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Le produzioni, l’ambiente, l’alimentazione

Coldiretti Cremona Informa, Anno VII NewsLetter

Informazione online Venerdì 28/12/2012 – Anno VII, Numero 49 Elezioni/1. Marini: “Il nostro sostegno a chi si è impegnato per l’agricoltura” Elezioni/2. “L’Italia che vogliamo”, la nostra via di sviluppo del Paese Ogm. Il Presidente Marini: “Attivare la clausola di salvaguardia” Lombardia. Siglato il protocollo d’intesa Coldiretti-Expo-Regione Festività. Meno sprechi sulle tavole // Lombardia, il cotechino batte la crisi Appuntamenti. Oscar Green // Mercato degli agricoltori, il calendario 2013 Informazione alle Imprese. Datori di Lavoro // Fiscale // Quotazioni …………………………………………………………………………

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ELEZIONI IL PRESIDENTE MARINI: SCEGLIEREMO I “NOSTRI” CANDIDATI “Daremo il nostro sostegno a chi si è impegnato per l’agricoltura” Nella selezione dei candidati che le forze politiche con primarie o altre forme stanno mettendo in campo, Coldiretti sosterrà con decisione quelle figure che nell’agire quotidiano si sono impegnate a favore dell’agricoltura condividendo il nostro modello di agroalimentare e la nostra idea di sviluppo del Paese come chiaramente tracciato nei dieci punti nel documento “L’Italia che vogliamo” presentato al Forum internazionale dell’agroalimentare di Cernobbio. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel rendere noto il cambiamento di atteggiamento, rispetto alle passate legislature, deciso dalla Giunta nazionale della più grande organizzazione agricola italiana ed europea, con 1,6 milioni di associati. In seguito, quando saranno chiari il quadro politico e gli schieramenti che si confronteranno, avvieremo un programma di incontri con i singoli partiti per valutare - ha concluso Marini - il loro livello di condivisione dell’ ”Italia che vogliamo” ed esprimere un circostanziato giudizio di merito politico.


ELEZIONI, LA PROPOSTA COLDIRETTI

Il documento della Coldiretti presentato al Forum Internazionale di Cernobbio

“L’ITALIA CHE VOGLIAMO” IN 10 PUNTI Il Presidente Marini: “Coldiretti sosterrà con decisione quelle figure che nell’agire quotidiano si sono impegnate a favore dell’agricoltura, condividendo il nostro modello di agroalimentare e la nostra idea di sviluppo del Paese come chiaramente tracciato nel documento L’Italia che vogliamo” E’ una proposta in dieci punti quella contenuta nel documento “L’ltalia che vogliamo” presentato dal Presidente Sergio Marini in occasione del Forum Internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione di Cernobbio, davanti ad opinion leader, segretari di partito, componenti del Governo e della società civile. Il Presidente Marini ha ribadito che “Coldiretti sosterrà con decisione quelle figure che nell’agire quotidiano si sono impegnate a favore dell’agricoltura, condividendo il nostro modello di agroalimentare e la nostra idea di sviluppo del Paese come chiaramente tracciato nei dieci punti nel documento L’Italia che vogliamo”. Ecco, in sintesi, la proposta della Coldiretti, la nostra via allo sviluppo del Paese:

1. Un governo globale dei beni comuni “E’ necessario che i decisori politici ne tengano conto mettendo ai vertici della loro agenda la strategicità del cibo e promuovendo politiche che a livello globale definiscano una regia di regole per i beni comuni come il cibo, l’acqua e il suolo”.

2. Più Europa “E’ necessario lavorare alacremente alla costru-zione degli Stati Uniti di Europa, dotando l’Unione di forti istituzioni politiche elette democraticamente, capaci di orientare sia il cammino di integrazione iniziato, che di ricondurre le spinte disgreganti in atto. Dal punto di vista del sistema agroalimentare italiano dobbiamo portare pienamente “l’Italia in Europa”, facendo sì che la nuova Politica Agricola Comunitaria riconosca il valore strategico del “modello italiano” e le sue straordinarie peculiarità, consentendo che esso diventi patrimonio della comunità contaminando virtuosamente il pensiero comunitario”.

3. L’Italia, una, sussidiaria e solidale “Di fronte alla ripresa - dopo quasi un secolo - di forti squilibri nella distribuzione della ricchezza prodotta e nel contesto di un necessario contrappunto federale il valore della sussidiarietà diventa strumento cardine per gestire la semplificazione burocratica e i principi di solidarietà sono indispensabili per superare le diseguaglianze. Al tempo stesso quando pensiamo a “una” Italia facciamo riferimento alla pletora di livelli amministrativi che ostacolano il dispiegarsi del potenziale dell’imprenditoria nazionale”.


4. I nostri punti di forza “Gli assets su cui il nostro Paese può e deve puntare, sono di natura materiale e immateriale: patrimonio storico ed artistico, paesaggio, biodiversità, ricchissima articolazione territoriale, originalità e creatività, gusto e passione, intuito e buonsenso. Accanto a questi fattori, siamo stati capaci di sviluppare nel tempo un capitale sociale che rimane fortissimo; resta viva una forte capacità di relazionarci e di fare comunità, di innovare mantenendo in vita saperi antichi. Risorse che appartengono al Dna del Paese e che garantiscono quel valore aggiunto inimitabile e non delocalizzabile al “saper fare” italiano. La nostra agricoltura ha fondato su tali risorse il suo successo. Se essa mette in luce elementi di competitività, distintività, innovazione ed eccellenza, è perché ha saputo innovarsi ancorandosi al paradigma antico e non omologabile del Paese”.

5. Il nostro modello di sviluppo: l’Italia che fa l’Italia “L’Italia e il suo futuro sono legati invece alla capacità di tornare a fare l’Italia, imboccando intelligentemente la strada di un nuovo modello di sviluppo che trae nutrimento dai punti di forza a cui abbiamo già fatto riferimento. E’ nella nostra capacità di trasferire nei nostri prodotti e nei nostri servizi il valore materiale e immateriale della distintività italiana e nel rafforzare il nostro saper “fare rete” che troveremo la forza e l’autorevolezza per riconquistare la giusta capacità competitiva, anche nella dimensione globale”.

