di Fernando Pasarin. Green Lantern: The New Guardians, di Tony Bedard, Tyler Kirkham e Batt, sarà incentrata su Kyle Rainer, alla guida dei nuovi Guardiani. A chiudere le novità, Red Lanterns, di Peter Milligan, Ed Benes e Rob Hunter, serie con protagonista il malvagio Atrocitus e il suo micidiale corpo delle Lanterne Rosse. IL PERSONAGGIO

Lanterna Verde esordì su All-American Comics #16 nel luglio 1940 ad opera di Martin Nodell e Bill Finger. Il supereroe era ben diverso da come lo conosciamo: vestito di maschera, mantello e calzamaglia dai colori vivaci, Alan Scott è un ingegnere ferrovia-

La copertina di Show case #22 (ottobre 1959), ©DC Comics.

rio che, in seguito a un incidente, trova una lanterna capace di dotarlo di incredibili poteri grazie a un anello magico da ricaricare ogni 24 ore, ma inefficace contro oggetti di legno. Il personaggio godette di grande popolarità e non mancarono i team-up con Flash e Wonder Woman, prima di entrare a far parte a pieno titolo della Justice Society of America. Dopo la Seconda Guerra Mondiale gli eroi DC caddero in declino e la serie venne cancellata con il numero 38 (maggio 1949). Nella seconda metà degli anni ‘50 DC Comics rilanciò con successo le sue testate e nel numero 22 di Showcase (Settembre 1959) riapparve Lanterna Verde, con costume e identità rinnovate: il pilota collaudatore Hal Jordan, entrato in possesso dell’anello del potere dal morente Abin Sur e arruolato nel Green Lantern Corps, l’organismo di polizia intergalattico sotto il controllo dei Guardiani dell’Universo. Anche questa volta non mancano le limitazioni: oltre alla consueta ricarica l’anello è inefficace sul colore giallo. Il personaggio visse alterne fortune editoriali, combattendo nuove battaglie in coppia con Freccia Verde e come membro della Justice League, fino alla saga Ora zero (1994), in cui Hal, di fronte al rifiuto dei Guardiani di ricostruire la sua città natale, distrutta da Mongul, impazzisce e massacra l’intero Corpo delle Lanterne per poi trasformarsi in Parallax, un essere dai poteri pressoché infiniti. Un sopravvissuto, Ganthet, dona l’ultimo anello a un cartoonist di New York, Kyle Rayner, per porre fine alla minaccia.


IL RITORNO DI CONAN

“D

stata affidata dallo stesso per il completamento a una serie di scrittori, con risultati che non sempre raggiungono la qualità dei testi howardiani.

di L orenzo “ Ra gno” C elli

imenticatevi Schwarzy, questo è il vero film di Conan, con maghi, mostri, decapitazioni, belle donne e tutto il fascino del mondo di Hyboria”. Così il regista Marcus Nispel ha presentato Conan Il Barbaro 3D. A raccogliere l’eredità di Arnold Schwarzenegger (che interpretò il ruolo la prima volta nel 1981) Jason Momoa, nato alle Hawaii. Dopo aver avuto successo ed essersi evoluto nell’immaginario del pubblico per otto decenni consecutivi grazie a romanzi e fumetti, sul grande e sul piccolo schermo, nei giochi e in ogni altro tipo di prodotto, le imprese di Conan nell’epoca hyboriana riprendono vita con forza inedita in una nuova pellicola d’azione e avventura, anche per merito del 3D. Ma vediamo da vicino chi è questo barbaro! Conan è un personaggio letterario inventato dallo scrittore di heroic fantasy Robert Ervin Howard. Il cimmero esordisce nel dicembre 1932 su Weird Tales con il racconto La fenice sulla lama. Howard stava già collaborando con la rivista pulp da diversi anni ed era già noto al pubblico grazie a Solomon Kane, ma fu Conan a dargli il successo e il favore dei lettori, oltre che degli altri collaboratori (proprio grazie a questi splendidi racconti ini-

