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L'orientamento al lavoro a Nogara con "Sei nel posto giusto"

di Redazione

Tempo di lettura 2′43″ Pubblicato il 12 Aprile 2019 18:33 Condividi

Oggi, a Nogara, gli studenti delle scuole superiori a lezione di lavoro. Domani, l’Open Day: sei ore non-stop di colloqui e presentazioni aziendali. Trovare il lavoro giusto è più facile se si sa come fare. E anche le aziende possono incontrare più facilmente i collaboratori giusti se sanno dove cercare. Proprio ciò che sta avvenendo, in questi giorni a Nogara, grazie a “Sei nel posto giusto”, il progetto dedicato all’orientamento al lavoro ideato dal Comune di Nogara e Ball Beverage Packaging Italia. Oggi, nel teatro di Nogara, 150 ragazzi delle scuole superiori (degli Istituti da Vinci di Cerea, Ipsia Giorgi di Bovolone, Enaip di Isola della Scala e Greggiati di Ostiglia) si sono confrontati con esperti orientatori e responsabili risorse umane di Coca-Cola HBC Italia e Randstad per acquisire i “trucchi” e gli strumenti utili per la ricerca e per un primo approccio al mondo del lavoro. Un percorso interattivo durante il quale hanno messo a fuoco cosa serve, e cosa no, per diventare candidati ideali, cosa mettere in un curriculum e il modo giusto di approcciarsi a un colloquio.

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Dopo il tavolo tecnico di ieri, in cui si sono confrontati istituzioni, aziende e sindacati, “Sei nel posto giusto” è entrato nel vivo con gli incontri formativi. Focus dell’edizione di quest’anno, i lavori ibridi, cioè quelle professioni che prevedono competenze nuove e trasversali che coinvolgono le nuove figure lavorative come i lavori più tradizionali. «Il progetto – ha spiegato il sindaco di Nogara Flavio Pasini – ha proprio l’obiettivo di mettere in connessione aziende, istituzioni, scuole e giovani per un dialogo concreto sui temi del lavoro. Siamo il punto di incontro e vogliamo fornire gli strumenti per far incrociare le diverse realtà formative ed economiche del nostro territorio». Dello stesso avviso anche Emanuela Lucchini, delegato di Confindustria per la Pianura

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Veronese intervenuta ieri al tavolo tecnico: «I giovani devono imparare a imparare. È importante che acquisiscano un metodo per affrontare problemi complessi. Partendo dalle competenze che apprendono a scuola, è fondamentale che continuino a formarsi anche nel mondo del lavoro. Lo richiede questa continua evoluzione delle tecnologie che spingerà sempre di più ad utilizzare il problem solving e a sviluppare la capacità di lavorare in team». Domani, sabato 13, è in programma l’Open Day dedicato ai giovani e ai cittadini di Nogara e dei Comuni vicini che permetterà di incontrare le 13 aziende partner del progetto. Sei ore di colloqui conoscitivi e di presentazioni aziendali si svolgeranno al Palazzetto dello sport di Nogara (via San Francesco, 4) e saranno aperti a tutti coloro che vogliono mettersi in gioco e candidarsi. Tutte le informazioni e gli approfondimenti su: www.seinelpostogiusto.it

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13.04.2019

«Sei nel posto giusto», 300 colloqui per i ragazzi in cerca di lavoro

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Al palazzetto dello sport di Nogara le aziende hanno incontrato i ragazzi in cerca di lavoro. Oltre 300 colloqui nelle sei ore di incontri, 14 aziende e dieci candidati già selezionati. Sono i numeri dell’Open Day di Sei nel Posto giusto, il progetto dedicato all’orientamento al lavoro ideato dal Comune di Nogara e Ball Beverage Packaging Italia Professioni tecniche e competenze linguistiche le più ricercate, ma

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anche intraprendenza e capacità di comunicare. Le aziende cercano in primis operatori di magazzino, periti chimici e meccanici, diplomati tecnici, addetti alla logistica, addetti all’area commerciale e al coordinamento del prodotto. Nei giorni scorsi si è tenuto un tavolo tecnico con le istituzioni e le aziende e una mattinata di workshop con 150 studenti provenienti dagli da Vinci di Cerea, Ipsia Giorgi di Bovolone, Enaip di Isola della Scala e Greggiati di Ostiglia. I partner di Sei nel posto giusto: Ball Beverage Packaging Italia, Coca-Cola HBC Italia, Banco BPM, Direzione22, Diamant, Eco Green, Eurocoil, Fondazione Cattolica Assicurazioni, Hinowa, Prolux, Sti, Trentin Group, Randstad, Tipolitografia Sammartino. E il patrocinio di: Regione Veneto, Confindustria Verona, Provincia di Verona, Comune di Bovolone, Città di Cerea, Comune di Gazzo Veronese, Comune di Sorgà. Fonte dati: presentazione Coca-Cola HBC Italia a Sei nel posto giusto

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Prima edizione del Festival dei giovani a Reggio Emilia

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Reggio Emilia, il Festival dei giovani per dare voce alla generazione Z

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Per la prima volta in una città del Nord Italia, dal 15 al 17 aprile per dare voce a studenti della generazione Z. Organizzato da Noisiamofuturo, in collaborazione con la Luiss Guido Carli, il Comune di Reggio Emilia, Unindustria e Intesa Sanpaolo

I PIÙ VISTI DI OGGI I titoli di Sky https://tg24.sky.it/cronaca/2019/04/12/festival-giovani-reggio-emilia.html

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Prima edizione del Festival dei giovani a Reggio Emilia

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“Nell’edizione 2019 la parola d’ordine è emersione”. Fulvia Guazzone, ideatrice e responsabile del Festival dei giovani porterà in piazza a Reggio Emilia, dal 15 al 17 aprile, tanti ragazzi di licei, istituti tecnici e scuole medie provenienti da tutta Italia per dare voce a un’intera generazione. Il festival, organizzato da Noisiamofuturo, in collaborazione con la Luiss Guido Carli, il Comune di Reggio Emilia, Unindustria e Intesa Sanpaolo presenta un programma ricco di appuntamenti per confrontarsi dalla scuola all’ambiente, dal bullismo all’innovazione, dalle serie tv preferite alla scuola.

Tra gli ospiti il campione paralimpico Daniele Cassioli Sarà la prima edizione del Nord Italia. Sulla scia del recente successo di Gaeta dove, alla quarta edizione, il Festival aveva radunato 20.000 ragazzi, coinvolgendoli in circa 200 progetti, a Reggio Emilia sono in programma oltre 80 eventi in cui i giovani si confronteranno con imprenditori, docenti universitari, sturtupper, docenti e sportivi. Tra gli ospiti anche il campione paralimpico Daniele Cassioli, vincitore di 22 titoli mondiali, che interverrà il 15 aprile alle 14 in Piazza della Vittoria. In programma, anche gli incontri con la fondatrice di Reddit Ellen Pao e il docente ed ex viceministro al Lavoro e delle Politiche sociali Michel Martone.

Talent school, start up ed esibizioni di band studentesche I giovani parteciperanno all'orientamento al lavoro organizzato da Umana, Coca-Cola HBC Italia, la Nuova accademia delle belle arti e NOW TV, il servizio in streaming di Sky. Ci saranno, inoltre, dei Talent School, delle sessioni in cui i ragazzi racconteranno le loro best practices scolastiche. E ancora, prosegue Fulvia Guazzone, “nell’edizione speciale di 'Latuaideadimpresa' gli studenti presenteranno i loro progetti di start up, mentre in 'Massimo Ascolt'o si esibiranno band studentesche e giovani cantautori”. Durante la tre giorni di festival, inoltre, i ragazzi potranno sostenere la prova di ammissione ai corsi di laurea triennale e magistrale dell’Università Luiss Guido Carli senza quota di iscrizione.

