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capitalista non riesce a sopravvivere se non fa cresce continuamente il PIL. Questo è il punto debole del sistema. Deve crescere sempre in modo esponenziale, se si ferma entra in crisi. Ma ahi loro, riducendo la capacità di consumo dei lavoratori stessi, il sistema s’inceppa. Quindi, il sistema ha bisogno sempre più dei consumatori, più di quanto ne ha dei lavoratori. Oggi è difficile procurarsi da mangiare decentemente? Se dovesse sopravvivere a lungo questo sistema, prima o poi ci mancherà anche l’aria per respirare. Questo sistema non solo è intollerabile per le ingiustizie che produce, ma è anche incompatibile con la sopravvivenza del genere umano. Tutti gli intellettuali ed economisti conoscono bene questa contraddizione di fondo, ma sono pochi coloro che hanno il coraggio di affermarlo e sostenerlo pubblicamente. Anzi, si è arrivati ad un risultato che è sotto gli occhi di tutti: in vent’anni si è legalizzata l’usura e il caporalato. Due odiosi reati che fino a venti anni fa venivano perseguiti, oggi sono stati legalizzati da una classe politica che ha preferito fare il cameriere della finanza internazionale. CHE FARE? Da questa ennesima crisi ciclica del capitalismo si può uscire in tre modi diversi. Il primo, e più pericoloso, è quello che abbiamo già conosciuto nel ventennio nazi-fascista in seguito alla crisi degli anni venti del secolo scorso. E le condizioni di partenza ci sono tutte. Basta fare mente locale a quanto propone l’egoismo della Lega Nord affiancata dai soliti idioti dell’estrema destra, quali Casapound, Milizia ed altri farneticanti utili imbecilli che si stanno distinguendo, a cavallo del 2011//2012, per il loro brutale razzismo, prima nei campi nomadi e poi contro gli immigrati di colore. Sono sempre a caccia dei più deboli, è il loro stile da vigliacchi; poi un po’ alla volta, crescendo, allargano l’elenco dei loro nemici da abbattere. Da Constatare: finché la lotta di classe l’ha fatta solo la borghesia e i lavoratori ingoiavano rospi, i loro utili idioti sono rimasti in sonno. Oggi, che le possibilità di una risposta di classe dei lavoratori ci sono tutte, eccoli che si rifanno vivi e ricominciano le loro lugubri scorrerie, da me già raccontate, degli anni sessanta e settanta. E così, la tremenda storia, infarcita dal sonno della ragione delle masse già vissuto, potrebbe di nuovo affermarsi se non si corre ai ripari subito. Il secondo è quella della cosiddetta “borghesia illuminata”, la quale, in contrapposizione alla teoria del “lassez faire” o meglio detta “legge di Say”, ripropone la cura del Keynesimo (da John Maynard Keynes), ai nostri giorni sostenuta ancora dai vari economisti quali Joseph Stiglitz, Carl Shapiro ed altri. Teoria, questa, seconda la quale è necessario un intervento pubblico di 113

Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

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Quell'autunno di quaranta anni fa

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