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Voci Corridoio di

Numero 62—Anno IV

settimanale fraccarotto

28 febbraio 2008

E ABBATTIAMO ANCHE QUESTO MURO

Numero 89 per VdC. Vent’anni dopo Berlino, il Fraccaro abbatte il muro dei tre intercollegiali vinti consecutivamente, mai nessuno come noi! Benvenuti nella storia Fraccarotti. Olè! Se qualcuno non lo sapesse, soprattutto tra i lettori “stranieri”, nessuno MAI nella storia di Pavia aveva conquistato 3 trofei Intercollegiali di seguito. Nessuno, mai. Nessuno come il Collegio Fraccaro nella storia di Pavia, e scusate se è poco. Ecco perché l’evento del 19 febbraio presso l’aula Magna superiore, prende dimensioni che mai nessun evento ha potuto avere prima. Capita bene o male ad ogni Collegio di Pavia, nel corso della sua storia, di vincere un trofeo dei tanti messi in palio ogni anno dal Torneo Intercollegiale. Ad alcuni Collegi, tra i più meritevoli, capita di narrare di aver vinto un anno il (così detto) Coppone dell’Intercollegiale che viene dato a chi vince di più nell’insieme dei tornei di calcio, basket, pallavolo, corsa campestre e beach volley. E poi ci siamo noi… Collegio Plinio Fraccaro 2008, 2007 e 2006. Tre Copponi di fila, superiori ad ogni altro Collegio in tutta la storia dei Collegi. E scusate, di nuovo, se è poco. 19 febbraio, dicevo. Il magnifico Angioino Stella sul suo scranno lucido, con fogli e parole da dispensare a chiunque. Per due ore e mezza abbondanti sorbiamo discorsi su discorsi, come se, dantescamente parlando, per giungere al paradiso, qualche sofferenza andasse per forza subita. E non a caso il trofeo intercollegiale maschile è l’ultimo premio ad essere attribuito. Anche il CUS si rende conto dell’importanza di quel pre-

mio; se ne rende così conto da lasciarlo alla fine come si fa per tutti i veri e grandi vincitori. A nessuno fregava nulla del resto, quell’aula secolare e quei visi stupiti erano lì per vedere qualcuno salire i gradini della leggenda e così è stato. Io e Giuliano eleganti come non mai (grazie al mio amico Luca) pronti a sfoderare quel sorrisone che sembra dire “Si, tu sei il rettore di un collegio minore sfigato”. Tra le panche qualche fila di Fraccarotti doc pronti ad esaltare il momento in pieno stile biancorosso, come sempre è e sempre sarà. Ed eccolo il momento. Leopardello si avvicina al Coppone e afferrandolo con le sue mani incerte e manda uno sguardo allo speaker. Un “oooohhhhh” sale lento in tutta la sala che prende un profondo respiro, come prima di un balzo. Il salto nella storia. Sono attimi che si ricordano e così non possono e non devono essere banali. “Vincitori del Trofeo Intercollegiale maschile…”. Insieme alla sala prendo un profondo respiro anche io, un po’ di paura di svenire deve sempre esserci nei momenti solenni. La gente intorno basita, come se una cosa così stupenda, anche se immaginata, non se l’aspettasse nessuno. Alcuni, lì senza motivo, sorrisero come chi scorge una stella cadente così, per caso, mentre magari alza lo sguardo solo per seguire un rumore del vento.

http://www.collegiofraccaro.it/vdc PERCHE’? IL CASCO DEI KAMIKAZE Soma a pag.14

Segue a pag. 11

vocidicorridoio@collegiofraccaro.it PUNTO DI GOTTA INTER - MANCHESTER Gotta a pag.13

AVVENTURE AMSTERDAM Toz a pag.10


Interni utile e dare qualcosa a quele era giallo, il custosta comunità. I miei sforzi de era Albertario, il però non sono stati granché 50% dei collegiali era premiati. Per arrivare a quedi Mesagne, Puglia, e sta finale mi ci sono voluti se vincevi la leonatio sei anni, attraverso i quali invece di farti la distoria di 6 anni nella squadra di ho conosciuto gente molto slocatio ti davano diversa e ho visto questo una bottiglia di vino. basket da parte di un vecchio anziano collegio cambiare attorno a La squadra era deciche ricorda quando era giovane me. samente artigianale. La storia della squadra di Per dire, io avevo 16/2/2009: Fraccaro batte Spalla per basket inizia 6 anni fa. Gli giocato a basket un l’ennesima volta e va in finale (ancora per anni precedenti non si era solo anno in tutta la l’ennesima volta). Per alcuni può sembrare fatta la squadra, il Fraccaro mia vita con una scontato, ma per me non è assolutamente si dedicava solo al calcio e squadra che perse 26 così. Questa finale è il risultato di anni di sfordegli altri sport non glie ne partite su 26 giocate zi, di sfighe e di coincidenze assurde. È la vita una squadra che non è il Fraccaro. Notate però e che non andava fregava niente a nessuno. che ti offre una seconda occasione. È il corocome il bambino in basso a destra abbia le tettinamento di una vita passata in collegio. È una Poco importa che ci fosse ne. Correte quindi a prendere un asciugamano alle trasferte troppo lontane perché non strana brutta storia che merita di essere rac- un tal Pejanovic che era bagnato stato scartato dalla Virtus ne aveva voglia, ero contata e non abbandonata nella cartella Bologna solo perché avevano già raggiunto il matricola eppure ero già titolare. Nel setto“cimitero VdC” che raccoglie tutti i miei espenumero massimo di extracomunitari. Il buon re lunghi si aggiravano individui come Masrimenti falliti. E perlomeno Nadal capirà che Pejanovic inoltre pare si aggirasse per il Piano simo “Blosco” Chiacchera e Vincenzo non sono un giovane erasmus inglese qua di a tirare colpi di tarello alla gente, lasciando “Blocco” Brunco che a basket non avevano passaggio. pure dei lividi, ma questa è un’altra storia. mai giocato e pestavano così tanto che i A parte l’anno da matricola non sono stato Pejanovic comunque era uscito l’anno prima blocchi di Tonucci al confronto sembrano uno di quelli che più si è sbattuto quaggiù. Gli dolci abbracci (lo sfortunato Chiacchera impegni bergamaschi e esteri hanno assorbito che entrassi io. Fu soprattutto grazie agli sforzi di capitan peraltro distrusse fortuitamente il ginocchio gran parte del mio tempo, a volte magari non Maldini e del difficilmente definibile Carlo del lungo titolare in allentamento). A parte me ne fregava neppuUrgesi, laureando del Rizzi, entrato quello stesso anno, il resto re troppo. Il grado di tempo (famoso per frasi del quintetto era tutto formato da gente coinvolgimento varia tipo “ questa è una tipa prestata al basket da altri sport, con buoni da persona a persona MondialCasa: gli prendoti fisiche ma scarsa familiarità col canee al passare del temderei le pentole della stro (i tiri liberi erano un delirio). Il play era po. La squadra di televendita e gliele Colucci, super rapido ma con scarsa vena basket è stata indubsbatterei forte forte sul realizzativa, Maldini faceva la seconda guarbiamente la cosa che didietro” o semplicedia ed era capitano della squadra mentre più mi ha legato a mente “piccione”) che l’altro lungo era il mitico Bierhoff, l’unico questo collegio (oltre rinacque la squadra. medico con l’aspetto più malato dei suoi che la briscola, anche Erano altri tempi: io, malati. Salvo Spacci tra l’altro ancora giocase ormai è stata sopRizzi e Perellone eravava con noi. piantata dal poker), mo giovani matricole che più mi ha perBrad Pizza con i capelli che arrivamesso di rendermi trofei vinti dal Fraccaro mentre Brad era altrove (segue nel prossimo numero) vano alle spalle, il corti-

