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Le produzioni, l’ambiente, l’alimentazione

Coldiretti Cremona Informa, Anno VII NewsLetter

Informazione online Venerdì 16/03/2012 – Anno VII, Numero 10 SPECIALE MOBILITAZIONE A DIFESA DEL VERO MADE IN ITALY Caso Simest, vittoria di Coldiretti: stop alle quote di Stato nel pecorino rumeno Grande manifestazione a Roma - Da 2215 Comuni no ai ‘falsi’ di Stato Esito “vicenda Simest”, Coldiretti Cremona: “Grazie ai Sindaci, nostri alleati” Ogm/1. Coldiretti: dal Ministro all’ambiente Clini gravi danni al Made in Italy Ogm/2. Nasce l’alleanza per il Made in Italy libero dal biotech Caldo. Fiumi e laghi lombardi in affanno, al nord è rischio siccità Avvisi. Patronato Epaca // Campagna Amica // Caf, parte la Campagna 730 …………………………………………………………………………

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L’ANNUNCIO: cessione delle quote di partecipazione Simest in Lactitalia (la società che produce in Romania formaggi che fanno concorrenza al vero Made in Italy)

COLDIRETTI: BENE LO STOP ALLE QUOTE DI STATO NEL PECORINO RUMENO Il Presidente Sergio Marini: finalmente ha vinto il buonsenso Finalmente ha vinto il buonsenso. E’ un grande risultato della nostra mobilitazione l’annuncio della cessione da parte della finanziaria del Ministero dello Sviluppo economico Simest delle quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania i formaggi pecorino e caciotta che fanno concorrenza alle produzioni del vero Made in Italy. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel ricordare che si è conclusa positivamente la battaglia della Coldiretti, delle associazioni dei consumatori e di 2215 i comuni, 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio e 119 tra Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti come Unioncamere, che hanno adottato delibere con le quali si denunciava che le operazioni di sostegno dell’Italian sounding, da parte della Simest, determinano danni gravi in quanto bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della “saturazione” del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori di effettuare una corretta comparazione sulla base della diversa qualità e convenienza con prodotti autentici del Made in Italy”. Una vicenda incredibile si è chiusa positivamente ma ci chiediamo - ha precisato Marini in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse.


Per questo ora l’impegno del Governo e del Parlamento - ha affermato Marini - deve essere rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy. Occorre avere la forza di distinguere la vera internazionalizzazione da quelle forme di delocalizzazione aggravate dall’uso improprio del “marchio Italia” che danneggiano il Paese facendo perdere occupazione e svilendo il valore del Made in Italy, costruito con sacrifici da generazioni di imprenditori. Per quanto riguarda la questione della società Lactitalia, attraverso un comunicato emesso al termine della manifestazione in piazza Montecitorio, è stato annunciato che, ''Simest ha portato a conclusione la procedura di partecipazione alla società, dalla quale è uscita con la cessione delle quote'' dando ''piena adesione al rafforzamento del contrasto all'italian sounding e alla diffusione del made in Italy, cosi come indicato da una recente direttiva del Ministero dello Sviluppo Economico''. ''Simest ha prontamente recepito la direttiva in materia agroalimentare emanata dal Ministero dello Sviluppo Economico, che prevede la revoca di partecipazioni deliberate, qualora le imprese pongano in essere pratiche commerciali in grado di indurre in errore i consumatori, anche nei mercati esteri, circa l'origine italiana dei prodotti commercializzati, sia attraverso elementi specifici dei prodotti stessi che del relativo packaging''.

Cronaca della mobilitazione, ieri in piazza Montecitorio, che ha portato alla positiva soluzione del “caso Simest”

MADE IN ITALY: DA 2215 COMUNI NO AL FALSO PECORINO DI STATO Insieme a 12 Regioni, 26 province e 41 Camere di Commercio Sono 2215 i comuni che hanno adottato delle delibere per chiedere di sostenere e difendere il marchio Made in Italy e di vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero di imitazione, ai quali si aggiungono le delibere adottate da 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio e 119 tra Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti come Unioncamere. Lo ha reso noto l’alleanza per il Made in Italy promossa dalla Coldiretti, ieri mattina in piazza Montecitorio a Roma, insieme alle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, ai cittadini e ai rappresentanti delle Istituzioni a livello nazionale, regionale e locale, a partire dai Sindaci con trecento gonfaloni. Migliaia di manifestanti, con cappelli, bandiere e foulard della Coldiretti, hanno issato cartelli con scritte quali: “Con i soldi dello Stato si licenza in Italia e si assume in Romania”, oppure “Con l’Imu gli Italiani finanziano il pecorino rumeno”, ma anche “No agli Ogm che uccidono il Made in Italy”, per dar voce alla contrarietà della piazza rispetto alle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera (dichiarazioni che sono in contrasto con l’opinione della maggioranza degli italiani e che vanno a danno dell’agroalimentare italiano).


