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VOCI DI CORRIDOIO Anno II

Settimanale di informazione, cultura e intrattenimento Numero XII

16 marzo 2006

IL FRACCARO COMINCIA NEL MIGLIORE DEI MODI: 2 VITTORIE IN 3 GIORNI Viaggi

VIAGGIO A CHILOE` ( CILE ) Di Enzo De Barbieri

Si decide d´andare in treno sino a Temuco, partenza dalla stazione in Santiago, (disegnata da Eifell), alle 21.30 di sabato, 19 aprile,2003. Saliamo sulla carozza letto, stile anni ´30, capotreno di mezza eta´ un po´di peso che ti guarda e par che dica ¨dormi tranquillo che vegliero´io per te¨. Piu´tardi ritorna, abilmente trasforma i sedili in un comodo ed invitante letto spostando ferri, traverse, materasso e quant´altro serve e se ne va´ contento della mancia che gli ho dato. Subito dopo arriva il cameriere per sapere se mangio, un´altro che mi chiede se voglio leggere, un´altro che vuol sapere se ho sete. Finalmente si puo´dormire senza mangiare anche perche´avevo mangiato qualcosa prima ed il treno inizia la sua seconda delle dodici di viaggio che mi aspettano. Riesco a dormire quasi tutta la notte solo che si balla da matti sui binari e per tutta la notte sogno di volare dalla finestra. Alla mattina si va a fare colazione nel vagone ristorante con lampade rococco´ alle pareti e le seggiole con il veluto consumato. Il cameriere di bassa statura, dai capelli tinti e dal naso acquilino sa´ come mantenersi in equilibrio portanto le tre o quattro porzioni di uova strapazzate con prosciutto mentre il treno continua a shakerare tutti quanti. Alla fine (sono le 9,30) arriviamo a Temuco e con un taxi ci si trasferisce a terminal bus dove alle 11.10 si parte per Chiloe´ dopo aver fatto rifornimento d´ acqua e di panini.

Un Fraccaro rimaneggiato scaccia la paura: 3 a 1 al Volta Di Stefano Tinelli

Nella giornata inaugurale del torneo intercollegiale è arrivata la nostra prima vittoria. La squadra rimaneggiata per le numerose assenze si è comportata ottimamente contro una formazione dura da battere. Certamente abbiamo avuto difficoltà nel trovare il goal iniziale. La squadra ben messa bene in campo ha potuto far girar palla facilmente andando al tiro cinque volte nel primo tempo. I goal sono arrivati grazie a tiri piazzati,due volte con Tinelli,e una con Fanuele. Bene tutti i reparti che hanno svolto ottimamente il proprio lavoro.Uberti teso nel prepartita è dovuto intervenire poche volte.La difesa non ha avuto grossi problemi contro un attacco evanescente della formazione avversaria. Il goal del Volta è arrivato dall’unico errore del reparto che non ha saputo attuare al tattica del fuorigioco nel migliore dei modi. Continua a pagina 4

La legge del più forte Mercoledì 17 febbraio, vigilia della prima partita di girone per il Fraccaro-volley che si appresta ad esordire nel torneo intercollegiale 2006 di pallavolo. Giornata stanca di vita collegiale tra chi si riposa di ritorno dalle vacanze sciistiche e chi ancora non ha fatto ritorno…non si respira la sana tensione del pre-partita. Il match offre pochi stimoli sia perché il collegio del Maino non vanta una tradizione sportiva (ne tanto meno pallavolistica) esaltante, sia perché i prodi fraccarotti, già campioni uscenti della scorsa edizione, si sentono molto sicuri di sé dopo i buoni acquisti del mercato estivo. Davide Perelli Continua a pag 4

L’atletico Pampanatale Di Filippo Sarcinelli

Segue a pag. 6

Giovedi 09 marzo (caspita siamo già a marzo...)ritrovo alle ore 18:15 in sala comune per recarsi al vicino campo parrocchiale di Cava ove la prestigiosa squadra dell'onnipotente Collegio Fraccaro si allena duramente (si fa per dire...in realtà si spaccia clamorosamente!!). Appena atterrati dal nostro “air one”(che Giorgio ci ha premurosamente regalato per gli spostamenti) Continua a pag. 9

Sondaggio SONDAGGIO: QUALE PARTITO VOTI ALLE POLITICHE DEL 9-10 APRILE? Inutile negarlo:la febbre dei sondaggi ha contagiato un po’ tutti. E noi di VdC potevamo farci mancare un vero sondaggio elettorale? Certo che no. Così abbiamo intervistato i Fraccarotti sulle loro intenzioni di voto. I risultati ovviamente anonimi a pag. 9

A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare? 1

Totò


Politica

SULLA STABILITA’ DELLA SINISTRA E ALTRE FACEZIE Ed eccoci, di nuovo, a parlare di politica. Dunque, sul numero scorso come in ogni tg, in ogni dibattito in cui partecipi un esponente del centro destra, è stato detto più volte che la sinistra è ideologicamente e programmaticamente divisa quindi inadatta a governare. Ciò, cosi enunciato, è impreciso e, quanto meno, parziale. Nel mio pensiero, come in quello della stragrande maggioranza di politici e di elettori di centro sinistra, la sinistra ha anime ben diverse:socialdemocratica, liberale, laica, cattolica. Essa discute, talvolta animatamente, per trovare il compromesso che rappresenti le istanze di ognuno. Ricordo infatti che la Politica è l'arte del compromesso e che, in quanto tale, richiede rigore etico e senso dello stato per dare al paese le riforme necessarie al benestare dei cittadini conciliando le diverse visioni della società. Detto questo, suggerisco una riflessione: è davvero, questo discutere animato, questo alterco frequente tra le varie anime dell'Unione, un male per la nostra democrazia? Il mio parere è negativo e procedo a spiegarvi, per sommi capi, come mai. Le discussioni tra le varie forze di una stessa coalizione, specialmente in un sistema bipolare come il nostro che ti propone una scelta tra due pacchetti A e B sono, a mio avviso, l'unico elemento che garantisca a me, cittadino, che colui che mi governa segua un procedimento decisionale democratico e che le decisioni non siano calate dall'alto da parte di uno sparuto gruppo di individui. Questo potrebbe però, a detta di alcuni, essere anche un procedimento che generi instabilità nell'intero sistema. E' comprensibile che questo sia un dilemma condiviso da molti, pertanto è vitale dare anche l'altra visione della questione, seppur proveniente da una fonte modesta come il sottoscritto, contrapposta a quella di destra, oggi imperante sui media. L' ingovernabilità, già attentata al prossimo esecutivo con una riforma elettorale vergognosa, sia per i tempi che per i trucchetti in essa malamente celati, non è cosa automatica. Se la coalizione si presenta agli elettori con un programma completo e sottoscritto testimonia un impegno non da poco per la stabilità. Essa dirime le principali questioni prima di diventare governo e si impegna ad attenervisi. E' logico che qualora si tratterà di promulgare leggi sulle questioni trattate si riaprirà la discussione, come è giusto e normale in un paese a democrazia rappresentativa. Questo è ciò che sta facendo il centro sinistra, seppur con attriti: sta cercando di presentare agli elettori un programma quanto più condiviso possibile, pur consapevole che la perfezione non è cosa facile da raggiungere. Il governo, inoltre, non cadrà per diverse ragioni. Innanzitutto la nostra economia non si può permettere una crisi di governo sul breve periodo: si può tranquillamente ritenere, la sinistra italiana, rissosa e antipatica ma di certo non si può dire che essa voglia un paese alla rovina e, di certo, non che voglia perdere voti in modo plateale dopo aver promesso per mesi un' azione strutturale per il rilancio dell'economia. In secondo luogo l'Italia ha bisogno di riforme a medio e lungo periodo,e gli elettori del centro sinistra chiedono chiare riforme, o abolizioni di controriforme, nei campi di lavoro precario, giustizia, scuola e quant'altro. Si sa come sono gli ulivisti, sono seccanti e pignoli, e tendono a non votare di nuovo chi deluda le loro aspettative. Questo Prodi lo sa, lo sanno tutti gli altri Unionisti, sanno che non possono deludere.

