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numero 129 —— anno VII

4 giugno 2012

IL FRACC ARO

PAURA NON NE HA http://www.collegiofraccaro.it/vdc

vocidicorridoio@collegiofraccaro.it


Pagelle Difficile compito quello di scrivere o dare un giudizio che verta su tutta la stagione per ogni singolo elemento. Io ci ho provato, molto spesso in queste mie pagelle verrà fuori il lato umano dei calciatori. Mi soffermerò sulle loro qualità umane, perchè era quello che mi interessava oltre ad essere la mia sfera di competenza all'interno della direzione tecnica. Lo dissi il primo giorno di allenamento: ““Non sono qui per insegnarvi come arrivare in finale, quello lo sapete già fare...sono qui per farvi arrivare in finale in maniera diversa.”” Come una squadra, come un gruppo splendidamente coeso. Per fare questo dovevamo migliorare la tenuta psicologica dei nostri, compattarli, fare acquistare loro consapevolezza nei loro mezzi, determinazione. Forse, grazie anche alla batosta a mio avviso immeritata presa in coppa, posso dire che ci siamo riusciti. Loffa. 9 A pochi giorni dall'inizio del torneo ci troviamo seriamente nei guai. Sceccu si infortuna gravemente al ginocchio ed il nostro secondo è momentaneamente all'estero. Proviamo in un'amichevole pre-torneo un esordiente De Monti. Questi si rivela subito sicurissimo sulle prese alte, grazie al suo notevole stacco e alla prestanza fisica. Vero atleta, impara in fretta e memorizza come un computer tutti gli insegnamenti del bravo Sceccu che lo istruisce a dovere. Ha la freddezza di un killer e nulla lo spaventa. dopo la prima buona prova si riconferma tra i pali diventando via via sempre più sicuro e disinvolto. Nella fase finale del torneo diventa determinante. Interventi plastici e grande presenza tra i pali. Esplode letteralmente in semifinale e in finale sfoderando due ottime prestazioni. Prima para in grande stile ben tre rigori al golgi, negandogli la finale, poi salva il risultato almeno un paio di volte in finale contro il don bosco. Si aggiudica senza problemi il titolo di miglior portiere e durante il pestaggio post premiazione esclama. "non mi fate niente!!!". concedetemi anche di fare un plauso all'osservatore/ preparatore Sceccu e ai tecnici che lo scovano tra le file fraccarotte e ne intuiscono le sue devastanti potenzialità addestrandolo e credendo in lui fin dal primo minuto. FENOMENO

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a cura di Elia

Polo. 8 Il soldatino di piombo del salento disputa sicuramente la sua miglior stagione calcistica di sempre. Più maturo tatticamente e tecnicamente, più attento e concentrato esprime in ogni match una corsa fluida, efficace, continua, inesauribile. Copre l'intera lunghezza della fascia egregiamente in tutte le fasima ora, di tecnicismi non voglio più parlare perchè, quello che ha fatto lui vale di più di un torneo giocato bene. Prende 8 per le sue prestazioni calcistiche ma il mio voto personale e la stima che nutro per questo ragazzo corrispondono a un 10. Polo sente il torneo intercollegiale ed è attaccato alla maglia del Fraccaro forse come nessuno mai nella storia. Teso, perennemente teso, preso mail, si preoccupa di prenotare il campo per gli allenamenti, di mettere gli avvisi sulle macchinette, di gonfiare i palloni, di preparare il polase per tutti, delle casacche, di lavare le divise, della distinta, di bastonare le mqm, di rincuorare i più anziani, organizza le amichevoli, cura i rapporti con gli organizzatori golgiani, (e se non lo fa lui di persona si prodiga affinchè venga fatto) punto di riferimento per i compagni e per gli allenatori. Si applica moltissimo durante gli allenamenti con un'umiltà e uno spirito di sacrificio ammirevoli e parla solo quando serve. E' onnipresente, raggiunge l'apice dell'epicità e della commozione nel discorso a voce rotta fatto alla squadra prima della finale. Polo merita un grazie da parte di tutti. INDISPENSABILE Bidello. 8 Bidello è uno di quei calciatori che ogni allenatore vorrebbe avere nel suo scacchiere. Incarna alla perfezione lo stereotipo del difensore tutto sostanza e niente fronzoli. Di fondamentale importanza la sua dedizione durante gli allenamenti e il lavoro che svolge con i compagni. Nella prima parte della stagione ha un passo e uno stato di forma

leggermente diverso dai così detti "titolari". Nel girone eliminatorio gioca dal primo minuto contro il Ghislieri, ha la febbre e la sua non è una gran partita, viene sostituito, ma Bidello non si scoraggia, lui c'è sempre, a disposizione, da tutto. Noi lo sappiamo, sappiamo che è un diesel, sappiamo che ha esperienza e grinta da vendere. Arriverà il suo momento. Il piccolo verbanese è un' arma da usare nei momenti topici del torneo. Forgiato nelle miniere di Moria con unico obiettivo scolpito nella mente: annientare il Golgi. Bidello viene fuori sulla lunga distanza. Contro il golgi è perfetto, stoico, da tutto quello che ha e non viene quasi mai saltato, da nessuno. Sfruttiamo quindi il suo brillante momento di forma per rischierarlo in finale. Lui ci ripaga Con la sicurezza e la determinazione di un guerriero veterano. Come un potente colpo di ascia spazza via il suo diretto avversario e porta a casa il titolo di campione di pavia. GIMLI Bormietto. 7,5 Bormietto. Scommettereste anche solo un soldo bucato su uno che ha questo soprannome? Noi lo abbiamo fatto. Bormietto mi ha impressionato positivamente sin dai primi allenamenti. Un tipo schivo silenzioso, che preferisce ascoltare. Si allena duramente, è al suo primo anno di calcio intercollegiale. Affronta ogni singolo esercizio con una volontà di ferro, tipica dei montanari. Testardo come pochi, si attacca all'avversario e gli fa letteralmente vedere i sorci verdi. Un vero cagnaccio in marcatura, duro da saltare. Nelle prime amichevoli è sempre in evidenza la sua prestazione attenta e precisa. Si guadagna il posto da titolare e fino alla semifinale gestisce ordinatamente con i compagni di reparto un'inedita difesa a tre. sicuramente una scommessa vinta. Per la semifinale decide di andare a puttanoni in olanda dal suo amico Flain. Lo sostituirà un super Bidello. Accetta di buon grado la decisione dei mister e per la finale fa il panchinaro con una professionalità ed una serenità che gli fa onore, dote rara in una matricola della squadra di calcio. BOUNTY KILLER Esteban. 7,5 Ecco la nostra prima matricola vera e propria. Anche lui dalla valtellina come il compagno di reparto, anche lui con la stessa umiltà, calma, freddezza. Dopo i primi allenamenti ci rendiamo subito conto di quanto potrebbe essere importante per la nostra difesa e lo teniamo d'occhio durante tutta la preparazione. Esteban lavora sodo, parla poco, e in amichevole sa il fatto suo. si muove già come un esperto veterano della squadra.


Attento in tutte le fasi di gioco, diventa subito il nostro irremovibile terzino di inizio stagione. Interpreta senza problemi il 3-5-2 e niente sembra spaventarlo. Possiede un fisico robusto e buoni fondamentali, gioviale con i compagni ha sempre una parola di incoraggiamento per tutti. Inserito alla perfezione all'interno del gruppo, è una matricola diligente e si comporta da vero professionista accettando tutte le decisioni dei mister. Disputa un buonissimo inizio di torneo partendo titolare nelle prime due gare. Il griziotti e il don bosco sono pane per i suoi denti...poi una panca contro il Ghislieri e un problema al ginocchio durante il riscaldamento pre cardano che lo costringe in tribuna praticamente fino a fine torneo. Sicuramente un elemento importante, prezioso per gli anni a venire...un futuro Maldini(Dell'angelo). INVESTIMENTO Messina. 8 Messina ha una voglia matta di giocare, lo sappiamo tutti. Vuole fare la punta, vuole fare la fascia, vuole fare il capocannoniere, vuole fare il trequartista che mette le punizioni a giro, vuole fare il fantacalcio...insomma, vuole fare. Sfortunatamente, e sappiamo tutti anche questo, ha un ““nonsicapiscebenecosacazzosia”” ad un piede che non gli permette di fare neanche le scale. Per la prima parte della stagione è praticamente solo una figurina attaccata sul mobiletto del bagno di casa mia. Punto. Poi succede qualcosa, sarà andato a Lourdes, o da qualche guaritore indiano, avrà bevuto del plutonio. Non lo so. Fatto sta che lo scannacristiani torna a frequentare il campetto del cimitero..e ha anche un discreto fiato. come in una puntata di holly e benji, Esteban, il suo diretto "concorrente" si fa male. Mex è pronto. l'esperienza c'è, la voglia anche. Bene. I vecchi meccanismi ritornano subito alla mente e lo scanna comincia a giocare il suo calcio concreto e roccioso. Fa il suo, scassa i maroni a chiunque per giocare punta, ma nemmeno un suo eurogol da fuori area con palla a giro sotto il sette in coppa cairoli ci convince. A noi Mex piace lì a difendere a ringhiare a sportellare. nella fase finale della stagione diventa anche centrale di difesa e insieme a Moviola respinge come una irta scogliera le ondate burrascose di golgi e donbosco. Senza di lui non sarebbe stato uguale. Davvero provvidenziale nel toglierci le castagne dal fuoco.

