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Tariffa R.O.C. Poste Italiane Spa Ta Sp Spedizione in abbonamento postale D. D.L. 353/2003 ((conv. in L. 27/02/2004 n. 46) (co ar r art.1, comma 1, dcb Cremona Au A u Autorizzazione Tribunale di Cremona 25/07/1951 di n. 33 del Registro n.

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Periodico della Federazione Provinciale Coltivatori Diretti di Cremona

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ANNO 63 A n u numero 3 m maggio/giugno 09

Il nostro progetto per il Paese

Una filiera agricola tutta italiana


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Editoriale

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Direzione, Redazione, Amministrazione: Via Ala Ponzone, 8 - III piano Tel. 0372499811

Assuero Zampini Direttore Coldiretti Cremona

Direttore responsabile Assuero Zampini Redattore capo Marta Biondi Hanno collaborato a questo numero Aldo Bellandi, Francesco Cazzamali Paola Fraschini, Giacomo Maghenzani Mara Malinverno, Dianella Mariotti Andrea Ragazzini, Pietro Scolari Paolo Soldi, Damiano Talamazzini Silvia Trevisi

Fotografie Ambrogio Toscani Mauro Boni, Maurizio Inzoli

Copertina Bruno Toscani

Progetto grafico e impaginazione Uggeri Pubblicità

Latte: Assolatte si arrocca sulle sue posizioni

Stampa Tipografia Pizzorni Tariffa R.O.C. Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 dcb Cremona, Autorizzazione Tribunale di Cremona 25 luglio 1951 n. 33 del Registro Pagamento assolto tramite il versamento della quota associativa

Questo mensile è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

sommario 3 Una folata di vento 4/5/6/7 Nasce la filiera tutta italiana 8/9 Giornata degli allevamenti 10/11 Alla "Tre giorni" di Pizzighettone 12 Il prezzo del latte a FierAgrumello 13 Soncino: a tutela della suinicoltura 14 Appuntamento alla fiera di S. Pantaleone Da pag.15 a pag. 26 LINEE GUIDA REGIONALI PER LA SICUREZZA NELLE AZIENDE 28 Datori di Lavoro: Mod. 770/2009 29 IVA ad esigibilità differita 30 Ambiente e Innovazione 33 Mercato di Campagna Amica 34/35/36/37 Latte: assegnazione delle quote e modifiche della legge 119/03 39 Controlli sugli interventi fecondativi

unedì 8 giugno si è avuto un ulteriore incontro con Assolatte per la definizione del prezzo. Purtroppo si è dovuto rilevare come, ancora, gli industriali non abbiano colto segnali importanti che vengono dalla politica, dalla società civile e dall’estero. La situazione è di estrema difficoltà in tutto il mondo e ciò complica non poco la definizione del prezzo. Ultimamente però una serie di fatti portano a ritenere che la situazione possa migliorare. Da un lato, la posizione assunta in modo chiaro dal Ministro per le Politiche agricole di arrivare alla etichettatura dell’origine dei prodotti, etichettatura obbligatoria e non su base volontaria come auspica Federalimentare. Su questa posizione si stanno convincendo la stessa Unione Europea e altri Stati fra cui la Spagna. Altro punto importante è la definizione del prezzo in Francia: a fronte di una proposta dell’industria di 0,2650 si è chiuso il contratto a 0,28, prezzo lontano dalla situazione italiana ma che però fissa un punto contro la volontà del mercato che si prestava a continuare speculazioni da parte industriale. Questi fatti dovrebbero far comprendere ad Assolatte che la situazione sta mutando. Purtroppo l’industria non intende affrontare seriamente la situazione, a questo punto necessita un forte richiamo a tutti gli allevatori. Vanno dati segnali sindacali importanti: da un lato si è chiesto alla Regione di bloccare i finanziamenti all’industria e dall’altro è necessario affrontare il problema sul piano sindacale, l’industria deve comprendere che le imprese non possono sopportare l’attuale livello di prezzi, che mette a rischio la sopravvivenza stessa dei nostri allevamenti. A questo punto va attivata una forte mobilitazione a tutela del prezzo del latte alla stalla e su questo, siamo convinti, tutti gli allevatori parteciperanno.

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SINDACALE

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UNA FOLATA DI VENTO Cari Soci, da poco si sono concluse le elezioni Provinciali, che hanno portato un nuovo assetto politico in provincia. E’ doveroso per me ringraziare per tutto il lavoro svolto in questi anni e per la sensibilità mostrata verso il suo territorio il Presidente uscente On. Torchio e tutto il Consiglio Provinciale, come è altresì giusto a questo punto fare i più sentiti auguri al nuovo Presidente Massimiliano Salini ed a tutto il Consiglio insediatosi, con la speranza di intraprendere un forte rapporto di collaborazione e confronto, come sempre Coldiretti ha fatto con chi ha voluto confrontarsi con la nostra Organizzazione. Soprattutto in questo momento difficilissimo per la zootecnia cremonese, l’Amministrazione Provinciale ha un ruolo fondamentale per portare avanti progetti concreti che diano delle risposte alle nostre aziende quale è il PROGETTO DI FILIERA TUTTA AGRICOLA ED ITALIANA, e soprattutto per concertare insieme un percorso che porti Cremona nell’EXPO 2015 da protagonista e non da spettatrice, vetrina straordinaria e di portata mondiale per le nostre produzioni di eccellenza. campagna La campa p gn g a elettorale è stata ricca di

polemiche come è giusto e normale che sia, ma di una cosa sono certo: la Coldiretti, dopo la scelta di uscire dalla politica, di sicuro non vuole rientrarvi come qualcuno ha cercato di far credere per togliere credibilità alla più grande Organizzazione agricola d’Italia e d’Europa. Però guai alla politica che cerca di entrare invece in Coldiretti: questo non deve accadere mai, si rischierebbe di avere dirigenti che non compiono scelte dettate dall’interesse dei Soci, ma scelte dettate esclusivamente dall’indirizzo politico a cui appartengono. Questo io non lo voglio. E sulle vicende degli ultimi mesi sui vari rinnovi che si sono susseguiti e sui vari personaggi che via via si sono aggirati in provincia credo che nei prossimi giorni bisognerà fare delle riflessioni approfondite, perché la sensazione che ho avuto è che non siano frutto di dissensi interni sindacali, ma di qualcos’altro che con la Coldiretti non ha nulla a che vedere. Credo che sia arrivato anche il momento di mettere in campo qualche iniziativa, di quelle a cui i Soci di Coldiretti sono abituati, che serva a smuovere l’industria casearia, perché p rché di qu pe qquesto esto ppasso asso le nostre

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Roberto R b t D De A Angeli li Presidente Coldiretti Cremona

azienda chiuderanno nel giro di tre mesi e credo che questo non sia nell’interesse di nessuno, tanto meno del cittadino-consumatore che sa che acquistando un prodotto italiano ha una garanzia di qualità e di genuinità che non ha eguali al mondo. A questo punto rinnovo ancora le congratulazioni al neo Presidente Salini e a tutti i Soci di Coldiretti con la speranza che, come un soffio di vento ha portato aria nuova in provincia, allo stesso modo una piccola folata possa dare nuova linfa alle nostre aziende e alla nostra economia. Ange g li Roberto De Angeli


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PROGETTO PER IL PAESE

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Nasce la filiera agricola tutta italiana Il progetto per il Paese presentato da Coldiretti

Una filiera tutta agricola e tutta italiana. E’ quanto Coldiretti, la prima Organizzazione degli imprenditori agricoli, intende realizzare, nell’attuazione del “progetto per il Paese” presentato giovedì 30 aprile alla convention “Stop a inganni e speculazioni. Nasce la filiera agricola tutta italiana”, imponente manifestazione nella quale il Presidente della Coldiretti Sergio Marini ha illustrato il “piano spesa sicura per portare il vero Made in Italy sulle tavole al giusto prezzo” al Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e al Ministro per le Politiche Agri-

cole Luca Zaia, che hanno portato il loro contributo all’incontro, insieme al Sindaco di Roma Alemanno e a vari altri rappresentanti delle Istituzioni e del mondo economico. Coldiretti Cremona ha preso parte all’importante appuntamento: al Palalottomatica di Roma, tra i quindicimila agricoltori convenuti da tutta Italia, c’erano anche 170 imprenditori agricoli giunti dalla provincia di Cremona, partiti nella notte con pullman e auto. Il Presidente confederale ha esordito evidenziando l’indiscutibile forza dell’agricoltura italiana – prima per qualità, sa-

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Il Presidente Sergio Marini illustra il progetto per una filiera agricola tutta italiana

lubrità, rese per ettaro – sottolineando al tempo stesso i grandi ostacoli che questa deve superare. “Il primo vero problema dell’agricoltura è determinato dal suo basso potere contrattuale, che non riesce a far valere la ricchezza della produzione nei confronti degli altri attori della filiera – ha testimoniato Marini –. Basti pensare che, per ogni euro speso dal consumatore, solo 17 centesimi finiscono agli agricoltori. Il resto va all’industria, ai servizi e soprattutto alla grande distri-


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buzione organizzata che schiaccia con il suo potere il resto della filiera”. Il secondo problema denunciato dal Presidente della Coldiretti sta nel fatto che “per ogni prodotto agricolo realizzato nei campi o negli allevamenti situati in Italia, si sviluppa un Made in Italy alimentare cinque volte più grande tra contraffazioni e imitazioni. A fronte di 20 miliardi di export Made in Italy nel mondo, ci sono altri 60 miliardi generati da prodotti che non hanno mai visto il nostro Paese e, tolti i prodotti a denominazione di origine, solo un prodotto su tre di quelli venduti nella grande distribuzione italiana è realizzato con prodotti agricoli italiani. E tutto questo nessuno lo sa”. Nonostante ciò l’agricoltura italiana è una grande realtà che ha in sé le potenzialità per trovare una nuova strada. Da qui l’intenzione di Coldiretti di realizzare “un grande sistema agroalimentare, che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità e a un prezzo giusto”. Per Sergio Marini il “meccanismo perverso dei bassi prezzi, che provoca effetti devastanti sul tessuto imprenditoriale e sul potere di acquisto dei consumatori può essere contrastato grazie al progetto che la Coldiretti ha lanciato in tutto il Paese: la costruzione di una filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori. “Sarà una filiera italiana fino in fondo – ha sottolineato – perché tutti i processi devono avvenire in Italia, dalla produzione agricola rigorosamente Made in Italy alla trasformazione effettuata nel nostro Paese, a vantaggio non solo deglii ag gl agri rico colt ltor orii, m maa di ttut utta ta ll’e eco cono nomi miaa e agricoltori, tutta l’economia