6. Le politiche necessarie “Per accompagnare la crescita, abbiamo bisogno di “buona politica” e ciò significa in primo luogo il ritorno a funzioni di mediazione intelligente fra ceti e interessi distinti e contrastanti ai fini di perseguire un più ampio interesse di carattere generale, ciò che si definisce “bene comune”. “Alla politica, fortemente deficitaria, chiediamo un’operazione coraggiosa di verità, giustizia e legalità, aspetti la cui declinazione è diventata in questi anni via via più opaca”. “E per la nostra agricoltura chiediamo un impegno speculare, a servizio di ciò che stiamo perseguendo con il nostro agire quotidiano: - la verità, per garantire trasparenza ai cittadini consumatori e metterli in condizione di conoscere ciò che va sulle loro tavole (lotta all’italian sounding, norme per l’informazione ai consumatori, applicazione di quelle leggi approvate dal Parlamento ma finite in un binario morto); - la giustizia, per contrastare le posizioni di rendita e ridistribuire il valore aggiunto a vantaggio di chi lo produce (sostegno ai nostri progetti di Campagna Amica e della Filiera Agricola Tutta Italiana tesi ad accorciare e costruire nuove relazioni di filiera); - la legalità, per impedire i fenomeni che minacciano il valore del marchio “Italia” (lotta alla contraffazione e sofisticazione, condivisione della nostra denuncia sulle Agromafie in stretta collaborazione con magistratura e forze dell’ordine)”.

7. La molla per tornare a crescere “L’Italia è un Paese in cui le scelte economiche, politiche e sociali sono fortemente condizionate da dimensioni emozionali. Elementi come “la fiducia” tendono a ripercuotersi in maniera più che proporzionale sui comportamenti degli individui e


delle famiglie. In stagioni congiunturali particolarmente difficili, “la fiducia” diventa una sorta di “molla” che se nutrita dal giusto orgoglio nazionale e messa in tensione va a costituire un fattore rigenerativo, se trascurata si traduce in un ulteriore chiave “depressiva”.

8. Far crescere il Pil con il benessere “E’ tempo di ripensare lo sviluppo in una logica di benessere secondo principi di sostenibilità, etica del lavoro e coesione sociale. Il Pil in tal caso è strumento e non fine ultimo di una crescita sostenibile. Dentro al consumo di cibo c’è la cultura dei territori, la tipicità e la creatività di tutta la gente che l’ha generato. Dentro al cibo c’è la sicurezza alimentare che noi abbiamo garantito. C’è la qualità e la diversificazione assicurata dalla lotta continua che facciamo per difendere la biodiversità. Si tratta di tutta una serie di componenti immateriali che quando ci fanno stare a tavola ci fanno stare bene al di là del Pil”.

9. Il valore della comunità “La crisi ci ha fatto riflettere sulla necessità di investire su alcuni valori, che sono anche essi durevoli, continuativi, che non conoscono erosione: la socialità, l’amicizia, la famiglia, lo stare bene assieme, la spiritualità nelle sue varie espressioni culturali e religiose, la solidarietà. Nella “prossimità”, che è elemento fondante della comunità, c’è l’essenza, il concetto base del modello di sviluppo verso cui dobbiamo tendere; c’è la chiave, per potersi integrare nel mare della globalizzazione senza smarrirsi, conservando la solidità e la coerenza dei nostri modelli identitari e valoriali. L’agricoltura multifunzionale e la produzione agroalimen-tare sono nello stesso tempo generatrici e rappresentazione di questo modello, e la stessa impresa multifunzionale è al centro di questo fare “comunità””.

10. Etica prima di tutto “Una molteplicità di episodi in questi anni e mesi ha messo pesantemente a nudo le debolezze del ceto politico nazionale e locale. Ciò da un lato ha generato una diffusa indignazione all’interno dell’opinione pubblica, dall’altro ha dato vita a forme, movimenti e pulsioni di sapore antipolitico”. “Tutto ciò rischia di produrre un meccanismo di rimozione individuale: se la colpa è degli “altri”, le persone nel loro quotidiano agire finiscono per sciogliersi da quelle responsabilità che pure hanno e dovrebbero esercitare nella sfera pubblica e in quella privata. Se tuttavia in questi anni c’è stato un venir meno dei valori di trasparenza, di verità, di assunzione di responsabilità ciò, in taluni casi, ha investito anche le forze di rappresentanza. A volte, infatti, è accaduto che esse abbiano espresso scarsa progettualità, bassa propensione a rischiare, incapacità di essere punto di riferimento esemplare per i loro associati, che siano rimaste prigioniere di logiche legate a rendite corporative. Ma soprattutto ci è parso che esse non abbiano saputo fuoriuscire dalla logica schiacciante del “presente” e a configurare quella proiezione in chiave futura di cui il Paese ha bisogno. Che ciò sia il riflesso di una più generale miopia e assenza di lungimiranza della classe politica, non è motivo di consolazione”.


OGM IL PRESIDENTE MARINI: ATTIVARE LA CLAUSOLA DI SALVAGUARDIA “In attesa di conoscere il definitivo esito del contenzioso giurisprudenziale sulla procedura autorizzativa per la messa in coltura di organismi geneticamente modificati in vigore nel nostro Paese, occorre procedere senza indugio all’attivazione della “clausola di salvaguardia” per scongiurare qualsiasi rischio di commistione tra Ogm e agricoltura tradizionale o biologica”. E’ quanto ha chiesto il Presidente della Coldiretti Sergio Marini in una lettera rivolta al Ministro delle Politiche agricole Mario Catania al fine di “rimuovere qualsiasi dubbio e preoccupazione circa gli effetti pregiudizievoli che potrebbero discendere da un’eventuale ed illecita semina di varietà Ogm”. “Il ricorso a tale clausola – ricorda Marini – è già stato richiesto in più occasioni dalle amministrazioni regionali ed è uno strumento esercitato da alcuni Stati membri dell’Ue in relazione a nuove evidenze scientifiche che mostrano l’impatto degli Ogm anche su aspetti diversi da quelli economici”. Del resto, prosegue il Presidente della Coldiretti, “il d.l. n. 224 del 2003 consente disgiuntamente al Ministro delle Politiche agricole alimentari e forestali di limitare o vietare temporaneamente l’impiego di Ogm autorizzati con provvedimento di urgenza”. Non va dimenticato – conclude la Coldiretti sulla base dell`indagine Coldiretti-Swg relativa ad ottobre 2012 – che quasi sette italiani su dieci considerano oggi gli organismi geneticamente modificati meno salutari di quelli tradizionali: una motivazione in più che va a rafforzare l’esigenza di garantire l’agricoltura e il territorio da forme di inquinamento genetico e assicurare la competitività delle nostre produzioni tradizionali e di qualità.

