Page 1

Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

CONCORSO CO/AULETTA OBBIETTIVO A: GENERARE UNA VISIONE POST-SISMA INNOVATIVA “Un sistema è un insieme di unità interagenti che sono in relazione tra di loro”1 L'innovazione della visione post-sisma sta nell'approccio sistemico che si ritiene lo strumento ideale per affrontare la tematica della valorizzazione di un territorio come quello di Auletta e circostante. L'obiettivo è l'elaborazione di strumenti e modelli che interpretano i beni culturali nella concezione processuale del settore di beni culturali stessi, per questo è importante in primis identificare gli elementi presenti sul territorio facendo conto della natura pluridimensionale dei beni e delle relazioni che intercorrono tra gli stessi. Si intende perciò discernere le criticità per produrre proposte che tengano conto del sistema culturale secondo la natura di: • sistema cognitivo: che produce e sedimenta conoscenza, saperi e pratiche in relazione al patrimonio culturale • sistema sociale: ovvero dei processi organizzativi, comunicativi e di distribuzione di saperi tra gli attori che vi operano a diverso titolo • sistema simbolico: in grado strutturare significati e costruirne il senso • sistema che opera: come risultato dinamico e in continua evoluzione A partire dalla definizione data Schumpter di innovazione come “combinazione di elementi” si vuole fare leva su una tipologia, intesa per larga scala, di rinnovamento delle relazioni (data appunto dalla combinazione degli elementi preesistenti) tra gli utente (portatore di interessi che diventa destinatario e attore del cambiamento), bene e contesto fisico. PROPOSTA: Il Museo Nazionale dei terremoti Si propone di realizzare un MUSEO NAZIONALE DEI TERREMOTI d'Italia presso una struttura da riconvertire nella zona del Parco dei Ruderi. Manca sul suolo italiano una istituzione museale strutturata il cui obiettivo sia la diffusione e la conoscenza del problema sismico, nonostante la penisola sia uno dei Paesi a maggiore rischio sismico del Mediterraneo a causa della sua posizione geografica, di convergenza tra la zolla africana e quella eurasiatica, che sottopone il Paese a forti spinte compressive causando il fenomeno dei terremoti. A supportare l'ipotesi anche in termini legislativi il “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio” 2 che specifica norme sul paesaggio che“salvaguardano i valori che esso esprime quali manifestazioni identitarie percepibili” (ciò è un fattore presente ad Auletta e nel territorio circostante) e definendo i beni paesaggisti come “immobili ed aree di notevole interesse pubblico, quali ville e giardini e parchi che si distinguono per la loro bellezza, bellezze panoramiche, accessibili al pubblico, complessi dal caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale”. Dunque il paesaggio è la forma visibile del territorio con valenza non solo estetica ma anche storicistica ed antropologica: su questi ultimi fattori si innesta la coerenza di realizzazione di un Museo dei Terremoti con declinazione nazionale. Perché un Museo? Auletta porta ancor oggi i segni del terremoto che colpì Campania e Basilicata nel 1980. Sono segni 1 Miller James G.,“Teoria Generali dei sistemi viventi”, Franco Angeli Editore, 1986 2 “Codice dei Beni culturali e del Paesaggio” pubblicato sulla G.U. N°45 del 24 febbraio 2004, supplemento ordinario n° 28, parte III, Capo I, II, III d. lg. 42/2004


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

da non cancellare che nel loro potenziale simbolico possono rappresentare il dramma universale delle catastrofi; questa peculiarità del territorio potrebbe/dovrebbe essere concepita, in quanto identificativa del valore identitario collettivo, come quid in grado di generare interesse culturale culturale collettivo e in grado di attivare risorse. In un'ipotesi di questo tipo (creazione di un museo) è molto importante valutare la continuità con la tradizione e le condizioni di contesto e, il già presente, Parco dei Ruderi avvalora la tesi che una struttura di questo tipo sarebbe in grado di completare un percorso ideale che mette in luce il patrimonio culturale inteso anche come stratificazione degli agenti naturali. Il Museo Nazionale dei Terremoti diventerebbe l'epicentro di un'area già dedicata alla memoria dell'evento rafforzando non solo il concetto di museo diffuso ma anche e soprattutto la forza espressiva dello stesso Parco, per analogia contenutistica, che sostiene con l'intorno del Museo un'estetica della città in grado di costruire l'identità dei luoghi. Seassaro afferma che “quando il bene si identifica con un sistema di valori che per complessità e dimensioni assumono una configurazione urbana e territoriale, occorre costruire attraverso il progetto l'immagine percepibile di questo bene”3: con il Museo si vuole avvalorare la tangibilità del bene culturale partendo dal presupposto che il Museo è custode del valore simbolico, del sapere enciclopedico ed universale che associato ad un valore storico collettivo e pubblico presuppone scopi educativi e di diletto. Non è questa la sede per definire la struttura del Museo Nazionale dei Terremoti, in ogni caso si ritiene necessario evidenziare delle proposte che andranno in seguito focalizzate anche grazie alla partecipazione di esperti del settore sia museografico che prettamente scientifico. Si sottolinea dunque l'evoluzione di un processo dinamico di natura pubblica il cui scopo è individuato in: • • • • • •

elaborare una dimensione didattica per la conoscenza del fenomeno terremoto sia a livello locale che nazionale (con aperture a vicende internazionali) con una visione storiografica e fisica. secondo la concezione espositiva di Van de Velde creare percorsi selezionati in base al fruitore sviluppare un comportamento consapevole di fronte ai terremoti attivare processi di capacitazione individuale e sociale creare delle opportunità (professionali, scientifiche...) raggiungere livelli sostenibili di benessere per la popolazione