ziò il suo rapporto d’amicizia con Lovecraft). Conan, eroe duro dalla muscolatura imponente, ma al tempo stesso agile e furbo, altro non è che un’evoluzione del più sfortunato (letteralmente parlando) Kull di Valusia, anche lui cimmero, ma spesso incapace di comprendere non tanto la civiltà, quanto l’uomo civilizzato. Howard, attraverso Conan o altri personaggi di contorno, infatti, trovava sempre l’occasione per criticare il genere umano, tanto avvezzo alle comodità, quanto alle azioni subdole, sempre pronto a ottenere il proprio vantaggio, anche a costo della vita di qualcun altro. E proprio in contrasto con questo atteggiamento, Conan spicca soprattutto per nobiltà nel portamento e nelle azioni: nonostante i suoi mestieri siano stati quelli di ladro, mercenario, pirata, non rinunciava ad aiutare una persona in difficoltà, indipendentemente dal possibile guadagno. I romanzi e racconti con Conan protagonista non sono solo quelli scritti per-

IL CONAN A FUMETTI

sonalmente da Howard. Si considerano parte del ciclo conaniano solo quei racconti pubblicati mentre lo scrittore era ancora in vita o quelli editi postumi con il permesso del suo esecutore testamentario, Glenn Lord. Tra le carte di Howard, Lord ha poi ritrovato anche una serie di racconti e romanzi incompleti, semplici soggetti o addirittura delle scalette appena abbozzate. Buona parte di questo materiale è

Roy Thomas avrebbe voluto acquistare i diritti di sfruttamento dei romanzi di Lin Carter con protagonista Thongar di Lemuria. La cifra che l’agente dell’autore pretese fu però giudicata troppo onerosa per i dirigenti Marvel che si videro costretti quindi a ripiegare sul più conveniente personaggio di Howard, pagato poche centinaia di dollari, ma rivelatosi un’autentica gallina dalle uova d’oro, tanto da insidiare persino la popolarità dell’Uomo Ragno. Nell’ottobre 1970 esordì Conan The Barbarian, per i disegni di Barry Windsor-Smith. Nella metà degli anni settanta gli succedettero John Buscema e Neal Adams. I due grandi cartoonist, sempre su testi di Thomas, presentarono una versione più fedele alla versione letteraria, anche perché lo scrittore iniziò a realizzare la riduzione a fumetti dei romanzi e racconti originali. Ben presto alla testa principale se ne aggiunsero altre: Savage Tales, Savage Sword of Conan, King Conan, Conan The Adventurer, Conan e Conan The Savage, oltre a svariati volumi tra one-shot e romanzi grafici, annual, alcune miniserie e una serie di strisce per i quotidiani. Oggi i fumetti di Conan sono pubblicati su licenza dalla Dark Horse, che rilevò il personaggio nel 2003.

In collaborazione con

PERUGIA 16-20 NOVEMBRE 2011 M A P P E I D E E P E R S O N E D E L M O N DO FUTUR O

Una produzione

Info: 349.22.333.84 / comunicazione@progettoimmaginario.org /

ProgettoIMMaginario

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di Robe rto R ecch ioni

Come un novello Rasputin con il joypad tra le mani

S

crivere un pezzo sullo stato di videogiochi con due mesi d’anticipo è come leggere il proprio destino nei fondi di caffè. Nel momento in cui vi scrivo, il futuro del medium videoludico è nebuloso e in costante mutamento, quindi il massimo che posso fare è provare a ipotizzare la situazione in cui si troverà il settore quando voi leggerete queste righe. A voi il compito e il divertimento di vedere quante ne avrò azzeccate. Dunque, io vedo e prevedo che... - Le notizie sul lancio della Wii U si saranno fatte sempre più concrete e pressanti. Avremo un prezzo (inferiore ai 300 dollari), una data di uscita (aprile o maggio 2012) e una line-up di titoli comprendente titoli first e thirdparty. I giochi di maggior richiamo saranno l’immancabile Zelda e Batman: Arkham City (titolo che implementerà tutta una serie di funzioni inedite rispetto alla sue versioni per 360 e PS3). Il 3DS, nonostante un drastico taglio di prezzo, non decollerà nelle vendite, ma non sarà Sony a vincere la guerra delle console handheld.

