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Fiere: oltre 600 aziende pronte a Rimini per Beer Attraction. AdnKronos |

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Rimini, 13 feb. (Labitalia) - Con oltre 600 aziende, e un aumento da 7 a 10 padiglioni, Beer Attraction continua a crescere e a propiziare business. La fiera leader in Italia per le specialità birrarie e le birre artigianali, targata Ieg, in programma dal 16 al 19 febbraio alla Fiera di Rimini, registra il tutto esaurito nei padiglioni dedicati agli oltre 170 birrifici italiani (pad. C3) e ai distributori di birre speciali e artigianali estere (pad. C4). Presenti i grandi marchi di produttori e distributori di birre speciali, industriali e di beverage come Peroni (Pilsner Urquell), Ab Inbev (Goose Island), Dibevit (Hibu e Lagunitas), Paulaner, Forst, Warsteiner, Carlsberg (Brooklin), Amarcord, Birra Castello, Theresianer, Kiem, Eggenberger e Malastrana. Tra gli importatori saranno in fiera, tra gli altri: Radeberger, Interbrau, Ales & Co., Brewrise e Cuzziol. Novità 2019 anche una collettiva spagnola di 12 birrifici artigianali dell’area valenciana. La fiera quest’anno apre anche al resto del mondo del beverage, con un’Area Mixology dedicata a spirits e toniche, con dimostrazioni e corsi sulle nuove tendenze in tema di cocktail. Presenti i grandi nomi del settore: da Red Bull a Martini, da Coca Cola a Pepsico, da San Pellegrino a Spumador, fino a Velier (Fever Tree), Bevande Futuriste e Diageo. Cresce anche il food, con le aziende leader del pane surgelato come Vandemoortele, presente con un food truck per lanciare la nuova focaccia genovese ‘Lanterna’, Délifrance, aziende come Menù, Demetra e Greci, fornitori unici per il mondo del foodservice che presenteranno la loro linea pizza. E ancora: Italmill con il suo brand di basi pizza surgelate 'Scrocchiarella', Orogel, Ferrero, Golfera salumi con la sua nuova linea di piatti pronti per il food service, Fabbri 1905 e il leader della distribuzione Marr. Esauriti anche i padiglioni C1 e C2 dedicati a BB Tech Expo, con colossi delle tecnologie per il beverage come Della Toffola, Gai, L.A. Inox, Tmci Padovan, Robopac, Mapei e Cft: tutti i comparti della filiera sono rappresentati in fiera con le aziende leader. Carta vincente di BBTech Expo, la manifestazione professionale delle tecnologie, attrezzature e accessori per la produzione e il confezionamento di birre e bevande che espone l’intera filiera del settore con i marchi leader, in Europa e nel mondo, infatti, la contemporaneità con Beer Attraction. E, da quest’anno, anche con International Horeca Meeting di Italgrob, l’evento per il fuoricasa italiano. Prende così forma un vero e proprio polo del settore beverage e Ho.Re.Ca., con un orizzonte marcatamente internazionale.

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Crescono gli espositori e crescono anche gli eventi del BBTech Lab, l’area dedicata a workshop, approfondimenti e meeting di formazione. Confermata la collaborazione con il Cerb-Centro di ricerca per l’eccellenza della birra, che organizzerà importanti slot di aggiornamento per i professionisti. E poi i workshop a cura dell’Università di Udine, che lunedì 18 vedrà la presentazione degli enti di formazione e il convegno sulle ‘Alterazioni della birra e i principali difetti’. Nel carnet di BBTech Expo anche iniziative collaterali: mostre e concorsi, come il nuovo contest dedicato al packaging più innovativo, che punta a valorizzare ricerca e design in un settore dove il made in Italy è protagonista. A dare il via a Beer Attraction, come ormai tradizione, la XIV edizione della 'Birra dell’anno', il concorso brassicolo più importante in Italia, che vedrà la cerimonia di premiazione il 16 febbraio

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nella Beer Arena, per 41 categorie stilistiche valutate da una giuria internazionale che comprende il gotha degli intenditori europei e Usa. Il livello internazionale della manifestazione è confermato anche dalla presenza delle principali associazioni mondiali dedicate alla birra artigianale, che si confronteranno a Beer Attraction sulle normative e i possibili percorsi comuni da sviluppare nei prossimi anni. Confermata anche l’Area Lounge riservata ai buyer esteri, con un focus particolarmente attento ai mercati di Germania, Francia e Spagna, grazie anche alla consolidata collaborazione con Ice Agenzia.

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BeerAttraction e BBTech Expo 2019 dal 16 al 19 febbraio L'imparziale » Eventi » BeerAttraction e BBTech Expo 2019 dal 16 al 19 febbraio Autore: Giuseppe De Girolamo

13 Febbraio 2019

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BeerAttraction e BBTech Expo 2019 al taglio del nastro. Pronta all’inaugurazione IEG:#NonsoloBirra a Rimini dal 16 al 19 febbraio BeerAttraction 2019 – IEG: #NONSOLOBIRRA, che rappresenta la quinta edizione di una fiera sempre in crescita come il luogo che la ospita, è pronta ad ospitare a Rimini dal 16 al 19 febbraionel quartiere fieristico di Rimini (ingresso sud da via Emilia), i visitatori amanti di questo prodotto del beverage allargandosi al prodotto Food come già da 4 anni avviene con la partecipazione della Federazione Italiana Cuochi, della Nazionale Italiana Pizzaioli presieduta da Dovilio Nardi e tante altre realtà nel mondo dell’enogastronomia. In realtà BeerAttraction è da considerare alla sua 21esima edizione, perché nata nel 1999 come Pianeta Birra a Rimini Fiera, è sempre più cresciuta con l’espansione di questa organizzazione fieristica evolutasi ed ampliatasi organizzandosi con altre grandi

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fiere in ItalianExhibition Group.

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La crescita di questa manifestazione BeerAttraction e BBTech Expo – IEG:#NonsoloBirra, la fiera professionale delle tecnologie per birre e bevande, è documentata dalla scelta fatta dai grandi marchi delFood&Beverage. Oltre 600 aziende, con un aumento da 7 a 10 padiglioni, BeerAttraction continua a crescere e a propiziare business. La fiera leader in Italia per le specialità birrarie e le birre artigianali registra il tutto esaurito nei padiglioni dedicati agli oltre 170 birrifici italiani (Pad. C3) e ai distributori di birre speciali ed artigianali estere (Pad. C4).

Presenti i grandi marchi di produttori e distributori di birre speciali, industriali e di beverage come Peroni (Pilsner Urquell), Ab Inbev (Goose Island), Dibevit (Hibu e Lagunitas), Paulaner, Forst, Warsteiner, Carlsberg (Brooklin), Amarcord, Birra Castello, Theresianer, Kiem, Eggenberger e Malastrana. Tra gli importatori saranno in fiera, tra gli altri: Radeberger, Interbrau, Ales & Co., Brewrise e Cuzziol. Novità 2019 anche una collettiva spagnola di 12 birrifici artigianali dell’area valenciana. Tra le imprese presenti spiccano 7 Aziende campane, dalla provincia di Napoli: Okorei – Microbirrificio da Mariglianella,G.M.A Import Specialità SRLda Pompei,Kimbo SPA da Melito di Napoli; ed ancora dalla provincia di Caserta: BN Birrificio Karmada Alife,RispoFrozenFoodSRLda Maddaloni, Lievito&Nuvole S.A.S di Alessio Manzo e C.da

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Aversa; infine dalla provincia di Benevento: BonavenaBrewing da Faicchio.

