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Voci Corridoio di

Numero 62—Anno IV

settimanale fraccarotto

28 febbraio 2008

SPALLA AL MURO

PROGRESSO DI UNA GENERAZIONE VINCENTE di Marcone

Quando entrai 5 anni fa, nel torneo di basket tornò a partecipare dopo anni ed anni anche il Fraccaro. Erano i tempi di Chiacchera, Maldini, Brunco, Colucci e Brighella per citarne alcuni degli ormai ex fraccarotti. Lo spirito goliarda ci contraddistinse per tutto il torneo. Una sera arrivammo ad una partita laceri, ma veramente laceri, avevamo le birre pure in panchina e vincemmo. Erano gli anni del “massi chi se ne frega”, gli anni in cui se avevi uno forte vincevi, vedi il cardano o il don bosco capaci di metterci sotto a causa di un fenomeno per squadra. Poi tutto è cambiato. Come in tutti gli sport è subentrata una parola, organizzazione, che ci ha fatto fare il salto di qualità. Certo nel basket c’è entrato pure talento, vedi Franz, Pinolo, Rizzi(che c’era anche i primi anni) oltre a dei lunghi che oltre a picchiare sanno pure tirare. Però me ne rendo sempre più conto in tutti i tornei, calcio dell’anno scorso su tutti, che sopperiamo alla mancanza di talento con spirito di gruppo, voglia di lavorare e tanto orgoglio. Oltre a questo l’aiuto fondamentale degli allenatori esterni, col Dipa l’anno scorso si era detto che ce ne andavamo da vincenti e invece siamo ancora qui, perché vincere è godimento allo stato pure ma riconfermarsi lassù è proprio da 10 e lode(Gambalf ndr). E cosi mi viene da pensare, che fare per continuare a dominare? Per riconfermarsi sempre lassù? Beh ragazzi, nuove generazione Fraccarotte, io posso dirlo dall’alto dei miei 3 primi e 1 secondo posto(1 punto dietro al Golgi) la mia è stata una generazione vincente, ma ho lavorato per farla diventare tale ora tocca a voi. Noi abbiamo iniziato, ripetersi sarà dura ma è ora che ve ne rendiate conto di chi siamo, di cosa vi perdete a non farne parte. Essere il collegio più odiato di Pavia porta Oneri e Onori. Ma che altissimo livello ora che tutti ti temono e giocano a mille perché sanno che vanno contro ai più forti. Detto questo ricordo a tutti, soprattutto al collegio minore cairoli, e ai suini-bovini dell’infame stalla, che come diceva Decuberten: “l’importante è partecipare” ma se si vince si gode ancora di più. Vi aspettiamo alle prossime sfide collegiali, Coppa Cairoli e Caccia al tesoro (tristissimo cairoli che non parte-

cipa mai). IDEM VELLE

Una serata strana con la tensione che tore, si vede che sa muoversi sul ti si aggrappa in gola, con tanto tifo (la campo da basket e si vede anche che brigata pur palesendo l'assenza di Viole la partita lo esalta e praticamente da è stata come al solito grandiosa), buoni solo tiene a galla le bestiacce in maavversari e una voglia matta di dimo- glia blu addirittura a metà primo temstrare che siamo i più forti, questo in po li porta in vantaggio sul 20 a 19!!! Il Plinio quest'anno non si è mai ritrosintesi la partita di lunedì sera. Ci presentiamo con la coperta un po' vato sotto di un punto, sempre in corta in panchina ma carichi e motivati, testa, sempre a condurre in tutte le partite... Gli pronti a didimostriamo mostrare che siamo cosa vuol una squadra dire giocare a vera e da li in basket. Direi avanti compliche ci siamo ce la fatica riusciti in che si legge pieno a dinei loro occhi spetto del mettiamo a Gigante, degli segno un animali da break che ci sTalla, dei lascia a fine tanti gufi primo tempo e .... anche con più di 10 delle povere punti di vangufe rosse taggio. blu!!! Nella prima Si parte forte parte di riprefin dal riscalsa, il 12 sTaldamento, lanzani (prova Dipa ci ricormaiuscola e da gli ultimi davvero notedettagli ed il vole la sua...) rodatissimo prova a far quintetto valere la sua basa con il rientrante Enver è pronto a gettarsi stazza sottocanestro e fino a che gambe e fiato reggono mantiene la nella mischia. Siamo incerti in fase iniziale, abbiamo partita più o meno viva. Lo sTalla si quasi timore a cercare la penetrazione, mantiene sempre a meno dieci, comanche perchè lo sTalla collassa all'inter- plice anche qualche scelta affretata e no dell'area e lascia molto spazio sul scellerata in attaco da parte nostra(io perimetro, lo sfruttiampo e prendiamo in primis...). Segue a pag.xx un primo break di 9 a 0. Mr. M u Un avviso importante scolo n u Aula magna dell’università, ore 17,00: mero inaugurazione dell’anno accademico spor12 in tivo. Tutti i fraccarotti sono tenuti a partemaglia blu però cipare alla cerimonia che sugellerà il trionfo non ci sta... completo e totale dello scorso anno in tutte le Si vede che discipline sportive da parte del Plinio. Per la è un ottimo giocaterza volta Fraccaro!!!

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vocidicorridoio@collegiofraccaro.it CINEMA

SASSONI DEL SERVO LA FORZA DELLA DONNA Sassoni a pag.6

300 Cazza a pag.11

CARTA CANTA DEXTER Goran a pag.13


Vittorie

Fraccaro 54 – Stalla 45 => Fraccaro in finale FRANZ: 8 Gli tocca l’ingrato compito di fermare il bestione avversario. Fa quel che può ma Spacci vuol fare il brillante e gli fischia ogni contatto, comprese strette di mano e pacche di stima. 8 punti tra cui spicca una tripla nei primi minuti che aiuta a creare il distacco iniziale e a chiarire le cose. Quando c’è ed è sano, si vince sempre. Per una volta, insomma, gli si può dare un voto normale. AGO DELLA BILANCIA OSTREGA: 6- I radar non lo hanno captato: nessun fallo e nessun punto per il nostro bottaronese, che gioca una partita subacquea. Tiri corti, rimbalzi sofferti, non è certo la sua miglior prestazione. Comunque corre e si sbatte tanto ed è sempre in posizione, sia in attacco che in difesa. Per la grandinata di triple aspetteremo un altro po’. STEALTH DENVER: 8 Ancora qualche problema ai liberi per “cazzo ridi scemo”, ma prestazione più che buona. Stavolta però deve mettere il suo sorriso ebete da parte dato che gli spallanzanotti non hanno proprio voglia di ridere e gli spaccano il labbro con una scherzosa gomitata. Nel secondo tempo, superato il duro impatto con il lato oscuro dell’Ignoranza, ingrana la sesta e infila 10 decisivi punti in contropiede. WELCOME TO THE JUNGLE MACCHININO: 6.5 Scampoli di partita per l’ambasciatore sportivo 2009 fraccarotto, che non riesce a trovare il canestro né a purgare tutti con qualche tiro libero. Minutaggio minore del solito, ma non era certo la serata ideale per diplomazia e papillon. In realtà il suo l’ha fatto, come sempre, ma per stasera il premio FUORI LUOGO lo vince lui. RIZZI: 9 22 punti, top scorer della squadra, ennesima conferma nei momenti che contano. È l’anima di questa squadra, se siamo in finale il merito in primis è suo. Massacra gli avversari durante tutta la partita senza che riescano mai a capire come fermarlo, mentre in difesa si divide tra i due più rognosi. Abbassa le percentuali al tiro giusto quando sente che la preda ormai non si agita più. BLACK MAMBA YOGHI: 6.5 Grande partita per il nostro orso preferito (sì Bubu, tu fai cagare). Lo stato forma migliora costantemente e resta in campo per un bel po’. È Franz a notare il fattaccio: oltre al fatto che correva, che già di per sé scatena cascate di stima e commozione, a un certo punto del secondo tempo HA SALTATO! Ebbene sì, Yoghi salta! Ancora non schiaccia,

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ma vedremo di lavorarci. Apice della partita quando mette un canestro con fallo subito non fischiato, rompendo il digiuno che durava da un paio d’annetti. Mezzo punto in meno perché ieri dopo tante scene non ha buttato Elena in fontana, anche se non c’entra niente con la partita. LETARGO FINITO L.CARDANI (ovvero Cipolla, andando per esclusione non può essere che lui): 7 Ancora una volta entra in campo con lo spirito giusto e accelera quanto serve per sfiancare i poco aerodinamici porcellini che si trova davanti. Stavolta non gli entra niente, ma applausi comunque per il coraggio e la grinta. VINCE E CONVINCE ENVER: 7 Recupera ottimamente dall’infortunio alla caviglia e non manca alla partita dell’anno. Soffre a rimbalzo come tutti, ma forte anche degli allenamenti di calcio corre come un dannato ed è sempre dove dovrebbe essere. Prende un sacco di stecche dato che per avvicinarsi al canestro serviva un’armatura, ma i suoi 2 punti li ha messi. ROCCIA EMIL: 7.5 Ultima partita da teenager per il lecchese, entrato giusto ieri nel mondo dei ventenni. Traguardi importanti anche in campo: prima partita contro un collegio rivale, con tutto quel che ne consegue, ma soprattutto primi tre punti in maglia biancorossa, messi a segno sul finire della partita (resta solo Italo sulla lista di quelli che devono ancora segnare). Se non finisce come il Figlio Di Rizzi potrebbe essere un titolare fisso nella squadra per i prossimi anni. PROMESSA BRAD: 7 Capitano per l’occasione per puri meriti anagrafici, cerca di raddoppiare il più possibile sui pochi giocatori capaci dell’altra squadra, ricavandone una notevole serie di botte. Nel secondo si mette a difendere sul perimetro e contribuisce al super break che incanala la partita sui giusti binari. 4 punti, alla fine. Soprattutto, al 6° anno, la tanto sospirata finale. LAZZARO