Data la complessità e la possibile ricaduta positiva del processo si comprende come la progettazione integrata tra bene, contesto, comunità si riveli ottimale. Poiché la fruizione è la condizione base per la comprensione del bene da parte dell'utente e del cittadino, è importante operare fin da subito con una visione strategica identificata come il “porgere narrativo” dentro e fuori il museo (data la particolare natura del territorio) come paradigma della valorizzazione del bene culturale. Core exhibition: esperienza Punto centrale e innovativo del Museo Nazionale dei Terremoti è la “STANZA DEL TERREMOTO”, ovvero una sala del Museo dedicata alla simulazione di un terremoto con la possibilità di impostare le diverse scale in base all'utente, in modo che il visitatore possa vivere l'esperienza del sisma. Inoltre con la collaborazione di artisti e studi 3D si vuole impostare un sistema di proiezioni in digitale dei sismi che hanno colpito l'Italia (ma non solo) in modo che esperienza diventi 3 Seassaro A. “Il design dei beni culturali come estetica della città nella città 'Milano capitale del design'”, in “Sulla città oggi. Arte, beni culturali, istituzioni” Franco Angeli, Milano 2003


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

effettivamente plurisensoriale mettendo in scena il dramma della città che cadono...una sorta di rivisitazione in chiave contemporanea della Caduta dei Giganti di Giulio Romano a Palazzo Te di Mantova che invece di essere statica permette di vivere attraverso la simulazione un particolare terremoto. Obiettivo di questa operazione non è tanto far provare una sensazione spettacolare al fruitore ma rappresentare le matrici di costruzione di significato del bene culturale in esame. L'esperienza del bene culturale, inoltre, citando Berger è “qualcosa che si percepisce come azione, per diventare un'azione alla quale si partecipa, un'azione che si crea”. 4 L'esperienza dunque è un potente sistema memoriale sociale in quanto la partecipazione rafforza la comprensione e genera senso nelle relazioni (con la parte e con il tutto del territorio, per esempio con il contenuto del Museo del Parco) producendo un “esperienza responsabile dei beni culturali” Fattibilità Dal punto di vista della fattibilità e gestione dell'apparato, aziende di costruzione antisismiche si possono rivelare i partner ideali del progetto, sponsorizzando la stessa come occasione di visibilità/pubblicità Per attivare un sistema organico e in evoluzione del Museo Nazionale dei Terremoti si prevede una ricognizione generale del materiale espositivo a disposizione sul suolo italiano con la partecipazione di esperti (storici, geografi, Protezione Civile) e la collaborazione tra enti pubblici e privati per lo scambio/prestito/donazione/acquisto dei beni. In virtù del potenziale nazionale di questo tipo di operazione ciò rappresenta un occasione di relazione (ed eventuale gemellaggio) con paesi di aree colpite dal terremoto (Gibellina, Belice Messina, Reggio Calabria, Irpinia, Friuli Venezia Giulia), Istituti di ricerca (Ingv Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia) e altre istituzioni di relativo interesse (Casa Bendadi a Ravenna) Si mette in luce una valenza di rapporti che fa leva su: • locale/globale • tradizione/innovazione • pubblico/privato

4 Berger R, “Il nuovo Golem”, Raffaello Cortin Editore, Roma, 1992


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

OBBIETTIVO B: RISPONDERE AI BISOGNI PROGETTUALI The “Joyless economy”5 Data la complessità della progettazione culturale per la valorizzazione di Auletta e territorio limitrofo, si ritiene che il grado zero per affrontare la questione sia rinvenibile nella concezione stessa di bene da intendere come relazione e non solamente come effettiva presenza sul territorio di beni singoli; ciò è lo stimolo per procedere alla risoluzione (a breve e a lungo termine) dei bisogni progettuali che diventano in questa prospettiva espressione della multi-dimensionalità del bene stesso sia in termini di estensione (singolo e diffuso) che in termini di scala (da monumento a contesto territoriale globale). La relazione è la parole chiave del processo in quanto: •

risponde all'identità dei beni stessi che sono caratterizzati da reciprocità, simultaneità, gratuità

contribuisce allo sviluppo fisico e concettuale del bene e dello spazio operando, attraverso l'organizzazione di un bene con altri beni, nel verso alla territorializzazione

è costrutto necessario per la creazione e il riconoscimento del senso

Logiche del processo relazionale Si propone, pertanto, di procedere secondo le logiche di: •

