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Modulo 4 Sommario Sommario.........................................................................................................................................................1 Comunicare: produrre e ricevere messaggi dagli altri....................................................................................2 Introduzione................................................................................................................................................2 Obiettivi didattici........................................................................................................................................2 Strategie di comunicazione.........................................................................................................................3 Ausili specifici per la comunicazione..........................................................................................................9 Autovalutazione.............................................................................................................................................17 Glossario ........................................................................................................................................................18

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Comunicare: produrre e ricevere messaggi dagli altri

Introduzione La comunicazione è la principale modalità con cui si esprimono funzioni sociali dell’uomo. Essa avviene non solo attraverso la parola, ma viene arricchita da una serie di segnali legati all’espressione del volto, alla postura, ai movimenti degli occhi e del corpo. Tutti noi abbiamo sperimentato sensazioni di affetto, interesse nell’ascolto, disattenzione… durante una conversazione con una persona: questi segnali integrano quello che vogliamo trasmettere ed al tempo stesso costituiscono il feedback che riceviamo dalle persone che ci ascoltano. Talvolta la comunicazione avviene anche per via non verbale: un segno di intesa, una stretta di mano, una carezza possono essere segnali significativi tra due persone. La comunicazione può avvenire anche per via mediata: attraverso la scrittura, il telefono, un messaggio sms o di posta elettronica… In questo caso la maniera di comunicare cambia anche perché non integrata dai feedback e dalle altre modalità non verbali di comunicazione. Rispetto alla interazione diretta, questa forma di comunicazione è meno efficace ed ambigua. In questo modulo ci concentriamo sulla comunicazione interpersonale diretta, con le due persone presenti nello stesso luogo e nello stesso momento. Limitazioni sensoriali e motorie possono modificare le possibilità di espressione della persona a cui si presta assistenza. Anche se in maniera differente da quella usuale, si possono sviluppare modalità di comunicazione interpersonale efficaci per esprimere il proprio pensiero o il proprio stato d’animo. Molto spesso, la persona con cui si vuole comunicare sta già utilizzando una propria modalità (per es. con i familiari) ed è quindi consigliabile cercare di partire proprio da questa modalità per evolvere nell’utilizzo di specifiche strategie e ausili. Esistono vari tipi di ausili per la comunicazione che possono essere adattati in modo da essere più funzionali alla persona stessa: la scelta di questi sistemi non dipende unicamente dalle caratteristiche tecniche dell’ausilio stesso, ma in primo luogo dalla strategia adottata di cui costituiscono il supporto tecnico.

Obiettivi didattici Il modulo ha quindi i seguenti obiettivi: 1. Fornire indicazioni pratiche sulle strategie di comunicazione da adottare nel caso di persone con differenti tipi di limitazione 2. Introdurre all’utilizzo e alla gestione di tipologie di ausilio a bassa complessità 3. Introdurre all’utilizzo e alla gestione di tipologie di ausilio ad alta complessità

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Strategie di comunicazione

Introduzione In generale nella comunicazione bisogna offrire un supporto solo per quello che viene richiesto effettivamente dalla persona. Interpretare le sue necessità, anche in base alla nostra sensibilità, e’ una forte tentazione ma non sempre è utile: anzi può essere interpretato come una mancanza di rispetto nei confronti della volontà e delle preferenze individuali. Molto spesso la persona da assistere conosce quello che vuole, anche se non lo sa esprimere bene: porsi in ascolto e tentare di capire è il primo passo per stabilire un rapporto ottimale. Bisogna trattare la persona con difficoltà di comunicazione con lo stesso rispetto dovuto a tutti gli altri: spesso il fatto che una persona comunichi poco viene interpretato come un difetto a livello cognitivo, non è sempre così, la perdita di abilità nella comunicazione non significa una riduzione dell’intelligenza.

In sintesi: porsi in ascolto,

evitare

i

propri pregiudizi e avere rispetto della persona Strategie di comunicazione Esistono varie cause di riduzione della abilità comunicativa, sia di carattere fisico (es. operazioni alla bocca, alla trachea…) sia di carattere neurologico (difetto nella coordinazione) oppure di carattere sensoriale. Per ogni situazione è possibile considerare l’adozione di strategia per facilitare lo scambio di messaggi con la persona: occorre considerare che la comunicazione non avviene solo tramite parole, ma anche attraverso gesti, azioni e sguardo. Ogni atto comunicativo è composto da differenti elementi: •

emittente: è la persona che avvia la comunicazione attraverso un messaggio.

ricevente: accoglie il messaggio, lo decodifica, lo interpreta e lo comprende

codice: parola parlata o scritta, immagine, tono impiegata per "formare" il messaggio

canale: il mezzo utilizzato per trasmettere il codice (lingua scritta, parlata…)

contesto: l’ambiente in cui si svolge l'atto comunicativo 3


oggetto: l'oggetto della comunicazione, a cui si riferisce il messaggio.

