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Voci Corridoio di

Numero 51—Anno III

settimanale fraccarotto

22 novembre 2007

E SIAMO ANDATI PIANO... LO SPIRITO UMILE Martedì all’allenamento della squadra di calcio eravamo in ventidue. Ventidue collegiali, capite? Mai successo da quando i più anziani sono qua dentro. E questo la dice lunga. Mercoledì alla corsa campestre il collegio Fraccaro presenta nove atleti, quasi certamente eravamo i più numerosi. E questo la dice ancora più lunga. Perchè se cinque e quattro anni fa’ non partecipava nessuno, tre anni fa solo uno, l’anno scorso tre, quest’anno abbiamo davvero mostrato di che pasta siamo fatti. In una manifestazione che non ci ha mai regalato gioie nè punti per l’intercollegiale siamo andati là con una massiccia rappresentanza a prenderci una medaglia di legno più che meritata: una medaglia di noce d’annata! Eravamo in tanti, con poche ambizioni, ma sicuri di portare ognuno qualcosa. Proprio come agli allenamenti della squadra di calcio: fuori dal collegio i grandi nomi ecco i gregari, venuti fino al campo dietro al cimitero per esserci, per dare un piccolo ma significativo contributo. Tutti ricordano gli allenamenti in cui i senatori disertavano e non si era abbastanza, nemmeno per giocare una partitella. I tempi sono cambiati. Da quando, quattro anni or sono, quando abbiamo perso l’intercollegiale per due miseri punti ad oggi, di cose ne sono cambiate. È lo spirito umile che nessuno si aspettava di trovare in un collegio che, per il suo blasone, potrebbe starsene adagiato sugli allori. Quello spirito che ci porta ad impegnarci proprio là dove sappiamo di avere meno competitività; quello spirito che Tinelli ha maledetto quando ci ha visto così numerosi al campo; quello spirito che ha portato Montolivo a volersi misurare, a farsi sorpassare da tutti e a farci guadagnare quel quarto posto, proprio davanti al Cairoli, pur arrivando in fondo con quell’andatura da paperotto. E noi, proprio per questo, gli regaliamo la prima pagina. Simone Pellegrin

Ore 15 passate da un pezzo. Campo da calcio del Cus in zona Cravino. Un freddo troia. L’aria è così impregnata dall’umidità che si fa fatica persino a respirare. Un’allegra combriccola di cazzoni con la maglia bianca si accinge ad unirsi agli altri (tristi) partecipanti alla campestre, prima prova valida per l’Intercollegiale… Pronti? Via!!! Montoli-

vo comincia subito a scompigliare gli schemi studiati a tavolino scattando in prima posizione, per poi farsi passare poco a poco da tutti. Il Toz e Turker dopo un attimo di titubanza in fondo al gruppo si portano subito in buona posizione. Tutti gli altri nostri corridori seguono, ognuno col proprio passo, come consigliato dal mister-abordo-campo Camoranesi. I borromaici (lecca culo e immanicati) corridori esperti prendono subito il largo, seguiti da alcuni del cardano e del ghislieri… Correre correre correre. Solo questo il pensiero che gira nella nostra testa… E così corri corri si arriva al terzo e ultimo giro: Tinelli ha ormai impegnato tutte le sue forze fisiche e mentali nella corsa e perde il conto dei giri fatti… Un Toz in formissima lo supera informandolo che questo è oramai l’ultimo giro, mentre un certo Edoardo Marvagli cerca di attaccar briga con un cairolotto, sfoggiando con orgoglio la maglia “Se ti giri ti ammazzo” e “gran bastone? No, grazie!” . Dietro un regolarissimo Brighella accompagnato da Franz (che sta correndo così veloce solo per “...quello spirito che ha portato Montolivo a volersi misurare, a farsi cercare di raggiungere Fabrizio, non sorpassare da tutti e a farci guadagnare quel quarto posto, proprio accorgendosi che invece era poco diedavanti al Cairoli...” tro di lui in compagnia del sottoscritto). Seguono poi Tony e a fondo grupQuindici Righe po Montolivo… Ultimi 500 metri… Dopo la scorpacciata del nale che sta vivendo una Ognuno dà il massimo per riuscinumero scorso torna impec- sorta di seconda giovinezza. re a superare i 2 o 3 avversari cabile, come ogni giovedì Inoltre ci dobbiamo un po’ vicini… Si arriva così al traguardo: mattina VdC. Il numero 51 scusare anche noi della reda- Toz 15°, Tinny 16°, Turker 19°, segna un po’ un nuovo ini- zione che pur avendo lavora- Brighe 22°, Franz 23°, io fantastizio: un po’ perché la reda- to come matti (ve lo possia- co 29°, Fabrizio 30°, Tony 35° e zione è ufficialmente allarga- mo assicurare) per realizzare Monto 39°. Per un totale di 70 ta ad almeno un paio di il cinquantesimo epocale punti, preceduti solo da un insuelementi, un po’ per il re- numero abbiamo tralasciato perabile Borromeo a 113 punti, styling messo in atto già dal qualche particolare tecnico dal Cardanoa 104 e dal Ghislieri a numero precedente che forse che ci ha impedito di fornire 72. I cairolotti invece si sono ferè passato inosservato, un a tutti tante calde copie mati a 66 punti. Sfigati! E così si po’ anche per i contenuti. giovedì scorso, per lo meno delinea una prima classifica Qualche nuova rubrica si di prima mattina. Sicuri della dell’Intercollegiale, dove siamo a affaccia sulle nostre colonne: vostra pazienza e buon cuo- soli 3 punti dai primi! Abbiamo speriamo con esse anche un re abbiamo rimediato in cominciato bene, andiamo avanti nutrito gruppo di nuovi gior- giornata, per la gioia di meglio!!! Forza ragazzi! nalisti si rendano partecipi grandi e piccini, matricole e Somaini di questo gazzettino settima- anziani.

http://www.collegiofraccaro.it/vdc CAFFE’ LETTERARIO LA METAMORFOSI - KAFKA Uzzino a pag.13

vocidicorridoio@collegiofraccaro.it GIOCHI SALA GIOCHI Redazione a pag.18

CUCINA PER TUTTI IL SUGO DI POMODORO Macchi a pag.12


Interni

LA PROSTITUZIONE SACRA NEL MONDO ANTICO Continua dal numero 50

Mondo romano Anche a Roma, in misura minore, c’era qualche cosa di assimilabile alla ierodoulia, ma vi era soprattutto enorme libertà sessuale. In tutto l’impero sono rimasti resti di bordelli (lupanara) che dovevano essere aperti solo di sera e collocati solo fuori città. Le prostitute dovevano essere registrate e non potevano mantenere il nome di famiglia. Le prostitute avevano una veste speciale, ma non le bende che le donne oneste mettevano sui capelli. Lupanare viene da "lupa", il nome con cui venivano chiamate le meretrici. La mitologia romana dice che Romolo e Remo, adottati dalla moglie del pastore che li aveva trovati, era una "lupa" cioè prostituta. Grande sviluppo alla prostituzione fu dato dall'avvento del culto della Venere Ericina che differentemente dall'antico culto dell'antica Venere tutta castità praticato fino a quel momento era caratterizzato da una spiccato portamento verso la sessualità. Questo culto giunse a Roma dalla Sicilia per propiziarsi i suoi favori in vista dell' attacco a Cartagine durante la seconda guerra punica. La particolarità consisteva nel fatto che le cerimonie propiziatorie alla dea erano gestite da sacerdotesse che praticavano la prostituzione rituale, tutto questo rappresentò una sorta di permesso ad intraprendere la "professione". Successivamente vennero fatti vari tentativi di reistaurare la versione casta della dea, ma ormai la Venere siciliana aveva preso il sopravvento fino a diventare addirittura simbolo di fecondità, fertilità e successo. Alla fine dell'epoca repubblicana la situazione a Roma si era talmente ingigantita che il fenomeno

della prostituzione era diffuso in ogni angolo della città. Sappiamo che, secoli dopo, l’imperatore Domiziano, per attirarsi le grazie del popolo, durante i festeggiamenti per la vittoria riportata sui Germani, fece lanciare i gettoni per una "consumazione" nei lupanari. Venere era infatti la dea sacra a Roma, perché madre di Enea il suo mitico fondatore. A Roma si contavano, nel IV secolo a. C., almeno 46 bordelli “laici”, ma c'è da dire che a questo numero mancano tutti i lupanari che non erano dichiarati, ma inseriti come attività secondaria, in taverne ed ostelli. Pompei

fotografie dei prodotti in vendita con i relativi prezzi, a nei lupanari di Pompei si vedevano spesso dei dipinti raffiguranti scene erotiche o pornografiche con la medesima funzione: quella di dare un prezzo ad ogni servizio. I prezzi erano bassissimi (5 volte in meno di una coppa di vino) e le donne erano schiave di un “lenone” ( il magnaccio). C’erano inoltre sette nomi diversi per indicare le varie tipologie di prostituta. …Bei tempi per i maschi, meno per le prostitute che erano schiave nel senso reale del termine.

Fatemi sapere se vi è piaciuto questo articolo. Anche se per me questo è un periodo superincasinato ho scritto tutto questo con piacere (poi l’argomento è molto a tema). Magari un’altra volta scriverò qualcosa su Bacco (l’altro dio a cui è “consacrato” il collegio) e sui Baccanali (quello che ho visto di più simile ad un baccanale è stato il summerparty). Spero inoltre di avervi Insegna di uno dei tantissimi bordelli fatto capire che non è di Pompei con su scritto: “qui abita la così noioso lo studio felicità" del mondo antico e di avervi stimolato a ricerche in proposito. ne avesse

Anche questa sacra a Venere, era una città del peccato (forse più di Amsterdam o Barcellona oggi). L’edificio più splendido e grandioso di Pompei era il santuario di Venere in cui tempio venivano compiuti anche rituali di iniziazione alla prostituzione sacra, con sacrifici di piccoli animali e offerte votive: ossa di maialini, frammenti di cereali e di frutta carbonizzati, piccolissimi vasi e una testina d'avorio di pregevole fattura con tracce di colore d'oro sui capelli. I bordelli (lupanari) erano assai numerosi tanto che ne troviamo circa venti per una cittadina che contava circa 8000 persone, come se Pavia città di 70.000 abitanti quasi 200 (!!!!!) Se oggi si va da Mc Donald’s si vedono le

Michele Paolo ( cam. 52)

PRESEPE VIVENTE: I RUOLI Definiti i ruoli per il presepe vivente. Dopo lunghe e discusse trattative il comitato organizzatore ha scelto per noi matricole i seguenti ruoli: gesù bambino adolfino maria Gesù giuseppe bidello porno barabba barabba angelo krusty pescatore cieco ostrega falegname igor pecore cazza e giovandomenico (l'ultima mqm arrivata) cane pastore capone pecora nera sascha puttana hallowen stella cometa splendid bue big jim asino moreno morello Restano ancora da definire i ruoli di pastore e dei due centurioni, I responsabili invitano i secondi anni a offrirsi volontari per i ruoli vacanti pena megafagiolazio! Inoltre per quest'anno si prevedono molte novità, Tra cui vi anticipo gli zampognari... Noi tutte matricole ci impegneremo per rendere al meglio l'atmosfera natalizia del presepe e per contribuire al meglio per la riuscita dell'evento.

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Ostrega


Sfottò

LA TROTTOLA Al fraccarotto vogliam raccontare di una figura da non disprezzare con tutto rispetto parlo di ella se avete capito fate favella. Se arriva arrabbiata lunedì devi sapere che è fatta così ma non si capisce che'l primo giorno nessuno è contento del proprio ritorno. Come ogni collegial che si rispetta ci sta poco tempo nella sua cameretta altrimenti perchè trottola direi se non girasse tanto anche lei? Ma questa ridente allora che fa? Se un minuto è qua e l'altro è di là io non mi spiego tutto questo girare vuoi dire che quella nulla ha da fare? Eppure ci dice chi lavora qua dentro che a vederla non sempre è contento ma s'è cortese e spesso sorridente come può star invisa a questa gente? Però la trottola è originale perchè non ruota con moto normale sarà per questo dimmi la verità che quando passa scoppia l'ilarità? Troppe domande mi sono già fatto nessuna risposta m'ha soddisfatto non ci importa a noi piace così veder girar la trottola tutto il dì

VUOI SAPERE COME TONUCCI E’ RIUSCITO AD ARRIVARE DAVANTI A TINELLI NELLA CORSA CAMPESTRE? E PERCHE’ MONTOLIVO E’ ARRIVATO ULTIMO? BEH PERCHE’ FANNO COLAZIONE INSIEME...MA SOLO TONUCCI BEVE CAFFE’

Splendid...IL PURO CAFFE’ RAC-

COLTO IN BRASILE, MACINATO E CONFEZIONATO DA SPLENDID IN PERSONA!

