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14 marzo 2011

numero 122 — anno VI

Salvi per un palo

Il Fraccaro straccia ogni record vincendo rocambolescamente per il settimo anno di fila. Editoriale di Splendid Il numero sette rappresenta molte cose: i giorni della settimana; i peccati capitali; il numero atomico dell’azoto; i re e i colli di Roma; l’età mentale di Ezio; le stelle dell’Orsa maggiore; i nani di Biancaneve ; le piaghe d’Egitto; gli anni di sfortuna quando si rompe uno specchio. Ecco, evidentemente al cairoli qualcuno deve aver rotto uno specchio: come si spiegano altrimenti sette anni di sfiga continua, ostinata e implacabile, una sfiga che li perseguita persino quando, come quest’anno, si meriterebbero qualcosa di più? In effetti un’altra spiegazione ci sarebbe: forse non c’entra affatto uno specchio e la verità è che i poveri cairolotti sono dei perdenti nati, e che per quanti sforzi facciano restano condannati al loro squallido destino (mentre scrivo, mi arriva la notizia che sono riusciti a sbagliare un altro rigore contro il valla…). O forse il motivo va cercato altrove: forse il cairoli non ha colpe e il problema è che il Fraccaro semplicemente non accetta l’idea di poter perdere contro un collegio che soffre di una emorragia cronica di tifosi sugli spalti e di autostima in campo. Qualcuno potrebbe chiedersi, dopo sette anni, dove troviamo la motivazione, perché mai per noi vincere sia così importante. La risposta è semplice: perché noi non conosciamo alternative. Per il cairoli, una sconfitta è solo l’ennesima di una lunga, indistinta serie, e trova una facile quanto illusoria consolazione nel pensiero che “andrà meglio la prossima volta”. Per noi invece, anno dopo anno, non esistono scuse, non esistono attenuanti, non esistono facili scappatoie; perché noi non dobbiamo dimostrare di essere superiori a loro: dobbiamo dimostrare di essere all’altezza di noi stessi.

CAFFÉ LETTERARIO Uzzino sei il peggiore a pag 7 http://www.collegiofraccaro.it/vdc

Momenti che non hanno prezzo La coppa cairoli…quell’unico giorno su 365 in cui tutto quello che goliardicamente è detto, scritto, cantato durante l’anno si trasforma in realtà…quell’unico momento in cui il respiro di un Collegio si ferma.. quel momento in cui a scendere in campo con te non ci sono solo quei soliti undici o diciotto..la coppa cairoli è uno di quei momenti che non hanno prezzo...non ha prezzo vedere la gente intorno a te, non ha prezzo indossare quella maglia che quella sera pesa come un macigno, non ha prezzo guardarsi intorno, non ha prezzo sapere che su quel campo devi dare tutto te stesso, non ha prezzo sapere che quelli che giocano dall’altra parte quella coppa non sanno nemmeno come è fatta, non ha prezzo sapere che tu rappresenti generazioni di fraccarotti che hanno varcato la soglia di quel campo prima di te e non ha prezzo sapere che in quel momento tu rappresenti quanto di più intimamente fraccarotto vi è in ognuno di noi...

Segue Polo a pag.3

RASATIO Pelati

SCONTRI DI TITANI Il vincitore

a pag 8

a pag 11 vocidicorridoio@collegiofraccaro.it


Pagelle Fraccaro - cairoliMerda 1-1 (4-2 d.c.r.) Sceccuduro 6,5 : Un portiere che non è un portiere, un cuoco che non è un cuoco, un ballerino che non è un ballerino, un gol subito che non è stato un gol subito, una parata che non è stata una parata. Una porca figura che è una figura porca. MANZO CRIMINALE Polo 6: Se nelle prime apparizioni in maglia biancorossa era teso, ora sembra un maritino in iperventilazione con la moglie in sala parto; se in passato in campo offriva prestazioni spigolose, adesso ha più spigoli lui del duomo di Milano; se il suo attaccamento alla maglia vi sembrava spasmodico, quest'anno con la sua mostruosa ansia da pre-gara è diventato il terrore dei compagni di squadra. Al novantesimo, prima dei rigori, dopo una partita in cui si è battuto gagliardamente, ma dove è stato messo alla prova da avversari allenati, che sembravano addirittura calciatori, scoppia quasi in lacrime perché, giustamente, vede la coppa precipitare nel baratro. TRANSAGONISTICA Tommaso 5,5: Le urla sono le stesse dell’anno scorso, la grinta pure, ma la prestazione non è delle più brillanti,, il cairoli ci trafigge anche a causa di una sua indecisione. Oltre a questo episodio, la sua partita è abbastanza accorta. Puntiglio finale : rabbiose chiusure in scivolata alla gamba non ne ricordiamo, sontuose aperture e accelerazioni alla jupo neanche, quindi, caro Tommy, o ti fai crescere i capelli o ti tagli la barba. TRASANDATO Moviola 5,5: Svetta sulle palle alte, cerca di fare buona guardia arginando le poche ma rapide verticalizzazioni giallo nere, tenta anche la sortita in avanti. Nonostante la peluria rigogliosa lo aiuti grandemente negli stop di petto, qualche falla si è vista, specialmente dopo il gol del cairoli. Il suo rigore lo segnava pure il custode del mascherpa. Compiti per casa: mutismo, allenamenti e minchiate nenti. DONATO CAVALLO

Messina 6: Il suo contributo in campo dal primo minuto mancava dai tempi in cui andava Gloria Gaynor e lo studio 54. Infatti si presenta sul terreno di gioco con i pantaloni a zampa, le zeppe e un cespuglio in testa. La prestazione non è scoraggiante, la forma fisica è nettamente migliorata e anche la malizia, l'acume tecnico-tattico è altra cosa rispetto alla sbarbata mqm che veniva puntualmente invitata da Tinelli ad andare a dormire con il pallone per farne intima amicizia. Non incide e non recide nessuna gola o arto giallonero, ma lasciando da parte q u e s t o match, che fa sempre storia a sé, siamo certi che svestirà presto i panni del dottorinofricchettone-pacifista per ricalarsi appieno nel ruolo di terzino scannacristiani di qualche stagione fa. LE FREAK C'EST CHIC.

rossa. Savini necessita di sana cattiveria, sentimenti genuini, dal profondo dello stomaco da sputare in faccia all'avversario. Fategli i dispetti, fatelo soffrire, più di quanto già facciate, l'acido deve salirgli in gola. Io lo sto già facendo. FANTASMA.

