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Troppa pioggia, le vasche dei re lui al limite mentre il frumento rischia di “annegare” Prandini: “Togliere il blocco allo spandimento. Un divieto di spandimento così lo abbiamo solo in Italia” Troppa pioggia, gli allevamenti hanno i “liquami alla gola”. Il divieto di spandimento dei re lui che scadrà il 28 febbraio prossimo sta creando una situazione insostenibile per molti allevamenti zootecnici – spiega la Coldiretti Lombardia - da una parte le aziende agricole hanno le vasche di contenimento piene a causa della pioggia, dall’altra l’acqua caduta ha ridotto i campi a una poltiglia di fango e anche se si volesse intervenire ora la terra non è nelle condizioni di essere lavorata e ingrassata con il concime naturale. In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale – ci sono almeno diecimila allevamenti alle prese con il problema dello spandimento dei re lui, mentre oltre 100 mila ettari di campi, più del 10% della super icie agricola regionale, rischiano danni alle coltivazioni di frumento, orzo, segale e triticale. Sono cereali autunno vernini – spiegano i tecnici della Coldiretti - che con il blocco dello spandimento non hanno potuto essere nutriti con il concime naturale dei re lui nonostante le piantine fossero cresciute a causa dell’inverno mite. E adesso quelle stesse piantine rischiano di “annegare” con le radici soffocate dalla troppa pioggia. “Un divieto di spandimento cosı̀ lo abbiamo solo noi in Italia – spiega Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – si tratta di un cappio al collo degli allevamenti perché impedisce di lavorare la terra e di prepararla per le colture primaverili quando ce ne sarebbe più bisogno. Per questo – conclude il Presidente Prandini – chiediamo l’appoggio della Regione: è necessario che gli assessorati lombardi all’Ambiente e all’Agricoltura si muovano nei confronti del ministero per la cancellazione del divieto”.


IN PRIMO PIANO

La newsle er di Coldire

Cremona - Anno IX

DAL MAGGIORE AL COMO I LAGHI AI MASSIMI STORICI I grandi laghi italiani, dal Maggiore a Sesto Calende, da quello di Como a Malgrade fino al Garda, hanno raggiunto livelli da massimo storico del periodo, che è già stato peraltro superato dal Lago di Iseo, per effetto delle insistenti precipitazioni che hanno allagato le campagne e provocato frane e smottamenti. E' quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti, che sottolinea come la situazione dei grandi laghi sia significativa delle difficoltà dei corsi d'acqua con piene ed esondazioni e con i terreni saturi che non riescono più ad assorbire l’acqua. Il tutto con effetti gravissimi sulle coltivazioni, tanto che Coldiretti chiede di avviare le procedure per verificare se esistono le condizioni per la dichiarazione dello stato di calamità nei territori colpiti. Dalla Lombardia al Veneto, intanto, si guarda al cielo in previsione della nuova ondata di precipitazioni che interessa proprio il Nord dell’Italia. Sul territorio lombardo – sottolinea Coldiretti – le abbondanti precipitazioni hanno causato l’allagamento dei campi, ma si teme anche per il rischio frane, con una situazione preoccupante soprattutto nelle aree del Bergamasco e della provincia di Pavia. Pesante anche il bollettino dei danni in Veneto, soprattutto nella parte orientale. La fascia ad est della regione che unisce la provincia di Venezia a quella di Treviso ricca di vigneti Doc della zona del Piave è ovunque allagata. I terreni non drenano e in alcune zone si teme per la tenuta degli argini dei fiumi. Gravi problemi anche per le orticole a pieno campo, compreso il radicchio, tra il rischio di marciume e l’impossibilità di procedere alla raccolta a causa del fango. Il grano sott'acqua muore per asfissia e le temperature sopra la media possono anticipare le fasi vegetative delle colture. L'umidità colpisce anche le colture sotto serra e preannuncia l’insorgenza di attacchi di malattie e muffe. Senza dimenticare che ai danni da pioggia si sono aggiunti nel Bellunese quelli da neve che – rileva la Coldiretti – ha causato pesanti disagi. Gli agricoltori sono prontamente intervenuti con trattori e mezzi e hanno sgombrato strade e liberato gli accessi a stalle e annessi rustici, mettendo in salvo gli animali e provvedendo così ai primi soccorsi, garantendo la circolazione per il trasporto del latte ad esempio e di altri prodotti agroalimentari. Il maltempo non ha risparmiato neppure le regioni del Centro e del Sud, con danni che interessano la Toscana, il Lazio, la Sicilia. Le strutture della Coldiretti sono intanto impegnate nel monitoraggio delle richieste di assistenza e nella valutazione dei danni.

Venerdì 7 Febbraio 2014 - Anno IX, Numero 6 ♦ Maltempo. Vasche dei reflui al limite // I danni costano più della prevenzione ♦ Spec. Fiera Verona. Il made in Italy che vola via // Lavoro, il futuro nel cibo ♦ Coldiretti Lombardia. Le famiglie riducono gli sprechi // Consigli e ricette ♦ CreditAgri. Credito agrario in ripresa, ma aumentano le sofferenze ♦ Avvisi alle Imprese. Eventi calamitosi, risarcimenti // Bando Isi 2013 // Corsi ♦ Giovani Impresa. Oscar Green // A Formigara il nettare di mais ♦ Campagna Amica. Mercati, il calendario // Guida Territorio in Tavola


IN PRIMO PIANO

MALTEMPO: I DANNI COSTANO 2,5 VOLTE LA PREVENZIONE Coldiretti: Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne sono stati spesi oltre 2,5 per riparare i danni. Il Ministero dell’Ambiente ha quantificato in circa 8,4 miliardi di euro i finanziamenti statali dati a politiche di prevenzione, mentre nello stesso periodo si sono spesi 22 miliardi di euro per riparare i danni causati da frane e alluvioni. Negli ultimi 20 anni per ogni miliardo stanziato in prevenzione ne sono stati spesi oltre 2,5 per riparare i danni. Il Ministero dell’Ambiente ha quantificato infatti in circa 8,4 miliardi di euro i finanziamenti statali dati a politiche di prevenzione, mentre nello stesso periodo si sono spesi 22 miliardi di euro per riparare i danni causati da frane ed alluvioni. E’ quanto afferma la Coldiretti che, con riferimento all’ultima ondata di maltempo, evidenzia che il bilancio è ancora più grave se si considerano le vittime e tragedie familiari che frane e alluvioni hanno provocato. Investire nella prevenzione è sempre più urgente, di fronte a precipitazioni diventate sempre più violente e frequenti per i cambiamenti climatici in un Paese dove - sottolinea la Coldiretti - sono più di 5 milioni i cittadini italiani che ogni giorno vivono o lavorano in aree considerate ad alto rischio idrogeologico e 6.633 i Comuni che hanno all’interno del territorio aree ad elevato rischio di frana o alluvione. L’aver inserito il Piano irriguo nazionale in una delle quattro linee di intervento delle risorse del Fondo europeo di Sviluppo Rurale riconosce la necessità di intervenire prioritariamente nella stabilità idrogeologica del territorio nazionale anche perché gli studi evidenziano che le bombe d`acqua causano i danni più gravi nei pressi degli argini, dove purtroppo si continuano ad autorizzare costruzioni. A questa situazione di fragilità territoriale non è estraneo il fatto che l’Italia ha perso negli ultimi venti anni 2,15 milioni di ettari di terra coltivata per effetto della cementificazione e dell’abbandono che ha tagliato del 15 per cento le campagne colpite da un modello di sviluppo sbagliato che ha costretto a chiudere 1,2 milioni di aziende agricole nello stesso arco di tempo. Ogni giorno viene sottratta terra agricola per un equivalente di circa 400 campi da calcio (288 ettari), con zone esposte al pericolo di frane e alluvioni che riguardano ben il 9,8 per cento dell’intero territorio nazionale”. Per proteggere il territorio e i cittadini che vi vivono l’Italia - conclude la Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile dalla cementificazione nelle città e dall’abbandono nelle aree marginali con un adeguato riconoscimento del ruolo economico, ambientale e sociale dell’attività agricola.