Per finire, vorrà pur stare al governo per un poco dopo ben 5 anni di opposizione? Se è vero, come dicono malignamente alcuni, che nello schifo destra e sinistra sono uguale, mi permetto di rassicurarli: vedrete che si sforzeranno di trovare tanti bei compromessi come ha fatto la casa delle libertà. Se è vero quello che dicono queste persone, allora vedremo Bertinotti imitare Fini e calare le braghe come ha fatto lui con la devolution, vedremo Rutelli, il moderato, vendersi come ha fatto Casini votando una ignominiosamente lunga lista di leggi vergogna come la Cirami, la Legge 30, la Salva Previti, oppure non vedremo niente di tutto questo. Perché se ho ragione io, la sinistra italiana si dimostrerà dotata di un senso dello stato maggiore di questa destra formata da lacchè senza spina dorsale e rinviati a giudizio, non vedremo altre leggi vergogna ma solo l'abolizione di quelle messe in atto da questa “casa delle libertà”, che di liberale ha solo il nome. Per questi motivi se il futuro governo sarà di centro sinistra non cadrà. Infine mi permetto una breve parentesi. I liberali dicevano che è buono e giusto che chi ha i soldi paghi le tasse. I liberali dicevano che condizione per una corretta concorrenza è che si rispetti tutti le stesse regole. Il portatore nano di democrazia ha detto che è morale evadere le tasse se sono troppo alte e, aimè, non era una delle sue solite battutine giocose. Sempre lui non ha mai rispettato le regole, le ha violate quasi tutte: ha testimoniato il falso, ha corrotto un giudice e quant'altro,e quando non le ha potute violare le ha riformate a suo piacimento. Lascio a voi il compito di definire al meglio questo personaggio, io mi permetto solo di dire che costui non è un liberale. Davvero vogliamo farci di nuovo governare da una persona simile e da quelli che, pur avendo idee in parte diverse, lo seguono a ruota e votano tutte le sue leggi ignobili? Jacopo Gamba


Politica

OPERAZIONE VERITA’ Fra 25 giorni siamo chiamati a votare per chi ci dovrà governare per 5 anni (eccezion fatta nel caso in cui dovesse vincere “er mortadella”); è mio dovere, da buon cattolico, aiutare il prossimo: per questo è nata questa nuova rubrica, figlia naturale del “Punto Politico”. Aiuterà voi tutti a capire meglio 4 riforme, delle 33, messe in opera dal governo Berlusconi;aiuterà anche chi, come Gamba o Mason, non condivide le riforme realizzate dal centro-destra solo perché non ha avuto il tempo di leggerle. Questa rubrica servirà a far capire loro ciò che ha condotto a termine “il ladro”, “delinquente”, “mafioso” Sign. Dott. Cav. On. Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi; dopo aver letto questa rubrica per 4 settimane saranno in grado anche loro di controbattere o almeno di parlare di Berlusconi: avremo così la prova che, oltre ai processi, sapranno qualcosa in più su quseta mitologica figura! LA RIFORMA FEDERALE DELLO STATO Il 16 novembre 2005 il Senato ha definitivamente approvato il disegno di legge di riforma della Parte II della Costituzione. Il testo della legge Costituzionale, approvato in seconda deliberazione a maggioranza assoluta, ma inferiore ai due terzi è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 269 del 18 novembre 2005. E' stato ampiamente superato il quorum del mezzo milione di firme valide - raccolte dal centrosinistra - a sostegno del referendum contro la devolution. Questa legge è il quarto provvedimento di riforma della suprema legge dello Stato approvato nel corso di questa legislatura. Con questa riforma: •

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La riforma costituzionale introduce il federalismo o devoluzione, che significa semplicemente che le Regioni possono fare le leggi in una serie ben precisa di materie, per realizzare meglio gli interessi dei cittadini legati al territorio ma sempre nel rispetto dell'interesse nazionale, garanzia formale e sostanziale dell'unità del Paese. Nella Costituzione attuale, voluta dal centrosinistra a fine della scorsa legislatura con soli quattro voti di margine, non c'è nessun riferimento all'interesse nazionale. I Paesi federali hanno uno sviluppo più elevato e duraturo, costi amministrativi più bassi, maggiore efficienza e sono più vicini alle esigenze dei cittadini. Federalismo vuol dire autogoverno, dunque l'avvicinamento dei cittadini alle decisioni che li riguardano e che sono più consone alle esigenze dei loro territori. Il federalismo, presentato dall'opposizione come frutto di una volontà egoistica e prevaricatrice del Nord, è invece lo strumento per realizzare una effettiva parità tra tutte le parti del Paese nel segno della responsabilità: la gestione delle proprie risorse e l'individuazione del proprio interesse metteranno fine al rimpallo delle responsabilità tra potere centrale e poteri locali. La riforma mette ordine nel caos delle competenze tra gli organi centrali e gli organi locali, creatosi con la riforma pasticciata approvata dal centrosinistra nel 2001, che ha provocato centinaia di ricorsi alla Corte Costituzionale, paralizzando in molti settori l’attività delle Regioni e dello Stato centrale. La riforma riduce il numero dei parlamentari, come era indicato nel programma elettorale 2001 della Casa delle Libertà. La riforma pone fine al bicameralismo perfetto che, duplicando il passaggio di ogni disegno o proposta di legge, ha sistematicamente rallentato l’azione del governo. Con la riforma viene distinto il ruolo nazionale della Camera, che dà la fiducia al governo, ed il ruolo federale del Senato. La Camera si occuperà dei problemi dello Stato e il Senato delle regioni e del territorio. Il tutto con un risparmio di tempi e di pubblico denaro. La riforma rafforza il diritto dei cittadini a scegliere un primo ministro, una programma e una coalizione di governo. Con i maggiori poteri attribuiti al primo ministro, (scioglimento delle camere, revoca dei ministri) e le norme antiribaltone, la riforma rafforza la governabilità e il bipolarismo, togliendo potere alla partitocrazia. Non hanno quindi fondamento gli allarmi dell'opposizione che denuncia la riforma come anticamera della disgregazione dello Stato. La Commissione bicamerale presieduta da Massimo D'Alema aveva concordato su un punto essenziale: quello di dare al governo e al premier, indicato anche se non eletto direttamente dei cittadini, i poteri necessari per guidare il Paese sia nelle esigenze quotidiane sia nei grandi piani progettuali.Nel 2001 il governo Berlusconi si era impegnato ad adeguare le istituzioni del Paese alle esigenze di oggi e soprattutto a quelle di domani. Cambiare lo Stato, e quindi il modo di governare e di fare politica, è possibile solo cambiando le istituzioni in una ben precisa direzione: rendere facile il passaggio dalla volontà dei cittadini all'azione del governo. Questo è possibile solo modificando le istituzioni e avvicinandole ai cittadini, da un lato attraverso il federalismo o devoluzione, e dall'altro lato accrescendo i poteri del governo e del primo ministro che, per ragioni storiche, nella Costituzione ancora in vigore rimasero fortemente limitati. Questo è il risultato che la CdL può presentare ai cittadini: la legislatura che volge al termine è stata utile al Paese in quanto lo ha dotato delle istituzioni indispensabili per il futuro. Cesario delle Donne

Questo numero è uscito con qualche ora di ritardo a causa delle innovazioni grafiche e soprattutto per aspettare in collegio un nostro caro amico: Filippo Sarcinelli che è tornato in collegio alle h.12.49 portato dall’ auto blu della scorta dove era presente anche il nostro direttore. La redazione


