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IN FORMA NUOVO!

DIMENSIONE MOVIMENTO

COCCOLE D'INVERNO

n.1/2017

COLISSEUM


Motone Racing di Giuseppe Consoli

Via Varesina, 98 - 22100 Como - Tel. 031/5877085 info@motoneracing.it - www.motoneracing.it Ci trovi anche su facebook: http://www.facebook.com/motoneracing

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{COLISSEUM} IN FORMA

5 COCCOLE D’INVERNO

SUPERVISORE EDITORIALE

Ivana Matola

CAPO REDATTORE

Silvia Granturco

VI DEDICO UNA FAVOLA! Le Coccole sono come le Favole possono raccontare, far sognare e qualche volta far anche piangere.

GRAFICA E VIDEO IMPAGINAZIONE

Gloria Baj

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CONTRIBUTI

Dott.ssa Silvia Granturco Dott.ssa Ivana Matola Dott.ssa Alessandra D’alessio Dott.ssa Paola Lumia Dott. Giorgio Gori STAMPA Cooperativa Sociale Colisseum

ACQUA COME...

ATTIVITÀ MOTORIA PER CRESCERE

Mamma e Papà.. Perchè portate i bambini in piscina?

15 DANZA

DANZARE PER LIBERARE LA MENTE!


Editoriale

E adesso avanti con le pagine del 1° Numero del 2017

Buon 2017 a tutti, dalla redazione di Colisseum in...forma! e da tutto lo staff della Cooperativa Colisseum! La nostra rivista si rinnova e nelle pagine potrete trovare la vera essenza della Cooperativa Colisseum: il benessere di grandi e bambini! In questo 2017 vi accompagneremo con 4 numeri, all’interno dei quali troverete le nostre attività di palestra, piscina e le varie iniziative. I nostri esperti vi offriranno tutta la loro conoscenza, trattando in ciascun numero dei focus tematici, come: Gioco e Divertimento, Famiglia, Danza, Psicosomatica, BioNutrizionismo, Osteopatia e quant’altro… E non poteva mancare nelle nostre pagine un IDENTIKIT Colisseum per conoscere chi sono i vostri insegnanti!! Dalla vostra redattrice Silvia G ranturco

RABBIA

PERCEPIRE E GESTIRE LA RABBIA

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O C I D E VI D

. . . a l o v a F a n u

L

e Coccole sono come le Favole possono raccontare, far sognare e qualche volta far anche piangere. Vi dedico una favola di Coccole !!! Il mio piccino ha bisogno di coccole

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Nicola era il più piccolo di cinque fratelli, tutti molto vivaci e allegri. Mamma e papà lavoravano parecchio, ma riuscivano a stare anche con i loro piccini e a farli giocare e divertire. Nicola però si sentiva un po’ a disagio e trascurato: era sempre l’ultimo in tutto e siccome non era grande come i suoi fratelli, alcuni giochi per lui erano troppo difficili. Spesso la sua sorellina lo prendeva in giro: “Ma dai Nicolino, non vedi come si fa a costruire la casetta con il pongo? È facile, la tua più che una casetta sembra una polpetta!” gli diceva Carlotta ridendo. Povero Nicola, ci rimaneva malissimo. Nessuno gli diceva che alla sua età, 3 anni, anche i suoi fratelli non riuscivano a fare tante cose. Ad aggravare il suo cattivo umore ci fu la notizia che mamma e papà sarebbero partiti per un lungo viaggio di lavoro. Nicola e i suoi fratelli restarono a casa con una vecchia zia, noiosa e severa. Ogni volta che uno dei bambini rompeva o sporcava inavvertitamente qualcosa, giù scenate e rimproveri dell’altro mondo. Nicola era ancora più goffo perché sentiva gli occhiacci della vecchia zia sempre su di lui. “E indovinate un po’ … chi era quello che faceva più danni di tutti? Eh già, era proprio lui, Nicolino”. Quando mamma e papà tornarono, lo trovarono triste e taciturno. Soprattutto la mamma era preoccupata. Da lì a qualche giorno avrebbe dovuto riprendere a lavorare ancora più di prima. “E i suoi bambini?” direte voi. I suoi bambini ormai erano grandicelli e tra compiti, corsi e pomeriggi con gli amici non avevano bisogno dei genitori. “Anche Nicolino” chiederete voi? No, in effetti Nicola era ancora piccolino e aveva bisogno di stare con mamma o papà, non solo con i suoi fratelli. Il problema è che non riusciva a dirlo


