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CREMONESE

Tariffa R.O.C. Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art.1, comma 1, dcb Cremona Autorizzazione Tribunale di Cremona 25/07/1951 n. 33 del Registro

IL

Periodico della Federazione Provinciale Coldiretti di Cremona

Coltivatore

ANNO 66 numero 1 gennaio/febbraio 12

Gelo, per l’agricoltura disagi e ingenti costi

Forte impegno di Coldiretti per una Pac piĂš equa


Editoriale Incontri con i Comuni per un’agricoltura più forte

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Soci si saranno accorti che negli ultimi mesi abbiamo cercato di dare l’affermazione del senso sindacale del nostro agire quotidiano, utilizzando al massimo l’interlocuzione con le Amministrazioni Comunali, cioè con quelle entità amministrative che, al pari di Coldiretti, vivono quotidianamente i problemi dei cittadini-imprenditori. Abbiamo proseguito con l’attività a tutela del made in Italy mediante la sensibilizzazione sul caso SIMEST. Cioè abbiamo chiesto ai Comuni di approvare un atto ufficiale contro lo scandalo di un’impresa partecipata dallo Stato che, con i soldi dei cittadini italiani, promuove il lavoro ed i prodotti stranieri: infatti, ad esempio, questa favorisce la produzione in Romania di un prodotto che viene chiamato “ mozzarella” ma che, guarda caso, al suo interno non ha una goccia di latte italiano. Visto che la confezione di questa mozzarella ha sopra anche l’immancabile bandierina bianca rossa e verde, sarebbe già uno scandalo di per sé. Diventa assolutamente inaccettabile quando tutto questo viene finanziato con danari italiani. Cioè si utilizzano i nostri danari per togliere risorse alle imprese agricole italiane e lavoro agli operai italiani. Non mi sembra un grande affare, anzi mi sembra un’altra cosa che però su un giornale non è permesso scrivere. Su questa vicenda abbiamo riscontrato una confortante solidarietà degli amministratori locali di tutte le parti politiche: in un’altra parte di questo giornale troverete l’elenco dei comuni che hanno approvato il documento proposto da Coldiretti e che lo hanno inviato ai competenti Ministeri. E la lista delle adesioni si allunga tutti i giorni. Non di meno registriamo la netta presa di posizione contro questo modo di operare anche da parte della Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale, che ha elaborato la prima relazione sulla contraffaCremonese il zione nel settore alimentare, presentata a Roma, a Palazzo Rospigliosi. In contemporanea abbiamo fatto pressing sui Sindaci affinché utilizzassero i poteri che la legge gli conferisce, per mitigare l’impatto dell’IMU sulle vere imprese agricole. Questa imposta contenuta nel Decreto “Salva Italia” è una vera e propria patrimoniale Direzione, Redazione, Amministrazione Via Ala Ponzone, 8 - III piano agricola che colpisce indistintamente la rendita fondiaria e il reddito da lavoro, senza fare Cremona - Tel. 0372499811 la doverosa differenziazione. Direttore responsabile Siamo così intervenuti sui Comuni per chiedergli di porre al minimo stabilito dal Decreto Simone Solfanelli nazionale l’aliquota prevista per i fabbricati strumentali delle VERE imprese agricole. Redattore capo Qualcuno obietterà: ma quali sono le vere imprese agricole? La risposta è semplice: quelle Marta Biondi che con l’attività agricola ci vivono! Quelle che hanno oltre della metà del loro reddito Hanno collaborato a questo numero proveniente dalla terra o dall’allevamento! Quelle che se scende il prezzo dei suini, o quello Marco Benedini, Giacomo Maghenzani del latte, vanno in crisi. Quelle che se aumenta ancora il prezzo dell’energia, corrono il Dianella Mariotti, Marialuisa Parmigiani rischio di chiudere. Massimo Suardi, Andrea Ragazzini Tanto per chiarirsi, Lorsignori che esercitano altra professione ma che hanno anche qualche Damiano Talamazzini, Silvia Trevisi migliaio di pertiche, magari provenienti da eredità, NON SONO UNA VERA IMPRESA AGRIFotografie COLA. Con tutto il dovuto rispetto per Loro e per le relative categorie professionali. Bruno Toscani, Marta Biondi Debbo dire che, anche in questo caso, i Sindaci stanno rispondendo: alcuni ci hanno fatto Ambrogio Toscani, Mauro Boni sapere per le vie brevi che porteranno in Consiglio Comunale dei provvedimenti specifici, Copertina altri ci hanno contattato per capire meglio il senso della nostra battaglia e con quali tecBruno Toscani nicalità potevano venire incontro alle aspettative degli imprenditori agricoli. Progetto grafico e impaginazione Per rafforzare il nostro impegno nei prossimi giorni Coldiretti Cremona organizza due inUP Uggeri Pubblicità Srl contri, uno per l’area cremonese e casalasca ed uno per l’area cremasca e soresinese, con Pubblicità i Sindaci per spiegare meglio il senso della nostra azione e per chiedere loro di approvare UP Uggeri Pubblicità Srl C.so XX Settembre, 18 - Cremona atti che riducano l’impatto dell’imposta. Tel. 0372 20586 - Fax 0372 26610 Si tratta quindi di un’attività sindacale importante su temi che stanno molto a cuore ai www.uggeripubblicita.it nostri Soci, come dimostrano le molte sollecitazioni ricevute. Stampa Di tutto questo ed anche della riforma della PAC e del sistema previdenziale, ne parliamo Tipografia Pizzorni con i Soci nelle riunioni zonali che quasi quotidianamente stiamo organizzando sul terriTariffa R.O.C. Poste Italiane Spa Spedizione in abbonamento postale torio e che vedono una confortante presenza di associati. D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 1 dcb Cremona, Autorizzazione Tribunale Nel frattempo abbiamo migliorato la nostra presenza negli uffici di Soresina e stiamo di Cremona 25 luglio 1951 n. 33 del Registro Pagamento assolto tramite il allestendo i nuovi uffici della sede provinciale di Cremona. versamento della quota associativa Abbiamo così una Coldiretti viva e vivace, che dimostra una vitalità da non sottovalutare. Questo mensile è A presto. associato alla Unione

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Stampa Periodica Italiana

Simone Solfanelli


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La Pac, l’Imu, la valorizzazione del made in Italy: i nostri ‘terreni di lavoro’ a difesa delle Imprese Cari Soci, Il pressing sulle istituzioni nazionali ed europee per garantire una Pac che non penalizzi la nostra agricoltura; l’azione volta a dare reddito alle imprese agricole (ottenendo una giusta remunerazione delle nostre produzioni ed operando per favorire una riduzione dei costi, a partire da quelli della burocrazia); l’impegno volto alla tutela e valorizzazione del Made in Italy (a partire dalla mobilitazione nata da una denuncia emblematica: il caso Simest); l’attenzione alle nostre aziende e al nostro territorio (con l’impegno ad essere sempre più efficienti nelle risposte ai Soci, ed ancora più presenti nelle questioni che li riguardano, come la battaglia che ci vede in prima linea sull’Imu, la nuova imposta municipale). In queste voci ho voluto riassumere alcune delle “direttrici” di quello che certamente sarà l’impegno della nostra Organizzazione nei prossimi mesi. Le pagine di questo Coltivatore, il primo del nuovo anno, ben testimoniano il percorso messo in campo, a livello nazionale ma anche locale, su tali tematiche. Cominciamo dalla Pac. Dopo aver autorevolmente denunciato le tante zone d’ombra della proposta di riforma presentata dalla Commissione Europea (che, se non sarà cambiata, comporterà un taglio di 1,4 miliardi di euro all’agricoltura italiana!), raggiunto l’obiettivo di una posizione comune

del mondo agricolo a livello nazionale (posizione espressa attraverso un documento unitario), Coldiretti sta dando vita ad importanti alleanze a livello europeo: nelle scorse settimane, dopo il Commissario europeo Dacian Ciolos e il Ministro per le Politiche agricole Mario Catania, il nostro Presidente Nazionale Sergio Marini ha accolto a Palazzo Rospigliosi il Presidente della principale Organizzazione agricola francese, la FNSEA, Xavier Beulin, e il Presidente della britannica NFU, Peter Kendal. Questa strategica ricerca di alleanze in Europa punta a far sì che la riforma della Politica agricola comune riporti al centro la vera agricoltura – con i veri imprenditori agricoli – e diventi occasione per una forte legittimazione della spesa verso l’agricoltura, risolvendo i problemi strutturali di volatilità dei prezzi e del ridotto potere negoziale lungo la filiera. Dal canto nostro il primo obiettivo – dichiarato con trasparenza e fermezza – è garantire un trattamento ben più equo al nostro Paese, che più di ogni altro si è impegnato verso un modello agricolo capace di rispondere alle aspettative dei cittadini in termini di sicurezza, qualità, biodiversità, numero di occupati e ricchezza prodotta per ettaro. Daremo ampiamente conto, nelle pagine di questo giornale, del programma d’azione messo in campo da Coldiretti e con-

Eugenio Torchio Delegato Confederale Coldiretti Cremona

diviso dalle principali Organizzazioni agricole europee. Il 2012 sarà un altro anno di grande impegno da parte di Coldiretti teso a difendere e garantire il reddito delle nostre imprese. La strada maestra è la concretizzazione del nostro progetto per una filiera tutta italiana, un percorso che sta dando vita ad un grande sistema agroalimentare posto nelle mani, sempre di più ed ove possibile in ogni passaggio, degli stessi agricoltori. Garantire redditività alle aziende significa anche operare perché esse non siano schiacciate da costi purtroppo in continua crescita. La prima, ingente spesa è quella legata alla burocrazia. Su questo fronte Coldiretti ha avviato un grande lavoro, sia a livello nazionale che a livello regionale, che siamo certi saprà dare i suoi frutti sul fronte dell’alleggerimento della burocrazia. Questo deve davvero essere l’anno della semplificazione: non è più tollerabile che le nostre imprese continuino ad essere ingessate, se non addirittura schiacciate, dal peso di una montagna di carte e adempimenti. Nell’impegno a difesa del reddito delle

Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: l'Europa investe nelle zone rurali PSR 2007-2013 Direzione Generale Agricoltura http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm

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aziende c’è anche una vigilanza, attenta e puntuale, sulle decisioni che il Governo sta assumendo in merito al settore primario. Se abbiamo evidenziato le positività per l’agricoltura contenute nel decreto sulle liberalizzazioni (poiché finalmente, dopo decenni, si interviene per riequilibrare il potere contrattuale lungo la filiera agroalimentare tra distribuzione e produttori), non abbiamo certamente taciuto l’iniquità del provvedimento che va a colpire terreni e fabbricati rurali, attraverso la nuova Imu. Come immediatamente denunciato anche a livello locale, siamo di fronte ad una vera e propria “patrimoniale agricola”, che penalizza gravemente la categoria degli agricoltori, costretti ad affrontare una mazzata duplice: tutti gli aumenti previsti per la generalità dei cittadini più questa tassa iniqua. Da qui il nostro pressing sulle istituzioni a livello nazionale, perché la norma venga rivista, e a livello locale, con l’appello immediatamente rivolto da Coldiretti Cremona a tutti Sindaci, ai quali abbiamo chiesto di eserci-

sommario

2/3/4 Editoriali 5 Coldiretti Lombardia cambio al vertice 6/7 Riforma PAC 8/9 Made in Italy: i marchi storici in mani straniere 11 Suinicoltura: produzione in calo 12/13 Speciale maltempo 15 Finanziamenti alle Imprese 16/17 Sostegno dei Comuni al vero Made in Italy 19 Oscar Green 2012 20/21 IMU, balzello inaccettabile 22/23 Datori di lavoro 24/25 Patronato Epaca 27 Rifiuti e Sistri 28/29 Fotovoltaico, nuovo servizio 30/31 Terranostra Cremona 33/34 Appuntamenti

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tare la facoltà – riconosciuta alle Amministrazioni Comunali – di dimezzare per le imprese agricole vere e professionali l’aliquota prevista, sia per quanto riguarda i fabbricati rurali ad uso strumentale e abitativo, che per i terreni agricoli. Con orgoglio rilevo che proprio da questo territorio sono giunte le prime disponibilità espresse da alcuni Sindaci che, condividendo il nostro giudizio sull’Imu, si sono detti decisi a sposare la proposta di applicare al minimo l’aliquota prevista. T E S S E R A M E N TO DUEMILADODICI La forte sinergia con il tessuto civile, economico, sociale di questa provincia si coglie anche dalla immediata, mas- municipali” dichiarano di condividere siccia adesione che abbiamo ricevuto la mobilitazione di Coldiretti imperispetto alla nostra mobilitazione a gnandosi “con particolare riferimento tutela del vero made in Italy, a par- all’operato di Simest, ad intraprendere tire dalla denuncia del ‘caso Simest’. iniziative per impedire l’uso improprio Avevamo chiuso l’anno 2011 chiaman- di risorse pubbliche per la commerciado in primis i rappresentanti delle isti- lizzazione sui mercati esteri di prodotti tuzioni e dell’economia ad esprimersi di imitazione Italian sounding, a favore, contro il “falso made in Italy di Stato”. invece, della promozione dell’autentico Siamo partiti da un caso emblematico: Made in Italy”. Ed è particolarmente il comportamento della Simest, finan- significativo il fatto che la Camera di ziaria controllata dal Ministero dello Commercio di Cremona, tra le prime, Sviluppo Economico, che investe risor- abbia aderito con una delibera alla se pubbliche (risorse di tutti noi) per nostra mobilitazione. finanziare imprese italiane per produrre Come dicevo all’inizio di questo mio e commercializzare all’estero prodotti intervento sulle pagine del Coltivatore che di italiano hanno solo il nome. Cremonese, per il 2012 prendiamo Prodotti che nascono all’estero, con anche l’impegno ad essere sempre più efficaci, sempre più efficienti, nelle materia prima e manodopera estere. La risposta del territorio cremonese risposte e nei servizi a Voi Soci. Le scelnon si è fatta attendere: presso la te “strutturali” che si stanno concretizsede di Coldiretti Cremona abbiamo zando proprio in questi giorni vanno in già raccolto numerosissime “delibere tale direzione. salva Made in Italy” votate dai Consigli Non mancheremo d’incontrarci, cari e dalle Giunte Comunali, dai centri Soci, per portare avanti insieme la principali ai tanti piccoli Comuni di nostra azione a difesa delle imprese cui si compone la nostra provincia. agricole e della nostra straordinaria Delibere nelle quali i “parlamentini agricoltura.