Per l’occasione la Caciotta e il Pecorino (nella foto) prodotti completamente in Romania da una società partecipata dello Stato italiano sono stati portati per la prima volta dal Presidente della Coldiretti Sergio Marini in piazza “in bella vista” a disposizione delle Autorità e dei cittadini. Un esempio eclatante in cui lo Stato favorisce la delocalizzazione e fa concorrenza agli italiani sfruttando il valore evocativo del marchio Made in Italy che è il principale patrimonio del Paese ma è spesso banalizzato e sfruttato. Il Pecorino e la Caciotta - spiega la Coldiretti - sono alcuni dei prodotti realizzati in Romania da Lactitalia Srl con latte rumeno ma commercializzati con nomi e immagini che evocano e sfruttano l’italianità. Lactitalia è una società partecipata dalla Simest, società per azioni controllata dal Ministero dello Sviluppo Economico. Le delibere sono state adottate su tutto il territorio dai Comuni di Pantelleria e Favignana a tutti i 74 Comuni della Valle d’Aosta attraverso il Consiglio Permanente degli Enti Locali della Valle d’Aosta (Cpel/Celva). Nelle delibere – sottolinea la Coldiretti – viene sancito l’impegno, “con particolare riferimento all’operato della finanziaria pubblica Simest che dipende dal Ministero dello Sviluppo Economico, ad intraprendere iniziative per impedire l’uso improprio di risorse pubbliche per la commercializzazione sui mercati esteri di prodotti di imitazione Italian sounding, a favore, invece, della promozione dell’autentico Made in Italy”. In particolare “si fa riferimento all’utilizzo improprio di risorse pubbliche da parte della “Società italiana per le imprese all’Estero - Simest s.p.a.” (società finanziaria di sviluppo e promozione delle imprese italiane all’estero controllata dal Ministero dello sviluppo economico) destinate a finanziare direttamente o indirettamente la produzione o la distribuzione di prodotti alimentari che non hanno nulla a che fare con il tessuto produttivo del Paese”. “Le operazioni di sostegno dell’Italian sounding, da parte della Simest, determinano danni gravi in quanto bloccano ogni potenzialità di crescita delle imprese italiane a causa della ‘saturazione’ del mercato con prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale, impedendo ai consumatori di effettuare una corretta comparazione sulla base della diversa qualità e convenienza con prodotti autentici del Made in Italy”. Le regioni che hanno deliberato fino ad ora sono Lombardia, Val d’Aosta, Liguria, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Puglia, Calabria, Sicilia e Sardegna. Le province sono Alessandria, Cuneo, Rovigo, Verona, Trento, La Spezia, Bologna, Modena, Arezzo, Grosseto, Siena, Ancona, Ascoli Piceno, Fermo, Pesaro Urbino, Latina, Chieti, L’Aquila, Pescara, Campobasso, Matera, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Enna e Palermo.


Ha vinto la mobilitazione a difesa del vero made in Italy

COLDIRETTI CREMONA: “GRAZIE A TUTTI I COMUNI, NOSTRI ALLEATI” “L’annuncio della cessione da parte della Simest, finanziaria del Ministero dello Sviluppo economico, delle quote di partecipazione in Lactitalia, la società che produce in Romania i formaggi pecorino e caciotta che fanno concorrenza alle produzioni del vero Made in Italy, è un grande risultato della mobilitazione di Coldiretti, con una straordinaria alleanza a difesa dell’agroalimentare italiano che ha coinvolto, insieme alle associazioni dei consumatori, ben 2215 comuni, 12 regioni, 26 province, 41 Camere di Commercio e 119 tra Comunità Montane, Consorzi di Tutela e altri enti come Unioncamere”. Con queste considerazioni Simone Solfanelli, Direttore di Coldiretti Cremona, commenta il positivo esito del “caso Simest-Lactitalia”, con la comunicazione, giunta ieri al termine della manifestazione della Coldiretti in piazza Montecitorio, che ''Simest ha portato a conclusione la procedura di partecipazione alla società, dalla quale è uscita con la cessione delle quote'' dando ''piena adesione al rafforzamento del contrasto all'italian sounding e alla diffusione del made in Italy, così come indicato da una recente direttiva del Ministero dello sviluppo economico'' “E’ il risultato di una straordinaria mobilitazione che anche nel nostro territorio ha visto numerosi Comuni adottare delle “delibere salva Made in Italy”, nelle quali si denunciavano le operazioni di sostegno dell’Italian sounding, da parte della Simest, impegnata in interventi di finanziamento all’estero di prodotti che richiamano qualità italiane senza essere di origine nazionale – aggiunge Solfanelli –. Ha vinto il buonsenso. Il nostro grazie più sincero, a livello locale, va a tutti i Comuni che si sono espressi a sostegno del vero Made in Italy”. In provincia di Cremona la risposta all’appello di Coldiretti è stata immediata. Nelle scorse settimane la Federazione ha ricevuto copia delle delibere “salva Made in Italy” votate da Consigli Comunali e Giunte di Cappella de’ Picenardi, Gadesco Pieve Delmona, Persico Dosimo, Genivolta, Crotta d’Adda, Bonemerse, Moscazzano, Derovere, Gerre de’ Caprioli, San Daniele Po, Voltido, Sospiro, Cella Dati, Chieve, Volongo, Campagnola Cremasca, Dovera, Robecco d’Oglio, Monte Cremasco, Pieve d’Olmi, Solarolo Rainerio, Vaiano Cremasco, Cremona, Soresina, Soncino, Casale Cremasco Vidolasco, Gabbioneta Binanuova, Pieve San Giacomo, Cumignano sul Naviglio, Vescovato, Gussola. Vari altri Comuni del territorio, proprio in questi giorni, hanno posto le delibere all’ordine del giorno di Giunte e Consigli. Sempre a livello locale, vanno menzionate anche le importanti adesioni della CCIAA Cremona e del Gal Oglio Po Terre d’Acqua. Ieri, finalmente, l’annuncio che Simest pone fine al finanziamento dell’italian sounding all’estero. “Come ha evidenziato il nostro Presidente Sergio Marini, si è finalmente, e positivamente, chiusa una vicenda incredibile, ma ci chiediamo in quali altre occasioni ci sia stata una cattiva utilizzazione delle risorse pubbliche come questa senza che nessuno se ne occupasse o intervenisse – conclude il Direttore di Coldiretti Cremona –. Per questo Coldiretti ha chiesto, con grande forza, che ora l’impegno del Governo e del Parlamento sia rivolto a vietare per legge il finanziamento pubblico di prodotti realizzati all’estero che imitano il vero Made in Italy”. Per Coldiretti occorre avere la forza di distinguere la vera internazionalizzazione da quelle forme di delocalizzazione aggravate dall’uso improprio del “marchio Italia” che danneggiano il Paese facendo perdere occupazione e svilendo il valore del Made in Italy, costruito con sacrifici da generazioni di imprenditori. Coldiretti Cremona ha già scritto a tutti i Primi Cittadini del territorio, per informarli dell’importante risultato ottenuto e per condividere con loro questo successo, conseguito a difesa del vero agroalimentare italiano.