Mimmo 5,5: Ormai dovrebbe avere la giusta esperienza per diventare un punto di riferimento in campo. Uno di quelli che con la sua corsa prende letteralmente per mano la squadra nei momenti difficili e la trascina alla vittoria. Se tiene la bocca chiusa e lavora duro può facilmente dominare se stesso e qualsiasi avversario o cairolino immondo gli si presenti innanzi. Ha una condotta di gara tranquilla e ordinata, ma troppo incolore e priva di spunti significativi ed efficaci. SOLDAIgor 5,5: Quando la situazione si fa tragica TINO DI PIOMBO e l’acqua invade tutti gli scompartimenti, non rimane che mettere in salvo l’equipaggio sulle scialuppe, rimanere nella cabina Sacha 5,5: Cominciamo col dire che non di comando e, in solitudine, aspettare che si vedeva un fraccarotto in preda ai crampi la nave coli a picco. Il nostro capitano è da almeno venticinque anni. Ma non dispepronto a sacrificarsi in ogni occasione, gio- riamo, nonostante abbia provocato pochisca per la squadra, nel cuore della squadra, simi grattacapi alla difesa cairolotta, bisoin un ruolo importantissimo per gli equili- gna sottolineare il generosissimo(anche bri dell’undici fraccarotto. Ruba palla, si troppo a volte) e prolungato (almeno otbatte come un Leonida, segna un gol in tanta minuti) movimento sulla fascia del fuorigioco(?) e calcia in maniera impecca- buon Sasscia. Questo continuo su e giù bile il rigore della vittoria. Fa tutto quello praticato sul velocissimo sintetico del mache deve fare un capitano, quindi nn posso scherpa, sommato alla tensione che genera il luccichio della coppa cairoli a bordo camproprio rimpropo, ha causato il piccolo inconveniente al verarlo. Eppure nostro esterno di centrocampo. Ora, non il Fraccaro desarò io a scrivere su VdC che Sacha ieri merita abbonsera ha avuto un altro dantemente crampo mentre facenella seconda va di corsa una rampa frazione di giodi scale, e un altro co, rischiando il tracollo. Porco DDDemonio!!!! Bah, non so ancora in camera sua, come spiegarmelo…aveva anche i parastin- mentre cercava di aprire una scatoletta chi. STINCO DI SANTO di tonno particolarSavini 5.5: Mister Naza lo ha schierato in mente ostica. Posso mezzo e si presume che gli abbia chiesto di invece rivelare che lui stare davanti alla difesa cercando di fare per primo era delusisbene la fase d'impostazione, ma anche di simo e che le suole arrangiarsi in fase di contenimento. Savini delle sue scarpe d'alin effetti dovrebbe preoccuparsi di fare lenamento si stanno già consumando sul poche cose e bene. Lo abbiamo sempre lungoticino. COCA COLA SGASATA. detto, ha le qualità, ma manca di un pizzico di dinamismo, di furore, di voglia. Sotto i riflettori della serata di coppa si spaventa e pensa di dover sorreggere l'intera mole di gioco del Fraccaro. Il risultato è lo sbiadito ectoplasma di Savini con la maglia bianco-

* Splendid sei lento come la quaresima, non ti sopporto più!!! *

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quello che avrei voluto dirgli: “ho giocato senza coglioni”. Ebbene si, il nostro attaccante spizzatore/suggeritore dai piedini fatati ha giocato proprio senza coglioni. Attributo fondamentale per incidere in questo tipo di incontri e lo sa bene. Nonostante sia lui a sbloccare il risultato dopo cinque minuti con un’incornata malefica, sente troppo la pressione e gioca il resto del match con le farfalle nello stomaco e chissà cosa nella testa. Si sa, la coppa cairoli fa brutti scherzi (vedi i crampi di Sacha) ma questo non giustifica la sua prestazione spenta e opaca. Io continuo a ricordare quella fantastica sgroppata dell’anno scorso contro il valla, quando partendo dalla nostra trequarti seminò mezza squadra marcando un gollazzo che ci fece sognare le fasi finali per qualche godurioso minuto. Quell’azione la ricordiamo tutti, lì si che c’erano i coglioni. Dunque, compiti per Patrizio 5,5: A fine partita incontro il suo casa: ripetizioni di coglioni in camera di sguardo deluso, il giovane pescarese con Batista e cominciamo ad urlargli nelle un groppo in gola mi dice esattamente

orecchie “fuori i coglioni!!!” che fa tanto vintage alla generale Turconi. SCOGLIONATO

va di sofferenza, ma è anche vero che tutto sommato fa parte del gioco..Pensate ad un cairoli sopra media??? Può darsi che sia così…pensate ad un Fraccaro sottotono… può essere vero anche questo…e allora perché finisce sempre così..??? semplice, perché tutto quello che ci rende veri come

collegiali di questo posto eccezionale non è altro che quell’intima consapevolezza della nostra capacità di attaccarci a quello che vogliamo con tutti noi stessi, contro tutto e contro tutti, e di prendercelo… signori e signori questo è il Fraccaro.. al termine della mia ultima coppa cairoli posso soltanto dire: grazie ragazzi per tutti i momenti che in questi anni non hanno avuto prezzo, grazie Plinio!!!

Ezio 5,5: Genovezio parte a mille e per tutta la durata del match riesce a mantenersi su buoni livelli di corsa. Trasformato in un’ala grazie ad un’intuizione tattica di Messina, svolge il suo compito con dedizione e senso del dovere. Trasuda attaccamento alla maglia, infatti il capitano cairolino gli si attacca addosso e non lo molla neanche un secondo, annullandolo in quasi tutte le azioni. Furenti duelli all’ultimo sangue, scontri ad alta velocità e sportellate a destra e a manca. Esalta le folle giocando la coppa cairoli come dio comanda. Gli manca il gol e come spesso accade quando è in amore nn riesce a finalizzare l’unica occasione limpida che gli capita. Ci mette un tempo per capire le indicazioni del Nazareno che si sgola cercando di farlo arretrare in fase di copertura. CAVALLO PAZZO

Segue dalla prima in tutta questa cornice di autentico virtuosismo fraccarotto vi è poi un momento, quel momento che non ti stancheresti mai di rivivere, che vale una stagione: quando guardi il cairoli allontanarsi verso gli spogliatoi battuto, umiliato ancora una volta ,magari dopo averci anche sperato..quel momento non ha prezzo!!! Prima della partita pensavo: “è come fare un esame, lo stesso esame che hai già fatto una, due, tre,…, sei, sette volte e nelle quali hai preso sempre 30!!!” l’unico problema di questo esame è che non ci sono voti intermedi, o 30 o bocciato, l’unico modo per cavarsela è vincere..per nostra fortuna, per un’allegra serie di circostanze o per quel sentito virtuosismo fraccarotto noi sempre stati in grado di cavarcela... certo non si può dire che la coppa cairoli disputata quest’anno sia stata pri-

Ciolla 5,5: Poco incisivo, il mister gli concede solo uno scorcio di partita per una scelta puramente tecnica. Quando si entra in quel momento bisogna correre di più, incidere di più, tirare di più… effettivamente da uno con le sue capacità e i suoi piedi ci si aspetta di più. Si rifarà sicuramente nel corso dell’intercollegiale, magari partendo da titolare. NO PRESI MEIL, PREGO Denver s.v.: In pochi si accorgono del suo ingresso in campo e quei pochi che se ne accorgono non lo riconoscono. FUORILUOGO

Kapa&Rezza

Polo

Chi l’avrebbe mai detto ? Anche questa volta, come da tre anni a questa parte, Messina se la sente sucata.