e col passare del tempo divenne sempre più silenzioso. A un certo punto iniziò a piangere. E nessuno sapeva come farlo smettere. I suoi genitori, preoccupatissimi, iniziarono a comprargli un sacco di giocattoli. Niente: Nicola era inconsolabile. Allora provarono con i libri. Nulla. Fu la volta delle caramelle, dei gelati e dei dolcetti. Nicola continuava a piangere. “Piccolo mio” gli disse un giorno la sua mamma disperata “che cosa posso fare per te?” Nicola non rispondeva, anzi urlava ancora più forte. Così decisero di mandarlo dal dottore, il quale gli prescrisse uno sciroppo di pappa reale. “Il bambino ha bisogno di rafforzarsi” disse “dopo l’inverno è normale; ha bisogno di un ricostituente, vedrete che in questo modo riacquisterà il buon umore.” Macché, Nicolino era ancora più triste di prima. Piangeva, urlava, si dimenava. “Che cosa ti succede tesoro dolce?” gli chiedeva il suo papà ormai sconfortato. Ogni volta però i suoi genitori erano sempre di fretta, cercavano una soluzione, gli davano la medicina, un giocattolo o una caramella e scappavano via: a lavorare, a cucinare, a badare agli altri fratelli. E Nicola rimaneva solo nella sua stanza con un grande magone. Fu Gedeone, il bassotto di casa, un cagnolino molto intelligente, a capire qual era il problema. Così andò in cucina, afferrò la mamma per la sottana e la riportò nella stanza di Nicolino. Lui stava leggendo un libro, dove una mamma orso abbracciava forte forte il suo cucciolo e il papà faceva lo stesso scaricandogli addosso una raffica di baci. Gedeone abbaiò e la mamma di Nicola finalmente capì. “Il mio piccino ha bisogno di coccole!”. Esatto. Nicola aveva esaurito la sua scorta di baci, carezze e abbracci perché i suoi genitori erano troppo pieni di impegni e sempre di fretta. Aveva paura a dirlo, però, perché temeva che mamma e papà non fossero più capaci di fare le coccole. E invece: che sorpresa per Nicola vedere la sua mamma che lo prendeva in braccio e lo stringeva forte forte senza lasciarlo subito dopo! Da quel giorno decisero che ci voleva una dose di almeno mezz’ora di coccole; prima di portarlo all’asilo ci pensava papà, prima di metterlo a nanna la mamma. Nicola riprese a sorridere e nell’arco di qualche settimana tornò a parlare. Non era mai stato così allegro e chiacchierone. E ogni volta che i suoi fratelli lo prendevano in giro, lui rideva e li abbracciava: “Non ti preoccupare, hai solo bisogno di coccole” diceva loro. Allora fu tutto una scorpacciata di coccole e Nicola divenne il più bravo di tutti a farle. Quando vedeva mamma e papà preoccupati o tristi, li abbracciava stretti stretti e li riempiva di baci e carezze. In un attimo si rasserenavano e Nicola era pieno di gioia. (tratto dal web) 6


. . . e m o c piscina à Mamme e pap bini in piscina? m a b i te a rt o p ma perché hé si divertono rc e p o rt e c a A cosa serve? M agli altri !!! e m e si in o n o e cresc

PERCHE’ A 0 MESI ? Sia a 0 mesi che a 4/5 mesi sicuramente non si va in piscina per imparare a nuotare, ma la piscina è il posto dove consolidare e confermare la simbiosi tra genitore e bambino; insieme sperimentano e scoprono nuove soluzioni e condizioni senso motorie che l’acqua offre, ovviamente attraverso la mediazione dell’insegnante in acqua. Una vera coccola per mamma-papà e bambino!

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MALANINNAI ! IN PISCAZIE!! NO GR

P

er le malattie da raffreddamento, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, la piscina potrebbe addirittura essere un toccasana. L’ambiente umido favorisce l’idratazione delle vie aeree e agevola la respirazione anche in caso di raffreddore o tosse leggera.

