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COBAS – INPDAP Telefono 06-77353335 / 8567 / 6229

SOPPRESSIONE MOBIL ITAZ IO NE E SCIOPERI INUT I L I Dopo aver riflettuto per qualche giorno sulla vicenda della soppressione di questo ente (il che non ci ha impedito di sostenere e partecipare alle giuste iniziative di protesta e mobilitazione), vorremmo sottolineare qualche punto sul quale vale la pena di soffermarsi. Siamo abbastanza scettici sulla possibilità che possaessere introdotto un qualche emendamento al decreto che vada nel senso auspicato dai lavoratori, cioè quello delle garanzie occupazionali rispetto allo spettro della mobilità. Infatti la sostanza dell’emendamento che sarebbe stato promosso dall’amministrazione non va in questo senso, ma piuttosto in quello di assicurare la continuità gestionale per il periodo di transizione. Che è una necessità, peraltro ovvia, dell’amministrazione e non dei lavoratori in quanto tali, che debbono preoccuparsi di ben altro. Pensiamo che la blindatura politica di quello che questo governo sta facendo impedisca in questa fase ed in questo momento, soprattutto con l’approssimarsi del prossimo periodo festivo, di ottenere cambiamenti sostanziali del decreto. Ferma restando la validità delle mobilitazioni in atto, dettate dalla preoccupazione che lo stesso Generale Direttore ha giustificato, dovremmo riflettere, perciò, sulla necessità di pianificare ed organizzare una mobilitazione di più ampio respiro, graduando le iniziative per arrivare ai primi mesi del 2012, che saranno il periodo in cui il decreto troverà la sua attuazione ed in cui bisognerà raggiungere l’apice della mobilitazione stessa. Naturalmente vogliamo anche soffermarci sul fatto che anche stavolta non ci parrebbe molto ragionevole affidare i nostri destini a chi, in questi anni, seppure con ruoli ed accenti diversi, ha avallato ed in alcuni casi ha collaborato ed affiancato chi attuava le politiche di attacco al pubblico impiego. La possibilità di messa in mobilità dei dipendenti in eccedenza, da cui oggi scaturiscono i problemi reali che stiamo vivendo, è stata prodotta dai governi precedenti – tutti – attraverso varie fasi successive, che hanno visto tra i protagonisti CGIL.CISL.UIL. Si preparano, costoro, a fare quello che da moltissimo tempo fanno nelle fabbriche in crisi, concertare le ristrutturazioni, contrattare sulle fuoriuscite dal lavoro, sacrificando questo o quel settore, come se ci fossero persone e lavoratori che non hanno famiglia, che non mangiano e che possono essere estromessi dal lavoro, e altri no. Quando verranno fuori le cifre dei “sovrannumero” partirà anche qui la logica dell’ “accordo migliore che si poteva ottenere”, che però magari metterà sul lastrico “solo” la metà delle famiglie coinvolte.


Intanto ci stanno ipocritamente chiamando ad uno sciopero sbandierandolo come uno sciopero sulla questione del super-Inps, come se questo fosse un argomento centrale dello stesso. Primo, non è così, è uno sciopero dell’intero pubblico impiego come appendice di quello del 12 dic. scorso del settore privato, spostato al 19 solo per rispetto delle norme sui servizi pubblici, e come avete visto quello sciopero non ha spostato granchè della manovra, salvo dettagli che presumibilmente erano già in preparazione e preventivati. Secondo, l’arma dello sciopero, per di più usata così, senza un concentramento di massa nella capitale, ma con disperse manifestazioni locali, è un’arma ormai da tempo spuntata e del tutto inadeguata. Andranno attuate forme di lotta molto più incisive, eclatanti e continuative. Ripetiamo ancora una volta che l’unità che è necessaria è quella dei lavoratori, non delle centrali sindacali. E va ricercata anche un’unità più trasversale tra i lavoratori di più categorie. Avete riflettuto ad esempio, che la soppressione dell’INPDAP, metterà in seria crisi anche centinaia di lavoratori addetti alle pulizie, alla sorveglianza ed alla manutenzione, che appartengono ad aziende di cui verranno messi in discussione i contratti , con le immaginabili conseguenze occupazionali ? Perché non cercare una proficua alleanza anche con questi lavoratori che rischiano quanto (e forse più) di noi ? 15/12/2011

COBAS - INPDAP


soppressione e sovrannumero