In finale, con un'incursione offensiva su corner (cosa preparata e menzionata in riunione...bravo!) sblocca addirittura il risultato e se ne bullerà chissà per quanto tempo. DIE HARD Moviola. 8 Colui che ha l'onore e l'onere di vestire la fascia di capitano del Fraccaro si carica addosso, un'immensa, enorme responsabilità. Costanza lo sa bene...un'immagine che credo dimenticherò difficilmente è quella di questo robusto ragazzone, arcigno e risoluto in campo, seduto negli spogliatoi dopo la vittoria contro il golgi in semifinale che si lascia andare ad un pianto liberatorio, carico di gioia e di tensione accumulata. Il nostro siculo si era reso conto che per una sua svista(gliela perdoniamo) rischiavamo di non accedere alla finale. il gabitano è una colonna portante della difesa, della squadra intera, deve dare l'esempio, sempre. Un compito difficilissimo. Luigi è sicuramente il nostro difensore più dotato, con un ottimo senso della posizione. Discretamente alto, possiede una eccellente elevazione che riesce a sfruttare anche in fase offensiva. Toglie dagli impicci la squadra nei momenti di confusione, da ordine alla manovra, potente nei lanci e nelle uscite palla al piede alterna interventi cristallini e recuperi al limite del regolamento. Si fa sentire in campo e prende sempre la parola nei momenti drammatici della stagione. Tutto sommato se la cava bene come condottiero, possiede il phisique du role e la giusta dose di tamarraggine. Tiene molto al titolo, vuole riscattare la scorsa stagione e la sconfitta in finale contro il golgi. Trasmette ai suoi compagni la giusta carica e il giusto controllo delle emozioni. Riesce nell'impresa di vincere il torneo e lo fa da capitano. Poi perde tutti i capelli a causa dello stress...ora fa il modello per benetton. TESTOSTERONE

lui si presentava con indosso solo una striminzita magliettina ed un paio di pantaloncini degli anni '70. Un freddo boia, me lo ricordo bene. vi dico solo che Tonucci, che è sempre in mezzo alle scatole gli disse: "Tu sei matto, copriti o ti ammali"...Tonucci glielo disse. Bariselli indefesso ed imperturbabile maglietta e pantaloncini, pantaloncini e maglietta. Insensibile al freddo, insensibile al dolore, affronta quasi tutti gli allenamenti con un senso del dovere e una voglia impagabili. Un recordman. Durante i possessi e le partitelle mi piace vederlo giocare o giocarci insieme. Sempre molto ordinato e con buoni fondamentali è ligio al suo dovere, al suo ruolo e prende sul serio ogni singolo esercizio. Trova poco spazio per scendere in campo ma è una riserva di prim'ordine...sempre pronta e un particolare ricordo che conservo di lui sono gli urlacci che tirava ai compagni per incitarli durante le partite. mai visto niente di simile, si sarà scorticato la gola a furia di urlare con quella potenza. Riesce comunque a giocare sprazzi di partite e fa sempre il suo. ICEMAN

Mimmo.8 Giocatore che mi ha sempre fatto commuovere, per slancio altruistico e corsa inesauribile. Se avessimo uno di quegli aggeggi che misura i km percorsi da ogni singolo giocatore, accanto al nome di Mimmo comparirebbe il simbolino dell'infinito. Domenico corre come nessun altro. schierato davanti alla difesa in questo inedito ruolo cucito su misura per lui da il tormento agli avversari e non concede nemmeno un cm di campo, a nessuno. Inutile dire che si è allenato molto e infortuni permettendo, ha giocato un torneo di altissimo livello. fornisce quantità e tanta corsa alla nostra retroguardia facendo un filtro meraviglioso ed efficacissimo. Mi ricorda Pasqualino longobardi, suo conterraneo ed illustre predecessore e mi fa ricordare che come lui indossa i parastinchi talismano del Napoli...o perlomeno, se non li indossa li conBariselli. 7,5 Bariselli è un tipo strano, taciturno. Quan- serva nel borsone. DURACELL do cominciammo la preparazione fisica, sto parlando delle prime corsette pre-natalizie,

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Pippo. 9 Forse un predestinato. Doveva essere biancorosso già l'anno scorso, poi andò al grizziotti. Sostituisce l'uscente fratellone e va a ricoprire il ruolo del centrocampista di qualità e quantità nel nostro triangolo delle bermuda di centrocampo. E' sicuramente il giocatore più "Calciatore" della squadra e questo non tarda a venire fuori. Ha la stessa parlantina di Tommaso, lo stesso intercalare, lo stesso accento. il suo calcio è intenso asfissiante. Davvero Pippo è stato fondamentale per la squadra nei momenti più duri. Non ci fa rimpiangere la grave perdita di Savini. Molto sacrificio...è onnipresente, in tutte le zone del campo combatte, ruba palla, serve deliziosamente i compagni, tira, urla e al momento giusto calcia rigori, ma soprattutto le punizioni. Le punizioni che ci hanno permesso di arrivare in finale e di vincere. Elemento insostituibile dell'undici biancorosso spende sempre tutte le energie che ha e con Pat e Mimmo completa il triangolo, perfetto connubio di tecnica, velocità, visione di gioco e potenza sia offensiva che difensiva. PLAYER OF THE SEASON Patrizio. 8+ Elegante. Dentro e fuori dal campo. Un vero gentil uomo. Umile come pochi, generoso, sempre corretto. Romantico. E' l'anima candida del Fraccaro. Il gioco deve passare da lui. Lui ha il guizzo che può permetterci di andare in porta con un passaggio, può saltare l'uomo, può lanciare, è il cuore della squadra e in quel ruolo, al centro di tutto, si riscopre grande, maturo, più forte psicologicamente, essenziale. Va in goal in più di un occasione, sugli sviluppi di alcuni corner. Fa tutto quello che proviamo in allenamento e i risultati si vedono. Grazie ai suoi cm (è uno dei più alti dell'undici) riesce a marcare senza problemi il temuto gemello del golgi e il rosso del don bosco annullandoli. Pat quest'anno è davvero sbocciato, ha preso consapevolezza delle sue potenzialità e, non a caso, esce dalla sua bocca l'emblematica frase che è per me la chiave di volta della stagione e che rappresenta la piena maturità dell'uomo e della squadra. Durante l'importante riunione pre-golgi Patrick dice: "Per una volta, vorrei che giocassimo con le maglie vecchie, con indosso solo lo stemma del collegio e senza i nostri nomi". Questo era esattamente quello che volevamo io ed Enver, annullare le individualità, compattare il gruppo. Loro lo hanno capito nei momenti più duri e importanti, Pat lo ha capito e la sua nuova, più forte personalità ha fatto una gran presa sui suoi compagni.

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Contro il golgi e il don bosco erano un'altra il don bosco nel girone e nei quarti contro squadra, erano il Fraccaro. DAMIANO il s. agostino, degli avversari pericolosi che necessitano di una marcatura a uomo. TOMMASI (ma più tecnico) Buone le sue prestazioni. Esaltato ed esaltante in panchina, lega molto con i compaSacha. 8,5 Questo ragazzo dall'inesauribile voglia di gni e tira fuori sempre esilaranti frasi epicorrere rientra nella categoria dei che da ultras che mi fanno sorridere non "calciatori che andrebbero anche a dormi- poco. INVASATO DEL PLINIO re con il pallone". Sacha, come del resto tutti quelli che c'erano l'anno Foggia. 8,5 scorso ha una gran voglia di Mezzo punto in più, perchè anche lui all'iriscatto e la traduce in sgrop- nizio era una scommessa. Una scommessa pate furiose verso la porta che poi si è rivelata vincente. Interpreta avversaria. E' uno di quei gio- alla grande il ruolo di ala sinistra e svaria catori che non si risparmia su tutta la fascia. Grande generosità nella mai. Senatore della squadra, si corsa, un vellutato tocco di palla e senso allena sempre con dedizione e del goal le sue doti principali. Si applica concentrazione e vuole solo molto anche in fase di copertura e segna una cosa, vincere il torneo. In goal molto importanti. Da perfetto sconosciuto ed antiuno stato di forma eccellente, patico arbitro a lo impieghiamo come seconda idolo della curva punta per buona parte del e punto fermo torneo. Dalla semifinale in poi della squadra il lo schiereremo invece sulla passo è breve fascia destra, il suo ruolo naper Foggia. Noi turale. Ci ripaga ampiamente. Zittisce la crediamo in lui. curva golgiana siglando il "suo" goal del Una volta ingrapareggio (2-2 n.d.r.) e mette a segno il prinata la marcia mo dei nostri calci di rigore. in finale è l'ala pugliese va eroico, subisce un entrata sugli stinchi che dritta dritta sul quasi lo azzoppa. Corro in suo aiuto, ma è bersaglio. In già in lacrime. Sa che non potrà continuare uno scontro di a lungo. Questa istantanea rimarrà sempre gioco prende con me credo, indelebile nella mia memoria. Prova a rientrare ma la gamba non una botta terrificante sul polpaccio. la regge. L' arbitro lo fa uscire. Disperato, gamba gli si annerisce completamente Sacha si accascia al suolo. Voleva conti- quasi fino al ginocchio. eppure lui stringe i nuare a correre, voleva viverla fino infondo denti, va avanti, si medica e continua a con i suoi compagni, ed è inconsolabile. percorrere in lungo ed in largo la sua fascia Questo è far parte di una squadra. Questo di competenza, facendo ammattire i suoi diretti avversari e facendosi venire i cramsi chiama vincere, in ogni caso. EROE pi ad ogni match. Foggia, tutto cuore e polmoni il suo torneo. E' così che lo avrei Ping ping. 7+ Forse non tutti lo sanno, ma è lui che ha voluto vedere giocare in questo torneo...lui vinto la piramide di scobydooo (premio lo ha fatto, semplicemente, ed è così che per l'impegno durante gli allenamenti). me lo ricorderò in futuro quando ripenserò Perchè Ping? Perchè è stato un tassello a questa emozionante annata. RIVELAimportante. Perchè ha la testa bassa quan- ZIONE do si allena, perchè parla poco, perchè è . IGOR. 8 una matricola, una matricola Igor non perde mai la calma. tuttofare e ha dimostrato una notevole maturità ed un attacQuesta è forse la sua più grande camento alla maglia pari a dote. Un vero atleta, in tutto e quella degli anziani. Infine, per tutto. Quando in campo perchè mi sembrava simbolico scoppia il caos più totale lui è e significativo premiare un calmissimo, determinato a rinuovo arrivato e metterlo alla stabilire l'ordine, freddo. Sa pari dei "titolari" sottolineando ancora una volta l'importanza cosa deve fare. Striglia i compadi tutti nella squadra. Baricengni, li rimette in fila, con il suo tro basso e veloce di gambe, è vocione. lo sa fare bene, da abbastanza rapido nello stretbuon ex capitano. Riusciamo a to, sopperisce alle lacune tecniRecuperarlo solo nel finale di che con il suo grande ardore e stagione ma non al cento per il piglio da combattente nato. cento. Marcatore rognoso, si prende cura, nelle sue apparizioni con