MAMMA, PAPA, bambini e adulti imparate a vestirvi con più strati in modo da poter togliere i diversi strati negli appositi ambienti della piscina (ingresso, prespogliatoio, spogliatoio) e rimettere gli stessi in modo graduale anche per l’uscita dalla piscina. Particolare attenzione va posta nell’asciugare il cono interno delle orecchie, specialmente dei più piccoli”. Un cappellino di lana nei mesi invernali, infine, permetterà di uscire all’aperto in tutta tranquillità. 8


POVERA LA MIA SCHIENA!

Chissà quante volte avrete detto questa frase, ma quante volte avete dato veramente ascolto alla vostra schiena? Farmaci, terapie fisiche, interventi non sempre portano alla completa soluzione dei vostri dolori, ma bisognerebbe educare il nostro corpo a lavorare nel migliore dei modi. Questo è possibile con l’Acquantalgic@ attività volta ad alleviare il mal di schiena comune, guidata da fisioterapisti e laureati in scienze motorie.

RETE IL , E R O I L MIG QUILIBRIO E VOSTRO IRAZIONE, LA , A P LA RES IONE MOTORI AZ IRN C I O D I R D O R CO TÀ CA FORZA I C A P A LA C RIA E LA COLATO FISICA. 9

Attraverso questa attività in acqua si impara a prendere coscienza della posizione della propria colonna vertebrale.


HAI PAURA DELL’ACQUA? VUOI IMPARARE A NUOTARE? VUOI PERFEZIONARE IL TUO STILE? NUOTO N.I.P. NUOTO

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E M O C A R T S E PAL EQUILIBRIOITY! CORE STABIL

Per “Core stability” si intende un insieme di esercitazioni volte al miglioramento del controllo motorio e della capacità muscolare del complesso pelvi-schiena-anche. Questi distretti muscolari sono ritenuti fondamentali per l’equilibrio in condizioni statiche (contrasti) e dinamiche (cambi di direzione) lavorando in sinergia con la muscolatura degli arti inferiori. Inoltre, è stato visto che livelli di forza non adeguati del Core* possono predisporre ad infortuni al bacino (pubalgie, lombalgie, ecc.) e al ginocchio. Scopo del corso è quello di prevenire o di facilitare un pronto recupero nelle sempre più frequenti patologie muscolo-scheletriche e muscolo-tendinee che colpiscono la schiena e le articolazioni (lombalgie, pubalgie, cruralgie). Per ottenere questo risultato il lavoro sarà incentrato sulla muscolatura del Core*, al fine di garantire alla nostra colonna un’adeguata stabilità, tale da permettere di esercitare un efficiente controllo motorio e di mantenere una postura corretta. In particolare della zona lombare e della zona pelvica che, come sappiamo, risultano distretti delicati per chiunque, sia durante lo svolgimento delle normali attività quotidiane, sia per chi pratica sport (es. calcio, corsa, ecc). CORE I muscoli del core, appartengono a strati muscolari profondi, posti vicino alla spina dorsale, più precisamente in zona coxo-lombo-pelvica. La loro unione forma un cilindro (core), che funge da base di appoggio per la colonna, permettendole di stabilizzarsi quando il nostro corpo effettua un movimento.

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Postural Gym La ginnastica posturale è l’insieme di esercizi che ristabiliscono l’equilibrio muscolare. In particolar modo agisce sulle zone del corpo rigide o dolorose, provvedendo a migliorare la postura e la capacità di controllo del corpo. Tramite la stessa si imparano le posizioni corrette che si assumono abitualmente durante la giornata. Quando è necessaria? Quando si evidenziano particolari problemi alla colonna vertebrale e alla postura dovuti alla sedentarietà oppure ad interventi chirurgici. La postura assunta durante le ore di lavoro, così come la debolezza o la rigidità muscolare, può essere causa di problemi alla colonna vertebrale. La ginnastica posturale serve per combattere: scoliosi, lombalgie, ernie, sciatalgie, artrosi e cervicalgie. Quali sono i benefici della ginnastica posturale? La ginnastica posturale migliora: l’elasticità e la tonicità dei muscoli grazie a particolari tecniche di allungamento la forza e la resistenza con attività di rinforzo muscolare la respirazione tramite esercizi specifici l’abilità motoria la gestione dello stress la postura ovvero la posizione che il corpo deve assumere quotidianamente

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RUBRICHE a’

Mamma e papicenda! coccoliamoci a v

e papà marito e moglie... Mamma parliamo delle stesse persone?

