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CREMONESE

Tariffa R.O.C. Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, dcb Cremona Autorizzazione Tribunale di Cremona 25/07/1951 n. 33 del Registro

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Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Cremona

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ANNO 65 numero 6 novembre/dicembre 11

A tutti i Soci Coldiretti Cremona

augura Buone Feste


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Direzione, Redazione, Amministrazione Via Ala Ponzone, 8 - III piano Cremona - Tel. 0372499811 Direttore responsabile Assuero Zampini

Redattore capo Marta Biondi

Hanno collaborato a questo numero Marco Benedini, Giacomo Maghenzani Dianella Mariotti, Massimo Suardi Silvia Trevisi

Fotografie

Bruno Toscani, Marta Biondi Ambrogio Toscani, Mauro Boni

Progetto grafico e impaginazione UP Uggeri Pubblicità Srl

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Questo mensile è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

sommario

2 La manovra così non va 3/4 Intenso lavoro per il futuro dell'agricoltura 5 Natale... vissuto o subìto? 6/7 Coldiretti ai Sindaci: ecco la delibera "salva Made in Italy" 8/9 Il futuro della PAC, convegno 10/11 Economico: latte e suinicoltura 12/13 Congiuntura agricola, analisi 14/15 Direttiva nitrati da 16 a 19 Speciale Giornata Provinciale del Ringraziamento 20 Servizi tecnici: avvisi 21 Datori di lavoro da 22 a 24 Fiscale 26/27 Imprese agricole da premio 29 Informazione alle imprese 30 Nonno Day: la carica dei 501

Il Presidente Sergio Marini

“La manovra così non va, serve un confronto vero” “E’ il senso di responsabilità, e il bene che vogliamo a questo Paese, che ci ha portato a non manifestare in piazza di fronte alle iniquità che questa manovra riserva al settore agricolo”. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento al decreto Salva-Italia in discussione alle Camere. “L’emendamento che prevede la differenziazione sostanziale del trattamento fiscale di chi il terreno lo usa per vivere e lavorare rappresenta un primo segnale che - ha sottolineato Marini - dovrà però essere esteso come principio e rafforzato nei numeri. E’ evidente che finita “l’emergenza manovra” dovremmo aprire un serrato confronto con il Parlamento e il Governo per riaffermare il ruolo strategico di un settore determinante dell’economia reale, una leva competitiva formidabile per il Made in Italy nel mondo. Ruolo che evidentemente a troppi ancora sfugge”. “E per questo abbiamo consegnato al Presidente del Consiglio Mario Monti e al Governo alcune nostre proposte, per una filiera agricola più trasparente, più competitiva, più rispettosa di tutti. Queste nostre proposte - ha concluso Marini - non possono trovare né l’alibi del poco tempo a disposizione né quello della variazione dei saldi di bilancio in quanto rappresenterebbero emendamenti immediatamente applicabili e a costo zero. Dobbiamo convincerci tutti che equità e crescita sostenibile sono i nuovi beni comuni ai quali il nostro Paese non può derogare in ogni caso ma soprattutto nel settore agricolo, strategico per il Made in Italy”.


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SINDACALE

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Intenso lavoro per garantire il futuro della nostra agricoltura Cari Soci, chiudiamo questo 2011 con alcuni vitali impegni, dai quali dipende il futuro della nostra agricoltura. In primo luogo, l’impegno a mettere in campo tutta l’energia necessaria per far passare una riforma della Politica agricola

comune più equa, tale da garantire che le risorse vadano agli agricoltori professionali, quelli che lavorano e vivono di agricoltura. Un impegno ribadito dal Presidente Sergio Marini, protagonista in terra cremonese, lo scorso novem-

Il Presidente Sergio Marini con il Commissario Europeo all’agricoltura Dacian Ciolos. Il 29 novembre a Roma, a Palazzo Rospigliosi, si è svolto uno storico summit sulla riforma della Politica Agricola, al quale hanno partecipato anche il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania e il Presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro.

Eugenio Torchio Delegato Confederale Coldiretti Cremona

bre, in occasione del Forum nazionale dell’agroalimentare. Nel percorso della riforma Pac, Coldiretti sta mettendo in campo tutta la sua forza, tutta la sua autorevolezza, nel pressing verso le Istituzioni nazionali e comunitarie, con l’obiettivo di modificare una proposta di riforma che penalizza l’agricoltura italiana, fiore all’occhiello dell’agricoltura europea. Basti ricordare che la proposta della Commissione Ue sulla Pac per il 20142020 prevede tagli all’agricoltura italiana per 1,4 miliardi. Per Coldiretti è fondamentale che la definizione di agricoltore attivo sia demandata alla Stato membro, e su questo stiamo tenacemente operando. Il Presidente Marini lo ha ribadito al Commissario Europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, nel corso dello storico summit svoltosi il 29 novembre a Roma a Palazzo Rospigliosi, al quale hanno partecipato anche il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania e il Presidente della commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro. Per quello che riguarda il nostro Paese – torniamo ad affermarlo – “l’agricoltore attivo” è l’imprenditore agricolo professionale, singolo o

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l'Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm

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associato, nelle forme individuate dalla normativa nazionale vigente sulla base dell’incidenza del tempo dedicato al lavoro agricolo sul lavoro complessivo e dell’incidenza del reddito agricolo sul reddito totale da lavoro. Questo significa premiare chi realmente vive di agricoltura e non, invece, le rendite degli “agricoltori da salotto”. Altro impegno con il quale iniziamo il 2012 è quello di continuare ad operare per porre fine all’utilizzo di soldi pubblici rivolti ad imprese che, all’estero, usano tali risorse per fare concorrenza ai veri prodotti italiani. Emblematica è la nostra denuncia del “caso Simest”, la Società compartecipata del Ministero dello Sviluppo Economico che utilizza risorse statali per finanziare all’estero la produzione e la diffusione di falso Made in Italy: dal culatello prodotto con carne statunitense alla bresaola uruguaiana. Non è più tollerabile che lo Stato sostenga economicamente chi, attraverso la delocalizzazione, fa concorrenza sleale agli imprenditori agricoli che operano in Italia, soprattutto in un momento di crisi come quello attuale. Su questo fronte stiamo stringendo un’alleanza con i Sindaci, con le Amministrazioni regionali e provinciali, con le forze economiche e con tutto il tessuto sociale del Paese. Anche in pro-

SINDACALE vincia di Cremona i Consigli Comunali si stanno esprimendo, attraverso lo strumento della delibera, chiedendo espressamente al Governo di impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione dei prodotti di imitazione (il cosiddetto Italian sounding), agendo invece per la tutela e la promozione del vero made in Italy. In materia di impegni che confermiamo e rinnoviamo, a fine anno, c’è quello di rendere sempre più incisiva l’azione tesa a garantire l’equa remunerazione delle nostre produzioni. L’agricoltura cremonese vanta eccellenze che vanno difese e promosse, dal latte alle carni, dall’ortofrutta all’avicoltura, al florovivaismo. E questo è possibile, operando sempre più e sempre meglio nella realizzazione del progetto per una filiera tutta agricola e tutta italiana. Abbiamo registrato, nel 2011, alcuni segnali di ripresa: elementi non ancora sufficientemente robusti da permetterci di poter parlare di un’inversione di tendenza, ma comunque segnali incoraggianti. Oggi confermiamo, ad esempio, le esportazioni record del grana padano (mi limito a un dato: a fine 2011 le forme esportate saranno 69.065 in più rispetto al 2010) e prendiamo atto che finalmente si è vista un po’ di luce

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anche per i due comparti che negli anni passati hanno sopportato le difficoltà più pesanti, quello suinicolo e quello dei bovini da carne. Ma c’è ancora molto da fare, considerato poi quello che sta avvenendo a livello nazionale con la manovra del Governo. Il senso di responsabilità e il bene che vogliamo a questo Paese ci hanno portato a non manifestare in piazza di fronte alle iniquità che questa manovra riserva al settore agricolo, come ha spiegato bene il Presidente della Coldiretti Sergio Marini. L’emendamento che prevede la differenziazione sostanziale del trattamento fiscale di chi il terreno lo usa per vivere e lavorare rappresenta un primo segnale che dovrà però essere esteso come principio e rafforzato nei numeri. E’ evidente – come spiegato anche dal Presidente Marini – che superata “l’emergenza manovra” dovremmo aprire un serrato confronto con il Parlamento e il Governo per riaffermare il ruolo strategico di un settore determinante dell’economia reale, una leva competitiva formidabile per il Made in Italy nel mondo. Cari Soci, ci lasciamo comunque con gli auguri di un sereno Natale e con l’impegno a proseguire insieme, nel 2012, a tutela di tutte le nostre imprese e della nostra agricoltura.