- La Nintendo forzerà la mano a Microsoft che, entro pochi mesi, rivelerà al mondo i suoi piani per il lancio della nuova X-Box (che non si chiamerà 720). L’hardware della nuova console integrerà nativamente Kinect e sarà pari a quello di un PC casalingo di fascia medio-alta. Il che significa che, in termini di performance, umilierà la Wii U, ferma ancora agli standard della generazione precedente. La macchina avrà un prezzo di lancio abbastanza aggressivo per le sue specifiche (più di 300 dollari, ma inferiore ai 400) ma non disporrà di una unità ottica Blu-ray. La Microsoft punterà forte sul digital delivery e, proprio per questo, fornirà le console di HD da un tera. Ipotizzo anche una qualche forma di compatibilità con i dispositivi dotati di Windows 7 Mobile, in modo da replicare alcune caratteristiche del Wii U attraverso l’uso di smartphone compatibili. La nuova consolle verrà lanciata entro il natale 2012 e per un lungo periodo sarà la macchina più potente sulla piazza. - La Sony, in ritardo sullo sviluppo, ancora impegnata a cercare di recuperare l’investimento fatto su Playstation 3, presa in contropiede dall’accellerazione imposta da Nintendo, e ancora nel pantano per quello che riguarda i servizi

on-line, resterà per il momento al palo, sperando follemente che la sua ammiraglia possa replicare, sulla lunga distanza, il record di longevità della Playstation 2. Quest’anno la Sony punterà forte sulla potenza bruta di PSVita, cercando di dominare il mercato delle consolle portatili (grazie anche al passo falso di Nintendo) e sottolineando come la nuova nata, in accoppiata con la vecchia PS3, fornisca un’esperienza similare, se non superiore, a quella di Wii U. Lo scettro del gioco portatile però gli verrà sottratto da un inaspettato competitor. - A scombinare tutti i programmi però, ci penserà la Apple. L’accoppiata tra iPad 2 e Apple Tv fornirà un’esperienza talmente similare a quella proposta da Wii U che il pubblico di massa non riuscirà a coglierne le differenze sostanziali in termini di prestazioni. Con l’arrivo dell’iPad 3, poi, la

via al videogioco proposta dalla Mela entrerà nelle case di milioni di utenti. In poche parole, il 2012 sarà l’anno dei videogiochi per la Apple che, attraverso l’App Store, con giochi venduti a pochi spiccioli, giocabili sia in giro che sul televisore di casa propria, si troverà a dominare il mercato dei casual gaming. Quasi casualmente, la Apple e Steve Jobs si troveranno a diventare degli importanti protagonisti in un settore, quello dei gaming, che hanno sempre snobbato. - il natale 2011 sarà l’ultimo per la vecchia Next Gen.

E credo che questo sia tutto. Fatemi sapere se ci ho azzeccato che ho sempre sognato una carriera da monaco pazzo. Saluti RRobe

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IL NOSTRO INDAGATORE DELL'INCUBO

D

di Michele G ine vra

ylan Dog è uno dei personaggi piÚ conosciuti del fumetto italiano. A partire dalla sua uscita, avvenuta nell’autunno del 1986, la creatura di Tiziano Sclavi ha sempre goduto di ottima stampa, merito forse anche di una campagna pubblicitaria iniziale a pagamento e di alcune iniziative culturali e promozionali come il Dylan Dog Horror Fest, che contribuirono a creare un senso di appartenenza tra i lettori. Dylan Dog è spesso apparso

sulle copertine di riviste non specializzate, come Max, XL, M o d a , Movie, Scarp de Tennis. Ăˆ stato protagonista di iniziative editoriali speciali, quali inserti (Sorrisi e Canzoni, Corriere Stadio, ancora Max...) e collaterali (con RepubblicaL’Espresso, Corriere della Sera, Panorama...). Non si contano i gadget, dalle statue alle figurine, passando per le immancabili magliette. E infine l’attivitĂ intensa di testimonial, contro la droga, contro l’abbandono degli animali, a favore della disabilitĂ . Il consenso attorno al personaggio è stato straordinario e ha interessato ogni possibile categoria in modo trasversale. CosĂŹ, Dylan Dog è diventato uno dei character fumettistici piĂš noti e amati di sempre. Naturalmente, il personaggio della Sergio Bonelli Editore è stato anche protagonista di frequenti iniziative promosse all’interno del settore del fumetto. E proprio in questi mesi, assistiamo a un rinnovato fervore attorno all’Indagatore dell’Incubo! Come i

