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Le imprese, l’ambiente, l’alimentazione

Coldiretti Cremona Informa, Anno VIII NewsLetter

Informazione online Venerdì 24/05/2013 – Anno VIII, Numero 19 Maltempo/1. Agricoltura cremonese, danni gravissimi. Ieri vertice in Provincia Maltempo/2. Danni a tutte le colture, Coldiretti chiede lo stato di calamità Ogm. Coldiretti: bene il Senato sulla clausola di salvaguardia Giovani Impresa. Speciale “L’Italia è il futuro”, giovani in Assemblea Territorio. Coldiretti Cremona migliore stand della “Tre giorni in piazza” Diabrotica. Arriva il “killer del mais” // Bollettino diabrotica sul nostro sito In agenda. Mercato di Campagna Amica // Appuntamenti // Quotazioni …………………………………………………………………………

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Coldiretti Cremona: Agricoltura, gravissimi danni a causa del maltempo Ieri vertice in Provincia a Cremona. Il Presidente Prandini: “Non c’è raccolto che non sia compromesso: dal mais alla soia, dalla frutta alla verdura, dal pomodoro all’orzo, al fieno” La semina del mais in grave ritardo, di quasi due mesi (ad oggi si può dire che è stato seminato solo il 30% del mais), con previsioni di una riduzione delle rese dal 30 al 50%. La semina della barbabietola da zucchero neppure cominciata. Perso l’intero primo sfalcio di foraggi, quello che garantisce il 50% del prodotto (fondamentale in una provincia che, con un patrimonio di 300mila bovini, cui si aggiungono oltre un milione di suini, ha bisogno di grandi quantità per l’alimentazione). Si aggiunga la previsione di cali produttivi dal 30 al 35% per la coltura del pomodoro, poiché in molti casi non si riesce a entrare nei campi per mettere a dimora le piantine. Gravi perdite anche per l’ortofrutta, con danni già stimati dal 20 al 30% per meloni e angurie. Fortemente compromessa la produzione dei cereali a semina autunno-vernina (frumento, orzo, triticale) ed oltre un mese di ritardo anche per la semina della soia (con difficoltà nel reperimento del seme, dacché chi in aprile ha rinunciato a seminare barbabietola o mais si è poi rivolto a questa coltura). E’ un bollettino di guerra, che segna gravi perdite, quello che emerge in provincia di Cremona dal quotidiano monitoraggio messo in atto dalla Coldiretti, per verificare gli effetti delle continue ondate di maltempo.


Ieri pomeriggio, presso l’Assessorato all’Agricoltura della Provincia di Cremona, si è tenuto un incontro con i rappresentanti delle organizzazioni agricole, per fare il punto della situazione e valutare, a partire dal livello provinciale, come attivare presso gli organi istituzionali le misure necessarie per far fronte a una situazione di estrema gravità. Era presente Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia e Delegato Confederale di Coldiretti Cremona, che ha ribadito l’eccezionalità della situazione, sottolineando la necessità di intervenire a vari livelli, sia regionale che ministeriale. “Non c’è raccolto che non sia compromesso – ha detto Prandini – dal mais alla soia, dalla frutta alla verdura, dal pomodoro all’orzo, al fieno. Mentre i florovivaisti hanno bollette per il riscaldamento delle serre sempre più care”. A livello regionale e nazionale, impegnata nella costante verifica dei danni causati dal maltempo, la Coldiretti ha chiesto l’avvio delle procedure per la dichiarazione dello stato di calamità.

Maltempo Coldiretti chiede lo stato di calamità Stato di calamità per l’agricoltura lombarda. “Il crollo delle temperature e la valanga d’acqua che si è abbattuta ancora questa notte sulla regione hanno dato il colpo di grazia alle semine e al lavoro nei campi. Ormai possiamo stimare perdite fra il 30 e il 50 per cento a seconda delle colture. Una stagione così non la ricordavamo da tempo. Per questo chiederemo alla Regione Lombardia e al Governo lo stato di calamità” dice Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia. I terreni della Pianura Padana sono ridotti a mezze paludi e gli agricoltori fanno i conti con la distruzione delle semine appena fatte sperando che il tempo tenesse, dopo settimane di pioggia battente. Invece, anche questa notte, un diluvio si è abbattuto su quasi tutte le province. “Oltre al problema dell’eccesso di acqua – avverte Prandini – c’è anche quello dei funghi e dei parassiti che con questo clima umido trovano il loro habitat ideale. Ci vorranno diversi giorni di bel tempo per far asciugare i terreni e in ogni caso non basterà per mettere in sicurezza gli alberi da frutta o i vitigni”. Sui campi è un vero e proprio bollettino di guerra: la semina del mais è in ritardo di quasi due mesi con stime di una riduzione delle rese dal 30 al 50 cento, la semina della barbabietola da zucchero non è neppure cominciata ed è stato perso l’intero primo sfalcio di foraggio, quello che garantisce il 50% del prodotto alle stalle. Drammatica la situazione dei pomodori da industria, dove ci si attende un


calo delle rese fra il 30 e il 35 per cento, con le piantine ancora da mettere a terra o semi affogate dall’acqua. Gravi perdite anche per l’ortofrutta: per mele e pere, angurie e meloni il danno oscilla fra il 30 e il 35 per cento del raccolto. Per il riso, altra coltura di punta della Lombardia, si prevede un calo di circa il 30 per cento. Problemi anche su frumento, orzo, triticale, e si registra oltre un mese di ritardo per la semina della soia. “Con una situazione del genere – conclude Prandini – o si attiva lo stato di calamità naturale oppure il comparto riceverà un colpo dal quale sarà difficile riprendersi”.

Maltempo, dopo la pioggia arriva il killer del mais: avvistato nel Bresciano, divora le radici delle piantine E dopo la pioggia arriva il killer del mais. Non c’è pace per i campi – spiega la Coldiretti Lombardia – i primi esemplari di diabrotica, parassita in grado di distruggere intere file di piante, sono stati rilevati il 15 maggio scorso a Cazzago San Martino in provincia di Brescia e nelle prossime tre settimane si prevede un aumento in tutte le aree della Lombardia monitorate: da Vertemate con Minoprio (Como) a Busto Arsizio (Varese), da Castello d’Agogna (Pavia) a Casalbuttano (Cremona), da Cavenago d’Adda (Lodi) a Sant’Angelo Lodigiano (Lodi), da Gonzaga (Mantova) a Chiari (Brescia). E’ vero che la pioggia ha rallentato lo sviluppo delle larve – spiega la Coldiretti Lombardia – ma è altrettanto vero che le semine stanno iniziando in ritardo e le piantine del mais con le radici ancora giovani rischiano di trovarsi in balia di una popolazione di killer affamata e vitale. “Il numero delle larve è destinato a salire – conferma il Servizio Fitosanitario della Regione – e se le prime nate in questi giorni moriranno per non aver trovato da mangiare, quelle nate nelle prossime settimane saranno in grado di attaccare le colture più giovani”. Il killer del mais – spiega Coldiretti Lombardia – schiude le uova verso maggio e le larve si nutrono delle radici delle piante che, una volta mangiate, crollano a terra come fossero state spianate da una ruspa invisibile. A quel punto gli individui adulti partono all’attacco delle spighe. L’assalto prosegue per tutto giugno e luglio, con la trasformazione delle larve in farfalle che a loro volta diffondono le uova in altri terreni. In Italia il parassita è stato segnalato per la prima volta nel 1998 in Veneto, mentre il debutto in Lombardia risale al 2002 nelle zone di Varese e Como. Da allora l’invasione è proseguita a macchia d’olio a una velocità dai 40 agli 80 chilometri all’anno, fino a toccare la maggior parte della fascia centrale e meridionale della Lombardia, una delle aree più colpite del nord Italia. La Diabrotica – spiega Coldiretti Lombardia – è un parassita da non sottovalutare visto che minaccia una coltura strategica come il mais che, presente su oltre 350 mila ettari di territorio, serve come foraggio al sistema zootecnico lombardo che produce il 40 per cento di tutto il latte italiano, circa 4 milioni e mezzo di tonnellate su 10 milioni e mezzo.


