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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1

Anno 2, numero 1 Giugno 2008

Prosegue il “Progetto editoriale” della Scuola CONTARDO FERRINI. L’apprezzamento unanime del giornalino “Ferrini news” ottenuto lo scorso anno ci ha entusiasmato e ci ha convinti a proseguire sulla strada editoriale intrapresa. Anche quest’anno, quindi, esce il FERRINI NEWS, il numero 1, il primo numero ufficiale a cui seguiranno nei prossimi anni, questo è il nostro auspicio, altri numeri. Il 38° Circolo Didattico di Roma è una scuola ricca di giovani menti attive, curiose e creative che non mancheranno certo di produrre tanto e tanto “materiale” per il giornalino scolastico. Dunque coraggio bambini, e buon lavoro! Sommario La Dirigente Scolastica

Il progetto editoriale “Ferrini News”.

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Intervista al Consigliere del II Municipio di Roma ALEXANDRE TESSIER.

Pag. 2

“Il gomitolo”: c’era una volta il giornalino scolastico.

Pag. 3

“... And the winner is ...”: partecipazione alla Gara di Giochi Matematici 2008.

Pag. 4

Le memorie dei nonni.

Pag. 6

Festa della Famiglia a Forte Antenne: genitori in scena.

Pag. 8

EARTH DAY ed inquinamento dell’aria.

Pag. 9

Anna Giardina

FESTA DELLA FAMIGLIA alla Scuola dell’Infanzia di FORTE ANTENNE

Mense scolastiche romane e raccolta differenziata: lettera al Sindaco

Pag. 11

XVIII Settimana della Cultura Scientifica

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Studiare alla “Ferrini”: progetti e prodotti degli alunni.

Pag. 13

Saluto della Dirigente Scolastica.

Pag. 41


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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1

Il giorno 28 febbraio la classe V B si è recata presso il II Municipio di Roma ad intervistare l'assessore Alessandro Tessier che ci ha ricevuti nella sala del consiglio e ci ha illustrato qual è il suo lavoro e quello del municipio: loro sì occupano innanzitutto di asili nido, strade e scuole e politiche sociali. In seguito noi alunni gli abbiamo rivolto alcune domande. (Valentina M.) "Si potrebbe ridurre iI traffico In città?” Risposta: “Ci sono in progetto varie linee metropolitane che serviranno per ridurre il traffico” (Francesca P.) “Sì potrebbe costruire una nuova pista ciclabile?” Risposta: “Ci sono alcuni progetti ed in particolare la realizzazione di un ponte ciclo – pedonale che collegherà il Foro Italico con il Flaminio” (Greta P.) “Perché ogni volta dopo le elezioni rimangono i cartelli pubblicitari?" Risposta: “La maggior parte viene tolta, altri, invece, rimangono per evitare che vengano messi manifesti abusivi”. (Eleonora B.) "Sulle strade ci sono molte buche pericolose soprattutto per i motociclisti; perché non vengono tolte?" Risposta: “Sicuramente bisogna fare di più ma occorrono maggiori fondi, comunque sono in programma sulle seguenti strade, alcuni lavori per ricoprire queste buche: Vìa Val Nerina, Via Anerìo, Via Piccinni, Vìa Rendano, Via Selci in Sabina, mentre è stato già asfaltato il marciapiede davanti alla vostra scuola.” (Ludovica R.) " Perché non vengono costruiti più asili nido?” Risposta: “Ne è appena stato ricostruito uno su Via Piccinni adiacente Villa Chigi. Nel nostro Municipio, però, è quasi impossibile costruire per mancanza di aree disponibili”. (Ludovica R.) “Perché a Roma non ci sono delle biblioteche gratuite per ragazzi? Risposta: “A Villa Leopardi c’è una biblioteca dove i ragazzi possono prendere i libri gratis". (Sìlvia C.) “Le piacciono le scuole romane?” Risposta: “Le scuole di Roma possono vantare grandi giardini in cui i bambini possono giocare. La nostra scuola è privilegiata poiché ha un grande giardino interno. Le scuole del Municipio sono ottime, con bravi insegnanti”. (Margherita N.) “Quali sono i suoi impegni?” Risposta: “Affrontare sempre i problemi con passione, serietà e disponibilità”. (Alberto P.) “Si possono costruire più campì da calcio?” Risposta: “All’interno dei parchi ci possono essere aree attrezzate per il gioco del calcio. Comunque non è possibile costruirli all’interno di ville storiche. Inoltre, nel nostro Municipio ci sono pochi spazi disponibili per poter creare nuovi campi di calcio”. (Gianmarco P.) “Cosa si pensa di fare per il campo nomadi sull’Olimpica?” Risposta: “Sì sta cercando una collocazione diversa per II campo nomade, in una zona più lontana dai centri abitati. È un problema complesso da affrontare sia per ragioni storiche che attuali”. (Alex M.) “Si potrebbe fare più sport a scuola?” Risposta: “Per fare più sport bisognerebbe avere più strutture e più insegnanti perché le maestre di ruolo non possono insegnare anche in palestra”.


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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1

Il gomitolo. C’era una volta il giornalino della scuola.

Eravamo nel 1980 alla scuola elementare C. Ferrini si svolgevano di pomeriggio le attività integrative: laboratori di musica, di teatro, di ceramica, di alimentazione, di scrittura. I bambini che sceglievano di seguirle appartenevano a classi diverse, tra loro i miei figli, Silvia ed Emanuele. In questo clima, vivace e costruttivo, con entusiasmo e aspettativa nasce il primo giornalino della scuola, nel laboratorio di scrittura diretto dalla maestra Annamaria Todeschini. I bambini con la maestra si erano posti molte domande: perché vogliamo fare un giornale, a casa può servire, di cosa si dovrà occupare. «Si stabilì che il giornale si dovesse occupare di noi bambini, della Scuola, del nostro quartiere, di nostre esperienze, dei laboratori della scuola, delle nostre uscite. Dovevamo avere delle rubriche fisse: “di tutto un po’ ”.» (Da un’intervista alla maestra Todeschini). Il giornale ebbe un nome, cioè una testata e alla ricerca di questo nome si impegnarono tutti i bambini. Si scelse “Il gomitolo”, gomitolo di notizie, di parole, di idee. Il bello venne dopo, come realizzare il giornale, con quali mezzi? Non c’era niente. Si cominciò a produrre le matrici su carta da matrice: i bambini scrivevano o disegnavano su un foglio. Il foglio veniva inserito nelle matrici ciclostilabili, che erano costituite da una parte gommosa e da una di carta velina. Il foglio scritto veniva, così attaccato, ricalcato con molta attenzione, facendo pressione, per incidere la matrice. A volte lo scritto non si vedeva bene e bisognava mettere le matrici contro i vetri della finestra, per leggerli. Era tutto un lavorare e un ridere insieme. Realizzate le matrici occorreva fare le copie. Si stabilivano insieme e si decideva anche quante copie dovesse fare ogni bambino, cioè quante volte girare la manovella del ciclostile. Dunque si staccava il foglio di carta velina e la matrice incisa veniva messa nel ciclostile che si girava a mano e prendeva il foglio, attaccato a pressione, e lo incideva. Quando tutti i fogli erano stati ciclostilati e non era operazione facile, ogni bambino prendeva i fogli del suo giornale e li cuciva con la spillatrice. Poi ognuno prendeva le proprie matite, i pennarelli no perché macchiavano, e colorava il proprio giornale. In questa atmosfera laboriosa e allegra “Il gomitolo” veniva prodotto. Dopo un paio di anni, il consiglio di circolo, di cui noi genitori facevamo parte, riuscì a comperare un ciclostile, perché le pagine, sempre più ricche di notizie, di parole, di idee e di disegni erano molto aumentate. Alle attività inoltre si era sostituito il tempo pieno. A scuola si mangiava alla mensa, tutti i bambini restavano il pomeriggio. I laboratori furono inseriti nel tempo scuola. Il ciclostile elettivo funzionava anch’esso manualmente. Era una macchina con due rulli: su un rullo si metteva il foglio bianco normale, sull’altro la matrice e il testo veniva copiato. Poi l’operazione di girare la manovella era più veloce. Molte volte noi genitori aiutavamo i bambini a spillare le copie, soprattutto per i numeri speciali che erano voluminosi. Nel giornale la vita della scuola era rappresentata in tutte le sue varietà. “Il gomitolo” è durato molti anni, un giorno una classe, racconta la maestra Todeschini, ha espresso il desiderio di cambiare il nome della testata. Bisognava gratificare i nuovi giornalisti e così intorno agli anni ’95, “Il gomitolo” è diventato “Arcobaleno - C’era una volta”.

