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Avanguardia Operaia

Valpreda e Castellina

simbolo Lotta Continua

Altre piacevoli novità che si verificarono in quegli anni furono sia il superamento culturale tra gli operai immigrati del sud e gli operai del nord, sia la bella scoperta che dei preti, spesso in incognito, erano presenti in fabbrica insieme a noi operai, facendo lo stesso nostro lavoro, subendo le stesse angherie padronali, davano la carica alle lotte, non meno di quanto ci si aspettava dai delegati sindacali. Quei termini “terrùn e pulentùn”, che ci eravamo scambiati fin lì, sparirono. Nacque lo slogan: “Nord e sud uniti nella lotta”. Di politica fu infarcita la nostra cultura; poi le lotte, gli scontri, le manganellate ci fecero sentire non solo sulla stessa barca, ma addirittura con gli stessi obiettivi. Questi sono anche gli anni in cui la “Teologia della Liberazione” latino-americana aveva influenzato certi settori del clero nostrano, facendoli avvicinare al Vangelo, e, inevitabilmente, li portò a fianco degli ultimi. Un punto di riferimento storico del modo nuovo di intendere “la buona novella” ce la fornisce il parroco dell’Isolotto di Firenze don Enzo Mazzi…

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Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

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