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RIFLESSIONE

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NATALE … vissuto o subìto ? Carissimi/e, abbiamo celebrato da poco la nostra Giornata di ringraziamento a Dio ed ora ci avviciniamo al Natale, alla solennità del Figlio di Dio che si fa uomo venendo a vivere fra di noi: si incarna nel nostro povero, affascinante mondo. Sappiamo bene quanto tutto ciò abbia cambiato per sempre la vita di tutti; infatti, questa nascita preparerà la Pasqua, cioè al passaggio doloroso della morte alla Luce eterna del Padre con la Resurrezione. Percorso che, da quel lontano giorno in Palestina, ora è aperto anche a noi: nascita, vita, morte, Resurrezione! Certo, in una società ormai molto secolarizzata come l’attuale il vero messaggio del Natale è vissuto da una minoranza. Ci fa piacere farci prendere dalla corsa ai regali, partire per una vacanza, ci fa piacere riposare un po’ di più o stare con parenti, amici; ci fa piacere anche sentirci o essere più buoni. Tutti atteggiamenti o scelte importanti perché abbiamo sempre bisogno di volerci bene e di poterlo dimostrare. Rimane in ombra, però, il significato intrinseco del Natale: Gesù Cristo Bambino. Quel Bambino che ci fa tenerezza ma che è Dio, non solo una creatura nata

in una grotta “al freddo e al gelo” in un paesino che si chiama Bethlemme! E’ Dio che desidera salvarci, tenerci stretti a Lui; che desidera fortemente vivere il suo Natale con noi, soprattutto nelle famiglie dove circola sempre un mare d’affetto. Se, invece, lo confiniamo ai margini, il Natale non lo vivremo ma lo subiremo. “Ma quando venne la pienezza dei tempi, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sottoposti alla Legge, affinché ricevessimo l’adozione a figli”. La “pienezza dei tempi” porta a compimento la volontà di Dio di farsi conoscere, quel processo che noi credenti chiamiamo “Rivelazione”. Un fatto storico, vero, non solo morale, come sono le favole. Oggi si mescolano le favole alla storia, tutto è finzione e il mondo del commercio propone più che statuine del presepe, l’albero di natale, più adatto e meno sporco per l’arredo domestico ed il folkloristico babbo natale sembra più gradito ai bimbi. Si è creata così una gran confusione nella mente dei piccoli tra ciò che è vero e ciò che non lo è. C’è il rischio che la venuta storica di Gesù, la sua nascita, venga dimenticata per lanciare un messaggio di bontà

Don Emilio Garattini Consigliere Ecclesiastico Coldiretti Cremona

generico che va bene a tutti. Il natale consumistico è diventata la festa pagana della bontà. Come reagire? Da Cristiani adulti occorre riconquistare lo spazio per Gesù, che per noi è l’unico Salvatore. Ai più piccoli dobbiamo insegnare che non è babbo natale che ci porta il Paradiso, ma Gesù; che babbo natale impersona una favola, mentre il presepe raffigura un fatto storico: la venuta del Salvatore, il Dio calato nella storia perché noi potessimo avere la vita eterna. Tutte le persone di buona volontà tendono alla bontà, ma il canale che alimenta questa nostra aspirazione è quel bimbo che circa 2000 anni fa ha riannodato il Dio-uomo, interrotto dal peccato: buoni perché Dio è stato buono con noi! Doni perché Dio ci ha dato il dono della sua paternità. Questo è quanto dobbiamo vivere e saper trasmettere per dirci “Cristiani”, come si definirono per la prima volta ad Antiochia i credenti in Gesù, il Cristo.

Ricorderò tutti nella preghiera, specialmente chi è malato; a voi fratelli e sorelle AUGURI di Buon Natale e un felice 2012. don Emilio Garattini

Ai Soci, alle loro famiglie a tutti gli amici e collaboratori Coldiretti Cremona augura

Presepe, Pittore cremonese, tavola sec. XVI - Museo Civico Ala Ponzone - Cremona il

Buon Natale e felice 2012 Cremonese

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SINDACALE

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Coldiretti Cremona ai Sindaci: ecco la delibera “salva Made in Italy” La denuncia del “Caso Simest”: “Con finanziamenti del Ministero dello Sviluppo si realizzano all’estero prodotti presentati come italiani, ma che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo del nostro Paese”. Consigli Comunali e Giunte stanno approvando un ordine del giorno a tutela del vero agroalimentare italiano In tutto il Paese, Coldiretti sta chiamando i rappresentanti delle istituzioni, dell’economia, del tessuto sociale, ad esprimersi a tutela del vero made in Italy. Lo fa chiedendo di prendere parte alla mobilitazione che vuole porre fine alla “vicenda Simest”, un evidente caso, denunciato dalla prima Organizzazione degli agricoltori, di “utilizzo improprio di risorse pubbliche”, destinate non alla promozione del made in Italy autentico, bensì alla produzione e distribuzione di prodotti alimentari nati all’estero, presentati come italiani, ma che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo del Paese. “Attraverso il progetto per una filiera tutta agricola e tutta italiana, da tempo Coldiretti è impegnata in un progetto di tutela e valorizzazione del vero Made in Italy agroalimentare. Partiamo da una certezza: in un momento di grave crisi in cui il nostro Paese è alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale, il Made in Italy, e in particolare quello agroalimentare, rappresenta una straordinaria leva competitiva e di sviluppo del Paese”. Con questa riflessione prende avvio la comunicazione che il Delegato Confederale Eugenio Torchio e il Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli hanno rivolto a tutti i rappresentanti del territorio – Sindaci

in primis – e che nel contempo viene consegnata a quanti sono chiamati ad essere “alleati” in questa importante azione, dalla Provincia alla Camera di Commercio, dalle Associazioni dei

Consumatori alle realtà ambientaliste. La denuncia di Coldiretti è netta: “Assistiamo, purtroppo, all’intensificarsi dei rischi di contraffazione e concorrenza sleale verso i prodotti nazionali. il

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Siamo di fronte ad una nuova vicenda di utilizzo improprio di risorse pubbliche da parte della “Società italiana per le imprese all’Estero Simest s.p.a.”, società finanziaria controllata dal Ministero dello sviluppo economico – evidenzia la comunicazione a firma di Torchio e Solfanelli –. Non può essere taciuto che il sostegno di Simest si indirizza ad investimenti in attività di delocalizzazione che oltre a costituire occasioni di concorrenza sleale ai prodotti italiani sottraggono colpevolmente opportunità di lavoro ed occupazione al sistema Italia”. In sintesi: il Ministero dello Sviluppo, attraverso la Simest, sta finanziando imprese italiane per produrre e commercializzare all’estero prodotti che di italiano hanno solo il nome. Prodotti che nascono all’estero, con materia prima e manodopera estere. Era già accaduto nel caso dell’azienda casearia Lactitalia, con successive dichiarazioni del Ministro per le politiche agricole all’epoca in carica, con la promessa della definizione di criteri di finanziamento dei progetti all’estero in grado di scongiurare appropriazioni indebite delle denominazioni protette e impropri richiami all’origine italiana (il cosiddetto Italian sounding, che ruba all’economia nazionale oltre 60 miliardi di euro all’anno!). Ora si sta verifican-


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do un secondo caso di pari gravità: il Gruppo Parmacotto con il supporto di Simest ha già avviato negli Stati Uniti un progetto che ha portato all’apertura di un punto vendita monomarca a New York e prevede di strutturare una vera e propria catena di locali caratterizzati dall’offerta di prodotti Italian sounding. Nei punti vendita già aperti in diversi Stati, nell’Unione Europea e negli Stati Uniti, dedicati alla salumeria tradizionale italiana, si vendono alimenti realizzati con ingredienti e materie prime non italiane confezionati sul posto con etichette e marchi che evocano prodotti tipici della gastronomia italiana e delle specialità regionali. Da qui la proposta, rivolta a tutti gli Amministratori: approvare – nei Consigli e nelle Giunte Comunali – un ordine del giorno che esprima condivisione per la battaglia di Coldiretti, chiedendo al Governo di “porre fine a questa situazione insostenibile e deprecabile” (definita da Coldiretti, senza mezzi termini “una vera e propria svendita della nostra economia e dei nostri territori, che rischia di danneggiare irrimediabilmente il nostro vero grande patrimonio”), rivolgendo ogni azione alla “tutela, valorizzazione e promozio-

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ne del vero Made in Italy”, cioè quello che nasce nel territorio italiano a partire dai frutti dell’agricoltura italiana. Una serie di incontri hanno preso avvio sul territorio, per illustrare al meglio la proposta: dalla serata con un gruppo di Sindaci cremonesi, svoltasi a Vescovato, agli appuntamenti con i rappresentanti del tessuto economico e sociale (tra gli incontri già avvenuti c’è quello con il Presidente della Camera di Commercio), ci si sta muovendo con determinazione. E le “delibere salva made in Italy” dei “parlamentini” municipali stanno già arrivando: i primi a partire sono stati

i Comuni di Cappella de’ Picenardi (delibera approvata il 21 novembre), Gadesco Pieve Delmona (il 28 novembre), Persico Dosimo (il 29 novembre), mentre molte altre Amministrazioni del territorio si apprestano a porre la discussione all’ordine del giorno, per esprimere pieno supporto all’azione di Coldiretti e chiedere espressamente al Governo di “impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell’autentico Made in Italy”. (m.b.)

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“Il futuro della PAC”: oltre 300 imprenditori agricoli al convegno Coldiretti: Pronti ad ogni azione per modificare una proposta che, così com’è, penalizza fortemente l’agricoltura italiana “Il futuro della PAC dopo il 2013”: questo il tema del convegno, organizzato da Coldiretti Cremona, svoltosi lunedì 14 novembre nella sala, letteralmente gremita, del Seminario Vescovile di Cremona. L’incontro, al quale sono stati invitati tutti gli imprenditori agricoli, è stato affidato al Dott. Pietro Sandali, Responsabile economico nazionale di Coldiretti, chiamato ad illustrare i

contenuti della proposta di riforma della Politica agricola avanzata dalla Commissione Europea, mettendo in evidenza i più significativi aspetti del nuovo impianto legislativo, così come delineato ad oggi. Accanto al dott. Sandali, c’erano il Delegato Confederale Eugenio Torchio, il Direttore Simone Solfanelli e l’Assessore provinciale all’agricoltura Gianluca Pinotti.

