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Le produzioni, l’ambiente, l’alimentazione

Coldiretti Cremona Informa, Anno VI NewsLetter

Informazione online Venerdì 15/07/2011 – Anno VI, Numero 27 Suinicoltura. Coldiretti Cremona: Situazione insostenibile, piano di emergenza Made in Italy. Finalmente in vendita il superpomodoro al triplo antiossidante Inflazione. Vola il prezzo della frutta, che crolla nei campi Coldiretti Lombardia. Regole e priorità per lo sviluppo dell’agricoltura Avvisi. Più tempo per le opere PSR // BSE, campionamenti sopra i 72 mesi Emergenza nutrie. Sopralluoghi nel territorio casalasco, il video Informazione online. Nuovi video sul sito www.cremona.coldiretti.it In agenda. Bollettino diabrotica / Tabella Mercati / Agricoltura online e in tv …………………………………………………………………………

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Coldiretti Cremona: Suinicoltura, situazione insostenibile “Da tempo stiamo denunciando l’insostenibile situazione del comparto suinicolo. Gli allevamenti sono letteralmente schiacciati da costi crescenti, dai prezzi dell’alimentazione agli oneri burocratici, ai quali non corrisponde, dall’altra parte, un’equa remunerazione dei suini. La qualità, la sicurezza, la bontà dei prodotti della suinicoltura italiana, in una parola l’eccellenza che nasce nei nostri allevamenti, non trovano il giusto riconoscimento economico. E, dato il perdurare della crisi, sappiamo bene che molte aziende sono veramente a rischio chiusura”. A parlare è il Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli, che torna a ribadire la necessità di mettere in campo tutte le strategie necessarie a tutela del comparto e delle imprese agricole. “Con oltre un milione di suini allevati, Cremona rappresenta insieme a Mantova e a Brescia il 73% del patrimonio regionale – prosegue Solfanelli –. Da questi allevamenti giungono produzioni d’eccellenza, indissolubilmente legate alla nostra terra e alla nostra agricoltura. Imprese agricole e produzioni che è nostro dovere tutelare e promuovere, a difesa di un comparto che è tra i fiori all’occhiello della nostra economia”. Qualche dato testimonia la portata della crisi: basti dire che in Lombardia gli allevamenti sono passati dai 4.341 del 2007 ai 3.530 del 2010, con una differenza negativa di oltre 800 stalle (quasi il 19 per cento). Per questo Coldiretti ha recentemente sottoposto alla Regione Lombardia una serie di misure urgenti “salva aziende”: dalla proroga delle rate dei mutui all’abbattimento almeno parziale dei tassi di interesse sui finanziamenti, oltre a un impegno preciso a fare pressione sul Governo per l’approvazione del decreto applicativo sull’obbligo dell’indicazione di origine, considerato il fatto che nel 2010 in Italia le importazioni di animali vivi e di carni fresche, congelate e lavorare hanno sfondato il tetto dei 511 milioni di euro.


Si riporta parte del documento presentato da Coldiretti Lombardia all’Assessore Regionale all’Agricoltura De Capitani

LE NOSTRE RICHIESTE ALLA REGIONE LOMBARDIA Per accompagnare le aziende suinicole in questo momento di assoluta difficoltà, sono necessari interventi a 2 livelli: 1. interventi nel breve e brevissimo periodo, per ridare fiato e ossigeno alle imprese, permettendo loro di recuperare la liquidità persa in questi anni di crisi; 2. interventi nel medio-lungo periodo, con una politica di programmazione e ristrutturazione del comparto, per ritrovare e recuperare nella filiera il valore aggiunto ad oggi mancante.