SPECIALE FIERAGRICOLA DI VERONA

L’ultimo caso è “Poltrona Frau”

COLDIRETTI: DALLA MODA AL CIBO IL MADE IN ITALY VOLA VIA Alla Fieragricola di Verona Coldiretti presenta la vetrina del “Made in Italy volato all’estero” Dalla moda (con il caso della Poltrona Frau) all’alimentare, si moltiplicano le operazioni di acquisizione dei gioielli del Made in Italy che trovano in questi settori le loro espressioni migliori. Ad affermarlo è la Coldiretti che alla Fieragricola di Verona, al Padiglione 2 fino al 9 febbraio, sta presentando la vetrina del “Made in Italy volato all’estero”, dall’olio al vino, dalla carne ai formaggi, dalla pasta al riso, ma anche dai sughi pronti ai pelati. Un fenomeno, quello della cessione di marchi storici del tessuto produttivo italiano, che interessa tutti i settori, dall’agroalimentare fino ai trasporti, con Alitalia in procinto di passare agli sceicchi, ma anche la moda. Prima della Poltrona Frau, c’era stata la cessione dell’80% dell’azienda Loro Piana al gruppo francese LVMH per 2 miliardi di euro. Alla fine del mese di giugno 2013 la stessa multinazionale del lusso LVMH aveva acquisito - sottolinea la Coldiretti - una partecipazione di maggioranza nel capitale sociale della pasticceria Confetteria Cova proprietaria della società Cova Montenapoleone Srl, che gestisce la nota pasticceria milanese. La Lvmh di Bernard Arnault aveva già in portafoglio Bulgari ed è proprietario di Fendi, Emilio Pucci e Acqua di Parma, mentre la sua rivale francese Ppr di Francois-Henry Pinault controlla Gucci, Bottega Veneta e Sergio Rossi.

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Cremona - Anno IX

Il colpo più grosso nell’alimentare i francesi lo hanno messo a segno nel 2011 con la Lactalis, protagonista dell’operazione che ha portato la Parmalat a finire sotto il controllo transalpino, dopo aver già acquisito in passato la Galbani, la Locatelli e l’Invernizzi. Se nella moda gli emiri del Qatar si sono assicurati l’anno scorso lo storico marchio Valentino, assieme alla licenza Missoni, nel settore vitivinicolo quest’anno – continua la Coldiretti – un imprenditore cinese della farmaceutica di Hong Kong ha acquistato per la prima volta un’azienda vitivinicola agricola nel Chianti, terra simbolo della Toscana per la produzione di vino: l’azienda agricola Casanova-La Ripintura, a Greve in Chianti, nel cuore della Docg del Gallo Nero. Nel 2013 si sono verificate la cessione da parte della società Averna dell’intero capitale dell’azienda piemontese Pernigotti al gruppo turco Toksoz, e il passaggio di mano del 25% della proprietà del riso Scotti ceduto dalla famiglia pavese al colosso industriale spagnolo Ebro Foods. Nel 2012 la Princes Limited (Princes), una controllata dalla Giapponese Mitsubishi, aveva siglato un contratto con AR Industrie Alimentari SpA (ARIA), leader italiana nella produzione di pelati, per creare una nuova società denominata "Princes Industrie Alimentari SrL" (PIA), controllata al 51% dalla Princes, mentre il marchio Star passa definitivamente in mano spagnola con il gruppo Agrolimen che ha aumentato la propria partecipazione in Gallina Blanca Star al 75%. Nel 2011 la società Gancia, casa storica per la produzione di spumante, è divenuta di proprietà per il 70% dell'oligarca Rustam Tariko, proprietario della banca e della vokda Russki Standard.


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Sempre nel 2011, il 49% di Eridania Italia Spa operante nello zucchero è stato acquisito dalla francese Cristalalco Sas e la Fiorucci salumi è passata alla spagnola Campofrio Food Group, la quale ha ora in corso una ristrutturazione degli impianti di lavorazione a Pomezia che sta mettendo a rischio numerosi posti di lavoro. Nel 2010 il 27% del gruppo lattiero caseario Ferrari Giovanni Industria Casearia S.p.A fondata nel 1823, che vende tra l’altro Parmigiano Reggiano e Grana Padano, è stato acquisito dalla francese Bongrain Europe Sas, e la Boschetti Alimentare Spa, che produce confetture dal 1981, è diventata di proprietà della francese Financière Lubersac, che ne detiene il 95%. Nel 2009 - prosegue la Coldiretti - è iniziata la cessione di quote della Del Verde industrie alimentari spa che è divenuta di proprietà della spagnola Molinos Delplata Sl, la quale fa parte del gruppo argentino Molinos Rio de la Plata. Nel 2008 la Bertolli era stata venduta all’Unilever per poi essere acquisita dal gruppo spagnolo SOS, è iniziata la cessione di Rigamonti salumificio spa, divenuta di proprietà dei brasiliani attraverso la società olandese Hitaholb International, mentre la Orzo Bimbo è stata acquisita dalla francese Nutrition&Santè S.A. del gruppo Novartis. Lo stesso anno è stata ceduta anche Italpizza, l’azienda modenese che produce pizza e snack surgelati, all’inglese Bakkavor acquisitions limited. Nel 2003 hanno cambiato bandiera anche la birra Peroni, passata all'azienda sudafricana SABMiller mentre negli anni Novanta erano state la San Pellegrino ad entrare nel gruppo Nestlè e la Stock ad essere venduta alla tedesca Eckes A.G per poi essere acquisita nel 2007 dagli americani della Oaktree Capital Management. La stessa Nestlè - conclude la Coldiretti - possedeva già dal 1993 il marchio Antica gelateria del Corso e addirittura dal 1988 la Buitoni e la Perugina.


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CRISI: VECCHIA FATTORIA ADDIO, 10 MILIONI DI ANIMALI IN MENO NEL 2013

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Cremona - Anno IX

A rischio di estinzione 130 razze italiane di mucche, asini, maiali, pecore e galline La crisi mette a rischio la vecchia fattoria in Italia dove in un solo anno sono scomparsi oltre 10 milioni di mucche, maiali, pecore, capre, galline, oche e conigli. E’ la Coldiretti a lanciare l’allarme con il primo dossier sulla scomparsa degli animali dalle stalle italiane, in occasione dell’apertura della Fieragricola di Verona dove è tornata l’“Arca di Noe” con le più rare e curiose razze in pericolo di estinzione. L’iniziativa promossa dalla Coldiretti in collaborazione con Italialleva dell’Associazione italiana allevatori (AIA) nel Padiglione 9 è forse l’ultima occasione per conoscere alcuni animali dal vivo nell’ambito della più grande “stalla” mai aperta al pubblico in città in Italia. Stalle, pollai e ovili si sono svuotati 2013, con la Fattoria Italia che ha perso in un anno circa 7 milioni di polli e galline, 750mila tacchini, 700mila conigli e circa mezzo milione tra faraone, oche ed anatre. All’appello sono venuti a mancare anche gli animali più grandi: circa un milione di pecore, agnelli e capre, 650mila maiali, 45mila manze e 25mila bufali. Un crollo che rischia di compromettere anche la straordinaria biodiversità degli allevamenti italiani dove sono minacciate di estinzione ben 130 razze allevate tra le quali 38 razze di pecore, 24 di bovini, 22 di capre, 19 di equini, 10 di maiali, 10 di avicoli e 7 di asini, sulla base dei Piani di Sviluppo Rurale dell’ultima programmazione. Se dell’asino romagnolo noto per il suo temperamento vivace - sottolinea la Coldiretti - sono rimasti solo 570 esemplari impegnati nella produzione di latte uso pediatrico e per l’onoterapia, della capra Girgentana dalle lunghe corna a forma di cavaturacciolo si contano circa 400 capi per la produzione di latte destinato alla Tuma ammucchiata (formaggio nascosto) stagionata in fessure di muro in gesso e/o pietra, che in passato venivano murate per nasconderle ai briganti. Ma ci sono anche la gallina di Polverara, ritratta con il caratteristico ciuffo fin dal 1400 in quadri e opere conservati anche nei Musei vaticani, la Mora romagnola una curiosa razza di maiale dal mantello nerastro, con tinte dell’addome più chiare, i bovini di razza Garfagnina con mantello brinato e pelle di colore ardesia che annovera una popolazione di appena 145 capi o quelli di razza Pontremolese che sono rimasti appena in 46. Più numerose le pecore della razza Brogna con un gregge di qualche migliaio di animali che si caratterizzano dalle macchie rossastre più o meno estese che punteggiano la testa, le orecchie e gli arti mentre la pecora di razza Alpagota, originaria dallo storico altopiano di Alpago da cui prende il nome, conta oggi 3363 capi. A rischio non c’è solo la biodiversità, ma anche un importante comparto economico, con l’allevamento italiano che vale 17,3 miliardi di euro e rappresenta il 35% dell’intera agricoltura nazionale con un impatto rilevante anche dal punto di vista occupazionale con circa 800mila persone al lavoro. La scomparsa della Fattoria Italia fa aumentare la dipendenza dall’estero che ha già raggiunto livelli preoccupanti: l’Italia importa il 42% del latte che consuma, il 40% della carne di maiale, il 30% di quella ovicaprina e il 10% della carne coniglio. Sotto accusa per la Coldiretti è la mancanza di trasparenza nell’informazione ai consumatori che favorisce la concorrenza sleale di latte e carne a basso prezzo importati dall’estero. “Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all'estero, ma anche tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro che sono stranieri senza indicazione in etichetta, e la metà delle mozzarelle che sono fatte con latte o addirittura cagliate straniere”, ha denunciato il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel chiedere “la piena attuazione della legge sull’obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti come richiesto peraltro dalla recente mozione approvata all'unanimità dall'Aula della Camera sull'etichettatura dei prodotti alimentari all’inizio dell’anno”.