Luciana Di Angelantonio (la nonna di Andrea Mirabella)


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Partecipazione alla “Gara di Giochi Matematici 2008”

LA FINALE DI KANGOUROU Un giorno di marzo la maestra Barbara arrivò con una bellissima notizia per la classe: avremmo partecipato ad una gara di matematica, l'edizione 2008 di Kangourou. Tutti noi bambini ci eccitammo molto. Iniziammo a prepararci facendo le prove degli anni precedenti, e con grande passione tutti ci siamo cimentati (anche in famiglia. ..).Uscita la classifica ho scoperto di essere arrivato tra i primi 22, su circa 6000 partecipanti, guadagnandomi l'accesso alla finale a Mirabilandia. Evviva!

FILIPPO LIGUORI

Insieme alla maestra il giorno 11 maggio 2008 siamo partiti in treno, pieni di speranza, consapevoli delle difficoltà: avremmo trovato di certo altri bambini bravi e preparati. Il giorno della verità era arrivato! La gara prevedeva 6 quesiti a risposta aperta, e per ogni quesito bisognava inoltre motivare la risposta data: una difficoltà pazzesca, anche volendo non ci si poteva affidare alla sola fortuna... Io ho consegnato il mio compito nel tempo previsto e poi tutti al parco di Mirabilandia a divertirsi; il giorno successivo avremmo saputo l'esito della gara: una notte d'attesa. Finalmente il giorno dopo arrivò, e andammo alla premiazione, all'interno della sala del cinema "4 D" di Mirabilandia. I professori esaminatori hanno tenuto tutti sulla corda, iniziando dall'ultimo classificato. Il mio nome non arrivava mai, ero rimasto tra gli ultimi cinque ed ero già felice ed emozionato, ma man mano che si riduceva il numero il cuore batteva a mille! Finalmente, il professore annunciò il vincitore: FILIPPO LIGUORI! Mi sembrava di sognare!!! Filippo Liguori (5ª A)

alunno della classe 5ª A della Scuola “Contardo Ferrini” vincitore dell’edizione italiana 2008 del concorso "Kangourou della Matematica" (livello ECOLIER alunni di 4ª e 5ª elementare)

Che cos’è KANGOUROU ? La gara Kangourou della Matematica è giunta in Italia alla sua IX edizione. L'iniziativa è attiva con successo in Australia dal 1981, ed in Europa dal 1991. La associazione internazionale KANGOUROU SANS FRONTIÈRES, senza fini di lucro, ne cura l’organizzazione. Rispetto ad altre analoghe iniziative, si evidenzia per la preponderanza dell’aspetto educativo e divulgativo rispetto a quello competitivo. Nel 2007 ha interessato complessivamente oltre 4.500.000 partecipanti, in oltre 30 paesi. In Italia, il numero dei partecipanti è cresciuto progressivamente fino a circa 36 000 lo scorso anno. I concorrenti sono ripartiti in 5 livelli di scolarità: Écolier per le classi quarta e quinta elementare, Benjamin prima e seconda media inferiore, Cadet terza media inferiore e prima superiore, Junior seconda e terza superiore, Student quarta e quinta superiore. Si tratta della più grande verifica internazionale delle abilità in matematica. La gara italiana avrà il patrocinio e la collaborazione del Dipartimento di Matematica dell'Università degli Studi di Milano.


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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1 Mentre i media riportano dati che posizionano gli studenti italiani agli ultimi posti delle classifiche europee per le competenze in ambito matematico, gli alunni della “Contardo Ferrini” vanno in controtendenza! Ben sei nostri alunni sono presenti nella classifica finale dei “Giochi matematici per le Scuole Elementari Premio Ettore Majorana”, e uno fra loro, Filippo Liguori, è risultato primo classificato alla finale italiana! L’avventura è iniziata così ...

... È proseguita così ...

Classifica Finale Premio E. Majorana - seconda edizione Giochi Matematici Scuole Elementari n° Cognome e Nome

tempo

Punteggio

Scuola

4

Liguori Filippo

24'

42,75

38°CD Ferrini

5

Castellano Orlando

27'

42,00

38°CD Ferrini

8

Tabacchi Alessandro

36'

38,25

38°CD Ferrini

22 Ruocco Giulia

47'

28,25

38°CD Ferrini

71 Moscianese Aurora

36'

8,25

38°CD Ferrini

108 Ciuffini Pietro

34'

-0,50

38°CD Ferrini

Ed è finita cosi! WOW!

CLASSIFICA CATEGORIA ECOLIER KANGAROU della Matematica 2008 – Finale italiana Studente

5ª A

Scuola

1 FILIPPO LIGUORI

Scuola "Contardo Ferrini" 38° C.D.

2 LAURA ROCCHI

Scuola "P. Squadrani"

Città

Punti

Roma

50

Forlì

40

3 FRANCESCO MANGANELLI

Scuola "G. Duprè" c/o 3° c.

Siena

39

4 RICCARDO FERRETTA

Scuola "G. Duprè" c/o 3° c.

Siena

32

5 ANNA GIULIANI

Scuola Risorgimento

Gavirate (VA)

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I bambini di oggi non sono abituati a vivere in famiglie numerose, per questo mi sembra giusto farli partecipi della propensione di un nonno di quattordici nipoti che mantiene fortissimo il ricordo della sua lunga vita di padre di otto figli, di patriarca di una famiglia numerosa. Ogni giorno otto figli da svegliare, far mangiare, vestire, portare a scuola; ogni giorno attenzione e disponibilità a problemi sempre diversi e spesso inaspettati; ogni giorno dieci persone a tavola in una sovrapposizione infinita di parole, dispetti, litigi; ogni giorno il lampo di preoccupazione e di dubbio su qualche debolezza o disagio adolescenziale o giovanile. E poi l'estate tutti insieme su un pulmino Fiat verso le nostre case di Anzio e di Courmayeur, perché anche i viaggi e le vacanze si facevano tutti insieme, in dieci. E senza mai, d'inverno o d'estate, avere un aiuto domestico: la saga familiare è stata solo nostra, di noi dieci. Ricordarlo, ora che tutti i figli hanno vita indipendente e una loro famiglia, mi da un po' di nostalgia, anche se, come nonni, mia moglie ed io ci siamo ben riadattati alla vita a due. Ho nostalgia per la "caciara" continuata che otto bambini e ragazzi creano in casa; ho nostalgia delle risate collettive talvolta irrefrenabili; ho nostalgia delle voci speciali con cui i figli si prendevano in giro (dico voci speciali perchè non le ritrovo oggi in loro, più maturi e solidi); ho nostalgia del rito di passare per otto letti a dar una buona notte molto differenziata (qualcuno era piangente, qualcuno insofferente di esser stato mandato a letto, qualcuno già dormiva). Ma ho nostalgia specialmente del rapporto fra loro. Gli amici ci hanno sempre detto "ma che fatica avere otto figli" e noi abbiamo sempre risposto che invece si fa fatica più con due che con otto figli; se infatti hai uno o due figli tu padre sei il destinatario di ogni desiderio, attesa, bisogno, nella vicinanza affettuosa come nel rancore. Se hai otto figli ti sorprendi a constatare ogni giorno che l'80 per cento dei loro problemi se li risolvono fra loro, con alleanze, complicità, consulenze, conflitti, aiuti concreti tutti interni al gruppo: alla mamma arriva un altro Giuseppe De Rita 15 per cento, al papa il restante; magari è su cose (Roma, 27 luglio 1932) è più serie, ma è pur sempre un 5 per cento. Non si uno dei più noti socioloimmagina quanto sia facile avere tanti figli. gi italiani. Nel 1954 si laurea in Per questo, quando ho gruppi di figli a pranzo o a Giurisprudenza e dal cena (difficile metterli tutti insieme, gli otto figli e i 1955 al 1963 è funzionaquattordici nipoti) non mi sorprendo nel vedere rio della Svimez che mamma e papa sono marginalizzati: i figli par(Associazione per lo sviluppo del Mezzogiorno), di cui è responsabile lano fra di loro, ragionano di cose loro, si considella sezione sociologica dal 1958 al 1963. gliano fra loro, fanno lavoro di gruppo, "fanno branco" dico io. E la cosa non mi dispiace, in fon- Nel 1964 è tra i fondatori del Censis (Centro studi investimenti sociali), di cui è consigliere delegato do esprimono nell'intensa attualità quella bellezza per dieci anni e poi segretario generale dal 1974 ad della vita a dieci che per me è solo ricordo e no- oggi. Collaboratore del Corriere della Sera, è stato presidente del Cnel (Consiglio nazionale dell’ecostalgia. nomia e del lavoro) dal 1989 al 2000 e della casa GIUSEPPE DE RITA editrice Le Monnier dal 1995. (nonno di Vittoria) È membro della Fondazione Italia USA. Attualmente è il presidente del Censis.