IMU, PER I TERRENI GIÀ VERSATI 534 MILIONI (+ 127 MILIONI OLTRE IL GETTITO PREVISTO)

“ORA CHIAREZZA SUI FABBRICATI” Per i terreni agricoli risultano versati già 534 milioni, ossia ben 127 milioni oltre il gettito previsto, mentre non sono ancora disponibili i dati sui fabbricati strumentali il cui accatastamento era da completare entro il 30 novembre. E’ quanto emerge da un’analisi diffusa dalla Coldiretti nel ricordare che l'articolo 13, comma 8, del Dl salva Italia prevede che, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, si provveda, sulla base dell’andamento del gettito derivante dal pagamento della prima rata dell’Imu, alla modifica dell’aliquota da applicare ai fabbricati strumentali agricoli e ai terreni in modo da garantire che il gettito complessivo non superi per l’anno 2012 gli ammontari previsti dal Ministero dell’Economia e delle Finanze rispettivamente per i fabbricati rurali ad uso strumentale e per i terreni. Per il Presidente della Coldiretti Sergio Marini “occorre a questo punto rendere disponibili anche i dati sui fabbricati strumentali per poi provvedere al rispetto di quanto previsto dall’articolo 13 comma 8 del dl salva Italia”.


OSCAR GREEN 2013

Al via la settimana edizione del Premio che valorizza l’innovazione in agricoltura La settima edizione del Premio Oscar Green 2013 è ufficialmente salpata. Con il mese di dicembre hanno preso avvio le iscrizioni, che rimarranno aperte fino al 15 marzo 2013. Il tutto, come sempre, con la regia di Coldiretti Giovani Impresa, che ha dato avvio all’avventura dell’Oscar Green per valorizzare e dare spazio all’innovazione in agricoltura. L’obiettivo è quello di sempre: portare all’attenzione dei cittadini italiani e delle altre aziende agricole le esperienze vincenti di giovani imprenditori che hanno saputo costruire progetti di impresa competitivi e sostenibili allo stesso tempo. Giovani imprese che esprimono in tal modo un nuovo modello di sviluppo per il Paese che intreccia processi di integrazione lungo la filiera (produzione - trasformazione - commercializzazione di cibo) con percorsi di diversificazione e/o interazione con altri settori (turismo - artigianato - commercio - servizi alle persone, all’ambiente e al territorio) e strategie di innovazione (prodotto - processo relazioni con il territorio). Il premio Oscar Green è nato 7 anni fa su iniziativa di Coldiretti Giovani Impresa partendo dall’idea che il nostro Paese, per continuare e ritornare ad essere competitivo nell’economia globalizzante, dovesse puntare sulle straordinarie idee italiane, soprattutto dell’entusiasmo dei “giovani” italiani, sulla loro capacità di essere geniali e di saper trasformare in bellissime e redditive realtà delle fantasie che per molti potevano restare soltanto tali. Da qui il premio dedicato all’innovazione in agricoltura che comprende 6 categorie diverse che evidenziano l’idea di sviluppo economico a cui dovrebbe tendere il nostro Paese secondo Coldiretti Giovani Impresa:

Stile e cultura d’impresa – per premiare la capacità dell’imprenditore di interagire con altri settori dell’economia; Esportare il territorio – per premiare la capacità dell’impresa di esportare insieme al suo prodotto lo straordinario bagaglio paesaggistico e culturale dei territori italiani; In filiera – per premiare un’impresa agricola che passa da mera produttrice di commodity a produttrice di cibo; Campagna amica – per premiare la capacità delle imprese agricole di accorciare la filiera e portare il cibo direttamente sulle tavole degli italiani senza intermediazioni; Non solo agricoltura – per premiare l’agricoltura che si prende cura della società con la produzione di servizi per il benessere dell’ambiente e delle persone; Ideando – per premiare l’idea che ha fatto nascere un’impresa (che ha al massimo un anno di vita) evidenziando l’importanza strategica che i giovani hanno per il nostro Paese, che dovrebbe trattarli non come un problema da risolvere all’interno dell’economia nazionale ma come un’opportunità da cogliere per uno sviluppo economico vero e sostenibile. Tutti gli interessati possono presentare la propria candidatura all’Oscar Green tramite il sito internet www.oscargreen.it. Va rispettato il requisito dell’età: gli imprenditori agricoli e agroalimentari che partecipano al concorso devono avere al massimo 40 anni (fatta eccezione per la Categoria In-Filiera). Per ogni ulteriore informazione, la Segreteria di Giovani Impresa è a disposizione: tel. 0372 499814.


COLDIRETTI LOMBARDIA

Expo sigla il protocollo di intesa con la Coldiretti: “Dai campi la risposta al bisogno di cibo” L’agricoltura protagonista all’Expo 2015. E’ questo l’obiettivo dell’accordo siglato martedì 18 dicembre a Milano da Roberto Formigoni, Presidente della Regione, Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia e dalla società Expo. “Vogliamo la presenza di Coldiretti nel padiglione Italia” ha spiegato Formigoni. L’intesa prevede un’azione di valorizzazione delle produzioni agroalimentari italiane e iniziative comuni fra Coldiretti, Regione e società Expo 2015. “Dobbiamo dare la giusta informazione sui nostri prodotti e sulle nostre tipicità e sarà l’occasione per fare chiarezza sulla falsificazione dei prodotti italiani all’estero che alla nostra economia sottrae ogni anno almeno 60 miliardi di euro” ha aggiunto il Presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. L’Expo – spiega Coldiretti Lombardia – sarà importante per tracciare la strada del futuro del mondo visto che nei prossimi 40 anni la richiesta di cibo aumenterà del 60 per cento e a rispondere a questo bisogno dovrà essere soddisfatto dall’agricoltura. Per questo – hanno aggiunto Prandini e Formigoni – servono qualità dei prodotti, sicurezza alimentare e regole che mettano un freno alla speculazioni “Dalla valorizzazione dei prodotti del territorio – ha concluso Prandini – può venire una risposta al futuro deficit di cibo segnalato dalla Fao. E tutto questo non può prescindere, come abbiamo inserito nel protocollo d’intesa, dalla salvaguardia del territorio e dell’ambiente”.