Localizzazione: creando legane fisico del bene con il contesto

Territorializzazione: creando legame fisico organizzato del bene con altri beni

Obiettivo di questa tipologia di approccio non è solo preservare il bene e le sue relazioni ma renderle comprensibile e significanti, per questo motivo è fondamentale tenere conto di tutti i fattori che entrano in campo nel processo di relazione e in base alle fasi 6 attivare diversi sistemi di coinvolgimento e integrazione con gli attori (popolazione, stakeholder...). 1) Generare un modello di abitabilità temporanea Per quanto riguarda il punto abitabilità temporanea si propone di rafforzare il concetto di ALBERGO DIFFUSO con l'integrazione sistemica delle strutture ricettive (B&B in particolare) da coordinare con un'immagine grafica unitaria. A fronte delle varie tipologie di turista e della effettiva mancanza sul territorio limitrofo si propone altresì di pensare ad un CAMPING (stagionale e non) con aree specifiche dedicate ai camperisti che rappresentano una parte cospicua del movimento turistico. Un alto livello di servizi è il requisito minimo per il riconoscimento della struttura a livello nazionale; la diffusione della esistenza del camping verrà fatta tramite la comunicazione su riviste specializzate del settore. Si ritiene che una struttura ricettiva come il camping possa essere un buon “volano” occupazionale anche se limitato ad una fase stagionale e un ottima base per lo sviluppo del flusso turistico verso le 5 Sciotowky T., The Joyless Economy: The Psychology of Human Satisfaction”, 1976 6 Fasi del processo relazionale di valorizzazione: 1)Processo di legittimazione: creazione di relazione diretta tra bene e comunità per integrare la dimensione del riconoscimento con quella di attivazione del bene 2)Processo di contestualizzazione: integrala fase di riconoscimento con quella di produzione al fine di svelare un nuovo valore culturale; (è un processo costruttivo e ricostruttivo dello stesso contesto) 3)Processo di comprensione: integra forma, senso e funzione 4)Processo di attivazione


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

aree circostanti. 2) Generare dispositivi che mettano in relazione l'offerta del territorio Sulla base della premessa introduttiva, inerente al concetto di relazione, si contestualizzano i dispositivi di attivazione della relazione facendo riferimento al cosiddetto “Modello Italia”7definito da Settis che osserva come la peculiarità del suolo italiano sia il continuum territoriale che lega città e territorio, cittadino e patrimonio come insieme organico e strettamente collegato. Tale unicità rappresenta la forza di una presenza diffusa e capillare sul territorio e motiva la nascita di una cultura che ha legato il valore di ogni singolo bene al suo innestarsi in un contesto vitale ma anche l'idea di patrimonio che costituisce nel complesso un elemento portante e irrinunciabile della società civile e dell'identità dei cittadini italiani. Se dunque il valore del bene è valore d'uso, di scambio e di relazione è necessario operare per creare condizioni di sinergia sostenibile, sociale ed economica; per questo vista la particolare posizione del Comune di Auletta e del Parco dei Ruderi rispetto a beni circostanti (Grotte dell'Angelo di Pertosa, Museo Botanico, Complesso Monumentale dello Jesus) si propone di creare dei PERCORSI (ciclabili/pedonali/con integrazione di mezzi pubblici/noleggio bici/aree di sosta) e di vari gradi di difficoltà per soddisfare le tipologie di turisti (famiglia, sportivi...). Ciò è da intendere come un dispositivo di fruizione dei beni. 3) Generare un modello di co-abitazione tra visitatori e residenti attraverso responsabilizzazione e attivazione dei residenti Il concetto chiave della relazione è fondamentale anche nello sviluppo di questo punto del bando e si comprende a partire dalla nozione di valorizzazione consapevole in grado di creare valore sociale8 ed economico del bene culturale9 Valore sociale Poiché il patrimonio culturale suscita interessi sociologici nel momento in cui dà origine a qualche tipo di legame sociale è importante adottare una prospettiva sociologica proprio per capire come innestare le relazioni a livello umano. Uno sguardo di questo tipo è un preciso investimento storico volto a sottolineare un determinato contesto identitario ed indicarlo all'insieme della comunità come significativo 10 Passaggio conseguente alla realizzazione del legame sociale è la trasformazione del significato del concetto di bene culturale e della sua valorizzazione che si misura certamente sulla dimensione estetica ma anche e soprattutto sulla domanda di consumo sociale innestando automaticamente una dimensione di sviluppo sostenibile basata su una legge di mercato (domanda/offerta) che parte da una cultura di creatività e innovazione. Come attivare la consapevolezza pubblica della rilevanza collettiva e sociale dei beni? Come tradurre la funzione sociale in funzione d'uso? Socialmente e antropologicamente non si può non rilevare nel territorio il fattore importante dello 7 Settis S., “Italia Spa. L'assalto al patrimonio culturale”, Einaudi, Torino, 2002 “La forza del 'modello Italia' è tutta nella presenza diffusa, capillare, viva di un patrimonio solo in piccola parte conservato nei musei, e che incontriamo invece, anche senza volerlo e anche senza pensarci, nelle strade delle nostre città, nei palazzi in cui hanno sede abitazioni, scuole e uffici, nelle chiese aperte al culto; che fa tutt'uno con la nostra lingua, la nostra musica e letteratura, la nostra cultura”. 8 Il valore sociale è generato dalle opportunità di fruizione e esperienza dei beni 9 Il valore economico è connesso alla capacità dei beni di costruire sistemi di relazione sinergici e sostenibili con il territorio e con le sue attività produttive 10 Volontà intenzionale di costruzione sociale del patrimonio culturale


