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SEMENZA Semi per la Mente e la Cittadinanza Semenza nasce come collettivo di individui con diverse esperienze e vissuti, una rete di esseri umani che ricercano il proprio ‘luogo’ e il loro ‘ruolo’ su Madre Terra. L’ “Emilia paranoica” fu la “casa” dove gran parte di queste diverse anime e storie si sono incontrate, fu luogo esperienziale sia di pratiche di vissuto “alternative”, condivisione, ricerca di antiche tradizioni (panificazione, pasta, artigianato), collaborazioni, riuso, cooperazione; sia di riflessioni e confronti sui temi dell’educazione, delle economie sostenibili, di uso sostenibile delle risorse insomma di rivoluzioni. Oggi Semenza - SEmi per la MEnte e per la cittadinaNZA – è un’associazione che ha come punti cardini della sua attività la sostenibilità, le arti e la partecipazione. Ci occupiamo di investigare le storie e le problematiche dei luoghi attraverso la ricerca socio antropologica e di valorizzare i patrimoni locali in un processo di sviluppo sostenibile delle comunità. Siamo impegnati nella facilitazione dell’espressione artistica del patrimonio umano del territorio per recuperare le storie e le culture, promuovendo attraverso i processi partecipavi nuove visioni. Ci proponiamo di stimolare e facilitare la riflessione su pratiche di sostenibilità attraverso la partecipazione attiva dei cittadini. Indaghiamo l’ambiente naturale, le sue dinamiche e gli impatti delle azioni umane. Inoltre promuoviamo e valorizziamo le arti in senso ampio e più specificamente la relazione tra persone/cittadini. Le nostre molte anime si fondono in un’idea di cittadino attivo impegnato nella relazione con gli altri attraverso la condivisione e la cooperazione, nel rispetto della Madre Natura. Per realizzarlo offriamo visioni, assistenza, conoscenze, consulenze, indagini e creatività. I fondatori dell’associazione sono: Luisa Tuttolomondo La mia passione verso i processi partecipativi e’ nata nel 2010 quando mi sono recata nei Territori Occupati Palestinesi per lavorare alla tesi di laurea specialistica dal titolo “La promozione della partecipazione sociale tra bambini e adolescenti: analisi di un progetto di cooperazione internazionale”. Dopo avere conseguito la laurea in Progettazione e gestione di attività culturali presso l’Università di Modena e Reggio Emilia ho frequentato il corso di specializzazione dell’Istituto Iuav a Venezia in “Azione Locale Partecipata e Sviluppo Urbano Sostenibile”. Nell'ambito di questo corso ho approfondito i temi della promozione della cittadinanza attiva (sia di adulti che bambini) e ho appreso varie tecniche di progettazione partecipata finalizzate alla pianificazione del territorio. Negli ultimi tre anni ho svolto varie esperienze professionali all'interno di associazioni no profit e anche di società di servizi. In particolare ho lavorato alla progettazione, gestione e analisi valutativa di progetti sociali prevalentemente rivolti a bambini e adolescenti per Oxfam Italia, ONG toscana impegnata in interventi di cooperazione internazionale. Ho collaborato con la società Sociolab s.r.l. nella realizzazione di eventi partecipativi e nella promozione e coinvolgimento della cittadinanza in progetti di sviluppo territoriale. Per l'Associazione di Promozione Sociale "La-Fiumana" mi sono invece occupata della realizzazione di laboratori e workshop con bambini e adolescenti sui temi della cittadinanza attiva. Infine per l'associazione Next - Nuove Energie x il Territorio ho svolto e svolgo tuttora attività di animazione territoriale e di ricerca sociale sul territorio di Palermo.