VIDEO SU FIRMA PATTO COLDIRETTI – REGIONE LOMBARDIA – EXPO PER L’AGRICOLTURA PROTAGONISTA AL PADIGLIONE ITALIA SU WWW.YOUTUBE.COM/COLDIRETTILOMBARDIA


FESTIVITÀ/1

NATALE: SPESI 2,5 MILIARDI MA MENO SPRECHI SULLE TAVOLE In più di una tavola su cinque (21 per cento) non è avanzato proprio niente anche per effetto della crisi che ha spinto gli italiani a contenere gli sprechi senza rinunciare però al tradizionale cenone della vigilia e al pranzo di Natale che nove italiani su dieci hanno trascorso a casa con parenti o amici per una spesa pari a 2,5 miliardi di euro , il 10 per cento in più rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge da un’analisi della Coldiretti/Swg dalla quale si evidenzia peraltro che in un altro 54 per cento delle famiglie italiane la quantità di cibo avanzata è comunque ridotta o modesta. “La tendenza a ridurre gli sprechi da parte degli italiani è forse l’unica notizia positiva della crisi, in una situazione in cui in Italia sono aumentate del 9 per cento le persone costrette a ricevere cibo o pasti gratuiti in mensa o nelle proprie case” ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini. Gli italiani indigenti che hanno ricevuto pacchi alimentari o pasti gratuiti attraverso i canali no profit che distribuiscono le eccedenze alimentari hanno raggiunto sottolinea la Coldiretti - quasi quota 3,7 milioni, il massimo dell’ultimo triennio, secondo la relazione sul ‘Piano di distribuzione degli alimenti agli indigenti 2012’, realizzata dall’Agea. L’attenzione alla riduzione degli sprechi sulle tavole del Natale si è manifestata, secondo l’indagine Coldiretti/Swg, in una spesa più oculata nel 34% dei casi, ma nella maggioranza del 62% utilizzando quello che avanza nei giorni successivi magari combinando altre ricette. Polpette o polpettoni a base di carne o tartare di pesce sono un’ottima soluzione per recuperare il cibo del giorno prima, ma anche le frittate possono dare - continua la Coldiretti un gusto nuovo ai piatti di verdura o di pasta, senza dimenticare la ratatouille. La frutta secca in più può essere facilmente caramellata per diventare un ottimo “torrone” mentre con quella fresca si ottengono pasticciate, marmellate o macedonie. E per dare un nuovo sapore ai dolci più tradizionali, come il pandoro o il panettone, si ricorre spesso alla farcitura con creme. Recuperare il cibo è una scelta che - conclude la Coldiretti - fa bene all'economia e all'ambiente con una minore produzione di rifiuti in un momento come le festività di Natale in cui peraltro c'è una maggiore disponibilità di tempo libero e sono in molti a cogliere l'occasione per dedicare un po' più di tempo ai fornelli.

AL VIA IL RICICLO DEI REGALI PER 1 ITALIANO SU 3 Al via la difficile opera del riciclo dei regali per più di un italiano su tre (36%) che non ha remore a privarsi degli oggetti indesiderati trovati sotto l’albero di Natale. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Swg dalla quale si evidenzia anche la presenza di uno zoccolo duro di italiani (51%) che dichiara di non aver mai riciclato i regali e che mai lo farà. La tendenza a riciclare i regali è più diffusa tra i giovani e nell’82% dei casi avviene a favore di parenti e amici; nel 18% dei casi il dono viene dato invece in beneficenza. Si diffonde anche l’uso di internet utilizzato da ben il 18% degli italiani favorevoli al riciclo dei regali. I prodotti con il minor tasso di “riciclo” sono quelli dell'enogastronomia locale che - sostiene la Coldiretti - alimentano i momenti di convivialità e rappresentano una tradizione consolidata del Belpaese, mentre più a rischio sono i capi di abbigliamento, i prodotti per la casa o quelli tecnologici che sono molto gettonati tra gli acquisti di Natale. Quest’anno - continua la Coldiretti - sono aumentati del 3 per cento gli italiani che intendono riciclare i regali di Natale anche per effetto della crisi. Per il Natale le famiglie italiane hanno speso per regali in media 263,6 euro, con un calo del 9% rispetto allo scorso anno, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Deloitte.


FESTIVITÀ/2

BRINDISI DI CAPODANNO: RADDOPPIA L’EXPORT DI SPUMANTE IN FRANCIA Si beve più spumante italiano all’estero che in Italia Raddoppiano i brindisi Made in Italy in Francia con lo spumante italiano che fa segnare un aumento del 91 per cento delle esportazioni nel paese transalpino e conferma il primato sulle tavole mondiali. Il dato emerge da un’analisi della Coldiretti in occasione delle festività di Capodanno, sulla base dei “numeri” registrati dal commercio estero di spumante italiano nel mondo nei primi nove mesi del 2012. Un successo che viene ulteriormente confermato dal boom degli acquisti di bollicine italiane nel Regno Unito (+33 per cento), che diventa il terzo importatore dopo Stati Uniti e Germania. Tra i nuovi mercati – rileva Coldiretti – va sottolineato l’aumento delle esportazioni in Canada (+35 per cento) e in Giappone (+31 per cento). Complessivamente a fine anno saranno 240 milioni le bottiglie di spumante italiano esportate all’estero. Un numero superiore a quelle consumate in Italia se si considera che - sostiene la Coldiretti - sono state prodotte nel 2012 poco meno di 400 milioni di bottiglie delle quali circa l’80 per cento con il metodo Charmat e il resto con il metodo classico Champenois che differisce perché la fermentazione non avviene in autoclave, ma in bottiglia e comporta una lavorazione che può durare fino a tre anni con un prezzo finale più elevato. La crescita dello spumante italiano è accompagnata – continua la Coldiretti – dalla leadership incontrastata in Italia dove il brindisi Made in Italy per le feste di Natale e capodanno stravince in nove casi su dieci. Con lo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre saliranno a ottanta milioni le bottiglie di spumante Made in Italy stappate durante le festività con una spesa complessiva pari a 600 milioni di euro. Sono ben l’87 per cento gli italiani che non rinunciano allo spumante per le feste di fine anno mentre appena il 13 per cento ha preferito lo champagne, secondo l’indagine Coldiretti/Swg.