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Tiziano Sclavi (Classe 1953) è uno dei piĂš importanti innovatori del fumetto mondiale. Creatore del personaggio che negli anni â&#x20AC;&#x2122;80 rimise in moto e rilanciò il fumetto in Italia (Dylan Dog), Sclavi concepisce il suo figlio prediletto dopo aver maturato una grande esperienza e lavorato con alcuni dei piĂš importanti maestri del fumetto. Collabora con Il Giornalino, il Mago e il Corriere dei Piccoli. Sceneggia con Castelli gli Aristocratici, per Cavazzano le avventure della dinamica coppia di investigatori Altai & Jonson e il western Silas Finn, per Attilio Micheluzzi le trasognanti avventure di Roy Mann. Alla carriera di scrittore di fumetti affianca quella di romanziere. Con oltre venti romanzi allâ&#x20AC;&#x2122;attivo Sclavi dimostra di avere interi universi narrativi da raccontare; universi che rapiscono e avvolgono il lettore incollandolo alle pagine. Ogni romanzo di Sclavi è ammantato di una poetica ironica, la stessa che pervade le pagine di Dylan Dog, personaggio di cui, dal 2000, Sclavi diventa supervisore. Se nei primi anni di vita del personaggio le sceneggiature di Sclavi erano numerosissime, pian piano la presenza della mano del padre dellâ&#x20AC;&#x2122;Indagatore dellâ&#x20AC;&#x2122;incubo diventa sempre piĂš rarefatta. Tiziano Sclavi è un autore che non ama presenziare a mostre o incontri. Negli anni â&#x20AC;&#x2122;90 era difficile reperire persino una sua foto e si era creato attorno a lui un alone di mistero e di leggenda. Colpisce il fatto che, nonostante abbiamo passato buona parte della sua vita a parlare di mostri, fantasmi e demoni sia membro del CICAP (Comitato Italiano per il Controllo delle Affermazioni sul Paranormale).

raduni tra lettori organizzati allâ&#x20AC;&#x2122;interno delle fiere, o come la mostra Dylan Dog 25 che ho avuto la possibilitĂ di organizzare con il Centro Fumetto Andrea Pazienza, grazie a un fondo di tavole originali messo a disposizione da un ex giovane frequentatore del Centro, Marco Cortellazzi, diventato poi uno dei piĂš noti collezionisti dylandoghiani. Intanto siamo arrivati al numero trecento della serie che, da tradizione, è a colori. Per la veritĂ , in casa Bonelli, il colore sta diventando sempre meno eccezionale e si moltiplicano le collane e i numeri speciali in technicolor! Ma al di lĂ  degli aspetti cromatici, siamo davanti a una vita editoriale non banale. A differenza di altri eroi che stanno invecchiando assieme ai loro lettori, Dylan Dog continua a conquistarne di nuovi e sempre piĂš giovani, mantenendo comunque un consistente

zoccolo duro di appassionati della prima ora. Il loro atteggiamento è differente. I primi sono entusiasti e gradiscono sia i primi classici episodi che quelli piĂš recenti. I secondi sono invece legati profondamente ai primi cento albi, tra cui possiamo ricordare capolavori come Memorie dallâ&#x20AC;&#x2122;Invisibile, Storia di Nessuno, Johnny Freak. Sui successivi il giudizio di questi è piĂš articolato. E lâ&#x20AC;&#x2122;acquisto mensile assomiglia quasi a una manifestazione di devozione. In effetti Dylan Dog è cambiato profondamente. Tiziano Sclavi ha lasciato ad altri la gestione del personaggio: prima Mauro Marcheselli e poi recentemente Giovanni Gualdoni. La casa editrice ha garantito la massima fedeltĂ possibile rispetto alla prima versione. Ma in questo genere di fumetto popolare, la personalitĂ  degli autori è decisiva. E ogni sceneggiatore che si è via via aggiunto ha dato interpretazioni diverse del personaggio. Oggi Dylan Dog è un fumetto soprattutto sociale, indagatore degli aspetti piĂš malsani della nostra quotidianitĂ . Prima era invece un fumetto esistenziale, corroborato da tanto splatter, azione e un funzionale umorismo. Lâ&#x20AC;&#x2122;attivitĂ  investigativa era un pretesto. Oggi è spesso invece il centro delle storie. Storie che rimangono complessivamente di livello, grazie anche al talento creativo dei tanti autori ingaggiati. Per citarli tutti, occorrerebbe uno spazio apposito. Lâ&#x20AC;&#x2122;editore ha sempre selezionato ottimi sceneggiatori e veri e propri artisti del bianco e nero, che si sono avvicendati piĂš che mensilmente, regalandoci per pochi soldi uno dei piĂš bei fumetti di sempre. www.comic-soon.com