Ci basta, la sua duttilità in campo è di vitale importanza per gli equilibri della squadra e per il ricambio di energie che serve in campo. lo Utilizziamo sempre da centrale. Di difesa, di centrocampo, in attacco, purchè sia al centro, come un faro. Ha un eccellente senso della posizione. Con il suo fisico possente spaventa gli avversari, non possiede una grande rapidità ma le sue giocate sono fondamentali. calcia il rigore del definitivo k.o. al golgi con una potenza ed una precisione inaudita. In finale, con il suo testone riesce a spingere la palla e lo stesso Ciolla verso lo schiacciante 3 a 0. Meritava questo finale di stagione, perchè ci ha creduto sempre nonostante i suoi problemi fisici. GIGANTESCO Ciolla. 8 Tanta sregolatezza, poche, ma significative, tracce di genio. Sicuramente l'elemento più difficile da gestire per noi. Ha un'idea tutta sua di gioco e dell'intercollegiale. Da vero barese ha sempre la scusa pronta e cerca in ogni modo di correre meno degli altri. rischia la panchina molte moltissime volte...quasi sempre...e in diverse occasioni la occupa anche con vistoso disappunto che

non manca di manifestare ogni qual volta viene sostituito. Ha una discussione con Enver, rischia di lasciare la squadra, un piccolo Cassano. Ha i piedi buoni e lo sa, lo sappiamo bene anche noi, ci teniamo a recuperarlo, deve solo mettersi al servizio della squadra. Dopo il chiarimento con il mister si pente ...si redime. Diventa quello che tiene di più alla squadra. Parla solo di quello. Vuole farci notare il suo cambiamento, incredibilmente comincia a correre. In partita Si procura molte palle goal ma è impreciso. in Semifinale da tutto e fa reparto da solo. In finale sigla il tre a zero. Fa partire il coro che diventerà il tormentone del finale di stagione. Ha una relazione segreta con Sacha e un pessimo parrucchiere. Capisce tutto quello che avrebbe dovuto già sapere dopo i quarti. Meglio tardi che mai. FIGLIOL PRODIGO

Driss, Denver, Akram, Turiddu. 7 Insieme al salentino formano la nostra legione straniera. Riserve sempre pronte ad entrare che capiscono bene l'importanza che ha una panchina unita. Il nostro secondo portiere disputa senza defezioni la partita contro il ghislieri, Driss addirittura va in goal, dopo una bella e travolgente azione sulla fascia. Denver sostituisce mimmo in alcuni momenti topici del torneo, non facile. Turiddu si fa trovare pronto e da il cambio agli attaccanti. Una panchina completa solida. che si impegna tantissimo in allenamento pur intuendo di non essere tra i titolari. Hanno tutta la mia stima, ma quello che è più importante, hanno la stima dei propri compagni. Complimenti a tutti. ANCHE I PANCHINARI MANGIANO FAGIOLI Sceccu. 8 Permettetemi di fare un elogio a Sceccu che dopo l'infortunio non ha mai abbandonato la squadra, sempre presente, si prende cura dei portieri e adotta Loffa. Gli insegna tutto quello che sa e in panchina funge da collante per il gruppo. UOMO GRUPPO

Il Fraccaro celebra la vittoria nel Torneo Intercollegiale di calcio alla presenza delle maggiori autorità ecclesiastiche.

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Una strana storia ci unisce. Si chiama VdC. Giovedì pomeriggio Esselunga entra in camera di mio fratello, su al Bunker. Braccia conserte, scuro in viso e con un’’espressione più coccolosa del solito mi dice: ““Tommà……”” io lo guardo, lui mi guarda (come Edo guardava la sua bistecca) e subito aumenta il battito cardiaco, quasi mi viene barzotto, mi alzo e dico: ““Noi andiamo al piano a fare VdC”” ““Al piano dove?”” qualcuno mi chiede, ““Al piano, in corridoio, c’’è redazione!””. Una vittoria storica non poteva non passare dalle pagine VdC, già troppi eventi importanti sono stati trascurati. Uno splendido concerto di Natale, il primo dal 2008, il primo Presepe della gestione Sceccu, l’’ennesimo titolo nel basket, e, duole dirlo, una dolorosa sconfitta nella Coppa cairoli. Momenti felici e momenti drammatici hanno avuto in comune una sola cosa: mancava Voci di Corridoio. Sin dall’’uscita di Mason il settimanale fraccorotto si trascinava faticosamente, tra le redazioni bibliche celebrate dal buon Montolivo, le perversioni di Splendid, la latitanza di Derpo, la fine di VdC sembrava inevitabile. Nessuno credeva più che il numero 128 avrebbe avuto un seguito, noi per primi. Gli ultimi superstiti delle redazioni erano caduti uno dopo l’’altro: Splendid irrepe-

ribile in Svizzera, Monto troppo impegnato a fotografare giardini condominiali o anziane che attraversano fuori dalle strisce, il Rosso assorbito dalla movida milanese, Sbirulino e Patrick in viaggio di nozze, il CRF proiettato verso il blog (noi tifiamo per voi!), e anche noi c’’abbiamo i cazzi nostri. Stavolta però l’’occasione era troppo ghiotta, di quelle che capitano una volta nella vita (o che forse non capitano mai, vero Gianni Usai)? Una vittoria ottenuta sul campo e fuori, nonostante lo scetticismo iniziale, e contro ogni pronostico. Dopo la sconfitta in Coppa eravamo rassegnati a giocarci la finalina, ma i ragazzi ci credevano ancora. Dove non arrivavano con le gambe ci sono arrivati con il cuore, sospinti da una rediviva Brigata Plinio, che si è rivelato vero dodicesimo uomo in campo per i biancorossi. Il numero 129, forse davvero l’’ultimo, è un ringraziamento a tutti voi che avete reso possibile questo trionfo inatteso, in un’’annata difficile. Poche matricole (chiedere anche al cardano e allo spalla) una collegialità poco presente, il comitato abbandonato a se stesso (cioè me stesso). Quello spirito fraccarotto trasmessoci da matricole sembrava svanito, evaporato, andato a fanculo.

E inaspettatamente nel momento più duro della stagione, nel momento più duro degli ultimi sette anni, siamo risorti, come Gesù, come la fenice dalle sue ceneri o come Uzzino dopo una sbronza. La redazione, ormai ridotta all’’osso, senza nemmeno una porta per scacciare i vari spioni, senza ambizioni, non poteva rimanere a guardare lo spettacolo fraccarotto. Queste poche pagine sono l’’unico modo che abbiamo per esprimere lo sconfinato amore che abbiamo verso il Nostro collegio. In tempi così duri per il mondo collegiale pavese, non possiamo assicurarvi che in futuro ci sarà ancora VdC, che ci saranno vittorie festeggiare, che ci sarà ancora una festa chiamata Summer Party, che ci saranno ottanta persone che vogliono o non vogliono insieme la stessa cosa, ma possiamo garantirvi che le emozioni provate in questi anni, le amicizie e le rivalità nate all’’ombra delle due torri, rimarranno impresse dentro di voi, come un tatuaggio, che però ti porti dentro, per sempre. Grazie.

ORATORIO DON BOSCO. Prosegue la tradizione che vede le squadre gialloverdi perdenti nelle finali collegiali. I Don Boschini dimostrano di non conoscere la goliardia e le più basiliari tradizioni collegiali, inseguendo e minacciando i fraccarotti, che, innocentemente, si erano recati a cantare presso il suddetto oratorio per festeggiare la vittoria. Reintrodotto il proibizionismo alcolico che però non impedisce ai fraccarotti di sbronzarsi a dovere. LEZIONI DI COLLEGIALITA’’

BRIGATA PLINIO. La miglior brigata degli ultimi anni spinge, con un tifo alcolico e indiavolato, la squadra alla vittoria. Fondamentale il contributo degli ex, che hanno trascinato a ritmo di samba lo stadio, dal primo minuto fino al triplice fischio finale. Un ringraziamento speciale a Tommaso, che, rischiando plurimi infarti, ha guidato la curva, dettando i ritmi con lo storico tamburo, fin dalle prime partite di basket, e a Mingozzi, che, prosciugando le casse collegiali, ha coordinato un tifo eccezionale. MIGLIOR TIFOSERIA

PLINIO SOCCER. DOPO LA COPPA CI DAVAN PER SPACCIATI, COL CUORE E CON L’’ORGOGLIO CI SIAMO RIALZATI……IL FRACCARO PAURA NON NE HA!!! IL FRACCARO PAURA NON NE HA!!! C’’E’’ UN POSTO QUI A PAVIA CHE PROPRIO NON CONOSCO, INFATTI E’’ UN COLLEGINO COL NOME DEL DON BOSCO…… IL FRACCARO PAURA NON NE HA!!! IL FRACCARO PAURA NON NE HA!!! IDEM VELLE

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Esse & Tumasi


Commenti a caldo MARCONE Ci sono collegi nati per vivere e godere di OSTREGA pochi e sporadici trionfi, ci sono residenLa consapevolezza di quanto siete riuze che credono di essere collegi ma sono sciti a fare quest'anno sia dentro di voi, meno della merda... ci sono collegi che ci nelle vostre gambe, nella vostra testa, cercano e vogliono la nostra rivalità per n e l v o s t r o c u o r e . sentirsi almeno per un giorno importanti. Non date nulla per scontato. Poi ci siamo noi, un gruppo di amici, anzi La vittoria non è scontata, la sconfitta una famiglia che anno dopo anno, generan o n è s c o n t a t a . . . zione dopo generazione implementa e Pensate a dipingere il quadro, alla corsostituisce anziani con matricole affamanice, ci pensiamo noi sugli spalti!!! te del fasto del Fraccaro. Quello che voi In bocca al lupo ragazzi siamo tutti con state facendo anche quest'anno, e non mi voi!!! riferisco solo al calcio ma in generale, è incredibile. Mai quando iniziò questa striscia con il secondo posto ad un punto dal golgi mi sarei aspettaADRIAN to di vedere il PLINIO, così odiato e detestato da tutti per la Pedofilo artritico smettila di zoppicare sul campo con l'infradito sua comunità e il suo spirito sportivo. IDEM VELLE fraccarotti!!! fra i bei giovanotti... ti ho visto su Ustream brutto businessporco! PAOLO AGOSTI Complimenti agli undici leoni in campo, alle riserve, alla tifoseria che hanno reso possibile il raggiungimento di un traguardo fantastico!!!! E complimenti anche e soprattutto a chi ha infiltrato al Don Bosco un portiere del Fraccaro!!!!! IDEM VELLE PAMPA Complimenti a tutti...vedere quello striscione, pensare alla fatica fatta per realizzarlo e ricordarsi di ci diceva che portava sfiga...avete sfatato anche quello, grazie campioni! VIOLE Bello vedervi cambiare per non cambiare Il destino è stato molto generoso a renderci Fraccarotti. Ammirate!

mai.