La foto, scattata stamattina a Trigolo (Cremona), dall'agricoltore Giannenrico Spoldi testimonia i gravissimi disagi con cui l’agricoltura sta facendo i conti. "Siamo in una situazione davvero difficile - spiega Spoldi, suinicoltore e produttore di mais -. Lo scorso anno, a fine maggio, iniziavamo ad irrigare, portando l'acqua sulle colture. Oggi le stesse turbine ci servono per togliere l'acqua dai nostri terreni, non ancora seminati e trasformati in laghi. Siamo in grandissimo ritardo con le semine. Si aggiunga questa temperatura così fredda: non so come farà il mais, in queste condizioni, a crescere. Speravamo almeno in qualche giorno di sole, ma la pioggia che si è ripresentata ora di fatto azzera nuovamente ogni cosa. La pioggia di stanotte e di oggi corrisponde ad altri dieci giorni persi, senza poter entrare in campo. Per non parlare del fieno che molti agricoltori hanno ancora sui terreni: sta marcendo, completamente zuppo d'acqua".

MALTEMPO 3,2 GRADI SOTTO MEDIA AL NORD, +24% PIOGGIA La temperatura massima nel Nord Italia è stata in media 3,2 gradi centigradi inferiore alla climatica media a maggio in cui si è anche registrato il 24 per cento di pioggia in più. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi alla seconda decade del mese, sugli effetti della nuova ondata di maltempo che, con nubifragi e neve, ha investito di nuovo il Nord Italia con bruschi cali della temperatura. Un andamento che sottolinea la Coldiretti - ha sconvolto i normali cicli delle coltivazioni con danni incalcolabili per l’agricoltura e la richiesta dello stato di calamità. Si tratta degli ultimi effetti di una primavera pazza che - precisa la Coldiretti - ha già rovinato almeno il 30 per cento di raccolti delle regioni del Nord, dal pomodoro al riso, dalle patate alla frutta, dalla soia al mais fino al fieno con gravi problemi per l’alimentazione degli animali. La più elevata frequenza di eventi estremi con sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense, neve fuori stagione e un maggiore rischio per gelate tardive sono alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici che l’agricoltura – afferma la Coldiretti - deve affrontare. Con un contesto del genere, i terreni coltivati, grazie alla loro capacità di assorbimento, rappresentano un vero e proprio airbag naturale contro l’impatto dell’acqua. Purtroppo l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo.


OGM MARINI: BENE IL SENATO SULLA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA Una intesa positiva che apre la strada all’avvio delle procedure per l’attivazione della “clausola di salvaguardia” da parte del Governo per scongiurare in Italia qualsiasi rischio di contaminazione. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel commentare positivamente l’importante intesa tra tutti i gruppi del Senato su un ordine del giorno che conferma come il contrasto agli Ogm sia una posizione unanime dell’intero Parlamento. Dopo il positivo pronunciamento del Ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo ci aspettiamo ora – continua Marini – che tale obiettivo sia condiviso anche dal Ministro della Salute Beatrice Lorenzin a cui spetta per competenza l’avvio delle procedure. Il ricorso alla clausola di salvaguardia - ricorda Marini - è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che evidenziano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici”. Non va dimenticato, conclude la Coldiretti, che sulla base dell`indagine Coldiretti-Swg relativa ad ottobre 2012 quasi sette italiani su dieci considerano oggi gli organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali: una motivazione in più che va a rafforzare l’esigenza di garantire l’agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico e assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità.

OGM: TASK FORCE, NULLA CAMBIA MA SUBITO CLAUSOLA SALVAGUARDIA Dopo l’ordinanza della Corte di Giustizia, che ha interpretato la procedura nazionale di autorizzazione all’impiego di varietà Ogm non conforme all’ordinamento europeo, nulla cambia perché si applica comunque la legge n. 5 del 2005. E’ quanto afferma la Task Force per un’Italia libera da Ogm. La non definitiva risoluzione della vicenda Ogm va però avanti ormai da troppo tempo e questa deve essere l’occasione per chiudere definitivamente una questione sulla quale cittadini, agricoltori, rappresentanze economiche e sociali, Regioni ed il Parlamento si sono espressi già tantissime volte. Chiediamo quindi al Governo il completamento della procedura di adozione della clausola di salvaguardia come peraltro già sollecitato da tutti i gruppi parlamentari al Senato la settimana scorsa con una mozione votata all’unanimità e come già fatto da tempo da diversi Paesi Europei.


SPECIALE GIOVANI IN ASSEMBLEA

Assemblea Nazionale di Giovani Impresa Coldiretti

“E’ l’agroalimentare il settore che può dare delle chance ai giovani” “Anche da quanto emerso nell’Assemblea a Roma si evince che il settore che può dare delle chance ai giovani è l’agroalimentare. Nonostante la crisi economica, è l’unico settore che cresce in termini di occupazione nei giovani. Ed è un settore non delocalizzabile, ancorato al nostro territorio. Questo significa far sì che i ragazzi abbiano una prospettiva di lungo periodo. C’è un’Italia fatta di giovani che, pur con fatica e sacrifici, non si arrendono e guardano al futuro, puntando sull’economia reale, sul territorio”. Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia e Delegato Confederale di Coldiretti Cremona, sottolinea con queste parole l’entusiasmo e la forza dell’agricoltura italiana emersa nell’assemblea dei giovani imprenditori agricoli di Coldiretti “L’Italia è il futuro”. Alla presenza del Presidente Sergio Marini (in un’assise, moderata dal Segretario generale della Coldiretti Vincenzo Gesmundo, cui sono intervenuti il Ministro delle politiche agricole Nunzia De Girolamo, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, l’ex ministro Corrado Passera) i giovani imprenditori agricoli, capitanati dal Delegato nazionale Vittorio Sangiorgio hanno presentato un manifesto – “L’Italia è il futuro” – nel quale si ribadisce la via proposta da Coldiretti per lo sviluppo del Paese: una strada che punta su ciò che rende l’Italia unica ed inimitabile, vale a dire la bellezza, l’eccellenza del cibo, il paesaggio, lo straordinario patrimonio storico ed artistico, la biodiversità, la creatività e l’innovazione, la ricchissima articolazione territoriale, il senso della comunità. “L’Italia ha bisogno di ritrovare fiducia. Nelle proprie forze, nei suoi valori e nelle sue passioni” hanno scritto i giovani di Coldiretti nel documento presentato in assemblea. “L’Italia deve ritornare a crescere. Ad investire ed essere protagonista del futuro suo e dell’Europa”. “Con determinazione Coldiretti sta operando perché questa Italia possa emergere. Altro elemento fondamentale è la necessità, evidenziata dal Presidente Marini, di sostenere le rappresentanze che sappiano coniugare l’interesse particolare con quello generale – sottolinea Prandini –. Coldiretti ha ben chiaro un percorso, un’idea per uscire dalla crisi. Altri hanno solo la rivendicazione. Noi abbiamo un progetto, la nostra via italiana allo sviluppo del paese, e la stiamo concretizzando con determinazione e credibilità”.

LAVORO: IN CONTROTENDENZA + 3,6% DELLE ASSUNZIONI IN AGRICOLTURA In controtendenza con l’aumento dei disoccupati e degli sfiduciati nel nostro Paese crescono le assunzioni nelle aziende agricole del 3,6% rispetto allo scorso anno, anche per la grande spinta all’innovazione generata dalle imprese condotte da giovani. E’ quanto è emerso all’Assemblea dei giovani della Coldiretti dove è stato creato l’Open Space sull’ingegno contadino, con le esperienze curiose e innovative realizzate da giovani agricoltori, idee che creano lavoro e battono la crisi. La crescita di opportunità nel settore agricolo è resa evidente dal boom del 29% delle iscrizioni negli istituti professionali agricoli e del 13% negli istituti tecnici di agraria, agroalimentare ed agroindustria. Si tratta di una conferma del fatto che in agricoltura il lavoro c’è sia per chi vuole trovare un’opportunità di occupazione, magari stagionale, sia per chi vuole intraprendere. Sono quasi 59mila le imprese agricole condotte da giovani “under 30” iscritte alla Camere di commercio, dove rappresentano oltre il 7% del totale. Circa il 70% delle imprese giovani opera in attività multifunzionali.