PROGETTO PER IL PAESE dei territori; sarà una filiera agricola in quanto gestita per una parte sempre più importante direttamente dagli agricoltori; sarà una filiera firmata nel senso che renda visibile e riconoscibile ‘l’italianità’ nei confronti del consumatore finale, basandosi sulla trasparenza della filiera, sull’indicazione dell’origine in etichetta e sul legame del prodotto con il territorio di riferimento”. La “firma” contraddistinguerà il prodotto agricolo in ogni canale di vendita, sia esso il farmers’ market o lo scaffale del supermercato o ancora l’export. “Insomma – ha continuato Marini – un modo per trasferire e rendere riconoscibile al consumatore il valore dell’agricoltura e degli agricoltori italiani nei prodotti alimentari”. “Non è un progetto contro qualcuno – ha puntualizzato il Presidente della Coldiretti –. È un modo per creare più concorrenza, più trasparenza, più potere contrattuale per gli agricoltori, più vantaggi per i cittadini e, soprattutto, per valorizzare e distinguere il vero Made in Italy fatto di agricoltura italiana”. Coldiretti sta offrendo, ha dichiarato Sergio Marini, un’opportunità all’agricoltura, all’economia, all’Italia. Ecco perché è appropriato definire il progetto per una filiera agricola tutta italiana “un progetto per il Paese”. Il Presidente di Coldiretti è entrato nel dettaglio di questo ambizioso progetto: Coldiretti intende dar vita alla più estesa rete commerciale, con prodotti italiani al cento per cento, che potrà contare su ventimila mercati degli agricoltori firmati “campagna amica” dove acquistare dire di rett ttam amen ente te ppro rodo dott ttii pr prov oven enie ient ntii da dagl glii direttamente prodotti provenienti dagli

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allevamenti e dalle coltivazioni italiane. Questa ‘rete’ sarà costituita da duemila mercati di campagna amica e duemila punti vendita delle cooperative, mille dei consorzi agrari, cinquemila agriturismi e diecimila aziende agricole, ma coinvolgerà anche la rete della ristorazione a chilometri zero e la distribuzione che intenderà partecipare. Saranno coinvolte le piccole e le grandi città, con l’obiettivo di dare l’opportunità a tutti i consumatori di acquistare i prodotti dell’agricoltura italiana con il miglior rapporto prezziqualità. “Alla politica – ha evidenziato Marini – chiediamo di credere assieme a noi in questo progetto, di investire sui valori distintivi che hanno reso unico il nostro agroalimentare agli occhi dei consumatori italiani e del mondo. Di assicurare competitività e pari opportunità all’agricoltura e di investire nel progetto e sui soggetti che lo stanno interpretando, anche superando le emergenze come il mancato finanziamento del Fondo di Solidarietà nazionale indispensabile per difendere le imprese dalle avversità atmosferiche favorite dai cambiamenti climatici. Di impegnarsi insieme a noi nella lotta alla contraffazione con l’applicazione della legge sulla etichettatura obbligatoria dell’origine su tutti i prodotti agricoli e alimentari e continuando l’impegno sulla strada della tutela della proprietà intellettuale e della lotta alla contraffazione e all’agro-pirateria all’estero. Ma soprattutto – ha concluso Marini – chiediamo che sia riconosciuto il ruolo strategico del progetto con un incoraggiam gi amen ento to a completarlo ccom ompl plet etar arlo lo velocemente”. vvel eloc ocem emen ente te”. giamento

Oltre 15mila imprenditori agricoli hanno preso parte alla convention del 30 aprile al Palalottomatica a Roma, aderendo al progetto per una filiera agricola tutta italiana IL

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Il manifesto approvato dall’assemblea Riportiamo il manifesto approvato all'unanimità da 15mila rappresentanti degli agricoltori e delle cooperative italiane della Coldiretti nel corso della convention “Stop a inganni e moltiplicazione prezzi. Nasce la filiera agricola tutta italiana”, la manifestazione organizzata da Coldiretti al Palalottomatica di Roma il 30 aprile 2009, alla presenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, del Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola e del Ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia. Noi imprenditori dell'agricoltura italiana nelle sue forme singole e associate - imprese, cooperative, consorzi, associazioni che si riconoscono nel progetto di Coldiretti - considerando che: • la storia e l'evoluzione del nostro Paese e dei suoi territori appaiono indissolubilmente legate al ruolo dell'Agricoltura e di chi opera nel mondo agricolo; • l'agricoltura e il cibo italiano per purezza ed unicità rappresentano un contributo fondamentale alla ricchezza, alla salute e alla qualità della vita di tutti i nostri concittadini; • la promozione e la ricchezza dell'immagine italiana nel mondo sono per molti versi il frutto della varietà e della distintività dei nostri prodotti agricoli e alimentari; • l'agricoltura – per le sfide che il Pianeta deve affrontare in termini di sicurezza, fabbisogno alimentare e sostenibilità ambientale – ha riassunto una posizione centrale siamo fermamente consapevoli di come, a dispetto di un ruolo così significativo per il Paese, il peso e il riconoscimento economico e sociale dei produttori lungo la filiera agricola si siano progressivamente attenuati. Ciò si rivela iniquo nei confronti di chi si colloca agli estremi della filiera: ingiusta, quindi, la remunerazione e la considerazione per i produttori agricoli, insufficiente la trasparenza a tutela dei consumatori. Riformare dal profondo questa situazione diventa un dovere. La missione che ci diamo per l'immediato futuro è quella di ‘fondare una filiera agricola, tutta italiana, riconoscibile perché porta la firma degli agricoltori italiani'. Ci impegniamo, quindi: • come imprenditori a rafforzare con i cittadini un patto di crescita fondato sulla qualità, sulla sicurezza, sulla conservazione della bellezza dei luoghi, anche attraverso l'adesioLe foto di gruppo ritraggono parte della ‘delegazione’ cremonese alla convention di Coldiretti al Palalottomatica IL

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ne ai valori della Fondazione Campagna Amica quale luogo di dialogo proficuo con segmenti sempre più vasti della società italiana; • come imprenditori tutti a costituire una filiera agroalimentare fondata sui valori dell'identità, della trasparenza, della efficienza e della sostenibilità; • come cooperative e consorzi già impegnati nella costituzione di filiere agroalimentari che traggono nutrimento e forza dai territori italiani e dalla ‘firma' dei produttori, ad alzarne significativamente l'efficacia e l'efficienza, aggregandone le forze e facendone un potente strumento di economicità, nella qualità e ricchezza dei prodotti e dei servizi; • come “Mercati di Campagna Amica” a promuovere l'estensione capillare dei mercati degli agricoltori e di ogni formula di vendita diretta, quale momento di valorizzazione della firma dei produttori e di risposta alla crescente domanda di cibo veramente italiano e genuino.

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Tutto ciò avrà come naturale conseguenza la creazione di un nuovo modello agro-alimentare, fondato dai produttori stessi che offra: • una giusta remunerazione a chi produce; • un giusto prezzo e una effettiva garanzia di qualità e di trasparenza dei cibi; • la valorizzazione dei primati e delle distintività dei nostri territori e di chi vi abita e lavora; • un accrescimento del patrimonio complessivo del nostro Paese. Molto è nelle mani dei governi e degli uomini politici, ma molto dipende da noi. Agricoltori, famiglie, cittadini, insieme possiamo fare tanto: lo dobbiamo ai nostri figli.

Questo è il nostro progetto per il Paese. Al raggiungimento di questi obiettivi diamo la nostra solenne adesione.

Made in Italy: sugli scaffali sono “finti” due prodotti su tre Solo un prodotto su tre di quelli venduti nella grande distribuzione italiana è realizzato con prodotti agricoli italiani, ma nessuno lo sa. E’ per questo che Coldiretti si è impegnata nella realizzazione di una filiera agricola tutta italiana, un grande sistema agroalimentare, che premi i produttori e offra ai consumatori prodotti di qualità e a un prezzo giusto. E’ quanto ha affermato il presidente di Coldiretti, Sergio Marini, alla Convention “Stop a inganni e moltiplicazioni. Nasce la filiera agricola tutta italiana”, evidenziando che “per ogni prodotto agricolo realizzato nei campi o negli allevamenti situati in Italia, si sviluppa un Made in Italy alimentare cinque volte più grande tra contraffazioni e imitazioni. A fronte di 20 miliardi di export Made in Italy nel mondo, ci sono altri 60 miliardi generati da prodotti che non hanno mai visto il nostro Paese e, tolti i prodotti a denominazione di origine, solo un prodotto su tre di quelli venduti nella grande distribuzione italiana è realizzato con prodotti agricoli italiani. E tutto questo nessuno lo sa”. Con il “piano spesa sicura” della Coldiretti vengono smascherati - ha affermato Marini - gli inganni del finto Made in Italy che riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero, ma anche quattro cartoni di latte a lunga conservazione su cinque che sono stranieri senza indicazione in etichetta. Oltre un terzo della pasta è ottenuta da grano che non è stato coltivato in Italia all’insaputa dei consumatori, e la metà delle mozzarelle non a denominazione di origine è fatta con latte IL

o addirittura con cagliate straniere. Secondo l'indagine Coldiretti-Swg la quasi totalità dei cittadini (98 per cento) considera necessario che debba essere sempre indicato in etichetta il luogo di origine della componente agricola contenuta negli alimenti, per colmare una lacuna ancora presente nella legislazione comunitaria e nazionale.