Voci di Corridoio Direttore responsabile Simone Pellegrin Vice Direttori Elia Ferrari Giovanni Ferrari

Siccome PampaNatale è permaloso come una scimmietta ha denunciato Tonucci per calunnie dopo l’articolo apparso sul numero 50: “pampanatale= aniumale metticcio in estinzione dal 1992, vive in zona di penombra , va a letto presto ed è predisposto ad una lunga e duratura vita di coppia, si contraddistingue per la folta chioma scura, ha la potenzialità di cambiare identità ( svariati esempi in numeri storici di V.D.C. ) ha il corpo cremito di lunghi peli per le stagioni più fredde, istintivamente è predisposto alla gerarchizzazione della sua razza ( ma lo fà con nonchalance satirica ) ”. Questo articolo mi ha molto offeso: ci tengo a chiarire che io non vado affatto a letto presto! Il direttore

Art Director Giovanni Mason Redattore Andrea Violetto Ultimo arrivato Luca Rebecchi

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Pagelle

CENA DELLE MATRICOLE: PAGELLE

BIG JIM voto 8 Il nostro pupazzetto è in continuo movimento: cucina per 50 persone, prepara i tavoli , da retta ai deliri di Mason e pulisce anche i piatti. Infine viene scelto dal Toz per addolcire Sasha e Cazza, ma crolla e s'addormenta mentre quei due continuano a sputarsi in faccia. DURACEL MASON voto 2 Voto pessimo per il mingherlino più cattivo di un caimano. Si trasforma radicalmente da ubriaco per sfoderare il suo sadismo più ripugnante: picchia violentemente le matricole, bestemmia ogni due minuti, sputa nell'acquasantiera, prende a morsi Uzzino e insegue Montolivo per il collegio. Non contento di quanto bevuto e fingendosi sobrio urla costantemente: “Il vino... dov'e' il vino?!! voglio il vino!!” MESCAL TURKER voto6+ Si fa vivo solo a tarda nottata dopo aver fumato anche l'ethernith dei tubi di riscaldamento del seminterrato. La sua pazzia si trasforma in lunghissimi discorsi senza capo ne coda in cui monologa, si fa domande e si da risposte. MARZULLO SASHA E CAZZA voto 1 Pochi commenti per chi decide di chiudere una bella serata con un velo così pietoso. Insistenti nel loro stupido orgoglio non riflettono sull'importanza dell'amicizia collegiale. MATRICOLE CAZZA (secondo Rizzi) voto 7,5 Portamento da cameriere di gran classe e resistenza da vero Valtellinese. La tira lunga, ma non sbocca (h. 23.43). Al momento l’unica frase pervenuta è:”Posso fumare una sigaretta)”.CAZZONE

to di reggersi fermo in piedi. GONGOLO OSTREGA (secondo Rizzi) voto 6 meno meno eroe per forza. Autoabbattuttosi dopo 1,5 minuti: alla sola idea dell’alcool (pronostico: delirio, sbocco & scioltina, h.05:12: gufogufo!!) sboa. Voto radice di 58 O’ STREGONE

BARABBA Voto 6.01 sulla fiducia Pensa di salvarsi davanti a Ponzio Pilato, ma la folla lo vuole cadavere: “Barabba! Barabba!” BLASFEMO

SOMAINI voto10elode Sorprendente quanto inaspettata sbronza

paurosa per il tiepido Somaini. Vive nelle sue allucinazioni psichedeliche quei momenti di puro delirio, scambiando Tosatti per un vietcong e inseguendolo intonando “La cavalcata delle Valchirie”. A fine serata, dopo essere stato usato come un pallone da rugby, intima vendetta prima di cadere svenuto a terra in uno stato convulsivo. SDERENATO TINELLI S.V Un voto non può essere espresso; anche un commento risulta faticoso. Scarsa figura... noiosa... non si ubriaca, non fa ridere nessuno. Cerca di essere intelligente e razionale solo quando gli altri sono devastati. Fa solamente un cavallo con un bicchiere di acqua tonica e cerca di sedurre gli altri con sorrisi falsi e discorsi inappropriati.INSIGNIFICANTE BIDELLO voto 7,5 Abiti firmati Pastorizia®, si distingue per l’enorme carico alcolico ingerito (senza fare una piega): la mqm più sobria, nonostante i 3l e + ingeriti. Rimane cmq bruttino a vedersi. BACINELLO JESUS CAMINITI Voto 5,5 Aiuta “er pagnottaro” a spostare il divano, senza muscoli e idee: va in confusione dopo due birre. ANATRA WC

SASHA (secondo Rizzi) Voto 5 me lo Fa il figo, non beve niente e recita le gote rosse. Turconci bilio bili uu nene. Schiaffi sul culo per il futuro: primo candidato pecora per dicembre. URINA

SPLENDID Voto 1,5+ Si fa chiudere nella 7 da coglione quale è. LECCACIOLLA

OSTREGA voto -7 Bella performance per la nostra “vecchia” matricola. Ha più esperienza rispetto alle altre e lo dimostra: beve tanto e sa divertirsi, barcolla e ride in continuazione quando Uzzino gli ordina il faticoso compi-

GATELLI voto 6 Si presenta nudo + zainetto in biblioteca col verbo:”Cosha devo fare??” “Shaimo qua tutti?” Bestemmia tutta la serata, perché non può bere: serata in retrocolonna in fuga dall’ispettore Meson: dopo l’ennesima “s”, va in stand-bai con

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un lungo shshshibilo. CAPITAN FRACASSSSO

UZZINO voto 6 E’ un Terronese di merda. Cerca di ubriacarsi in tutti i modi ma la carenza di superalcolici non lo aiuta, deluso dalla serata si aggira per il cortile con aria mesta e rassegnata. All’improvviso il bue Tosatti lo investe facendogli passare davanti agli occhi in un secondo tutta la sua esistenza. Per fortuna Tosattone è fatto di pan di spagna e pasta per il chewingum. Uzzaino se la cava con un soffice tonfo e qualche imprecazione. MIRACOLATO MONTOLIVO voto 5 Da un gentiluomo come lui ci si aspettano performance di altro tipo, questa volta la tazza era piena di vino e gli effetti non si sono fatti aspettare. Dopo la cena si perde nel delirio generale cercando di inseguire Uzzino per recitargli a memoria l’autobiografia di Ornella Vanoni. Il piccolo genoano non riesce, nonostante gli sforzi a raggiungere il corpuLento siculo. Stremato si accascia ai piedi di un albero canticchiando el bandolero stanco e cercando di attingere dalla tazza ormai vuota e ricolma di terriccio e foglie secche. BIANCOLIVO ESPOSITO voto 6,5 Il comacchio ha ormai una resistenza all’alcool che fa paura. Beve, Beve beve, ed è come se non bevesse. Colpa delle cene dei fisici e delle misteriose serate passate da una fantomatica C. Del Nuovo. Ad un certo punto inventa il gioco dell’anno, degno del miglior Berger: scoppola nel culo e scappare via, scatenando inseguimenti a ripetizione. Colpisce chiunque e ride come un matto. Ragazzo simpatico. MESSINA voto 2 Messina fa solo baccano, con il suo tipico intercalare “spadde nun’avi!”in più si fa spaccare in testa una sedia dal “buon Mason” e per tutto il resto della serata insegue la gente tirando scoppole sulle chiappe altrui a destra e a manca. A fine serata sorprende tra i cespugli del cortiletto Borserio che limona con Polo e ci rimane davvero male. CORNUTO e MAZZIATO Uzzino, Rizzi e Elia


IL MESTIERE DELLO SPACCIATORE

Scherzi

anche la polizia in giro. Potrei pensare: sempre bloccata. Gli dico che ci sono dei “Giovanni, sei un genio, se mi beccano, al- problemi. “Non ho i soldi”. Per i soldi non è meno sono pulito, e del Nuovo nessuno so- un problema, gli avevano detto che non sa8:20. Suona la sveglia del cellulare, la spen- spetta”. Arriviamo in Cravino. “Allora non rebbe stato un problema, mi sarei sistemato go, si accende il cellulare e faccio per riad- vieni?”. “No, vado in Auletta a studiare”. “Va in un secondo tempo coi Capi. “Mi stanno dormentarmi: “Entro un’ora dopo”. Brrr…“No, bè, ci vediamo dopo”. “Ciao”. Vado in Aulet- seguendo. Ti fa niente tenerla ancora per un non adesso! Lo leggo dopo”. Brrr…“Nooo, ta e accendo il computer. Manca un’ora po’ di tempo?”. Con voce ancora bloccata, due!!!”. Prendo il cellulare e leggo i messag- all’incontro. Faccio un giro in Internet. Sono forse più di prima, dice che va bene “Ma gi: una chiamata di Giovanni delle 3 di notte le 11. Esco e vado dal Nuovo. Lo riconosco quanto tempo?”. ”Finché non riesco a piaze un suo messaggio delle 4, sempre di notte: subito: è seduto in prima fila (“Bravo”) e sta zarla”. “Va bene dai”. Mi sorprendo riesca parlando con i suoi amici. ancora a parlare. Chiudiamo così, scendiamo “Bei vecchi tempi…”. Il “Ciao, puoi venire un atti- e lui torna a lezione, in tempo credo. Esco e messaggio diceva di mo?”. “Ah, sì”. Parliamo incontro chi di dovere, i Capi: Giovanni, Siqualcosa di importante mentre andiamo in un mone, Edoardo e Dario, gente esperta. Gli da fare alle 11 in Craviluogo appartato. Ha la racconto del Nuovo: non è male, sembrava no: “Va bè, non ci vado voce un po’ bloccata, forse molto agitato, però è preso bene, ci può staa lezione”. E mi sono dall’agitazione. Siamo in- re. “Ci vediamo stasera in collegio, se passi appena svegliato… seguiti: i suoi amici. Con per le 18 vedi tutto”. “Ci sono dai. Ciao”. E ci Dormo mezz’ora. Poi ripetuti cenni degli occhi e lasciamo. Torno in Auletta e studio ancora mezz’ora. Mi della testa gli faccio capire mezz’oretta, forse meno… Il pomeriggio passveglio, mi preparo ed di sbarazzarsene. Gli faccio sa senza intoppi. Alle 16 vado a lezione: alesco. Passo in collegio fare il giro turistico della meno quella!, non ci capisco quasi nulla, ma da Giovanni che mi dice facoltà, bagni compresi, in quel poco è molto interessante. Finisco alle che per la roba avrei attesa che faccia qualcosa. 18 e volo in collegio. Ci sono i Capi e anche dovuto incontrare uno “C’è anche di sopra, ve- qualcun altro. Chiaramente mi fa piacere. Nuovo in facoltà alle 11. ro?” Intuisco che intende Stanno ancora preparando le apparecchiature Me lo descrive. “Ah, ho dire se c’è un piano supe- tecnologiche; in disparte attendo il momento. capito”. Ci lasciamo. riore. “Sì, saliamo”. Pren- Dopo mezz’ora tutto è pronto. L’incontro col Passo da Daniele a vediamo le scale e finalmen- Nuovo avviene, ma con qualche intoppo: i dere come sta dopo te dice ai suoi amici Capi non sono stati molto contenti, sopratl’Operazione: Il vero spacciatore è lui, guarda che faccia! “Arrivo subito, devo salire tutto Dario, che lo intimidisce, lui che era già “Cammini che è un agitato di suo; ma c’è piacere”. “Lascia perdere. Non vieni a lezio- un attimo, voi andate da ammettere che ha ne?”. “No, però ti accompagno se vuoi, così in aula”. Così, brutal“Mi stanno seguendo. Ti fa niente comunque fatto un mi racconti”. Usciamo e mi racconta mente. Ci lasciano tenerla ancora per un po’ di tembuon lavoro, ha solo dell’Operazione in poche parole; poi si zitti- soli. Lo porto di sopo?”. peccato di inespesce, non so se per colpa mia, se perché non pra. “Ci si può perrienza. Alla fine il trova un accendino, o per altro. “Non ce la dere qua” mi dice. Con voce ancora bloccata, forse più Nuovo si tranquilfaremo mai a prendere l’autobus, ormai è Sorrido. Andiamo di prima, dice che va bene “Ma lizza e gli presentiaall’incrocio… A meno che non corriamo” e lo in fondo ad un piccoquanto tempo?”. mo il clan al compleguardo sorridendo. “Ce la facciamo” dice con lo corridoio secondato. sicurezza. Con calma andiamo in Piazza Vit- rio. Ci fermiamo e mi ”Finché non riesco a piazzarla” Quando ci sarà bisotoria. E lo prendiamo! E ci sediamo subito! fa vedere cosa ha gno di te, ti faremo “Incredibile”. “Te l’avevo detto. Però ho avu- nelle mutande “No, to fortuna, si è fermato tanto perché c’è un sei pazzo, aspetta”. Mi guardo intorno. Non sapere. Per ora, almeno tu, studia. Manuel sacco di gente in giro”. Giusto. La Goliardia c’è nessuno, bene. “Tutto a posto? Hai avuto deve aver appena liberato le scuole. E c’è problemi?”. “No, no. Tranquillo.” Con voce A Mason, che ha insistito, a chi capirà (va bè, anche Uzzino) e a chi…

LA MORALE

U

na passerotta piccola piccola sta svolazzando felice nel cielo quando viene sorpresa dalla pioggia. La passerotta, non volendosi bagnare comincia a cercare un posto dove potersi rifugiare sino alla fine del temporale. Ad un certo punto scorge un albero le cui foglie sono ancora asciutte e decide di posarsi li. Poco dopo un merlo svolazzando in cerca di un rifugio e scorge lo stesso albero, si posa sullo stesso ramo e rifila uno spintone alla passerotta che si deve postare un pochino. Passano alcuni minuti e si intravede una civetta che svolazzando in cerca di riparo, decide di rifugiarsi sullo stesso ramo, spintona il merlo che spintona la passerotta che è costretta a spostarsi ancora un pochino e la pioggia comincia a bagnarle il becco. Infine con lo stesso procedimento arriva un’aquila in cerca di riparo e anche lei si posa sullo stesso ramo, spintona la civetta che spintona il merlo che spintona la passerotta che a questo punto si viene a trovare completamente sotto la pioggia incessante. MORALE DELLA STORIA: PIÙ L’UCCELLO È GRANDE… PIÙ LA PASSEROTTA SI BAGNA.