Bisogna comunque considerare come la tipologia di messaggi e la terminologia utilizzata rispecchi in qualche modo il “vissuto” della persona: il livello culturale, l’ambiente che ha frequentato ed il lavoro svolto. Alla stessa problematica sensoriale, fisica etc.. possono quindi essere associate necessità comunicative differenti anche in base alle storie personali ed ai fattori di contesto. Ogni comunicazione possiede almeno due caratteristiche distinte: da un lato il contenuto, ciò che le parole dicono esplicitamente, dall'altro la relazione, ovvero quello che le due persone lasciano intendere, a livello verbale e più spesso non verbale, sulla qualità della relazione che intercorre tra loro. Non sempre i singoli messaggi, verbali e non verbali sono sempre congruenti tra loro: questo può avvenire a causa del contesto, della natura della relazione o anche per lo stato psicologico ed emozionale della persona che assistete. Nel caso di persone con disabilità, il vissuto della persona ne condiziona l’approccio stesso alla relazione: all’inizio l’interazione può essere difficile e piena di contraddizioni. Bisogna conoscere questo tipo di difficoltà per superarla e gestire l’interazione con la persona che assistete. Messaggi verbali e non

verbali

e

atteggiamenti possono

essere

contraddittori Non è quindi possibile pensare ad una unica strategia di comunicazione (la stessa per tutti): del resto, nella vita di relazione noi tutti adattiamo continuamente il nostro stile di comunicazione alla persona con cui ci relazioniamo ed al contesto. Possiamo quindi esaminare una serie di situazioni e di atteggiamenti conseguenti che andranno a comporre la strategia di comunicazione nei confronti della persona che assistiamo. Per esempio, quando si incontra una persona con accompagnatore (es. familiare che spinge la carrozzina) è un errore molto comune il fatto che ci si rivolga all’accompagnatore anziché alla persona stessa: anche in famiglia è opportuno cercare la relazione diretta anziché mediata unicamente da un familiare di riferimento.

Linguaggio e comunicazione In generale, bisogna evitare riferimenti alle abilità precedenti della persona e cercare di non descrivere in senso negativo le “differenti abilità” attuali: occorre valorizzare le possibilità di vivere in maniera dignitosa sia in senso materiale che affettivo della persona assistita. Comunque, l’utilizzo di frasi comuni come “dare una mano” (nel caso di un amputato), “essere in gamba” (nel caso di una persona in 4


