Issuu on Google+

Voci Corridoio di

Numero 62—Anno IV

settimanale fraccarotto

28 febbraio 2008

WORK IN PROGRESS Ci avevate creduto? Dopo due settimane di pausa cominciavate a temere che VdC non vi sosprendesse più? E invece siamo qui, più avulsi dalla realtà che mai, pronti per tutte le avventure che il nuovo anno ci presenterà. Preparatevi a grandissime novità, abbiamo grandi progetti in costruzione: nuova grafica, nuovo fantasmagorico sito, nuove collaborazioni… … siete pronti per il Nuovo VdC?

CHI BEN COMINCIA... Prima partita e prima vittoria, il torneo intercollegiale di basket per i nostri colori ricomincia sotto i migliori auspici. Sinceramente ci aspettavamo un po' di più da questo Golgi che l'anno scorso in semifinale ci aveva fatto sudare freddo per un bel po' di minuti. In realtà la sfida si è chiusa dopo la prima metà del primo tempo, le penetrazioni di Denver (miglior marcatore al fine gara con 18 punti), gli arresti e tiro di Rizzi(10 punti) l'ordine di Franz in regia e i quasi canestri di Titolo erano davvero troppo per un Golgi che è parso la pallida copia della squadra affrontata l'anno scorso. Il punteggio finale parla da solo 48-22 per i nostri colori. Archiviata positivamente la prima partita è ora di guardare al futuro, al mese di Febbraio e alle 2 partite che ci aspettano. Il 2 Febbraio è il turno del Cardano, squadra tosta con buone individualità e una panchina discretamente lunga mentre il 16 tocca allo stallanzani quella che si può definire la rivelazione del girone A. Siamo i campioni in carica ricordiamocelo, ma ricordiamoci anche che senza umiltà e senza impegno non si va da nessuna parte, quindi non dobbiamo lesinare sforzo alcuno nelle prox. settimane per migliorare il nostro gioco e preparare al meglio le sfide che ci aspettano. Ostrega “Peterson”

Stiamo attraversando il solito periodo di transizione tra le feste natalizie e l'inizio dei “grandi movimenti” legati alla fine degli esami e l'inizio dei tornei. Se si eccettua il basket (vd. infra) e una bella cena, quella di venerdì scorso, che ha coinvolto con successo molti collegiali, si può dire che non stia succedendo molto: oggi sono Un collegio d’annata in costruzione entrato in sala comune e ho trovato Gamba al buio che stu- lezioni e la biblioteca. Alla solerte atmosfera diava sul divano, fate voi! Lo stesso Rettore, di studio si aggiunga l'intraprendenza di chi che ha convocato d'urgenza Mason, pare che con discrezione e dedizione - si allena, già avesse semplicemente finito lo zucchero. E pensando ai tornei e alla campestre. Persino quando, se non ora, Splendid poteva meglio Uzzino si è messo a dieta e a fare jogging, il decidere di fare ritorno ?! Non che non stia che, nonostante tutto, ci consente di pensasuccedendo niente, però mentre penso a re che il collegio mantenga la propria unità cosa scrivere, l'unica cosa che mi viene in anche nel silenzio dei preparativi. mente è Peter Griffin che canta: “Do you Monto know about the bird? Everybody knows that the bird is the word!” Diciamo che in questa fase il collegio mostra il suo volto a sprazzi: ci sono momenti Agenda del Fraccarotto: che sembra che ci siano più imbianchini che collegiali; altri Giovedì 29/01 che ci si ritrova in venti in una Ore 18.30: Calciatori e simpatizzanti a correre stanza in un batter d'occhio. Ti Ore 21.00: Maratona Signore degli aneli Extended può capitare di non trovare una Version (solo per veri intenditori) matricola nemmeno a pagarla oro (e pensi: “saranno a lezione Lunedì 2 febbraio o magari a casa”) e dopo un quarto d'ora vedere Giancazzetto Ore 19.00: Allenamento di calcio al campo vestito da magnaccio, scortato Ore 21.30: Partita di basket Fraccaro vs Cardano dai gemelli e d'Artagnan, per Termine per la consegna della caparra per il White andare a compare le sigarette. Plinio Non è che la gente si nasconda: la verità sta nel mezzo... Qual- Martedì 3 febbraio che malcapitato è veramente Ore 18.30: Calciatori a correre rimasto a casa per ragioni di salute o di studio efferato; men- Mercoledì 4 febbraio tre gli altri si giostrano tra le Ore 19.00: Allenamento di basket (o, alternativaproprie camere (con le porte un po' più chiuse del solito?), le mente, pallavolo)

http://www.collegiofraccaro.it/vdc WHITE PLINIO CHIAVENNA vs VALTELLINA Ano vs Bormio a pag.6

vocidicorridoio@collegiofraccaro.it FUMETTI LE AVVENTURE DELL’APE IDRO Idro&Elia a pag.13

POLITICA LE INTERCETTAZIONI Longo a pag.7


Sport

Fraccaro 48 Golgi 22: le pagelle Rizzi: 7.5 Mette 10 punti in un amen ammazzando preventivamente la partita. Decide allora di dare spettacolo tentando numeri circensi, mettendosi in testa di utilizzare il 7 del Golgi come cavallina. Il golgiano però non entra sufficientemente nel ruolo e al buon Rizzi non resta che franare miserabilmente. Come direbbe il saggio Manzoni, FUORI LUOGO. Denver: 8 Esordio sberluccicante per il neoacquisto fraccarotto, top scorer della squadra con 18 punti. Sfoggiando una prestanza fisica che non si capisce bene da dove venga visto che non si allena, dopo un inizio in versione soft gli prende lo schizzo di strafare annichilendo gli avversari diretti. Penetra il penetrabile e oltre, ma si guarda bene dallo scucire una sola palla. TRIVELA Ostrega: 6.5 Appena entrato esalta il pubblico con una tripla a cui aggiunge presto altri 2 punti, dando l’impressione di essere finalmente uscito dal labirinto costruito attorno a lui dalla malvagia redazione di VdC. Sbaglia però i due tiri successivi. Insomma, non ci siamo. Aiuta anche tu Ostrichino a raggiungere Bressana Bottarone. FUORI DAL TUNNEL Enver:5.5 Orgoglioso della prestazione del suo pargolo, decide di festeggiare la cosa fumandosi un paio di sigari e vari tiri non proprio impossibili. I lunghi del Golgi non sono il suo tipo ed evita persino di pestarli, concludendo la partita con 1 solo fallo, career low. PADRE MODELLO Franz: 2. Prestazione scadente per il nostro tiranese. Spaesato, fuori dal gioco, si prende un sacco di blocchi sul naso (inutile prendersela con me solo perché non te li chiamavo). In preda a frustrazione da spazio al suo animo picchiatore e inizia a mannaiare le braccia avversarie. Ben 4 falli, solo 6 punti. BOLLITO Macchinino: 6.5

2

Giusta dose di aggressività e buone palle rubate da parte del biondo verbanese. In fase realizzativa però esiti meno felici, data l’ostinata tendenza a non utilizzare proprio mai la mano destra. Che ci dovrà fare? ESCO CON FEDERICA/ MODELLO DA OROLOGI Titolo: 5.5 Inizialmente spaesato come un Vasco al Festival di Sanremo, non capisce bene cosa ci faccia lì e cosa gli dicano le persone attorno a lui. Ignorato dal beffardo Denver solo davanti al canestro, nel secondo tempo sfiora il canestro con fallo, ma gli tocca la lotteria dei tiri liberi. L’insufficienza va all’airball sul secondo tiro con conseguente infrazione, cosa che non faceva neanche più in allenamento dal ’66. ETERNA PROMESSA Evil: 6 Febbricitante, ha un paio di occasioni per infilare la retina ma mancano le forze. 3 falli in relativamente poco tempo, tra cui un delittuoso gioco da 4 punti causato. Da rivalutare in uno stato forma differente. RITENTA SARAI PIÙ FORTUNATO Big Jim: 5 Il nostro spogliarellista entra in partita inspiegabilmente nervoso, perde vari palloni evitabili e dimentica a casa il suo famoso tiro a una mano e mezza con precedente finta a sinistra. Fumarsi una canna come tutti? ANSIA DA PRESTAZIONE Brad: 6 Pascola con tranquillità in mezzo al campo e alla difesa per buona parte della partita, abbozzando qualche corsetta qua e là. Un improvviso coast-to-coast a fine secondo tempo gli brucia ogni energia residua spingendolo a un’ennesima infrazione di passi sul tiro che avrebbe potuto dare la vittoria in cifra tonda. TURISTA DELLA PALLACANESTRO

Coach Dipa: 7 Meno elegante del solito (non ci sono più le segnapunti di una volta), allunga la sua striscia di vittorie consecutive mantenendo la situazione sempre sotto controllo. Poco importa che degli schemi chiamati non ne abbia funzionato nemmeno uno. PHIL JACKSON DEI POVERI Golgi: 4. Era stata la squadra che più ci aveva messo in difficoltà l’anno scorso (dicono, non c’ero), si rivela invece squadra orrenda incapace di eseguire più di 1 passaggio di fila. BRACCIA RUBATE ALLA DRAGONBOAT Tifo: 9. Pubblico delle grandi occasioni per l’esordio sportivo del Fraccaro nel nuovo anno. Ignoranza a pioggia, canti e bordello anche quando la partita non ha più molto da dire e il tifo avversario ha abbassato la cresta da tempo. Statistiche alla mano, gli spaesati golgiani si sono beccati 3 tecnici e han tirato i liberi col 25%. SEGHE A TERREMOTO Brad Pizza

"WHITE PLINIO 2009" Weekend sulla neve per Fraccarotti attuali ed ex da giovedì 5 marzo a domenica 8 marzo. Previsione dei costi individuali. Viaggio, vitto e alloggio: - caparra di 30€ entro lunedì 2 febbraio a Rizzi o Pradella; - quota di 40€ da consegnare arrivati a Bormio; - circa 13€ per andata e ritorno; - spesa a Pavia: que serà, serà. Sport & Tempo libero: - 29€ di giornaliera sci scontata; - 19€ di noleggio sci e scarponi; - 23€ di ingresso giornaliero alle terme -piscina; - 23€ di giornaliero per scalare (la banca AntonVeneta). Chiuse le iscrizioni, saranno dati via via maggiori dettagli. Felice febbraio.


Dottore!