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LAVORO: PER 1 STUDENTE SU 4 IL FUTURO È NELL’ ITALIAN FOOD Il Presidente Moncalvo: “I giovani hanno visto prima e meglio di altri dove ci sono reali prospettive e di fiducia per far tornare a crescere l’Italia” In Italia vede una prospettiva di lavoro futuro nell’agricoltura e nel cibo quasi 1 studente su 4, con il 23% degli iscritti al primo anno delle scuole secondarie superiori tecniche e professionali che ha scelto per il 2013/2014 un indirizzo legato all’agricoltura e all’enogastronomia. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nella giornata inaugurale di Fieragricola di Verona, che ospita nello stand della Coldiretti, nel padiglione 2, uno spazio dedicato alle idee geniali proposte dalle nuove generazioni in agricoltura, dal vino di giuggiole dell’Odissea agli agrocosmetici alle stelle alpine, dai mobili rivestiti da fibra di fico d’India alle mozzarelle con latte di capra, dal ragù di trota al latte a lunga conservazione 100 per 100 italiano. Nell’anno scolastico 2013/2014 si sono iscritti al primo anno degli istituti tecnici e professionali della scuola secondaria di secondo grado, statali e paritarie 262.716 giovani e tra questi ben il 23% ha optato per l’agricoltura, l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, che complessivamente hanno registrato 60.017 nuovi iscritti. Una tendenza che si sta accentuando negli ultimi anni nelle scuole superiori che è confermata anche dai livelli superiori di istruzione, secondo un’analisi della Coldiretti sulla base di una ricerca Datagiovani relativa agli effetti della recessione sugli Atenei italiani nel periodo dal 2008 ad oggi. Le iscrizioni alle Facoltà di scienze agrarie, forestali e alimentari hanno fatto registrare la crescita più alta nel periodo considerato con un aumento del 45%. Numeri che testimoniano una vera rivoluzione culturale, confermata anche dai risultati di un sondaggio Coldiretti/Ixè secondo il quale il 54% dei giovani preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (21%) o fare l’impiegato in banca (13%). E anche che il 50% degli italiani ritiene che cuoco e agricoltore siano le professioni con la maggiore possibilità di lavoro mentre solo l’11% ritiene che l’operaio possa avere sbocchi occupazionali. D’altra parte, secondo l’indagine, il 79% degli Italiani sostiene che in futuro in Italia ci sarà un numero minore di fabbriche. Per questo, l’88% degli italiani afferma che il sistema di formazione nazionale andrebbe riqualificato anche con un corso specializzato all’Università sulla valorizzazione del Made in Italy. “I giovani hanno visto prima e meglio di altri dove ci sono reali prospettive e di fiducia per far tornare a crescere l’Italia”, ha detto il Presidente Roberto Moncalvo nel sottolineare che “è in atto una rivoluzione generazionale che punta su quegli asset di distintività nazionale che garantiscono un valore aggiunto nella competizione globale come il territorio, il turismo, la cultura, l’arte, il cibo e la cucina”.


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Crisi, 1 famiglia su 2 riduce gli sprechi sul cibo: “trucchi” e ricette per risparmiare a tavola Nel 2014 la metà delle famiglie lombarde ridurrà gli sprechi alimentari grazie a una spesa più oculata. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti Lombardia, su dati della Camera di Commercio di Monza, elaborata in occasione della prima giornata nazionale contro lo spreco alimentare tenutasi il 5 febbraio. I redditi delle famiglie continuano a diminuire – spiega la Coldiretti regionale –. In Lombardia nel 2012 si sono ridotti dell’1,9% rispetto all’anno precedente. Per questo, secondo il rapporto 2013 “Waste watcher” il 62% dei lombardi dichiara di non gettare via quasi mai il cibo acquistato e se lo fa è principalmente per la comparsa di muffa. Nonostante ciò – spiega la Coldiretti - nel 2013 ogni italiano ha buttato nel bidone della spazzatura ben 76 chili di alimenti. A inire nel sacco dell’umido sono soprattutto frutta e verdura, formaggi, pane, latte, yogurt, ma anche pasta, cibi pronti e precotti. Per ridurre al minimo gli sprechi alimentari non basta moderare la quantità di ciò che si compra, ma è necessario riutilizzare ciò che si ha a disposizione e conoscere le regole per una corretta conservazione. La cucina salva avanzi, ad esempio – spiega la Coldiretti Lombardia - permette di recuperare con gusto il cibo non consumato nei giorni precedenti. Con i piatti antispreco si può portare in tavola un menù completo: dal Pancotto alla Charlotte alla milanese, dal risotto al salto ai Mondeghili con polenta, Per risparmiare e limitare gli scarti si possono utilizzare parti di frutta e verdura che generalmente vengono buttate. Ad esempio, le bucce di patata possono essere fritte e diventare delle chips da servire calde, le foglie esterne della lattuga possono essere usate per involtini con ripieno di uova, formaggio grattugiato e patata lessa. E ancora: la buccia liscia e sottile della zucca se cotta e ridotta a passata diventa l’ingrediente base per una torta. Esistono poi delle regole amiche del nostro portafoglio – conclude la Coldiretti Lombardia – come comprare solo il necessario, rispettare la propria lista della spesa, acquistare prodotti di stagione e rifornirsi nei farmers’ market. Per conservare al meglio il cibo e farlo durare di più , invece, è buona norma recarsi subito a casa dopo aver fatto la spesa, evitare l’effetto cumulo in frigorifero, rifornirsi almeno due o tre volte alla settimana controllando le scadenze.

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Cremona - Anno IX

LE DIECI REGOLE D’ORO AMICHE DEL PORTAFOGLIO 1.

Comprare il necessario. I prodo so ocosto e le promozioni speciali ci spingono a comprare cibo in eccesso, des nato a finire in pa umiera.

2.

Fare la lista. Controllare la dispensa e annotare su un foglio ciò che manca fa risparmiare tempo, soldi e ci aiuta a comprare solo ciò di cui abbiamo bisogno.

3.

Seguire il calendario. Fru a e verdura di stagione hanno più sapore, contengono più sostanze nutri ve e costano meno rispe o ai prodo fuori periodo.

4.