Rispondendo all’invito del Presidente Marini, il Presidente del Consiglio Berlusconi, il Ministro dello Sviluppo economico Scajola e il Ministro delle Politiche agricole Zaia hanno chiuso la convention degustando eccellenti salumi "made in Italy" CREMONESE

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Presidi degli allevatori, in tutta Italia, per un’Operazione Verità tesa a denunciare la forbice dei prezzi tra produzione e consumo e l’inganno che impedisce ai cittadini di riconoscere (e acquistare) l’autentico made in Italy

Presidio degli agricoltori cremonesi davanti al centro commerciale Esselunga

Proclamata dalla Coldiretti, in tutta Italia martedì 12 maggio si è vissuta la “Giornata nazionale degli allevamenti”: decine di migliaia di allevatori hanno lasciato le stalle per raggiungere le principali piazze e supermercati delle città italiane, determinati a difendere i primati qualitativi della produzione Made in Italy messi a rischio dalle contraffazioni e dalla forbice dei prezzi che colpisce agricoltori e consumatori. Un’operazione verità – voluta dagli allevatori della Coldiretti per salvare le stalle italiane – che a Cremona è stata vissuta con grande determinazione e partecipazione. Per l’intera giornata (dalle 8 del mattino fino al tardo pomeriggio) soci, dirigenti e funzionari dell’Organizzazione hanno incontrato i cittadini-consumatori in via Rialto e via Ghisleri, trasformando il parcheggio del Centro Commerciale Esselunga in una straordinaria ‘oasi dei sapori genuini’. Sotto i gazebi gialli del Mercato di Campagna Amica gli imprenditori agricoli hanno offerto formaggi prodotti direttamente dai caseifici delle

Vari momenti della Giornata degli allevamenti, con la vendita di latte fresco (a cinquanta centesimi il litro) e dei prodotti a km zero IL

aziende agricole con latte di vacca, bufala e capra, ma anche salumi in arrivo dagli allevamenti del territorio, e poi farine e biscotti appena sfornati dagli agriturismi. Il tutto garantendo qualità, freschezza, origine certa e prezzi convenienti. Per l’occasione è stato installato anche un distributore automatico di latte fresco (latte naturalmente appena munto presso un allevamento cremonese), letteralmente preso d’assalto dai cittadini, che non hanno voluto perdere l’occasione di ricevere un litro di latte al prezzo di soli 50 centesimi. L’operazione verità messa in campo da Coldiretti Cremona – tra striscioni, manifesti e bandiere – prevedeva anche la distribuzione di volantini, a denuncia dell’insostenibile forbice dei prezzi che separa il campo o la stalla dalla tavola, nonché delle contraffazioni che impediscono alle famiglie italiane di riconoscere, e premiare, l’autentico made in Italy agroalimentare. “Mamme, vogliono pagare il latte delle nostre stalle meno di 30 centesimi al litro mentre al consumo per un litro di latte vi chiedono fino a 1,50 euro – evidenziava uno dei vvolantini –. Senza il riconoscimento di un equo prezzo del lattte alla stalla, gli allevatori rischiano di dover chiudere le loro aaziende! Nella forbice dei prezzi tra produzione e consumo ci ssono margini sufficienti da recuperare per consentire acquisti ssostenibili ai consumatori e garantire un reddito equo agli aallevatori, evitando la chiusura delle stalle e assicurando alle mamme italiane la possibilità di continuare ad acquistare vero latte made in italy, eccellente per gusto, qualità e salubrità”. In merito alla suinicoltura si denunciava, ad esempio, l’assurda ssituazione per cui agli allevatori il suino viene pagato 1 euro al chilo, mentre al cittadino-consumatore servono almeno 330 euro per acquistare un chilogrammo di prosciutto crudo (venti euro per un chilo di salame, 17-18 euro per un chilo di coppa). CREMONESE

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FOTO AMBROGIO TOSCANI

Giornata degli Allevamenti


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Nel mirino anche i tanti inganni che non consentono ai cittadini di avere la garanzia di portare autentico made in italy sulle tavole (dalle mozzarelle ricavate dalle cagliate che giungono d’oltralpe ai prosciutti ottenuti da carne di maiali olandesi), da cui l’esigenza di vedere sancito e rispettato, prima possibile, l’obbligo di porre l’origine in etichetta per tutti gli alimenti. Queste, in sintesi, le principali richieste degli allevatori della Coldiretti: 1) alla grande distribuzione si chiede di tenere separati sugli scaffali gli spazi dedicati al vero prodotto alimentare italiano da quelli del finto made in Italy, ottenuto con prodotti importati; 2) alla Politica di rendere obbligatoria l’indicazione della provenienza dei prodotti agricoli ed alimentari (dalla carne di maiale al latte a lunga conservazione) per consentire scelte consapevoli ai consumatori; 3) all’industria e alla grande distribuzione si torna a chiedere,

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inoltre, di riconoscere, con un’equa retribuzione, il valore delle produzioni made in Italy, base imprescindibile per un agroalimentare certamente impareggiabile per gusto, qualità e salubrità. Il tutto può essere fatto, ha ribadito Coldiretti, senza pesare sui bilanci dei cittadini, bensì rendendo più immediato e trasparente il percorso che conduce i prodotti dalle imprese agricole alle famiglie. L’intensa giornata di mobilitazione ha previsto anche l’incontro con le Istituzioni. Nella mattinata il Presidente De Angeli e il Direttore Zampini hanno affidato al Prefetto di Cremona la documentazione relativa all’attuale situazione dei comparti latte e suini in Lombardia, con le proposte di Coldiretti tese a garantire la sopravvivenza e lo sviluppo di due settori fondamentali per l’economia della Regione e del Paese. Al Prefetto dott. Tancredi Bruno di Clarafond è stato consegnato anche il documento relativo al progetto Coldiretti per una filiera tutta agricola e tutta italiana. (m.b.)

A sinistra: gli imprenditori agricoli protagonisti del Mercato di Campagna Amica, eccezionalmente proposto davanti all’Esselunga di Cremona, con il Presidente Roberto De Angeli. A destra: l'incontro dei Dirigenti Coldiretti con il Prefetto di Cremona al quale è stato consegnato il progetto per il Paese.

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Alla ‘Tre giorni’ di Pizzighettone imprese agricole protagoniste Coldiretti ha colto questa ulteriore occasione per far conoscere il progetto per “una filiera agricola tutta italiana” ai rappresentanti istituzionali e ai numerosissimi cittadini incontrati L’impegno per la difesa e valorizzazione di tutte le produzioni italiane e il progetto per il Paese presentato dalla prima Organizzazione degli imprenditori agricoli sono stati i cardini della partecipazione di Coldiretti Cremona all’edizione 2009 della “Tre Giorni in Piazza”, apprezzata vetrina offerta all’economia del territorio, accolta dal 22 al 24 maggio presso le Case Matte di Pizzighettone. Per Coldiretti è stata un’edizione posta nel segno del progetto di costruire una filiera tutta agricola e tutta italiana, unica via per tutelare e valorizzare le produzioni del territorio e veder garantita un’equa retribuzione agli imprenditori agricoli. Come già fatto a Cremona in occasione della ‘Giornata nazionale degli allevamenti’, anche da Pizzighettone gli imprenditori agricoli hanno denunciato l’inaccettabile forbice dei prezzi che separa la produzione, pagata sempre meno, dal consumo. Proseguendo nell’operazione verità, Coldiretti ha colto questa ulteriore occasione per smascherare i tanti inganni che non consentono ai cittadini di avere la garanzia di acquistare autentico made in Italy. La volontà di offrire un’informazione corretta ai consumatori e l’impegno di proseguire nel dialogo con le Istituzioni, chiamate ad aderire al progetto di Coldi-

Lo stand Coldiretti alla "Tre giorni in piazza" di Pizzighettone

retti per il Paese, si sono tradotti in una forte azione da parte dell’Organizzazione che, in questa “tre giorni”, è stata protagonista tra gli stand e al tavolo del dialogo istituzionale.

Lo stand Dal venerdì alla domenica sera, lo stand Coldiretti è stato punto d’incontro tra imprenditori agricoli, rappresentanti del territorio e cittadini. Accanto alle degustazioni a km zero e alla vendita diretta da parte di imprese agricole del territorio, non è mancato il distributore automatico di latte, rifornito da un allevamento locale, presso il quale le famiglie sono state invitate a fare ‘il pieno di latte fresco’. Attraverso manifesti e volantini distribuiti ai consumatori, Coldiretti è tornata a denunciare lo scandalo che vede il latte della nostra terra pagato meno di 33 centesimi (un compenso che non copre neppure le spese di produzione), mentre ai consumatori, sugli scaffali, vengono imposti prezzi ben più alti. IL

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Intervento del Presidente De Angeli al convegno svoltosi nell’ambito della ‘Tre giorni’

Il convegno Importante novità legata all’edizione 2009 della ‘Tre giorni in piazza’ è stata l’organizzazione del convegno che ha raccolto intorno a un tavolo i rappresentanti delle istituzioni e del settore primario, per affrontare il tema “L’agricoltura lombarda e le sfide della globalizzazione. Valorizzazione del territorio e conquista di nuovi mercati”, fissato nella mattinata di domenica 24 maggio. Coldiretti Cremona è stata tra i protagonisti dell’appuntamento, con l’intervento del Presidente De Angeli, che ha messo a frutto questa ulteriore opportunità di illustrare a politici, amministratori pubblici e cittadini le finalità e i contenuti del progetto di Coldiretti, che sta costruendo una filiera tutta agricola e tutta italiana. Altri relatori sono stati il Sindaco di Pizzighettone Luigi Bernocchi, la Senatrice Cinzia Fontana, la Vicepresidente della Commissione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo Cristiana Muscardini, il Presidente della Libera agricoltori Antonio Piva, il Vicepresidente della Regione Gianni Rossoni e il Presidente della Provincia Giuseppe Torchio.

Coldiretti ha dato vita ad uno spazio “a km zero”, rinnovando l’invito a gustare, ed acquistare, gli eccellenti frutti dell’agricoltura cremonese

Aperitivo a km zero A A All’ingresso della Casamatta cche ha accolto la tavola rotonda, Coldiretti ha allestito una invitante esposizione ddedicata ai prodotti del territorio torio, dai formagg formaggi ai salami, ma anche frutta, verdura, farine e tutti gli altri eccellenti frutti dell’agricoltura made in Cremona. Anche il ‘coffee break’, a cura degli agriturismi, è stato tutto nel segno dell’invito a gustare i prodotti a km zero. (m.b.)