INTERVENTI URGENTI a) INTERVENTO REGIONALE PER ABBATTIMENTO INTERESSI SU FINANZIAMENTI La Regione Lombardia deve intervenire per sostenere il fabbisogno finanziario delle imprese suinicole legato alle esigenze di funzionamento aziendale tramite Finlombarda e il supporto dei Consorzi Fidi agricoli con un contributo in abbattimento di almeno due punti percentuali dei tassi di interesse praticati sui finanziamenti erogati dagli istituti di credito. La Regione inoltre deve assumere il ruolo di “Cabina di Regia” garantendo tempi rapidissimi nell’attuazione dell’intervento. b) SOSTEGNO AD UN ACCORDO-QUADRO NAZIONALE PER UNA MORATORIA SUI MUTUI DELLE IMPRESE SUINICOLE E’ fondamentale che Regione Lombardia si faccia parte attiva per concretizzare gli interventi già individuati per arrivare a postergare per almeno 2-3 anni le rate dei finanziamenti in essere per le imprese suinicole, per dare loro liquidità di spesa nel breve periodo. Nel concreto deve essere un accordo quadro con il sistema bancario, mirato alle imprese suinicole, che permetta di superare la diffusa diffidenza verso il comparto, deve prevedere interventi/prodotti bancari che portino a postergare per almeno 2-3 anni le rate dei finanziamenti in essere, sia per le aziende con posizioni in regola, sia per le aziende in bonis e deve ottimizzare le possibilità offerte da ISMEA e, nello specifico, da SGFA, che ha lo scopo di migliorare la gestione finanziaria dell’impresa agricola e di favorire un più facile accesso al credito. c) SOSTENERE L’ORIGINE IN ETICHETTA La Regione Lombardia deve farsi parte attiva perché venga formulato ed attivato quanto prima per la filiera suinicola il decreto applicativo della legge sull’obbligo dell’origine in etichetta. d) REGOLAMENTAZIONE DEGLI IMPIANTI AGROENERGETICI La Regione Lombardia deve intervenire per regolamentare la produzione di energie da fonti rinnovabili ed evitare speculazioni e azioni discorsive sul territorio (biogas con l’utilizzo di trinciato di mais e fotovoltaico a terra), che falsano il mercato degli affitti dei terreni, nonché l’approvvigionamento locale di materie prime. E’ bene promuovere gli


impianti che producono energia “pulita” partendo da sottoprodotti e scarti (vedasi reflui zootecnici), ma non è accettabile incentivare impianti che utilizzano materie prime nobili e sono sovra-dimensionati rispetto all’azienda. Questi ultimi devono quanto meno essere necessariamente assoggettati ad un regime fiscale adeguato, non certo agricolo.

INTERVENTI A MEDIO-LUNGO TERMINE a)

SOSTENERE PRESSO IL MINISTERO LA RIPRESA DI UN PIANO DI SETTORE COME STRUMENTO STRATEGICO DOTATO DI UNA ADEGUATA COPERTURA FINANZIARIA.

b)

RIDURRE LA BUROCRAZIA E’ necessario che la Regione semplifichi ulteriormente e ottimizzi i controlli e gli aspetti burocratici che appesantiscono e rallentano la gestione aziendale

c)

IMPLEMENTARE IL PSR Attivare nuove linee di credito/interventi nei PSR per agevolare gli ammodernamenti degli impianti, soprattutto alla luce delle norme per il benessere degli animali. Anche in questo caso è importante che sia prevista una “burocrazia snella”.

d)

PUNTARE A UN CONTRATTO-TIPO CON PREZZO INDICIZZATO Promuovere e coordinare la struttura di un contratto-tipo di fornitura degli animali, che garantisca i diritti e doveri di allevatori e macellatori, analogamente a ciò che accade per altre produzioni agricole (es. contratto 103 per il mais). Tale contratto dovrebbe basarsi anche su un nuovo modello per la formazione del prezzo, costruito su basi economico-statistiche tenendo conto di diversi indici facilmente rilevabili come i prezzi degli animali e delle carni (in Italia e nei principali mercati di approvvigionamento esteri), dei costi di produzione (il CREFIS dovrebbe già avere una base di lavoro), dei costi dell’energia dei trasporti, ecc… Si tratta di modelli già messi in atto con successo per altre produzioni-filiere in Italia (es. Inalpi) e all’estero (es. Spagna, Olanda e Danimarca). E’ importante prevederne la regia di Regione Lombardia che potrebbe incentivare l’utilizzo del contratto-tipo quale pre-requisito per accedere ai finanziamenti pubblici (sia per le imprese agricole che per le imprese di macellazione).

e)

CONTROLLARE I CONSORZI DI TUTELA Azionare i controlli verso i vari Consorzi di Tutela per quanto le Regioni hanno in loro potere di effettuare, non per affossarli ma perché compiano quell’azione che gli è propria: tutelare veramente u n prodotto fatto secondo ferrei disciplinari. Oggi assistiamo sempre più cosce DOP e suini italiani che con il loro nome trascinano la vendita di quelle chiamate nostrane, caserecce, nazionali e che di nostrano, casereccio nulla hanno; costano meno allo stagionatore ed anche al consumatore finale, il quale è comunque ingannato (o peggio frodato).