C’è una fondamentale differenza tra l’essere coppia coniugale e coppia genitoriale; si può smettere di essere coppia coniugale ma non genitori: anche quando non si è più marito e moglie non si smetterà mai di essere Dott.ssa mamma e papà! Alessandra D’Alessio Proprio come è importante prendersi cura della coppia Psicologa coniugale lo è “coccolarsi” come coppia genitoriale e Psicoterapeuta dell’età infantile rinforzarsi a vicenda in questo importante e quotidiano ruolo. Così come i nostri figli si trovano ad affrontare sfide quotidiane di crescita allo stesso modo noi genitori ci troviamo a gestire situazioni nuove, entusiasmanti ma che ci mettono in discussione. Presi dai mille impegni non abbiamo tempo e modo per soffermarci su quanto educare e far crescere i figli sia un’esperienza ricca di stimoli che ci richiede il possesso e la capacità di coltivare le nostre risorse emotive, intellettive e fisiche. Possediamo la capacità di attivarci e trovare tutte le risorse necessarie per affrontare la quotidianità o le problematicità che si presentano nella vita familiare. A volte lo facciamo in modo automatico senza neanche rendercene conto, altre volte può essere utile essere sostenuti dal partner. Come “coccolare” la coppia genitoriale? Ecco alcune piccole indicazioni. Riconoscersi competenza. Quando nostro figlio è in difficoltà o sta attraversando un momento di sofferenza il primo pensiero che ci balena in mente spesso è “in cosa ho sbagliato?” Il primo passo per rimboccarsi le maniche e trovare una soluzione è pensare che non necessariamente abbiamo sbagliato! Non possiamo immaginare di proteggerlo da tutte le sofferenze o difficoltà… non lo aiuteremmo a crescere. Ciò che possiamo fare, però è riconoscerci una competenza, la competenza dell’essere genitori che conoscono e riconoscono la difficoltà e sostengono il proprio bimbo nel superarla. A volte non basta dirselo da soli, sentirselo dire dal proprio partner funge da specchio, aiuta ad osservare degli aspetti 13


di sé che sfuggono o che si sottovalutano o che, presi dal momento, non riusciamo a vedere. Tendiamo a pensare alla competenza quando gestiamo situazioni problematiche ma dirsi che si è in gamba vale anche quando riusciamo a riconoscere e godere dei momenti felici e positivi che la nostra famiglia vive! Ritagliarsi dei momenti di confronto. Per riconoscersi competenza è necessario trovare il tempo ed il modo per confrontarsi. La routine quotidiana spesso ci travolge e limita gli spazi per poter parlare senza i propri figli presenti. Così dopo una giornata di corsa, impegnati a lavoro o in commissioni varie, la sera è l’unico momento per stare tutti insieme e quando si va a letto si è troppo stanchi per parlare! È importante ritagliarsi dei momenti da soli in cui riappropriarsi della propria vita di coppia sia coniugale che genitoriale. Alcune coppie vivono i momenti senza i figli con senso di colpa o di abbandono, può essere utile pensare che non è la quantità di tempo che si trascorre con loro ma la qualità a determinare l’efficacia degli interventi educativi. Per poter essere davvero competenti, così come per poter gestire al meglio tutte le situazioni in cui ci è richiesto di prendere decisioni in modo attivo, è necessario trovare uno spazio psichico e fisico in cui fermarsi, centrarsi su di sé e sulla coppia e trovare l’energia per ritornare alla quotidianità. In altri termini è importante prendersi cura della coppia di modo che si sia abbastanza lucidi e consapevoli di quello che si sta provando e pensando. Rinforzarsi a vicenda. Il confronto ed il reciproco riconoscimento di competenza aiutano a rinforzare, in presenza dei figli, i punti di forza dell’altro e intervenire sopperendo ai punti di debolezza. È molto importante essere coesi dinanzi ai figli, sostenersi a vicenda quando si prendono delle posizioni e, nel caso in cui non si è concordi, discutere in separata sede le criticità di tali decisioni. Ognuno di noi si sente più competente nella gestione di alcuni aspetti della vita familiare e meno in altri, sentirsi riconosciuto e lasciarsi guidare lì dove ci si sente più fragili, anche con indicazioni pratiche, può aiutare nell’acquisire maggiore competenza. Bisogna fare molta attenzione però…il confine tra il sostenere il partner ed il sostituirsi a lui/lei è sottile e rischioso. Ecco perché è importante essere sempre sintonizzati con ciò che si prova ed avere lo spazio e la voglia per condividere pensieri ed emozioni con il partner in modo da evitare prevaricazioni. Non c’è un modo giusto o sbagliato per essere genitori. C’è sicuramente, però, il dovere di prenderci cura della nostra coppia genitoriale in modo da scegliere consapevolmente che genitori si vuole essere. Ciò ha un effetto indiretto ed inconsapevole sui nostri figli perché fornisce una sorta di modello di riferimento implicito per imparare a gestire loro stessi le situazioni critiche, sia positive che negative.

