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…Quel poco di vita che potevi ancora definire tale, erano le poche ore libere che ti restavano. Ma quelle poche ore passavano veloci a tal punto da farti venire il dubbio che i padroni avessero inventato anche il modo per far correre veloci le ore libere e rallentarle quando si lavorava, quando si era in fabbrica. Sì, era l’angoscia a prenderti con l’avvicinarsi dell’ora del rientro in fabbrica, e questo comportava incongruenti sensazioni, bislacchi pensieri. Non posso, però, escludere il fatto che tale angoscia fosse dovuta, oltre a tutte le condizioni di sfruttamento che dirò, anche alla mia poca predisposizione a lavorare nel chiuso di un capannone, dopo che per anni avevo già lavorato in aperta campagna; senza contare che per datore di lavoro avevo avuto mio padre, il quale come unico obiettivo aveva quello di garantire a tutti noi figli il necessario per mangiare e vestirci. Quindi, condizioni decisamente diverse…

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Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

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