Stasera c’’è la mia squadra in tv! di Flain 97° giornata belga. Come ogni giorno quella maledetta sveglia mi butta giù dal letto verso le 2 del pomeriggio, giusto in tempo per pranzare. Fuori c’’è il sole e vorrei andare al lago a fare il bagno ma i postumi della serata precedente mi impediscono ogni movimento; vorrà dire che anche oggi dormirò tutto il pomeriggio. Qua vige una strana regola: se la sera non stai in giro almeno fino alle 6, sei un asino. L’’alba la devi vedere in compagnia! Se possibile femminile. Poi tutti insieme a mangiare patatine fritte come colazione e poi finalmente a letto, per informazioni chiedete pure a Bormietto e Negro, oppure al Manzo, ah no è vero…… lui mi ha tirato il pacco all’’ultimo! Giusto il tempo di pranzare e sono le 3. Improvvisamente realizzo che

giorno è oggi: il 29 maggio, il giorno della finale! Quel testone di Moviola mi ha detto che me la posso guardare sul computer! Secondo me è una cazzata…… però vale la pena provare –– e con questo pensiero in testa per tutto il pomeriggio, non posso che andare al lago a prendere il sole e se va bene conoscere anche qualche ragazza, tanto studiare sarebbe inutile. Per fortuna non è mai difficile trovare qualche cazzaro che mi accompagna. Finalmente arriva la sera. Metto il computer in cucina perché mica la posso vedere in camera da solo, pure gli altri che cenano con me sono stati gentilmente obbligati a tifare. Ore 21.30 ancora non si vede, io già penso la solita stronzata del ciccione - poi magicamente arriva la voce del telecronista, si

comincia! Non posso certo raccontare la partita nei minimi dettagli, pure io faccio fatica a distinguere i giocatori, ma già il fatto di poterla vedere mi gasa assai. Da registrare le imprecazioni di Fran al gol sbagliato da Foggia –– Francesco, neither you would miss that goal! (nemmeno tu lo sbagliavi quel gol!) –– ma io probabilmente non sarei nemmeno riuscito a saltare il portiere. Col passare dei minuti si vede sempre più solo una squadra in campo, e i commentatori non esitano a far notare le qualità dei giocatori del Fraccaro: ““Chiello, non è perché è mio amico…… ma è proprio forte”” –– ““Zaganelli quando è chiamato in causa fa sempre il suo dovere”” e così via. La diretta si chiude dopo le premiazioni, giusto il tempo di sentire i ““miglioramenti”” in italiano di qualche giocatore intervistato. È tardi, ampiamente dopo mezzanotte e io dovrei andare a dormire perché il giorno dopo bisogna studiare (forse) ma di sonno dopo questa partita proprio non ne ho. Nel letto mi immagino la festa che impazza a Pavia…… e felice penso: ““tra un mese esatto, finalmente si torna a casa!”” IDEM VELLE.

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Calcio, il Fraccaro domina il torneo dei Collegi

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Il peso di una maglia Imboccato il ponticello su una macchina bianca con la musica a tutto volume, alzi gli occhi e lo vedi, lo stadio di Pavia, una strana sensazione ti pervade, non è paura né agitazione e neanche nervosismo, è voglia di giocare, è la consapevolezza di entrare per l’’ultima volta in campo con quella maglia, far emozionare i tuoi tifosi, i tuoi compagni, i tuoi amici collegiali, la famiglia che ti ha accolto in quel modo così brusco, ma che ti ha subito fatto capire di volerti bene. Poi nello spogliatoio la vedi, è li appesa, la tua maglia, un grande numero 3 bianco su uno sfondo rosso fuoco. Lo hai indossato tante volte in questi sei anni insieme, solo quello, sempre lo stesso. La gente ha imparato a riconoscerti, ad identificarti con esso. Chissà quante persone lo hanno indossato prima di te, chissà quante vittorie, o quante coppe ha visto, ma oggi quel numero 3 sei tu, per l’’ultima volta, e allora devi onorarlo, devi fare di tutto in quei 90 minuti perché il tuo spirito resti impresso in quel tessuto rosso fuoco, perché davvero tu riesca ad entrare nella storia, a lasciare la tua firma, così che i Fraccarotti di domani possano essere orgogliosi di vestire quella stessa maglia almeno quanto lo sei tu in

questo momento. Ti avvii verso il campo con queste idee in testa, ti ritornano in mente i tuoi primi passi in campo con lei addosso, le gambe pesanti, il cuore a mille e quel numero sulla schiena che non ti faceva respirare, perché sapevi di essere un novellino in mezzo a tanti veterani, di aver avuto l’’onore di giocare con loro già dall’’inizio, già da matricola, insieme di gioia, orgoglio e tensione. Ti giri e vedi gli avversari, quasi tutti più giovani di te, e ti riconosci in qualcuno di loro, scaraventato in un mondo tutto nuovo, un po’’ impaurito, ma tu non sei più così, quel tempo è finito, ora è il momento di lasciare il segno. Inizia la partita e spegni il cervello. Non senti più gli spalti o il mister, solo la palla ed i compagni. Hai la fortuna di trovarti nel posto giusto al momento giusto, e non ti resta che metter giù il pallone e spingerlo in porta. Guardi in alto, vedi la luna sopra lo stadio, la tribuna con la tua famiglia al completo tutta vestita di bianco e di rosso, che suona, canta e applaude e festeggia perché l’’hai resa fiera. Ora quel numero non pesa più, è leggero, anzi quasi è lui a spingerti avanti, e tu vai per 90 minuti senza mollare mai, come ti hanno in-

segnato il primo giorno. Tre fischi ed è tutto finito, sei lì in cima, dove tutti vorrebbero essere ma dove ci sei tu, sguardi ed applausi. Ti fermi un attimo e ti prendi il tempo per sfilarti quella maglia di dosso, festeggerai dopo, ora ci siete solo tu e lei. La senti che scivola sulla pelle sudata della schiena, e mentre lo fa si porta via un pizzico di te, di quello che sei, e che sei stato. Ma devi essere contento, perché quel pezzo di cuore che se n’’è andato ora è li, tra le maglie acriliche di quel numero 3 che non metterai più, ma che ora ha sollevato un’’altra coppa, e si è presa un pò di un’’altra anima Fraccarotta. Dicono che sia un terrone anomalo, ed hanno ragione, non sono attaccato alla mia terra, non mi manca tornare giù, la mia casa l’’ho trovata nelle persone che hanno reso grande questo posto o che ci hanno provato duramente, grazie per questi anni meravigliosi, grazie per le vittorie e per le sconfitte, per le amicizie e per i litigi, questo è l’’unico posto che mi mancherà davvero, l’’unico che fin ora sono riuscito a chiamare casa. Mex

La scelta giusta Finale dell’’Intercollegiale di calcio 2011: Golgi 3 Fraccaro 1. La sconfitta, la delusione, le mie lacrime su quella tribuna. Tutto è iniziato da lì. In quei momenti ho capito che potevo e dovevo dare di più per i miei amici, per la mia seconda famiglia; non mi bastava più perdere la voce per urlare a più non posso per il cuore biancorosso. Dovevo giocare, scendere in campo, allenarmi, per stare ancora più vicino alla squadra e sentirmi parte integrante di questo collegio. Notti insonni, dubbi, paura di fare una cazzata, perché abbandonare e lasciarsi alle spalle 7 anni di arbitraggio non è facile, anzi, ho dovuto lottare con me stesso e con chi mi è vicino, litigare, dire bugie, falsificare certificati medici avendo così congedi che mi hanno permesso di giocare a calcio con i miei amici. Mi sono messo in gioco trovando per fortuna

un mister e compagni liberi da pregiudizi, permettendomi di esprimere le mie potenzialità al meglio; certo non sono Tinelli o Piccinno però i miei gol con tanto di cuoricino li ho fatti, ho fatto esultare la brigata, ho regalato (credo) qualche emozione, mi sono emozionato come non mai, ho giocato 120 minuti con una caviglia in frantumi, e sono orgoglioso e fiero di tutto ciò. Ho fatto la scelta giusta. Evviva il Fraccaro! Evviva i Campioni di P a v i a ! ps. Un grazie gigantesco al Capitano Moviola, Polo ed Enver, avete creduto in me sin dall’’inizio e ve ne sono grato e ringrazio anche i miei tifosi speciali Trapani, Budino, Claudia, Angela e Très. GRAZIE !!!

Il Capitano

Spacco botilia, ammazzo familia, rubo tua filia, scappo in sicilia...