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DANZARE PER TE N E M A L E R A R E LIB Dott.ssa Ivana Matola Psicologa Psicoterapeuta Psicosomatica

I

l ballo dà armonia e forma al fisico, unisce le persone in amicizia, le mette in competizione, ma è anche divertimento che permette di liberare la mente dal tran tran della vita ordinaria

Ballare non è solo attività fisica. Non è solo espressione artistica o un sistema di comunicazione fondato sull’uso del linguaggio non verbale. La danza rappresenta un raffinato strumento di benessere psicologico che include elementi diversi e interviene su vari livelli contemporaneamente una componente individuale, relazionale, sociale. Generalmente, quando ci dedichiamo ad attività piacevoli durante il nostro tempo libero (lettura, cinema, arte, uscite con amici, sport, ecc.), diventiamo consapevoli di quanto esse possano influire positivamente sul nostro vissuto psicologico: siamo meno stressati, riusciamo a distogliere l’attenzione da pensieri negativi e nel complesso siamo più felici. Tra le tante attività da poter praticare, la danza rappresenta sicuramente un’attività psicofisica che ha maggiori potenzialità rigeneratrici al fine di promuovere salute, benessere e consapevolezza di sé (Bellia V., 2007).

PERCHÉ? QUALI SONO I SUOI BENEFICI ? Ballare si traduce per prima cosa nel fare movimento, quindi niente di più salutare. Praticandolo ci si sente meglio, aumenta la consapevolezza delle varie parti di sé; migliora la coordinazione, la tonicità muscolare e la postura; viene potenziato il funzionamento dell’apparato cardiovascolare e polmonare; migliora l’integrazione tra mente e corpo. 15


La danza aiuta a combattere lo stress e a diminuire l’ansia: siamo tutti molto abituati ad usare le parole e quindi anche ad esercitare un controllo mentale su quello che diciamo. Attraverso il movimento diamo la possibilità ad altre parti di noi di esprimersi. I gesti ripetitivi della danza e la concentrazione necessaria per eseguirli possono aiutare una mente riempita dallo stress giornaliero a “lasciarsi andare” per un momento e rilassarsi: è difficile preoccuparsi di scadenze sul lavoro mentre stiamo pensando a fare il movimento giusto, o mentre cerchiamo di concentrarci per essere sul tempo della musica.

Quando balliamo, il nostro cervello produce endorfine, le sostanze che danno benessere ed euforia.

IN COLISSEUM POTETE TROVARE CORSI DI DANZA PER ADULTI E BAMBINI A PARTIRE DAI 3 ANNI: Baby danza&gym • Danza classica • Danza Moderna Hip hop • Break dance • Liscio e danze standard Caribici e latini • Tango argentino • Country Danza del ventre Le attività sono coordinate dalla dott.ssa Ivana Matola Psicologa Psicoterapeuta e Psicologa dello Sport, che si occupa del settore con un approccio multidisciplinare in collaborazione con le figure di riferimento afferenti alle altre aree presenti in Colisseum (psicomotriciste, logopedista, babysplash, fisioterapisti) 16


PERCEPIRE E GESTIRE LA RABBIA

Dott.ssa Paola Lumia Psicologa Psicoterapeuta Psicosomatica

Q

uante volte ci siamo detti: “Questa è l’ultima volta che esplodo… gliela farò pagare… devo imparare a controllarmi altrimenti…”