La lunga strada per la finale

La mia prima volta Lunedi sera nell' amichevole contro il Cardano è stata la mia prima volta in più sensi..parlo di calcio. Ho avuto la fortuna, perchè di fortuna si tratta, di segnare la mia prima rete ufficiale col Fraccaro alla prima presenza. Tutto iniziò il Lunedi stesso quando mister Tinivelli mi comunicò che sarei partito da titolare, poi sul campo scoprii il perchè di tanta benevolenza..eravamo undici contati. Ecco in breve la formazione: in porta Giuliano, difesa con Toni, Juin, Ciccio e Alarico ; centrocampo a tre con Savini, Polo ed io, due mezze punte Piccinno e Igor a supporto dell' unica punta Genova. Pronti via e le squadre non partono, o meglio la partenza è molto lenta con le due formazio-

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ni più attente a non sbilanciarsi che a cercare per prime il gol. Noi siamo un po imprecisi a centrocampo e in difesa, e pian piano il Cardano viene fuori creando un po più gioco; ma le occasioni migliori spettano senz' altro a noi, e il rammarico è di non averle sfruttate. Il bel Genovastro se ne mangia tre di gol, davanti al portire, anche se in seguito rivelerà di aver fatto apposta per non chiudere troppo presto la partita. Altro episodio da annotare è un presunto rigore per noi che mago Enver, arbitro migliore di Paparesta, trasforma in seguito a proteste in punizione al limite. Piccinno calcia fuori. Nella ripresa Trivelli cambia modulo in un 4-4-2, togliendo Genova e inserendo Brizzi (mannaggia li pescetti) sulla fascia destra. Il Fraccaro sale di tono e crea molto gioco sulle fasce, e concede meno in difesa..non come il Cardano che invece la fa' salire e a metà del secondo tempo si fa' infilare peggio di Cicciolina. L' azione parte da..va

beh, non mi ricordo, sta' di fatto che Piccinno, votato Giocatore del Salento 2008, intravede tra i riccioli un varco per l' accorrente io, ovvero per me, ovvero Sacha infila il portiere con un preciso rasoterra. Il resto della partita è più o meno noia. Ricordiamo anche l' ingresso di Dushagol nel finale. Che dire, per me è stata una soddisfazione immensa segnare il primo gol, soddisfazione non provata invece da Tinelli che ha sempre da lamentarsi di una squadra, sì ancora sottotono, ma che potrà dire la sua in questo intercollegiale. Ringrazio infine Moratti che ha comprato il mio cartellino dopo la partita per sopperire alla mancanza di giocatori sulla fascia sinistra interista. La contropartita tecnica dello scambio? Ovviamente Quaresma. Ora ve lo tenete ahahahaa.. Sacha


Siamo anche buoni

UN PENSIERO LONTANO: DONAZIONE A MEDICI CON L’AFRICA Ogni anno, o quasi, in Collegio raccogliamo dei fondi per un’azione di solidarietà. Quest’anno sono stati donati 330 € per aiutare l’associazione “CUAMM-Medici con l’Africa” nella costruzione del reparto malnutrizione dell’ospedale di Wolisso, Etiopia.

Personalmente ho passato qualche settimana in questo ospedale nel 2005, dove ho visto una volontà di applicazione mirabile, nonché un’utilità delle cure del tipo “vita o morte”. Il bisogno di un reparto pediatrico per la cura della malnutrizione in questa regione sofferente, è sicuramente un bisogno impellente. Vi ringrazio quindi per la generosità e sensibilità e allego la lettera di ringraziamenti, firmata di proprio pungo, da parte dei responsabili dell’organizzazione (che ha sede a Padova). 100 € vendita biglietti auguri natalizi 90 € questua 140 € SummerParty 2008

Michele Rizzi

AVVISO RICATALOGAZIONE BIBLIOTECA La direzione ricorda che nei weekend 21-22 marzo e 28-29 marzo, la Biblioteca sarà chiusa per ricatalogazione dei libri presenti. Durante questo periodo, tutti i banchi andranno sgombrati da ogni oggetto presente. Siete inoltre pregati di riportare libri, cd, vinili che abbiate in prestito entro tali date, in modo da poterli catalogare. Tutto ciò che verrà lasciato in Biblioteca verrà confiscato e destinato al macero. Quindi fate in fretta a portar via tutto ciò che vi appartiene: le donne potete lasciarle, in qualche modo le ricataloghiamo tutte!

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Lezioni

Rizele

Le lezioni dei

Diana

Sassoni del Seruo LE DIMENSIONI DELLA DONNA L’ignoranza del maschio e l’esplosivo mix di intelligenza e beltà della femmina: nel genere umano, s’intende. Le donne, queste angeliche minerve di cultura sopraffina e rapace perspicacia. Ci si chiede come facciano a conciliare sapienza e bellezza e la risposta è a noi, beoti, ignota. La “bella, ma stupida” è “l’intelligente, ma cozza” sono una codardia, del resto Elisabetta Canalis e Margherita Hack sono l’eccezione che fa la regola, anzi che fa il corollario, noi, Sassoni, diremmo. Chilometri di nozioni e creatività dipingono curve oniriche, affreschi di pura magia: azimut di azzimati uomini, scialbi. Proni e tapini, apprezziamo il genio, ma non cogliamo il disegno, celeste del resto, che si cela dietro le geometrie perfette di neuroni brillanti e gambe ingarbuglianti, per la nostra anima, semplice, seppur raffinata. Tuttavia, molto recentemente, sono state ritrovate delle antiche tavole ateniesi che ribaltando luoghi comuni, in fondo beceramente occidentali, tra cui La Scuola di Atene di Raffaello in una ricostruzione fotografica odierna, dove si l’introvabile possono scorgere, imperiosi, i progenitori dei Sassoni del Servo discettando su “Terzo Co- “Massime e suggestioni di geometria uterina” rollario dei Sassoni del Servo” Il problema che andiamo a risolvere è un problema di massimizzazione vincolata. La s o d d i s f a z i on e dell’uomo è infatti legata alla capacità di potersi sbronzare (r) e contemporaneamente di poter conoscere una bella donna molto intelligente (rappresentata dalla quantità (a)). Ciò può essere eguagliato alla possibilità di fare del buone sesso (quantità (b)) più la possibilità di poter scegliere fra una donna bella donna e una birra (quantità (c)). Come precedentemente detto, noi uomini siamo essere semplici e basta poco per soddisfare le nostre esigenze, ma da esseri raffinati quali siamo strettamente dipendenti dalla bellezza femminile purchè farcita da un cervello all’altezza. La massimizzazione della soddisfazione maschile è quindi subordinata alla funzione di massimizzazione della bellezza della donna (quantità (c)), alla quale devono essere tolte le quantità (b) e (c), poiché legate al fatto che notoriamente dopo una notte di sesso e relativa dormita le donne perdono al mattino parte del loro indiscusso fascino. Queste ultime quantità, per l’eguaglianza della (1), possono essere sostituite, in modo tale da raggiungere la forma finale esplicata nel terzo passaggio. Z però è una variabile aleatoria, r è fisso e γ! è dato. Tale problema di massimizzazione si risolve quindi nella minimizzazione della quantità (a), quella che tiene conto dell’intelligenza della donna stessa. La Conclusione è contenuta nel TERZO COROLLARIO DEI SASSONI DEL SERVO:

LA BELLEZZA DI UNA DONNA E’ INVERSAMENTE PROPORZIONALE AL PESO SECCO ENCEFALICO All’aumentare della bellezza le donne hanno quindi la tendenza a diventare futili e superficiali