Dott. OstriCa Questo articolo mi ero promesso di farlo circa 2 ore dopo la laurea, poi l'incombere dei festeggiamenti ha letteralmente “Mandato in fumo” tutti i miei buoni propositi.... Proprio per il tempo trascorso, molto probabilmente questo pezzo risulta essere molto differente da come poteva esserlo a caldo; in ogni caso il sentimento di fondo che mi pervade è di profonda gratitudine e riconoscenza verso voi collegiali per essere venuti a sorbirvi del freddo e una discussione di tesi molto probabilmente pallosa e ai più incomprensibile se non si è pratici in materia. Il rapporto che sono riuscito a costruire con tutti voi nel corso di questi due anni è veramente buono e mi auguro che possa essere sempre migliore. L 'ho scritto nei ringraziamenti di laurea e lo ribadisco un altra volta, sono estremamente

felice di far parte di questa comunità per tutto quello che è stata capace di fare per me, per quello abbiamo fatto e per quello che saremo capaci di fare tutti quanti insieme nel futuro. Vi ringrazio di cuore Idem Velle Dr. Ostrega !!! (prima e ultima volta che mi firmo così...) ”

ria di esser un terzino era la posizione. A quei Arziglia, costruito come una piattaforma da tempi, un terzino faceva il terzino e stop. cui fai i tuffi d’estate alla prima boa, spazRaramente mi sono trovato oltre la linea del zato dal venti e dalle onde durante le maSul forte ascendente che ha su di me un bel- centrocampo: il portiere avversario penso di reggiate, il mio cuore da numero 2 si è forlissimo libro di Baricco che sto leggendo, ho non averlo mai visto in faccia. Si stava lì, im- giato alla fatica e alla sabbia… ed è per quedeciso di raccontarvi un po’ com’era il calcio mobili come gli scacchi, ad aspettare un’onda sto che mi viene un po’ difficile capire il “ai miei tempi”. Non che mi reputi davvero in arrivo e, nelle azioni offensive della propria calcio moderno dove i difensori fluidificano, così vecchio, è solo che il “giuco calcio” è squadra, si rifiatava senza troppa preoccupa- arrivano in area, raddoppiano sulle fasce mutato così tanto che, nonostante siamo pas- zione. Il momento del gol è sempre stato de- laterali, crossano. Niente contro, ci manchesati poco più di 10 anni, le differenze le sento cisamente estraneo: non si capiva mai come rebbe. Io mi tengo i miei ricordi dei tempi eccome. Dopo la mia esperienza di Portiere accadesse, troppa confusione ed il palco era del Sant’Ampelio e di quella maglia arancioapprodo negli esordienti, dove c’era un ragaz- troppo lontano per capirci qualcosa. Ti rendevi ne e blu che il Mister mi lanciava negli spozone con delle mani enormi e dei guantoni conto dell’evento, solo perché quelli del tuo gliatoi, e non so perché, come se ci fosse firmati che sembrava imbattibile e così il colore continuavano a muoversi, mentre gli qualcosa da scoprire, io giravo ogni volta. E Mister decide di trovarmi un'altra locazione. E avversari restavano fermi, immobili, ammuto- l’orgoglio era grande nel leggere quel nualla fine la scelta non fu difficile, perché se liti. L’esultanza è una cosa che non vivevi mai merone bianco su tutta la schiena: 2. Anche non hai i piedi proprio buoni, l’unica cosa che a pieno, anche perché ora che di corsa riusci- oggi, c’era da combattere. sai far bene è dare mazzate e, come un buon vi ad arrivare su chi aveva segnato, Violenza soldato, sai stare dove ti dicono di stare sen- l’entusiasmo era già scemato e così, davi il za troppe responsabilità creative, l’unica op- cinque e al massizione è il buon Terzino. E così ecco comparire mo una pacca sulla mia schiena il numero 2, terzino destro: sulla schiena. Il poche parole, tanti calci. Amo ancora oggi più delle volte noi quel numero, perché ricordo lo indossavo con terzini si esultava una certa fierezza, come uno di quei guerrieri con un gesto della che prendono il loro posto di guardia, lassù, mano e uno sguarsu una torre ad aspettare il nemico in arrivo e do al Libero, semcon l’unico scopo di fermarlo. Era così che pre lì in mezzo al vedevo il mio ruolo: stoico e orgoglioso. An- campo come un che perché il nemico era sempre quello. Se io padre attento e ero il terzino destro, a me toccava il numero premuroso. Il por11. Sempre lui, e, a dirla tutto, sempre lo tiere faceva da se, stesso. Perché alla fine, i numeri 11, si asso- come tutti i portiemigliavano un po’ tutti. Magrolini, faccia da ri. Il fuorigioco era furbetto, scatto veloce e quel piede malandri- una cosa nuova, no che qualche giochetto strano lo sa fare. Un ancora poco pratiragazzo magari anche simpatico, ma che lì cata e mi è semdoveva farsi un po’ odiare, come solo i furbi pre sembrata un sanno fare. Te lo trovavi sempre lì a fianco, a po’ vigliacca. Salicamminare assieme. Due sconosciuti così re per lasciare Qui sopra un’immagine del Campo di Bordighera, zona Arziglia. Una piattaforma artifivicini, così legati, in attesa di una palla e di l’uomo in fuori ciale direttamente sul mare verso la fine della costa bordigotta andando verso Sanremo. gioco mi sembrava una corsa. E allora visto che il nemico lo coUna distesa di terra battuta circondata da scogli. Su questo campo giocava la squadra noscevi sapevi come combatterlo: gran calcio- come correre via del Sant’Ampelio (patrono della città). ni e fuori la palla (ai quei tempi, ti applaudi- dalla battaglia pervano se la buttavi fuori!). La cosa straordina- ché così qualcos’altro avrebbe fermato i nemici. In quel campo di terra battuta chiamato

Il mio calcio

3


2009

Un capodanno a dieci (+ sei) mani FRANZ: Essendo personalmente uno dei due organizzatori del capodanno in Trivigno non mi posso sbilanciare troppo a dare giudizi su come sia stata la vacanza in quell’ameno posto immerso nel tranquillo e silenzioso inverno valtellinese. Quindi ho deciso di scrivere qualcosa riguardo l’organizzazione. Tutto è iniziato una sera presso un tipico bar tiranese (Bar de la Tour) dove l’idea di un possibile capodanno in Trivigno ha iniziato a prendere il via. Il punto fondamentale era: trovare della gente disposta a venire nell’idilliaca Valtellina. Quindi prima di qualsiasi altra cosa abbiamo provveduto sia io che Lisa (my girlfriend) a cercare codesti individui. Il gruppo si è formato progressivamente fino a raggiungere quello definitivo cioè: Franz&Lisa (the organizers), Mariangela (the Terona), Adolfino (the Giratutto), Ostrega (the Pisolo), Gotta&Camilla (the Hard limon), Juanita (the Portoricano), Mirko&Veronica (the Tiranes). Creato il gruppo bisognava decidere cosa cavolo fare per 4 giorni. Ovviamente si è optato per sci, bob e tanto divertimento ritenendo giusto sfruttare al meglio i metri di neve caduti in Valtellina, il tutto accompagnato da una pomeriggio rilassante alle terme di Bormio. Risolto anche questo rompicapo io e Lisa abbiamo passato ben due pomeriggi a vagare tra i supermercati tiranesi per cercare l’adeguato vitto da fornire ai partecipanti della vacanza (vitto= food&drinks). Finito il tour alimentare, che è stata però forse la parte più divertente dell’organizzazione, sorgeva il nuovo problema di come portare tutto il popo di roba presa in Trivigno e più precisamente alla casa, fino a Trivigno nessun problema da Trivigno fino alla casa un bel casino visto che la neve impediva di raggiungere l’abitazione in macchina. Caricate dunque slitte e bob (sotto la neve che scendeva copiosa dal cielo) abbiamo provveduto al trasbordo delle vivande. Stanchi ma pronti al divertimento siamo tornati a Tirano aspettando l’arrivo del gruppo, previsto per il giorno seguente. Mi sento in dovere di ringraziare Lisa perché senza di lei non si sarebbe fatto niente inoltre ringrazio anche tutti gli altri partecipanti grazie ai quali il capodanno è risultato cosi speciale. OSTREGA: Vieni a sciare da me a capodanno? Tutto è partito più o meno a metà dicembre con questa proposta di Franz che mi sono trovato per le orecchie quasi per caso nei giorni di spaccio totale post. Laurea. Rinfrancato dall'idea accetto quasi subito, è un po' che non vedo la montagna e poi il posto sembra figo, casa a 1800mt piste da sci ad un tiro di schioppo proposta di terme a Bormio il primo giorno... Sembra una bella idea di capodanno. L'avvicinamento alla “Tellina” valley, coincide con l 'arrivo di Adolfino a casa mia la sera del 29. Adolfino si presenta affamato dopo 5 ore di treno e dopo aver divorato l'inverosimile e aver fatto amicizia a colpi di zuccate con la mensola di camera mia si avvia a dormire Ma doveva ancora dare il meglio... Il giorno dopo mi si presenta vestito di tuta da sci giacca a vento calzamaglia come se gli impianti di risalita fossero a dieci m i n u t i d a c a s a m i a . . . “Adolfino ma sei impazzito?”, “Ci aspettano 4 ore di