Marco Fuscaldo Sono un economista in procinto di difendere la propria tesi di dottorato in “Modelli Quantitativi per la Politica Economica” all’Università Cattolica di Milano. La mia tesi tratta la definizione e misurazione del benessere e della qualità della vita nella fase post-pensionamento in Italia. Ho, inoltre, appena concluso un assegno di ricerca all’Università di Modena e Reggio Emilia su un progetto sperimentale per l’Italia relativo all’applicazione delle tecniche di gender auditing al bilancio della Regione Emilia Romagna e alla Provincia di Modena. Finita la laurea triennale, ho scelto di lasciare la Facoltà di Economia dell’Università di Trento e la mia città natale, per approdare all’Università di Modena e Reggio Emilia. Insieme ai professori e alle professoresse del Centro Analisi delle Politiche Pubbliche (CAPP) ho potuto ampliare le mie conoscenze e proseguire la critica all’economia mainstream. Il mio lavoro a Modena è a stretto contatto con un gruppo di ricerca specializzato nell’analisi e valutazione delle politiche rispetto alle ricadute sociali e di genere, con una particolare attenzione all’approccio dello sviluppo umano. Sono un convinto sostenitore delle idee degli economisti Amartya Sen e Serge Latouche. Da economista eterodosso credo che di fronte alla globalizzazione, che non è altro che il trionfo planetario del mercato, sia opportuno concepire e volere una società nella quale i valori economici non siano più centrali e/o unici. Amo ripetere con convinzione che l'economia dev'essere rimessa al suo posto come semplice mezzo della vita umana e non come fine ultimo, rinunciando a questa folle corsa verso un consumo sempre maggiore. Carmen Papaianni Sono campana di origine, vissuta a Modena e espatriata per questioni di vita e di amore a Brighton, città green dell’ Inghilterra. Ho studiato a Modena Scienze della Cultura, facoltà poliedrica che mi ha dato una visione composita sulle discipline umanistiche e sociali e nella quale il mio attivismo politico dell’adolescenza è diventato “ricerca-azione”. La mia tesi di laurea ha analizzato alcuni movimenti sociali che si oppongono all'ideologia capitalistica e consumistica (sovranità del cibo – spazio pubblico transition towns) e mi ha fatto nascere interesse su come l'architettura influenza la partecipazione dei cittadini alla res pubblica. In questi anni inglesi ho seguito un percorso di formazione personale in Permacultura, in Energie Rinnovabili (Biomassa e Solare) e in pratiche per facilitare percorsi verso la sostenibilità (Transition Towns, Low Carbon Communities e Building Sustainable Communities), la ‘ricerca sul campo’ invece si è focalizzata sui community groups, ‘associazioni di cittadini’ e nello specifico quelle legate al cibo locale e organico e allo scambio equo tra agricoltori e consumatori, e quelle legate alle energie rinnovabili (gruppi di acquisto, community shared energy). Con difficoltà mi autodefinisco, e quando lo lascio fare agli altri mi definiscono un'eco-attivista o una “ricercatrice di possibilità percorribili” o “un altro mondo è in transition in my mind”. Sono un'appassionata di stili di vita alternativi che crede fortemente che siano le persone – i cittadini - a fare la Politica e la Storia e che è necessario, ora e non poi, recuperare la partecipazione ed iniziare ad avere una visione del futuro (Visioning the Future) che comprenda l’equità per noi esseri umani, per tutti gli esseri viventi e per la Terra stessa: possibilità e dovere di compiere azioni che permettano di far vivere noi e le future generazioni in un mondo e in società più giuste e sostenibili. Paolo Canal Sono friulano ma della destra del Tagliamento, nato a Pordenone nel 1980. Ho studiato la Psicologia e le Neuroscienze e adesso vivo e lavoro in Inghilterra, a Brighton. L’interesse sul funzionamento del cervello mi ha portato a studiare temi di psicologia cognitiva, del linguaggio e psicologica sociale. Attualmente studio lo stereotipo di genere (il fatto che i meccanici siano raramente donne), e gli effetti che ha quando leggiamo un testo. L’interesse per la musica mi ha avvicinato, 11 anni fa, al mondo dell’organizzazione di eventi culturali (musica e arte) con l’associazione Tajdeblu con la quale organizziamo eventi nel parco di Villavarda, a Brugnera, PN. L’interesse per l’ecologia nasce dallo scambio intellettuale con le mie frequentazioni e dalle contingenze del momento. La crisi ambientale che stiamo vivendo è così acuta che è il tempo di fare delle scelte sostenibili, adesso. Ciò mi ha portato a pensare alla trasformazione delle biomasse come soluzione a tutti i mali.