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Essendo nato nel 1933, sono "entrato" nella prima classe delle elementari nel 1939. Quindi, ho frequentato le "mie" elementari negli anni scolastici i 1939-40,'40-'41,'41-'42 e '42-'43. All'inizio dell'estate 1943 ho affrontato gli esami per "saltare" (si diceva allora, ora non so) la quinta. Nell'autunno del 1943 sono dunque "entrato" nella prima media. Detto cosi, sembra semplice. In realtà non è difficile capire che la "mia" scuola elementare ha in gran parte coinciso con la partecipazione italiana alla seconda Guerra mondiale. L'Italia, infatti, era entrata in guerra nel giugno 1940; e ne usci, in maniera catastrofica, l'8 settembre 1943, per affrontare poi altri due anni (quasi) di sofferenze e di lotta. Tutti gli anziani hanno la tendenza a ripetere ai loro amici bambini: non avete idea, non potete avere idea di come siano stati gli anni di cui vi parlo! In questo caso, però, mi pare sia vero: disagi, sofferenze, paure, da un certo momento in poi la penuria di cibo e di vestiario, i bombardamenti di Roma nel luglio e nell'agosto del 1943; poi, dopo l'8 settembre di quell'anno, la dura, crudele, oppressiva occupazione dei nazisti e dei fascisti, alleati insieme in un ultimo, disperato tentativo di rivincita e di vendetta. Insomma, poco da divertirsi, apparentemente. Eppure, noi bambini anche allora ci divertivamo: magari giocando proprio a fare la guerra, sebbene noi ne fossimo per cosi dire le principali vittime. La mia scuola elementare era collocata presso Porta Metronia, a poca distanza dalle Mura Aureliane. Si chiamava "Mario (credo) Guglielmotti", una camicia nera caduta negli scontri con gli antifascisti nel 1920-22: ora porta il nome più illustre e pacifico di "Alessandro Manzoni", ma, a giudicarla dall'esterno, è rimasta tale e quale. Da lì raggiungevamo con i nostri insegnanti le vicine Mura Aureliane, e ci facevamo delle lunghe passeggiate, che finivano, talvolta, in zuffe gigantesche. Molta acqua è passata sotto i ponti da allora, ma voglio dire ancora questo. Gli anni erano difficili, le paure tante, il futuro oscuro. Forse proprio perciò la Scuola era per noi bambini un punto di riferimento così importante e i nostri Maestri cosi presenti ed essenziali per la nostra vita di allora. Non ho dimenticato la Maestra Chiarinelli, con cui ho "fatto" le prime due classi e il Maestro Malatesta, con cui ho “fatto” le altre due (prima di "saltare" la quinta). I Maestri sono importanti, sia in tempi difficili come quelli che io ho vissuto, sia in tempi più facili (ma forse anche più complicati) come quelli di oggi. Alberto Asor Rosa, nato a Roma Tenetene conto ragazzi,e fatene tesoro. ALBERTO ASOR ROSA (nonno di Giovanni ed Elena)

nel 1933, è italianista, storico e critico letterario di grande prestigio. Docente universitario dal 1972, è titolare della cattedra di Letteratura Italiana de "La Sapienza", dove dirige il Dipartimento di Studi Linguistici e Letterari.


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Genitori in scena alla materna Montessori di Forte Antenne per la tradizionale "Festa della Famiglia" di fine anno. A impersonare il “Topo Federico” e i protagonisti delle sue avventure nel mondo, dalla Cina, alla Spagna, a Baghdad, all'India una trentina di papà e di mamme che si sono cimentati lo scorso 30 maggio sull'improvvisata scena del giardino scolastico davanti alla platea di bambini, insegnanti, personale scolastico e alle famiglie di ex alunni. La recita finale dei genitori è oramai diventata una tradizione anche in questa scuola. Un'occasione non solo per far divertire i propri bambini, ma anche, nelle numerose serate di prova 'auto – organizzate' dai genitori durante l'anno scolastico, per far crescere il senso di amicizia e di comunità che ogni scuola dovrebbe esprimere. Una partecipazione diretta che non si è limitata alla recita ma anche all'organizzazione del ricchissimo pranzo che ha preceduto lo spettacolo e alla tradizionale 'riffa'. Poi un “tanti auguri” corale, dal palco e dalla platea, per il compleanno della cuoca Gabriella e, nel finale, l'affettuoso saluto alla direttrice Anna Giardina che si appresta ad andare in pensione. La sua proposta? Ripetere lo spettacolo del “Topo Federico” anche in altre scuole. Un vero successo, insomma. Che aspetta di essere rinnovato tra pochi mesi con il nuovo spettacolo 2008-‘09. Genitori preparatevi, la scena vi attende! Luca Borsari


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Il Giorno della Terra, in inglese Earth Day è il nome usato per indicare due diverse festività, una che si tiene annualmente ogni primavera nell'emisfero Nord del pianeta, ed un'altra in autunno dedicate all'ambiente ed alla salvaguardia del pianeta Terra. L’Earth Day fu celebrato a livello internazionale per la prima volta il 22 aprile 1970 per sottolineare la necessità della conservazione delle risorse naturali della Terra. Nato come movimento universitario, nel tempo l'Earth Day è divenuto un avvenimento educativo ed informativo ed è utilizzato come occasione per valutare le problematiche del pianeta: l'inquinamento dell'aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili.

La giornata mondiale della terra e il pianeta da salvare. Un miliardo di persone per salvare il pianeta. Un coro di voci per chiedere ai governi di combattere il riscaldamento globale. Proteggiamo l'ambiente in cui viviamo; per questo Earth Day è la giornata mondiale della terra. Sono 174 i paesi coinvolti nel Earth Day, cresciuti di anno in anno dal primo appello per il pianeta lanciato il 22/04/1970. Allora, dopo il disastro petrolifero, un senatore mise insieme 20 milioni di cittadini americani. In seguito, ad ogni anniversario, l'appuntamento è stato rispettato. In Italia l' Earth Day è anche l'occasione per sensibilizzare l'opinione pubblica e correggere i comportamenti che rendono l'impatto troppo gravoso per il pianeta.

4ª E-F


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4ª E-F

Oggi I' aria è inquinata. Diverse sono le cause: le emissioni gassose dalle fabbriche, il riscaldamento a gasolio e a metano, traffico intenso, la deforestazione che sta togliendo al mondo i suoi polmoni verdi, tra cui la foresta amazzonica. Un altro grave problema è il buco nell'ozono. L'ozono è un gas che sì trova nell'atmosfera e avvolge la terra proteggendola dai pericolosissimi raggi ultravioletti. Purtroppo, l'inquinamento dell'aria ha causato dei buchi nell'ozono, in particolare nelle zone polari. Oltre ai buchi nell'ozono ci sono delle altre conseguenze dell'inquinamento dell'aria: malattie all'apparato respiratorio, piogge acide e danni alla vegetazione. L'uomo può cercare di porre rimedi all'inquinamento e a tutte le altre cause usando delle strategie: utilizzo dell’energia eolica o solare, riduzione del traffico automobilistico e costruzione di zone pedonali, costruzioni di inceneritori a basso impatto ambientale, riduzione della deforestazione.