PIACENTINI: s.v.: Fa l’offeso e non vuole tornare in panchina, per quella storia del suo culone. Decide che se vuole picchiare è meglio stare tra la tifoseria che in campo, ma sbaglia. È che la tifoseria dello Spalla deve essersi sgrezzata recentemente, non è

più quella di una volta. Alla prossima vieni, però. C’È POSTO PER TE DIPA: 8 Trasuda stile da ogni poro: arriva al campo in giacca e cravatta, su una BMW nera, parlando al cellulare come solo i migliori professionisti sanno fare. Ancora una vittoria, ancora una finale, situazione sempre sotto controllo: non sa più come perdere. La sua maturazione è ormai completa: non sbaglia un nome, chiama time out a 25 secondi dalla sirena per disegnare uno schema e gli funziona anche... ALTO LIVELLO stalla: 6+ Dopo le batoste di qualche anno fa e la patetica sconfitta per un punto dell’anno scorso, trovano un altro modo di perdere. La squadra era forte e si è difesa bene. Il fenomeno era fenomeno vero e ha messo 31 punti, una ventina di rimbalzi e qualche assist. Non hanno però saputo reggere il nostro ritmo e nel secondo tempo la differenza tra le squadre è emersa tutta. Insomma, un’altra inculata. Messaggio per voi dall’ex ministro Sirchia: SUCARE NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE TIFO: 9 Grande tifo. Basta guardare Yoghi iperattivo che segna e salta per capire quanto è bello quando siete così. Visto che c’era chi si lamentava che si vinceva sempre e la cosa diventava noiosa, abbiamo pensato di migliorare gli indici di ascolto e godimento lasciando che per una volta la partita rimanesse in bilico fino alla fine, permettendo così ai tifosi avversari di sperarci almeno un po’. Ecco, magari li si poteva insultare andando più sul personale, visto che non hanno commesso neanche un fallo tecnico. In ogni caso, BELLI E BRAVI Brad Pizza


Vittorie

PlinioBasket: vista dal tifo Solito ritorno dal lavoro col rugby, parcheggio la macchina vicino al collegio, tanto la devo riutilizzare a breve, perché stasera c’è lo stalla, che in sto periodo di tristezza Cairolina, è quanto di meglio ci possa capitare. Salendo in camera trovo Rizzi bello carico che mi da la prima notiziaccia, ed unica, della serata: C’è un megafono libero, Violenza ha mollato. Prendo il telefono incredulo e chiamo il nostro capo ultrà, lo offendo definendolo un abitante dell’orrenda stalla ma lui niente:“Marcone non rompermi il cazzo domani c’ho esame”. Scendo quindi gasatissimo, mi dico non ne so quante lui ma in quanto ad offese non sono secondo a nessuno. Raggruppiamo le matricole e via alla volta del pala C.U.S. che deve essere, e lo sarà, una bolgia. Solite quattro fighe di legno, con tutto il rispetto per le fraccarotte mi riferivo ai quattro asini dello stalla che occupavano la parte a loro dedicata (lo spazio tra il cagatoio e la mangiatoia) e via con i primi insulti! Giro tra i compagni, Pitzolu non mi vuole più in panchina, e poi via sulla linea di bordo campo ad esultare, inneggiare

ed incoraggiare la magica armata Plinio, con vista la classifica, partita con il Del Maino ovviamente in mezzo sontuose offese alla (obiettivo TITOLO), Con la speranza di cantamamma delle bestie dello Stallanzani. Pronti re tra le amate mura dell’ormai tana Fraccavia e break Fraccarotto con tre triple, due rotta Pala C.U.S. Abbiamo vinto, Non si di Rizzi e una di Franz, sembra tutto facile e discute, Chi vince ride. HA HA HA HA!!! invece complice un arbitraggio scandaloso, Idem Velle Marcone capace di chiamare 7 falli a 0 per lo spalla dopo appena 7 minuti di gioco( il vecchio ha dato più “botte” nel culo al 12 che alla sua compagna in tutta la vita, e il giovane, Patti, che a farlo ragionare gli si è dovuto ricordare che se rientra tra le amate mura del Plinio ci esce a carponi) fa si che la partita si protragga sul filo della parità fino ad inizio secondo tempo quando lo spalla che non ne ha più, molla clamorosamente dando il la alla sontuosa e bugiarda, visto il risultato, vittoria dell’amatissimo Plinio. Ora tirando le somme della serata, credo che la mancanza di Violenza si sia fatta sentire, lui è una macchinetta, ma non cosi tanto come pensavamo. Tinelli resta il fatto che se te lo fai giocare con la squadra di calcio, ti vengo a cercare in spogliatoio^^… Insomma Ora l’appuntamento è per la Questo stronzo stava talmente tanto in sospensione che era finale, con in mezzo l’ormai inutile, pure facile fotografarlo. Segue dalla prima

Poi, quando la mancanza di fiato, la stanchezza, e la tensione cominciamo a farsi sentire gli diamo il colpo del KO. Basandoci sul contropiede, facciamo un break che ci porta a più 17 a meno di 3 minuti dalla fine. Gestiamo il pallone nei minuti finali, vinciamo!!! Il risultato finale è 54-45 al termine di una partita bella combatutta ed emozionante, lo sTalla si è confermata la squadra rivelazione di questo torneo di basket 08/09. La qualificazione alla finale è arrivata con una giornata anticipo adesso resta ancora un ultima partita col maino che si terrà il 2 marzo. La classifica del girone è già decisa con noi primi a sei punti, sTallanzani secondo, terzo il Cardano, quarto il golgi, (tutte con 4 punti) e ultimo il maino a 0 punti. Cominciamo a pensarci, a caricarci, a “mentalizzarci”, il 16 Marzo ci aspetta una finale, una finale che dobbiamo onorare al meglio delle nostre possibilità... Una finale da vincere… Ostrega (Bowen)!!!

Per l’occasione ecco debuttare il nuovo logo del collegio Castiglioni Brugnatelli paradiso dei bordelli, non più Grifone ma Gufo

P.S. Chi lo desidera può visualizzare tutti gli appunti da me presi durante le partite dell'intercollegiale compresi i pelati che pensavano di aver già vinto pur non appartenendo a questo collegio...

Guida e Gatelli: sono andati alle Domenica sera il Rettore si è goduto riunioni (infinite, come tutte le riuassieme a tutti noi il trionfo nioni intracollegiali), hanno scritto dell’armata neroazzurra sui poveri gli articoli di resoconto e si stanno milanisti. Speravamo notasse lo sbattendo per la caccia al tesoro. stato pietoso in cui versa la nostra Forse ci vorrebbe un po’ più di suppovera tv della sala comune. E luneporto da perte del resto del collegio, ad esem- dì mattina ecco arrivare una nuova tv al plapio nell’ideazione della nostra prova. sma da 40”...peccato fosse per casa sua. George, ormai il verde fosforescente delle Guida merita una menzione speciale solo per partite viste in sala comune ha bruciato la retina a quasi tutti noi. Ma non pensi che per aver tentato di prendere a schiaffi uzzino le future matricole sarebbe ora di pensare a (cosa che abbiamo desiderato tutti prima o una tv nuova? poi). CORAGGIOSO

Durante la vita collegiale ognuno si ritaglia un proprio ruolo: c’è chi gioca, chi organizza, chi tifa; e poi c’è chi organizza il tifo, lo sa gestire, lo sa guidare, lo sa far esprimere al meglio. Certo che se poi proprio questa persona manca durante la partita più importante e sentita del torneo di Basket come negargli il semaforo rosso della vergogna settimanale?

P.S: i “crediti” in collegio si recuperano esclusivamente a suon di lagunatio (passate, presenti e future)

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Vittorie

Con rabbia cieca di baleno – sperimentazione di resoconto della partita di lunedì scorso

svelano, infliggano barbari colpi. Nessuna giustizia, solo volgare iniquità verso i Fraccarotti incrollabili. Il consesso arbitrale non ci è favorevole, la superiorità e l'unione riparano al torto.

stre persone. L'entrata nella grande palestra.

animale rapito al rifugio sicuro e gettato alle belve, muovo passi malfermi sul terreno di gioco. L'azione è incessante. La corsa, la determinazione. Il pallone proiettile balenante, lo scatto. Figure saettanti attorno, uomini o demoni o guerrieri di metallo. Poi è attacco, pressione, membra contratte. Vedo macchie di luce, colori informi dell'uno e dell'altro schieramento. Sfida, clamore, parole gridate e confuse, la palestra è come spazzate da un vento di guerra.

s'impenna,

sospesa,

L'ape Idro è ad eterea, immateriale. AMSTERDAM !!! Precipita come cascata Non perdetevi le sue avventu- nel cerchio mistico del canestro, dove interno re olandesi, sul ed esterno La corsa nella notte, i fari sfrecciano fulminei, prossimo numero sono uno. feriscono gli occhi. La mente inebriata del E s p l o s i o ne. canto del motore, le mani salde domano la di VdC. Allora corsa a foga vibrante del mezzo meccanico. Pavia. Grandi emozioni testa alta, Non c'è tempo per le meditazioni. Nello sposguardo furigliatoio, i colori del Collegio rivestono le no- E' il momento. Come vi aspettano. Inizio della partita di pallacanestro tra i collegi Plinio Fraccaro e spallanzani.