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Attenzione però, non solo birra, perchè grandi aziende saranno presenti anche nei comparti dedicati al Beverage con la nuova area Mixology Lab dedicata a spirits e toniche, con dimostrazioni e corsi sulle nuove tendenze in tema di cocktail. Presenti i grandi nomi del settore: da Red Bull a Martini, da Coca Cola a Pepsico, da San Pellegrino a Spumador, fino a Velier (Fever Tree), Bevande Futuriste e Diageo. Cresce anche il food, con le aziende leader del pane surgelato come Vandemoortele, presente con un food truck per lanciare la nuova focaccia genovese ‘Lanterna’, Délifrance, aziende come Menù, Demetra e Greci, fornitori unici per il mondo del foodservice che presenteranno la loro linea pizza. E ancora: Italmill con il suo brand di basi pizza surgelate “Scrocchiarella”, Orogel, Ferrero, Golfera salumi con la sua nuova linea di piatti pronti per il food service, Fabbri 1905 e il leader della distribuzione Marr.Esauriti anche i padiglioni C1 e C2 dedicati a BB Tech Expo, con colossi delle tecnologie per il beverage come Della Toffola, Gai, L.A. Inox, TmciPadovan, Robopac, Mapei e CFT.

Sarà presente a BeerAttraction, la più completa offerta nazionale internazionale di birre, bevande e, grazie al brand FoodAttraction, tutto il food per il canale horeca; insieme all’intera filiera grazie alla contemporaneità con BBTech expo, la fiera professionale delle tecnologie per birre e bevande. Numerose le attrazioni per i visitatori che, come lo scorso anno, potranno avere anche un colpo d’occhio sulle nuove tendenze nelle modalità dei consumi fuori casa, dalla ristorazione tradizionale al “fast casual”.Infatti, tutto è pronto per la seconda edizione della Burger Battle, l’appassionante sfida al miglior Burger Gourmet

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italiano, promossa da Unilever Food Solutions con Hellmann’s, LantmannenUnibake e Baldi Carni l’azienda marchigiana, che ha inventato l’Angusburger, unitamente a Welbilt, fornitore leader di attrezzature

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per cucinare, refrigerare, rigenerare e preparare cibi e bevande, sponsor tecnico di questo evento. I 9 burgerfinalisti, si affronteranno a BeerAttraction lunedì 18 febbraio, nella grande arena nella Hall A5 C5 Stand 027.

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Anche la Nazionale Italiana Pizzaioli presieduta da Dovilio Nardi, sarà presente a BeerAttraction.Pizza e Pasta Italiana porterà a Beerattractiontre campioni mondiali di pizzaGiorgio Sabbatini, Leone Coppola e Stefano Miozzo,che martedì 19 febbraio dalle 10 alle 16 nella Pizza Arena (Pad. A3), presenteranno delle proposte di pizza fatte ad hoc per la fiera di Rimini per celebrare il piatto italiano più conosciuto al mondo. Dal 16 al 19 febbraio, la Federazione Italiana Cuochi, con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, il supporto di World Chef, e in collaborazione con Exhibition Group, all’interno del Food&BeerAttraction in programma alla Fiera di Rimini, ha programmato l a quarta edizione del Gran Premio della Cucina Mediterranea, la più grande competizione italiana con la partecipazione anche di Slovenia, Francia e Albania. pad. A1. Si fronteggeranno fra loro quattro National Team della Worldchef che svilupperanno menu da competizione per 60 pax con obbligo d’utilizzo di ingredienti legati alla Dieta Mediterranea. I Campionati della Cucina Italiana 2019, rappresentano la più importante e completa competizione italiana per tutte le categorie della cucina, organizzata dalla FIC. Ulteriori notizie al sito www.beerattraction.itwww.bbtechexpo.it

Oltre 1.500 cuochi provenienti dall’Italia e dall’estero, Centinaia di toques e giacche bianche saliranno sul palco per le gare – singolo e squadre – per cucina fredda, calda, pasticceria da ristorazione e cucina artistica in 4 giorni di gare, con 4 cucine allestite per le competizioni a squadre, 6 laboratori per le gare dei singoli, 45 giudici oltre a giornalisti e blogger per decretare i migliori cuochi italiani di categoria, ed oltre 60 show cooking pensati per la valorizzazione dei prodotti italiani, per educare i cuochi ad adottare un metodo di lavoro quotidiano basato sulla qualità dei prodotti, sulla tecnica, sul rispetto del territorio,

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l’attenzione al cibo e allo spreco alimentare.

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Sono stati svelati anche i National Team che il 16 febbraio si sfideranno sul palco del Padiglione A1 del Rimini Fiera per il Gran Premio della Cucina Mediterranea, la competizione ufficiale organizzata dalla Federazione Italiana Cuochi e riconosciuta dalla WorldChef – Società Mondiale degli Chef. Chiamate a partecipare la squadra campione uscente della Slovenia contro Francia e Albania, che verranno esaminate per mis en place e pulizia, preparazione, servizio, aspetto estetico e gusto da una giuria composta da giudici professionali affiancati da collaboratori e commissari di gara.“Vogliamo far comprendere ai tanti professionisti che partecipano alle gare e a quelli che vengono ad assistere alle competizioni, che quel lavoro e quel comportamento imposto dalle rigide regole dei campionati nazionali devono essere riportato nel quotidiano – afferma il presidente nazionale della FIC Rocco Pozzulo. Le nostre giurie sono molto severe, controllano tutto, dall’ordine nei frigoriferi, alla posizione del prodotto, quanto viene utilizzato di ogni ingrediente e dunque con attenzione allo spreco, per questo che l’evento non è solo un importante momento d’incontro ma anche occasione di formazione e di aggiornamento professionale”.“I concorrenti – spiega Gaetano Ragunì, presidente delle giurie – non devono solo preoccuparsi di realizzare solo un piatto eccellente, ma devono dare prova in maniera un po’ esasperata di tutte le accortezze necessarie per la realizzazione, dalla ricerca della materia prima alla sua valorizzazione, dal rispetto della catena del freddo al trasporto come degli alimenti, con un controllo che avviene sin dall’arrivo di ogni cuoco e fin dopo la presentazione. Per noi cuochi FIC, i campionati ci sono tutti i giorni e tutti i giorni in cucina si devono applicare queste regole, nel rispetto del cliente, dell’ambiente e della nostra professione”. Campionati della Cucina Italiana – Le gare Cucina Calda – Pasticceria da ristorazione Individuale – “Piatti originali della Cucina Mediterranea” è il tema destinato ai concorrenti individuali che di alterneranno di ora in ora nelle postazioni con raffinate lavorazioni e proposte della cultura culinaria italiana. Il concorso individuale di pasticceria prevede invece l’elaborazione di un dessert con innovative lavorazioni del cioccolato o della frutta. Cucina Calda a Squadre – Nei laboratori dedicati, per tre giornate, quattro Team Regionali e/o