La Redazione intende scusarsi con la collaboratrice Anna Mason per il taglio “non voluto” ad una sua frase nello scorso numero. La frase riguardava un certo album di famiglia di un certo giornale fazioso e antiliberale. Sfortunatamente noi siamo un giornale del popolo delle libertà; di conseguenza si sarà confuso l’art director. Ciao Anna grazie e scusa ma quando si ha a che fare con dei stupidi c o m e noi...

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Musica

LIVE IN FRACCARO

Dicembre è un mese fitto di impegni per il Collegio Fraccaro: considerando che è un mese più corto degli altri (dura infatti solo venti giorni) tra esami, presepe, bicchierata e concerto spesso si rischia di non riuscire a percepire tutto (in particolar modo gli esami…). Per questo VdC, che è un giornale attento a tutte le esigenze, propone una sorta di avvicinamento a questi eventi, in particolar modo all’evento che vede impegnati più collegiali (quindi non gli esami): il concerto di Natale. Il concorso canoro, in forte ascesa di pubblico e blasone negli ultimi anni, è in fase di definizione tanto che i cantanti sono quasi tutti certi della partecipazione, il gruppo sta ultimando i turn-over di strumenti (pensate che a suonare saranno più di dieci persone!) e il presentatore…beh quello è agli arresti domiciliari. Tutto quasi pronto, quindi. E noi di Voci di Corridoio, il giornale che patrocinerà l’evento, vuole fare più di TV sorrisi e canzoni col Festival di Sanremo: da questo numero vi proporremo un percorso di interviste agli artisti che settimana dopo settimana vi accompagnerà fino all’esibizione dei vostri beniamini. Inoltre gli organizzatori (sempre alcuni di noi della redazione) ci ragguaglieranno sul proseguo della preparazione di quello che sarà il concerto di Natale più bello di tutti i tempi… E ricordate: le ultime due edizioni sono state vinte da chi ai tempi collaborava con VdC…sapendo che non c’è due senza tre e che quest’anno PampaNatale è l’unico della redazione a partecipare… Cominciamo con un’intervista ai gemelli facenti parte della Fraccaro Band: Vi aspetterete che io dica: perchè amo la musica, invece non lo dirò. Ehi, ma mi hai guardato bene? Sono un capellone metallaro, con un padre che ti fa ascoltare 33 giri dei Beatles, Pink Floyd, Toto, Dire Straits, Queen fin dalla nascita. Ho la casa piena di chitarre, mio padre suonava il basso in una band, vari anni di coro alle spalle....insomma prima o poi doveva succedere. Aggiungeteci l’uscita di Naza, Calderaro, Claudio, Colucci e Maldini ed eccomi al mioterzo concerto consecutivo alla chitarra elettrica. A conti fatti non sono affatto un grande chitarrista. Non utilizzo spartiti e questo e un grosso limite tecnico, ma è una mia filosofia, faccio affidamento sul mio “orecchio” poi la musica deve venir fuori da sola.

Come dicevi il concerto è in fase di ascesa, abbiamo perso alcuni elementi fondamentali, ma io credo che l’affiatamento del gruppo e la pubblicità dell’evento musicale non farà diminuire l’affluenza, anzi. Quale presepe?

Sarà sicuramente una bella edizione, molti generi musicali si alterneranno, inoltre la band si servirà di una strumentazione quasi nuova, ma Partiamo dal mio strumento: la chitarra elettrica di Rizzi. Per questa edizione mi servirò di una Epiphone “Zakk Wylde signature” Les Paul. Una sotto marca della Gibson per i meno esperti. Tra le novità troviamo sicuramente una band poliedrica e interscambiabile. Con il susseguirsi dei pezzi ci alterneremo agli strumenti dando prova di grande duttilità. Vi anticipo che per l’intermezzo strumentale la formazione sarà la seguente: Ccionny chitarra acustica, Capone Chitarra elettrica, Tosatti basso, Tony mandolino, Elia batteria, Giovanni xilofono, Uzzino Scacciapensieri siciliano, Valeriano Trombone.

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Il concerto di Natale è un importante avvenimento in collegio, negli anni sempre più seguito. Da quando siete qui al Fraccaro avete spinto molto sul concerto partecipandovi sempre attivamente. Cosa vi spinge a farlo?

Temete che la concomitanza col presepe nella stessa settimana possa togliere interesse per la manifestazione canora?

Questo per molti si preannuncia come il concerto più bello di tutti i tempi qui in collegio: avete qualche sorpresa da svelare in anteprima ai lettori di Voci di Corridoio? Siccome non fate parte della giuria, sappiamo che è ancora presto ma avete qualche

Io sono spinto da mio fratello. Scherzi a parte, è l’occasione per ritrovarci tutti insieme con musicisti e non prima del Natale. Le prove, le idee, la preparazione: si discute, si propone e soprattutto si impara. La musica è comunicazione universale, con questo mezzo molti collegiali si esprimono e si mettono in gioco. Per me poi è una bella occasione per riprendere in mano la chitarra o il basso che purtroppo non suono spesso.

Affatto, anche se quella delle m.q.m. è la rappresentazione per antonomasia non penso che un vero concerto ROCK sarà ignorato o preso sottoGamba dalla massa di collegiali fricchettoni e disadattati che popola il Fraccaro, soprattutto da quelli che hanno già assistito alla gara canora negli anni passati. Se sarà il più bello Io non lo so. Posso anticiparvi che al basso si alterneranno Tony e CaponeMQM, quindi non avrete la mia qualità ritmica in tutti i pezzi. Io però suonerò l’acustica quasi sempre, quindi alla fine credo che il vostro orecchio ci guadagnerà. Mettendo da parte la mie doti da musicista eclettico e versatile posso annunciarvi che quest’anno la scaletta sarà varia come sempre con autori italiani e stranieri, quindi ci sarà da divertirsi. In più la band sta preparando una sigla/intro che sarà una vera sorpresa.


Musica Brigante ha buone possibilità, sempre in positivo nelle passate edizioni, questo può essere l’anno buono. Personalmente mi piace molto Espo, come uomo s’intende. Ho notato un agguerrito Montolivo, ma potrebbe essere l’edizione delle rivelazioni. Il premio alla critica va sicuramente a Italo, infatti è gia il concorrente più criticato. Manca tutto e il fatto che in biblioteca ci siano dei vinili di Venditti dovrebbe far riflettere tutti, ma soprattutto Tonucci che si ostina a propinarci i pezzi del cantautore romano, come se fossero qualcosa di ascoltabile. Per fare le prove in modo decente ci vorrebbe: • una saletta lontana dal collegio, fuori Pavia diciamo, per non infastidire gli altri collegiali; • la saletta dovrebbe essere molto fredda per favorire il propagarsi del suono; • la saletta dovrebbe essere cosparsa di birre vuote o smezzate, sempre a portata di mano dei suonatori; la saletta dovrebbe avere una strumentazione di basso costo (Valeriano potrebbe danneggiare la strumentazione con uno dei suoi raptus musical-hardcore improvvisi). Meglio non andare in perdita. Non ci sembrano delle richieste incontentabili. Purtroppo per il momento siamo costretti a provare nelle nostre camerette o al più all’orto sonico. Ci farebbero comodo anche delle groupie, si sa, noi musicisti siamo gente esosa.

pronostico: secondo voi chi si piazzerà in alto?

Chiudiamo con una domanda scomoda: nei momenti in cui si vuole provare decentemente siete costretti a spostarvi al di fuori dal collegio, si dice in giro in una spelonca fredda e tetra. Non è un peccato non fare le prove in collegio? Cosa manca qui al Fraccaro per poter essere all’avanguardia anche dal punto di vista musicale?

Mi metti in difficoltà: non conosco bene alcuni interpreti e alcuni pezzi che sono attualmente in preparazione, quindi non mi voglio sbilanciare. Punterei su Oda o Brigante che hanno qualità voce e gusto, poi il solito Tinelli e un outsider da scegliere tra i rimanenti.

C’è una sala musica, piccola ma c’è. C’è un pianoforte, scordato ma c’è. Abbiamo le casse e gli strumenti, ma la voglia e tutto il resto dobbiamo mettercelo noi. In realtà per provare basta poco, infatti ci arrangiamo anche nelle camere. Gli amplificatori e le appareccchiature per registrare sono costose e delicate, quindi per iniziare basterebbe creare uno spazio più ampio e meglio organizzato.

Qui di seguito la classifica del Concerto di Natale 2006 (fonte www.gemelli.le).    1° ­ Nazareno con “Black” ­ Pearl Jam  2° ­ Brigante con “In ogni atomo” ­ Negrita  3° ­ Cesario con “Fading like a flower” ­ Roxette    Premio per la critica: Montolivo con “Mi sono inamorato di te” ­ Tenco  Premio Fedeltà: Pede con “Maledetta Primavera” ­ Loretta Goggi    E quest’anno? Chi vincerà il Concerto delle Libertà? 

AUDIOTECA a cura di Angelo Savini Kula Shaker – K Quando il brit pop era al suo massimo e sembrava avere un'aristocrazia impenetrabile ecco che arriva un ragazzino biondo con la fissa per l'India: Crispian Mills e i suoi Kula Shaker non hanno inventato nulla di nuovo, ma hanno scritto gran belle canzoni. Sempre in bilico fra i Beatles e i Kinks, citando a destra e a manca e ricoprendo il tutto con tonnellate di ottimo curry sono anche riusciti a farci cantare in sanscrito. Mastodon – Blood Mountain Questi sono i dischi per i quali mi viene voglia di comprare un chiodo e farmi crescere degli improponibili barba e capelli lunghi: in una parola diventare metallaro. Eh sì perchè quando il metal guarda in alto ed esce dal buco da cui è confinato capita che vengano incisi dischi del genere: violentissimi ma ispirati e trascinanti, carne e sangue direi, tutt'altro che scontati. Evidenti sono le influenze dei Tool e di certo stoner rock, ma altrettanto lo sono quelle di una psichedelia tirata agli estremi. Dopo il concept album sulla forza del mare (l'ottimo Leviathan), ecco quello sulle foreste fredde: un po' Jack London e un po' grande spirito, ma molto incazzato. Motorhead – Overkill La storia vuole che questo sia il primo disco heavy metal e ne prendiamo atto. Certo oggi suona come un hard rock particolarmente brillante, ma quella doppia cassa continua e martellante che sembra un motore al massimo dei giri è più che una dichiarazione d'intenti. Più duri, sporchi e cattivi di tutti, prendono i Sabbath per andare più veloci dei Pistols, naturalmente ubriachi al volante. Forse a Lemmy e compagnia è bastato questo, certo è che è impossibile ascoltare questo disco e rimanere tranquilli. Liars – They Threw Us All In A Trench And Stuck A Monument On Top Questo è il 1° lavoro dei Liars, una delle band più particolari ed interessanti della scena attuale. Come ci suggerisce nome, l'invito è a non prenderli mai sul serio, a non fidarsi, eppure non sono molti i gruppi ad essere tanto liberi e freschi oggigiorno. Non chiamatelo indie-rock, ogni etichetta è riduttiva, piuttosto lasciatevi sorprendere a dimenarvi presi da un improvviso groove per poi un minuto dopo fissare inebetiti il muro ipnotizzati da un mantra sballato ed ossessivo. Ve l'ho detto che non c'era da fidarsi. Mudhoney – Superfuzz Bigmuff In principio furono i Mudhoney, dissero grunge, e grunge fu. La band chiave per capire gli anni '90 con questo primo EP racconta ai giovani di Seattle quello che vogliono sentirsi dire ma che a nessuno riesce. Fra loro c'era un certo Kurt Cobain. Il resto è storia, e loro è il primo inno esistenzial-paranoico che cominciò a segare le gambe di un rock oramai troppo debole per reggersi in piedi. Una rivoluzione esplosiva, la scintilla che in pochi anni fece esplodere tutto. Una delle band più acide e corrosive che il rock abbia mai conosciuto.