PALERMO https://tg24.sky.it/cronaca/2019/04/12/festival-giovani-reggio-emilia.html

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Coca-Cola Hbc, assunzioni a tempo indeterminato 1 - 2 ' di lettura

Pubblicato in Giovani e Lavoro

Domenica, 14 Aprile 2019

Coca-Cola Hbc assume a tempo indeterminato. Il gruppo, riferimento in Italia ed Europa per la produzione e distribuzione dei prodotti della The Coca-Cola Company, è alla ricerca di nuovo personale da inserire in diversi ambiti nelle varie sedi presenti su tutto il territorio nazionale. Possibilità di stage e tirocini per i giovani in cerca di una prima esperienza lavorativa.

Il Gruppo Il gruppo, il più grande produttore e distributore di prodotti della The Coca-Cola Company in Europa, con oltre 36.000 dipendenti (di cui 2.000 in Italia), 22 linee di prodotto e 4 stabilimenti, è alla ricerca di laureati in Economia, Finanza, Marketing, Ingegneria, Informatica. Non mancano le possibilità di assunzione per chi si è da poco specializzato in ambito umanistico.

Posizioni aperte Di seguito le posizioni aperte pubblicate da Coca-Cola Hbc: Continuous Improvement Engineer (Indeterminato) Customer Logistics Expert (Indeterminato) Customer Team Finance Analyst (Indeterminato) Financial Analyst (Indeterminato) Maintenance Manager (Indeterminato)

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Maintenance Operator (Indeterminato) Mechanic Supervisor (Indeterminato) NAM Nuove Categorie (Indeterminato) National Account Manager (Indeterminato) National Account Manager - Modern Trade (Indeterminato) National Account Manager - Out Of Home (Indeterminato) Production Manager (Indeterminato) Sales Trainer (Indeterminato) Shift Supervisor (Stagista) Shift Supervisor (Indeterminato) Stage Magazzino Ricambi (Stagista) Stage Technical Engineering (Stagista) Stage Trade Marketing (Stagista) Warehouse Service Specialist (Indeterminato) Wholesale Key Account Customer Service (Indeterminato)

Come candidarsi Per consultare tutti i dettagli e per inviare la propria candidatura, clicca sul seguente link:

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Stage in Trade Marketing con Coca Cola HBC Italia

14 Aprile 2019, 12:06

Redazione

Se sei interessato/a ad acquisire conoscenza sulle tecniche di marketing, fai domanda il prima possibile per questo Stage in Trade Marketing con Coca Cola HBC Italia Descrizione dell’azienda Coca-Cola HBC Italia è il più grande produttore e distributore di prodotti della The Coca-Cola Company in Italia. L’azienda si occupa del merchandising dei prodotti, della relazione con i clienti, dell’implementazione delle promozioni, delle attività inerenti ai temi di Responsabilità Sociale d’Impresa, delle relazioni pubbliche e istituzionali e della distribuzione dei prodotti in tutta Italia ad esclusione della Sicilia.

Descrizione dell’offerta Coca cola è attualmente alla ricerca di neolaureato/a desideroso di intraprendere un percorso nell’ambito Trade Marketing nella sede di Sesto San Giovanni (MI)

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La risorsa selezionata si occuperà delle seguenti attività: Estrazione e analisi dati di sell-in e sell-out: update dashboard MS e report interni (team Channel Marketing); Analisi assortimenti per canale e cliente; Supporto alla gestione dell’intero flusso delle attività in-store (briefing, report, allocazione risorse, confronto con la forza vendita, ecc…); Supporto nella costruzione di presentazioni per la forza vendita.

Requisiti Laurea in discipline Scientifiche / Umanistiche Dinamico/a, brillante e proattivo/a Capacità di lavorare in team Passione per il mondo del largo consumo

Guida alla candidatura

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Per conoscere i dettagli dell’offerta e per fare domanda, consulta la pagina ufficiale dell’offerta, cliccando sul form arancione

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VIDEO Clicca qui per vedere il video

14 aprile 2019

14/04/2019 TGCOM24 COCA-COLA FUTURE LEGEND: INTERVISTA AL COACH EMIS KILLA

Servizio dedicato ad Emis Killa, al suo tour in partenza e all’avventura di Future Legend in qualità di coach. Vengono ricordati anche gli altri coach della competizione (Annalisa, Charlie Charles ed Irama), i cui volti finiranno sulle lattine Coca-Cola. Il pubblico voterà il proprio artista preferito proprio grazie al codice presente sulle lattine.

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Il mercato dell’acqua in bottiglia: l’Italia è terza nel mondo HABITANTE CONSUMATORE

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13 APRILE 2019

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Il mercato dell’acqua cresce sempre di più Nonostante lo Stop alla plastica dal Parlamento Europeo, le oramai ben note controindicazioni ambientali dovute alla produzione, allo smaltimento delle bottiglie di plastica e al trasporto dell’acqua confezionata, sebbene la maggior parte delle acque in bottiglia sia, per qualità e caratteristiche di composizione, praticamente indistinguibile dalla maggior parte delle persone da quella del rubinetto, il mercato dell’acqua minerale è in continua crescita.

Il consumo di acqua in bottiglia in Italia e nel mondo La plastica ha sostituito in modo netto il vetro come materiale utilizzato per le bottiglie a partire dagli anni ’80 e, insieme a questa crescita, si è assistito a una produttività e una vendita progressivamente aumentata; un fenomeno confermato a livello mondiale e particolarmente accentuato in Italia, il nostro Paese risulta infatti essere oggi il maggior consumatore europeo di acqua in bottiglia e terzo al mondo dopo Emirati Arabi e Messico. Un mercato, quello italiano, che ha visto in un anno il confezionamento di oltre 13,5 miliardi di litri di acqua (dei quali oltre 1 miliardo di litri destinato al mercato estero), distribuiti su 250 differenti marchi per un consumo procapite/anno di oltre 200 litri. Il panorama internazionale mostra inoltre che, già dal 2011, le acque confezionate hanno sorpassato nei consumi tutte le altre tipologie di bevande (bibite lisce e gassate, succhi di frutta, ecc), con un

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volume annuo superiore ai 245 miliardi di litri.

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DI YANIK88 – SHUTTERSTOCK

Il mercato dell’acqua minerale in Italia In Italia operano circa 140 stabilimenti di imbottigliamento, che imbottigliano oltre 250 marche diverse di acqua confezionata. Il numero delle fonti e marche riconosciute dal Ministero della Salute è molto più alto, ma in alcuni casi le relative aziende non hanno fatto seguito agli investimenti produttivi, mentre in molti casi le unità produttive sono cessate per problemi tecnici o economici-finanziari.

Quali sono le aziende di acqua minerale più importanti in Italia? I primi 8 produttori (Sanpellegrino Nestlè Waters, San Benedetto, Fonti di Vinadio, Gruppo Norda, Lete, Ferrarelle, Cogedi, Spumador) assorbono oltre il 73% del totale produzione nazionale. Il mercato italiano è uno dei pochi grandi mercati delle acque confezionate che non è dominato dalle grandi multinazionali del beverage. L’unica grande multinazionale che ha conquistato la leadership del mercato è Sanpellegrino (Nestlè Waters) mentre la Coca-Cola, pur operando sul mercato già da alcuni anni, è abbastanza lontana dalle posizioni di vertice; sono assenti, invece, le altre due grandi multinazionali delle acque confezionate (Danone e Pepsico).