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La coppa del capitano Spesso si dice che non esistono partite più importanti delle altre, ma la coppa cairoli non può essere considerata una partita come le altre. Scendere in campo con la fascia da capitano ha leggermente aumentato la tensione (non ero ai livelli di presura male di Polo), ma appena mi sveglio la mattina il pensiero va subito alla sfida serale e sale un po' l’ansia. La riunione prepartita è fissata alle 18 e 45 (indovinate da chi) e non mi lascia nemmeno il tempo di mangiare! Nel riscaldamento l'atmosfera è quella giusta e nei primi minuti dimostriamo tutta la nostra determinazione, ci siamo e vogliamo vincere; dopo qualche occasione arriva il gol – forse troppo presto – e ci rilassiamo, indietreggia il baricentro della squadra e permettiamo al cairoli di fare la partita, dopo qualche mischia in aerea e qualche brivido arriva la fine del primo tempo. Il mister ci dà qualche indicazione, ma la partita non cambia, non riusciamo ad attaccarli, e su un errore difensivo arriva il gol del pareggio. Cerco di infondere tranquillità alla squadra, ma le facce sembrano sconvolte e quei bastardi non mollano niente! Dopo qualche cambio

tattico però torniamo a fare la partita, con buona spinta sulla fascia destra, dove "il migliore dei fraccarotti" continua ad avanzare, mentre io coglione continuo a rincor-

perché iniziavo a non vederci più dalla stanchezza!). Torno in panchina trascinando le gambe e sperando di sentire il nome di cinque rigoristi, ma cosi non è: a quel punto insieme a Messina capisco che è giunta l'ora di assumersi delle responsabilità e ci facciamo avanti. I sei rigori prima del mio sono una sofferenza totale, il mio può essere quello decisivo; il tratto da metà campo al dischetto sembra infinito, passano per la testa mille pensieri, interrotti da uno spettatore che da dietro la porta mi dice di essere un ex del Fraccaro, e che se segno è finita! Nel momento in cui la palla entra non capisco più niente, non so cosa fare... credo di aver fatto la cosa giusta: abbracciare i tifosi che ci hanno sostenuto in una partita difficilissima! Complimenti agli avversari, ma la coppa è ancora nostra!!

rere per le praterie gli avversari lasciati liberi dal nostro terzino. Le occasioni arrivano, un gol annullato ingiustamente e poca lucidità sotto porta ci impediscono il 2 a 1. Arriva il fischio finale (e meno male,

Igor

Arriverà il giorno Puoi far finta di niente, puoi fingere a sten- que fagioli non sono riusciti ad esprimersi to sicurezza o noncuranza (arte che si affi- al meglio e a dare il giusto, e tanto atteso, na con gli anni, con l’esperienza), puoi al- contributo alla squadra. E forse è questo zare il volume della musica per non sentire uno dei motivi che ha permesso ai cairolotla tensione, nasconderti dietro un sorriso ti di continuare a riversare sul campo le di troppo, una battuta o un silenzio mai loro misere speranze, fino alla fine della stato così chiaro, loquace, che vorrebbe partita. Questa volta d’altronde ci credevasfogare fuori il rumore assordante che rie- no davvero. Allenati quel tanto da potersi cheggia dentro di te, misto di ansia, grinta, gestire per tutti i novanta minuti, rinforzapaura, eccitazione, preoccupazione , fervi- tisi con qualche discreto innesto, giocando da attesa… Puoi far finta di niente, ma in- come chi non ha nulla perdere, hanno trovano… Il giorno della Coppa Cairoli è arri- vato il coraggio di affrontarci a viso aperto, per una volta… vato! Ad oggi ne ho giocate due: lo stesso mister, È inutile addentrarsi in un commento tecnico, tanto inutile quanto praticamente gli stessi comscontato e banale, la partita pagni e il solito supporto del l’abbiamo vista e vissuta tutti! pubblico su cui poter contare, L’anno scorso non so cosa ma una nuova, gravosa conavremmo dato per sbloccare il sapevolezza. I cinque novellirisultato e, quando ieri sera ci ni disorientati e inesperti siamo riusciti in appena dieci dell’anno scorso potevano minuti, nessuno di noi avrebsempre rifugiarsi nelle solite be mai potuto immaginare di attenuanti da esordiente, dover soffrire tanto per poter potevano sempre contare sul vincere ancora una volta. Forloro status, per quanto minus se poteva essere la serata giuquam merdam pur sempre da sta per continuare a penetrarsostenere, aiutare,tutelare, li ripetutamente e umiliarli pur sempre comprese e nel Patrzio si allena duracon una goleada di cui ormai caso giustificate. Invece quemente per eseguire un da anni non si ha memoria. st’anno (forse troppo desidepliè in vista del saggio di Forse a qualcuno sugli spalti è rosi di sentirsi elementi imfine anno. sembrato di non vedere cuoprescindibili, ma evidentemente non ancora sufficientemente maturi re, passione, palle… Io vi posso assicurare per non farsi schiacciare da un’ambita che il cuore ha pulsato forte, forse addiritquanto pesantissima responsabilità) i cin- tura troppo nei momenti decisivi, e che

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guardando negli occhi i miei compagni durante la partita, dietro paure e stanchezza, non avevo difficoltà a scorgere l’inestinguibile fiamma della passione biancorossa, che ancora una volta, illuminandola, ci ha mostrato la via di una nuova vittoria! Ognuno si senta libero di dire la sua o di dare consigli più o meno propedeutici per il lungo cammino che ancora ci aspetta nell’Intercollegiale… Io intanto sono felice di aver vinto ancora e di aver contribuito a realizzare la più lunga serie di vittorie consecutive da quando questa competizione ha cominciato ad essere disputata nel 1981! Magari arriverà il giorno in cui un palo o una bella parata sbarreranno a noi la strada verso la vittoria, in cui la fortuna non ci sorriderà e usciremo sconfitti alla lotteria dei rigori. O magari arriverà il giorno in cui saranno semplicemente più forti e la Giuseppe II dovrà trasferirsi, e così impregnarsi del fetido odore di cui puzzano le mura del recinto abitato dai sodomiti tafani gialloneri… Sappiamo tutti che prima o poi quel giorno dovrà arrivare… Ma in questa lunga notte del 7/03/2011 posso affermare con soddisfazione che quel giorno non è oggi e che per quest’anno anch’io, come direbbe il vecchio Messina, «me la sento sucata!» Patrizio 16 grazie