Davanti ad una platea di oltre trecento imprenditori agricoli, l’apertura è stata affidata al Presidente nazionale Sergio Marini, attraverso un filmato, nel quale il Presidente ha ribadito le forti critiche all’attuale impostazione della Riforma. “Invece di definire gli agricoltori attivi in base a quello che effettivamente fanno, il testo varato dalla Commissione – ha detto Marini – li definisce solo in base

Numerosi Soci di Coldiretti Cremona hanno preso parte all’incontro nella sala del Seminario Vescovile.

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Il Dott. Pietro Sandali, Responsabile economico nazionale di Coldiretti, il Delegato Confederale Eugenio Torchio, l’Assessore provinciale all’agricoltura Gianluca Pinotti e il Direttore Simone Solfanelli

alla quantità di aiuti che ricevono, premiando così le rendite e le dimensioni e non certo il lavoro e gli investimenti. La Coldiretti è pronta a mettere in campo ogni azione utile per realizzare una riforma più equa e giusta, partendo da un aspetto imprescindibile: le risorse devono andare agli agricoltori professionali, quelli che lavorano e vivono di agricoltura”. Approfondita e dettagliata è stata la relazione del dottor Sandali, che ha evidenziato tutti i principali aspetti di una Riforma che – come ribadito anche dall’Assessore Pinotti e dal Direttore Solfanelli – penalizza fortemente l’agricoltura italiana. Basti dire che per il 2014-2020 si prevedono tagli all’agricoltura italiana per 1,4 miliardi. Tutti i relatori, a partire dal Delegato Confederale Eugenio Torchio, hanno sottolineato il valore del documento unitario sottoscritto proprio a Cremona dalle Organizzazioni agricole. “Nel documento – ha evidenziato

Torchio – tutte le organizzazioni agricole italiane concordano che la definizione di agricoltore attivo sia demandata alla Stato membro. Per quello che riguarda il nostro Paese “l’agricoltore attivo” è l’imprenditore agricolo professionale, singolo o associato, nelle forme individuate dalla normativa nazionale vigente sulla base dell'incidenza del tempo dedicato al lavoro agricolo sul lavoro complessivo e della incidenza del reddito agricolo sul reddito totale da lavoro”. Il requisito selettivo di “agricoltore attivo” – evidenzia il documento unitario, che il dottor Sandali ha letto all’attenta platea – si applica a tutti gli agricoltori beneficiari di pagamenti diretti a prescindere dall’importo erogato e con la sola eccezione degli agricoltori che accedono al “regime per i piccoli agricoltori”. “Il documento comune sottoscritto dà forza all'Italia nel negoziato agricolo – hanno concluso i relatori –, toglie ogni alibi a chi nella divisione del

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mondo agricolo ricerca una giustificazione alle sconfitte negoziali”. La serata si è chiusa con gli interventi degli imprenditori agricoli, che hanno sottolineato la loro preoccupazione di fronte all’attuale testo della riforma, affidando al dottor Sandali e, per sua vece, all’intera Coldiretti, il non facile compito di agire perché si apportino alla proposta tutte le modifiche necessarie, atte a tutelare un’agricoltura che, come quella italiana, dà risposte in termini di competitività, occupazione, sicurezza alimentare, eccellenza. L'obiettivo è garantire il giusto riconoscimento a “chi l’agricoltura la fa sul serio e ci vive”. (m.b.)

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Nel 2011 è volato l’export del Grana Padano Ma non si ferma l’assalto dei “tarocchi” stranieri Un 2011 d’oro per il Grana Padano. Entro il 31 dicembre – spiega Coldiretti Lombardia - saranno prodotte 4.644.867 forme, di cui ben 1.372.179 esportate, in particolare, in Russia (+31,56% quest’anno), Canada (+21,98%), Spagna (+12,73%) e Francia (+11,79%), storica rivale dell’Italia nel campo dei formaggi. Bene anche la Germania (+8,20%), la

Danimarca (+7,38%), il Regno Unito (+7,09%) e la Svizzera (+5,73%). In totale, le forme esportate saranno 69.065 in più rispetto al 2010. L’export nei Paesi dell’Unione Europea dovrebbe raggiungere le 878.351 forme (+6,90%), a cui se ne aggiungono 493.828 nei Paesi Extra Ue (+ 2,51%). In totale 1.372.179 nel mondo (+5,30%). Il Grana Padano – spiega Coldiretti Lombardia – è uno dei simboli del Made in Italy ed è necessario difenderlo dai similgrana prodotti in Polonia, Estonia, Lituania, Repubblica Ceca, Ucraina e Ungheria che, sfruttando nomi italiani, ma usando materia prima e lavorazioni straniere, sottraggono quasi 600 milioni di euro al mercato (da due miliardi e mezzo di euro) del vero Grana Padano. La produzione del Grana in Lombardia nasce da circa il 40 per cento di 4 milioni e mezzo di tonnellate di latte munte ogni anno a livello regionale, in particolare nelle province di Cremona, Mantova, Brescia, Lodi, Bergamo, Pavia e Milano. In totale sono 5.800 le stalle italiane che fanno parte della rete del Grana, alla quale si aggiungono anche quattromila punti vendita. Le 4.644.867 forme del 2011 segnano un incremento del 6,88%o rispetto al 2010, mentre nel 2011 gli investimenti su qualità, trasparenza di lavorazione e sicurezza alimentare hanno raggiunto i 7 milioni di euro.

Latte, più stabilità contro i venti della crisi

Quote latte e minima produzione E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 25.10.2011 il Decreto MIPAAF 10.08.2011, che estende anche alla campagna 2011/2012 l’inapplicabilità della procedura di decurtazione della quota latte per produzione ridotta. Pertanto, anche per la campagna in corso non c’è nessuna percentuale minima (né 85%, né 70%) ed è sufficiente una qualsiasi produzione (anche solo pochi quintali) per conservare interamente la quota individuale. Si ricorda invece che la mancata produzione è ancora oggetto di revoca, salvo cause di forza maggiore documentate o la ripresa della produzione entro la campagna successiva. I nostri uffici sono a disposizione per ogni ulteriore chiarimento.

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Martedì 2 novembre a Corteolona è stata siglata l’intesa con Italatte, che ha previsto in Lombardia un prezzo alla stalla pari a 40,3 centesimi al litro per le consegne da ottobre a dicembre e 40,7 centesimi al litro per quelle da gennaio a marzo, IVA esclusa e più i premi previsti dall’attuale tabella qualità. “Abbiamo migliorato le condizioni dell’ultimo accordo scaduto a settembre e abbiamo dato alle imprese una prospettiva per il futuro in un periodo come questo che è già molto tormentato – ha spiegato Nino Andena, Presidente di Coldiretti Lombardia –. E’ stata una scelta di responsabilità per garantire la stabilità delle aziende agricole, per difendere il latte italiano e per dare sempre maggiori certezze ai consumatori”. L’accordo siglato ha rappresentato un punto di riferimento anche per le altre regioni italiane, visto che proprio la Lombardia, con 4 milioni di tonnellate, produce il 40 per cento circa di tutto il latte italiano, con un valore alla produzione di circa un miliardo e 467 milioni di euro.

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ECONOMICO

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Suinicoltori a Montichiari: avanti tutta con la CUN e con il contratto tipo Si è svolto il 21 novembre presso il centro fiere di Montichiari un incontro organizzato da Coldiretti Lombardia al quale hanno partecipato i suinicoltori soci di Coldiretti provenienti da tutte le province lombarde, ma anche da altre regioni del nord Italia più interessate alle produzioni del comparto. Era presente una delegazione di allevatori e funzionari di Coldiretti Cremona. L’incontro, coordinato dal Presidente della Coldiretti di Brescia e Vice Presidente della Coldiretti Lombardia, Ettore Prandini, ha visto la partecipazione di Giorgio Apostoli, Responsabile servizi zootecnici della Coldiretti nazionale, Andrea Cristini, Presidente dell’Associazione nazionale allevatori di suini e Maurizio Gallo, Direttore Anas. Apostoli ha ribadito le motivazioni che hanno portato per prima la Coldiretti a sostenere la necessità e l’importanza della CUN (Commissione Unica Nazionale) al fine di offrire maggiore certezza e più trasparenza alle dinamiche di mercato, adottandola come

riferimento unico per la remunerazione dei suini. Anche se Coldiretti sta lavorando per arrivare prima possibile a una nuova organizzazione economica di produttori per commercializzare in modo innovativo i suini allevati, costituendo così una vera e propria società di scopo. Maurizio Gallo ha illustrato una bozza di contratto tipo che introduce importanti novità: la considerazione dei costi di produzione, la definizione della “partita di riferimento”, la regolamentazione delle rese, il premio di qualità, il premio di certificazione, una franchigia sulle penalità e il richiamo ai disciplinari IPQ/INEQ per la determinazione delle responsabilità per i difetti delle cosce. Il Presidente Ettore Prandini ha rimarcato l’esigenza di non interrompere l’azione organizzativa “perché le imprese del comparto suinicolo devono recuperare anni di grave crisi e quindi bisogna cogliere questo momento per fare passi in avanti rafforzando il ruolo della CUN e introducendo al più presto

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un contratto tipo come quello proposto”. Prandini ha anche auspicato la costituzione di una Commissione Unica Nazionale per i suinetti e ricordato che “anche la politica e le istituzioni devono fare la loro parte” confidando in proposito che “il nuovo ministro dell’Agricoltura garantisca al più presto la realizzazione delle azioni già da tempo annunciate come la sospensione delle rate dei mutui per le aziende in crisi, l’emanazione dei decreti attuativi della legge sull’etichettatura, la revisione della direttiva nitrati”. E’ stata quindi richiamata la riforma della Pac, per sottolineare come essa debba tenere “in adeguata considerazione le peculiarità dell’agricoltura e della zootecnia lombarda, destinando le risorse disponibili solo alle vere imprese del settore”. L’ampio dibattito con i produttori presenti a Montichiari ha confermato l’importanza delle proposte di Coldiretti. Avanti tutta, quindi, con la Commissione Unica Nazionale e con il contratto tipo per il comparto suinicolo.