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Provinciali prepareranno ciascuno 60 menù da competizione. Cucina Fredda (Culinary&Pastry Art) a Squadre – Quattro tavoli espositivi a disposizione ogni giorno

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per i Team che proporranno l’articolato programma freddo di Culinary e Pastry Art. Una rappresentazione di stile ed eleganza nelle composizioni dei tavoli da Buffet. Cucina Fredda (Culinary&Pastry Art) Individuale – Postazioni espositive del freddo a disposizione ogni giorno anche per i concorrenti singoli impegnati nell’elaborazione dei programmi da buffet Culinary e Pastry

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Art. Combinata Fredda e Calda a Squadre – Prevede per i Team la valutazione delle medie dei punteggi in entrambe le categorie del Caldo e del Freddo a Squadre. Cucina Artistica Culinary Art salata e Pastry Art – Una delle più importanti competizioni italiane legate al trattamento artistico del prodotto gastronomico, sia dolce che salato: intagliato, scolpito, composto e lavorato attraverso le più diverse tecniche. Un’esposizione di opere plastiche ed espressive utile a rilanciare l’aspirazione estetica di cuochi, pasticceri e la promozione artistica in particolari ambiti ristorativi. Culinary Art: opere dal vivo – Competizione sulle performance d’intaglio o carving. La precisione, la creatività e l’arte di partecipanti impegnati esclusivamente dal vivo alla realizzazione dei loro elaborati. Contest Mistery Box – Cucina Calda – Ingredienti a sorpresa della tradizione italiana per gare ad eliminazione diretta fra Team composti da professionisti senio e junio impegnati a promuovere i valori della cucina italiana. Contest Ragazzi Speciali – Vedrà impegnati sul palco, accompagnati da compagni di scuola tutor, ragazzi con programmi scolastici differenziati. Gran Premio della Cucina Mediterranea – Cucina Calda – International Team Contest – I National Team della Worldchef della Slovenia – campione uscente della scorsa edizione – Francia e Albania Vedrà si fronteggeranno nella realizzazione di menù da competizione per 60 persone con obbligo di utilizzo di ingredienti legati alla dieta mediterranea. Le squadre saranno composte da n.1 pasticcere, n.1 Team Captain e n.1 Team Manager. Chi è la Federazione Italiana Cuochi Fondata nel 1968 da Associazioni aderenti, la Federazione Italiana Cuochi ha ottenuto nel 2001 il “Riconoscimento giuridico” di organismo atto a costituire la rappresentanza sul territorio nazionale dei cuochi e di coloro che si dedicano alla cucina professionale, sostenendo lo sviluppo, la promozione e la formazione. La FIC è l’unica associazione cuochi in Italia a rappresentare di diritto la “World Association of Cook Societies”, alla quale aderiscono più di 70 Federazioni Nazionali dei cinque continenti.Questi ed altri riconoscimenti consentono alla Federazione la presenza attiva nei più importanti “Saloni Culinari” del Mondo”, come i “Campionati del Mondo di Lussemburgo”, le “Olimpiadi Culinarie di Erfurt”, lo “EuropeanCulinaryChallege di Basilea” e nelle altre iniziative delle Nazioni aderenti alla Wacs.La collaborazione con enti governativi italiani o altre istituzioni permette inoltre alla FIC di avere una propria rappresentanza all’interno della “Commissione Enogastronomia del Ministero del Turismo” e di cooperare attivamente a molte iniziative istituzionali del Ministero della Salute e dell’Istruzione.In Italia, oltre al Congresso Nazionale – momento di confronto dell0intera categoria sulle più attuali tematiche del settore – la FIC organizza importanti manifestazioni gastronomiche e concorsi, come gli Internazionali d’Italia e il Grand Junior Cooking Contest – Artistica a Rimini – il Concorso Nazionale di Erba e tanti altri.Oltre alla Segreteria e agli Organismi Direttivi Nazionali, la FIC programma la propria attività in compartimenti e dipartimenti con specifiche aree di competenza che vanno dall’aggiornamento professionale alla formazione, dalla ricerca di settore ai convegni specialistici e alle competizioni internazionali. Tra questi ricordiamo: I Maestri di Cucina ed Executive Chef, La Nazionale Italiana Cuochi (NIC), L’Ateneo della Cucina Italiana, il Compartimento Giovani e Le Lady Chef.

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Food&BeerAttraction La fiera internazionale dedicata alle specialità birrarie, birre artigianali, bevande e food per il canale

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Horeca. BEER ATTRACTION giunto alla sua quinta edizione è diventato punto di riferimento per tutti gli operatori del foodservice. Da un lato è presente la più completa offerta nazionale internazionale di birre e bevande, dall’altro, con il brand FOOD ATTRACTION, tutto il food per il canale horeca. Giuseppe De Girolamo

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Home / Attualità / Casa Sanremo Vitality’s, boom di presenze al Palafiori

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Casa Sanremo Vitality’s, boom di presenze al Palafiori  Redazione

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Non solo Festival. Ben 80.000 presenze in un Palafiori affollato: Anche quest’anno Casa Sanremo ha sorpreso e animato il pubblico “ Tutti passano da Casa Sanremo“, è questo il mantra ricorrente dell’Area Hospitality del Festival della Canzone italiana. Perché Casa Sanremo non delude mai, anzi continua ad esplodere. Dal 2008 ad oggi, infatti, continua ad essere il naturale luogo di transito verso il luccicante palco dell’Ariston, dove gli artisti possono incontrare la stampa, e il pubblico può assistere a spettacoli extra ogni anno, nel periodo della kermesse.

Mille e una storia… di successo

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Casa Sanremo ha trasformato anche quest’anno l’Area Hospitality in un raduno di storie. A partire da Casa Sanremo Tour, il concorso nazionale per artisti emergenti che, l’8 febbraio, ha portato Briganti Band, BANDagliocchi e Costantino Bagalà sul podio della Lounge del

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Palafiori. E poi le masterclass (una delle quali ha convinto Beppe Vessicchio a tornare nei dintorni dell’Ariston) e l’eccezionale madrina Roberta Morise. 1/Finalisti 4/Finalisti 7/Finalisti

2/Finalisti 5/Finalisti 8/Finalisti 10/Finalisti – Casa Sanremo Tour

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Dal 3 febbraio (pre-Festival) al 9 febbraio 2019, oltre 80.000 presenze, tra Social Responsibility, campus Coca-Cola, un’iniziativa Amazon, show cooking, showcase musicali, rassegna Writers con Enzo Iacchetti e non solo. Senza contare il Glamour Talk Show con le griffe Ferragamo Eyewear, Ottaviani e Stefania Leoni.

Rumors Tra un brano di Simone Cristicchi e un cocktail alla Lounge Mango, capita anche di assistere alle stravaganze del Maestro Vessicchio (pare abbia tentato di mettere in piedi una “giuria dei pomodori”). Ma originali sono state anche le cantautrici del Festivalino di Anatomia Femminile. Ultimo, invece, non ha vinto il Festival ma è stato premiato dalla giuria di Radio Immaginaria (180 adolescenti), aggiudicandosi una pregevole opera d’arte del Maestro Michele Affidato. Piccolo dettaglio: non l’ha ancora ritirato, e non ha fornito ancora nessuna spiegazione.