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Politica

SE QUESTA E’ LIBERA INFORMAZIONE

Continua dal numero 50 Diversamente da quanto sarebbe dovuto succedere nessun telegiornale ha mai aperto dicendo: oggi Silvio ha mentito (come è successo in Inghilterra per Blair per solo 3 bugie) ed è questo il motivo per cui, questa persona, invece di essere continuamente spernacchiato è il massimo esponente del centro destra in Italia nonostante il suo unico punto di programma è garantirsi l’impunità ( nascondere fatti tragicamente esistiti facendo credere alla gente che chi parla male di lui è un pazzo che racconta cose mai esistite). Per par condicio devo sottolineare che anche i leader del centro sinistra cercano di fare il possibile, con la sola differenza che Berlusconi è più potente. Secondo Gian Carlo Caselli attuale procuratore generale di Torino, baluardo della lotta alla criminalità organizzata, (che tra l’altro ha subito accuse da ignobili servi di Berlusconi sia in trasmissioni che sui giornali) in Italia si vogliono nascondere alcune verità in modo che queste persone vengano assolte per il passato, per il presente, ma soprattutto per il futuro (pensate che oggi Sgarbi va a dire in giro che mani pulite è stata una strage di innocenti quando le confessioni degli imputati hanno largamente dimostrato il contrario). Con questa licenza di mentire si mette in discussione l’intera democrazia, I fatti non esistono più, tutto diventa opinabile e rimangono soltanto delle opinioni. Nei tg succede raramente che il giornalista si prenda la re-

sponsabilità di raccontare quello che succede, ma si limita a far ascoltare i commenti delle persone coinvolte. Le ricadute di tale monopolio mediatico sono diverse, la più grave è che il cittadino medio ne esce completamente anestetizzato. In questa confusione sceglie quello che sembra meno peggio. Molti si illudono di vivere in una democrazia, ma per essere chiamata tale, il cittadino non deve andare a votare ogni tanto, ma è necessario che il cittadino vada a votare informato. Qualcuno ci ha provato ad entrare nel mercato televisivo ai più alti livelli, è il caso di EUROPA7. Mai sentita eh?? eppure esistono diverse sentenze sia italiane che europee che attribuirebbero a questa rete le frequenze di rete4. Perchè esiste ancora rete4? Perchè grazie a leggi governative che Berlusconi ha fatto approvare al suo governo hanno trovato un cavillo per cui, secondo loro quelle sentenze sono nulle (tanto per loro anche le sentenze sono opinioni). La suprema corte Europea non si lascia mica fregare da questi trucchetti, e mette delle sanzioni all’Italia. Ma a pagare invece di essere chi la legge l’ha fatta o chi ci ha messo il nome (Gasparri), siamo noi contribuenti. Poi è arrivato il centro sinistra con Gentiloni che invece di risolvere la situazione ha rinviato tutto all’anno prossimo così da continuare a pagare 400000 euro al giorno di multa all’unione europea (ma noi non dovremmo sapere dove vanno i nostri soldi????). (Morale: loro vanno li per farsi le leggi e noi paghiamo le multe.)

Stessa cosa accade per la legge 30, detta Legge Biagi per far sentire terrorista chi non la condivide, anche se il povero Biagi aveva previsto ammortizzatori sociali che sono stati accantonati dal governo Berlusconi. Fortunatamente oggi grazie a internet un’altra informazione è possibile, peccato che i nostri rappresentanti già hanno avvertito il pericolo e si stanno muovendo per fermarla. C’è una proposta di legge “da parte di un certo Levi” che vuole bloccare i blog, ponendo condizioni che comprometterebbero la possibilità per ogni cittadino di crearne uno. Tranne in ex Birmania e qualche altra rara eccezione i blog sono liberi in tutto il mondo, infatti è stato tanto lo sgomento all’estero che subito è stato fatto qualche passo indietro (niente di concreto non illudetevi!), e poi chissà perchè questa notizia è arrivata all’estero senza passare sui nostri quotidiani?? Magia! In ogni caso la rete offre una possibilità nuova, uno strumento potentissimo che spero venga utilizzato da tutti per far si che questi soprusi cessino. Ho scritto un articolo così lungo e relativamente dettagliato per cercare di fornire più informazioni possibili su quello che stiamo subendo. Ci sarebbero tantissime altre cose da raccontare su questa questione, ma penso di aver reso bene l’idea. Questo è il mio appello, rivolto a chi vuole proteggere il proprio cervello e la propria dignità da questa ondata di menzogna che ci sta sommergendo e contribuisce alla formazione di un regime, in modo da avere gli strumenti per giudicare coerentemente e decidere se ci conviene ancora essere governati da soggetti del genere o se sia il caso di cambiare, all’estero pensano che sia meglio cambiare e TU? Vincenzo Romano

AUDIOTECA a cura di Angelo Savini Ho preparato una lista di cinquanta dischi che delineano parzialmente i miei ascolti, e che spero possano incuriosire i tanti che mi seguono da queste pagine. Continua dal numero 50... Jeff Buckely – Grace Figlio d'arte dello sfortunato cantautore Tim Buckley, Jeff ci ha lasciato un solo album in studio prima di scomparire tragicamente nel fiume Mississippi nel 1997 a soli trent'anni. C'è dunque una sorta di maledizione che lega padre e figlio, ma che li accomuna anche nella grandezza artistica: la manciata di canzoni incise da Jeff sono di un'intensità che ha pochi pari fra i suoi contemporanei e che dimostrano un talento infinito e cristallino come la sua incredibile voce. Johnny Cash – American IV The Man Comes Around Il quarto disco delle American Recordings di Johnny Cash è forse il più emozionante. Siamo all'apice della ricerca della propria essenza da parte dell'Uomo in Nero, la produzione di Rick Rubin scorteccia il suono acustico fino al midollo, i nervi sono scoperti e alcuni duetti fantastici non fanno che aumentare la viva spiritualità di questo lavoro. Ormai vecchio e stanco, Cash ripercorre la sua vita e si prepara a lasciarla, non sarà questo il suo testamento ma un toccante esempio di confronto con se stessi.

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VIDEOPROIETTORE FAI DA TE parte 2 Introduzione Sono necessarie alcune puntualizzazioni. Ho detto che mi terrò abbastanza sul teorico, per non appesantire troppo il lavoro. Non ho però specificato che, dove compaiono dati scritti, sono relativi al mio progetto (indicherò qualche dato riassuntivo in fondo all'articolo). Riguardo la fonte luminosa: è necessario che venga posta ad una distanza pari circa la lunghezza focale della prima lente fresnel. Troppo vicina, si incorrerà in fenomeni di hotspotting; troppo lontana, l'illuminazione sarà scarsa, soprattutto verso i bordi.

Fonte di Luce Un fonte di luce ottimale deve avere le seguenti caratteristiche: elevato rapporto luminosità emessa / consumi (e quindi calore emesso) temperatura di colore vicina a quella solare (5-6000k) La luminosità si misura in Lumens. Per il nostro progetto, e' consigliato una fonte di luce che eroghi almeno 15,000 Lumens. La luminosità effettivamente emessa sarà però minore: una buona percentuale della luce non viene nemmeno emessa nella direzione giusta (serve quindi un riflettore per recuperarla almeno una frazione); parte viene filtrata nelle lenti, nei filtri e attraverso il LCD. La temperatura del colore determina lo spettro del colore della lampada. Per esempio, le lampadine ad incandescenza hanno una temperatura di colore tra 2000K e 3000K (gradi Kelvin; la luce emessa sarà rossastra). Le lampade allo xenon usate per i fari delle automobili sono piu fredde, tra 6500K e

100000K. Per il nostro progetto, la scelta migliore è una temperatura di colore intorno a 5000K ~ 6500K. Le lampade si classificano fondamentalmente in due categorie: incandescenti e a scarica di gas. Le lampadine ad incandescenza (corpo a bulbo), le solite usate in casa, non sono l'ideale per la costruzione di un videoproiettore (temperatura di colore troppo bassa e non producono abbastanza lumens per Watt). Si arriva dunque alle Lampade a scarico di gas. Vengono distinte in flourescenti, allo xenon, agli ioduri metallici, ai vapori di sodio ad alta pressione, più altri tipi. Vengono solitamente impiegate nei supermercati, grandi magazzini, e illuminazione esterna (i.e. parcheggi). Sono ideali per il progetto: temperatura di colore elevata, basso consumo energetico (quindi meno calore: l'ideale per non bruciare il pannello TFT) e producono un'alta quantità di lumen. Ioduri Metallici: le

più adatte Le lampade agli ioduri metallici, a scarica di gas, emettono la luce da una regione concentrata lunga qualche centimetro (lampade ad arco.). Producono una quantità di lumen incredibilmente alta per ogni Watt di energia consumata. Questo significa avere più luminosità e meno calore. Generalmente la temperatura di colore è elevata. I tipi più usati sono quelli a 400W con singolo attacco e 250W HQI a doppio attacco. Entrambe danno risultati ottimali per il nostro videoproiettore e durano fino a 10.000 ore (quasi 5 anni). Le 400W sono più economiche ma tipicamente di dimensioni maggio-

Fai da te

ri e sarà difficile aggiungere un riflettore e una lente precondenstore (questi elementi migliorano la luminosità totale dell'immagine proiettata). Le 250W sono più care ma hanno una dimensioni ridotte, consumano meno (ovviamente) e ci permettono di installare un riflettore e la lente precondensatore con facilità. Le lampade a scarica di gas necessitano di un sistema d'alimentazione dedicato: fondamentalmente accenditore (o Ballast) e condensatore. I Ballast esistono in diversi tipi specificato per ogni tipo di lampade e devono essere al 100% compatibili con la lampada che si intende usare. Da evita-

re:lampade alogene e fluorescenti Le lampade alogene sono impiegate molto spesso nei fari delle automobili e in molti proiettori per lucidi. Sono luminose, ma tendono ad avere una temperatura di colore bassa ed una vita troppo breve. Riguardo le lampade fluorescenti, in un videoproiettore faidate è necessaria una lampada la cui sorgente luminosa sia puntiforme; al contrario queste ultime hanno un “punto di luce” di quasi 16cm.

Riflettori La fonte di luce, posta semplicemente davanti al pannello LCD, spreca la maggior parte della luce emessa. Sarà quindi utile inserire un riflettore che ne recuperi almeno parte. Esistono vari tipi di riflettori, impiegati per recuperare la massima quantità possibile di luce. Il più utile a questo progetto probabilmente è un riflettore sferico (un settore sferico). Anche il riflettore va posto alla giusta distanza (variabile di alcuni mm, da caso a caso) onde ricercare il massimo rendimento ed evitare fenomeni di hotspotting.

Continua...

AUDIOTECA a cura di Angelo Savini Joy Division – Unknown Pleasures Capolavoro della new wave britannica, Unknown Pleasures è il disco che fa conoscere al mondo l'effimera avventura dei Joy Division del tormentato Ian Curtis. Archiviata l'esperienza del punk, questa musica non ne abbandona affatto la tensione ma viene liberata da ogni orpello superfluo, e così nuda e gelida ci viene offerta. Un disco affilato come una lama di rasoio, freddo e assoluto ma dannatamente emozionante e ipnotico. Ladytron – Witching Hour I Depeche Mode al femminile, ma meglio. Brevemente questo sono le Ladytron, il loro elettro-synth-pop è qui raffinatissimo e a livelli che i Depeche di oggi si sognano, dal vivo poi non c'è proprio gara. I duetti in inglese e bulgaro (!) emanano coolness a raffica, è impossibile rimanere fermi, un disco tutto da ballare attraverso le atmosfere ora rarefatte, ora coloratissime ma sempre notturne create dai ben quattro sintetizzatori simultaneamente utilizzati. Leonard Cohen – Songs Of Leonard Cohen Leonard Cohen è un cantautore canadese che fatto la storia della musica. Le sue dolci e malinconiche ballate voce e chitarra, a volte impreziosite da archi o voci femminili, erano e sono apprezzate oltre che dal grande pubblico da moltissimi ed importanti artisti. Questo è il suo primo disco, e già sono completamente rivelati il talento e l'ispirazione che hanno sedotto il mondo.