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sindacale

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Congiuntura agricola lombarda

Massimo Suardi Uff. Sindacale Coldiretti Cremona

Risultati del III trimestre 2011

Il terzo trimestre 2011 è stato ancora un periodo di ripresa per l’agricoltura lombarda, in cui si è confermata una evoluzione positiva dei prezzi agricoli emersa negli ultimi trimestri e nello stesso tempo si è registrata un’attenuazione delle criticità legate all’aumento dei costi di produzione. A ciò si aggiunge un andamento climatico e meteorologico sostanzialmente positivo, che ha generalmente garantito buoni raccolti: in particolare, a livelo regionale, una resa qualitativa molto elevata della vendemmia. Per i due settori più in difficoltà dell’agricoltura lombarda, quello suinicolo e quello dei bovini da carne, si incominciano a vedere i primi segnali di ripresa. Questo – in sintesi – il “quadro” del settore primario lombardo proposto da UnioncamereLombardia e Regione Lombardia, stilato con la collaborazione delle Organizzazioni agricole regionali, nell’analisi congiunturale sull’agricoltura lombarda relativa ai mesi luglioagosto-settembre 2011.

Vediamo le quotazioni. Va detto che i prezzi agricoli, in particolare quello del grana padano, registrano una sostanziale tenuta, con una leggera flessione tra luglio ed agosto. Un vero e proprio crollo dei prezzi agricoli si è invece registrato in questo trimestre nel mercato dei cereali, dove l’avvio della campagna di raccolta ha coinciso con una forte riduzione delle quotazioni. Per il frumento tenero a luglio il prezzo è oscillato tra i 225 e 235 €/T ben lontano dei valori di inizio anno (a febbraio sono stati toccati i 290 €/T), mentre per quanto riguarda il mais, con l’inizio a settembre delle trebbiature si è registrato un crollo del prezzo a 215 €/T, innescando una fase discendente che ha portato la quotazione fino ai minimi di 1 anno fa (185 €/T). Molto più positivo l’andamento del prezzo del grano duro, per il quale da luglio si sono avute quotazioni quasi doppie rispetto ad un anno prima (290 €/T contro i 150 €/T di luglio 2010), e del prezzo medio

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Cremonese

Coltivatore

del riso, che era partito dall’avvio della raccolta con valori minimi simili a quelli di un anno prima ed è poi balzato dai 300 €/T agli attuali 365 €/T. Viene di fatto confermata l’estrema volatilità dei prezzi, dovuta principalmente a fattori speculativi che stanno condizionando le più importanti borse merci mondiali. Finalmente incoraggiante si è dimostrata l’evoluzione dei prezzi nel mercato delle carni bovine e suine. Nel settore vitivinicolo si è verificato un rialzo dei prezzi, dovuto alla forte riduzione delle quantità raccolte, ma nello stesso tempo ad una qualità più che eccellente. Notizie positive giungono dal fronte dei costi di produzione che hanno rallentato la loro tendenza al rialzo, alla cui base vi è soprattutto la caduta delle quotazioni dei cereali e della soia per l’alimentazione del bestiame e l’arresto al rialzo del prezzo del petrolio. L’evoluzione dei prezzi ha consentito un miglioramento della ragione di scambio (il rapporto tra l’indice dei prezzi agricoli e l’indice dei costi per l’acquisto dei mezzi di produzione) per tutti i comparti della zootecnia, in particolare quello suinicolo e dei bovini da carne, per il settore vitivinicolo e per quelli del grano duro e del riso. Al contrario, registrano un peggioramento della ragione di scambio il comparto maidicolo (ed è proprio questa la causa del miglioramento che ha caratterizzato i settori zootecnici) e del frumento tenero. Secondo l’analisi congiunturale proposta da Unioncamere e Regione Lombardia, le valutazioni sull’andamento della redditività aziendale risultano, anche se solo leggermente, migliorate rispetto allo scorso trimestre; va tuttavia segnalato che permangono numerose segnalazioni di un andamento degli affari ancora negativo, a testimonianza del fatto che


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non si è usciti dalla crisi e che, seppure migliorati rispetto al passato, i livelli di redditività non risultano ancora del tutto soddisfacenti. Bisogna segnalare che non solo i confronti congiunturali, ma anche quelli in termini tendenziali, evidenziano che l’intensità della ripresa si sta ridimensionando. D’altro canto bisogna considerare che la grave crisi che ha colpito l’agricoltura Lombarda nel 2009, e dalla quale non ci si è ancora completamente ripresi, ha inciso in maniera decisamente negativa sul livello di indebitamento delle aziende agricole: fattore che incide ancora pesantemente sulla redditività aziendale a causa delle gravi difficoltà di accesso al credito per le aziende agricole in un momento in cui le forti restrizioni creditizie stanno penalizzando tutta l’economia, in particolare le piccole imprese, e il costo del denaro sta crescendo vertiginosamente. Il numero delle imprese attive operanti in Lombardia nel comparto agricolo in base ai dati dei Registri Imprese delle Camere di Commercio, nel terzo trimestre 2011 è tornato a diminuire (-115 imprese). Nel corso di un solo anno si sono perse 868 imprese agricole, si tratta quindi di una tendenza strut-

i d i r u g Aune Feste Buo

sindacale

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turale di lungo periodo, che porta alla chiusura delle imprese più marginali e di più piccole dimensioni. In chiusura, va evidenziato che il quadro emerso nel corso dell’indagine a livello lombardo appare decisamente più positivo di quello proposto dall’omologa indagine svolta da ISMEA a livello nazionale, e questo testimonia come l’agricoltura lombarda stia uscen-

do prima e meglio dalla crisi rispetto al complesso dell’agricoltura italiana, confermando il suo ruolo di leadership e conquistando ulteriori quote di mercato sul totale della produzione agricola nazionale, grazie soprattutto alle imprese del settore latte e del settore cerealicolo, cioè i due comparti che hanno fatto finora registrare nel corso del 2011 le migliori performance.

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Cremonese

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SERVIZI TECNICI

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Marco Benedini Resp. Provinciale Servizi Tecnici

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Direttiva nitrati: approvata la deroga per le regioni del nord Italia Più azoto, ma con più vincoli e più burocrazia

Il 4 ottobre u.s., il comitato nitrati di Bruxelles ha approvato la richiesta italiana di deroga al limite dei 170 kg di azoto previsto dalla “direttiva nitrati” per le zone vulnerabili relativamente al periodo 2012-2015. La deroga riguarda le 4 regioni del nord Italia a maggior vocazione zootecnica, dove le problematiche legate alla corretta gestione dei reflui zootecnici si sono accentuate dopo l’individuazione delle zone vulnerabili all’inquinamento da nitrati: Piemonte, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. L’approvazione comunitaria consentirà a partire dal 2012 di distribuire, in zona vulnerabile, fino ad un massimo di 250 kg. di azoto per ettaro derivante da refluo zootecnico a fronte degli attuali 170 kg.

DEROGA SU RICHIESTA L’applicazione della deroga sarà però su base aziendale e sarà riconosciuta a seguito di regolare domanda da presentare agli organi competenti (Provincia o Regione) da fare annualmente entro il 15 febbraio. Per beneficiare della deroga, l’azienda, che ne fa domanda, dovrà impegnare almeno il 70% della superficie aziendale a colture con stagione di crescita prolungata e con alto assorbimento di azoto (ad es. mais a ciclo lungo) e dovrà impegnarsi a distribuire un quantitativo di azoto da refluo zootecnico non superiore a 250 kg/ha e comunque non superiore all’asportazione delle colture. Oltre al bilancio dell’azoto, dovrà essere rispettato anche quello del fosforo, ma, soprattutto, l’azienda che chiede la deroga non potrà distribuire fosforo da fonte minerale.

PER I SUINI QUALCHE VINCOLO IN PIÙ Per beneficiare della deroga, i reflui derivanti da allevamenti di suini dovranno subire un trattamento (separazione solidoliquido), prima di essere distribuiti in campo, la cui frazione solida non potrà essere distribuita nell’azienda beneficiaria della deroga ma allontanata su terreni di altre aziende che abbiano un basso contenuto di sostanza organica. Annualmente andranno comunicate all’autorità competente varie informazioni che riguardano il tipo di impianto di trattamento e le caratteristiche del prodotto ottenuto.

COME DOVRÀ ESSERE DISTRIBUITO IL REFLUO Gli effluenti di allevamento dovranno garantire un’efficienza dell’azoto pari ad almeno il 65% per i liquami e al 50% per i letami, e dovranno essere distribuiti per almeno il 30% entro il

giugno di ogni anno rispettando il divieto invernale che partirà il primo novembre.