SPECIALE GIOVANI IN ASSEMBLEA

LAVORO: DALLA “STAFFETTA GENERAZIONALE” 200MILA POSTI IN CAMPAGNA Dalla staffetta generazionale è possibile l’inserimento di 200mila giovani nelle campagne dove il 37,3% delle imprese ha un conduttore di età superiore ai 65 anni. E’ quanto ha affermato il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio all’Assemblea nazionale nel sottolineare l’importanza che il Governo voglia dare finalmente priorità al tema dell’occupazione giovanile come annunciato dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, con il pacchetto che verrà presentato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini. Se proprio vogliamo dare un segnale forte ai figli e ai padri delle nostre campagne, che punti sull’intraprendenza dei giovani, sulla loro voglia di fare e sulla loro capacità di innovare, allora – ha chiesto Sangiorgio – sospendiamo il pagamento di imposte e contributi per cinque anni alle imprese familiari in cui si concretizza quella che viene definita la staffetta generazionale. L’agricoltura sta vivendo una straordinaria fase di attenzione da parte dei giovani, ma alle imprese è preclusa la possibilità di ospitare giovani tirocinanti e offrire quindi l’opportunità anche a studenti di effettuare brevi esperienze full immersion in una realtà di impresa. La pretesa che per ospitare un tirocinante l’impresa debba avere alle proprie dipendenze almeno un dipendente a tempo indeterminato comporta, in un settore nel quale molte imprese utilizzano solo manodopera familiare, l’impossibilità di dare corso a questa esperienza. E’ necessario quindi - ha concluso il Delegato dei giovani Coldiretti - superare l’interpretazione restrittiva della normativa vigente per assecondare e favorire un fenomeno tanto recente quanto positivo come quello del ritorno alla campagna di tantissimi giovani. LAVORO. SANGIORGIO: “NEET” IN UNA FAMIGLIA SU 10 In almeno una famiglia italiana su dieci c’è un giovane d’età compresa tra i 15 e i 29 anni che resta a casa senza studiare né lavorare né tantomeno cercare un posto di lavoro, che è fonte di depressione e ansia sociale ed economica che compromette la qualità della vita, ma anche le opportunità di sviluppo del Paese. E’ quanto ha affermato il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio all’Assemblea nazionale che cade a 60 anni dalla nascita del più grande movimento giovanile d’impresa presente in Italia, in riferimento alla presenza in Italia di 2,1 milioni di giovani “neet”, che sono in uno stato di “not in education, employment or training”. Una perdita straordinaria di energie e di intelligenze che il Paese non può davvero permettersi. Ci incoraggia il fatto che oggi abbiamo un premier che - ha continuato Sangiorgio - alla nostra assemblea del 2011 disse: “l’Italia degli anni 60 aveva i giovani nel motore di sviluppo del Paese, oggi li ha messi in panchina”. Noi siamo pronti a svolgere il nostro ruolo per il bene del Paese, nel suo motore possiamo mettere il miglior carburante (le energie giovani) proveniente da fonte rinnovabile (il meglio del territorio italiano). Abbiamo certamente il merito – ha detto Sangiorgio – di aver in questi anni argomentato il perché la classe dirigente più vecchia d'Europa non sarebbe stata in grado di portare il Paese verso la rotta giusta. In politica abbiamo iniziato un ricambio di qualità, ma terremo alta l’attenzione contro tentativi di retromarcia. “Il fatto che il Ministro più giovane del governo, l’onorevole Nunzia De Girolamo, abbia la delega alle Politiche agricole – ha concluso il delegato dei giovani Coldiretti – è un’opportunità per cogliere al meglio ciò che di “straordinariamente giovane” sta avvenendo in agricoltura e nei territori italiani”.


CRISI: LA BELLEZZA DELL’ITALIA CI PUO’ SALVARE “L’Italia è al primo posto per numero di siti iscritti come patrimonio dell’umanità nella lista dell’Unesco, quasi metà del territorio nazionale è coperto da aree di particolare pregio e sottoposte a vincolo di tutela, ci sono 33 beni culturali e archeologici ogni 100 kmq e 131 paesaggi rurali storici”. E’ quanto ha affermato Sangiorgio all’Assemblea nazionale nel sottolineare che “prestando più attenzione a ciò che rende unico e arricchisce realmente il Paese potremmo recuperare miliardi di Pil e milioni di posti di lavoro”. “L’Italia è universalmente il Paese della bellezza, ma come mai non è nata un’”impresa” della bellezza in Italia? Anzi, spesso ci permettiamo anche di distruggerla! Perché abbiamo permesso che in una delle baie più belle della nostra penisola, quella di Taranto, si potesse perpetrare uno scempio che ci ha portato paradossalmente a dover scegliere tra disoccupazione e salute?”, ha sostenuto il delegato nazionale dei Giovani della Coldiretti. Il futuro della globalizzazione si esprimerà non più nella direzione dell’omologazione e di un mondo americanizzato, ma dovrà puntare tutte le sue carte sulla diversità attrattiva, su prodotti unici ed originali, come peraltro avviene nel mondo della vita, in cui la biodiversità garantisce la forza e la longevità degli organismi viventi. “Il mondo ha fame di Italia, e comprende che l’Italia è fatta di storia, cultura, arte, ma anche di moda, cibo, design, in cui magicamente tutto viene tenuto insieme dal gusto, dal saper vivere, conciliando il bello e il buono. Eppure ogni anno dobbiamo spiegare a questo o a quel ministro, a questo o quello scienziato, a questo o a quel presunto imprenditore che per noi Ogm è sinonimo di omologazione e quindi di impoverimento”.

CRISI: DOVE CI SIAMO NOI, L’ ITALIA NON FRANA “Dove ci siamo noi l’Italia non frana, perché le aziende agricole riescono ad arrivare dove lo Stato fa fatica ad essere. Eppure pochi riescono a ‘vedere’ questa centralità dell’azienda agricola italiana. Non la vedono gli uomini politici, spesso non la vedono i cittadini, spesso facciamo fatica a vederla anche noi”. E’ quanto ha detto Sangiorgio all’Assemblea nazionale nel sottolineare che “siamo in grado di offrire al mondo tutto ciò che ci chiede per un futuro sostenibile: salvaguardia dei beni comuni acqua, terra, suolo e nuova energia pulita, modelli e luoghi di coesione sociale come i farmers market, ricchezza e qualità del cibo Italiano, competitività con il più alto valore aggiunto e numero di occupati agricoli per ettaro in Europa, un export agroalimentare che cresce costantemente e il lavoro agricolo che è diventato espressione compiuta del territorio, dà forza al territorio sia in termini di purezza e unicità dei suoi prodotti che in termini di suggestioni ed echi culturali”. L'Italia – ha proseguito Sangiorgio – è il paese con l’agroalimentare più sicuro perché ha costantemente il primato in Europa e nel mondo della sicurezza alimentare.