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

spopolamento. Il ritorno sporadico degli abitanti (per studio o lavoro) può essere un primo imput per generare nella fase successiva un interesse a tornare (per sempre o con più frequenza) Se i giovani emigrano per studio, significa che potenzialmente il territorio possiede della forza creativa istruita da attirare; se i giovani emigrano per lavoro bisogna operare nella condizione di creare delle opportunità in loco che generino occupazione per la forza lavoro. Creare occupazione culturale è il riflesso della progettazione in atto (verrà affrontato a seguire) ma creare interesse degli abitanti esterni verso il locale che non sia solo affezione per la i propri cari è complesso ma fattibile. Ciò si ritiene possibile attraverso la creazione di GUIDE SPECIALIZZATE che hanno la facoltà, attraverso un apposito “patentino” lasciato previo la frequentazione di corsi ad hoc: la popolazione locale ma anche la popolazione emigrata sarà la voce del patrimonio di Auletta nel contesto globale; le guide in questo modo saranno incentivate a raccontare il potenziale espressivo del luogo anche di fuori dal luogo stesso accrescendo l'interesse sul territorio. Una serie di meccanismi di incentivazione sono la leva per favorire il processo, per esempio guadagnando una cifra, sul numero di visitatori che sono in grado di accompagnare sul luogo. Nello specifico di una possibile simulazione lo studente che è andato a studiare a Milano qualora portasse ad Auletta un certo numero di colleghi e amici avrà a disposizione una struttura ricettiva adeguata (co-abitazione con gli abitanti, albergo diffuso,) per accogliere i visitatori con delle facilities (prezzi favorevoli dei pernottamenti, prezzi scontati concordati con ristoratori) e lo stesso studente potrà ricavare un beneficio economico dalla sua azione. Il meccanismo virtuoso sta nel formare l'abitante (locale ed espatriato) innescando un ciclo occupazionale temporaneo per la sua formazione (chi fa il corso) che a sua volta genera una potenziale ricaduta sul territorio. I residenti saranno coinvolti in primis nella gestione culturale di Auletta e del sistema museale e ricettivo. Saranno studiati incentivi ad hoc per favorire il modello della coabitazione in quanto i cittadini stessi sono da considerare patrimonio e risorse ricalcando la definizione di “Living Human Treasures System” (tesori umani viventi) data dall'Unesco 11 che, definendo il patrimonio intangibile come massima espressione della diversità culturale, rimarca il potenziale per una identità culturale locale sostenibile e competitiva nell'era della globalizzazione. Il meccanismo è emblema paradigmatico della teoria del dono e si presenta come modello virtuoso di mutuo apprendimento tra beni d'uso e beni veicolo ideale della relazione tra se stessi e gli altri. Il sistema rifiuta l'equivalenza ma non la reciprocità dello scambio approfondendo l'interpretazione pratica del dono, creando un legame nel tempo e restituendo valore alla comunità. Auletta regala conoscenza e servizi alla propria comunità per ottenere un tipo di economia “alternativa a quella capitalistica [che] è l'economia dei beni simbolici [ovvero] un processo di selezione ed elezione eminentemente sociale nei suoi presupposti e sviluppi alternativiu. Tale economia si fonda sulla sospensione dell'interesse economico inteso in senso ristretto e sulla conversione estetica dei principi che appartengono alla società occidentale come lo scambio attraverso i doni” 12. Valore economico E' evidente come il processo del dono culturale metta in moto le economie del territorio riconfigurando una innovazione di significato dell'azione dell'abitante espatriato, incentivato a diffondere la cultura del luogo di origine in quanto portatore dell'essenza del sistema culturale. E' altresì necessaria la configurazione di un sistema-prodotto cioè di una componente di servizio e 11 Unesco “Convention for the saveguarding of intangibile Cultural Heritage” (Art.21), 2003 Testo completo: unesdoc.unesco.org/images/0013/.../132540e.pdf 12 Bourdieu P., “Ragioni pratiche”, Il Mulino, 1995


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

comunicazione associata al prodotto per suggerire interpretazioni, significati, procedure il relazione al sistema sociale, economico, produttivo, tecnologico. Conclusioni Attraverso la concezione relazionale del bene e i meccanismi suggeriti di focalizzano e attivano le funzioni essenziali del bene che si rivelano nell'azione stratificata sovrapponendo azioni a beve termine con progetti strategici a lunga durata: • funzione patrimoniale: valore istituzionale e culturale ma anche alla proprietà giuridica privata o pubblica • funzione civile: in termini formativi e identitari di tipo individuale e collettivo; il valore didattico e formativo è l'elemento fondante dell'identificazione degli abitanti con i luoghi come strumento di riconoscimento (matrice culturale e strumento di conoscenza) • funzione sociale: integrazione e partecipazione collettiva, attraverso il coinvolgimento della popolazione alla tutela e alla fruizione • funzione di sviluppo: il bene culturale come risorsa da attivare a fini patrimoniali, sociali e civili Leva giuridica (e morale) è il principio di sussidiarietà13: lo strumento di salvaguardia della dignità individuale dell'uomo rispetto allo Stato che porta al concetto di democrazia partecipativa (sussidiarietà verticale) e amministrazione partecipata (sussidiarietà orizzontale)