COLDIRETTI: 300MILA POSTI DI LAVORO DALLA TUTELA DEL MARCHIO MADE IN ITALY La mancata tutela del marchio Made in Italy costa all’Italia almeno 300mila nuovi posti di lavoro solo nell’agroalimentare e supera i cento miliardi all’anno di mancato fatturato. E’ quanto è emerso nel corso della mobilitazione di ieri a piazza Montecitorio dell’alleanza per il Made in Italy. Il marchio Italia - sottolinea la Coldiretti - è il principale patrimonio del Paese e dovrebbe essere adeguatamente tutelato e rispettato ma, invece, è spesso banalizzato, usurpato, contraffatto e sfruttato, come dimostra il caso emblematico del “pecorino” prodotto completamente in Romania con i soldi dello Stato italiano. Un esempio dei troppi casi di disattenzione e sottovalutazione nei confronti di una delle poche leve competitive di cui il Paese dispone per ricominciare a crescere. Lo dimostrano - sottolinea la Coldiretti - le ultime dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini a favore degli Ogm, che non tiene conto della crescente opposizione della maggioranza dei cittadini agli organismi geneticamente modificati in agricoltura perché gli Ogm non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy. “A distanza di oltre un anno dall’ultima legge nazionale per rendere obbligatoria l’etichettatura di origine degli alimenti, nessuno si è preso la responsabilità di applicarla per fare sapere agli italiani quello che mangiano” ha denunciato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare la gravità del danno poiché, secondo lo studio Coldiretti/Eurispes, il 33% dei prodotti agroalimentari commercializzati in Italia o esportati per un valore di 51 miliardi deriva da materie prime importate e rivendute poi col marchio Made in Italy. Peraltro il solo mercato delle imitazioni dei prodotti italiani all’estero “Italian sounding”, reso possibile dalla insufficiente attenzione ai negoziati sul commercio internazionale, vale 60 miliardi di euro ma - sottolinea la Coldiretti - alimenta il grande business dei ristoranti italiani che non è sempre trasparente, come dimostra il fatto che le prime dieci catene della ristorazione degli Stati Uniti fondano il loro successo proprio su immagini, colori e nomi del Made in Italy che nulla hanno a che fare con la realtà produttiva nazionale. Secondo il magazine americano Restaurants and Institutions, su 400 ristoranti a catena più importanti, 22 sono brand che propongono piatti spesso snaturati della tradizione gastronomica italiana, da “Romano’s Macaroni Grill” a “The Old Spaghetti Factory” fino a “Brio Tuscan Grill” con oltre 2500 punti vendita. Non è un caso se - aggiunge la Coldiretti - un piatto come gli spaghetti alla bolognese, considerato “il piatto italiano più famoso all’estero”, è completamente sconosciuto nella città emiliana. La sottovalutazione del patrimonio economico, sociale, ambientale, paesaggistico e culturale rappresentato dall’agricoltura e dal cibo italiano è evidente anche nell’introduzione dell’Imu, che chi con la terra ci lavora e ci vive si è visto aumentare in maniera maggiore di chi la terra la usa per divertirsi o speculare. Una sperequazione che – ha sostenuto Marini – contrasta completamente con gli obiettivi di equità e crescita e mette a rischio la produzione agricola Made in Italy con un costo per le imprese stimato in oltre un miliardo di euro fra terreni agricoli e fabbricati rurali, dalle stalle ai fienili fino alle cascine e ai capannoni. “L’agricoltura non è stata neanche invitata al tavolo del lavoro tra Governo e forze sociali nonostante occupi 1,2 milioni di lavoratori dipendenti oltre agli autonomi” ha concluso Marini nel sottolineare che, mentre si discute di articolo 18 e di licenziamenti, sarebbe ora che venisse pubblicato al più presto il decreto flussi per il lavoro stagionale degli extracomunitari, in ritardo di 4 mesi, che consentirebbe l’assunzione da parte delle nostre imprese di 35mila lavoratori necessari per non mandare alla malora le produzioni agricole che con la primavera si iniziano a raccogliere.


OGM COLDIRETTI: DAL MINISTRO CLINI DANNI AL MADE IN ITALY Evidentemente il Ministro Clini non ha trovato sufficienti problemi per l’Italia nel suo Ministero dell’Ambiente e sta pensando di aggiungerne dei nuovi. E’ quanto ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che le dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini al Corriere della Sera a favore degli Ogm sono l’ultimo caso di sottovalutazione e disattenzione nei confronti del valore del Made in Italy, che hanno portato in piazza Coldiretti con l’alleanza di consumatori ed ambientalisti che condividono la battaglia per una Italia libera da Ogm, da Federconsumatori a Adusbef fino a Codacons, da Legambiente a Slowfood fino all’Aiab e molti altri insieme a centinaia di Comuni e Regioni che all’unanimità hanno più volte chiesto al Governo di esercitare la clausola di salvaguardia per vietare precauzionalmente la coltivazione degli ogm in Italia. A differenza di quello che dichiara il Ministro “tecnico”, l’ingegneria genetica e la transgenesi non c’entrano niente con il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano e la Cipolla Rossa di Tropea e la vite nero d’Avola che subiranno gravi danni economici sul mercato dalle dichiarazioni superficiali ed inopportune. Bisogna conoscere la differenza tra gli incroci e gli ibridi rispetto all’ingegneria genetica. E a proposito di innovazioni che rischiano di depotenziare il Made in Italy come leva strategica di crescita del Paese, l’agricoltura italiana - sostiene Marini - ha primati nel mondo per valore aggiunto per ettaro, biodiversità e denominazioni di origine e non abbiamo proprio bisogno di copiare nessun altro modello molto meno sostenibile ed avanzato del nostro. Gli Ogm in agricoltura non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale e alimentare, ma perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico della tipicità, della distintività e del Made in Italy, come sa il 71% degli Italiani, che esprime forte contrarietà, ormai da anni, secondo il monitoraggio delle indagini Coldiretti/Swg nel tempo. E per quanto riguarda le coltivazioni ogm a scopi energetici il Ministro dovrebbe sapere che in un Paese come l’Italia, per la conformazione morfologica dei terreni e le dimensioni delle aziende, non sarebbe possibile - continua la Coldiretti - evitare le contaminazioni ambientali e sarebbe violata la sacrosanta libertà della stragrande maggioranza degli agricoltori e cittadini di avere i propri territori liberi da Ogm. La ricerca è importante se ha obiettivi sostenibili, condivisibili e utili per il benessere della società, e non quando serve ad arricchire poche multinazionali. Non ci sono ragioni per riaprire una polemica di cui il Paese non sente certo il bisogno e su cui i cittadini hanno già detto tutto, proprio nel momento in cui le grandi multinazionali del biotech hanno preso la decisione di rinunciare allo sviluppo di nuovi prodotti transgenici destinati all'Unione Europea, per la crescente opposizione dei cittadini. Gradiremmo - conclude la Coldiretti - che il Ministro Clini si occupasse a tempo pieno di energie rinnovabili, adottando quel decreto sugli incentivi che attendiamo da molti mesi, così come gradiremmo la sua attenzione al tema del recupero energetico degli effluenti di allevamento per la produzione di biogas, invece di creare l’illusione di colture no food che magari saremmo costretti a importare dai paesi del sud già oggetto di deforestazione.