...quella straordinaria del buonsenso

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Nel segno del Progetto per una filiera tutta italiana prosegue il lavoro del Direttore Regionale Giovanni Benedetti Nel segno del Progetto per una filiera tutta italiana ha preso avvio il lavoro del Direttore Regionale Giovanni Benedetti. Il passaggio di consegne al vertice di Coldiretti Lombardia fra Eugenio Torchio e il nuovo Direttore Regionale Giovanni Benedetti, eletto all’unanimità dal Consiglio della Federazione, è avvenuto lo scorso 19 dicembre, nella sede dell’associazione in via Filzi 27, a Milano, alla presenza del Segretario Organizzativo della Coldiretti Enzo Gesmundo. Eugenio Torchio ha lasciato la direzione della Federazione Regionale dopo sei anni (in precedenza era stato Direttore della Federazione di Alessandria e della Federazione regionale del Piemonte) per ricoprire il nuovo ruolo di Responsabile nazionale per i rapporti con l’Expo, accanto all’incarico di Delegato Confederale di Coldiretti Cremona. Giovanni Benedetti ha assunto la direzione della Federazione Coldiretti della Lombardia dopo aver gestito, dal 2007 al 2011, la Federazione provinciale di Mantova. Si tratta di un avvicendamento fra due figure di valore che hanno già dimostrato le loro capacità – spiega Coldiretti – e che anche nei nuovi incarichi loro affidati giocheranno un ruolo strategico nello sviluppo della Filiera agricola italiana e nella difesa delle aziende a favore dello sviluppo economico dei nostri territori. “Ringrazio per la fiducia che mi è stata accordata e garantisco tutto il mio impegno per il compito che mi è stato affidato in una regione così importante e complessa come la Lombardia” ha detto Giovanni Benedetti.

Giovanni Benedetti, Direttore di Coldiretti Lombardia

“La nostra forza – ha spiegato Eugenio Torchio – è nella coesione e nella capacità che abbiamo di dare slancio al progetto della Filiera agricola italiana, un progetto vincente che tocca a noi realizzare”. Mentre il Segretario Organizzativo Nazionale Enzo Gesmundo ha concluso ricordando come la Coldiretti sia una forza sociale che ha nella coerenza uno dei suoi principi guida: “La nostra linea è quella dell’Italia del buonsenso e della responsabilità”.

Il 19 dicembre a Milano, alla presenza del Segretario Organizzativo Nazionale Enzo Gesmundo, si è tenuto il passaggio di consegne fra Eugenio Torchio e il nuovo Direttore regionale Giovanni Benedetti, eletto all’unanimità dal Consiglio della Federazione il

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Riforma PAC

Coldiretti impegnata in una “road map” contro il taglio di 1,4 miliardi all’agricoltura italiana Per scongiurare il taglio di 1,4 miliardi di euro all’agricoltura italiana e superare le troppe contraddizioni nella proposta di riforma della politica agricola (Pac) presentata dalla Commissione Europea, la Coldiretti è impegnata in una “road map” di incontri con i principali protagonisti del negoziato che ha già portato nella nostra sede in Italia il Presidente della Commissione Europea Dacian Ciolos, il Presidente della principale Organizzazione agricola francese (FNSEA) Xavier Beulin e il Presidente della National Farmers' Union of England and Wales (NFU) Peter Kendal. “Dopo aver raggiunto l’obiettivo di una posizione comune a livello nazionale – ha detto in proposito il Presidente Sergio Marini – siamo impegnati nella ricerca di alleanze in Europa, nella convinzione che la riforma della Politica agricola comune deve rappresentare l’occasione per una forte legittimazione della spesa verso l’agricoltura, risolvendo i problemi strutturali di volatilità dei prezzi e del ridotto potere negoziale lungo la filiera”. “Occorre evitare – ha sottolineato Marini – che all’accoppiamento dei prezzi alla produzione che aveva causato una rendita di posizione a valle della filiera si sostituisca una nuova forma di accoppiamento alla superficie che rappresenterebbe una nuova ed incomprensibile rendita fondiaria. Questo è il principio che deve guidare le modifiche alla proposta della Commissione Europea”. “Il Paese che si è impegnato di più verso un modello agricolo capace di rispondere alle aspettative dei cittadini in termini di sicurezza, qualità, biodiversità, occupati e ricchezza pro-

dotta per ettaro si ritrova paradossalmente ad essere quello più penalizzato – ha aggiunto Marini –. Bisogna superare nel negoziato le criticità che riguardano, in particolare, l’insostenibile taglio delle risorse disponibili, l’applicazione del “greening” e la definizione di agricoltore attivo, ma anche le misure per controllare la volatilità dei prezzi agricoli nonché la necessità di rafforzare le organizzazioni dei produttori”. La proposta della Commissione – ha denunciato il Presidente nazionale della Coldiretti –individua la figura dell’agricoltore attivo al quale destinare le risorse della Politica agricola comune (Pac) in base ai finanziamenti che già prende e non per quello che fa e per come lo fa e ciò oltre ad essere iniquo è inaccettabile per i cittadini. Per Coldiretti e per l’intera filiera agricola italiana l’agricoltore attivo non può, invece, che essere quello professionale, cioè quello che lavora e vive di agricoltura e che sarebbe spinto all’abbandono dalla riduzione del sostegno. Per questo occorre lasciare gli Stati membri liberi di adottare una definizione adeguata. Per Coldiretti anche la proposta di destinare il 30 per cento delle risorse al greening (“rinverdimento”) per favorire una maggiore cura dell’ambiente è in realtà da rivedere, perché esclude la maggior parte delle colture virtuose in termini di sostenibilità del territorio e di cattura dell’anidride carbonica, ampiamente diffuse nell’agricoltura italiana, come olivo, vite e alberi da frutta, che sono la base della dieta mediterranea. In pratica un olivicoltore italiano non prenderebbe i pagamenti “verdi”, mentre i prati della regina d’Inghilterra sì.

Da sinistra: Il Presidente della Coldiretti Sergio Marini e il Presidente della Fnsea Xavier Beulin durante l'incontro tenutosi a Palazzo Rospigliosi. Stretta di mano tra il Presidente della Coldiretti Sergio Marini e il Presidente della National Farmers' Union of England and Wales (NFU) Peter Kendall, nell’incontro sulla Pac tenutosi a Palazzo Rospigliosi. il

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“La Pac confermi la centralità dell’agricoltura in Europa” Rospigliosi per il colloquio bilaterale sulla riforma della Pac. Le maggiori Organizzazioni agricole di Italia, Francia e Gran Bretagna, in merito alle proposte della Commissione relative al mantenimento del bilancio della PAC per il periodo 2014-2020 e degli orientamenti legislativi della stessa Pac, hanno richiamato l'attenzione sui seguenti punti: Il Presidente Sergio Marini con il Commissario Europeo all’agricoltura Da- • La convergencian Ciolos. Il 29 novembre a Roma, a Palazzo Rospigliosi, si è svolto uno za degli aiuti tra storico summit sulla riforma della Politica Agricola, al quale hanno partecipato anche il Ministro delle Politiche agricole Mario Catania e il Presidente gli Stati membri deve essere readella commissione agricoltura del Parlamento europeo Paolo De Castro. lizzata secondo criteri oggettivi e non discriminatori; Centralità economica dell’agricoltu• Il processo di convergenza interno a ra e ruolo strategico degli agricoltori ogni Stato membro necessita di un nella produzione di cibo, per rispondere periodo di tempo adeguato e della alle attese espresse dal G20 agricolo massima flessibilità per permettere in materia di sicurezza alimentare e un adattamento progressivo dei setanche alle esigenze dei consumatori in tori produttivi; merito alla tracciabilità: ecco i pilastri • La definizione di “agricoltore in su cui si dovrà fondare la riforma della attività” dovrà consentire di tenere Politica Agricola Comune. conto delle specificità nazionali e Questi i contenuti dell’accordo siglanon causare ulteriore complessità to a Roma tra il Presidente della amministrativa; Coldiretti, Sergio Marini e il Presidente • Ogni misura relativa all’inverdimendella francese Fédération Nationale to della PAC non dovrà essere in des Syndicats d’Exploitants Agricoles contraddizione con quanto richiesto (FNSEA), Xavier Beulin, che il 27 genall’agricoltura europea in materia naio 2012 si sono incontrati per un di competitività e di livello di procolloquio bilaterale sulla riforma della duzione. Le attuali proposte devono Politica agricola comune. dunque essere riviste in un quadro Lo stesso ‘patto’ è stato siglato in data comunitario sia per quanto attiene 10 febbraio 2012 con il Presidente della gli aspetti finanziari che per quanto britannica National Farmers' Union of concerne le misure ammissibili; England and Wales (NFU), Peter Kendall, • In alcuni casi debitamente giustifiaccolto dal Presidente Marini a Palazzo il

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cati, la nuova PAC dovrà apportare la flessibilità indispensabile, attraverso pagamenti mirati a settori specifici; • Gli strumenti di gestione del mercato proposti dalla Commissione dovranno essere potenziati per creare una effettiva rete di sicurezza che permetta di affrontare in maniera tempestiva ed efficace le situazioni di crisi, in risposta alla forte volatilità dei prezzi dei prodotti agricoli; • Le proposte della Commissione europea relative all’estensione del riconoscimento delle organizzazioni di produttori e delle filiere rappresentano un passo in avanti che dovrebbe tradursi in una vera e propria evoluzione del diritto europeo della concorrenza allo scopo di assicurare la potenziale efficacia di tali disposizioni; • La politica di sviluppo rurale proposta offre nuove opportunità per rafforzare la competitività del settore agricolo. Sarà necessario assicurare che gli agricoltori ne siano i principali beneficiari. Parallelamente alla riforma della PAC, l’Unione Europea dovrebbe fare concreti passi in avanti verso una filiera alimentare che operi in modo più equo per i produttori e impedisca gli abusi di potere. Il funzionamento della filiera alimentare dovrà essere migliorato anche attraverso una riduzioni delle intermediazioni e prevedendo condizioni di sviluppo per filiere corte gestite dagli agricoltori; • Una particolare attenzione dovrebbe essere dedicata ad aiutare i giovani agricoltori, soprattutto per quanto riguarda l’accesso alla terra, l’innovazione, la modernizzazione e lo sviluppo d’investimenti. Le Organizzazioni hanno auspicato che il Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura e il Parlamento europeo sappiano apportare alle proposte della Commissione europea gli adeguamenti necessari atti a mantenere e sviluppare un’agricoltura competitiva che occupi il posto che le spetta in Europa.


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Sempre più marchi storici del Made in Italy in mani straniere E’ l’allarme lanciato dal Presidente Sergio Marini in occasione della Fieragricola di Verona Sono passati in mani straniere marchi storici dell’agroalimentare italiano per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro nell’ultimo anno, anche per effetto della crisi che ha reso più facili le operazioni di acquisizione nel nostro Paese. E’ l’allarme lanciato dal Presidente della Coldiretti Sergio Marini in occasione dell’inaugurazione della Fieragricola di Verona, svoltasi dal 2 al 5 febbraio. In Fiera Coldiretti ha allestito “lo scaffale del Made in Italy che non c’è più”. Una eloquente esposizione, che ha dimostrato come ad essere presi di mira siano sopratutto i prodotti simbolo dell’Italia e della dieta mediterranea, dall’olio al vino fino alle conserve di pomodoro. “Nello spazio di dodici mesi – ha sottolineato Marini – sono stati ceduti all’estero tre pezzi importanti del Made in Italy alimentare, che sta diventando una appetibile terra di conquista per gli stranieri, con la tutela dei marchi nazionali che è diventata una priorità per il Paese, da attuare anche con un’apposita task force. Si è iniziato con l’importare materie prime dall’estero per produrre prodotti tricolori. Poi si è passati ad acquisire direttamente marchi storici e il prossimo passo rischia di essere la chiusura degli stabilimenti italiani per trasferirli all’estero. Un processo - continua il Presidente di Coldiretti favorito dalla crisi di fronte al quale occorre accelerare nella costruzione di una filiera agricola tutta italiana che veda direttamente protagonisti gli agricoltori per garantire quel legame con il territorio che ha consentito ai grandi marchi di raggiungere traguardi prestigiosi”. Ed è per questo che all’interno della Fieragricola la Coldiretti ha aperto la Bottega di Campagna Amica che si affianca alla grande distribuzione e ai negozi di prossimità e che va ad integrare la rete già attiva delle oltre cinquemila aziende agricole trasformate in punti vendita e dei mille mercati degli agricoltori già presenti su tutto il territorio nazionale. Si tratta della prima catena di vendita diretta organizzata degli agricoltori italiani che offre esclusivamente Made in Italy garantito dalla Fondazione Campagna Amica.