Manuela Trovato Ho lavorato per quasi dieci anni nelle relazioni pubbliche poi a seguito di una crisi di coscienza durante le ricerche per la laurea in Comunicazione e Relazioni Pubbliche, ho cominciato ad intuire che la mia missione di vita fosse un’altra. Sono ritornata sui miei passi e, dopo il conseguimento del titolo, ho lasciato la Sicilia amata ed odiata terra natale, per cercare la mia posizione nel mondo. Approdai nel sud della Spagna, a Granada, dove ho seguito un master in metodologie di ricerca sociologica. Inaspettatamente però un’intuizione improvvisa ha sconvolto, per l’ennesima volta, i miei piani di vita. Nonostante fosse rimasta ferma la voglia di indagare i fenomeni sociali, avevo compreso che il metodo di ricerca più appropriato per me fosse quello antropologico. Così dal 2006 ho un’intensa relazione d’amore con l’antropologia. La voglia di misurare le mie competenze di ricercatrice mi ha spinto ad esplorare territori lontani. La mia prima ricerca sul campo fu nella lontana amazzonia boliviana per conto della ONG Chico Mendes Modena. Negli ultimi tre anni ho collaborato con varie ONG ed organizzazioni internazionali. In particolare ho svolto attività di animazione territoriale con Il comité de derivados de la castaña in Bolivia, come educatrice allo sviluppo sostenibile per la Cooperativa si Contadini amazzonici boliviani COINACAPA. Ho lavorato per il programma per lo sviluppo delle Nazioni Unite, UNDP, in El Salvador dove mi sono occupata di sviluppo economico locale. In Centro America ho lavorato in un’agenzia di sviluppo economico locale, ADEL Morazàn, occupandomi di progettazione. Per l’associazione per l’autodeterminazione delle donne salvadoregne AMS e per il Centro Servizi per l’imprenditorialità femminile CSEM, ho svolto in El Salvador ricerca sociale sul campo (qualitativa e quantitativa). Ho organizzato workshop e seminari internazionali per UN Women in Guatemala. Attualmente sono tornata dopo 12 anni di vita nomade a Catania, la mia città natale, dove ho iniziato collaborazioni con Amnesty International Catania e con la coop. Sociale Anima Mundi Sicilia. Giuseppe Papaianni e Francesco Carpentiero Siamo due architetti di Aversa centro urbano nella periferia estrema del napoletano, cresciuti imparando a vivere la strada e ciò che ci circonda. Durante il nostro percorso di studi alla Facoltà di Architettura di Aversa abbiamo partecipato a diversi concorsi di Architettura coniugando passione e razionalità, con uno sguardo sempre attento all’impatto sociale che l’architettura ha nei luoghi in cui si esprime. La nostra passione e inclinazione per una architettura green ci ha portato ad avvicinarci alla bioarchitettura e ad avere sempre uno sguardo attento alla possibilità di riutilizzo dei materiali e riformulazione degli spazi. La creatività al servizio di uno scopo: provare a riutilizzare gli spazi esistenti piuttosto che costruirne di nuovi. Le anime sono diverse uno pragmatico e calcolatore e l’altro creativo e preciso ma col fine ultimo di un Architettura che non sia creiamo distese di cemento ma rendiamo vivibili e belle le ricchezze che abbiamo. L’associazione Semenza sa che è stato il confronto e lo scambio continuo e costante con il ‘noi collettivo” che ha generato questa ‘visione’ per Auletta. In particolare ringrazia: Nicoletta, che insegna e disegna e che vorrebbe sbagliare un po’ di più, Eligio, chimico in ri- evoluzione, Valentina, educatrice sbarazzina, Giusy, linguista in continua ricerca, Rossella, aiuta ad ascoltare se stessi e il proprio corpo attraverso il pilates, Matteo, artista errante e sognante, Elisa percussionista che insegna e ha tanta voglia di imparare.

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