Calcio A tutti i componenti della squadra di calcio Cari collegiali Fraccarotti il torneo di calcio è iniziato, l’ora fatale è giunta. L’esito della prima partita lo conosciamo tutti ed è convincente. Quello che è successo non deve però cambiare le nostre convinzioni, spostare i nostri orizzonti, mutare le nostre speranze né la consapevolezza nei nostri mezzi. La squadra si è rinnovata quest’anno: abbiamo cambiato tante cose, dalla gestione della squadra a chi la squadra la compone, voi giocatori. Voi collegiali che avete cominciato questo cammino nel migliore dei modi, voi fraccarotti che indossate quelle casacche così nuove e così ricche di storia. Quanto fango le ha sporcate, quante lacrime le hanno bagnate, quanto sudore è sgorgato dentro di loro! Il sudore dei vincitori ma anche quello dei vinti. La storia recente la conosciamo, quella antica serve a riempirci il cuore di orgoglio. Ma quella futura dovete scriverla voi. Potrà sembrarvi eccessivo o retorico ma vi ricordo (agli anziani) e assicuro alle matricole che le partite, il tifo, gli intensi pre-partita e speriamo, la gioia del dopo partita regalano momenti forti, momenti che chi non vive in un collegio ricco di storia e di tradizione come il nostro non potrà mai capire. Il calcio è uno sport ed è necessario divertirsi. Ma chi vince si diverte di più. Ogni giorno possiamo mostrare tra le nostre mura insofferenza verso qualcuno, egoismo o disinteresse. Quando si scende in campo con la maglia biancorossa bisogna lasciare da parte tutto ciò. Idem velle non è solo un latinorum buono per un simbolo.

Per una squadra che gioca c’è un intero collegio che soffre e sogna. Sentitela questa responsabilità mentre vi concentrate prima e durante le partite. Ma non fatevi schiacciare da essa: siamo una squadra, siamo un collegio e ognuno di noi deve essere pronto ad aiutare l’altro nelle difficoltà. Perché gioire tutti insieme ha tutto un altro sapore. Un ultimo consiglio: non sottovalutiamo niente e nessuno. Da un anno all’altro le squadre cambiano e troppe volte abbiamo sofferto oltre misura per aver sottovalutato gli avversari. Quest’anno gli allenamenti e le vicende della squadra sono state purtroppo meno seguite dalla collegialità. Non voglio certo cercare un colpevole, piuttosto sarei felice se ognuno facesse un proprio esame interiore con molta umiltà. Le matricole in particolar modo non hanno dimostrato di aver maturato quell’attaccamento alla squadra anche al di fuori del campo. Noi ci auspichiamo che venga con il proseguo del torneo. Questa lettera è soprattutto per voi. Non sentitevi colpiti, voi mi conoscete e saprete che non lo farei mai dato che siamo una squadra e siamo soprattutto amici. Sentitevi piuttosto consigliati, aiutati a capire fino in fondo il valore di questa avventura comune che stiamo intraprendendo. La favola dell’intercollegiale è appena iniziata: fateci vivere un sogno, perché da qualche anno a sognare non riusciamo più.

Il direttore generale Simone Pellegrin

LA LEGGE DEL PIU’ FORTE Segue dalla prima

Inoltre bisogna considerare come il popolo fraccarotto sia abituato a ben alti stimoli e tensioni vista la quantità di finali, semifinali e scontri ad elevato contenuto goliardico affrontati negli ultimi anni. L’adrenalina, quindi, lascia spazio a quel senso di disagio derivato dalla consapevolezza del fatto che si sta sottovalutando un avversario che, d’altro canto è del tutto sconosciuto ( non saprei neanche dove si trova il suddetto collegio). La squadra, tuttavia, baldanzosa e convinta dei propri mezzi si avvia, dopo una frugale cena pre-gara, verso l’ormai familiare palacus. L’organico a disposizione di mister Perelli (Davide) non si può certo dire completo viste le numerose assenze imposte da infortuni o impegni inderogabili che riducono di fatto la squadra a dieci elementi. In panchina, ad affiancare il consolidato staff tecnico che lo scorso anno ha portato la squadra alla conquista del titolo, siede Draghi Riccardo (già fraccarotto ad honorem) che a partire dalla prossima gara dovrebbe ufficialmente assumere il ruolo di primo allenatore. Lo starting six del fraccaro volley vede la diagonale palleggiatore-opposto occupata rispettivamente da Stridi e Uberti, le due bande: i fratelli Perelli, al centro Geusa o Maiocchi, libero Magnani con Trinca, Ferrari G. e Oda a disposizione. La partita comincia a rilento con troppi errori ma subito emerge l’abisso tecnico tra le due formazioni: la selezione del Maino, seppure ben allenata e fisicamente competitiva, non regge il confronto. Il set scivola via senza troppe preoccupazioni e questo permette di dar spazio nel secondo parziale a Oda e Ferrari e di far timbrare il cartellino anche a Trinca, sebbene non al cento per cento per problemi fisici, consentendo inoltre al mister alcuni esperimenti che potrebbero rivelarsi utili per il futuro. Così, seppure con maggiore difficoltà e con qualche errore

di troppo, la compagine fraccarotta si aggiudica anche il secondo round chiudendo l’incontro con un secco 2-0. Positiva la prova dei singoli e della squadra che, nonostante l’atteggiamento mentale e l’approccio sbagliato alla gara, ha dimostrato che vale sempre la legge del più forte.

Un Fraccaro rimaneggiato scaccia la paura: 3 a 1 al Volta Segue dalla prima

Comunque bravo Fatutti, con a fianco Longobardi, che ha saputo mantenere il reparto unito e ordinato. Nel centrocampo,anche se un pò in affanno, ottimo l’ingresso di Pedeferri e Fanuele che hanno compiuto ottimo filtro. Buona la prova di brigante sulla destra che conferma un ottimo periodo di forma.Tinelli ha avuto palloni giocabili nella prima parte della partita,pian piano la sua prestazione è calata dovuta anche ad un pò di stanchezza accumulata. In attacco c’è stata poca incisività e poco movimento. Piccinno e il suo compagno di reparto Bernieri,ben marcati dai rispettivi avversari non riescono ancora a trovare il primo goal. Premio Sky come miglior giocatore:Fatutti! Stefano Tinelli


LE PAGELLONE di FRACCARO – VOLTA 3-1 Uberti: 6,5 mandato alla ribalta esordisce alla grande con un paio di interventi ipnotizzatori degni del miglior Giucas Casella.

Fanuele: 6,5 primo tempo convincente, nel secondo cala fino al gol da cineteca(!). Troppo intermittente: come un semaforo dopo le 22.00.

Cincinnato: 5,5 la solita conferma. Di cosa lo lascio a voi decidere. Longobardi: 7 più mansueto e più efficace rispetto alla partita di coppa cairoli gioca sicuro e diligente come uno scolaretto.

Tinelli 7,5 è l’uomo partita: pesca due conigli dal cilindro come un prestigiatore. Il primo è di rara bellezza per palati fini; il secondo a parabola per i discepoli. In generale buona partita e ritmo elevato. D’altronde fa scienze motorie…

Fatutti: 7 difensore centrale per salvare la patria, solita grande visione di gioco e ci prova anche da fuori. Monaco: 6 convincente prova del terzino vuole avanzare perdendo qualche pallone di troppo. Brigante: 6 potrebbe pungere di più anche perché dalle fasce vengono i pericoli maggiori. Quando accelera lascia sul posto l suo marcatore. Beep beep.

Pedeferri: 6 un po’ indeciso con la palla tra i piedi è più deciso quando la deve recuperare. Molto corretto e sempre molleggiato.