4

macchina che fai vestito c o s ì ? ? ? ? ” troppi problemi, per la felicità dei coinquilini e “Eh no sai, poi faccio fatica a cambiarmi in macchina, soprattutto del Franz, efficientissimo riempitore di ho fatto già fatica in camera tua” Va bhe... secchi da scaricare nel cesso! So che vorreste contiNon pago delle testate della sera prima decide di nuare ad ascoltare le mie divagazioni sui bisogni lasciare in ricordo alla mia mensola il suo scalpo e grossi, ma diciamo che altre cose “di peso” sono soltanto a quel punto, possiamo uscire di casa. In successe il giorno dopo. Mattina tranquilla quella direzione stazione di Bressana Bottarone, per raccata- dell’ultimo dell’anno, risveglio a rilento, la colaziore il primo treno per Pavia, luogo d'incontro con Juani- ne la facciamo un’oretta prima del pranzo. Mangiata per poi partire tutti insieme in macchina. mo una tonnellata di roba, perché le cibarie sono Viaggio a parte veniamo accolti in valle sul fare del tante e sono tutte “robba buona”! La montagna di mezzogiorno da un super organizzato Franz, che ci panettoni sembra non calare dopo la prima colaziodescrive secondo per secondo cosa si sarebbe fatto ne: va beh, l’affronteremo volentieri! Il camino è nei minuti succesivi… sempre acceso, soprattutto grazie al nostro fochista Per la gioia di Adolfino, e per di fiducia: Juanita ne è ipnotizzato, continua a romassecondare il suo tipico pere le balle al Franz per poter aggiungere qualche abbigliamento da piscina, ciocco di legno e vederlo scoppiettare! E finalmente decidiamo di non sciare il tutti a sciare. Ottime le piste, ottima la neve, ottimi pomeriggio stesso, ma di sciatori. Menzione d’onore per Gotta che dà una rimandare la prima sciata al mano a spianare la neve con il culo per terra. Gli giorno successivo, la prima spazzaneve te ne sono grati! Meno divertente il giornata la dedichiamo al trasporto sci e scarponi presi a noleggio, ci fanno relax più totale nelle ultrafi- perdere tempo e forze, ma chi se ne frega, tanto la ghe e iper rilassanti terme di casetta sul cucuzzolo della montagna offre litri e B o r m i o . litri di alcol per recuperare le forze. Un Adolfino Un panino veloce e siamo partito astemio, diventa improvvisamente assaggiaalle Terme. Gran figata leTer- tore ufficiale del Sex on the Beach, che il nostro me, sopratutto la piscina Barman Franz prepara con tanta cura e tanto alcol. all'aperto con l'acqua a 34 gradi e la temeperatura Patatine e altri stuzzichini ci permettono di guadadell'aria a meno ventordici... Le terme rilassano ma gnare un ottimo chiletto di grasso che ci proteggerà stancano, ci privano dei liquidi necessari per la sop- dal freddo per il resto delle giornate nella neve… e pravivenza, optiamo per un veloce reintengro dei sali il lavoro viene completato dal cenone, che raggiunminerali dispersi, il Negroni, diventa l'integratore ge circa le 20 mila calorie a capoccia. Il piatto forte salino ottimale per le esigenza psico-fisiche della arriva a fine cenone: Lisa, la morosa del Franz, tira t r u p p a . fuori dal frigorifero un ciotolone di mascarpone e Ah, ma dimenticavo, sta per arrivare Gotta e donna al un ciotolone di nutella. Improvvisamente tra i due seguito, la ragazza di Franz e amica annessa. ingredienti si genera un’attrazione “elettro-staticaLa truppa oramai è al completo, già su di giri, decidia- chimica-magica-acciderbolina” dalla quale nasce mo che è ora di m a n g i a r e . qualcosa di inaspettato, inatteso e improbabile: Il Cena tipica a base di pizzocheri, sciatt, pizza(quella Mascarpone Alla Nutella! Una luce divina illumina la non è tipica ma era buona), meringata e grappa alla ciotola, scintille vengono sprigionate dalla meravimela. L'atmosfera della truppa è ottima tutti stanchi gliosa miscela, Dio scende dal cielo per assaggiarla, ma su di giri, a parte AdolBerlusconi arriva con la fino, che qualunque cosa slitta di Babbo Natale gli si chiede, risponde”Gira portandoci i cucchiaini t u t t o . . . ” del potere… Direi: BuoMa ricapitoliamo, Juanita, na. Qualche fuoco ha assagiato tutti i tipi di d’artificio dei vicini ci vino presenti in Valtelina, ricorda che l’anno è Adolfino, “Gira tutto”, Gotta finito! Auguri! Ma a affaticato dal viaggio fatica quel punto di nuovo, ad ingranare ma l'immiper me, girava tutto… nente partita a carte pro(too much alcol for messa alla'arrivo in baita me!) e l’esatasi provata sembra a rinfrancarlo, nel mangiare Il MascarFranz e Lisa(ragazza di pone Alla Nutella mi Franz) iperorganizzati corimpedisce di ricordare dinano la truppa. Bisogna Nelle foto: 5 Fraccarotti che fanno i pirla in compagnia altro… ma vedo che trasportare l'alcool(tanto), (alto a destra) e un Adolfino che fa il pirla da solo (sopra) IvanRamiro è pronto a il Cibo(tantissimo) e tutto narrarvi degli eventi il necessario su in b a i t a . occorsi negli ultimi giorni. In circa 40 minuti di macchina raggiungiamo la baita, una casa accogliente illuminata e spaziosa a 1500 IvanRamiro: metri circa all'interno di una riserva naturale. Posto Ed eccomi, dopo una serata più o meno tranquilla, magnifico, neve a fiocchi grossi così, alberi tutti intor- passata a giocare a Tabù, dove ovviamente noi boys no, silenzio e tranquillità, mi sento in pace con me (e ke boys, io Adolfino e Franz) abbiamo stravinto stesso oltre che ubriaco e così decido di andare a sulle donne; catapultato in baita Franz. Non sapevo dormire. ancora cosa mi aspettava, ma lo spirito sembrava giusto…a parte quei 2 ghiri di Ostrega e Juanita che Adolfino: “stranamente” ronfavano. La mattinata come al Ecco bravo Ostre, vai a dormire che da qui continuo io solito è partita con una super colazio, dopo ovvia(I’m Adolf)! Devo dire che faccio fatica a ricordare, mente aver consumato nel mio nido al primo piano. diciamo che gira un po’ tutto, però sono sicuro che, Ma il bello doveva ancora venire, bobbata nella nementre ostre dormiva, ci siamo sparati un po’ di gio- ve. Pur di provare emozioni forti noi baldi giovani ci chi di società stile tabù, che con l’alcol diventa un siamo messi in due su un bob da mezza persona, gioco parecchio “allegro”. Credo di potermi anche per acquistrare un briciolo di velocità, date le penaccaparrare il premio di “Primo Inauguratore del Ba- denze ridicole; ne sono seguite rovinose cadute, gno col Bisogno Grosso”, premio assai ambito da frequenti incontri ravvicinati con qualsiasi forma di quelli che invece si sono tenuti dentro etti di simpatia arbusto circostante, ma soprattutto tanta, tanta sana perché perplessi di fronte al disagio della mancanza di ignoranza. La trupe Plinio and Company dopo un’ora sciacquone e acqua corrente. Il mio apparato escreto- di sali scendi, era affamata più che mai, strano visto re di sicuro non si fa scandalizzare da simili scioc- che visto che eran solo le 11.30 e solo alle 10 era chezze e per tutta la vacanza ha deciso di non farsi finita la colazione. Pranzo estra-abbondante, dopo


2009 che ovviamente, era stato preparato tutto il necessario con cura maniacale dal Franz, questi poi affettava personalmente nel suo sgabuzzo i salumi. Nulla era lasciata al caso dal nostro Cyborg, il piatto era sempre pieno, e ovviamente il bicchiere strabordava di birra e vino. Nessuno si poteva alzare se non dopo aver consumato tutto ciò che era sul tavolo, tutte le portate dovevano essere divorate. E cosi pieni come vacche per il macello, siam andati sulle piste per la prima grande sciata di gruppo! Il mio stato fisico mentale era imbarazzante, 3 anni dopo il white plinio, indossavo nuovamente (per la seconda volta nella vita) un paio di sci, e agile come Longobeach mi apprestavo a solcare la neve. Con l’aiuto di Camilla però ho subito preso confidenza, dopo avermi costretto a mollare le racchette, e dopo lo sgomento iniziale, mi son ripreso e men che non si dica scendevo lungo le “azzurre”, e talvolta le “rosse”. Naturalmente partivo già sdraiato, non essendo in grado di far 3 curve filato, senza cadere come un pollo. La vita dello sciatore inesperto è una faticaccia, scendevo rigido come un baccalà e mentre gli altri sfrecciavano e si permettevano di parlare io ero tesissimo, le ginocchia al termine della giornata eran di pietra. Ma è anche estremamente divertente sciare. Lo è un po’ meno se con l’inganno questi individui, capeggiati da Camilla mi fan fare LA NERA!! Per fortuna è sempre disponibile la soluzione, buttati in terra e scivola col culo più che puoi! Quando si rincasa in baita, dopo varie proposte indecenti, tipo Juanita che data l’assenza di H20 corrente, mi chiede di aiutarlo a lavarsi le ascelle; il clima comincia a scaldarsi, parte il solito CD, che ci farà da colonna sonora per tutti i 4 gg, fervono i preparativi per i cocktail, Franz ovviamente li prepara, noi gli assaggiamo, io in primis… Ed eccoci finalmente alla serata, c’è da salutare il nuovo anno, ci sono tanti bei litri di alcool da scolare e ci sono numerosi giochi ignoranti da fare. Stranamente nessuno a fine serata sarà ubriaco, nonostante si assista a scene del tipo, Adolfino con la bottiglia in mano e il vino giù per gargarozzo, che dichiara di esser astemio. Il culmine lo si tocca giocando all’”assassino”, gioco proposto da Juanita, gioco molto stupido, che con la base d’alcool lo diventa ancor di più… soprattutto se come me non si rispettano le regole. Ed è cosi che si giunge a nanna…

Resoconto femminile Camilla: Buongiorno,mi presento: sono la ragazza di IVAN RAMIRO! direte, cosa vuole questa qua! ora vi spiego... un giorno lorenzo è arrivato dicendomi tutto entusiasta che un suo socio collegiale, FRANZ, ci aveva invitato a passare il capodanno da lui in montagna. Io ero molto contenta dell'invito ma su 2 piedi ero un po' titubante...non conoscevo nessuno! e su queste cose Lorenzo non è molto affidabile perchè,se si diverte, non è che ti considera molto, nel senso che non è molto bravo a renderti partecipe, diciamo così...Poi dato che lui ci teneva tanto abbiamo accettato. Così mi son ritrovata nel bel mezzo di una decina di Fraccarotti! Il padrone di casa è stato impeccabile, appena arrivati ci siamo trovati davanti all'ingresso di casa un paio di ciabatte col pelo a testa, letti perfetti già predisposti (a noi coppietta ci ha riservato una mansardina romanticissima), cambusa rifornita di ogni prelibatezza e sfilata di alcolici di ogni genere!  Poi c'era Ostrega... il dormiglione della casa! pensavo non esistesse nessuno peggio di Lorenzo, e invece...in ogni angolo riusciva a schiacciare un pisolino! incredibile! Ostrega, il mio compagno di nera! infatti il primo giorno di sci, dopo che mi ero stufata di tenere il passo del mio amoruccio! (che per carità essendo la 2° volta che metteva gli sci ai piedi è stato persino bravo, ma aveva la velocità di un bradipo, o meglio si buttava sempre per terra), mi son fatta una pista da sola e in fondo ho incontrato l'amico Ostrega col quale mi son imbattuta in una bella nera! Povero, 7 e 1/2 proprio non era il suo gioco! ha toccato punteggi glaciali, tipo -50!!!  Ora è il turno dello sportivo del gruppo (oltre a me, Franz Ostrega e Alfonsino...insomma tutti tranne il mio CICCI!), ma lui era proprio il vero sportivo, di quelli che si alzano presto al mattino per andare a correre. Sembrava di vedere la pubblicità dell'Ovomaltina quando sciava...OP-OP!  Ed ecco la vera rivelazione della vacanza: ALFONSINO (si, io non riuscivo a chiamarlo adolfino, mi veniva sempre alfons..!). Lui ero quello che si dichiarava astemio e poi... giù di CAVALLI! ma soprattutto non vedeva l'ora che qualcuno glielo chiamasse! diceva:"no io non bevo..." e poi giù'! E l'ultima sera, che giocando come dei piccioni a lanciarci dei panettoncini, ha preso in pieno (tipo tiro al bersaglio) la bottiglia di birra! non vi dico l'espressione di Franz! un disastro! ha dovuto contare sino a 10 prima di poter parlare altrimenti ci avrebbe cacciato tutti!!!  Poi c'erano le mie 2 povere compari! la Lisa e Mariangela! Lisa era la cuoca di casa e ci ha trattato veramente da re! preparava una cremina super: mascarpone e nutella che mandava in estasi me e alfonsino (ma soprattutto alfonsino!). E Mary ci rallegrava con i suoi ALZALO,SCENDILO e colleghi!  Per ultimo ma non in ordine di importanza, al contrario, il mio Ciccino al quale devo dire grazie per avermi fatto passare una così bella vacanza e con un gruppo così ben assortito! S pero si possa ripetere! grazie mille ancora a Franz per l'ospitalità e alla prossima!

SpiderJuanita: Voltaire in una lettera di due pagine ad un amico scriveva: "perdonami, non ho trovato il tempo di scriverti una lettera di una pagina" quindi su consiglio dell'amico filosofo vedrò di essere il più riassuntivo possibile... altro che ingegnere ambientale, Frantz doveva aprire un'agenzia di viaggi con la sua morosa! quei due sono campioni mondiali di organizzazione... consiglio per tutti: se ci tenete alla vostra incolumità non andate mai, e sottolineo mai, a sciare con Ostreghetta, credetimi sugli sci è più pericoloso di Tonucci al culmine dell'ubriachezza! il capodanno valtellinise è stato una GRAN FIGATA, sopratutto per la fantastica baita circondata da 1,50 metri di neve fresca! sapete chi ha il potere nella coppia Gotta-morosaGotta? è lei!! il nostro molestatore del mercoledì sera al Nirvana è succubbe al 100% della sua donzella (che fra l'altro sulle piste da sci la supplicava di aspettarlo e andare piano)... fra l'astemio Alfonsino e il cognato di Frantz?! io propongo uno scambio permanente, oltre a essere più simpatico saprebbe sicuramente sfruttare meglio la camera 49! ma attenti se fa comunella con Turker, entrambi coltivano la stessa passione... bhè direi che ho detto tutto, ah dimenticavo, fra le grappe Qui sopra le tre donzelle che hanno avuto prima la valtellinesi e i vini valtellinesi pazienza di sopportare i pazzi Fraccarotti sulla neve, e poi di scrivere per noi. io scelgo entrambi Da sinistra: Camilla, Lisa e Mariangela.