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Culi ro, così si risparmia. Si ipotizza un sistema rotativo di cottura Wurstel a ciclo continuo, perché ognuno ne deve mangiare almeno uno ogni 25 minuti perché compriamo i pacchi da Alla presenza della quasi totalità dei parteci- 8000 all’Eurospin. Ma un’ altra questione spipanti, la riunione White Plinio ha gettato nuo- nosa dibattuta per lunghi minuti di tensione è stata: biscotti o merendina va luce su questo appassionante evento mondano WHITE PLINIO | Dineros per la colazione? E se biscotti, primaverile, nonostante Martedì scorso si è tenuta la quale la dose giornaliera indidiverse crisi di nervi di riunione, di cui potete leggere cata? Esperti del settore soRizzi, nonostante Montoli- in questo articolo una sintesi stengono che chi ne mangia vo, e nonostante ancora (s)ragionata a cura di Trameri. 3, e chi ne mangia un pacchetto. E allora? Una prima parecchie incognite fondaSi ricorda specialmente che ipotesi sostiene la razionalizmentali. E se 100 litri di birra sfondano le macchi- alla partenza, ognuno di noi zazione indiscriminata del biscotto, in quantità e frene? E se yoghi porta i suoi dovrà avere pronti: sci che sono lunghi 4,35 m - 15/20 euro per benzina e quenza definite, che forse instaureche fare? E se il c.c. banca- autostrada, rio di Rizzi giovedi mattina - circa 40 euro di spesa da r e b b e risultasse in massimo sco- rendere subito a Rizzi per e- un clima perto? E se Polo fosse vera- stinguere l'ipoteca sul collegio, alienanin mente deciso a venire? - i 40 euro restanti dell'affitto, te mezzo al Ma la vera questione scot- da consegnare all'arrivo. gruppo, tante è stata: sci serale il Le altre spese dipenderanno unito a giovedì o non sci serale il giovedì, giorno stesso di tendenzialmente dalle attività un certo arrivo? Diversi problemi di ognuno (sci, pattinaggio, nervosicronologici fanno sempre terme, bordello etc.), salvo 30 s m o . più propendere per evitare euro da conservare per la cena Tutto fa questo smazzamento mon- in agriturismo di domenica o p t a r e per la diale, a meno che non si sera. parta da Pavia con sci ai Chi vuole sapere in quale dei merendipiedi, ipotesi suggestiva ma cinque appartamenti è stato na, sinscarsamente pratica. collocato, può telefonare a golarmente confezionata, aPranzi e cene piuttosto Adolfino (#49) nelle ore not- settica, calcolabile, rintracciamodesti, semplici, rapidi, bile e gestibile; gusto niente, funzionali, client-oriented e turne. così nessuno rompe le balle user-friendly; pasta e wurstel. E basta. E si mangia con le mani se no (anche se forse un kit di macchinari spararibisogna lavare, e si beve l’acqua del calorife- pieno ciocco-panna-marmell…). E le padelle?

White Plinio

A simposio greco oltre alle sassoniche riflessioni , si incontrano anche dei gran frocioni

Padelle in ghisa, padelle in grano duro commestibili, o la straordinaria e innovativa proposta di cottura in pura ceramica da cesso (v. Yoghi)? E lo “sgranocchio” giuridicamente è da attribuirsi collettivamente o pro capite? La tendenza della serata è andata verso impeti di sovraorganizzazione, per cui si è pensato a ogni minimo dettaglio: la predisposizione delle camere, tassativa, da 5-6 persone con chi scia e si alza alle 6 e 25 e si fa un culo così, e chi spaccia x 3 giorni di fila; chi mi prendo io, chi ti prendi tu, chi si prende Savini; e Genova come fa ad alzarsi presto? Ed è giusto che lo debba fare? Lo alza Polo? E Polo, lui, invece, chi lo dorme? Io credo che non sia una questione così semplice. Certo tutti quesiti da affrontare con la massima delicatezza, ma che confidiamo siano risolti in queste settimane grazie anche a pools di esperti del settore. Si profila dunque un grande successo per questa iniziativa, Tranquilli Fraccarotti, grazie alla mediazione fatta da Hiuragano, il sindaco di Bormio vi sta aspettando, lo potete vedere qui a fianco mentre vi spala la neve da davanti alla vostra futura casetta. Grazie Pisellone.

anche perchè sembra istituzionalizzata la funzione di Cipolla per la questua della carta igienica, cui invitiamo tutti a partecipare con generosità. Call-center coordinator, p.r., designer e deck master dell’enterprise touristica

NdR: Questa vignetta è stata commissionata da Elena ad Elia, poteva la redazione esimersi dal rispondere adeguatamente (vedi pag. 9)?

Andrea Trameri

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Giochini Prima la Partita, poi la Pizza Si ricorda ai collegiali di ogni ordine e casta che, nei giorni di partita (qualunque partita, anche le amichevoli di cricket), bisogna aspettare il ritorno dei giocatori prima di mandare legati a prendere le pizze. Questo avviso è rivolto in particolare a quei collegiali, detti per questo motivo 'tartarughe ninja', che tendono a nutrirsi esclusivamente della portata bianco-

Ne abbiamo talmente tanti che non ci accorgiamo neppure quando ce li fregano dalla sala comune… sta di fatto che qualcuno ci ha indebitamente sottratto il premio per il primo posto nel torneo di pallavolo dell’anno scorso. I vili ladri hanno pensato di farci notare la cosa spedendo una misera lettera anonima (vedi sopra); rimane il problema di scoprire a chi rivolgersi per eventuali sfide/attacchi/deflagrazioni. Come sempre ci pensa VdC con:

Indovina Chi… ci ha rubato il trofeo?

Saranno stati quelli che son tutti quanti cani? Quelli soli con la loro merda? Il paradiso dei Bordelli? O addirittura quelli che mai nessuno si è cagati?

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Non perdiamo... MAI PIU'!!!

Vittorie

Lunedì sera più e più volte ci è stata richiesta l'assistenza della brigata plinio da parte delle baskettare cardane (prima tra tutte Adele)... e noi siamo accorsi con debita prontezza al palaCUS per il fatidico match cardano – ghislieri. E detto fatto, siamo arrivati lì aitanti e organizzati, con le migliori intenzioni, per scoraggiare le povere ghislieriane. Ma poi, dopo pochi minuti gli orgogliosi cardanotti, risentiti per le innumerevoli sconfitte da noi inflittegli, hanno deciso di accendere una faida. Cioè... cioè...... avete presente quando un bambino stolto sputa in aria e alla fine lo sputo gli ricade in faccia? Ecco, la stessa cosa è improvvisamente successa ai cardani, che si sono ritrovati a difendersi, anche con nostri mezzi (il tamburo) contro il sapiente coro di voci bianche fraccarotte. In sei, abbiamo alzato un polverone fondamentale per motivare le ghislieriane che alla fine dell'ultimo tempo hanno dovuto lottare con le unghie e con i denti. Quindi, cari fraccarotti, potete già immaginare il risultato: 38 a 33, ghislieri batte cardano Dopo l’ingaggio del Sant’Agostino durante il torneo di Pallavolo Maschile (contro di noi tra l’altro), anche le cardane avevano pensato bene di avvalersi dei servizi di affitto tifoseria. Prezzi modici, vittoria garantita.

IL FRACCARO PORTA BENE Di seguito riportiamo le imparziali pagelle della partita: CARDANO: DALILA 6: alta com'è dovrebbe schiacciare come Yoghi. Si fa notare per un poderoso ritorno in difesa con tutta la squadra ancora in attacco. Confusa. SONIC 9: visto la prestazione doveva decisamente giocare anche con i maschi, avrebbero avuto miglior sorte. Cazzuta. ADELE 6: dimostra molta grinta ma poca sostanza; una prestazione decisamente opaca rispetto a lunedì sera. Molesta. CANU s.v.: viene sfruttata poco e il suo potenziale rimane inespresso. Incompresa. SARA 6: a parte il fiato che latita fa sempre la sua figura. Figurina. FLORIANA 4 1\2: da una matricola ci si aspetta sempre di più. Delusione. AZZURRA 5: è la media tra il voto del primo tempo (4) e quello del secondo (6). Incostante.