Pillole di curiosità – Io non lo sapevo e tu? In molti paesi del mondo l’acqua confezionata non è minerale naturale, al di fuori della comunità europea la maggior parte dell’acqua che viene commercializzata è “purified water”, ovvero acqua che viene filtrata, trattata e messa in bottiglia. A livello mondiale circa il 45% di tutta l’acqua che viene imbottigliata è del tipo purificata, un mercato enorme guidato dagli stessi produttori di bibite: Coca Cola con il marchio Dasani, Pepsi Cola con il marchio Aquafina e Nestlé con il marchio Pure Life; Le acque di rete sono potabili ed economiche (1 litro di acqua di rubinetto costa in media 0,0015 centesimi), in molti casi migliorabili negli aspetti organolettici di sapore e odore, ma sicure e bevibili da chiunque senza il rischio di incorrere in problemi di natura sanitaria, eppure sono ancora in molti a non fidarsi dell’acqua del rubinetto (le 150385

statistiche Istat 2015 evidenziano che circa il 30% degli italiani hanno una cattiva opinione dell’acqua dell’acquedotto e non si fidano di berla), un timore in larga parte immotivato, che contribuisce ad alimentare il mercato dell’acqua confezionata e ad impoverire i portafogli di chi la acquista; Per altre curiosità sull’acqua continua a leggere qui TI È PIACIUTO L’ARTICOLO? ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER GRATUITA Per altre curiosità e informazioni continuate a seguirci su www.habitante.it

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Coca-Cola ha finanziato con 8mln di euro associazioni mediche e … Coca Cola finanzia organizzazioni scientifiche e mediche in Spagna La Coca Cola ha finanziato 74 organizzazioni scientifiche, mediche e sanitarie per un totale di otto milioni di euro tra il 2010 e il 2016. Un nuovo studio mostra che tutto ciò porta a problemi di trasparenza e conflitti d’interesse, in cui la salute umana non viene messa al primo posto. “In Spagna, numerose organizzazioni sanitarie ricevono un sostegno finanziario da Coca-Cola. Forniamo le prove che la ricerca finanziata da questa società di bevande ha il solo scopo commerciale che in molti casi è in contrasto con gli sforzi per migliorare la salute pubblica”, si legge nello studio pubblicato sulla rivista della Health Association Public Europe.

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Che la Coca Cola sostenga delle organizzazioni non è di certo una novità. In base alla legge sulla trasparenza è l’azienda stessa che pubblica i dati sulle attività di collaborazioni con altri enti. Neanche a dirlo parliamo sempre di congressi su corretta alimentazione e stile di vita sani, quindi secondo i ricercatori ha poco senso la presenza di una bevanda gassata. Chi ha ricevuto più soldi? La Nutrition Foundation (835.000 euro), la Heart Foundation spagnola (640.000 euro), la Fondazione spagnola della Nutrizione (567.000 euro) e la SHE Foundation (363.000 euro),

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presieduta dal noto cardiologo Valentin Fuster. Da tempo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esortato i governi ad aumentare almeno del 20% il prezzo delle bevande zuccherate per ridurre il loro consumo, legato al fattore obesità. Secondo stime di un team dell’Università di Harvard, infatti, l’abuso di questi prodotti (e di altro cibo spazzatura) è associato a 133.000 decessi all’anno dovuti al diabete, 45.000 a malattie cardiovascolari e altri 6.450 a diversi tipi di cancro. Non dimentichiamoci che in un litro di Coca-Cola ci sono 106 grammi di zucchero. Ma adesso questa correlazione tra azienda e organizzazioni sanitarie non promette nulla di buono. “Nessuno immagina un congresso della Società Spagnola di Oncologia Medica finanziato da Philip Morris. E questo sta accadendo nella nutrizione”, denuncia l’epidemiologo Carlos Alberto González, dell’Istituto Catalano di Oncologia. Eppure secondo il medico: “Non c’è consapevolezza che questo sia un vero e proprio scandalo”. González e il collega Juan Pablo Rey, dell’Università di Sydney, hanno analizzato 20 ricerche scientifiche finanziate dalla Coca-Cola. Quattordici di loro sono in linea con le strategie di marketing adottate dalla società, come ad esempio, che l’obesità è solo una questione di inattività fisica. Le altre sei indagini restanti sarebbero più neutrali. Fonti di Coca-Cola affermano che “in tutte le collaborazioni l’indipendenza delle società scientifiche e delle università è totalmente garantita” e inoltre queste sponsorizzazioni sono dichiarate annualmente dal 2016 “in un esercizio di trasparenza”. “La Coca-Cola sta copiando le strategie delle compagnie del tabacco”, ribatte González, che nel 1992 è stato incaricato di coordinare lo Studio prospettico europeo sulla nutrizione e il cancro in Spagna. Gli autori della ricerca ricordano che in una recente conversazione tra due ex vicepresidenti di Coca-Cola – Michael Ernest Knowles e Alex Malaspina – si diceva: “Abbiamo buoni contatti con alcune [associazioni mediche] e dovremmo incoraggiarli ad affrontare problemi di salute pubblica e ‘suggerire’ argomenti appropriati”. “Sono uno scienziato indipendente. Coca-Cola non mi ha mai detto cosa devo fare”, afferma Marcela González Gross, del Politecnico di Madrid, un ente che ha ricevuto 243.000 euro dalla società di bevande zuccherate. González Gross è l’autrice principale del cosiddetto studio della ‘piramide alimentare’, finanziato con 13.700 euro dalla Coca-Cola e sentite cosa dice: “I bambini amano consumare diversi tipi di bevande, specialmente dolci come succhi e bevande analcoliche. Questo perché hanno una preferenza di gusto per i cibi dolci poiché il loro fabbisogno energetico è maggiore di quello degli adulti. Queste bevande possono essere offerte con moderazione, ma non dovrebbero essere le uniche che consumano “, dice una guida per i genitori firmata da González Gross e pubblicata sul sito web Coca-Cola. Il presidente della Fondazione spagnola della nutrizione, Gregorio Varela, ritiene che i 567.000 euro che la sua organizzazione ha ricevuto da Coca-Cola non rovinino la sua immagine. Il denaro è stato stanziato, spiega, per finanziare lo studio scientifico ANIBES sul bilancio energetico in Spagna. “Il sottogruppo costituito da bevande analcoliche con zucchero contribuisce al 2,0% dell’apporto energetico totale (36 kcal / giorno su un totale di 1.810 kcal / giorno)”, afferma uno dei suoi rapporti. Il ricercatore ritiene che le bevande zuccherate, “assunte in quantità eccessive sono indubbiamente dannose per la salute pubblica, ma di tanto in tanto no”. A suo parere, “non è necessario mettere una tassa sulle bevande zuccherate” in Spagna.

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Tutte affermazioni che secondo i ricercatori del nuovo studio non sono poi così lontani dal conflitto d’interessi. “Gli scienziati che lavorano nel settore della sanità pubblica non possono ricevere i soldi da aziende che stanno causando danni per la salute“, afferma Juan Pablo Rey dell’Università di Sydney. L’epidemiologo ricorda che l’obesità è “una malattia socialmente trasmissibile”, legata alla povertà. “Una Coca-Cola da due litri è praticamente più economica di una bottiglia d’acqua. C’è una popolazione,

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nnunciata durante il panel dedicato a Star Wars: Galaxy’s Edge durante la Star Wars Celebration la collaborazione tra le nuove aree dedicate a Star Wars e Coca Cola: verranno messe in vendita delle nuove lattine in esclusiva! I prodotti personalizzati saranno quattro: la classica Coca Cola, la Diet Coke, la Sprite e l’acqua Dasani. I packaging, oltre ad avere una forma che ricorda i detonatori termici, riportano i nomi delle bibite in Aurebesh, l’alfabeto creato appunto per l’universo di Star Wars. Ecco il recap del panel se volete approfondire: KKEESSSSEELLRRUUN N

Star Wars: Galaxy’s Edge, qualche nuovo dettaglio dalla 7 Star Wars Celebration di Itomi

Ecco il video di presentazione: https://leganerd.com/2019/04/14/le-nuove-lattine-di-coca-cola-e-sprite-in-esclusiva-per-star-wars-galaxys-edge/

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Le nuove lattine di Coca Cola e Sprite in esclusiva per Star Wars: Galaxy's Edge #LegaNerd

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Ecco il video di presentazione:

Coca-Cola and Disney Design Cu‌

Ecco una immagine promozionale dove si vedono tutte meglio:

Le vogliamo tutte, subito, ora.