carrozzina), “ci vediamo” (nel caso di un cieco)… non costituisce un problema, visto che si tratta di modi di dire comunemente usati. Il ricorrere a perifrasi per evitarli potrebbe invece produrre l’effetto opposto! Nel comunicare, bisogna sempre preferire il contatto faccia a faccia per quanto possibile: nel caso di persone con cicatrici e/o segni sul viso (per es. come esito di un trauma da incidente), basta evitare di fissare il viso e/o particolari segni sul corpo. Nel caso di persone con gravi difficoltà comunicative e/o una riduzione delle capacità cognitive, bisogna riferirsi comunque ad un vocabolario ridotto di termini in modo da minimizzare parole ambigue (cioè che possano avere molti significati diversi) ed errori. Strategie di interazione Come detto, le modalità di interazione dipendono dalla persona, dalle condizioni di vita, dalle condizioni di contesto: non è possibile dare delle regole che valgano sempre e con tutti. Di seguito andiamo quindi ad indicare alcune possibilità di interazione nei casi di specifiche disabilità. Spesso le persone anziane vivono con più di una disabilità allo stesso tempo e quindi è utile mediare e combinare differenti strategie: non è raro individuare, con il tempo, forme personalizzate di comunicazione che derivano dallo sviluppo di approcci più generici e da preferenze personali. Persone con problemi motori Per persone che utilizzino ausili (carrozzina, standing..), indipendentemente dal loro ingombro, una buona regola è quella di porsi di fronte alla persona cercando il contatto faccia a faccia. In assenza di altri problemi che influenzino le possibilità di comunicare, bisogna prestare attenzione a non invadere lo spazio personale, esso comprende anche l’estensione costituita dall’ausilio: per esempio, il fatto di appoggiarsi alla carrozzina mentre si parla può essere percepito come un contatto fisico con la persona che assistiamo e quindi distrarla, infastidirla o umiliarla. Le stesse attenzioni devono essere seguite nel caso di una persona a letto: l’importante è sempre stabilire un contatto diretto ponendosi in vicinanza del viso evitando di appoggiarsi o porre oggetti sul letto. Sordità (parziale o totale) Bisogna assicurarsi che la persona stia guardando nella vostra direzione prima di cominciare a parlare, si può richiamare la sua attenzione con un tocco delicato sulla spalla o sul braccio. In certi casi è utile spostarsi per comunicare più efficacemente: porsi quindi di fronte o in direzione di un eventuale apparecchio acustico. Nel caso di una persona che si sia allenata alla lettura labiale, occorre posizionarsi frontalmente cercando di scandire le parole ad un ritmo leggermente più lento del normale per permettere l’interpretazione del movimento delle nostre labbra. In questo caso, non bisogna posizionarsi di spalle a sorgenti di luce troppo forte poiché il contrasto di luce rende meno visibile il vostro viso. Per lo stesso motivo, bisogna evitare gesti che nascondano il viso e la vostra bocca mentre parlate. Nel caso di persone con un certo grado di sordità, cercare di comunicare in situazioni di calma e silenzio in modo da aiutarne la comprensione, per esempio spostarsi in un locale meno rumoroso o spegnere la lavatrice/lavapiatti prima di cominciare a comunicare. In molti casi, può essere utile l’utilizzo di carta e 5


penna, soprattutto nel caso di termini particolari di non frequente utilizzo. La comunicazione scritta non sempre viene accettata dalla persona in quanto diversa rispetto alla modalità percepita come “normale”, comunque si possono utilizzare alcuni fogli preparati per una comunicazione rapida e non ambigua, semplicemente indicando su di essi alcune parole di uso frequente. Bisogna evitare cambi improvvisi di contesto: piuttosto spiegare chiaramente il nuovo argomento di cui si va a parlare. L’utilizzo dei gesti può aiutare soprattutto se questi appartengono al “vocabolario” della persona. In generale occorre essere pazienti, verificando che la persona abbia compreso quello che stiamo esprimendo con ogni singola frase. Riduzione della capacità visiva (parziale o totale) La riduzione della vista è una conseguenza normale dell’invecchiamento, in certi casi, esistono cause specifiche che producono differenti effetti, quali la riduzione dell’ampiezza del campo visivo, l’impossibilità di distinguere i colori, la riduzione del tempo di fissazione e quindi la possibilità di discriminare dettagli ed oggetti in una scena. In tutti i casi, bisogna tenere presente la scarsa capacità da parte della persona di distinguere le espressioni del viso ed i gesti che accompagnano la comunicazione verbale. Nel caso di persone cieche, bisogna avere l’accortezza di descrivere in anticipo le azioni che farete ed avrete in mente di fare: per es. proponendo di sedersi sulla sedia intorno al tavolo, occorre prima descrivere l’azione “sulla destra trovi la sedia per sederti” e poi accompagnare la mano della persona alla sedia in modo da aiutarla ad individuarla senza problemi. In ogni caso, avvertire sempre la persona che la stiamo per toccare (“Adesso ci stringiamo le mani per salutarci”): non potendo vedere in anticipo le vostre intenzioni, la persona potrebbe rimanere sorpresa e infastidita da un inaspettato contatto fisico. Persone sordo-cieche La riduzione di capacità sensoriale è frequente ad età avanzata ed interessa in diversa misura tutti i sensi, in altri casi, è un prodotto di un evento patologico (es.: ictus emorragico o ischemico) o di un incidente. Nei casi in cui sia particolarmente rilevante si devono sviluppare appropriate strategie comunicative. Esse non derivano dalla semplice combinazione di ciò che si è descritto precedentemente. Per esempio, si può sfruttare il senso del tatto, scrivendo le lettere in maiuscolo sul palmo della mano della persona; nel caso di una riduzione consistente delle capacità sensoriali si può ricorrere all’uso della scrittura con un pennarello con un tratto di dimensioni adeguate su una superficie bianca (o comunque ben contrastata). In altri casi si possono preparare delle tabelle segnate a rilievo per proporre delle scelte e quindi delle risposte. Le tabelle possono fare uso del linguaggio Braille (se appreso ed utilizzato dalla persona) oppure dei simboli (alfabetici o grafici) in rilievo. Nel caso di persone sordo-cieche da lungo tempo, talvolta si può comunicare attraverso la lettura delle labbra effettuata con le mani: la persona ponendo le mani sulle labbra di chi sta parlando riesce a decodificare le sillabe mentre vengono pronunciate. Tale tecnica prevede un lungo periodo di addestramento e quindi relativamente diffusa. Persone con problemi vocali 6