Ad esempio non è più accettabile che parlando di Prosciutto di Parma possano far parte del consorzio di tutela “tutte le aziende a prescindere dal quantitativo di prosciutti di Parma prodotti dalla stessa”. Così cita il nuovo statuto consortile del Parma, approvato dal Mipaf con decreto del 01.12.2004. Questo ha fatto sì che 54.000.000 di cosce estere possano essere stagionate con le 9.000.000 veramente italiane.


SALUTE: IN VENDITA IL PRIMO SUPERPOMODORO CON TRIPLO ANTIOSSIDANTE Coldiretti: è il risultato di un progetto tutto italiano dal campo alla tavola Potrà essere finalmente acquistato sul mercato nazionale tra pochi giorni il primo superpomodoro naturale tutto Made in Italy con un contenuto di licopene tre volte superiore rispetto alle varietà di pomodoro vendute per il consumo fresco e più elevato del 58% rispetto a quelle coltivate per la trasformazione, che secondo numerosi studi scientifici risulta essere un antiossidante efficace contro l’invecchiamento, nella prevenzione delle malattie cardio-vascolari e anche dei tumori alla prostata. La presentazione è avvenuta nella sede della Coldiretti dove il Presidente Sergio Marini ha sottolineato che “si tratta di un successo tutto italiano perché risultato di una sperimentazione realizzata nei campi nazionali e coltivato, trasformato e venduto dalle cooperative del Consorzio Interregionale Orto-frutticoli (CIO) e del Consorzio Casalasco del Pomodoro, che aderiscono al progetto per “Una filiera agricola tutta Italiana” della Coldiretti. Il superpomodoro italiano è stato ottenuto dopo anni di ricerca e sperimentazione con metodi del tutto naturali, che hanno permesso di individuare una varietà ad elevato contenuto di licopene adatta alla coltivazione nei terreni nazionali, senza ricorrere ad Organismi geneticamente modificati. La tipologia di pomodoro selezionata ha una pezzatura delle bacche di circa 70 grammi, forma rotondeggiante, buccia liscia e più rossa ma, oltre ad avere un maggior contenuto in licopene, è anche, organoletticamente parlando, più gustosa. Nel 2010 la varietà di superpomodoro è stata quindi coltivata in campo da una trentina di aziende agricole localizzate soprattutto in Emilia Romagna e Lombardia, ma anche in Piemonte e Veneto, aderenti al sistema del CIO, secondo metodi di coltivazione integrata, cioè nel rispetto di disciplinari di produzione che orientano i produttori verso processi produttivi rispettosi dell’ambiente, che valorizzano metodi conservativi delle risorse naturali (acqua, suolo, energia) e quindi ecologicamente, economicamente e socialmente sostenibili. Il prodotto raccolto dal campo è stato inviato presso lo stabilimento del Consorzio Casalasco del Pomodoro in Rivarolo del Re (Cremona) per la trasformazione industriale, che consente di esaltare le proprietà del licopene presente. Infatti secondo recenti studi scientifici, il licopene è maggiormente disponibile nel pomodoro cotto, perché la sua molecola, per attivarsi e combattere i radicali liberi, ha bisogno di essere spezzata e questo avviene durante la cottura. Risultati: una superpolpa e una superpassata di pomodoro con il più elevato contenuto di licopene, ma anche caratterizzate da qualità organolettiche uniche, che possono essere acquistate sul mercato per la prima volta in Italia dove sono in vendita con il marchio Pomì L+. Si tratta dell’unico pezzo di Parmalat salvato dalla conquista straniera grazie all’acquisizione realizzata dagli agricoltori associati alle cooperative del CIO e del Consorzio Casalasco del Pomodoro per valorizzare la produzione italiana dal campo alla tavola. A 150 anni dall’Unità d’Italia si tratta di una vera rivoluzione per il prodotto più rappresentativo dell’identità nazionale e componente di base della dieta mediterranea.