Frasi tossiche che inquinano la nostra mente circuendola in un labirinto di costrizioni e di autocritiche. Quello che non sappiamo è che la rabbia, come ogni emozione, svolge una funzione: aiutarci a tutelare i nostri spazi e a non farci “calpestare” dalla volontà altrui. La rabbia, ci “allerta” portandoci a fronteggiare aggressioni fisiche o verbali. Attraverso di essa, mettiamo in atto una serie di comportamenti verbali e “posturali” al fine di preservare la nostra autonomia decisionale e i nostri diritti. Se riusciamo a fare questo stiamo dicendo a noi stessi di “valere” quanto la persona che ci ha offesi. Una manifestazione della nostra identità che ci porta ad affermare tacitamente: “ci sono anche io!” Tale espressione di Sé conferisce autostima. Accogliere la rabbia, dunque, è il primo passo per una sana espressione della nostra aggressività. Quando diventa negativa? Quando viene trattenuta, oppure, non riconosciuta. In quest’ultimo caso reprimendola o “proiettandola” sull’altro. La rabbia, in fondo, è un enorme quantitativo di energia che viene mossa con lo scopo di “conferirci un posto nel mondo”; se inespressa non si dissolve, cambia solamente direzione orientandosi, purtroppo, verso noi stessi. I primi organi a risentirne sono il fegato, il sistema Cardiovascolare, la pelle. Cosa ci aiuta ad esprimere e manifestare la rabbia? Va benissimo saltellare sul posto, sfogarsi con i cuscini oppure in ordine queste attività: Squash: sport elettivo per la rabbia Tennis: solo nel momento in cui contempliamo il “riconoscimento dell’altro” perché il tennis presuppone la presenza di un avversario Tiro con l’arco: si struttura nella dinamica della “tensione e del rilascio”. L’energia va direzionata verso il centro e quindi c’è una disciplina del movimento che aiuta a gestire la quota rabbiosa In casa: riempire la vasca da bagno con l’acqua fino le caviglie e cominciare a “pestare” i piedi. Scarica e contiene grazie all’ “elemento acquatico

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QUALI TIPI DI RABBIA E QUALI LE STRATEGIE IL RANCORE/RIMUGINIO (la rabbia di chi trama vendetta): caratterizza chi fa il “ragnetto” che tesse la propria ragnatela allo scopo di “incastrare” la vittima. È il classico “te la farò pagare” detto fra i denti. Qui non c’è la rinuncia, ma l’azione in differita, si aspetta semplicemente il momento opportuno. È un tipo di rabbia corrosiva perché ci sollecita di continuo. Il problema è che non sempre arriva il momento, il “calcolatore” in questo caso si ritrova a dover posticipare la sua vendetta vivendo in un perenne rimuginio e sviluppando patologie da “rabbia congelata” quali cefalee e disturbi epatici. Strategia: chiudere i conti in sospeso. IRA (“furia cieca”): caratterizza chi agisce prima di pensare. Ha una personalità molto forte e non porta rancore ma ha poca diplomazia e capacità di mediazione. Ha molta energia e la sua rabbia è sana nel momento in cui non cerca lo scontro se non c’è motivo. È tipica degli ipertesi. Strategie: coltivare uno sport di gruppo in modo tale da spendere la propria vena competitiva nella collaborazione e nel rispetto delle regole. Indicato, anche, lo sviluppo della propria sensibilità attraverso attività che lo portino a contatto con il suo sentire (giardinaggio, cura di un animale domestico) sperimentando la sensazione e non solo l’azione. INTOLLERANZA (critica): caratterizza chi si sente investito da una carica di maestria per la quale sente di dover correggere gli altri. Quello che critica nelle persone sono in realtà aspetti di sé che non sopporta. È molto rigido, e vive secondo un rigore morale. Strategie: chiedersi cosa ci fa arrabbiare e perché. Il collega lascia l’ufficio in disordine? Fallo anche tu. Ti aiuterà a non sentirti “in credito”. REPRESSA (la rabbia di chi ingoia i rospi): tipica di chi finge un senso di superiorità “tanto non m’interessa neanche...” in realtà è solamente soffocata. L’energia non viene scaricata e si densifica in manifestazioni psicosomatiche precise: ipertensione, ulcera, artrosi e patologie autoimmuni. Chi utilizza questo canale ha totalmente oscurato una della funzioni della rabbia: l’affermazione della propria identità. Si trova, dunque, a sviluppare un “falso sé” fatto di sorrisi non richiesti, disponibilità non sincera, compiacenza distruttiva. Strategia: esprimere il motivo del dissenso o interrompere un rapporto, se percepito, non alla pari. 18