I BRINDISI MADE IN ITALY NEL MONDO Francia Canada Regno Unito Giappone

+ 91 % + 35 % + 33 % + 31 %

FONTE: Elaborazioni Coldiretti su dati Istat in quantità primi 9 mesi del 2012


FESTIVITÀ/3

Capodanno con il cotechino scaccia crisi: + 10% Ecco le 7 regole d'oro per sceglierlo e cucinarlo Il cotechino resiste alla crisi e per quello agricolo durante le feste e in vista del Capodanno le richieste sono aumentate di oltre 10% rispetto al 2011. E’ quanto emerge da una rilevazione della Coldiretti di Milano Lodi e Monza Brianza nei 40 farmers' market attivi a Milano e provincia. La stessa verifica in provincia di Cremona – territorio dove si supera il milione di suini allevati – mostra una vera impennata delle vendite, a conferma che, per queste festività, i buongustai hanno scelto di non privarsi di uno dei piatti più tipici e più buoni. A livello nazionale, in questo periodo verranno consumati circa 7,5 milioni di Cotechini Igp e Zamponi Igp, scelti da due italiani su tre per un valore stimato di circa 40 milioni di euro. I cittadini-consumatori, afferma la Coldiretti, sono sempre più alla ricerca di un prodotto fresco e di qualità. “I cotechini artigianali, come quelli che produciamo noi in azienda – spiega Giovanni Pizzi, agricoltore di Terranova dei Passerini (Lo) –, non contengono conservanti, ma solo pepe nero, sale e aromi naturali. Inoltre, sono portati sui banchi dei mercati poche ore dopo la fine della preparazione”. Con oltre un milione di suini allevati, la provincia di Cremona è da sempre in vetta nella produzione e nella vendita dei prodotti della suinicoltura, a cominciare dal Salame Cremona e dai cotechini. Nel mese di dicembre, le vendite hanno registrato un importante incremento, soprattutto per quanto concerne i cotechini. “Negli ultimi dieci giorni abbiamo venduto intorno ai dieci quintali di cotechini. E’ stata davvero un’impennata nelle vendite” testimonia Giannenrico Spoldi, di Cascina Brugnole di Trigolo (Cr). Spoldi propone i suoi prodotti in azienda, nel Punto Campagna Amica, e presso alcuni Mercati di Campagna Amica presenti sul territorio. “Va detto che il 2012 non è stato un anno facile. Durante l’anno abbiamo registrato un calo delle vendite. Ma, con il mese di dicembre, ci siamo rimessi in pari: rispetto al dicembre scorso, abbiamo venduto un + 18% di tutti i prodotti, dai cotechini ai salami. E’ stato un bel dicembre: i cremonesi hanno dimostrato di non voler rinunciare ai veri sapori del territorio, in queste festività”. Soddisfatti per la richiesta di cotechino nel mese di dicembre si dicono anche i suinicoltori Rezzi di Vescovato (Cr), ugualmente presenti nei Mercati di Campagna Amica. “Tutto esaurito, per la produzione di cotechini – confermano –. La nostra è una piccola produzione e, negli ultimi giorni, siamo rimasti senza”.


Cotechini gettonatissimi anche presso “Chiozzi Salumi” di Cappella Cantone (Cr). “Abbiamo venduto tutti i cotechini. Considerando tutto il mese di dicembre, parliamo di una vendita intorno ai 14-15 quintali di cotechino – testimonia Francesco Chiozzi –. Per noi è difficile fare un confronto con lo scorso anno, poiché nel dicembre 2011 avevamo appena avviato la vendita diretta in azienda. Possiamo solo confermare che, sul fronte cotechini, questo dicembre ci ha dato grandi soddisfazioni”. Nel territorio cremonese particolarmente richiesto è il cotechino “a boccia” (dalla forma tonda, e dal peso di 1,3 – 1,5 kg circa). Per i single o per le famiglie meno numerose c’è il cotechino a forma di “salamino” (diritto, dal peso intorno al mezzo kg). Il costo dei cotechini cremonesi acquistati direttamente dagli imprenditori agricoli è intorno a 8 / 8,5 euro al kg, Iva inclusa.

Dedicato ai buongustai Ecco le regole per scegliere e cucinare un cotechino di qualità Leggere bene l'etichetta per verificare tutti gli ingredienti Osservate il colore del budello: se è chiaro, tendente al bianco, e morbido allora il cotechino è artigianale. Per cucinarne uno di circa mezzo chilo, bucherellatelo con uno stuzzicadenti in diverse parti, arrotolatelo in uno straccio sottile e bianco di cui legherete le estremità con uno spago. Immergetelo in acqua fredda e lasciatelo cuocere per un massimo di due ore a fuoco lento. Una volta cotto, se volete verificarne la qualità effettuate la “prova del taglio”: la fetta deve essere granulosa ma compatta, sfaldarsi ma non sbriciolarsi e avere un colore rossastro non troppo chiaro. Tagliata la fetta cotta, se cola un po' non preoccupatevi perché non è grasso, ma proteine della cotenna. Il cotechino può essere preparato in diversi modi: con le classiche lenticchie, in crosta, con il purè, con gli spinaci, con le verze o con la pasta. Per fugare ogni dubbio, recatevi nei mercati degli agricoltori di Campagna Amica e nei Punti Campagna Amica presso le aziende agricole, e chiedete direttamente al produttore: vi saprà dare informazioni sul metodo di preparazione e consigli utili per portare il cotechino in tavola al meglio. Il successo è garantito.


INFORMAZIONE ALLE IMPRESE – Datori di Lavoro

Incentivo Straordinario per l’assunzione di Donne e Giovani - Istituito il Fondo Al fine di promuovere l'occupazione dei giovani, fino a 29 anni di età, e delle donne, di qualsiasi età, nel particolare contesto dell'attuale fase economica, per incentivare la creazione di rapporti di lavoro stabili, ovvero di maggiore durata, è stato attivato il Fondo per il finanziamento di interventi a favore dell'incremento in termini quantitativi e qualitativi dell'occupazione giovanile e delle donne.