“E’ possibile fare ricerca con risultati concreti che rispondono a reali esigenze dei produttori e dei consumatori senza ricorrere a metodi innaturali come la manipolazione genetica”, ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “è più facile il trasferimento delle innovazioni dal campo alla tavola quando è più diretto il rapporto tra produttori e consumatori come nel progetto della Coldiretti per ‘la filiera agricola tutta italiana’ che punta ad offrire prodotti al cento per cento italiani firmati dagli stessi agricoltori”. “CIO ha aderito sin dall’inizio ad “Una filiera agricola tutta italiana“ perché questo progetto di Coldiretti rappresenta non solo il nostro modo di fare filiera ma anche l’obiettivo principale del nostro essere cooperativa”, ha affermato Marco Crotti, Presidente del Consorzio Interregionale Ortofrutticoli (CIO) nel sottolineare che “Pomì L+ vuole essere la risposta concreta a questo progetto: una passata di pomodoro 100% italiano, dal seme alla trasformazione, che nasce nei nostri campi per dare risposta alle richieste del consumatore. Partendo da esigenze di salubrità e gusto abbiamo ottenuto un pomodoro non geneticamente modificato ma altamente innovativo, particolarmente gustoso e che strizza l’occhio alla salute”. “Il superpomodoro è caratterizzato da un contenuto triplo di licopene, un prodotto del tipo alfacarotene, che esercita un’azione preventiva nell’insorgenza dei tumori della prostata nel maschio e degli annessi nella femmina”, ha affermato il prof. Giorgio Calabrese docente di Alimentazione e Nutrizione Umana all’Università Cattolica nel sottolineare che “la maggiore temperatura ne favorisce il maggior contenuto e il migliore assorbimento a livello intestinale”. “Utile ai piccoli per crescere sani, agli adulti per vivere in modo granitico e agli anziani per prolungare la funzionalità di un corpo che - ha precisato Calabrese - nella vita ha superato abbastanza difficoltà anche organiche. Per quasi la metà degli italiani (45%) la pasta al sugo di pomodoro è il simbolo culinario dell’Unità d’Italia che accomuna gli italiani a tavola del sud, del centro e del nord e batte, anche se di poco, la pizza che raggiunge il 39% delle preferenze mentre percentuali residuali riguardano altri cibi che si sono affermati nella tradizione culinaria Made in Italy come il gelato, la bruschetta con olio d’oliva e il minestrone di verdure che non superano il 3% e l’insalata caprese con appena l’1%, secondo il sondaggio sul sito www.coldiretti.it. ll pomodoro è il condimento più acquistato dagli italiani che si stima consumino in famiglia circa 550 milioni di kg di pomodori in scatola o in bottiglia all’anno. Ogni famiglia durante l'anno acquista almeno 31 kg di pomodori trasformati; ad essere preferiti sono stati nell'ordine i pelati (12 Kg), le passate (11 Kg), le polpe o il pomodoro a pezzi (5 Kg) e i concentrati e gli altri derivati (3 Kg). Nel settore del pomodoro da industria sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 85.000 ettari, 178 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 20mila persone, con un valore della produzione superiore ai 2 miliardi di euro. La produzione italiana di pomodoro destinato alla trasformazione industriale nel 2011, secondo le quantità contrattate dalle industrie, sarebbe di 5,5 milioni di tonnellate, in calo del 14 per cento rispetto ai 6,4 milioni di tonnellate nel 2010. Si tratta - precisa la Coldiretti - dell’effetto della contrazione dei campi coltivati nel 2011 che si sono ridotti a 74.087 ettari, a fronte dei 79.208 dello scorso anno. Ad aumentare sono invece gli arrivi dall’estero. Sono infatti quasi raddoppiate nel primo trimestre del 2011 le importazioni di concentrato di pomodoro straniero (+81%) con gli arrivi dagli Stati Uniti che sono addirittura quadruplicati (+290%) mentre crescono anche quelli dalla Cina (+34%) che si conferma il primo fornitore dell’Italia, nonostante i noti problemi qualitativi e di scurezza alimentare. La Cina ha iniziato la coltivazione di pomodoro per l’industria nel 1990 e oggi, dopo aver superato l’Unione Europea, rappresenta il secondo bacino di produzione dopo gli Stati Uniti. Dalle navi sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Ogni giorno in media arrivano dalla Cina, nei porti italiani, oltre mille fusti di concentrato di pomodoro che finisce sulle tavole mondiali come condimento tipico dei piatti Made in Italy. Una situazione insostenibile per i consumatori e i produttori del Made in Italy che - conclude la Coldiretti - provoca danni economici diretti e di immagine al prodotto “nostrano” sul quale pesano gli effetti di una concorrenza sleale dovuta a situazioni di dumping sul piano sanitario, ambientale e sociale.