Rustam Tariko, proprietario della banca e della vokda Russki Standard. La francese Lactalis è stata, invece, protagonista – sottolinea la Coldiretti – dell’operazione che ha portato la Parmalat sotto il controllo transalpino. Ma andando indietro negli anni non mancano altri casi importanti, dalla Bertolli, acquisita nel 2008 dal gruppo spagnolo SOS, alla Galbani, anche questa entrata in orbita Lactalis, nel 2006. Lo stesso anno gli spagnoli hanno messo le mani pure sulla Carapelli, dopo aver incamerato anche la Sasso appena dodici mesi prima. Nel 2005 - continua la Coldiretti - la francese Andros aveva

L’ultimo “pezzo da novanta” del Made in Italy a tavola a passare in mani straniere è stata la Ar Pelati, acquisita dalla “Princes” controllata dalla Giapponese Mitsubishi. Poche settimane prima era toccato alla Gancia, casa storica per la produzione di spumante, essere acquistata dall'oligarca

Lo “scaffale del Made in Italy che non c’è più” esposizione allestita da Coldiretti alla Fieragricola di Verona il

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I marchi del Made in italy che non c’è più 2012

PELATI AR - ANTONINO RUSSO - Acquisito nel 2012 dalla società Princes controllata dalla Giapponese Mitsubishi

2011

PARMALAT - Acquisita dalla francese Lactalis GANCIA - Acquisito dell’oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vokda Russki Standard

2008

BERTOLLI - Venduta a Unilever e quindi acquisita dal gruppo spagnolo SOS

2006

GALBANI - Acquisita dalla francese Lactalis CARAPELLI - Acquisita dal gruppo spagnolo SOS

2005

SASSO - Acquisita dal gruppo spagnolo SOS FATTORIE SCALDASOLE - Venduta a Heinz nel 1995 e quindi acquisita dalla francese Andros

2003

PERONI - Acquisita dall’azienda sudafricana SABMiller INVERNIZZI - Venduta a Kraft nel 1985 e quindi acquisita dalla francese Lactalis

1998

LOCATELLI - Venduta a Nestlè e quindi acquisita dalla francese Lactalis SAN PELLEGRINO - Acquisito nel 1998 dalla svizzera  Nestlè

1993

ANTICA GELATERIA DEL CORSO - Acquista dalla svizzera Nestlè

1988

BUITONI - Acquisito dalla svizzera Nestlè PERUGINA - Acquisito dalla  svizzera Nestlè (Fonte: Coldiretti)

acquisito le Fattorie Scaldasole, che in realtà parlavano straniero già dal 1985, con la vendita alla Heinz. Nel 2003 hanno cambiato bandiera anche la birra Peroni, passata all'azienda sudafricana SABMiller, e Invernizzi, di proprietà da vent’ani della Kraft e ora finita alla Lactalis. Negli anni Novanta erano state Locatelli e San Pellegrino ad entrare nel gruppo Nestlè, anche se poi la prima era stata “girata” alla solita Lactalis (1998). La stessa Nestlè – conclude la Coldiretti - possedeva già dal 1995 il marchio "Antica gelateria del corso" e addirittura dal 1988 la Buitoni e la Perugina.

Secondo uno studio Coldiretti/Eurispes, il risultato è stato che oggi circa un terzo (33 per cento) della produzione complessiva dei prodotti agroalimentari venduti in Italia ed esportati deriva da materie prime agricole straniere, trasformate e vendute con il marchio Made in Italy, per un fatturato stimato in 51 miliardi. Da qui la necessità per la Coldiretti di applicare con trasparenza la legge nazionale sull’obbligo di indicare la provenienza in etichetta su tutti gli alimenti, approvata dal Parlamento italiano all’unanimità lo scorso anno.

Ricambi agricoli - Articoli e forniture industriali - Utensileria - Lubricanti il

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- Lamiere forate.


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ECONOMICO

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Cala la produzione suinicola, filiere corte per battere la crisi L’Associazione nazionale degli allevatori di suini ha recentemente pubblicato le prime stime sull’annata 2011. Sulla base dei dati Istat, lo scorso anno la produzione italiana è diminuita del 5,2% rispetto al 2010 per la diminuzione del numero delle scrofe, dovuta al prolungarsi della crisi del settore; di conseguenza, è diminuita anche l’attività di macellazione che, con 13.323.500 capi, ha fatto segnare un significativo arretramento (-3,2% rispetto al 2010). La mancanza del prodotto di origine italiana ha portato a una rilevante importazione di suini e suinetti esteri (+ 28,3% rispetto al 2010). Nel 2011 sono aumentate anche le importazioni di carni suine (in totale 1.036.066 tonnellate), corrispondenti ad un valore di 2.007,7 milioni di euro (+5,5% rispetto all’anno precedente). Positive le performance delle esportazioni, con circa 313.625 tonnellate (un balzo del 6,6% rispetto al 2010), per un valore di circa 1.219,4 milioni di euro (+9,5% rispetto al 2010).

Calano invece i consumi di carne suina: rispetto al 2010 gli acquisti sono scesi dell’1,6%, con una diminuzione del consumo pro-capite del 2,1%. In ripresa i prezzi dei suini nazionali da macello, con + 12% per quelli leggeri e + 15,6% per quelli pesanti Dop 160/176 kg; in calo del 2,3% invece le quotazioni dei suinetti. Grazie al rafforzamento delle quotazioni, lo scorso anno il valore della produzione suinicola italiana è cresciuto del 9,6% (per un totale di 2.644,3 milioni

di euro) nonostante la contrazione nelle produzioni. Il settore si trova ancora oggi a dover fronteggiare un notevole rincaro del prezzo delle materie prime per l’alimentazione degli animali, soprattutto per mais (+33,7%), orzo (35,9%) e crusca di frumento tenero (30,2%). Complessivamente, il costo di una razione standard è cresciuto del 24,3% rispetto al 2010. La crisi della suinicoltura italiana è aggravata dallo scarso potere contrattuale degli allevatori all’interno dell’intera filiera produttiva e nelle produzioni Dop. Coldiretti stima che nel 2011 le quote percentuali dei prodotti ottenuti dai suini pesanti italiani si ripartiscano in un 16% agli allevatori e un 10,5% ai macellatori contro il 23,5% dell’industria e il 50% alla distribuzione. In questo quadro diventa importante valorizzare tutte quelle iniziative che, come i mercati di Campagna Amica, accorciano la filiera offrendo la giusta remunerazione ai produttori e prezzi più convenienti ai consumatori.

Suini, l’Italia ha il mangime più caro d’Europa: in un anno è aumentato di quasi il 30% L’Italia è il Paese più caro d’Europa per il mangime dei suini che, nel 2011, ha raggiunto il costo record di oltre 36 euro al quintale, contro i 28 euro circa di danesi e olandesi, i 26 euro di tedeschi e francesi, i 29 euro dei polacchi, i 30 euro e mezzo degli irlandesi, i 27 euro degli ungheresi o i 29 euro degli spagnoli. Fra il 2010 e il 2011 – spiega Coldiretti Lombardia su dati Anas – i prezzi medi sono aumentai di 8 euro al quintale, con un aggravio di oltre il 29%. “Sui costi del foraggio – spiega Andrea Cristini, presidente Anas – hanno influito: le quotazioni in crescita di mais e soia,

il prezzo della benzina, visto che la maggior parte dei trasporti avviene su gomma, e infine la polverizzazione del mercato che non permette la movimentazione in blocco di grandi quantità di mangime con una maggiore economia sui costi finali”. All’estero invece molti trasporti avvengono per via fluviale, la benzina costa di meno e il pasto degli animali comprende anche scarti dell’industria agroalimentare, manioca, tapioca e olio di frittura usato. “I suini in Italia sono alimentati con prodotti nobili e non con scarti di lavorazione di qualche industria – sottolineil

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ano gli allevatori di Coldiretti –. I foraggi che usiamo sono indicati dai disciplinari dei prosciutti Dop e garantiscono la massima qualità e sicurezza ai consumatori ed è anche per questo che da noi la razione alimentare degli animali costa di più”. Il ruolo dei Consorzi agrari d’Italia, spiega Coldiretti Lombardia, è quindi strategico per una miglior gestione del mercato e degli acquisti di sementi e foraggi, anche per il settore suinicolo, che in 5 anni ha perso 140mila scrofe e la capacità di allevare 3 milioni di suini all’anno a fronte di un aumento delle importazioni dall’estero.


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Maltempo: in 10 giorni bruciati 1,5 miliardi Il conto potrebbe salire in misura esponenziale per gli effetti dei danni strutturali Il maltempo è costato fino ad ora almeno 1,5 miliardi all’intero sistema produttivo tra i danni causati ed il fermo delle attività nel settore agricolo, industriale e dei servizi, anche pubblici. E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che in soli dieci giorni è stato bruciato lo 0,1 per cento del Pil realizzato dal Paese in un anno. L’agroalimentare – sottolinea la Coldiretti – è stato il settore più colpito con danni stimati pari complessivamente a mezzo miliardo di euro lungo tutta la filiera (agricoltura, industria alimentare, distribuzione, trasporti, ecc). Ai danni immediati determinati dal blocco delle attività vanno sommati quelli strutturali, con il crollo di intere strutture produttive, dai capannoni industriali alle stalle con la distruzione di macchinari e la morte di migliaia di animali allevati, tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli.

Il conto per l’agricoltura potrebbe salire in misura esponenziale perché, con le temperature al di sotto dei dieci gradi per più giorni, rischiano di essere compromesse anche le circa 100 milioni di piante di ulivo coltivate nelle zone interessate dal maltempo, al pari di quanto è avvenuto con le gelate del 1985. Una preoccupazione che riguarda anche i vigneti e gli alberi da frutto con la sopportazione media delle piante al freddo che va in via molto indicativa da -3 a -5 per gli agrumi, da -10 a -12 per l’ulivo, da -16 a -18 per la vite, da -18 a -22 per drupacee quali ciliegio, albicocco e mandorlo, da -22 a -25 per pomacee, quali pero e melo. I danni alle piante, precisa la Coldiretti, sono destinati a compromettere le produzioni nel tempo poiché occorrono anni prima che si possa sostituire la pianta e che quella nuova inizi a produrre.

Dalle mucche -15% di latte. Taglio di 4 milioni di litri al giorno Con il freddo gelido le mucche hanno ridotto in media del 15% la produzione di latte, con la raccolta che a livello nazionale si è ridotta di 4 milioni di litri al giorno, venuti a mancare nei caseifici e sulle tavole degli italiani. Queste, secondo Coldiretti, le pesanti conseguenze determinate dal freddo negli allevamenti, che si sommano alle perdite subite nelle coltivazioni e ai danni alle strutture. Con il freddo gli animali mangiano di più e consumano più energia per difendersi, riducendo quindi le produzioni. Un comportamento che – riferisce la Coldiretti – riguarda anche le galline allevate a terra che depongono fino al 20 per cento di uova in meno al giorno. In tutto il Paese, il freddo ha provocato anche una vera strage di agnellini per aborti mentre centinaia di animali tra mucche, pecore, cavalli, conigli e polli sono morti, feriti o dispersi a causa del maltempo che ha provocato crolli di stalle e capannoni. Almeno un milione di animali – continua la Coldiretti – per l’emergenza maltempo ha avuto difficoltà ad essere rifornita di acqua e cibo a causa delle difficoltà a garantire l’approvvigionamento dei mangimi sulle strade e per i danni provocati dal gelo alle condutture che portano l’acqua agli abbeveratoi. Per salvare gli animali in pericolo sono intervenute in molti casi la Forestale e la Protezione Civile, ma per pulire le strade secondarie e garantire l’alimentazione degli animali si sono mobilitati in tutta Italia anche molti agricoltori della Coldiretti con trattori utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la distribuzione del sale contro il gelo.

FOTO DI BRUNO TOSCANI

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Tubature ghiacciate e caldaie al massimo: nei campi la prima linea dell’assedio del gelo A testimonianza delle grandi difficoltà vissute nelle scorse settimane dalle aziende agricole alle prese con ghiaccio e gelo, riportiamo la testimonianza raccolta presso l’azienda “Bosco Gerola” di Pizzighettone, della famiglia Magnani, dove si allevano 300 bovini, con 170 vacche in lattazione. Il servizio è stato realizzato in data 7 febbraio 2012. Passa per i campi la prima linea dell’assedio del gelo. In questi giorni – spiega la Coldiretti Lombardia – le aziende agricole stanno combattendo contro il gelo che blocca le tubature dell’acqua e rende inutilizzabili gli abbeveratoi, mentre stalattiti di ghiaccio scendono dai bordi delle tettoie e i vitellini più piccoli vengono protetti con paglia asciutta e lampade a luce tiepida. Intanto, negli allevamenti al chiuso le caldaie restano accese a ciclo continuo per fermare l’assalto del gelo siberiano. Situazione resa ancora più dura – aggiunge Coldiretti Lombardia – dal fatto che in piena campagna le temperature sono di solito anche di due o tre gradi inferiori rispetto alle città. “Da anni non affrontavamo un freddo simile – spiega Anna Magnani, allevatrice di Pizzighettone, accogliendoci presso

“Bosco Gerola”, dove ci sono 170 vacche in lattazione –. Le bacinelle dove gli animali bevono gelano in continuazione. Da parte nostra è un andirivieni per sgelare le condutture: ma ogni mezzora siamo punto a capo. Proteggiamo i vitellini in tutti i modi: abbiamo preparato delle cuccette con paglia asciutta, abbiamo le lampade che danno calore e le cuccette sono il più possibile ovattate, protette, per garantire che i piccoli non soffrano troppo il freddo”. E il figlio Gianluca aggiunge: “Al mattino i trattori faticano a partire. In sala mungitura, per garantire una temperatura accettabile per le vacche, abbiamo dei soffioni che sparano il caldo. Tutti i costi, naturalmente, aumentano: gli impianti di riscaldamento che vanno a pieno regime, il costo del carburante, i trattori lasciati accesi più a lungo per scaldarli. Poi ci sono anche i costi per l’alimentazione degli animali: i prezzi del fieno e di pressoché tutte le materie prime che servono per l’alimentazione in questi giorni sono già aumentati, visto che l’approvvigionamento è più difficile. Mentre non è aumentato il prezzo che ci viene corrisposto per il latte. E, con questo freddo, naturalmente le vacche mangiano di più e producono meno latte”.

FOTO DI AMBROGIO TOSCANI

Le fotografie, scattate in data 7 febbraio 2012 presso l’azienda agricola “Bosco Gerola” di Pizzighettone, testimoniano le difficoltà e i disagi vissuti da tanti allevamenti nei giorni del “freddo siberiano”.