NASCE L’ALLEANZA PER IL MADE IN ITALY “NO BIOTECH” “Affermare in Italia e in Europa la centralità degli interessi nazionali di tutela dell’identità del patrimonio agroalimentare contro le manipolazioni genetiche a sostegno dell’origine geografica degli alimenti e della professionalità del lavoro”. E’ la risposta alle aperture agli ogm del Ministro dell’ambiente Clini, contenuta nel manifesto per l’alleanza verso una crescita trasparente e sostenibile dell’Italia nato dalla mobilitazione in piazza Montecitorio promossa dalla Coldiretti e dalle associazioni dei consumatori e degli ambientalisti, insieme ai cittadini e ai rappresentanti delle Istituzioni. Un documento al quale hanno già aderito Coldiretti, Slowfood, Legambiente, Aiab, Codacons, Federconsumatori, Adusbef, Assoconsum, Adoc, e Federparchi, ma anche le organizzazioni sindaca-li del lavoro in agricoltura Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil e Acli. Si tratta di un documento per difendere l’agroalimentare che è la leva strategica perché il Paese possa competere guardando alla produzione di beni e servizi con alto valore aggiunto, arricchito da fattori come ambiente, cultura e storia che distinguono il marchio “Italia” e non sono imitabili ha detto il Presidente Sergio Marini. Nel manifesto si chiede alla nostra politica un forte impegno per: 1. Valorizzare le distintività dell’agricoltura italiana che contribuisce in modo rilevante alla crescita economica e sociale del Paese sul mercato interno e internazionale, quale risorsa strategica per il Paese. 2. Contrastare le posizioni di rendita e i fenomeni illeciti che usurpano il valore del marchio “Italia” contro il rischio di delocalizzazione produttiva, la perdita di posti di lavoro e l’impoverimento dei territori. 3. Sostenere la vera internazionalizzazione delle imprese affermando condizioni di competitività basate sulla qualità e la sicurezza dei prodotti alimentari, l’equità sociale e il rispetto dei diritti dei lavoratori, la correttezza e la trasparenza delle informazioni. 4. Condividere il ruolo di salvaguardia dell’agricoltura alla tutela dell’ambiente, della biodiversità e del paesaggio, rafforzando la cultura della manutenzione per preservare i territori dai fenomeni di progressiva usura delle risorse. 5. Promuovere il lavoro in agricoltura contrastando forme di impiego irregolare e di sfruttamento della manodopera, anche dando piena attuazione all’avviso comune sulla riforma del mercato del lavoro e sulla previdenza agricola sottoscritto dalla filiera. 6. Riportare in Europa la centralità degli interessi nazionali di tutela dell’identità del patrimonio agroalimentare contro le manipolazioni genetiche, dell’origine geografica degli alimenti e della professionalità del lavoro. 7. Riconoscere il ruolo dell’agricoltura per la coesione sociale e il presidio dei territori, valorizzando anche le diverse forme di filiera corta che creano nuove economie e occupazione con la piena soddisfazione delle aspettative dei cittadini consumatori. 8. Rimuovere le inefficienze della pubblica amministrazione che si traducono in ritardi per le imprese agricole ed avviare sostanziali azioni di semplificazione degli adempimenti amministrativi, contro vecchie e nuove forme di rendita. 9. Determinare condizioni di equità e sostenibilità nell’applicazione della fiscalità riconoscendo le funzioni di interesse generale che svolge l’agricoltura. 10.Premiare gli investimenti in innovazione e tecnologie sostenibili. 11.Garantire un futuro ai giovani, sostenendo le opportunità che l’agricoltura offre in termini di creatività imprenditoriale e di dialogo con la società e sopprimendo le logiche di rendita.