Segui tutte le ultime novitĂ dalla Star Wars Celebration sul nostro hub dedicato.

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film), ma ormai ci siamo: i parchi a tema dedicati all’universo Star Wars, gli Star Wars: Galaxy’s Edge, stanno per aprire finalmente i battenti. Il primo inaugurerà il 31 maggio al Disneyland Resort di Los Angeles, poi sarà la volta del Disney World di Orlando, il 29 agosto. Più avanti, almeno secondo i piani, forse anche dell’Eurodisney di Parigi. I due ambiziosi progetti sono stati presentati durante la Star Wars di Celebration di Chicago (dove sono stati rivelati anche titolo e trailer dell’Episodio IX della saga, e che noi stiamo seguendo in diretta nelle stories sulla nostra pagina Instagram). «Daremo vita a pianeti dove intraprendere avventure che finora abbiamo potuto soltanto immaginare», promettono i creatori. Come? Permettendo a tutti gli appassionati della saga (e non) di vivere «davvero», in prima persona, il loro viaggio nella galassia lontana lontana nata dalla mente di George Lucas. «Vogliamo che la gente venga qui a esplorare davvero lo spazio ignoto, creando ognuno la propria storia». Per farlo, si potrà ovviamente salire a bordo del Millennium Falcon, l’astronave simbolo di Star Wars. Non solo per «volarci» sopra, ma anche proprio per guidarla, conducendo missioni e controllandone ogni movimento e traiettoria. «Tutto sarà in mano a voi e al vostro gruppo». Pardon: «equipaggio», dicono. Insomma qui nessuno sarà più solo uno spettatore, ma – dopo quarant’anni di stelle, pianeti, battaglie galattiche e congetture -, ognuno potrà diventare attore della storia. Frutto di una stretta collaborazione con la Lucasfilm, «Star Wars: Galaxy’s Edge» diventerà una vera e propria «galassia vivente», all’insegna – e non è un paradosso – dell’«autenticità». L’attenzione maniacale per i dettagli, la precisione saranno tutte volte a rendere l’esperienza davvero unica e a prova di fan, anche di quello più intransigente. Basti pensare che per (ri)dare vita al personaggio di Nien Numb, pilota pupazzo del Ritorno dello Jedi (1983), la crew è volata fino in Kenya per registrare la voce del suo doppiatore originale, tale Bill Kipsang Rotich, che al tempo del film era poco più che un ragazzo. Per la musica all’interno del parco, invece, è stata «naturalmente» chiesta la supervisione dello stesso John Williams, autore di tutte le colonne sonore delle tre trilogie. Se la maggior parte delle attrazioni sarà fruibile sin da subito, per la «più epica di tutte» bisognerà attendere fino a fine anno, quando a Orlano inaugurerà Rise of the Resistence, una sorta di «parco nel parco», in cui i protagonisti – ehm, visitatori – diventeranno essi stessi dei ribelli. Si tratta, in pratica, di un gigantesco gioco di ruolo, dove «chi sopravviverà a Kylo Ren verrà poi celebrato come un eroe della resistenza». Meno adrenaliche, ma di sicuro richiamo per ogni appassionato della saga,

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le attività dello shopping (con la possibilità di crearsi ognuno la propria spada laser personalizzata) e di gustare – per modo di dire? – cibo e bevande della galassia, come ad esempio lo spaziale latte blu.

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10 motivi per andare a Fuerteventura di ILARIA CHIAVACCI

Ma la chicca aggiuntiva annunciata a Chicago è la partnership con CocaCola, che, per l’occasione, ha già realizzato una linea esclusiva di bevande a tema Star Wars, con lattine dal design spaziale e scritte in aurebesh. Neanche a dirlo, sono già diventate un must per ogni

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collezionatore stellare.


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Droni, mappature e impianti di irrigazione pilota negli agrumeti siciliani

Distretto Agrumi: al via il progetto Acqua per un uso piu' sostenibile Una mappatura delle pratiche di irrigazione esistenti e delle esigenze delle aziende, un monitoraggio dello stress idrico degli agrumeti realizzato con i droni, un impianto pilota di irrigazione sostenibile. Il tutto per incentivare un uso sostenibile dell'acqua in agrumicoltura, dalla produzione alla trasformazione degli agrumi. E' questo l'obiettivo del progetto "ACQUA – Agrumicoltura Consapevole della Qualità e Uso dell'Acqua", promosso dal Distretto Agrumi di Sicilia e dal Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura (Dicar) dell'Università di Catania, con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation.

Federica Argentati "Vogliamo dare un contributo tecnico e fattivo a tutta la filiera - spiega Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia - perché prestare attenzione al tema delle risorse idriche è quanto mai necessario, visti gli eventi climatici che hanno caratterizzato le ultime stagioni. E' nostro compito supportare le imprese della filiera agrumicola, su tutto il territorio regionale, nell'affrontare processi di conoscenza e ottimizzazione delle risorse dal punto di vista di qualità, efficienza, riduzione dei costi e, naturalmente, rispetto dell'ambiente. L'acqua è una risorsa fondamentale e dobbiamo imparare a utilizzarla in modo intelligente, riducendo gli sprechi e le inefficienze del sistema e operando un'agrumicoltura che rispetti il territorio e riesca a preservarlo". "Nei confronti dell'ambiente - aggiunge Cristina Broch, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali per Coca-Cola Italia - a livello globale Coca-Cola ha assunto un impegno: reintegrare il 100% dell'acqua che usa su scala mondiale. Solo in Italia, grazie alla The Coca-Cola Foundation, dal 2010 a oggi sono stati reinvestiti oltre 5,4 milioni di euro per progetti nelle comunità locali. In Sicilia stiamo promuovendo dal 2014 diverse iniziative a sostegno della filiera agrumicola, con progetti di formazione e dedicati a tecnologie innovative per l'agricoltura".

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"Il progetto ha una duplice finalità - dice Antonio Cancelliere, Ordinario di Costruzioni Idrauliche, Marittime e Idrologia al Dicar e responsabile scientifico del progetto - da un lato si intende contribuire alla definizione di un quadro conoscitivo sull'uso dell'acqua nella filiera produttiva agrumicola in Sicilia, sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo, attraverso un'attività di raccolta dati e la successiva elaborazione attraverso tecniche WebGIS. Parallelamente, saranno sviluppate azioni di tipo dimostrativo, volte a diffondere metodologie innovative per l'uso sostenibile delle risorse idriche tramite l'utilizzo di droni e la realizzazione di un impianto di irrigazione pilota". Vediamo più da vicino in cosa consiste il progetto La prima delle azioni previste è la mappatura di tutta la filiera agrumicola per registrare qualità e quantità dell'acqua proveniente da diverse fonti, sia pubbliche che private, metodi di irrigazione in uso, consumi idrici e relativi costi, in modo da verificare le pratiche aziendali e registrare le esigenze di produttori e trasformatori. Al contempo, la mappatura prevede la raccolta di informazioni sulla qualità dell'acqua disponibile, che sarà il punto di partenza per la valutazione del possibile uso di risorse idriche non convenzionali, come fertirrigazione e biostimolanti, riduzione di prodotti chimici per maggiore protezione di ambiente e consumatori, tecniche di desalinizzazione per l'irrigazione con acqua salmastra.