CACCIA AL TESORO INTECOLLEGIALE Si è definitivamente decisa la data, c i o è i l 2 4 M A R Z O . Tutte le matricole sono avvisate con ampissimo anticipo, così da potersi liberare da impegni veri o presunti. Tutta la giornata libera, senza se e senza ma. Matricola avvisata, mezza trucidata. Insomma avete ancora qualcosa da salvare, io non rinuncerei. E ripeto:

Il fallimento non è contemplato!

MANOVELLA 2000: già il nome è tutto un programma; però almeno si sbatte su e giù...per il campo. Stacanovista. TIFOSERIA 4 1\2: l'unica cosa che si può dire:

scordinati. GHISLIERI: CHIARA 10: è l'anima della squadra. Tutto il mondo gira intorno a lei. Vodafone. ELENA 8: tutto ciò che cade da canstro è suo, dispensa poesie da 3 punti e sportellate in egual misura. P.E. Barakus MARIA LAURA 4: tanto bella quanto inutile. Bellissima. ISABELLA 7: capisce davvero chi è l'anima della squadra...noi. Pbblic Relation. ANNALISA 6 1\2: l'anima operaia della squadra. Metalmeccanico. PAOLA n.c.: momentaneamente mi sfugge, per info chiamare 3287537011. Savini. TIFOSERIA 8: media tra il primo tempo (voto 1) e il secondo tempo (voto 16). capite da soli quando siamo arrivati noi.

Ke - Kebab a cura di Giorgio Montolivo L’aspetto casalingo dei locali e il rapporto La Caravane Passe invece amichevole con chi li gestisce, spiegano in ha mixato sapientemente parte il successo del döner (dal turco la carne alla griglia con i ‘dönmek’, “girare”): un panino che riesce a ritmi tzigani nel brano mettere d’accordo tutti, dallo studente che “Salade, tomate, oignons”. Il kebab ha pure un suo non ha voglia di cucinare, film: “Kebab connection”; una all’impiegato in pausa pranzo. E pur essendo stato Pur essendo stato piece teatrale (“kebab.com”) gruppi su Facebook, blog e un gioco snobbato dai media, e preso senz’altro di mira da snobbato dai media, il online (falafelgame.com)! Ma come assessori cittadini, ispettori Kebab è riuscito a con- tutti i fenomeni di strada, anche il e comitati per la preserva- quistarsi un posto kebab non ha tardato a farsi indal grande business. Da zione del centro storico, è d’onore nella cultura ghiottire almeno due anni l’industria aliriuscito a conquistarsi un mentare ne ha imitato e declinato posto d’onore nella cultura Pop il concetto in tutte le salse Pop, così che dal sostrato (comprese le salse). E il consumapopolare si sono presto tore ha avuto modo di scoprire elevate forme mediatiche autonome. Gli hanno dedicato canzoni: il con stupore e talora sgomento - piadine da rapper Lil’Maaz ha composto un inno al döner kebab, pizze al kebab, polpettine Di kebab… (“Mange du kebab”, trasmesso 770.000 volte fino al “Kids kebab menu” di Burger King, da Dailymotion!), mentre i Fatal Bazooka han- spacciato per alternativa orientale politically no lanciato “Saturday Night Kebab”; il gruppo correct. E vabe’, pazienza. Alla prossima.

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Rubriche

LA MUSICA CHE MI GIRA INTORNO (...“MUSICA” PER LE MIE ORECCHIE) Con un po’ di ritardo, vorrei ringraziare Yoghi per la fedeltà e l’approfondimento con cui, due o tre numeri fa, ha riportato una conversazione tra di noi sulla fruizione musicale. In questo modo vi ha evitato il mio modo, molto meno grazioso ed ispirato, di esporla su queste colonne. Prima notizia. Marco Carta ha vinto Sanremo, quindi ci sono ottime prospettive anche per una formazione composta da Adolfino, Andrea Marcobelli e Gotta, ospite il Gobbo afono. Tra le nuove proposte, spicca invece la classificazione di Arisa, una brutta bigotta mentecatta la cui canzone piace molto a Violetto. Sarà un caso? Prima buona notizia. Secondo album per Yusuf Islam: il grande Cat Stevens, reduce nel 2006 da un ritiro durato quasi 30 anni, esce di nuovo sul mercato col nome d’arte fideista, o, come direbbe Mimmo: Yusuf Islam esce il

ALMANACCHI ALLE PORTE Gli almanacchi sono in arrivo! Un giorno molto lontano ognuno di noi lo sfoglierà, e sicuramente non penseremo ai pochi euri spesi per avere tutti quei ricordi a portata di mano. Quindi per chi c’era al Summer Party 2008, bastano 10€. Un inezia, però se non arrivano le prenotazioni, gli almanacchi non si fanno. Quindi tutti in camera #53, da Mason, con 10 piccoli euri. Sai bene che ne vale la pena, quindi fallo, ADESSO!

Trofei Fraccaro: sono troppi ragazzi, come facciamo ad accorgerci se ne scompare qualcuno? Cioè noi nei trofei ormai facciamo il bagno, compioni di tutto, e di pallavolo, così per inciso, già penta campioni. Suvvia non è per giustificarci, ma vi assicuriamo che ne abbiamo davvero una marea. E pensare che quelli degli anni passati sono altrove! Si accettano mobili, mobiletti, cassettieri e qualsiasi altro espositore per Coppe. E poi, ricordate sempre che l’invidia è davvero una brutta bestia! COLLEZIONISTI!

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Notiziario

Rubrica musicale a cura di Giorgio Montolivo

secondo album. Il primo singolo estratto è la cover di “The day the world gets ‘round” di George Harrison, prezioso e dimenticato inno alla pace.

“avvenimento” della serata. Bisogna quindi prendere in considerazione generi con cui tutti possano divertirsi: molto ballabili e di atmosfera, senza stronzate da fighetti, da bifolchi o da rafffinati. Ovviamente Disco Appuntamenti live. Che vi piac- anni ’80, Raggae e Swing non sono le unicia o no (è il caso di dirlo), Bob che alternative (come qualcuno ha osservaDylan e Bruce to), ma se tralasciamo Springsteen visiteil Surf/Rock’n’Roll e la ranno le nostre Il primo estratto dal nuovo Disco anni ’70, già proarene per la trecenposti nelle passate tesima volta. Il vec- album di Cat Stevens è la edizioni (i Sunny Boys chio incantatore, cover di "The day the world nel 2007 e The Choice s e m p r e gets ‘round” di George Harri- nel 2008), non mi venia l l ’ a v a n g u a r d i a son, prezioso e dimenticato va in mente molto della rivisitazione inno alla pace altro, così su due piedei suoi pezzi, tocdi. Le percentuali di cherà Milano (15/4, questo sondaggio, baForum di Assago), sate su un campione Roma (17/4, PalaLottomatica) e di 47 persone, hanno mostrato una prefeFirenze (18/4, Mandela Forum). Per i fan raf- renza per la Disco anni ’80 sia tra i collegiali fazzonati e dozzinali del Boss invece, le date sia tra le matricole; ma non è da escludere sono a Roma (19/7, Stadio Olimpico), Torino che più avanti si manifesti un favore di (21/7, Stadio Olimpico) e Udine (23/7, Stadio ritorno per i generi già sfruttati. Basti consiFriuli). A Dylan i palazzetti e a Springsteen gli derare, ad esempio, che i Sunny Boys avestadi… Amen. vano proposto solamente repertorio dei Beach Boys (westcoast early ‘60s), mentre Sondaggio! Che musica vorresti al Summer una combinazione di Penthotals + Cover Party? Vista la quantità ed il volume delle voci band di puro Rock’n’Roll (per intenderci, che questo sondaggio ha fatto levare, vorrei stile Jerry Lee Lewis e Little Richard), ci perfare alcune precisazioni. Siccome si è afferma- metterebbe di navigare in ben altre acque. ta l’usanza di invitare più di un gruppo a suo- Vedremo. nare dal vivo, concludendo con un Dj Set, si può dire che non c’è mai un unico genere musicale al Summer Party, c’è però da scegliere un tema portante, che caratterizza l’abbigliamento, l’ambiente (installazioni, decorazioni) e il g r u p p o

Réttore: da leggersi come da grafia. Il nostro caro Giorgione non vuole convincersi a farci una bachechina un sala comune per i Trofei… magari non enorme, solo per tenerci quelli dell’anno precedente. Si ostina a voler metter tutto in palestra, lontano dagli occhi di tutti e dal nostro conseguente vanto. Insomma spendiamoli un po’ questi soldi Edisu, e se mai non bastassero, noi mettiamo a disposizione come sempre il nostro fondo cauzionale! GENOVESE!