Fonte: Casa Sanremo Official Facebook Page

Il business che non delude mai Gruppo Eventi, dalla Campania alla Liguria passando per tutta l’Italia. Uno staff che produce iniziative di successo in ambito nazionale e internazionale: dal 2008 realizza l’Area Hospitality ufficiale del Festival della Canzone Italiana. Dal 2009 al 2015 affianca l’Accademia del Cinema Italiano per la produzione dei Premi David di Donatello e il Sindacato dei Giornalisti Cinematografici per i Nastri d’Argento. E, stando alle stime riportate sul sito web ufficiale, in oltre 15 anni sono più di 3000 gli eventi prodotti in house e con centinaia di clienti. Lo stesso Gruppo Eventi si occupa anche della Mostra del Cinema di Venezia, del Festival del Cinema di Roma, del Concerto di Natale e del Festival del Cinema di Cannes, nonché dei concerti-evento di David Gilmour ed Elton John all’Anfiteatro romano di Pompei e del Lucca Summer Festival.

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Orgoglio italiano

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Ogni anno, il Festival di Sanremo porta sul piccolo schermo nuove proposte e sperimentazioni che possono entusiasmare o meno, ma i veri protagonisti sono loro: gli eroi di Casa Sanremo. Perché, semplicemente, sono tra i pochi (forse unici in Italia) in grado di rendere ogni giornata, ogni dettaglio un evento memorabile. Ed è sicuramente merito del patron Vincenzo Russolillo, la colonna portante della luminosa Area Hospitality, che non smette mai di stupire.

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Grinta, note e passione: i coach della prima Music Battle in lattina svelano la loro strada verso il successo: Coca-Cola Italia

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Grinta, note e passione: i coach della prima Music Battle in lattina svelano la loro strada verso il successo Di: Redazione Journey | 13 feb 2019

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Irama, Emis Killa, Annalisa e Charlie Charles raccontano il loro percorso di crescita all’avvio del contest musicale di Coca-Cola. Il bello di affidare ad artisti di successo il compito di coltivare le prossime leggende della musica è che le loro dritte sono basate su esperienze reali, provate da chi la musica la vive quotidianamente. Per questo Coca-Cola ha scelto hitmaker come Irama (per la categoria pop), Emis Killa (rap), Annalisa (soul) e Charlie Charles (trap) come coach per Future Legend, la prima Music Battle in lattina, con cui Coca-Cola cerca giovani talenti destinati a diventare le leggende della musica di domani. Con stili e suoni molto diversi, sono tutti abituati a riempire l’etere e le sale concerti. E, pur parlando ognuno la propria lingua, concordano sullo stesso messaggio: per sfondare bisogna dimostrare una grinta e una passione fuori dal comune. “Il talento da solo non basta”, sottolinea Irama, che nel suo palmares di cantautore annovera anche la vittoria a un talent nel 2018. “La differenza scatta nel momento in cui decidi di andare oltre, perché questo costa fatica. Una volta, in gara mi chiesero di preparare una cover della Lega Calcistica di De Gregori. Restai in piedi tutta la notte e il mattino, oltre alla cover presentai un pezzo recitato da eseguire all’interno del brano. Feci un figurone coi giudici”. Prima di affermarsi come colui che ha reso famosa la trap in Italia, il beatmaker Charlie Charles lavorava come barista. Era diventato maggiorenne da poco e, dopo aver pubblicato i primi singoli di successo, cominciava a ipotizzare di guadagnare abbastanza per vivere con la musica. Allora aveva confidato al suo datore di lavoro l’intenzione di lasciare il bar per concentrarsi sui dischi. Ma al posto di incoraggiarlo, questo aveva risposto sminuendo i suoi sogni.

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Grinta, note e passione: i coach della prima Music Battle in lattina svelano la loro strada verso il successo: Coca-Cola Italia

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“Mi disse che dovevo rimanere dietro il bancone perché ero solo buono a far caffè e cappuccini. Da lì ho capito che per vincere bisogna crederci tantissimo, buttarsi e rischiare. Altrimenti si finisce col rimanere bloccati”. Per questo avere un mentore navigato con cui confrontarsi può rivelarsi una risorsa importante. Lo sa bene Irama, cresciuto nell’hinterland milanese senza figure di riferimento. “Sono tanti i momenti in cui avrei voluto avere accanto qualcuno d’esperienza”, ammette il cantautore, che quest'anno ha debuttato fra i big di Sanremo. “Non tanto per la parte musicale, quella è difficile spiegarla, devi “sbatterci la faccia” per imparare. Parlo più della parte contrattuale o delle decisioni discografiche”. Anche Charlie è un autodidatta, ma da sempre riconosce il valore del lavoro di gruppo. “Per me migliora senza togliere. Dovendo spartire la torta, teoricamente le fette diventano più piccole. Ma in gruppo la musica può crescere talmente tanto da rendere sufficiente anche una fetta sola”. Da battitore libero cresciuto in strada, dove si impara a conquistare il microfono da soli e a tenerlo stretto, Emis Killa ha compreso tardi il valore dei consigli esterni. Ma oggi concorda con Irama e Charlie. “Un tempo tendevo a non considerare le opinioni degli altri. Poi mi sono reso conto che vedere le cose da più prospettive aiuta a crescere. Ho dovuto incontrare Big Fish, ad esempio, per capire che rappare con rabbia non era sempre la soluzione migliore. Mi fece notare che cantavo un pezzo d’amore con la foga di uno che dichiara guerra. A me sembrava necessario per dare flow. Invece, sotto suo consiglio, ascoltai un pezzo di Lil Wayne che parte morbido: capii che essere bravo significa saper usare più registri”. Annalisa partiva da una posizione diametralmente opposta. Da scienziata con una laurea in fisica, era abituata a mettere sempre in discussione le proprie idee, a cercare il confronto con gli altri. “C’è un lato nerd del mio carattere, che nasce dalla curiosità, dalla voglia di approfondire e diventare esperta” – spiega la cantautrice ligure. “Questo si riflette nel mio modo di vivere la musica e tende a mandarmi in crisi quando non so tutto alla perfezione. All’inizio ascoltavo troppo gli altri e bastava poco per far crollare le mie certezze. Col tempo ho imparato a mediare, a fregarmene di più delle aspettative altrui e delle etichette che ti incollano addosso”. Al contrario, uno che del nuotare controcorrente ha fatto sempre la sua cifra è Emis. Ai tempi in cui i rapper italiani vestivano solo tute larghe e bandana, lui si presentava ai contest di freestyle con la felpa a stelline. E siccome per mantenersi lavorava nei parchi divertimento, tanti lo soprannominavano “lo zarretto delle giostre”. “Ricordo ancora la soddisfazione di sentir dire: ‘oh, è arrivato questo vestito come un giostraio e ci ha mandato tutti a casa’. Seguire le mode non paga. Meglio essere se stessi. Altrimenti si rischia di diventare la brutta copia degli altri”. E se a un certo punto si ha la fortuna di avere successo? Emis invita a stare attenti a non perdere la testa perché “è un po’ come alzare il gomito senza rendersi conto di ubriacarsi: avviene per gradi, poi un giorno vai in spiaggia, ti accorgi che non riesci più a prendere il sole perché tutti ti chiedono di fare una foto e realizzi che la tua vita è cambiata”.