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Il prezzo del latte al centro di FierAgrumello Una serie di intensi “fine-settimana” sul territorio sta impegnano imprenditori agricoli, dirigenti e funzionari di Coldiretti Cremona. Ad inaugurare questa stagione di instancabile presenza nelle piazze, fiere, feste (e in tutte quelle occasioni che consentono di rafforzare il dialogo, e il patto, tra agricoltori, cittadini, amministratori, rappresentanti istituzionali), è stato il tradizionale appuntamento con la Festa Regionale Agricola di Primavera, a Grumello Cremonese. Coldiretti è stata tra i protagonisti della 34esima edizione della Fiera: dopo la partecipata tavola rotonda sul tema “Prezzo del latte: strategia per la tutela del reddito delle imprese” (occasione per fare il punto, in una zona fortemente vocata alla produzione di latte, sull’azione che si sta conducendo, sul fronte ‘prezzo del latte’, tesa a garantire un’equa remunerazione agli allevamenti), il weekend a Grumello ha registrato numerose presenze allo stand di Campagna Amica, dove agricoltori e cittadini hanno trovato degustazioni di prodotti made in Cremona, materiale informativo e l’occasione, attraverso i tanti incontri con dirigenti e rappresentanti istituzionali, di proseguire nel dialogo in merito al Progetto di Coldiretti per il Paese. Lasciamo che sia questa ‘carrellata’ di fotografie a testimoniare alcuni fra i tanti momenti condivisi a FierAgrumello

L’ALLEVAMENTO DA LATTE IN ITALIA STALLE ................................... 45MILA VACCHE DA LATTE.................. 1,8 MILIONI NI OCCUPATI NELLA FILIERA ..... 190MILA VALORE FILIERA..................... 22 MILIARDI RDI CONSUMI ............................... 47 CHILI DI LATTE E 24 CHILI DI FORMAGGIO PROCAPITE

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PROGETTO PER IL PAESE

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Soncino: pane e porchetta a tutela della nostra suinicoltura “Pane e porchetta” in assaggio ai cittadini, per richiamare l’attenzione sulla qualità, bontà e salubrità dei prodotti della suinicoltura autenticamente made in Italy. E’ stato questo il significato principale della partecipazione della Coldiretti alla Festa di Primavera a Soncino, tradizionale appuntamento che domenica 24 maggio ha trasformato le piazze e le strade dell’antico borgo in un expo a cielo aperto. Coldiretti ha allestito uno stand presso il portico di via IV Novembre (davanti agli uffici della sezione), cogliendo anche questa occasione per incontrare i cittadini-consumatori offrendo degustazioni dei genuini prodotti della nostra agricoltura e materiale informativo in merito al progetto per una filiera tutta agricola e tutta italiana. L’attenzione è stata rivolta, in primo luogo, alla suinicoltura, attraverso manifesti e volantini che denunciavano l’inaccettabile condizione che oggi vede i suini italiani pagati 1 euro al chilo, un prezzo che non copre neppure i costi di produzione (e che si moltiplica di otto, venti, tren-

ta volte, quando il cittadino acquista al banco della distribuzione i prodotti della suinicoltura, dalla braciola al salame, al prosciutto). Una situazione che, in assenza del riconoscimento di un prezzo equo per i suini, mette a rischio la sopravvivenza di tanti allevamenti e della stessa suinicoltura italiana. La decisione degli allevatori di accogliere i cittadini offrendo pane e porchetta è stata particolarmente apprezzata: tanto nella mattinata, quanto nel pomeriggio, lo stand è stato meta di numerosissimi buongustai. Tutti hanno concordato sulla grandissima qualità del prodotto offerto. Per gli allevatori è stata questa un’ulteriore occasione per ribadire la necessità di ottenere

l’indicazione obbligatoria dell’origine in etichetta: troppo spesso infatti – hanno evidenziato – carne e prosciutti in arrivo dall’estero vengono spacciati per italiani, a danno sia dei produttori che dei consumatori. Con questa iniziativa gli allevatori hanno inoltre voluto trasmettere fiducia alle famiglie cremonesi, ribadendo che la suinicoltura italiana è eccellente nella qualità e sicurezza: non si può tollerare, ha evidenziato in proposito Coldiretti, che psicosi ingiustificate si traducano in una riduzione dei consumi di carne di maiale e derivati, mettendo a rischio le oltre 5mila stalle italiane che allevano 13 milioni di suini (dei quali il 70% destinati alle produzioni italiane a denominazione di origine) e alimentano una filiera che dà lavoro a oltre 90mila lavoratori (35mila negli allevamenti, 25mila nei macelli e nelle industrie di trasformazione e 30mila nei trasporti ed altri servizi commerciali) e sviluppa al consumo un fatturato di circa 20 miliardi. (m.b.)

L’ALLEVAMENTO DEL MAIALE ITALIANO IN CIFRE STALLE MAIALI OCCUPATI NELLA FILIERA VALORE FILIERA CONSUMI

5MILA 13 MILIONI (70% PER PRODUZIONI DOP) 90MILA 20 MILIARDI 37 CHILI/PRO CAPITE Lo stand Coldiretti alla ‘Festa di Primavera’

Ricambi agricoli - Articoli e forniture industriali - Utensileria - Lubri¿canti

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- Lamiere forate.


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PROGETTO PER IL PAESE

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Appuntamento alla Fiera di San Pantaleone La 14esima edizione della Fiera di San Pantaleone è alle porte: si svolgerà a Crema nel fine settimana, dall'11 al 14 giugno. Coldiretti sarà tra i protagonisti della manifestazione: imprenditori agricoli e dirigenti si daranno appuntamento allo stand, per una giornata d’incontro e di dialogo sull’azione dell’Organizzazione, tesa alla tutela e promozione di tutte le produzioni dell’agricoltura made in Italy, nel segno del Progetto di Coldiretti per la creazione di una filiera tutta agricola e tutta italiana. L’Organizzazione curerà, inoltre, la regia del convegno “Vero o falso? L’agro-alimentare italiano tra eccellenze e inganni”, proposto per la mattinata di sabato 13 giugno, che accoglierà la relazione del dott. Lorenzo Bazzana, Ufficio Economico Coldiretti Nazionale, Esperto del Settore ortofrutticolo e commercializzazione. Accanto ad Armando Tamagni, Delegato provinciale di Giovani Impresa, che introdurrà i lavori, e al Presidente Roberto De Angeli, interverrà anche l’imprenditore agricolo Giannenerico Spoldi, che porterà l’esperienza – vincente – del Mercato di Campagna Amica in provincia di Cremona. Ci vediamo, dunque, al convegno e allo stand, dove si potrà gratuitamente richiedere una copia de Il Coltivatore Cremonese, periodico della Federazione di Cremona, insieme ad altro

materiale informativo, così da conoscere più a fondo – e condividere – il lavoro dell’Organizzazione a difesa del made in Italy agroalimentare e del futuro delle imprese agricole.

Nell’ambito della Fiera di San Pantaleone a Crema, Coldiretti organizza il Convegno

Vero o falso? L’AGRO-ALIMENTARE ITALIANO TRA ECCELLENZE E INGANNI

SOCIETA’ ITALIANA PER L’IRRIGAZIONE A PIOGGIA di Volpi e C. s.n.c.

SABATO 13 GIUGNO 2009 ORE 10 - CREMA – Centro E.R.S.A.F (ex Stalloni) – Via Verdi, 16 Introduzione Armando Tamagni – Delegato Prov.le Giovani Impresa Relazione Lorenzo Bazzana – Ufficio Economico Coldiretti Nazionale Esperto Settore ortofrutticolo e commercializzazione Intervento Giannenrico Spoldi – Imprenditore agricolo (L’esperienza del Mercato di Campagna Amica in provincia di Cremona)

GIARDINI - AGRICOLTURA - CAMPI SPORTIVI

IMPIANTI PER IRRIGAZIONE E LIQUAMI

Dibattito Conclusioni Roberto De Angeli – Presidente Coldiretti Cremona XIV FIERA DI SAN PANTALEONE - CREMA, 11-14 GIUGNO 2009

Via Dante, 81 - Cremona - Tel. e Fax 0372 29344

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COLDIRETTI CREMONA

A cura di: Andrea Ragazzini Paola Fraschini

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Andrea Ragazzini Ufficio Ambiente

LINEE GUIDA REGIONALI PER LA SICUREZZA NELLE AZIENDE AGRICOLE Paola Fraschini Politiche Comunitarie

Già da qualche anno la Regione Lombardia, recependo le indicazioni della Comunità Europea, ha delineato un percorso che dovrebbe portare le aziende agricole al recepimento ed all’attuazione della normativa in materia di sicurezza degli ambienti di lavoro. Il rispetto della suddetta normativa diventa vincolante per ottenere gli aiuti comunitari: - nel nuovo Piano di Sviluppo Rurale, per le misure strutturali ed il premio di primo insediamento, l’azienda deve “garantire il rispetto delle norme comunitarie, nazionali e regionali vigenti in materia di igiene e sicurezza dei lavoratori, in materia di fitofarmaci, in materia di macchine, impianti ed attrezzature”. Oltre a ciò tutte le aziende ammesse a finanziamento vengono sottoposte ad un accurato controllo da parte dell’ASL, il cui esito, positivo o negativo, consente la liquidazione o meno del contributo previsto da parte della Provincia. - I numerosi controlli sul rispetto delle norme relative alla condizionalità degli aiuti non prevedono per ora anche la verifica della situazione dell’azienda in materia di sicurezza; è però vero che una parte dei controlli viene effettuata dagli stessi soggetti (ASL)

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che sono tenuti comunque a segnalare irregolarità sanzionabili. Con questo inserto, che è parte integrante delle Linee Guida Regionali (*), si vuole fornire un aiuto esemplificativo alle nostre aziende per favorire il rispetto delle norme e, quindi, per non incorrere in eventuali sanzioni. Elenco degli argomenti trattati nelle schede: - Alberi cardanici e prese di potenza - Protezione coclee, ingranaggi, catene e cinghie di trasmissione - Protezione antiribaltamento dei trattori - Sicurezza del lavoro nei fienili - Gli impianti elettrici - Scale semplici portatili - Protezione dal rischio di scivolamento - Protezione dallo schiacciamento da parte dei bovini - Sicurezza nell’allevamento dei suini - Protezione delle letamaie e delle vasche dei liquami (*) Fonte Regione Lombardia (www.agricoltura.regione.lombardia.it)

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ALBERI CARDANICI E PRESE DI POTENZA ➠ L’albero cardanico deve essere dotato di una protezione, che superi di 5 cm le crociere ➠ La parte che rimane scoperta deve essere protetta dalle protezioni applicate alle prese d’uscita del trattore e all’ingresso della macchina operatrice

➠ Gli alberi devono essere sottoposti a regolare manutenzione ➠ Per evitare la rottura delle protezioni, l’albero non deve mai essere poggiato a terra. Quando viene staccato va posizionato su rastrelliera

➠ Le cuffie e ogni parte indipendente della protezione, devono essere dotate di catenelle, per evitarne la rotazione

➠ Gli alberi devono essere marcati CE, dotati di dichiarazione di conformità e manuali d’istruzione in italiano

Sostituire immediatamente le protezioni in caso di rottura o di usura!

TENERE SEMPRE UNA SCORTA DI PROTEZIONI IN AZIENDA

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PROTEZIONE COCLEE, INGRANAGGI, CATENE E CINGHIE DI TRASMISSIONE Le coclee, gli ingranaggi, le catene e le cinghie di trasmissione devono essere adeguatamente e solidamente protetti quando siano in posizione raggiungibile nelle normali operazioni di lavoro

stanza di sicurezza dagli operatori, come previsto dalle tabelle 1 e 2 della norma EN 294 PERI COLO

LO ICO R E P

DISTANZA DI SICUREZZA

LE PROTEZIONI DEVONO MPEDIRE DI RAGGIUNGERE I PUNTI PERICOLOSI CON LE MANI O CON ALTRE PARTI DEL CORPO

Le cinghie devono essere in ogni caso dotate di protezione adatta a trattenerle in caso di rottura. Gli organi pericolosi, qualora non segregati da carter di protezione o scatolati, devono essere mantenuti ad una di-

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a = Altezza della zona pericolosa. b = Altezza della struttura di protezione. c = Distanza orizzontale della zona pericolosa.