13 Art.118, Costituzione italiana, incorporato dal 2001


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

OBBIETTIVO C: Il nostro progetto vuole individuare nuove modalità di fruizione, di comunicazione, di costruzione dell'identità, attraverso la proposta di scenari di scenari progettuali che riguardano sistemi e artefatti comunicativi, attività di servizio legate al turismo, al tempo libero, ad attività culturali, rivolte a fruitori esterni ma anche alle stesse comunità locali. Vorremo perseguire la realizzazione degli obiettivi con la metodologia cosiddetta “Valorizzazione design oriented” la cui definizione è esemplificativa delle potenzialità strutturali di un'azione organica come da noi pensata. SVILUPPARE ATTIVITA Ogni punto delle attività elencate da bando è sviluppato in forma dialogica nella presentazione del progetto: residenza temporanea residenza permanente servizi fruizione del territorio impatti locali proposte addizzionali SVILUPPARE DISPOSITIVI A partire dalla definizione di Bene culturale data da Vlad Borrelli, secondo cui “si intende per patrimonio culturale l'insieme di quei beni, materiali ed immateriali di interesse e godimento individuale e collettivo che sono espressione e testimonianza della creatività umana e dell'evoluzione del paesaggio nella sua interazione tra l'elemento naturale e l'opera dell'uomo”14, (definizione considerata da noi ottimale per la completezza dello sguardo che rivolge all'oggetto in esame), si intende sviluppare una serie di dispositivi per la valorizzazione dei beni nella duplice essenza di materiali e immateriali. Pertanto contestuale ad un'attività di sviluppo culturale si considera l'attività di COMUNICAZIONE che deve, in primis, avvicinare il bene al suo pubblico potenziale e accompagnare la fruizione permanente sviluppandosi dunque sia a livello temporaneo che permanente. Per quanto riguarda i dispositivi materiali/immateriali si ritiene indispensabile fin da subito la costruzione di un SITO INTERNET ad hoc con il supporto coevo dell'apparato comunicativo “friendly” dei social-network (facebook...). Obiettivo del sito è comunicare ogni singolo bene ma soprattutto dimostrare la rete di possibilità di fruizione sulla modalità del territorio ipertestuale. La modalità di accesso ai beni grazie a sistemi di comunicazioni e di interfacce informative (fisiche o virtuali) è in grado di veicolare in forma diretta o mediata il significato del bene tramite la sua storia, le origini, il contesto che lo ha generato. E' auspicabile la presentazione di esperienze di tipo didattico o immersivo in cui la simulazione del contesto originario o la riproduzione del bene in forma manipolabile sensorialmente cercano di sostituire una esperienza il più possibile completa del bene e delle sue relazioni con il contesto. La rete permette inoltre, a sistema avviato, dei feedback sull'azione di valorizzazione attivandosi come strumento di progettazione partecipata, il che implicitamente porta con sé una strategia democratica che è da considerasi massima espressione di un'azione concernente un bene pubblico e civile. 14 Vlad Borrelli L., “Restauro archeologico. Storia e materiali”,Viella, Roma, 2003


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

E' importante la messa in scena del bene e per questo la comunità deve venire abilitata ai processi di costruzione di trasformazione attraverso la crescente integrazione relazionale tra soggetto e bene perché Auletta come bene è costituita anche dalle genti la che abitano e che si aprono al dialogo con il contesto e i fruitori. Solo con la partecipazione civile si può abilitare a nuovi usi: quindi la popolazione deve essere coinvolta con un proprio spazio/forum comune dove poter mettere in sinergia le idee Con lo stesso imprintig dovranno essere sviluppate campagne promozionali, servizio di booking correlati al sito. PRODURRE MODELLO DI GESTIONE CHE TENGA CONTO DI: Processualità I beni culturali e la loro valorizzazione costituiscono un sistema complesso e quindi una dimensione complessa che va letta, interpretata ed agita come processo. La stessa gestione, definita come “ogni attività diretta, mediante l'organizzazione di risorse e materiali, ad assicurare la fruizione dei beni concorrendo al perseguimento delle finalità di tutela e valorizzazione” 15 mostra come la metodologia “design orinted” sia ottimale allo scopo processuale. Di ogni fase si descrive il processo: Tutela Di definisce tutela: “ogni attività diretta a riconoscere, conservare e proteggere i beni culturali e ambientali” 16 La tutela coincide indirettamente con la conoscenza e la conservazione. Per la fase di conoscenza si necessità di inventario e catalogazione al fine di ottenere una ricognizione del patrimonio e accertamento intrinseco dei valori di rarità e pregio. Per la fase di conservazione si intendono attivare attività che incidono sull'integrità dei beni e comprendono mantenimento, sicurezza, restauro mediante atteggiamenti attivi o passivi. E' necessaria la consapevolezza di azioni programmate che tengano conto del continuum territoriale dei beni e non siano solo ed esclusivamente il recupero del singolo bene; il mantenimento quindi significa orientamento di gestione corretto e consapevole e la tutela non deve essere fine a se stessa ma deve costituire il presupposto necessario per soddisfare il fondamentale interesse pubblico in funzione del patrimonio. Valorizzazione Si definisce valorizzazione: “ogni attività diretta a migliorare le condizioni e conservazione dei beni culturali e ad incrementarne la funzione”17 Le attività possono essere così descritte: • miglioramento di accesso ai beni • fruizione agevolata per le categorie meno favorite • organizzazione di studi e ricerche ed iniziative scientifiche anche in collaborazione con università e studi di ricerca • organizzazione di attività didattiche con la collaborazione di istituti di istruzione • organizzazione mostre (con soggetti pubblici e privati) 15 Art. 148 D. lg.112/1998 16 Art. 148 D. lg.112/1998 17 Art. 148 D. lg.112/1998