Preferire la filiera corta. Comprare dire amente dal produ ore, nei farmers’ market o negli spacci aziendali, assicura l’acquisto di prodo freschi con il giusto grado di maturazione e che durano di più.

5.

Evitare la maxi spesa. Fare la spesa solo una volta in se e giorni può essere pericoloso perché si rischia di comprare troppo cibo che poi non viene consumato. Meglio acquistare meno prodo ma più spesso, magari due o tre volte a se mana.

6.

Limitare il tragi o. Dopo aver fa o la spesa è bene recarsi subito a casa: si evita così di lasciare i prodo deperibili troppo tempo in ambien caldi che ne possono accelerare il deterioramento.


COLDIRETTI LOMBARDIA

LE DIECI REGOLE D’ORO AMICHE DEL PORTAFOGLIO 6.

7.

7.

A enzione all’effe o cumulo. Riordinare il frigo periodicamente per evitare di comprare alimen già presen .

8.

Controllare la scadenza. Evitare i prodo confeziona con scadenza ravvicinata. Inoltre gli alimen con la scri a “da consumare preferibilmente entro” si possono u lizzare senza rischi anche alcuni giorni dopo la data indicata. La dicitura, infa , specifica il limite entro il quale se ne conservano al meglio tu e le proprietà

9.

Riciclare gli avanzi. Con i pia an spreco si recupera il cibo non consumato, con le rice e a impa o zero si u lizzano anche le par meno nobili come bucce, gambi e foglie esterne. Così i rifiu si riducono al minimo.

10.

Conservare corre amente. A enzione alle condizioni di temperatura e umidità per fru a e verdura da conservare al fresco e al riparo da agen atmosferici.

IL MENÙ ANTISPRECO Antipasto – Frittura del “pane di ieri”. Sbattete le uova con latte fresco, sale e pepe in modo da ottenere un composto liquido. Immergete il pane affettato per alcuni minuti. Quando sarà imbevuto, friggete le fette in olio bollente e dopo alcuni minuti servitele tiepide con guarnizione a piacere. Primo piatto – Pancotto. Immergete il pane raffermo nell’acqua per la minestra per un paio d’ore, rompetelo a pezzi con la forchetta e a freddo ponetelo sul fuoco in un tegame capiente insieme a 30 grammi di burro, un po’ d’olio e poco sale. Fate bollire a fuoco basso mescolando spesso e aggiungendo un po’ di brodo. Fate cuocere per 25 minuti e servite cospargendo di grana. Primo piatto – Risotto al salto. Si prepara con il risotto giallo avanzato: mettete la quantità desiderata su un foglio di carta oleata e schiacciatelo con le mani dando la forma di tortino. Fate riscaldare in una padella un po’ di burro, rovesciate dentro il tortino stando attenti a non romperlo. Friggere a fuoco moderato per almeno 5 minuti inché il riso diventa rossiccio, poi appoggiate un coperchio sopra la padella e capovolgete il tutto. Friggete per altri 5 minuti sull’altro lato, ino a che diverrà ben dorato. Servitelo subito con una spruzzata di grana. Secondo piatto – Spaghetti “di ritorno”. Con gli spaghetti avanzati si può preparare una gustosa frittata: prendete 2 uova, latte, farina e una manciata di prezzemolo tritato, amalgamate tutto bene, friggete in una padella larga con olio a fuoco vivace. Sarà una frittata che potrete mangiare sia calda sia fredda con aggiunta di grana. Secondo piatto – Mondeghili. Tritate 300 grammi circa di lesso o brasato avanzato, aggiungete 1 uovo, la mollica di un panino (bagnata nel latte e ben strizzata), prezzemolo, buccia gialla di mezzo limone, poca noce moscata. Impastate il tutto, fate delle palline, schiacciatele un po’, infarinatele e rosolate piano ino alla doratura. Per una cottura più leggera mettete in forno. Contorno – Fiori gialli di polenta. Disponete la polenta avanzata tagliata a fette in una teglia imburrata, copritela con strati di mozzarella o fontina, un po’ di sugo al pomodoro, alcuni pezzetti di iletto d’acciuga. Aggiungete un po’ di origano e sale e infornate per 15 minuti. Frutta – Macedonia. Fate bollire dell’acqua stemperandovi alcuni cucchiai di marmellata, lasciate intiepidire e usatela per “condire” la frutta già spezzettata. Dolce – Charlotte alla milanese. Mettete 800 grammi di mele renette tagliate a spicchi in una casseruola con 130 grammi di zucchero, la scorza grattugiata di un limone e mezzo bicchiere di vino bianco. Cuocere a fuoco lento ino a che le mele non saranno morbide, ma compatte. A ine cottura unite 50 grammi di uva passa, ammorbidita in acqua tiepida e strizzata, e 50 grammi di scorza di limone candita tagliata a pezzi. Mescolate una noce di burro con 20 grammi di zucchero e un po’ di liquido di cottura delle mele: utilizzate il composto per ungere uno stampo rotondo e a bordi alti. Foderate il fondo e le pareti dello stampo con fette di pane raffermo private della crosta. Riempite lo stampo con il composto di mele, coprite con altre fette di pane, spalmate con altro composto di burro e zucchero e cuocete in forno già caldo a 170 gradi per circa 50 minuti. Sfornate, irrorate di rum e servite caldo.


Credito agrario in ripresa ma aumentano le sofferenze L’ultimo bollettino statistico 2013 di Banca d’Italia evidenzia un monte affidamenti nel settore agricolo pari a quasi 44 miliardi di euro, circa 130 milioni in più rispetto al dato registrato esattamente un anno fa dalla nostra Banca Centrale. Un credito agrario che ha ricominciato a crescere (+0.3 per cento rispetto al 2012), ma che evidenzia anche un forte aumento delle sofferenze pari a circa 4, 4 miliardi di euro con un’incidenza del 10 per cento sull’ammontare dei finanziamenti concessi alle Pmi operanti in agricoltura, silvicoltura e pesca. Sofferenze a doppia cifra in capo a oltre 17mila imprese con un debito medio incagliato di 258 mila euro per singola impresa. Sebbene in un contesto economico e finanziario di grande difficoltà, l’attività di CreditAgri Italia a sostegno delle imprese è proseguita e prosegue con forte dinamismo, avendo segnato anche nel 2013 una crescita del 12% rispetto ai volumi dell’anno precedente.

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INFLAZIONE: CON IL GRATTUGIATO LE IMITAZIONI LOW COST ENTRANO NEL PANIERE Con il formaggio grattugiato in busta entrano nel paniere anche i prodotti low cost spesso ottenuti all’estero che imitano e fanno concorrenza sleale ai nostri prodotti più tipici come il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare il nuovo paniere Istat per il calcolo dell’inflazione che per il 2014 inserisce “il formaggio grattugiato in confezione”. Le importazioni dei cosiddetti “similgrana” in Italia sono raddoppiate negli ultimi dieci anni con gli arrivi da Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia, Lettonia che – sottolinea la Coldiretti – hanno raggiunto un quantitativo stimato in 83 milioni di chili. Si tratta di formaggi di diversa origine e qualità che non devono rispettare i rigidi disciplinari di produzione approvati dall’Unione Europea per i formaggi a denominazione di origine (dop) e per questo sono spesso venduti a prezzi più bassi. Il rischio – conclude la Coldiretti – è che vengano scambiati dai consumatori come prodotti Made in Italy perché sono spesso utilizzati nomi, immagini e forme che richiamano all’italianità.