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PROTEZIONE ANTIRIBALTAMENTO DEI TRATTORI Il ribaltamento del trattore rappresenta uno dei rischi più gravi cui è esposto l’operatore.

I trattori a ruote, con l’eccezione dei più piccoli e leggeri, devono avere telaio o cabina di protezione. I danni conseguenti a un ribaltamento sono pressoché annullati per mezzo di: ➠ una struttura di protezione omologata (telaio a 2 o 4 montanti o cabina) o riconosciuta dall’Ispesl, per i trattori antecedenti all'obbligo

Le cinture di sicurezza (D.Lgs. 359/99) sono necessarie per evitare il rischio di schiacciamento tra il suolo e la struttura di protezione, in caso di ribaltamento.

IN CASO NON SIA POSSIBILE INSTALLARE LE PROTEZIONI DEL POSTO DI GUIDA, IL TRATTORE NON PUÒ PIÙ ESSERE UTILIZZATO

➠ le cinture di sicurezza

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SICUREZZA DEL LAVORO NEI FIENILI Il fieno viene conservato in rotoballe, in balle parallelepipede o in ballette, impilate in fienili o accatastate all’aperto

tare rischi di instabilità. L’impilamento di un numero superiore può causare la caduta delle rotoballe addosso all’operatore

➠ adottare misure di contenimento delle rotoballe accatastate (funi, recinzioni, ecc.) ➠ utilizzare preferibilmente movimentatori a braccio telescopico

I rischi, di infortuni gravissimi o mortali, sono determinati: ➠ dalla possibile caduta della balla in movimentazione ➠ dalla caduta o instabilità delle balle accatastate nelle vicinanze di quella movimentata

➠ operare preferibilmente sul fronte del deposito ➠ garantire nella zona di movimentazione la presenza del solo lavoratore addetto ➠ non utilizzare vecchi fienili per lo stoccaggio delle rotoballe. In caso contrario si dovrà controllare la staticità dell’edificio e, se si opera sul fienile, quest’ultimo dovrà essere dotato di parapetto normale con arresto al piede

Per prevenire tali rischi si può intervenire sulle strutture, sulle attrezzature, con procedure di lavoro adeguate Le soluzioni possibili: ➠ impilare 3-4 rotoballe al massimo, per evi-

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GLI IMPIANTI ELETTRICI L’impianto elettrico dell’azienda e le attrezzature utilizzate, comprese prolunghe e riduzioni, devono essere mantenuti in modo da prevenire il pericolo derivante da contatti accidentali con gli elementi in tensione ed anche eventuali rischi di incendio.

ESEMPIO DI COLLEGAMENTO ELETTRICO A TERRA

Gli impianti di messa a terra devono essere verificati a cura del datore di lavoro, prima della messa in servizio e periodicamente.

La verifica periodica può essere effettuata dall’ASL o da organismi certificati dal Ministero delle Attività Produttive

L’IMPIANTO ELETTRICO DEVE SEMPRE ESSERE PROVVISTO DI MESSA A TERRA E DISPOSITIVO “SALVAVITA”

Gli impianti realizzati dopo il 1990 devono essere certificati dall’installatore, ai sensi della legge 46/90

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SCALE SEMPLICI PORTATILI Devono essere costruite con materiali adatti ed avere dimensioni appropriate all’uso, ovvero sporgere di almeno un metro oltre il piano d’accesso. Le scale in legno devono avere i pioli privi di nodi ed incastrati nei montanti, i quali devono essere trattenuti con tiranti di ferro applicati sotto i due pioli estremi (anche a metà se le scale sono più lunghe di quattro metri).

Tutte le scale devono essere provviste:

➠ di dispositivi antiscivolo

all’estremità inferiore dei due montanti

➠ di ganci di trattenuta o ap-

poggi antiscivolo alle estremità superiori o comunque deve essere saldamente vincolata

SCALA PORTATILE DA APPOGGIO

MONTANTE

SCALA A FILO

PIOLI

SCALA DOPPIA

PIEDINO SNODABILE CON DENTI

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PROTEZIONE DAL RISCHIO DI SCIVOLAMENTO In tutti i locali ed ambienti zootecnici esiste il rischio di scivolamento, dovuto a: ➠ presenza di liquidi e grassi sulla pavimentazione (lavaggio sala mungitura, sversamento latte, pre-senza deiezioni animali, ecc.) ➠ pavimentazione liscia e scalette a gradini con superficie liscia e senza corrimano ➠ utilizzo di calzature non adatte PROVVEDIMENTI DA ADOTTARE ➠ frequente pulizia delle zone di passaggio

➠ utilizzo di calzature con suole antisdrucciolo

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI Per prevenire gli infortuni, oltre ad intervenire con accorgimenti durevoli nel tempo, atti a limitare i rischi, è necessario intervenire anche dotando i lavoratori di adeguati dispositivi di protezione (DPI).

Per scegliere i DPI più opportuni, il datore di lavoro si dovrà basare sulla valutazione dei rischi aziendali, tenuto conto della portabilità, sulla quale si dovranno comunque esprimere i lavoratori.

Si ricorda che l’uso dei DPI è obbligatorio.

➠ pavimentazione in materiali antiscivolo o “rigatura” della pavimentazione e sua manutenzione

➠ scalette della sala mungitura con gradini in grigliato e corrimano

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PROTEZIONE DALLO SCHIACCIAMENTO DA PARTE DEI BOVINI Il rischio di schiacciamento da parte degli animali è presente soprattutto durante le seguenti operazioni, normalmente svolte negli allevamenti bovini: ❖ Movimentazione degli animali ❖ Mungitura (specialmente all’ingresso ed all’uscita degli animali)

❖ Interventi sugli animali ❖ Gestione dei tori

➠ Realizzare e utilizzare trappole autocatturanti per gli interventi di ogni tipo sull’animale

PER LIMITARE IL RISCHIO: ➠ Realizzare e utilizzare vie di fuga con varchi di 30-35 cm., che permettano l’uscita dell’uomo. In alternativa realizzare luoghi protetti o nicchie non accessibili agli animali

➠ Realizzare percorsi protetti per il trasferimento degli animali

➠ Quando possibile, installare e utilizzare accompagnatori nella sala d’attesa della mungitura

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GESTIONE DEI TORI Infortuni gravi, anche mortali, possono essere causati da una cattiva o non adeguata gestione dei tori negli allevamenti bovini. Il toro deve essere tenuto in apposito recinto, dotato di cancelli interni per poterlo confinare all’ingresso del personale, ad esempio per la pulizia; la recinzione dev’essere sufficientemente robusta e alta almeno 180 cm. All’età di 10 mesi, si consiglia di applicare l’anello al naso in modo che il personale addetto possa governare il toro dall’esterno del recinto, con un bastone uncinato. È vivamente sconsigliato tenere il toro nella mandria

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SICUREZZA NELL’ALLEVAMENTO DEI SUINI Si distinguono porcilaie da riproduzione, da ingrasso, a ciclo chiuso.

➠ frequente pulizia delle zone di passaggio

➠ utilizzo di calzature con suole antisdrucciolo

I rischi di infortunio sono determinati da:

➠ contatto traumatico con gli animali di grossa taglia ➠ lesioni provocate da animali (morsicature) ➠ cadute conseguenti a inciampi, scivolamenti su superfici sdrucciolevoli ➠ Contatti accidentali con organi meccanici in movimento (mangimificio)

➠ la preparazione degli alimenti va effettuata da personale addestrato, con attrezzature dotate di dispositivi di sicurezza funzionanti

PER LIMITARE IL RISCHIO

➠ la movimentazione degli animali va effettuata da almeno due persone dotate di idonee attrezzature

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALI

➠ l’ispezione degli animali va effettuata da almeno due persone, di cui una rimane all’esterno del recinto; anche la fecondazione naturale e il prelievo del seme vanno controllati da due addetti; per quest’ultima operazione almeno una deve essere abilitata

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Per prevenire gli infortuni, oltre ad intervenire con accorgimenti durevoli nel tempo, atti a limitare i rischi, è necessario intervenire anche a livello individuale, dotando i lavoratori di adeguati dispositivi di protezione (DPI). Per scegliere DPI più opportuni, il datore di lavoro si dovrà basare sulla valutazione dei rischi aziendali, tenuto conto della portabilità, sulla quale si dovranno comunque esprimere i lavoratori. Si ricorda che l’uso dei DPI è obbligatorio.

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PROTEZIONE DELLE LETAMAIE E DELLE VASCHE DEI LIQUAMI Le vasche per lo stoccaggio delle deiezioni, interrate e scoperte devono avere: ➠ parapetto non arrampicabile in materiale resistente (parete piena, cancelli metallici, ecc.) di altezza di almeno 140 cm (consigliati 180 cm) ➠ se il parapetto non è costruito a partire dal piano campagna, deve essere dotato di protezione di arresto al piede di almeno 15 cm ➠ se non è possibile applicare il parapetto, o in caso di altre strutture dove passano liquami (canaline, pozzetti, prevasche), le aperture superiori dei recipienti devono essere provviste di solide coperture o di altre difese

POSTAZIONE DI PRELIEVO

La stessa cosa vale qualora le vasche siano coperte da fessurato in calcestruzzo, per evitare che i punti di prelievo rimangano aperti

➠ nelle vasche fuori terra, l’eventuale postazione di controllo deve essere dotata di parapetto normale con arresto al piede e deve essere raggiungibile in modo sicuro

➠ nelle vasche liquami devono esistere postazioni protette per il prelievo e la miscelazione POSTAZIONE DI MISCELAZIONE

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DATORI DI LAVORO

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Dianella Mariotti Politiche del Lavoro e Contrattualistica

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MOD. 770/2009 SEMPLIFICATO SCADENZA PROROGATA AL 31 LUGLIO 2009

In sede di conversione del Decreto Legge n°. 207 del 2008, certamente conosciuto come “Decreto Milleproroghe”, riscritto il calendario delle scadenze delle dichiarazioni. Concesso più tempo ai sostituti di imposta per dichiarare i dati relativi a certificazioni, compensi assistenza fiscale, versamenti, crediti e compensazioni, difatti il termine di presentazione del 770/2009 semplificato passa dal 31 marzo al 31 luglio 2009, uniformando la scadenza a quella del 770 ordinario.