Foggia

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Au revoir Plinio Triplice fischio……finita!!! Non penso niente..in cuor mio so che quei tre fischi non significano solo la fine di una partita, chiudono un ciclo forse (come si è detto)……. realizzano il sogno! Scriviamo la storia, ancora una volta, come se quel grande libro che è la storia collegiale pavese non fosse ancora sufficientemente pieno di capitoli fraccarotti, come se questo presunto libro non fosse in realtà la cronaca di quello che succede da anni tra queste quattro mura. Penso che una volta fuori di qui sarà difficile fare a meno di tutto quello che ha significato questa maglia, questo posto, questi colori..ma penso anche che quello che mi hanno lasciato addosso non abbia prezzo.. Penso credo che anche impegnandomi con tutto me stesso non sarò mai in grado di ripagare tutto quello che il Plinio mi ha dato in questi anni: nemici (tanti), amici (ancora di più),

Punteggi ProEvolution Chicca Ogni squadra deve essere composta da 10 o 11 giocatori. Il responsabile di ogni squadra dove raccogliere le quote di partecipazione dei suoi compagni e consegnarle al responsabile dell’’organizzazione (Bormietto, cam.78). La quota è di 5 euro a persona. L’’organizzazione si riserva il diritto di modificare la quota in caso di necessità economiche. Ad ogni giocatore è assegnato un valore da 2 a 10 ed appartiene ad una fascia in base a questo valore. Le 4 fasce sono le seguenti (estremi inclusi): da 7,5 punti in su da 5,5 a 7 punti da 3,5 a 5 punti da 2 a 3 punti a cui si aggiunge la fascia degli infortunati/indisponibili che non contano ai fini della composizione della squadra (ma che non possono giocare nel caso guariscano miracolosamente). Ogni squadra deve essere così composta: 2 giocatori di fascia A; 3 giocatori di fascia B; 3 giocatori di fascia C; 2 giocatori di fascia D; 1 portiere È possibile fare a meno di un giocatore (di una

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gioie infinite e delusioni pesanti.. In questi ultimi giorni mi è venuto spontaneo fermarmi un attimo, voltarmi un attimo indietro e pensare alle prime partite, alla prima coppa, a tutti quei momenti in cui capisci che quelle che stai giocando non sono semplici partite di calcio, che il verdetto che uscirà dal campo sarà qualcosa di molto più importante di una vittoria o di una sconfitta, che al tuo fianco non ci sono solo quelle altre dieci facce che vedi in campo ma vi sono decine e decine di Fraccarotti ...e siete proprio voi Fraccarotti che desidero ringraziare per questi anni insieme, per tutte le magiche avventure che mi avete regalato, perché grazie a voi ho capito che: io sono Fraccarotto e gli altri non sono un cazzo!!! Au revoir Plinio…… Polo

qualsiasi fascia) o sostituirlo con uno di una fascia inferiore Il totale dei giocatori deve essere 9 o 10 (a cui va ad aggiungersi il portiere) se persone di fascia D vogliono giocare verranno distribuite alle squadre con 9 giocatori (+port) La somma dei punteggi dei giocatori di ogni fascia non deve essere superiore rispettivamente a: 18 punti per i giocatori di fascia A; 18,5 punti per i giocatori di fascia B; 13,5 punti per i giocatori di fascia C; 5 punti per i giocatori di fascia D. I PUNTI NON SPESI IN UNA FASCIA POSSONO ESSERE USATI IN UNA FASCIA PIÙ BASSA. Il portiere ha valore 0. Se viene cambiato durante il torneo con un altro giocatore, il valore complessivo della squadra dovrà comunque rispettare tutte le regole qui citate. Regole speciali: Un portiere della squadra intercollegiale di calcio non può fare il portiere in una squadra del Chicca diversa da quella delle mqm. I giocatori ““erasmus”” possono essere comprati normalmente, oppure, al loro eventuale rientro, possono sostituire un altro giocatore assente o infortunato di valore non minore al proprio.


PRESÈNTATI Nome: Marco Sirica Soprannome: Ping ping

Sono nato a Casale Monferrato il 15/03/1988 Mi sono diplomato con una valutazione di 66/100 al liceo Scientifico ““A. Avogadro”” di Vercelli Tento di studiare Giurisprudenza (terzo anno) N stanza: 38 N matricola: 382165 Hobby: figa, Kick boxing, basket, calcio Dopo un anno da pendolare, e un anno (il primo) in casa con dei miei ex compagni di liceo, ho deciso di fare domanda per il miglior collegio di Pavia : il Fraccaro! Il soprannome me lo ha dato Moviola la prima sera che ho fatto matricola data la mia elevata statura! Ma nonostante tutto pratico kick boxing (e mi piacerebbe continuare con questo sport anche qui a Pavia) e ho giocato a basket per qualche anno……che strano il mondo ! Se sarò degno di far parte della miglior collegialità di Pavia potrà deciderlo solo il tempo………… ai posteri l’’ardua sentenza. (ndr: bella presentazione di merda)

Mi chiamo Davide Di Guardia, detto Flipper e sono nato a Casale Monferrato, il 21/08/1988; mi sono diplomato al Liceo Scientifico Tecnologico all'Istituto Superiore Ascanio Sobrero di Casale Monferrato con una votazione di 78/100 e conseguito la laurea al corso LT in Biotecnologie con una votazione di 106. In questo momento, tento di studiare Biotecnologie Industriali. Il mio numero di stanza è 23 e i miei hobby la Figa, la lettura e L'Hockey su Prato.

Nome: Davide Pedrini Soprannome: Ultimo Sono nato a Tirano il 27/12/1992 Mi sono diplomato al liceo Scientifico ““G.W. Leibniz”” Nonostante molti vedano le mie movenze di Bormio con di sessualità ambigua, vi assicuro che sono una valutaziosolo dettate dalla mia innegabile natura di ne di 85/100 delfino curioso... Tento di studiare ingegneria elettronica e informatica N stanza: 76 N matricola: 402109 Hobby: figa, calcio, moto

Dietro tutto ciò, però, si nasconde un grande fan della MotoGP e di Valentino Rossi, ammaliato dalle innovazioni tecnologiche e dal mondo informatico e in ultimo, ma non per importanza, follemente innamorato della sua Delfina. Penso di aver racchiuso in queste righe alcune delle caratteristiche della mia personalità; se non vi sembrano abbastanza venite bussare alla mia porta, che, da adesso in poi, resterà sempre aperta.

Il mio soprannome è Ultimo perchè sono l'ultimo dei fratelli Pedrini qui al Fraccaro, dopo Bormio e Bormietto. Tra i vari soprannomi che mi erano stati assegnati c'erano 3D perchè il mio nome ha come iniziale la lettera d e sono il terzo fratello, Bormiuccio e Digao per la mia somiglianza all'ex giocatore rossonero secondo Foggia. Seguo il motomondiale e mi piace fare giri in montagna a Bormio con la mia moto (un trial fantic 250). Tra l’’altro ho una vita triste e vorrei arrivare vergine al matrimonio.

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SAPEVÁTELO

Voci di Corridoio

Vi ricordate ancora come si gioca? Contattate Esselunga se credete di aver indovinato...

Il Periodico Fraccarotto

Direttore Responsabile Massimiliano Pizzonia Art Director Tommaso Pugliese Redazione Collegio Plinio Fraccaro

Omar Giozzi l’’aveva predetto: ““Per vincere il torneo dovremo prima perdere la coppa!””

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Anno 3 - N. 8

4 giugno 2012 - Anno V dell’era VdC

Rivista ex-fraccarotta

EX VOCI DI CORRIDOIO

NUNC EST BIBEnDUM Estratto di PURO VdC a cura di: Elia Ferrari, Giovanni Ferrari, Giovanni Mason e Simone Pellegrin

Il Fraccaro magnifica le sue gesta calcistiche dopo lo schiacciante successo in finale contro il donboskov. Ora è il momento di festeggiare e di alzare in alto i calici verso traguardi sempre più gloriosi. lenzuola scritte “a casa, arrogante, superba, pocchia” con una bomsfacciata. Dall’altra il… boletta. La Brigata Plinio il… fino a qualche anno aveva bisogno di qualco- “Oh Violenza, fai un ar- fa manco esisteva come sa di più, il Fraccaro ha ticolo sulla partita!” af- entità collegiale. Erano bisogno di qualcosa di fermava Pampa in sala solo quelli che dovevano più, sempre. Parlo con Carte Nautiche, con ben rientrare alle 11 perché gli altri, gli anziani, Mar- poca disponibilità alla se no il prete li chiudeva cello e Turconi su tutti. discussione visto che or- fuori. Servono 20 lenzuola, chi mai erano le 2 del Mer- La mia frase per quella le sappia cucire, un com- coledì sera. Questa volta sera è stata “Quante volte pressore, tanta vernice. il Megadirettore Megaga- partite così…”. L’ho ripeMa soprattutto serve una lattico ha usato più tatto, tuta a tante facce amiche frase. Ricordo che ave- ma sempre la stessa in- e conosciute, lasciando vo un calendario in ca- discutibile spocchia de- agli sbarbatelli il compito mera, era un calendario mocristiana di chi, una di farsi trascinare dall’ondi Mussolini. Non frain- richiesta, non se l’è mai da emotiva biancorossa. tendetemi, non sono sentita rifiutare quando si Agli sbarbatelli e a Gotta un Fascista, ma l’estate parlava di VdC. (che pare si sia portato Nella fontana c’erano an- era certo il Meazza, ma precedente ero finito a Vinta la semifinale, para- a casa Mamo in quanto cora i pesci. L’into naco forse i tifosi urlavano e Predappio, girovagan- frasando Paolini, scrissi suo nuovo grande amidei muri che danno sul soffrivano di più. In fina- do per la Romagna. Lì i per tutti: “Nella vita di co). Perché di partite così cortile interno era ormai le ci tornavamo quell’an- negozi di souvenir sem- un fraccarotto, ci sono ne ho viste e tifate. Ora in condizioni disastrose no, grazie alle imprese di brano fermi al 28 ottobre momenti tragici ed altri, la posizione è un’altra, altanto che a maggio di una squadra pazzesca, 1929: il calendario era peggio ancora, seri. In trettanto importante, crequell’anno un mattino ci Macchi, Juin, Montoli- zeppo di curiosità stori- campo, in finale”. do. Esserci dà il senso di svegliammo e alle fine- vo, Mendieta, Maldini, che e lo comprai. Fu la Martedì 29 maggio 2012. continuità ed eravamo in stre avevamo le impalca- Colucci, Di Salvo, Ti- nostra fonte di ispirazio- Stadio Fortunati. Da una tanti tra gli Ex, davvero. ture che correvano lungo nelli, Fatutti, Brigante, ne: di frasi ce n’erano parte l’armata biancorosSegue a pag 3 le tre pareti interne (tran- Piccinno, Turconi. Gen- tante ma dopo tre giorni ne quella della menza, ri- te da brivido. Quando scegliemmo quella. NESfatta più avanti). Non c’e- in TV sentite dire che i SUNO PENSI DI PIEra Voci di Corridoio, non tifosi sono il dodicesimo GARCI SENZA AVERE c’era la stella (10 tornei uomo in campo…caz- PRIMA DURAMENTE di calcio vinti ndr), non zate. La Brigata Plinio COMBATTUTO. Mica c’era il Summerparty. era il dodicesimo uomo male. Non tutti la pensaPer celebrare in maniera idelebile il sucMa c’era un Fraccaro in in campo: 90 fraccarotti vano così, ma una frase cesso dei nostri aitanti atleti nel massimo finale, ancora una volta, che vivono insieme tutti i dovevamo sceglierla e torneo di Calciuo inntercollegiale Ex un anno dopo. Di fronte giorni e che quando si ar- scegliemmo quella. NotVOCI DI CORRIDOIO è lieto di donarvi ancora la Residenza, che riva allo stadio si divido- tetempo portammo 20 il prestigioso e nuovissimo album di l’anno prima ne aveva no perché tutti sul cam- lenzuola candide a Sidimmagini adesive. fatti piangere tanti (Bensi po d’erba non ci stanno ney P. (teniamo segreta ricordo, su tutti). Biso- e un po’ devono andare l’identità per non comgnava fare qualcosa di sugli spalti. Solo quella la prometterne la pensiogrande, qualcosa per sta- differenza, perché men- ne) che dopo un paio di re un passo avanti a tutti, tre la squadra si allena, giorni ce le riconsegnò croce e delizia del Plinio. lo fa anche la tifoseria; cucite e con tanto di ocAi tempi chi scrive era mentre chi gioca suda in chielli in ferro per poter un assiduo frequentatore campo, chi è in tribuna appendere lo striscione di San Siro, non un ultrà, suda ancora di più. Per senza rischiare strappi. ma uno che allo stadio ci questo non giochiamo Il compressore lo portai andava volentieri, ormai mai in 11, giochiamo in io, figlio di imbianchiPer cominciare la da anni. E qualcosa di si- 90. Sempre. no, da Viguzzolo con la sosprendente racmile a quell’ambiente lo Per farla breve, ero un Yaris della morosa (che colta in omaggio la aveva vissuto anche l’an- Fagiolo e l’ho buttata lì: puntualmente ammacfigurina di Vittorio no prima: era una dimen- facciamo uno striscio- cai). Colletta e si comprò Piccinni, il famoso sione diversa però, più ne. “Sai che novità! Ne la vernice. Il babbo mi centravanti. Buon umana, più collegiale. Il abbiamo già di striscio- aveva insegnato che per giuoco a tutti! Fortunati, oggettivamen- ni”. Non mi avevano ca- fare righe dritte occorre te pieno per un venti per pito. Io parlavo di uno “mascherare” tutto con cento, forse meno non Striscione. Non di tre