Il clamore canto, e le alte urla. Il momento in cui, discese nel campo le squadre, s'inizia l'aspra contesa. Come due eserciti in lotta si mischiano al cominciar dello scontro, con furibondo impeto i figli delle torri dalla lunga ombra affrontano le avverse fila. Conquistano i primi punti, l'azione è fulminea. La battaglia da gloria agli eroi. La palla indomita pare fendere da parte a parte la palestra, tanto essa corre veloce di mano in mano. Istanti di febbricitante trepidazione. Invasate le folle inneggianti, invasati i giocatori che fremono sul legno della dura panchina. La spietata, meccanica precisione degli schemi di gioco. I nervi, i muscoli, i tendini, la violenza pugnace dei Fraccarotti: un solo organismo traboccante di vita. La fierezza dell'avversario, unico, enorme, un meccanismo preciso. Un locomotore fumante collera, incessanti gli assalti alla nostra difesa. Agonismo, passione, impatto di corpi: presto gli spallanzani si

Il pallone, un lapillo fiammeggiante, s'infrange contro il freddo metallo del canestro. Pulsione. Gli arti si piegano nel massimo sforzo. Immoto silenzio; la rabbia cieca cerca brutale espressione, d'impulso le gambe si tendono al massimo nella sfida. Elevazione, sforzo convinto. Ansia. Foga. Artigli rapaci. La preda catturata, l'immoto pallone, scende con il suo cacciatore di nuovo verso l'abisso. L'attimo di un pensiero, la mente il cuore l'occhio la mano. Si erge il corpo massiccio, divampante. Il colpo. Frustrazione. La sfera liscia

bondo, orecchie piene del tumulto delle folle. Allora implacabile vortice, frastuono, dinamismo, azione! E' il sangue che avverto pulsarmi nelle tempie, supremo sfinimento, inarrestabile volontà. Non siamo tutti, siamo uno, insieme, sangue e sudore. Adesso, se non nella lotta, ditemi voi, dove si nasconde la vera bellezza? La sorte è svelata, l'avversario umiliato. Il destino ha scoperto il suo gioco, chi lasciando nella polvere, chi nel lieto trionfo. Non ha vinto uno, ha vinto l'Uno. Plinio coronato d'alloro. Non è il tempo dei barbari spallanzani, è il tempo della massima esaltazione. Abbasso la viltà, abbasso la remissione, abbasso l'indolenza. Esaltiamo il movimento aggressivo, l'insonnia febbrile, il passo di corsa, il salto mortale, lo schiaffo ed il pugno. Insomma, Idem Velle, Yoghi

Resoconto settimanale per la Caccia al Tesoro

gara verrà consegnata una lista di indovinelli (impegnativi) che, se risolti, serviranno a identificare gli oggetti extra (comuni e semplici da trovare) da raccogliere. Per prima cosa un errata corrige: anche il Sono state introdotte nel regolamento penaliGolgi parteciperà alla caccia (mi scuso per la tà fisse: verranno tolti 2 punti a una squadra dimenticanza) portando i collegi… o meglio… i nel caso una matricola sia in possesso di cellulare, e 5 punti in caso di divisione della partecipanti a 12 (sempre

squadra (per raccogliere oggetti extra ad esempio). Le prove saranno comunque sostenibili solo se l’intera squadra è presente. Queste penalità dovrebbero essere inflitte sotto segnalazione dei fagioli controllori che però non possono utilizzare mezzi di trasporto, quindi una squadra a cui sono assegnati fagioli “incompetenti” sarà CACCIA AL TESORO libera di infrangere Come già detto in riunione, per questo fondamentale evento, non le regole senza inesistono scuse. Mqm avvisate con ampissimo margine: avete tutto correre nelle suddette penalità. Questo a il tempo di organizzarvi e liberarvi per i giorni mio avviso è insen10 MARZO e, in caso di pioggia, 24 MARZO sato, ma finché reOrganizzatevi tra di voi, però quel giorno tutti presenti e aggressivi. sta solo una mia ci posso Il fallimento non è contemplato. Quindici merdacce quindici, allena- opinione far ben poco.

che il Cardano si faccia vivo) La data della caccia è ancora da definire, ma dovrebbe essere o martedì 10 o martedì 24 marzo senza rinvii per maltempo. Il Don Bosco sarà ancora sul Lungoticino, il Nuovo sarà in p.zza Petrarca e il Golgi in p.zza Duomo. te alla corsa e all’intelligenza (arduo lavoro), pronte a tutto. Ci sarà La durata delle prove sarà ridotta da 15 a 10 minuti, in da divertirsi, anche se non siamo sicuri ve lo meritiate. Fate onore compenso alla partenza della alle nostre Torri, oppure, sotto le Torri, sarete sepolti. Amen.

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Il responsabile Guida


Perché?

Attenzione sciatori, scalatori e termauti! DOMENICA TERMINE ULTIMO PER WHITE PLINIO Siccome siamo arrivati a 25 iscritti, e tanti bastano a riempire 5 dei 6 appartamenti prenotati, domenica dovrà essere definitivamente disdetto o confermato il sesto appartamento. I ritardatari, gli indecisi, i poveri di spirito e Patty Pravo devono tenere presente che dopo domenica 22 non si potrà più dare la propria adesione.

I PERCHÉ DEL SOMA Perché non si chiama zanzara-zebra visto che è bianca e nera, invece che zanzara-tigre? Il perché di questa settimana come vedete è molto impegnato socialmente e anche un po’ political-scorrect. Le risposte sono tante e varie. Prima di tutto perché la zebra è erbivora e

quindi non le piace il sangue. La tigre invece come tutti sapete è carnivora; quindi è stata chiamata zanzara-tigre. Inoltre “zanzara-zebra” ha quasi più Z di “zuzzù zuzzerellone” e quindi sarebbe impronunciabile. Infine dire che sei stato tutta la notte a combattere contro una ferocissima zanzara-tigre fa molto più effetto che dire che sei stato morso da una zanzara-zebra. Se qualcuno vi dice che si chiama zanzara-tigre per la sua aggressività e non per il suo colore, non credetegli. Ho ragione io. Ho anche saputo di qualche stolto ha cercato di far notare che in effetti il maschio della zanzara-tigre è a strisce gialle e nere. Chuck Norris lo ha ucciso con un calcio rotante. Chuck Norris ama le zanzare-zebra. Alla prossima!!!

Ke - Kebab a cura di Giorgio Montolivo E’ la nuova star del fast food, un miracolo dell’antimarketing: senza pubblicità e nonostante una reputazione

Chi dubbia, batte giganti come McDonald’s e le pizze da asporto fraccarotte. E gli invidiosi lo attaccano. Ma venon diamo di scoprire come e quando è nato questo mito. E perché. h a con la nostra cultura gastro- orientale che sconfigge il bue del Montana, mai risposto alla domanda quasi nomica; eppure, a differenza su campo neutro. Anche se si tratta esistenziale: ‘Che salsa’? Oppudi un alto intruso - lo stan- (formalmente) di “fast food”, con i kebabre: ‘Da mangiare qui o da portadardizzato e massificato ham- bari è ancora possibile stabilire un rapporto re via?’. Perché mentre ne parburger -, l’etnopanino non è umano. “Allora amico, tutto bene?”. E via a liamo, il kebab è già radicato mai lo stesso e può essere commentare foto ingiallite di Pamukkale o nelle abitudini alimentari di molpersonalizzato all’infinito. E in Tunisi dietro al bancone. Avete mai provato ti. Nel giro di un quarto di secobase alle opzioni scelte, è a disquisire di Pamukkale con una comlo il kebab è passato da especome se un pizzico della messa di McDonald’s ?! Dio ve ne guardi. rienza esotica per nottambuli nostra personalità si in- Alla prossima. dallo stomaco robusto (“Mangi sinuasse tra quelle due fette quella roba? M alo sai che usano di pane arabo. E’ il montone carne di topo?!”) a star dello street food. Siamo "E’ la nuova star del fast food: senza pubblicità e nonostante una reputazione “kebabbizzati”. Naturalmente il dubbia, batte le pizze da asporto fraccakebab non c’entra un cappero rotte. E gli invidiosi lo attaccano."

Sei un elettore del Partito Democratico? Sei deluso dalla riforma della scuola? Sei anche tu un antiberlusconiano? Le donne in politica ti sembrano fuori– luogo?

Da oggi puoi sfogarti anche tu, fraccarotto! Ti sarai certamente accorto che in questi giorni è venuta a farci visita una persona molto discussa negli ultimi tempi in Italia. Ha chiesto discrezione, per questo non riporteremo il suo nome né il suo cognome tra le nostre pagine. Una foto allusiva che vedete qui a fianco chiarisce però la sua vera identità. Siate discreti con lei: nonostante la riforma spietata è una signora perbene e molto sensibile. PS: non stiamo parlando di Nicolina, che è la signora sulla destra che sembra consigliare qualche modifica al testo di legge della riforma Gelmini. Ops...

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Verità

Le lezioni dei

Sassoni del Servo LA FORZA DELLA DONNA La femminilità lieve e sottile della donna, sfarfalleggiante: un tenue tocco, una punta di maliziosità, un minuetto di carezze e sorrisi. Care e indifese, ragazze d’oro sull’orlo di una crisi di nervi, uragani minacciati che si risolvono nella tenace stretta di braccia maschili. Ormoni doppi, ovai doppi, periodi ciclici anch’essi doppi: da momenti di mai domo scoramento a facili entusiasmi: il doppio, appunto. Una forza tutta loro, sicuramente non muscolare: il bisogno di un Ercolino tutto loro, anche una parvenza di Ercolino, corona i desideri del gineceo. Donna qual fuscello in libertà, in balia di sua maestà Forza di Gravità, e Maestrale e Libeccio, sue ancelle preziose. Quali fatiche l’uomo deve sopportare per supportare tale condizione? Quanti campi arare? Quante funi tirare? Quante montagne abbattere? Ma, in fondo, questo è il nostro ruolo, sì di “homines docti”, ma anche di “homines trahentes”. Tuttavia un corollario di un celebre Teorema, smonta scientificamente queste certezze, sgretola la scala delle priorità, squarcia il velo del tempio e anche l’agnello pasquale. Dopo anni di estenuanti ricerche che ci hanno portato ad analizzare diversi algoritmi, siamo in grado di spiegare la forza lavoro potenziale espressa dalla FIGA partendo dalla funzione di utilità di un uomo. L’uomo, infatti, cerca sempre di massimizzare la sua funzione di utilità. Analizzando l’equazione sulla lavagna designiamo: • Y = quantità di donne (FIGA) • (1+r) = moltiplicatore dell’utilità • φ = moltiplicatore della FIGA • W = forza lavoro sviluppata • a = numero buoi • gΨ(a)= utilità derivante dal trovare un carro di buoi per strada Dalla funzione di massimizzazione dell’utilità ricaviamo la condizione del primo ordine derivando in Y ed eguagliando a zero. Risolvendo in

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termini di W (forza lavoro sviluppata) otteniamo come segue:

la quantità che descrive W tiene conto dei parametri e delle variabili che fanno riferimento al carro di buoi e alla sua utilità gΨ (a), ma a = fn(Y-) ciò significa che all’aumentare della valore della variabile Y (FIGA) in un determinato spazio, diminuisce il valore di a e di conseguenza diminuisce l’incidenza della quantità gΨ(a) sulla variabile W. Al tendere di Y ad infinito il termine che tiene conto dell’utilità dei buoi si azzera. Graficamente:

Si osserva inoltre che all’aumentare della quantità Y aumenta l’utilità dell’uomo. E’ così dimostrato il Secondo Corollario dei Sassoni del Servo:

TIRA PIU’ UN PELO DI FIGA CHE UN CARRO DI BUOI.