DIECIMILA TRATTORI IN SOCCORSO DEI COMUNI

Tanti agricoltori hanno risposto all’appello del Presidente Sergio Marini, collaborando con i Sindaci Quasi diecimila trattori degli agricoltori della Coldiretti sono stati mobilitati d'emergenza in soccorso dei Sindaci su tutto il territorio nazionale per intervenire nella pulizia delle strade dal ghiaccio e dalla neve. Nei giorni in cui l’Italia era chiusa nella morsa del gelo, il Presidente nazionale della Coldiretti Sergio Marini, attraverso le strutture territoriali, ha lanciato un appello a tutti gli agricoltori associati, dotati di mezzi idonei, affinché collaborassero con le amministrazioni comunali e provinciali per ripristinare al più presto la circolazione e garantire condizioni di sicurezza per i cittadini. Su tutto il territorio nazionale, insieme all’esercito, si sono dunque messi in moto trattori utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la distribuzione del sale contro il gelo per affrontare l’emergenza su decine di migliaia di chilometri di strade nelle campagne ed anche nei centri urbani, grazie alle tante aziende agricole situate nelle periferie delle città. Sono stati allertati anche i vivaisti, per collaborare alla messa in sicurezza degli alberi. La presenza diffusa degli agricoltori sul territorio – ha evidenziato la Coldiretti – ha assicurato un intervento capillare anche nelle aree critiche del Paese, scongiurando il rischio di isolamento delle abitazioni soprattutto nelle zone più impervie, interne e montane.

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SERVIZI TECNICI

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Finanziamenti alle imprese BANDO ISI - INAIL 2011 INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO Anche quest’anno l’Inail ha aperto il bando per finanziare le imprese che investono sul miglioramento della sicurezza sui luoghi di lavoro. Di seguito riportiamo le caratteristiche fondamentali del bando.

4. RISORSE Per l'anno 2011 l’INAIL ha stanziato 205 milioni di euro ripartiti in budget regionali, che per la Lombardia ammonta a 35,8 milioni di euro contro i 10,5 dello scorso anno.

1. OBIETTIVO Incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale.

5. MODALITÀ E TEMPI Nel periodo dal 28 dicembre 2011 al 7 marzo 2012 sul sito www.inail.it - Punto Cliente, le imprese, previa registrazione sul sito, avranno a disposizione una procedura informatica che consentirà l’inserimento della domanda, con la possibilità di effettuare tutte le simulazioni e modifiche necessarie, allo scopo di verificare che i parametri associati alle caratteristiche dell’impresa e del progetto siano tali da determinare il raggiungimento del punteggio minimo di ammissibilità, pari a 105 (punteggio soglia). I parametri da considerare per il raggiungimento del punteggio soglia attengono principalmente a: dimensione aziendale, rischiosità dell’attività di impresa, numero di destinatari, finalità, tipologia ed efficacia dell'intervento, con la ulteriore previsione di un bonus nel caso di collaborazione con le Parti sociali nella realizzazione dell’intervento. Al termine dell’inserimento della domanda nella procedura informatica, le imprese, la cui domanda salvata abbia raggiunto il punteggio soglia, riceveranno un codice che identificherà in maniera univoca la domanda. Le domande inserite, alle quali è stato attribuito il codice identificativo, ormai salvate e non più modificabili, potranno essere inoltrate on-line; la data e l’ora di apertura e di chiusura dello sportello informatico per l’inoltro delle domande saranno pubblicate sul sito www.inail.it a partire dal 14 marzo 2012. L’elenco in ordine cronologico di tutte le domande inoltrate sarà pubblicato sul sito Inail,

2. DESTINATARI Destinatari sono le imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria Artigianato ed Agricoltura, quindi la platea degli aventi diritto spazia dalla grande industria al piccolo artigiano per arrivare al singolo coltivatore diretto. 3. AMMONTARE DEL CONTRIBUTO L’incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto. Per le aziende agricole il contributo massimo è di 7500 euro perché riconducibile ai dettami del reg. CEE 1535/07 che disciplina gli aiuti “de minimis”; tale norma prevede che le aziende agricole possono percepire aiuti in regime de minimis a patto che gli stessi non superino l’ammontare di 7500 euro per triennio. Pertanto l’importo massimo che l’azienda agricola potrà percepire dall’adesione al presente bando sarà pari a 7500 euro decurtati di eventuali altri contributi percepiti nell’ultimo triennio all’interno del regime “de minimis”. Per tutti gli altri comparti produttivi (industri, artigianato, ecc.) il contributo massimo è pari a 100.000 euro.

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Marco Benedini Resp. Provinciale Servizi Tecnici

con evidenza di quelle collocatesi in posizione utile per l’ammissibilità del contributo, ovvero fino alla capienza della dotazione finanziaria complessiva. Entro i 30 giorni successivi all’invio telematico, l’impresa deve trasmettere alla Sede Inail competente tutta la documentazione prevista, utilizzando la Posta Elettronica Certificata. In caso di ammissione all’incentivo, l'impresa ha un termine massimo di 12 mesi per realizzare e rendicontare il progetto. Entro 90 giorni dal ricevimento della rendicontazione, in caso di esito positivo delle verifiche, viene predisposto quanto necessario all’erogazione del contributo. ALCUNE CONSIDERAZIONI... Questo metodo di erogazione a sportello (chi primo arriva meglio si accomoda!) ha creato non pochi problemi durante le domande dello scorso anno, tant’è che nell’arco di 10 minuti sono stati assegnati 60 milioni di euro in Italia, con un intasamento delle linee di collegamento al sito Inail che impedivano di fatto l’accesso all’applicativo. I 10,5 milioni di euro a disposizione della Lombardia hanno finanziato 230 progetti di cui 6 in provincia di Cremona, e tra questi solamente 2 le aziende agricole: entrambe le domande presentate tramite i nostri uffici. Nonostante le risorse a disposizione per il nuovo bando si siano triplicate, crediamo che i problemi dello scorso anno si riproporranno anche quest’anno, anche perché non dimentichiamo che i progetti presentati dalle imprese non agricole erodono rapidamente il budget a disposizioni a colpi di 100 mila euro per domanda. I nostri uffici sono comunque a disposizione per ogni eventuale chiarimento e per aiutare l’impresa nella presentazione della domanda.


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Massimo Suardi Uff. Sindacale Coldiretti Cremona

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Sostegno da parte dei Comuni al vero Made in Italy

La denuncia del “Caso Simest”: “Con finanziamenti statali si realizzano all’estero prodotti presentati come italiani, ma che nulla hanno a che fare con il tessuto produttivo del Paese” A Cremona, come in tutta Italia, il 2012 si è aperto nel segno delle “delibere salva Made in Italy”. Aumenta, infatti, il numero dei Comuni che, rispondendo all’appello rivolto da Coldiretti, hanno scelto di approvare un ordine del giorno che chiede al Governo di porre fine all’utilizzo di risorse pubbliche per finanziare quello che la prima Organizzazione degli imprenditori agricoli ha definito “il falso made in Italy di Stato”. Coldiretti ha chiuso l’anno 2011 chiamando i rappresentanti delle istituzioni, dell’economia, del tessuto sociale, ad esprimersi a tutela del vero made in Italy. Lo ha fatto chiedendo di prendere parte alla mobilitazione che vuole porre fine alla “vicenda Simest”, un caso emblematico che conferma l’intensificarsi dei rischi di contraffazione e concorrenza sleale verso i prodotti nazionali. Questa la denuncia di Coldiretti: siamo di fronte ad una nuova vicenda di utilizzo improprio di risorse pubbliche da parte della Società italiana per le imprese all’Estero Simest s.p.a., società finanziaria controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Non può essere taciuto che il sostegno di Simest si indirizza ad investimenti in attività di delocalizzazione che oltre a costituire occasioni di concorrenza sleale ai prodotti italiani sottraggono colpevolmente opportunità di lavoro ed occupazione al sistema Italia. Il Ministero dello Sviluppo, attraverso la Simest, sta dunque finanziando imprese italiane per produrre e commercializzare all’estero prodotti che di italiano hanno solo il nome. Prodotti che nascono all’estero, con materia prima e manodopera estere. La risposta cremonese non si è fatta attendere: sono già giunte le deliberazioni dei Comuni di Cappella de’ Picenardi, Gadesco Pieve Delmona, Persico Dosimo, Genivolta, Crotta d’Adda, Bonemerse, Moscazzano, Derovere, Gerre de’ Caprioli, San Daniele Po, Voltido, Sospiro, Cella Dati, Chieve, Volongo, Campagnola Cremasca, Dovera, Robecco d’Oglio, Monte Cremasco, Pieve d’Olmi, Solarolo Rainerio, Vaiano Cremasco, Soncino, Casale Cremasco-Vidolasco, Pieve San Giacomo, Cumignano, Gabbioneta Binanuova. Mentre questo giornale si chiude, arriva la conferma di altre due votazioni importanti: anche la Giunta del Comune di Cremona e il Consiglio Comunale di Soresina si sono espressi a sostegno della mobilitazione di Coldiretti. Nel frattempo, altri Comuni hanno annunciato il loro impeil

gno per l’approvazione delle “delibere salva Made in Italy”. In esse, Consigli e Giunte comunali dichiarano di condividere la mobilitazione di Coldiretti impegnandosi “con particolare riferimento all’operato di Simest, ad intraprendere iniziative per impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell’autentico Made in Italy”. Una ulteriore, significativa deliberazione è stata quella della Giunta della Camera di Commercio di Cremona che, richiamando la battaglia di Coldiretti contro

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sindacale

“l’intensificarsi della contraffazione e della concorrenza sleale verso i prodotti italiani” e citandone la denuncia “di uso improprio di risorse pubbliche da parte di Simest Spa”, ha espresso “condivisione e sostegno all’azione di Coldiretti a tutela del vero Made in Italy agroalimentare nonché all’assunzione di tutte le altre iniziative che si riterranno utili a contrastare il fenomeno dell’Italian sounding”. La Giunta Camerale ha così “dato mandato al suo Presidente ad invitare Unioncamere Lombardia a farsi interprete presso i competenti Ministeri della problematica in questione”. “In un momento di grave crisi in cui l’Italia è alla ricerca di azioni e risorse per il rilancio dell’economia e della crescita occupazionale, il Made in Italy, e in particolare quello agroalimentare, è una straordinaria leva competitiva e di sviluppo del Paese. L’agroalimentare rappresenta oltre il 16% del Pil nazio-

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nale e l’export agroalimentare raggiunge quasi 28 miliardi di euro e ha segnato, anche durante la crisi, tassi di crescita del 13%. La diffusione di prodotti che traggono in inganno circa la vera origine geografica realizza un evidente danno all’immagine della produzione agroalimentare nazionale, raggirando i consumatori che non vengono messi in condizione di scegliere in modo consapevole. Ed è inaccettabile che proprio dallo Stato vengano destinati finanziamenti a produzioni che nascono all’estero, con materia prima, ingredienti e manodopera estera, confezionati sul posto con etichette e marchi che evocano prodotti tipici della gastronomia italiana e delle specialità regionali. Tale situazione è anche un grave inganno verso i cittadini, ed un autentico affronto all’intero Paese, che in questo momento di difficoltà deve puntare sulle sue eccellenze e non svilirle. Tutte le settimane l’agricoltura è in tv

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Azioni, iniziative e appuntamenti promossi da Coldiretti Cremona vengono puntualmente comunicati anche attraverso il nostro sito, all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it. In primis, per le comunicazioni rivolte agli imprenditori agricoli, c’è lo spazio “avvisi alle imprese”. Il sito è uno strumento di informazione e comunicazione, aggiornato in tempo reale, rivolto agli imprenditori agricoli e a tutti i cittadini attenti ai temi della difesa e valorizzazione dell’agricoltura e alimentazione made in Italy, alla promozione del territorio, alla tutela dell’ambiente.

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Oscar Green 2012 Nuova edizione del Premio all’innovazione in agricoltura L’Oscar Green è il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa – con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica – per valorizzare e dare spazio all’innovazione in agricoltura. I giovani di Coldiretti premiano l’innovazione che sa mantenere le proprie radici, con lo sguardo rivolto al futuro. L’obiettivo è portare all’attenzione dei cittadini italiani e delle altre aziende agricole le esperienze vincenti di imprenditori che hanno saputo costruire progetti di impresa competitivi e sostenibili allo stesso tempo, rafforzando il legame con il loro territorio d’appartenenza. Con queste premesse, prende avvio l’edizione 2012 di Oscar Green: le iscrizioni sono già aperte (con termine ultimo fissato al 30 marzo 2012) e sono rivolte ad imprenditori agricoli con età fino a 40 anni (ad eccezione della categoria In-filiera, che non prevede limiti d’età). Saranno premiate le esperienze più originali, che valorizzano il territorio e che lo fanno conoscere anche a livello internazionale. Il tutto seguendo sei “filoni”, o categorie:

Stile e cultura d'impresa

Si prenderanno in considerazione gli esempi/modelli che dimostrano come la cultura d’impresa, incanalata in progetti e strategie innovative, sia la vera spinta alla crescita e allo sviluppo dell’agricoltura italiana, sapendo coniugare la difesa delle tradizioni Made in Italy con l’innovazione.

Non solo agricoltura

Si confronteranno le esperienze di crescita e valorizzazione socio-economica del territorio a partire dalla produzione agricola e dalla multifunzionalità delle imprese. Inoltre, questa categoria evidenzierà la parte del settore agricolo

Giacomo Maghenzani Segretario Giovani Impresa

scelte di consumo consapevoli, secondo la logica della filiera agricola tutta italiana e firmata dagli agricoltori.

Ideando

OSCAR GREEN 2012 REGOLAMENTO PIANO

che può giocare un ruolo importante nelle strategie di adattamento e mitigazione climatica.

Esportare il territorio

In questa categoria si valorizzano le imprese che, a partire dal proprio prodotto, hanno saputo proporsi e proporre il territorio che rappresentano a livello internazionale. Saranno presi in considerazione gli esempi/modelli di come il territorio diventa “il prodotto”, il vero valore aggiunto che rende unico il Made in Italy.

In-filiera

Premia esempi/modelli di cooperative e consorzi agrari capaci di massimizzare i vantaggi delle imprese agricole e agroalimentari e del consumatore finale. Una filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori costituisce un elemento essenziale per esprimere le potenzialità dell’impresa che rappresenta l’anima della filiera stessa.