Lo striscione

Momenti Seri


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carta gommata e giornali (aveva un trascorso da carrozziere) e mettemmo in pratica l’insegnamento. Un mattino, svegliatici di buon’ora (che in Collegio voleva dire entro le 10) coprimmo il pavimento del corridoio sotto al porticato che dall’ingresso in collegio porta alla menza. Vi risparmio tutto ciò che successe con il Rettore, per nulla preoccupato dell’utilizzo di un compressore con vernice e del tutto disponibile a farci realizzare ogni sorta di diavoleria in nome del buon Plinio. Ovviamente non era così. In ogni caso le nostre rassicurazioni furono abbastanza persuasive. Il cellophane copriva pavimento e muri laterali, le candide lenzuola erano stese per terra e le matricole in sala comune stavano ritagliando i giornali seguendo i disegni che qualche folle aveva realizzato durante le ore di noiosissime lezioni, coadiuvati dal Gotta che squadra in mano e matita dietro all’orecchio si era calato a meraviglia nella parte. Mano a mano che i pezzi di giornali arrivavano, davo indicazioni ai preziosi collaboratori per assemblarle ed attaccarle. Ricordo in queste fasi un gagliardo Marcello, dotato anche di ginocchiere blu elettrico, visto che la posizione sarebbe rimasta la stessa molto a lungo, carponi sul pavimento. Tracciate le prime tre lettere si poteva procedere alla verniciatura e lì, l’accensione del compressore rumorosissimo richiamò decine di curiosi. Non tutti erano al corrente di ciò che stavamo facendo: qualcuno aveva sentito parlare di uno striscione ma niente più. Turconi maneggiava la pistola con maestria, come il più consumato graffitaro milanese. E così, di lettera in lettera, di ora in ora, il lavoro procedeva alacremente. Il tutto durò tre giorni (come le cose veramen-

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te importanti). A dire la verità non ricordo nemmeno come facevamo a garantire l’accesso in menza a tutti i figli della lonza che ogni giorno accorrevano affamati tra le Sacre Mura. Forse una deviazione, mah. Sicuramente non facevamo su tutto a mezzodì perché il lavoro di srotolamento sarebbe stato allucinante. Furono in molti a collaborare per la riuscita dell’impresa e mi scuso con chi non sarà menzionato. Ma poco importa perché quello, come tante altre cose che avvennero in passato e che sarebbero avvenute in futuro, era frutto del genio e della dedizione dei Fraccarotti e non solamente di un Tizio o un Caio. Ma oltre a chi lavorava per la riuscita dello striscione, altrettanta importanza ebbe chi, come sempre accade in ogni paese della Penisola quando ci sono i lavori in corso, venne a sbirciare come fanno i vecchietti, con l’occhio critico e pensando che si sarebbe potuto fare meglio. Ogni tanto la dicevano pure la loro opinione e, a seconda di quando bruciavano le ginocchia a Marcello o quanto faceva male la schiena al buon Turconi, ricevevano una risposta garbata o solo insulti e imprecazioni. Io, dal canto mio, ero un Fagiolo e me ne stavo ben ben zitto. Anche perché, forse più di ogni altro, ero sicuro della riuscita dello striscione. Poi c’era chi, mimando il verso del gufo, diceva che ce la stavamo andando a cercare, perché la scaramanzia (elemento di cui ai tempi il Collegio era intriso) insegnava a non cantar vittoria prima dell’ora. Io chiedevo loro dove avessero visto striscioni di tifosi con frasi tipo “Beh dai mettetecela tutta e speriamo”. Era una valida argomentazione, ma naturalmente non convinceva tutti. Al terzo giorno lo striscione era pronto. Sic-

come il lungo corridoio non bastava a farlo srotolare tutto, avevamo già provveduto a ripiegarlo più volte su se stesso. Quando le lettere finali furono asciutte a dovere, togliemmo le ultime mascherature, firmammo lo striscione e lo piegammo, pronto per essere portato allo stadio. Non è intenzione di chi scrive raccontare quel che successe dopo: lascio volentieri a qualcuno scrivere di come andò la seconda finale consecutiva persa contro il Golgi, di come abbiamo dovuto rinviare ancora la festa (non di molto per fortuna), di come Luca Montolivo entro alla pizzeria Marechiaro con gli occhi gonfi di lacrime. Quella fu una serata amara, come amaro fu togliere uno ad uno i ramini che tenevano bello dritto e leggibile lo striscione, dalla parte opposta alle tribune in modo che giocatori e tifosi insieme lo potessero vedere. NESSUNO PENSI DI PIEGARCI SENZA AVERE PRIMA DURAMENTE COMBATTUTO. Fu la prima apparizione di quello slogan e fu pure l’ultima. “Portava sfiga” si disse poi e fu così che lo striscione, che tanto sudore era costato, fu ripiegato l’ultima volta su sé stesso e chiuso dentro un cassetto e cadde, almeno per me, nel dimenticatoio per tutti questi anni. Posso solo immaginare le resistenze degli anziani e le insistenze dei giovani fraccarotti spavaldi al momento della proposta indecente. Sono felice che l’abbiano avuta vinta i giovani e che quello striscione, ricolmo di speranze tanti anni or sono, abbia potuto accompagnare il Fraccaro a vincere una finale, pochi giorni fa. Ora, forse, diranno che quella sera non fu colpa dello striscione se non vincemmo. Ma poco importa, quel che conta è che anche quest’anno

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bisognava fare qualcosa Plinio. E anche quest’andi grande, qualcosa per no ci siamo riusciti. stare un passo avanti a Pampa tutti, croce e delizia del

Che dire? Questa volta è davvero tutto. Dopo anni e anni di scuup, reportasgs, editoriali e inziative arriva il momento in cui ci congediamo da voi, nostri amati lettori. Le Voci di Corridoio che per anni hanno allietato la nostra permanenza prima, e la nostra dipartita poi, dal Venerabile Collegio, finiscono qui. Non ci sarà una prossima uscita, non ci saranno nuove sosprendenti idee della Redazione. Arriva un momento nella vita di un uomo in cui egli deve decidere di staccarsi dal passato e guardare avanti verso il futuro. Per noi, quel giorno è oggi. Ma non ce ne andremo prima di aver ringraziato tutti: lo vogliamo fare con queste poche righe, perchè nulla potrà bastare a farvi capire cosa siete stati per noi. Idem Velle, ora et semper. Buone vacanze a tutti, ci rivediamo ad ottobre.

Per aiutarvi ad ampliare la padronanza della nostra bella lingua italiana, ritorna il Dizionario illustrato di Uzzino. Come sempre, corredato da illustrazioni che vi permetteranno di associare i concetti alle immagini.

In|cal|lìr|si [fonetica: inkal'lirsi] (v. pronom. intr.) Penetrare, conficcarsi nella carne. Detto specialmente degli unghî, che per anomalia nella crescita, incidono i tessuti circostanti. Sinonimo di 'incarnàrsi'. es. Mi si è incallito un unghio! Fa male, si sta incarnando.