CATALOGAZIONE BIBLIOTECA D.Z.

Avvisi

Come proclamato in riunione, nel corso dei prossimi fine settimana sabato 21 e domenica 22 febbraio sabato 28 e domenica 29 febbraio avrà luogo l'ultima fase di aggiornamento del nostro catalogo librario. Sono tutti invitati a dedicare tempo e ingegno a quest'opera. Sono ben accetti i passati bibliotecari e catalogatori, ma soprattutto i volontari novizi. Buonultime, le matricole sono tenute a partecipare, non solo per sottomissione al comando, ma anche per familiarizzare un fondo che può interessare il loro percorso di studi. Davanti alla celerità di Cipolla nel mostrare il “Cazzo Cipolla, c’hai il culo deretano alle tifose del in tasca?!?!” Golgi incrociate fuori dal CUS:

...E IL GEMELLO DISSE...

Come ogni anno in questo periodo il buon Mesi si reca in copisteria da quel sottone di Salva e si fa stilare un preventivo per la realizzazione degli almanacchi che comprenderanno, come sempre, un anno intero di cazzate marca VdC. Da oggi, tutti coloro che hanno contribuito con i famosi 10 euro al summer party 2008 potranno recarsi dal direttore in persona e con soli 10 euro italiani potranno assicurarsi un vero, puro almanacco 2008 marca VdC. Per tutti gli altri sfortunelli il prezzo si aggirerà sui 20 euro ..sempre italiani. Affrettatevi!!!!

Un’immagine di repertorio della Molestìa dei Sassoni del Servo: “lectio magistralis et divina” al Collège de France nel tardo ‘700 (Archive Bertier).

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Giorgio Caproni, "Litania" Genova mia città intera. Geranio. Polveriera. Genova di ferro e aria, mia lavagna, arenaria. Genova città pulita. Brezza e luce in salita. Genova verticale, vertigine, aria, scale. Genova nera e bianca. Cacumine. Distanza. Genova dove non vivo, mio nome, sostantivo. Genova mio rimario. Puerizia. Sillabario. Genova mia tradita, rimorso di tutta la vita. Genova in comitiva. Giubilo. Anima viva. Genova in solitudine, straducole, ebrietudine. Genova di limone. Di specchio. Di cannone. Genova da intravedere, mattoni, ghiaia, scogliere. Genova grigia e celeste. Ragazze. Bottiglie. Ceste. Genova di tufo e sole, rincorse, sassaiole. Genova tutta tetto. Macerie. Castelletto. Genova d’aerei fatti, Albaro, Borgoratti. Genova che mi struggi. Intestini. Caruggi. Genova e così sia, mare in un’osteria. Genova illividita. Inverno nelle dita. Genova mercantile, industriale, civile. Genova d’uomini destri. Ansaldo. San Giorgio. Sestri. Genova in banchina, transatlantico, trina. Genova tutta cantiere. Bisagno. Belvedere. Genova di canarino, persiana verde, zecchino. Genova di torri bianche. Di lucri. Di palanche. Genova in salamoia, acqua morta di noia. Genova di mala voce. Mia delizia. Mia croce. Genova d’Oregina, lamiera, vento, brina. Genova nome barbaro. Campana. Montale, Sbarbaro. Genova dei casamenti lunghi, miei tormenti. Genova di sentina.

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Di lavatoio. Latrina. Genova di petroliera, struggimento, scogliera. Genova di tramontana. Di tanfo. Sottana. Genova d’acquamarina, area, turchina. Genova di luci ladre. Figlioli. Padre. Madre. Genova vecchia e ragazza, pazzia, vaso, terrazza. Genova di Soziglia. Cunicolo. Pollame. Trilia. Genova d’aglio e di rose, di Pré, di Fontane Masrose. Genova di Caricamento. Di Voltri. Di sgomento. Genova dell’Acquasola, dolcissima, usignuola. Genova tutta colore. Bandiera. Rimorchiatore. Genova viva e diletta, salino, orto, spalletta. Genova di Barile. Cattolica. Acqua d’Aprile. Genova comunista, bocciofila, tempista. Genova di Corso Oddone. Mareggiata. Spintone. Genova di piovasco, follia, Paganini, Magnasco. Genova che non mi lascia. Mia fidanzata. Bagascia. Genova ch’è tutto dire, sospiro da non finire. Genova quarta corda. Sirena che non si scorda. Genova d’ascensore, paterna, stretta al cuore. Genova mio pettorale. Mio falsetto. Crinale. Genova illuminata, notturna, umida, alzata. Genova di mio fratello. Cattedrale. Bordello. Genova di violino, di topo, di casino. Genova di mia sorella. Sospiro. Maris Stella. Genova portuale, cinese, gutturale. Genova di Sottoripa. Emporio. Sesso. Stipa. Genova di Porta Soprana, d’angelo e di puttana. Genova di coltello. Di pesce. Di mantello. Genova di lampione a gas, costernazione. Genova di Raibetta. Di Gatta Mora. Infetta. Genova della Strega, strapiombo che i denti allega.

Genova che non si dice. Di barche. Di vernice. Genova balneare, d’urti da non scordare. Genova di “Paolo & Lele”. Di scogli. Furibondo. Vele. Genova di Villa Quartara, dove l’amore s’impara.

Dio come ti amo

Eccolo: è una lastra di acciaio accecante. Chi viene dalle colline del Piemonte, dai laghi o dalla depressa Genova di caserma. pianura lombarda, lo Di latteria. Di sperscorge dopo una curva, ma. improvvisamente: uno Genova mia di Sturla, che ancora nel sanspettacolo ancestrale. gue mi urla. Chi viene dal Sud, invece, lo solca, ma non lo Genova d’argento e vede: vede una città coi stagno. piedi in acqua. Non è il Di zanzara. Di scamare di Bordighera, né gno. quello di Rapallo, né di Genova di magro Santa Margherita. E’ il fieno, mare di Genova, la città canile, Marassi, Staglieno. che non somiglia a nessun luogo della regione che rappresenta; è Genova di grige mura. l’orizzonte permanente di chi vive sulle Distretto. La paura. sue alture. Alcuni Genovesi iure soli, cioè Genova dell’entroterra, nati e cresciuti in questa città, ma migrati sassi rossi, la guerra. altrove, hanno parlato con grande nostalgia soprattutto del mare; ma io percepisco Genova di cose trite. un senso di mancanza leggermente diverLa morte. La nefrite. so. Credo che solo un marinaio o il guarGenova bianca e a vela, speranza, tenda, tela. diano di un faro abbia soltanto il mare davanti agli occhi: io avevo ai miei piedi, Genova che si riscatta. prima del mare, una città straordinaria. E Tettoia. Azzurro. Latta. fino all’orizzonte, sopra l’immenso spazio Genova sempre umana, coperto dal mare, il cielo. Il mare, il cielo, presente, partigiana. un uomo. E’ questo insieme che mi manca, perché i piatti segmenti di cielo tra lo Genova della mia Rina. stile un po’ squallido dei palazzi pavesi, Valtrebbia. Aria fina. mi rattristano. Per spiegare cosa sia GenoGenova paese di foglie fresche, dove ho preso moglie. va, vi propongo la lunga “Litania” di Giorgio Caproni (ne avevo citato un pezzetto nel mio primo articolo di VdC, ripromettenGenova sempre nuova. domi di continuare), perché solo un poeta Vita che si ritrova. può rendere appieno queste sensazioni. Genova lunga e lontana, Caproni era di Livorno e ha vissuto parecpatria della mia Silvana. chio altrove, ma ha dedicato svariate liriche a Genova: ne era talmente innamorato Genova palpitante. che era solito dire: “Abito a Roma, ma vivo Mio cuore. Mio brillante. Genova mio domicilio, a Genova”. E in effetti, pur non essendo dove m’è nato Attilio. tra i maggiori esponenti della poesia del Novecento, con un parola riusciva a descriGenova dell’Acquaverde. verne il fascino trascendente e al contemMio padre che vi si perde. po la propria emozione nell’ammirarla. Genova di singhiozzi, mia madre, Via Bernardo Coloro, tra voi, che ancora non conoscono questa città; che non hanno sentito il ruStrozzi. more dei cavi d’acciaio del porto antico, sbattuti dal vento contro i pali; che non Genova di lamenti. Enea. Bombardamenti. conoscono l’odore di pesce, di pane, di Genova disperata, piscio; che al tramonto non hanno visto invano da me implorata. dall’alto il dorso a testuggine del centro storico, diventare rosso e poi scolorire; Genova della Spezia. costoro spero che da visitatori possano Infanzia che si screzia. presto apprezzare questi versi. Per quanto Genova di Livorno, mi riguarda, se mai “mi sarò deciso un Partenza senza ritorno. giorno, per il paradiso, io prenderò l'ascensore di Castelletto, nelle ore notturne, ruGenova di tutta la vita. Mia litania infinita. bando un poco di tempo al mio ripoGenova di stocafisso so” (G.C.). e di garofano, fisso bersaglio dove inclina la rondine: la rima.