Campagna Amica

Premia esempi/modelli di punti di vendita diretta che si distinguono per l’elevata propensione a mettere in relazione le esigenze dei consumatori e delle imprese agricole, rispondendo alla richiesta di trasparenza ed agevolando

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Questa categoria è riservata ad imprese innovative che hanno al massimo 1 anno di vita o che sono in fase di realizzazione, e quindi hanno generato nuove idee o consolidato modelli già in uso nel settore agricolo. Si prenderanno in considerazione esempi di imprese che hanno i requisiti di una qualsiasi altra categoria del concorso, ma che hanno al massimo un anno di vita.

Menzione speciale Paese Amico

E’ prevista anche la menzione speciale “Paese Amico” rivolta a tutte le strutture pubbliche (Comuni, Province, scuole, asl e altre) che si sono impegnate in una collaborazione per l'attuazione del Progetto di Coldiretti di una “Filiera Agricola tutta italiana”. Tutte le informazioni sull’iniziativa sono disponibili all’indirizzo www.oscargreen. it. E’ possibile rivolgersi alla Segreteria Provinciale Coldiretti Giovani Impresa (tel. 0372.499814, e.mail: mov-giovani. cr@coldiretti.it). Il regolamento dell’iniziativa è anche sul sito www.cremona. coldiretti.it


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FISCALE

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Silvia Trevisi Ufficio Fiscale Impresa Verde

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IMU: Imposta Municipale Propria Un balzello inaccettabile per le Imprese agricole

Il decreto “Salva Italia” (D.L. 201 del 06/12/2011) anticipa in via sperimentale l’applicazione dell’Imposta Municipale Propria – IMU, già prevista dalle disposizioni in materia di federalismo fiscale municipale, che avrebbe dovuto essere introdotta dal 2014. Si tratta di una sorta di “patrimoniale” che colpisce l’abitazione principale e le relative pertinenze, i terreni agricoli ed edificabili e i fabbricati strumentali. Per abitazione principale s’intende l’immobile iscritto o iscrivibile in catasto edilizio urbano come unica unità immobiliare, nel quale il possessore dimora abitualmente e risiede anagraficamente; per pertinenze s’intendono esclusivamente quelle classificate nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, nella misura massima di un’unità pertinenziale per ciascuna delle categorie catastali indicate. Il presupposto è il possesso di fabbricati, aree fabbricabili e terreni agricoli ed è un’imposta che sostituisce l’Irpef e le relative addizionali sui redditi fondiari e l’ICI. Per determinare la base imponibile, si deve prendere la rendita del fabbricato o il reddito domenicale del terreno, fare una rivalutazione rispettivamente del 5% e del 25% e applicare un moltiplicatore differente secondo le tipologie di beni e categorie catastali. Per i terreni agricoli il moltiplicatore è pari a 130, in sede di conversione di legge è stato riconosciuto agli imprenditori agricoli e coltivatori diretti, iscritti nella previdenza agricola, di applicare un coefficiente inferiore pari a 110. Per i terreni edificabili si considera la base imponibile il valore di mercato, dovrebbe, ma non ancora chiarito dall’amministrazione finanziaria, trovare applicazione, anche ai fini IMU, la disposizione contenuta nell’art. 2 del

D.Lgs. 504/92 in base al quale i terreni edificabili posseduti e condotti da imprenditori agricoli a titolo principale (IAP) e coltivatori diretti sono considerati “non edificabili”, con conseguente riferimento al valore catastale del terreno. Il moltiplicatore da applicare ai fabbricati si differenzia in base alle categorie catastali: 160 per le categorie A (escluso A/10) e C/2,C/6,C/7; 140 per le categorie B e C/3,C/4, C/5; 80 per le categorie A/10 e D/5, 60 per il gruppo D (compresi i fabbricati strumentali D/10), da elevare al 65 dal 01/01/2013 e 55 per i C/1. L’aliquota ordinaria è pari allo 0,76%; è facoltà dei Comuni intervenire in aumento o in diminuzione sino a 0,3 punti percentuali. Sono previste inoltre due aliquote ridotte, lo 0,4% per l’abitazione principale e le pertinenze, con possibilità di variazione di 0,2 punti percentuali, e l’aliquota dello 0,2% sui fabbricati rurali ad uso strumentale con facoltà del comune di intervenire esclusivamente al ribasso fino allo 0,1%. Per l’abitazione principale è prevista una detrazione di 200 euro da distribuire proporzionalmente se i soggetti residenti sono più di uno e parametrata ai giorni dell’anno effettivamente goduti con la destinazione di abitazione principale. La detrazione aumenta di 50 euro per ciascun figlio residente con età inferiore ai 26 anni, agevolazione limitata agli anni 2012 e 2013. Il limite massimo consentito è comunque di 400 euro. I termini per il versamento sono identici all’ICI, da eseguire in due rate di pari importo (50%) la prima rata di acconto entro il 18/06/2012 (il 16/06/2012 cade di sabato) e la rata di saldo entro il 16/12/2012, con modello F24 e con il

Cremonese

Coltivatore

modalità tecniche ancora da individuare tramite apposito decreto attuativo. Il contribuente può optare per il versamento dell’imposta in un’unica soluzione entro il 16/06. Di notevole impatto economico, soprattutto nel nostro settore, è l’introduzione di tale imposta che vede tassati anche i fabbricati strumentali, molti ancora privi di rendita perché iscritti ancora nel catasto terreni. Conseguentemente, si crea un nuovo problema e cioè la necessità di attribuire una rendita sia ai fabbricati strumentali che alle abitazioni rurali, iscrivendoli nel catasto edilizio urbano con attribuzione di rendita. All’accatastamento è stato dato il termine di 30/11/2012, scadenza perentoria e necessaria per determinare la base imponibile IMU di tali fabbricati. Il legislatore ha precisato che, qualora, in sede di versamento della rata di acconto (16/06/2012) non fosse ancora presente la rendita, il pagamento va comunque ottemperato, con attribuzione di rendita presunta di unità immobiliari già iscritte con le stesse caratteristiche di superficie e territorio, il conguaglio verrà poi effettuato in sede di saldo. Infine con il decreto Milleproroghe è stata posticipata al 31/03/2012 la scadenza delle domande di variazione delle categorie catastali per i fabbricati rurali. Tali richieste originariamente avevano scadenza 30/09/2011 e prevedevano, oltre alla compilazione della domanda di ruralità dei fabbricati rurali con la richiesta di classamento in A/6 per le case rurali e D/10 per i fabbricati strumentali, la presentazione di un’autocertificazione attestante la presenza dei requisiti per i 5 anni antecedenti la presentazione della domanda. Questa opportunità ci consente di ovviare al problema dell’eventuale richiesta dell’Ici da parte dei comuni.


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FISCALE

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IMU. Coldiretti Cremona ha chiesto ai Comuni del territorio di dimezzare l’aliquota su terreni e fabbricati rurali per i veri agricoltori. E già arrivano le prime, positive, risposte

“Grazie ai Sindaci per la loro disponibilità a intervenire contro questa patrimoniale agricola”

INVITO

AGLI INCONTRI

“Con soddisfazione stiamo ricevendo le prime disponibilità dei Sindaci del territorio, che condividono il nostro giudizio in merito al fatto che l’Imu sia una inaccettabile patrimoniale agricola, e si dicono decisi a sposare la proposta di Coldiretti di applicare al minimo l’aliquota prevista. Alcuni Sindaci hanno già contattato i nostri Uffici, chiedendo ulteriori informazioni sulla questione e soprattutto confermando l’intenzione di portare avanti la nostra proposta di dimezzare l’Imu, attraverso gli organi decisionali municipali”. E’ questa la riflessione di Coldiretti Cremona che per prima, a livello locale, ha denunciato il grave impatto che la nuova Imposta Municipale avrebbe sui terreni e fabbricati rurali, e dunque sui bilanci delle aziende agricole. In una lettera inviata lo scorso 4 gennaio, il Direttore di Coldiretti Cremona Simone Solfanelli chiedeva a tutti i Sindaci un

intervento, consentito dalla normativa, per “rendere questo provvedimento più sopportabile per le imprese agricole”. “Si va a colpire pesantemente un settore, quello dell’agricoltura – scriveva – , che già vive una stagione di indubbia difficoltà e che pure, anche in questa crisi, grazie in primis alla qualità delle nostre imprese si sta dimostrando determinante per l’economia reale”. Ai Sindaci Coldiretti ha dunque chiesto di esercitare la facoltà – riconosciuta alle Amministrazioni Comunali – di “dimezzare per le imprese agricole vere e professionali l’aliquota prevista, sia per quanto riguarda i fabbricati rurali ad uso strumentale e abitativo, che per i terreni agricoli”. I Comuni hanno questa importante possibilità: ad essi, infatti, è dato obbligo di garantire al Governo una somma pari al 50% dell’aliquota base fissata dal decre-

Il Comune di Cappella de’ Picenardi

to (e conseguentemente risulta facoltativa, ad esclusiva discrezione del Comune, la riscossione dell’altro 50% per cento dell’aliquota). “Ci rendiamo conto dei grandi sacrifici imposti a tutti i Cittadini italiani, ma, nel caso della categoria degli agricoltori, ci troviamo di fronte a una mazzata duplice, poiché gli imprenditori agricoli scontano tutti gli aumenti previsti per la generalità dei cittadini più questa sorta di patrimoniale agricola” ha sottolineato il Direttore Solfanelli, nella lettera indirizzata ai Sindaci. E’ dunque con grande soddisfazione che Coldiretti sta ricevendo le prime adesioni alla proposta, ulteriore testimonianza dell’attenzione e del senso di responsabilità di tante Amministrazioni locali, alle quali non sfugge il ruolo strategico del settore primario, leva competitiva formidabile per il Made in Italy nel mondo. (m.b.)

Il Comune di Ripalta Guerina

COLDIRETTI CREMONA

si fanno promotori di due incontri pubblici, rivolti ai Sindaci del Territorio e a tutti gli imprenditori agricoli, per approfondire i seguenti temi: - la tutela del vero agroalimentare Made in Italy: la Coldiretti e le Amministrazione Locali unite nella denuncia del “caso Simest” - l’Imu: gli effetti di questa “patrimoniale agricola” sulle aziende agricole e sui bilanci comunali. Sarà illustrata la proposta rivolta da Coldiretti ai Sindaci a difesa della nostra agricoltura.

Gli incontri si terranno:

- Lunedì 5 marzo, alle ore 18.00, presso il Teatro Comunale di Cappella de’ Picenardi - Martedì 6 marzo, alle ore 18.00, presso l’Ufficio Zona Coldiretti di Crema (via del Macello n. 34/36) il

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DATORI DI LAVORO

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IL NUOVO CONTRATTO DI APPRENDISTATO Dianella Mariotti Politiche del Lavoro e Contrattualistica

VANTAGGI E SANZIONI PER I DATORI DI LAVORO

La più recente riforma dell’apprendistato fa confluire in un unico testo normativo di sette articoli la nuova disciplina introdotta con la Manovra Economica 2011. Il D.Lgs 167/2011 definisce la sua applicazione normativa rendendola uniforme su tutto il territorio nazio-

nale e per tutti i settori, affida alla contrattazione collettiva l’importante ruolo di superare progressivamente le difformità tra le varie discipline regionali esistenti entro un periodo, da considerarsi transitorio, di sei mesi per la definizione degli elementi di competenza delle Regioni e delle Parti

contrattuali. La riforma definisce l'apprendistato un contratto di lavoro, finalizzato all’occupazione dei giovani, a tempo indeterminato, infatti, le parti non possono recedere durante il periodo di formazione se non per giusta causa o giustificato motivo.

Le nuove tipologie del contratto di apprendistato dopo la manovra economica 2011 Esistono tre diverse tipologie di apprendistato che non mutano (se non nel nome) rispetto a quelle precedentemente previste, a cui se ne aggiunge una quarta: 1. apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale, in tutti i settori di attività, per i lavoratori che abbiano compiuto i 15 anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età, anche per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione. Non può superare i 3 anni di durata determinata sulla base della qualifica e del titolo di studio da conseguire; 2. apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, in tutti i settori di attività, per i giovani tra i 18 e i 29 anni che potranno apprendere un mestiere o una professione in ambiente di lavoro. Per chi è in possesso di una qualifica professionale conseguita ai sensi del D.lgs 17/10/2005 n. 226 il contratto può essere stipulato a partire dal 17° anno di età. Durata massima non superiore a 3 anni, disciplinata dalla contrattazione nazionale. La formazione professionalizzante è affidata in via esclusiva all’azienda, quella per l'acquisizione di com-

petenze di base e trasversali alle Regioni. E’ previsto inoltre che i contratti nazionali potranno disciplinare specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato, laddove l’attività sia svolta a cicli stagionali; 3. apprendistato di alta formazione e ricerca, in tutti i settori di attività, riservato ai giovani tra i 18 e i 29 anni che aspirano al più alto livello di formazione in tutti i settori pubblici e privati nel campo delle ricerca del dottorato e del praticantato in studi professionali nell’ambito delle professioni ordinistiche; 4. apprendistato per la riqualificazione dei lavoratori in mobilità espulsi dai processi produttivi per cui è previsto un regime contributivo agevolato e un incentivo, in caso di conferma al termine del rapporto, del 50% delle indennità di mobilità non percepite dal lavoratore durante l’apprendistato. La disciplina del contratto di apprendistato è rimessa ad appositi accordi interconfederali ovvero ai contratti collettivi di lavoro stipulati a livello il

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nazionale dalle associazioni di categoria più rappresentative sul piano nazionale nel rispetto dei seguenti principi generali quali, tra gli altri: • forma scritta del contratto e del relativo piano formativo individuale; • divieto di retribuzione a cottimo; • possibilità di sotto-inquadramento del lavoratore fino a due livelli inferiori; • presenza di un tutore o referente aziendale; • possibilità di finanziare i percorsi formativi aziendali tramite fondi paritetici interprofessionali, anche attraverso accordi con le Regioni; • possibilità di riconoscimento della nuova qualifica professionale sulla base dei risultati conseguiti all’interno del percorso di formazione e delle competenze acquisite ai fini del proseguimento degli studi; • registrazione della formazione effettuata nel libretto formativo del cittadino; • possibilità di prolungare il periodo di apprendistato in caso di malattia, infortunio o altra causa di sospensione involontaria del rapporto, superiore a trenta giorni, secondo quanto previsto dai contratti collettivi;


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DATORI DI LAVORO

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• divieto per le parti di recedere dal contratto durante il periodo di formazione, in assenza di una giusta causa o di un giustificato motivo.