CRISI: CIBI SCADUTI IN TAVOLA PER 6 ITALIANI SU 10 Le differenze e i consigli per risparmiare senza rischi per la salute Nell'ultimo anno sei italiani su dieci (59%) hanno mangiato cibi scaduti. E’ quanto emerge da un sondaggio online condotto dal sito www.coldiretti.it sugli effetti della crisi sui consumi delle famiglie. In particolare, ben il 34% dei rispondenti ha portato in tavola alimenti fino a una settimana dopo la data di scadenza, ma ben il 15% fino a un mese e l’8% anche oltre, mentre il 2% degli italiani non guarda mai la data di scadenza. In generale, consumare prodotti alimentari oltre la data di scadenza può esporre - sottolinea la Coldiretti - a rischi rilevanti per la salute, mentre nel migliore dei casi significa portare in tavola alimenti che hanno perso le proprie caratteristiche di gusto o aroma, ma anche nutrizionali. E’ una tendenza preoccupante che - sostiene Coldiretti - conferma gli effetti negativi della crisi sulla qualità dell’alimentazione degli italiani che hanno dovuto tagliare la spesa, ridurre gli acquisti di alimenti indispensabili per la dieta e rivolgersi a prodotti low cost che non sempre offrono le stesse garanzie qualitative. Gli acquisti di frutta e verdura nel 2013 sono scesi al minimo da inizio secolo; le famiglie che hanno messo nel carrello appena 320 chili di ortofrutta nel corso del 2013, oltre 100 chili in meno rispetto al 2000 mentre il 16,8% degli italiani non può permettersi un pasto proteico adeguato ogni due giorni secondo l’Istat. Ad aumentare sono solo le vendite di prodotti alimentari low cost nei discount, gli unici a segnare un aumento nel 2013 (+1,7%) mentre le gli acquisti alimentari degli italiani scendono complessivamente del 3,9%. Per essere pienamente consapevoli dei pericoli che si corrono nel consumare alimenti scaduti occorre conoscere la differenza tra la data di scadenza vera e propria e il termine minimo di conservazione che viene indicato sulle confezioni. La data di scadenza vera e propria - precisa la Coldiretti - è la data entro cui il prodotto deve essere consumato e anche il termine oltre il quale un alimento non può più essere posto in commercio. Tale data di consumo non deve essere superata altrimenti ci si può esporre a rischi importanti per la salute. Si applica ai prodotti preconfezionati, rapidamente deperibili da un punto di vista microbiologico ed è indicata con il termine “Da consumarsi entro” seguito dal giorno, il mese ed eventualmente l’anno e vale indicativamente per tutti i prodotti con una durabilità non superiore a 30 giorni. A differenza - continua la Coldiretti - il Termine Minimo di Conservazione (TMC) riportato con la dicitura “Da consumarsi preferibilmente entro“ indica la data fino alla quale il prodotto alimentare conserva le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione. Cioè indica soltanto la finestra temporale entro la quale si conservano le caratteristiche organolettiche e gustative, o tutt'al più, nutrizionali, di un alimento, senza con questo comportare rischi per la salute in caso di superamento seppur limitato della stessa. Si sottolinea però che tanto più ci si allontana dalla data di superamento del TMC, tanto più vengono a mancare i requisiti di qualità del prodotto, quale il sapore, odore, fragranza, ecc. Attualmente - spiega la Coldiretti - solo pochi alimenti hanno una scadenza prestabilita dalla legge come il latte fresco (7 giorni) e le uova (28 giorni). Per tutti gli altri prodotti la durata viene stabilita autonomamente dagli stessi produttori, in base a una serie di fattori che vanno dal trattamento tecnologico alla qualità delle materie prime, dal tipo di lavorazione e di conservazione per finire con l’imballaggio. Per questo non è difficile, durante un controllo commerciale, vedere due prodotti simili, ma di marchio differente, con data di scadenza diversa. E’ infatti compito di ogni singola azienda effettuare prove di laboratorio sui propri prodotti, per misurare la crescita microbica e valutare dopo quanti giorni i valori organolettici e nutrizionali cominciano a modificarsi in modo sostanziale. Il risultato è ad esempio che per l’olio d’oliva extra vergine alcune aziende consigliano il consumo entro 12 mesi, altre superano i 18, con il rischio di perdere le caratteristiche nutrizionali e di gusto secondo studi del dipartimento di Scienze e tecnologie alimentari e microbiologiche dell’università di Milano. Tali ricerche evidenziano come gli effetti del mancato rispetto dei tempi di scadenza variano da prodotto a prodotto: per lo yogurt, che dura 1 mese, il prolungamento di 10-20 giorni non altera l’alimento, ma riduce il numero dei microrganismi vivi, mentre al contrario per i pomodori pelati quasi tutte le confezioni riportano scadenze di 2 anni anche se la qualità sensoriale è certamente migliore se si consumano prima. La tentazione di mangiare cibi scaduti è spesso dettata nelle case anche dalla volontà di ridurre gli sprechi che secondo l’indagine Coldiretti/Ixè ha coinvolto più di sette italiani su dieci (73%) nel 2013. Un obiettivo che però non deve andare a scapito della qualità dell’alimentazione, ma può essere egualmente raggiunto facendo la spesa in modo più oculato, magari nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica dove i prodotti sono più freschi e durano di più, riducendo le dosi acquistate, o riutilizzano nei tempi giusti quello che avanza con i piatti della cucina del giorno dopo.


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Eventi calamitosi del 13 luglio 2013

Sì al risarcimento dei danni subiti dalle strutture agricole Fino al 4 marzo 2014 è possibile presentare la domanda per beneficiare delle provvidenze di legge Sulla Gazzetta Ufficiale n. 14 del 18 gennaio 2014 è stato pubblicato il Decreto del 23/12/2013 riguardante la dichiarazione dell'esistenza del carattere di eccezionalità degli eventi calamitosi verificatisi il 13 luglio 2013 che hanno interessato le strutture e le scorte dei territori di diversi comuni del cremonese. Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali ha ritenuto opportuno accogliere la proposta della Regione Lombardia di attivare gli interventi compensativi del Fondo di Solidarietà Nazionale nelle aree colpite per i danni subiti alle strutture aziendali e alle infrastrutture connesse all’attività agricola. In questo ambito trovano applicazione le specifiche misure di intervento previste dal Decreto Legislativo 29 marzo 2004 n° 102, così come modificato dal Decreto Legislativo 18 aprile 2008 n° 82, in particolare vengono riconosciute le provvidenze di cui all’articolo 5 commi 3 e 6. I comuni per i quali è stato riconosciuto l’evento eccezionale sono: Ca' d'Andrea, Cappella de' Picenardi, Casalmaggiore, Casteldidone, Cella Dati, Cicognolo, Cingia de' Botti, Corte de' Frati, Derovere, Gabbioneta Binanuova, Gussola, Martignana

di

Po,

Motta

Baluffi, Ostiano, Pescarolo ed Uniti, Pessina Cremonese,

Piade-

na, Pieve San Giacomo, Rivarolo del Re ed Uniti, San Giovanni in Croce, San Martino del Lago, Scandolara Ravara, Scandolara Ripa d'Oglio, Solarolo Rainerio, Torre de' Picenardi Torricella del Pizzo, Voltido.

Servizi Tecnici

Si ribadisce che l’intervento sarà rivolto esclusivamente a risarcire, in percentuale, i danni subiti dalle strutture agricole. Chi fosse interessato può presentare entro il 4 marzo 2014 la domanda per beneficiare delle provvidenze di cui al D.Lgs. 102/2004 e s.m.i. Gli uffici di Coldiretti sono a disposizione dei Soci per supportarli nella predisposizione delle domande e per ulteriori informazioni.