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Interni

SENSAZIONI

È strano come cambiano le cose. Ieri sera ci pensavo,fino a qualche mese fa ero alla 73 e dividevo il bagno con Cardone,andavo a Roma con gli altri pazzi di Armirotta, Borserio e Tosatti . Turker bestemmiava x il corridoio e oscurava le tamarrate di Allavena o le canzoni di Bocelli che Idro metteva su. Mi è sempre piaciuto stare qui,fin dal primo giorno,malgrado fossi stato il primo a beccare la dislocatio (scusa Viole). Mi sono subito trovato bene,come si dice da me”ero nel mio”.Eravamo come una specie di famiglia,si cenava sempre insieme la sera,tutti cercavamo di svegliare Alla perche andasse a fare gli esami,si “studiava”,anzi si tentava di studiare insieme,e alla fine quest’estate ci siamo più o meno tutti ritrovati per fare le vacanze ,sempre insieme. La cosa più brutta è stata a fine anno avere la consapevolezza che quel piccolo micromondo fraccarotto non ci sarebbe più stato. Non avrei mai pensato

chiuse, tranne a volte quella del valterrone , che però ormai si trova in una dimensione parallela. Poi pian piano, come i cuccioli che cominciano a voler scoprire il mondo, tutte le matricoline han cominciato a mettere il muso fuori dalla porta, han cominciato a venire in stanza a cazzeggiare, alcuni si sono addirittura

Il Piano è un mondo a parte, e  se lo aveva capito Tinelli è un  concetto accessibile a tutti.  Lo “scanna cristiani” qui ce lo  ricorda  e  un  po’  ci  consola…  l’ignoranza  che  regna  nella  Republica  Indipendente  del  Fraccaro è sempre di un livel­ lo  un  po’  sfasata  e  un  po’  de­ menziale,  in  ogni  caso  pre­ ponderante.   Il  messinese  prova  a  farci  scendere  una  lacrima  ma  “manco  i  ciechi  piangono”,  e  quindi  direi  IL  RIF  E’  VIVO,  GLORIA AL RIF!  AV 

che mi sarebbe mancato cosi tanto non vedere più Marce rientrare alle 2 di notte per poi restare in camera mia a parlare della matricola o di quante tipe mi fossi bombato in Fraccaro,o stare da Alla quando non avevo un cazzo da fare o tutte quelle piccole cose a cui non fai caso quando ci stai dentro,perfino quello scemo di Armirotta che ripete ininterrottamente x tutto il corridoio le uniche parole che sa di ”voyage, voyage”. Quando a Ottobre sono rientrati un pò tutti i reduci della decimazione del pagnotta, la prima cosa che ho pensato è stata: “che merda il Piano quest’anno”, eravamo rimasti solo io Bors, Trame e Tosatti. Tutte le stanze vuote, quella di Arminetor addirittura occupata dall’infimo pandistelle biscotti della nonna. Non poteva esserci rientro peggiore. Man mano che le matricole andavano a riempire le stanze vuote,la sensazione non cambiava, Capone da Turker, Splendid da Cardone, Cazza da me, Big Jim da Napo… Rientrando da lezione tutte le porte erano

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arrischiati in battute, han cominciato a organizzare le tavolate serali che hanno sempre contraddistinto il piano .E allora la sensazione è cominciata a cambiare, ho cominciato a vedere le potenzialità dei membri di questo nuovo piano, e non, di tutte le m.q.m. che venivano su a mangiare, o solo a fare una visita di “svago”.Sono cominciati a farsi vedere i caratteri di ognuno di loro, i pregi e i difetti, si sono viste anche le incomprensioni,

normale, in fondo ci sta anche quello, del resto come disse qualcuno: “negare le nostre pulsioni è come negare di essere umani”. Poche sere fa mi sono ritrovato in camera fino a tarda notte, e fin qui tutto normale, con il nostro palestrato biellese, caffè Spendid, Ostrega e cazza a guardare un film demenziale e a parlare di puttanate,a mostrarci tutte le cazzate particolari che ognuno sa fare, del tipo chi si tocca la lingua col naso, chi i capelli con le orecchie, chi le orecchie col naso, insomma...avete capito, e l’atmosfera era esattamente la stessa dell’anno scorso, ovviamente non c’era ancora la stessa confidenza, ma quella verrà col tempo. Comunque per concludere,mi scuso con tutti i lettori dei miei sporadici articoli sul nostro glorioso VdC,per non aver scritto il solito articolo puttanata di Messi,pieno di bestemmie parolacce e cazzate a profusione che si aspettavano,solo che quella sera la sensazione che ho avuto all’inizio dell’anno si è completamente capovolta,e mi andava di dirlo,perché più resto qui e più mi sento veramente a casa..insomma ,diciamo che”sono nel mio”….. Il solito padrone dello stretto (quello vero..capito RC???siamo noi i padroni!!!!)

SEQUESTRATO Salve, Sono una matricola di Geologia dell’Anno Accademico 89/90 (l’Italia ha vinto i Mondiali??). Il mio nome è Mattia Celestino Quinto Quarto Oggiaro, sono un Eramus da Berlino Ovest. I miei cari amici collegiali, in una bella serata di Ottobre, mi hanno rinchiuso all’interno della mia camera (numero 48 bis) per un rito goliardico chiamato Ovilatio: secondo voi, dopo 17 anni, ci sono gli estremi per il Sequestro di Persona? Dei miei sette compagni nessuno è sopravvisutto, siamo senza acqua ne cibo, in accapatoio. I cellulari non li hanno ancora inventati e il Risiko è ancora fuori legge. In ogni caso ho addestrato un piccione che però, non so bene perchè, vola solo da un certo Ciccionnu e l’unica cosa che riesce a portarmi indietro è un foglietto con scritto in uno stentato italiano: “Checcujune!!!!!”. Sapete, vorrei tanto tornare al mio bel Muro dove ho conosciuto una rossa tutto pepe di nome Cesaria, e so che il mio destino è con lei: abbiamo addirittura scritto i nostri nomi avvolti in un cuore sui mattoni del muro, un simbolo che durerà per sempre! Se non avete troppo da fare, vi chiederei di venirmi a liberare, ma non portate le solite FRUSTE E CATENE che ho ancora i segni, e tranquilli che quando esco li riconosco tutti quei crudeli che mi hanno messo qui: di nomi non ne so uno, ma se non buttate gli annuari, qualche naso me lo ricordo! IBIDEM VOLEO (scusate, il motto l’ho scritto solo 12750 volte)


FAMIGLIE E PROVA DI REALTA’ Una volta c’era l’angolo della cultura, in cui ognu- che ovviamente non è detto che siano reali). Per no proponeva un qualcosa della propria materia. far ciò, la famiglia mette a disposizione tutte le Non so se verrà reinstaurato o meno, in ogni caso sue possibilità per gratificare il bisogno del figlio voglio parlarvi di una cosa che ci interessa da vici- (banalmente detto “viziare”). Si delinea una no. Nel corso di PSICOLOGIA DELL’EDUCAZIONE ho gerarchia basata su una Super-Mamma iperprotettiva, a discaaffrontato il tema pito della figura della “Famiglia del padre, semalle spalle dei pre più debole Bulli e delle vittie latitante. In me di Bullismo”, e mente a questi vorrei in questo genitori non vi è articolo spiegarvi la trasmissione due cose sul tema di norme ma la “Famiglia alle pura felicità del spalle”. figlio attraverso Negli ultimi 15 la gratificazione anni troviamo un di bisogni reali cambiamento epoo presunti tali. cale nella metodoIl metodo edulogia educativa cativo si basa delle famiglie. sul farsi obbediFino a 15-20 anni re non per la fa, le famiglie punizione ma impostavano un per amore, pertipo di EDUCAZIOchè “io sono NE detta NORMATI- Ecco la Famiglia ideale: poche regole implicite, molta televisione, un po’ di tuo padre/madre VA. Questa consi- sano alcolismo, molta Violenza e un grosso cugino che gioca a rugby. e so qual’è il bene steva nella centralità della trasmissione generazionale di regole, per te” e si riscontra una strenue difesa infatinorme, doveri, codici di possibilità e non possibili- cabile dal “mondo esterno”, come una barriera tà (questo puoi, questo non puoi). Un lavoro pre- che impedisca che le difficioltà della realtà arricoce e intenso, in cui il padre aveva il ruolo princi- vino fino al pargolo, visto come un’estensione pale. Una famiglia questa con ruoli definiti e con del proprio “Io” da parte dei genitori, terminici dialogici limitati, la confidenza c’era ma un’appendice in cui riversare felicità e serenità aveva dei limiti ben precisi, da ambo i lati. Questo per averne altrettanta (“perchè tu possa avere genere di Famiglia basava l’educazione su un si- quel che non ho avuto io” è una frase ricorrente stema punitivo molto forte. Una metodologia che e tipica di questo tipo di famiglia). reggeva nell’economia affettiva di una casa fino La prima tipologia famigliare si centra sulla creaall’adolescenza, portando allo scontro generazio- zione del Super-Io, cioè su quella parte dell’ego nale col conseguente distacco dei figli dai genitori. che tende a controllarsi e controllare, percepenDa 15 anni a questa parte, si rileva un crescente do la propria unicità e distacco dal resto. numero di famiglie che applicano un’ EDUCAZIONE La seconda si centra sull’ideale dell’io, cioè AFFETTIVA. Questa consiste nel tirar fuori e far e- sull’innalzare il livello di prestazione attesa dal mergere dal figlio le potenzialità e doti che la fa- soggetto che pensa di esser ciò che desidera miglia è convinta stiano nella mente del figlio (ma essere, e non ciò che è realmente (ammetto che

Anomalie

questo passaggio è complesso, consiglio di rileggerla un paio di volte) . Ora c’è da capire bene il concetto di prova di realtà. Questa parola di riferisce al momento in cui il soggetto si trova solo ad affrontare un dolore, un dolore forte e profondo, una vera crisi esistenziale. Esempi tipici di prova di realtà sono una bocciatura o il primo amore che fallisce miseramente o (nel passato) il distacco dalla famiglia per il Servizio Militare. Sono situazioni queste in cui nessuno può esser vicino all’emozione del soggetto, nessuno lo può realmente “difendere” dal suo dolore, poichè arriva dritto dall’interno. In questo momento il soggetto si trova solo, viene sbalzato in un buco fatto di nulla, in cui lui e il suo dolore sono l’unica cosa esistente. Quindi quando la prova di realtà comprare, i due soggetti che abbiamo presentato hanno reazioni molto diverse. Mentre i primi, tendenzialmente, hanno una reazione forte, di crescita, quasi un “colpo di reni” che li fa rialzare (rendendoli così “adulti”), nella seconda tipologia troviamo una grande incidenza di “crolli psicologici” (prova ne è l’aumento dei tentati suicidi negli adolescenti, spesso con la fine degli anni scolastici). Io non voglio dire che una sia meglio e una sia peggio, anche se così sembra dalla presentazione che vi ho dato. Quel che voglio dire, che anche la nostra MATRICOLA può essere una prova di realtà, forse una delle più fortunose che possono accadere, visto che è fatto “col sorriso” e “tra pari”. E’ un opinione. Sempre vostro Violenza #45 (cazzo)

AREA 81 Un evento soprannaturale sta avendo luogo in collegio: gli inquilini della stanza 81 hanno tutti lo stesso aspetto fisico. Sembra incredibile, ma la somiglianza tra loro è impressionante: stessa altezza, stessi capelli, stessi occhiali! Ma come è possibile una cosa del genere? Sembra che la stanza sia dotata di una forza misteriosa e implacabile che trasforma tutti coloro che vivono lì; si entra ognuno con il proprio aspetto fisico e appena poche ore dopo avviene la mu-

tazione: si esce tutti uguali! Le cause di questo fenomeno sono tuttora sconosciute, ma corrono voci che il motivo delle trasformazioni sia un terribile incantesimo: chi l'ha scagliato ha intenzione di costituire un enorme esercito di cloni al suo servizio

per poi conquistare l'intera città. Secondo alcuni è stato il rettore stesso l'autore del sortilegio, in modo tale da creare un collegio fatto interamente di persone soggette a lui ed averne il pieno controllo. Qualunque siano le cause, bisogna fare molta attenzione perché il fenomeno potrebbe espandersi a tutte le stanze del collegio. E tu, che or ora stai leggendo questo articolo, sei sicuro di avere lo stesso aspetto di quando sei entrato? Capone M.Q.M.

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Alimentazione

GLI STRANI CASI DELLA MEDICINA

Nell’ambito della realizzazione del numero 50 è arrivato in redazione un articolo che preludeva l’inizio di una nuova rubrica tenuta da tre splendidi dottori (nel senso di medici). Siccome non è arrivata nessuna continuazione abbiamo inserito una mail inviataci dal nostro Fraccarotto ad honorem, Enzo de Barbieri... Buona giornata a tutti. Dicono che tutti i giorni dobbiamo mangiare una mela per il ferro e una banana per il potassio. Anche un'arancia per la vitamina C e una tazza di thè verde senza zucchero, per prevenire il diabete e poi la prostata ne trae benefizio. Tutti i giorni dobbiamo bere due litri d'acqua (sì, e poi pisciarli, che richiede il doppio del tempo che hai perso per berteli). Tutti i giorni bisogna mangiare un Actimel o uno yogurt per avere i "L. Cassei Defensis", che nessuno sa bene che cosa cavolo sono, però sembra che se non ti ingoi per lo meno un milione e mezzo di questi bacilli (?) tutti i giorni, inizi a vedere sfocato. Ogni giorno un'aspirina, per prevenire l'infarto, e un bicchiere di vino rosso, sempre contro l'infarto. E un altro di bianco, per il sistema nervoso. E uno di birra, che già non mi ricordo per che cosa era. Se li bevi tutti insie-

me, ti può dare un'emorragia cerebrale, però non ti preoccupare perché non te ne renderai n e a n c h e c o n t o . Tutti i giorni bisogna mangiare fibra. Molta, moltissima fibra, finché riesci a cagare un maglione. Si devono fare tra i 4 e 6 pasti quotidiani, leggeri, senza dimenticare di masticare 100 volte ogni boccone. Facendo i calcoli, solo in mangiare se ne vanno 5 ore. Ah, e dopo ogni pranzo bisogna lavarsi i denti, ossia dopo l'Actimel e la fibra lavati i denti, dopo la mela i denti, dopo il banano i denti... e così via finché ti rimangono dei denti in bocca, senza dimenticarti di usare il filo interdentale, massaggiare le gengive, il risciacquo con Listerine... Bisogna dormire otto ore e lavorare altre otto, più le 5 necessarie per mangiare, 21. Te ne rimangono 3, sempre che non ci sia traffico. Secondo le statistiche, vediamo la tele per tre ore al giorno. Già non si può, perché tutti i giorni bisogna camminare almeno mezz'ora (per esperienza: dopo 15 minuti torna indietro, se no la mezz'ora diventa una). Bisogna mantenere le amicizie perché sono come le piante, bisogna innaffiarle tutti i giorni. E anche quando vai in vacanza, suppongo. Inoltre, bisogna tenersi informati, e leggere per lo meno due giornali e un paio di articoli di rivista, per una lettura critica. Ah! Si deve fare sesso tutti i giorni, però senza cadere nella routine: bisogna essere inno-