Mariangela: Eccomi qua!!! Sono Mariangela la coinquilina di Lisa la ragazza di Franz, o meglio, per farvi capire, la “terrona” del gruppo. Devo dire che per una calabrese come me vedere così tanta neve e

stare a temperature così basse e’ davvero insolito ; mi sentivo abbastanza impacciata e per capirlo era sufficiente guardarmi mentre camminavo sulla neve: sembravo un’aliena. Preferivo decisamente giocare a merda (concedetemi il termine ma è questo il nome del gioco), 7 e mezzo, assassino, il gioco delle parolacce e concedermi delle abbondanti abbuffate, prima delle quali Lisa trascorreva almeno un paio di ore in cucina. E vedermi passeggiare sulla neve era ancora una cosa più o meno normale, la “tragedia” per me è stata mettere gli sci per la prima volta nella mia vita. Arrivati sulla pista vedevo gli altri sfrecciare sulla neve, anche Gotta per me era un campione (detto questo detto tutto). Lisa e Franz hanno fatto il possibile per farmi fare almeno 3 metri senza finire con il sedere a terra….. ma purtroppo i loro tentativi sono stati del tutto vani. Così il giorno seguente mentre il resto della ciurma, da buoni “professionisti” (ragazzi non vi montate la testa), son tornati sulla pista da sci, io, Lisa, Vero (la sorella di Lisa) e Mirko (il ragazzo di Vero) siamo rimasti a Trivigno nel tentativo di riuscire a fare un bel pupazzo di neve; operazione non facile, ma alla fine devo dire che non era niente male la nostra “opera d’arte” , peccato che Mirko ha pensato bene di distruggerlo senza neppure darmi il tempo di fotografarlo. E poi via con il bob, abbiamo raggiunto dei posti più in alto e poi giù, a tutta velocità (ovviamente sto esagerando di velocità non riuscivamo a prenderne così tanta, causa della mia mano sempre pronta a frenare). E poi nel tardo pomeriggio sono rientrati i nostri eroi: Adolfino sempre pronto a ricordarci di essere astemio; Guanita, l’addetto al fuoco, con il suo bicchiere di vino rosso sempre in mano; Ostrega pronto ad addormentarsi in qualunque posto; Franz il nostro capo supervisore; Camilla e Gotta ovvero: la maestra e l’allievi sui campi da sci. Insomma un capodanno da ripetere….. un bel 10 agli organizzatori!!!!!! Lisa: Dopo aver “sprecato” tante energie per organizzare il capodanno e soprattutto dopo aver passato tre giorni veramente divertenti e piacevoli insieme a un gruppo a dir poco straordinario, tornare nel tranquillo e silenzioso Trivigno, il 3/2/2009 per sistemare le ultime cose rimaste, è stato al quanto triste. Cerco di spigarmi meglio, entrare nell’abitazione fredda, deserta e silenziosa mi ha trasmesso un senso di malinconia, come trovarsi a Milano la settimana di ferragosto. È inevitabile fermare il pensiero, esso ritorna ai giorni appena trascorsi e mi sembra di risentire la voce di Mary che urla SCENDILO IL SECCHIO e tutti gli altri che scoppiano in una sana risata, inoltre mi sembra di sentire il profumo del buon vino che anche le persone “astemie” come Adolfino bevono, e nonostante la casa sia tornata fredda mi sembra di percepire il calore che emanava il fuoco accudito con grande stile dal fuochista Guanita. Ed eccomi immersa nei momenti più giocosi: una partita a Risiko con Vero e Mirko, una a sette e mezzo con Ostrega a meno 70, una a merda da giocare tranquilli tanto l’ultimo era sempre lui: Gotta ed una ad indovinare i mimi in cui Camilla si è rivelata un’ottima attrice. Tutto questo accompagnato d a u n s o n o r o PARAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPA PAPAPAPPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAPAQuindi come avrete capito sarei felicissima di replicare il prossimo anno con voi tutti e con altri FRACCAROTTI!!! Sempre che anche il padrone di casa (come lo chiamate voi CYBORG) sia d’accordo, anche se non ho molti dubbi perché nonostante la sua “pignoleria” è…. favoloso.

NdR: a festeggiare a Genova

eravate in più del doppio, almeno un articolo lo avreste potuto scrivere!!!!

5


Montanari

Valchiavenna

Perchè la valchiavenna è meglio della valtellina? Bè innanzitutto perchè noi di chiavenna siamo molto più belli e prestanti (basta fare un semplice confronto fra me e Bormio). In secondo luogo da noi si mangia decisamente meglio: i nostri pizzoccheri sono molto più buoni di quelli di teglio e la bresaola artigianale della nostra valle non si può paragonare a quella merda industriale che mangiano da nuovaolonio in poi. Noi poi abbiamo la sagra dei crotti: 3 giorni di ciucca, piatti tipici e divertimento. Inoltre da chiavenna si può arrivare al lago di como in 30 minuti e a st. Moritz nel giro di 45 minuti mentre passando da Tirano ci si impiega un paio d'ore. Dalla nostra valle provengono inoltre diverse personalità di spicco come Ugo Cerletti inventore dell'elettroscok, Bertacchi che fu poeta e amico intimo di Garibaldi e Pestalozzi che fu segretario personale di Mazzini. In valtellina chi possono vantare? Al massimo Tremonti anche se dubito che essere compaesani dell'attuale ministro dell'economia possa essere un vanto. Nell'alta valtellina ci sono addirittura popolazioni autoctone che vivono parlano esclusivamente lingue neolitiche e che non conoscono ancora l'uso del fuoco e della ruota. Da noi vengono inoltre svariate comitive di pellegrini ad ammirare luoghi di culto come Galivaggio (luogo dove è apparsa, secondo tradizione, la madonna), San Fedelino ( dove è stato ucciso San Fedele) e per metallari e seguaci di Satana Pojatengo (luogo dove è stata uccisa suor Maria Laura).La valchiavenna possiede anche piste da sci molto più belle ed economiche di Bormio ( come ad esempio Madesimo e Campodolcino) Noi poi ce l'abbiamo decisamente più lungo e duro e le ragazze sono decisamente più gnocche ( oltre a conoscere l'uso della ceretta). Insomma se non vi ho ancora convinto che la valchiavenna è meglio della valtellina non so più cosa dirvi a parte che da noi non è usanza avere rapporti intimi con capre e pecore mentre purtroppo tale usanza è normale e anzi incoraggiata in valtellina. Come se non bastasse ci tengo ad aggiungere che Bormio Cofù e D'Artagnan sono valtellinesi e questo dovrebbe bastare, da solo, a considerare la metà cattiva della provincia un posto rozzo, brodego, malsano e pieno di rembambi. Concludendo viva CIAVENA. Ano mqm

6

Vdc ci propone un antica battaglia tra valli della Provincia di Sondrio di cui a noi interessa poco. A noi interessa: dov’è meglio farlo, il White Plinio???

Valtellina

Perché la White Plinio deve svolgersi in Valtellina…? Beh mi pare una domanda molto retorica, però proverò a darle comunque una risposta che sia comprensibile anche a quei cerebrolesi della Valchiavenna (poverini, vanno aiutati…). Per prima cosa la Valtellina è divertimento puro: grazie alle magnifiche piste da sci di Bormio che ogni anno ospitano i Campionati del Mondo di Sci e i Mondiali ogni circa vent’anni. Questo vuol dire un’occasione imperdibile per i più appassionati dello sport e (soprattutto) della figa perché in quell’angolo di paradiso i pezzi di gnocca sono attirate dagli atleti e questi non scarseggiano mai… Proprio in occasione della White Plinio dovrebbero incrociarsi due flussi migratori opposti di bellezze estere: le inglesi (che hanno accompagnato i Campionati Inglesi Di Sci) in procinto di andarsene, e le fredde (ma molto disponibili) russe che come ogni anno chiudono la stagione sciistica… quindi Fraccarotti allenatevi ad usare al meglio la lingua (non certo per parlare russo…).E per chi pensa che la Valtellina sia solo gare e Bormiadi, si ricrederà entrando in qualsiasi pub discoteca o bar che sia dove si potrà sbronzare fino alla nausea e fare vero degenero come solo i veri valtellinesi doc sanno fare (per ulteriori informazioni vi rimando alla consultazione di due affermati esperti: Kufù e D'Artagnan). Per gli animi più quieti invece la Valtellina offre prelibatezze che solo i veri estimatori sanno apprezzare (sono quindi esclusi Broggio e la sua razza che notoriamente hanno delle sacche scrotali al posto delle papille gustative): sono i famosi Pizzocheri di Teglio, copiati e sfruttati dalle vicine valli insignificanti, oppure gli afrodisiaci sciatt e l’enrgetico violino di capriolo

Qui sopra alcune immagini delle valli citate. La prima è Valchiavenna, la seconda Valtellina e la terza non lo sappiamo, ma se qualcuno lo scopre ce lo faccia sapere, grazie.

(che Kufù solleva suonare tra una canna e l’altra come ha confidato al rettore…). Infine voglio ricordare le strabilianti Terme bormine, ideali per una vacanza all’insegna del relax e lussuriose per incontrare pisellabili e angeliche visioni tra i fumi delle saune… Penso che con tutto ciò non resta solo che predere in mano la valigia e partire per ritrovarsi in un luogo che fa impallidire anche la Valle incantata di Piedino, dove l’acqua PURISSIMA sgorga dalle ALTISSIME cime dei monti e raccolta dalla LEVISSIMA che prese spunto per il suo celebre motto da un antico proverbio riguardante un’evidente dote fisica di ogni valtellinese che pressappoco diceva: “…

longissimus, crassissimus, formosissimum…”. Potrei concludere dicendo “W la Valtellina!” ma sarebbe solo un’autoesaltazione da Chiavennaschi miseri e puzzoni. Bormio mqm


Politica

Intercettazioni: al voto l’accordo PDL-LEGA che ne riduce drasticamente l’utilizzo La sicurezza delle apparenze e la legge salvaintercettati. Dopo mesi di annunci sull’intenzione di rivedere i reati per i quali concedere l’uso delle intercettazioni, il governo cambia rotta e decidere di bloccare questo pericoloso strumento intervenendo prevalentemente sulla durata e sui presupposti necessari per le autorizzazioni. Per reati superiori a 5 anni: 1. Imporre un tetto di 45 giorni con possibilità di proroga di altri 15 giorni . 2. Violazione segreto: sanzioni per i magistrati. 3. Responsabilità per gli editori. 4. Per autorizzare l’utilizzo non sono più necessari solo indizi di sospetto, ma debbono sussistere gravi indizi di colpevolezza. 5. Fare valere la disciplina delle intercettazioni anche per la video sorveglianza delle strade delle piazza. 6. Limitazione anche delle intercettazioni ambientali.