Toz: ne ha fatte di stronzate il bel pesarese, però questa le batte tutte. Perché finchè fa cazzate e si fa male da solo, va bene a tutti. Ma andare a rubare la bici di un suo “ex fratello” senza riconoscerla, nella stessa sera distruggerla e farsela rubare a sua volta, è veramente ogni oltre limite. Se poi quello era un vero dono d’Amore, è imperdonabile. Ammazzati quanto vuoi, ma limitati a far danni alla tua persona, grazie. CLEPTOMANE!


VdC

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VdC


Viaggi

VIAGGI E INTEMPERIE

Pavia AmsterdamPavia Un viaggio un avventura un sogno, semplicemente un'folle sfizio contro la dannata daily ennui che affligge noi pensatori scanzonati.... oppure chi sa.....destino?

a gran velocità quell'asfalto cosi gelato La lunga marcia “agiàbrrevi” distanze dalle più familiari terre longobarde s'inerpicava d'ostacoli

TOZ AMSTERDAM................. DUE SEMPLICI PAROLE PER UN TRAVAGLIO DI 48 LUNGHISSIME ORE.

un consueto gesto ERRATO ci costÒ in effetti ben caro ma soprattutto ci pose a fronte al bivio to go or to back ?

48INTENSE ore di crudi rapporti umani.......un epopea tra risa, nervi a fior di pelle;stima e odio, esasperazione spensieratezza.......un esperienza da 20 crediti formativi.......vedere la sincera umanità che nei visi di noi pellegrini errabondi trasuda e, cambia come nuvole, caricate da una tamontana dell'est.......nn trova pari nella astrusa vita quotidiana.

infatti Su consiglio della popolare “MARIA”(non fosse che essa stessa era anche la reliquia ispiratrice della meta) turk-berger (dopo previo assenso del più esperto janluc) dissetò l'intero serbatoio con del nettare assai sbagliato...........difatti dopo pochi ansimi la tragedia

Un viaggio come questo è sinceramente uno stress psicofisico enorme quasi un incubo ma già ad ora è storia......parte della mia storia.....della storia di noi 5 che facciamo tutto facile.....noi 5 che come salmoni...... controcorrente ci sguazziamo usualmente.... Infatti DA SUBITO consci che...... quel entusiasmo che ci pervade alla partenza, è solo il prologo di un racconto assai più travagliato, che troverà pace e gloria solo alla fine. Difatti solo lunghe vuote langhe di nulla rarefatto, dal freddo e da una natura ormai visibilmente corrotta ci menavano, ritte e identiche verso quella meta di li tanto agognata che parea ogni minuto sempre più distante, Nell'oscurità di quella folle notte le nostre speranze demoralizzate (ma mai pervinte) dalle meschine avversità del fato, si stringevano forti alla lamiera di quel nn nostro mezzo che lentamente bruciava

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ricordo in effetti come fosse ora quel bizzarro memento in cui proprio io mi trovai col pugno in gola a dover sputar con immenso sforzo quella parola che in janluc gia da un po' rimbombava nel cranio DISEL SEL EL L L UNA PAROLA DI CUI NN CONOSCO NULLA NEMMENO L'ORIGINE MA CHE IN QUEL MOMENTO MI FU FATALE. Di li a poco la nostra avventura ci mostro quindi la prima tappa imprevista a cui arrivammo trainati in tutti i sensi........in quella morta carrozza i nostri corpi si facevano più pesanti e l'aria assai più rarefatta un aria che sarebbe peggiorata esponenzialmente. Con le prime sventure crescevano latenti i primi malumori che una stanchezza sempre più forte svelerà in comportamenti testardi e scontrosi ma stoicamente veri e affascinanti ….rivisti con occhi del senno di poi. Momenti di entusiasmo comune ormai decimati lasciavano spazio a scelte obbligate dal tempo, ma soprattutto dal denaro semper più

tiranno. un immensa stranezza mi scazzava dentro, appena scesi in sulla meta stessa.un egoistica voglia di far nulla prorompeva in me solo per contestare a prescindere il gruppo, perchè covavo dentro un odio contro i programmi monotoni che erano come DI dovere in quella città ,Odiavo l'idea di dover comportarmi come altri milioni di turisti decelebrati..MA IN FONDO IN QUELLA SITUAZIONE “D'EMERGENZA”era inevitabile e capivo abbastanza il disio POP del gruppo. SPESSO SI DICE................ SAI QUELLO CHE LASCI NN QUELLO CHE TROVI invece per certi versi questo viaggio sembrava corrompere la regola. Infatti le sventure inerenti al viaggio continuarono ad abbattersi su di noi anche dopo rivoluzionandoci la questa tranquillità su cui facciamo fiducia. Amsterdam Amsterdam Amsterdam un luogo unicamente singolare fatto d'estranei con cui difficilmente potrei trovare un legame nel modo di concepire una gerarchia di principi base. Per cui per quanto “chiunque di noi 5” compiaciuto affascinato divertito dalla atmosfera Automaticamente ne esaltava solo le diversità quanto tali e tangibili. Nelle poche ore di soggiorno nella obliqua città i nostri pensieri tendevano sempre più a isolarsi si volava col pensiero, cosi vicini e cosi uniti ma altrettanto lontani una lontananza obbligata dagli eventi e dallo status quo del momento e soprattutto dai fumi collaterali e odoracci trasversi........ per nn tirare poi troppo alle lunghe o perchè mi sono rotto il cazzo QUESTA AVVENTURA COME LE ALTRE È STATA …………. PER I PARTECIPANTI CHE SONO INSOSTITUIBILMENTE IL MEGLIO TOZ


Le Avventure dell’Ape Idro - 5°

Api

SPECIALE AMSTERDAM

Sceneggiatura: Manuel Idro Vaglia; Disegni: Elia Rezza Ferrari; Special Guest: Edoardo Turker Marvaldi Segue dalla prima

Noi invece pronti davanti a quel sottile confine fatto da un istante d’attesa, trasparente e sottile come nebbia. “Collegio Fraccaro!” faccio qualche passo. Dalle mie spalle sale un grido, quel grido che ideai tanto tempo fa’. Guardo Leopardello un istante fugace senza troppa attenzione: quel che mi interessa vedere è alle mie spalle. Io e Giuliano ci voltiamo e alziamo i Trofei. Da un nutrito gruppo di volti amici sale alto il coro: “AMMIRATE QUESTO COLLEGIO”. Queste saranno le tre parole impresse, per sempre, in questa nostra storia stupenda che, questa volta, si incrocia in maniera indelebile, con la storia di Pavia. Violenza

Alla domanda di Verbania su quanti esami gli mancassero:

...IL VULVOLIVO DISSE: “E’ come chiedere l’età ad una signora!”