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Ancora più scioccante è stato per Annalisa che conclude con un messaggio personale diretto ai futuri vincitori di questa competizione musicale. “La fama dopo un talent è istantanea, ma è anche molto legata al talent”, avverte la cantautrice. “Appena finito la gente mi riconosceva per strada e mi fermava. All’inizio è bello, poi ti rendi conto dei limiti. Nascondersi non serve. Basta restare coi piedi per terra e coscienti della propria condizione: il successo è reale, ma non è completamente tuo. Dopo devi dimostrare di saper volare da solo”. Future Legend è la prima Music Battle in lattina con cui Coca-Cola invita i giovani a sognare, offrendo un’opportunità unica per farsi strada e dando la possibilità ai loro coetanei di scegliere le prossime leggende della musica. Il format, sviluppato in fasi diverse che copriranno tutto il 2019, verrà documentato con i commenti esclusivi degli artisti e dei ragazzi che ne prenderanno parte su Journey.

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Arancia di Ribera in grande spolvero a Berlino La promozione dell'Arancia di Ribera a Fruit Logistica di Berlino, la più importante vetrina mondiale dell'ortofrutta, rappresenta la strategia vincente per intercettare mercati importanti, con conseguenti benefici sull’export e sullo sviluppo economico del territorio.

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La fiera internazionale, che anche quest'anno per tre giorni ha attratto migliaia di visitatori, ha rappresentato per gli operatori dell'Arancia di Ribera un momento straordinario di incontro con clienti e buyers mondiali, nel suggestivo scenario del padiglione dell’assessorato Agricoltura della Regione Sicilia, dove migliaia di visitatori hanno apprezzato il quartiere storico della “Vucciria di Palermo”, abilmente rappresentato.

L'Arancia di Ribera Dop a Berlino ha confermato il suo successo, con una qualità di arance eccellenti ed una produzione al di sopra delle aspettative, in una campagna agrumicola da ricordare, anche alla luce dei recenti accordi commerciali verso i mercati esteri, specie con le

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arance di Ribera Dop Bio. La presenza del sottosegretario delle Politiche agricole, Alessandra Pesce, condividendo l'esperienza del progetto Social Farming, ha affermato che “l’agricoltura non è soltanto un’attività produttiva, ma ha anche un altissimo valore di inclusione sociale, che mette insieme le eccellenze produttive, la valorizzazione del turismo e la componente sociale per lo sviluppo del territorio”. Inoltre ha suggerito correttivi per potenziare le produzioni di qualità Made in Italy e individuato strumenti per offrire maggiore operatività ai Consorzi di tutela. In tale direzione, l'Assessore Regionale all'Agricoltura Edy Bandiera ha comunicato la firma del decreto per l’istituzione dei Distretti del Cibo, così da mettere insieme, agricoltura, territorio e turismo per valorizzare al meglio le nostre eccellenze e i nostri imprenditori e sostenuto l'importanza di riattivare il Servizio regionale di assistenza tecnica in agricoltura.

Soddisfatto dell'esperienza berlinese Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio di Tutela dell'Arancia di Ribera Dop. “Una fiera prestigiosa e un'occasione molto importante per mettere in mostra ad una platea internazionale l'eccellente qualità dell'Arancia di Ribera Dop e l'incessante lavoro di valorizzazione e tutela da parte del Consorzio”. Nella qualità di vice presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, Giuseppe Pasciuta ha anche relazionato nell'incontro sul Progetto “Social Farming 2.0. Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana”, realizzato dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation. L'occasione è servita per mettere in evidenza l'importanza dei progetti di iniziativa partecipata di alta levatura, come Social Farming che anche in questa seconda edizione ha puntato sulla formazione tecnico-professionale-imprenditoriale richiesta in alcuni ambiti specifici dalla filiera agrumicola in Sicilia, regione con la maggiore estensione di coltivazioni agrumicole in Italia. Fonte: Consorzio di Tutela dell'Arancia di Ribera Dop

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DISTRETTO AGRUMI DI SICILIA, POSITIVO IL BILANCIO DEL SOCIAL FARMING 2.0: QUASI 1.500 DOMANDE

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Pubblicato il 13 febbraio 2019

Quasi 1500 tra domande di partecipazione e iscrizioni, 99 gli allievi che hanno frequentato i corsi di formazione, oltre 350 i partecipanti ai seminari formativi, 18 application alla call per idee di impresa innovative per la filiera agrumicola siciliana che ha decretato un vincitore e due menzioni speciali. Sono questi i “numeri” del progetto “Social Farming 2.0 – Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana” che si è concluso lo scorso dicembre e i cui risultati sono stati presentati nell’Italian Fruit Village all’interno di

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Il progetto “Social Farming 2.0”, realizzato dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation, anche in questa seconda edizione ha puntato sulla formazione tecnico-professionale-imprenditoriale richiesta in alcuni ambiti specifici dal comparto agrumicolo in Sicilia, regione con la maggiore estensione di coltivazioni agrumicole in Italia.

“L’agricoltura – afferma Alessandra Pesce, sottosegretario alle Politiche agricole, alimentari, forestali – non è soltanto un’attività produttiva, ma ha anche un altissimo valore di inclusione sociale. Ed è questo il messaggio che viene da Social Farming dove si mettono insieme le eccellenze produttive, la valorizzazione del turismo e la componente sociale per lo sviluppo del territorio. Questa iniziativa deve essere portata ad un’attenzione nazionale e appena convocheremo l’Osservatorio sull’Agricoltura Sociale, subito dopo la pubblicazione del relativo decreto in Gazzetta ufficiale, vi chiederò di presentare questa esperienza al partenariato allargato che compone l’Osservatorio, i ministeri del Welfare e quello delle Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo e tutte le parti sociali”.

“Con il Distretto collaboriamo sin dal nostro insediamento – dice Edy Bandiera, assessore all’Agricoltura della Regione Sicilia – e questo progetto dimostra quanto sia importante l’inclusione sociale. Tanto che su questo tema il governo regionale sta lavorando ad appositi bandi con uno stanziamento di 5 milioni di euro. Sul fronte dei Distretti, per superare una situazione di impasse che si è venuta a creare, pochi giorni fa ho firmato un decreto per l’istituzione dei Distretti del Cibo, così da mettere insieme, agricoltura, territorio e turismo per valorizzare al meglio le nostre eccellenze e i nostri imprenditori”. E infatti, il Distretto Agrumi di Sicilia ha già deliberato di richiedere il riconoscimento anche come Distretto del Cibo.