COME ANDRANNO GESTITI I TERRENI E LE COLTURE - Come già detto, almeno il 70% della superficie aziendale deve essere investita a colture che abbiano un ciclo vegetativo lungo e che garantiscano una elevata asportazione di azoto. - I prati temporanei dovranno essere arati in primavera. - I prati temporanei e permanenti non possono contenere più del 50% di leguminose o di altre essenze in grado di fissare l’azoto atmosferico (quindi i medicai sono esclusi dalla deroga). - Del mais devono essere asportati anche gli stocchi. - Le colture autunno-vernine devono essere seminate entro due settimane dalla raccolta del mais o sorgo e devono essere raccolte non prima di due settimane della semina di mais o sorgo. - Le colture primaverili estive ad alta asportazione di azoto devono essere seminate entro due settimane dall’aratura di un prato. - Dopo un’aratura di un prato permanente per la semina di altra coltura, non potrà essere fatta concimazione organica.

TRASPORTO DEL REFLUO Il trasporto di effluente zootecnico da e verso le aziende che chiedono la deroga deve essere sempre registrato o mediante sistemi di posizionamento geografico o mediante documenti di trasporto che precisino il luogo di origine e di destinazione. Se il trasporto è fatto oltre i 30 km è obbligatorio un sistema di posizionamento geografico istallato sulla botte. Il documento di trasporto dovrà contenere anche l’indicazione del tipo di refluo trasportato e il relativo contenuto in azoto e fosforo. Per i reflui trattati e per le frazioni solide derivate dai trattamenti sono obbligatorie analisi effettuate da laboratori autorizzati; tali analisi devono sempre accompagnare il refluo durante il trasporto. Dalla lettura risulta chiara la scelta del sottotitolo “Più azoto, ma con più vincoli e burocrazia”: è evidente infatti che la tanto attesa deroga è solamente un primo passo per aprire la strada ad una revisione radicale delle zone vulnerabili necessaria per salvaguardare la consistenza del patrimonio zootecCremonese

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SERVIZI TECNICI

nico e l’attività agricola in generale. Allo scopo è stata avviata una collaborazione tra Ministero delle Politiche Agricole e ISPRA (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) a seguito dell’accordo raggiunto in conferenza Stato Regioni con l’obbiettivo di distinguere il peso dei vincoli in misura proporzionale tra le diverse fonti di inquinamento

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a partire dalla depurazione civile e dagli scarichi industriali, corresponsabili dell’impatto ambientale dell’azoto. I nostri uffici saranno a disposizione per meglio illustrare i contenuti della deroga e verificare, caso per caso, la convenienza della richiesta.

Altro tempo per gli aiuti alla realizzazione delle vasche di stoccaggio dei reflui E’ stato riaperto il bando sulla misura 121 specifico per la gestione degli effluenti di allevamento scaduto lo scorso 30 ottobre – Nuovo termine: 31 gennaio 2012 La Regione Lombardia ha riaperto il bando della Misura 121 «Ammodernamento delle aziende agricole» – «interventi per la gestione sostenibile degli effluenti di allevamento» senza apportare modifiche di particolare rilievo rispetto al precedente bando chiuso il 30 ottobre. Le domande potranno essere presentate alla Provincia fino al 31 gennaio 2012, tramite SIARL. Quali interventi sono finanziati? A. opere di miglioramento fondiario di natura straordinaria quali costruzione, ristrutturazione o ampliamento di platee e vasche di stoccaggio aziendale degli effluenti di allevamento. B. acquisto di nuove macchine e attrezzature per l’ammodernamento del parco macchine, limitatamente a: 1. macchine semoventi che consentano la distribuzione degli effluenti a bassa pressione, mediante distribuzione del prodotto rasoterra e interrato; 2. attrezzature trainate che consentano la distribuzione degli effluenti a bassa pressione, mediante distribuzione del prodotto rasoterra e interrato. C. acquisto di nuove apparecchiature e/o strumentazioni informatiche direttamente connesse agli interventi ammissibili; D. acquisto e/o realizzazione di impianti aziendali per il trattamento degli effluenti di allevamento al fine della loro valorizzazione per: 1. separazione solido-liquido; 2. abbattimento del carico di azoto degli effluenti e/o riduzione dei volumi con eliminazione di acqua; E. realizzazione di coperture delle vasche di stoccaggio degli effluenti di allevamento finalizzate al contenimento dei volumi degli effluenti stessi e delle emissioni azotate e di carbonio e alla prevenzione della formazione e dispersione in atmosfera di particolati fini; F. realizzazione di coperture delle platee di stoccaggio degli effluenti di allevamenti avicoli, finalizzate al contenimento dei volumi degli effluenti stessi e delle emissioni azotate e di carbonio e alla prevenzione della formazione e dispersione in atmosfera di particolati fini.

aziende ubicate in zone svantaggiate montane; 2. per imprese o società condotte da giovane agricoltore fino al 40% della spesa ammessa, elevato al 50% per le aziende ubicate in zone svantaggiate montane condotte da giovani agricoltori. L’aiuto può essere concesso secondo le seguenti tipologie: • contributo in conto capitale: un’erogazione in base all’anticipo, previa garanzia fideiussoria, o allo stato di avanzamento del progetto, e un saldo finale • contributo in conto interessi sui finanziamenti concessi. Gli Uffici di Zona Coldiretti sono a disposizione per qualsiasi ulteriore informazione e per la predisposizione delle domande.

Invito alla riunione “Corretto smaltimento dei rifiuti in agricoltura” Come gestire correttamente i rifiuti ed essere in regola con la nuova normativa ed i controlli degli enti preposti?

La partecipazione è gratuita Individuate la sede più vicina: Soresina - lunedì 16 gennaio alle ore 20.30 Presso Sala Comunale del Podestà, via Matteotti, 4 CICOGNOLO (Cremona) - mercoledì 18 gennaio ore 20.30 Presso hotel Pilgrim’s, Strada provinciale 33, n.9 Casalmaggiore - giovedì 19 gennaio alle ore 20.30 Presso Sala Santachiara via Formis, 3 Crema - lunedì 23 gennaio alle ore 10.30 Presso Sala Alessandrini via Matilde di Canossa, 20

Gli incontri sono organizzati da cascina pulita circuito di raccolta organizzato

Qual è il contributo? L’ammontare massimo del contributo è il seguente: 1. per imprese o società condotte da agricoltore non giovane fino al 35% della spesa ammessa, elevato al 45% per le il

Informazioni al n. Verde 800 910 394 Cremonese

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IN PRIMO PIANO

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Agricoltura in festa Grande partecipazione alla Giornata provinciale del Ringraziamento a Gussola La chiesa parrocchiale di Gussola era gremita, domenica 20 novembre, per la Giornata Provinciale del Ringraziamento promossa da Coldiretti Cremona. Numerosi imprenditori agricoli, accanto ai rappresentanti delle istituzioni e del mondo economico cremonese, hanno preso parte alla domenica di festa, apertasi alle 10.30, con la Santa Messa celebrata da Mons. Dante Lafranconi, Vescovo di Cremona. “Solo con Dio c’è futuro nelle nostre campagne” è stato il tema indicato dalla Conferenza Episcopale Italiana

per la sessantunesima edizione dell’iniziativa: un chiaro invito, ribadito dal Vescovo Lafranconi, a porre il Signore al vertice di ogni fatica e di ogni azione. Rivolgendosi ai numerosissimi lavoratori della terra presenti, il Vescovo

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Cremonese

Coltivatore

ha avuto parole di incoraggiamento e di impegno, sottolineando l’importanza di produrre cibo nel segno della condivisione, della salubrità, dell’attenzione alle tante povertà presenti nel mondo. Vivere la propria vita sapendo che ogni gesto sarà giudicato da Dio, essere solidali con chi non ha nulla e impegnarsi affinché i prodotti della terra siano sempre sani e genuini: questa, in sintesi, la riflessione che mons. Lafranconi ha rivolto durante la Santa Messa. L’offertorio ha visto gli imprenditori agricoli, fra cui tanti giovani, conse-


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gnare al Pastore della Chiesa cremonese i doni della terra, per rendere grazie al Signore dei frutti raccolti durante un’annata di lavoro. E’ seguita la benedizione dei trattori e delle macchine agricole, radunati in parata sul sagrato e sulla piazza municipale. Il successivo momento conviviale ha offerto al Delegato Confederale Eugenio Torchio e al Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli l’occasione di ringraziare i tanti rappresentanti istituzionali (dal Prefetto Tancredi Bruno di Clarafond ai vertici delle forze dell’ordine, dai tanti Sindaci i all’Assessore provinciale all’agricoltura Pinotti) e i tanti rappresentanti del

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mondo economico (accanto al Presidente del Consorzio Casalasco del Pomodoro Paolo Voltini c’erano i rappresentanti di pressoché tutto il mondo produttivo cremonese, a partire dal

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Presidente della Camera di Commercio Auricchio e dal Presidente dell’Apa Riccardo Crotti). Per Coldiretti Cremona l’appuntamento è stato occasione per ribadire l’impegno a tutela dell’agricoltura italiana, in primis attraverso il progetto per il Paese, per una filiera agricola tutta italiana, che sta dando vita ad un grande sistema agroalimentare, che premi con un’equa remunerazione gli imprenditori agricoli e assicuri alle famiglie italiane prodotti di qualità, autenticamente made in Italy, garantiti dagli agricoltori. (m.b.)