I

BAMBINI IN OFFICINA ATTENZIONE!! LAVORI IN CORSO bambini sono come dei piccoli lavoratori, non stanno mai fermi, creano, distruggono, inventano, senza mai fermarsi veramente; una vera e propria officina!!!

Questa operosità permette al bambino di sperimentare attraverso la materia e il movimento tutto ciò che lo circonda, gli oggetti, le persone, gli ambienti e anche i sentimenti. Permettere al bambino di fare tutto questo è sicuramente un modo per coccolare i vostri figli!!! Il sogno di ogni bambino potrebbe essere quello di avere una picccola ‘officina’ dove poter lavorare indisturbati. Dott.ssa Silvia Granturco Psicomotricista

Ma cos’è una “officina”? Non è altro che un angolo della casa tutto suo, dove può fare tutti i suoi lavori. Da qui si deduce quanto sia importante la manualità. Come costruire un’officina per i vostri bambini: Un banchetto con cassetti e contenitori in cui raccogliere più svariati materiali, colori, utensili, insomma di tutto; tutti i suoi strumenti del mestiere. Personalizzare quello spazio, dove le cose possono stare come piace a lui, potrebbe essere anche una piccola mensola o un cassettone. Dentro ci potrà stare di tutto! Lo spazio del possibile. Gli strumenti dell’officina: Gli strumenti principali non sono altro che le Mani; dalle mani passano tante emozioni, con le mani si può comunicare, creare, aiutare… attraverso la manualità si mantiene viva l’intelligenza creativa e attraverso il fare si manifesta il pensiero. Con le mani si tocca, si sente, si plasma, si stringe, si afferra, si raccoglie, si semina, si lancia, si tiene serrato, si chiude, si apre…

“con le mani si sperimenta il mondo!” 19


ARRIVA IL GENERALE FENDERCI? DI O M IA SS PO E M CO O! RN VE IN Fonte dati NIH - NCCIH Pub No.: D444 Contro la normale influenza, gli approcci alternativi alla medicina convenzionale non sono efficaci.. ma contro i colpi di freddo e il raffreddore? qualcosa si può fare! • Integratori di zinco • lavaggi nasali o suffumigi, • latte e miele come rimedio notturno per calmare la tosse dei bambini (attenzione almeno di un anno di età!), • Vitamina C per chi è sottoposto a stress fisico severo, Dott. • probiotici e meditazione. Giorgio Gori Nessun vaccino può proteggervi contro il raffreddore, ma vi proBiologo Nustrizionista tegge nei confronti dell’influenza.Vediamo invece tra la medicina alternativa quali sono stati i rimedi dimostratisi veramente efficaci nei confronti del raffreddore: 1. Ginseng (Panax quinquefolius) : Un aggiornamento del 2011 di questi studi ha concluso che l’erba non ha mostrato di ridurre il numero di raffreddori, anche se può accorciare la lunghezza del raffreddore 2. Echinacea: Almeno 24 studi hanno testato l’echinacea per vedere se può prevenire raffreddori o alleviare i sintomi del raffreddore. Una completa valutazione aggiornata al 2014 ha concluso che l’echinacea non ha dimostrato un convincente miglioramento. Tuttavia, almeno alcuni prodotti di echinacea potrebbero avere un effetto debole. 3. Zinco: Una valutazione del 2012 di 17 studi di vari tipi di pastiglie di zinco, compresse o sciroppo hanno dimostrato che lo zinco può ridurre la durata del raffreddore negli adulti. Due valutazioni di tre studi di alte dosi di acetato di zinco negli adulti, condotti nel 2015 e nel 2016, hanno scoperto che ci sono effettivi benefici. 4.Vitamina C: la valutazione della grande quantità di ricerche effettuate sulla vitamina C e raffreddore (29 studi che hanno coinvolto più di 11.000 persone) ha concluso che l’assunzione di vitamina C non previene il raffreddore nella popolazione generale e lo riduce solo leggermente. L’assunzione di vitamina C solo dopo aver avvertito i sintomi del raffreddore quindi non influenza la lunghezza o la gravità del raffreddore. 5. Probiotici: Un aggiornamento al 2015 di 13 studi ha trovato un po’ di prove che suggeriscono che i probiotici possono ridurre il numero di raffreddori e altre infezioni del tratto respiratorio superiore e la lunghezza delle malattie, ma la qualità delle prove è stata bassa o molto bassa. 6. Meditazione: Ridurre lo stress e migliorare la salute generale può proteggere contro raffreddori e altre infezioni respiratorie. In uno studio del 2012 finanziato dal National Center and Integrative Health (NCCIH), gli adulti di età compresa tra i 50 e i più anziani sono stati assegnati in modo casuale: a. alla meditazione, al fine di ridurre lo stress associato; b. ad esercizio fisico; c. altri non hanno ricevuto alcun intervento. La gente nel gruppo di meditazione hanno avuto infezioni respiratorie acute più brevi e meno gravi (la maggior parte dei quali erano raffreddori). L’Esercizio ha avuto anche qualche beneficio, ma non tanto quanto la meditazione. Buona salute a tutti! 