Si tratta di una situazione molto comune, nel caso di conseguenze di disturbi neurologici (sia patologie che eventi come un ictus). In questo caso la produzione vocale e’ impedita o fortemente limitata e quindi poco comprensibile: nel porsi in relazione, bisogna comunque ricordarsi che questa difficoltà di produzione non è necessariamente in relazione con una riduzione delle capacità intellettive della persona. Quindi è utile porsi in ascolto e con molta pazienza attendere che la persona cerchi di esprimere quello che vuole dirci, senza essere tentati di correggere le parole pronunciate erroneamente o concludere la frase in base a quello che supponiamo ci voglia dire. Del resto, non bisogna far finta di avere necessariamente compreso il senso della frase se non è così: meglio chiedere di ripetere piuttosto che sbagliare il significato della comunicazione. Nel far questo spiegare fino a quale punto si è riusciti a comprendere la frase e quindi da quale punto necessitate che venga ripetuta. Occorre prendersi il tempo necessario alla comunicazione, senza trasmettere ansia ed impazienza. Nel caso di una capacità vocale presente anche se con un ridotto livello di emissione (es.: morbo di Parkinson), si può far uso di specifici microfoni amplificatori anche alimentati a batteria. Del resto, si possono utilizzare semplici ausili basati su tabelle testuali o grafiche da sottoporre alla persona per velocizzare la comunicazione: tabelle con l’alfabeto, tabelle con le parole di uso più frequente possono essere utilizzate e combinate per formare frasi, tabelle con simboli e icone che indicano frasi complete… Più tabelle possono essere raggruppate in un raccoglitore, costituendo un “quaderno di comunicazione” da utilizzare in base al contesto comunicativo. Come descritto nella sezione degli ausili, le tabelle possono essere utilizzate sia attraverso l’indicazione diretta da parte della persona che in maniera mediata attraverso l’assenso della persona alla vostra indicazione dei simboli. La scelta tra queste due modalità dipende dalla capacità motoria espressa dalla persona e dalla sua difficoltà nell’effettuare la selezione dei simboli. 1

Tabella di comunicazione 1

Persone con difficoltà cognitive Talvolta nelle persone anziane, difficoltà di comunicazione si accompagnano a limitazioni cognitive: questo aspetto si riflette in una limitata capacità di elaborare messaggi complessi. Questo e’ caso di particolari patologie e eventi traumatici a livello neurologico. Non bisogna comunque avere un preconcetto riguardo il tipo di comunicazione o sul senso delle richieste fatte dalla persona, occorre invece sviluppare nel tempo l’abilità interpretativa (per esempio, rispetto all’utilizzo di denominazioni errate 7


per indicare azioni o cose) tarata sul “vocabolario” della persona, considerando che spesso è ridotto in ricchezza e complessità. Per questo motivo, parlando con la persona che assistete occorre essere pronti a spiegare le stesse cose in modi differenti utilizzando parole diverse ed a ridurre la complessità dei singoli messaggi: per esempio dividendo il discorso in frasi più semplici. E’ comunque buona norma ridurre le fonti di distrazione provenienti dall’ambiente (rumori, suoni, persone e cose in movimento) per ottenere il massimo di attenzione durante la comunicazione. In alcuni casi, è conveniente far uso di apposite tabelle di comunicazione basate su immagini: esse costituiscono una sorta di alfabeto essenziale per la comunicazione. Il simbolo utilizzato può essere un disegno o una foto non particolarmente complessa da decodificare (per es.: senza sfondo) che indica un’azione, una cosa, uno stato emotivo: per esempio due gambe che camminano possono indicare “voglio uscire”, una radio “voglio ascoltare la musica”, una faccia triste “mi sento triste”….