Impianto di micro irrigazione su agrumeto I dati raccolti verranno inseriti ed elaborati all'interno di una piattaforma WebGis che permetterà di facilitare anche la visualizzazione interattiva della mappatura. Inoltre, si procederà al monitoraggio ad alta risoluzione degli indicatori di stress idrico degli agrumeti, con l'impiego di tecnologie innovative, attraverso droni dotati di speciali sensori (telecamere termiche e multispettrali) che consentono la mappatura ad alta risoluzione degli indicatori di stress idrico delle colture. Contemporaneamente, sarà realizzato un impianto pilota di irrigazione sostenibile degli agrumi. L'obiettivo è creare un campo dimostrativo che illustri le pratiche per utilizzare e riutilizzare l'acqua e sostenere le buone pratiche nella filiera agrumicola: ripristinare l'impianto di irrigazione degli agrumi attraverso l'energia solare, grazie ad alcuni accorgimenti, quali la creazione di un serbatoio di accumulo per contenere i flussi di acqua invernali, l'installazione di un impianto fotovoltaico pilota galleggiante sulla superficie del serbatoio, la creazione di più sistemi di irrigazione nell'agrumeto e piante campione per la fertirrigazione e l'uso di bio stimolanti. L'impianto servirà da esempio per formare studenti, tecnici e imprenditori.

Data di pubblicazione: 25/03/2019 Author: Gaetano Piccione © FreshPlaza.it

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Prospettive concrete per l'export di agrumi in Cina, ora tocca alle imprese "Il nostro ruolo è quello di promuovere opportunità per valorizzare i nostri agrumi, agendo sempre in un'ottica di sistema. Abbiamo messo in contatto le nostre aziende con un colosso come Alibaba. Adesso, la parola passa all'imprenditoria". E' la sintesi dell'intervista rilasciata a FreshPlaza da Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, a Berlino, durante la fiera dell'ortofrutta.

"Abbiamo promosso un incontro tra le aziende associate che avevano già dato disponibilità a esportare verso la Cina - continua Argentati - e il rappresentante del gigante del commercio Alibaba Group, (Manfredi Minutelli - ndr), con il quale da circa un anno siamo in costante contatto. Una riunione tecnica che ha chiarito una serie di punti e che adesso attende le decisioni operative delle imprese per avviare l'export via aereo, come di recente reso possibile dall'integrazione al protocollo Italia Cina". Bisognerà ora mettere a fuoco i costi, per posizionare il prodotto sul mercato orientale. Con la consapevolezza che un colosso come Alibaba spinge per portare le nostre arance in Cina. Evidentemente valutando l'esistenza di un segmento di mercato sempre più disposto ad acquistare il made in Italy e la qualità siciliana. "Ci auguriamo - aggiunge la presidente - che dopo questo briefing il percorso possa celermente essere avviato". Per Federica Argentati e il Distretto Agrumi di Sicilia, il bilancio della missione a Fruit Logistica è ottimo. Non da ultimo, per il riscontro avuto durante la presentazione dei risultati del progetto 'Social Farming 2.0. Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana', oltre che per l'attenzione verso l'intero comparto agrumicolo siciliano, suscitata nelle Istituzioni e persino nell'Ambasciatore italiano a Berlino, Luigi Mattiolo (nella foto sotto i piedi a dx.), "di origini siciliane e dichiaratamente fan degli agrumi isolani".

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Berlino 2019 è stata anche l'occasione per fare rete e allargare la base distrettuale, con nuove proposte di ingresso nella società consortile venute da realtà di grande peso nella filiera; per consolidare contatti e relazioni anche con rappresentanti di associazioni di categoria nazionali e di altre regioni. E, proprio alla logica del "fare sistema" nell'ottica dell'agricoltura sociale, dell'inclusione dei soggetti meno avvantaggiati sul mercato del lavoro, è improntato il progetto "Social Farming 2.0", realizzato in collaborazione con Alta Scuola Arces e con il contributo non condizionato di The CocaCola Foundation. Progetto che ha riscosso un successo di partecipazione oltre le aspettative: 1500 tra domande di partecipazione e iscrizioni, 99 gli allievi che hanno frequentato i corsi di formazione, oltre 350 i partecipanti ai seminari formativi, 18 application alla call for ideas di imprese innovative per la filiera agrumicola siciliana.

Data di pubblicazione: 15/02/2019 Author: Gaetano Piccione © FreshPlaza.it

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Arriva Tel Quel, la nuova bevanda di San Benedetto - Mixer Planet

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Arriva Tel Quel, la nuova bevanda di San Benedetto Apr 11, 2019

Nasce San Benedetto Tel Quel, un nuovo modo di assaporare tutte le proprietà e le caratteristiche di frutta e verdura in quattro gusti che sorprendono per il loro aroma, la loro freschezza e la loro originalità. Con questo nuovo prodotto San Benedetto soddisfa le esigenze dei consumatori di prodotti naturali che seguono uno stile di vita salutare mettendo insieme gusto e benessere. Tel Quel è la proposta pronta da bere ad alto contenuto di frutta e frutta e verdura in acqua minerale naturale San Benedetto che unisce le proprietà funzionali e organolettiche delle materie prime in un mix originale con i soli zuccheri naturalmente contenuti negli ingredienti. È disponibile in quattro gusti: due mix di frutta, Ananas Mix, un succo dolce e dissetante con tutta la bontà dell’ananas e la freschezza della mela e Frutti Rossi con lampone, fragola e uva per un succo vellutato e profumato; due mix frutta e verdura, Frutti Rossi e verdura con barbabietola e carote nere dal gusto originale e deciso e Mix Frutta e pomodoro un blend sorprendente con melograno, mela e pomodoro dall’aroma fresco e delicato. È la piccola pausa di benessere che si caratterizza per la sua freschezza ed il gusto unico, senza aggiunta di zuccheri e senza edulcoranti adatto a ogni momento della giornata anche in virtù del formato comodo e pratico in PET da 0.22 L. Grazie alla sua bottiglia tascabile, è perfetto per un break in ufficio, in palestra o per una ricca merenda ed è la valida alternativa a frutta e verdure fresche, frullati e centrifughe. Tel Quel è ideale per chi è alla ricerca di un prodotto buono, capace di gratificare il gusto e trasmettere benessere.

DALLE AZIENDE

MixerPlanet è un network di Fiera Milano Media. Fiera Milano Media SpA Piazzale Carlo Magno 1 20149 Milano

Società del gruppo

Sede operativa e amministrativa S.S. del Sempione 28 20017 Rho (Milano) Registro Imprese, C.F. e P.I. 08067990153 CCIAA 1201667 Socio unico Fiera Milano SpA. Contatti Privacy Copyright 2018 - Tutti i diritti riservati

https://www.mixerplanet.com/arriva-tel-quel-la-nuova-bevanda-di-san-benedetto_159045/

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Greenpeace irrompe in Assemblea Nestlè,stop plastica monouso - Rifiuti & Riciclo - ANSA.it

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Greenpeace irrompe in Assemblea Nestlè,stop plastica monouso

Greenpeace irrompe in Assemblea Nestlè,stop plastica monouso Mostrati rifiuti trovati nei mari e riconducibili all'azienda Facebook TwitterLinkedin

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ANSA.it Rifiuti&Riciclo Esposti striscioni con-la Ambiente&Energia scritta "Nestlé, stop single use"- - RIPRODUZIONE menu RISERVATA