zioni inutilizzabili nei processi anche se di enorme rilevanza pubblica. Mentre oggi vi sono multe modeste che permettono di far uscire notizie di eccezionale importanza contemplando un costo che ne limita ogni abuso. 4. Stabilire i presupposti per le intercettazioni: l’ipotesi di concederle solo sulla base di gravi indizi di colpevolezza è pericolosissima (perché questi sono i presupposti per emettere mandati di cattura, per condannare, mentre di solito vengono intercettati sospettati proprio per ottenere gravi indizi di c o l p e v o le z z a ) . Oggi bastano solo indizi di reato e un solo giudice, in futuro ci vorranno tre giudici inermi che non possono far verificare indizi ma intercettare solo casi quasi risolti. 5. Fare valere la disciplina delle intercettazioni anche per la video sorveglianza delle strade e delle piazza: questo comporta il dover chiedere ad un collegio di tre giudici l’utilizzo delle registrazioni che potrà essere concesso solo in caso delle presenza di prove diverse da quelle contenute nella registrazione. Un doppio paradosso: da una parte si preclude a tre giudici di potersi occupare del caso già esaminato (perchè secondo la legge attuale non potranno più occuparsi di casi per cui hanno autorizzato le intercettazioni) e dall’altro non si permette l’uso di eventuali prove solo perché non supportate da altre prove. 6. Le intercettazioni ambientali (con minicamere e microspie): non potranno essere autorizzati a patto che non si riesca a provare che in quel determinato ambiente si stia

commettendo un reato. Questo azzera la possibilità di ascoltare, nelle stazioni di polizia, le conversazioni private tra gli indagati durante i fermi, allo stesso modo non possono essere autorizzate intercettazioni ambientali sulla base di indizi provenienti da tabulati telefonici. Una norma urgente o un pretesto per salvarsi dall’ennesima inchiesta? Dal governo il provvedimento viene giustificato dall’enorme incremento del numero degli intercettati negli ultimi anni. Ma rispetto a cosa? Vediamo quanti sono i delinquenti (dopo l’indulto in un anno sono entrati in carcere altre 13.000 persone) e solo rispetto a quei numeri si può dire se se gli intercettati sono assai o pochi; non regge nemmeno il tanto sbandierato confronto con altri paesi europei, che, fortuna loro, non vivono con tre associazioni criminali tra le più potenti al mondo, affiancate da cosche di stranieri, non hanno i nostri elevati livelli di corruzione, evasione fiscale, ecc, ecc,

IL DUBBIO: Preso atto dell’obbiettivo delle legge –limitare al massimo l’uso delle intercettazioni- l’unica cosa che rimane da capire è il motivo di tutta questa premura. Infatti spero nessuno giustifichi l’urgenza di questa norma mentre centinaia di migliaia di famiglie rimangono senza reddito. Le ipotesi più accreditate sono tre: Il Capo teme qualche intercettazione tanto scomoda da poter svegliare qualcuno degli ingenui sostenitori e fa come diceva il gran1. Durata: il limite che prima coincideva con de Rino Gaetano “disposti a mandare tutquello della durata delle indagini adesso si to a puttane pur di salvare la dignità riduce a 45 giorni, poi si può procedere alla mondana” proroga solo se, nell’ambito delle indagini, Deve approfittare della convergenza del PD, vengono trovati altri elementi con mezzi a rischio d’estinzione dopo gli scandali di diversi delle intercettazione, in modo che questi mesi e terrorizzato da possibili nuovi non potrà essere usata una notizia di reato arresti. Ne è la prova il silenzio di Veltroni se non viene confermata da elementi estradi questi giorni, nonostante la gravità della nei a quelli rinvenuti attraverso l’uso delle situazione. intercettazioni. Questo è incompatibile per Visto che B. reati ad effetto permanente Procuratore nazionale antimafia Pietro Grasso: non è Obama come le scalate illegali per le “la lotta alla mafia la fate in un altro modo, non con queste regole” che rifiuta i quali è stato necessario inter“I termini non vanno spostati ad un periodo inferiore a quello previsto per le soldi dalle cettare per anni. Nessun distinindagini” multinazionali, zione per i latitanti e Matteo “le autorizzazioni vanno rilasciate anche con indizi di reato e non solo sulla deve fare i Messina Denaro naturalmente base di indizi di colpevolezza” porci comodi ringrazia. “i costi vanno drasticamente ridotti affidando ad un ente pubblico tale incari- delle aziende 2. Sanzioni per i magistrati: dopo co e non affidando a privati un servizio strategico da cui scaturiscono tariffe salate so- che l’hanno aver salvato le talpe della pro- prattutto per noleggio di attrezzature che potrebbero essere comprate” sostenuto, cura di Matera e Catanzaro, e prima tra tutte dopo aver giustiziato gli asseta- Antonio Di Pietro leader Italia dei valori: la più grande ti di giustizia, questo dovrebbe “sicurezza vuol dire lavorare ed operare affinché non si commettano reati, scoraggiando a z i e n d a essere un deterrente per quei i delinquenti con la certezza della pena, minore durata dei processi, controllo del territo- d’Italia che si giudici che eventualmente rac- rio attraverso nuovi mezzi alla polizia” sospetta abbia conteranno qualcosa, per cui “I costi delle intercettazioni sono un investimento se consideriamo i capitali che hanno finanziato la prove sono rese inutilizzabili da permesso di sequestrare” sua carriera questa legge. “il provvedimento su cui c’è l’accordo vieta ai giudici di poter utilizzare i filanche in pre3. Multe molto salate per gli edito- mati delle telecamere di sorveglianza che contengono prove, se non si può cedenza. ri: dovranno controllare che non dimostrare che in quelle registrazioni si riscontri un reato, un paradosso!” vengano pubblicate intercetta- “Questi provvedimenti sono la conferma che sulla sicurezza, il governo, oltre alle chiacchiere fa solo sfaceli”.

7


BBilanista

Il Buono, il Brutto e lo Sceicco Alla fine la più travagliata vicenda del mercato di gennaio che si sia mai vista si è conclusa con un colpo di teatro, previsto o no, di sicuro degno del miglior regista di film gialli filo drammatici e se vogliamo anche po’ romantico. Perché alla fine Kakà è rimasto dove gli compete. Al Milan, al club più titolato al mondo. Per la mia immensa gioia…GODO TANTO!!!! Tralasciando per un attimo l’aspetto puramente economico il Milan non poteva privarsi del suo simbolo… non poteva fare come 2 anni fa quando lascio andare un Schevcenko, per altro voglioso di lasciar Milano per i soldi, insieme a quella vacca della moglie che voleva far imparare l’inglese al figlio. L’ucraino si rovinò calcisticamente lasciando il Milan, e ora ne sta pagando le conseguenze, è tornato come un figlio al prodigo a casa, ma sulla sua strada ha trovato il suo erede, Pato, con 12 anni in meno e, ovviamente gli ha chiuso gli spazi, e le speranze di un posto da titolare. Kakà penso che nel prendere questa difficile decisione abbia valutato anche questo importante aspetto. È nel fiore dell’età, valeva la pena andar a prender 16/19 milioni di euro per finire poi nell’anonimato? No, decisamente no. E i tifosi i compagni e tanta altra gente che ne capisce di calcio gliel’ha fatto capire. Più o meno tutti hanno espresso la loro su questo argomento, dai giornalisti vari, alla scala del Calcio: Lippi, Albertini, Riva, Juin. E il consiglio era uno “Rimani dove sei!!” Non dar retta al papà che lo voleva spedire al city è stata la scelta corretta. Il papà che reputo la figura del “Brutto”, non ovviamente

sul lato estetico, ma per come la sua figura stava diventando brutta agli occhi di tutti i tifosi e giornalisti. In quanto procuratore del figlio, lo spingeva verso i soldi, ignorando l’aspetto umano di Kakà. Già in passato aveva spinto la dirigenza rossonera ad aumentare lo stipendio del figlio dopo le offerte di Chelsea e Real Madrid, e ora ci ha riprovato. Ma si sa che non si può tirar troppo la corda, e stavolta il Milan ha dato picche. O resta qui con lo stipendio attuale, o và! Niente di più chiaro e giusto, chi pagherebbe più di 9 milioni di euro un giocatore dopo 4 ritocchi di contratto in 5/6 anni? Nessuno, o forse Moratti. In questo mondo del calcio pieno di mercenari fa piacere vedere qualche volta giocatori capaci di far scelte lontane dai soldi, per onorare la maglia e i tifosi (Buffon, del Piero, e ora Kakà). Si è parlato di scelte fatte col cuore, obbiettivamente era impossibile non ascoltare la fiumana di gente che si opposta al suo trasferimento, era impossibile ignorare tutto quell’amore che la gente manifestava. Non si poteva dar un calcio a chi l’ ha cresciuto, a chi l’ ha fatto diventare qualcuno, a una società che ha pure acquistato suo fratello(pur sapendo che è un brocco maledetto), a chi gli ha fatto vincere tutto( ovviamente gran parte del merito è sua), non si può. E questo Kakà, l’ha capito ed è riuscito a farlo capire anche al padre. Lo sceicco; beh una figura nuova, strana, i-

gnorante di calcio, ma estremamente e schifosamente ricca. Uno che aveva la presunzione dopo aver acquistato una squadretta (che tra l’altro è in coppa uefa, e spero non ci batta), di venire in Italia e comprare uno dei simboli del nostro calcio, del Milan, toglierci una delle più importanti figurine dei nostri album. Come inizio di una collezione di campioni che vorrebbe approdino alla sua corte. Da lui potrà andarci Robinho, un buon giocatore, ma non di sicuro una bandiera. Non possono bastar i soldi per far la storia del calcio. Servono anche umiltà, serietà costanza e sicuramente niente presunzione. In Italia abbiamo squadre che con neanche un millesimo del capitale dello sceicco stanno disputando campionati migliori, vedi Genoa, Lazio..ecc. Non si può pensar dal giorno al domani di costruir uno squadrone. E poi magari abbandonarlo, quando il “giocattolo” non piace più come vuol fare Abramovic. E infine veniamo al “Buono”: che non poteva essere altro che lui, Silvio, che da grande tifoso di calcio e del Milan, ha rinunciato alla mega offertona dello sceicco lasciando la decisione al giocatore che alla fine gli ha dato ragione. Non l’ha spinto ad andarsene, e con immenso piacere si è prodigato di dar per primo la notizia della permanenza di Kakà, al buon Biscardi, che cosi dopo 29 anni di trasmissione ha fatto l’ennesimo SCUPPONE!! Perciò alla fine Grazie Silvio e Grazie Kakà…e fanc..o allo sceicco. Gotta

Monto: (Ha appena cominciato a piovere a dirotto. Passando davanti alla portineria) "Ciao Emilio. Tempo di merda, eh?" Emilio: (Sdraiato con le braccia incrociate. Alza le sopracciglia.) "Come il culo!" Monto: (Interdetto.) "In che senso?" Emilio: "Il culo fa quello che vuole, come il tempo." Monto: "Be' dipende." Emilio: "Un cazzo! Se devi cagare, non c'è verso. E così è il tempo. Al temp el cu al fa quel cal vo lu. Lo diceva sempre mio nonno."

8


CARTA CANTA Di nuovo salve a tutti, attenti lettori e graziose lettrici, e benvenuti nel 2009. Dopo una pausa più lunga del previsto dovuta alle vacanze invernali (con tanto di neve-non quella neve, Cipolla…) la rubrica letteraria che vanta innumerevoli tentativi (falliti) di imitazione ritorna sul giornalino più amato e più colto di Pavia. Dato che le nostre affezionate lettrici e distinti lettori sono probabilmente stanchi per la preparazione alla durissima tornata di esami di gennaio e febbraio (in bocca al lupo a tutti, tranne che ai cairolotti) l’autore ha deciso di dedicare l’articolo a un libro poco pesante e decisamente allegro (più Nadal che Majin-bu, insomma): Candy Girl - Memorie di una ragazzaccia perbene.