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

• organizzazioni eventi culturali • organizzazione di itinerari culturali Connesso al concetto di valorizzazione va puntualizzata l'attività di promozione definita come “attività diretta a suscitare e sostenere le attività culturali [individuate come quelle] rivolte a formare e diffondere espressioni della cultura e dell'arte”18 Conclusioni Non si può separare l'azione di tutela, gestione e valorizzazione perché sono momenti connessi processo unico che ha senso solo se alimentato e ispirato da un'istanza unificante. Per questo è necessario adottare una forma mentis basata sul processo gestionale Attori Gli attori del processo sono da considerarsi: residenti del comune di Auletta e delle zone limitrofe, abitanti “fuori sede” (emigranti), istituzioni pubbliche (da scuola primaria ad Università), aziende private, stackeholders, tutte le strutture di attrazione turistica. Ogni categoria interviene modo adeguato alla fase di gestione del patrimonio in atto e in relazione a ciò il peso stesso dell'azione e dell'intervento è modificato e deve essere dunque alla base generato da un approccio flessibile. Si sottolinea l'importanza della dimensione collettiva e sociale con un approccio sempre più partecipato e negoziale secondo un disegno che può essere identificato con: • sistema verticale: crea connessione tra i beni e i fruitori (implica la logica della ripetibilità della fruizione) • sistema orizzontale: crea connessione tra i beni stessi al fine di amplificare il valore dei beni costruendo senso legato al contesto Lo strumento ideale per la progettazione del tipo presentato è la programmazione negoziata che consiste in una serie di pratiche negoziali quali la concertazione, le intese di programma, gli accordi attraverso le quali le istituzioni, soggetti pubblici, privati e attori sociali, individuano e definiscono tempi e modi di realizzazione nonché responsabilità in relazione a obiettivi di sviluppo economico e territoriale. La programmazione negoziata è da considerasi idonea in quanto rappresenta e relaziona le parti in gioco, in particolare tra le attività di governo territoriale (a livello regionale) e si struttura per fasi ben identificate: • programmazione strategica: piano pluriennale di interventi • programmazione operativa • strumenti tecnico-finanziari L'utente stesso è considerato attore del processo in quanto un buon processo di valorizzazione abilita l'utente alla costruzione, comprensione, condivisione, fruizione del patrimonio industriale investendo la persona interessata alla produzione di valori. Per la primaria importanza assegnata all'utente si rimarca il valore dei beni culturali come esperienza: così si è in grado di creare un momento condiviso e collettivo. Si segnalano possibili approcci: • condizione base di percezione del valore • di tipo normalizzante: ovvero di fruibilità a livello tecnico • neosintattico: obbiettivo è mettere in relazione i beni costruendo una nuova sintassi di lettura 18 Art 149 D. lg.112/1998


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

• •

performativo esperienziale

Indicatori di sostenibilità (sociale, ambientale, economica) Premesso che si considerano gli indici strettamente legati tra loro e di difficile “disintegrazione” si è provato a segnare per ogni ambito (economico, sociale, ambientale) una propria assiologia in termini indicativi. INDICE ECONOMICO Una breve analisi terminologica è utile per aprire il “capitolo” riguardante l'aspetto economico e le ripercussioni positive di una strategia operativa che verte a valorizzare Auletta e i comuni limitrofi. Innanzitutto un cambio di prospettiva che invece di osservare il territorio ne percepisce il suo valore optando per la definizione di CAPITALE TERRITORIALE. Tale opzione è suggerita anche da Celaschi con l'affermazione: c'è la“necessità di considerare i beni culturali come capitale da immettere all'interno di un processo di produzione del valore secondo logiche non dissimili da altri settori produttivi ”19. Ad avvalorare la nostra tesi della necessità di un cambio concettuale come metodi di osservazione anche il programma strategico di sviluppo industria 2015 che al paragrafo “Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali e turistiche” 20 punta su “perimetrazione, messa in rete e potenziamento della filiera dei beni culturali e legata alla valorizzazione degli stessi come azioni che consentano di “estrarre” dal territorio de dal patrimonio culturale il massimo del suo potenziale economico e di creare un nuova opzione concreta per rilanciare l'economia italiana”. La nostra proposta, comunque, a prescindere dai presupposti giuridici vuole evitare la mercificazione tipica del “cultural system” e per attuare il meccanismo positivo si vuole agire sul bene culturale concepito come materia prima da lavorare creativamente ricostruendo “semioticamente” il territorio attraverso il progetto e agendo su una dimensione di identità che si comunica e percepisce. Essendo il territorio di azione un insieme articolato e complesso di componenti materiali e immateriali si pensa che una soluzione ottimale possa essere intrapresa attraverso il concetto di FILIERA che rispecchia perfettamente l' aggregato molto frammentato di produttori e utilizzatori di tecnologie (materiali e immateriali, della cultura alta e bassa) che intervengono nella fase del ciclo di vita dei beni culturali con l'obiettivo di ridistribuire lo stesso valore/sapere sul territorio. In questo modo si attua quella che correntemente viene chiamata SOFT ECONOMY, ovvero una “economia basata sulla conoscenza e sull'innovazione, sull'identità e la storia, la creatività, la qualità; un economia in grado di coniugare coesione sociale e competitività a di trarre forza alle comunità e dai territori ”21 In questa prospettiva agisce il progetto specifico della RESIDENZA D'ARTISTA: la messa in opera di tale evento la cui cadenza è da definire con gli attori del progetto per il rilancio del territorio crea un'occasione unica per Auletta di accrescere il valore culturale locale. Intrisecamente la creazione dell'evento Residenza d'artista permette di agire sul concetto di “rivitalizzazione” 22 in quanto 19 Celaschi F., “La cultura del progetto per i sistemi dei beni culturali” Polidesign, Milano 2004 20 Disegno di legge varato dal governo il 22 settembre 2006 21 Cianciullo A, Realacci E., “Soft Economy”, Bur, Milano, 2005 22 “la cultura è un capitale che può produrre reddito e posti di lavoro attraverso due modelli: uno è la rivitalizzazione di risorse rimaste rimaste oziose l'altro la creazione di nuove espressioni artistiche e culturali attraverso un processo in cui il valore economico non si estrae da un capitale fisico accumulato nei secoli ma ne usa la componente intangibile in particolare i saperi e la cosiddetta conoscenza tradizionale”; Santagata W, “La fabbrica della cultura. Ritrovare la creatività per aiutare lo sviluppo del paese” Il Mulino, Bologna 2007“


