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Quattro passi di cultura alla scoperta di Milano un’idea di

Pan d’Arte


PROGETTO PORTA NUOVA Il cuore pulsante della City milanese e il suo centro nevralgico colazionando colazione in città

Si indica con il nome di progetto di Porta Nuova la realizzazione urbana che coinvolge i quartieri già esistenti di Garibaldi, Varesine e Isola. L’ambizioso progetto ha coinvolto oltre 20 architetti provenienti da ogni parte del mondo. I lavori del complesso sono iniziati a partire dal 2009 e dovrebbero essere terminati entro il 2014. Articolata la struttura che prevede, all’interno del quartiere Isola la realizzazione della zona verde del polo urbano che conterrà un parco pubblico di oltre 90 mila metri quadrati con aree dedicati al tempo libero e al benessere

COLAZIONIAMO? Qundo assaggerete una delle brioche di Milano Bakery noterete che il suo sapore è diverso. Una lunga lievitazione dell’impasto e la particolare cura nella preparazione dei ripieni rendono questa colazione davvero speciale. Tutto rigorosamente “all’ombra” del grande orto verticale che, unico nel suo genere, si staglia sulla grande parete del locale.

dei cittadini. Nella zona di Garibaldi e Varesine sono stati edificati i palazzi che verranno adibiti a uso ufficio. I lavori nel loro complesso coprono una superficie totale di 290 mila metri quadrati con oltre cinque chilometri di piste ciclabili. Il quartiere Varesine, luogo in cui sorgeva l’omonimo luna park urbano nato nel 1973 e la cui attività venne terminata nel 1998, sarà una delle nuove zone residenziali. Il Bosco Verticale, infine è il progetto a cura dello studio Boeri che prevede due torri che ospiteranno oltre 900 alberi e arbusti floreali.


Palazzo Lombardia Pei Cobb Freed & Partners, Caputo Partership, Sistema Duemila, 2010 Il 15 giugno CTBUH di Chicago ha attribuito all’Europa il riconoscimento come miglior edificio elevato costruito proprio a Palazzo Lombardia con la seguente motivazione: “È un edificio costruito con molta attenzione alla sostenibilità ambientale: dispone tra l’altro per questo di coperture verdi e di pareti perimetrali sensibili alle variazioni di temperatura, con frangi-sole verticali che ruotano seguendo il corso del sole in modo da assicurare adeguatamente luce e ombra a chi lavora dentro il palazzo”. Fino al 2011 Palazzo Lombardia è stato il palazzo più alto d’Italia, avendo superato la Torre Telecom di Napoli. Oggi il suo primato è stato battuto dalla Torre Cesar Pelli situata anch’essa nel nuovo quartiere di Porta Nuova di Milano. L’edificio è composto da più corpi bassi curvilinei al cui centro svetta la torre che raggiunge 161, 3 metri di altezza con i suoi 39 piani. Il complesso è sviluppato attorno alla piazza Città di Lombardia, la piazza coperta più grande d’Europa, che può essere sede anche di manifestazioni. Il progetto è realizzato da un cooperazione internazione che ha vinto il concorso indetto da Regione Lombardia a cui sono stati presentati quasi 100 lavori di architetti di ama internazionale. La progettazione dell’edificio ha visto l’utilizzo delle più moderne tecnologie che lo rendono un esempio di prim’ordine nel campo dell’architettura sostenibile: le pareti nord e sud della torre sono ricoperte di pannelli solari, mentre l’impianto di riscaldamento e raffreddamento è stato creato attraverso un sistema a travi fredde con l’uso di pompe di calore e acqua di falda. È presente un muro climatico composto da un’intercapedine di 80 cm tra il vetro esterno della facciata e quello interno, al cui interno sono posizionati pannelli frangisole verticali.

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VIA MELCHIORRE GIOIA Dall’Adda alla cerchia interna dei navigli colazionando colazione in città

Fino agli anni Sessanta, nella via scorreva il Naviglio della Martesana, canale lungo 38 chilometri che da Trezzo sull’Adda alimentava la cerchia interna dei Navigli milanesi. Dal ponte di Porta Nuova (ponte delle Gabelle) alla Cassina dè Pòmm la corpertura del Naviglio è stata compiuta tra il 1951 e il 1968. Ancora oggi sotto il viale scorre il canale che parte dal fiume Adda e confluisce al canale Redefossi, anch’esso ormai nascosto sotto le vie del centro all’interno della cerchia delle mura spagnole. Il canale era stato costruito a partire dal 1460 per volere della famiglia

Sforza, e venne interrato proprio per permettere la costruzione del nuovo Centro Direzionale di Milano negli anni del grande boom economico. Di questa prima fase di progettazione è possibile osservare, all’angolo con via Pirelli, la Torre dei Servizi tecnici comunali alta 90 metri a cura degli architetti Bazzoni, Fratino, Gandolfi e Putelli. La zona ben si presta ad essere sede di uffici e luoghi di lavoro grazie ai collegamenti presenti: la stazione centrale e quella di Garibaldi, il passante ferroviario, due linee metropolitante e la nuova Linea 5 ormai quasi del tutto completata.