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Ausili specifici per la comunicazione Introduzione All’interno delle strategie più o meno complesse per la comunicazione è possibile introdurre e far uso di ausili specifici che facilitano la produzione e la comprensione di messaggi. Si tratta quindi di sistemi di ausilio adattabili a differenti situazioni di utilizzo a seconda del tipo e livello di disabilità della persona e del contesto stesso di utilizzo. Molto spesso questi ausili vengono previsti e forniti all’interno di un percorso riabilitativo e/o assistenziale, per mezzo di una attività di consulenza specialistica di tipo sanitario. In questo modulo didattico si forniscono una serie di informazioni sulle principali tipologie di ausili e sulla loro gestione ed uso. Gli ausili per la comunicazione non costituiscono una “strategia comunicativa” di per se, ma piuttosto rappresentano supporti all’implementazione della stessa: sono quindi “trasversali” alle modalità di comunicazione e non necessariamente dedicati ad ognuna di esse: in generale non esiste una corrispondenza diretta tra tipo di disabilità ed ausilio da utilizzare. Un

ausilio

per

comunicazione

la non

costituisce di per se una

strategia

comunicativa Si possono individuare due principali categorie di ausili in base alle modalità di accesso: quelli ad accesso “diretto” inteso come possibilità di scelta del simbolo tra un set proposto per la comunicazione e quello ad accesso “indiretto” attraverso idonee strategie di scansione dei simboli stessi. La scelta di ausili di una o l’altra categoria dipende in primo luogo dalle capacità della persona disabile e deve essere il risultato di una valutazione specialistica.

Ausili a controllo diretto Esistono una serie di possibilità per migliorare la capacità di comunicazione interpersonale, alcune a bassa tecnologia (utilizzando ausili meccanici, auto-fabbricati), altre utilizzando tecnologia di uso comune (o meglio adattando sistemi elettronici già presenti sul mercato come telefoni cellulari e personal computer) fino a sistemi di ausilio specificamente progettati (soluzioni ad hoc con funzioni ed adattamenti speciali). In tutti i casi, la soluzione adottata ha un valore, non in base alla complessità, ma in quanto efficace e gestibile all’interno della strategia utilizzata. Tabelle di simboli e lettere Si tratta si semplici tabelle poste su un supporto rigido riportanti simboli e o lettere dell’alfabeto, spaziati opportunamente: in questo modo la persona può indicare direttamente i simboli con un dito, 9


indirizzando una cannuccia tenuta in bocca, con un’asticella fissata al capo con una fascia o un caschetto…

Si può facilmente realizzare un sistema per l’indicazione dei simboli posti anche ad una certa distanza dalla persona, utilizzando semplicemente con puntatore laser fissato al capo, attraverso gli occhiali o una fascia. Se la tabella viene opportunamente posizionata (per esempio su una parete), in questo modo si rende facilmente visibile la selezione effettuate per tutte le altre persone presenti. A seconda delle preferenze personali, i simboli possono essere a colori o in bianco e nero: possono essere disegnati direttamente o scaricate da internet.

Il principale vantaggio di tali soluzioni e’ costituito dalla facile riproducibilità, portabilità e facilità di utilizzo del sistema, che può essere personalizzato con simboli e schede in base al contesto di uso (a casa, in giardino, al mercato…) fino a comporre dei veri e propri “quaderni di comunicazione”. Le schede possono essere plastificate in modo da renderle lavabili e disinfettabili.

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Una variante di questo sistema, soprattutto in caso di totale immobilità, è quella del cosiddetto ETRAN (Eye Transfer – trasferimento con gli occhi) che prevede l’individuazione di lettere o simboli su un supporto trasparente per mezzo dell’incrocio dello sguardo tra l’assistente e la persona: in pratica frapponendo la tavola trasparente tra i due, bisogna individuare dove sta mirando lo sguardo della persona sulla tavola. E’ un sistema comunque efficace se utilizzato dopo un certo allenamento da parte di entrambi i partecipanti alla comunicazione.

Nell’utilizzo di un ETRAN occorre comunque prestare attenzione agli elementi di distrazione, che porterebbero lo sguardo della persona e dell’assistente a guardare altrove, e all’illuminazione, una fonte di luce intensa (finestra) posta alle spalle dell’assistente potrebbe disturbare la visione da parte della persona e viceversa. Sistemi di chiamata elettronici I sistemi di chiamata sono pensati in primo luogo per la sicurezza della persona: in questo modo può richiamare l’attenzione di un assistente lontano (in un’altra stanza) oppure funzionare da allarme durante la notte. Nei casi più gravi (immobilità quasi completa, nessuna capacità vocale), si può ricorrere a strategie di comunicazione di tipo “reattivo”: si chiede cioè di confermare con il sì o il no un’eventuale proposta/messaggio. In questi casi un sistema di chiamata come un semplice campanello o avvisatore acustico opportunamente posizionato ed adattato può essere utile per ottenere una risposta certa da parte della persona. Questo tipo di comunicazione dipende molto dalle caratteristiche della relazione che si hanno con la persona e dalla capacità di proporre scelte utili rispetto al contesto (orario della giornata, situazione …). Si tratta comunque di comunicazioni relativamente ricche di stimoli, in quanto 11