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ANNO IX -

NUMERO

6

BANDO ISI 2013 Anche per l’anno 2013 l’Inail mette a disposizione delle imprese, anche individuali, iscritte alla Camera di Commercio Industria, Artigianato ed Agricoltura, risorse finanziarie per incentivare il miglioramento delle condizioni di salute e sicurezza dei lavoratori. L'Inail finanzia in conto capitale le spese sostenute per progetti di miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. I fondi a disposizione sono complessivamente 307,359 milioni di euro con il Bando Isi 2013. Il contributo, pari al 65% dell’investimento, viene erogato dopo la verifica tecnico-amministrativa e la realizzazione del progetto. Per le imprese agricole il contributo, essendo erogato in regime “de minimis”, può raggiungere la somma massima di 15.000 euro in base ai Regolamenti UE 1407/2013 e 1408/2013, che hanno introdotto nuove disposizioni comunitarie in materia di aiuti di Stato “de minimis”. Le imprese, previa registrazione sul portale Inail, hanno a disposizione una procedura informatica per l’inserimento guidato della domanda di contributo con le modalità indicate negli Avvisi regionali e dal 21 gennaio all’8 aprile 2014 si potrà inserire online il proprio progetto. Se le caratteristiche del progetto sono in linea con quelle richieste dal bando, è possibile partecipare alla fase successiva di invio telematico della domanda. I finanziamenti sono a fondo perduto e vengono assegnati fino a esaurimento, secondo l’ordine cronologico di arrivo. Proprio poiché l’invio è telematico e le domande saranno molte risulterà particolarmente difficile riuscire a “piazzare” le domande di finanziamento perché tutti gli operatori cercheranno di collegarsi al momento dell’apertura telematica. Per contro le risorse messe in campo dall’Inail quest’anno sono raddoppiate rispetto allo scorso anno e questo dà speranza di poter ottenere qualche domanda finanziata in più rispetto allo scorso anno. Sono ammessi a contributo progetti ricadenti in una delle seguenti tipologie: 1. progetti di investimento 2. progetti di responsabilità sociale e per l’adozione di modelli organizzativi 3. progetti per la sostituzione o l’adeguamento di attrezzature di lavoro messe in servizio anteriormente al 21/9/1996 con attrezzature rispondenti ai requisiti di cui al Titolo III del d.lgs. 81/2008 s.m.i. e di ogni altra disposizione di legge applicabile in materia. Le imprese possono presentare un solo progetto, per una sola unità produttiva, su tutto il territorio nazionale, riguardante una sola tipologia tra quelle sopra indicate.

Il finanziamento è costituito da un contributo, in conto capitale, pari al 65% delle spese sostenute dall’impresa per la realizzazione del progetto, al netto dell’Iva, nei termini stabiliti dagli Avvisi regionali. Essendo un bando che coinvolge tutti i settori della produzione ed essendo le risorse non così ampie le probabilità di riuscire ad accedere a un finanziamento sono molto contingentate, in ogni caso la struttura di Coldiretti attraverso gli uffici di zona sarà a completa disposizione dei soci per offrire il necessario supporto alle aziende che volessero partecipare al bando.

Servizi Tecnici

Per i progetti di tipologia 2 l’intervento richiesto può riguardare tutti i lavoratori facenti capo a un unico datore di lavoro, anche se operanti in più sedi o più regioni.


GIOVANI IMPRESA

Giovani Impresa Coldire

Cremona

Oscar Green 2014, iscrizioni aperte “L’Oscar Green esalta l’originalità, l’innovazione, la sostenibilità, la passione, le idee, la ricerca, la diversificazione e i proge di filiera delle imprese agricole italiane. Obie vo del premio è portare all'a enzione dell'opinione pubblica e del mondo agricolo le esperienze vincen di imprenditori che hanno saputo costruire proge di impresa compe vi e sostenibili allo stesso tempo, rafforzando il legame con il loro territorio d'appartenenza”. Armando Tamagni, Delegato provinciale di Giovani Impresa Coldire Cremona, descrive così l’appuntamento con Oscar Green, il concorso promosso da Coldire Giovani Impresa, che premia le più innova ve imprese agricole italiane. Un appuntamento – ufficialmente aperto – che me e in evidenza proge aziendali orienta alla mul funzionalità, alla qualità, al rapporto con il consumatore e con la società. Le iscrizioni all'VIII edizione del Premio nazionale sono aperte: entro il 14 marzo 2014 si a endono le domande, che si presentano compilando il modulo sul sito www.oscargreen.it. Anche per l’edizione 2014 sono sei le categorie in cui le aziende si potranno candidare: “S le e cultura d'impresa”, “Non solo agricoltura”, “Esportare il territorio”, “In-filiera”, “Campagna Amica” e “Ideando”. E' inoltre prevista la menzione speciale “Paese Amico”. Possono partecipare al premio tu gli imprenditori agricoli e agroalimentari, che non abbiano più di 40 anni. Possono avere qualsiasi età solo gli imprenditori che si vogliono candidare nella categoria ''In-filiera''. “La segreteria provinciale di Giovani Impresa è a disposizione degli imprenditori che intendessero partecipare, per dare ogni ulteriore informazione – spiega Coldire Cremona –. Le imprese del nostro territorio hanno una mo vazione in più per prendere parte all’inizia va: ricordiamo che la seconda edizione del Premio nazionale è stata vinta, nella categoria “Energia per il futuro”, da due giovani imprenditori di Trigolo, Giannenerico e Sebas ano Spoldi. E’ tempo, dunque, di bissare questo importante risultato”.

La newsle er di Coldire

Cremona - Anno IX

Tu e le informazioni sull’inizia va sono disponibili all’indirizzo www.oscargreen.it. E’ inoltre possibile rivolgersi alla Segreteria Provinciale Coldire Giovani Impresa (tel. 0372.499814, e.mail: mov-giovani.cr@coldire .it).

L’Oscar Green esalta l’originalità, l’innovazione, la sostenibilità, la passione, le idee, la ricerca, la diversificazione e i proge di filiera delle imprese agricole italiane. Obie vo del premio è portare all'a enzione dell'opinione pubblica e del mondo agricolo le esperienze vincen di imprenditori che hanno saputo costruire proge di impresa compe vi e sostenibili allo stesso tempo, rafforzando il legame con il loro territorio.


GIOVANI IMPRESA

Nasce a Formigara il ne are di mais corvino Da un’an ca varietà col vata da Inca e Maya torna la rice a che dava forza ai guerrieri Dalla saggezza dei sacerdo Inca e Maya, e dai chicchi neri e denta del mais corvino (an ca varietà originaria del sudamerica), nasce, o meglio rinasce, oggi un ne are capace di donare energia e salute a chi lo assapora. Una bevanda, par colarmente gradevole al gusto, che si ispira alle pozioni di tan secoli fa, create per dare vigore ai guerrieri. “Il mais corvino ha la stessa proprietà an ossidante del mir llo. E’ ricco di principi a vi. Stabilizza i radicali liberi. E’ salutare e dà energia. Ho recuperato questo mais, e oggi lo col vo a Formigara. Ne ricavo una farina, o ma per polenta, pane, bisco , dolci. Ne ricavo inoltre una bevanda, partendo da un’an ca rice a che ci è giunta dai Maya, un popolo che, come gli Inca, col vava questa varietà di mais”. A parlare è Carlo Recchia, 20 anni, imprenditore agricolo e studente in Scienze e tecnologie agrarie all’Università degli Studi di Milano. Per Carlo la passione per le an che varietà di mais è nata da alcuni anni, quando studiava all’Is tuto agrario Stanga di Crema. Già alla scuola superiore, aveva avviato il suo proge o legato al mais corvino. Nel se embre scorso, avendo messo a coltura poco più di mezzo e aro di terra presa in affi o, sono state prodo e le prime mille confezioni di polenta, affiancate da alcune cen naia di bo glie di ne are. L’impresa agricola è par ta con una produzione iniziale di dieci quintali di mais, o enuto senza ricorso a inse cidi o pes cidi, zappato e raccolto a mano. Per o enere la farina, si u lizza un an co mulino in pietra, con ruota azionata ad acqua. La prima produzione ha suscitato grandissima curiosità e il tu o è le eralmente andato a ruba. “In meno di tre mesi – conferma Recchia – ho esaurito tu i prodo . Ho avuto richieste da ristoratori e panificatori del territorio, ma grazie alla partecipazione a una fiera internazionale ho avuto interessamen anche dall’estero. Ho già prenotazioni per il prossimo raccolto. Da qui, l’impegno di raddoppiare l’estensione del terreno in affi o, e con nuare con convinzione in questa sfida”. “L’Università mi sta supportando in questa avventura – spiega il giovane imprenditore, iscri o a Coldire Cremona –. U lizzo gratuitamente i laboratori universitari, per proseguire nelle mie analisi. Sto ora puntando a produrre anche una birra di mais corvino. La mia è una piccola impresa, nata da poco, par ta da zero. Ma con le idee ben chiare, tanta passione e tu a l’energia per realizzare i miei obie vi”.