Bernieri 6 corre su e giù senza vedere troppo la palla solo alla fine sfiora il gol. Piccinno 6 quando si muove palla al piede da sempre l’impressione di essere pericoloso. E in qualche circostanza lo è anche! Troppi calci sulle gambe lo rendono nervoso e non arriva al gol tanto atteso. Pugile suonato

TRE DOMANDE A SARCINELLI Sicuramente avrete sentito la disavventura del nostro amico e inviato Sarcinelli in quel del white plinio. E probabilmente sarete anche andati a trovarlo. È nostro dovere documentarvi sull’accaduto. Dallo scorso numero saprete che Sarcinetor è il nostro inviato speciale nelle località della bella vita per raccontarci, attraverso risposte che egli darà alle celebrità un po’ del Sarcinelli uomo. Lunedì sera al Tonale il nostro amico partecipa ad un party a cui è presente anche Armin Zoeggeler, medaglia d’oro nello slittino a Torino 2006. l’alto atesino, che in realtà è 1,68m quindi tutt’altro che alto, tra un bombardino e l’altro propone al barlettano una sfida mozzafiato. Una gara di velocità con i due completamente nudi e con un sacchetto di plastica sotto il sedere. Davanti a loro una distesa di neve poco illuminata ma ripida all’inverosimile. Al pugliese non basta e propone una variante: vede li a fianco due bob mezzi scassati e fa un cenno a Zoeg che capisce e accetta di buon grado. Inizia la sfida. Troppo pericolosa pensa Armin che dopo soli venti metri si accorge di avere preso troppa velocità ma soprattutto si rende conto della inadeguatezza della sua preparazione atletica rispetto a quella del buon Filippo e si butta nella neve per frenare. Sarci lo vede e pensa che avendo già in mano la vittoria può permettersi di umiliarlo.

Egli estrae quindi una gamba dal bob che ha già raggiunto la folle velocità di 1080 all’ora ma il tallone si conficca nella neve trasformando la macchina infernale in una sorta di compasso di fuoco che dopo una dozzina di giri su se stesso termina la corsa spegnendosi contro la rete. Tanta paura e qualche danno di troppo per il povero Sarci che è stato ricoverato al San Matteo. Vicenda terminata? Per ora si, ma proprio la settimana scorsa prima di partire dal collegio il buon amico aveva scritto qualche riga sul nostro direttore che abbiamo doverosamente riportato. Al termine del pezzo scriveva: “ho il numero di un buon fisioterapista che ti aiuterà a ritrovare una forma migliore”. Ora bisognerà riflettere su quanto convenga mettersi contro al direttore! A parte gli scherzi Sarci rimettiti presto, siamo tutti con te. Ci sentiamo in oltre di rassicurare tutti i nostri elettori sul proseguo dell’attività di inviato speciale. Invitiamo tutti a riflettere sulla pericolosità della missione che Sars è chiamato a portare a termine. E’ anche per questo che se doveste andare a trovarlo dategli una pacca sulla spalla e con un sorriso prodiano ditegli: “eh Sars… beato te”. La Redazione


Viaggi

VIAGGIO A CHILOE (CHILE) (PRIMA PARTE) Segue dalla prima

Il viaggio dura altre nove ore ed e´ piacevolissimo in quanto le case sono al 90% di legno, il paesaggio e´ vario ed ogni tanto ci si ferma in un terminal. Grande movimento di gente che si sposta, vecchi, bambini, tutti viaggiano. Nella parte finale vicino a Puerto Montt si vede anche il vulcano Osorno con la cima innevata. Ci aspetta l´ultimo tratto da Puerto Montt ad Ancud, ma e´ ormai buio e non si vede piu´nulla. Arriviamo alle 20,30 e subito a dormire, un terribile mal di testa mi attanaglia. L´alberghetto è tutto di legno, davanti al lungomare . Ci svegliamo la mattina dopo. Piove, il propietario dell´albergo mi dice che erano quaranta giorni che non pioveva. Che fortuna ha aspettato proprio me, capito´ cosi´ nel ´60, dice, quando ci fu´ il terribile terremoto che si porto´ via duecento metri di palafitte che si trovavano dove adesso c´e´ una scogliera battuta dal mare. Speriamo che non succeda la stessa cosa. Nonostante la pioggia si va´ in giro. Prima visita, la chiesa, anche perche´dentro non ci piove, o almeno si spera. Semplice, esenziale, tutta ovviamente di legno, si erige su di un colle, non fa parte del novero di quelle protette dall`UNESCO, comunque carina. Faccio la prima foto. Sta smettendo di piovere, si scende verso il mercato, dove tra pesci e formaggio, vendono le solite cose da comprare, si va quindi verso il piccolo porto pieno di barche colorate, poi di nuovo in collina verso il Forte Sant´Antonio costruito dagli Spagnoli per controllare la zona e dove i Cileni conquistarono la loro indipendenza alla fine di una sanguinosa battaglia che si svolse per terra e per mare e che duro´ tre giorni. Ritornando vedo la mia prima casa. Vista mare, con giardino, sembra disabitata, faccio due foto, non male. Ormai e´ora di mangiare e si va verso il ristorante indicato dal propietario dell´hotel, si mangia bene, ovviamente pesci e molluschi, e si spende anche poco. Ha smesso di piovere e sta´ ritornando il sole, si va verso il museo per scoprire che al lunedi´ e chiuso. Andiamo verso un´altra zona oltre l´albergo dove c´e´ una bella vista e case carine da fotografare tra cui una tutta blu abitata da due vecchietti. E´arrivata l´ora di cenare. Ristorante a conduzione familiare, centolla ( granchio locale ), gronchio ed altri pesci sempre buonissimi e freschissimi, questa volta ci vuole una bottiglia di vino. Intanto la prima scoperta, alle sette di sera si chiudono i negozi e per strada non c´e´piu´ nessuno. La mattina dopo si va a visitare il museo che con il modello della goletta Ancud che navigo´ alla scoperta del sud ci sono alcuni reperti prestati dai cittadini, come il tosta pane americano anni cinquanta o la ricostruzione di arnesi locali usati nel campo. C´e´ anche un piazzale con alcuni torrini dove all´interno si vendono roba di lana, modelli di navi e quant´altro per turisti bramosi di cazzate. Ultima visita nel centro culturare che diffonde musica classica tutto il giorno e che si trova accanto al museo sulla piazza piu´ importante dotata di gazzzebo per la banda. C´e´ una mostra fotografica, ritratti di cittadini discendenti dai Mapuche. Un salto in albergo a prendere le borse e via verso il termial dove ci aspetta il bus verso Castro. Il viaggio dura un´ora e mezza, cominciamo a scoprire Chiloe´ con il verde della campagna e gli scorci di mare che ogni tanto si vedono lontano oltre i campi. Al terminal c´e´ la proprietaria dell´ alberghetto che ci ospitera´, posiamo le valige ed andiamo subito in giro.

Prima visita come sempre la chiesa di San Francesco, anche questa tutta rigorosamente di legno e poi in giro per la cittadina che e´il capoluogo dell´isola e centro amministrativo. Prima d´andare a mangiare facciamo il primo giro al mercatino dell´ artigianato, che e´davanti all´hotel, anche questo vista mare, poi a mangiare in un ristorantino li´ vicino. Come sempre molluschi e pesce. Costo contenuto, servizio un po´scadente. Siamo arrivati a mercoledi´, si decide d´andare fuori Castro. Dal treminal per i trasporti locali si parte per Dalcaue, Achao, Quinchao. Con un ´´micro´´ andiamo direttamente ad Achao, che si trova su un´isola prospicente Dalcaue. Cerchiamo di visitare la chiesa ma non c´e´il responsabile, cosi´ decidiamo di proseguire per Quinchao con un´altro minibus pieno di vecchi Mapuche che seminiamo lungo la strada abitanti di questa interminabile campagna. Arriviamo finalmente in un piccolo paese abitato da quattordici famiglie, ci dicono quattrocento persone in tutta l´area. La chiesa e´ puntellata ed anche il prete c´ha messo del suo ricavando la sacrestia con delle pareti in compensato. Gli abitanti si lamentano che i soldi per le riparazioni sono arriavte ma il vescovo se li tiene, faccio notare che dovrebbero essere le belle arti a gestire la cosa. Intanto la visita e´presto finita e tramite le persone con le quali mi sono messo a chiaccherare riesco a trovare un passaggio da un pickup che sta andando verso Achao, durante il tragitto si chiacchera, si inzia bene parlando di Firenze e Venezia, Genova dov´e´nato Colombo ( meno male che non hanno detto che era spagnolo), terminiamo con l´equivalenza Italia= mafia. Ogni tanto mi capita in giro per il mondo Michelangelo o Leonardo sono meno menzionati, pero´ la mafia quella non manca mai. Finalmente visitiamo la chiesa ad Achao, e´ tutta restaurata, contiene al suo interno un piccolo museo e non si possono fare foto con il flash. Ho anche una guida, un uomo dalla faccia da prete, barba compresa. Con una camicia senza colletto, che mi chiede un obolo, e che alla fine saluto con un cordiale ´´ gracias Padre´´ e lui risponde, ´´guardi sono di Santiago, sposato ho anche due figli e non sono prete´´. Gli racconto allora chi e´un prete: uno che tutti chiamano padre eccetto i figli che lo chiamano zio.