UNO SGUARDO IN CITTÀ La Cascina sorge sulla sponda sinistra della Martesana all’angolo tra via Melchiorre Gioia e via Zuretti. Attualmente nella zona della Cassina dè Pòmm (ossia delle mele) si trova l’omonimo parco, con una superficie di circa 10 mila metri quadrati realizzato sull’area della dismessa fabbrica di candele

Bonomi. All’interno si trova un piccolo canale artificiale, un campo di bocce e zone di gioco per i bambini. Questo potrebbe essere stato anche il punto in cui Renzo entrò in Milano. è stato un luogo conosciutissimo almeno sino alla fine dell’Ottocento: persino Giacomo Casanova pare vi abbia soggiornato.


La stazione e la Maison La stazione di Milano Porta Nuova è stata la prima stazione entrata in servizio nel 1840 per coprire la linea Milano Monza. Progettista dell’edificio fu l’architetto Giulio Sarti. Da questo primo scalo ferroviario nacque in seguito lo snodo della stazione di Milano Garibaldi, anch’essa inserita, attraverso una nuova ristrutturazione, nel grande progetto di ridefinzione dell’area. La caserma situata quasi alla fine della via è in reltà la seconda stazione di Porta Nuova inaugurata nel 1850

e attiva fino al 1864 per le linee di Milano, Como, Monza, come scalo merci lo snodo rimase attivo sino al 1873 per essere definitivamente sostituito dalla Stazione Centrale. Dal 2010 la prima stazione è stata completamente ristrutturata per valorizzare al meglio la facciata in stile neoclassico. L’edificio è diventato un albergo e luogo di eventi della nota casa di moda Moschino che, ispirandosi al tema delle fiabe, ha completamento ridefinito anche tutto gli arredi e assetti interni. colazionando colazione in città

Le cucine economiche

Situate in viale Montegrappa, sono di proprietà dell’“Opera Pia cucine economiche”. Si trattava di un luogo dove veniva distribuito cibo a prezzi accessibili per tutti i lavoratori e poveri della città. Inuagurato il 15 dicembre 1883, su progetto di Luigi Broggi, l’edificio ha una facciata è decorata in terracotta e mattoni a vista. Al piano terra si trovava la mensa con le cucine in grado di garantire 160 coperti. La struttura è rimasta attiva sino agli anni settanta del Novecento, mentre alla Galleria di Arte Moderna di Milano è esposto un quadro di Attilio Pusterla del 1887 che mostra l’ambiente affollato simbolo dell’indigenza di molti operai che vivevano nella zona dove erano presenti alcune grandi aziende come la Pirelli.


PONTE DELLE GABELLE Il porto fluviale della città

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Lungo il percorso del Naviglio della Martesana, entrando a Milano si incrociava il Ponte delle Gabelle costruito subito oltre le mura spagnole. Si trattava del punto in cui era necessario pagare il dazio per le merci che dovevano entrare in città. Molti dei cittadini milanesi preferivano proprio a causa dei dazi uscire dalle mura per acquistare le merci di cui avevano necessità. La conca era considerata un gioiello di ingegneria idraulica voluto da Ludovico il Moro nel 1496. Si ipotizza che il progettista sia stato

UNO SGUARDO IN CITTÀ Fino agli Oggi delleanni terme Trenta erculee del rimangono poche Novecento, via Santracce Marco in largo Corsia ricordava un angolo dei Servi di nell’areagrazie Venezia della chiesa alla presenza di SanNaviglio del Vito al Pasquirolo. della Martesana Si trattava che sfociava forseindelle queluniche punto e grandi nel bacino terme dettoromane appunto di di Milano San Marco. erette Qui approdaIII-IV sec dall’imperatore vano le barche subito Massimiadopo

averGlipagato no. viene ilattribuito dazio di ilinnome diper gresso erculee le merci sia in perché città. appellativo Era detto “tombon dell’Imperatore de san che le aveva Marc” perchévolute, qui si trovava sia per il ponticello ritrovamento detto di un deigrande suicidi. busto,alframmento Oggi suo posto sorge di statua un romana, noto locale raffigurante mentre laErcole piazza oggi conservato ospita tutti i giovedì al museo e sabaarcheologico to il mercato del di Milano. quartiere.

curato da Leonardo da Vinci vista la grande somiglianza con i disegni progettuali presenti nel suo “Codice Atlantico”. Molti erano stati i perfezionamenti di Leonardo per migliorare la navigazione dei Navigli, come per esempio, molti studi per attutire la spinta dell’acqua sulle imbarcazioni appesantite dalle merci. Il Naviglio fu utilizzato sino a tempi molto recenti, tanto che piazza San Marco era il luogo dove venivano scaricati gli enormi rotoli di carta utilizzati per stampare il Corriere della Sera.