Redazione ANSA ROMA 12 aprile 2019 19:02

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Gli attivisti di Greenpeace hanno interrotto a Losanna l'Assemblea Generale annuale di Nestlé e hanno mostrato ai dirigenti della multinazionale i rifiuti di plastica usa e getta riconducibili all'azienda svizzera ritrovati nei mari di tutto il mondo. Esposti striscioni con la scritta "Nestlé, stop single use".

http://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/rifiuti_e_riciclo/2019/…lestop-plastica-monouso_964835a8-11e0-4e5c-a516-87f8601cef34.html

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Greenpeace irrompe in Assemblea Nestlè,stop plastica monouso - Rifiuti & Riciclo - ANSA.it

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Nel corso dell'Assemblea i rappresentanti di Greenpeace e della coalizione internazionale Break Free From Plastic, un movimento globale in crescita in tutto il mondo, hanno chiesto alla Nestlé di smettere di inondare il mercato con enormi quantitativi di plastica monouso e di investire subito in sistemi di consegna alternativi basati sullo sfuso e sul riutilizzo. La direttrice esecutiva di Greenpeace International Jennifer Morgan ha invitato i dirigenti e gli azionisti di Nestlé a diventare leader sul mercato nella soluzione della crisi globale dell'inquinamento da plastica. "Siamo qui con i nostri alleati del movimento Break Free From Plastic - ha detto Morgan - per dire a Nestlé che è il momento di invertire la rotta. La plastica soffoca i mari e uccide gli animali che li popolano e stiamo cominciando a capire le gravi conseguenze che il suo abuso può causare anche alla salute umana". E ancora: "L'inquinamento da plastica è una catastrofe ambientale globale, tragica conseguenza del modello di consumo che ci è stato imposto dalle grandi multinazionali basato sull'usa e getta". Jennifer Morgan ha poi sottolineato: "Lo scorso anno Nestlé sosteneva di prendere sul serio il problema e, invece, ha prodotto 1,7 milioni di tonnellate di plastica, il 13 per cento in più rispetto all'anno precedente. È ora che la multinazionale si assuma le proprie responsabilità e presenti un piano d'azione concreto e trasparente, con scadenze ambiziose, per ridurre la produzione di imballaggi usa e getta e investire in sistemi di consegna veramente sostenibili basati sullo sfuso e sul riutilizzo". Le operazioni di pulizia e catalogazione dei rifiuti lungo i litorali effettuate lo scorso anno in 42 nazioni di 6 continenti hanno detto gli attivisti - hanno identificato Nestlé come uno dei tre marchi a cui era riconducibile il maggior numero di imballaggi in plastica. "Risultati analoghi sono stati riscontrati con Plastic Radar, l'iniziativa che ha raccolto segnalazioni fotografiche dei cittadini sulla presenza dei rifiuti sulle spiagge italiane. Anche in questo caso Nestlé è risultata tra le aziende più segnalate con i marchi Acqua Vera, Levissima, Motta e San Pellegrino", ha aggiunto Giuseppe Ungherese, responsabile campagna Inquinamento Greenpeace Italia. RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

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Spiagge italiane piccole discariche, 80% rifiuti è plastica TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:

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health wellness green ohga?

un mondo di plastica

I “No” che aiutano l’ambiente: i luoghi che hanno vietato la plastica (o almeno ci hanno provato) Del problema dell’inquinamento da plastica ce ne siamo accorti tutti troppo tardi. Le nostre istituzioni, in particolare, si sono rese contro solo da qualche anno del fatto che, per frenare la pioggia di polietilene di cui siamo vittime, era necessario adottare misure stringenti e restrittive.

un mondo di plastica Rubrica a cura di Sara Del Dot

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RUBRICHE • UN MONDO DI PLASTICA

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Personalmente non ricordo il momento esatto in cui ho iniziato a capire che i rifiuti stavano conquistando un po’ troppo spazio nelle nostre vite. Ricordo però quando in casa mia sono iniziati ad apparire tanti bidoni dell’immondizia diversi e i miei genitori iniziavano a parlare di “raccolta differenziata” vetro-col-vetro, plastica-con-plastica e no-quello-va-nel-sacco-blu. Piano piano ogni scarto ha iniziato ad avere un suo posto, i sacchi si portavano giù meno di frequente e alla televisione guardavamo stupidi le immagini dei primi maglioni pile nati dalle bottiglie da un litro di Coca-cola. Ricordo che ero piccola. Ricordo che tutti ripetevamo a macchinetta la frase del chimico Antoine Lavoisier stampata sulla prima pagina del libro di scienze alle elementari, “Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma”, ma ancora nessuno capiva il reale concetto che stava alla base di

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quell’assunto così immediato, così apparentemente logico, che lasciava presupporre che ogni cosa prodotta sulla Terra fosse creata da un’altra cosa già esistente e, alla fine della sua vita, diventasse qualcos’altro ancora, rimescolandosi con la vita del Pianeta. Tutti pensavamo che il Pianeta avrebbe compiuto questo ciclo spontaneamente. Purtroppo non è stato così. Perché molti oggetti che l’uomo ha costruito negli ultimi decenni li ha realizzati principalmente affinché il loro ritorno alla Terra fosse difficile, se non impossibile. Sto parlando, ad esempio, di tutti gli oggetti in plastica. La raccolta differenziata, infatti, non ha rappresentato una misura sufficiente per riuscire ad arginare la quantità rifiuti prodotti da un materiale estremamente contraddittorio: sì perché la plastica è stata creata per non distruggersi mai, ma allo stresso tempo è utilizzata nella realizzazione della maggior parte degli oggetti monouso. Così, monouso dopo monouso questi oggetti hanno iniziato ad accumularsi e crescere, crescere e crescere riversandosi fuori dai nostri bidoni, e poi fuori dai cassonetti, e poi sulle nostre strade, e poi dentro ai nostri fiumi, fino a disperdersi nei nostri mari. Decenni dopo, quando ormai l’ondata di plastica era diventata inarrestabile, hanno iniziato a circolare le prime immagini sconvolgenti, e quindi le prime vere informazioni. Quella che ha scioccato me, me la ricordo ancora. Una tartaruga marina su uno scoglio, con il guscio malformato perché incastratosi negli anelli di plastica delle lattine di birra. Immagine dopo immagine, parola dopo parola, informazione dopo informazione, a un certo punto all’improvviso qualcuno si è accordo che qualcosa forse doveva cambiare. Con calma. È iniziata la corsa al riciclo, all’economia circolare, alle raccolte selvagge sulle spiagge, alle isole ecologiche, ma ormai era troppo tardi. Per questo stiamo iniziando a renderci conto che l’unica via di salvezza dalla plastica è dimenticarcela.

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Un passo fondamentale e concreto, anche se da molti considerato non ancora sufficiente, è quello dell’Unione europea, che ha deciso di vietare a partire da gennaio 2019 la produzione e commercializzazione dei cotton fioc in plastica, dal 2020 le microplastiche nei cosmetici e arrivare a bandire definitivamente, a partire dal 2021, tutti i dieci oggetti di plastica monouso che più di frequente si trovano sulle nostre spiagge. Sulla spinta di questa direttiva comunitaria, anche l’Italia ha deciso di darsi una mossa, a livello nazionale ma anche e soprattutto locale. Il ministro dell’Ambiente, infatti, ha lanciato la

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scorsa estate (2018) la sfida “Plastic free Challenge” a tutti i Comuni dello stivale, spingendoli a bandire dal loro territorio la plastica monouso in favore di materiali biodegradabili e compostabili. La sfida è stata accolta da tantissime realtà e le ordinanze non smettono di essere firmate soprattutto in vista della stagione turistica. Ma non è solo l’Europa ad aver capito che, così, non si può andare avanti. Questi piccoli passi ecologisti hanno coinvolto anche grandi metropoli come New York, che ha vietato l’uso di contenitori per fast food in polietilene espanso o Boston.