La nostra Italia è il futuro anche perché è il paese della tipicità e dell’eccellenza nella qualità, attestata dal maggior numero di DOP e IGP riconosciute dall’UE e dalla leadership mondiale nell’esportazione di vino, tanto che i prodotti italiani sono i più copiati al mondo. Mentre l’Europa continua a bacchettarci su una presunta inaffidabilità dell’Italia basata, tra l’altro, su ipotesi mai realizzate perché, con i nostri sacrifici, abbiamo sempre adempiuto ai nostri obblighi noi con fatti concreti stiamo indicando all’Europa e al mondo intero un cammino virtuoso per il benessere delle persone. IMMIGRAZIONE: CITTADINANZA AI NATI IN ITALIA “Accogliamo l’invito del Presidente Napolitano a riconoscere la cittadinanza italiana agli italiani figli di immigrati, nostri amici che parlano in romanesco o in toscano”. E’ quanto ha affermato Sangiorgio all’Assemblea nazionale nel sottolineare che “l’Italia è un Paese inclusivo con i giovani che nelle campagne raccontano storie fantastiche di integrazione. Il nostro spirito accogliente deve trasformarsi anche in regole e leggi accoglienti affinché si possa esprimere al massimo il potenziale del nostro Paese”. L’accoglienza e la disponibilità sono le qualità che hanno reso il nostro territorio desiderabile e sede, spesso stabile, di personaggi più o meno noti, e che hanno fatto del saper vivere Italiano una filosofia di vita. Il contatto con le coste, i porti e le città di mare ha predisposto il Paese al confronto e allo scambio di prodotti, di idee e di stimoli sempre nuovi, limitando gli atteggiamenti di razzismo e di chiusura che spesso caratterizzano altre comunità. CREDITO: PER 65% FRENA LE GIOVANI IMPRESE “Servono politiche che incoraggino le banche a rischiare sui progetti e sui talenti e meno sul consolidato” ha detto il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti, nel sottolineare che il 65% dei giovani lamenta come ostacolo al fare impresa l’accesso al credito e il 67% ritiene che strumenti di finanziamento agevolato siano necessari per avviare un’impresa. E mentre i giovani hanno bisogno di credito, la quasi totalità del credito va a società finanziarie. “Sarà pure arrivato il tempo – ha denunciato Sangiorgio – di smetterla di prendere i soldi dall’economia reale, quella delle persone che lavorano e faticano, per darli a quella virtuale, quella dei capitali e delle speculazioni. Noi lo stiamo facendo con il progetto giovani Coldiretti Giovani Impresa–CreditAgrItalia, con cui quest’anno abbiamo finanziato 57 milioni di investimenti per 760 giovani imprese, 20 milioni in più rispetto all’anno precedente. Un risultato straordinario nell’anno del credit crunch. Per quest’anno con CreditAgri – ha precisato – avevamo pensato di dedicare un nuovo plafond di 80 milioni di euro, ma per dare un messaggio ancora più forte siamo arrivati ad un plafond di 100 milioni … 100 milioni di investimenti per giovani, che si alzeranno presto la mattina, che troveranno soluzione a tutti gli ostacoli che verranno loro posti, che contribuiranno al benessere del Paese, perché hanno il diritto a sognare un loro futuro migliore”. LAVORO: 56% GIOVANI NEI CAMPI PER PASSIONE “Scegliamo soprattutto di fare impresa per passione” (56%) ha ribadito il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti nel ricordare che il sistema agroalimentare vale da solo 267 miliardi, il 17% del Pil. Il nostro modo di interpretare il modello di sviluppo – ha detto – ha numeri importanti: aumenta il numero di chi tra noi ha certificazione di qualità con quasi i 2/3 delle imprese giovani certificate mentre circa il 70% delle imprese giovani sono multifunzionali (erano il 65% un anno fa). Continuiamo ad espanderci e progettiamo di continuare ad innovare nel futuro prossimo. E’ quello che ci sta insegnando la nostra Coldiretti, pioniera di un modo nuovo di pensare l’agricoltura, un modo che sta diventando vitale non soltanto nel nostro Paese, ma pioniera anche di un nuovo modo di rappresentare, fatto di progetti ideati e realizzati, in cui l’interesse generale si concili perfettamente con quello settoriale, non solo in agricoltura, per una rappresentanza globale dei territori, fatto da una classe dirigente sempre più giovane e coraggiosa.

SPECIALE GIOVANI IN ASSEMBLEA


SPECIALE GIOVANI IN ASSEMBLEA

Assemblea Nazionale di Giovani Impresa Coldiretti

I giovani agricoltori cremonesi:

ecco il nostro manifesto “L’Italia è il futuro” “L’Italia ha bisogno di ritrovare fiducia. Nelle proprie forze, nei suoi valori e nelle sue passioni. L’Italia deve ritornare a crescere, ad investire ed essere protagonista del futuro suo e dell’Europa”. “E’ l’Italia il nostro sogno, il nostro futuro. Bisogna crederci e investirci”. E’ un’iniezione di fiducia, energia, senso di responsabilità, voglia di fare e di mettersi in gioco, il manifesto dei giovani imprenditori agricoli della Coldiretti. All’indomani dell’assemblea nazionale che martedì 21 maggio ha letteralmente gremito l’Auditorium della musica di Roma – con la partecipazione, accanto al Delegato nazionale di Giovani Impresa Vittorio Sangiorgio e al Presidente Sergio Marini, del Ministro per le Politiche agricole

Nunzia De Girolamo, del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, di Corrado Passera, e di altri autorevoli rappresentanti del mondo delle istituzioni, della politica, dell’economia – tocca in primis ai giovani imprenditori agricoli cremonesi che vi hanno preso parte farsi portavoce sul territorio degli importanti contenuti che ne sono emersi. “Consegnando” agli altri giovani imprenditori agricoli il manifesto “L’Italia è il futuro”. “Come in tutte le assemblee di Coldiretti, anche in questa si è potuto vedere l’entusiasmo, l’amore per il nostro lavoro e per il nostro Paese. Come ha detto il Presidente Sergio Marini, cogliendo la felicità, l’entusiasmo di noi giovani, nonostante le difficoltà, la nostra assemblea, e l’intera Coldiretti, rappresentano l’Italia vera, quella che crede nelle sue potenzialità e le vuole esprimere, quella che non ha paura di assumersi delle responsabilità. Ed è questa Italia che deve pesare in Europa, pensando ad esempio alla riforma della Pac, che deve premiare i veri imprenditori agricoli” evidenzia Davide Migliore, allevatore di vacche da latte e cerealicoltore di Castelleone.


“Avevo già partecipato all’assemblea nazionale di Coldiretti, ma questa per me è stata la prima partecipazione all’assemblea nazionale dei giovani. Ho trovato ancora più entusiasmo, ancora più voglia di fare, di andare avanti, guardando al futuro con impegno e con fiducia. La mia impressione è più che positiva. Mi sono sentito ben rappresentato dal nostro delegato nazionale Vittorio Sangiorgio, dalle sue parole. Lui e il presidente Marini hanno posto temi fondamentali, per la difesa e la valorizzazione dell’agricoltura, delle nostre imprese e dei prodotti italiani. Il nuovo Ministro Nunzia De Girolamo mi ha ben impressionato: il fatto che ci abbia parlato da giovane ai giovani secondo me è una marcia in più” rimarca Giovanni Mazzetti, 21 anni, studente universitario alla facoltà di agraria, che già affianca i genitori nell’impresa agricola a Soncino. Carlo Recchia, studente all’ultimo anno dell’Istituto agrario Stanga di Crema, ancor prima di terminare gli studi superiori ha avviato un’attiva agricola. Ha recuperato un’antica varietà di mais ed ha seminato un ettaro di terra, allo scopo di produrre farina per la polenta, macinata a pietra e biologica, e una bevanda a base di mais. “Ho visto grande attenzione ai giovani e all’innovazione, e questo è importante – sottolinea –. Ho apprezzato molto gli interventi del Presidente Marini e del Delegato nazionale Vittorio. Anche le parole del Ministro Nunzia De Girolamo mi sembra ci diano buone speranze per il futuro. Dal canto mio, parto da zero, dalla mia passione per l’agricoltura, per la natura, e da un’idea che credo sia originale, e spero si dimostri vincente. Ho scelto l’agricoltura per la straordinaria soddisfazione che ti dà, quando produci qualcosa di tuo, qualcosa di reale, concreto, che viene apprezzato per la qualità”. “E’ stata una giornata interessante, positiva – fa eco Emmanuele Saccenti, 30 anni, agricoltore di Casalmaggiore –. Dai rappresentati della politica e del governo sono state dette parole importanti, alle quali ora devono seguire i fatti. Noi agricoltori non chiediamo grandi cose. Chiediamo di poter lavorare bene. Ad esempio, chiediamo che si metta subito, davvero, mano alla semplificazione burocratica. Non è possibile che si debba dedicare così tanto tempo ad una burocrazia che a volte ha, davvero, delle pretese assurde”. “E’ stato giusto ribadire la necessità di una giusta remunerazione del prodotto italiano – prosegue Emmanuele –. Nei nostri prodotti ci sono una qualità e una sicurezza impareggiabili, e questo va riconosciuto, anche nel prezzo. Anche questo per un giovane è importante: vedere che il tuo lavoro è ricompensato equamente, ti permette di crederci sempre di più, di far crescere la tua impresa. Noi siamo pronti a fare la nostra parte, come abbiamo sempre fatto”. Claudia Cabrini, 20 anni, è studentessa universitaria in Comunicazione: “A differenza degli altri partecipanti all’Assemblea, io non faccio l’imprenditrice agricola. Entrambi i miei genitori sono agricoltori, e grazie anche alla mia partecipazione alle iniziative di Giovani Impresa ho potuto capire fino in fondo quanto entusiasmo, quanta passione, quanta fatica, e quanto impegno vi siano nel quotidiano lavoro dell’agricoltore – dice –. In Assemblea mi ha colpito tantissimo la presenza di così tanti giovani, da tutta l’Italia, uniti dalla voglia di fare, dalla passione per il loro lavoro. Il mio sogno è portare tutto questo nei miei studi legati alla comunicazione, e un domani nel mio lavoro. Credo che la comunicazione debba interessarsi sempre di più, e sempre meglio, all’agricoltura e alla Coldiretti, che rappresenta e difende l’Italia più vera e più bella”.