Enzo de Barbieri


Esteri

IL SERVIZIO CHE SERVE Ciao a tutti. Innanzitutto un Dio Svizzero per come è andato a finire il torneo di pallacanestro. Quindi un discorso piuttosto serio: la Danimarca è famosa per essere stata una socialdemocrazia e per il livello dei servizi che può garantire, cercherò di illustrarvi in breve e semplicemente come funzionano qui le università. L’edificio dell’università è modernissimo e sarà stato ristrutturato non più di dieci anni fa, come il 95% degli edifici danesi. Ogni studente ha una tessera magnetica che gli permette di accedervi a qualsiasi ora del giorno, essendo questa università aperta, illuminata e riscaldata sempre! Ci sono 4 aule computer disponibili a tutti, più altre utilizzate solo per le lezioni. I computer sono tutti pentium 4, anche se sono oberati di programmi e ci impiegano 3 minuti per il log-in. Il bello è che io, alle tre di notte, posso entrare nell’università, aprire l’aula computer sempre con la mia tesserina, guardarmi la posta, e poi tornarmene in collegio (distante dalla facoltà quanto lo è il Fraccaro). Ieri volevamo guardarci un film in spagnolo: siamo andati in un’aula computer, abbiamo usato il proiettore e ce lo siamo visto. Nessuna autorizzazione o burocrazia. Per chiedere l’auditorium basta andare all’ufficio di Klaus (qui tutti si chiamano per nome), che c’è sempre ed è disponibilissimo, e ti da le chiavi. Nessun modulo da compilare. L’idea che sta alla base di tutto è che lo studente è al centro, e bisogna fornirgli tutte le infrastrutture che gli possono servire. Per esempio l’università ha un tot bici che ogni anno presta agli studenti; inoltre gli studenti sono pagati almeno 300 euro al mese! Infatti ci sono alcune persone, trentenni ma anche oltre, che dopo aver lavorato una decina d’anni decidono di prendersi una laurea e vengono qui a studiare, avendo moglie o famiglia, essendo comunque stipendiati dallo stato. La segretaria è sempre disponibile e ci tiene molto affinché tu possa risolvere il tuo problema, a costo di fare cose per le quali non è strettamente preposta. Ti da tutte le informazioni che sa, ti manda le mail per ricordarti che devi portare i moduli, ti spedisce i fax, se per qualche modulo serve qualche fotocopia te la fa, e conosce tutti gli studenti erasmus (circa 300) per nome. Ho ancora bene in mente cosa ho dovuto fare per farmi pagare la borsa di studio sul mio conto e non doverla ritirare di persona, in modo da non dover tornare dalla Danimarca apposta per la loro faccia di merda. Mi sono girato 4 uffici per 2 giorni, cercando qualcuno che ne sapesse qualcosa o si prendesse la responsabilità di dire “ok, scrivimi 2 righe di procura e buon erasmus”, affondando di fronte alla stronza coi capelli rossi dell’Isu che mi ha detto “la regola è che devi andare di persona, mi spiace ma devi passare proprio tu”. Però che la regola sia anche che la borsa debba essere pagata entro il 31 Dicembre non importa. In aula siamo 20-25, le presenze in molti esami sono obbligatorie. Ci danno purtroppo i compiti a casa e ce li fanno fare in gruppo, possibilmente di nazionalità diversa. Il professore lo chiamiamo per nome, ci conosce e ci spedisce un sacco di mail sul sistema di posta elettronica interno all’università per tenerci aggiornati sulle lezioni. Esiste un altro sistema, Fronter, sul quale caricano tutti i lucidi mostrati in classe, e per alcuni corsi anche le pagine del libro relative, in modo che noi studenti possiamo consultarli senza problemi. Su molte cose sembra di essere tornati alle superiori, fors’anche perché i polacchi sono lobotomizzati e hanno la mentalità che l’italiano medio ha alle scuole elementari.

Infatti non capiscono mai quando scherzi, con conseguenze disastrose. Strutture simili in Italia sarebbero impossibili, presto verrebbero fregati tutti i computer, le sedie con le rotelle, se non anche i quadri dalle pareti. Horsens qui è la città più criminosa della Danimarca perché è quella con più disturbi alla quiete e multe per divieto di sosta! Alcuni studenti lasciano persino le biciclette slegate in università. Molto semplicemente qui la mentalità quando chiedi qualcosa è cercare di aiutarti piuttosto che pensare da subito a come sbolognarti ad un altro ufficio, o dire che non è di propria competenza. Non oso pensare a quello che dovrò passare al mio ritorno in Italia per farmi riconoscere gli esami! Se qualcuno fosse interessato a informazioni foto approfondimenti, o informazioni a proposito del progetto erasmus in generale, contattatemi pure via mail. Mi raccomando, vincete il torneo di pallavolo! Dalla Danimarca Valentino Pitzolu

Lo stretto indispensabile

VOCI DI CORRIDOIO Fondato nel 2005

Direttore responsabile: Pellegrin simone Vicedirettori: Rizzi Michele, Pedeferri Luca Responsabile grafica: Mason Giovanni


Caso umano

LITIGI E FILOSOFIA Wittgenstein chiama giochi linguistici quelli che sono i vari usi di una lingua. Quando si impara una nuova lingua tendenzialmente non si è in grado di dominare tutti i vari giochi linguistici, ma ci si specializza solo in alcuni. Nel tempo speso qua in Inghilterra io ho per lo più imparato l’inglese attraverso lo studio della filosofia e la visione dei soliti film americani pieni di violenza. E di conseguenza? Di conseguenza so solo parlare di filosofia o litigare. Il problema sorge quando devo utilizzare il linguaggio che possiedo per fare cose che necessiterebbero altri giochi linguistici. Esempio. Sono a una festa erasmus, ubriaco, vedo una ragazza con cui provarci. Cosa faccio, parlo di filosofia? (una volta l’ho pure fatto anche se la risposta è stata chiara: “bullshits”. Come potrei darle torto?) No way, mi tocca litigarci. “I hate you!”...ma se non l’ho mai vista prima!?! “Why?”...e che cazzo ne so io why...”because you’ve pissed me off”, ma se sono io ad essere andato a romperle le palle!?!”,”no, because you’ve never kissed me” (giuro che una volta è pure funzionato, ma per lo più ho visto tanti medi alzati verso di me; tra l’altro qua va di moda alzare anche l’indice per rincarare la dose). Lo stesso vale con i miei amici erasmus. Solo una volta abbiamo parlato di filosofia perchè uno di noi aveva appena sboccato e si chiedeva se un albero che cade in montagna e che nessuno ha visto o sentito esiste comunque. Ma tendenzialmente il nostro linguaggio fight clubbiano ci porta su un’altra strada: dopo una festa alcolica va spesso a finire che qualcuno di noi il giorno dopo ha qualche livido e non si ricorda come se l’è procurato (ti ricorda qualcosa Deba?).