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INTERVISTA ALLE DIPENDENTI DELLA C. A. M. S. T. Oggi 31/01/08 abbiamo scoperto che la ditta che prepara il cibo per la mensa della nostra scuola, non fa la raccolta differenziata. Ci domandiamo come questo sia possibile visto che si parla tanto di riciclo e di risparmio energetico. Abbiamo fatto delle domande ai lavoratori della mensa e queste sono le sorprendenti risposte: DOMANDA: Dopo aver sparecchiato cosa fate dei rifiuti come carta, plastica e cibo? RISPOSTA: Li buttiamo tutti in un unico cassonetto. DOMANDA: Ma quindi non fate la raccolta differenziata? 5ª C RISPOSTA: Non ci è possibile farla. DOMANDA: Dividete almeno gli scarti alimentari? RISPOSTA: No, li buttiamo insieme con carta,vetro e plastica. DOMANDA: Quindi non rispettate correttamente lo smaltimento differenziato dei rifiuti? RISPOSTA: No, non sappiamo come fare la raccolta differenziata, non abbiamo i cassonetti a nostra disposizione. DOMANDA: Se poteste fare una lettera al Sindaco che cosa gli chiedereste? RISPOSTA: Dì disporci di cassonetti per la raccolta differenziata. Senza fare dei calcoli troppo difficili abbiamo pensato che se tutte le mense di Roma eliminano così i materiali diversi, sì fa presto ad arrivare alle migliaia di quintali di rifiuti non differenziati giornalieri e, anche se non siamo al livello del catastrofico caso della Campania, non è certo una buona cosa non prendere dei provvedimenti. LETTERA AL SINDACO DI Roma Abbiamo pensato così di scrivere al Sindaco per chiedergli di fare in modo che la popolazione sappia meglio come fare Caro sindaco di Roma noi della VC della scuola Contardo Ferrini abbiala raccolta differenziata per mantenere pulito l'ambiente.

mo visto che nella nostra scuola i rifiuti della mensa vengono buttati tutti insieme nei cassonetti della “mondezza” e pensiamo che sia un grave spreco. Visto che il problema sta peggiorando sempre più, non pensa che gli avanzi di cibi come carne, pesce, formaggio e tanto altro si potrebbero dare agli allevamenti per sfamare gli animali? E perché con i rifiuti vegetali, le foglie e i rami secchi non si può produrre il compost, che è un ottimo concime biologico? Inoltre, non trova che sarebbe bene mandare degli esperti nelle scuole a spiegare bene a noi bambini come fare la raccolta differenziata? Infine: si potrebbero avere più cassonetti in modo da trovarli più vicini alle abitazioni e alle scuole? La salutiamo cordialmente e la invitiamo a venire a trovarci. Gli alunni della VC della Scuola “Contardo Ferrini”


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XVIII Settimana della Cultura Scientifica: un pretesto e un’occasione. Terra, acqua, aria, fuoco, animali e vegetali: le trasformazioni della materia. Nel pomeriggio di mercoledì 4 giugno molte classi impegnate nei percorsi di formazione scientifica, hanno deciso di mostrare i risultati del loro lavoro alle famiglie, esponendo cartelloni e proponendo esperienze ai visitatori. Tutte testimonianze dell’impegno di ogni alunno che, interagendo attivamente con compagni, insegnanti e specialisti, si è impegnato nella costruzione del proprio sapere. E’ questa infatti la nota comune e caratterizzante di tutte le attività proposte nel corso dell’anno. A fianco del tradizionale curricolo, gli insegnanti hanno attivato percorsi di conoscenza basati sulla ricerca-azione. E’ una scelta metodologica importante, basata sulla sollecitazione della motivazione ad apprendere degli alunni mediante il coinvolgimento nelle discussioni e nelle attività, e sulla costruzione di contenuti attorno all’esperienza diretta della indagine scientifica mediante la partecipazione alla progettazione ed alla realizzazione delle attività. Dal progetto Sapere i sapori a quello Vividaria, dalle uscite ambientali a quelle museali, tutto il lavoro verso il “nuovo” è stato costruito dai ragazzi partendo dalle loro preconoscenze, attraverso il “desiderio di scoperta” per ampliare il proprio bagaglio di “esperienze culturali”. Questo modo di concepire le attività ambientali, ha permesso la creazione di “laboratori diffusi”, intesi come ambienti idonei a condurre le esperienze nello spazio e nel tempo (le classi, la scuola, il parco pubblico, il giardino, l’orto, il terrazzo astronomico etc.). A monte di questo modo di costruire il sapere dei ragazzi, vi è la convinzione che: molte capacità logiche possono essere sostenute e migliorate attraverso procedure che utilizzano l’esperienza diretta in maniera interattiva, proprio perché un individuo attivo apprende con successo; l’esperienza concreta presenta la realtà visibile, che stimola in profondità le facoltà cognitive dei partecipanti, attivando la memoria e dando inizio a processi di comprensione concettuale; la ricerca-azione, scandita da osservazioni, raccolta e analisi dei dati, preparazione di attrezzature da lavoro, organizzazione e realizzazione di esperienze, conduzione di indagini e ricerche, confronto e scambio di conoscenze e opinioni tra pari e con adulti, produzione di elaborati (libricini, ipertesti etc.), rappresenta la metodologia più adeguata allo sviluppo della “motivazione ad apprendere”. Dunque la XVIII Settimana della Cultura Scientifica è stata per la scuola Ferrini un’occasione e un pretesto per impegnarsi in percorsi di sperimentazione, nella realizzazione di un “laboratorio” per studiare le trasformazioni della materia. Se ascolto dimentico Se vedo ricordo Se faccio capisco (Confucio) Ins. Elisabetta Saglietti


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IO, DI SOLITO, NON MI ASTENGO! A me non piace astenermi quando sono chiamato ad esprimere democraticamente un parere, ad esempio nelle decisioni da prendere insieme in classe. Mi sforzo di non essere timido perché dire liberamente come la penso significa avere fiducia nelle mie idee, e questo mi fa onore. Io cerco sempre di avere le idee chiare per votare e non confondermi o distrarmi. Per votare non devo farmi influenzare da idee di altre persone, anche se, specie adesso che sono piccolo, ascolto i consigli dei più grandi e di quelli che mi sembrano più intelligenti e preparati. Non saprei come esprimere un parere per scegliere un partito politico però penso che, seguendo i telegiornali e ascoltando le trasmissioni dove parlano i leader potrò anche io, verso i dodici anni, farmi un’ idea di quale votare. Sia per le decisioni da prendere in classe, oppure nello sport, di solito non mi arrabbio se il mio parere non si afferma, perché è giusto rispettare quello della maggioranza dei votanti. Ma nel caso la mia scelta vincesse devo saper gestire le mie emozioni senza schernire gli avversari. Nella mia esperienza personale, specie votando per chi deve essere il capitano delle squadre sportive, ho imparato ad esercitare il mio diritto di voto. Anche in classe a volte dobbiamo votare su qualche argomento e a me piace molto poter dire la mia opinione e quindi “far parte di una parte”. Insomma io, di solito, non mi astengo! 5ª C


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Noi della 5ª C, già dalla terza elementare, abbiamo cominciato a leggere il quotidiano in classe. Questa attività ci ha appassionato al punto che abbiamo anche noi iniziato a scrivere degli articoli e, per meglio organizzare il lavoro, ci siamo divisi i compiti creando sette redazioni e scegliendo per ciascuna di esse un titolo. Abbiamo usato degli pseudonimi per firmare i nostri articoli perché ci divertiva l’idea che magari neanche i genitori avrebbero saputo distinguere i pezzi scritti dai propri figli. Apparteniamo alla redazione specializzata nelle interviste e così abbiamo visitato la scuola alla ricerca di soggetti appartenenti a diverse categorie. Abbiamo cominciato dal basso, anzi: dai più bassi! Interviste ai bambini della prima. All’entrata nell’aula siamo rimasti a bocca aperta dal silenzio che c’era. Le maestre hanno scelto un maschio e una femmina da intervistare. Redattore: Come vi chiamate ? Intervistati: Ci chiamiamo Carlotta e Lorenzo Redattore: Quanti anni avete ? Intervistati: Abbiamo sei anni. Redattore: Vi piace la scuola ? Intervistati: Si! Piace a tutti noi della classe. Redattore: Qual è il vostro hobby ? Intervistati: Il mio è studiare e il suo è giocare. Redattore: Vi piace lo sport ? Intervistati: Si, ci piace. Redattore: Per quale squadra tifate ? Intervistati: Tifiamo per Roma e Lazio. Redattore: Cosa fate nel tempo dopo scuola ? Intervistati: Noi giochiamo, facciamo sport e aiutiamo i nostri genitori. Redattore: Cosa cambiereste in questa scuola ? Intervistati: Noi non cambieremmo niente. Redattore: Che materia vi piace di più ? Intervistati: Ci piace Matematica, Italiano e Religione. Redattore: Come vi sembrano le vostre maestre ? Intervistati: A me sembrano buone e a lui cattive. (5ª C)