Monto


Musica

Il Mondo, i Media e l’Incognita X (Factor) Che l’intero mondo sia sottoposto al dilagante fenomeno della globalizzazione non è una novità, anzi, già da tempo siamo entrati nell’ottica “globale” grazie all’avvento delle nuove tecnologie di comunicazione (tra le quali internet), all’assetto politico/economico della comunità europea che ha introdotto una nuova moneta e ha stabilito nuovi accordi tra gli stati appartenenti e al sistema di trasporti tra i vari paesi sempre più rapido. “Tutto il mondo è paese” si potrebbe dire, e non nego i vantaggi che la condizione globale comporta (comunicazione in tempo reale, condivisione di beni, mercato globale, etc.), ma non posso fare a meno di notare gli svantaggi che consistono in un disagio economico per i paesi del terzo mondo che di fatto rimangono esclusi dal processo globale (e spesso sfruttati dalle multinazionali per le risorse). Poi vi è un altro svantaggio che da qualche anno ha colpito principalmente i paesi più industrializzati: la cultura globale. Questo nuovo sotto-processo porta ad assottigliare le differenze culturali tra i vari paesi del mondo stabilendo una cultura di massa predominante (stabilita da chi? mah...) che viene pian piano assimilata dai vari paesi coinvolti nel fenomeno. Strumento principale ed innegabile è sicuramen-

te quella scatola magica che è la televisione, mezzo di comunicazione e di intrattenimento che ci dice in continuazione quali dovrebbero essere le nostre scelte in fattore di moda, spettacolo, musica, attualità, etc. per essere al passo con i tempi, in modo tale che a lungo andare perdiamo coscienza di chi eravamo per adattarci a essere quel tipo di persona che la società si aspetta come giusta e accettabile. L'obiettivo? Avere una popolazione sempre più prevedibile e sotto controllo (come bene ci insegnano A.Huxley e O.Welles). Grazie alla globalizzazione dei media, come ben sappiamo, sono subentrati reality di ogni tipo, forma e dimensione, a partire dai flop di un mese o due a quelli che periodicamente si ripetono, quasi seguissero le stagioni. A mio parere sono il peggio che la cultura statunitense e inglese abbia mai esportato, da un punto di vista etico e morale, nonostante siano ormai una macchina da soldi mass-mediatica collaudata da tempo e sfruttata da tutte le televisioni. Tra tutti, dopo il rinomato Grande Fratello (che si commenta da solo dopo pochi minuti che lo avete guardato), ci tenevo a sottolineare i successi che il più giovane XFactor sta raccogliendo dal popolo dei media. Innanzitutto viene considerato dalla gente assolutamente (!?) diverso dal GF, per le sua veste da show serale e per le sue caratteristiche spiccatamente musicali che possiede. Quindi potremmo dire che questo format raccoglie per lo

meno tutte le persone che non sopportano il GF (forse). Ad una prima analisi sembra così, ma se guardiamo meglio notiamo molte affinità tra cui: il fatto che vi sono spesso e volentieri dei riassunti che ci mostrano (nel “privato”) l'andamento della progressione musicale dei vari partecipanti (“privacy violata” come nel GF ); intermezzi dove possiamo sentire le opinioni e le scelte dei partecipanti quasi fossero dei segreti (tipo confessionale); la continua ingerenza del format all'interno degli altri programmi della rete (vedi i programmi della Ventura). Ma in fondo una sostanziale differenza c'è (e qui sta la genialata...). Si tratta del fatto che ha una vera e propria presa psicologica, che va al di là del curiosare in una casa o del vedere delle squadre di ballo che si esibiscono, perché ti mette davanti a dei personaggi (nel qual caso cantanti) che si trovano a fare i conti con la propria carriera musicale, determinata dalla scelta dei brani e dall'esito dell'esibizione nello spettacolo serale. Essenzialmente il successo del format non è dovuto alla musica in sé (che in effetti non c'entra proprio un cazzo), ma piuttosto alle scelte che fanno i partecipanti del programma, perché in fondo al pubblico (dal ragazzo/a all'adulto) piace immedesimarsi nella persona che può avere davanti a sé un certo numero di scelte, che può decidere (ed è quindi artefice) del suo destino. Diventa così inevitabile seguire la storia del personaggio in cui ci riconosciamo maggiormente, attraverso il passaggio alle fasi successive fino a una sua possibile eliminazione. Ci troviamo di fronte a personaggi il cui talento musicale e decisamente relativo ai fini del loro successo. In fondo, anche se lo si crede, non ci stanno dimostrando quanto sono bravi a cantare, ma quanto sono ancora capaci di prendere delle decisioni in modo libero (cosa rara oggi giorno), seppur questa illusione rimarrà tale solo entro la parentesi del reality stesso. Dave

PERLE D’OSTREGA a cura di Ostrega “E’ come bloccare tutta la linea ferroviaria perché in una stazione ci sono dei graffiti sconvenienti”. Facebook, dalla California e con qualche ritardo, replica a l l ’ a p p r o v a z i o n e dell’emendamento “D’Alia”, dal nome del senatore dell’Udc che l’ha presentato e fatto approvare anche dalla maggioranza lo fa rivendicando a sè una politica molto rigorosa sul trattamento dei contenuti illegali. L’emendamento del senatore D’Alia ha preso le mosse dal caso delle pagine inneggianti a Totò Riina apparse il me-

se scorso su Facebook. Ma la sua formulazione, che una volta approvata in via definitiva avrà forza di legge, prevede una procedura che di fatto è equivalente alla censura. A rimuovere le pagine dovrebbero essere i provider, cioè le compagnie telefoniche, che verrebbero multate fino a 300 mila euro in caso di inadempienza o ritardo. Di fronte all’impossibilità di reperire in tempi brevi il responsabile del singolo contenuto “criminale” (si può fare ma è pratica lunga e indaginosa), il provider si risolverebbe alla chiusura temporanea ma generalizzata di tutto il sito o piat-

taforma. La misura si applicherebbe poi anche ad altri social network, come YouTube. L’argomento dell’industria internet (e di gran parte degli utenti della rete) è che questa misura contiene uno spirito censorio molto forte, che “butta il bambino con l’acqua sporca” e tenderà a colpire l’espressione libera degli utenti solo perché qualcuno sta compiendo un reato. E’ quanto ha detto ieri Marco Pancini, responsabile istituzionale di Google Italia, a Repubblica.it, parlando addirittura di “legge ad Aziendam” e chiedendo al governo di ascoltare la voce dell’industria digitale. E’ una polemica che ormai circola a livello internazionale e non si chiuderà tanto presto.

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Disoccuppati

IL DIRETTORE RINGRAZIA

Dopo questi due ringraziamenti doverosi, è giunto il momento di citare la mia seconda famiglia, quella che mi ha accolto dal primo giorno di università e che è ancora qui a sostenermi e festeggiare con me: parlo naturalmente del Collegio Plinio Fraccaro. Ringrazio tutti coloro che hanno lavorato in collegio da quando sono qui, dal Rettore ai portinai, dall’Economa alle donne delle pulizie. Ma ecco giunto anche il momento di ringraziare i tantissimi fraccarotti che mi hanno permesso di trascorrere cinque anni meravigliosi. Per rispetto comincio dai più anziani: ringrazio Juin, Luca Montolivo, Pulcino e Simone Bernieri per avermi fatto capire fin dal primo anno, che in collegio esistono anche persone distinte e riescono a divertirsi ed impegnarsi allo stesso tempo. Ringrazio il Maestro Berger e l’eccezionale Marce, per essere sempre così buontemponi e per avermi insegnato il “codice etico” dell’ultimo tavolo in mensa. Ringrazio Denzel Savini per le sue lezioni di vita ed il suo amore per l’arte che non è mai riuscito a trasmettermi. Ringrazio il generale Turconi, con cui ne abbiam combinate tante! Ancora vorrei ringraziare il gruppo del Deba (anche se non apprezzano essere chiamati così): Pede, Maldo, Colucci, Manzoni, Oda e il Deba, appunto. Da loro ti puoi aspettare che ogni sera sia festa, non serve una discoteca o free-drink, basta una chitarra e un po’ di vino! Tra gli ex che mi sono rimasti più a cuore ringrazio Sarcinelli per tante cose: dalla vacanza in Puglia alle lezioni di canoa; ma soprattutto per avermi sempre detto di essere l’antisport. Un ringraziamento importantissimo va, per ovvi motivi, a chi ha condiviso con me un’esperienza davvero unica ed indimenticabile: Voci di Corridoio. A loro non devo solo un grazie, ma la mia ammirazione per aver trascorso con me serate divertentissime (altro che mercoledì universitari…). A Mason, che dal primo giorno è con me, un grazie ed un in bocca al lupo per l’avvenire (di VdC naturalmente); grazie anche a Michele Rizzi, un padano d.o.c. (matricola con me), che ha saputo sempre pungolare la redazione affinchè facesse del suo meglio; un doppio grazie ai gemelli Ferrari, Elia e Giovanni, con i quali ho passato momenti davvero sosprendenti, sempre a causa della loro genialità; grazie anche a Violenza, che ha portato il suo senso del dovere in redazione, ma anche la sua ironia e le sue tante serate…; infine grazie anche all’ultimo arrivato, quel Giorgio Montolivo che più di una volta mi ha fatto urlare alle tre di notte

AMICHEVOLE DI PALLAVOLO vs CARDANO Mercoledì 25 febbraio al Valla Ritrovo per la squadra ore 19 giù.

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ma al quale voglio in fondo un po’ di bene. Con tutta la redazione si è instaurato un feeling che ci ha permesso di non separarci mai e la nostra coesione si è vista anche nell’anno della vittoria del Chicca! Ringrazio la banda dei Pianisti, Napo, Allavena, Idro, Turker e Nobis, che mi hanno insegnato che l’università non è per forza un luogo dove studiare! Grazie anche per aver ravvivato (!) i rapporti col Rettore, dando un senso all’attività del Comitato. Ringrazio il maledetto Uzzino e suo fratello Uzzo, due siciliani veraci; ringrazio Pasqualino, Como, Brighella, Enver, Messina e Piccinno per aver portato i colori biancorossi in alto tra i collegi di Pavia; per lo stesso motivo ringrazio i Perelli brothers, Juanita, Verbania, Marcone e tutti coloro che militando nelle squadre sportive, hanno regalato emozioni indimenticabili, oltre che coppe e tanto odio nei confronti di questo Collegio. Ringrazio Bum Bum Mendieta, Ivan Ramiro Gotta, Silvio Rallenty, Gamba e Franz Pradella per la magica oretta di briscola chiamata del dopo pranzo, di cui sento la mancanza ancora oggi. Ringrazio Tinelli, Naza e Giuliano, le tre matricole d’oro: posso dire di essere stato davvero onorato di essere entrato nell’anno in cui così tante belle matricole hanno varcato la porta delle Torri; con loro ho trascorso cinque anni davvero bellissimi.