impongono una serie di scelte intorno a determinati argomenti: soprattutto limitatamente alle necessità di cura ed assistenza. Può essere utile sviluppare (anche mentalmente) uno schema a categorie in modo da proporre una serie di scelte iniziali per determinare il motivo della chiamata iniziale e successivamente andare ad individuare in dettaglio la necessità della persona, per esempio: iniziare con “Dolore”, “Bisogno”, “Televisione”, “Chiamare”…poi una volta determinata la categoria andare in maggior dettaglio (Es. nel caso di “Dolore”) e quindi “Testa”, “Spalle”, “Piedi”.. In questo modo si riesce a realizzare un percorso ordinato che rende più veloce e meno frustrante la comunicazione. Voca Una evoluzione a maggior complessità di tale soluzione sono i cosiddetti VOCA (Voice Output Communication Aids – ausili per la comunicazione con uscita vocale). In questo caso, si propongono una serie di pulsanti (anche organizzati in griglie regolari) con uscita sonora: il messaggio corrispondente ad ognuno dei pulsanti può essere registrato e quindi personalizzato in base al simbolo mostrato. Esistono VOCA a messaggio singolo utili per situazioni di emergenza e/o limitate necessità comunicative, fino a VOCA a più di 64 messaggi, più completi ma anche più complessi da gestire.

Normalmente sono portatili con funzionamento a batteria e sono finalizzati alla comunicazione iconica (un disegno o un’immagine che rappresentano una frase per indicare un bisogno, uno stato d’animo o un’azione). Il vantaggio maggiore è quello di poter comunicare in maniera comprensibile anche con persone che si vedono la prima volta ed a maggiore distanza (nella stanza, nell’ambiente, compatibilmente con l’intensità sonora emessa). L’azionamento dei pulsanti può avvenire sia in maniera diretta (dita, pugno, piede…) sia attraverso un’estensione del corpo (come una bacchetta) fissata alla testa, alla spalla etc…

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Nell’utilizzo dei VOCA e dei sistemi di chiamata sonori, è importante assicurare l’assenza di disturbi e rumori nell’ambiente, che, impedendo l’immediata comprensione del messaggio o del segnale, costringono la persona a ripetute attivazioni dell’ausilio. Personal Computer Nel caso di una sufficiente capacità motoria a livello delle mani, si può utilizzare direttamente la tastiera di un computer portatile per scrivere dei messaggi di testo. Questa opzione offre la possibilità di preparare e soprattutto memorizzare i propri messaggi. Il computer è uno strumento programmabile, cambiando il programma (software) si possono ottenere varie possibilità di utilizzo. Sono disponibili vari tipi di software pensati per un utilizzo da parte di persone con vari tipi di disabilità. In certi casi, alla funzione di scrittura tramite tastiera si può associare la sintesi vocale del messaggio, che come nel caso dei VOCA lo rende comprensibile anche a persone che non siano davanti allo schermo del computer (altrove nella stanza, per esempio). Nell’utilizzo del computer, grande attenzione deve essere posta al posizionamento confortevole e funzionale della tastiera e dello schermo: nel caso di un portatile potrebbe essere preferibile collegare una tastiera esterna in modo da poter spostare lo schermo in posizione ottimale (direttamente nel campo di vista della persona e lontana da riflessi e condizioni di luce sfavorevoli). Esistono tastiere speciali con un numero ridotto di tasti e soprattutto con tasti più grandi e visibili del normale: per mezzo di alcune configurazioni del computer è possibile ridurre l’effetto di un’eventuale imprecisione nella pressione dei tasti e l’effetto della ripetizione automatica nel caso venga tenuto premuto più di un certo tempo. Come accennato per i VOCA, anche nel caso di utilizzo di un personal computer è necessario assicurare un sufficiente livello di quiete nell’ambiente: i computer portatili hanno normalmente un livello basso di uscita audio per preservare la carica della batteria. Sono disponibili nel normale commercio, altoparlanti esterni da connettere all’uscita audio del computer per ottenere un livello sonoro più alto. Altri ausili Per chi non ha abitudine all’uso di sistemi informatici, la tastiera del computer ed il computer stesso possono risultare di difficile gestione. Esistono sistemi portatili che sono più simili ad una macchina da scrivere piuttosto che ad un computer; talvolta lo stesso utilizzo del cellulare (dotato di predizione di parola) può essere di grande aiuto a supportare la produzione di messaggi: la persona può comporre un messaggio di testo (sms) che, invece di inviare, mostra all’assistente. Il costo ridotto sia dei computer che dei telefoni cellulari e la disponibilità di un gran numero di tipologie (di schermo e tastiera) favorisce una certa diffusione di queste soluzioni di ausilio. Attraverso appositi software, utilizzando il computer è comunque possibile realizzare un comunicatore basato su delle icone di cui sia richiesta l’indicazione sullo schermo: la selezione può avvenire sia per mezzo del mouse che attraverso un touch-screen (schermo sensibile al tocco). In alternativa al mouse si può utilizzare un joystick con il vantaggio di offrire un punto di ancoraggio fisso alla mano e di ridurre l’escursione dei movimenti della mano. Esistono joystick commerciali (derivati da quelli dei videogiochi)