vatori, reativi, e rinnovare la seduzione. Bisogna anche avere il tempo di spazzare per terra, lavare i piatti, i panni, e non parliamo se hai un cane o ... dei FIGLI??? Insomma, per farla breve, i conti mi danno 29 ore al giorno. L'unica possibilità che mi viene in mente è fare varie cose contemporaneamente: per esempio: fare la doccia con acqua fredda e con la bocca aperta così ti bevi i due litri d'acqua. Mentre esci dal bagno con lo spazzolino in bocca fai l'amore (tantrico) con il/la compagno/a, che nel frattempo guarda la tele e ti racconta, mentre tu lavi per terra. Ti è rimasta una mano libera?? Chiama i tuoi amici! E i suoi! Bevi il vino (dopo aver chiamato i suoi ne avrai bisogno). Il BioPuritas con la mela te lo può dare il tuo compagno/a, mentre si mangia la banana con 'Actimel, e domani si fa cambio. Però se ti rimangono due minuti liberi, invia questo messaggio ai tuoi amici (che bisogna innaffiare come una pianta). Adesso, cari figliuoli, vi lascio, perché tra lo yogurt, la mela, la birra, il primo litro d'acqua e il terzo pasto con fibra della giornata, già non so più cosa sto facendo però devo andare urgentemente al cesso. E ne approfitto per lavarmi i denti… SE VI HO GIÁ MANDATO QUESTO MESSAGGIO, PERDONATEMI, PERÓ É L' ALZHEIMER, CHE NONOSTANTE TUTTE LE CURE NON SONO RIUSCITO A COMBATTERE. DeBarbieri Enzo

LA CUCINA PER TUTTI Riscoprendo le mille e più rubriche apparse in questi anni sul nostro giornalino ne ho notate alcune che mi sono parse ancora decisamente attuali sebbene siano state abbandonate dagli autori originali. Tra queste vorrei rilanciare la rubrica della cucina: avevamo provato a lanciare su queste colonne utilissime ricette per fare bella figura nelle occasioni importanti… ma ahimè, vuoi la scarsa dotazione delle nostre camere, vuoi il poco tempo, vuoi gli odori assieme ai quali saremmo costretti a dormire ecco che preferiamo talvolta la mensa, il mc donald’s o la pizza piuttosto che qualcosa di genuino preparato con le nostre mani. Per questo la nostra intenzione è di riproporre la rubrica, ma con un taglio diverso: una cucina aperta a tutti, che parta dalle istruzioni per realizzare un semplice soffritto o un sugo di pomodoro; ricette semplici e veloci che non hanno bisogno di ventordici tipi di pentole o di arnesi, né di forno ma soprattutto ricette che può realizzare chi mai nella vita ha nemmeno fatto bollire un uovo, con conoscenze pari a zero.

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Questa sorta di abc della cucina in collegio potrebbe aiutare chi è sempre costretto a mangiare fuori per non avere la noia di prepararsi una cena, o peggio, chi compra i sughi pronti (vero cancro della cucina italiana, a mio parere) perché nemmeno sa affettare una cipolla. Per tenervi questo “corso di cucina” abbiamo inoltre pensato di offrirvi qualche indicatore che illustri nel modo migliore le caratteristiche di ciò che andate a fare: costo, durata, utensili necessari ed una variabile importante per tutti: l’odore che la preparazione produrrà nella vostra camera (da 1 a 3 simbolini). Il “corso” è tenuto da chi per primo aveva puntato sulla cucina sul nostro giornale, da una delle menti culinarie più creative, da uno dei pochi fortunati ad avere un forno in camera: avrete già capito che sto parlando di… Giuliano. Darò per scontato che almeno tutti voi sappiate almeno far bollire l’acqua e quindi almeno cuocere la pasta, anche perché se non fosse così, meritate davvero di spendere

milioni di euro in pranzi e cene! Quindi per iniziare presento la ricetta base del sugo al pomodoro, molto veloce e facile da preparare almeno così dovreste riuscire a mangiare una pasta senza dover rinunciare al gusto. Ingredienti (sugo per 4 persone): 1 cucchiaio di olio 1 cipolla piccola Sale qb (ossia quanto basta) 300 ml passata di pomodoro Basilico qualche foglia preparazione: mettere in un pentolino un po’d’olio, quindi subito a freddo la cipolla tritata finemente , e aspettare quindi che questa soffrigga. Quando la cipolla avrà preso un colore dorato, mettere la passata e le foglie di basilico intero e continuare a mescolare. Quindi coprire con un coperchio e lasciar cuocere per almeno 20 minuti. Tre segreti: dato che la cipolla fa bruciare gli occhi, bagnate il coltello prima di iniziare a tagliarla, così eviterete di piangere. Le foglie di basilico le ho lasciate intere così sarà più semplice individuarle e toglierle a fine cottura. Gugu


Cultura

Valerianodocet Wolfgang Amadeus Mozart (Salisburgo, 1756 – Vienna, 1791) Vita: Alla nascita di Mozart, Salisburgo era sede di un piccolo principato ecclesiastico indipendente. Il padre di Wolfgang, Leopold, era membro apprezzato della cappella musicale del principearcivescovo, in qualità di violinista,compositore e didatta. Egli si accorse presto del precoce talento del figlio, che a 6 anni scriveva minuetti e a 9 le prime sinfonie, e si preoccupò con cura della sua formazione musicale. Tra il 1762 e il 1772, il piccolo Mozart divenne protagonista dei viaggi musicali in giro per l’Europa organizzatigli dal genitore. Essi avevano il duplice scopo di far conoscere l’enfant prodige nelle corti più importanti e di metterlo in contatto con le diverse personalità, ambienti e stili della musica europea. Diede molti concerti, spesso in duo con la sorella Annamaria, conobbe compositori autorevoli e ascoltò molta musica. A Londra conobbe Johann Christian Bach, figlio di Johann Sebastian, che ebbe il merito di iniziarlo alla musica

strumentale e teatrale di matrice italiana. Tra un viaggio e l’altro occupava il posto di Konzertmeister nell’orchestra arcivescovile della sua città natale, anche se Salisburgo cominciava ad andargli un po’ stretta, tant’è che spesso chiedeva congedi per rappresentare nuove opere. Alla nomina del nuovo arcivescovo, molto severo e intransigente, la sua insofferenza crebbe. A 25 anni, Mozart lasciò Salisburgo e la famiglia per prendere alloggio a Vienna, tentando di affrontare la libera professione, dove sposò Costanza Weber. I primi anni ottenne successi, soprattutto come solista nelle esecuzioni dei suoi concerti per pianoforte e orchestra; la rappresentazione de “Il ratto dal serraglio” fu accolta con grande favore. Ironia della sorte, proprio quando Wolfgang scrisse i suoi capolavori più memorabili, il consenso del pubblico andò scemando: la sua condizione economica cominciò a peg-

giorare inesorabilmente, costringendolo più volte a ricorrere ai prestiti della loggia massonica cui apparteneva. Precocemente logorato nel fisico, morì di febbre reumatica nel dicembre del 1791, a soli 35 anni. Seppellito in una fossa comune, si perse subito la memoria del luogo della tomba del più geniale compositore di tutti i tempi. Opere (ridotte al solo genere lirico): Opere serie: “Idomeneo, re di Creta”, 1781; “La clemenza di Tito”, 1791. Opere buffe: “Le nozze di Figaro”, 1786; “Don Giovanni”, 1787; “Così fan tutte”, 1790. Singspiele: “Il ratto dal serraglio”, 1782; “Il flauto magico”, 1791. Dizionario: Singspiele: genere di spettacolo misto di recitazione e musica, rigorosamente in lingua tedesca

CAFFE’ LETTERARIO di Dario Maragliano LA METAMORFOSI: aspetti dell'orrore “Quando Gregor Samsa si svegliò una mattina da sogni inquieti, si trovò trasformato nel suo letto in un immenso insetto.” Comincia così uno dei racconti più deliranti e straordinari di Franz Kafka. Un racconto di poche pagine, dallo stile asciutto, assolutamente gelido. E' la storia di un impiegato che ha trascorso una vita immerso nel suo lavoro, di un buon figlio rispettato e amato, di un individuo più che normale che si trova ora mutato in un nuovo essere. Una metamorfosi inattesa, anzi impensabile, che viene però vissuta nello sforzo di una razionalità nell'irrazionalità, nel disperato tentativo di mantenere un comportamento umano in uno stato mostruoso. La presenza delle emozioni e della vita mentale del protagonista vengono gestite con ascendente tempismo: da una totale sterilità iniziale, che lascia spiazzato il lettore, ad un massiccio cocktail di inquietudini ed esasperanti pensieri. La metamorfosi è l'esempio di una totale alienazione in cui può sprofondare la persona comune, che cerca di mantenere la sua umanità ma che è abbandonato e rinchiuso nel cerchio delle

sue voragini interne, in quei cambiamenti che lo mutano anche nel corpo, in quell'insetto gigantesco e mostruoso che è la proiezione delle sue immagini interiori. Lo stesso Kafka in una lettera alla sua donna scriveva a proposito: “Sto mettendo per iscritto una piccola storia che mi è venuta in mente a letto in mezzo a quello strazio, e che ora mi opprime nel punto più interno di me... Oppresso da tante cose, anche non importanti ma che tuttavia mi turbano e mi agitano.” Sono dunque chiari anche i riferimenti autobiografici, della personalità complessa e irrequieta come quella kafkiana. Gregor è si l'autore, ma è anche, come detto, la persona della porta accanto con una vita “esterna” assolutamente normale e con una vita propria, a volte disordinata e incontrollabile. Nella sua “metamorfosi” il personaggio cerca di ancorarsi all'amore e agli affetti familiari, in quella famiglia che non lo rifiuta ma riesce ben poco a tollerarlo, confinandolo nella stanza in cui non deve uscire, nella sua individualità/diversità che non deve essere manifestata. Racconto geniale che narra in toto il malessere espressivo, disturbante e agghiacciante di un Franz Kafka al culmine della sua letteratura.

“Aveva davvero voglia di lasciare trasformare quella stanza calda, confortevolmente arredata con vecchi mobili di famiglia, in una spelonca nella quale avrebbe sì potuto strisciare indisturbato in tutte le direzioni, ma con l'effetto di dimenticare, rapidamente e interamente, il suo passato da uomo?” Uzzino

N.B. “In riferimento alla bellissima opinione sulla mia rubrica, espressa lo scorso numero da un improbabile Violetto-redattore, vorrei precisare tre punti essenziali: 1.Quell'articolo si configurava come sesto del mio percorso letterario, sicuramente non costante e prolifero (peraltro ammesso nell'ultimo numero) ma certamente non come secondo di una rubrica vantata come vasta e ricchissima (troverai conferme nei num.9, 18, 22, 25, 27) 2.Riguardo alla pseudo-serietà del mio onesto lavoro pulpito direi nei confronti di chi cercò di abbozzare una PSEUDO-recensione su uno PSEUDO-film come “Santa Maradona”. 3.Penso proprio di non essere io a dire una marea di stronzate, ma colui che a volte scrive tanto ma legge poco. “E 'nnu c'e' minchia ca teni!!”