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L’ARTE DI TIZIANO SCLAVI

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di Andrea Sani

iziano Sclavi non sceneggia più da molto tempo le storie di Dylan Dog e ne sentiamo la mancanza, malgrado il talento di alcuni sceneggiatori (e sceneggiatrici, come Paola Barbato) che hanno preso il suo posto. Se dovessi riassumere in poche parole l’“arte” di Sclavi nel realizzare le avventure di Dylan Dog, fisserei tre punti fondamentali (prescindendo dalla sua abilità nel creare un eroe vicino alla sensibilità dei giovani). In primo luogo, Sclavi è capace di utilizzare con grande bravura classiche citazioni cinematografiche all’interno di trame sostanzialmente originali e coinvolgenti. Sclavi parte da uno spunto cinematografico, ma poi lascia libero corso alla sua fantasia e adatta in modo molto personale il soggetto all’universo di Dylan Dog. In secondo luogo, sa come arricchire i suoi intrighi con problematiche ricavate dalla cultura “alta”, e in particolare dalla letteratura, dalla scienza, dalla filosofia e dalla psicoanalisi. Infine, riesce a sorprendere quasi sempre il lettore, con soluzioni narrative spiazzanti e del tutto imprevedibili. Tutte e tre queste caratteristiche sono presenti nella storia che, secondo me, costituisce il suo capolavoro più rappresentativo, Terrore dall’infinito (Dylan Dog n°61, ottobre 1991), disegnato da uno straordinario Bruno Brindisi, ancora sotto l’influenza grafica della “linea chiara”. Il personaggio principale dell’albo, Whitley Davies, vede nelle sue allucinazioni e nei suoi incubi ricorrenti degli extraterrestri che vogliono entrare in contatto per rivelargli qualcosa di molto importante, ma Whitley non riesce a capire. Ci riuscirà solo nel finale della storia, grazie all’aiuto di Dylan Dog, dello psichiatra dottor Bronsky e dell’ipnosi. I riferimenti cinematografici di questo episodio sono prevalentemente Communion, un film di fantascienza del 1989 diretto da Philippe Mora con Christopher Walken e tratto dal romanzo omonimo di Whitley Strieber del 1987 (Sclavi vi fa riferimento chiamando Whitley Davies il protagonista della vicenda e ripren-

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dendo l’idea del rapimento alieno) e Incontri ravvicinati del terzo tipo (1977) di Steven Spielberg. Per quanto riguarda il background culturale, l’avventura dà valore all’ipotesi sostenuta da Carl Gustav Jung – il discepolo di Sigmund Freud – per cui gli UFO, gli alieni e i dischi volanti sono “proiezioni” dell’inconscio, vere e proprie materializzazioni sul gigantesco schermo del firmamento dei nostri incubi più segreti. Sviluppando questa idea della “psicologia analitica” junghiana, Sclavi costruisce forse la sua storia più rigorosa, del tutto priva di parentesi raccapriccianti, e riesce così a dimostrare come si possano produrre delle forti emozioni nel genere fanta-horror, anche senza ricorrere a truci efferatezze (che talvolta hanno caratterizzato i primi episodi di Dylan Dog). Infine, in questa avventura va segnalato I’uso azzeccatissimo delle ellissi narrative (cioè dei bruschi salti spazio-temporali della trama), che producono nel lettore delle vere e proprie sensazioni di “spiazzamento”, analoghe a quelle suscitate, con altri mezzi, dalla pittura surrealista di René Magritte. Magritte crea nei suoi quadri un’atmosfera di mistero e di stranezza facendo ricorso all’associazione imprevedibile di oggetti e situazioni senza rapporto logico tra loro. Dipinge, per esempio, un paio di scarpe che si trasformano nelle dita di un piede, o un paesaggio che risulta notturno nella parte inferiore del quadro e contemporaneamente diurno in quella superiore, così da creare nell’osservatore una specie di “cortocircuito visivo”. Dal canto suo, Tiziano Sclavi disorienta il pubblico quasi nello stesso modo, ma con il montaggio, accostando una vignetta ambientata in una strada di Londra con un’altra che ci trasferisce di colpo nello spazio. Apriamo, a questo proposito, Terrore dall’infinito a pagina 20. Già il primo riquadro è frutto di un’ellissi rispetto all’ultima vignetta della pagina precedente. Anzi, si può parlare addirittura di una sincope, cioè di un “taglio” spazio-