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L’ANTRO DEL VIDEOGIOCO a cura di Alex

Di eroine come Faith nei videogiochi non se ne sono proprio mai viste. Allo stesso modo, di lavori come quello su cui quest'acrobatica ragazza asiatica appare sembrerebbero non essercene mai stati. Cosa tutto ciò sia in grado di comportare è molto semplice da prevedere: rischio, in una sola parola. E Mirror's Edge ha rischiato, ha rischiato veramente tanto. Un salto nel vuoto che a dire il vero nemmeno è a lui riuscito alla perfezione, commercialmente parlando. Le critiche si sono prevedibilmente spaccate in due, testimoniando presto quanto un gioco simile o lo si ama o lo si odia, mentre le vendite hanno seguito un corso a senso unico: quello discendente. L'Antro, imparziale e gentiluomo quale è, associa l'immagine dei detrattori di questa splendida e intensa avventura a quella di uno sparuto raggruppamento di babbuini, armati di joystick (che tentano vanamente di sbucciare come il proprio frutto preferito) e tanto ottundimento cerebrale da primate, e procede alla descrizione del titolo per ciò che esso è veramente: un'indimenticabile esperienza immersiva senza precedenti, coraggiosa e innovativa. La storia che fa da cornice al proprio deambulare vede un regime dittatoriale e dispotico avere la meglio sulla società urbana di cui si fa parte. Un regime di terrore che sopprime chi si oppone ad esso, e mira alla costruzione di una realtà tanto ordinata e perfetta da risultare quasi asettica e soffocante. Il controllo oppressivo sui media e la comunicazione è violento e pesante, così che i gruppi di opposizione devono per forza di cose passarsi le informazioni servendosi di un metodo sicuro e non convenzionale. Per questo esistono i runners, atletici corrieri che, saltando tra i tetti della megalopoli, permettono suddette segrete e illegali comunicazioni. Faith, protagonista del gioco, è proprio una di questi. Perduta la famiglia anni prima durante una manifestazione di protesta affogata nel sangue, e introdotta nell'universo "corridore" da quelle che ora sono le sue sole amicizie, rischia la pelle quotidianamente per eludere le misure di sicurezza dispotiche e lasciar brillare un flebile barlume di luce in un mondo ormai privato del concetto di libertà. Ma in un simile clima di terrore sembra inevitabile venire presto a contatto con un veloce precipitare degli eventi, manipolati ad arte da chi il potere lo tiene saldo tra le proprie mani. Coinvolta così insieme a sua sorella gemella, operante nella polizia cittadina, in un pericoloso intrigo politico che mette a repentaglio la vita di entrambe, è chiamata a mettersi in gioco per dimostrare l'innocenza della consanguinea, salvarla, e farsi giustizia contro la figura dietro la serie di trappole astutamente tese. Osservando la visuale in prima persona del gioco, il primo grossolano errore che potrebbe essere commesso sarebbe considerarlo ennesimo esponente del diffuso genere degli FPS. Ma basta muoversi qualche minuto per le immense locazioni urbane per capire presto quanto con suddetto genere Mirror's Edge abbia in comune solo l'abito. Quello proposto dai ragazzi di Dice (neonata casa di sviluppo nordica del titolo) è (l'utilizzo della visuale detta) infatti un espediente per promuovere una totale immedesimazione del personaggio di Faith. La giovane è chiamata ad esibirsi in salti nel vuoto, capriole, acrobazie aeree e corse sul muro degne dei migliori praticanti di parkour e free-

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running, durate la cui esecuzione essa vacilla, agita le braccia, tende le gambe, ansima, lascia udire il martellante battito del suo cuore. Ognuna di queste cose viene sentita, vista e provata. Durante l'inseguimento di un gruppo di agenti armati Faith corre con tutto il fiato che ha in corpo per non cadere sotto i colpi delle armi da fuoco nemiche, e quando questo accade la visuale (coincidente con quello che vedono i suoi occhi) barcolla per la disperata corsa, quasi pulsa per i colpi violenti del muscolo cardiaco in principio di collasso nel proprio petto. Tutti elementi questi, tralaltro di un realismo sorprendente e quindi una resa assolutamente efficace, che rendono veramente irripetibile il semplice spostarsi e muoversi lungo i percorsi che si è chiamati a battere. La storia procede per missioni, e queste sono generalmente costruite attorno all'elementare struttura del recarsi da un punto A a un punto B, naturalmente evitando ostacoli di natura architettonica, eludendo forze armate, e identificando la strada più sicura e spedita per raggiungere la propria meta. Faith può infatti aggrapparsi, valicare, e utilizzare rispettivamente qualsivolglia cornicione, grata (purchè non elettrificata) o condotto d'areazione a portata di tiro. E nella giungla d'asfalto che fa da cementificata scenografia le strutture consone ad essere sfruttate vengono evidenziate cromaticamente in rosso, per facilitare la capacità orientativa del giocatore e puntare un dito sul flusso e la corrente da seguire (purchè non si giochi in modalità difficile, dove tale facilitazione viene invece soppressa), paio di concetti questi vitali da tenere a mente (particolarmente per le modalità extra a tempo), visto quanto il risultato finale - per eccellere in efficacia e rapidità - dovrà vedersi composto di un autentico balletto acrobatico e leggiadro, sorretto da tempistiche perfette, riflessi felini e un'ottima capacità d’improvvisazione. A fronte di tutto ciò si può temere uno schema di comandi intricato e di difficile gestione. Ma anche qua Mirror's Edge riesce a stupire favorevolmente, riuscendo a far gestire ogni cosa via joypad in maniera semplice e funzionale. Per quanto possibile possa certo essere un primo approccio magari indigesto o lievemente traumatico (come il salto associato al dorsale sinistro, che può determinare presto scomode posizioni del pollice sull'analogico corrispondente), altrettanto sicuro è quanto la pratica e l'esercizio riescano nel giro di qualche missione abituare mano e cervello. Giusto per seppellire in via definitiva ogni parvenza di fratellanza con l'universo sparatuttistico, si precisi infine il rapporto tra Faith e le armi da fuoco (e chi queste le brandisce). Perchè imperativa è la fuga da ogni forma d'esplosione di proiettili, privilegiando la corsa e il più efficace scansamento di minacce armate. In caso di bisogno, la ragazza è sì capace di sottrarre abilmente la bocca di fuoco impugnata dall'avversario di turno (attraverso una tempistica perfetta, e l'opzionale utilizzo di un utile effetto ralenti), ma da notare è piuttosto quanto

queste a) siano perennemente caricate con un limitatissimo quantitativo di munizioni, tale da rendere impossibile l'uccisione consecutiva di più bersagli di fila, e b) impediscano sovrabbondantemente i movimenti della runner, decrementando la sua velocità in corsa e l'agilità acrobatica. Malus questi che - inutile dirlo - rendono la sottrazione di mitragliette, fucili e pistole più una pratica da usare solo in casi d'estremo bisogno. Esteticamente Mirror's Edge riflette gli aspetti che contraddistinguono il dispotismo politico nel proprio universo: ricerca quasi ossessiva di una pulizia visiva quasi alienante, superfici ed interni asettici dove a predominare è un bianco accecante e ogni mezza misura cromatica viene abolita in favore di scelte accese (rossi vividi, arancioni pulsanti, verdi brillanti), stacchi netti e contrasti fortissimi. Il gioco di colori funziona magnificamente, regalando paesaggi unici e così vivi pur nella loro stessa apparente (e voluta) mancanza di vita e calore, sovrastati da un immenso cielo terso d'un azzurro sconfinato. Impossibile quindi non applaudire la direzione artistica davanti a un tale quadro digitale così magistralmente prodotto, accarezzato poi dalle straordinariamente evocative note di una colonna sonora eterea e delicatamente elettronica. Dove il pargolo di Dice inciampa invece abbastanza vergognosamente è sul lato della longevità. Perchè un conto è proporre un'avventura breve, ma un altro è pretendere il pagamento di un ingresso intero (il costo del software) per una proiezione (il gioco) fin troppo limitata. E non si esagera se viene affermato quanto sia possibile raggiungerne l'epilogo nel giro di sole cinque ore! Va bene si possa poi rigiocare l'intera storia a una difficoltà maggiorata, magari alla ricerca dei collezionabili persi (utili a sbloccare immagini, e materiale bonus da fruire in un'apposita sezione), ma veramente l'estensione di tutta l'esperienza offerta a conti fatti delude davvero oltre i limiti di sopportazione. Provano a risollevare la spiacevole situazione una serie di prove a tempo e sfide per migliorare i record personali e di altri giocatori su Live, ma veramente a poco servono pure queste comunque ben accette modalità aggiuntive. Mirror's Edge insomma punta più sull'intensità dell'offerta piuttosto che sulla sua durata. Con bene a mente questo dato di fatto, si può così scegliere di evitare l'acquisto d'un prodotto consigliatissimo ma meno preferibile rispetto ad esperienze videoludiche maggiormente longeve, oppure d'immergersi in un mondo di gioco magnetico, abbondantemente carico d'adrenalina, e garante d'un viaggio digitale di cui difficilmente ci si potrà pentire. VOTO: 9