Tutte le attività del progetto Social Farming sono state gratuite e rivolte sia a soggetti “deboli” sul mercato del lavoro, donne, giovani, migranti, disoccupati sia agli operatori del settore, puntando all’inclusione sociale e a creare nuove opportunità di lavoro all’interno della filiera agrumicola siciliana. Dalle figure tecniche a quelle che puntano all’imprenditorialità sono stati tanti gli ambiti di formazione: dall’agrumicoltura biologica alle tecniche di coltivazione, dalla comunicazione per l’azienda agrumicola al turismo relazionale integrato, nuova frontiera dell’agrumicoltura che si lega all’accoglienza, per quanto riguarda i corsi di formazione teorico-pratici; risorse idriche, management, agricoltura sociale, etichettatura e trasformazione, strumenti per l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro nel comparto, e-commerce, confronto con i competitors sui mercati euromediterranei, legislazione del lavoro, ruolo di Gal e organizzazioni di categoria, per quanto riguarda invece i seminari formativi.

In più, la call for ideas “Agrorà Innovation” che ha visto vincere il progetto Agragliette, per il riutilizzo di scarti dalla produzione di agrumi, ideato da tre giovani laureati siciliani, Simone Forte, Francesca Campanella e Daniela Trippa.

“Anche quest’anno il progetto Social Farming ha risposto ai bisogni della filiera: da un lato, ricevere

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“La presentazione dei risultati del Progetto Social Farming 2.0, all’interno dell’Italian Fruit Village al Fruit Logistica 2019 – aggiunge Dario Costanzo, Project Manager di Arces – vuole testimoniare l’interesse di Arces verso una filiera, quale quella agrumicola, che rappresenta un importante settore dell’economia siciliana, anche dal punto di vista occupazionale. Le innovazioni tecnologiche legate alle fasi della produzione, della trasformazione e della commercializzazione, impongono l’acquisizione di competenze sempre più specializzate da parte degli addetti, aprendo spazi di lavoro di sicuro interesse, soprattutto per i giovani. Grazie al Distretto Agrumi di Sicilia e a The Coca Cola Foundation, Arces è partecipe di questo processo formativo, mettendo a disposizione della filiera le competenze professionali e organizzative della sua Alta Scuola”.

“I risultati ottenuti dalla seconda edizione di Social Farming confermano che la scelta di The Coca-Cola Foundation di proseguire in continuità si sia rivelata giusta – afferma Cristina Broch, Direttore Comunicazione e Relazioni Istituzionali Coca-Cola Italia -. Fin dall’inizio abbiamo creduto fortemente in questo progetto, che è coerente con la nostra volontà di promuovere iniziative di impulso alle comunità e di valorizzazione dei territori in cui siamo presenti. Grazie a Social Farming nuove opportunità di formazione e lavoro sono nate in Sicilia, una regione che per noi è di vitale importanza, dal momento che proprio da qui provengono le arance per la nostra Fanta, nata in Italia nel 1955 e che ancora oggi è preparata con succo di arance 100% italiane”.

“Social Farming – spiega Giuseppe Pasciuta, presidente del Consorzio di tutela dell’arancia di Ribera Dop e vice presidente del Distretto Agrumi di Sicilia – anche in questa seconda edizione è stata un’opportunità per informare e formare la filiera agrumicola siciliana, con iniziativa partecipate e di alta levatura che hanno permesso di maturare conoscenze e acquisire know-how in molti ambiti specifici, dall’agrumicoltura biologica alle tecniche di coltivazione sino alla ricettività turistica e alle normative sulla qualità. In tempi in cui il servizio di assistenza tecnica pubblico non riesce a soddisfare tutte le esigenze provenienti dai territori, progetti come Social Farming, seppure non possano da soli affrontare le richieste di tutta l’agricoltura siciliana, sono fondamentali perché c’è sempre bisogno di formazione e informazione”.

“La formazione e la conoscenza – afferma Elena Albertini, vice presidente del Consorzio di tutela dell’arancia rossa di Sicilia Igp e consigliere d’amministrazione del Distretto Agrumi di Sicilia – sono indispensabili per gestire il presente e cogliere le opportunità del futuro garantendo apertura, solidità e proattività al cambiamento e alle sfide. Un progetto come Social Farming 2.0 che tende ad accrescere l’occupazione in Sicilia, diffondendo il concetto di responsabilità sociale nella filiera, è allo stesso tempo una

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sfida e uno stimolo per le nostre aziende”.

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OTTIMI RISCONTRI PER L’ARANCIA RIBERA DOP ALLA FRUIT LOGISTICA DI BERLINO

La promozione dell’Arancia di Ribera alla Fruit Logistica di Berlino, la più importante vetrina mondiale dell’ortofrutta, rappresenta la strategia vincente per intercettare mercati importanti, con conseguenti benefici sull’export e sullo sviluppo economico del territorio. La fiera internazionale, che anche quest’anno per tre giorni ha attratto migliaia di visitatori, ha rappresentato per gli operatori dell’Arancia di Ribera un momento straordinario di incontro con clienti e buyers mondiali, nel suggestivo scenario del padiglione dell’Assessorato Agricoltura della Regione Sicilia, dove migliaia di visitatori hanno apprezzato il quartiere storico della “Vucciria di Palermo”, abilmente rappresentato. L’Arancia di Ribera DOP a Berlino ha confermato il suo successo, con una qualità di arance eccellenti ed una produzione al di sopra delle aspettative, in una campagna agrumicola da ricordare, anche alla luce dei recenti accordi commerciali verso i mercati esteri, specie con le

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Soddisfatto dell’esperienza berlinese Giuseppe Pasciuta, Presidente del Consorzio di Tutela dell’Arancia di Ribera DOP “Una fiera prestigiosa e un’occasione molto importante per mettere in mostra ad una platea internazionale l’eccellente qualità dell’Arancia di Ribera DOP e l’incessante lavoro di valorizzazione e tutela da parte del Consorzio”. Nella qualità di vice presidente del Distretto Agrumi di Sicilia, Giuseppe Pasciuta ha anche relazionato nell’incontro sul Progetto “Social Farming 2.0. Agricoltura sociale per la filiera agrumicola siciliana”, realizzato dal Distretto Agrumi di Sicilia e Alta Scuola Arces con il contributo non condizionato di The Coca-Cola Foundation. L’occasione è servita per mettere in evidenza l’importanza dei progetti di iniziativa partecipata di alta levatura, come Social Farming che anche in questa seconda edizione ha puntato sulla formazione tecnicoprofessionale-imprenditoriale richiesta in alcuni ambiti specifici dalla filiera agrumicola in

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Coca-Cola (NYSE: KO ) - sia la compagnia che il titolo di beni di consumo - raramente ottiene un pollice in giù dagli investitori. Qualunque sia la mossa scelta dal colosso delle bibite per rivitalizzare la crescita, le sue azioni vengono ricompensate.