SPECIALE GIOVANI IN ASSEMBLEA


SPECIALE GIOVANI IN ASSEMBLEA CRISI: LA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA HA 58 ANNI, LA PIÙ VECCHIA IN UE L’età media della classe dirigente italiana impegnata nelle politica, nell’economia e nella pubblica amministrazione è di 58 anni, la piu’ alta tra tutti i Paesi europei. E’ quanto emerge dal secondo report sull’età media della classe dirigente italiana, presentato nel corso dell’Assemblea dei giovani della Coldiretti e realizzato in collaborazione con il Gruppo 2013. Il forte ringiovanimento che ha interessato la classe politica impegnata nelle istituzioni non ha coinvolto - sottolinea la Coldiretti – i potenti impegnati nelle altre attività, che sono molto piu’ anziani rispetto ai partner comunitari. A conquistare il triste primato dell’anzianità nel momento economicamente piu’ difficile per l’Italia dal dopoguerra sono - sottolinea la Coldiretti - le banche, che hanno una età media degli amministratori delegati e dei presidenti di circa 69 anni, addirittura piu’ elevata di quella dei Vescovi italiani in carica. Seguono da vicino i presidenti dei Tribunali delle città capoluogo di Regione, che hanno in media oltre 65 anni, con 9 casi su 20 che superano i 70 anni e solo 2 presidenti che hanno meno di 50 anni. A preoccupare particolarmente - conclude la Coldiretti - è anche il mondo della formazione, con i professori universitari italiani che hanno una media di 63 anni, i più anziani del mondo industrializzato. Un quarto dei professori ha più di 60 anni contro poco più del 10 per cento in Francia e Spagna e l’8 per cento in Gran Bretagna. Con il record della disoccupazione giovanile la crisi si aggrava perché non si rinnova la classe dirigente italiana e vengono a mancare idee, energie e risorse nuove fondamentali per la crescita del Paese”, afferma il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel sottolineare che “la disoccupazione giovanile è uno spreco che l’Italia non può permettersi”.

L’ECONOMIA NELLE MANI DEI PIU’ VECCHI. TOP BANCHE CON 69 ANNI La classe dirigente più vecchia d’Italia si trova nel mondo economico, dove il record è fatto segnare dagli istituti di credito, con l’età media dei presidenti e degli amministratori delegati dei principali gruppi bancari italiani che sfiora i 70 anni. E’ quanto emerge dal secondo report sull’età media della classe dirigente italiana, presentato nel corso dell’Assemblea dei giovani della Coldiretti e realizzato in collaborazione con il Gruppo 2013. “Pensare che le prospettive di ripresa in campo economico del nostro Paese sono nelle mani di una generazione che dovrebbe essere già da tempo in pensione non ci rassicura”, afferma il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel sottolineare che “l’Italia ha bisogno di pensare al futuro secondo prospettive di lungo periodo che troppi “potenti” non hanno. Il rischio è che ad essere vecchie, ed anche poche, siano soprattutto le idee con le quali si vuole affrontare la crisi, Non è un caso - conclude Sangiorgio - che il credito sia il vero elemento di criticità nelle nostre imprese. Il presidente di Ubi Banca ha 82 anni e 81 quello di Intesa San Paolo, ma in generale i consiglieri di amministrazione hanno in media 5 anni in più che nel resto delle banche europee e guadagnano il doppio dei loro colleghi tedeschi. Il presidente di Banca Intesa San Paolo – precisa la Coldiretti - ricopre la carica da 27 anni e da più di un ventennio diversi altri presidenti e Ceo. L’età media dei presidenti e degli amministratori delegati delle principali società a partecipazione pubblica sfiora i 62 anni. Superano l’età pensionabile (65 anni) i presidenti di Ferrovie dello Stato (Lamberto Cardia: 79 anni), Concessionaria Servizi Assicurativi Pubblici (Andrea Monorchio: 74 anni), Cassa Depositi e Prestiti (Franco Bassanini: 73 anni), Expo 2015 (Diana Bracco: 72 anni), Fintecnica (Maurizio Prato: 72 anni), Sace (Giovanni Castellaneta: 71 anni), Sogin (Giancarlo Aragona: 71 anni), Alitalia (Roberto Colannino: 70 anni), Poste Italiane (Giovanni Ialongo: 69 anni), Rai (Anna Maria Tarantola: 68 anni), Finmeccanica (Giuseppe Orsi: 68 anni), Invitalia (Giancarlo Innocenzi Botti: 68 anni). Sopra i 65 anni anche gli amministratori delegati di Gestori servizi energetici (Nando Pasquali: 68 anni), Eni (Paolo Scaroni: 67 anni), Enel (Fulvio Conti: 66 anni). La situazione non cambia di molto – prosegue la Coldiretti - nei consigli di amministrazione delle prime 100 società italiane in ordine di capitalizzazione che hanno una età media pari a 62 anni, un valore leggermente più basso di quello che si registra negli Stati Uniti, ma decisamente più alto di quello degli inglesi e dei tedeschi (intorno a 57 anni). Più della metà dei consiglieri ha più di 60 anni. La cifra anagrafica non cambia se consideriamo gli altri attori rilevanti della rappresentanza socio-economica. I segretari regionali dei principali sindacati dei lavoratori – conclude la Coldiretti - hanno in media 56


anni, età solo leggermente inferiore a quella dei presidenti regionali delle organizzazioni di rappresentanza dell’industria e del commercio che è di 58 anni mentre nell’agricoltura, in Coldiretti, l’età media dei presidenti regionali è di 46 anni.

IL PARLAMENTO ITALIANO E’ IL PIÙ GIOVANE IN UE. MEDIA DI 48 ANNI Dalle elezioni è uscito il Parlamento piu’ giovane della storia repubblicana con una età media di deputati e senatori di 48 anni, la piu’ bassa tra i principali Paesi europei e non solo. E’ quanto emerge dal secondo report sull’età media della classe dirigente italiana, presentato nel corso dell’Assemblea dei giovani della Coldiretti e realizzato in collaborazione con il Gruppo 2013. L’età media dei deputati – informa la Coldiretti - è di 45 anni, ben 9 anni più bassa di quella degli onorevoli della passata legislatura, mentre l’età media dei senatori è di 53 anni, 4 anni di meno dei loro colleghi della legislatura predente. A Montecitorio i deputati under 30 sono 34 a fronte dei 2 soltanto nella legislazione precedente. Per la prima volta nella storia repubblicana – afferma la Coldiretti - l’età dei deputati è assai vicina a quella media degli italiani (43 anni). Oggi i parlamentari italiani sono tra i più giovani d’Europa e anche degli Stati Uniti. Un grande e inaspettato ringiovanimento dell’istituzione cardine della nostra democrazia rappresentativa. Il Parlamento italiano è oggi il più giovane tra i parlamenti dei principali paesi europei. Se l’età media di un deputato italiano è 45 anni – precisa la Coldiretti - quella dei loro colleghi francesi è di 55, quella dei tedeschi e spagnoli 53, degli inglesi 52. Anche l’età media dei rappresentanti alla Camera Usa è oggi di ben 11 anni maggiore di quella media italiana. Ancora più marcato – conclude la Coldiretti - è lo squilibrio anagrafico a favore dei senatori italiani: 53 anni contro i 69 dei loro colleghi inglesi e i 62 dei francesi e statunitensi. Il nuovo Parlamento rappresenta soprattutto una sfida generazionale per i tanti giovani che per la prima volta arrivano in Parlamento per svolgere importanti funzioni Istituzionali dalle quali dipende il futuro del Paese”, afferma il Delegato dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel sottolineare che “in loro ripongono le speranze di cambiamento tanti giovani come noi”.