temporale molto forte. Nella pagina 19, infatti, il direttore della casa editrice in cui lavora Whitley Davies, detto Whitty, ha mostrato a quest’ultimo il disegno di un extraterrestre che apparirà sulla copertina di un prossimo volume. Il lettore, che riconosce in quest’immagine l’alieno che sta ossessionando Whitley da un po’ di tempo, si figura che nella tavola successiva Whitty lancerà un urlo di terrore. Ed effettivamente, voltata pagina, la prima vignetta ci mostra il primo piano di Whitley che grida sbigottito. Ma fra le due immagini, in realtà, c’è stato un brusco cambiamento di tempo e di scenografia, giacché il nostro uomo si trova ora davanti alla casa di Dylan Dog e sta urlando perché ha di fronte l’assistente di D y l a n , Groucho, che gli ha aperto la porta travestito da marziano per la festa di Halloween. II lettore resta così del tutto spiazzato per questo scarto improvviso, e fa appena in tempo a raccapezzarsi che, dopo tre sole vignette, si imbatte in una nuova sincope narrativa. Questa volta Whitley sembra passato dalla casa londinese di Dylan Dog addirittura su Marte (ultima vignetta doppia della pagina), dove Dylan sta appunto passeggiando (prima vignetta della tavola successiva). Ben presto capiremo che i due personaggi si trovano in realtà all’interno dell’English Space Museum di Londra, che riproduce in scala il sistema solare, ma l’effetto scioccante e surrealista è ormai assicurato. Bruno Brindisi, dal canto suo, in Terrore dall’infinito disegna quelle che mi sembrano le pagine più efficaci della sua carriera: le tavole finali, con I’apparizione degli alieni prodotti dalla mente di Whitley, ma visibili anche agli occhi di Dylan Dog e del dottor Bronsky,

sono fra le più potenti che si siano mai viste nella saga dell’lndagatore dell’Incubo, e riescono davvero a “scuotere” i lettori. La giustapposizione del volto di Whitley adulto, accanto a quello di Whitley bambino nelle vignette a pagina 87 e 89 (entrambi investiti da una luce accecante), rende perfettamente sulla pagina gli effetti cinematografici creati da Philippe Mora in Communion e da Steven Spielberg in Incontri ravvicinati, a cui Sclavi e Brindisi aggiungono addirittura un supplemento di pathos. In particolare, è perfettamente riuscito il tentativo di Brindisi di riprodurre, sul

viso dell’adulto, la stessa espressione e quasi le stesse fattezze del viso infantile, in modo da rendere evidente la regressione del personaggio, che sta rivivendo un’esperienza traumatica del passato, sepolta nella sua memoria. In questa vicenda densa di citazioni (a volte subliminali), non manca nemmeno un riferimento a Twin Peaks (19901991), il famoso serial televisivo di David Lynch, da cui Sclavi riprende l’immagine ossessiva del gufo, che qui vola da Whitley per strappargli il cuore, e cioè, simbolicamente, il ricordo della morte del fratello, ucciso dalla madre impazzita, e che costituisce l’origine di tutti i suoi traumi. La storia è magnifica anche perché nonostante tutto, e dopo mille peripezie, finisce bene, in modo liberatorio, senza le crudeltà disperanti con cui alcuni sceneggiatori che sono succeduti a Sclavi fanno spesso concludere le avventure fantastiche dell’Indagatore dell’incubo (pur rispettando, nel corso delle storie, le opinioni più conformiste del “politicamente corretto”).


Comic-Soon 14  

Il numero 14 di Comic-Soon edito in 20.000 copie in occasione di Narnia Fumetto (settembre 2011)

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