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Giornata provinciale del Ringraziamento

l’album fotografico

Continuiamo a raccontare la Giornata Provinciale del Ringraziamento a Gussola, sfogliano l’album delle fotografie. E ricordiamo che il video dell’iniziativa può essere visto sul sito www.cremona.coldiretti.it.

La Santa Messa celebrata da S.E. il Vescovo Dante Lafranconi, seguita dalla benedizione dei trattori, con la presenza di tanti rappresentati delle istituzioni, delle forze dell’ordine, delle realtà economiche, accanto agli agricoltori, alle loro famiglie, e all’intera comunità

Da sempre la Giornata Provinciale del Ringraziamento è occasione di incontro e dialogo fra i rappresentati del territorio, delle istituzioni, del tessuto produttivo e sociale

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Coldiretti Cremona

esprime la propria gratitudine a tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della 61° Festa del Ringraziamento

in particolare a tutti i Soci che in ogni misura hanno dato il loro apporto per il buon esito della manifestazione Fotografie di Ambrogio Toscani, Mauro Boni, Marta Biondi - Video di Bruno Toscani L'album fotografico e il video della Giornata sono su www.cremona.coldiretti.it

Sede in Via Ostiano, 70 26043 Persico Dosimo (CR) Tel. 0372 455646 Fax 0372 455660 E-mail: coopplac@tin.it www.latteriaplac.it

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SERVIZI TECNICI

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Barbabietole da zucchero: dal 2012 più risorse all’art. 68 Con decreto n. 8139 del 10/08/2011 il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha apportato alcune modifiche al sistema di pagamento accoppiato specifico per il miglioramento della qualità dello zucchero. Tale aiuto è destinato ai produttori di barbabietola da zucchero che utilizzano semente certificata, confettata e, dal 2012, “caratterizzata per l’areale e le condizioni di coltivazione”. A tal proposito AGEA ha pubblicato la circolare ACIU.2011.693 del 6 dicembre u.s., allegata alla quale c’è l’elenco delle varietà ammissibili all’aiuto per la campagna 2012 (di seguito riportate). Il decreto di cui sopra prevede inoltre l’aumento del plafond nazionale, che a partire dal 2012 passerà dagli attuali 14.700.00,00 euro ai 19.700.00,00 euro, con un importo massimo per ettaro che non potrà superare i 400 euro contro i 300 euro del 2011; resta invece invariato il quantitativo minimo di semente da utilizzare che è pari a 120.000 semi per ettaro. (m.be.)

Varietà a semina autunnale Nome

Varietà

a semina primaverile tolleranti alla rizomania e ai nematodi

Casa Sementiera

Nome

Casa Sementiera

Varietà

a semina primaverile tolleranti alla rizomania

Nome

Casa Sementiera

Aaron

Aurora

Rodolfo

Aurora

Concerto

Betaseed

Impala

Betaseed

Montana

Betaseed

New York

Betaseed

Oregon

Betaseed

Antinea KWS

KWS

Fabrizia KWS

KWS

Gea

KWS

Leila

KWS

Liana

KWS

Lucrezia KWS

KWS

Serenada KWS

KWS

Flavia

KWS

Ramona

KWS Carla Import

Murray

Lion Seed

Dallas

Betaseed

Vincent

Susan

Betaseed

Houston

Betaseed

Arnold

Carla Import

Vero RT

Betaseed

Spaniel

Betaseed

Lennox

Carla Import

Giada

KWS

Bruna KWS

KWS

Radar

Carla Import

Franca

KWS

Massima

KWS

Genio

Carla Import

Radar

Carla Import

Piera

KWS

Elvis

Carla Import

Monauta

SESVanderHave

Norina KWS

KWS

Alezan

Carla Import

Autave

SESVanderHave

Pauletta

KWS

AnteK

Carla Import

Rocca

SESVanderHave

Marinella KWS

KWS

Ariete

SESVanderHave

Levante

SESVanderHave

Fernando

Carla Import

Duetto

SESVanderHave

Monatunno

Syngenta

Charly

Carla Import

Ricer

SESVanderHave

A911

Syngenta

Thor

Carla Import

Rizor

SESVanderHave

Vaclav

Carla Import

Ritop

SESVanderHave

Ciclon

SESVanderHave

Venere

SESVanderHave

NeKtarine

SESVanderHave

Rima

SESVanderHave

Nestorix

SESVanderHave

Ninfea

SESVanderHave

Varietà

a semina primaverile tolleranti alla rizomania e alla rizoctonia

Nome

Casa Sementiera

Pixel

Betaseed

Baloo

SESVanderHave

Zanzibar

SESVanderHave

Clementina

KWS

Bison

SESVanderHave

Dorotea

Syngenta

Moliere

Carla Import

Cactus

SESVanderHave

Diamenta

Syngenta

Prestigi

Carla Import

Atleta

Syngenta

Amata

Syngenta

Anaconda

SESVanderHave

Aumenta

Syngenta

Grinta

Syngenta

Heracles

Syngenta

Bramata

Syngenta

Ambita

Syngenta

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DATORI DI LAVORO

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PROSPETTO INDENNITÀ SPECIALI SPETTANTI AI SALARIATI AGRICOLI CONTEGGI DI FINE ANNO 2011 valore Q.le

INTERESSENZA LATTE

0,2650

e

abbattimento Q.li

INDENNITA’ LAVORO NOTTURNO

2.997 e

350,00

casa

e

103,29

orto

e

17,04

RITIRO LATTE BERGAMINO/CAPO BERG./CAPO OP.

e

142,35 annuo

VALORE LATTE PER TRATTORISTI

e

0,39 al litro

PARTI

e

4,00

FECONDAZIONE ARTIFICIALE

e

4,00

ORE TRATTORE OLTRE LE 900

e

1,73

e

530,00

GENERI IN NATURA:

IMPIEGATI AGRICOLI INDENNITA’ CASA - LEGNA

CreditAgri

COLDIRETTI

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FISCALE

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Nuovo regime dei minimi al via dal 2012 Silvia Trevisi Ufficio Fiscale Impresa Verde

La manovra correttiva (d.l. 98/2011) all’art. 27 ha radicalmente modificato il regime dei Contribuenti Minimi, con la conseguenza che buona parte dei contribuenti che fino ad ora aderivano al regime semplificato ne dovranno fuoriuscire e passare al regime ordinario. Questi soggetti dovranno verificare i nuovi limiti, essendo stati riscritti, il rispetto dei requisiti soggettivi e oggettivi per il mantenimento del regime e l’eventuale passaggio a IVA normale e reddito ordinario. Le novità riguardano la durata quinquennale con un prolungamento ai giovani fino al periodo d’imposta di compimento dei 35 anni di età. Possono accedervi soltanto le persone fisiche che svolgono attività d’impresa e di lavoro autonomo, ma non deve costituire la prosecuzione di un’altra attività svolta sotto qualsiasi forma (autonoma o lavoro dipendente), inoltre è riservato alle attività iniziate dal 01/01/2012 o dopo il 31/12/2007. I requisiti oggettivi riguardano invece i ricavi che non devono essere superiori ai 30.000 euro, il costo dei beni strumentali che non deve eccedere i 15.000 euro nel triennio precedente, non aderire a regimi speciali IVA, non

avere dipendenti, non possedere partecipazioni societarie, non fare cessioni all’esportazione. La misura della nuova imposta sostitutiva è del 5% anziché del 20%. Resta il problema della ritenuta d’acconto ancora obbligatoria sui compensi di natura professionale e anche sull’at-

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il

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tività di agente di commercio, che costituirebbe continuamente un credito d’imposta mai recuperabile a fronte di assenza di altri tributi da compensare. Per i contribuenti che stanno applicando il regime dei minimi e che vi devono rinunciare le problematiche sono diverse, prima tra tutte operare una rettifica IVA a favore (calcolando un credito) alla data del 31/12/2011 facendo un inventario delle rimanenze e dei beni strumentali non ancora interamente ammortizzati. Per questi beni, il contribuente ha diritto a recuperare l’imposta assolta sugli acquisti e la misura è pari a tanti quinti quanti sono gli anni mancanti al raggiungimento del quinquennio. Altro problema è rappresentato dalle operazioni di fine anno, poiché il passaggio dal regime semplificato al regime ordinario prevede un cambio del principio di determinazione delle operazioni che passano dal criterio di cassa al criterio di competenza. Quindi è necessario fare una corretta valutazione per la loro giusta imputazione dell’anno di riferimento. Ai fini contabili i soggetti in esame possono adottare un regime semplificato che prevede l’esonero della tenuta delle scritture contabili, fare una sola liquidazione annuale Iva e versare il dovuto entro il termine del saldo (16/03 anno successivo) ed essere esonerati dall’IRAP.


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FISCALE

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Decreto “SALVA ITALIA” n. 201 del 06/12/2011 E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 06/12/2011 il così definito decreto “Salva Italia”. In sintesi si riportano le principali disposizioni in esso contenute:

talizzazione. E’ ammessa una deduzione annua dal reddito d’impresa pari al 3% del capitale proprio versato nelle casse delle SRL, SPA, SAPA, COOP, a decorrere dall’anno d’imposta 2011.

Aumento accise. Con effetto immediato sono aumentate le aliquote delle accise sulla benzina e sul gasolio usato come carburante.