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Iniziare presto l’apprendimento delle lingue straniere, già a partire dalla Scuola dell'Infanzia è un'idea che si sta facendo sempre più strada sia in Italia che nella Comunità Europea. Numerose ricerche hanno dimostrato che le lingue s'imparano meglio in età infantile, quando le modalità d'insegnamento sono adeguate all'età psico-sociale e cognitiva dei bambini e hanno una buona valenza affettiva. Per giungere a buoni risultati nell'insegnamento delle lingue straniere, le variabili più importanti sono la relazione comunicativa e affettiva che l'insegnante instaura con i bambini ed il metodo d'insegnamento, vale a dire, la maniera con cui il bambino viene messo a contatto con la lingua. Le avventure di “Hocus e Lotus” è un progetto di Lingua lanciato dall'Università di Roma "Sapienza" in collaborazione con RAI - Fiction Le storie sono vissute insieme ai bambini attraverso il magico ingresso nel parco di Hocus e Lotus, un mondo fantastico in cui tutto avviene nell'altra lingua (inglese) comprensione e produzione. Durante la magia, e perciò durante la lezione non è possibile far alcun uso dell'italiano. Per ogni lezione di lingua, della durata di 30/40 minuti sono state ideate le seguenti attività: Rito d'ingresso nel mondo magico con la vestizione della maglietta magica (che ha su! davanti la raffigurazione dei due personaggi principali delle "Avventure") la chiusura degli occhi e la conta. Questi tre elementi rappresentano il passaggio (ponte) dal mondo reale a quello immaginario: in questo modo si crea per la nuova lingua una "nicchia" specifica, tutta sua, nei vissuti dei bambini, e che costituirà uno degli elementi che ne faciliterà l'apprendimento. L'uso della maglietta costituisce l'elemento concreto e tangibile dello stare in un mondo magico durante il quale si parla e comprende solamente l'inglese.

Scuola dell’Infanzia Statale Sezione F


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Perché ai bambini ? Nel mondo ci sono tanti bambini che ogni giorno rischiano la vita. I bambini vengono presi dalla mafia, che li usa per raccogliere soldi e smerciare la droga, ma i bambini non ci guadagnano nulla. Non c’è solo la mafia che sfrutta i bambini. In alcuni paesi del terzo mondo i bambini vengono arruolati in guerra e spesso purtroppo muoiono. In Brasile molti bambini vivono per strada e anch’essi, purtroppo, muoiono di stenti o per traffici criminali. Certi bambini muoiono per la fame perché nei paesi poveri le popolazioni non hanno un grande sviluppo economico anche per via degli Stati ricchi che sfruttano le risorse di questi paesi del terzo mondo, impoverendoli. L’ultima cosa che fa paura ai bambini sono i pedofili, adulti che molestano e compiono atti orribili contro i bambini. È una cosa spaventosa e qualcuno dovrebbe arrestarli! Per me i bambini devono essere lasciati in pace e essere tutelati e quindi faccio una domanda :

perché sempre ai bambini che rappresentano il futuro del mondo?

5ª C


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Scuola dell'Infanzia Statale - Sezione E


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Lavoro ideato e coordinato dall’insegnante Valeria TARANTINO

Paolina Bonaparte Antonio Canova 1804 Naturale Ritratto di Venere Scultura Marmo Galleria Borghese (Roma)


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Venere sul suo divano comodamente adagiata guarda avanti a sé, lontano mostrando la mela conquistata. La sua pelle è liscia e setosa come il velo di una sposa. Ha un’acconciatura spumosa ed è molto silenziosa. Ha un lenzuolo che l’avvolge solo in parte. Ma sapete chi è ? È Paolina Bonaparte. 4ª C


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4ÂŞ C


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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1

Siamo andati a far visita a Paolina Borghese. Ma forse dovevamo avvertirla! Siamo entrati per caso nella sua camera da letto? Ci sentiamo indiscreti: è girata di spalle e un candido lenzuolo le scivola addosso lasciandola mezza nuda. Le giriamo intorno, ma non ci degna di uno sguardo, meglio così. E’ proprio bella come una dea! Poi ci facciamo coraggio e le rivolgiamo alcune domande, Paolina ci risponde gentilmente: Come mai il Canova ti fece questo ritratto? “Lo vollero mio fratello Napoleone e mio marito Camillo Borghese, per celebrare il trionfo della famiglia Bonaparte.” Quanti anni avevi? Non ti stancavi a stare così in posa? “Avevo 25 anni; con questi cuscini stavo comodissima e poi sapevo che Antonio mi avrebbe fatto ancor più bella di come ero” Cosa ammiravi più di tutto in lui mentre lavorava? “Soprattutto la sua capacità di levigare il marmo fino a renderlo translucido.” Tra le cose che ti disse, quale ti meravigliò di più? “Che aveva cominciato a lavorare a 11 anni, lo chiamavano il piccolo Tonin” Quando posavi per lui, non ti sentivi a disagio? “Per me fu un onore. Lui era il cantore della grazia femminile e voleva far rivivere nel marmo l’antica bellezza delle statue greche.“ E non avevi freddo a star lì mezza nuda? “Me l’hanno chiesto in tanti. No, la stanza era riscaldata.” A cosa pensavi per avere un’espressione così, né seria né del tutto sorridente? “Pensavo alla furbizia di Venere che per vincere aveva promesso a Paride la donna più bella del mondo con tutti i guai che ne seguirono e pensavo anche a Napoleone alle sue ambizioni …. E che effetto ti fecero poi tutti quei romani che vennero a vederti? “E’ stato bello interpretare Venere, la prima miss universo della storia. Era naturale che tanta gente fosse curiosa una principessa così poco vestita a dimensioni reali. Quanto tempo rimanesti esposta al pubblico? “Pochissimo, perché Camillo, per mantenere buoni rapporti con il papato, che considerava scandaloso il mio ritratto, mi nascose dagli sguardi di tutti e poi dopo le sconfitte di Napoleone, non aveva più senso esporre una Venere vincitrice”. E ora ti piace stare di nuovo in mostra e avere tanta gente intorno che ti ammira? “Soprattutto mi piacete voi ragazzi per le domande curiose che mi fate”.

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Un giorno in classe, per vedere come anche l’arte “racconta”, abbiamo guardato alcune diapositive. Abbiamo subito riconosciuto le immagini di mago Merlino e della maga Magò, prese da un libro di favole, poi però ci siamo soffermati su quella della maga Circe, che un famoso artista dipinse circa cinquecento anni fa. Avevamo già letto dell’avventura di Ulisse sull’isola di questa maga, allora incuriositi e con l’aiuto della maestra, abbiamo immaginato di “entrare” nel racconto di quel pittore: “Un cane fissava intensamente un uccellino posato su una lucente armatura; aveva forse scoperto che quello era un suo compagno stregato? Lì vicino una paperella se ne stava zitta zitta e immobile sotto il manto della maga, sarà stata un suo giocattolo? E cosa stava facendo quella maga così bella seduta nel bosco? Con la mano sinistra accendeva un bastoncino da un braciere e con la destra teneva una tavoletta, voleva scrivere formule magiche col fuoco? Forse ne stava combinando una delle sue? Però, che eleganza! Circe era vestita come una principessa; il suo viso era sereno e luminoso, eppure … stava tenendo d’occhio qualcosa e seguendo il suo sguardo abbiamo scoperto, in alto a sinistra, tre omuncoli appesi ad un palo, brrr … sembravano mezzi morti … legati o impiccati? E quelle persone sedute là sul prato, tranquille come per una merenda, non sospettavano nessun pericolo? Si stavano semplicemente godendo una bella giornata di sole o erano i guardiani del castello di Circe, quello laggiù, prima del paese? Sicuramente in quel bosco c’era aria di magia … ma Circe era più strega che maga? “ E con questa ultima domanda, senza risposta, abbiamo concluso la nostra eccezionale esplorazione. - “Non importa” – ci ha detto la maestra – “Quello che conta davanti ad un quadro come questo è “entrarci” con curiosità ed “uscirne” dicendo : “Come è bello”.


