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Anno XIV numero 38 - 15 Giugno 2014

PERIODICO DI ISPIRAZIONE CRISTIANA

€ 1,00

Direzione Redazione Amministrazione Via Decollati 2/c - 90124 Palermo. Tel 091 6177936 - cntnsettimanale@libero.it - www.cntn.it

“Del senno di poi si può sempre ridere ed anche di quello di prima, perché non serve”

I. Svevo

A SETTANTA ANNI MI CONFESSO… L’ EDITORIALE DI GIACOMO RIBAUDO Ho compiuto settanta anni da qualche giorno. Non è questa la prima occasione in cui impiego giorni e giorni a fare bilanci. È successo quando ne ho compiuto cinquanta; quando ho celebrato 25 anni di sacerdozio, quando ne ho celebrato quaranta; succede ogni volta che il cambiamento di parrocchia mi costringe a una revisione radicale… Lascio perdere il tempo prima del sacerdozio. Mi ci diffondo in una intervista autobiografica che sto preparando aiutato da alcuni amici. Partiamo dal 17 Dicembre 1966. Appena ordinato sono rimasto a Marineo, mio paese natìo, quasi per forza di inerzia. Nessuno mi disse: “Restaci”, nessuno mi disse: “Spostati”. Cominciai a lavorarvi e basta. O meglio, continuai a lavorarvi, come avevo fatto da bambino, da adolescente, da giovane, durante le vacanze che il seminario allora ci concedeva. Non so se ho fatto bene a non insistere per una nomina. So solo che in due anni si sono rivoluzionate tante, forse troppe cose. Tutta la comunità marinese, non solo quella dell’unica parrocchia, ne risentì. Chiedo perdono a Dio se ho sollecitato l’ambiente a mutamenti troppo veloci,

se i due preti, abbastanza più anziani di me, non ressero ai miei ritmi e fecero capire al cardinale Carpino che era meglio che cambiassi aria. Provvide il buon Presule, assegnandomi come aiuto a d. Salvatore Pulizzotto, che da Arciprete di Bolognetta veniva, nel Settembre del 1968, trasferita con lo stesso titolo a Villabate. Nessuna nomina arrivò mai, questa volta sollecitata a più riprese. Lavoravo in parrocchia senza tregua e senza stanchezza, sottoponendomi senza mai lamentarmi a qualsiasi fatica. Dopo due anni però mi esaurii e sfogai con il cardinale Carpino la mia amarezza perché non riuscivo a sintonizzare ritmi, mentalità

e programmi con il Parroco. Riconosco che a volte mi dimostravo troppo sicuro delle mie idee e poco disponibile ad accettare le sue, anche se finivo sempre con l’ubbidire. Chiedo anche per questo perdono a Cristo, cui con l’ Ordinazione

mi sono consacrato. Carpino risolse subito il problema affidandomi la nuova parrocchia che era sorta a Sud del Comune e che officiava i riti sacri all’interno di un rustico e poco capiente magazzino. Con P. Pulizzotto ho cercato sempre di mantenere in equilibrio un rapporto un po’ difficile. Mi dispiace se non sempre sono riuscito a evitare frizioni e malintesi. In venti anni comunque erano molte le forme di collaborazione e non siamo mai arrivati a spaccature considerevoli. Tra il 1975 e il 1985 Villabate ha vissuto un periodo meraviglioso di trasformazioni benefiche sotto tutti i punti di vista. Dopo quella data qualcosa cominciò ad incrinarsi,

Pappalardo, Arcivescovo di Palermo dal 1970, a reggere la parrocchia della Magione, a dirigere la scuola diocesana per i ministeri e, qualche anno dopo, a coordinare una sezione della segreteria pastorale dei Vescovi della Sicilia e ad occuparmi della formazione dei Diaconi e dei candidati al Diaconato. Alla Magione ho servito fino al 2011, con grossi problemi nei confronti della mafia, dei politici, della Magistratura e della Curia arcivescovile. Credo di avere sempre agito secondo coscienza, ma mi rammarico moltissimo se qualche scelta e qualche atteggiamento hanno obbedito più alla rabbia e alla impulsività che all’amore. Negli ultimi anni della Magione sono rimasto isolato, nonostante le tante pubblicazioni, le chiese aperte, il settimanale CNTN e l’emittente “Tele Regina”. Nel 2011 passo ai Decollati per libera scelta. Mi era stata proposta una parrocchia di maggiore prestigio, ma mi sono sentito più a mio agio in questo quartiere di periferia così difficile, ma anche così vario e affascinante. L’impatto con la gente è stato in genere positivo, ma anche qui, solo dopo tre anni, ho da chiedere perdono. Tanti che vedevo infatti si sono allontanati e mi chiedo sempre: “Quanta responsabilità è mia?” Perdonami, Signore, se in settanta anni, ti ho potuto dare molto poco. Non so se sono in tempo per fare ancora qualcosa. Ce la metterò tutta. Ma Tu anche se moltissime iniziative furono aiutami. Nulla sono senza di Te e senza di quel periodo. Chiedo perdono alla di Te nulla riesco a compiere... Spirito Santo e ai Villabatesi se le mie intemperanze hanno fatto allontanare giacomo.ribaudo@fastwebnet.it tante anime. Tel. 091 490155 Nel 1991 fui chiamato dal card. Cell. 330 537932

Copertina cntn 38 stampa  
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