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IDENTIKIT COLISSEUM Il gruppo di lavoro Colisseum si compone di diverse figure professionali, ma oltre alla loro professionalità vogliamo presentarvi il loro sorriso. Ecco i sorrisi di Colisseum!

ess rsi fitn sturale e 9 o c o i «Facc nastica po to 3/6 e 6/ s, gin i nuo esco” (pilate dolce) Corsrase "non ri tica lla f ginnas il "non" da n 2017!!!» Togli ... buo

Alessia ro ndiet i e r , na ò tor da capo vanti u p o e a iar re sun “Nes ricomincpuò anda le” e ue fina hiunqecidere il c a m ed «Ciao a tutti siamo Alessandro e Gianluca, fisioterapisti presso la sede di Cantù. Il nostro lavoro consiste nell'accompagnare i pazienti attraverso un iter riabilitativo che vede protagonisti, accanto a noi, coloro i quali hanno subito un "danno", di qualsiasi natura esso sia. La fisioterapia tradizionale a secco e l'idrokinesiterapia sono gli strumenti di cui disponiamo, unitamente a professionalità e passione, per supportare questo percorso. Il nostro obiettivo primario è, infatti, quello di consentire un recupero delle funzionalità ottimali, migliorandone la condizione psico-fisica ed alimentando lo stato di benessere dei pazienti.

Alessandro e Gianluca


«Sono Elena, Lavoro presso Colisseum Village come istruttore di nuoto, acquaticità neonatale, e acquafitness»

Elena «Ciao a tutti! Uhm... Sentite per caso della musica allegra e festaiola provenire dalla piscina??Eccomi, sapete allora dove trovarmi! Non a caso mia madre mi dice che non riesco mai a stare ferma... Amo tutto ciò che è movimento, novità e creatività! Peccato che la giornata sia solo di 24 ore e che ogni tanto mi tocca anche dormire...!!!

Chiara

Mi chiamo Chiara e da ormai 7 anni (di già??) svolgo attività presso le diverse sedi Colisseum. Partita inizialmente come istruttrice di nuoto, ho poi arricchito il mio bagaglio professionale fino ad occuparmi di tutte le attività “acquatiche” presenti nella nostra Cooperativa. Amo tantissimo questo lavoro, fatto di sorrisi e di soddisfazioni che ti regalano ogni giorno i tuoi allievi. Mi occupo inoltre dei trattamenti massoterapici e, nel periodo estivo, contribuisco nelle attività del Summer Camp. Non potrei chiedere niente di più! Spero nel nuovo anno che ci attende di avere sempre la passione e l'entusiasmo per fare al meglio il mio lavoro. Chiara»


Ti aspeiamo al CARNEVALE CANTURINO 2017 Colisseum sarà presente con le sue coerograe sul carro del gruppo Bentransema Domenica 19 febbraio 2017 Domenica 26 febbraio 2017 Sabato 4 marzo 2017

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Gocce di colisseum 1 2017