IL PUNTO DI GOTTA La partita più attesa da d u e mesi, come tutte le partite più attese e incerte è finita con il più classico dei risultati: 0 a 0. che a dire il vero ha tradito di molto le attese. Sto parlando se non si era ancora capito del big match Inter – Manchester U. Una sfida ancora tutta in bilico che però alla luce della gara d’andata ci permette di tirar le prime somme. L’inter se vuole vincere il coppone dalle grandi orecchie deve darsi una svegliata. L’inter di ieri non si è smentita per niente, ha dimostrato per l’ennesima volta le sue difficoltà ad emergere in Europa. È non è perché affrontava il Manchester, ma perché scende in campo con un atteggiamento da principiante, da squadra intimorita e sorniona, con un certo timore reverenziale. L’unico a salvarsi nel primo tempo è stato il 18enne Santon, che con la sfrontatezza dei giovani è sceso in

campo tranquillo, con la personalità dimostrata nelle precedenti gare di campionato. Gli altri invece pressoché irriconoscibili, a partire da Ibraimovic. Vuole assicurarsi il prossimo pallone d’oro. Beh di strada deve farne ancora tanta, per l’ennesima volta ha fallito nella partita che conta. Kakà due anni fa nonostante il milan avesse perso la partita d’andata a Manchester aveva dato prova della sua immensa classe, risultando decisivo e determinante. Incantando tutti. Ibra invece come al solito ha giocato sottotono. È facile esser belli in Italia, ma se si è un fuoriclasse, un trascinatore, un pallone d’oro, si deve esser altrettanto decisivi in Europa. All’inter manca proprio questo, un uomo da champions, un simbolo, un leader, per ora lo è stato solo Mourinho con le sue parole, la sua strafottenza, ma son i giocatori a scender in campo. Non bastano 20, 25 minuti del secondo tempo di buon livello per vincere contro il Manchester. Van Der Sar è stato per quasi 90 minuti inoperoso, Cristiano

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Ronaldo dopo 10 -15 min aveva già impensierito 4 volte julio cesar. Il che la dice lunga sul peso che ha un vero fuoriclasse su una sfida del genere. All’inter per vincere il ritorno o per provare a farlo servono lo spirito di quei 20 minuti del secondo tempo, ed è lì che deve lavorare Mourinho. Stando ben attento a non far la scemata di schierare un 4 3 3 come negli ultimi minuti, dando modo al Manchester di rifarsi pericoloso. Comunque vedere l’inter in Europa è proprio un piacere, da soddisfazione ad un gufo come me, vedere prestazioni del genere, per vincere in campo internazionale bisogna giocare a calcio, e sottolineo giocare, perché anche nel derby, aveva si ,dimostrato una grande fisicità, ma di certo non un bel gioco, e se non era per la nostra difesa (kaladze su tutti) ridicola, forse il match avrebbe preso un’altra piega. Per cui Cara Inter non diventerai mai la squadra più titolata al mondo….

BITTER LA SCALA a cura di Montolivo Academy Awards 2009. Anche quest’anno il responso degli Oscar si è fatto un po’ attendere, e ci ha riservato qualche sorpresa. A sbancare è stato “The millionaire” (Film, Regia, Fotografia, Sceneggiatura, nonché Montaggio, Colonna sonora, Missaggio e Canzone), estremamente fortunato e premiato… Mi piacerebbe parlarne, ma non l’ho visto; si può comunque intendere dagli ambiti premiati, che si tratta di un film riuscito a 360°, anche se non vanta primati per la recitazione. Affondato invece, in proporzione alle mille (fallimentari) nomination, “Il curioso caso di Benjamin Button” (Make up, Effetti visivi ed Art Direction), al punto che ci si può azzardare di ricondurle a pressioni sottobanco, da parte della produzione, nei confronti della giuria della Academy. Non c’è da stupirsi, se l’impressione di tutti quelli che l’han visto era al di sotto delle aspettative. E del resto, Brad Pitt vincerà l’oscar per migliore attore quando Romano Prodi sarà volto dell’anno del Times. Questo premio è andato invece, con grande fondamento, a Sean Penn, per la memorabile interpretazione di Harvey Milk di cui ho già parlato qualche numero fa. Miglior attrice Kate Winslet: già in gran forma per “Revolutionary Road” (ottimo film, non fosse per Di Caprio, molto poco convincente, passato da poco sui nostri schermi) e da Oscar per “The reader” (uscito in Italia venerdì scorso). Opposti i non protagonisti: quasi a sorpresa l’Oscar a Penelope Cruz, molto brava, ma in un film un po’ deludente di Allen; mentre era quasi prevedibile e senz’altro dovuto l’Oscar postumo a Heath Ledger per il Joker maledetto di “Batman - The

Dark Knight”. Trovo questo bilancio positivo, ma un po’ deludente, se si considera che del nostro paese (ormai dedito a puttanate clamorose) non figura niente non solo tra le nomination, ma neppure nello staff di quegli Oscar pur “minori” nei quali alcuni Italiani s’eran sempre un po’ distinti per bravura (colonne sonore, costumi, scenografie…).

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Miglior film: The Millionaire Miglior regia: Danny Boyle (The Millionaire) Miglior attore: Sean Penn (Milk) Miglior attrice: Kate Winslet (The Reader) Miglior attrice non protagonista: Penelope Cruz (Vicky Cristina Barcelona) Miglior attore non protagonista: Heath Ledger (Il Cavaliere Oscuro) Miglior film d'animazione: WALL-E Miglior fotografia: Anthony Dod Mantle (The Millionaire) Miglior sceneggiatura originale: Milk (Dustin Lance Black) Miglior sceneggiatura non originale: The Millionaire (Simon Beaufoy) Miglior art direction: Il curioso caso di Benjamin Button (Donald Graham Burt, Victor J. Zolfo) Miglior film straniero: Departures (Giappone) Miglior documentario: Man on Wire (James Marsh, Simon Chinn) Miglior montaggio: The Millionaire (Chris Dickens) Migliori costumi: La duchessa (Michael O'Connor) Miglior colonna sonora: The Millionaire (A.R. Rahman) Miglior sonoro: Il Cavaliere Oscuro Miglior missaggio del sonoro: The Millionaire Migliori effetti visivi: Il curioso caso di Benjamin Button Miglior make-up: Il caso curioso di Benjamin Button Miglior canzone: "Jai Ho" The Millionaire Miglior documentario corto: Smile Pinki - Megan Mylan Miglior cortometraggio: Spielzeugland - Jochen Alexander Freydank Miglior cortometraggio animato: La Maison de Petits Cubes Kunio Kato

• Contro Splendid. Prima di • chiudere, una risposta alla rubrica di cinema del numero • scorso: sarò breve e lapidario. • Non ha nessun senso criticare • “300”, film che nasce con il solo intento di stupire per mez- • zo di scene d’azione ed effetti • speciali, come se ci si fosse • potuti aspettare qualcosa di • più. La totale assenza di valore • umanistico in questa pellicola • non pregiudica l’inequivoco • intento di produrre un’opera “spettacolare” molto curata, • fruibile non solo da coglionazzi del sabato pomeriggio. Né si può paragonare “300”, tratto da un fumetto dai medesimi toni, a un film come “Troy”, che ha invece devastato la nobile fonte da cui è tratto, tra l’altro con una sceneggiatura deplorevole. Meglio paragonarlo a un film come “La

foresta dei pugnali volanti”, che, nonostante il maggior spessore, rappresenta una realtà bellica “esotica” tramite il frenetico ricorso a nuove tecniche cinematografiche.