Rubriche

a cura di Andrea Goran Marcobelli

Nonostante il titolo sia abbastanza indicativo del contenuto (non si tratta di un libro da fare leggere alle signorine pensanti-o forse sì, almeno imparano qualcosa) Candy Girl, scritto da un’ex -spogliarellista nota per essere la sceneggiatrice di Juno (film premio Oscar) non è solo una descrizione molto particolareggiata e divertente della vita di una spogliarellista poco più che ventenne (anche se comunque questo non guasta). E’ un libro scritto decisamente bene, con un’ottima gestione dei dialoghi e dei monologhi (vabbè, ok, non sono stati proprio la primissima cosa

La soluzione di questa special edition verrà pubblicata nel prossimo numero di VdC. Chi indovina non vincerà assolutamente nulla.

che ho notato…) e che si differenzia da altre pubblicazioni dello stesso genere (vedi i Cento colpi di spazzola nostrani) per il senso dell’umorismo che pervade molte descrizioni e situazioni. Un libro consigliato a chiunque voglia divertirsi e rilassarsi, oltre a godere di una visione particolare sull’industria del sesso negli Stati Uniti (non quella dei filmati di Eleno, insomma…). Sconsigliato ai moralisti, ai ciellini e ai cairolotti (che comunque di sessualità femminile non capiscono granché).

Addio a M i n o Reitano D o p o R i n o Gaetano, è venuta l ' o r a anche per Mino Reitano. Il "ragazzo" di Calabria che sfondò negli anni '60, partner dei Beatles in Germania, autore di canzoni per la Ornella e padrino di battesimo di Longobuco.

BITTER LA SCALA a cura di Montolivo Harvey Milk è stato il primo omosessuale dichiarato ad avere accesso ad una importante carica pubblica in America: Gus Van Sant, il regista di “Belli e dannati”, ha raccontato l'ascesa e la distruzione di un uomo il cui coraggio ha cambiato la vita di molte persone. Il film, articolato in un impianto classico, in una sovrapposizione di fiction meticolosamente ricostruita e documentario, ce lo rappresenta in ogni sfaccettatura di vita: attivista del movimento dei diritti degli omosessuali, amico, amante, unificatore, politico, combattente, icona, ispiratore, eroe. Nel 1977, Harvey Milk viene eletto consigliere comunale a San Fran-

cisco: intorno a questa vicenda non solo vittoria per i diritti dei gay, ma che ha aperto la strada a coalizioni trasversali nello schieramento politico - si svolge la narrazione fuori campo di Milk, esposto ad assassinio politico, che registra su nastro la propria esperienza. Stupisce l'eccellente interpretazione di Sean Penn, già nominata all'Oscar e probabilmente meritevole di riceverlo, che si immedesima nella psicologia affatto semplice di un delicato personaggio storico, rendendolo verosimile ed empatico, al punto che Alberto Crespi dell'Unità lo definisce “unico fatto artistico” dell'opera. Tra i migliori registi in attivi-

tà oggi, Gus Van Sant alterna film decisamente indipendenti con produzioni mainstream, più tradizionali e interpretate da star (vd. “Scoprendo Forrester”), comunque mai banali. Da questo punto di vista, “Milk” - forte di uno Sean Penn sempre più bravo, coraggioso e maturo, come attore e come persona - appartiene senz'altro a questa seconda categoria; ma spartisce col precedente “Paranoid Park”, oscura fotografia del mondo degli adolescenti, apparentemente distante, il racconto e la difesa di una categoria debole. Si intravede insomma, da parte di Van Sant, una grande dedizione a raccontare realtà della vita e della storia poco sfruttate dal cinema, forse perché scabrose, e una grande abilità nel farlo.

9


Rubriche

L’ANTRO DEL VIDEOGIOCO a cura di Alex

Per le vacanze di Natale oramai è Game Over, mentre la via del New Game si apre sul nono anno del nuovo secolo. Quello dell'Antro, invece, è solo un gigantesco Continue. Ma bello grosso veramente, carico di tanti, ma tanti - e tanto belli pure - gioconi da presentarvi nelle prossime settimane, pronti a coprire un periodo fino a questa primavera (fortuna per il proprio portafogli) affatto segnato da uscite rimarcabili (che fondamentalmente è pure una cazzata, fintanto che "robetta" del calibro di Street Fighter IV e Bionic Commando non leverà il post-it della propria imminente distribuzione dal mio cervello, ancora dopato da troppe partite a Rock Band 2). Poi arriverà Lui: Resident Evil 5, e la storia sarà proprio un'altra! Ma niente anticipazioni e proiezioni mentali nell'immediato futuro: qua c'è da rimboccarsi le maniche e partire con il fuoco pesante, vere cannonate. E' d'obbligo rendere omaggio a stramaledettissime opere d'arte rese disponibili durante questo densissimo inverno. Sia chiaro: niente voti che andranno più in basso dell'8.5! Nossignori. Pesi massimi, come dicevo prima, e proprio non mi sarebbe possibile coprirne volume, potenza e massa muscolare. Ancora una volta, roba grossa. E per quanto abbia solo l'imbarazzo della scelta di cosa trattare durante questo nostro appuntamento, penso che Fallout 3 potrebbe risultare la decisione più rappresentativa. Profondo senza eguali, coinvolgente come pochissimi titoli nella storia del videogioco, e costruito con tanta superba sapienza quasi da commuovere. Trovarne un difetto è un'impresa che la quasi totalità dei recensori del globo ancora non è riuscita a superare. Io nemmeno ci provo. Voi, voleste tentare l'impossibile, siete liberi di farlo. Ma badate che le divinità protettrici della sacra pratica videoludica non perdonerebbero certo facilmente! FALLOUT 3 "Siamo alla fine del ventesimo secolo. Il mondo intero è sconvolto dalle esplosioni atomiche. Sulla faccia della terra gli oceani erano scomparsi, e le pianure avevano l'aspetto di desolati deserti. Tuttavia, la razza umana era sopravvissuta." L'incipit di Ken il Guerriero calza una meraviglia come panoramica del gioco Bathesda (i fautori dell'ottimo Elder Scrolls: Oblivion, tanto per intenderci). Magari una descrizione troppo riduttiva e striminzita, ma efficace. Voi siete un abitante del Vault 101, una sorta di avanzatissimo rifugio anti-atomico costruito per mettere in salvo la popolazione civile dai bombardamenti nucleari che finiscono per coinvolgere l'intero globo. Una società autarchica quasi scissa dal mondo "esterno", ferma a rimanere tale e tenere i propri cittadini dentro le sue spesse mura metalliche. Per alcuni una prigione vera e propria. E' qui infatti che viene rotto il perfetto equilibrio a cui il Vault aspira, quando cioè vostro padre evade dal medesimo lasciando precipitare nel caos l'intera fragile struttura sociale del tecnologizzatissimo costrutto. Voi, seguendone le orme, uscirete alla luce del sole per la prima volta dopo 20 anni della vostra vita, per scoprire che cosa abbia mosso la drastica decisione del genitore. Il vero colpo di genio (lo si descriva senza indugia-

10

re troppo in particolari rivelatori) sta nella grandiosità della spinta immedesimatrice proposta dal titolo. La vostra avventura (proprio in tutti i sensi) avrà infatti inizio fin dall'atto del vostro concepimento, quando cioè uscirete dal ventre di vostra madre emettendo i primi versolini nello spazio protetto e sicuro del Vault. Lì sarete chiamati, come in un buon gioco di ruolo che si rispetti, a configurare i parametri basilari, nonchè le proprie personali fattezze (relative alla futura età adulta, attraverso un sofisticato macchinario che rende possibile prevedere l'invecchiamento del corpo e i suoi relativi risultati estetici). I minuti che seguono, attraverso un toccante susseguirsi di accelerati salti temporali di età in età, vedranno voi crescere poco a poco e interagire in maniera graduale con un mondo di gioco che già si preannuncia immenso e profondo. Sarà solo fuori dal vostro asettico luogo natale che avrete modo di ricredervi, e fermarvi a fissare con bava alla bocca il primo scorcio di un universo ben più grande delle vostre stesse aspettative. Proprio a quel punto potrà cominciare il VOSTRO gioco. Già, VOSTRO. Non sarete infatti tenuti a seguire per forza il padre fuggitivo. Non sarete chiamati tanto meno a imboccare un qualche percorso precostruito o già impostato dagli abili programmatori. Sarete semplicemente liberi. Un concetto questo di libertà in grado di valicare ogni confine finora tracciato nel mondo videoludico, a prova di Oblivion, GTA, e qualunque altra esperienza volgarmente etichettabile come free-roamer. La sensazione maturabile nelle terre post-apocalittiche di Fallout 3 non riesce avere eguali quanto a totale responsabilità e autonomia lasciate nelle mani del giocatore. La guerra atomica è terminata da poco, e quel che rimane è solo una gigantesca distesa di terra arida e fumante, rovine urbane, insediamenti di fortuna. Manco a dirlo, la maggior parte degli uomini è stata polverizzata dal recente conflitto planetario. Dei sopravvissuti poi solo pochi sono riusciti a mantenere il proprio naturale aspetto originario. Le radiazioni hanno trasformato parte della popolazione in Ghoul, esseri simili a zombi, straziati corporalmente (e molti anche mentalmente, perdendo il senno e la conseguente umanità) dalla forza nucleare. Un'altra parte ha invece subito effetti radioattivi differenti, generando orde di giganteschi mostri nerboruti e incazzati dalla pelle giallastra: i cosiddetti Supermutanti. Per la razza umana (inclusi voi), insomma, non è abbastanza resistere alla carenza di viveri e liquidi non contaminati, ma anche riuscire a combattere la minaccia delle creature mutate più svariate (nessun anello della catena alimentare escluso, dato che anche solo innocue mosche hanno assunto l'aspetto di mortali piccoli mostri volanti). Ciò che ne consegue è pura sopravvivenza. Già, sopravvivere all'inferno in cui ci si ritrova. Imparare a sparare con le armi raccolte, curare le ferite e menomazioni inferte, scassinare e debellare sistemi di sicurezza e trappole. E tutto usando le innumerevoli risorse fornite dal gioco.

La visuale è la stessa di Oblivion: una prima persona, switchabile opzionalmente con una terza (di gran lunga meglio fatta che nel precedente lavoro della casa!). Sale della lotta alla sopravvivenza sono le decine di armi procurabili in gioco - quindi utilizzabili come se ci si trovasse in un comune FPS - bianche o da fuoco esse siano, e la caterva di parametri e abilità acquisibili e potenziabili nel corso della vostra storia. Perchè con i punti esperienza raggranellati si sale di livello, e salendo di livello si ottengono crediti da investire in accrescimenti statistici e intere specialità compatibili con il vostro profilo creato (tutti dati visualizzati in-game sul vitale Pip Boy, futuristico computer portatile allacciato al braccio). Un'aggiunta poi fondamentale che dona al tutto un gusto squisitamente particolare è il sistema S.P.A.V. Con i punti azione a disposizione (una barra che, svuotata, si ricarica nel tempo) è possibile fermare l'azione e mirare a precise parti del corpo avversario, ognuna segnata da altrettanto precise caratteristiche proprie, con l'opportunità di poter privare l'obiettivo di arti o della sua stessa testa, in meravigliose scene al ralenti succulentemente condite da tanto sangue e brandelli d'organi interni in volo! Meraviglioso! L'interazione regna sovrana. Potrete parlare con ogni singolo essere umano incontrato, raccogliere praticamente ogni oggetto in cui si incappa (si avrà ad ogni modo un limite di carico da rispettare), e svolgere una moltitudine spaventosa di sotto-missioni e missioni-libere, sempre scegliendo il proprio allineamento morale e ogni sfaccettatura relazionale possibile. Diretta conseguenza di tutto ciò? Avere la piena sensazione di vivere in un universo credibile e vero, popolato da individui con la propria precisa personalità e bagaglio d'esperienze. Vi sembrerà veramente d'essere entrati nel mondo digitale davanti ai vostri occhi, e quindi comportarvi come voi stessi nelle medesime condizioni fareste, rivelando poco a poco senza nemmeno accorgervene un tassello dopo l'altro dell'immensa struttura edificata, lasciando emergere particolari incredibili e sempre nuovi e sorprendenti, di una riserva inesauribile di idee e incentivi. Mio malgrado (troppe ancora le cose da dire), a questo punto devo tagliare bruscamente, solo accennando in conclusione allo strepitoso compartimento grafico, sonoro e musicale, e rimarcando un'altra volta ancora la profondità e completezza del lavoro, impressionante veramente da ogni punto di vista lo si guardi. Signori, un nuovo imprescindibile classico da provare e ricordare per molto, molto tempo è ora sugli scaffali dei rivenditori specializzati. Ogni videogiocatore che si definisca tale dovrebbe provarlo, amarlo e rimanerne intrappolato. Punto. VOTO: 10 NOTA: Fallout 3 è uscito per Xbox 360, Pc e Play

Station 3. Se consigliato è il suo acquisto per le prime due piattaforme (a patto, nella seconda ipotesi, disponiate di un computer mooooolto potente per farlo girare come dio comanda), invece più traballante risulta essere quello per la macchina Sony, su cui viene riprodotto con un numero molto superiore di bug e difetti tecnici. Siete avvertiti.


