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CAPITOLO 2. I segreti di Othmar Babula.

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Othmar Babula mi venne incontro, era lui che mi avrebbe condotto dalla donna che attendevo.

SIATE RAGIONEVOLE, HELIOS, RAGAZZO MIO, ADOPERATE ANCHE VOI L’OMBRELLO CHE VEDETE ALLA VOSTRA DESTRA. CON QUESTO CALDO SAREBBE RIDICOLO TIRARE SU LA CAPOTTE.

Eccomi...

PRESTO SAREMO AL LUOGO DELL’APPUNTAMENTO... AVETE SETE FIGLIOLO? NO...NO, GRAZIE.

La mia missione cominciava. Ero a disagio. Credevo fosse la stanchezza ma sentivo farsi strada una senzazione di inadeguatezza. Quel viaggio avrebbe cambiato la mia vita, ma allora ancora non potevo immaginarlo.


Othmar Babula, i suoi mezzi grandi come le sue orecchie. Sapevo ben poco di lui, quel che avevo letto nelle poche pagine di istruzioni...

SAPETE, LA VOSTRA TRISTEZZA MI RICORDA QUALCOSA, E’ STRANO, HE HE, VEDI SPUNTARE UNA CODA DA UN BUCO, TIRI SU E TROVI UN ELEFANTE...

Helios, mio caro ragazzo, fu molti anni fa che conobbi TULAS NOPLE, il più bisclacco mangiatore di terra dell’intero Oriente. Grande esoterista e uomo di discreta erudizione, Tulas era capace di leggere gli occhi di uno sconosciuto come fosse un libro aperto. La sua stretta di mano poi, faceva gelare il sangue.

Ci incontrammo per la prima volta a Costantinopoli. In quel tempo in cui le grandi potenze avevano decretato la sua eliminazione. Da non credere, decine di spie straniere gli davano la caccia. E non sarebbe bastato l’intero esercito turco per proteggerlo... Ah Tulas.

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Quest’uomo possedeva i saperi. Aveva viaggiato e conosciuto uomini straordinari. Giappone, India, Tibet, Egitto, Tunisia. Praticava il sufismo secondo i precetti della scuola Mevlevi. Fu un triste giorno quello in cui ritrovarono il suo cadavere che galleggiava nelle acque di una palude.

Cause della morte sconosciute. C’è chi disse che fu morso dai suoi crotali. Anche se credo si tratti di pura leggenda. Lui ne allevava a decine, e non li temeva affatto. La gente demonizza quello che non comprende, è umano. L’ultima volta che lo vidi il suo colorito era più cinereo del solito. Era in clausura da molti mesi ormai, ma ruppe il suo silenzio.

CI FREQUENTAVAMO DA QUASI QUINDICI ANNI. E IO STAVO PER COMINCIARE I MIEI LUNGHI VIAGGI.

MI DIEDE QUESTA SCATOLA. CREDO SIA EGIZIANA.

MI HA FATTO GIURARE DI NON APRIRLA, MA NON SO COSA CONTENGA.

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DOVEVO SOLO CONSEGNARLA QUANDO CERTE CIRCOSTANZE SI FOSSERO VERIFICATE. E’ PASSATO MOLTO TEMPO MA ECCOCI, E’ GIUNTO IL MOMENTO.


VI PREGO DI ACCETTARLA

TULAS NOPLE?

SIAMO ALL’AEROPORTO, SIGNORE

MOLTO BENE...

GRADITE DEL TABACCO DA NASO?

NO, GRAZIE.

Le storie si intrecciavano e io ero sempre più confuso. Più mi addentravo in quel mistero e meno capivo. In quei giorni ignoravo completamente il passato di Aparna...

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Ero venuto a svolgere una missione apparentemente semplice, quasi banale.

Eppure l’incontro con Babula mi conduceva a incontrare mondi lontanissimi e a me del tutto sconosciuti. DITEMI, AVETE MAI VISTO UN AEROPLANO DA VICINO?

HEU.. NO, SIGNORE.

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BENE, ECCOLA CHE SCENDE

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Me ne stavo lì a osservare quel grande insetto di metallo, quando la notai uscire con quel suo fare impacciato... disse qualcosa che data la distanza e il rumore non potei sentire. Ma notai che parlava tra sé e sé.

Più tardi, a cena...

DA QUANDO NON CI SONO PIU’ GLI INGLESI, MIO PADRE PENSA CHE ANDRA’ PEGGIO.

UN PAESE IMMENSO COME L’INDIA TROVERA’ LE SUE RISORSE. HA TROVATO LA SUA FORMA PER MILLENNI. E FINALMENTE LA STAGIONE DELLE COLONIE E’ ORMAI AL TERMINE NEL MONDO INTERO.

E LE TENSIONI CON I MUSULMANI, D’ALTRA PARTE, NON DURERANNO PER SEMPRE. ORMAI C’E’ STATA LA SCISSIONE CON IL PAKISTAN, CON BUONA PACE DI GHANDI.

E’ CHIARO CHE IL SUO ASSASSINIO HA PORTATO UN PERIODO DI GRAVI TENSIONI. MA SONO OTTIMISTA, RITENGO CHE CON IL TEMPO SI TROVERA’ L’EQUILIBRIO NECESSARIO.

ERA DA TANTO CHE NON SENTIVO UN NORMALE CONVERSARE.

DA TANTO TEMPO. E’ COSI’ STRANO ESSERSI LIBERATI DI LUI...

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SCUSATE... AVEVO DIMENTICATO COSA SIGNIFICASSE PARLARE LIBERAMENTE...

MIO DIO...

SONO COSI’ STANCA, COSI’...STUPIDA. SCUSATE...

APARNA...

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Si fece notte, ero spossato dal viaggio e tuttavia non riuscivo a prendere sonno. Troppi avvenimenti si erano succeduti in quella giornata.

Rimasi a gingillarmi con la scatola di Tulas Nople. Cosa conteneva? Dovevo aprirla? Poi fui distratto da un lamento che penetrava dalla stanza di fronte.

Sembrava quasi chiedere aiuto, ma non riuscivo a distinguere le parole. Il suono era attutito.

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SI’ MIO SIGNORE, FARO’ TUTTO CIO’ CHE OCCORRE, LA LUNA SPLENDE OGGI. E’ COSI’ LUMINOSA. NON COPRITEMI GLI OCCHI.

DOVE SIETE? NON VOGLIO ANCORA QUEL LATTE SCHIFOSO. VI PREGO.

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VENITE, RAGAZZO MIO, MI SPIACE CHE VI ABBIA DISTURBATO. USCIAMO, NON SVEGLIAMOLA. HA IL SONNO LEGGERISSIMO.

SAPETE, QUESTA DONNA HA MOLTO SOFFERTO. OCCORRE CAUTELA, DELICATEZZA.

ECCO...

EBBENE, CREDO SIA GIUSTO CHE VI RACCONTI LA STORIA DI APA.

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Sinfonia a Bombay  

Per la prima volta in volume deluxe a colori, interamente rivista e con una nuova introduzione e documenti inediti, la storia di Igort appar...