Beato Giozzi che non capisce un cazzo La Coppa Cairoli suscita negli spettatori un suoi bisogni alcolici nel corso della parvortice di emozioni varie e contrastanti. Si tita, ma beve tutto prima del fischio va dalla tensione che anima il prepartita d’inizio. Al decimo del primo tempo all’effimera gioia provata dopo il gol del cade in uno stato di totale incoscienza e vantaggio, dalla paura di essere sconfitti si regge in piedi fino al crollo delle gamdai tafani al sollievo misto ad irrefrenabile be con annesso sbocco, che si verifica in gioia che ci assale dopo la realizzazione del apertura di secondo tempo. Solo le corigore decisivo. Indubbiamente anche gli stanti cure dei compagni Pietro ed odiati cairolotti provano qualcosa, che pre- Esse gli permettono di sopravvivere sumo sia una vaga speranza di vincere o, alla partita e di ritrovarsi nel letto almeno, di fare bella figura, che viene inevi- entro la mezzanotte. tabilmente seguita dalla consueta rassegna- In molti condannano l’atteggiazione dopo l’ennesima sconfitta. Anche mento nichilista di Giozzi, ma soggetti terzi alla sfida possono avere moti- personalmente lo invidio. Ha vazioni per presenziare alla Coppa: le ra- infatti evitato, in cambio di un gazze accorrono per ammirare i riccioli po’ di vomito e di un leggero biondi del nostro genovese preferito o la mal virilità terrona dei nostri difensori, i gay per godere della femminee movenze di Patrizio, una tranquilla famiglia belga per respirare l’atmosfera della vita colledi testa giale pavese. al risveglio, Tra i numerosi spetle sofferenze tatori solo uno ha atroci seguite al vissuto la partita in gol del Cairoli e l’inmodo totalmente sostenibile tensione apatico, probabildella lotteria dei mente senza neanrigori, oltre al conche rendersi conto sueto disgusto che si di essere allo stadio: prova guardando chiaramente parliagiocare Savini. Anmo di Omar Giozzi. cora una volta GiozIl valtellinese, dopo zi ci ha fregati tutti. un prepartita a base di bresaola e benzina al sapore di birEsselunga ra, prepara uno zaino per sostenere i In preda ai fumi dell’alcol il filosofo sufi Omar Giozzi ha avuto una terribile visione.

Avviso Stasera lunedì 14 marzo ore 22.00 in biblioteca, ultimadefinitiva-giuro-che-è-l’ultima RIUNIONE WHITE PLINIO. Gli assenti finiranno in appartamento con voi sapete chi.

Fraccaro - s. agostino FC (Famiglia Cristiana) 7 - 1 Ottimo debutto per la compagine biancorossa che asfalta il S. Agostino con un perentorio 7-1. Il risultato evidenzia la superiorità del Fraccaro che, forte di una buona organizzazione tattica e di un’eccellente condizione fisica, oltre che di alcune ottime individualità, riesce a portare a casa una preziosa vittoria. Nonostante l’assenza dei difensori centrali titolari, i biancorossi non rischiano molto e sbloccano la partita con Maggiani, che poco prima aveva fallito una comoda occasione. Barbieri, su assist di un Di Carlo ottimo nel ruolo di punta avanzata, e ancora il biondo genovese con una prodezza da fuori area fissano il risultato sul 3-0. Nel secondo tempo i Il giovane Billy Sballo colpisce Sacha alle spalle. biancorossi gestiscono la partita e, dopo aver subito il gol della bandiera dagli avversari, arrotondano il punteggio, approfittando di un netto calo fisico del S. Agostino.

Vanno in gol Di Carlo, l’ opportunista Maggiani e il fantasista barese Cioce, che realizza con un preciso cucchiaio e poi con uno slalom che si concretizza in un preciso tiro all’angolino. Sicuramente un ottimo inizio per l’armata biancorossa che, nonostante pesanti assenze, vince mostrando un gioco ottimo sia nella fase offensiva che in fase di contenimento. D’altro canto va anche detto che gli avversari erano indubbiamente di livello inferiore, sia da un punto di vista tecnico che da un punto di vista atletico. È ora importante continuare su questa strada confermando la buona condizione della squadra nelle prossime partite. Esselunga

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L’urlo del manzo Ancora ricordo con grande lucidità il giorno in cui decisi di far parte della squadra di calcio. Ero una matricola in inoltrato novembre, e la voglia di muovermi, di fare una attività sportiva mi hanno convinto a seguire prima gli allenamenti di corsa (dove Sacha notò per primo il mio moto manzesco) e successivamente quelli di calcio. Certamente ho iniziato come quarto portiere, e non pensavo minimamente di salir di grado in così poco tempo. Infatti, per colpa di una serie di nefasti eventi (la spalla di gughi, le dita di ostrega, la fattanza di emule) l'anno scorso mi son ritrovato tra i pali in occasione di partite decisive per l'intercollegiale. L'onnipresenza e onniscienza di Polo, la vicinanza delle matricole in squadra, mi hanno sempre invogliato a seguire con costanza gli allenamenti e grazie a questi (e a Gughino) son riuscito a migliorare da una situazione iniziale disastrosa.

Pensavate scrivessi una ricetta o una cosa manza, ma il messaggio di questo articolo è rivolto soprattutto, e non solo, alle matricole, perché come ho agito lo scorso anno, per chi vuole giocare a qualche sport, partecipare

"Il pasto nudo" di David Cronenberg (1991) SpazioGiovani-Broletto, ore 21:30. Ingresso libero. alle attività del collegio e far parte di una squadra, consiglio costanza e buona partecipazione; aggirate la paura di non essere all'altezza e non sentitevi incapaci e poco utili, perché le quadre sono anche il collegio. Beh, visto la serietà dell'articolo concludo con uno tra i più importanti aforismi della cucina salentina...mi raccomando ragà, “la pasta e patate va pensata come un risotto,we!”.

Savini “Il Mostro”. Ti sei iscritto a una facoltà per spacciatori e hai deciso di dare tre esami all’anno: va bene, possiamo tollerarlo. Ma importunare di continuo uno dei redattori perché finisca al posto tuo una tesina (che ti ha già scritto per metà mesi fa) è decisamente troppo. Impara a lavorare da solo, non ci sarà sempre qualcuno [Un ringraziamento speciale pronto a rimediare alla tua all’ex meno ex che ci sia, che pigrizia. SCANSAFATICHE.