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e prodotti specifici per la disabilità: alcune carrozzine elettroniche hanno joystick di comando che si collegano anche al computer, sostituendo il mouse.

Esistono inoltre sistemi di tipo più complesso come quelli basati sul movimento della testa e degli occhi: le funzioni realizzate sono sempre quelle offerte dal software nel computer, differente è la modalità di accesso e quindi di controllo del puntatore sullo schermo. La maggioranza di questi sensori sono di tipo ottico, quindi funzionano attraverso un contatto visivo con l’utilizzatore ed in generale possono essere disturbati da condizioni di luce estreme (molta luce diretta, variazioni veloci di luminosità..). In generale, questo tipo di ausili sono utilizzati da persone con movimenti molto limitati (per esempio nel caso di forme avanzate di SLA – Sclerosi Laterale Amiotrofica).

Ausili a controllo mediato In alcune situazioni, l’interazione diretta tra ausilio e persona potrebbe essere impedita o molto limitata: nel caso di disabilità molto grave si hanno pochi movimenti possibili (ripetibili e controllati), spesso sono legati a cenni di assenso e negazione (sì / no) prodotti con varie modalità (chiusura degli occhi, movimento del braccio, su/giù o destra/sinistra del capo…). Come spiegato prima, queste situazioni propongono strategie di comunicazione “reattive”. In alcuni casi si può ricorrere all’indicazione diretta di un oggetto nella stanza (per esempio mostrando gli occhiali per chiedere se li vuole mettere) o a gesti per indicare azioni (portare la mano alla bocca per chiedere se vuole mangiare/bere). Attraverso l’utilizzo di una tabella di comunicazione si può interagire in maniera più complessa presentando “a scansione” (per esempio indicando con il dito) i simboli rappresentati, in questa maniera si possono comporre parole e frasi. Per facilitare l’utilizzo di questo sistema, si può cercare di completare la parola non appena se ne 14


intuisce il significato, velocizzando la produzione del messaggio. Nel caso di problemi uditivi, la stessa tabella può servire per comporre messaggi verso la persona assistita. Con la stessa modalità di scansione si possono proporre ausili elettronici: l’elemento di comando è il sensore che viene azionato con i movimenti residui della persona. Esistono molti tipi di sensori ognuno adatto a intercettare in modo ripetibile ed ergonomico un gesto o un movimento: sensori meccanici a pulsante, a leva, a vibrazione, a soffio... Esistono anche sensori senza contatto fisico, come quelli basati sulla luce infrarossa, in grado di rilevare piccolissimi movimenti come quelli di apertura e chiusura degli occhi. Questi sensori devono essere attentamente posizionati rispetto alla persona in modo che loro posizione sia ripetibile, in questa maniera si può ridurre lo sforzo per il loro utilizzo: di solito, si utilizzano supporti come bracci e sostegni orientabili e regolabili in altezza, alcune volte forniti come accessori delle carrozzine o dei letti, in certi casi basta un piano di lavoro magari regolabile in altezza. Attraverso un’apposita interfaccia elettronica è possibile collegare i sensori al software di comunicazione del PC. In modo analogo alla tabella dei simboli scandita manualmente, lo schermo del computer presenta una serie di caselle con dei simboli (icone o lettere alfabetiche) che vengono evidenziate con una certa cadenza. Il tempo di scansione è regolabile in base alle caratteristiche della persona. Anche il contenuto e la grandezza delle caselle e quindi la densità delle informazioni possono essere configurabili in modo da essere adattati alle esigenze ed alle possibilità dell’utilizzatore. Attraverso l’attivazione del sensore la persona può far partire la scansione e poi, quando evidenziato, scegliere il simbolo che interessa. I simboli a video possono essere disegni (icone) come nei VOCA oppure lettere dell’alfabeto: se il simbolo è un disegno, la frase associata viene stampata sul video ed il relativo messaggio viene riprodotto con gli altoparlanti del PC, nel caso in cui il simbolo sia di una lettera dell’alfabeto, essa va a comporre la parola e la frase in un’apposita area dello schermo. Al termine della scrittura la frase completa può essere letta attraverso la sintesi vocale del computer.