IL GOVERNO HA UNA MEDIA DI 53 ANNI, 11 IN MENO DEL PRECEDENTE Sulla scia del ringiovanimento parlamentare si è abbassata sensibilmente anche l’età anagrafica media della nuova compagine di Governo, che scende per i membri dell’Esecutivo Letta a 53 anni, 11 anni in meno del Governo Monti. E’ quanto emerge dal secondo report sull’età media della classe dirigente italiana, presentato nel corso dell’Assemblea dei giovani della Coldiretti e realizzato in collaborazione con il Gruppo 2013. Il Presidente del Consiglio, Enrico Letta (46 anni) – informa la Coldiretti - è circa un quarto di secolo più giovane del suo predecessore Mario Monti e di oltre 30 anni di Silvio Berlusconi, a capo del Governo prima dell’arrivo dei “tecnici”. Due generazioni sideralmente distanti: l’attuale premier nato nell’immediato pre-Sessantotto repubblicano e i suoi predecessori durante il fascismo. Letta è un capo di Governo giovane anche se confrontato con gli attuali leader dei 27 Paesi dell’Unione europea, essendo di ben 5 anni più giovane della media (52 anni). L’età media dei ministri del nuovo esecutivo è di 53 anni, 11 in meno del Governo Monti, e soltanto di qualche mese più alta del Governo Berlusconi, ma anche della media dei Governi Ue (51,2). Il ministro più giovane del Governo Letta – prosegue la Coldiretti - ha 37 anni, quello del Governo Monti 57; i più anziani rispettivamente 70 e 76. Nel primo solo 5 ministri su 23 sono over 60 mentre nel secondo solo 6 su 17 erano under 60; nel primo 9 ministri hanno meno di 50 anni contro nessuno nel secondo. Una indubbia discontinuità anagrafica e generazionale. Nel Governo Letta il più giovane – conclude la Coldiretti - è il ministro delle Politiche agricole, Nunzia De Girolamo, con 37 anni mentre il più anziano è il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, con 70 anni. “Ci incoraggia il fatto che oggi abbiamo un premier che in questa sala, alla nostra assemblea del 2011 disse: “l’Italia degli anni 60 aveva i giovani nel motore di sviluppo del Paese, oggi li ha messi in panchina”, afferma il delegato dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio nel sottolineare che “noi siamo pronti a svolgere il nostro ruolo per il bene del Paese, nel suo motore possiamo mettere il miglior carburante (le energie giovani) proveniente da fonte rinnovabile (il meglio del territorio Italiano). “Il fatto che il Ministro più giovane del governo, l’onorevole Nunzia De Girolamo, abbia la delega alle Politiche agricole - conclude Sangiorgio - è una opportunità per cogliere al meglio ciò che di “straordinariamente giovane” sta avvenendo in agricoltura e nei territori Italiani”.


NEI PROGRAMMI DEI PARTITI, I GIOVANI CITATI 65 VOLTE SU 50MILA PAROLE Nei programmi elettorali dei 6 principali partiti che hanno partecipato alla consultazione del 24 e 25 febbraio 2013 la parola giovani compare 65 volte in tutto, su circa 50mila parole complessive, pari allo 0,1%. E’ quanto emerge dal secondo report sull’età media della classe dirigente italiana, presentato nel corso dell’Assemblea dei giovani della Coldiretti. Nelle 2.549 parole del programma elettorale del Movimento 5 Stelle, il più breve di tutti, non compare neppure una volta. In quello di Sinistra Ecologia e Libertà 14 volte su 17.890 parole totali, il programma più lungo dei 6 analizzati, corrispondente allo 0,08%, l’incidenza più bassa dopo M5S. In valore assoluto – segnala la Coldiretti – è nel programma dei Pd che la parola giovani ricorre più volte: 24 su 17.315, lo 0,14%. In termini relativi invece è il programma della Lega Nord ad avere il primato delle citazioni: 0,27%, in tutto 8 volte, ma su un programma con sole 2.958 parole; seguito da quello del Popolo della Libertà con lo 0,26% (9 volte su 3.461 parole) e di Scelta Civica con lo 0,17% (10 volte su 5.743 parole). “Ovviamente non è l’intensità della ricorrenza della parola giovani in un programma elettorale a garantire una politica attiva per le nuove generazioni”, afferma il delegato di Giovani Impresa Vittorio Sangiorgio, ma “è probabile che il ricorso intenso alla parola giovani sia la spia di una sensibilità particolare al tema e dunque potenzialmente un prerequisito per l’ideazione e la realizzazione di politiche giovanili”. Infine, nel discorso alla Camera del 29 aprile 2013 in occasione del dibattito sulla fiducia al governo, il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, ha letto la parola giovani 14 volte su 5.741 parole (lo 0,25%). ETA’ MEDIA DELLA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA

Governo

Età 53

Senato

53

Camera

45

BANCHE

69

PROFESSORI UNIVERSITARI

63

FORZE ARMATE E DIFESA

62

PRESIDENTI TRIBUNALI CITTA’ CAPOLUOGO DI REGIONE

66

DIRETTORI GENERALI PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

57

DIRIGENTI PARTECIPATE STATALI

62

MANAGER AZIENDE QUOTATE IN BORSA

56

RAPPRESENZANZE IMPRESE INDUSTRIA E COMMERCIO

58

COLDIRETTI

46

SINDACATI DEI LAVORATORI

56

ORDINI PROFESSIONALI

58

CAMERE DI COMMERCIO

61

VESCOVI CHIESA CATTOLICA

67

MEDIA GENERALE

58

ISTITUZIONI

SPECIALE GIOVANI IN ASSEMBLEA


Riconoscimento a Coldiretti Cremona Migliore stand della ‘Tre giorni in piazza’ Imprese agricole protagoniste a Pizzighettone “Il migliore stand della Tre Giorni in Piazza”. Grazie ai tesori dell’agroalimentare made in Italy, “posti in vetrina” a Pizzighettone, Coldiretti ha conquistato l’ambito titolo tributato dall’Ente Pizzighettone Fiere dell’Adda ai dieci migliori espositori presenti in fiera. La qualità e l’originalità dell’allestimento (opera dell’affiatato team di imprenditrici e imprenditori agricoli pizzighettonesi, affiancati dal personale dell’Ufficio Zona di Soresina) e la valorizzazione dei sapori del territorio (con la presenza allo stand di formaggi, salumi, pomodoro) sono le caratteristiche che hanno portato lo spazio di Coldiretti nella top ten dei dieci stand giudicati più significativi, sul totale di 107 espositori della kermesse appena conclusa. In effetti, gli elementi per vincere c’erano tutti, a cominciare dal “colpo d’occhio”, garantito dalla presenza delle eccellenza agroalimentari (basti dire che, in esposizione, c’erano dei formaggi tipici dalle dimensioni straordinarie, dal cacio di 115 kg ai ‘mandaroni’ di oltre 30 kg) e da coloratissime composizioni floreali. A conquistare visitatori, organizzatori della fiera e rappresentanti istituzionali è stata poi la consueta, calorosa accoglienza che tutti hanno ricevuto allo stand, con degustazioni di prodotti del territorio e con il dono di alcune specialità Made in Cremona (dalle salamelle alle confezioni di passata di pomodoro). “La nostra partecipazione alla ‘Tre giorni’ è stata l’occasione per ribadire che, per uscire dalla crisi, la strada maestra è rappresentata dalla tutela, promozione e valorizzazione dell’Italia che fa l’Italia, rilanciando un’economia che punta su ciò che ci rende unici e migliori, a partire dalle eccellenze dell’agroalimentare Made in Italy” evidenzia Coldiretti Cremona. “Anche a Pizzighettone, abbiamo parlato del nostro progetto per il paese, la costruzione di una filiera tutta agricola e tutta italiana: lo abbiamo fatto attraverso materiale informativo, ma soprattutto con la testimonianza diretta degli agricoltori”. “La nostra via per lo sviluppo del Paese parte dal recupero di ciò che abbiamo di esclusivo, inimitabile. I nostri tesori sono il cibo, il paesaggio, la nostra creatività, la nostra storia – conclude Coldiretti Cremona –. Su queste basi stiamo costruendo una traiettoria di futuro”.


IL “BOLLETTINO DIABROTICA” SUL SITO DI COLDIRETTI CREMONA A cura del Servizio fitosanitario regionale Segnaliamo che, con il mese di maggio, ha preso nuovamente avvio sul sito di Coldiretti Cremona la pubblicazione del “Bollettino Diabrotica”, redatto e puntualmente aggiornato a cura del Servizio fitosanitario regionale. Il “Bollettino Diabrotica”, che viene pubblicato dalla comparsa delle prime larve al termine del periodo, utile per effettuare i trattamenti contro gli adulti, vuole essere un documento informativo nel quale vengono riportate le seguenti informazioni principali: a. previsione del momento di comparsa delle larve di I età; b. evoluzione delle popolazioni larvali; c. comparsa dei primi adulti; d. comparsa delle prime femmine gravide; e. periodo ottimale per effettuare i trattamenti contro gli adulti; f. indicazioni sulle strategie di gestione di larve e adulti. L’obiettivo è quello di contribuire ad una migliore conoscenza dell'insetto, ma soprattutto agevolare gli agricoltori nelle operazioni di campagna. Il “Bollettino Diabrotica”, per il quarto anno, è sul nostro sito www.cremona.coldiretti.it. Per accedervi basta cliccare la voce “bollettino diabrotica”, sul banner del sito. Tutti gli imprenditori agricoli che preferissero ricevere il “bollettino” direttamente a casa, tramite e.mail, possono rivolgere tale richiesta all’Ufficio stampa Coldiretti Cremona (mail: ilcoltivatorecremonese@coldiretti.it // marta.biondi@coldiretti.it).