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>> mercoledì 16 marzo <<

>> giovedì 17 marzo <<

Un raro scatto del Manzo-mannaro, durante il periodo degli amori, quando è solito urlare la sua fame inesauribile di bovini alla luna.

tiene insieme una redazione casinista e ritardataria: grazie Elia.]

Due settimane di film

"Essere John Malkovich" di Spike Jonze (1999) FRACCARO Sala Porro, ore 21. Ingresso libero.

Sceccuduru Idem Velle

Gli EX. Se un nutrito gruppone di ex collegiali decide di fare un aperitivo-rimpatriata al Voltino, il minimo che possiamo aspettarci è di essere presi d’assedio: questa dimostrazione di collegialità spontanea, ignorante e totalmente imprevista è forse il migliore esempio che si possa dare alle nostre mqm debosciate — e forse non solo a loro. TRUE FRACCAROTTI

Appuntamento al cinema a cura di Monto

>> lunedì 21 marzo << "Zazie nel metrò" di Louis Malle (1960) Collegio Ghislieri, ore 21:30. Ingresso libero. >> martedì 22 marzo << "Bande à part" di Jean-Luc Godard (1964) RadioAut, ore 21:30. Ingresso libero. >> giovedì 24 marzo << ore 20:30 | "L'esplosivo piano di Basil" di JeanPierre Jeunet (2010) ore 22:30 | "La versione di Barney" di Richard J. Lewis (2010) Cinema Corallo. Ingresso serata: 5 €. "Il ladro di orchidee" di Spike Jonze (2002) FRACCARO Sala Porro, ore 21. Ingresso libero. "Existenz" di David Cronenberg (1999) SpazioGiovani-Broletto, ore 21:30. Ingresso libero.

Driss, Lemon, DeRubeis, Rizzo. Brutti esseri viscidi e senza speranza, come vi è saltato in testa di usare il nome del collegio per un gruppo di Facebook di sole matricole? Se volete invitare della gnagna, fatelo senza usare un nome che non siete ancora degni di attribuirvi. Se poi la gnagna nemmeno risponde all’invito oltre al danno si aggiunge la beffa. Che non succeda mai più. SVERGOGNATE.

Billy Sballo mentre si reca al Mascherpa assieme alla pischella di Ken il Guerriero.


Il Signore dei Frack Rotti Con questo articolo si apre una nuova storia, una storia di miti e legenda (quella delle mappe), di terre lontane e desolate, di uomini coraggiosi, di elfi omosessuali, di spade infilate nel fodero sbagliato. Questa è la storia del Signore dei Frack Rotti. Capitolo 1 :“La compagnia delle matricole” Episodio 1 :”L’inizio con una storta” Viaggiando attraverso il Mare di Cazzate, superando Terronia, tra la Foresta Imballata, scalando le Montagne Bugiarde, sopportando “la Terra Insopportabile” e viaggiando in altre terre noiose si giunge alla lontana terra di Pavvia (per ragioni di copyright) nella impenetrabile fortezza dei Frack. Lì, protetto dalle maestose torri della fortezza, viveva GuGhy, il malvagio signore dei Frack. La legenda dice che GuGhy, il malvaggio signore dei Frack, per conquistare tutte le terre dello stivale al di qua fece costruire delle spille da dare in dono ai vari sovrani dello stivale al di qua. Tutto ebbe inizio con la forgiatura delle spille: 3 vennero date agli elfi omosessuali, le creature più sagge e inculatrici di tutti; 7 ai re dei nani grand… Piccoli uomini menomati ma con grand… (no sono nani, non hanno niente di grande); 9 splle furono date agli uomini, che più di ogni cosa volevano la figa (solo alcuni volevano gli elfi). In queste spille erano sigillate la cazzutaggine e la volgarità necessari per conquistare tutto e tutti. Ma tutti loro furono ingannati perchè venne creata un’altra spilla, nella terra di Pavvia alle falde della fortezza di Pavvia,

GuGhy l’oscuro signore forgiò in segreto un an… spilla, una spilla sovrana per controllare le altre e in questo modello riversò tutta la sua crudeltà, malvagità, e la sua volontà di dominare tutti gli elfi omosessuali… Una spilla per domarli tutti, e a poco a poco tutti i popoli, fino ad arrivare alle terre di Terronia, che caddero sotto il dominio di GuGhy, ma un’ultima alleanza tra uomini ed elfi combatté per la terra di Terronia. La vittoria era vicina ma il potere della spilla non poteva essere sopraffatto. Ma fu in quel momento, quando ogni speranza sembrava perduta per sempre, che Cazza figlio di Cazzone afferrò il pene di suo padre e tagliò la felpa con la spilla di GuGhy! GuGhy morì. Molti anni dopo, a Bormilandia, un villaggio di Hobbit nascosto nelle montagne, un ragazzo speciale stava correndo tra i campi con fare spensierato e felice: “nulla può togliere il sorriso da quel volto così innocente”, pensavano i contadini del villaggio, ma il destino di questo ragazzo molto speciale gli avrebbe tolto il sorriso! “Corri, che mi devo allenare per le Bormiadi”, disse Bormietto al suo amico immaginario. Il ragazzo correva, quando ad un tratto, prese una storta e cadde a terra in modo

assai goffo. Le imprecazioni anticiparono la fontana di lacrime che di lì a poco zampillarono da quegli occhi cosi speciali! Lì vicino, su di un carro, stava passando una persona molto distinta: con cappello a punta e barba lunga, era Spenkalf, il grande stregone grigio. Egli udì le lamentele di Bormietto e si recò subito a vedere di cosa si trattava. “Ooh Bormietto come stai? Vedo che sei ti sei ferito!”, disse Spenkalf. “Mi sono fatto male correndo e ora sento tanto dolore, aiutami Spenkalf!”, chiese Bormietto. “E va bene ti aiuterò, ma che sia l’ultima volta Bormietto! Tieni, prendi questo “bastoncino magico” e mettilo in bocca, poi aspira e vedrai che non sentirai più niente!”. E così il buon Bormietto aspirò dal magico bastone e tutto gli sembrò più facile! “Grazie Spenkalf! Ora mi sento meglio!”. “Prego Bormietto, ora prendi quel gatto e andiamo, ti porto al villaggio!” . “Quale gatto?” Si domandò Bormietto girando intorno come un ebete. “Non ti è mai mancato il senso dell’umorismo Bormietto! Bene, andiamo”.