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Abbiamo rivisto il ritratto della maga Circe quando siamo andati a visitare la Galleria Borghese. E dal vero ci è sembrato ancora più bello!

Dopo aver osservato che l’abito di Circe sembrava vero e fatto con stoffe preziose, ci siamo divertiti a scegliere tra i ritagli di stoffa che ci aveva portato la maestra, quelli che somigliavano di più ai tessuti dipinti dal pittore Dosso Dossi.

Toccandoli e guardandoli li abbiamo definiti con alcuni aggettivi: lucenti, opachi, brillanti, trasparenti, soffici, lisci, ruvidi, cangianti, opachi, ricamati, leggeri, pesanti, dorati, preziosi.

(Insegnante G. Di Martino)

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Lavoro ideato e coordinato dall’insegnante Valeria TARANTINO


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Noi ragazzi dell’ultimo anno della scuola primaria abbiamo affrontato questo argomento poiché dobbiamo cercare di maturare la coscienza secondo la quale fare sport significa crescere in maniera armonica e sana non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto mentale e psicologico. Al di là della concezione proposta dai mass-media, che induce alla smania di protagonismo ed alla ricerca di affermazione, lo sport può divenire uno spazio dove ci si può avvicinare a se stessi, imparando a vivere sensazioni immediate, provare il piacere di mettersi in gioco e sfidale i propri limiti; di desiderare la vittoria, non per appagare la smania di successo ma per arricchirsi della tenacia di non demordere. Lo sport è dunque uno spazio di crescita, dove si impara a stare insieme a se stessi e agli altri e, attraverso qualsiasi attività sportiva, ci si può esercitare a vivere. Per prima cosa, essendo un contesto dove domina la condivisione, il confronto con l’altro, il doversi rapportare con adulti di riferimento che non sono i genitori, concede a noi fanciulli la preziosa opportunità di poter sperimentare fuori come si vive senza concepirsi un piccolo principe. Del resto, da adulti, ognuno di noi dovrà immergersi nella società in cui vive piena di vicissitudini. Lo sport serve per imparare a superare le prime frustrazioni, serve a spingersi a ricercare le strategie personali per affrontare le sconfitte, le delusioni e i momenti esaltanti. È frustrante non essere convocati, lo è giocare in un ruolo che non si e scelto. Di fronte a questo possiamo piangere, possiamo reagire verbalmente, fisicamente, oppure possiamo imparare a riflettere, a cercare di chiederci se si e un po’ responsabili degli eventi negativi in cui ci sì sente sprofondare, spingendoci a trovare il modo per non incorrere, la volta dopo, nella stessa situazione. Spesso noi ragazzi preferiamo non partecipare alle attività competitive Lo sport è uno spazio di gioco, di creatività e di divertiperché prevale in noi la paura di fallire. In questo caso, mento. però, non partecipare significa perdere l’opportunità di Serve a far vivere nuove esperienze e sensazioni indiessere protagonista di qualcosa di decisivo che può menticabili. arricchire la nostra esperienza e la motivazione a fare sport, ovvero il piacere della sfida. Non è importante Dai 9-10 anni si ottiene una maggiore capacità di apcompiere una buona prestazione e rendere felici gli prendimento, di ascolto e di attenzione, si comincia a dominare "l’impulso" di muoversi e di adattarsi a nuove altri, ma aver tirato la palla ed aver sfogato in questo situazioni. Insomma, serve uno sport che racchiuda tutti modo la propria adrenalina. Inoltre, confrontandoci con questi elementi. Da non sottovalutare è il gioco di squagli altri possiamo arricchirci di nuove modalità compordra, una fonte molto importante per lo sport, perché si tamentali rivolte a mediare le situazioni più svariate. possono fare nuove amicizie. Più gioco di squadra c'è in Bisogna anche imparare che nello sport, come nella campo, più forte è la squadra. vita, si deve essere tolleranti con se stessi e concederDagli 11-13 anni il corpo, man mano, comincia a trasforsi !'eventualità di poter fallire. Ambire a non sbagliare marsi, qui ha inizio la fase di preadolescenza e si ha mai, può voler dire pretendere di essere perfetti, quindi l'opportunità di tenersi In forma e migliorare il proprio aspirare a qualcosa di improbabile. Ciò inevitabilmente aspetto fisico. induce a sentirsi insoddisfatti di se stessi. Non solo fisicamente, ma sopratutto mentalmente, perconcludere, lo sport deve incentivare lo spirito collaboché si cambia pure il modo di comportarsi con le altre rativo e la lealtà fra i bambini. Giovanni B. G. Francesca P. Silvia C. Lucio F. Alex M.

5ª B

persone. Da recenti informazioni gli adulti non dovrebbero aiutare molto i propri figli (in questa fascia d'età), perché devono riuscire a "guardare" il mondo con certi aspetti diversi. Infine c'è la frustrazione, di solito viene ad un bambino quando non riesce a fare qualche cosa o quando ha problemi con i suoi coetanei che praticano lo stesso sport. In questi casi serve l'aiuto di un adulto, ma soprattutto serve il suo coach (o allenatore), che aiuti il suo allevo mettendosi nei suoi panni.


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II gioco è molto importante nella vita dei bambini. Per il bambino piccolo ogni cosa è un gioco; egli trascorre tutto il giorno a giocare con mamma, papà, nonni, baby-sitter, tutte persone che egli conosce bene. Gioca con la palletta, le costruzioni, gli animaletti e con tanti altri giochi da piccoli. Il gioco gli serve per imparare a muoversi, parlare e conoscere tutto quello che vede. Durante gli anni della scuola materna, il gioco serve per imparare a disegnare, a scrivere, a raccontare e a stare bene anche con persone che si conoscono poco. I bambini più grandi, dai sei ai dieci anni,giocano molto di meno perche devono studiare. A questa età si impara a giocare con gli altri coetanei a vari giochi di squadra e di gruppo, si cominciano ad usare i giochi tecnologici su computer, game-boy, play-station eco..., ma anche la palla è molto usata per il calcio, il basket e la pallavolo. Ora il gioco serve soprattutto per imparare a stare insieme con gli altri oltre che a divertirsi. Alcuni ragazzi, anzi la maggior parte, paragona lo sport ad un gioco e questo è giustissimo perché nello sport non si deve per forza vincere, ma si deve partecipare e appunto prenderlo come un gioco per divertirsi. Tutti i bambini devono avere il DIRITTO DI GIOCARE perché il gioco per i bambini è vita, senza il gioco non si cresce sereni. (dal quaderno di L. E. della 5ª E)

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5ª D - E


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L'expo Mondiale è la mostra che si svolgerà nel 2015 a Milano, dal 1 maggio al 31 ottobre. Verranno messi a disposizioni 1,7 milioni di metri quadrati e verranno stanziati 4,2 miliardi di euro. L’Expo darà lavoro a circa 70.000 persone che a loro volta aiuteranno l’economia del Paese. Secondo una statistica ci saranno più dì 29 milioni dì visitatori. La Milano del 2015 avrà sei linee della metropolitana, 11 milioni di metri quadrati di verde e 100 chilometri dì piste ciclabili. Con l'Expo ci saranno anche guadagni per tutti. Sono state fatte delle previsioni rispetto al numero di turisti che inonderanno Milano: si pensa che potrebbero andare a visitare anche Roma, Venezia, Firenze e Napoli, spendendo circa 540 milioni dì euro a Roma, 421 milioni a Venezia, 223 milioni a Firenze e 114 milioni a Napoli. La mostra si terrà a Milano perché ha vinto contro la Turchia. La vincita da parte dell'Italia dell'Expo è una bella vittoria. Essa dà al paese successo in tutto il mondo.