Chiesa di Santa Maria Incoronata Il complesso, sito in corso Garibaldi 116, mostra nella sua doppia facciata la particolarità architettonica che la contraddistingue. Si tratta di un esempio di doppia chiesa come quella di San Cristoforo i cui corpi interni sono uniti. L’edificio nasce dall’unione di due chiese gemelle. La prima, quella di sinistra, fu eretta dai padri eremitani di San Marco nel Trecento e accanto vi fu costruito, all’inizio del XV secolo, il convento per i padri agostiniani. Il suo nome fu modifica in Chiesa dell’Incoronata poichè i lavori di restauro terminarono nel 1451 in concomitanza con l’incoronazione a duca di Milano di Francesco Sforza. Fu Bianca Maria, sua conserte a volere l’edificazione della seconda chiesa, quella di destra, a simbolo della sacra unione con il marito. All’interno dell’edificio, in stile gotico, si possono ammirare opere del Bergognone e del Bambaia. Il lungo restauro, da poco concluso, ha permesso di riscoprire un gioiello dimenticato presente nel convento: l’antica biblioteca umanistica, probabilmente l’unica presente a Milano. Questo luogo realizzato nel 1487 è sviluppato secondo uno schema che fece scuola nella realizzazione di molte delle biblioteche successive. Sulle lunette e sulle volte sono presenti gli affresci dei “magistri sacrae paginae”, personaggi illustri dell’ordine agostiniano, il trigramma “YHS” di San Bernardino e frammenti di color verde scuro. Moltissimi dei volumi presenti all’interno della biblioteca, si trovano oggi alla Biblioteca Ambrosiana.

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Porta Comasina

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La porta era chiamata Comasina in quanto punto di partenza del collegamento che portava verso la città di Como. Già presente a Milano in via Ponte Vetero nella cerchia delle più antiche mura comunali, venne in seguito spostata per essere inserita nella cerchia delle mura spagnole come gli altri punti di ingresso alla città. Spettò agli austriaci il compito di rendere questa porta, come quella di Porta Venezia, un ingresso monumentale ai possedimenti asburgici in Italia dedicando l’ingresso all’imperatore Francesco I. Come il corso adiacente, la dedicazione straniera venne modificata in onore di Giuseppe Garibaldi in quanto proprio questo era stato il percorso compiuto dall’Eroe dei due mondi nella sua venuta a Milano dopo la battaglia di San Fermo. L’arco trionfale, che presenta un’unica apertura ad un solo fornice,

è sormontato da quattro statue allegoriche che simboleggiano i quattro principali fiumi lombardi: Po, Ticino, Adda, Olona. Parte da qui, anche una delle vie più famose della movida serale milanese. I negozi e le botteghe storiche di Corso Como sono oggi famosi bar e discoteche. Il suo nome deriva dall’antica strada postale diretta a Como: le persone e le merci che provenivano dalla città o dalla Brianza passavano da qui. Alla fine di Corso Como si trova oggi quello che viene definito “il district”, realizzato da Hines che prevede un allungamento del percorso pedonale per terminare sulla grande rampa che porta alla piazza interna della nuova Torre Pelli. Nella nuova progettazione è prevista inoltre la realizzazione di una zona di verde di oltre 3 mila metri quadrati.

Quattro passi di cultura

alla scoperta di Milano da un’idea di

Pan d’Arte LA CULTURA VIEN MANGIANDO

Grafica e impaginazione: Ad Friends srl Hanno collab.: Valeria Bottiglieri, Beatrice Nizzetto, Francesca Giunti Foto di: Fabrizio Bottiglieri Ufficio stampa: Alessandra Vezzoli tel. 02.6552781/335.6813563; alessandra@studiovezzoli.com Ufficio marketing: Marco Ranieri tel. 02.36740400; marketing@colazioneincitta.it © RIPRODUZIONE RISERVATA - materiale promozionale riservato agli utenti del sito colazioneincitta.it NON destinato alla vendita.


I passi di colazionando Un’area in continua evoluzione. Una zona all’avanguardia dal punto di vista architettonico e urbanistico che promette di diventare, in occasione di Expo 2015, uno dei centri nevralgici della città .

Palazzo Lombardia

Ponte delle Gabelle

Torre servizi tecnici comunali

Chiesa Santa Maria Incoronata

Cantiere Porta Nuova

Porta Comasina

Le cucine economiche

Torre Pelli

Colazionando 21 Ottobre 2012  

Colazionando "Quattro passi di cultura alla scoperta di Milano"

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