Come certamente noto, il mod. 770/2009 Semplificato è la dichiarazione con la quale i sostituti di imposta comunicano, in via telematica all’Agenzia delle Entrate, i dati fiscali sulle ritenute effettuate nell’anno 2008 sui redditi di lavoro dipendente e assimilati, di lavoro autonomo, su provvigioni e redditi diversi, nonché i dati previdenziali ed assistenziali richiesti. Praticamente il modello contiene i dati relativi alle certificazioni rilasciate ai soggetti cui sono stati corrisposti in tale anno redditi di lavoro dipendente, equiparati ed assimilati, indennità di fine rapporto, prestazioni in forma di capitale erogate da fondi pensione, redditi di lavoro autonomo, provvigioni e redditi diversi, inoltre anche i dati contributivi, previdenziali ed assicurativi e quelli relativi all’assistenza fiscale prestata nell’anno 2008 per il periodo d’imposta precedente. Rispetto allo scorso anno, il modello 770 semplificato si presenta più corposo, con l’inserimento di nuovi quadri. Queste, in estrema sintesi, le novità del Modello 2009: • è stato inserito il nuovo prospetto SV in cui andranno indicati i dati relativi alle trattenute di addizionali comunali all'IRPEF; • il prospetto ST è stato diviso in due sezioni distinte dove indicare, rispettivamente, le ritenute IRPEF (codici tributo 1001, 1004, 1012, ecc.) e le imposta sostitutive (1712, 1713, ecc.) versate all'Erario (Sezione I) e le trattenute di addizionale regionale all'IRPEF (Sezione II);

• sono stati aggiunti nuovi righi nel prospetto SX per la gestione dei crediti riconosciuti per famiglie numerose e per canoni di locazione. La griglia del prospetto SX, inoltre, non presenta più, a lato, l'indicazione dettagliata degli enti impositori (Regioni e addizionali comunali). L'informazione in questione verrà fornita inserendo nella colonna 1 "Codice" di nuova istituzione il codice regione ovvero il codice catastale identificativo, rispettivamente, della Regione e del Comune interessato. Il 770/2009 Ordinario, invece, deve essere utilizzato dai sostituti d'imposta, dagli intermediari e dagli altri soggetti che intervengono in operazioni fiscalmente rilevanti, tenuti a comunicare i dati relativi alle ritenute operate su dividendi, proventi da partecipazione, redditi di capitale erogati nell'anno 2008 o operazioni di natura finanziaria effettuate nello stesso periodo. Il termine di scadenza per l’invio telematico è fissato al 31 luglio 2009. Alla luce di quanto sopra esposto i Signori Soci, nel rispetto delle norme vigenti, sono cortesemente pregati di provvedere, nel più breve tempo possibile, comunque entro il 22 giugno 2009, alla consegna di tutte le fatture o ricevute di professionisti per prestazioni di lavoro autonomo relative all’anno 2008, al fine di consentire gli adempimenti necessari ad evitare sanzioni per tardive comunicazioni, nonché ottemperare agli obblighi di versamento delle ritenute IRPEF, che i sostituti di imposta devono pagare.

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FISCALE

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IVA AD ESIGIBILITÀ DIFFERITA AMMESSI ANCHE I PRODUTTORI AGRICOLI IN REGIME SPECIALE Tanto si è parlato del provvedimento che consente di versare l’IVA “per cassa”, già previsto dall’art. 7 DL 185/2008. In seguito alla pubblicazione del DM n. 96 del 26/03/2009 sulla Gazzetta Ufficiale del 27/04/2009, la disciplina menzionata entra in vigore e decorre dal giorno successivo alla sua pubblicazione: dal 28/04/2009. Si tratta di una facoltà per i soggetti passivi IVA di differire l’esigibilità dell’imposta al momento del pagamento della fattura emessa. In sostanza, ai fini della determinazione dell’IVA dovuta non fa più fede la data della fattura ma il pagamento della stessa. Dato il notevole beneficio che arreca questa sostanziale innovazione del sistema fiscale, sono stati posti diversi limiti e requisiti. La possibilità è ammessa solo per coloro che operano nell’esercizio d’impresa, arti o professioni e che nell’anno precedente hanno conseguito un volume d’affari inferiore ai 200.000 euro, per le attività di nuova costituzione si fa riferimento al volume d’affari presunto che non deve superare detto limite. La fattura in questione deve essere emessa nei confronti di soggetti titolari di partita iva (e non soggetti privati) e non è consentito se l’acquirente non deve assolvere l’imposta con il meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge) Sulla fattura, inoltre, deve apparire sin dal principio la volontà di beneficiare dell’esigibilità differita dell’IVA e va obbligatoriamente apposta la dicitura: “Operazione con imposta ad esigibilità differita, ex. Art 7, DL n. 185/2008” , la non indicazione fa scaturire l’esigibilità immediata dell’imposta. A pochi giorni dall’entrata in vigore, l’Agenzia delle Entrate è intervenuta con la circolare 20/E del 30/04/2009, a chiarire alcuni aspetti pratici ma soprattutto ad elencare nello specifico le limitazioni soggettive. Nel decreto, sin dall’inizio, era espressa chiaramente l’esenzione dall’applicabilità a coloro che normalmente si avvalgono di regimi speciali IVA, il che ci poteva far desumere che i produttori agricoli ne fossero esclusi. Nella circolare però, sono enunciati nel dettaglio i tipi di regime che non possono aderire a questo sistema e, nello specifico, l’applicazione dell’IVA per cassa è preclusa a tutti quelli che applicano il regime monofase, il regime del margine dei beni usati, il regime delle agenzie di viaggio e turismo, il regime del revese charge. Il regime speciale agricolo non è nominato e da qui ne consegue che anche il produttore agricolo sia in regime speciale che in regime normale possa liquidare l’IVA per cassa. Questo perché il regime agricolo non è qualificato come un regime speciale di applicazione d’imposta ma come regime speciale di detrazione d’imposta poiché le cessioni dei prodotti agricoli sono normalmente assoggettate ad IVA con aliquote ordinarie. Resta comunque da evidenziare che, ammesso che ricorrano le condizioni sopra indicate, la scelta di applicare o meno il regime dell’Iva differita, è a libera discrezione del cedente. IL

Silvia Trevisi Ufficio Fiscale Impresa Verde

In particolare la facoltà può riguardare una singola operazione o tutte le operazioni. La scelta incide soltanto ai fini della liquidazione poiché le fatture vanno normalmente registrate nel registro delle fatture emesse e ricevute per data di emissione e/o ricezione con la sospensione d’imposta. L’IVA sarà calcolata o detratta al momento del pagamento e rilevata nella liquidazione a cui il pagamento si riferisce. Di riflesso anche la detrazione dell’IVA a credito sugli acquisti scaturisce al momento del pagamento della stessa. Tutto ciò comporta un notevole aumento degli oneri contabili e una massima attenzione alle movimentazioni di denaro. E’ richiesto un duplice lavoro: la registrazione della fattura e la contabilizzazione del pagamento. La circolare in questione chiarisce che la data del pagamento o dell’incasso, a meno che avvenga in contanti, va riferita alla movimentazione del conto corrente. Decorso un anno dal momento di effettuazione dell’operazione, l’imposta diventa comunque esigibile. Infine, è da rilevare, che in caso di incasso parziale, l’imposta è dovuta in proporzione al rapporto fra la somma incassata e il corrispettivo totale della fattura.

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AMBIENTE

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Mara Malinverno Ambiente e Innovazione

MAGGIO/GIUGNO - 09

SERVIZIO GESTIONE RIFIUTI AGRICOLI ATTIVO IL SERVIZIO DI TENUTA DEI REGISTRI DI CARICO E SCARICO DEI RIFIUTI AZIENDALI

Si ricorda a tutti i nostri Soci che è operativo il Servizio per la tenuta del registro di carico e scarico dei rifiuti per tutte le aziende agricole sia convenzionate con la soc. Recupera che con altri operatori del settore. E’ fatto obbligo a tutte le aziende agricole di provvedere sia allo smaltimento dei propri rifiuti che alla tenuta del registro di c/s. Tale adempimento può essere delegato alla Coldiretti. Impresa Verde Cremona srl, in qualità di Società di Servizi di Coldiretti può avere mandato dal Socio per la tenuta dei registri di carico e scarico in forma multiaziendale. Pertanto tutte le imprese agricole associate sono chiamate a regolarizzare la loro posizione in merito al registro dei rifiuti sottoscrivendo la delega ad Impresa Verde Cremona, resa necessaria per le modifiche di legge che hanno cambiato i riferimenti normativi. Le imprese associate possono proseguire nel contratto di servizio con Recupera, rinnovato e sottoscritto, come da precedenti nostre comunicazioni oppure scegliere altri operatori, ricordando sempre in questo caso che devono inoltrare la 4’ copia dei formulari a Coldiretti per la registrazione, entro un mese dalla operazione di smaltimento. Si invitano tutti i Soci a rivolgersi ai propri Uffici di Zona per qualsiasi necessità, informazione ed assistenza.

CENSIMENTO DEI SITI CON AMIANTO Il Piano Regionale Amianto (PRAL) della Regione Lombardia si è posto come obiettivo strategico il censimento e la mappatura dei siti con amianto presenti sul territorio regionale allo scopo di definire l’entità dei rischi derivanti dalla dispersione dello stesso e sviluppare programmi di rimozione dei materiali deteriorati e di attivare azioni di tutela sanitaria. Come è noto, entro il 2015 l’amianto presente nei manufatti andrà rimosso e conferito in discarica. Al 31 dicembre scorso tutti i proprietari di immobili avevano l’obbligo di notificare alle ASL di competenza la presenza di amianto compilando l’allegato 4 del PRAL. Non essendo previste sanzioni per il ritardo della presentazione di tale modello, si invitano tutte le aziende agricole che non avessero provveduto entro la scadenza a procedere al più presto alla notifica. Il modello 4 da compilare con relative istruzioni è sempre disponibile presso i nostri Uffici di Zona. Per qualsiasi informazioni ulteriore rivolgersi al proprio Segretario di Zona.

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Mercato di Campagna Amica Segnaliamo tutti gli appuntamenti del Mercato di Campagna Amica, dove è possibile acquistare, direttamente dagli agricoltori di Coldiretti, i prodotti a km zero, in arrivo dalle nostre campagne: A CREMONA Il Mercato è al Foro Boario, (nel parcheggio di via Mantova, nei pressi della sede della Croce Rossa), ogni venerdì mattina dalle ore 8 alle 13. A CASALMAGGIORE Il Mercato degli Agricoltori è in Piazza Turati, ogni sabato mattina (in concomitanza con il mercato cittadino). A CREMA Siamo in via Terni, a pochi passi dal distributore automatico di latte fresco, dalle ore 8 alle 12.30 ogni prima e terza domenica del mese. A OSTIANO L’appuntamento è in Piazza Garibaldi ogni quarta domenica del mese, dalle 8 alle 12.30. A SORESINA Il Mercato si tiene tutti i lunedì, dalle 8 alle 13 nella piazza davanti al Palazzo Comunale.

