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Le barricate a Collepasso! Era alle porte il “santo” Natale, il sole era lì, al solstizio invernale; pur se pochi gradi il barometro segnava, il contadino era irrequieto e si agitava. Un’intera estate aveva sgobbato, per quel tabacco già bello e seccato, ma nessun compratore era interessato, e il suo prodotto restava lì accantonato. I compratori forse scocciati per i furbacchioni che nella casse del tabacco infilavano mattoni?! Ci saranno pure stati, però, mica tutti si comportavano da contadini farabutti! Per tante famiglie era l’unico provento, l’idea di non vendere procurava spavento. Così nella Collepasso per la prima volta io vidi finalmente una santissima rivolta. Fu evento elettrizzante, fu emozione forte, veder dei paesani sbarrar tutte le porte. Sulle porte del paese della nostra Collepasso, s’alzaron barricate: che emozioni, che spasso! C’era chi solo consigli riusciva a dare e spiegare al contadino come farla durare; si raccomandava e si insisteva molto: “non fatevi riconoscere, copritevi il volto!”. Ma eran tanto certi che di ciò avevan diritto, che nessun si nascondeva e posavan dritto; si mettevan in posa, in pose da scudieri, certi che di ciò sarebbero sempre stati fieri. Questi contadini con i loro atteggiamenti mi fecero tornare in mente altri miei momenti: quei primi momenti di eccessiva sicumera, per i quali subii botte, subii ore di galera.

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Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

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