Oggetto - Requisiti - Valore dell’Incentivo Si tratta di una misura straordinaria, a contenuto meramente economico, infatti, l’incentivo è riconosciuto nei limiti delle risorse stanziate pari ad euro 196.108.953 per l’anno 2012, euro. 36.000.000 per l’anno 2013, sono agevolati i rapporti di lavoro stabilizzati o attivati entro il 31 marzo 2013. Gli incentivi sono cumulabili con eventuali altri incentivi previsti dalla normativa vigente, pertanto per beneficiarne occorre tener conto della normativa comunitaria sugli aiuti di Stato Regolamento CE 1998/2006 relativo agli aiuti di importanza minore “de minimis” pari ad euro 7.500 per le imprese del settore agricolo. Gli incentivi sono subordinati: alla regolarità contributiva, al rispetto delle norme in materia di sicurezza, all’osservanza dei contratti collettivi e al mantenimento in servizio del lavoratore per almeno 12 mesi. Gli incentivi non spettano: - se l’assunzione o la trasformazione sono effettuate in violazione del diritto di precedenza alla riassunzione di un altro lavoratore licenziato da un rapporto a tempo indeterminato o cessato da un rapporto a termine; - se presso la stessa unità produttiva sono in atto sospensioni dal lavoro connesse a una crisi o riorganizzazione aziendale, salvi i casi in cui assunzione o trasformazione siano finalizzate all'acquisizione di professionalità sostanzialmente diverse da quelle dei lavoratori sospesi; - se a carico del datore di lavoro sussistano provvedimenti amministrativi o giurisdizionali definitivi per illeciti penali od amministrativi commessi dopo il 30/12/2007 in materia di tutela delle condizioni di lavoro, salvo che non sia decorso il periodo ostativo previsto per ciascun illecito nell’allegato al DM del 24/10/2007. L’agevolazione è regolata in ragione del diverso intervento realizzato in favore dell’occupazione. Infatti: ● per ogni trasformazione o stabilizzazione cioè passaggio da tempo determinato, da collaborazione anche a progetto, da associazione in partecipazione a contratto a tempo indeterminato saranno assegnati 12.000 euro. Tali forme di stabilizzazione dovranno riferirsi a contratti di lavoro in essere ovvero cessati da non più di sei mesi e mediante la stipula di contratti a tempo indeterminato, anche a tempo parziale, purché di durata non inferiore alla metà dell'orario normale di lavoro; ● per le assunzioni con contratto a tempo determinato, ad incremento della base occupazionale degli ultimi 12 mesi, ed orario a tempo pieno, saranno assegnati: - 3.000 euro per ogni assunzione a tempo determinato di durata non inferiore a 12 mesi; - 4.000 euro per ogni assunzione a tempo determinato di durata superiore a 18 mesi; - 6.000 euro per ogni assunzione a tempo determinato di durata superiore a 24 mesi. L’incentivo è operativo per un massimo di 10 contratti di stabilizzazione e 10 assunzioni a tempo determinato per ciascun datore di lavoro. La gestione degli incentivi è affidata all’INPS, che li erogherà in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande ed entro il limite delle risorse stanziate, attraverso modalità telematiche. Gli incentivi, in presenza di tutti i requisiti richiesti, saranno erogati in un’unica soluzione decorsi sei mesi, rispettivamente dalle trasformazioni o stabilizzazioni dei rapporti a tempo indeterminato, ovvero dalle assunzioni incrementali a tempo determinato di giovani e donne.


INFORMAZIONE ALLE IMPRESE – Datori di Lavoro

SCONTO SUI PREMI INAIL istanza entro il 31 dicembre 2012 ATTENZIONE: possono accedere alla riduzione contributiva INAIL, per l’assicurazione dei lavoratori agricoli, le aziende agricole in regola con tutti gli obblighi previsti dalla norma. L’INPS e l’INAIL d’intesa con le Direzioni Territoriali del Lavoro verificheranno il possesso dei requisiti delle istanze presentate. Grazie ai ripetuti interventi Istituzionali che Coldiretti conduce dal 2008, finalmente è riconosciuto alle aziende agricole lo sgravio sui premi INAIL previsto dal protocollo sul Welfare del 2007, a decorrere dal 1° gennaio 2008. L’incentivo consiste in una riduzione in misura non superiore al 20% dei contributi versati all’INPS per l’assicurazione obbligatoria contro gli infortuni e le malattie professionali dei lavoratori agricoli dipendenti, entro il limite annuo di venti milioni di euro.

Per poter accedere alla riduzione contributiva INAIL, per l’anno in corso, è necessario presentare domanda, esclusivamente con modalità telematica, entro il 31 dicembre 2012. Dall’anno 2013 le istanze dovranno essere presentate nel periodo intercorrente tra il 1° ed il 30 giugno di ogni anno. Per gli anni passati, cioè dal 2008 al 2011, invece, la riduzione è applicata d’ufficio dall’INAIL, inizialmente per la sola annualità relativa all’anno 2011 nella misura pari al 16,15%; verrà riconosciuta alle imprese attive da almeno un biennio, cioè da gennaio 2009 a dicembre 2010, che non hanno denunciato infortuni nello stesso periodo, riservandosi gli Istituti la possibilità di effettuare verifiche sul possesso degli ulteriori requisiti previsti. Possono accedere al suddetto beneficio le aziende agricole che: - sono attive da un biennio. Intendendosi per tali le aziende che nelle due annualità precedenti hanno instaurato almeno un rapporto di lavoro (a tempo indeterminato o determinato) regolarmente denunciato all’INAIL sulla dichiarazione trimestrale DMAG; - sono in regola con tutti gli obblighi in tema di sicurezza e igiene del lavoro previsti dal D.Lgs. n. 626/1994, e successive modificazioni e dalle specifiche normative di settore, nonché con gli adempimenti contributivi e assicurativi. Il requisito si intende realizzato qualora siano osservate tutte le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene del lavoro con riferimento alla situazione presente alla data del 31 dicembre dell’anno precedente quello cui si riferisce la domanda; - abbiano adottato, nell'ambito di piani pluriennali di prevenzione, misure per l'eliminazione delle fonti di rischio e per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro. Tale requisito è soddisfatto quando le aziende abbiano specificatamente indicato nel documento di valutazione rischi “il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza” ovvero abbiano provveduto ad autocertificare l’effettuazione della valutazione rischi, disponendo anche l’indicazione delle misure ritenute opportune per il miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza; - non abbiano registrato infortuni nel biennio precedente alla data della richiesta di ammissione al beneficio; il biennio di riferimento è quello che immediatamente precede l’annualità cui si riferisce la riduzione contributiva; - risultino non destinatarie dei provvedimenti sanzionatori di cui all'art. 5 della L. n. 123/2007, non sono state sanzionate con la sospensione dell’attività di impresa.

Si sottolinea ed evidenzia che, qualora la mancanza dei presupposti applicativi sia accertata successivamente alla definizione della domanda, si procederà all’annullamento della riduzione concessa e alla richiesta di integrazione di quanto dovuto, nonché all’applicazione delle vigenti sanzioni.