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Naturalmente la spinta al cambiamento non deve venire solo dalle pubbliche amministrazioni. Tutti noi, nel nostro piccolo dobbiamo fare qualcosa, assumerci una responsabilità ambientale che abbiamo sempre percepito come decisamente troppo lontana da noi. Eppure, le leggi hanno proprio il compito di indirizzare i cittadini nell’adottare comportamenti corretti, e queste norme sono arrivate anche troppo tardi, legittimando finalmente anche le scelte di vita di chi ha deciso di eliminare definitivamente la plastica dalla propria personale quotidianità. Ma di questo parleremo un’altra volta.

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Tu sei qui: ‘Direttiva Ue sulla plastica. facciamo chiarezza’. Al Senato il convegno di Corepla, FareAmbiente, Unionplast e Confida sul futuro delle plastiche monouso

‘Direttiva Ue sulla plastica. facciamo chiarezza’. Al Senato il convegno di Corepla, FareAmbiente, Unionplast e Confida sul futuro delle plastiche monouso Mercoledì 17 aprile presso la Sala Zuccari del Senato il mondo dell’impresa e il mondo scientifico si confronteranno con i rappresentanti delle istituzioni al fine di aprire un dibattito serio e libero dalle implicazioni ideologiche

12 aprile, 2019

La Direttiva Europea sulla Plastica, appena approvata, individua misure di messa al bando, riduzione di consumo e di riciclo per alcuni tra i più utilizzati prodotti monouso in plastica. L’intento della direttiva è quello di ridurre l’inquinamento ambientale e in particolare marino, obiettivo nobile e condivisibile, ma che deve essere affrontato con raziocinio senza facili coinvolgimenti sentimentali, ma analizzando il problema anche sotto il punto di vista socio economico. Ci sono ambiti e settori ove il repentino abbandono degli imballaggi di plastica può creare notevoli problemi, sia in termini di sicurezza che di posti di lavoro. L’iter, ha in questi ultimi mesi subito non pochi rallentamenti e ripensamenti, il che ha comportato l’intervento del Mediatore Europeo, Ombudsman UE, che ha avviato una procedura per investigare su presunte lacune e pregiudizi nella preparazione della Direttiva da parte della

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Commissione Europea. In Italia, il favore mediatico della tematica, ha portato Amministrazioni locali (Comuni,

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Regioni), Università e altri enti ad anticipare la direttiva europea con ordinanze, mozioni e regolamenti “Plastic Free” divergenti tra loro e spesso contrastanti con i contenuti stessi della Direttiva Europea. Per questi motivi, il 17 Aprile presso la Sala Zuccari del Senato, FareAmbiente , COREPLA (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), UNIONPLAST (Unione nazionale industrie trasformatrici materie plastiche) e CONFIDA (Associazione Italia Distribuzione Automatica) hanno deciso di organizzare un momento di riflessione scientifica sul tema (monouso in plastica e sul recepimento della Direttiva Europea in Italia), dove mondo dell’impresa e il mondo scientifico si confronteranno con i rappresentanti delle istituzioni al fine di aprire un dibattito serio e libero dalle implicazioni ideologiche.

Programma: Intervento introduttivo Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale FareAmbiente Il mondo dell’impresa e delle associazioni - Massimo Trapletti, Presidente Confida - Antonello Ciotti, Presidente Corepla - Marco Omboni, Presidente Pro.Mo Federazione Gomma Plastica - Giangiacomo Pierini, Vice Presidente Assobibe - Ettore Fortuna, Vice Presidente Mineracqua - Marco Versari, Presidente Assobioplastica - Patrizia Di Dio, Membro del Consiglio Nazionale e della Giunta con delega all'ambiente, energia, sostenibilità, utilities Confcommercio - Imprese per l'Italia I rappresentanti delle istituzioni - On. Vannia Gava, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare * - Sen. Francesco Bruzzone, Vicepresidente Commissione permanente Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica * - Sen. Paolo Arrigoni, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica* - Sen. Cinzia Bonfrisco, Commissione Politiche dell’Unione Europea Senato della Repubblica - Sen. Maria Alessandra Gallone, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica - Sen. Pasqua L’Abbate, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica - On. Alessandro Manuel Benvenuto, Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Camera dei Deputati * - On. Chiara Braga, Commissione Ambiente Camera dei Deputati* - On. Maria Stella Gelmini, Commissione Affari Esteri e Comunitari - On. Elena Lucchini, Commissione Ambiente della Camera dei Deputati* - On. Mattia Mor, Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo* - On. Diego Sozzani, Commissione Trasporti della Camera dei Deputati - Ing. Antonio Decaro, Presidente ANCI *

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Modera: Maria Giovanna Maglie

Temi: #Riduzione CONDIVIDI

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Direttiva Ue sulla plastica monouso: a Roma un incontro per fare chiarezza 15 Aprile 2019

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MILANO – La Direttiva Europea sulla Plastica, da poco approvata, individua misure di messa al bando, riduzione di consumo e riciclo per alcuni tra i più utilizzati prodotti monouso in plastica, comprese le capsule di caffè. L’intento è quello di ridurre l’inquinamento ambientale e in particolare marino: obiettivo nobile e condivisibile. Ma da affrontare con raziocinio e senza facili coinvolgimenti sentimentali, analizzando il problema anche sotto il punto di vista socio economico. Ci sono ambiti e settori dove il repentino abbandono degli imballaggi di plastica può creare notevoli problemi; sia in termini di sicurezza che di posti di lavoro. L’iter, ha in questi ultimi mesi subito non pochi rallentamenti e ripensamenti. Tanto da comportare l’intervento del Mediatore Europeo, Ombudsman UE, che ha avviato dunque una procedura per investigare su presunte lacune e pregiudizi nella preparazione della Direttiva da parte della Commissione Europea.

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In Italia, il favore mediatico della tematica, ha portato Amministrazioni locali (Comuni, Regioni), Università e altri enti ad anticipare la direttiva europea con ordinanze, mozioni e regolamenti “Plastic Free”. Divergenti però tra loro e spesso contrastanti con i contenuti stessi della Direttiva Europea. Per questi motivi, il 17 Aprile presso la Sala Zuccari del Senato, FareAmbiente, Corepla (Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica), Unionplast (Unione nazionale industrie trasformatrici materie plastiche) e Confida (Associazione Italia Distribuzione Automatica) hanno deciso così di organizzare un momento di riflessione scientifica sul tema (monouso in plastica e sul recepimento della Direttiva Europea in Italia). In tale occasione, mondo dell’impresa e il mondo scientifico si confronteranno con i rappresentanti delle istituzioni al fine di aprire un dibattito serio e libero dalle implicazioni ideologiche.