INFLAZIONE: VOLA LA FRUTTA (+14 %) CHE CROLLA IN CAMPI (-20%) La moltiplicazione dei prezzi della frutta dal campo alla tavola spinge gli alimentari al top Volano i prezzi della frutta fresca sugli scaffali con un aumento del 14 per cento rispetto allo scorso anno, superiore a quello della benzina, ma nei campi è crisi profonda con una diminuzione dei compensi riconosciuti agli agricoltori del 20 per cento, con conseguenze drammatiche sui redditi delle imprese agricole. E’ quanto denuncia la Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi al mese di giugno che evidenziano un aumento dell’inflazione con gli alimentari al top da 2 anni (+3,0 per cento) che è dovuto anche alle distorsioni e alle speculazioni che si verificano nel passaggio della frutta dal campo alla tavola. A causa delle distorsioni, delle inefficienze e delle eccessive intermediazioni nel passaggio della frutta dall’azienda agricola al carrello della spesa - sottolinea la Coldiretti - i prezzi almeno triplicano, ma possono aumentare anche di 5 o 6 volte. Quest’estate si è allargata senza giustificazioni - sottolinea la Coldiretti - la forbice dei prezzi della frutta fresca tra produzione e consumo. Una situazione che danneggia gli agricoltori costretti a lavorare in perdita ma - precisa la Coldiretti - anche i consumatori che potrebbero acquistare maggiori quantità e a condizioni più vantaggiose. Una situazione aggravata dalla mancata firma da parte della Grande Distribuzione Organizzata dell’accordo interprofessionale per la campagna di raccolta 2011 alla quale la Coldiretti chiede un forte atto di responsabilità. Gli esempi non mancano secondo le elaborazioni Coldiretti su dati del servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. Le pesche gialle - conclude la Coldiretti vengono pagate agli agricoltori 36 centesimi al chilo, ma ai consumatori costano in media 1,95 euro al chilo con un ricarico del 442 per cento (piu’ di cinque volte), le albicocche 0,74 euro al chilo al produttore e 2,40 euro al chilo per i consumatori con un ricarico del 224 per cento (piu’ di tre volte) mentre i cocomeri passano da 0,19 euro al chilo in campo a 0,70 euro al chilo sulla tavola con un aumento del 268 per cento (oltre tre volte e mezzo) ed i meloni da 0,36 euro al chilo a 1,4 euro con un ricarico del 288 per cento (quasi triplicano).

I PREZZI DELLA FRUTTA DAL CAMPO ALLA TAVOLA Prodotto Pesche gialle Albicocche Cocomeri Meloni

Al produttore (euro) 0,36 0,74 0,19 0,36

Al consumatore (euro) 1,95 2,40 0,70 1,40

Ricarico + 442% + 224% + 268% + 288 %

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su dati Sms consumatori relativi al 13 luglio 2011