Che cosa è l'EXPO? Il termine EXPO indica diverse grandi esposizioni che si sono tenute fin dalla metà del 19° secolo. L'organismo internazionale che regola la frequenza,la qualità e lo svolgimento delle esposizioni è il BIE (Bureau interactional des Expositions ) Le esposizioni gestite dal BIE sono esposizioni internazionali di natura non commerciale con durata superiore alle tre settimane, organizzate ufficialmente da una nazione e prevedono la partecipazione di altre nazioni. La prima Esposizione universale fu quella tenutasi a Londra nel

1851. Il successo di questo evento spinse altre nazioni ad organizzare iniziative simili. Si ricorda quella Di Parigi del 1889 per la creazione della Torre Eiffel che poi è diventata il simbolo della città. A Roma il quartiere Eur fu realizzato per l'Expo del 1942 che in effetti non ci fu a causa della guerra. Per l'Expo del 2015, i delegati del BIE si sono riuniti in Italia per sostenere la candidatura di Milano. I temi della prossima esposizione riguarderanno la sicurezza alimentare, 1'accesso all'acqua per tutti, lo sviluppo dell'agricoltura, la lotta alla desertificazione,

la difesa dei territori e la prevenzione dei disastri naturali. La città di Milano con l'Expo del 2015 vuole mettersi al servizio della crescita del Paese e vuole essere la prima ambasciatrice dell'Italia nel mondo. Milano e il suo territorio sono stati scelti, quale candidato ideale, per l'Expo 2015 perché sono al centro di un'area con quasi 10 milioni di abitanti come Londra o Parigi; perché hanno un reddito pro-capite che è quasi il doppio di quello nazionale e un tasso di disoccupazione che è la metà di quello italiano; perché registrano il 40% dei nuovi brevetti di innovazioni; perché vendono annualmente 10 milioni di biglietti per spettacoli d'arte, musica, cinema e poi sono la capitale italiana del volontariato e infine sono la sede di 650 show-room di moda in competizione con Parigi e New York. Per questo motivo Milano con l'expo 2015 offrirà molte opportunità di promozione e comunicazione a tante nazioni.

5ª D - E


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Mattina interessante quella del 7 Maggio a Villa Borghese per le classi 2 A e 2 C, dove con l’aiuto di un’esperta d’arte abbiamo visto un film dal titolo “Linnea nel giardino di Monet”, in cui si racconta la storia di una bambina svedese appassionata della pittura di questo artista che va a visitare il suo giardino. Anche noi, poi, siamo andati ad osservare dal vero i riflessi di luce e le sfumature dei diversi colori del giardino del lago.

La nostra uscita si è conclusa con la visita alla G.N.A.M. dove è esposto l’unico quadro di Monet in Italia, dal titolo “Le ninfee rosa”. Che meraviglia !!!!!!

2ªA e 2ªC

Poche gocce che escono da un rubinetto producono un gocciolio.

Nella cascata l’acqua cade con uno scroscio.

Le onde si infrangono sugli scogli con uno sciabordio.

L’acqua di un torrente sussurra tra i sassi.

Il rumore leggero della pioggia che cade sulle foglie si chiama picchiettio. Le gocce di pioggia che cadono sui tetti tambureggiano.

2ª B


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La tigre Lea è imprigionata e sta viaggiando su una nave. Forse è diretta ad uno zoo...

“AIUTO!” Goccia d’argento vede Lea imprigionata. “Qui ci vuole Lama, il pescespada!”

“Ehi amico! Ho bisogno del tuo aiuto!” “Vengo subito!”

“Ora sei libera!” “Grazie, ma non so nuotare!”

1ª C


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“Ciao Stella! Puoi aiutarmi? Lea deve arrivare a terra” “Ti seguo, mi spiegherai strada facendo”

“Io ho un po’ paura di saltare!”

“AARRGH! AIUTO! Mi stai annaffiando! “Ehi bella! Vacci piano con le unghie!”

“Mi areno se arrivo troppo vicino!”

“Ciao Pino Potamo! Mi puoi aiutare a traghettare una tigre?” “Sì, vengo subito!”

“Ehi! Siamo quasi arrivati!”

“Ciao amici!” “Buona fortuna!”

1ª C


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Il progetto di musica ORFF alla “Contardo Ferrini” diretto dal Maestro Massimo Ciprigno.

Tutti i martedì io ed i miei compagni facciamo lezione di musica con il maestro Massimo abbiamo scoperto che la musica per noi è ... sognare e fantasticare, suonare con Il M° Massimo Ciprigno al lavoro con gli allegria, dimenticare le cosa alunni della “Ferrini” brutte, vivere in armonia e pace, giocare con gli strumenti e pensare cose meravigliose! Ciao a tutti! Siamo gli alunni delle classi seconde a modulo 1ª B La metodologia ORFF L’Orff Schulwerk è una metodologia di insegnamento della musica basato sull’importanza della relazione tra musica e movimento, tenendo in particolare considerazione il fattore ritmico nella sua totalità (nel movimento, nella voce e nella musica strumentale). Le caratteristiche fondamentali dell’Orff Schulwerk sono la ricerca dell’elementarità e la metodologia pratica. Musica elementare è musica a misura di bambino, comprensibile e accessibile. Questa metodologia si avvale di uno strumentario pensato per il raggiungimento dei nuovi scopi: strumenti a percussione ritmici (tamburi, tamburelli baschi, campanacci, triangoli, piatti, legni …) e strumenti a percussione melodici (metallofoni e xilofoni). Lo Schulwerk oggi è il mezzo attraverso il quale il bambino si avvicina alla musica "facendola", usando mezzi da lui conosciuti, sollecitando la sua fantasia e, nello stesso tempo, viene sviluppata la sua formazione generale, individuale e sociale: coordinazione motoria, fantasia, senso critico, inserimento nel gruppo, confronto non competitivo.

e vogliamo presentarvi un PERSONAGGIO SPECIALE!!! E’ alto e un po’ robusto, ha gli occhi marrone scuro a mandorla , che sembrano ridere, il naso lungo e a patata, la bocca normale che sorride spesso. Non ha capelli sulla testa e veste in modo sportivo. Questo personaggio è abbastanza “silenzioso”: parla solo quando serve, non perde mai la pazienza e riesce a far lavorare tutti … anche quelli che pensano solo a chiacchierare! Si rivolge a noi con voce dolce e ci fa divertire un mondo …. Sapete chi è? E’ il maestro MASSIMO!! Sono due anni che facciamo con lui l’attività musicale con il metodo ORFF e ci piace perché è un modo diverso di vedere e vivere la musica; ascoltiamo, ripetiamo, ci muoviamo con il corpo, cantiamo e suoniamo.. proprio così: abbiamo la nostra piccola orchestra e seguiamo il nostro direttore! Lui ci ha insegnato anche a controllarci da soli: quando entriamo in teatro, sappiamo come dobbiamo disporci e come seguire i comandi che ci dà con lo sguardo e con il suono di un tamburello. Adesso stiamo preparando il saggio di fine anno, da presentare ai nostri genitori e non vediamo l’ora di farlo! L’anno scorso è stato un vero successo, chissà se quest’anno sarà lo stesso … Siamo molto fortunati ad avere un maestro così bravo e così speciale. Speriamo di continuare questa attività anche durante i prossimi anni. Grazie, maestro Massimo! Gli alunni della II E e della II F