INFORMAZIONE ALLE IMPRESE – Fiscale

Contratti e pagamenti in agricoltura: cosa prevede l’Articolo 62 (DL.1/2012 L.27/2012) Il 24 ottobre scorso è entrato in vigore l’articolo 62 del Decreto legge N.1 del 24 gennaio 2012 convertito con modificazioni nella Legge n.27 del 24 marzo 2012. La normativa in oggetto si afferisce ai rapporti commerciali del settore agroalimentare e in particolare prevede l’obbligo del contratto scritto per le cessioni di prodotti agricoli e alimentari, regola i termini di pagamento dei prodotti del settore agroalimentare e definisce le pratiche di condotta commerciale sleale. La legge riguarda le cessioni di prodotti agricoli e alimentari la cui consegna avviene nel territorio della Repubblica Italiana, quindi sono comprese le vendite verso l’estero con consegna del prodotto ad un vettore in Italia e gli acquisti dall’estero la cui consegna avviene direttamente nel territorio italiano senza vettori. Sono esclusi dalla normativa i conferimenti da parte dei soci alle cooperative e alle organizzazioni di prodotto di cui fanno parte, le cessioni di prodotti ittici tra operatori ittici, le cessioni al consumatore finale e le cessioni istantanee dove il pagamento del prezzo avvenga contestualmente alla consegna del bene. I prodotti agricoli sono individuati dall’allegato I, art. 38, c.3, Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (praticamente sono i prodotti che derivano da un’azienda agricola e zootecnica compresi quelli che hanno subito una prima trasformazione), mentre quelli alimentari sono quelli citati nell’art. 2 Reg. CE n.178/2002 (in buona sostanza sono tutti i prodotti ingeribili dall’uomo). Il contratto relativo alle cessioni di questi prodotti deve avere questi elementi essenziali: - forma scritta (anche fax o mail) - durata - quantità - caratteristiche - prezzo (anche facendo riferimento a listini o prezzi di borsa) - modalità di pagamento - modalità di consegna. Nel caso non sia in essere un contratto, i documenti di trasporto o le fatture assolvono gli obblighi di legge se contengono tutti gli elementi suddetti e la dicitura: “Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.27”. La normativa in questione definisce anche pratiche di “condotta commerciale sleale” i casi in cui un contraente, abusando della propria maggior forza commerciale, impone condizioni contrattuali ingiustamente gravose. Ad esempio: l’imposizione di includere servizi o prestazioni accessorie, l’esclusione a priori degli interessi di mora a danno del creditore, la determinazione di prezzi palesemente al di sotto dei costi di produzione medi. Relativamente ai termini di pagamento viene stabilito che gli stessi decorrono dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura. Diviene quindi rilevante determinare la data di ricevimento della fattura e questa è certificata nel caso di: consegna a mano, invio a mezzo raccomandata A.R., invio a mezzo Posta Elettronica Certificata o con l’impiego di EDI (fatturazione elettronica). I termini di pagamento differiscono nel caso di prodotti deteriorabili (quelli che hanno una durabilità, stabilita dal produttore, inferiore a sessanta giorni) o non deteriorabili.


Nello specifico i prodotti deteriorabili devono essere pagati entro 30 giorni dal giorno di ricevimento della fattura, mentre per quelli non deteriorabili i termini possono protrarsi sino a 60 giorni dal giorno di ricevimento della fattura. Prodotti Deteriorabili

Prodotti Non Deteriorabili

Ad esempio:

Latte, Pasta fresca, Ortaggi, Frutta, Pane fresco, Carne, Uova, Pesce, Mozzarella, Yogurt

Pagamento

Entro 30 giorni dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura

Animali vivi, Miele, Legumi, Cereali, Piante, Zucchero, Olio, Vino, Formaggi, Marmellate, Mangimi, Semi, Sementi Entro 60 giorni dall’ultimo giorno del mese di ricevimento della fattura

Si stabiliscono anche gli interessi di mora che possono essere richiesti in caso di mancato soddisfacimento del pagamento entro i termini previsti e questi sono stabiliti dal saggio di interesse della BCE aumentato di 9 punti (7 già previsti dalla legge e 2 dall’art. 62). L’applicazione degli interessi di mora non è però obbligatoria, nel senso che il creditore ha diritto a chiederli, ma può anche rinunciarvi, tanto è vero che non è sanzionabile la mancata applicazione degli stessi. La mancata ottemperanza agli obblighi di legge comporta delle sanzioni nelle seguenti misure: - da 516 a 20.000 euro in caso di mancanza di un contratto in forma scritta; - da 516 a 3.000 euro in caso di pratiche commerciali sleali; - da 500 a 500.000 euro nel caso in cui il debitore paghi oltre i termini di legge. I controlli in materia sono affidati all’Autorità per la Concorrenza e il Mercato che può avvalersi della Guardia di Finanza.

Prospetto casi pratici Caso pratico

Cosa fare al momento dell’emissione del D.d.t o della Fattura

Cessione istantanea: ovvero il pagamento del prezzo avviene contestualmente alla consegna Vendita al consumatore finale

Non rientra nell’oggetto del decreto.

Conferimento alle cooperative da parte di soci Esiste un contratto tra cedente e cessionario

Non rientra nell’oggetto del decreto.

Esiste un contratto tra cedente e cessionario, ma non completo

Il Ddt o la Fattura integrano il contratto con l’indicazione degli elementi mancanti. Il Ddt o la Fattura devono indicare anche prezzo, durata dei prodotti, consegna e termini di pagamento oltre alla dicitura “Assolve gli obblighi di cui all’articolo 62, comma 1, del decreto-legge 24 gennaio 2012, n.1, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2012, n.27”.

Non c’è contratto tra cedente e cessionario

Non rientra nell’oggetto del decreto.

Non rientra nell’oggetto del decreto.


IL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA IN PROVINCIA DI CREMONA CREMONA. Al Foro Boario, tutti i venerdì mattina. CASALMAGGIORE. In Piazza Turati, ogni sabato SORESINA. Tutti i lunedì, davanti al Palazzo Comunale VESCOVATO. Tutti i sabati, in piazza Roma CASTELLEONE. La mattina del sabato in via Garibaldi PIZZIGHETTONE. Tutti i giovedì, al “Torrione del guado” CREMA. Via Terni, vedi calendario qui in basso BAGNOLO CREMASCO. In piazza Aldo Moro, la 2° domenica del mese PANDINO. In via Umberto I, il 2° e il 4° lunedì del mese (+ alcuni eventi)

LA BOTTEGA DI CAMPAGNA AMICA è a Cremona, in via Buoso da Dovara, n. 29

CREMA, CALENDARIO DEL MERCATO DI CAMPAGNA AMICA ANNO 2013 Domenica Domenica Domenica Domenica Domenica Domenica Domenica Domenica Domenica

20 3 17 3 17 7 21 5 19

Gennaio Febbraio Febbraio Marzo Marzo Aprile Aprile Maggio Maggio


MERCATI – AGGIORNATI AL 28 DICEMBRE 2012 PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA (19 dic.)