Tra le tante persone che vorrei ancora ringraziare, ricordo Longobeach, per essere stato un grande amico, che mi ha fatto capire che sulle opinioni diverse ci si può anche scherzare; Cesario, il mio piccolo grande discepolo ed il migliore vicino di camera che si possa desiderare; ancora ringrazio Camo e Yogi per il loro girovagare spesso senza meta ed il loro anticonformismo; Tonucci, che poi è la persona più assurda (vedi passeggiate notturne, scampagnate in Graziella) che io conosca, in senso buono, s’intende; ringrazio Tony ed Ema, per avermi sempre trattato come un boss a cui si porta rispetto, ed avermi preso per il cxxx per questo; Polo e Valeriano, perché continuano a credere che il collegio sia prima di tutto un luogo dove studiare; Agno, che prima di essere un collegiale-meteora è un grande amico! Sicuramente mi saranno sfuggiti moltissimi collegiali: a tutti loro chiedo scusa. Li ringrazio tutti, perché tutti insieme in questi anni abbiamo formato la collettività migliore di Pavia, incarnando davvero il motto IDEM VELLE. Simone Pellegrin

A tutti i lettori di Voci di Corridoio…

Ieri si è laureato il nostro fondatore, padre padrone, creatore, ideatore, direttore e sempre dittatore

PAMPANATALE Anche il 44° presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Hussein Obama, per fare le prime congratulazioni al neo-dottore e dissocupato si è presentato sotto le torri, non risparmiando legnate.


Froci altro modo di vivere diverso dal mio. Ovviamente rido, scherzo, ironizzo, so essere cinico, cattivo e senza pietà. Ma, come spero abbiate capito nel mio scorso articolo, è proprio in questo “diritto all’ironia” che risiede secondo me il vero senso di libertà ed accetSpero per voi non vi sia sfuggito l’intervento tazione dell’esistente, e limitarne il campo di Benigni sul palco di Sanremo. Tranquilli, sarebbe davvero discriminante. Se io non non guardo il Festival, ma penso che Benigni, scherzassi (anche pesantemente) sui gay, ne nel bene e nel male, sia sempre una persona ammetterei in qualche modo la diversità, il da ascoltare. Non fosse altro per la leggerezza deficit, la “minoranza”. E quindi do del “frocio e totale passione con cui affronta la vita in schifoso” a quello e del “mordi-cuscini malequanto tale. Alla fine del lungo monologo, ha detto” all’altro. E così incentrato il suo discorso sugli omosessuali: sia. Però provo un sincesull’assurdità dell’odio per chi, infondo, non ro fastidio vedendo il fa altro che amare. L’esempio più facile e gay-pride o gente come potente, il comico l’ha facilmente trovato nel- Platinette ostentare la la follia nazionalsocialista, dove una persona, proprio sessualità, e poiché amava, veniva incarcerata, torturata ed penso sia un sentimento infine uccisa. Un’assurdità, una blasfemia e abbastanza comune tra una delle peggiori azioni umane pensabili, noi maschi eterosessuali soprattutto per chi ha un po’ di poesia che gli ben saldi sulle nostre corre in testa: essere uccisi poiché si ama un posizioni. La chiave crealtro essere vivente. Aberrante. La lettera fina- do stia nella parola le di Oscar Wilde al suo amato, ha chiuso il “ostentare”, perché, al fin dei conti, provo lo momento di forte emozione creando, anche stesso fastidio nel vedere una qualsiasi altra un po’ tristemente, un’ovazione in tutto ostentazione: ricchezza, vanità, follia o, perl’Ariston. Ecco la mia riflessione: la sessualità ché no, eterosessualità. Il punto successivo è un fatto privato, e ognuno deve avere il mi risulta un po’ più ostico: omosessuali si diritto di amare chi preferisce, nei limiti del diventa, non si nasce. E’ una deviazione comdiritto altrui. Uomini, donne, gatti, cani, pin- portamentale come molte altre. Ci tengo ad guini, bidelli o paracarri. Pensieri facili, imme- alleggerire questo termine: in fin dei conti, diati, che non trovano grosso spazio di di- tutto ciò che rende una persona unica e irriscussione… spero. Il punto successivo però, petibile, sono le proprie (appunto) deviazioni chiama in causa la mia opinione, che in quan- comportamentali. A volerci andare infondo, ad to tale, è mia, personale e si rifà un po’ alle un pensiero così, si arriva a pensare che tutta cose da me studiate e alle mie sensazioni l’evoluzione si basi su questo concetto, che dirette. Non ho mai provato fastidio o schifo ha portato l’Homo Sapiens ad emanciparsi dal di alcun tipo davanti a due ragazzi che si ba- mondo animale, di cui però, senza scampo, fa ciassero normalmente, semplicemente era un parte in maniera non ignorabile. Quindi un

Ama e fai ciò che vuoi.

bimbo nasce con delle pulsione che lo spingeranno naturalmente alla riproduzione eterosessuale. Ad essere inesorabilmente cinici, l’Amore è misurabile come il processo chimico-emozionale complesso che deriva da questo basilare istinto. Lo so, è poco romantico e non facile da accettare ma NELLA MIA OPINIONE è così, e sa essere davvero stupendo. Sa rendere la vita degna di esser vissuta, giuro. Quindi la domanda diventa facile: perché si diventa omosessuali? Beh la risposta è altrettanto facile: la vita è una sequenza di eventi complessa, che colpiscono spesso al di fuori della nostra percezione e che ci guidano per strade che non avevamo previsto. Quindi omosessuali si diventa, e non c’è nulla di male. Quello che fanno i più accesi attivisti presunto antibigottismo, è demonizzare questo termine: divenire. Non c’è nulla di male nel divenire, è naturale, fisiologico, essenziale in qualche modo. Non nasciamo eretti, lo diventiamo. Non nasciamo altruisti, lo diventiamo. Non nasciamo comunicativi, spirituali, sinceri o falsi, ipocriti, avari o generosi, iracondi, passionali, perversi o pudici e mille altre cose. Non ci nasciamo, ci diventiamo grazie alla realtà di eventi che ci ruotano attorno, e che assorbiamo nel nostro intimo, cambiando. Omosessuali si diventa, come si diventa tante altre cose, e non c’è nulla di male. Vi lascio con una frase di Sant’Agostino: sarà bello Sant’Agostino no? “Ama, e fai ciò che vuoi” e vogliamoci bene, frocioni! Violenza

...e alla sera CINEMA! a cura di Cazza Nel 480 a.c. il re persiano Serse decide di invadere le Grecia. A tenere testa all'esercito proveniente dall'oriente ci sono soltanto 300 soldati... ma sono spartani. Fin dal primissimo istante, quando il logo della Warner emerge sfolgorando dall’oscurità dello schermo, ci rendiamo conto che Zack Snyder e la sua truppa di smanettoni cresciuti a seghe e Xbox stanno per riversare sul pubblico ignaro una magniloquente ostentazione di azione ultrasupercool ai suoi massimi storici. Ovviamente, per quelli di noi che non sono trasportati sulle soglie dell’orgasmo al pensiero di rabbiosi guerrieri dal petto nudo, oliati e pompati di steroidi peggio di Big Jim, che combattono contro le infinite orde di un’armata con-

dotta da un incrocio tra Marilyn Manson e Foggia col mascara, lo spettacolo rischia di perdere presto ogni sua attrattiva. Per cominciare, permetteteci di dire che se la vostra sensibilità artistica non è totalmente nauseata entro i primi quindici minuti, come se qualcuno vi avesse vomitato addosso grossi pezzi di kebab mal digerito, questo è di sicuro il film che fa per voi: vacuo, degradante, totalmente privo della benché minima sostanza. Infatti, pur avendo i suoi lampi di esaltazione visiva, nel momento in cui si scava oltre la superficie, 300 si mostra per quello che è: uno spettacolo simultanea-

mente omoerotico e omofobico, carico di testosterone e di retorica fascista spicciola. Il film ha i suoi momenti, certo, ma nonostante millanti qualcosa di nuovo, è nato vecchio, fuori tempo massimo. 300 arriva dopo Sin City, che si è già giocato la carta dell’annullamento della distanza cinema/ fumetto. 300 arriva dopo Il Gladiatore, che ha già (ri)portato in auge il machismo kolossal. Arriva dopo Troy, che si è trastullato con l’amalgama del Mito con la Storia. Arriva dopo Il signore degli anelli, che ha settato i nuovi standard dell’epica digitalecinematografica. 300 frulla tutto questo citando spesso alla lettera (campi di grano, flotte ed eserciti sterminati, giganti e “creature”) ma non ha il coraggio né la forza di spingersi fino in fondo in nessuna direzione, perché quello di Snyder non è Cinema, ma un ibrido videoludico che non vale 117 minuti della vostra vita.

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Rubriche

SPORTIVAmente

Le proteine Bene! Siamo arrivati quasi alla conclusione dell’ampio tema dell’alimentazione. Spero che gli argomenti trattati vi siano stati di supporto per controllare meglio il vostro stile alimentare. In questo numero, avrete modo di informarvi su un componente fondamentale per chi fa sport (soprattutto di resistenza): le proteine. Le proteine sono polimeri. La loro digestione inizia nello stomaco e prosegue nell’intestino tenue dove si scindono in aminoacidi. Il fabbisogno energetico va da 1 kg a 1,2 Kg/ peso corporeo/die di proteine al giorno per l’adulto medio. Nell’atleta adulto il fabbisogno corrisponde a 1,5-2,2 kg/peso corporeo/die. Svolgono le funzioni di fonte energetica (1g=4 kcal), perché si trasformano in glucidi con la neoglucogenesi a livello del fegato e del rene, e plastica (sostituiscono le masse muscolari usurate; con-

tribuiscono alla formazione di masse muscolari ipertrofiche; sintetizza ormoni e anticorpi). La massa muscolare dell’ sportivo è una situazione di equilibrio dinamico dove si alternano processi di usura e di sintesi. Un eccesso di proteine non determina un maggiore rendimento sportivo. L’eccessiva ingestione di proteine comporta un’elevata produzione di sostanze azotate che risultano tossiche per l’organismo (urea) con spostamento dell’omeostasi verso l’acidosi metabolica. Si consiglia quindi di mantenere l’equilibrio azotato mediante proteine animali ad alto valore biologico e proteine vegetali. Inoltre nel caso in cui vengono ingerite troppe proteine l’organismo è costretto ad eliE per tutte le lettrici del nostro Auruccio, indovinato un po’ cos’è pieno di proteine nobili???