Il bollettino diabrotica (aggiornamento 21 maggio 2013) è su www.cremona.coldiretti.it


TERREMOTO: NEANCHE UN EURO ALLE AZIENDE AGRICOLE IL PARMIGIANO SALVATO DA UN MILIONE DI ACQUISTI SOLIDALI Le circa seimila aziende agricole danneggiate (il 25 per cento delle 23.500 imprese totali danneggiate rilevate dalla Protezione Civile) in dodici mesi non hanno ricevuto neanche un euro, mentre gli acquisti solidali da parte degli italiani di un milione di chili hanno permesso di salvare il parmigiano reggiano. E’ quanto denuncia la Coldiretti ad un anno dal sisma nel sottolineare che, nonostante le procedure di rilevamento dei danni e gli stanziamenti dei fondi in tempi sufficientemente veloci grazie all’impegno delle Istituzioni regionali, una burocrazia estremamente frammentata tra regole e pubblica amministrazione ha impedito che i finanziamenti, pur disponibili, raggiungessero cittadini e imprenditori in tempi adeguati alla gravità dell’evento. Si tratta di una situazione paradossale - sottolinea la Coldiretti - in quanto i soldi sono stati stanziati, ma non riescono ad arrivare alle imprese. Si è creata una situazione di stallo – spiega Coldiretti – soprattutto a causa di un rimpallo di responsabilità tra professionisti, Comuni, struttura commissariale e Regione, prigionieri di regole e norme urbanistiche non chiare e molto frammentate, con l’aggravante delle banche che procedono molto lentamente nella concessione del credito, anche se c’è la garanzia della Cassa depositi e Prestiti. Gli imprenditori agricoli sono quindi ripartiti conclude la Coldiretti - mettendo mano ai loro risparmi per acquistare macchine, mettere in sicurezza edifici e lavorare i loro prodotti, assicurando continuità sul mercato. Il Parmigiano Reggiano è stato salvato anche dalla corsa all’acquisto degli italiani che hanno portato a casa per solidarietà oltre un milione di chili del prestigioso formaggio che, recuperato dalle macerie dei magazzini, è diventato il prodotto simbolo del sisma con quasi 600.000 forme di parmigiano cadute a terra , 37 caseifici di Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna danneggiati insieme a oltre 600 allevamenti. Grazie alle vendite solidali attuate dalla Coldiretti attraverso i mercati e le botteghe di Campagna Amica e quelle attraverso le principali catene distributive, si è generata una enorme catena di solidarietà anche via internet che ha salvato dal fallimento stalle, caseifici e magazzini, e sostenuto la ripresa dell’economia e dell’occupazione del territorio. Il sisma - sottolinea la Coldiretti - ha provocato danni per circa un miliardo nelle campagne dell’Emilia e della Lombardia dove si produce oltre il 10% del Pil agricolo e dal quale partono verso l’Italia e il resto del mondo le più prestigiose produzioni agroalimentari nazionali, dal Parmigiano Reggiano al Grana Padano, dall’aceto balsamico di Modena al prosciutto di Parma fino al Lambrusco. Insieme ai prodotti sono state colpite seimila aziende agricole, fienili, stalle, magazzini, impianti di trasformazione alimentare, dal latte alla frutta, dal vino alla carne, ma anche gli impianti dei consorzi di bonifica necessari per garantire la sicurezza del territorio.


DONNE IMPRESA COLDIRETTI CREMONA

Avviso per incontro di preghiera a conclusione del Mese Mariano Nel rispetto di una sentita tradizione che si rinnova ogni anno dal 1987, in chiusura del mese di maggio le Donne della Coldiretti organizzano l’incontro di preghiera in un Santuario dedicato a Maria per ringraziare ed invocare la sua protezione. Quest’anno ci ritroveremo:

Giovedì 30 maggio 2013 Alle ore 15,30 Presso il SANTUARIO NOSTRA SIGNORA DELLA GRAFFIGNANA SAN VITO di CASALBUTTANO (CR) PROGRAMMA: ore 15,30 - arrivi e recita del Santo Rosario; ore 16,00 - SS. Messa concelebrata da Don Emilio Garattini, Consigliere Ecclesiastico Coldiretti Cremona, ore 17,30 - rinfresco. Per chi partecipa è divenuta abitudine negli anni portare un dolce casalingo da condividere con i presenti. Ci permettiamo quindi di ricordare anche questa “incombenza” che ci ha sempre permesso di allietare i momenti trascorsi in compagnia dopo la Santa celebrazione. Per ogni eventuale informazione, contattare il proprio Segretario di Zona o la Segreteria Provinciale di Coldiretti Donne Impresa (tel. 0372 499811).

Tutte le imprenditrici agricole e tutte le lettrici di questa newsletter sono invitate a prendere parte a questo significativo appuntamento nel segno della preghiera, dell’incontro e della festa.


IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA IN PROVINCIA DI CREMONA Eccellenza a km zero. Ecco il calendario degli appuntamenti CREMONA. Al Foro Boario, tutti i venerdì mattina. CASALMAGGIORE. In Piazza Turati, ogni sabato mattina. SORESINA. Tutti i lunedì, davanti al Palazzo Comunale. VESCOVATO. Tutti i sabati, in piazza Roma. CASTELLEONE. La mattina del sabato in via Garibaldi. PIZZIGHETTONE. Tutti i giovedì, presso il “Torrione del guado”. BAGNOLO CREMASCO. In piazza Aldo Moro la 2° domenica del mese. PANDINO. In via Umberto I, il 2° e il 4° lunedì del mese (+ alcuni eventi). CREMA. In via Terni, la 1° e la 3° domenica del mese (+ alcuni eventi). Domenica 26 maggio ‘Uscita speciale’ a Crema: “E’ tempo di fragole e ciliegie”.

LA BOTTEGA DI CAMPAGNA AMICA è a Cremona, in via Buoso da Dovara, n. 29

Segnaliamo che il calendario di tutti i Mercati di Campagna Amica proposti nella provincia di Cremona (con iniziative ed eventuali aggiornamenti) è sul sito di Coldiretti Cremona all’indirizzo online www.cremona.coldiretti.it


Presso gli Uffici del Caf Coldiretti è in corso la “Campagna 730” Caf Coldiretti è il Centro di Assistenza Fiscale costituito dalla Coldiretti. Garantisce assistenza qualificata nell’intero arco dell’anno a tutti i Cittadini che ne fanno richiesta I nostri uffici sono a: CREMONA. Via Ruffini, 28 Tel. 0372.732930 SORESINA. Via Lombardia, 3 Tel. 0372.732990 CASALMAGGIORE. Via Cairoli, 3 - 0372.732960 CREMA. Via del Macello, 34/36 Tel. 0372.732900

Siamo a disposizione di tutti i Cittadini per la compilazione e la presentazione del Modello 730

PEC Si ricorda che entro il 30 giugno prossimo tutte le ditte individuali dovranno attivare e comunicare alla Camera di Commercio un indirizzo di Posta Elettronica Certificata. Nel contempo sono in scadenza anche le p.e.c. già attivate a suo tempo per le società. Nell’occasione della consegna della documentazione delle dichiarazioni dei redditi Unico si provvederà a disbrigare i relativi adempimenti. Per questo è necessario consegnare ai nostri Uffici una copia della carta d’identità (del titolare o del rappresentante legale) e fornire il numero di un telefono cellulare. Gli Uffici di Impresa Verde Cremona sono a disposizione delle imprese agricole per ogni ulteriore informazione e per l’attivazione e comunicazione della Pec.