In ricordo di Federico Anselmi La Sezione di Formigara e Pizzighettone, la Zona di Soresina e la Coldiretti tutta rivolgono un caro ricordo a Federico Anselmi, classe 1917, scomparso il 19 aprile scorso, ed esprimono sincere condoglianze al figlio e al nipote, che continuano la sua opera in agricoltura, alle figlie e a tutti i familiari, per la perdita di un grande uomo. Ricordiamo l’amico Federico Anselmi come uno degli agricoltori che hanno contribuito a far nascere e crescere la nostra Coldiretti, coltivando – con autenticità e serietà – quei valori veri che appartengono alle famiglie che vivono di agricoltura. Un impegno sottolineato, in occasione della celebrazione dei cinquant’anni della Federazione di Cremona, dal conferimento ad Anselmi della “medaglia d’oro” tributata ai “padri fondatori” della Coldiretti cremonese. L’esempio che Federico Anselmi ci ha lasciato nei rapporti familiari e personali, nel lavoro, in Organizzazione (dove ha ricoperto importanti cariche, tra cui quella di Presidente di Sezione), il suo impegno civile (che lo ha portato a mettersi al servizio dei concittadini, come Sindaco di Formigara) e la sua apertura verso le giovani generazioni, restano per noi modelli di comportamento da ammirare e da seguire.

Le foto scattate da Maurizio Inzoli alla Festa dell'Albero mostrano l'incontro fra alunni, imprenditori e rappresentanti del territorio.

Torricella del Pizzo (CR) - Tel. 0375/570019 - Cell. 339/2869516 IL

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ECONOMICO

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Pietro Scolari Ufficio Economico

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Latte: assegnazione delle quote e modifiche della legge 119/03

Breve excursus sulle novità introdotte dalla legge n. 33/2009 Le novità introdotte dalla Legge n. 33 del 9 aprile 2009, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale l’11 aprile 2009, hanno portato a modifiche importanti nella regolamentazione del settore lattiero caseario: • sono stati definiti i criteri per attribuire ai produttori oltre 760.000 tonnellate di quota; • sono stati modificati i criteri per le fasi di restituzione e compensazione che vengono effettuati al termine di ogni campagna; • è stata introdotta una nuova rateizzazione che differisce dalla precedente (che rimane in vigore) sia per la durata – fino ad un massimo di 30 anni per quella attuale rispetto ai 14 di quella introdotta in seguito all’approvazione della Legge 119/03 – sia per l’onerosità degli interessi applicati in quanto la nuova rateizzazione prevede l’applicazione di interessi che possono arrivare sino ad un massimo del 7,2% contro l’assoluta mancanza di applicazione degli interessi di quella iniziale; • è stato istituito il Registro Nazionale Debiti che consente, tra l’altro, di compensare il versamento della prima rata con trattenute sugli aiuti nazionali e/o europei; • è stato istituito un fondo per andare incontro prioritariamente alle imprese che hanno acquistato quota dopo l’entrata in vigore della Legge n. 119/2003.

1. Multe maturate sino alla campagna 2007-08. Le multe imputate all’Italia per le eccedenze produttive rispetto alle quote assegnate dalla UE ammontano ad oltre 4 miliardi di euro. Da quando sono state imputate direttamente ai produttori che hanno generato il surplus produttivo – ovvero dalla campagna 1995/96 – il prelievo imputato ammonta ad oltre 2 miliardi di euro. Multe dal 1995-96 al 2007-08 (milioni di euro) Prel. Debito Campagne Prel. riscosso imputato residuo da 1995-96 a 2001-02 1.119 440 679 2002 - 2003 232 42 190 2003 - 2004 175 6 169 2004 - 2005 143 3 140 2005 - 2006 198 38 160 2006 - 2007 185 22 163 2007 - 2008 169 0 169 TOTALE 2.221 551 1.670 Tab. 1, Fonte dati: AGEA

Dalla tabella 1 si evince che il debito che lo Stato deve ancora riscuotere dai produttori ammonta ad oltre un miliardo e seicento milioni di euro e che, nonostante le imputazioni delle ultime campagne siano in pratica quasi tutte esigibili, la somma riscossa ad oggi sia assai limitata. E’ opportuno segnalare, inoltre, che dei 440 milioni di euro riscossi dalle campagne 1995-96 fino alla 2001-02, ben 348 sono imputabili alla rateizzazione in 14 rate.

2. Compensazione 2008-09. La legge 33/09 ha introdotto alcune modifiche valevoli per la scorsa campagna allargando la base dei produttori ammessi alle fasi di restituzione andando a comprendere anche coloro che hanno prodotto oltre il 100% della propria indicazione produttiva. Tali produttori, pur essendo stati inseriti in ultima priorità al fine di non sottrarre spazio nelle fasi di restituzione agli altri allevatori, potranno beneficiare in modo significativo di una riduzione del prelievo imputato loro per la campagna 2008-09 sia in seguito alla riduzione della produzione, come si evince dalla tabella n° 2, sia in seguito all’incremento della quota nazionale del 2% attribuita dalla UE a marzo dello scorso anno e distribuita solo ora con la Legge 33/09. 2005 - 06 10.886.184

Consegne rettificate (tonnellate) 2006 - 07 2007 - 08 10.828.183 10.804.457

Tab. 2, Fonte dati: AGEA IL

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2008 - 09 10.567.193


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ECONOMICO

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Dalla tabella 2 appare evidente la riduzione della produzione avvenuta nella scorsa campagna rispetto alle precedenti: il gap tra la 2008-09 e la 2007-08 è di circa il 2,2%. Volendo fare una stima sommaria in merito all’esubero realizzato dall’Italia nella scorsa campagna, considerando che la quota consegne dovrebbe essere pari a 10.474.132 tonnellate e che l’importo del prelievo supplementare a kg. è pari a 0,2783 euro, otteniamo una somma di poco superiore a 25 milioni di euro. Appare, quindi, assai evidente che per la campagna 2008-09 le operazioni di restituzione e di compensazione saranno alquanto generose e, come anticipato in precedenza, permetteranno agli splafonatori di vedersi imputato un prelievo supplementare assai ridotto.

3. Assegnazione delle quote aggiuntive. Nei giorni scorsi sono state spedite da AGEA le assegnazioni di quota ai sensi della Legge 33/09. Schematicamente le quote disponibili da distribuire sono: ¾ 210.601 tonnellate, in seguito all’incremento assegnato dall’UE a marzo dello scorso anno; ¾ 547.881 tonnellate, in seguito all’incremento del 5% ottenuto lo scorso novembre. Andando a vedere come saranno distribuite le quote di cui sopra e quante imprese saranno beneficiarie delle assegnazioni, possiamo così sintetizzare: ¾ 115.696 tonnellate ai sensi del comma 4, lettera a (produttori con quota b tagliata) e per un totale di 3.629 produttori; ¾ 388.286 tonnellate per i 7.624 produttori che hanno realizzato degli esuberi non coperti da quota (splafonatori); ¾ 204.069 tonnellate per i 4.666 produttori che nella campagna 2007-08 hanno coperto l’esubero produttivo con l’affitto di quota Con il quantitativo di cui sopra si potrà assegnare il 100% del beneficio B prodotto mentre per gli esuberi e gli affitti viene assegnato un quantitativo lineare pari al 58,72% del dato produttivo registrato nella campagna 2007-08 (al netto di eventuali vendite). In realtà di queste 758 mila tonnellate, 50.430 sono state accantonate in attesa di essere distribuite dopo che il Consiglio di Stato si sarà espresso in merito alla richiesta di chiarimento fatta dal ministro Zaia riguardante l’assegnazione delle quote aggiuntive per i produttori che hanno subito il taglio della B. Prudenzialmente, infatti, l’assegnazione riguardante il comma 4, lettera a, dell’art. 10 bis – assegnazione sulla quota B prodotta – prevede che venga assegnato il dato più sfavorevole al produttore tra la media delle 5 campagne di riferimento (ovvero dalla 2003-2004 alla 2007-08) e il dato produttivo, eventualmente rettificato in base al grasso con il nuovo coefficiente introdotto dalla Legge 33/09 (coefficiente di ricalcolo pari a 0,09 anziché 0,18), della campagna 2007-08. Regione PIEMONTE VALLE D’AOSTA LOMBARDIA PROV. AUT. BOLZANO PROV. AUT. TRENTO VENETO FRIULI VENEZIA GIULIA LIGURIA EMILIA ROMAGNA TOSCANA UMBRIA MARCHE LAZIO ABRUZZO MOLISE CAMPANIA PIGLIA BASILICATA CALABRIA SICILIA SARDEGNA TOTALE

Riepilogo regionale delle assegnazioni parziali comma 4, lett. A comma 4, lett. B 17.667.887 84.223.727 0 395.219 79.385.696 236.002.641 0 17.601.621 0 3.129.089 8.737.658 94.405.966 320.904 18.524.042 0 2.136 8.010.580 72.099.838 5.637 764.768 0 1.836.489 1.294 1.113.384 1.494.480 11.419.383 7.173 1.027.408 421 1.473.717 10.586 4.311.107 54.022 29.984.779 0 2.376.427 0 1.169.900 0 4.277.611 0 6.216.007 115.696.338 592.355.259

tot. assegnatata 101.891.614 395.219 315.388.337 17.601.621 3.129.089 103.143.624 18.844.946 2.136 80.110.418 770.405 1.836.489 1.114.678 12.913.863 1.034.581 1.474.138 4.321.693 30.038.801 2.376.427 1.169.900 4.277.611 6.216.007 708.051.597

Tab. 3, fonte dati: AGEA e Ministero delle Politiche Agricole

Qualora il Consiglio di Stato dovesse decidere che il criterio da utilizzare per il ripristino del taglio della quota B in quota A sia la media del beneficio B prodotto negli ultimi 5 anni – così come ritengo abbiamo inteso tutti e come Coldiretti stiamo sostenendo con forza affinchè si possa in buona parte risolvere l’annoso problema della quota B – allora le circa 50 mila tonnellate andranno distribuite ancora ai sensi del comma 4, lettera a. Qualora, invece, il Consiglio di Stato ritenesse corretto il criterio adottato per l’assegnazione del taglio della quota B prodotta, le rimanenti 50 mila tonnellate verranno distribuite agli affittuari ed agli splafonatori in misura uguale, innalzando così la percentuale di assegnazione dal 58% al 64% ca. Aspetto importante è che l’assegnazione di quota per i produttori beneficiari andrà in primis a reintegrare il taglio della B in quota IL