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Cremona - Anno IX

TERRANOSTRA - CAMPAGNA AMICA

Il buono e il bello della Lombardia scoprilo su www.lombardia.terranostra.it


TERRANOSTRA - CAMPAGNA AMICA

Coldire Cremona: Guida dedicata ad agriturismo, fa orie, agrinido, pun , bo ega e merca di Campagna Amica Novanta! Tante sono le voci – le proposte a km zero – raccolte da Coldire Cremona nella nuova edizione della guida “Territorio e Tradizione in Tavola”, pubblicazione a cura di Coldire Cremona, Campagna Amica e Terranostra che in 22 pagine raccoglie “Il buono e il bello del territorio cremonese”. L’edizione 2014, fresca di aggiornamento, è sul sito di Coldire Cremona, all’indirizzo www.cremona.coldire .it. Gli agriturismo, le fa orie dida che, i pun Campagna Amica, i Merca , la bo ega, gli agrinido: tu e le ‘voci’ che propongono in provincia di Cremona la “scelta del benessere a km zero” sono presen nella guida, che è anche disponibile in forma cartacea presso gli uffici di Coldire . Prodo e produ ori, indirizzi e numeri telefonici, servizi offer e indicazioni u li sono raccol nella pubblicazione, che dipinge il ritra o di un’agricoltura sempre più di qualità, e sempre più vicina al ci adino-consumatore. Un’agricoltura, quella promossa da Coldire Cremona e raccontata nella guida, che in ques anni ha inaugurato in provincia dieci merca di Campagna Amica, in tu e le principali piazze (Cremona, Crema, Casalmaggiore, Soresina, Soncino, Vescovato, Castelleone, Pizzighe one, Bagnolo Cremasco, Pandino), e che vanta l’esperienza vincente di ben due agri-nido (a Stagno Lombardo c’è “La Cascina dei Bambini” mentre a Cremona c’è “Piccoli Fru ”). Tra le pagine da non perdere della versione online della guida segnaliamo le “rice e di Campagna Amica”, dedicate ai sapori e ai segre in cucina Made in Cremona, con i consigli degli agricoltori per gustare i pia della nostra tradizione.


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CORSI DI FORMAZIONE GRATUITI Servimpresa, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Cremona, organizza in collaborazione con le Associazioni di categoria del settore agricolo i seguenti corsi di formazione gratuiti:

PRASSI IGIENICA NEGLI ALLEVAMENTI ZOOTECNICI (RIVOLTO A TUTTI GLI ALLEVATORI) Contenuti del corso:

• riferimenti normativi, igiene e benessere • individuazione dei fattori di rischio nel processo produttivo • piano di gestione sanitaria dell’allevamento, con particolare riferimento al Piano para Tubercolosi

• stesura del manuale di autocontrollo aziendale Docente: Dr. Maurilio Giorgi, Direttore Dipartimento di Prevenzione Veterinario ASL di Cremona Il corso si terrà a CREMONA nei giorni 20 / 25 / 26 Febbraio 2014 dalle 14.00 alle 18.00, presso la Sala Negroni della Camera di Commercio di Cremona (Via Solferino, 33)

“PROGETTARE, ORGANIZZARE E REALIZZARE UN CENTRO RICREATIVO ESTIVO DIURNO PER BAMBINI E RAGAZZI”

Riceviamo e Pubblichiamo

ASPETTI NORMATIVI E AUTORIZZATORI E GESTIONE DELLA GIORNATA E DEGLI SPAZI Venerdì 14 Febbraio 2014, dalle 14.00 alle 18.00 •

Aspetti normativi e autorizzatori per avviare il servizio di centro estivo Docente: Sig. Ettore Vittorio Uccellini, esperto in materia

La giornata tipo: la scelta del tema da proporre, l’accoglienza, le attività, la programmazione giornaliera e quella settimanale,le uscite organizzate, …

Gli spazi interni ed esterni: il ruolo dell’operatore, le riunioni d’equipe come parte fondamentale dell’aspetto organizzativo e la gestione dei contatti con le famiglie Docente: Dr.ssa Simona Tonini, Psicopedagogista dell’età evolutiva

LE ATTIVITA’: IL GIOCO - Giovedì 20 Febbraio 2014, dalle 14.00 alle 18.00 • Le principali tappe evolutive dall’infanzia alla pre-adolescenza, in particolare soffermandosi sui temi dell’amicizia e del gioco (l’importanza educativa del gioco, quali giochi e loro significati, il ruolo dell’educatore). • Lavoro interattivo: simulazione di un centro estivo Docente: Dr.ssa Simona Tonini, Psicopedagogista dell’età evolutiva SEDE: Camera di Commercio di Cremona, ingresso da Via Solferino 33 (al primo piano) Informazioni e iscrizioni: Servimpresa – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Cremona (Tel. 0372 490227) Sito Internet: www.servimpresa.cremona.it – E.mail: arisi@cr.camcom.it.


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NUMERO

6

LA BOTTEGA DI CAMPAGNA AMICA È in via Buoso da Dovara n. 4

Campagna Amica


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CORSI DI FORMAZIONE GRATUITI Servimpresa, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Cremona, organizza in collaborazione con le Associazioni di categoria del settore agricolo i seguenti corsi di formazione gratuiti:

“STARTUP MICROBIRRIFICIO” Corso dedicato a chi voglia partire con il piede giusto nel progetto di aprire un microbirrificio artigianale

Venerdì 14 Febbraio 2014, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 Introduzione Presentazione Associazione UB Il processo Produttivo Tipologie Birrarie Cenni di Marketing Scelta della location e Dimensionamento dell’impianto Venerdì 21 febbraio 2014, dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 Le materie prime Malto e Luppolo Il Controllo Qualità Brand Experience Strategie di Commercializzazione; analisi del Mercato Italiano Sabato 22 Febbraio 2014, dalle 9.00 alle 13.00 Adempimenti Normativi - rapporti con l’Agenzia Dogane Definizione del Business Plan e analisi della costruzione del prezzo

Riceviamo e pubblichiamo

Docenti: •

Dott. Matteo Bonfanti, Head Brewer presso Piccolo Opificio Brassicolo del Carrobiolo - Fermentum srl - Monza (MB)

Dott. Enrico Zelioli, Libero Professionista, Docente di Scienze integrate presso Istituto Ruffini Arma di Taggia (IM)

Dott. Lorenzo Bottoni, Biologo Responsabile produzioni e Marketing manager di ExFABRICA SA Gallarate (VA)

Dott. Lorenzo Guarino, Titolare del Birrificio Rurale

SEDE: Camera di Commercio di Cremona, ingresso da Via Solferino 33 (al primo piano)

Informazioni e iscrizioni: Servimpresa – Azienda Speciale della Camera di Commercio di Cremona (Tel. 0372 490227) Sito Internet: www.servimpresa.cremona.it – E.mail: arisi@cr.camcom.it.


www.cremona.coldire3.it il sito di Coldire3 Cremona

I NOSTRI UFFICI AL SERVIZIO DELLE

Ricordiamo che gli appuntamen promossi da Coldire Cremona vengono comunica anche a raverso il nostro sito, all’indirizzo www.cremona.coldire .it. In par colare, per gli avvisi e gli appuntamen rivol agli imprenditori agricoli, c’è lo spazio “avvisi alle imprese”. Il sito è rivolto agli imprenditori agricoli e a tu i ci adini a en ai temi della difesa e valorizzazione dell’agricoltura e alimentazione made in Italy, alla promozione del territorio, alla tutela dell’ambiente. Sul sito sono presen i comunica stampa diffusi da Coldire Cremona, i nostri video, le pagine dedicate ai servizi garan dai vari uffici, tu e le inizia ve sul territorio, accanto a una serie di link e di indirizzi u li. E’ inoltre possibile sfogliare tu i numeri del Col vatore Cremonese, il periodico di Coldire Cremona, della nostra newsle er se manale W l’agricoltura e di tu e le pubblicazioni e guide edite da Coldire Cremona.