Particolare attenzione deve essere posta in ordine alla recedibilità da parte del datore di lavoro, difatti la disciplina legale consente il recesso

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con preavviso (trattasi di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato) che comunque non è ammissibile se non al termine del periodo di formazione.

I vantaggi dell’apprendistato per i Datori di lavoro Il datore di lavoro gode essenzialmente di agevolazioni fiscali economiche e contributive: difatti a partire dal 1° gennaio 2012 ed entro il 31 dicembre 2016 a chi assume giovani con contratto di apprendistato viene riconosciuto uno sgravio contributivo del 100% ai datori di lavoro con un organico pari od inferiore alle nove unità. Fino al 31 dicembre 2011 resta dell’1,5% per il primo anno e del 3% per il secondo anno. Lo sgravio, a prescindere dalla durata del contratto di apprendistato, è

per tre anni. La contribuzione a carico del lavoratore resta sempre la stessa (5,84%). Possibilità di riduzione della retribuzione (o retribuzione in misura percentuale comunque inferiore) nel caso di sotto-inquadramento, rispetto ai lavoratori che svolgono le stesse mansioni; terminata la formazione il rapporto può continuare e si gode ancora per l’anno successivo dei benefici contributivi o terminare senza che si adduca alcuna motivazione, con preavviso e ai

sensi di quanto disposto dall’articolo 2118 del codice civile. Esclusione degli apprendisti dal computo dell’organico richiesto in base alle norme sul lavoro (gli apprendisti non sono calcolati ai fini della verifica del superamento dei 15 dipendenti da parte dell’impresa con riguardo alle norme in materia di licenziamenti). Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere non può superare il 100% dei lavoratori specializzati e qualificati o, ove non vi siano tali lavoratori, le tre unità.

Formazione obbligatoria e sanzioni Naturalmente, giusto corrispettivo e condizione essenziale per fruire delle agevolazioni dell’apprendistato è l’effettivo svolgimento della formazione prevista dal contratto di apprendistato. In caso contrario, sono previste sanzioni molto pesanti a carico del datore di lavoro: • la restituzione dei contributi risparmiati aumentati al doppio; • una sanzione amministrativa da 100 euro a 600 euro per ogni violazione

(in caso di recidiva, da 300 a 1.500 euro); • la possibilità per l’apprendista di chiedere la trasformazione in contratto ordinario, facendo venir meno al datore di lavoro la possibilità di recedere dal contratto alla fine del periodo formativo. Nel caso di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, la responsabilità del datore di lavoro si potrà configurare nell’ipotesi in cui

lo stesso non consentirà al lavoratore di seguire i percorsi formativi esterni all’azienda finalizzati all’acquisizione di competenze di base e trasversali e/o non effettuerà la formazione interna che, secondo il Testo unico, è “svolta sotto la responsabilità dell’azienda”. Il problema resta sempre quello di provare l’effettiva erogazione di suddetta formazione in capo al lavoratore e delle modalità per provarla, che devono essere firmate da entrambe le parti.

Il regime transitorio Il Ministero ha definito un periodo transitorio di non oltre sei mesi dalla data di entrata in vigore dello stesso Decreto, cioè dal 25 ottobre 2011. Durante il periodo di regime transitorio sarà possibile applicare le regole legislative e contrattuali precedenti alla definizione del Testo Unico dell’Apprendistato, con un limite temporale fissato pertanto al 25 aprile 2012. Dopo questa data dovrà

essere applicata tassativamente la nuova disciplina. È quindi fondamentale che le Regioni si adeguino con apposite disposizioni regionali e contrattuali. Viene poi specificato che per l’apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere, le nuove regole potranno essere applicate anche durante questo semestre transitorio, a patto che ne siano stati regolamentati

i profili da regione e contrattazione collettiva. Per contro, in assenza di disciplina contrattuale rinnovata, dalla data del 25 aprile 2012, ovvero scaduto il regime transitorio, non sarà possibile per il datore di lavoro procedere all’assunzione con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere D.lgs. 167/2011 né avvalersi della previgente disciplina legale D.lgs. 276/2003.

Colgo l’occasione per informare e/o ricordare che il C.A.P.A., Centro di Addestramento Professionale Agricolo, sta organizzando un corso gratuito per la formazione del Tutor o del referente aziendale. I Signori Datori di Lavoro interessati sono vivamente pregati di passare dai nostri uffici per l’espletamento di tutte le pratiche necessarie. il

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PATRONATO EPACA

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Stanno per essere inviati a tutti i pensionati i MODELLI CUD, RICHIESTE RED, DICHIARAZIONI INVCIV, MODELLI DETRAZIONI L'Inps ha pubblicato la Circolare relativa al rinnovo delle pensioni per l’anno 2012. Quest’anno ci saranno in molti casi differenze negli importi di pensione erogati rispetto allo scorso anno 2011, sulla base delle nuove norme adottate dal Governo. Soprattutto quest’anno, più che gli scorsi anni, sarà quindi indispensabile che tutti i pensionati provvedano a verificare, presso gli Uffici del Nostro Patronato, congruità ed esattezza degli importi erogati e delle trattenute. I nostri Operatori sono a disposizione per effettuare questi controlli, completamente gratuiti.

L’INPS ha comunicato che per l'anno 2012 verranno spedite due lettere: La prima conterrà esclusivamente il modello CUD 2012, l'inizio della spedizione è previsto per la prossima settimana. Il secondo plico, invece, conterrà il modello Obis/M (quello che specifica l’importo delle rate di pensione, trattenute, rimborsi, tredicesima), l'eventuale richiesta di compilazione del modello RED 2012 e/o del modello INVCIV (ICRIC – ICLAV e ACCAS/PS) e/o del modello DETR. La spedizione di questo secondo plico inizierà al termine dell'invio delle lettere contenenti il modello CUD 2012.

Gli Uffici del Patronato Epaca sono a: CREMONA Via Ruffini, 28 Tel. 0372.732930 - Fax 0372.732940 Nuovo ufficio SORESINA Via Lombardia, 3

Tel. 0372.732990 - Fax 0372.732980

CASALMAGGIORE Via Cairoli, 3

Tel. 0372.732960 - Fax 0372.732970

Gli sportelli Epaca sono presenti presso tutti i recapiti di Coldiretti Cremona

CREMA Via del Macello, 34/36 Tel. 0372.732900 - Fax 0372.732925

www.epaca.it epaca.cr@coldiretti.it

Cerca la nostra pagina sul sito internet: www.cremona.coldiretti.it

ASSOCIAZIONE PROVINCIALE PENSIONATI COLDIRETTI

Arriva la carta “vantaggi diretti” Numerose le iniziative nel programma dell’Associazione, fra le quali la Carta Vantaggi e la Polizza Infortuni per pensionati Arriva la “Carta Vantaggi” per i pensionati. Una boccata d’ossigeno per i pensionati, grazie alla nuova carta sconti pensata per gli iscritti, utile nella vita di tutti i giorni, per acquistare una vasta scelta di beni e servizi con significativi risparmi o a condizioni agevolate. La carta vantaggi è la nuova tessera multi servizi nata dalla volontà della Federpensionati Coldiretti di ampliare la gamma dei servizi offerti ai propri iscritti. E’ completamente gratuita e consente di ottenere, attraverso l’apposito circuito Selecard, agevolazioni in tutti gli esercizi commerciali e i centri convenzionati su tutto il territorio nazionale, nonché informazioni e consulenze gratuite: dagli sconti nei poliambulatori e centri diagnostici, nelle farmacie e nei centri ottici, alle agevolazioni per abbonamenti a quotidiani e periodici e per l’acquisto di libri, fino alle riduzioni sui biglietti ferroviari e marittimi e sui il

pacchetti viaggio, nonché alberghi, noleggi, centri benessere, solo per citarne alcuni. Per ottenere i benefici occorre solo mostrare la tessera Vantaggi Diretti della Coldiretti Pensionati prima dell’acquisto nei punti vendita convenzionati, oppure indicare il numero della carta se si chiede un’informazione, una consulenza o un servizio che richiede la prenotazione telefonica. Per conoscere i punti vendita convenzionati e, in ogni caso, per scoprire tutti i vantaggi offerti dalla nuova Carta è possibile chiamare il numero verde gratuito 800.036063, visitare il sito vantaggidiretti.coldiretti.it, oppure inviare una mail a info@selecard.it. Non solo, arriva la possibilità per i pensionati con meno di 85 anni di età di stipulare una polizza assicurativa ad un prezzo molto vantaggioso. Per informazioni, rivolgersi presso i nostri uffici. (ml.p.) Cremonese

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PATRONATO EPACA

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MANOVRA MONTI:

dal 2012 per chi deve andare in pensione cambia tutto Un primo effetto delle nuove norme introdotte è stato che, già nel 2011, si è registrata un’impennata delle domande di pensione. Tanti sono stati i lavoratori che, avendo maturato nel corso del 2011 i requisiti per la pensione di vecchiaia e di anzianità, si sono precipitati per fare domanda di pensione con le “vecchie regole” che scadevano il 31 dicembre 2011. La maggior parte degli altri è rimasta nel dubbio, disorientata, incerta sul da farsi, testimone ogni giorno del disagio di una materia ancora non chiara. Da qui la necessità di passare dagli Uffici del Patronato EPACA, sia i lavoratori dipendenti che autonomi, per accertare la propria attuale posizione contributiva. Se qualcuno ci stava ancora pensando, ora con la riforma Fornero gli anni di lavoro in più richiesti possono arrivare a 5-6 per chi sarebbe altrimenti andato in pensione con il sistema delle «quote». Questo vale sia per gli uomini che per le donne del settore privato, che potevano andare in pensione di vecchiaia a 60 anni (a 61 compresa la «finestra mobile») e che dal 2012 non potranno andarci prima dei 62 anni, che saliranno sino ad arrivare a 66 entro il 2018. Ma secondo quanto previsto dal Decreto, ciascun lavoratore, sia dipendente che autonomo, potrà farsi certificare il diritto al pensionamento, eventualmente da esercitare in un secondo momento: «Il

lavoratore che abbia maturato entro il 31 dicembre 2011 i requisiti di età e di anzianità contributiva previsti dalla normativa vigente prima della data di entrata in vigore della presente legge, ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità, nonché della pensione nel sistema contributivo, consegue il diritto alla prestazione pensionistica, secondo la predetta normativa e può chiedere all’Ente di appartenenza la certificazione di tale diritto». Quindi è opportuno – anzi, assolutamente consigliabile! – che tutti coloro che già in passato avevano effettuato verifiche e conteggi presso il Patronato provvedano a farsi rifare i calcoli relativi alla propria decorrenza del diritto a pensione, completamente cambiati dopo l’approvazione del Decreto Monti. Ma anche coloro che non lo hanno mai fatto devono farsi verificare la posizione contributiva, per garantirsi che tutti i contributi siano stati accreditati correttamente. Fermo restando che, per le pensioni il cui diritto è maturato nel 2011, una volta trascorsi i 12 o i 18 mesi richiesti rispettivamente per dipendenti e autonomi, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo nel caso di pensione Inps, dal giorno immediatamente successivo per i dipendenti pubblici con l'Inpdap,

Damiano Talamazzini Resp. Provinciale Patronato Epaca

e quindi il diritto acquisito non è stato toccato, per le pensioni che maturano dal primo gennaio 2012 in base alla legge 214/2011 (decreto Monti o salva-Italia). E con riferimento ai soggetti che, nei regimi misto e contributivo, maturano i requisiti a partire dalla medesima data, le pensioni di vecchiaia, di vecchiaia anticipata e di anzianità sono sostituite dalle seguenti prestazioni: «pensione di vecchiaia » e «pensione anticipata». Per i lavoratori e le lavoratrici la cui pensione è liquidata a carico dell'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) e delle forme esclusive e sostitutive della medesima, nonché della gestione separata, la pensione di vecchiaia si può conseguire all'età in cui operano i requisiti minimi. Il proseguimento dell'attività lavorativa è incentivato, fermi restando i limiti ordinamentali dei rispettivi settori di appartenenza, dall'operare dei coefficienti di trasformazione calcolati fino all'età di settant'anni, fatti salvi gli adeguamenti alla speranza di vita. Nei confronti dei lavoratori dipendenti, l'efficacia delle disposizioni opera fino al conseguimento del predetto limite massimo di flessibilità.

Pagamento delle pensioni Dal 7 marzo 2012 limite ai pagamenti in contanti superiori a 1.000 euro Le nuove norme della manovra finanziaria, varata dal Governo, hanno introdotto dei limiti ai pagamenti in contanti a partire dal 7 marzo 2012. Questi limiti prevedono, anche per gli Enti pensionistici, l’impossibilità di effettuare il pagamento in contanti per importi superiori a 1.000 euro. Quindi, le pensioni superiori a tale importo saranno accreditate esclusivamente su conto corrente postale o bancario, su libretto postale o su carta prepagata abilitata.

Perciò i pensionati che percepiscono una pensione in contanti superiore a 1000 euro, dovranno comunicare entro la scadenza fissata ciascuno dal proprio Ente pensionistico, le coordinate bancarie o postali (codice IBAN) necessarie per l’accredito. Presso gli Uffici Coldiretti, gli Operatori del PATRONATO EPACA sono a disposizione per assistere gratuitamente tutti gli interessati. Coloro che non comunicheranno entro i termini previsti il codice IBAN, a partire dal mese di marzo il

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non potranno riscuotere la pensione. ATTENZIONE: Si precisa che anche i pensionati che percepiscono una rata mensile di pensione inferiore a 1.000 euro potrebbero superare il limite consentito per il pagamento in contanti nel caso di somme aggiuntive, competenze arretrate, tredicesima o eventuali rimborsi. Per questo motivo si invitano tutti i pensionati che riscuotono la pensione in contanti a comunicare il codice IBAN al più presto.