Dove? Sala Zuccari – Palazzo Giustiniani (Senato della Repubblica, via della Dogana Vecchia, 29 – Roma)

Ecco il programma Intervento introduttivo • Prof. Vincenzo Pepe, Presidente Nazionale FareAmbiente Il mondo dell’impresa e delle associazioni Massimo Trapletti, Presidente Confida Antonello Ciotti, Presidente Corepla Marco Omboni, Presidente Pro.Mo Federazione Gomma Plastica Giangiacomo Pierini, Vice Presidente Assobibe Ettore Fortuna, Vice Presidente Mineracqua Marco Versari, Presidente Assobioplastica Patrizia Di Dio, Membro del Consiglio Nazionale e della Giunta con delega all’ambiente, energia, sostenibilità, utilities Confcommercio – Imprese per l’Italia I rappresentanti delle istituzioni On. Vannia Gava, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare *

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Sen. Francesco Bruzzone, Vicepresidente Commissione permanente Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica * Sen. Paolo Arrigoni, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica* Sen. Cinzia Bonfrisco, Commissione Politiche dell’Unione Europea Senato della Repubblica Sen. Maria Alessandra Gallone, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica Sen. Pasqua L’Abbate, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica On. Alessandro Manuel Benvenuto, Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Camera dei Deputati * On. Chiara Braga, Commissione Ambiente Camera dei Deputati* On. Maria Stella Gelmini, Commissione Affari Esteri e Comunitari On. Elena Lucchini, Commissione Ambiente della Camera dei Deputati* On. Mattia Mor, Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo* On. Diego Sozzani, Commissione Trasporti della Camera dei Deputati Ing. Antonio Decaro, Presidente Anci*

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Modera: Maria Giovanna Maglie


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Al Senato per fare chiarezza sulla direttiva europea sulla plastica monouso PLASTICA E AMBIENTE - venerdì, 12 aprile 2019 

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Il 17 aprile a Roma, presso la Sala Zuccari del Senato della Repubblica, è in programma il convegno “Direttiva UE sulla plastica. Facciamo chiarezza”, organizzato da FareAmbiente in collaborazione con Confida, Unionplast e Corepla. La Direttiva Europea sui manufatti in plastica monouso è stata approvata in via definitiva dal Parlamento Europeo il 27 marzo e individua misure di messa al bando, riduzione del consumo e di riciclo per alcuni tra i prodotti più utilizzati. L’intento della direttiva, si legge nel comunicato stampa degli organizzatori dell’evento, è quello di ridurre l’inquinamento ambientale e, in particolare, marino, obiettivo nobile e condivisibile, ma che deve essere affrontato con raziocinio senza facili coinvolgimenti sentimentali, ma analizzando il problema anche sotto il punto di vista socio economico. Ci sono ambiti e settori ove il repentino abbandono degli imballaggi in plastica può creare notevoli problemi, in termini sia di sicurezza che di posti di lavoro. L’iter, prosegue il comunicato stampa, in questi ultimi mesi ha subito non pochi rallentamenti e ripensamenti, il che ha comportato l’intervento del Mediatore Europeo, che ha avviato una procedura per investigare su presunte lacune e pregiudizi nella preparazione della Direttiva da parte della Commissione Europea. L’appuntamento, quindi, vuole essere un momento di riflessione scientifica sul tema dei manufatti monouso in plastica e sul recepimento della Direttiva Europea in Italia, durante il quale mondo dell’impresa e mondo scientifico si confronteranno con i rappresentanti delle istituzioni aprendo un dibattito serio e libero dalle implicazioni ideologiche. Dopo l’introduzione di Vincenzo Pepe, presidente nazionale di FareAmbiente, per il mondo delle imprese e delle associazioni interverranno: Massimo Trapletti, presidente Confida; Antonello Ciotti, presidente Corepla; Marco Omboni, presidente Pro.Mo Federazione Gomma Plastica; Giangiacomo Pierini, vicepresidente Assobibe; Ettore Fortuna, vicepresidente Mineracqua; Marco Versari, presidente Assobioplastiche; Patrizia Di Dio, membro del consiglio nazionale e della giunta con delega all'ambiente, energia, sostenibilità, utilities di Confcommercio - Imprese per l'Italia.

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Le istituzioni saranno invece rappresentate da: Vannia Gava, sottosegretario al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; Francesco Bruzzone, vicepresidente commissione permanente territorio, ambiente e beni ambientali del Senato; Paolo Arrigoni, commissione territorio, ambiente, beni ambientali del Senato; Cinzia Bonfrisco, commissione politiche dell’Unione Europea del Senato della Repubblica; Maria Alessandra Gallone, commissione territorio, ambiente, beni ambientali del Senato; Pasqua L’Abbate, commissione territorio, ambiente, beni ambientali del Senato; Alessandro Manuel Benvenuto, presidente commissione ambiente, territorio e lavori pubblici della Camera dei Deputati; Chiara Braga, commissione ambiente della Camera dei Deputati; Maria Stella Gelmini, commissione affari esteri e comunitari; Elena Lucchini, commissione ambiente della Camera dei Deputati; Mattia Mor, commissione attività produttive, commercio e turismo; Diego Sozzani, commissione trasporti della Camera dei Deputati; Antonio Decaro, presidente ANCI. Il convegno sarà moderato da Maria Giovanna Maglie.

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Seminario al Senato sulla direttiva monouso L’obiettivo è fare chiarezza sul tema al fine aprendo un dibattito "serio e libero dalle implicazioni ideologiche”. 12 aprile 2019 08:08

Si intitola “Direttiva UE sulla

plastica: facciamo chiarezza” il convegno in programma il prossimo 17 aprile a Roma, presso la la Sala Zuccari del Senato, promosso dall’associazione FareAmbiente insieme con Corepla, Unionplast e Confida (Associazione Italia Distribuzione Automatica). Come noto, la nuova direttiva UE mette al bando alcuni articoli monouso in plastica a partire dal 2021 e fissa target di riciclo e riduzione per altri prodotti, estendendo in alcuni casi la responsabilità del produttore (leggi articolo). "L’intento della direttiva è quello di ridurre l’inquinamento ambientale e in particolare quello marino, obiettivo nobile e condivisibile, ma che deve essere affrontato con raziocinio senza facili coinvolgimenti sentimentali, ma analizzando il problema anche sotto il punto di vista socio economico - spiegano gli organizzatori -. Ci sono ambiti e settori ove il repentino abbandono degli imballaggi di plastica può creare notevoli problemi, sia in termini di sicurezza che di posti di lavoro”. In attesa del recepimento nel nostro paese: "molte amministrazioni locali hanno anticipato la Direttiva Europea con ordinanze, mozioni e regolamenti 'Plastic Free' divergenti tra loro e spesso contrastanti con i contenuti stessi

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della Direttiva".

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L’incontro si propone quindi come momento di riflessione scientifica sul tema, dove mondo dell’impresa e il mondo scientifico si confronteranno con i rappresentanti delle istituzioni "al fine di aprire un dibattito serio e libero dalle implicazioni ideologiche”. Il mondo dell’impresa e delle associazioni sarà rappresentato da: Massimo Trapletti, Presidente Confida; Antonello Ciotti, Presidente Corepla; Marco Omboni, Presidente Pro.Mo Federazione Gomma Plastica; Giangiacomo Pierini, Vice Presidente Assobibe; Ettore Fortuna, Vice Presidente Mineracqua; Marco Versari, Presidente Assobioplastica; Patrizia Di Dio, Membro del Consiglio Nazionale e della Giunta con delega all'ambiente, energia, sostenibilità, utilities Confcommercio - Imprese per l’Italia. Per le istituzioni interverranno invece: On. Vannia Gava, Sottosegretario al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare; Sen. Francesco Bruzzone, Vicepresidente Commissione permanente Territorio, Ambiente e Beni Ambientali del Senato della Repubblica; Sen. Paolo Arrigoni, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica; Sen. Cinzia Bonfrisco, Commissione Politiche dell’Unione Europea Senato della Repubblica; Sen. Maria Alessandra Gallone, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica; Sen. Pasqua L’Abbate, Commissione Territorio, Ambiente, Beni Ambientali Senato della Repubblica; On. Alessandro Manuel Benvenuto, Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Camera dei Deputati; On. Chiara Braga, Commissione Ambiente Camera dei Deputati; On. Maria Stella Gelmini, Commissione Affari Esteri e Comunitari; On. Elena Lucchini, Commissione Ambiente della Camera dei Deputati; Ing. Antonio Decaro, Presidente ANCI. Per informazioni e iscrizioni: vedi programma in allegato

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