OGM COLDIRETTI: IL PASSO INDIETRO DI CLINI E’ GIUSTIFICATO DAI NUMERI. ECCOLI. Il passo indietro del Ministro Corrado Clini è giustificato dai numeri e comunque nessuno ha mai fermato la ricerca tanto che in Italia non è stata mai vietata. E’ quanto afferma il Presidente della Coldiretti Sergio Marini in riferimento alle dichiarazioni del Ministro dell’Ambiente Corrado Clini, che dopo le sconcertanti dichiarazioni sugli Ogm ha precisato che ''resta fermo il divieto degli Ogm in Italia ma è insensato frenare la ricerca''. In Europa sono coltivati con organismi geneticamente modificati (Ogm) appena 114.290 ettari di terreno, pari a molto meno dello 0,001% della superficie agricola totale europea che è di 160 milioni di ettari, secondo un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati dell'International Service for the Acquisition of Agri-biotech Applications (ISAAA) che evidenziano che le superfici sono rimaste praticamente stabili negli ultimi cinque anni nonostante le pesanti pressioni delle multinazionali sui poteri “salvifici” del biotech. Inoltre - continua la Coldiretti - su un totale di 27 Paesi europei sono solo 8 quelli dove si coltivano gli Ogm: in 6 è stato è coltivato mais biotech (Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, e Repubblica Ceca) e in tre Paesi (Germania, Svezia e Repubblica Ceca) la patata “amflora” da seme. La contrarietà delle Istituzioni della stragrande maggioranza dei Paesi Europei e degli agricoltori è dovuta - sottolinea la Coldiretti - all’atteggiamento contrario dei cittadini europei, come dimostra l’ultimo sondaggio Eurobaromestro dal quale emerge che una netta maggioranza del 61%, in aumento rispetto al 57% del 2005, è molto contraria ai cibi geneticamente modificati. Tale percentuale è più alta in Italia, dove il 71% degli Italiani ritiene che i cibi biotech siano meno salutari di quelli tradizionali secondo il monitoraggio effettato dalle indagini Coldiretti/Swg. Il fatto che la percentuale sia rimasta sostanzialmente stabile nel tempo dimostra che - continua la Coldiretti - si tratta di un convincimento fortemente radicato nella popolazione. “Un’agricoltura che guarda al mercato deve rispondere ai bisogni dei cittadini che chiedono di consumare alimenti sani, senza modificazioni genetiche, in un ambiente non contaminato” ha affermato il Presidente della Coldiretti Sergio Marini nel sottolineare che “il successo del cibo italiano sta proprio nell’aver investito nella distintività e nel legame con il territorio, che sono tutto il contrario della omologazione promossa dal biotech”. I PRODOTTI OGM SONO MENO SALUTARI DI QUELLI TRADIZIONALI. LEI E’ D’ACCORDO IN DISACCORDO

2007 66 34

2008 73 27

Fonte: Indagine Coldiretti/Swg nei diversi anni

2009 75 25

2010 73 27

2011 72 28


MADE IN ITALY: AL VIA IL MAXIPROGETTO PER LA PASTA DI QUALITÀ Interessa il 10 per cento della produzione nazionale di grano Un progetto per garantire la qualità di quasi il dieci per cento della produzione nazionale di grano duro da utilizzare nella pasta e per garantire l’assenza di ogm nel mais usato per i mangimi è stato approvato nell’ambito del piano nazionale cerealicolo. Lo rende noto la Coldiretti nel sottolineare che è stata approvata la proposta progettuale presentata dall’Associazione Temporanea di Scopo costituita da FITS (Filiera Italiana Trading Seminativi, Società di scopo nel settore dei seminativi della Holding Consorzi Agrari d’Italia) che raggruppa Consorzi Agrari e cooperative e da 11 cooperative associate a Coldiretti, con un contributo pari a 1,1 milioni di euro su un costo totale del progetto pari a 2,9 milioni. Questo raggruppamento rappresenta in modo importante il settore cerealicolo, poiché coinvolge nel progetto 14 regioni e 77 centri di stoccaggio, uniformemente distribuiti in tutto il territorio nazionale e interessa una produzione di 1,7 milioni di tonnellate, delle quali 0,7 milioni di mais, 0,5 milioni di frumento duro, 0,4 milioni di frumento tenero oltre a 68mila tonnellate di orzo. L’obiettivo è quello di migliorare l’organizzazione e l’interrelazione tra queste strutture e creare un sistema di qualità che possa facilitare la gestione e la vendita di quantitativi significativi e sempre maggiori di prodotto (frumento tenero, frumento duro, orzo, mais), funzionale anche, in questo percorso, alle attività che FITS promuove nell’ambito del progetto per una filiera agricola tutta italiana della Coldiretti. Il progetto di ricerca e monitoraggio per valorizzare la produzione di mais non ogm si propone di monitorare e analizzare la presenza di micotossine nella granella di mais prodotta e conservata in Italia e di fornire strumenti tecnici e procedurali per individuare le non conformità e i punti critici della filiera dal campo all’immissione sul mercato dei lotti.

PIL: IL VALORE AGGIUNTO DELL’AGRICOLTURA NEL 2011 SCENDE A 27,8 MILIARDI Nonostante il leggero aumento registrato nell’ultimo trimestre Nonostante il leggero aumento tendenziale dell’ultimo trimestre, il valore aggiunto dell’agricoltura scende al valore di 27,8 miliardi nel 2011, con un calo di mezzo punto percentuale su base annua. Il dato emerge da un’analisi della Coldiretti sull’andamento del Pil in Italia nel quarto trimestre. Le previsioni - sostiene la Coldiretti - sono preoccupanti anche per il 2012 poiché l’anno è iniziato con il maltempo che ha causato al settore danni superiori ai 300 milioni di euro tra perdita di raccolti, crolli di edifici e stalle e maggiori costi di riscaldamento, mentre sul piano commerciale i prezzi alla produzione nel mese di gennaio si sono ridotti del 3 per cento, con un ribasso del 9 per cento per le coltivazioni e un aumento del 4 per cento delle produzioni da allevamento. Nell’intero comparto - conclude la Coldiretti - gli ortaggi con il calo del 25 per cento sono quelli che hanno fatto segnare la peggiore performance, ma una flessione del 19 per cento si registra per l’olio di oliva, del 12 per cento per i cereali e dell’8 per cento per la frutta.