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INFORMAZIONE ALLE IMPRESE

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Rifiuti e Sistri

Tutti gli adempimenti per le imprese agricole

Andrea Ragazzini Ufficio Tecnico

Considerato il succedersi dei diversi riferimenti normativi in materia di rifiuti e Sistri, è utile fare una ricognizione sintetica dei principali adempimenti oggi a carico delle imprese agricole. Per quanto riguarda l’iscrizione al sistema di tracciabilità (SISTRI), ricordiamo che sono esonerate le imprese agricole che conferiscono in modo saltuario ed occasionale i propri rifiuti a circuiti organizzati di raccolta fino a 100 kg di pericolosi. Per quanto riguarda la presentazione del cosiddetto “Muddino”, il termine è, invece, stato fissato al 30 aprile 2012. Ma vediamo la situazione completa degli adempimenti nella tabella. ADEMPIMENTO ESONERO DALL’ISCRIZIONE

TERMINI

RIFERIMENTO NORMATIVO

2 luglio 2012

• Articolo 39, comma 9 D.Lgs.152/2010 per le imprese agricole che conferiscono in modo saltuario ed (termine iniziale prorogato dall’articolo 13, occasionale i propri rifiuti a circuiti organizzati di raccolta fino ad comma 4 del DL 29/12/2011, n.216) un massimo di 100 kg di rifiuti pericolosi Per tutte le altre categorie i termini di iscrizione sono scaduti

OPERATIVITÀ

2 aprile 2012

• Articolo 1 del D.M. 26/5/2011 per i soggetti indicati nell’articolo 1 del D.M. 26/5/2011 (tranne • Articolo 6, comma 2 del DL 13 agosto 2011, n. 138 (convertito con L.14/09/2011, n. 148) quelli indicati dall’articolo 1, comma 5): • Articolo 13, comma 3 del DL 29/12/2011, • produttori di rifiuti pericolosi (comprese le imprese di trasporto n. 216 in conto proprio iscritte all’Albo ai sensi dell’articolo 212, comma • Articolo 6, comma 2 del DL 13 agosto 2011, 8) con più di 10 dipendenti; n. 138 (convertito con L.14/09/2011, n. 148) • imprese ed enti produttori di rifiuti speciali non pericolosi, di cui • Articolo 6, comma 2, lettera f-octies del D.L. all'art. 184, comma 3, lettere c), d) e g) del d.lgs.152/06 152 con n. 70/2011 (convertito con legge 12/7/2011, più di 10 dipendenti; n. 106) • imprese ed enti che raccolgono o trasportano rifiuti speciali a titolo professionale; • imprese ed enti che effettuano operazioni di recupero o smaltimento di rifiuti; • commercianti ed intermediari di rifiuti; • Comuni, enti ed imprese che gestiscono i rifiuti urbani della regione Campania.

1 giugno 2012

per i soggetti indicati nell’articolo 1, c.5 del D.M. 26/5/2011: • produttori di rifiuti pericolosi (comprese le imprese di trasporto in conto proprio iscritte all’Albo ai sensi dell’articolo 212, comma 8) che hanno fino a 10 dipendenti

DICHIARAZIONE SISTRI (COSIDDETTO MUDDINO)

• Articolo 28, comma 1 del D.M.18/2011, n. 52 30 aprile 2012 Per i produttori di rifiuti e le imprese e gli enti di recupero e di • D.M.12/11/2011 smaltimento dei rifiuti tenuti alla presentazione del MUD ai sensi dell’articolo 189 del D.Lgs.152/06 (nella versione precedente alle modifiche apportate con il D.Lgs.205/10). Categoria di interesse per le imprese agricole: produttori di rifiuti pericolosi con volume di affari > di 8000

I nostri Uffici Zona sono a disposizione per qualsiasi ulteriore chiarimento riguardante la corretta gestione dei rifiuti e l’eventuale iscrizione al SISTRI. il

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INFORMAZIONE ALLE IMPRESE

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GENNAIO/FEBBRAIO - 2012

Nuovo servizio di assistenza tecnica rivolto alle aziende con un impianto fotovoltaico Dal 01/01/2012 è stato organizzato, presso i nostri uffici, un nuovo servizio di assistenza tecnica, fiscale e amministrativa per tutte quelle aziende che hanno installato un impianto fotovoltaico. I soggetti interessati sono tenuti ad una serie di adempimenti burocratici e fiscali che richiedono un notevole impegno, soprattutto per coloro che hanno stipulato un contratto di “scambio sul posto” e “ritiro dedicato”. Vediamo di riassumere seppur in forma esemplificativa, qui di seguito, i principali obblighi. Anzitutto è necessario avere un “Registro delle letture dei contatori elettrici”, da compilare giornalmente presso l’azienda agricola con i quantitativi di kwat prodotti, autoconsumati e ceduti; tale registro deve essere vidimato all’inizio di ogni anno presso l’Agenzia delle Dogane. Per gli impianti superiori ai 20 Kwat di potenza con autoconsumo di una quan-

tità di energia inferiore al 70% della produzione è dovuta un’accisa. Si tratta di un’imposta indiretta che riguarda solo alcune categorie di beni (petrolio e altri prodotti energetici, energia elettrica, alcolici e tabacchi) ed è definita in un importo fisso espresso in euro, rapportato all’unità di misura del prodotto, nel caso specifico dell’energia in chilowattora

Con la pubblicazione dei due decreti attuativi del 30 dicembre 2011 del Ministro dell’Economia e delle Finanze, a decorrere dal 01/01/2012 le addizionali “comunali” e “provinciali” all’accisa sull’energia elettrica sono state soppresse e l’aliquota per l’accisa è passata da euro/kwh 0,0031 ad euro/ kwh 0,0121, da versarsi mensilmente con modello F24 accise” con modalità

RITIRO DEDICATO: RIVISTI I PREZZI MINIMI PER LE FONTI RINNOVABILI La cessione in rete dell’energia elettrica derivata da fonti rinnovabili viene ritirata e fatturata dal GSE (gestore servizi elettrici) a prezzi minimi che sono stabiliti dalla delibera dell’autorità per l’energia elettrica art/elt 280/07; nel luglio dello scorso anno, con la delibera art/elt 103/11, ma con decorrenza dal primo gennaio 2012, sono stati modificati tali livelli di prezzi mettendoli in relazione al tipo di fonte rinnovabile e alle fasce di potenza degli impianti. Per la maggior parte degli impianti fotovoltaici realizzati dalle aziende agricole con potenze oscillanti tra i 20 e i 400 Kwp si avrà una riduzione del prezzo riconosciuto che passa da 103,4 euro/MWh a 78,3 euro/MWh. La tariffa sarà comunque adeguata annualmente sulla base delle variazioni dell’indice Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati. Se consideriamo un impianto in cessione totale di energia elettrica dove la vendita della corrente incide per circa il 20% sull’utile totale, questo ridimensionamento delle tariffe minime di ritiro comporterà un calo di redditività dell’impianto che oscilla tra il 4 e il 5%. (m.be.) Nel dettaglio l’energia elettrica immessa in rete dagli impianti fotovoltaici in regime di ritiro dedicato sarà pagata nel 2012 secondo i valori della seguente tabella: Quantità di corrente ritirata su base annua espressa in Kwh

Prezzo minimo euro/MWh

Fino a 3.750

102.7

Oltre i 3.750 e fino a 25.000

92.4

Oltre i 25.000 e fino a 2.000.000

78.3

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INFORMAZIONE ALLE IMPRESE

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GENNAIO/FEBBRAIO - 2012

zia delle Dogane, previo il rilascio di abilitazioni e password direttamente dalle Dogane stesse. Inoltre mensilmente vengono pubblicati sul sito del GSE i corrispettivi dell’energia da validare e fatturare, è necessario collegarsi al sito e previa numerazione e invio dei corrispettivi bisogna provvedere alla consegna presso i nostri uffici per consentire la registrazione ed ottemperare il versamento dell’IVA dovuta. Il servizio che offriamo è quello di assistere il Socio nella:

telematiche. Il codice tributo da utilizzare è 2806. Ogni anno entro il 31/03 deve essere compilato e inviato il modello AD1 – dichiarazione di consumo – che consiste nel dichiarare mese per mese l’energia prodotta, autoconsumata e venduta

dell’anno precedente e dalla quale scaturisce l’importo delle rate dell’accisa per l’anno in corso e del saldo dell’anno precedente da versarsi entro il 16/03. La trasmissione di tale domanda deve avvenire tramite il portale Edi dell’agen-

- predisposizione del registro e provvedere alla sua vidimazione presso l’Agenzia delle Dogane, - compilazione e trasmissione dei modelli F24 per il calcolo e il pagamento delle accise, - assistenza nella richiesta abilitazione e password del Servizio Telematico Doganale -Edi- redazione della dichiarazione modello AD1 (dichiarazione di consumo), - consultazione sito GSE per la numerazione e registrazione delle fatture di vendita. (s.t.)

CONTO ENERGIA: DISPONIBILI LE CERTIFICAZIONI FISCALI Si rende noto che sul portale del GSE, nella sezione personale accessibile mediante le credenziali di accesso di ciascuna azienda, saranno disponibili, a partire dal 20 febbraio 2012, le certificazioni fiscali attestanti il versamento della ritenuta del 4% operata nel 2011. Si ricorda che tale trattenuta non dove essere applicata alle aziende agricole il cui conto energia è da considerarsi assimilato al reddito agricolo, ma purtroppo varie volte il GSE ha applicato ugualmente, nei primi pagamenti, la ritenuta d’acconto. E’ importante quindi che in fase di presentazione della prossima denuncia dei redditi venga presentata la certificazione di cui sopra per poter recuperare la cifra trattenuta ma non dovuta (m.be.)

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TERRANOSTRA CREMONA

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Agriturismo: nuovo regolamento regionale Ristorazione, alloggio, ma anche molto altro: gli agriasili, le fattorie sociali, le attività rivolte agli "over 65" Non più solo ristorazione e alloggio per gli agriturismi lombardi: con il nuovo regolamento regionale, infatti, potranno diventare sempre più luoghi ad indirizzo sociale, dove aggregare persone attraverso attività di intrattenimento, percorsi educativi e riabilitativi. E' quanto emerge dalla delibera di giunta n. IX/2647 del 14 dicembre 2011, con cui Regione Lombardia ha approvato le modifiche e le integrazioni alla disciplina del settore. Fermo restando che qualsiasi servizio offerto dall'azienda agrituristica deve essere svolto direttamente dall’intestatario dell’attività agrituristica, anche avvalendosi di collaborazioni esterne nel limite previsto dal comma 2 dell’art. 151 della LR 31/2008, ecco in sintesi le principali novità previste: • Attività di agrinido e agriasilo. E’ stata introdotta l’organizzazione di tale attività anche in convenzione con comuni, istituzioni scolastiche, associazioni di promozione sociale, organizzazioni religiose da svolgersi ai sensi dell’art. 157 della LR 31/2008. L’esercizio di queste attività è comunque subordinato al rispetto delle normative di settore; • Campi estivi eventualmente residenziali, anche in convenzione con comuni, istituzioni scolastiche, associazioni di promozione sociale, organizzazioni religiose da svolgersi ai sensi dell’art. 157 della lr 31/2008. L’esercizio di queste attività è comunque subordinato al rispetto delle normative di settore; • Attività finalizzate all’intrattenimento e all’aggregazione di persone della terza età anche in convenzione con comuni, associazioni di promozione sociale, organizzazioni religiose da svolgersi ai sensi dell’art. 157 della lr 31/2008. L’esercizio di queste attività è comunque subordinato al rispetto delle normative di settore; • Fattoria sociale, che concerne l'organizzazione di attività mirate a fini formativi e riabilitativi, favorendo il benessere e il reinserimento sociale di persone svantaggiate attraveril

so mansioni specifiche a contatto con l'ambiente rurale. L’esercizio di queste attività è comunque subordinato al rispetto delle normative di settore; • Fattoria del benessere, organizzazione di attività mirate alla cura e al benessere psico-fisico della persona, utilizzando prodotti di propria produzione e spazi aziendali, così come specificato in apposite linee guida regionali. Per lo svolgimento di questa attività gli operatori devono essere in possesso di idonei attestati di qualifica. Su quest'ultimo punto, in particolare, sono ancora molti gli aspetti da affrontare e definire, a cominciare dal tipo di attività che sarà possibile praticare in queste strutture per valorizzare al meglio il nostro territorio e i suoi prodotti, come da sempre Coldiretti si prefigge. A tal proposito, la Regione Lombardia sta predisponendo delle Linee guida regionali che si traducano in uno strumento per le aziende. Lo scopo è duplice: da una parte fornire ulteriori dettagli che nel testo normativo non sono stati specificati a causa della natura stessa del documento, dall'altra dare suggerimenti per accompagnare al meglio le aziende nella loro attività. Novità anche per quanto riguarda la deroga per il superamento dei pasti somministrati al giorno rispetto a quelli previsti dalla legge regionale (40 per gli agriturismi familiari e 160 per gli agriturismi in azienda): precedentemente l’azienda, dando un preavviso al comune di almeno un mese e rispettando le percentuali di provenienza dei prodotti così come definite all’art. 157 della LR 31/2008, poteva derogare il limite previsto per 15 giorni/eventi all'anno. Ora, invece, sono concesse due tipologie di deroga: A) per un massimo di dieci eventi o iniziative aventi valenza territoriale all’anno è consentito derogare al limite di pasti giornalieri, fatto salvo quanto previsto dal comma 1 dell’art. 157 della LR 31/2008 e avuto riguardo alla ricettività massima consentita dalle strutture aziendali. Gli eventi programmati sono segnalati al Comune con almeno quindici giorni di anticipo. B) per un massimo di dieci giorni l’anno è consentito derogare al numero dei giorni settimanali di apertura oggetto di segnalazione al Comune, fatto salvo quanto previsto dal comma 1 dell’art. 157 della LR 31/2008. Le giornate sono segnalate al Comune con almeno quarantotto ore di anticipo. Per motivate esigenze sarà possibile effettuare la comunicazione nelle quarantotto ore successive alla giornata di apertura. Cremonese

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TERRANOSTRA CREMONA

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Terranostra Cremona, rinnovo cariche Martedì 14 febbraio si è tenuta l’Assemblea elettiva di Terranostra Cremona per rieleggere le cariche sociali. L’Assemblea è stata caratterizzata dall’intervento della Dr.ssa Valeria Sonvico, Responsabile area ambiente e territorio Coldiretti Lombardia, che ha presentato le modifiche al Regolamento 4/2008 sull’Agriturismo in Lombardia approvate il 14.12.2011. La relazione, oltre a delineare la riorganizzazione dell’attività alla luce delle nuove opportunità di sviluppo nell’ottica della multifunzionalità agricola, ha offerto una panoramica sulla normativa, gli adempimenti e le verifiche specifiche del settore. Al termine della mattinata i lavori sono proseguiti con il rinnovo delle cariche sociali che sono risultate le seguenti: Esterina Mariotti (Agriturismo Apiflor di Pescarolo) è stata riconfermata Presidente per il prossimo mandato quadriennale; Paola Caizzi (Agriturismo Locanda S. Martino di Grumello Cremonese), Vice-Presidente; Silvia Ramella (Agriturismo Fraccina, Spino d’Adda), Consigliere; Emanuela Dilda (Il Campagnino, Pessina Cr.), Consigliere; Manuela Buoli (Agr. Torretta, Torricella del Pizzo), Consigliere; Francesca Zuccotti (Agr. S. Alessandro, Soncino), Consigliere. Riseri Paolo (La Sorgente di Montodine) e Elisabetta De Grazia (Cascina Arcobaleno di Capergnanica), Revisori dei Conti; Damiano Talamazzini, Marco Benedini e Pietro Scolari sono stati eletti componenti il collegio dei probiviri. (g.m.)