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

l'artista si trova a produrre un'opera (installazione, scultura...) che è prodotta dall'incrocio della propria poetica con lo spirito locale. Nel tempo sarà costruita una collezione di opere site-specific che hanno ragione di esistere perché prodotte nel corso dell'esperienza della residenza. L'operazione crea per ovvi motivi organizzativi una serie di meccanismi che portano il comune di Auletta al centro dell'attenzione culturale nazionale. Si ritiene che la dimensione temporanea dell'intervento può produrre effetti duraturi. INDICE SOCIALE Un progetto in divenire come quello presentato su queste pagine è, per esplicita intenzione dei partecipanti al concorso, impostata considerando l'aspetto sociale di ogni azione che si va a proporre. Tutto fa leva sul concetto amplissimo di CULTURA e sulle sue potenzialità esistenziali. Ma ciò potrebbe essere solamente il nostro punto di vista; non è così: è sufficiente scorrere qualche definizione “ufficiale” di cultura per comprenderne la portata. L'Unesco dice: “è la cultura che conferisce all'uomo la facoltà di riflettere su se stesso. E' attraverso la cultura che l'uomo esprime se stesso, diventa consapevole, cerca infaticabilmente nuovi significati e crea delle opere attraverso le quali trascende i propri limiti ”23. Il Consiglio d'Europa: “le arti e la cultura garantiscono attività ricreative di valore sociale , elevano il pensiero delle persone e contribuiscono positivamente al loro benessere psicologico e sociale, aumentandone la sensibilità”. E' importante insistere sulla consapevolezza dell'atto progettuale come atto culturale. Perche? La cultura offre memoria collettiva ma è anche il serbatoio delle generazioni future. La cultura migliora la coesione sociale e aumenta la sicurezza delle persone. La cultura è in grado di generare una forte domanda e creare imprenditorialità. La cultura è dimensione e leva dello sviluppo sociale. La cultura è infrastruttura immateriale e ne va indirizzata la costruzione. INDICE AMBIENTALE E' indubbio che la cultura deve “sgorgare” dal contesto locale; il nostro intervento progettule può solo migliorarne/ottimizzarne il corso per non perdere nemmeno una goccia del prezioso. Anzi si pensa che il contesto locale sia un fattore critico fondamentale in grado di influenzare lo sviluppo in tre modi: 1. Valorizza il capitale sociale del territorio: in questo caso la cultura diviene leva di organizzazione del territorio 2. Una buona gestione del contesto locale crea un ambiente favorevole per residenti e visitatori: conseguente attivazione del turismo culturale con ricadute di indice economico in quanto la capacità dei beni di attirare visitatori crea indotto positivo per il territorio. 3. Lo sviluppo del contesto locale esercita un effetto un moltiplicatore per la creazione di prodotti culturali: si giunge al concetto di LOCALISMO COSMOPOLITA con cui si intende la capacità del territorio di informare dei prodotti locali, di saperi intangibili, know how specifici del luogo e connetterli all'esterno. Si vuole sviluppare il concetto di “localismo cosmopolita” con il dispositivo simbolico dello SCAMBI DELLE PIETRE: un sistema di gemellaggio con altri comuni di Italia e del Mondo in cui torna la teoria del dono e dello scambio reciproco di beni simbolici: Auletta porterà per esempio a Rapallo (ma anche perchè no, New York?) una propria pietra (con targa di riconoscimento) che 23 Unesco, Worl Conference on Cultural Politicies, 1982


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

verrà posizionata in un luogo strategico della città, a questo riconoscimento fisico e ufficiale (con le autorità locali) segue il meccanismo speculare per cui la città ospitante la pietra di Auletta donerà al comune di Auletta la pietra simbolica del proprio comune; Auletta (e la sua conoscenza) sarà diffusa in Italia/nel mondo e contemporaneamente, nel tempo, si verrà a costruire in uno spazio del Comune di Auletta (da definire) una sintesi delle esperienze con una sorta di muro delle pietre del mondo. L'ambiente e il territorio sono parte del sistema cognitivo e per questo da valutare come indici di massima importanza. Il territorio, in particolare, si identifica con il paesaggio in quanto, come sistema processuale di azione antropica, il suo palinsesto è documentato da testimonianze dell'identità di una civiltà e di una cultura e a sua volta il paesaggio è da concepire anche come il volto visibile del territorio diventando uno strumento di analisi per la sua trasformazione fisica. L'ambiente è medium comunicativo per rilevare i rapporti tra società e territorio e in ciò il paesaggio ha il ruolo di strumento flessibile per interpretare le trasformazioni del territorio. Solo a partire da questa digressione apparentemente tautologica si comprende come l'ambiente, in quanto sistema complesso in continua evoluzione, è indice della trasformazione dell'identità conducendo direttamente alla prospettiva del PAESAGGIO CULTURALE.