Con gli inglesi va già meglio, solo una volta siamo stati presi a sassate. Una volta sono stato buttato fuori da una festa a spintoni perchè ho detto che gli inglesi sono tutti dei fucking drunk (non mi sembrava il caso di parlargli di filosofia). Un’altra volta ero in una cucina per un pre-party, eravamo tutti abbastanza alticci e un greco stava raccontando cazzate del tipo che Gesù era andato a predicare in Grecia; non so perchè gli ho detto che sarebbe stato meglio se fosse stato zitto, so solo che l’hanno tenuto in tre perché mi voleva saltare addosso. Quando c’è stata la spedizione fraccarotta in terra inglese sono riuscito a litigare con tre persone in una sera: con uno della sicurezza perchè ci stava mandando fuori dal locale a mezzanotte e diceva che non era presto; con un simpaticissimo austrialiano perchè gli ho detto che le sue battute non mi facevano ridere per niente; con un tipo sul bus perchè mi aveva detto che stavamo ridendo ad alta voce. Giuro che non è mia intenzione litigare. Ma cosa ci posso fare? E’ il solo modo di comunicare che possiedo, nessuno vuole parlare di filosofia. Comunque nonostante tutto sono ancora sano e salvo...mancano solo quattro giorni al mio rientro in Italia e spero di non combinarne troppe proprio adesso. Vi chiedo solo una cosa...pregate Chuck Norris perché mi dia la forza per difendermi...ciao, a presto. Paco from Granada

FUMI LONDINESI L’aria è di quelle che ti spalancano le palpebre. E allora ti guardi in giro, osservi trascinato le strade che corrono alla rovescia, le dimensioni contraddittorie di questa metropoli formato villetta a schiera, i fiumi di persone dagli occhi a mandorla, dalla pelle scura, dalle lentiggini rosse, quell’impassibilità che urta per poi liberarti spensieratamente, e iniziare a vivere Londra, inospitale e seducente. E Londra ti regala quello che va al di là della vita materiale, impressionante per la sua spinta vitale, supplente dell’abitudine e del quieto vivere. Ti offre il viaggio, che è tale nelle nuvole che ti ci conducono quanto nel ventre metallico che ti catapulta, ovattato, da un quartiere all’altro della capitale inglese. Unisce in pochi secondi il delirio incandescente di mille anime festanti e l’immobilità vuota e pesante della solitudine, come un sipario chiuso improvvisamente durante uno spettacolo ammaliante. Alterna il rock’n’roll, il punk, il metal, la ballata e la musica elettronica. E l’animo risponde con tensione orgogliosa, sospeso tra il sentimento di estraneità e lo smanioso desiderio di lasciare un segno, di essere linfa discreta per questo mondo che fa da testimone a tutti gli altri mondi che lo compongono. Si passa così dalle eleganti strade del centro, circondate da sfarzose vetrine, alla scintillante Soho, dalla meravigliosa passeggiata lungo il Tamigi alle atmosfere fumose di Camden, per arrivare agli ordinati quartieri residenziali o ai sobborghi, dove si respira grigio intenso.

La frenesia ti chiede un contributo, gli occhi scintillanti per manifestare la tua adesione. Una birra, una chiacchierata al bancone, due colpi al pool, un whisky-and-coke, quattro salti sulle note che ti reclamano, sguardi e sorrisi, una sigaretta… Indosso la giacca, fuori fa freddo. Sguardo basso, che schizza di continuo verso la prossima Londra. “È tutto chiuso, ragazzi!”. Come?! Mi ritrovo inebetito, incredulo, ma è un attimo, come questi giorni inglesi. E in cuor mio ringrazio questo amplesso rimasto a metà… “Andiamo a mangiare qualcosa”. Of course… Nazareno Fatutti


Caso umano bis

L’ATLETICO PAMPANATALE Segue dalla prima

ci attende l'affettuosa accoglienza dell'ambasciatore di Cava (il vecchietto,custode del campo) che interagisce e relaziona solo con il suo preferito (Mr.Tini). Inizialmente si pensava che il motivo di tali confidenze fosse la lingua comune ma di recente è trapelata un'informazione che ha stupito tutti...pare che Mr.Tini sia figlio illegittimo del vecchietto. Infatti subito dopo l'incontro avvenuto con suo padre Mr.Tini si adopera nel mettere il campo nelle condizioni migliori per l'allenamento, collega i fili della luce(vedi Mac Gyver) spala neve, prepara gli spogliatoi, monta le porte, insomma lavora duramente. Guardandoci intorno e scambiando qualche parola nel freddo spogliatoio notiamo la presenza di un nuovo componente, o meglio di un giocatore che conscio delle Superiori capacità tecniche-fisiche-psichiche-tattichegastronomiche-sessuali...che possiede si è allenato poco con la squadra. Si tratta di PamPanatale, nonché PamPanoel o PampaProdi...si proprio lui, il noto calciatore del Tortona calcio (vanta 2 presenze tra gli ultras tortonesi...). Già negli spogliatoi ha intimorito tanti giocatori vista la sua imponenza e considerando che continua a vantare con orgoglio i suoi muscoli ( da notare il quadricipite a mortadella). Appena entrato in campo ha cominciato a riscaldarsi (anche attraverso tecniche di rilassamento apprese nell'ultimo raduno svoltosi in Mongolia...yoga, ginnastica psicofisica,massaggi...), il suo talento si evince già dai semplici esercizi preliminari che i nostri coach ci propongono (effettua volteggi,spaccata, verticale, capovolte avanti-dietro-laterali-longitudinali-trasversali con e senza carico...addirittura piegamenti su un solo braccio!!!). Ad un certo punto, la difficoltà delle prove diventa via via più elevata richiedendo un'impegno notevole da parte di tutti. I coach Naza e Tini (scuola Zeman, Cosmi) propongono un'obiettivo didattico veramente improponibile...bisogna circondurre dei cinesini!!! Il glorioso, nonchè famoso PampaNatale si offre volontario per dare inizio a questa durissima prova, guardando con sdegno il resto della squadra. E' il momento, il talentuoso , esteta, PampaNatale parte, affronta il primo avversario posto sul terreno ma, nella circonduzione si nota qualcosa di strano...un'evidente rigidità diffusa(vedi Parkinson) un'incordinazione motoria(atassia) paresi al braccio destro ed atteggiamento cifotico rendono “Ridicolo” il nostro Eroe. Ma dov'è finita la tua destrezza???? Comincia una partitella per provare alcuni moduli, schemi (che Biroff da casa manipola),all'atletico PampaNoel viene

assegnato il prestigiosissimo ruolo di attaccante e visto l'aperitivo fatto alle ore 17 con Trinca a base di olio Cuore continua a saltellare come un cerbiattolo ed a correre come una lepre (velocità max raggiunta in 12 minuti:2,8 km/h) e con arroganza si rivolge al difensore affermando: Sarci, adesso ti faccio un gol da San Siro!!!! Umiliato verbalmente Sarcinator (nonché vincitore dell'OSCAR:Giocatore più falloso, del chicca 2004) reagisce sul campo e con i fatti...occhi infuocati, tono muscolare particolarmente tonico, armonia e sincronicità degli arti (inseritami da Derpo attraverso un processore installato nell'apparato vestibolare) mi permettono di affrontare il duello.... Al primo passaggio (assist d'oro tra l'altro)rivolto all'attaccante tortonese come un mago prelevo dal mio cilindro magico la mia carta migliore:”il piede a martello!!!” Colpito improvvisamente e con forza il povero, gigante, talentuosissimo, formidabile, punta di diamante della squadra capitanata da Mr.Naza cade e rotola per 1-2-3-4-56-7 volte sul terreno... Risata collettiva, spasmo facciale e crampi addominali per tanti, perfino il calciatore mascherato(dott.berni) che vanta una certa serietà negli allenamenti non è riuscito a non ridere per via del comico episodio. Alla fine abbiam dovuto porre fine a questo momento di ludicità-ricreatività che il nostro grande Direttore di Voci di Corridoio ci ha regalato, anche per evitare che i nostri illustri coach ci puniscano per mancanza di serietà in campo e ci facciano tornare a piedi dal vicino campo. Sarcinelli P.S. Conosco un personal trainer in gamba... Pampa potresti riacquistare la destrezza che avevi da fanciullo!!!