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CARTA CANTA

Cari lettori, gentili lettrici, eccoci di nuovo alla consueta rubrica letteraria del giornaino più colto, intelligente e spiritoso di Pavia. (e ci dispiace per gli altri…anzi no). Sapete, fra una matricola e l’altra, l’autore di questo articolo si diletta a scrivere (un modo come un altro di usare le dita, senza rollare cannoni come Emil o fare di peggio come…soprassediamo..) Sapeste com’è dura imbattersi nel romanzo che si sarebbe voluto scrivere da sempre e scoprire, per giunta, che è congegnato come meglio non si potrebbe… E’ quello che è successo a me con il bellissimo “Replay: una vita senza fine”, del compianto Ken Grimwood. Curiosamente, è il secondo romanzo basato su salti temporali capitatomi nel giro di un anno, dopo l’inarrivato capolavoro della Niffenegger (“La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo.”). La trama: Jeff, quarantatré anni, intrappolato in un matrimonio insoddisfacente e in un lavoro noioso, muore improvvisamente d’infarto (corre l’anno 1988), risvegliandosi nel se stesso di venticinque anni prima. Dopo il comprensibile sbandamento iniziale, comprende le potenzialità di una simile seconda opportunità per correggere gli errori compiuti ed evitare le scelte sbagliate della vita appena vissuta (compresa l’individuazione del partner…). La cosa si dimostra ancora più promettente grazie alla conservazione dei ricordi di quanto accaduto nel quarto di secolo intercorso tra il 1963 ed il 1988, che gli consentirà, scommettendo sui risultati sportivi più eclatanti ed investendo sin da subito sui nascenti colossi azionari degli anni Ottanta, di diventare rapidamente uno degli uomini più ricchi del mondo. La nuova esistenza di Jeff si sciorina così per altri 25 anni, finché, improvvisamente, allo stesso momento dell’altra volta, un attacco

a cura di Andrea Goran Marcobelli

cardiaco lo abbatte, rimandandolo nuovamente nel 1963… Può sembrare che io abbia svelato anche troppo della storia, ma assicuro che quanto sin qui riportato è solo il trampolino di lancio dell’imprevedibile dipanarsi del racconto,che beneficia di intuizioni davvero geniali, capaci di far prendere alla trama del romanzo sviluppi inattesi ed a tratti inquietantemente profetici . Qui mancano i cadeaux letterari che costellavano “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”, ma non per questo si tratta di un’opera più arida. La rievocazione delle atmosfere tipiche delle epoche rivisitate, anzi, è resa davvero molto bene, insieme al comune sentire che permeava di sé i diversi periodi storici lambiti dalla narrazione: elemento quasi ignorato nel racconto della Niffenegger, al quale, da questo punto di vista, è nettamente superiore. Il topos del ritrovarsi in esistenze già vissute, lungi dal considerarsi una trovata originale (a nessuno sfugge che, in proposito, esistano interi filoni della letteratura e della cinematografia a cui il tema resta carissimo), ambisce qui a qualcosa di più che tradursi in una sterile storiella su fantastizzanti frequentazioni di universi paralleli e di immersioni in realtà alternative. Di fatto, la storia del “replicatore” Jeff diventa il pretesto per mettere il fuoco sull’effimera concretezza di ogni cosa umana, il cui destino è di dissolversi, prima o poi, come un sogno al risveglio del sognatore. Lo sconforto che Jeff prova all’atto del suo secondo “daccapo”, quando comprende che ogni cosa costruita nel corso della sua reinventata esistenza è stata annullata dal nuovo replay, è lo stesso che proviamo noi ogni volta che ci ritroviamo a contemplare l’irrimediabile perdita di una persona cara, di un oggetto a cui tenevamo particolarmente, di un bel periodo della nostra vita. Si ribalta così

I PERCHÉ DEL SOMA Perché i kamikaze giapponesi indossavano l’elmetto? In realtà i kamikaze giapponesi non indossavano l’elmetto. Indossavano la tipica cuffia in cuoio da aviatore, il cui scopo è principalmente quello di tenere in posizione altoparlanti e microfono per le comunicazioni con la base e con i propri compagni. Inoltre la cuffia in cuoio proteggeva il pilota da possibili testate dentro l’abitacolo durante le manovre (per questo tutti i piloti di guerra indossavano, e indossano tuttora, le cinture di sicurezza, kamikaze compresi).

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In effetti alcuni kamikaze indossavano però l’elmetto in metallo (tipico della fanteria) e alcuni anche una sorta di giubbotto antiproiettile. Questo perché il loro obbiettivo era quello di colpire basi, convogli o più spesso navi nemiche, cercando di infliggere più danni possibile, andando quindi a centrare parti sensibili della struttura. L’elmetto e il corpetto permettevano al kamikaze di rimanere in vita più a lungo possibile, anche se colpito da contraerea o da semplici mitragliatrici fisse, in modo da dirigere fino all’ultimo secondo l’aereo verso il bersaglio prescelto. Alla prossima!!!

la valenza stessa che il concetto di “seconda possibilità” sembra serbare in seno: dall’essere foriera di nuove e migliorate prospettive, essa diventa un incubo di frustrazione, una gabbia sempre uguale in cui gli stessi mutamenti, che si credevano inesauribili, si rivelano finiti e, a volte, deleteri. Il sincopato finale, che secondo me vale tutto il libro, dopo un caleidoscopico effetto “strobe” lascia il lettore con il fiatone, ma anche con un senso di appagante ricomposizione interiore. Nella quarta di copertina si riferisce che Grimwood, dopo essere diventato ricco con i proventi del romanzo, è morto nel 2003 per un attacco cardiaco. La sensazione è che la notizia voglia essere reconditamente allusiva, quasi a suggerire che l’autore abbia finito in qualche modo per condividere il fato del suo protagonista. Nel qual caso, ci auguriamo che il bravo Ken lasci opere del genere in ognuno dei suoi replay, affinché non manchi in nessun universo parallelo la possibilità di leggere questo eccezionale racconto.

Voci di Corridoio

Megadirettore galattico Simone Pellegrin Direttore responsabile Giovanni Mason Vice Direttori Onorari Elia Ferrari Giovanni Ferrari Vice Direttori Andrea Violetto Giorgio Montolivo Chi va da Giulio alle 4.35? Carlo De Grazia Ultimo arrivato Splendid


SAPEVATELO

Giochi

Evidentemente i giochi di intelligenza, erano troppo. Ovviamente non ha vinto nessuno, e pensare che non era così difficile Qualcuno c’è andato vicino, ma non ha portato la soluzione a tutti le domande del Sapevatelo. In ogni caso il misterioso fraccarotto era Bidello… evidente! Così eccomi tornato al vecchio stile: riconoscete l’intruso, trovate l’uscito del labirinto ed infine scoprite chi si nasconde dietro ai tre indizi qui a lato. Il premio è ancora l’ambitissimo Tinelli in miniatura. Su dai, vi vedo spenti, e pensare che faccio sempre quesiti facili facili!!!!

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