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Ad esempio, ad agosto, quando l’azienda di Atlanta ha annunciato l’acquisizione da 5 miliardi di dollari della catena britannica Costa Coffee, molti analisti hanno messo in dubbio l’alto prezzo pagato per la catena di caffetterie. L’accordo rientrava nei piani di

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Coca-Cola per espandere i ricavi diversificando la sua attività dalle bevande dolci a categorie a crescita più rapida. Gli scettici dell’accordo hanno messo in dubbio la capacità di Coke di far funzionare la trasformazione quando marchi minori nel mercato del caffè si stavano accaparrando la fetta maggiore del mercato. Ma nonostante queste perplessità, il titolo di KO ha avuto una performance superiore ai rivali e al mercato generale nel corso dello scorso anno. Il titolo, che ieri ha chiuso a 49,66 dollari, è schizzato di quasi il 20% negli ultimi 12 mesi, con una performance nettamente superiore all’indice S&P 500 Consumer Staples , crollato del 3% nello stesso periodo. Il prossimo banco di prova per Coca-Cola sarà domani, quando la compagnia pubblicherà gli utili del quarto trimestre. Si prevedono utili per azione di 0,43 dollari, in salita dagli 0,39 dollari di un anno fa. Le vendite dovrebbero essere scese del 6,4% a 7,03 miliardi di dollari nello stesso periodo. Ripresa della domanda di Coca-Cola Light

Nel terzo trimestre, il gigante delle bibite ha beneficiato dalla ripresa della domanda di Coca-Cola Light: i consumatori sono tornati alle bevande a zero calorie da cui si erano allontanati. Il volume globale delle bibite è cresciuto del 2% rispetto allo stesso trimestre dell’anno scorso, trainato dall’aumento delle vendite di Coca-Cola Light e Coca-Cola Zero. Ci aspettiamo una performance simile nel quarto trimestre, data la forza dei marchi della compagnia che stanno contribuendo alla sua strategia di inversione di rotta. Le numerose mosse sagge di Coca-Cola negli ultimi anni hanno posto la compagnia in vantaggio rispetto ai rivali. Lo scorso anno, ha completato il disinvestimento delle attività di imbottigliamento negli Stati Uniti, con un vero e proprio outsourcing di varie attività di spedizione e logistica. Questa decisione dovrebbe rivelarsi utile in un periodo in cui i costi in queste aree stanno aumentando, pesando sulla crescita dei profitti di molte compagnie. Per quanto riguarda i prodotti, le bevande a zero zuccheri hanno aiutato a rivitalizzare le vendite in Nord America, dove la compagnia ha registrato una crescita a doppia cifra per la Coca-Cola zero e il Powerade Zero, nonché una crescita forte dei marchi di acqua come Topo Chico e smartwater. Riteniamo che queste mosse terranno Coca-Cola sulla strada giusta per soddisfare i bisogni dei consumatori, in cambiamento, aprendo al contempo altre nuove strade di crescita, soprattutto dopo l’acquisizione di Costa. La catena britannica possiede 3.800 caffetterie in tutto il mondo e consente quindi a Coke di essere presente in Cina nonché in altre zone dell’Asia, in Medio Oriente, Africa ed Europa. Fornisce anche una protezione dal rallentamento delle vendite di bevande gasate. Morale della favola

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Malgrado le sfide attuali, Coke rimane un solido titolo da dividendo per gli investitori a lungo termine, con un rendimento del 3,14% ed un payout trimestrale di 0,39 dollari. La compagnia alza il dividendo da 56 anni di fila.

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Come se le recenti mosse adottate e un dividendo affidabile non fossero abbastanza per confermare la forza della compagnia e del suo titolo, Coca-Cola possiede 21 marchi che generano un miliardo di dollari e più di vendite annue, su 500 marchi globali. Riteniamo che Coke sia una buona scelta difensiva, soprattutto con l’aumento dei rischi per i titoli a crescita e gli investitori che preferiscono la sicurezza.

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Grande distribuzione, Coop è il simbolo della guerra plastica

     L’obiettivo è quello di avere, entro il 2025, 10 milioni di tonnellate di plastica riciclata trasformata in nuovi prodotti in Europa. Aumentando, nel contempo, l’assorbimento da parte del mercato delle materie plastiche a cui viene donata una seconda vita. A questo obiettivo concorrono 65 aziende e associazioni industriali che hanno sposato la Strategia Europea verso la plastica, aderendo alla campagna volontaria che si è chiusa il 30 settembre 2018. Non tante, a dire il vero. Si poteva sperare in una più ampia adesione. Tra i grandi firmatari ci sono multinazionali quali Barilla, Coca Cola, Unilever, P&G, Ikea e Tetra Pak; aziende che trattano rifiuti tra cui la nostra Hera, associazioni di categoria. E spicca un nome, quello di Coop Italia. Coop è infatti l’unica catena italiana della grande distribuzione presente nell’elenco pubblicato il 20 novembre scorso dall’Unione europea. Accanto a Coop solo Lidl si è assunta impegni stringenti a favore dell’ambiente, impegni che, in primavera, riceveranno una prima valutazione da parte della Ue. Si tratta – come è spiegato su Consumatori di settembre – di compiere azioni e riprogettare

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strategie verso la riciclabilità, cosa che Coop fa da molti anni e che ora ha rilanciato in grande stile

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fissando obiettivi più ambiziosi di quelli richiesti dall’Europa, in relazione ai tempi di realizzazione. Quali? Nel 2022, con 8 anni di anticipo dunque sulla scaletta Ue, tutti i prodotti Coop avranno imballaggi riciclabili o riutilizzabili o compostabili, e nel 2025 saranno 6.400 le tonnellate di plastica riciclata utilizzate. I vari micro obiettivi, che andranno raggiunti con progressione, mirano all’impiego della riciclata al posto della vergine e, aggiornati, sono i seguenti. Prendiamo le bottiglie di acqua Coop: se oggi sono tutte in Pet vergine riciclabile, entro quest’anno il 30% come minimo sarà in Pet riciclato, una percentuale che a gennaio 2023 dovrà salire al 50%. Ancora più avanti sono i lavori per quanto riguarda le vaschette dell’ortofrutta usate nel prodotto a marchio Coop: dallo scorso settembre tutte le vaschette hanno almeno l’80% di materia prima seconda (riciclato), mentre già tutti i materiali nell’ortofrutta sono riciclabili. Più lunghi i tempi calendarizzati nella detergenza casa e tessuti, dove si prevede che a partire dal 2025 tutti i prodotti avranno un contenuto minimo di materiale riciclato e l’85% delle referenze avrà almeno un 50% di plastica riciclata. Insomma, un progressivo scivolamento nell’imbuto dell’economia circolare. Infine ci son le cassette realizzate da Cpr: sono il simbolo di un manufatto riutilizzabile in sostituzione di uno monouso, l’equivalente nel settore dell’ortofrutta di quella razionalizzazione delle sportine voluta dalla legge che tanta plastica fin qui ha fatto risparmiare.

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Sostenibilità: sicuro e green, il vetro piace agli italiani

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Il vetro piace, è sicuro e sostenibile RISORSE Mi piace 2

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Pubblicato il: 13/02/2019 11:23 Da una parte la sostenibilità ambientale, dall'altra il made in Italy: sono due fattori che decretano il successo del vetro, già apprezzato dagli italiani per le caratteristiche di igiene, affidabilità e sicurezza.

Nei primi 10 mesi del 2018 la produzione di bottiglie di vetro è aumentata del 3,2% rispetto allo stesso periodo del 2017 (oltre tre milioni di tonnellate di bottiglie prodotte), con un tasso medio di incremento della produzione tra il 2014 e il 2017 del 2%. Un trend positivo 'spinto' dal successo di bottiglie di vino e spumante, rigorosamente in vetro, esportate all’estero: l'export di vino è passato dai 2,5 miliardi del 2000 agli oltre 6 miliardi del 2017, con un vero e proprio boom delle “bollicine” il cui export nello stesso periodo è aumentato del 566,2% in valore e del 264,8% in quantità.