IMPRESE AGRICOLE

UFFICIO ZONA CREMONA Via Ruffini, 28 - Tel. 0372.732930 - Fax 0372.732940

UFFICIO ZONA CREMA Via Macello, 34 - Tel. 0372.732900 - Fax 0372.732925

UFFICIO ZONA CASALMAGGIORE Via Cairoli, 3 - Tel. 0372.732960 - Fax 0372.732970

UFFICIO ZONA SORESINA Via Lombardia, 3 - Tel. 0372.732990 - Fax 0372.732980

SEDE PROVINCIALE Via Giuseppe Verdi, 4 - 26100 CREMONA Tel. 0372.499811 - Fax 0372.499899 cremona@coldiretti.it - www.cremona.coldiretti.it

“W L’AGRICOLTURA”, il vero Made in Italy è in tv Ricordiamo che W l’Agricoltura, la trasmissione dedicata al vero Made in Italy a cura di Coldire Cremona, va in onda su Telecolor e Primarete, tu i giovedì (ore 20, subito dopo il tg) e in replica la domenica, alle ore 13.

Nasce “NOTIZIE FISCALI”, newsle er dedicata a no zie, avvisi e scadenze fiscali Ha preso avvio nel mese di gennaio un nuovo strumento a disposizione degli imprenditori agricoli: un bolle no periodico, inviato in posta ele ronica, interamente dedicato a no zie, avvisi e scadenze fiscali, a cura dell’Ufficio fiscale di Impresa Verde Cremona, Società di servizi di Coldire Cremona. L’intento è rafforzare e qualificare ulteriormente la consulenza offerta, rendendo ancor più puntuale, approfondita e tempes va la comunicazione delle no zie u li alla ges one dell’impresa agricola. I numeri 1 e 2 di “No zie Fiscali” sono sul sito di Coldire Cremona (www.cremona.coldire .it).


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Unità di misura

CREMONA

MILANO

MANTOVA

BOLOGNA

5 febbraio

4 febbraio

6 febbraio

6 febbraio

FRUMENTO Tenero buono mercan le

Tonn.

188-195

214-215

199-203

n.q.

GRANOTURCO Ibrido naz. 14% u.

Tonn.

177-179

189-190

179-182

183-187

SEMI DI SOIA Nazionale

Tonn.

n.q.

447-450

439-442

443-448

ORZO NAZ. P. spec. 55-60 P. spec. 66-68

Tonn.

186-192 194-198

n.q. 215-217

(Fino a 65) 208-212 (Fino a 70) 213-218

(58/60) n.q.

CEREALI MINORI

Tonn.

CRUSCA alla rinfusa

Tonn.

PRODOTTO

FIENO Maggengo Agostano

MERCATI AGGIORNATI 07.02.2014

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PAGLIA press. (rotoballe)

PRODOTTO

Tonn.

Tri cale n.q. Sorgo 196-198 149-151

165-185 loie o 165-185

125-126

(62/64) 210-214 Sorgo: 186-190

134-137

133-168 160-180 Fieno di erba medica 213-228

Medica fienata 2° t. e succ. in cascina 185-195

Tonn.

110-125

106-113

Paglia di frumento (rotoballe) 80-85

Unità di misura

CREMONA 5 febbraio

MILANO 3 febbraio

MANTOVA 6 febbraio

125-126

MODENA 3 febbraio

SUINI la onzoli locali

15 kg

4,380

4,360

4,340

4,380

SUINI la onzoli locali

25 kg

3,230

3,240

3,190

3,220

SUINI la onzoli locali

30 kg

2,840

2,880

2,800

2,840

SUINI la onzoli locali

40 kg

2,180

2,190

2,145

2,170

SUINI da macello

156 kg

(da 145 a 160 kg) 1,450

1,525

n.q.

(da 144 a 156 kg) 1,466

SUINI da macello

176 kg

(da 160 a 180 kg) 1,510

1,525

n.q.

(da 156 a 176 kg) 1,526

SUINI da macello

Oltre

(oltre 180 kg) 1,480

1,500

n.q.

(da 176 a 180 kg) 1,510

176 kg


ANNO IX -

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Unità di misura

PRODOTTO

CREMONA 5 febbraio

NUMERO

6

MONTICHIARI 7 febbraio

MANTOVA 6 febbraio

VACCHE FRIS. 1° qualità (p.v.)

Kg

P.v. 0,92-1,08 P.m. 2,10-2,35

0,80-1,00

Da macello 0,96-1,06

VACCHE FRIS. 2° qualità (p.v.)

Kg

P.v. 0,67-0,77 P.m. 1,60-1,80

0,60-0,70

0,73-0,83

VACCHE FRIS. 3° qualità (p.v.)

Kg

P.v. 0,39-0,49 P.m. 1,00-1,20

0,30-0,40

0,50-0,60

MANZE sco one 24 mesi

Kg

P.m. 2,20-2,70

1,10-1,20

1,32-1,49

MODENA 3 febbraio

Vitelloni femm. da macello pez. nere (450-500) P.v. 1,46-1,61 P.m. 2,80-3,10

50-60 Kg

0,80-0,90

(1° q. 56/60 kg) 0,90-0,90

(da 46 a 55 kg) 1,20-1,40

(45-55 kg) 1,30-1,55

VITELLI balio3 Pie blu belga (p.v.)

50-60 Kg

3,00-4,00

3,00-4,00

3,50-4,10

(pregiate 70 kg) 3,89-4,48

PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA 5 febbraio

MILANO 3 febbraio

MANTOVA 6 febbraio

MODENA 3 febbraio

BURRO pastorizzato

Kg

3,55

Pastorizzato 3,05 Past/Centr. 3,65 Burro di centrif. 3,85

2,90

Zangolato di creme per burrificazione 2,55

PROVOLONE VALP. Fino a 3 mesi

Kg

(dolce) 5,55-5,70

5,55-5,70

PROVOLONE VALP. Oltre 3 mesi

Kg

(piccante) 5,75-6,00

5,75-6,00

GRANA scelto stagionato 9 mesi

Kg

7,35-7,55

7,15-7,35

7,40-7,60

PARM. REG. 24 mesi 10,30-10,70

GRANA scelto stag. 12-15 mesi

Kg

7,90-8,10

8,00-8,65

8,30-8,50

PARM. REG. 30 mesi 11,65-12,50

VITELLI balio Frisona (p.v.)

PARMIGIANO REG. 12 mesi 9,00-9,40

CUN SUINI - PREZZI CIRCUITO TUTELATO (dicembre 2013 - febbraio 2014) CATEGORIA QUOTAZ. 19.12.13 Dal .23.12 al 27.12

QUOTAZIONE QUOTAZIONE QUOTAZIONE QUOTAZIONE 27.12.13 02.01.14 9.01 e 16.1.14 23.01.14 Dal .30.12.13 al 3.01.14

Dal 6.01.14 al 10.01.14

Dal 13.1.14 al 24.01.14

RIUNIONE 30.01.14

Dal 27.1.14 al 31.1.14

Dal 03.02.14 al 07.02.14

144/152 kg

1,435*

1,415*

1,440*

1,490*

1,465*

1,438*

152/160 kg

1,465*

1,445*

1,470*

1,520*

1,495*

1,468*

160/176 kg

1,525*

1,505*

1,530*

1,580*

1,555*

1,528*

* In a uazione dell’art. 7 del Regolamento Generale, il prezzo è stato definito dagli allevatori in quanto i macellatori non si sono presenta alla riunione

*In a uazione della so ofase 3D dell’art. 7 del Regolamento generale, il Segretario è intervenuto fissando il prezzo all’interno del range dei due prezzi propos dalle par .

RIUNIONE 6.02.14 In a uazione dall’ art 7 fase 4 del Regolamento Generale, il segretario constatata l’impossibilità di determinazione di un prezzo o di un range, convoca in via straordinaria la prossima riunione della Commissione Unica Nazionale nella giornata di lunedì 10 febbraio alle ore 11.30 presso la Borsa Merci di Mantova.


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