Conto Energia, il consumo 2012 da dichiarare entro il 31 maggio Il Gestore dei Servizi Energetici informa che tutti i soggetti titolari di impianti fotovoltaici incentivati in Conto Energia, di potenza nominale superiore a 20 kW, hanno l’obbligo di trasmissione di copia della dichiarazione annuale di consumo relativa alla produzione di energia elettrica dell’anno solare precedente, inviata all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli attraverso il servizio telematico EDI. La scadenza per l’invio della dichiarazione di consumo per l’energia elettrica prodotta nell’anno 2012 è fissata al 31 maggio 2013. I soggetti obbligati sono tenuti ad inviare al Gse, esclusivamente per via telematica, in un unico file in formato pdf ed entro il termine comunicato sul sito web http://www.gse.it/, la seguente documentazione: lettera di accompagnamento alla trasmissione delle informazioni resa ai sensi del DPR 445/2000; copia della Dichiarazione Annuale di Consumo contente anche il file di esito firmato digitalmente dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli disponibile per l’utente sul portale web dell’ Agenzia stessa, nell’applicazione del servizio telematico doganale, seguendo il percorso “Operazioni su file – Interrogazione – Ricerca - Codice File - Dettaglio – Esito - Positivo” (vedi fac-simile); copia della licenza di officina elettrica o copia della comunicazione del Codice Ditta ove previsto dalle regole applicative del Gestore. Il mancato invio della Dichiarazione Annuale di Consumo, nelle modalità richieste e di seguito riportate, può comportare la sospensione dell’erogazione degli incentivi e la richiesta di restituzione di quanto indebitamente percepito. Si fa presente, infine, che il Gse si riserva di eseguire controlli con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli per accertare la veridicità delle dichiarazioni inviate. Per maggiori informazioni, consulta il sito http://www.fattoriedelsole.org/

www.cremona.coldiretti.it, il sito Ricordiamo che notizie, avvisi, appuntamenti promossi da Coldiretti Cremona vengono comunicati anche attraverso il nostro sito, all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it (in particolare, per gli avvisi e gli appuntamenti rivolti agli imprenditori agricoli, c’è lo spazio “avvisi alle imprese”). Il sito è rivolto agli imprenditori agricoli e a tutti i cittadini attenti ai temi della difesa e valorizzazione dell’agricoltura e alimentazione made in Italy, alla promozione del territorio, alla tutela dell’ambiente. Sul sito sono presenti tutti i comunicati stampa diffusi da Coldiretti Cremona, i nostri video, le pagine dedicate ai servizi garantiti dai vari uffici, tutte le iniziative sul territorio, accanto ad una serie di link e di indirizzi utili.


MERCATI – AGGIORNATI 24 MAGGIO 2013 PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA 22 maggio

MILANO 21 maggio

MANTOVA 23 maggio

(fino) 254-257

FRUMENTO tenero buono mercantile

BOLOGNA 23 maggio

Tonn.

232-236

n.q.

n.q. buono m. n.q.

GRANOTURCO ibr. naz. 14% um.

SEMI di SOIA Nazionale

Tonn.

218-220

231-232

221-224

226-230

Tonn.

n.q.

n.q.

n.q.

n.q.

Tonn.

n.q. n.q.

n.q. n.q.

Fino a 65

ORZO naz. p.spec. 55-60 p.spec. 66-68

n.q.

(p.spec. 62-64)

Fino a 70

(p.spec. 66-67)

n.q. Triticale n.q.

n.q. n.q.

CEREALI MINORI

Tonn.

CRUSCA alla rinfusa

Tonn.

181–183

174–175

Tonn.

175–195 loietto: 170–185

141-151 145-150

PAGLIA press. (rotoballe)

Tonn.

90-100

80-92

PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA 22 maggio

MILANO 20 maggio

MANTOVA 23 maggio

MODENA 20 maggio

SUINI lattonzoli locali

15 kg

4,020

4,060

3,970

4,040

SUINI lattonzoli locali

25 kg

2,990

3,070

2,930

3,010

SUINI lattonzoli locali

30 kg

2,780

2,860

2,720

2,790

SUINI lattonzoli locali

40 kg

2,2930

2,340

2,250

2,300

SUINI da macello

156 kg

1,240

1,300

n.q.

SUINI da macello

176 kg

1,300

1,300

n.q.

1,270

1,275

n.q.

FIENO Magg. 2012 Agostano

SUINI da macello

Sorgo nazionale

260-264

Sorgo 266-269

Oltre 176 kg

178-181

169-170

Mag. 1° t.

n.q.

Paglia di frum.

rotob. 45-50

(da 144 a 156 kg)

1,244 (da 156 a 176 kg)

1,299 (da 176 a 180 kg)

1,283


CREMONA

MONTICHIARI

MANTOVA

MODENA

22 maggio

24 maggio

23 maggio

20 maggio

kg.

p.v. 1,21-1,40 p.m 2,75-3,05

1,37-1,47

da macello 1,22-1,32

kg.

pv 0,95-1,10 pm 2,30-2,55

1,00-1,10

1,06-1,16

kg.

pv 0,66-0,82 pm 1,70-2,00

0,75-0,85

0,91-1,01

PRODOTTO

Unità di misura

VACCHE FRIS. 1° qualità (p.v.)

VACCHE FRIS. 2° qualità (p.v.)

VACCHE FRIS. 3° qualità (p.v.)

MANZE scott. 24 mesi

kg.

VITELLI baliotti

50-60

fris. (p.v.)

kg.

VITELLI baliotti

50-60

pie blu belga p.v

kg.

PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA 22 maggio

BURRO pastorizzato

kg.

3,50

kg.

(dolce) 5,05-5,20

kg.

(piccante) 5,25-5,50

PROVOLONE VALPADANA

oltre 3 mesi

GRANA scelto stag. 9 mesi

1,37-1,47

1,44-1,61

p.v. 1,45–1,60 pm 2,80-3,10

fino a 3 mesi

PROVOLONE VALPADANA

pm 2,65-3,15

Vitelloni femm. da macello pez. nere (kg. 450-500)

1,50-1,80

MONTICHIARI (1° q. 56/60 kg)

1,60-1,80 3,00-4,00

MONTICHIARI

3,85-4,10

MILANO 20 maggio

(da 46 a 55 kg)

(45-55 kg)

1,35-1,75

1,65-2,05

3,35-3,95

MANTOVA 23 maggio

past. 3,20 centr. 3,70

2,70

5,05-5,20

n.q.

5,25-5,50

n.q.

(pregiate 70 kg)

4,06-4,65

MODENA

20 maggio Zangolato di creme X burrificaz. 2,60

-PARM. REGGIANO 12 mesi

8,60-9,50

kg.

6,75-7,10

6,65-7,05

6,75-6,95

PARMIGIANO REGGIANO fino a 24 m

10,35-11,00 GRANA scelto stag. 12-15 mesi

kg.

7,90-8,15

7,85-8,80

7,95-8,15

PARMIG. REGG. 30 mesi e oltre

11,35-12,30

N.B. Le quotazioni del bestiame bovino e del foraggio sul mercato di Cremona avvengono il 1° e il 3° mercoledì del mese. Le quotazioni del mercato di Milano avvengono il martedì per il comparto dei cereali e derivati, per gli altri comparti il lunedì. Per la zootecnia da latte si fa riferimento a Montichiari, che quota il venerdì. Il mercato di Mantova avviene il giovedì. Modena il lunedì. Il mercato di Bologna, che riportiamo come riferimento per i cereali, quota il giovedì.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DELLA TABELLA MERCATI - INSIEME AI COLLEGAMENTI ALLE PRINCIPALI BORSE SONO SUL SITO www.cremona.coldiretti.it


CUN SUINI – Commissione Unica Nazionale Suini da macello PREZZI CIRCUITO TUTELATO (Maggio 2013) CATEGORIA

QUOTAZIONE

QUOTAZIONE

QUOTAZIONE

QUOTAZIONE

2 maggio 2013

9 maggio 2013

16.05.2013

23.05.2013

Dal 06.05.13 al 10.05.13

Dal 13.05.13 al 17.05.13

Dal 20.05.13 al 24.05.13

Dal 27.05.13 al 31.05.13

144/152 kg

1,210

1,205

1,210

1,203

152/160 kg

1,240

1,235

1,240

1,233

160/176 kg

1,300

1,295

1,300

1,293

TUTTE le SETTIMANE l’AGRICOLTURA è in TV

Segnaliamo che W l’Agricoltura, la trasmissione dedicata al vero Made in Italy a cura di Coldiretti Cremona, va in onda su Telecolor e Primarete tutti i giovedì alle ore 19.50 (subito dopo il tg) e in replica la domenica, ore 13 circa, su Telecolor. Coldiretti Cremona Informa Vi dà appuntamento alla prossima settimana l’Agricoltura – Coldiretti Cremona Informa Vi dà appuntamento alla prossima settimana

se vadhttp://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm È

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Coldiretti Cremona Informa n.19/2013  

Il diario in posta elettronica di Coldiretti Cremona

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