De Rubbeis

CAFFÈ LETTERARIO Il Tropico del Cancro Miller Un editore fa uscire per la prima volta, a Parigi nel 1934, "Tropico del Cancro" dello scrittore Henry Miller. In America e in Irlanda il libro verrà pubblicato circa trent’anni dopo, provocando un processo per oscenità che porterà il paese a rivedere le leggi sulla pornografia, voluto dai papisti irlandesi. Herny Miller racconta la vita sgangherata, e non priva di difficoltà, degli artisti stranieri nella Parigi degli anni ’30. Dipinge una serie di personaggi inquieti, fannulloni e perennemente perdenti, un po’ come Patrizio Di Carlo. E’ un libro autobiografico, raccontato in prima persona, riprende lo stile dello

Stream of Conciousness tipico della sacra bibbia dei papisti Irlandesi . Lo scrittore si rivolge al lettore, tenendo subito a precisare che quello che sta scrivendo non è un libro ma uno “scaracchio in faccia all’arte “. Il libro, considerato trasgressivo, è in realtà una vera opera d’arte, un dipinto che raffigura in piccoli spruzzi una vita intensa di avvenimenti e intrisa di una inusuale umanità, intesa come complesso di emozioni, istinti, avvenimenti! "Tropico del cancro" è il primo libro di Henry Miller, scritto con penna impulsiva ma lucida. Considerato spesso solo pornografia o romanzetto rozzo, diventerà, invece, il capolavoro assoluto dello scrittore. La forza di questo libro sta proprio nell’aver

parlato di angoli miseri, di volgarità, di umanità che non ama sempre e costantemente ma che scopa per piacere e per denaro, che tradisce, ruba, dimentica, sfrutta e colpisce alla spalle. Così si è spostato- per poco- il valore della bellezza e Miller ce la fa scoprire là dove il nostro occhio vitreo non sarebbe arrivato. Ci dice, a tratti sottovoce e a tratti urlando, di quanto sia bella la vita, ma anche di quanto sia lercia e meretrice. E non per questo meno vera e lucente. Prospettiva totalmente discordante, tuttavia, dalla filosofia dei cosiddetti “papisti irlandesi”: uomini di chiesa con la ferma convinzione che il genere umano sia onesto,scrupoloso e pacifico e che, quindi, come logica conseguenza, deve essere stuprato violentemente, senza distinzione di razze: dai Negri, ai Bidello. De Rubbeis

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Il barbiere di Siviglia […]Tutto cominciò in una frizzante serata di nullafacenza, Carlo venne da me perche aveva il suo folto ciuffo nero da sistemare, e, come accadeva da tre anni a questa parte, ero io a doverglielo accorciare. Come ormai tutti e due sapevamo, c’era un solo posto dove questa operazione poteva aver luogo: il bagno condiviso delle camere 73 e 74. Dopo aver recuperato gli arnesi del mestiere e raggiunto il bagno prediletto dai capelli di Carlo, mi misi all’opera con la mia solita flemma da uomo del sud. Avevo appena terminato la mia opera quando si presentò a me una matricola sarda, a cui avevamo affibbiato il nomignolo di Trota ,dato che assomigliava allo stupido figlio di un politico in voga a quei tempi, e devo dire che anche le sue capacità intellettive non si allontanavano molto dal suo omonimo famoso. Bisognava di un taglio netto, dato che aveva provato ad accorciare gli unti capelli castani da solo, con scarsi risultati. La scelta del taglio fu facile, una bella testa pelata per smontare gli sprazzi di vanità che una matricola non poteva di certo permettersi. Non ci misi molto, le ciocche cadevano giù al primo tocco, tagliacapelli elettrico ed, in un

baleno, la testa del povero sardo diventò un bel praticello inglese. Neanche il tempo di ammirare la mia creazione che una seconda matricola apparve alla luce del corridoio del secondo piano, e allora io e Carlo ci guardammo negli occhi, e colsi nell’azzurro vitreo dei suoi la mia stessa intuizione:quella si sarebbe trasformata in una serata storica, che negli anni sarebbe stata ricordata col nome di “rasatio”. Il malcapitato venne tosato a dovere e intanto una piccola folla si radunò fuori dalla porta del bagno, il cui pavimento cominciava ad essere invaso da ciocche multicolore. Altri accorsero a godersi lo spettacolo, e tra loro matricole ignare di ciò che sarebbe accaduto ai loro bei capelli da lì a breve. Ad uno ad uno gli acquirenti di quella sala da barba improvvisata si sedettero alla poltrona del barbiere, che instancabile continuava a tosare, concedendosi anche la libertà di disegnare sulla testa dei malcapitati forme che li avrebbero resi inappetibili anche alla più affamata delle zitelle in cerca di marito. Il culmine si ebbe quando l’ultima delle matricole, un ragazzo del sud molto geloso della sua chioma imbellettata di gelatina ed il suo compare dedito agli stupefa-

centi furono convinti a sottoporsi al taglio in cambio della restituzione di uno dei loro infernali strumenti per le droghe, sequestrato il mese addietro da Carlo insieme ad un altro anziano, Marco. Il mio lavoro venne così apprezzato che anche dei collegiali di rango superiore si fecero rasare dal sot-

toscritto. La serata terminò con una festicciola in una camera del secondo piano che avevo occupato il mio secondo anno, ora di una matricola che compieva gli anni. Ancora oggi chi guarda le immagini di quella festa, appese nel mio studio insieme alle altre foto dei miei anni in collegio ,potrebbe pensare che in gioventù io abbia frequentato esponenti della destra più radicale.[…]

Tratto da “Racconti sotto le torri” di Neri Falco. Edizioni Recanati

Scriverò perché... ... perché ci sto seriamente prendendo gusto, lo ammetto, sempli- “Tu, cosa sei, indovino il tuo ingresso nel sonno e subito il terroci gocce di nero inchiostro, fissandosi sulla carta, divengono un re, tu, io so che ti muovi, che lento ti sollevi, tu solo tra i due, nella sua immobilità l’altro scompare ai sensi, potentissimo tramite per irriverenze d’ogni vorrei distogliere lo sguardo ma non posso, genere, quanto mi irretisce tutto ciò. Ma queimmobile hai la forma di un nero accento, tu, st’oggi, cari lettori, i nostri propositi sono seri, conduci i miei occhi a ciò che tristemente inquantomeno pretendono di essere tali, lo devo cornici, ma cosa, sforzandomi c’è di più, sì, lo riconoscere, per lo sfottò, o calunnia se siete intuisco, annebbiati e confusi sono i ricordi, dalla parte di chi viene preso di mira, si dovranno, anche nel sogno c’è una nebbia, forse del no attendere tempi più propizi. Tristemente mi fumo, sì, più e più torce, sottili e terribili, una trovo a riconoscere che manca l’ispirazione. Per si accende mentre l’altra si spegne, funesto ovviare a questo problema, il fato ha voluto che lampeggiare, forse sono una di quelle, non so, trovassi, abbandonato ai piedi della scala che ma il fumo, un vortice che mi confonde e mi all’Empireo ciel conduce, un foglio, la purezza, priva del senno, non riesco a fuggire, non reil candore ormai corrotti da una tremula grafia spiro e mi sento bruciare, a quel punto lo color della notte. Il prevalere della curiosità e lo sforzo nel decifrare tali scarabocchi mi portano, vedciò a cui dai rilievo, mi si stringe la gola, ora, a proporvi siffatte righe, anonimi frutti di lentamente l’immagine si forma, forse un una mente provata dal travaglio di una, o forse più d’una, notte: globo di fuoco, eccolo, però calore non emana, perché lampi