CLIMA: PRIMAVERA CON PIOGGIA DIMEZZATA AL NORD E’ SICCITÀ Con il caldo della primavera, scatta l’allarme siccità al nord dove le precipitazioni sono praticamente dimezzate nell’inverno con l’abbassamento del livello di fiumi e laghi e la riduzione delle scorte idriche nei terreni. E’ quanto afferma la Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr rispetto alla media di riferimento 1971–2000. Il caldo primaverile sottolinea la Coldiretti - sta accentuando l’allarme siccità presente in numerose zone, soprattutto centrosettentrionali del Paese. La carenza idrica è resa evidente, precisa la Coldiretti, dalla magra straordinaria della gran parte dei corsi d’acqua al nord dove i grandi laghi di Como, Maggiore e Garda sono tra i 20 ed i 50 centimetri al di sotto del livello medio del periodo. Esiste peraltro anche un problema ambientale come nel lago di Centro Cadore dove si sta verificando una moria eccezionale di pesci secondo quanto denunciato dai pescatori al sindaco di Calalzo. La situazione è particolarmente preoccupante dove è caduta poca neve come in Veneto, ma anche in Toscana dove la neve non è bastata per scongiurare il rischio siccità ed in Friuli Venezia Giulia. In difficoltà c’è il grano, ma con la ripresa vegetativa favorita dal caldo potrebbero soffrire anche le piante da frutta. Nelle campagne - conclude la Coldiretti - i terreni induriti dalla siccità rendono difficili e molto costose le tradizionali lavorazioni per la preparazione delle semine, ma a preoccupare è anche la disponibilità idrica per l’irrigazione delle piante durante la fase di crescita primaverile ed estiva.

Caldo, i laghi lombardi in affanno: persi 500 milioni di metri cubi d’acqua I laghi lombardi in affanno. Rispetto allo scorso anno i livelli hanno subito cali che vanno da 40 centimetri a quasi un metro. E' quanto emerge da un’elaborazione di Coldiretti Lombardia sulle altezze dei bacini lacustri nelle prime due settimane di marzo. Mancano all'appello – aggiunge Coldiretti Lombardia – quasi 500 milioni di metri cubi d'acqua. Il lago Maggiore un anno fa aveva un'altezza media di 114 centimetri sullo zero idrometrico. Attualmente, invece, siamo a 17 centimetri: un abbassamento di quasi un metro, che corrisponde a oltre 200 milioni di metri cubi d'acqua in meno. Riduzione notevole anche per il lago di Garda che è passato da 128 a 74 centimetri, con una discesa di quasi 200 milioni di metri cubi di acqua. Il lago di Como e quello d'Iseo all'inizio del mese di marzo sono scivolati entrambi sotto lo zero idrometrico: il primo si è assestato su un'altezza media di -23,63 centimetri, mentre il secondo sui -6,90 centimetri. In totale per entrambi la perdita stimata è di circa 90 milioni di metri cubi. Stabile il lago d’Idro. Anche il Po negli ultimi sette giorni ha perso livello. Al Ponte della Becca, in provincia di Pavia, il 6 marzo scorso era a meno un metro e 64 centimetri, mentre il 13 marzo 2012 era sceso a meno due metri e mezzo. Mentre le temperature massime a livello nazionale sono superiori di 1,6 gradi rispetto alla media. Verso maggio inizieranno le irrigazioni – spiega Coldiretti Lombardia – e se non ci saranno gli invasi pieni sarà un problema: tutto si gioca nel prossimo mese e mezzo, e si spera nella pioggia.


Oscar Green 2012, Premio all’innovazione verde L’Oscar Green è il premio promosso da Coldiretti Giovani Impresa – con l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica – per valorizzare e dare spazio all’innovazione in agricoltura. I giovani di Coldiretti premiano l’innovazione che sa mantenere le proprie radici, con lo sguardo rivolto al futuro. L’obiettivo è portare all’attenzione dei cittadini italiani e delle altre aziende agricole le esperienze vincenti di imprenditori che hanno saputo costruire progetti di impresa competitivi e sostenibili allo stesso tempo, rafforzando il legame con il territorio. Con queste premesse, prende avvio l’edizione 2012 di Oscar Green: le iscrizioni sono aperte (con termine ultimo fissato al 30 marzo 2012) e sono rivolte ad imprenditori agricoli con età fino ai 40 anni (ad eccezione della categoria In-filiera, che non prevede limiti d’età).

LE CATEGORIE Oscar Green 2012: saranno premiate le esperienze più originali, che valorizzano il territorio e che lo fanno conoscere anche a livello internazionale. Il tutto seguendo sei categorie:

Stile e cultura d'impresa. Si prenderanno in considerazione gli esempi/modelli che dimostrano come la cultura d’impresa, incanalata in progetti e strategie innovative, sia la vera spinta alla crescita e allo sviluppo dell’agricoltura italiana, sapendo coniugare la difesa delle tradizioni Made in Italy con l’innovazione.

Non solo agricoltura. Si confronteranno le esperienze di crescita e valorizzazione socioeconomica del territorio a partire dalla produzione agricola e dalla multifunzionalità delle imprese. Inoltre, questa categoria evidenzierà la parte del settore agricolo che può giocare un ruolo importante nelle strategie di adattamento e mitigazione climatica.

Esportare il territorio. In questa categoria si valorizzano le imprese che, a partire dal proprio prodotto, hanno saputo proporsi e proporre il territorio che rappresentano a livello internazionale. Saranno presi in considerazione gli esempi/modelli di come il territorio diventa “il prodotto”, il vero valore aggiunto che rende unico il Made in Italy.

In-filiera. Premia esempi/modelli di cooperative e consorzi agrari capaci di massimizzare i vantaggi delle imprese agricole e agroalimentari e del consumatore finale. Una filiera agricola tutta italiana firmata dagli agricoltori costituisce un elemento essenziale per esprimere le potenzialità dell’impresa che rappresenta l’anima della filiera stessa.

Campagna Amica. Premia esempi/modelli di punti di vendita diretta che si distinguono per l’elevata propensione a mettere in relazione le esigenze dei consumatori e delle imprese agricole, rispondendo alla richiesta di trasparenza ed agevolando scelte di consumo consapevoli, secondo la logica della filiera agricola tutta italiana e firmata dagli agricoltori.

Ideando. La categoria è riservata ad imprese innovative che hanno al massimo 1 anno di vita o che sono in fase di realizzazione, e quindi hanno generato nuove idee o consolidato modelli già in uso nel settore agricolo. Si prenderanno in considerazione esempi di imprese che hanno i requisiti di una qualsiasi altra categoria del concorso, ma che hanno al massimo un anno di vita.