Attività finanziaria. Con decorrenza 01/01/2012, gli operatori finanzia-

Estinta definitivamente la lira. Banconote e monete in lire dal 06/12/2011 ancora in circolazione non hanno più valore. Società di capitali incentivo alla capi-

Imu. E’ introdotta la nuova imposta municipale, il primo versamento avverrà il 18/06/2012 e sarà tassata anche l’abitazione principale. L’aliquota ordinaria sarà del 7,6 per mille e ridotta al 4 per mille per l’abitazione. Res. Dal 2013, prima scadenza 31/03, sarà avviata la nuova imposta che ingloba la vecchia tassa sui rifiuti e il nuovo tributo sui servizi comunali

Addizionali Regionali. Le Regioni hanno facoltà di incrementare l’addizionale regionale dallo 0.9% al 1,23% per far fronte al fabbisogno sanitario nazionale a partire dall’anno d’imposta 2011. Limitazione circolazione denaro contante. Già a partire dal 6 dicembre 2011 sono scattate le limitazioni per l’uso del denaro contante, l’importo ammesso non può superare euro 999,99; il limite è stato diminuito da euro 2.499,99 recentemente fissato.

2013 con un massimo di euro 1.200.

Aumento aliquote IVA. Dal 1° ottobre 2012, se i conti dello Stato con la riforma fiscale non saranno sistemati, scatterà un nuovo aumento per l’imposta sul valore aggiunto: l’aliquota ordinaria passerà dal 21% al 23% e l’aliquota ridotta da 10% a 11%. ri devono comunicare periodicamente all’amministrazione tributaria tutte le movimentazioni bancarie, postali e finanziarie che hanno intrapreso con i propri clienti. Le comunicazioni inviate dagli intermediari ai fruitori di titoli e altri strumenti saranno soggette ad un imposta di bollo dello 0,10% per il 2012 e allo 0,15% dal

Isee. Dal 2013 l’indicatore della situazione sarà rivisto per migliorarne l’efficacia e sarà l’unico strumento per accedere ad ogni tipo di agevolazione fiscale. Irap. Dall’anno d’imposta 2012 il costo del lavoro potrà essere portato in deduzione dal reddito d’impresa sia ai fini IRES che ai fine IRPEF.

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FISCALE

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Manovra: dall’Imu impatto pesante su terreni e fabbricati rurali La nuova Imposta municipale (Imu) introdotta dalla manovra appena varata dal Governo di Mario Monti avrà un impatto pesante su terreni e fabbricati rurali. Vediamo alcuni esempi, sulla base di un’analisi dell’Ufficio Fiscale della Coldiretti. Il comma 5 del decreto prevede per i terreni agricoli l’incremento da 75 a 120 del coefficiente moltiplicatore per la determinazione della base imponibile. Tale incremento, assieme all’aliquota d’imposta maggiore rispetto all’attuale Ici, “assorbe” il mancato gettito Irpef sui redditi dominicali dei terreni stessi. Prendiamo ora il caso di un terreno con rendita catastale (dominicale) pari a 1000 euro. Secondo il regime precedente (Ici+Irpef) si pagavano 1.009 euro. Ai 540 euro di Irpef (rendita moltiplicata per 1,80 = 1.800 di imponibile moltiplicato a sua volta x 30% di aliquota media) si aggiungevano i 469 di Ici (rendita moltiplicata per 1,25 e per 75 = 93.750 di imponibile moltiplicato a sua volta x 0,5% di aliquota ordinaria base). Con il nuovo regime l’Imu si calcola moltiplicando la rendita di 1.000 euro per 1,25 e per 120 (il nuovo coefficiente, portato con emendamento a 110 per Iap e coltivatori diretti). Si determina così un imponibile di 150.000 euro che va moltiplicato per 0,76 di aliquota base. Ne viene fuori un’imposta di 1.140 euro. Nel confronto col vecchio regime si verranno così a pagare 131 euro in più. Nel calcolo del carico impositivo non si è tenuto conto delle addizionali comunali e regionali che aumentano la base

di comparazione, e non si è altresì tenuto conto delle franchigie e riduzioni d’imposta a favore di coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali che invece la diminuiscono. Si fa presente che nella nuova disciplina sono fatte salve le attuali esenzioni per i terreni montani, mentre viene eliminato qualsiasi riferimento alle franchigie di cui all’art. 9 del decreto Ici (riduzioni d’im-

posta a favore di Cd e Iap). Passiamo ora ad analizzare l’impatto dell’Imu sui fabbricati rurali. Il comma 8 del decreto istituisce un’aliquota ridotta per i fabbricati strumentali agricoli che, in coordinato disposto con l’abrogazione dell’art. 23, comma 1-bis del DL n. 207 del 2008, determina uno specifico obbligo di assoggettamento all’imposta anche dei fabbricati in parola, precedentemente esclusi dall’Ici. Inoltre, si prevede l’assoggettamento all’Imu anche per i fabbricati ad uso abitativo. Rimane in dubbio l’applicabilità delle nuove misure ai fabbricati per i quali è stata presentata la domanda di variazione di categoria catastale A/6, classe “R”, senza attribuzione della renil

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dita nonché per i fabbricati strumentali non accatastati (anch’essi senza rendita). Vediamo dunque un paio di esempi, anche qui a cura dell’Ufficio Fiscale Coldiretti. Per un fabbricato di categoria D/10 ad uso stalla di superficie di 480 mq. con rendita di euro 3.800, l’imposta si calcola moltiplicando la rendita per il 5% di rivalutazione. Fanno 3.990 euro che vanno moltiplicati per 60 (coefficiente moltiplicatore fabbricati gruppo D), per un totale di 239.400 euro che va a sua volta moltiplicato per 0,2% (aliquota ridotta). Ne derivano 478,80 euro arrotondati a 479 euro. In caso l’aliquota venga ulteriormente ridotta dal Comune allo 0,1%, il calcolo sarà di 239.400 x 0,1 = 239 euro. Per una casa di abitazione principale “rurale” di tipo A/3 con rendita catastale di euro 680 si moltiplica la rendita per il 5% di rivalutazione rendita, per 160 (coefficiente moltiplicatore) e per 0,4% (aliquota ridotta). Fanno 456,96 euro, a cui vanno sottratti i 200 euro di riduzione per le abitazioni principali. In tutto si verranno a pagare 256,96 euro. L’articolo è tratto da Il Punto Coldiretti, il giornale online rivolto alle imprese del sistema agroalimentare, creato dalla Coldiretti, la prima Organizzazione degli imprenditori agricoli del Paese. Il Punto Coldiretti assicura un costante aggiornamento su economia e settori produttivi, fisco, ambiente, lavoro, credito, energia, previdenza, formazione, qualità, innovazione e ricerca, scadenze e prezzi, previsioni meteo. L’indirizzo è: www.ilpuntocoldiretti.it.


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OBIETTIVO IMPRESA

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Dalla Regione il Premio Agricoltura all’allevatore Giuseppe Olivieri

“Quando ho saputo di aver vinto, ho provato una grande emozione. Fa piacere veder riconosciuto il lavoro di tanti anni, fatto con passione, entusiasmo, impegno”. Con queste parole Giuseppe Olivieri, allevatore di Levata (Grontardo), ha sottolineato la soddisfazione per aver ricevuto il Premio Agricoltura Lombardia, venerdì 11 novembre in Regione.

Sono stati l’Assessore all’agricoltura Regionale, Giulio De Capitani, e l’Assessore all’agricoltura provinciale, Gianluca Pinotti, a consegnare l’importante riconoscimento, che premia un’intera vita di lavoro in agricoltura e in Coldiretti. “Sono in stalla da quando avevo dieci anni, è la mia vita. Ho iniziato con 70 pertiche di terra e 15 vacche, e non mi sono mai fermato. Ancora oggi, nono-

Giuseppe Olivieri in prima linea, accanto al Presidente Sergio Marini, a Brescia nella manifestazione a tutela del vero latte made in Italy il

stante la stagione non proprio facile per chi vive d’agricoltura, il mio obiettivo è proseguire e far crescere la mia impresa” prosegue Olivieri. Negli anni l’azienda “Corte” di Levata è cresciuta, arrivando ad 80 ettari di proprietà e 80 in affitto, ventimila polli e 250 vacche, quattro dipendenti e una tecnica innovativa, quella della semina a sodo. In progetto c’è ora un importante investimento, per la costruzione di altre due stalle. Comprensibile, di fronte a questi numeri e queste prospettive, che Regione Lombardia – in sinergia con Coldiretti Cremona – abbia voluto indicare l’azienda Olivieri come uno splendido esempio di agricoltura che cresce, si rinnova, garantisce qualità e guarda al futuro. In occasione della premiazione Beppe Olivieri aveva accanto la moglie Vanda e le figlie Chiara (che collabora con il padre in azienda) e Marina, che fa l’insegnante; con loro c'era Pietro Scolari, Segretario di Zona di Cremona. All’agricoltore cremonese, che è anche Presidente Cafri (la cooperativa allevatori frisona italiana) e vicepresidente dell’Apa, va il plauso di Coldiretti Cremona per il prestigioso riconoscimento conquistato. (m.b.)