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A mentre l’eventuale restante parte andrà a creare un ulteriore incremento di quota A. Proviamo a fare un esempio per capire meglio quanto illustrato sopra. Supponiamo di avere un’impresa che ha una quota A di 12.500 q.li ed un taglio della B, al netto delle varie assegnazioni regionali, di 2.150 q.li, cosÏ come indicato nella tabella 4. Quantità HFFHGHQWHUHVLGXR4,

Eventuale UHVLGXR4,

QuantitĂ  HFFHGHQWH

(dopo l'applic.del comma 5)

(dopo l'applic.del comma 5)

QuantitĂ  effettiva

QuantitĂ  rettificata

Quota consegne disponibile:

2003 /2004

1.390.000

1.410.000

1.250.000

160.000

160.000 (a)

2004 /2005

1.425.000

1.495.000

1.250.000

245.000

245.000 (b)

2005 /2006

1.290.000

1.360.000

1.250.000

110.000

110.000 (c)

2006 /2007

1.350.000

1.460.000

1.250.000

210.000

210.000 (d)

2007 /2008





PERIODI

1.350.000

(prima dell'applic.del comma 5)

TMGR disponibile

70.000

3,57

media quinquennio affitti 2007/2008

TMGP

4,04

(e1)

0 DEFGH  L

(g1)aff.rilevate Kg assegn.

Ass. "let. a" (tgl B)

15.000

Ass. "let. b" (aff./esub.) Ass. TOTALE

58.725

% esubero

100.000 % affitto

J  J  H

(g2)aff.cedente 0

15.000 (e) 148.000 (f) 100.000 (g)

% "beneficio B"

7% 58,72%

58,72% 34%

73.725

Tab. 4

Supponiamo che questo allevatore abbia sempre prodotto quasi tutto il suo beneficio B tranne che nella campagna 2007/08 dove ha preso 1.000 q.li in affitto per evitare di produrre una percentuale alta della propria B (infatti ne ha prodotti 700 q.li, rettificati in base al grasso secondo il coefficiente in vigore ante Legge 33/09). Operando la media del beneficio B prodotto nelle 5 campagne 2003/04 – 2007/08, si ottiene un valore di 1.480 q.li mentre considerando la sola campagna 2007/08, il valore del taglio B prodotto rettificato in base al grasso ai sensi della Legge 33/09 - essendo il grasso di periodo di questa impresa (4,04) superiore al grasso di riferimento (3,57) – è di 150 q.li. Ora, per quanto specificato sopra, AGEA attribuirà a questo allevatore in via precauzionale un incremento di quota ai sensi del comma 4 lettera a, che è pari al minor valore tra la media dei 5 anni del taglio B prodotto (1.480 q.li) e quello prodotto nella sola campagna 2007/08 (150 q.li); quindi, in sostanza, come si evince dalla tabella attribuirà 150 q.li come taglio della quota B; per l’affitto dei 1.000 q.li effettivamente prodotti nella campagna 2007/08 avrà diritto ad un ulteriore incremento di quota che è pari a 587,25 q.li. Come si evince sempre dalla tabella 4, l’incremento totale sarà pari a 737 q.li che andranno a ridurre il taglio della B in carico a questa impresa portandolo a 1412,75 q.li. Nell’esempio di cui sopra l’allevatore, qualunque sia la decisione del Consiglio di Stato, potrà beneficiare di un’assegnazione ulteriore (che scaturirà dalle restanti 50.000 tonnellate ancora da distribuire) che potrà essere pari a 1.333 q.li (ovvero la media dei 5 anni della B prodotta pari a 1.480 q.li e quanto già assegnato come produzione beneficio B della campagna 2007/08 pari a 150 q.li) oppure a circa 70 q.li in quanto si innalza la percentuale di assegnazione sugli affitti e sugli splafonatori. Altro aspetto da rimarcare è rappresentato dalla non cedibilità delle quote assegnate sia per la vendita sia per l’affitto temporaneo almeno fino al 2015, fatta salva la possibilità di effettuare contratti – sia di cessione sia di affitto – con terra. In realtà tale divieto non riguarda i produttori che hanno avuto le assegnazioni ai sensi del comma 4, lettera a, ovvero le assegnazioni avute sul beneficio B prodotto: tali allevatori non hanno alcun vincolo sulla vendita o sull’affitto temporaneo. La revoca delle quote assegnate ai sensi della Legge 33/09 scatterà nei seguenti casi: • Mancato versamento del prelievo supplementare; • Omessa presentazione della richiesta di rateizzazione; • Mancata accettazione della rateizzazione; • Mancato pagamento anche di una sola rata.

4. Iter adempimenti ai sensi dell’art 8 - quinques. In attesa di un provvedimento che chiarisca le modalità per accedere alle somme destinate al fondo e che apra i termini per la presentazione delle domande, vediamo in sintesi l’iter di applicazione del decreto nei confronti dei produttori che presentano debiti esigibili. • Il 26 maggio AGEA spedirà a tutti i produttori che hanno un debito esigibile le intimazioni di versamento di tali somme. Contestualmente provvede ad iscrivere tali somme esigibili nel registro nazionale dei debiti. • Entro 60 giorni dalla ricezione dell’intimazione di pagamento e comunque entro e non oltre il mese di luglio il produttore interessato può fare richiesta della rateizzazione del debito esigibile imputatogli. In questo caso, all’atto della presentazione della domanda di rateizzazione AGEA effettua la trattenuta delle somme erogate a titolo di aiuti nazionali e/o comunitari fino alla concorrenza del debito; non appena determinato l’importo della prima rata vengono restituite al produttore le somme eventualmente trattenute in eccesso. Qualora, invece, il produttore non provveda entro luglio a presentare la domanda di rateizzazione, AGEA provvede a riattivare le procedure di riscossione forzosa. IL

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• Entro tre mesi e comunque entro il mese di ottobre il Commissario straordinario comunica l’accoglimento della richiesta di rateizzazione. • Entro 30 giorni e comunque entro il mese di novembre il produttore comunica l’accettazione della rateizzazione e contestualmente rinuncia ai contenziosi in essere.

5. Restituzione a partire dalla campagna 2009-10.

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L’UE: anticipi sovvenzioni 2010 per i produttori di latte La Ue, considerata la pesante situazione di mercato del settore del latte e al fine di dare liquidità alle imprese agricole, ha autorizzato gli Stati membri ad anticipare ai produttori di latte il 70% del premio relativo alla domanda unica 2009 a partire dal prossimo 6 ottobre. Coldiretti cercherà, nelle opportune sedi, di estendere tale anticipo del premio PAC a tutti i richiedenti i premi comunitari, indipendentemente dal settore economico di appartenenza.

A partire dalla presente campagna la quota B non godrà più di alcuna priorità nelle fasi di chiusura sui conteggi della produzione. Infatti alle priorità previste dal comma 3, art. 9 della Legge n. 119/03 – ovvero nell’ordine le aziende in zona montana, le aziende in zona svantaggiata e le aziende che hanno avuto un provvedimento di blocco della movimentazione (es blue tongue) – la Legge 33/09 ha aggiunto di seguito: ¾ aziende che non hanno superato il livello produttivo conseguito nel periodo 2007-08, purchè non abbiano successivamente ceduto quota; ¾ aziende che non abbiano superato di oltre il 6% il proprio quantitativo disponibile individuale. Le conseguenze di questi due nuovi criteri sono importanti. Infatti il produttore che oltrepassa di oltre il 6% la propria quota si vede attribuire un prelievo supplementare indipendentemente dal fatto che questi generi all’Italia una multa da versare alla UE. In pratica questo produttore non può beneficiare della fase di compensazione. E’ opportuno ricordare, inoltre, che i produttori che non effettueranno i versamenti mensili del prelievo supplementare maturato non potranno beneficiare in alcun modo della compensazione delle quote inutilizzate e l’eccedenza produttiva maturata al termine della campagna sarà loro imputata direttamente come multa da versare in toto. Tali importi incassati, qualora non dovessero generare una multa a carico all’Italia, andranno a confluire nel fondo e destinati per interventi a favore del comparto. In merito all’importo unitario del prelievo supplementare, questi sarà pari a 0,2783 euro/kg. – esattamente come la scorsa campagna – se l’Italia non realizzerà consegne rettificate in base al grasso eccedenti di oltre il 6% la quota nazionale altrimenti tale importo unitario verrà incrementato del 50%. Ricordiamo, infine, quantunque la presente norma non sia contenuta nella Legge 33/2009 bensì nel Reg. Cee n° 72/2009, che a partire dalla presente campagna la soglia di utilizzazione del quantitativo di riferimento individuale è stata innalzata dal 70% all’85%. Pertanto il produttore che non riuscirà a commercializzare almeno l’85% della propria quota si vedrà decurtata la propria indicazione produttiva per un quantitativo pari a quanto non utilizzato, fatti salvi i casi di forza maggiore contemplati dalla Legge 119/03.

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INFORMAZIONE ALLE IMPRESE

MAGGIO/GIUGNO - 09

CONTROLLI REGIONALI SUGLI INTERVENTI FECONDATIVI La Regione Lombardia sta per avviare, attraverso la collaborazione delle Province e delle ASL, una serie di controlli sull’attività di fecondazione artificiale, svolta nelle aziende; gli allevatori, al fine di non incorrere in sanzioni, devono adempiere a quanto previsto dalla normativa in materia di interventi di fecondazione e trasferimento di embrioni. Per le aziende iscritte ai controlli funzionali dell’Associazione Provinciale Allevatori, l’APA potrà direttamente dalla propria sede certificare gli interventi effettuati: agli associati che ricadono in questo gruppo consigliamo comunque di prendere contatto con l’APA per rilasciare la propria autorizzazione. Le aziende non socie APA devono procurarsi, a pagamento, presso l’Associazione Provinciale Allevatori, il blocco con i moduli da compilare ad ogni intervento fecondativo effettuato. Una copia compilata del certificato (CIF) va poi consegnata ad APA, per l’inserimento e l’elaborazione dei dati e la relativa trasmissione ad ARAL ed alla Regione Lombardia. Nei certificati va riportato il codice univoco regionale di ogni fecondatore: presso gli uffici di zona Coldiretti potete consultare l’elenco, verificare di essere correttamente inseriti in esso e rilevare il vostro codice numerico. (p.f.)

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