MASTER IN SESSUOLOGIA a cura di Marce Ed ecco qui l’ultima puntata della grande saga del Master Sessuologico mandatoci dall? Eccezionale Marce. Se avete avuto la furbizia di seguirla tutta prendendo i fondamentali appunti, sicuramente la vostra vita conigliesca prenderà un’impennata senza precedenti. E la prima, ovviamente, sarà dedicata al Sessuologo. LA LEVA FINANZIARIA Talvolta capita di rendersi conto che il progetto su cui si sta lavorando non viene portato a casa, cioè la figa fa la difficile, se la tira più del previsto ma soprattutto più del dovuto e probabilmente la prossima volta che la chiamerai non vorrà uscire, tirando fuori una delle sue scuse dal magazzino. In questi casi è opportuno vincolare la figa, ossia obbligarla ad uscire ancora una volta con te, in modo da avere un’ulteriore chance, che verrà vissuta con un approccio del tipo “O-LA-VA-O-LASPACCA”. Il metodo più sicuro per far sentire una poveretta in obbligo ad uscire con te è la Leva Finanziaria che consiste nel far pagare a lei qualsiasi cosa si stia facendo o si abbia intenzione di fare. Qualche semplice esempio: farsi pagare il cinema mostrando che hai solo una banconota da 200 €; farsi pagare la pizza dicendo che hai lasciato il portafoglio in macchina tanto sai che poi in macchina non le darai i soldi perchè la tiritera patetica del “tieni / no dai me li darai / no guarda tieni / lascia ho detto lascia“ verrà abilmente conclusa al punto che tocca a te dire “tieni” e invece dirai “ok, la prossima volta offro io”. In questa maniera la poveretta, che già è orgogliosa al punto da tirarsela, si trova in una situazione di credito e vorrà certamente uscire nuovamente per pareggiare i conti. La volta successiva che si esce, sapendo ormai che è una brutta suora che se la tira, la serata dovrà essere pianificata in modo da trovarsi nella condizioni di provarci prima di spendere danari di tasca propria (es: passeggiata serale sul lago), trattandosi oggettivamente di investimenti ad alto rischio di non redditività. Questo strumento ge-

stionale, se sapientemente utilizzato, è di notevole interesse in quanto duce la situazione a proprio vantaggio in ogni caso: se lei ci sta, avete ottenuto ciò a cui ambivate; se lei non ci sta, ci avete guadagnato il cinema o la pizza della volta precedente. NOTA 1: Qualora vi risulti eticamente difficile il non tirar fuori il portafoglio di fronte ad una cassa, la Leva Finanziaria può essere attuata anche con oggetti di natura non monetaria ma affettiva, ad esempio: una cassetta difficile da reperire che lei ha e glie la chiedi a prestito per poterla duplicare (anche se in realtà non te ne frega niente); un suo libro (meglio se di quelli sottolineati) a cui fai finta di essere interessato, ecc. Funziona anche con cose molto più banali tipo un ombrello che tu non hai mai. Per recuperare l’oggetto la poveretta è costretta ad accettare un tuo nuovo invito. NOTA 2: Attenzione a non commettere il grave errore di trovarsi nella situazione di figa-che-se-la-tira e invece di attuare la potente Leva Finanziaria si utilizza un altro strumento gestionale quale l’Indebitamento Produttivo, che si è ormai rivelato altamente obsoleto e inefficace. L’Indebitamento Produttivo trovava larga applicazione soprattutto negli anni 60 e, nella nostra epoca, trova una qualche applicazione efficace solo tra i diciannovenni che ci provano con le fighette sedicenni. L’Indebitamento Produttivo è in pratica l’opposto della Leva Finanziaria e consiste nel fatto di elevare il tasso della propria spesa qualora si rilevi che la figa non molli la pagnotta, ad esempio offrendole la cena in un

Rubriche

ristorantino molto carino ma molto costoso; invitandola a trascorrere una giornata a Venezia, imprestandogli il proprio cellulare per telefonare alle sue amiche, eccetera. Il ragionamento erroneo che si conduce è del

tipo: io le faccio vedere quanto generoso sono e poi lei fa la generosa e mi dona il suo Amore. Questo ragionamento poteva funzionare solo negli anni 60 o appunto tra tardo adolescenziali neopatentati. Oggigiorno infatti per quanto ci si dimostri generosi e capaci di spesa, la figa in questione è già stata sicuramente oggetto di generosità ben superiori delle vostre, da parte di qualche altro povero imbecille prima di voi, e pertanto se ha deciso di non mollarvela non sarà certo il conto del ristorante a farle cambiare idea.

PERLE D’OSTREGA a cura di Ostrega “Vestirsi è un’azione agricola come il mangiare”, sostiene Carlo Petrini, sociologo italiano già fondatore di Slow Food, associazione che promuove il mangiar bene a tavola.“Non dobbiamo più vestirci con i derivati del petrolio bensì fare in modo che le fibre naturali non viaggino in giro per il mondo ma servano innanzitutto a vestire la popolazione locale e

non solamente i ricchi”. Il 2009 è stato proclamato dalle Nazioni Unite “Anno internazionale delle fibre naturali”. Questa iniziativa, lanciata dall’agenzia delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO), mira a far conosce le fibre naturali, a promuoverne la loro efficacia e sostenibilità ed a stabilire un reale partenariato internazionale tra le diverse industrie del settore. Le fibre naturali rappresentano appena il 40 % del consumo tessile mondiale nel 2004 contro circa il 42% di quattro anni prima.Il progetto “Fibre naturali”, vuole estendere la sua filosofia al settore tessile creando una nuova “rete” capace di promuovere un approccio diverso riguardo alla qualità

nelle industrie del tessile e dell’abbigliamento. Petrini con la sua associazione, ha appoggiato il progetto della FAO, che mira a far diventare attori principali di una nuova industria della moda sostenibile i produttori di fibre naturali. Secondo Petrini, 'attuale mercato del tessile non rispetta i territori e a suo giudizio prima poi finirà a terra come la finanza. Affermazioni che forse a prima vista possono apparire un tantino esagerate, ma che forse andrebbero meditate con un attimino più di attenzione. Non erano esagerate ugualmente le previsioni che preannunciavano l'arrivo di una imminente crisi finanaziaria???

11


Rubriche

SPORTIVAMENTE

L’alimentazione dello sportivo. Gentili lettori, innanzitutto in occasione della prima uscita del nuovo anno della mia rubrica, auguro a tutti un buon anno sportivo. In questo numero vi parlerò dell’importanza dell’acqua nella nostra alimentazione. Vi siete mai chiesti per quale motivo si beve? Sapete che c’è una differenza tra il dissetarsi ed il bere? Avete mai bevuto prima, durante o subito dopo un allenamento? Quando e quanto è giusto soddisfare il bisogno di acqua? Il nostro corpo è composto per il 75% da acqua, distribuita per la maggior parte nei muscoli e negli organi interni; il tessuto adiposo ne contiene solo il 10%. L’organismo dell’essere umano perde acqua continuamente: 1300 ml/die con le urine; 150 ml/die con le

Voci di Corridoio

Megadirettore galattico Simone Pellegrin Direttore responsabile Giovanni Mason Vice Direttori Onorari Elia Ferrari Giovanni Ferrari

a cura di Italo Aurucci

ORARI ED INTERVALLI PER L’INGESTIONE DI LIQUIDI (per la competizione o per l’attività fisica) 2 ore prima dell’attività sportiva

450 – 550 ml di liquidi

subito prima

125 – 250 ml di liquidi

ad intervalli di 15- 20 min durante  lo sport

125 – max 500 ml di liquidi

subito dopo

250 – 300 ml di liquidi

alla fine dell’attività sportiva

reintegrare ogni kg di peso  corporeo perso con 1 litro di liquidi

feci; 600-1000 ml/die con la sudorazione e la respirazione. Tali valori raddoppiano se la temperatura esterna aumenta, arrivando a 31° C, oppure se la temperatura corporea aumenta di 2° C. E’ importante assumere acqua durante la giornata per fronteggiare la disidratazione. Un adulto che svolge un’attività fisica normale deve bere circa 1,5 - 2 litri di acqua durante il giorno. La disidratazione comporta diversi effetti; ne elenco un paio: se uno sportivo perde il 2% di acqua, ciò si riperquote sull’attività quotidiana e sulla prestazione fisica; se invece perde il 5% di acqua rischia crampi e la riduzione del 30% della performance. A quali indicatori bisogna fare capo per sapere quando bere? La sete, intesa come il bisogno di dissetarsi, non è un buon indicatore per soddisfare il fabbisogno di acqua. Un buon metodo, invece, sarebbe quello di pesarsi prima e dopo la competizione o l’allenamento e reintegrare le perdite idriche bevendo 1 litro di acqua ogni Kg di peso perso. Anche se questo è un ottimo metodo, in molti casi portare la bilancia ad ogni allenamento o ad ogni partita potrebbe risultare scomodo; quindi attraverso lo schema che

12

Altri consigli validi: bere bevande fresche e

non gassate, perchè lasciano lo stomaco più velocemente di quelle calde; sono sconsigliate le bevande che contengono zuccheri (glucosio, fruttosio e saccarosio) in concentrazioni superiori al 2,5% perché rallentano lo svuotamento gastrico; piuttosto possono essere usate bevande che contengono polimeri del glucosio come ad esempio le maltodestrine, che hanno osmolarità inferiori alle altre bevande zuccherate e sono utili perché mantengono livelli glicemici adeguati e prevengono la disidratazione; mangiare

molta frutta e verdura perché sono ricche di liquidi. Con il sudore si perde anche molto sodio (Na) che deve essere alimentato con l’alimentazione. Del sodio e di altri sali minerali ne parleremo nel prossimo numero di VdC. Buona alimentazione a tutti!

I PERCHÉ DEL SOMA Perché i maiali cercano i tartufi?

Vice Direttori Andrea Violetto Giorgio Montolivo

segue, descrivo alcuni suggerimenti utili inserendo i “periodi sensibili” e la quantità di acqua per ottenere un buon equilibrio idrico nel nostro corpo.

