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Indignarsi è giusto

WWW i professori Salveranno l’Italia con 1, 10, 100 decreti, con il plauso degli euromercanti. Da che cosa? Dalla crisi finanziaria del sistema. Cioè dalla “loro” crisi, mentre la stagione delle “vacche magre” per i lavoratori continua senza crisi alcuna. Anzi, l’occasione ancora una volta è “buona” per introdurre nuove regole su pensioni, fisco, art. 18 SL… per liberare le imprese dai vincoli (i pochi ancora in piedi) che faticosamente avevamo conquistato a favore della “classe operaia”. I professori sono infatti i rappresentanti formali e sostanziali degli interessi degli imprenditori, delle caste istituzionali (politici, magistratura, forze armate….) e si comportano coerentemente. Nessuno si stupisca. Per le Poste arriva quindi la liberalizzazione, e, per essa, la frantumazione della società in ragione del profitto di mercato. Nuovi capitali scendono in campo (da dove provengono?) per competere con la “nostra” azienda sullo stesso terreno, come Poste sta facendo con il sistema bancario. E i lavoratori di questa e di quelle sono sollecitati a “scontrarsi” per il bene della “propria” ditta e quindi a produrre sempre di più e sempre più a basso costo. Questo è il mercato… e il popolo ne rimane confuso e sconcertato, illuso che così migliora la vita… come negli spot. Se i lavoratori non “capiscono” questo… e non cominciano a “liberarsi” dal ricatto del sindacalismo concertativo (CGIL-CISL-UIL-UGL-FAILP-SAILP) e dai partiti cosiddetti di sinistra, la nostra resistenza sarà più lunga e più dura. Ma non ci fermiamo alle parole: ovunque sono aperti conflitti, i precari, con la continuità dei ricorsi possibili; il recapito, con lo sciopero dalle prestazioni aggiuntive e le azioni legali per i messi notificatori, i palmari, la scatola nera; gli sportellisti, contro il conto ore individuale. Perché...

Ribellarsi è necessario

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