Olivieri riceve il Premio Agricoltura Lombardia dall’assessore all’agricoltura Regionale Giulio De Capitani e dall’assessore provinciale Gianluca Pinotti Cremonese

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OBIETTIVO IMPRESA

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Al Salone dell'agriturismo di Arezzo premio a Cascina Sant’Alessandro La fattoria didattica custodisce la tradizione dell’allevamento del baco da seta I bachi da seta lombardi protagonisti al Salone nazionale dell’agriturismo, svoltosi ad Arezzo nei giorni 11, 12 e 13 novembre. Tra le aziende premiate come modelli d’impresa, infatti, c’era Cascina Sant’Alessandro di Soncino, impresa agricola socia di Coldiretti Coldiretti e di Terranostra, dove si pratica la bachicoltura dall’inizio del Novecento. “Ogni anno alleviamo 50mila larve che producono circa 20mila bozzoli. Da ognuno di essi, in media, si ricavano tra i 1.500 e i 2.000 metri di seta” ha spiegato Francesca Zuccotti, che insieme al marito Renato Piccioni gestisce l'agriturismofattoria didattica di Soncino. L’allevamento dei bachi da seta – spiega Coldiretti Lombardia – è un mestiere antico, molto diffuso nelle campagne lombarde dell’Ottocento, ma che è andato progressivamente scomparendo a partire dagli anni Cinquanta del secolo scorso a causa dell'abbandono delle campagne, dei bassi guadagni e della concorrenza estera. Oggi è quasi completamente estinto. “Un chilo di bozzoli – conferma Francesca Zuccotti – è pagato solo tre euro, ma è il frutto di un lavoro di precisione che dura mesi. Il nostro prodotto sul mercato non è più compeRenato Piccioni e Francesca Zuccotti, titolari di Cascina Sant’Alessandro, titivo perché non regge in confronto alla seta lavorata che premiati al Salone nazionale dell’agriturismo di Arezzo arriva da Cina e Turchia a prezzi stracciati”. Dal 2003, i coniugi Piccioni tengono dei laboratori pratici dove spiegano ai bambini dell’asilo e agli studenti delle scuole elementari e medie i segreti di questo mestiere. “Mostriamo loro tutte le fasi della vita del baco – dice la signora Francesca – e poi davanti ai loro occhi estraiamo dal bozzolo il filo di seta. Nel 2010 sono venuti a trovarci quasi 900 ragazzi”. Attività didattiche come quella di Cascina Sant’Alessandro – conclude Coldiretti Lombardia – sono indispensabili per mantenere vive le tradizioni e la conoscenza degli antichi mestieri del nostro territorio. Così, ragazzi ed adulti imparano ad apprezzare l’ambiente nel quale vivono e a conoscere a fondo i prodotti dell’agricoltura locale. Alla scoperta del baco da seta e degli antichi mestieri in fattoria didattica (Foto di Bruno Toscani) il

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INFORMAZIONE ALLE IMPRESE

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Castrazione chirurgica dei suinetti e uso dell’analgesia Riceviamo e pubblichiamo il seguente avviso giunto dall’Anas, l’Associazione Nazionale Allevatori Suini: La Posizione comune sulla castrazione dei suini sottoscritta lo scorso anno a livello comunitario da numerosi attori della filiera suinicola europea prevede che dall’anno 2012 si debba praticare la castrazione sotto analgesia e/o anestesia anche per i suinetti di età inferiore a 7 giorni. Si ricorda che il documento prevede altresì l’abbandono della pratica della castrazione a partire dal 2018, fatta eccezione per le produzioni tradizionali registrate con un marchio di Indicazione geografica DOP o IGP ovvero indicate in elenchi ufficiali (come l’elenco italiano dei prodotti agroalimentari tradizionali) e subordinatamente al verificarsi di una serie di condizioni, quali la messa a punto di metodi per la determinazione dell’odore di verro, la possibilità di ridurre

l’odore di verro attraverso la selezione genetica, il management e l’alimentazione, l’implementazione di pratiche di allevamento, trasporto e macellazione idonee per i maschi interi che minimizzino il comportamento sessuale e l’aggressività. Per quanto riguarda la scadenza fissata per il 2012, si ricorda che alcuni dei principi attivi analgesici registrati per i suini sono il Meloxicam, il Flunixin meglumide, il Chetoprofene, il Diclofenac, il Metamizolo, l’Acido tolfenamico e che è necessario seguire le prescrizioni indicate nei foglietti illustrativi delle relative specialità medicinali per quanto riguarda i dosaggi e i tempi di somministrazione. Inoltre, si informa che all’inizio del

prossimo anno saranno resi noti i risultati della sperimentazione condotta dal CRA, Sezione Suini di Modena, dal CRPA di Reggio Emilia, dal Centro di referenza sul benessere dell’IZS di Brescia, dall’Università di Bologna e dal Centro di Bioacustica dell’Università di Pavia, con il finanziamento delle Regioni Lombardia ed Emilia Romagna, per individuare le procedure più idonee nell’uso di analgesici ai fini della castrazione chirurgica dei suinetti. In ogni caso si precisa che l’adesione alla Posizione comune ha carattere volontario. Gli uffici dell’ANAS rimangono a disposizione per qualunque necessità di chiarimento.

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Ricordiamo che tutti gli appuntamenti promossi da Coldiretti Cremona vengono puntualmente comunicati attraverso il nostro sito, all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it. In particolare, per gli avvisi e tutte le informazioni utili agli imprenditori agricoli, c’è lo spazio “avvisi alle imprese”. Il sito, aggiornato in tempo reale, si rivolge agli imprenditori agricoli e a tutti i cittadini attenti ai temi della difesa e valorizzazione dell’agricoltura e alimentazione made in Italy, alla promozione del territorio, alla tutela dell’ambiente. Sul sito sono presenti tutti i comunicati stampa diffusi da Coldiretti Cremona, ci sono le pagine dedicate ai servizi garantiti dai vari uffici, tutte le iniziative sul territorio, accanto ad una serie di link e di indirizzi utili. Cliccando su “quotazioni principali borse” è possibile trovare la “tabella mercati”, con le quotazioni settimanali dei prodotti agricoli, oltre ad una serie di link che collegano direttamente alle principali borse merci. Negli ultimi mesi il sito si è arricchito di una serie di video, che raccontano iniziative, azioni e imprese agricole di Coldiretti. Particolare risalto è dato alle ‘storie’ dei giovani imprenditori agricoli.

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Nonno day, la carica dei 501 La sorprendente creatività dei bambini, l’orgoglio dei nonni, la disponibilità degli insegnanti, la vincente intuizione della Coldiretti, ed in primis dell’Associazione Provinciale Pensionati Coldiretti Cremona. Questi gli ingredienti del “Nonno Day”, il concorso che da otto anni chiama gli alunni delle scuole Primarie e dell’Infanzia ad esprimere il proprio affetto per i nonni attraverso disegni, cartelloni, elaborati scritti, poesie. Anche per l’edizione 2011 la risposta all’invito dei pensionati Coldiretti è stata davvero massiccia. Una “carica dei 501”: questo il numero dei piccoli artisti che hanno partecipato con la propria classe al concorso, molti dei quali si sono poi ritrovati protagonisti del gran finale, con l’incoronazione dei vincitori, il 18 novembre presso il Seminario Vescovile a Cremona. E’ stato un allegro momento d’incontro

– con alunni, genitori, nonni, insegnanti, agricoltori – fra opere da ammirare e premi da consegnare, in una cornice di sorrisi, applausi, animazioni e deliziose torte, preparate dalle nonne. Particolarmente gettonato è stato lo spazio della “trucca-bimbi”: un regno della fantasia, del colore e del talento, affidato alla giovane artista Federica

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che – con le sue polverine magiche – ha trasformato decine di ragazzine in principesse, fate e farfalle. Numerosi sono stati i lavori premiati, con un’attenzione particolare a quelli “di classe”, frutto dell’impegno collettivo dei bambini. Ma lasciamo che siano le immagini a raccontare questa memorabile giornata. (m.b.)


SERVIZI CON L’ACCENTO PENSIONI LAVORATORI AUTONOMI PENSIONI LAVORATORI DIPENDENTI PRIVATI E PUBBLICI PENSIONI VARIE IN CONVENZIONE INTERN.LE PENSIONI INABILITA’ – ASSEGNI INVALIDITA’ PENSIONI REVERSIBILITA’ ASSEGNI SOCIALI SUPPLEMENTI – RICOSTITUZIONI VALUTAZIONE ESTRATTI CONTRIBUTIVI GESTIONE POSIZIONI ASSICURATIVE LAVORATORI AUTONOMI E DIPENDENTI, PRIVATI E PUBBLICI GESTIONE POSIZIONI PREVIDENZIALI ISCRITTI ALLA GESTIONE SEPARATA (COLLABORATORI A PROGETTO) GESTIONE POSIZIONI PREVIDENZIALI ISCRITTI ALLE CASSE PROFESSIONALI RISCATTI RICONGIUNZIONI PENSIONI INVALIDI CIVILI INDENNITA’ DI ACCOMPAGNAMENTO RICONOSCIMENTO HANDICAP INFORTUNI SUL LAVORO E MALATTIE PROFESSIONALI CONSULENZA MEDICO - LEGALE ASSISTENZA IN SEDE GIUDIZIARIA ASSISTENZA SOCIO- SANITARIA ASSEGNI FAMILIARI INDENNITA’ DI MATERNITA’ CONGEDI PARENTALI E PER MOTIVI FAMILIARI DISOCCUPAZIONI ORDINARIE, AGRICOLE, REQUISITI RIDOTTI CONSULENZA MODELLI RED CONSULENZA MODELLI I.S.E. IMMIGRAZIONE L E N O S T R E S E D I I N C R E M O N A E P ROV I N C I A CREMA CREMONA Via del Macello, 34 Via D. Ruffini, 28 EPACA Direzione Generale Via Tel. 0372/732900 Tel. 0372/-732930

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Il Coltivatore Cremonese n.6/2011  

il periodico di Coldiretti Cremona

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