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INTRODUZIONE FIN DALLA CLASSE SECONDA DELLA SCUOLA PRIMARIA ABBIAMO ISTITUITO CON LA MAESTRA UNA PICCOLA BIBLIOTECA M CLASSE PER SUSCITARE IN TUTTI NOI MAGGIORE INTERESSE PER LA LETTURA. QUEST’ANNO ABBIAMO ANCHE IMPARATO A FARE LO SCHEDARIO PER SISTEMARE I LIBRI A SECONDA DEL GENERE E PER SCEGLIERLI VELOCEMENTE LEGGENDO LA TRAMA. UNA SCHEDA, INTITOLATA "IL MONDO NASCOSTO DI GIULIA", CI HA PARTICOLARMENTE INCURIOSITI. GIULIA, INFATTI, LA PROTAGONISTA DEL RACCONTO, AVEVA UNA TALE PASSIONE PER LA LETTURA CHE LEGGEVA ANCHE DI NOTTE, A LETTO, DI NASCOSTO DAI GENITORI. NOI CI SIAMO CHIESTI SE QUESTO ATTEGGIAMENTO FOSSE GIUSTO E ABBIAMO PROPOSTO DELLE SOLUZIONI CHE CONCILIASSERO L'ESIGENZA DI GIULIA E LE PREOCCUPAZIONI DEI GENITORI. ABBIAMO, QUINDI, CONTINUATO AD APPROFONDIRE L'ARGOMENTO "LETTURA-LIBRI" CON CONVERSAZIONI, QUESTIONARI, RICERCHE E ABBIAMO COSÍ REALIZZATO I LAVORI CHE SEGUONO. IV E – IV F


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La lattuga e la canasta Sono amiche del ginnasta Che a tutti i dolci dice basta Quando fa il salto con l’asta. Aglio forte e misticanza Impegnati in una danza Vanno a fare una vacanza. Aglio forte e misticanza Li ha raccolti zia Costanza Quando è andata in vacanza. La magrissima Speranza Mangia aglio e misticanza. 5ª C

Mamma oggi è un giorno speciale. Volevo farti un mazzo dì fiori ma erano troppo banali così ho pensato di comprarti dei bracciali ma non erano originali. Allora ho rubato dall’alfabeto una A come affetto. una M come meravigliosa,

5ª D-E

una O come originale una R come raggiante e una E come eccezionale. Insomma ti voglio regalare tutto il mio AMORE.


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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1

Giorni felici, quando ci siamo conosciuti. Giorni felici, quando giocavamo nel giardino della scuola, quando ridevamo e scherzavamo in classe. Giorni felici, quando ci vedevamo il pomeriggio e potevamo gridare: “Niente e nessuno ci potrà mai separare!” Giorni felici anche quando litigavamo ed il giorno dopo ci abbracciavamo. Giorni felici, ancora verranno, non solo ricordi del passato anno! 5ª D - E

Il canto è un fiore che sboccia Diventa lirica goccia a goccia Di Carmen mi piace la bellezza, del toreador la forza e la destrezza.

3ª E 5ª D-E Noi facciamo bene i monelli Perché siamo simpatici, astuti e belli e fra le ragazze siamo come sorelle quando balliamo da zingarelle. Alla Ferrini con la maestra Lidia cantiamo tutti insieme da fare invidia.


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E Era L Luglio EE N Nuotavo A Agilmente Elena (1ª E)

L Lavinia A Andava V Velocemente I In N Norvegia I In A Aereo Lavinia (1ª E)

M Martina A Andava R Raccontando T Tanti I Indovinelli N Nuovi e A Allegri Martina (1ª E)

M Margherita A Aveva R Riposato sognando G Gigli che H Ha raccolto E Ed al suo R Risveglio ha fatto loro I Il letto poi dal T Tetto li ha A Annaffiati Alessandro (1ª E)

1ª E


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Poesie scritte da ex alunni della “Contardo Ferrini”, ora allievi della S.M.S. “Luigi Settembrini”

Tu sei tutto per me Sei la mia stella Con cui posso parlare Sei la mia anima grande Quanto sei tu. Fabio Mancuso Classe 1ª G ex 5ª E

RICETTA SCACCIAPAURA Ecco a voi, vi presento La ricetta scaccia paura E vi dico che sento Che sarà un’ottima cura. Questi sono gli ingredienti: Un po’ di caldo affetto Per non batter denti. Un vagone di amore Per scaldare il cuore, Tanta solidarietà E la paura se ne và.

IL TEMPO Tempo che passa, tempo che vai, tempo che fai crescere e tempo che nulla fai non cambia niente se non lo fai tu e ogni cosa se vuoi tu osservi di noi. Edoardo Tricerri Classe 2ª E Ex 5ª A

Il risultato sarà Una torta di allegria che mangiandola procurerà Non un’allergia Ma una festa Augurando una guarigione lesta. Classe 2ª L Michela D’Agostino (ex sez. B) Jacopo De Brito (ex sez. C) Guido Mingoli (ex sez. A)


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Saluto finale della Dirigente Scolastica Roma, 23 maggio 2008

Saluto finale della Dirigente Scolastica

Nel momento in cui lascio definitivamente il servizio mi è gradito rivolgere un caro saluto di commiato a voi bambini che avete rallegrato questi ultimi anni di lavoro. Certo gli addii non sono facili, soprattutto per chi se ne va: mi confortano, però, i ricordi e la sensazione di aver avuto una vita piena in questo bellissimo mondo che è la scuola, al quale ho scelto di appartenere48 anni fa. Auguri speciali a quelli che devono superare particolari difficoltà naturali perché non dimentichino mai che la volontà ferma unito all'impegno riesce a far superare i più ardui ostacoli ed aiuta a conseguire traguardi eccelsi. Impegnatevi sempre con serietà usando le doti di intelligenza e volontà considerando l'applicazione come presupposto di crescita della vostra personalità. Un ringraziamento sincero non rituale sento di dover rivolgere a tutti i docenti ed al personale A.T.A. per aver espletato il vostro incarico con disponibilità e competenza, favorendo sempre un confronto dialettico serio e concreto e collaborando con spirito costruttivo nell'interesse della comunità. Auguro a tutti voi di continuare a dare alla scuola la consueta esperienza umana e professionale attraverso figli, nipoti e amici. Saluto ognuno di voi con un abbraccio con l'augurio di una vita serena nel lavoro, nella professione e negli affetti. La vostra Dirigente Scolastica Anna Giardina


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Alla realizzazione di questo giornalino hanno lavorato, disegnando e scrivendo testi e poesie, gli alunni della Scuola Primaria e dell’Infanzia Statale “Contardo Ferrini”: Avremmo voluto scrivere i nomi ed i cognomi di tutti gli alunni che hanno contribuito alla realizzazione del n.1 del “Ferrini News”, ma non è stato possibile. Per motivi di spazio e di costi, non tutto il materiale prodotto dalle classi/sezioni è stato pubblicato sulle pagine del giornalino, ma è prevista, prossimamente, la pubblicazione sul sito della scuola (http://cferrini.altervista.org) di un dossier che raccoglierà tutti i lavori che non sono stati inseriti in questo giornalino.

FERRINI NEWS Anno 2 Numero 1 - Giugno 2008 La redazione di “Ferrini News” Direttore: Anna GIARDINA (Dirigente Scolastica) Redattori: tutti gli alunni delle classi/sezioni della Scuola “Contardo Ferrini” Collaboratori:

Ins.te Arani Ins.te Aversa Ins.te Caramadre Ins.te Casentini Ins.te Cataldo Ins.te Ciarlone Ins.te De Martino Ins.te De Stasio Ins.te Di Mauro Ins.te Di Simone Ins.te Fenotti Ins.te Fusiello Ins.te Leucci

Ins.te Mosetti Ins.te Mossa Ins.te Nespolino Ins.te Paolucci Ins.te Piras Ins.te Sabatini Ins.te Saglietti Ins.te Salerno Ins.te Santella Ins.te Satta Ins.te Tarantino Ins.te Venturi

Impaginazione, computer e grafica: Enrica ORESTANO (insegnante elementare)

Un ringraziamento speciale và all’insegnante Enrica Orestano che ha curato con competenza e passione la redazione del giornalino scolastico “Ferrini News”. Anna Giardina


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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1


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- FERRINI NEWS - Anno 2, numero 1

38° Circolo Didattico di Roma - Scuola Primaria e dell’Infanzia Statale “Contardo Ferrini” Via di Villa Chigi n. 20/22 - 00199 ROMA Tel. 06.86212470 - Fax 06.86212838 Email: coferrini@tiscalinet.it, coferrini@libero.it, RMEE03800C@istruzione.it Sito web: http://cferrini.altervista.org (url breve: www.scuolaferrini.too.it)


FN2008