Paese Amico. E’ prevista anche la menzione speciale “Paese Amico” rivolta a tutte le strutture pubbliche (Comuni, Province, scuole, asl e altre) che si sono impegnate in una collaborazione per l’attuazione del Progetto di Coldiretti di una “Filiera Agricola tutta italiana”. Tutte le informazioni sull’iniziativa sono disponibili all’indirizzo online www.oscargreen.it. E’ possibile rivolgersi alla Segreteria Provinciale Coldiretti Giovani Impresa (tel. 0372.499814, mov-giovani.cr@coldiretti.it). Il regolamento è anche sul sito www.cremona.coldiretti.it.


PATRONATO EPACA

Pensioni: nuove modalità per i pagamenti superiori a 1000 euro Egregio Responsabile del Patronato Epaca, è vero che, con la Manovra Monti , Inps e Inpdap adotteranno nuove modalità di pagamento per le pensioni superiori a 1.000 euro? E’ differita al 1° maggio 2012 l’efficacia della disposizione relativa al divieto per Enti e Amministrazioni pubbliche di effettuare pagamenti di stipendi e pensioni con denaro contante per un importo superiore a 1.000 euro ( legge n. 214/2011). Il differimento è stato introdotto dal decreto legge 2 marzo 2012 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 2 marzo 2012 ed entrato in vigore dalla stessa data. L’INPS informa riguardo le novità normative relative all’utilizzo di mezzi di pagamento alternativi al denaro contante per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi comunque dovuti in via continuativa, ed ogni altro tipo di emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a 1.000 €. Sono state inviate comunicazioni a chi risulta essere titolare di pensioni con rata corrente pagata in contanti di importo superiore a 1.000 €. Gli strumenti di pagamento che possono essere scelti dal pensionato: accredito su c/c bancario, rivolgendosi a Poste Italiane, accredito su c/c BancoPosta, libretto di risparmio postale nominativo ordinario, INPS Card, o utilizzo carte di pagamento ricaricabili. Pertanto gli Istituti previdenziali non potranno più effettuare pagamenti in contanti di importi superiori a 1.000 € a partire dal 1° maggio 2012. Per ogni informazione, gli Uffici Epaca sono a disposizione di tutti i Cittadini.

COLDIRETTI CREMONA – IMPRESA VERDE CREMONA SEDE PROVINCIALE Via Ala Ponzone, 8 III piano - Tel. 0372.499811 Fax 0372.499899 UFFICIO ZONA CREMONA Via Ruffini, 28 Tel. 0372.732930 - Fax 0372.732940 UFFICIO ZONA SORESINA Via Lombardia, 3 Tel. 0372.732990 - Fax 0372.732980 UFFICIO ZONA CASALMAGGIORE Via Cairoli, 3 Tel. 0372.732960 - Fax 0372.732970 UFFICIO ZONA DI CREMA Via del Macello, 34/36 - Tel. 0372.732900 - Fax 0372.732925


Caf Coldiretti, si è aperta la “Campagna 730” Caf Coldiretti è il Centro di Assistenza Fiscale costituito dalla Coldiretti. Opera dal 1993 garantendo assistenza qualificata nell’intero arco dell’anno a tutti i Cittadini che ne fanno richiesta.

I nostri uffici sono a:

CREMONA. ♦

Ufficio Zona di via Ruffini, 28 Tel. 0372.732930 - Fax 0372.732940

SORESINA. ♦

Ufficio Zona di via Lombardia, 3 Tel. 0372.732990 - Fax 0372.732980

CASALMAGGIORE. ♦

Ufficio Zona di via Cairoli, 3 Tel. 0372.732960 - Fax 0372.732970

CREMA. ♦

Ufficio Zona di via del Macello, 34/36 Tel. 0372.732900 - Fax 0372.732925

Siamo a disposizione di tutti i Cittadini per la compilazione e la presentazione del Modello 730. RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

SERVIMPRESA: FORMAZIONE GRATUITA PER IL SETTORE AGRICOLO - CORSO “LA VENDITA DIRETTA” Servimpresa, Azienda Speciale della Camera di Commercio di Cremona, organizza in collaborazione con le Associazioni di categoria del settore agricolo un corso di formazione gratuito sui temi della "Vendita diretta", della durata di 24 ore. Il corso è rivolto ad imprenditori agricoli, coadiuvanti e familiari e salariati agricoli, ed è finanziato dal Fondo Europeo Agricolo per lo Sviluppo Rurale: “L’Europa investe nelle zone rurali” PSR 20072013 Direzione Generale Agricoltura. Il corso si terrà presso la Camera di Commercio di Cremona, dalle 14.30 alle 18.30, nei seguenti giorni: 21 Marzo, 4/11/18 Aprile, 9/23 Maggio. Per informazioni e iscrizioni, contattare gli uffici di Servimpresa (referente Dr.ssa Lucia Arisi – Tel. 0372 490227 – servimpresa@cr.camcom.it – www.servimpresa.cremona.it).


MERCATO DI CAMPAGNA AMICA - GLI APPUNTAMENTI Segnaliamo il calendario del Mercato di Campagna Amica degli agricoltori di Coldiretti in provincia di Cremona. Eventuali aggiornamenti del calendario possono essere ricercati online, sul sito di Coldiretti Cremona (all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it). CREMONA. Al Foro Boario ogni venerdì, dalle ore 8 alle 13 CASALMAGGIORE. In Piazza Turati, il sabato mattina SORESINA. Il lunedì, ore 8-13, davanti al Palazzo Comunale PANDINO. In via Umberto I, prossimo appuntamento lunedì 26 marzo VESCOVATO. Tutti i sabati, in piazza Roma CASTELLEONE. La mattina del sabato in via Garibaldi BAGNOLO CREMASCO. In piazza Aldo Moro, la seconda domenica del mese CREMA. In via Terni, prossimi appuntamenti domenica 18 marzo e 1 aprile

TUTTE le SETTIMANE l’AGRICOLTURA è in TV Segnaliamo che

W l’Agricoltura, la trasmissione di agricoltura, ambiente, alimentazione a cura di Coldiretti Cremona, va in onda tutte le settimane

su Telecolor e Primarete ogni giovedì alle 19.45 (subito dopo il tg) e in replica la domenica, ore 13 circa, su Telecolor.