L’atletico ProdiNatale si destreggia tra salami e mortadelle

SONDAGGIONE: A QUALE PARTITO DARAI IL TUO VOTO ALLE ELZIONI POLITICHE DEL 9 –10 APRILE?

AN 17 DS 8 PRC 5 UDC 3 FI 2 LEGA 1 DL 1 UDEUR1 PDCI 1 ROSA 1 IDV 1

TOTALE CDL: 23 TOTALE UNIONE: 18

IdV ROSA PRC PDCI UDEUR DL DS LEGA UDC AN FI 0

2

4

6

8

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Le salamandre sono capaci di tornare nelle loro tane con una precisione incredibile - Capitolo II Le salamandre posseggono un senso dell’orientamento invidiabile, pari a quello degli uccelli migratori. Fosse anche mia madre così abile nel tornare a casa, dopo una scappatella che si è concessa! Ma sarà poi vera questa storia e cosa avrebbe mai spinto mia madre ad una fuga in Tunisia? In preda al dubbio afferro il telefono, in cerca di conforto presso l’unica persona in grado di aiutarmi, la mia ragionevolissima ragazza Laura. Presto, non voglio perdere neppure un istante…”Siamo spiacenti, ma il suo credito è esaurito” D’oh! E’ con somma pena che ammetto le innumerevoli e fantasiose imprecazioni da me rivolte alla società dei telefoni! Dopo cinque minuti spesi alla ricerca di un cane disposto a finanziarmi la chiamata (ma ben disposto verso qualunque via di comunicazione alternativa, come messaggeri a cavallo, piccioni, ecc.), finalmente ho in mano un telefono, con ansia febbrile compongo il numero…irrompe nuovamente la vocetta odiosa simil-plastificat-preregistrata che mi informa con calore che la mia salvezza ha il cellulare spento. Che fare? Laura vive in casa con un’amica, che potrei contattare per scoprire qualcosa! Si, ma spero che a quest’ora non abbia già iniziato il quotidiano rituale di accoppiamento con il suo ragazzo, una creatura selvaggia e misteriosa che ricorda uno scimpanzè, più largo che alto, molto irsuto e soprattutto molto ignorante.

Storie

L’amica non pare ben disposta al telefono, la voce è affannosa e fa supporre che l’ardua pratica fosse già in corso. Ciò nonostante, almeno ho l’occasione di scoprire qualcosa. “Partita? Come sarebbe a dire? Laura è partita? Così me lo vieni a dire?” “Mah, si…bboh!” biascica lei, con palese desiderio di ritornare alle precedenti occupazioni “Mah… ho mica capito…ha parlato di un qualche paese magrebino, che ne so, Algeria, Tunisia… Romania?” Appena terminata la frase, ha proferito il “Va beh, devo andare… ciao!” più rapido e sbrigativo della storia delle telefonate al momento sbagliato, sbatte giù il telefono. Rimango trenta secondi - un minuto con la cornetta ancora all’orecchio ad ascoltare il melodioso, ritmico toot – toot della linea, se proprio devo dirlo, appena un pochino sbalordito. Che fare? Fluttuavano davanti ai miei occhi immagini di Laura e di mia madre, insieme in Tunisia, intente a danzare velate attorno ad un fuoco di campo, una danza frenetica e scomposta, mentre mille beduini ubriachi si preparavano al rito orgiastico, al culmine dell’eccitazione… Ma cos’è successo alla mia vita? Ma cosa mi ha impedito di rinchiudermi difilato a studiare, oggi, senza perdermi dietro alla posta del mattino? Vabbè, ora siamo in ballo, il biglietto ce l’abbiamo… chissà quante ore sono da qui a Tunisi… chissà cosa mi riserva l’immediato futuro… Magic Yoghi

L’ingenuità dei Fraccariani (Dalle novelle della valle del Lotar) C’era una volta nella valle del Lotar, terra a nord dell’arcipelago di Itloiatt una grande famiglia che viveva in un grande casolare sulle rive del fiume Fluentor. Tutti i fratelli si aiutavano l’un l’altro e si rispettavano a vicenda. All’interno della casa regnava l’armonia e la pace. Un brutto giorno, Gas gas, uno dei fratelli, si accorse che nella sua camera mancavano i due fenicotteri rosa ricevuti in dono dallo stregone Ptundur delle risaie grigie. Cominciò a cercarli ma non ottenne nessun risultato. Il povero Gas gas, non dubitando neanche per un attimo dell’onestà dei suoi fratelli si convinse di averli smarriti durante una battuta di caccia ai cairolindi muschiati e fece finta di nulla. La grande famiglia contava oltre novanta fratelli. I Fraccariani che la componevano avevano un grande senso dell’onestà ed erano famosi in tutto l’Ordiliant sub meridionale per la loro instancabile voglia di lavorare. Due giorni dopo anche Napolitorid si accorse di aver “smarrito” venti Uddis d’argento. Ne fu ferito nell’orgoglio, ma da prode guerriero quale era fece appello alla sua forza di volontà e non accusò di furto nessun fratello. Tutti si fidavano ciecamente di tutti, all’interno della famiglia non si verificava una melefatta da ormai molte generazioni. Nei giorni che seguirono il grande gelo di Monsoul si verificarono con più frequenza altre strane sparizioni: Kapiir e Rezz, i due fratelli più somiglianti tra loro persero le chiavi della camera dei giochi e dei divertimenti elfici, a Grizz sparirono addirittura centocinquanta Uddir d’oro e molte altre ancora. La situazione stava diventando insostenibile, ma nessuno muoveva un dito e soprattutto nessuno pensava minimamente di accusare un proprio fratello di furto. Così, una sera, la famiglia al completo si riunì intorno al focolare per trovare una soluzione comune. Gli sguardi che si scambiavano trasudavano fiducia, i fratelli si rispettavano troppo per accusarsi.

Come se non bastasse tutti avevano paura di far venire a galla la verità e di affrontare l’argomento in modo deciso per paura di un eventuale punizione da parte del capofamiglia, il saggio Panellanoramix. Poveri stolti Fraccariani. Ben presto il succo di bacche d’evlion, di cui erano ghiotti, cominciò ad annebbiare le loro menti. Ben presto finirono tutti tra le braccia del dio Sbronzionius. Solo l’infido Sugar Free, il fratello affetto da cleptomania, (una rara forma di diabete cronica giovanile) rimase sveglio. Proprio lui, il fratello più laborioso, colui che poteva destare meno sospetti nella famiglia, ingannò i suoi fratelli approfittando della loro buona fede. E non contentandosi dei fenicotteri di Gas, degli Uddis di Napolitorid e Grizz e delle chiavi di Kapiir e Rezz derubò tutto quello che c’era in casa. Dopo aver fatto piazza pulita, scappò via dalla valle del Lotar lasciando in rovina la sua famiglia al quale non rimaneva altro che recarsi in pellegrinaggio sulla rupe del dio Pliniorindor maledicendo il rinnegato Sugar, augurandogli di finire divorato da un Giletttrincornidor* e pregando l’onnipotente dio delle due torri rocciose di non farli morire di fame. *Il Giletttrincornidor è una malvagia chimera della mitologia Fraccariana metà Trinca, metà scrofa, metà sanguisuga, Giletttrincornidor consta di quattro metà.

metà

criceto.

Il

“E la morale della storia?” direte voi miei perspicaci collegiali...in realtà una morale non c’è. Anche noi siamo una grande famiglia, anche noi abbiamo vicino un fiume e anche noi proviamo a rispettarci reciprocamente, ma non ti illudere caro Sugar (come ben sapete anche noi abbiamo un cleptomane all’interno delle nostre mura) perché noi siamo Fraccarotti non Fraccariani, questa non è una fiaba e tu non la farai franca!!! Elia Ferrari


UNA GIORNATA DIFFICILE Epilogo:

Il settimo giorno Dio si riposò... e la terra promessa?

del protagonista ma anche dell'autore, a tutt' oggi sostiene che le abbia fatto violenza.