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se ne partono, sì, ma gelidi attraverso il grigiore dell’aere, dove si posano solo polvere e silenzioso soccombere, intorno pianto ed oscurità, non posso muovermi, una mano invisibile mi stringe, mi stritola, tu, dal tuo infernale incavo ruoti e torni a perseguitarmi, anche i muri trapassi, tu, congeli ogni mio gesto, invoco clemenza, ma mali non ne ho commessi, lo sento, le parole non hanno suono, vacuità orribile, tu, mi circondi di nubi tossiche, ora so, ma non conosco il motivo, che mi odi, tu, non perdoni la mia iniziativa, ma quando ho osato, non lo farò mai più, questo è certo, però è troppo tardi, tu, ti ergi, quale barriera invincibile, perché non approvi, ma cosa, il nulla, forse, è degno, tu, silenziosamente godi di questo abisso, che mi si apre sotto cenere e cene-

re che mi circonda, mi si muove attorno e mi ricopre, tu, lasci che io sia trascinato nel silenzio assoluto. Lentamente mi spengo, manca poco, lo sento, ma al quel punto, finalmente, mi è chiaro ciò che sono, è troppo, mi sveglio e respiro a pieni polmoni, mi tranquillizzo, ripenso al sogno: sono una sigaretta appena prima che tu mi spenga, che pazzia, rinchiudetemi, per carità. Che accanimento, però, certi fumatori: non ne hanno mai abbastanza.” Cazza

GORAN IL TERRIBILE, il collegio visto dal terrazzo Cari lettori e gentili lettrici, bentornati al vostro appuntamento con la vostra dose (quasi) settimanale consigliata di sarcasmo e ironia distruttiva. E poiché si parla di dosi e raccomandazioni, permettetemi una breve introduzione al mio articolo e alla decisione del bersaglio della settimana. La vita nel collegio si regge su una serie di abitudini collaudate dall’esperienza di anni e anni di goliardia: il Fraccaro vince la coppa Cairoli, le matricole subiscono svariati abusi giustificati dalla loro totale inutilità (sì, Trieste, stiamo parlando di te) e Emilio, fra un insulto e l’altro, va a caccia di donzelle sulla sua motocicletta d’annata. Ognuno si è ritagliato un proprio ruolo. Alcuni vi si dedicano con passione, come il calabrese più manzo che ci sia, l’inimitabile cuoco/pianista/portiere/ amante dell’antica arte del travestitismo Sceccoduro. Altri invece preferiscono la strategia di Savini (minimo risultato con il minimo sforzo). C’è, tuttavia, una categoria di personaggi che sembrano non avere compreso la propria posizione e si credono più importanti o interessanti di quanto non siano. I casi sono i più disparati: si va dagli scribacchini abruzzesi mestruati che pensano di avere il diritto di deturpare gli articoli altrui alle matricole sarde a cui hanno dato alla testa i troppi inviti ai tavoli di poker e briscola, ma che si rivelano incapaci di scrivere un banale telegramma. Come la rana della favola di Esopo questi loschi figuri si gonfiano di presunzione per poi esplodere nella maniera più rumorosa e umiliante possibile. La vendetta del Fraccaro non si farà attendere, sia che si tratti di flessioni o di torture più sofisticate. Ricordiamo ai diretti interessati che come dimostra lo stesso VdC la fantasia e la pazienza sono due virtù del perfetto fraccarotto: aspettatevi il peggio. Nemmeno i due energumeni già citati, tuttavia, hanno mai suscitato una quantità di

fastidio anche solo lontanamente paragonabile a quella prodotta dall’insopportabile bambino saputello invecchiato troppo in fretta che si aggira dalle parti di camera 41. Quest’essere dalle fattezze di segretario comunale costretto a una dieta di pane e acqua, non contento di rendersi ridicolo con il suo utilizzo di un linguaggio formale nelle occasioni più inopportune, ha avuto la sfrontatezza di presentarsi, nonostante le sue ovvie deficienze fisiche e psicologi-

che (considerate solo questo: questo sedicente ventunenne dorme ancora con un ORSO di PELUCHE), come “bombardato dalla figa”. La definizione ha giustamente causato grandi scoppi di ilarità nei collegiali, ma quello che poteva sembrare uno scherzo si è rivelato essere una malsana che lo ha portato a molestare ogni essere dalle parvenze anche solo vagamente femminile che avesse la sfortuna di fare la sua

conoscenza. Si narra che abbia insidiato tutte le fidanzate degli anziani in una sola notte e senza che nessuno se ne accorgesse, che abbia cercato di palpeggiare Sceccoduro nel sonno, che addirittura abbia saccheggiato un negozio di bambole alla ricerca di vestiti da sera per il suo orsacchiotto. L’appetito sessuale di questo piccolo erotomane non si esaurisce con le rappresentanti del gentil sesso. La sua sessualità confusa ha trovato uno sfogo quando, indossato per le prima volta il costume da prostituta del presepe, ha finalmente scoperto le sue inclinazioni nascoste. Nonostante il trucco e i vestiti femminili lo rendano più simile a un incrocio fra Platinette e Rosa Russo Iervolino che a una vera donna, l’omuncolo ha imitato alle perfezione in più occasioni le movenze e la voce di una professionista del mestiere più antico del mondo, riuscendo persino a procurarsi i sintomi di una crisi premestruale dopo un bagno in fontana. La misura era già colma da mesi, ma pochi giorni fa questo indescrivibile ammasso di molestia ha avuto l’ardore di richiedere a chi scrive un “articolo di elogi”. Immaginatevi il mio stupore. Non solo mi si chiedeva di cambiare l’essenza stessa di questo appuntamento, ma a farlo era proprio un essere i cui pregi possono essere riassunti in una singola frase: non abita nella mia provincia. Questo articolo è la giusta punizione per la sua assurda richiesta e un avvertimento per tutti coloro che avranno l’audacia di richiedermi anche solo un commento positivo alle loro squallide imprese. Se tenete alla vostra autostima non provateci, non parlatene, non pensateci nemmeno. Alla prossima settimana, signori e signore.

