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Il perché di quelle stragi era a noi chiaro: non cedevano sui diritti, non cedevano sul denaro. E i soliti idioti, quelle carogne dei fascisti, mettevano le bombe, bastardi terroristi! Tanti gli innocenti che a caso si uccideva; erano anni tremendi e tanto succedeva: bombe in banca, nelle piazze e sui treni. La voglia di uccidere non conosceva freni. Con grossa copertura del potere borghese, arrestava anarchici il Commissario Calabrese. La stampa e la T.V. asservite al potere manipolarono le masse con vero piacere. Povero Pinelli, che fine gli fecero fare: dal quarto piano lo han fatto volare. Però giura la polizia: “si è suicidato! Ha aperto la finestra e si è buttato!” Perché suicidarsi se era innocente? Neanche su questo ragionava la gente? Ma la polizia manovrata ha scovato un’altra preda, ha trovato il terrorista, è un certo Pietro Valpreda.

Strategia della tensione, così fu chiamata; spostava l’attenzione dalla guerra dichiarata. Una guerra per il disordine da fare avanzare, per poi invocare l’ordine e il potere consolidare.

“Ben dovrebb’essere la tua man più pia, se state fossimo anime di serpi”. (Dante)

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Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

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