www.cremona.coldiretti.it il sito di Coldiretti Cremona Ricordiamo che tutti gli appuntamenti promossi da Coldiretti Cremona vengono puntualmente comunicati anche attraverso il nostro sito, all’indirizzo www.cremona.coldiretti.it (in particolare, per gli avvisi rivolti agli imprenditori agricoli, c’è lo spazio “avvisi alle imprese”). Sul sito, aggiornato in temo reale, sono presenti tutti i comunicati stampa diffusi da Coldiretti Cremona, ci sono le pagine dedicate ai servizi garantiti dai vari uffici, tutte le iniziative sul territorio, accanto ad una serie di link e di indirizzi utili. Negli ultimi mesi il sito si è arricchito di una serie di video, che raccontano iniziative, azioni e imprese agricole di Coldiretti. Particolare risalto è dato alle ‘storie’ dei giovani imprenditori agricoli.


MERCATI – TABELLA AGGIORNATA A GIOVEDI’ 15 MARZO 2012

Unità di misura

CREMONA

MILANO

MANTOVA

MODENA

Tonn.

202-204

n.q.

216-219

(fino) 220-225

Tonn.

193-194

205-206

198-200

204-205

Tonn.

n.q.

406-408

399-404

Tonn.

n.q. n.q.

n.q. 229–231

n.q. 213-220

(p.spec. 63-65)

Tonn.

163–165

145–146

155-158

143-144

Tonn.

135 – 150 di erba med: 135-150

114-138 129-142

Mag. 1° t.

Medica fienata 1° t.

122-127

120,0-130,0

PAGLIA press. (rotoballe)

Tonn.

110 – 120

105-117

Erba med f. 1° t.

122-127

Paglia di frumento press. ball. 75-80

SUINI lattonzoli locali

15 kg

4,090

4,060

4,050

4,110

SUINI lattonzoli locali

25 kg

3,210

3,180

3,170

3,220

SUINI lattonzoli locali

30 kg

2,990

3,000

2,950

3,000

SUINI lattonzoli locali

40 kg

2,470

2,480

2,450

2,470

SUINI da macello

156 kg

1,310

1,375

n.q.

SUINI da macello

176 kg

1,370

1,375

n.q.

1,340

1,350

n.q.

MONTICHIARI

da macello 1,220-1,320

PRODOTTO

FRUMENTO tenero buono mercantile

GRANOTURCO ibr. naz. 14% um.

SEMI di SOIA Nazionale ORZO naz. p.spec. 55-60 p.spec. 66-68

CRUSCA alla rinfusa FIENO Magg. Agostano

SUINI da macello VACCHE FRIS. 1° qualità (p.v.)

VACCHE FRIS. 2° qualità (p.v.)

MANZE scott. 24 mesi

Oltre 176 kg kg.

2,50-2,90

kg.

2,20-2,45

kg.

2,30-2,90

1,15-1,35 MONTICHIARI

0,80-1,00 Vitelloni da macello 24/30 mesi

1,35-1,50

Sorgo nazionale

205-208

230-233

(da 144 a 156 kg)

1,321 (da 156 a 176 kg)

1,375 (da 176 a 180 kg)

1,359

0,98-1,08

Vitelloni femm. da macello pezz. nere (kg. 450-500)

1,20-1,37

p.v. 1,24–1,39


PRODOTTO

Unità di misura

VITELLI baliotti

50-60

fris. (p.v.)

kg.

VITELLI baliotti

50-60

pie blu belga p.v

kg.

BURRO pastorizzato

kg.

2,65-2,70

past. 2,50 centr. 3,10

2,20

kg.

(dolce) 4,95-5,15

5,05-5,20

n.q.

kg.

(piccante) 5,10-5,50

5,25-5,50

n.q.

PROVOLONE VALPADANA fino a 3 mesi

PROVOLONE VALPADANA oltre 3 mesi

GRANA scelto stag. 9 mesi

kg.

CREMONA

MILANO

MANTOVA

1,00-1,10

MONTICHIARI (50/60 kg)

(da 46 a 55 kg)

(45-55 kg)

1,40-1,70

1,20-1,70

1,10-1,20 2,50-3,70

7,65-7,90

MONTICHIARI

3,80-4,00

4,25-4,75

MODENA

(pregiate 70 kg)

3,71-4,85 Zangolato di creme X burrificaz. 1,95

-PARM. REGGIANO 12 mesi

9,65-9,95

7,70-7,90

7,65-7,90

PARMIGIANO REGGIANO fino a 24 m

11,65-12,00 GRANA scelto stag. 12-15 mesi

kg.

8,40-8,60

8,75-9,15

8,75-9,00

PARMIG. REGG. 30 mesi e oltre

13,10-13,50

N.B. Le quotazioni del bestiame bovino e del foraggio sul mercato di Cremona avvengono il 1° e il 3° mercoledì del mese. Questo dato, conseguentemente, va letto ed interpretato con la dovuta attenzione rispetto agli altri dati pubblicati. Altra sottolineatura: i prezzi del mercato bovino di Cremona sono da considerarsi a peso morto. Le quotazioni del mercato di Milano avvengono in due giorni separati: il martedì per il comparto dei cereali e derivati, il lunedì per quello zootecnico che fa riferimento a Montichiari. Anche questo aspetto va tenuto in considerazione nel confronto dei dati qui riportati. Il mercato di Mantova avviene in un solo giorno e cioè il giovedì. Modena il lunedì.

TUTTI GLI AGGIORNAMENTI DELLA TABELLA MERCATI - INSIEME AI COLLEGAMENTI ALLE PRINCIPALI BORSE SONO SUL SITO www.cremona.coldiretti.it W l’Agricoltura – Coldiretti Cremona Informa Vi dà appuntamento alla prossima settimana

http://ec.europa.eu/agriculture/rurdev/index_it.htm

La newsletter di Coldiretti Cremona è nel sito www.cremona.coldiretti.it È

Coldiretti Cremona Informa n.16/2012  

il diario in posta elettronica di Coldiretti Cremona