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Problemi

POLO E LA DROGA

Ora, noi della redazione abbiamo messo l’articolo che Polo ci ha fatto avere per il numero 50 nella pagina culturale. Adesso continua a parlare di droghe e noi non sappiamo più come uscirne. L'LSD (dietilamide-25 dell'acido lisergico) è una delle più potenti sostanze stupefacenti allucinogene conosciute. Una tipica dose di appena 100 microgrammi può causare alterazione dei sensi e della memoria per un periodo dalle 6 alle 14 ore. Inoltre può produrre illusioni ottiche molto pronunciate e fantasie oniriche. Fu scoperto nel 1938 dal chimico svizzero Albert Hofmann ed è basato sull'acido lisergico, che si trova nell'ergot, un fungo parassita della segale. L'ingestione dell'ergot causa la cosiddetta "febbre del pellegrino", o ergotismo, i cui sintomi sono deliri allucinatori e forti dolori alle gambe. Introdotto dalla Sandoz (ora Novartis) come farmaco psichiatrico venne successivamente bandito a causa dei suoi usi extraclinici. L'LSD venne sintetizzato per la prima volta nel 1938 nei Laboratori Sandoz di Basilea da Albert Hofmann. Hofmann stava effettuando ricerche sugli alcaloidi presenti nella scilla marina e nella segale cornuta nel tentativo di ricavare sostanze utilizzabili come farmaci. Le sue proprietà allucinogene, non vennero però riconosciute fino al 1943 quando Hofmann ingerì casualmente pochi microgrammi della sostanza rimasti sulle sue dita. Questa esperienza lo condusse a testare personalmente gli effetti psicoattivi dell'LSD (da lui chiamato LSD-25 perché proveniente dal campione numero 25). L'LSD è chimicamente un derivato dell'ergotina. È un derivato dietilammidico semisintetico, ottenuto casualmente nell'ambito delle numerose modifiche strutturali effettuate sull'acido lisergico, a sua volta ottenuto dal sale tartrato dell'ergotamina. L'ergotamina è un alcaloide dell'ergot ed è una sostanza derivata dal fungo "Claviceps purpurea", parassita della segale e del frumento. Una piccola quantità di ergotamina è sufficiente a produrre LSD in grandi quantità. In condizioni ideali, da 25 chilogrammi di tartrato di ergotamina si possono ricavare 5-6 chilogrammi di LSD puro, che può essere trasformato in circa 100 milioni di dosi (una dose circa 50 microgrammi), sufficiente a coprire la domanda stimata di LSD di tutti gli Stati Uniti per un anno. La sintesi dell'LSD è un processo lungo e pericoloso che richiede un laboratorio relativamente sofisticato e costoso. Ci vogliono da 2

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a 3 giorni per produrre 30-100 grammi di composto puro. Alcune reazioni necessarie alla sintesi possono causare esplosioni se non sono condotte con attenzione da un chimico addestrato. Per questo motivo normalmente l'LSD non è prodotto in grandi quantità, ma poco per volta. L'LSD è prodotto sotto forma di cristalli e mischiato con eccipienti o diluito. Spesso è venduto in piccole tavolette, su cubetti di zucchero, in cubetti di gelatina o, più comunemente, in pezzi di cartoncino (di solito coperti da disegni colorati e spesso perforati in quadratini per indicare le singole dosi) sui quali è stata vaporizzata dell'LSD (i fogli di carta non vengono più immersi nella sostanza, poiché spesso il punto dove veniva fatta cadere la goccia, se ingerito poteva provocare bad trips o comunque un viaggio molto lungo). Si stima che più di 200 tipi di tavolette di LSD di diverso tipo siano state commercializzate dagli anni '60 in poi. È noto in gergo come acido, trip, cartone. Questo stupefacente è, in rapporto al peso, uno dei più potenti tra quelli conosciuti. Le dosi sono quindi misurate in microgrammi (milionesimi di grammo). La maggior parte delle altre droghe sono normalmente misurate in milligrammi. La dose minima capace di produrre un effetto allucinogeno negli esseri umani è stimata in circa 25 microgrammi. Per quanto riguarda le modalità d’assunzione esso viene assunto di norma per via orale, o più raramente per traspirazione attraverso la pelle. La sostanza agisce sul sistema nervoso centrale e periferico.. Di norma, i primi effetti della droga si notano entro 30-90 minuti dall'assunzione. Le esperienze con quseta droga vengono definite in gergo trip; in particolare, quelle che causano forti reazioni avverse sono chiamate bad trip. La durata media di un trip si aggira intorno alle 8-12 ore. L'LSD ha effetto su un gran numero di recettori, inclusi tutti i sottotipi di recettori della dopamina e tutti i sottotipi di adrenorecettori. Gli effetti a livello psicologico possono essere altrettanto netti: alterazione della coscienza, perdita di consapevolezza e lucidità, riduzione dei riflessi psicofisici, alterazioni nella memoria a breve e lungo termine, impossibilità di concentrazione, grande difficoltà di eloquio, cambio di stato d'animo con estrema facilità, depressione, euforia, a dosi medio-elevate (o in caso di "prima volta") panico, ansia, allucinazioni visive e sensoriali, distorsione della consape-

volezza del tempo, dello spazio e del sé). In certi casi si verificano delle sinestesie, queste sensazioni possono causare ansia nell'intossicato. Alcune persone, anche molto tempo dopo l'assunzione della droga, sperimentano i cosiddetti flashback (detti volgarmente ritorni d'acido): il riprovare improvvisamente la stessa sensazione dell'intossicazione, incluse le allucinazioni, pur senza aver assunto la droga da tempo (talvolta anni). Non è ancora chiaro cosa provochi questi flashback: si presume che siano analoghi a quelli che causa una qualunque esperienza emotivamente intensa; pare tuttavia che situazioni di stress fisico e psicologico aumentino le probabilità di manifestazione. L'LSD fu negli anni '60 una delle bandiere del movimento hippie. Molti artisti e intellettuali sono noti per aver sperimentato l'LSD. Ecco qui di seguito i nomi di alcune persone note per aver fatto uso di questa sostanza stupefacente: scrittori: Philip Dick, James Graham Ballard, William Seward Burroughs, William Gibson, Allen Ginsberg, Aldous Huxley, Hunter S. Thompson cantanti e musicisti: i Beatles, Red Hot Chili Peppers, Syd Barrett, Kurt Cobain, Eric Clapton, John Coltrane, Jimi Hendrix, The Doors, Julian Cope, Fish, The Grateful Dead, The Jefferson Airplane, Neil Young, David Crosby, James Keenan Maynard (cantante nei Tool e nella formazione degli A Perfect Circle) attori: Cary Grant, Roger Corman, Jack Nicholson scienziati: Richard Feynman, Kary Mullis registi: Stanley Kubrick, Federico Fellini. Gli effetti dell'LSD sono in effetti visibili in molte opere di questi personaggi. Ad esempio nei film di Federico Fellini, Stanley Kubrick e altri, ci sono delle scene che ricordano molto da vicino le visioni indotte dall'uso di questa droga. La canzone dei Beatles Lucy in the Sky with Diamonds venne accusata di voler trasmettere, con le iniziali del suo titolo, un messaggio di incitamento all'uso dell'LSD. Un episodio particolare legato all'LSD compare in The Amazing Spider-Man, storica testata del famoso Uomo Ragno. Nel numero 121 (probabilmente il più famoso numero di sempre), Harry Osborn, un amico di Peter Parker (l'alter-ego dell'Uomo Ragno si sente male per effetto di LSD: un esempio lampante dell'influenza che questa droga aveva nel 1973, tale da arrivare addirittura nei fumetti.


LA VALUTAZIONE DEL MERITO NELLA SCUOLA La valorizzazione del merito (il meccanismo che consente di selezionare i migliori, i più competenti, i più capaci sulla base di regole chiare, oggettive, comprensibili e trasparenti) è un fattore importante ai fini di un uso efficiente ed equo delle risorse. Il merito è valorizzato quando la q u a l i t à dell’istruzione è elevata. Come si è detto più sopra, le indagini Pisa condotte dall’Ocse hanno denunciato uno scarso livello di apprendimento degli studenti italiani rispetto alla maggioranza dei loro coetanei europei, e dunque la carente efficacia del nostro sistema scolastico, soprattutto al centro sud. La conseguenza di un sistema scolastico scarsamente efficace – come è quello italiano – è lo svilimento del titolo di studio come attestato delle conoscenze acquisite e come strumento allocativo nel mercato del lavoro. Su questo versante la scuola italiana è deficitaria anche a causa del livellamento che l’ha progressivamente investita negli ultimi decenni, in seguito ai cambiamenti apportati ai criteri e alle procedure per la valutazione del merito. Per rendersene conto, basta guardare in una prospettiva storica le statistiche disponibili sugli esiti agli esami di maturità e quelle sul rapporto tra ripetenti e iscritti nei diversi ordini di scuola. Quanto ai primi, dal secondo dopoguerra in poi si è assistito a un notevole aumento dei tassi di riuscita, che sono passati dal 71,3 % del 1950-51 (Gasperoni 1997) al 96,5 % nella maturità del 2006 e il divario è più ampio di quanto suggerisce il raffronto tra le percentuali sopra riportate perché, con la riforma dell’esame di maturità attuata nel 1999, sono stati aboliti i non ammessi. Anche la distribuzione dei voti alla maturità è una prova che ormai la sufficienza per essere dichiarati “maturi” non la si nega quasi più a nessuno: le frequenze maggiori si riscontrano in corrispondenza dei voti più bassi, con le uniche eccezioni dei licei dove le votazioni si distribuiscono in modo più uniforme e dove si registra la maggior percentuale di studenti promossi con il massimo dei voti (nel 2006 essi sono stati il 13% contro il 7% degli istituti tecnici). Ne segue un effetto perequativo tra giovani che presentano livelli diversi di preparazione. La situazione che si è creata nei decenni scorsi con il progressivo scadimento della valutazione agli esami di maturità ha avuto notevoli ripercussioni sia nell’accesso al mondo del lavoro, sia in quello agli studi universitari. Lo dimostra il fatto che alcune Facoltà effettuano delle verifiche sulle conoscenze di base di alcune materie specifiche,

proponendo talora anche brevi corsi di recupero. Ad esempio: il Politecnico di Milano effettua delle prove d’ingresso per valutare la preparazione degli studenti che intendono iscriversi al primo anno di corso; di norma risulta “una forte correlazione tra l’esito del test d’accesso e la carriera universitaria delle matricole [ma] questa è molto minore quando si tiene conto del voto di maturità” (M. Santomauro, Delegato del Rettore per la didattica, intervista rilascia a M. Papasso, “La Repubblica”, aprile 2006). La Facoltà di E c o n o m i a dell’Università di Pavia propone un breve pre-corso di matematica (consigliato, non obbligatorio) per un ripasso guidato di alcuni strumenti di base utili per la comprensione delle lezioni di Matematica generale. Un’ulteriore prova di come le università tengano poco in conto il voto di maturità sono le modalità con cui a partire dal 2001 viene valutato il merito ai fini della concessione di sussidi e benefici agli iscritti al primo anno di corso. Le graduatorie vengono stilate esclusivamente sulla base dei requisiti di reddito, e la verifica del merito è posticipata fondandosi sui risultati conseg u i t i durante il primo anno di studi. La scarsa at-

tendibilità del voto di maturità – ad esclusione in parte dei voti molto alti – non agevola neppure i giovani che, a conclusione del loro ciclo di studi nella scuola secondaria superiore, si affacciano al mondo del lavoro. Le imprese infatti difficilmente riescono a valutare le capacità delle persone sulla base delle valutazioni fornite dalle scuole e allora tendono “ad abbassare la remunerazione per ogni dato livello di istruzione, scontando il rischio della bassa qualità, un classico risultato dell’asimmetria informativa” (Cipollone, Visco, 2007, p.8).

Istruzione

Inoltre, in queste circostanze, la selezione tende ad avvenire sulla base di meccanismi che si rifanno alla tradizione e alla rete di relazioni sociali della famiglia. Il titolo di studio perde allora anche la sua capacità di promozione sociale e pertanto l’incentivo ad investire in istruzione per i propri figli risulta attenuato soprattutto nelle famiglie di più modeste condizioni sociali ed economiche. Un minor rigore nella selezione rispetto al passato si verifica anche negli anni precedenti quello di maturità, come è almeno in parte dimostrato dall’andamento negli ultimi decenni della quota dei ripetenti rispetto agli iscritti. Essa “ ha subito un calo […] in tutti gli ordini di scuola […] Nella scuola dell’obbligo è oggi circa un terzo di quella di vent’anni fa, di due terzi nella secondaria di secondo grado, con un contributo determinante nella minore selettività nell’ultimo anno di corso, dove la quota si è dimezzata in tutti gli ordini di scuola” (Gasperoni, 1997, p. 97). Quali sono state le ragioni di questo passaggio? Esse vanno ricercate nei cambiamenti introdotti con le riforme che da una trentina d’anni hanno investito la scuola italiana. Partendo da premesse pedagogiche e da aspirazioni di modernizzazione condivisibili, si sarebbe poi però arrivati a degli eccessi. Si può essere d’accordo con Mario Pirani secondo cui si è passati dal “diritto allo studio garantito a tutti i giovani, all’odierno diritto al successo formativo, dove non c’è spazio per l’insuccesso […] I voti d’insufficienza vengono ‘modificati’ o dallo stesso insegnante […] oppure, in sede di scrutinio, dal consiglio di classe […] Il voto di consiglio, che aveva in origine una sua r a g i o n d’essere in quanto riequilibrava alcuni eccessi della vecchia scuola dove poteva accadere di ripetere l’anno p e r l’insufficienza in una materia non fondamentale, ha perso questa ratio originaria per trasformarsi nel luogo deputato alla sanatoria generalizzata. Un simile stravolgimento ne ha comportati con una caduta a catena anche altri. […] Gli insegnanti, per premiare gli allievi più diligenti e preparati e distinguerli dai promossi con voto ‘corretto’, sono indotti a inflazionare le pagelle dei primi con otto e nove, punteggio un tempo riservato alla eccezionalità.” (Pirani 2005) Giorgio Panella