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Segue dalla prima

I ragazzi in campo avevano paura, almeno così è sembrato a me. Un inizio un po’ complesso… ma dopo la semifinale col Golgi la squadra di quest’anno ha dimostrato di aver scoperto di essere il Fraccaro. Quel Fraccaro che le partite più difficili le ha sempre e solo vinte col cuore, mai coi piedi. E così eccola la schiacciasassi biancorossa, che macina gioco e sforna gol. Cattiveria e rabbia (si vedeva sangue slavo correre a fiumi nelle vostre vene). Non vi ho picchiato inutilmente, allora. Ho la speranza che, le parole che volevo dirvi e non vi ho detto, fossero lo stesso nelle vostre teste: davanti non avevate il Don Bosco… davanti c’era lo sTalla, davanti c’era la residenza, davanti c’erano i porcellini. C’era tutto e molto altro davanti a voi. Un enorme muro da abbattere, e voi lo avete abbattuto. Bravi. Esser Ex ad una finale è una sensazione piacevole, perché sai che non sarà mai tutto come l’hai lasciato, ma speri che sia tutto uguale in maniera diversa. L’ignoranza ovviamente non è mancata, l’alcool a fiumi, le donnine manco… Una menzione per la tifoseria, che, avendo avuto il migliore dei maestri, è stata impeccabile. Ad un certo punto sembrava di esser nel cuore di Zion (Matrix 2, la scena dentro la caverna), una tribù primitiva e ancestrale che ballava al ritmo di un cuore biancorosso che, come diceva una vecchia e bellissima canzone, batte a più non posso. Premio miglior tifoseria: quante volte quella targa mi è stata ingiustamente negata dall’invidia e dai magheggi dell’odio di vari pezzenti. Ma per me, quel premio l’ho vinto sempre, costringendo gli avversari alla spudoratezza per non assegnarcelo. Non è andata così per voi… e, visto che faccio

l’ex rompiscatole, vi dico di non far calare l’aggressività, non smettere mai di farsi odiare. Molti nemici.... vedo troppe mani strette, troppe pacche sulle spalle. Pochi insulti a madri varie, e questo non va bene. Ma non penso di aver nulla da insegnare a nessuno, anche perché la finale l’avete vinta e quindi l’abbiamo portata a casa. E fanno 11. Un posto nella storia. Ultima cosa: non è facile sintetizzare in un coro l’intero animo, in un preciso momento storico, di tutta la Collegialità. Io lo feci con “Ammirate questo è IL Collegio” che ha fatto tremare gradinate e palazzetti. Erano gli anni della supremazia assoluta, quelli in cui non potevamo far altro che vincere e l’unica speranza degli avversari era farci penare un po’ di più. Facciate sì che “Il Fraccaro paura non ne ha!” sia il vostro, perché questo momento e i momenti che verranno, sono di chi ha l’onore di dormire ogni notte tra quelle mura e, di conseguenza, sono anche nostre, che ormai, quelle mura le sogniamo ogni notte. L’altra sera la paura l’ho vista scomparire, ed ho visto esplodere la festa (compresi dei limoni durissimi al limite dell’atto osceno in luogo pubblico). Tutto cambia, per non cambiare mai no? Sempre vostro. Violenza

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La casa della Sora Edoarda “trombatele finchè sono vergini“

UZZINO SEI IL PEGGIORE Ciao, è da tempo che non ci sentiamo. Un motivo c’è! Volevo vedere se lasciandoti in pace saresti riuscito a migliorarti, ma niente da fare. Ti devo fare una domanda, sei scemo? Cosa serve diventare un super mega anziano galattico se non sei capace nemmeno di contrastare un comitato che vuole trasformare il mitico sum-

mer party in una festa da terroni discotecari, dimenticavo tu sei famoso solo per il ballo alla palermitana e sei pure più terrone di un palermitano. Ultimamente non ti si vede più in giro, non bevi più, non si racconta di te sveglio alle 4 del pomeriggio con la faccia da cazzo di plastica, era l’unica cosa che sapevi fare bene. Uzzino sei il peggiore. Per non parlare del fatto che sei anche insolitamente brutto sciupato da una vita descrivibile fra il merdoso e l’angosciante, preso male da esami di una facoltà per mongoloidi che pensano di potersi curare aiutando altri mongoloidi. Ti dico una

cosa, voglio che la recepisci bene, e poi dopo questo articolo non ti degnerò più attenzione. Dovevi riuscire a fare una cosa per toglierti l’etichetta del peggiore dovevi diventare quello che persone tue coetanee hanno fatto da tempo, dovevi diventare un ex ricordato per le sue avventure e le sue grandiose opere collegiali, invece ti ritrovi anc ora fra quelle immeritate mura lordando quel poco che eri riuscito a costruirti. Cari collegiali, leggendo queste pagine di EX VOCI DI CORRIDOIO, vedete ciò che è stato l’impegno per la comunicazione collegiale, invece vedendo Uzzino di oggi non vedete nulla, non vedete un anziano e un giorno non lo vedrete nemmeno come un vero ex. UZZINO SEI IL PEGGIORE

Nella foto possiamo vedere come all'epoca la stupida e mera mqm si integrava alla perfezione con i più anziani, senza alcun pregiudizio su razza o posizione sociale. Non erano rari questi momenti di aggregazione e di gioia collettiva. Dopo le giuste e necessarie pratiche di matricolatio post vittoria. (Il colore sulla faccia della mqm è il suo sangue... n.d.r.)


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4 giugno 2012 - Anno VII

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redazione si faceva, ne approfittava per una come una cosa “comuLa mia droga si La senza troppi rimpianti, resa dei conti, intavolan- ne” (anziché il prodotto mercoledì sera. Si rac- do litigate telefoniche (o di pochi, per pochi) o chiamava VdC dicoglieva il materiale, Elia anche LIVE, in corrido- addirittura prendevano «Lunedì ci vediamo in camera mia dopo pranzo e facciamo un piccolo briefing per Vdc, ok?». «Ok, a che ora vengo?» «Dopo pranzo.» «Ok.» Io e Mason ci mettevamo d’accordo così, con la consueta incomunicabilità, per preparare il numero della settimana. Era una riunione che facevamo quasi sempre in due, senza il resto della redazione, e per una ragione ben precisa: «Adesso che PampaNatale non c’è più, c’è assolutamente bisogno di qualcuno che sappia rompere i coglioni molto bene alle persone che devono scrivere gli articoli.» Ed effettivamente questo genere di lavoro non mancava mai. C’erano quelli che te lo scrivevano quasi subito e quelli che si facevano un po’ supplicare; poi c’era Uzzino che si faceva IMPLORARE e alla fine non lo faceva. Escogitavamo articoli che si potessero chiedere in base agli avvenimenti della settimana, e Mason prendeva appunti microscopici ed incomprensibili sulla sua agendina di Corto Maltese. Microscopico ed incomprensibile era anche il modo in cui Elia e Giovanni tagliavano ogni giorno gli ingredienti di una indimenticabile pasta al sugo: a pranzo alla 53, con Espo, Diana, Toz sdraiato sul letto che mangiava altre cose... e le alici.

faceva un bell’elenco sulla lavagna di tutti gli articoli, Mason cominciava a impaginare e poi, sotto la direzione di Pampa - che era una vera direzione d’orchestra - si cominciava a “farcire” ogni pagina con tutte quelle intuizioni che erano la specialità ed il collante di VdC... Violetto ed io scrivevamo spesso qualcosa per contro nostro, durante la prima fase; poi prendevamo parte al momento “creativo”. Era un lavoro di squadra, quasi metodico, eppure imprevedibile, al limite dell’irrazionale... che dava un tocco diverso a ogni numero. Da allora, Elia non ha mai smesso di fare elenchi alla lavagna: ogni mercoledì sera, in casa sua, mette in ordine alfabetico una lista della spesa. Verso l’una o le due, la redazione si trasformava in una anonima alcolisti pronta ad accogliere fraccarotti reduci dal devastante mercoledì sera: alcuni raccontavano qualche vergognosa avventura sessuale, ovviamente altrui; alcuni scrivevano di getto un articolo iper-etilico (o lo dettavano, nei casi più gravi); altri urlavano, altri semplicemente si addormentavano sul tavolo. Un altro momento, meno frequente, ma topico, era la comparsa di fidanzate, o presunte tali, che reclamavano la compagnia di un redattore. Qualcuna

io); qualcuna si sedeva un po’ lì, fingendo di interessarsi al nostro umorismo perverso; altre, più concrete, se ne andavano disgustate alla sola vista della redazione in attività. Con il trascorrere delle ore, l’entusiasmo cominciava lentamente a scendere, lasciando posto al sonno e alla voglia di chiudere il numero, senza tralasciare niente di tutto quello che era successo nell’arco della serata. Salvo imprevisti. «Sono le sette ?! PORCA TROIA! Ma che cazzo è successo?» Questa frase preannunciava una colazione della buonanotte al bar, in compagnia di Nicolina e Federica, che si prendevano un caffè con noi prima di cominciare a lavorare. Copie A4 in sala comune, copiette A5 nelle cassette degli abbonati... e finalmente a dormire. VdC riempiva le nostra “giornate” dal tramonto all’alba: era uno stile di vita che dava un colore in più alla vita collegiale e ci lasciava ogni giovedì mattina con la dipendenza dei suoi postumi emotivi, e con la voglia di ricominciare. Un gruppo di drogati, formato però da persone molto diverse, con modi diversi di vivere anche in collegio, e capaci di condividere le proprie esperienze. Gli altri collegiali percepivano bene questa atmosfera, e di conseguenza leggevano VdC

casione di incontro irripetibile, specialmente con le persone che meno facilmente avremmo coparte alla redazione. In nosciuto all’esterno. altre parole, VdC funzionava esattamente come Monto pensavamo che dovesse essere il collegio: un’oc-

Ai miei tempi... Il collegio ai tempi in cui non c’era il wireless

Ai miei tempi vincevamo la coppa cairoli da così tanti anni di seguito che ormai faceva parte della nostra quotidianità. Una volta ci cuocemmo anche il ragù di cinghiale e la polenta. Ci facevamo di tutto, anche colazione. Gioventù fraccarotta, studenti del Plinio, mqm, fagioli, colonne e anziani ed illustri ex: siamo giunti tutti insieme al momento in cui bisogna contemplare la nostra grandezza, discutere del passato glorioso e del futuro maschio di queste sacre mura. Per ricordare che senza sforzo, senza sacrificio e senza sangue nulla si conquista nella storia, quale desco migliore e più indicato se non quello accogliente e armonioso del nostro valorosissimo fratello Spongio? oi siamo sempre domani" discorsi di fede biancorossa. Spongio offrirà a tutti i partecipanti farina di grano del suo campo, fagioli e cotica.