MILANO (18 dic.)

MANTOVA 27 dic.

(fino) 275-278

FRUMENTO tenero buono mercantile

BOLOGNA (27 dic.)

Tonn.

251-255

n.q.

n.q. buono m. n.q.

GRANOTURCO ibr. naz. 14% um.

SEMI di SOIA Nazionale

Tonn.

239-240

253-254

245-249

249-253

Tonn.

n.q.

517-520

507-512

505-513

Fino a 65 Tonn.

n.q. 273-275

256–261

(p.spec. 62-64)

233-237 239-244

ORZO naz. p.spec. 55-60 p.spec. 66-68

Triticale 278-280

CEREALI MINORI

Tonn.

CRUSCA alla rinfusa

Tonn.

238–240

228–229

263-265

Sorgo nazionale

269-273

Sorgo 275-277 in sacchi 268-271

228-229

160 – 175

FIENO Magg. 2012 Agostano

Fino a 70

262–267

n.q. (p.spec. 66-67)

Tonn.

loietto: 160 – 175

141-151 145-150

Mag. 1° t.

140-145

PAGLIA press. (rotoballe)

Tonn.

85 – 95

80-92

PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA (19 dic.)

MILANO (21 dic.)

MANTOVA 27 dic.

MODENA 24 dic.

SUINI lattonzoli locali

15 kg

3,790

n.q.

3,800

3,790

SUINI lattonzoli locali

25 kg

2,750

n.q.

2,740

2,730

SUINI lattonzoli locali

30 kg

2,400

n.q.

2,420

2,440

SUINI lattonzoli locali

40 kg

2,110

n.q.

2,080

2,110

SUINI da macello

156 kg

1,425

1,488

n.q.

SUINI da macello

176 kg

1,485

1,488

n.q.

1,455

1,463

n.q.

SUINI da macello

Oltre 176 kg

Paglia di frum.

casc. 45-50

(da 144 a 156 kg)

1,432 (da 156 a 176 kg)

1,487 (da 176 a 180 kg)

1,471


3° qualità (p.v.)

da macello 1,11-1,21

kg.

pv 0,84-0,92 pm 2,00-2,15

0,75-0,85

0,92-1,02

kg.

pv 0,64-0,76 pm 1,65-1,85

0,50-0,60

0,76-0,86

kg.

VITELLI baliotti

50-60

fris. (p.v.)

kg.

VITELLI baliotti

50-60

pie blu belga p.v

kg.

PRODOTTO

Unità di misura

CREMONA (19 dic.)

BURRO pastorizzato

kg.

2,95

kg.

(dolce) 4,95-5,15

kg.

(piccante) 5,10-5,50

oltre 3 mesi

GRANA scelto stag. 9 mesi

pm 2,50-3,00

Vitelloni da macello 24/30 mesi

1,40-1,57

1,00-1,00

MONTICHIARI (1° q. 56/60 kg)

1,00-1,10 3,00-4,00

MONTICHIARI

3,85-4,00

MILANO (21 dic.)

(da 46 a 55 kg)

(45-55 kg)

1,00-1,30

0,75-1,35

3,45-4,00

MANTOVA 27 dic.

past. 2,60 centr. 3,30

2,30

5,05-5,20

n.q.

5,25-5,50

Vitelloni femm. da macello pez. nere (kg. 450-500)

p.v. 1,45–1,60 pm 2,80-3,10

1,32-1,47

fino a 3 mesi

PROVOLONE VALPADANA

24 dic.

1,05-1,25

MANZE scott. 24 mesi

PROVOLONE VALPADANA

27 dic.

p.v. 1,06-1,24 p.m 2,40-2,70

1° qualità (p.v.)

VACCHE FRIS.

MODENA

kg.

VACCHE FRIS.

2° qualità (p.v.)

MANTOVA

(19 dic.)

Unità di misura

VACCHE FRIS.

CREMONA

MONTICHIARI (21 dic.)

PRODOTTO

n.q.

(pregiate 70 kg)

3,56-4,50

MODENA

24 dic. Zangolato di creme X burrificaz. 2,00

-PARM. REGGIANO 12 mesi

8,85-9,05

kg.

6,95-7,30

6,95-7,35

6,90-7,10

PARMIGIANO REGGIANO fino a 24 m

11,00-11,30 GRANA scelto stag. 12-15 mesi

kg.

8,05-8,35

8,25-9,10

8,10-8,30

PARMIG. REGG. 30 mesi e oltre

12,60-13,00

N.B. Le quotazioni del bestiame bovino e del foraggio sul mercato di Cremona avvengono il 1° e il 3° mercoledì del mese. Le quotazioni del mercato di Milano avvengono, per la “Granaria”, il martedì (comparto dei cereali e derivati). Per la zootecnia da latte si porta come riferimento anche Montichiari, che quota il venerdì. Il mercato di Mantova avviene il giovedì. Modena il lunedì. Il mercato di Bologna, che con la Granaria di Milano fa da riferimento per i cereali, quota il giovedì.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DELLA TABELLA MERCATI - INSIEME AI COLLEGAMENTI ALLE PRINCIPALI BORSE SONO SUL SITO www.cremona.coldiretti.it


www.cremona.coldiretti.it, il sito Ricordiamo che tutti gli appuntamenti promossi da Coldiretti Cremona vengono puntualmente comunicati anche attraverso il nostro sito, all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it (in particolare, per gli avvisi rivolti agli imprenditori agricoli, c’è lo spazio “avvisi alle imprese”). Il sito è rivolto agli imprenditori agricoli e a tutti i cittadini attenti ai temi della difesa e valorizzazione dell’agricoltura e alimentazione made in Italy, alla promozione del territorio, alla tutela dell’ambiente. Sul sito sono presenti comunicati e foto diffusi da Coldiretti Cremona, i nostri video, le pagine dedicate ai servizi garantiti dai vari uffici, tutte le iniziative sul territorio, accanto ad una serie di link e di indirizzi utili.

W l’Agricoltura – Coldiretti Cremona Informa Vi dà appuntamento all’anno prossimo

se vadhttp://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm

A tutti i Soci di Coldiretti Cremona e a tutti i Lettori rivolgiamo i più sinceri auguri di un 2013 ricco di soddisfazioni

È

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