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Rubriche

FINANZA € MERCATI A CURA DI EMANUELE DIANA

Minchia, a forza di studiare diritto degli intermediari finanziari avevo quasi dimenticato a far pervenire in tempo il mio articolo per la consueta rubrica finanziaria. Non sarei qui a romprevi i coglioni se un fido scagnozzo del boss PampaNatalino di Montelepre non avrebbe compiuto la sua intimidazione telefonica. Oggi parliamo di FUTURES. I futures sono contratti standard e quindi negoziabili che vengono scambiati nei mercati regolamentati. Nella prassi finanziaria esistono delle regole nella negoziazione e nella creazione di questi strumenti finanziari. Ad esempio, la Borsa crea dei futures e solo quelli vengono negoziati, cioè non si possono creare futures aggiuntivi (cosa che invece è possibile per i forwards di cui avremo tempo di parlare nel prossimo numero). Sono strumenti molto standardizzati: ogni elemento del contratto è definito in un contratto standard e le controparti non possono modificarlo. Acquistare futures significa impegnarsi ad acquistare alla scadenza ed al prezzo prefissati l’attività sottostante. Questa può essere sia un'attività reale, ad esempio una commodity (grano, oro, metalli, caffè, ecc.) sia un'attività finanziaria. In quest'ultimo caso si parla di financial futures i cui sottostanti possono essere ad esempio una valuta (currency futures), un indice borsistico. La

standardizzazione consiste nel taglio unitario, la scadenza contrattuale e la modalità di negoziazione attraverso la Clearing House (stanza di compensazione). La peculiarità di essere standardizzati, rende questi contratti interscambiabili tra loro. Ciò rende possibile

annullare impegni di acquisto o di vendita tramite compensazione, stipulando un contratto di segno opposto all'originale. In questo modo, verrà evitata la consegna dall'attività sottostante il contratto. L'acquisto di futures corrisponde ad una aspettativa di rialzo dell'attività sottostante, la vendita, invece, sottende una aspettativa al ribasso. Se le intenzioni fossero speculative la vendi-

ta del futures dovrà essere effettuata prima della scadenza contrattuale; se, invece le intenzioni sono di coprire un futuro acquisto della commodity sottostante, il future permette una copertura senza rischi di oscillazioni del prezzo e si aspetterà la scadenza prevista per provvedere all’acquisto della commodity stessa. Il mercato dei futures è controllato dalla Clearing House, che funge da controparte per l'acquirente e per il venditore. A secondo dell’oscillazione dell’attività sottostante, il prezzo del futures varierà in proporzione, tale prezzo è la differenza tra il valore nominale e quello attuale del sottostante. affinché si possa aderire bisogna soddisfare alcuni requisiti: il singolo non può accedere ma può farlo tramite una banca o una SIM; la CCG (Cassa Compensazione e Garanzia) chiede i margini: viene aperto un conto margini presso la CH e in questo conto vengono iscritti dei margini, dei saldi al momento dell'acquisto o della vendita del future. Così si assicura che i due soggetti facciano fronte agli utili e alle perdite potenziali, si protegge il mercato dall'inadempimento dei partecipanti al sistema. Vengono iscritti nel conto sia i margini iniziali che quelli di variazione. Alla settimana prossima, buon investimento a tutti!

E

DA GRAND Torna la felice rubrica vincitrice del premio Pulitzer per miglior rubrica dell’universo. Come promesso, continuiamo nel viaggio intrapreso la scorsa settimana. Settimana scorsa ci siamo lasciati con il Cheps sacerdote e proprio da lì riprenderemo. Risalendo, appunto, troviamo il valtellinese Trinca, che, se non riuscisse nel suo gioco con le rocce, potrebbe essere un suonatore di piano in un bordello, probabilmente alla ricerca qui, come non mai, di un limone. Appena più in su c’è il pallavolista verbano, che sicuramente metterà a frutto la sua laurea in quanto diventerà un tuttologo da bar, conosciuto e stimato a livello internazionale. Proprio di fianco a lui abita Pietro, un futuro astrologo, d’altronde chi più di lui dovrebbe vedere le stelle con tutto il fumo che esce da sotto la porta?!? Risalendo il numero delle camere c’è il j-i Giozzi, che al

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posto di filosofeggiare in giro, dovrebbe non perdere tempo e iniziare la sua carriera come romanziere erotico, ovviamente

con protagonista un ragazzo aitante palestrato proprio come lui. Quasi davanti a Giozzi, si trova il caro turker, che al posto di svolgere la sua normale attività di moglie del Toz o di Don Marvaldi, dovrebbe abbandonare tutto e via sulle strade come mimo, e sai che ridere già solo guardandolo? Appena dopo c’è Guida, che se resuscitasse sarebbe anche lui un tessitore di parrucche, e chi mai può dirlo che prima non lo fosse?! Alla 25 troviamo Yoghi, che con il suo essere bonaccione diventerà un perfetto zerbino del padrone, secondo me più un tappeto che zerbino, comunque il suo capo deve essere veramente grosso perché se io fossi il suo capo ci penserei due volte a prendermelo come zerbino. E per concludere finiamo con il primo erasmus che incontriamo sul nostro cammino. Direttamente dalla tettonica a placche africana troviamo Ema che altro non sarebbe che un addetto al traffico (speriamo non un ausiliario) e comunque si sa che a Palermo di traffico ce n’è sempre poco… Giuliano


PRESENTATI! • • • • • • •

mqm

Rosario Massaro Moreno Morello Stanza 14 Nato a Licata (AG) il 21/12/1986 Diplomato presso il liceo scientifico Fermi di Luino Hobby: calcetto e dibattere con Halloween sul mito della caverna di Platone

Mah…… la mia voce è così simile a quella di Moreno Morello di Striscia la notizia??? Eventualmente sì!.......................oserei dire ovvio anche se tutto sommato non è così tanto simile! Adoro intrattenere donzelle dal dolce parlar e bere un grappino alle 6 del mattino. Bella raga

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Daniele Cicola... sono nato a Fabriano, in provincia di Ancona...per chi non lo sapesse nelle mitiche Marche! Mi son trasferito a Broni...un triste paesino dell oltrepo pavese a 10 anni!! Mi son diplomato al liceo scientifico Ugo Foscolo con 100/100! • !il mio soprannome??Igor...per una certa somiglianza con un personaggio dei Ghost Buster...anche se il suo nome mi risulta Eagon!! tento di studiare ingegneria civile!! • il mio hobby preferito...lo sport...qualsiasi attività sportiva...ma per ora non posso nemmeno correre...dopo 10 anni di calcio mi son dedicato al rugby..dopo aver raggiunto ottimi livelli(tour in sud africa)ho smesso di giocare per un problema alla schiena...spero di ricominciare il più presto possibile nel grandissimo Cus Pavia!!!

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Matteo Gaetelli Halloween Stanza 35 Nato a Crema (RC) il 20/04/1988 Diplomato presso l’ I.T.I.S Galileo Galilei di Crema Hobby: cinema, guardare il cartone “mignolo e prof”oppure stiwy dei griffin(Conquisterò il mondo!!) nel tempo libero amo discutere vivacemente con Moreno sul mito della caverna di Platone

Ora vi riassumerò in poche righe la mia vita… A 2 anni dopo molto lavoro pronunciai le mie prime parole, mamma papà (conquisterò il mondo!!!) e PATATA… purtroppo mia madre invece di portarmi dalle bimbe mi ingozzò di purè!! Donna levati!!.. devo conquistare il mondo!!! In breve tempo mi ritrovai con un grembiulino azzurro a colorare stupide schede di orsacchiotti asessuati.. Stupida maestra!!! All’età di 10 anni presi parte ad opere teatrali.. tra le maggiori:”gioca con me coniglietto rosa”e la favola di pinocchio, fortunatamente in pinocchio interpretai il protagonista.. Perché fortunatamente? La fata ad ogni bugia non mi allungava il naso… ma… Ho tentato di praticare i principali sport ma ho capito che sono una sega ..praticamente in tutti! Conquisterò il mondo!!! A tutti gli abbonati: avvisiamo che sono in preparazione le tessere per gli abbonamenti di vdC che saranno distribuite quanto prima a tutti voi. Ricordiamo inoltre a chi non avesse ancora sottoscritto il proprio abbonamento, di affrettarsi e recarsi alla camera numero 41 per versare la quota e diventare puri abbonati. La tessera da diritto a sconti presso l’eurospin, è commestibile e non va gettata nell’immondizia fino a nuovo ordine… La Redazione

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Svago

SALA GIOCHI Loro hanno risposto, partecipato magari non vinto. Ma tu cos’hai fatto? Te ne sei stato solo soletto nella tua cameretta a guardare giornaletti porno, fumare e bere birra…ma cosa ti costa pensare e giocare con vdc? Cos’è ti fanno schifo i cani per caso? Ti stanno antipatici i gemelli? Non lo so, paghi le telefonate? Ti han mangiato la lingua? E allora, smettila di fare l’uomo che non perde tempo con i giochini, beccati sta mezza pagina e facci sta cortesia, gioca un po’ anche tu…

La Rinoplastica non c’è più, quindi i nostri virtuosi grafici hanno creato il nuovo gioco che sembra la rinoplastica ma non è la rinoplastica. La mente malata di Krastu, deformata ancor più dagli insegnamenti di Mason, ha deformato tutto quello che poteva deformare per offrirvi questo gioco interattivo sulla deformazione dei fraccarotti. Dovete indovinare chi sono i due collegiali che formano l’orribile personaggio. Premio: la solita piramide di cani pulciosi.

Non lo sapete? Sapevatelo con il nuovo super quiz di VdC! Questo nuovo quiz è uguale a quelli vecchi, gli indizi però sono tre foto che vi aiuteranno ad identificare il solito fraccarotto ignoto di turno. Affrettatevi a spedire le risposte in redazione, questa settimana in palio per voi la maglietta sudata della corsa campestre di Tinelli.

SOLUZIONI DELLA SCORSA SETTIMANA RinoPlastica: • • • •

Fronte: Italo Occhi: Geusa Naso: Longobucco Bocca e mento: Erario

Il solito Ignoto: •

Era Borserio

SOMIGLIANZE Poche parole, non vuole esser una brutta copia di “Very Important Fraccarotto”, ma certe cose devo farle notare, per il bene comune!!! Non notate una certa somiglia tra... E pensare che son due anni che l’ho come vicino di camera… Allafrocio vs Alien

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E come dimenticarsi di Theodore, il fratello ciccione di Alvin Rock’n Roll... incredibilmente identico a Ugo “Non ho molto chiaro il concetto di Biblioteca” Carrozzo...


SOTTO LE TORRI 2008 Volete entrare nella storia? Volete potervi bullare con i parenti al Cenone di Natale di esser colleghi della Cucinotta e di Raul Bova invece di parlar come sempre di gente morta? Volete mettere a nudo la vostra vera natura (astenersi nani coi capelli rossi)? E allora non lasciatevi scappare l’opportunità di esser PER UN MESE INTERO il volto che ogni Fraccarotto vede la mattina quando si alza! E’ iniziata la ricerca dei 12 scatti per IL CALENDARIO “SOTTO LE TORRI 2008”. State calmi e non lanciatevi con le macchine fotografiche nel cesso di Toz per rubare immagini che nessuno scienziato terrestre riuscirebbe a spiegare. Ci sono un paio di cose che DOVETE sapere, e io sono qui per dirvele: Da oggi Giovedì 22 Novembre ogni singolo collegiale immatricolato ha la libertà di fotografare un soggetto a tema libero (possibilmente riguardante Il Collegio e le sue mille forme), inserendo il TITOLO della foto e i nomi del/dei soggetto/i presente/i. Partorita la foto, va spedita all’indirizzo sottoletorri@libero.it allegando ovviamente il proprio nome e cognome. La partecipazione al concorso richiede l’irrisorio contributo di 0,50 € a foto da consegnarsi al Tesoriere Tony alla camera 41,

per sostenere le spese di esposizione. La suddetta verrà effettuata nei giorni 6 e 7 dicembre. In questa occasione le foto verranno votate da tutti, e democraticamente elette le foto vincitrici che parteciperanno alla creazione del Calendario Fraccar8 duemila8, comparendo così per un anno intero nelle nostre camere (che culo!) ((‘inchia du culu!)). Tra l’altro il calendario verrà presentato e venduto durante il presepe vivente, regalando già a chiunque partecipasse una notevole notorietà tra le pulzelle pavesi (si ricorda che è invitata al Presepe anche l’Associazione GTMACFAPLSO cioè “Giovani Top-Model Arrapate in Cerca di un Fotografo Amatoriale Per le Loro Serate Osé”). La spedizione delle foto scade DOMENICA 9 DICEMEBRE alle ore 22.00!!!!! Affrettatevi!!!!! Non perdete questa occasione, l’occasione di diventare davvero qualcuno! Si proprio tu che stai leggendo, che ti senti inutile e non compreso. Si tu, Dantuono, proprio tu… scatta una foto! Così tra dieci anni, quando ognuno di noi guarderà i vecchi Calendari dei bellissimi anni in Collegio, vedrà la tua faccia e dirà: “E questo chi cazzo era???”.

Concorso

E per tutti gli altri, se non volete fare la fine di Dantuono, SCATTATE una bella foto e mandatela a sottoletorri@libero.it.... E sarete anche nel Calendario più letto dagli analfabeti!

CURIOSITA’

Non tutti sanno che la Copertina del  calendario  dell’anno  scorso  è  frutto  di  un  complicatissimo  montaggio:  pensavate  davvero  che  Como  avesse  quel  pacco,  che  Uzzino  fosse  così  grasso  o  che  BradPizza  andasse  in  giro senza giarrettiera?  Vi  sbagliavate…  e  non  avete  idea  di  quanto! 

AV

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Numero51  

http://www.collegiofraccaro.it/vdc/Numero51.pdf