COLDIRETTI LOMBARDIA: Burocrazia semplificata e regole su bioenergie e suolo per un nuovo sviluppo dell’agricoltura lombarda Burocrazia semplificata, difesa del suolo, agroenergie “a misura di cascina”, Expo e filiera agricola diretta verso i consumatori. Sono queste le proposte presentate martedì da Coldiretti durante l’incontro in Regione Lombardia con il Presidente Roberto Formigoni per l’illustrazione del Documento strategico annuale all’interno del Patto per lo sviluppo. Anche in vista dell’Expo – spiega Coldiretti Lombardia – serve una vera “cabina di regia” in grado di valorizzare il territorio e la filiera con una rete di accoglienza che faccia perno sulle cascine e sugli agriturismi, con una valorizzazione del settore agricolo non solo dal punto di vista produttivo tradizionale, ma anche con le nuove attività legate al sociale, al wellness e alle vendite dirette con i farmers’ market, i negozi in cascina e le botteghe di Campagna Amica. “Ma per facilitare il lavoro delle aziende – commenta Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia - bisogna semplificare e unificare documenti e procedure burocratiche, con una valorizzazione dei centri agricoli di assistenza alle imprese attraverso la gestione dei fascicoli aziendali mentre per il rapporto con i consumatori e il potenziamento del ciclo economico dobbiamo rendere più trasparenti i prodotti attraverso un’etichetta chiara sull’origine e con tutte le informazioni necessarie per un acquisto consapevole, potenziando anche le occasioni di contatto fra agricoltori e consumatori”. Le bioenergie sono poi un altro fronte dello sviluppo – spiega Coldiretti - ma devono restare un’opportunità all’interno del lavoro nei campi e non una scelta sostituiva: quindi gli impianti a biogas non devono essere superiori a 1 megawatt e i pannelli fotovoltaici devono finire sui tetti e non sui terreni. Bisogna mettere regole precise al consumo di suolo – continua la Coldiretti - sia per quanto riguarda la quantità di superficie che viene usata per le infrastrutture che per i risarcimenti da garantire alle aziende agricole a fronte di sottrazioni di terreno che le danneggiano sia dal punto di vista produttivo che economico. Infine anche sul fronte dei Parchi sono necessari – secondo Coldiretti Lombardia – un funzionamento meno burocratico di questi enti di tutela e una migliore rappresentanza della parte agricola quale espressione imprescindibile del territorio in cui il Parco opera.


EMERGENZA NUTRIE: SUL SITO DI COLDIRETTI CREMONA IL VIDEO DEI SOPRALLUOGHI CHE DOCUMENTA I GRAVI DANNI NEL TERRITORIO CASALASCO In un percorso a tappe nel territorio casalasco, Coldiretti Cremona ha documentato – con foto e riprese video – gli ingenti danni prodotti dalle nutrie. Il materiale così raccolto rappresenta una ulteriore conferma della gravità della situazione, già descritta da Coldiretti Cremona attraverso una lettera a firma del Direttore Simone Solfanelli, indirizzata nel maggio scorso al Prefetto della Provincia di Cremona Tancredi Bruno di Clarafond, all’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia Giulio De Capitani, al Presidente della Provincia di Cremona Massimiliano Salini e all’Assessore provinciale all’Agricoltura Gianluca Pinotti. Coldiretti ha chiesto un intervento immediato e drastico. Sul sito di Coldiretti Cremona (all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it) è possibile vedere il servizio tv girato nelle campagne di Casalbellotto, Vicobellignano, Spineda e Casteldidone (già trasmesso nell’ambito della trasmissione W l’Agricoltura ed ora disponibile anche online). Le immagini e le testimonianze degli imprenditori agricoli mostrano con chiarezza il grave danno imputabile alle nutrie.

Altri ‘video’ sul sito di Coldiretti Cremona: Si arricchisce la proposta di video inseriti sul sito di Coldiretti Cremona. Ecco, di seguito, le nostre ‘segnalazioni’ della settimana.

Nuovi video (alla voce GIOVANI IMPRESA): - Gianna e Giacomo Maghenzani: al via al Boschetto l’agrinido Piccoli Frutti - Stefano Rho: dall’impresa suinicola nasce il Punto Campagna Amica - Carlo, Marco, Nicola e Simone Pasquali: allevatori e produttori di energia

Il nostro indirizzo è www.cremona.coldiretti.it


AVVISI ALLE IMPRESE

Più tempo per realizzare le opere dei PSR La Regione Lombardia ha comunicato ai beneficiari di alcune misure del PSR la possibilità di realizzare le opere chieste in domanda avendo qualche mese in più di tempo. Nel dettaglio, la tabella che segue precisa le nuove scadenze da rispettare: Misura 121 121 125 B 226 311 A 311 B 311 C 323 C

Periodo 4° 4° 1° 1° 4° 3° 3° 2°

Nuovo termine per realizzare gli interventi 01 marzo 2012 01 gennaio 2012 (*) 30 settembre 2012 30 settembre 2012 01 marzo 2012 01 marzo 2012 01 marzo 2012 30 settembre 2012

(*) per le imprese che dovevano presentare domanda di pagamento del saldo entro e non oltre 10 mesi dalla pubblicazione sul BURL del provvedimento di ammissione a finanziamento, successivamente estesi a 13 mesi.