Quando Monto mi ha chiesto di fare l’articolo su questo argomento non pensavo ci fosse

molto da dire… “Avranno buon fiuto” ho pensato. Ma poi ha aggiunto: “Il Mezza lo sa!” Così sono andato ad informarmi scrupolosamente dal Dottor Mezzadra… L’uomo ha da sempre usato (anche oggi, seppur più raramente) la femmina del maiale per cercare i tartufi. E ha sempre funzionato. Ma perché? Dovete sapere che la sostanza chimica che dà il profumo ai tartufi è la stessa sostanza che viene generata nei testicoli del maiale e che funziona da feromone sessuale, favorisce cioè l’incontro del maiale e della scrofa a scopo riproduttivo. Per le scrofe il tartufo profuma quindi di sesso. E lo vanno a cercare. Se poi in realtà al posto di un po’ di sesso c’è solo un buon tartufo, la scrofa se lo magna senza farsi poi tante domande… Alla prossima!!!


Rubriche FINANZA € MERCATI RUBRICA A CURA DI EMANUELE DIANA La FIAT e l'Ifil-Exor La recente crisi ha riportato alla ribalta il settore dell’automotive come uno dei settori tainanti dell’economia. Al centro di mille dibattiti ci sono gli aiuti che lo stato dovrebbe “accordare” alle casa produttrici e quanto questi aiuti siamo “giusti”. Le case costruttrici, infatti, sono molto abili quando si tratta di fare soldi, anche con metodi non proprio ortodosso, come nel caso della stira che vede coinvolta la FIAT che vi racconterò oggi.Quando fu decisa dall'Ifil la strategia dell'"equity swap" che, tra l'aprile e il 20 settembre 2005, consentì alla finanziaria del gruppo di mantenere il controllo del 30,06 per cento della Fiat anche dopo l'esercizio da parte delle banche creditrici del "convertendo" da tre miliardi di euro? E quali furono, con esattezza, i tempi della decisione di trasformare consapevolmente un'azione di mera speculazione sui 90 milioni di azioni Fiat acquistate da Merril Lynch in un vero e proprio aumento della quota di Ifil nel Lingotto? E infine, come devono essere letti quei tempi e quella decisione rispetto alla sincerità (o alla possibile falsità) dei due comunicati dell'Ifil del 26 luglio 2005 e della Fiat del 24 agosto successivo nei quali, su richiesta della Consob, si negava di essere coinvolti nelle manovre per l'acquisto di azion i d e l L i n g o t t o ? Sono domande cruciali, in queste ore, per i magistrati della Procura di Torino (Marcello Maddalena, Bruno Tinti e Giancarlo Avenati Bassi) che deve decidere entro luglio sull'indagine nella quale sono indagati, per i reati legati alla violazione degli articoli 120 e 187 del Testo unico sulla Finanza (riguardano l'obbligo di comunicazione alla Consob sulle acquisizioni di partecipazioni rilevanti e la "manipolazione del mercato" da parte di chi approfitta di informazioni privilegiate), il presidente di Ifil, Gianluigi Gabetti, il civilista di fiducia degli Agnelli e della Fiat, Franzo Grande Stevens e l'attuale amministratore delegato di Ifi, Virgilio Marrone. Su questa vicenda, si è già pronunciata la Consob che, dopo aver escluso un obbligo di Opa per quell'operazione, il 13 febbraio scorso ha però ritenuto "non veritieri" i due comunicati e ha condannato l'Ifil a una multa complessiva di 16 milioni di euro, infliggendo la sospensione dalle cariche societarie a Gabetti (6 mesi), Grande Stevens (4 mesi) e Marrone (2 mesi). Una sanzione sospesa poi dalla Corte d'appello di Torino, il 4 aprile scorso, in attesa della decisione di merito. il 1° dicembre 2004 Marrone scrive a mano una nota "riservata" per Gabetti. L'amministratore avverte che se le banche eserci-

tassero il "convertendo" anche solo per due terzi (2 miliardi) "si avrebbe una diluizione della partecipazione Ifil al capitale ordinario Fiat dal 30,06 a circa il 24 per cento". E comunica anche che, "per mantenere la partecipazione al 30,01 l'accomandita dovrebbe acquistare, prima dell'aumento di capitale, 58.467.000 azioni Fiat" a un prezzo che, a seconda della quotazione (ipotizzata tra il 6 e gli 8,5 euro), varierebbe tra 351 e 497 milioni. Subito dopo Marrone ricorda che "la disponibilità dell'accomandita è pari a circa 510 milioni". Un'evidente ammissione di difficoltà. Da quel momento scatta la febbrile consultazione su come evitare il ridimensionamento di Ifil a settembre. Nel cassetto di Gabetti viene scoperta anche la sbobinatura di una telefonata del 23 aprile 2005. Chi parla è un noto avvocato torinese, Angelo Benessia, vicepresidente di Rcs e candidato del sindaco Sergio Chiamparino a succedere a Grande Stevens alla presidenza della Compagnia di San Paolo. Nel testo non è specificato chi risponde. Anche Benessia racconta una storia preoccupante e legge una lettera (già nota alla Consob) in cui Lehman Brothers avanza alle banche del "convertendo" la proposta di investitori privati italiani ed esteri, famiglie italiane con vocazione industriale e investitori istituzionali che si offrono di creare una nuova società che rilevi il convertendo e realizzi un patto di joint governance con l'Ifil che coinvolgerebbe circa il 50 per cento di Fiat senza obbligo di Opa. Da questo momento i tecnici di Ifil si sentono sotto attacco e il giorno dopo producono una "bozza" da "inviare a Sergio Marchionne e Gabetti". All'apparenza una lettera che dovrà essere firmata dall'ad della Fiat, nella quale si commenta la proposta di Lehman Brothers: "L'iniziativa è vaga, non rivela chi sarebbero i proponenti, presuppone un'intesa con l'attuale azionista di controllo che ne è assolutamente all'oscuro e che, tesa a violare le regole a tutela del mercato e in particolare di tutti gli azionisti, può servire a fruttuose attività speculative". Due giorni dopo, il 26 aprile, Ifil chiude con Merril Lynch Italia, attraverso la controllata di Vaduz "Exor", un contratto di "equity swap" per 90 milioni di azioni Fiat. Quel contratto aveva, all'epoca, solo scopi speculativi: "Esso fu originato dalla sorpresa causata dall'improvvisa caduta della quotazione del titolo... Solo a fine agosto prese corpo un vero progetto per reperire con urgenza la disponibilità del pacchetto di azioni necessarie". Ecco dunque, per la prima volta, comparire l'operazione di "equity swap" come strumento per acquistare

azioni Fiat e non, come sempre sostenuto da Ifil, per scommettere sulla loro rivalutazione. Addirittura, la nota tiene conto "del rateo di interesse da corrispondere a MLI (Merril Lynch Italia) per un periodo di 4-5 mesi". Un periodo che arriva proprio al settembre 2005, quando scade il "convertendo". Ed è chiara anche la strategia: "La società I. (Ifil, ndr) detiene, prima dell'aumento di capitale circa il 30,5 per cento di F. (Fiat, ndr) e non intende esercitare i propri diritti di opzione bensì intende acquistare L'identico schema è ripetuto in un'altra ipotesi che prevede l'ingresso nel patto anche di Sanpaolo-Imi. Per le menti finanziarie dell'Ifil rimane però da sciogliere il problema di non dover sottostare all'obbligo dell'Opa. In un appunto del 1° giugno 2005, il quesito è chiaro: "Ifil può procedere all'acquisto delle azioni Fiat senza incorrere nell'obbligo dell'Opa di consolidamento?"., contestualmente all'emissione delle nuove azioni Fiat (quelle del "convertendo") un numero di vecchie azioni Fiat tale da mantenere sostanzialmente inalterata la quota. Su questa possibilità le direttive della Consob sono però contrastanti e per i tecnici dell'Ifil appare dunque "fondamentale il momento della rinuncia e dell'acquisto: se l'acquisto fosse contestuale alla rinuncia (al "convertendo", ndr) ci sarebbe margine per affermare che Ifil non supera la quota del 3 per cento". Il 15 giugno gli uffici dell'Ifil producono un documento "confidential" in inglese, denominato "Term Sheet" ("Termini e condizioni del finanziamento") nel quale si ipotizza un nuovo assetto del Gruppo Fiat anche dopo il mantenimento della quota di controllo. Si prevede in particolare che "a ottobre-novembre 2005, Ifil dovrà cedere tutte le quote F. a una nuova società denominata Ifil Institutional Investements (I. I. I.) e sottoscrivere un accordo con i partners di minoranza". A tali partners andrebbe la partecipazione del 20 per cento in I. I. I. Questo schema, che prevede il superamento dell'attuale Ifil alla guida del gruppo Fiat, non ha trovato finora realizzazione. Nel vuoto cade anche un successivo progetto del 20 giugno nel quale Mediobanca e Generali parteciperebbero al nuovo "patto" con tutte le loro azioni: circa 47 milioni. In questo caso Merril Lynch dovrebbe "cedere sul mercato le azioni eccedenti del contratto Exor". All'inizio del luglio 2005 il progetto "equity swap" è ormai operativo. Bisogna allora agire su due fronti: quello della Consob, per avere la certezza che non scatterà l'Opa, e quello con "Exor" per acquisire le azioni di Merril Lynch. Per la Guardia di Finanza tale iniziativa è un incarico generico che suscita particolari dubbi, del quale non si capisce il senso se non la volontà di Ifil.

13


Fumetti

Le Avventure dell’Ape Idro - 3°

Sceneggiatura: Manuel Idro Vaglia; Disegni: Elia Rezza Ferrari

Yoghi: a fine allenamento, si fa vePost pranzo: era davvero bello vedenire la buona idea di farsi prendere re la sala comune piena dopo prandalla foga del gioco. Chi se lo aspetzo, a guardar studio sport, ruttare in ta il gigante buono che schiaccia? compagnia e svagarsi in una briscoDa fermo poi? No, nessuno se lo la chiamata tra amici. Sarà che la sarebbe potuto aspettare, nemmeno mensa è meno frequentata di una il canestro del Valla che, ahimé, ne ha fatto volta, ma insomma… ci sono abitudini che tutte le spese. Il custode ringrazia. SPACE JAM! sarebbe davvero bello non perdere. Finito di mangiare, un passaggio in Sala Comune dovrebbe essere un obbligo morale per tutti, pensateci! RIPRENDIAMOCI!

14

Inchiostro: essere “il giornale degli studenti di Pavia” deve essere difficili, noi lo immaginiamo. Forse riusciamo a far qualcosa di più del solo immagnare… in ogni caso tutte queste difficoltà non possono giustificare le somiglianze evidenti nel nuovo “restyling”. Va bene ignorare VdC, ma addirittura copiarne il formato potrebbe cominciare a farci pensare. SUCCHIA!


SAPEVATELO

Giochi

Eccoci di nuovo qui con i Quiz di VdC. E’ stata una lunga attesa, ma finalmente potrete scoprire chi ha vinto l’ultimo Sapevatelo del 2008. Lo so, è un dolore per tutti ma ha vinto il biondo Macchi from Verbania. E così l’ennesimo premio vola in camera 19. Ora si rincomincia, e la cosa non sarà così facile. I procedimenti da fare son sempre gli stessi: trovate l’Intruso dell’immagine qui sotto, poi aiutate Ostrichino a trovare la via di casa ed infine indovinate quale misterioso collegiale si nasconde dietro i tre indizi. Questa settimana ci sarà un premio speciale, teniamo in attesa gli amatissimi Squirting Toys: una miniatura identica identica di Mister Tinelli. Un’oggetto di culto che non può mancare nella camera di ogni Fraccarotto.

15


/Numero85