Goran

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Bordo di diario di bordo II GIORNO Dopo una giornata passata a dormire e bere con il nonno di turka (e aver cagato quattro volte!) arriviamo a provence,tipica città universitaria pavese piena di gnagna. é un ora che giriamo senza trovare un cazzo di parkeggio,siamo sporki e sudati ma nn ci manca la voglia di fare casino come dei quindicenni "toz fai schifo scoreggi come un porco":dico io (Ezio). "facciamo un aperitivo!"urla sacha. e allora si va.... perchè io va. Ore 22:00 stiamo cenando dopo aver bevuto abbastanza......in camper. Turker:"secondo me là affianco bellìn uno si sta facendo fare un pompino! "Sacha"t'immagini se ora esce un pelato là sotto? "turker:"secondo me gli uomini lo succhiano meglio delle donn e hanno più tatto! "Mason:"è vero. "Ezio:"ma un bel paio di tette?"... MENTRE TONUCCI LO SUCCHIAVA A IDRO.....fine III GIORNO D.C. FRANCIA Sveglia alle 9 a.m. mi risveglio pensando d'essere in auto grill o qualcosa di simile sempre lungo l'autostrada,in realtà siamo fermi fuori da un casello. Il signore del camper ha guidato fino alle 2 00 a.m. d.c. alla ricerca disperata di una bella pompa che spruzza g.p.l. ,ma senza risultati positivi.il signore del camper non dorme,pensa e ripensa...come cazzo faccio adesso?pure sacha dorme male... sogna il pene di ezio che ora nn poteva toccarlo poichè ezio dormiva con turker,quest'ultimo sognava invece di montarsi Fidro. Alle 9 30 troviamo la super pompa g.p.l. anale,dopop aver parlato con diversi individui magrebini in inglese francese alberesco. Si fa colazione e si riparte in direzione opposta ,perchè? perchè così dio ha deciso per noi. Ore 12 00 p.m. dopo halloween. Mi risveglio ancora in direzione Spagna /Paradiso. Il super-tecno-viking-toz cucina,sacha apparecchia fuori su degli stone-table,ripetendo di continuare a sentire odore di merda arrivare dal camper, ormai era diventato lo shit-camper. IV GIORNO 12 00 a.m D&D (dopo la doccia) BARCELLONA LE 2 TORRI......(to be continue...) Toz

ANTOLOGIA CLANDESTINA rubrica chemioterapica a cura di Eleno Nero sui tetti fatemi vedere le vostre tegole di metallo dove scorre vino d'acqua e il presente non esiste, apritemi le porte, stelle lunari, sassi, sono pronto, solo voi sapete la via nella mia compagnia la via per la perdizione per naufragare in un mare senza sale, senza fine

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moicani neri, ombre d'equilibrio volano su tetti di speranza dove sono stasera? dove hanno piantato le loro pure tende? dove sono stasera? hanno forse rubato il vello d'oro di giuda? o una gru d'acciaio costruisce i loro sogni di cani al guinzaglio e serpenti al collo?


Scontri di titani Secondo round per il torneo preferito dai trans della festa di economia. Dopo alcune eliminazioni eccellenti (e altre meno) la corsa per la cintura comincia a farsi più chiara: chi si aggiudicherà il titolo?

La redazione

SCECCU “MANZOTIN” EZIO “CASUALE” EZIO “CASUALE” NADAL “BOLIVIA

KID”

ALARICO “DELTOIDE” NADAL “BOLIVIA NADAL “BOLIVIA

Sono arrivato uno!!!

KID”

KID”

PIETRO “POMPETTA” BANTI “KAYAK” BANTI “KAYAK” BATISTA “IL

IGOR “IL

MULATTO”

MULO” BATISTA “IL

BATISTA “IL

MULATTO”

MULATTO”

Nadal vs. Batista

Voci di Corridoio

(50,1% > 49,9% - 0% < 100%) In vista dello scontro finale, Nadal escogita una strategia infallibile: sfruttando le sue conoscenze di biologia, il sardostano clona centinaia di piccoli Giozzi che vengono squinzagliati per Pavia al fine di prosciugarne le riserve etiliche; il calabrese senza alcool è inerme come un crostaceo senza guscio, e vedere Nadal che massacra di calci Batista riporta alla mente lo scontro tra Sher-Khan e l’orso Baloo. Batista è ormai spacciato, e solo un miracolo potrebbe salvarlo, quando all’improvviso… accade un miracolo: Splendid, in un delirio di onnipotenza, abusando del proprio monopolio mediatico ignora il legittimo risultato del sondaggio e fa trionfare l’Orlandone (sul quale pare abbia scommesso ingenti somme di denaro). Batista, forte dei nuovi esiti truccati, si rialza e pianta Nadal nel terreno col suo pugno-battipalo: dopo averlo così immobilizzato, gli spappola il cranio con le sue enormi palle, usandole a mo’ di incudine e martello.

Direttore Responsabile Carlo De Grazia

Il settimanale fraccarotto

Art Director Tommaso Pugliese Redazione Patrizio Di Carlo Massimiliano Pizzonia Andrea Marcobelli Titolisti Gazzetta dello Sport Elia e Giovanni Ferrari

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SAPEVÁTELO

Soluzione Numero 121: Bin Bin Bariselli( gli indizi erano il violino, simbolo di Cremona, la locandina del film “a beautiful mind, che tratta di un matematico matto e la rosa dei venti, da intendersi come stanza 20)

GLI INDOVINELLI DI BARISELLI Dopo una molesta uscita per Pavia i nostri eroi: Giozzi, Pietro, Batista, Cazza, Trota, Trieste, Bim Bim e Rocco si ritrovano in maniera misteriosa al di là del ticino con una sola barca da due persone per riattraversarlo. Il problema è che l’alcool ha rivelato la vera natura di ognuno: innanzitutto Pietro, Cazza e Batista sono gli unici che riescono a reggere l’alcool tanto da guidare la barca, però se Giozzi è in compagnia di qualcuno tenterà di assaltarlo per bere il suo

La vignetta di Elia

Questa settimana in assenza del bimbo minchia, la vignetta di Elia raddoppia come quiz settimanale: indovinate chi è l’ex collegiale misterioso (recentemente transitato in collegio).

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sangue e tutto l’alcool ivi contenuto: solo Pietro può tenerlo a bada. Inoltre se Cazza è con Bim Bim e Rocco senza che ci sia Batista a trattenerlo li devasta di coppini e schiaffi, mentre se non c’è Cazza che lo intimorisce Batista userà Trota e Trieste per allenarsi per il big match contro Nadal. Lo scopo di ogni buon fraccarotto è quella di organizzare i viaggi in modo tale che ogni collegiale torni sotto le torri sano e salvo.


Per festeggiare il successo nella coppa cairoli, torna sulle nostre pagine a distanza di un anno il puttanone della settimana.

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