LA MUSICA CHE MI GIRA INTORNO (...“MUSICA” PER LE MIE ORECCHIE) 1984: la data scelta da Orwell per la sua celebre distopia letteraria, dista ormai 25 anni dai nostri giorni. Per rimediare alla svista del numero scorso, vi propongo un breve viaggio musicale fino a quell’anno. Cominciamo dal lato più vistoso: la classifica. Chi c’era non può non ricordare “Like a virgin” e “Born in the USA”, due canzoni che oltre a riscuotere un successo di vendite clamorose, probabilmente sono anche le artefici della perdurante imperiosità delle rispettive carriere di Madonna e Bruce Sprigsteen. Non si può negare, nel caso di quest’ultimo, che pur non trattandosi (affatto) di una delle sue cose migliori, è stato proprio il successo di quell’anno a permettere al “Boss” di accedere al gradimento del grande pubblico. Nel caso di Madonna vale lo stesso, salvo che “Like a virgin” è probabilmente l’unica sua canzone che si ricorda volentieri. Personalmente, tuttavia, preferisco ricordare il 1984 per due album (nessuno dei quali di Ornella Vanoni, dato che quell’anno, insieme col 1964 e il 1988, non ha pubblicato niente): “The works” dei Queen e “The age of consent” dei Bronski Beat. I Queen non hanno bisogno di presentazioni e comunque non ho voglia di farne: dico solo che “The works” è una figata perché, tra le altre, ha tirato fuori tutte in una volta “I want to break free”, “Hammer to fall” e “Radio Ga Ga” - titoli ai quali non può restare indifferente nessuno che abbia attraversato una normale adole-

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a cura di Italo Aurucci minare attraverso le urine; di conseguenza aumenta l’urea e ciò causa un sovraccarico renale, nonché l’usura funzionale del rene. Se vengono ingerite poche proteine, però, si avrà una deplezione di massa muscolare e quindi uno scarso rendimento nell’attività fisica. Alimenti che contengono le proteine animali: carni rosse, carni bianche, pesce, uova, latte, formaggi; alimenti che contengono proteine vegetali: legumi (piselli, fagioli, lenticchie ecc) ed i cereali. Le proteine dei legumi sono considerati a medio valore biologico in quanto contengono tutti gli aminoacidi essenziali ma quelli solforati sono in minore quantità. Quando i legumi vengono associati ai cereali si forma una miscela di AA essenziali nelle giuste proporzioni. Una piccola parte di proteine sono presenti anche nella pasta e nel riso. Si consiglia di non abusare nell’assunzione di carne (ingerita 4 porzioni alla settimana bastano) e di pesce (ingeriti 3 volte alla settimana sono sufficienti). Arrivederci alla prossima settimana!...

Rubrica musicale a cura di Giorgio Montolivo

scenza oppure (come nel mio caso) abbia fatto una gita di classe in pullmann con quell’autista genovese che aveva una valigetta con ottanta audiocassette dei Queen. Ciò non toglie che il lato più geniale dei Queen sia probabilmente da attribuire a un’altra epoca, ad esempio al capolavoro corale di “Bohemian rapsody”: in confronto a quel 1975, le canzoni di “The works”, TUTTE scritte individualmente dai singoli membri con stampo Pop, si pongono in netta antitesi. Ma anche Freddy Mercury vestito da casalinga che canta “I want to break free” è a suo modo geniale. Veniamo invece ai Bronski Beat, altro gruppo inglese. “The age of consent” è l’età oltre la quale - a seconda dell'ordinamento giuridico dei diversi paesi - l'atto omosessuale tra uomini cessa di essere considerato reato. Come potete dedurre si tratta di un disco che lanciava una forte provocazione a favore del sesso libero omo-

sessuale; e va considerato che a quell’epoca, tale età nel Regno Unito era di 21 anni, tra le più alte del continente (ad esempio in Italia tale limite non era in vigore). “The age of consent” è soprattutto la canzone “Smalltown boy”, gioello del synth-pop, la storia di un ragazzo allontanato dalla propria famiglia e dal proprio paese per il suo essere gay, di grandissimo impatto musicale grazie a un riff STUPENDO e che quindi spopolò tra le radio, raggiungendo il terzo posto. I Bronski Beat erano gay, ma magari guariranno. Per chiudere, cronaca nera. Lesioni gravi per Rihanna. La cantante di cui Guida ha un calendario, aggredita poche sere fa dal fidanzato Chris Brown dopo una lite di gelosia, ha riportato lividi su viso e corpo, un labbro rotto e naso sanguinante. Fortunatamente non ha riportato ulteriori lesioni al cervello.


CARTA CANTA Cari Lettori e gentili lettrici, il periodo di esami è ormai agli sgoccioli e si può finalmente tornare a dedicarsi ad attività più divertenti dello studio (certo, per Emule non è che cambi molto…). Si può finalmente tornare a leggere in santa pace (musica orrenda di Foggia permettendo). A proposito di scocciatori, non verrebbe anche a voi voglia di fare a pezzettini chi vi interrompe la lettura? Se la rispsta è sì, e se amate i thriller psicologici con una buona dosa di humor nero, allora “La mano sinistra di Dio” (Darkly Dreaming Dexter, recentemente adattato in una eccellente serie televisiva) è il libro che fa per voi. Già dalle prime pagine, risulta chiaro che il protagonista assoluto della storia sarà Dexter Morgan, che narra ogni avvenimento in prima persona, con il suo stile inconfondibile. Cinico ed egoista, Dexter è un mostro, ma riesce a fingere di essere una persona “normale” meravigliosamente: segue un rigido codice etico, il ” Codice Harry ” , che è il fondamento della sua vita. Infatti, a differenza dei serial killer a cui da la caccia, talvolta uccidendoli personalmente per saziare la propria sete di

Rubriche

a cura di Andrea Goran Marcobelli

sangue ( anzi, quella del ” Passeggero Oscuro” , la voce interiore che alimenta i suoi appetiti ) , Dexter uccide solo le persone meritevoli di morte. Non lo fa perché sia giusto o sbagliato: lo fa soltanto perchè Harry, il padre adottivo, gli ha insegnato così. Lo fa perchè Harry, expoliziotto ormai morto, insieme a sua sorella Deb, è la sua famiglia. Se mai Dexter provasse dei sentimenti, a sua detta, sarebbero tutti per Deb. Pagina dopo pagina, il lettore si troverà coinvolto nel caso dell’ “ice-truck killer” , un omicida che uccide prostitute e le fa a pezzi dopo aver drenato il loro sangue senza nemmeno lasciarne una goccia. Per Dexter, ematologo e ammiratore dell’ordine e della pulizia, ossessionato dal sangue, gli omicidi del suo ” compagno di giochi ” , sono opere d’arte. Procedendo nel romanzo, inquietanti messaggi faranno scoprire a Dexter che la preda è in realtà cacciatore, che conosce i suoi segreti e la sua vita privata. La figura chiave dell’educazione del protagonista, quello che l’ha reso diverso da ogni altro serial killer conosciuto, è il padre adottivo

E se non fossero solo Casa e Chiesa ??

Harry, che a quattro anni l’ha trovato su una scena del crimine: quattro anni completamente rimossi dalla memoria di Dexter, che solo tramite la guida del suo compagno di giochi e rivale riuscirà a fare emergere. La vicenda dell’ ice-truk killer non è l’unica narrata: oltre a vari casi a cui Dexter lavora in qualità di tecnico della polizia, vi sono alcuni omicidi compiuti dallo stesso Dexter, che cancella le proprie tracce con una perizia che solo un tecnico con la sua preparazione e con il suo ordine mentale può ottenere. Gioco tra due menti deviate, partita tra mostri che seguono una loro logica, la vicenda narrata nel romanzo appassiona e coinvolge. Lo stile di Lindsay è pulito e scorrevole e la narrazione in prima persona ha il vantaggio di aprirci le porte dell’animo di Dexter. Uno dei tanti fattori innovativi di questo romanzo è l’assoluto rifiuto degli schemi classici del thriller, unitamente all’efficace narrazione in prima persona condotta da Dexter stesso. Giudizio assolutamente positivo per un romanzo breve ma efficace: lo sviluppo della trama è molto rapido ma estremamente godibile, le vicende narrate sono assolutamente originali e il finale è decisamente inaspettato e geniale.

Voci di Corridoio

Megadirettore galattico Simone Pellegrin Direttore responsabile Giovanni Mason Vice Direttori Onorari Elia Ferrari Giovanni Ferrari Vice Direttori Andrea Violetto Giorgio Montolivo

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L’ANTRO DEL VIDEOGIOCO a cura di Alex Ritorno questa settimana all’usuale quantitativo di materiale d’analisi, per l’occasione pieno fino all’orlo di calda sabbia desertica. S’imparerà quanto un mito, anche quando dato per morto, possa essere riportato in vita pure più forte di prima, grazie a una corretta direzione... e alla ragazza giusta! PRINCE OF PERSIA Prince of Persia, questo Prince of Persia, è una vera seconda rinascita dell’omonimo Principe. Su Play Station 2 si era assistito alla prima, quella de Le Sabbie del Tempo, un titolo che riproponeva (meravigliosamente bene) per le nuove generazioni di macchine da gioco tutta la magia e il fascino dell’originale PoP, difficile platform bidimensionale uscito eoni prima. Un ritorno in auge che ben presto è però stato snaturato dalla stucchevole virata verso atmosfere dark dei due diretti successori (Spirito Guerriero e I Due Troni). Un dark necessariamente da virgolettare, in quanto pregno piuttosto di tanta monocromia propria di action movie per babbuini (se ne era già accennato la settimana scorsa di questa bietta commercialità omologatrice) e pochi (anzi, neanche uno) elementi che giustificassero una buona ragione di continuità tra i capitoli in uscita (se poi mi si ricorda il doppiaggio abominevole in Spirito Guerriero di Gabriel Garko e Monica Bellucci davvero non saprei trovare supplizio per l’ultimo girone infernale migliore del suo ascolto). Ubisoft, la casa madre dell’ormai confuso Principe, ha così ben pensato questo inverno di amputare l’arto malato della propria serie e concedere ad essa un’occasione di redenzione veramente raggiante, quasi a voler far credere che la triste parentesi “oscura” fosse solo un dispettoso miraggio (e si colga il nemmeno troppo sottile gioco tra l’uso di questa parola e lo scenario desertico della serie). Mossa azzeccata. La nuova avventura del Principe porta non una comune ventata fresca e rinvigorente, ma proprio un’intera tempesta sferzante, che lava le impurità precedenti, bagna le stesse fondamenta del brand, e riempie la tabula (quasi) rasa così risultante di energiche pennellate profumate di colore, che quasi sembrano espandersi e propagarsi in ogni direzione. Prima di procedere con l’analisi più tecnica, si apra una parentesi a proposito della storia e quindi delle spinte motivazionali (a rischiare la pellaccia) del proprio alter ego principesco. Lo scenario si apre in maniera certo poco arzigogolata: Ahriman, dio della distruzione, viene liberato dalla prigione in cui era stato sigillato dal proprio fratello divino Ormazd (dio, invece - indovinate un po'? - della luce), finendo in questo modo per infettare di corruzione un intero regname. Il compito prevedibilmente è proprio quello di purificare quest’ondata di oscurità e ripristinare l’ordine di ogni singolo ritaglio territoriale. Ci si fermi per ora solo qua, dato che la faccenda lascia apparire presto tante