Terranostra raddoppia: nascono gli “Agriturismi di Campagna Amica” Terranostra, l’associazione degli agriturismi promossa da Coldiretti, raddoppia. Fin dalla nascita del progetto di Coldiretti nella costituzione di una Filiera agricola tutta italiana il settore agrituristico, con in prima linea le aziende agrituristiche aventi anche uno spaccio aziendale, ha sostenuto la rete di Campagna Amica. Oggi, con il tesseramento Terranostra 2012, tutti gli agriturismi anche solo con offerta di pernottamento, prima colazione, con o senza somministrazione pasti, possono avere una maggior qualifica e connotazione nell’ambito di Campagna Amica, continuando al tempo stesso a godere del supporto tecnico sindacale che da sempre Terranostra offre ai propri associati. Gli agriturismi di Terranostra da quest’anno sono riconosciuti come Agriturismi di Campagna Amica: tutto il bello di un agriturismo più tutto il buono dei prodotti Campagna Amica! Un unico marchio che caratterizza l’appartenenza ad una filiera agricola tutta italiana, garantita dagli imprenditori agricoli. Segreteria di Terranostra presso: Giacomo Maghenzani, tel. 0372 499814. il

Assemblea elettiva di Terranostra Cremona e il nuovo Consiglio Direttivo

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IL

GENNAIO/FEBBRAIO - 2012

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6 14-20 FEBBRAIO

SETTIMANALE DI INFORMAZIONE PER LE IMPRESE DEL SISTEMA AGROALIMENTARE

2012 Registrato presso il Tribunale Civile di Roma, Sezione per la Stampa e l'Informazione al n. 367/2008 del Registro della Stampa. Direttore Responsabile: Paolo Falcioni

www.ilpuntocoldiretti.it

La stima della Coldiretti sull’ondata di maltempo che ha investito il territorio nazionale

Il giornale delle sistema agroalimentare Neve, neionline campi ilimprese conto del sale a mezzo miliardo Gravissimi i danni alle strutture aziendali, ora si teme per gli ulivi e gli alberi da frutto

www.ilpuntocoldiretti.it: questo l’indirizzo de Il Punto Coldiretti, il giornale online rivolto alle imprese del sistema agroalimentare, creato dalla prima Organizzazione degli imprenditori agricoli del Paese. Il Punto Coldiretti assicura un costante aggiornamento su economia e settori produttivi, fisco, Dieci giorni di neve e numerosi aborti tra le pe- ché con le temperature al ECONOMIA ambiente, lavoro, credito, energia, previdenza, formazione, qualità, innovazione e ricerca, scadenze e prezzi, previsioni meteo. ghiaccio hanno causato core che hanno ridotto di sotto dei dieci gradi per danni per mezzo miliardo drasticamente la produ- più giorni rischiano di esall’agroalimentare ita- zione di latte come pure le sere compromesse anche liano, il settore più colpito mucche per le quali si cal- le circa 100 milioni di miMERCATO DI CAMPAGNA AMICA, GLI APPUNTAMENTI dall’ondata di maltempo. cola un calo medio del 15 lioni di piante di ulivo Segnaliamo calendario di Coldiretti innelle provinLa stimail viene dalladel Mercato di Campagna Amica degli agricoltoricoltivate cia diColdiretti, Cremona. Tutti gli appuntamenti si tengono dalle ore 8 alle 12,30 circa. Ricordiamo che il zone interessate dopo le calendario completo (insieme ad ogni eventuale aggiornamento) è sul sitodal di Coldiretti Cremona maltempo, al migliaia di segnala(all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it). pari di quanto è zioni giunte dalle Centralità economica dell’agriavvenuto con le campagne delle recoltura e ruolo strategico degli • CREMONA. Al Foro Boario ogni venerdì mattina gelate del 1985. gioni più colpite agricoltori nella produzione di • CASALMAGGIORE. In Piazza Turati, il sabato dalle eccezionali Una preoccupacibo, per rispondere alle attese • SORESINA. Il lunedì, davanti al Palazzo Comunale zione che rinevicate di questo espresse dal G20 agricolo in ma• PANDINO. In via Umberto I, il 2° e il 4° lunedì del mese (più alcune uscite speciali) guarda anche i inizio febbraio. Ai teria di sicurezza alimentare e • VESCOVATO. Tutti i sabati, in piazza Roma vigneti e gli aldanni immediati anche alle esigenze dei consu• CASTELLEONE. La mattina del sabato in via Garibaldi beri da frutto. Se determinati dal matori in merito alla tracciabilità • BAGNOLO CREMASCO. In piazza Aldo Moro, la seconda domenica del mese poi si guarda alblocco delle attività sono i pilastri su cui si dovrà fon• CREMA. In via Terni, la 1° e la 3° domenica del mese (più alcune uscite speciali) vanno sommati quelli per cento, con la raccolta l’intero sistema produtdare la riforma della politica agricola comune. E’ strutturali con il crollo di che a livello nazionale si tivo, il bilancio sale a 1,5 quanto prevede l’accordo siglato a Roma tra il Preintere strutture produttive, è ridotta di 4 milioni di miliardi, tra i danni cauLa sidente della Coldiretti Sergio Marini e il Presidente Palazzani & Zubani SpA dai capannoni alle stalle litri al giorno. Un com- sati ed il fermo delle attidella National Farmers' con Union of England and Wales in collaborazione con la distruzione di mac- portamento che riguarda vità nel settore agricolo, (NFU), Peter Kendall che si sono incontrati per un chinari e la morte di mi- anche le galline allevate a industriale e dei servizi, colloquio bilaterale sulla riforma della Pac a Roma presenta un’interessantissima promozione: gliaia di animali allevati, terra che depongono fino anche pubblici. Una cifra nel Palazzo Rospigliosi, sede dell’organizzazione tra mucche, pecore, ca- al 20 per cento di uova al che equivale allo 0,1 per agricola italiana. Le due maggiori organizzazioni valli, conigli e polli. Ma il meno al giorno. E il conto cento del Pil realizzato agricole nei rispettivi Paesi, in merito alle proposte grande freddo ha anche la per l’agricoltura potrebbe dal Paese in un anno. della Commissione relative al mantenimento del biconseguenza di provocare salire ulteriormente perlancio della Pac durante il periodo 2014-2020 e degli

Marini con la Nfu: “Mantenere centralità della Pac”

SOCIETA’ ITALIANA PER L’IRRIGAZIONE SEMPLICEMENTE A PIOGGIA UNICA E di Volpi La rilevazioniedi C. Ismea s.n.c. indicano una diminuzione del 2,8%

orientamenti legislativi della stessa Pac, hanno richiamato l'attenzione su una serie di punti, a partire CONOMIA dal fatto che la convergenza degli aiuti tra gli Stati membri deve essere realizzata con l’utilizzo di criteri oggettivi e non discriminatori. Il processo di convergenza interno a ogni Stato membro necessita inoltre Avvio d'anno negativo sui mercati agridi un periodo di tempo adeguato e della massima coli alla prima fase di scambio. Seflessibilità per permettere un adattamento progrescondo le ultime rilevazioni Ismea, i sivo dei settori produttivi. Ancora, la definizione di prezzi all’origine hanno subito a gen”agricoltore in attività”, dovrà consentire di tenere naio una flessione del 2,8% rispetto allo conto delle specificità nazionali e non causare ultestesso periodo dell’anno precedente. riore complessità amministrativa. Serve poi che ogni GIARDINI - AGRICOLTURA - CAMPINel SPORTIVI confronto con il 2011, le rilevazioni misura relativa all’inverdimento della Pac non sia in indicano un ribasso dell'8,9% per le colcontraddizione con quanto richiesto all’agricoltura tivazioni e un aumento del 4,4% delle UNICA PER TRADIZIONE, europea in materia diVV competitività e di livello di proUNICA PER COMPLETEZZA DI GAMMA, produzioni zootecniche. Nel comparto V UNICA PER devono ROBUSTEZZA, duzione. Le attuali proposte dunque essere vegetale, solo i vini hanno registrato UNICA PER AFFIDABILITA’, riviste in un quadroVV comunitario sia perPRODOTTO, quanto atUNICA PER TRATTAMENTO una variazione tendenziale positiva V UNICAche PER VALORE NEL TEMPO tiene gli aspetti finanziari per quanto concerne le (+35,7%), mentre per gli altri settori la misure ammissibili. In alcuni casi, debitamente giuflessione va dal -8% della frutta al stificati, la nuova Pac dovrà poi apportare la flessiCREMONA - BRESCIA 25,2% degli ortaggi. Positivo il conbilità indispensabile, attraverso pagamenti mirati a Palazzani & Zubani SpA fronto annuo per i lattiero caseari e il specifici. Via Dante, 81 - Cremona - Tel. e Fax 0372 29344 STRADA PROVINCIALEsettori 668 KM 38 – SCARPIZZOLO DI S.PAOLO – BRESCIA – TEL. 0309979030 r.a. bestiame vivo, con aumenti rispettivaSEGUE A PAGINA 3 mente del 2 e del 6,7 per cento.

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APPUNTAMENTI

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Coldiretti Cremona alla settimana “Per il tuo cuore a Cremona” Un’occasione per ribadire che il Made in Italy fa bene al cuore

Il Made in Italy fa bene al cuore: fa bene alla salute e fa vivere meglio. Con questo ‘slogan’ Coldiretti Cremona ha preso parte alla settimana “Per il tuo cuore a Cremona”, promossa dall’Unità Operativa di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera di Cremona, in collaborazione con A.A.T 118 e Comune di Cremona, con partner quali l’Asl Cremona e l’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri. “La dieta mediterranea fa bene alla salute. Studiosi ed esperti son d’accordo: il sistema dietetico mediterraneo tradizionale ha chiari effetti benefici sulla salute e la prevenzione di obesità e disagi correlati, a partire proprio dalle malattie cardiovascolari. Affermiamo, senza timore di smentita, che chi mangia italiano vive più a lungo. E vive meglio, scegliendo la genuinità, la stagionalità, il gusto e la salubrità dell’autentico made in Italy”. Con queste parole il Delegato Confederale di Coldiretti Cremona, Eugenio Torchio, ha motivato l’adesione di Coldiretti alla “settimana”, svoltasi dal 13 al 19 febbraio.

L’iniziativa ha previsto una serie di appuntamenti rivolti alla cittadinanza, a partire dal concerto “A tempo per il tuo cuore”, lunedì 13 febbraio al Teatro Ponchielli di Cremona, seguito da vari incontri pubblici (Dona per la vita”, martedì nella sala Spazio Comune in piazza Stradivari, sul tema della medicina delle donazioni, e “Contrattacco cardiaco”, giovedì presso il Teatro Monteverdi, sul tema del percorso del paziente colpito da infarto miocardico acuto). Rivolte agli studenti, e dunque proposte presso le Scuole, sono state le ‘lezioni’ sul tema del tabagismo, dal titolo “Non fumiamoci la vita”. E poi c’è stata la “Giornata delle Cardiologie aperte”, sabato 18 febbraio, presso l’U.O. di Cardiologia dell’Ospedale di Cremona. La partecipazione di Coldiretti Cremona è stata in particolare legata all’iniziativa “Di corsa per il tuo cuore”, la corsa podistica non competitiva che ha atteso famiglie, bambini e sportivi domenica 19 febbraio, a partire dalle ore 9,30 in piazza Duomo a Cremona. All’ombra della splendida Cattedrale di Cremona, è stato così collocato il giallo gazebo di Campagna Amica, dove tutti i partecipanti alla corsa (ma anche molti passanti) hanno potuto ricevere un dono buono e genuino: alcune mele, offerte dall’azienda agricola Banderini di Rivarolo del Re, consegnate in borsi-

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ne (naturalmente ecologiche) insieme a materiale informativo legato all’impegno di Coldiretti a tutela dell’autentico Made in Italy. La presenza in piazza Duomo è stata una ulteriore occasione per presentare alle famiglie l’iniziativa “Agribenessere…a Scuola di Salute”, il progetto didattico che sta conducendo Coldiretti nelle scuole del territorio con l’obiettivo di avvicinare i bimbi alla scelta di un’alimentazione buona, sana, genuina. (m.b.)


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il diario in posta elettronica di Coldiretti Cremona

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