Lo stesso schema di accesso a scansione può essere applicato anche a strumenti diversi dal computer, per esempio un VOCA a 10 messaggi: in questo caso le icone vengono evidenziate in sequenza, quando la persona riconosce il simbolo corrispondente al messaggio che vuole produrre, lo seleziona attivando il sensore.

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Bisogna notare che l’utilizzo di questi sistemi non è immediato: si ottengono risultati apprezzabili solo con la pratica ed un livello di allenamento all’attivazione del sensore e alla gestione dell’ausilio è sempre necessario per sfruttarne le caratteristiche.

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Autovalutazione

1. La comunicazione avviene solo per via verbale ? Vero

Falso

2. E’ possibile pensare ad una strategia di comunicazione valida per tutte le persone ? Vero

Falso

3. Una persona sordo-cieca può comunicare ? Vero

Falso

4. Una strategia di comunicazione può utilizzare un sistema di chiamata ? Vero

Falso

5. Una semplice tavola con immagini può essere considerata un ausilio per la comunicazione ? Vero

Falso

6. Un ausilio è anche la strategia di comunicazione ? Vero

Falso

7. Un VOCA è un ausilio che aumenta l’intensità del suono prodotto dalla voce ? Vero

Falso

8. Una persona che non parli ed esprima un solo movimento volontario può comporre una frase con un ausilio ? Vero

Falso

9. Un personal computer può diventare un ausilio per la comunicazione ? Vero

Falso

10. La scelta degli ausili è il risultato di una valutazione specialistica ? Vero

Falso

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Glossario Comunicazione: condivisione, tra due o più soggetti, di un medesimo significato, conversazione e interazione tra emittente e ricevente, essa è quindi caratterizzata dal codice utilizzato, dal canale e dall’oggetto della stessa Emittente: è la persona che avvia la comunicazione attraverso un messaggio. Ricevente: accoglie il messaggio, lo decodifica, lo interpreta e lo comprende Codice: parola parlata o scritta, immagine, tono impiegata per "formare" il messaggio Canale: il mezzo utilizzato per trasmettere il codice (lingua scritta, parlata…) Contesto: l’ambiente in cui si svolge l'atto comunicativo Oggetto: l'oggetto della comunicazione, a cui si riferisce il messaggio Linguaggio non verbale: comunicazione mediante l'invio e la ricezione di messaggi senza l’uso delle parole; la comunicazione non verbale comprende le espressioni del viso, contatto con gli occhi, i gesti, la postura e il linguaggio del corpo Ausilio (per la comunicazione): sistemi che permettono o facilitano la comunicazione interpersonale e lo scambio di informazioni a distanza (telefoni, audio-video, internet...), possono essere a bassa (tabelle grafiche) o ad alta tecnologia (sistemi elettronici); si distinguono in tabelle di comunicazione

(alfabetiche o iconiche), VOCA, comunicatori alfabetici (sia hardware che software) VOCA: letteralmente “sistemi di comunicazione con uscita vocale”, attrezzature, generalmente portatili, che permettono la comunicazione interpersonale utilizzando un'emissione di voce registrata o di sintesi vocale; si presentano come dispositivi con un numero variabile di tasti, su di essi può essere posto un simbolo a cui corrisponde un messaggio vocale Tabella di comunicazione: tavola in cui la persona indica (in modo diretto o mediato) il simbolo prescelto fra quelli presenti; possono contenere lettere (simboli alfabetici) o immagini Quaderno di comunicazione: insieme di più tabelle di comunicazione, ordinate e categorizzate in base al contesto di utilizzo e/o finalità della comunicazione

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Modulo 4 italiano  
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