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pieghe e sfumature da non risultare più poi tanto banale. Tra un attimo tornerò sulla questione. La prima cosa che salta all’occhio nel nuovo restyling sono certamente le scelte della buona direzione artistica: ambienti enormi, colori pulsanti e acquerellati (lugubri e malati per le zone ancora piagate dalla corruzione di Ahriman), e un favoloso cel shading (stile grafico che produce un effetto tipo cartone animato) sicuramente molto azzeccato con la sterminata scenografia sognante medioorientale. Un restyling che ha stravolto anche la stessa identità del principe, ora ladruncolo sciupafemmine dalla lingua biforcuta e la battutina facile (biglietto da visita non esattamente lusinghiero, però in via di cambiamento nel corso della narrazione) armato di grossa sciabola e un interessante guanto artigliato. Questo equipaggiamento introduce allora al sistema di comandi disponibile, diviso tra le sessioni di combattimento e quelle esplorative. Perchè se nel proprio deambulare il giovane potrà compiere balzi vertiginosi, agg r a p p a r s i (aiutandosi col proprio pratico guantino) alla nuda roccia e scendere lungo verticali pareti solide, nelle sessioni di confronto armato le regole (e i tasti) cambiano corso, rendendo disponibili nuove (e più consone) attività con cui debellare la minaccia e... beh, ovvio, divertirsi. Ecco perciò un completo sistema di schivate, parate, contrattacchi e combo splendidamente ramificate. Proprio l’ultimo punto costituisce probabilmente la vera prelibatezza del menù, per la fondamentale presenza dell’altra grande novità di gioco che ora presento: Elika. Questa magnifica fanciulla (uno dei pochi personaggi femminili dei videogiochi che posso veramente dire d’aver amato) è nientemeno che la principessa del regno in rovina da salvare, dotata di misteriosi poteri arcani che le permettono di purificare la corruzione, salvare il principe dalla morte, e dare lui man forte (sempre magica, naturalmente) durante le accese dispute. Un autentico angioletto custode che segue costantemente il giocatore nell’avventura senza impedirne i movimenti, ma anzi scongiurando ogni possibilità di Game Over nel caso si calibri male un salto nel vuoto o si venga trapassati dalla lama di un fellone. Insomma, un interessante modo questo di privare l’intero titolo del concetto di morte (vabbè, anche se poi si scoprirà quanto invece, in un altro senso, ne sia anzi pieno!) e lasciare al giocatore il bello del tentare, dell’azzardare e dello sperimentare. Anche perchè, diversamente da quanto possa sembrare, l’esplorazione approfondita di ogni locazione richiede veramente una certa dose di abilità e tentativi, così come gli epici scontri contro i quattro oscuri boss del gioco (che vi perseguiteranno davvero fino allo stremo delle forze).

Si giunga allora alla trattazione del più grosso difetto e a quella del più grosso pregio del nuovo PoP. Il primo è imputabile invero proprio allo stesso gameplay che, per quanto grandioso nella parte delle concatenazioni di colpi e generalmente godibile sotto diversi aspetti, non evita di infastidire occasionalmente la persona al di là del joypad. Questo perchè la risposta agli stessi comandi non è a mio dire abbastanza veloce come dovrebbe, accavallando spesso più azioni nei momenti più sbagliati. Quante le volte in cui mi sia capitato di premere velocemente due volte il tasto A per velocizzare un’arrampicata del principe e farlo poi saltare dalla parete, e vederlo invece o cadere rovinosamente (e inspiegabilmente) sul fondo, o terminare le due azioni in ritardo, oppure caricare prima di quelle un’azione precedente non eseguita al momento richiesto, sfasando tutta la successione e portando a morte certa! Non una cosa che poi riesca davvero a sfigurare l’esperienza tutta, ma abbastanza fastidiosa e frequente da suscitare qualche scancherata ed evitabile salvataggio di Elika (proprio in queste situazioni una vera benedizione!). Ben più influente sul giudizio finale è invece la punta di diamante del titolo. Perchè da applausi si rivela la grandissima cura alla costruzione morfologica e strutturale dei terreni, così come a quella di ogni singolo personaggio, in quest’ultimo caso esplorandone la psicologia più intima. Elika suscita presto un sincero affetto da parte dell’utente, e gli stessi perseveranti boss (il Cacciatore, la Concubina, il Guerriero, l’Alchimista) fanno affiorare un ventaglio di sentimenti portati all’eccesso, che proprio non ce la fanno a bollare i corrispettivi avversari come semplice “carne da macello” o “meri ostacoli”, riempendoli piuttosto di vita e personalità. Lo stesso protagonista, come dicevo prima, piano piano lascia capire quanto di sola facciata si tratti il proprio atteggiamento spaccone ed esageratamente frivolo, facendo emergere aspetti di ben altro stampo, portati al culmine solo alla fine della storia. In questa parte conclusiva penso l’intero gioco tocchi così la punta più alta, con un susseguirsi di emozionati battaglie (anche interiori) e commoventi conseguenze, da togliere piacevolmente il fiato e stupire con inaspettata precisione (all’ultimissima scena il sottoscritto si è trovato dentro un duplice stato d’animo con pochi precedenti videoludici, tra il commosso alle lacrime e l’esaltato fuori scala). Per quanto quindi i difetti che minano il lavoro e un’eventuale (perchè fortemente soggettiva) ripetitività di fondo possano dipingere Prince of Persia come un action/platform game solo bellino, è il termine di ogni zona (liberamente affrontabile) e del gioco stesso a portare alla luce il reale valore di tutta l’esperienza offerta. Un’esperienza memorabile e consigliata. VOTO: 9

[NOTA: Per disguidi editoriali l’Antro non ha potuto presentarsi la scorsa settimana. Non ti preoccupare, Mason, non ce l’ho con te. Diciamo che per pareggiare la prossima volta che dovrò affilare le lame arrugginite del mio Lancer... lo farò sulle tue gengive]


SAPEVATELO

Rubriche

La settimana scorsa era proprio facile. La soluzione era la orribile mqm Denver, al secolo Geremia Ilarietti. Il vincitore è quel porco di Adolfino, che si alza alle 6 del giovedì mattina per risolvere il Sapevatelo e finalmente ce l’ha fatta. A lui lo squirting toys. Ora veniamo a questa settimana… qualche novità. Inanzitutto il premio che potete vedere qui a fianco: un bellissimo Tinelli in miniatura. Imperdibile, ammettiamolo. Allora ora dovete seguire bene il discorso, se no vi perdete e perdete. Il primo gioco è il classico “trova il fraccarotto misterioso”. Gli indizi sono i tre qui sotto, ed è proprio facile facile. Successivamente trovare l’intruso nella foto in basso a destra (già più difficile) ed infine riproducete il disegno in basso a sinistra senza mai staccare la penna dal foglio, e qui son cazzi. E’ una prova, vediamo se vi piace… ok ci vuole un po’ di intelligenza, ma con questo metodo almeno escludiamo tutti gli scienziati motori. Su su, impegnatevi che secondo me, è davvero semplicissimo. Il Tinellino vi aspetta!

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CALENDARIO TORNEO INTERCOLLEGIALE DI CALCIO 09‐mar    14.00 Borromeo‐Golgi  16.00 Valla‐Maino   

01‐apr    14.00 Fraccaro‐Griziotti  16.00 Cardano‐Ghislieri   

11‐mar    14.00 Cardano‐Griziotti  16.00 Spallanzani‐Ghislieri 

02‐apr    15.00 Spallanzani‐Don Bosco   

16‐mar    14.00 Cairoli‐Sant'Agostino  16.00 Maino‐Golgi 

06‐apr    14.00 Golgi‐Sant'Agostino  16.00 Valla‐Cairoli   

18‐mar    14.00 Don Bosco‐Fraccaro  16.00 Spallanzani‐Cardano 

20‐apr    14.00 Don Bosco‐Griziotti  16.00 Fraccaro‐Cardano   

22‐apr    14.00 Borromeo‐Sant'Agostino  16.00 Cairoli‐Maino 

19‐mar    15.00 Valla‐Borromeo   

23‐mar    14.00 Golgi‐Cairoli  16.00 Cardano‐ Don Bosco 

23‐apr    15.00 Ghislieri‐Don Bosco   

25‐mar    14.00 Sant'agostino‐Maino  16.00 Fraccaro‐Spallanzani 

27‐apr    14.00 Valla‐Sant'Agostino  16.00 Cairoli‐Borromeo 

30‐mar    14.00 Borromeo‐Maino  16.00 Valla‐Golgi 

26‐mag FINALI  20.30 finale 3°\4° posto 

 

27‐mag    20.30 finale 1°\2°posto 

 

26‐mar    15.00 Ghislieri‐Griziotti 

13‐mag QUARTI DI FINALE     14.00 1B‐4A  31  16.00 2A‐3B  32    14‐mag       14.00 1A‐4B  33  16.00 2B‐3A  34    20‐mag SEMIFINALI    20.00 Vin partita 31‐Vin partita 34   22.00 Vin partita 33‐Vin partita 32  

28‐apr    15.00 Spallanzani‐Griziotti    30‐apr    15.00 Fraccaro‐Ghislieri 

GIRONE A

GIRONE B

Fraccaro

Golgi

Spallanzani

Valla

Don Bosco

Cairoli

Cardano

Borromeo

Griziotti

Maino

Ghislieri

Sant’Agostino

/Numero88  

http://www.collegiofraccaro.it/vdc/Numero88.pdf

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