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gilet gialli a Diciotti, Maio Gasp e Sa no a... strument

In aumento, del 7%, anche l’export di bottiglie nei 10 mesi di quest'anno ma anche l’import di bottiglie (+25%). Stabile la produzione di vasi alimentari, +0,2% nei primi 10 mesi del 2018 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, ma il tasso medio annuo di incremento tra il 2014 e il 2017 è stato del 4,5%. L’aggiornamento dei dati di produzione del packaging in vetro è stato fornito da Assovetro, l’Associazione nazionale dei produttori di vetro aderente a Confindustria. Trasparenza, assenza di cessione di sostanze agli alimenti contenuti, protezione e conservazione nel tempo del gusto e delle caratteristiche organolettiche degli alimenti. Sono i fattori che rendono il vetro uno dei materiali più sicuri dal punto di vista igienico sanitario, tanto che l’85% degli italiani considera il packaging in vetro il più sicuro per il cibo e per le bevande. Il vetro vince anche in sostenibilità ambientale: riciclabile al 100% per infinite volte e reimpiegato nello stesso processo produttivo, con gli alti numeri di raccolta differenziata, 83%, e di riciclo, 72,8%, il vetro ha convinto gli italiani, che, per l’81%, lo ritengono il packaging più sostenibile. E non solo: più di 6 italiani su 10 considerano il vetro l’imballaggio “più amico del mare” perché è un materiale inerte e non rilascia sostanze chimiche pericolose, né si dissolve in microparticelle dannose per l’ecosistema marino. “I dati degli ultimi anni - spiega Marco Ravasi, presidente della sezione contenitori in vetro di Assovetro - confermano che il vetro è riconosciuto come 'il custode' migliore di cibi e bevande. Questo materiale infatti garantisce la sicurezza alimentare, è campione di economia circolare, e preserva inalterato il gusto di ciò che contiene. Da non dimenticare poi il contributo che dà all’economia italiana in termini di occupazione e Pil". L’industria dei contenitori in vetro con 18 vetrerie e 40 stabilimenti è presente in quasi tutte le regioni d’Italia, da Nord a Sud, con una maggiore concentrazione al Nord. Conta 8.300 addetti, il 97% con contratto a tempo indeterminato, e altri 14.000 occupati indiretti e nell’indotto. Il fatturato è valutato in 2 miliardi di euro l’anno.

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Loop fornirà a Danone PET da riciclo chimico Siglato accordo pluriennale per il poliestere ottenuto da depolimerizzazione in un nuovo impianto che sorgerà negli USA. 13 febbraio 2019 07:40

Loop Industries ha siglato un accordo pluriennale di fornitura di rPET da riciclo chimico al gruppo Danone, che utilizzerà il materiale per le sue bevande imbottigliate, tra cui - ma non solo - l’acqua Evian. L’accordo amplia la collaborazione avviata l’anno scorso per lo sviluppo della tecnologia di riciclo chimico, limitata al solo marchio Evian. il PET Loop sarà prodotto negli Stati Uniti dalla joint-venture tra Loop e Indorama Ventures, il cui primo impianto dovrebbe entrare in funzione nella prima parte del 2020. Nei mesi scorsi altri importanti produttori di bevande, tra cui Coca-Cola e PepsiCo, hanno siglato analoghi accordi di fornitura con Loop Industries. La tecnologia sviluppata da Loop Industries si basa sulla depolimerizzazione chimica dei rifiuti di PET e poliestere, trasformati nei monomeri di partenza, previa eliminazione di residui e contaminanti compresi pigmenti, additivi e altri polimeri. I monomeri possono quindi essere polimerizzati in nuovo poliestere che possiede le stesse caratteristiche di quello vergine convenzionale, senza degradazione delle proprietà, come invece avviene con il riciclo meccanico. In questo modo possono essere trasformati in nuovi flaconi e contenitori anche rifiuti poco nobili come le fibre dei tappeti. Non meno importante, il PET così ottenuto risponde ai requisiti FDA per impiego a contatto con alimenti, adatto quindi alla produzione di bottiglie per acque minerali e bevande. © Polimerica - Riproduzione riservata

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Carrefour Italia lancia il primo locker per ritirare la spesa online Carrefour Italia lancia il primo locker presso il Caldera Park di Milano. Il consumatore da oggi potrà fare la spesa online su carrefour.it e scegliere come punto di ritiro l’opzione locker di via Caldera per ritirare gli articoli acquistati. Si tratta di armadietti a temperatura controllata, concepiti per ospitare gli acquisiti di beni deperibili anche refrigerati e surgelati - effettuati online. Dopo la scelta del giorno di ritiro ed il pagamento online, l’utente riceverà via email il QR code da scansionare sul display del locker per sbloccarlo e ritirare la spesa. «Con questo progetto pilota puntiamo a sviluppare ulteriormente la customer experience introducendo un importante strumento innovativo per l’e-commerce, che ha come obiettivo quello di porci sempre più vicini alle esigenze dei nostri clienti ottimizzando i tempi di spesa e coniugare l’esperienza di acquisto online su carrefour.it con quella fisica», commenta Pierre Queau, direttore marketing, clienti, servizi e trasformazione digitale Carrefour Italia. In Italia i locker messi a disposizione della Gdo non sono ancora molto diffusi e quello del Caldera Park è un progetto pilota, parte della strategia di sviluppo Carrefour 2022, che sarà poi declinato con altri punti di ritiro. 13 Febbraio 2019

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Lidl apre a Bari Lidl inaugura un nuovo punto vendita a Bari, in Via San Giorgio Martire ai piedi del Ponte Adriatico. Lo store, il primo del capoluogo pugliese, aprirà le porte ai clienti alle ore 8:00 di giovedì 14 febbraio. A seguire, alle ore 9.30, si terrà il taglio del nastro alla presenza del Sindaco Antonio Decaro e di alti esponenti dell’amministrazione comunale. L’edificio, progettato con particolare attenzione all’ambiente, è dotato di un impianto fotovoltaico da 42 kW, di un sistema di recupero delle acque piovane per l’irrigazione delle aree verdi, 4 postazioni per la ricarica di auto elettriche e un impianto di illuminazione Led. Lidl Italia, inoltre, si occuperà della manutenzione della rotonda tra il Ponte Adriatico e Via Tatarella e ha realizzato un’area verde attrezzata da 1.800 mq con la piantumazione di alberi d’ulivo. Sugli scaffali del nuovo negozio, i clienti potranno trovare un ampio assortimento di oltre 2.000 prodotti. Oltre l’80% degli articoli è Made in Italy: in particolare la linea Italiamo rappresenta il meglio del patrimonio gastronomico del nostro Paese e coniuga qualità ad un prezzo conveniente. Infine, per tutta la settimana di apertura Lidl ha previsto sconti e offerte su ortofrutta, carne e molte altre referenze. Il supermercato sarà aperto dal lunedì al sabato dalle 8:00 alle 22:00 e la domenica dalle 9:00 alle 21:00. 13 Febbraio 2019

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