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

OBBIETTIVO D: AREE DI INTERVENTO Anche nella descrizione specifica di ogni azione e la relativa area di intervento, si sollecita l'attenzione alla necessità di non pensare mai all'oggetto in analisi come documento isolato ma si invita a pensare sempre al legame indissolubile tra beni culturali e territorio: questa interrelazione è la forza progettuale di contesto in divenire; è proprio nel carattere relazionale che bisogna individuare lo strumento di (e per) la costruzione della conoscenza territoriale e di conseguenza per la rappresentazione dell'identità della comunità. (Ciò perché, si ribadisce, il bene esiste se è conosciuto e goduto, se contribuisce alla formazione del cittadini e all'elevazione morale e spirituale della collettività). Si ritiene che solo in questa prospettiva pluralistica si possa mutare il concetto di valorizzazione da una fase ideologica ad una fase operativa con ripercussioni economica. Parco dei ruderi (oggetto della gara di appalto) Il Parco dei Ruderi potrebbe divenire il luogo del posizionamente delle pietre donate al comune di Auletta dai comuni gemellati con lo scambio simbolico. Auletta (porre in relazione il Parco dei ruderi con il paese di Auletta Il “centro storico è una significativa forma di bene culturale in termini di ecosistema antropico, in relazione alla qualità ambientale di riallocazione di funzionalità urbane come la fruizione del tempo libero e la residenzialità secondaria”24 Auletta è un centro storico. Che cosa significa? Molto, perché la tipologia di pertinenza è importante per strutturare gli interventi. Il CENTRO STORICO è ambito del Patrimonio culturale ed è normato e codificato dal Ministero che ne definisce il carattere come: “complessi di cose immobili che compongono un caratteristico aspetto avente valore estetico e tradizionale”25; Auletta dovrebbe individuare il valore del proprio centro storico nella struttura complessa e vivente, quindi dinamica, che accomuna beni materiali e immateriali. Il centro storico di Auletta dovrebbe assumere il ruolo di elemento cardine dell'identità del territorio in relazione alle peculiarità del luogo, le tradizioni specifiche delle comunità che lo abita comprendendo che la memoria storica risiede nelle sue risorse fisiche. Preservare il centro storico, così come si presenta, evitando l' “effetto Gardaland” che patina i luoghi snaturandoli della propria natura. Auletta gode di una “rendita posizionale” (legata alla memoria storica e al Parco dei Ruderi che ne enfatizza il significato) che dovrebbe generare un potere attrattivo sul resto del territorio proprio per il suo centro che a nostro avviso deve essere emblematizzato nella struttura dello stesso Parco pur conservando la capacità di dimostrare il distacco perimetrale attraverso la ricostruzione della parte abitata. Lo sviluppo di una SEGNALETICA COORDINATA è un primo passo per l'operazione di integrazione a distanza tra il centro storico e il Parco dei Ruderi. Valorizzare il centro storico attraverso processi virtuosi di preservazione dell'identità storica e di individuazione di funzioni strategiche da attivare e connettere ad una rete efficiente di 24 Valentino P.A. “Progettare il passato”, Civita, Roma 1994 25 Codice dei Culturali e del Paesaggio, decreto legislativo n°42 del 22 gennaio 2004, art 136 lettera C


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

partecipazione collettiva e condivisa legando recupero e sviluppo attraverso la riqualificazione ambientale, l'accessibilità, la promozione è per noi un ipotetico indice risolutivo del punto qui trattato. Territorio circostante (Pertosa in primis) “L'identità del territorio è una scelta di progetto” 26 E' il legame con il territorio che genera la comprensione del bene, il senso e il valore dell'esperienza di fruizione, da qui la necessità concepire il territorio circostante ad Auletta come un contenitore (reale o virtuale) dell'esperienza di fruizione. Per il motivo sopra descritto è necessario essere lungimiranti e pensare anche ad una prospettiva di sviluppo del circostante e non solo di Auletta: bisogna valorizzare gli altri piccoli centri come città viventi. Per far ciò si ipotizza (con necessità di approfondimento il loco): • la creazione di nuove destinazioni d'uso coerente alla stratificazione storica • lo sforzo comune di potenziare il centro storico come elemento attrattore e dispersore di energia territoriale che agisce a livello di territorio delle comunità limitrofe • lavorare sul concetto di geografia sentimentale • rappresentare un unicum irripetibile • progettare per diverse scale di realizzazione Le diverse aree di intervento possono essere valorizzate secondo delle logiche che qui si elencano rimandando l'approfondimento di ognuna ad eventuali confronti con gli attori interessati: • • • • • • • •

della competizione: per rendere il centro storico emblema di un saper fare tipico a scala nazionale (= localismo cosmopolita ). di prodotto: per implementare il sapere con le altre risorse in seno al concetto di filiera dell'intercettazione dei flussi turistici: delocalizzando alcuni beni e prodotti su circuiti più ampi. delle strategie comunicative. della valorizzazione del capitale umano che viene responsabilizzato e supportato come veicolo di intermediazione e comunicazione verso l'esterno (=dimensione partecipativa: necessità di azione collettiva e che parta dal basso) del gemellaggio con altri centri in particolare con la strategia dello scambio simbolico della pietre dei festival: allestimento effimero della tematizzazione/narrazione (per esempio con il parco dei Ruderi e relativo Museo Nazionale dei Terremoti)

Obiettivo: il Bene culturale deve diventare luogo dell'esperienza emotiva e culturale. Perché? Perché la creazione di valore è strettamente correlata alla fruizione di valore culturale. Primo step: il bene culturale è espressione condivisa di un sistema sociale, il suo riconoscimento sociale è tacito ma esplicito bisogna lavorare in primis sul riconoscimento locale e sul riconoscimento delle relazioni tra i beni. Metodologia: poiché il bene dipende dal contesto (concetto di situatività) l'azione di design deve partire dalle condizioni specifiche un territorio che è visto come un sistema di risorse immateriali e 26 Zurlo F., “Voce del glossario ME-Design, Polidesign Milano, 2003


Lisa Pellegrino-Pretto Davide-Zannoni Alice

non trasferibili, intimamente legate a tradizioni, valori attraverso un mix dinamico specifico.

relazione  

relazione di progetto

Read more
Read more
Similar to
Popular now
Just for you