BSE, campionamento sopra i 72 mesi A seguito di una decisione della Commissione Europea (n. 2011/358/UE), dal 1° luglio l'Italia può aumentare il limite di età dei bovini da sottoporre a campionamento per Bse a 72 mesi (per i capi regolarmente macellati) e a 48 mesi per le categorie a rischio (macellazione d'urgenza o differita, morte). Questa disposizione riguarda anche i bovini provenienti dagli scambi intracomunitari tra 26 Stati Membri: Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Irlanda, Grecia, Spagna, Francia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Ungheria, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Isole Normanne e Isola di Man. Per i bovini nati negli Stati Ue non inclusi nella lista e nei Paesi Terzi (inclusa la Repubblica di San Marino) ma macellati nel nostro Paese - indipendentemente se abbiano soggiornato negli Stati membri autorizzati alla nuova sorveglianza - dovrà essere eseguito il campionamento degli animali di 24 mesi per le categorie a rischio e di 30 mesi per la categoria di quelli regolarmente macellati

Il bollettino diabrotica è sul nostro sito Ricordiamo che sul sito di Coldiretti Cremona (www.cremona.coldiretti.it) viene pubblicato il “bollettino diabrotica”, a cura del Servizio Fitosanitario di Regione Lombardia, in collaborazione con l’Ersaf. Il bollettino offre un costante monitoraggio della presenza di diabrotica nel territorio, informando gli agricoltori in merito all’evolversi della situazione nelle campagne della provincia di Cremona e di tutta la regione Lombardia.


“Scatta la Campagna”, concorso fotografico “Scatta la Campagna”: è questo il titolo del concorso fotografico nazionale promosso dalla Fondazione Campagna Amica e La Nuova Ecologia, in collaborazione con Coldiretti e Legambiente e con il Patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali. La prima edizione dell’iniziativa ha preso il via a marzo e proseguirà fino al 31 luglio 2011. L’intento è rappresentare la relazione di fiducia, quasi di familiarità, che si stabilisce fra produttori e consumatori nel contesto dei Farmer’s Market e i Mercati di Campagna Amica. Il concorso prevede due categorie, la prima relativa ad immagini realizzate con fotocamere professionali o semiprofessionali e la seconda per immagini realizzate con fotocamere integrate all’interno di cellulari (o comunque apparecchi a bassa definizione), ed un premio speciale per “i volti della campagna”. I premi saranno prodotti ortofrutticoli e zootecnici offerti da Coldiretti per i primi classificati delle 2 categorie e del premio speciale. Coldiretti invita tutti gli appassionati di fotografia (e dei genuini prodotti proposti nel Mercato di Campagna Amica) a prendere parte all’iniziativa. La locandina, con ogni informazione utile, è sul sito di Coldiretti Cremona, all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it.

Mercato di Campagna Amica, il calendario Ricordiamo il calendario del Mercato di Campagna Amica degli agricoltori di Coldiretti in provincia di Cremona: CREMONA. Al Foro Boario ogni venerdì, dalle ore 8 alle 13 CASALMAGGIORE. In Piazza Turati, il sabato mattina SORESINA. Il lunedì, ore 8-13, davanti al Palazzo Comunale PANDINO. Il 2° e il 4° lunedì del mese, in via Umberto I VESCOVATO. Tutti i sabati, in piazza Roma CASTELLEONE. La mattina del sabato in via Garibaldi BAGNOLO CREMASCO. In piazza Aldo Moro, la seconda domenica del mese CREMA. In via Terni, prossimo appuntamento domenica 17 luglio.

Agricoltura e Ambiente sono in tv Ricordiamo che W l’Agricoltura, la trasmissione di agricoltura, ambiente e alimentazione tv proposta da Coldiretti Cremona, va in onda: - ogni giovedì, ore 20.15 circa, su TeleColor e PrimaRete - in replica la domenica, ore 13, su Telecolor.


MERCATI – DA VENERDI’ 8 A GIOVEDI’ 14 LUGLIO 2011

PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA

MILANO

MANTOVA

MODENA

Tonn.

205-207

219-222

209-214

(fino) 223-228

Tonn.

254-255

264-265

261-263

266,0-267

400-402

387,0-392

FRUMENTO tenero buono mercantile

GRANOTURCO ibr. naz. 14% um.

SEMI di SOIA Nazionale

Tonn.