Anno 3 - N. 8

Gente con le Palle Ovvero persone riuscite nella vita In occasione di questa edizione straordinaria abbiamo raggiunto e intervistato per voi il MaldoneNazionale, uno dei fraccarotti più attivi degli ultimi anni, su tutti i campi. Uno dei pilastri della squadra di calcio. Una delle persone che ha contribuito di più alla gloria del Plinio. Nome: Fabrizio dell’Angelo Nomignolo collegiale: Maldo Anni in collegio: dal 2001 al 2006 Occupazione attuale: Dottore magistrale in Scienze Politiche Il collegio Fraccaro ha sempre avuto una squadra di calcio forte e ben organizzata. Quali erano i collegi che reggevano il confronto nei tuoi anni da fraccarotto e da pilastro della difesa biancorossa? Durante i fantastici 5 anni con la maglia biancorossa, abbiamo messo appunto anno dopo anno una squadra fantastica. durante quei favolosi 5 anni, i collegi che più ci hanno messo il bastone (gran bastone di merda non è mai stato un problema) tra le ruote sono stati soprattutto e anzi solamente 2, il cardano di Chiumente e il Golgi multietnico. Il calcio è stato sempre molto importante in collegio. Come veniva organizzata la stagione sportiva della squadra? E’ a nostro avviso proprio l’organizzazione di tutte le sue componenti, di ogni dettaglio, di ogni allenamento che quest’anno ci ha permesso di arrivare in finale e di vincere il torneo, anche se nessuno ci dava per favoriti. l’organizzazione credo che sia una tramandazio-

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ne. Quindi dalla preparazione atletica, da qualche partitella già a dicembre e dall’inizio degli allenamenti a gennaio, in vista del primo impegno di stagione: la Coppa Cairoli. L’importanza era l’attaccamento alla maglia, tramandata da grandi personaggi carismatici come: Ravizza e DiLiddo in primis, dalla panchina. Ex giocatori come furlanetto e i racconti delle sue gesta, mettevano nei nostri animi la voglia di emulare una grande squadra e tenere alto il nome diPlinio negli anni. Arrivavamo sempre carichi fisicamente fin dall’inizio del campionato, forse anche perchè in 7/11 della squadra giocavamo già in squadre di categoria nei paesini di provenienza. Cosa ricordi della tua prima volta in campo con indosso il peso di quella benedetta maglia biancorossa? Ricordi un episodio divertente capitato in coppa Cairoli o in una fase finale dell’intercollegiale? il primo impegno è stato appunto in coppa cairoli, primo impegno ufficiale della stagione. ero matricola ma è stata la prima partita che mi ha subito fatto capire che non avevamo una tifoseria tipo quella a cui ero abituato alla domenica in 3^ e 2^ categoria, dove al massimo c’erano 30 signori di una certa etè a commentare le azioni. Lì invece c’era la migliore tifoseria degna di una finale di prestigiose coppe: 80/100 persone, cori, nomi al megafono, fuochi d’artificio, cori, cori e ancora cori. un’emozione fortissima e una grande spinta in pi√π sulle gambe. abbiamo vinto e da quel momento ho iniziato a pensare che sarebbe

iniziata un’importantissima fase per me, e per la squadra composta da un importante gruppo di matricole che sarebbero rimasti dei pilastri della squadra di Plinio per i successivi 5 anni: Colucci e Di Salvo tra tutti. C’è un calciatore fraccarotto che ti ha ispirato e che hai ammirato calcisticamente parlando, nei tuoi anni di militanza? Ricordi qualche episodio significativo? spesso non era solo chi stava in campo a motivare e servire da guida, ma lo spirito dei più anziani e degli ex che ci seguivano e ci insegnavano lo spirito collegiale. fuori dal campo sicuramente i due prima citati, Ravizza (che nel mio primo anno era il Presidente della squadra) e DiLiddo, come allenatore. Fantastico perchè preparava la partita per una settimana, si sentiva un vero tecnico e ci metteva l’anima, ci credeva! Questo è lo spirito. In campo invece è sicuramente stato importante Montolivo, ma anche l’intesa che ho sempre avuto con i compagni di reparto. Il livello del torneo intercollegiale. Ogni anno che passa si dice che il torneo ha un livello calcistico pi√π basso dell’an-

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no precedente. Di anni ne sono passati un po’ e a sentire il parere degli esperti il livello sarebbe ormai a “scapoli vs ammogliati”. Confermi questa impressione? Quanto era forte la squadra del Fraccaro che vinse il triennale all’inizio degli anni novanta? Vogliamo esempi, paragoni, aneddoti. Si, confermo l’impressione, il livello si è abbassato, ma non la voglia e la passione dei giocatori. quest’anno ho visto una squadra che voleva vincere, e ha vinto! negli anni novanta non so quale fosse il livello, ma dai racconti degli ex possiamo dire che una volta c’erano dei singoli molto forti e il fraccaro vinceva per questo. fine anni novanta si è portato la squadra sulle spalle un fuoriclasse che giocava in squadre di calcio importanti, Furlanetto. poi aveva qualcuno su cui contare, Facchinetti, Petani, Sicuro, Maniscalco e qualche altro, ma era il singolo che decideva la partita. Sentendo i loro racconti prendeva palla in difesa ed andava in porta. Quindi mi sento di dire che come livello medio dei giocatori e di qualità della squadra, abbiamo

toccato l’apice nei miei anni. come dicevo prima erano poche le persone titolari che non militavono già in una squadra di calcio. Avevamo raggiunto un livello per cui avremmo potuto giocarci un campionato in 2^ categoria (in province impegnative come Varese o Bergamo, in cui il livello è alto). Comunque non era solo il nostro livello alto, ma anche quello del campionato. Non c’era mai una squadra nettamente più forte, all’interno delle 3 o 4 che si giocavano ogni anno il titolo. Un tuo pronostico per la sfida che si giocherà prossimamente “VecchieGlorieBiancorosse vs Fraccaro 2012”. oggi ragazzi, lavoro ed età arrugginiscono gli atleti d’un tempo. I giovani hanno appena vinto un campionato e sono sulla cresta dell’onda. Sarà dura, ma se ci ricordiamo ancora come si fa, e soprattutto se riuscissimo ad avere tra i pali un buon portiere, sarà difficile per le giovani leve battere la storica armata biancorossa!!!


Anno 3 - N. 8

Cuore Biancorosso Ci sono delle cose, in questo mondo, alle quali non si riesce a dare una spiegazione logica. Una di queste è sentirsi parte di una comunità nonostante il tempo ed i chilometri, sentirsi legato visceralmente ad un luogo a delle persone che con

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te hanno condiviso momenti belli e meno belli, e provare quasi lo stesso sentimento verso persone che praticamente non conosci e verso i quali a volte nutro della sanissima invidia. Tutto si riconduce ad un nome ed un cognome: PLINIO FRACCARO, a dei colori, ad un motto che ho fatto mio fin dal primo giorno e che mol-

Nella foto il condottiero che ha portato il titolo dell'intercollegiale per l'undicesima volta al cospetto delle torri. A distanza di quattro anni dall'ultimo titolo, il titolo della stella, il Fraccaro si riconferma campione . Mister Dushaj, fine stratega e inflessibile coach ha saputo gestire al meglio le risorse umane che aveva a disposizione e nell'intervista ai microfoni di TelePlinio ha rivelato in anteprima che l'anno prossimo allenerà un club cinese per la fantasmacorica cifra di dieci milioni di yupaz a stagione.

ti, non a torto, hanno tatuato sulla pelle: IDEM VELLE. L’ansia della finale inizia a manifestarsi dopo l’incontro con la residenza. Ho subito pensato ad una conversazione fra me e il capitano Luigi “moviola, libano, negrodimmmerda” Costanza. In quell’occasione si parlava della Coppa Cairoli, prestata per un anno ai tafani giallo neri (meritano di vederla poveri distraziati, c’è gente li dentro che pensava fosse un qualcosa appartenente alla mitologia) e dissi a Luigi che era inutile piangere sulla sconfitta subita ma bisognava investire quella rabbia e quella determinazione nell’intercollegiale…dalla mia bocca uscivano le parole di Enver, pazzesco! Ed è così, in fibrillazione con i pensieri ancora a quella chiacchierata, che mi siedo davanti al PC alle 21.15 con tutta la tensione addosso di chi è ad un passo dalla

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gloria. Dopo dieci minuti di gioco mi ha colpito subito il nostro gioco, il nostro essere più squadra degli avversari, mi ha colpito il modo di Enver, lo Zeman de no’altri, di plasmare una squadra efficientissima, mi ha colpito la brigata agguerrita come sempre nonostante il passaggio di testimone dell’indimenticato Violenza. Mi ha colpito condividere da 1600 chilometri di distanza gli stessi momenti con fratelli che adesso si trovano in Canada (ciao Bestione!) o a Londra (suca presomeil!), con australiani giganteschi, con gente che adesso ha messo su famiglia e di tanto in tanto faceva capolino per chiedere il risultato, tutti uniti come se fossimo ancora sotto le torri o diversamente davanti al portone di ingresso del cairolidimmerda per depositare le sostanze di scarto prodotte dall’eccessivo consumo di birra.

Come al solito è stata un’emozione vedere la premiazione, vedere alzare quel trofeo, quasi piangevo quando Enver mi ha chiamato vedendo la mia precendente chiamata…ci sono cose che non hanno una spiegazione logica, come le urla che ho lanciato per i gol o per gli interventi di CIOLLA, esultare nel vedere bidello falciare senza complimenti il loro campione, provare immenso dispiacere nel vedere mio figlio Sacha allontanarsi dal terreno di gioco claudicante mentre in piemontese stretto urlava “OIXHQèOCHijxVk +,FJHX+9FHF9JHQùFH JZOKzgfèmfhfj+je+!!!”… e’ incredibile come in 90 minuto si possa capire il senso della vita...GRAZIE IMMENSAMENTE PLINIO, GRAZIE RAGAZZI!! IDEM VELLE.

Ema


/Numero129  

http://www.collegiofraccaro.it/vdc/Numero129.pdf

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