Sono ancora fuori del locale quando mi squilla il cellulare. Meccanicamente rispondo mentre con una mano saluto Silvia che si allontana con le sue amiche. “Si? “ “Pronto…” “Ciao papà!” “Ciao ,come stai? E’ tutto il giorno che provo a chiamarti ma non riuscivo a prendere la linea”. “Avevo il cellulare scarico. Tu come stai?” “Bene, bene”. Il tono della sua voce era diverso dal solito, sembrava stanco. “L’esame com’è andato?” “Non un gran chè, mi hanno segato.” Mica potevo dirgli che stavo per vomitare sulla scrivania del professore! “Andrà meglio la prossima volta, vedrai.” Non sembrava arrabbiato, né deluso; era come se se fosse preoccupato per qualcosa. “C’è tanta neve?” “Un casino, dicono che non nevicava così da almeno vent’anni” “Anch’io ho avuto qualche problema a spostarmi oggi” “Scusa, non capisco, ma sei in Italia?” “Si, sono tornato la settimana scorsa” “Avresti anche potuto dirmelo.” “Il fatto è che da un po' di tempo facevo fatica a fare pipì, così sono tornato a fare un controllo; sai, giusto per stare tranquilli.” “E...” “Mi hanno fatto un po' di analisi ed è saltato fuori che ho il PSA alto ...dicono che potrebbe essere un tumore alla prostata.” “Pronto…ci sei….” “Si, si, ti sento” “La mamma e i tuoi fratelli lo sanno già. In ogni caso non ti devi preoccupare, devo fare altri esami...vedrai che andrà tutto bene.” … non nevica più… “Si papà…andrà tutto bene...”

Una volta, è vero, è capitato che mi presentassi ubriaco ad un esame: Igiene ( esame spaccio), prof.ssa Tenconi, 25/30. Ma non ho mai vomitato in università. STEFANO BERGER invece, causa postumi, lo fece negli uffici del comune, durante uno stage.

POSTFAZIONE NOMI E COGNOMI Non essendo stata sufficiente la prefazione, mi vedo costretto ad aggiungere questa postfazione al fine di chiarire certi fraintendimenti ai quali la lettura del racconto può aver dato adito. Innanzi tutto mio padre sta benissimo! E' vero che ha sempre lavorato all'estero ma ho un ottimo rapporto con lui e spesso sono andato a trovarlo in giro per il mondo. Non conosco nessuna Silvia ed anche se la conoscessi non metterei mai il suo numero di telefono sul giornalino! Una volta ho incontrato una che faceva quarta nel mio stesso liceo, non l'ho riconosciuta e attualmente non ricordo (di nuovo) il suo nome; non è mai venuta in gita a Venezia (dove invece aveva nevicato veramente) , è un po' bruttina e dicono che sia anche un po' vacca. (Se nel frattempo è diventata la ragazza di qualche collegiale, faccio ad entrambi le mie scuse.) L'episodio della “violenza” si riferisce ad uno spiacevole evento verificatosi durante la festa estiva del Cardano, l'anno scorso: Ubriaco lacero, ho, ahimè, manifestato con troppa irruenza i miei interessi nei confronti di una bellissima ragazza, con la quale, per il tempo breve ma intenso di un erasmus, ho successivamente vissuto momenti splendidi. MARCELLO MACCHI (alias Lello), interlocutore, confidente ed amico non solo

Sempre a BERGER è riferita la festa di laurea, summa massima di molteplici deliri! Ricordo ODA ADRIANO che scaraventa SILVIO RODARI oltre un divano, dopo che questi (per motivi ancora sconosciuti) lo aveva “caricato” più volte stile toro nell'arena; ALESSANDRO SICURO che tira testate contro un muro ( mi hanno detto che è stato rinvenuto dalla ragazza, il giorno seguente, nel bagno di casa, nudo, abbracciato alla tazza del cesso!); RAFFAELE LOGALBO che fa retro marcia sotto indicazioni della ragazza e finisce in un fosso appoggiando la macchina su di un fianco! Il “Luca” del racconto è il personaggio che ha maggiormente preso in prestito: L'aspirante attore del Radio-Out è ANGELO SAVINI, felice possessore della specifica tessera, in realtà sono io ad esserne privo (10 EURO!!! Siamo matti!!!). La mano tagliata appartiene a GIORGIO MANZONI che , ubriaco marcio, rompe un bicchiere a non so quale festa; mentre è FRANCESCO COLUCCI il buon samaritano che, non so in quale stato lui stesso, lo porta al pronto soccorso; scortato da LUCA PEDEFERRI il quale, durante la visita, coglie l'occasione per prodigarsi in conati bestiali nel cesso del pian terreno. In realtà il vero aneddoto che mi ha fatto scrivere il racconto l'ho sentito a lezione (ogni tanto ci sono anche andato, cosa credete!). Il prof. Bonandrin, nel cercare di spiegarci quanto l'istinto di sopravvivenza svolga un ruolo importante nel rapporto medicopaziente, ci descrisse un episodio avvenuto realmente: un noto chirurgo-oncologo, non sentendosi molto bene si fece fare una radiografia al torace. Non potendo andare di persona a ritirare le lastre mandò il figlio, anche lui medico. Questi vide che nel polmone sinistro vi era una massa tumorale di notevoli dimensioni. Non sapendo come dare la notizia al padre cercò di guadagnare più tempo possibile, ma sotto le insistenze del genitore si vide costretto a portargli le radiografie. Gliele porse come se stesse consegnando un verdetto di morte. Il noto chirurgo, che nella sua carriera aveva diagnosticato migliaia di tumori, guardò le lastre e disse: “Mi sembra che qui sia tutto a posto, no?”. Giacomo de Barbieri

Qui si conclude il racconto “Una giornata difficile” di Giacomo de Barbieri durato vari numeri. Siamo pronti a ricevere in redazione commenti eventuali o critiche allo scritto. La redazione


VERY IMPORTANT FRACCAROTTI

Riconoscimenti

Ciao amici fraccarotti !! Questa è la nuova rubrica che vi permette di scoprire la celebrità nascosta in ognuno di voi !!! In questo numero, in occasione della prima prova del mondiale F1 vi proponiamo la coppia di piloti del nostro Fraccaro racing team!!

Sopra Felipe Massa nuovo secondo pilota della Ferrari

Due momenti di riflessione per il nostro Manuel Vaglia detto Idro, giovane promessa del Fraccaro racing team

Renzo Vanna, pimo pilota del Fraccaro Racing Team

Sopra il Sette volte campione mondiale di F1 Michael Schumacher

Partecipa anche tu al Very Important Fraccaro! Segnala alla redazione le somiglianze più esilaranti…adesso anche tu puoi diventare una celebrità !!

WE LOVE CHUCK NORRIS Ormai nelle “intro” non so più cosa scrivere, le scrivo solo per prolungare la vostra attesa, e così facendo, aumentare la fiaccola della Vera Fede. Il terzo giorno, mentre Dio stava creando le piante, Chuck Norris si stava configurando l'iPod. Una volta Chuck Norris ha chiesto a Paganini di ripetere. Lui non solo l'ha fatto, ma gli ha anche pulito la macchina, fatto la spesa e rifatto il letto. Dopo aver visto la cassetta di The Ring a Chuck Norris non squilla il telefono, gli arriva una ricarica da 95 euro. Chuck Norris è andato da footlocker a comprarsi un paio di all stars. Ora gira con Kobe Bryant al piede sinistro e LeBron James al destro Chuck Norris ha aiutato molti uomini ad uscire dal tunnel della droga. Sempre che la morte violenta possa essere considerato un aiuto.


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