ORZO naz. p.spec. 55-60 p.spec. 66-68

CRUSCA alla rinfusa

Sorgo nazionale

n.q.

Tonn.

199 – 206 193 – 199

211-214 221-223

195-202 211-218

(p.spec. 63-65)

Tonn.

148 – 150

133-134

142,0-145

131,0-132,0

Tonn.

130 – 150 di erba med: 130-150

101-115 n.q.

Magg. 2° taglio in cascina

Medica fienata 1° t.

100 – 110

108-120

FIENO Magg. Agostano

n.q.

n.q.

209-212

115,0-125,0

PAGLIA press. (rotoballe) ’10

Tonn.

SUINI lattonzoli locali

15 kg

3,350

3,340

3,250

3,300

SUINI lattonzoli locali

25 kg

2,410

2,410

2,320

2,400

SUINI lattonzoli locali

30 kg

2,320

2,320

2,210

2,310

SUINI lattonzoli locali

40 kg

2,120

2,100

2,040

2,110

SUINI da macello

156 kg

1,335

1,400

n.q.

SUINI da macello

176 kg

1,395

1,400

n.q.

1,365

1,375

n.q.

MONTICHIARI

da macello 1,120-1,220

SUINI da macello VACCHE FRIS. 1° qualità (p.v.)

VACCHE FRIS. 2° qualità (p.v.)

MANZE scott. 24 mesi

Oltre 176 kg kg.

2,30-2,70

kg.

2,00-2,25

kg.

2,20-2,75

1,15-1,25 MONTICHIARI

0,85-0,98 Vitelloni da macello 24/30 mesi

1,25-1,35

Fieno 1° taglio

130-135

Paglia di frumento press. ball. 60-65

(da 144 a 156 kg)

1,345 (da 156 a 176 kg)

1,399 (da 176 a 180 kg)

1,370

0,86-0,96

Vitelloni femm. da macello pezz. nere (kg. 450-500)

1,01-1,180

1,18 – 1,33


PRODOTTO

Unità di misura

VITELLI baliotti

50-60

fris. (p.v.)

kg.

VITELLI baliotti

50-60

pie blu belga p.v

kg.

BURRO pastorizzato

kg.

3,25-3,30

past. 3,70 centr. 3,90

2,75

kg.

(dolce) 4,95-5,15

5,05-5,20

n.q.

kg.

(piccante) 5,10-5,50

5,25-5,50

n.q.

PROVOLONE VALPADANA fino a 3 mesi

PROVOLONE VALPADANA oltre 3 mesi

GRANA scelto stag. 9 mesi

kg.

CREMONA

MILANO

MANTOVA

2,00-2,40

MONTICHIARI (50/60 kg)

(da 46 a 55 kg)

(50 kg)

2,40-2,70

2,65-3,30

2,00-2,20 3,20-4,25

8,20-8,45

MONTICHIARI

4,10-4,45

4,50-4,90

MODENA

(pregiate 70 kg)

4,46-5,50 Zangolato di creme X burrificaz. 2,40

-PARM. REGGIANO 12 mesi

10,75-11,10

8,20-8,40

8,25-8,50

PARMIGIANO REGGIANO fino a 24 m

12,10-12,45 GRANA scelto stag. 12-15 mesi

kg.

8,75-8,90

8,70-9,10

8,80-9,05

PARMIG. REGG. 30 mesi e oltre

13,30-13,70

N.B. Le quotazioni del bestiame bovino e del foraggio sul mercato di Cremona avvengono il 1° e il 3° mercoledì del mese. Questo dato, conseguentemente, va letto ed interpretato con la dovuta attenzione rispetto agli altri dati pubblicati. Le quotazioni del mercato di Milano avvengono in due giorni separati: il martedì per il comparto dei cereali e derivati, il lunedì per quello zootecnico che fa riferimento a Montichiari. Anche questo aspetto va tenuto in considerazione nel confronto dei dati qui riportati. Il mercato di Mantova avviene in un solo giorno e cioè il giovedì. Modena il lunedì.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DELLA TABELLA MERCATI - INSIEME AI COLLEGAMENTI ALLE PRINCIPALI BORSE SONO SUL SITO www.cremona.coldiretti.it W l’Agricoltura – Coldiretti Cremona Informa Vi dà appuntamento alla prossima settimana

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